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Morto a 88 anni David Hockney, iconico pittore britannico e maestro della Pop Art

Roma, 12 giu. (askanews) – David Hockney, iconico pittore britannico che ha rivoluzionato lo sguardo sull’arte del XX secolo, è morto all’età di 88 anni. Lo riportano tutti i media del Paese.

Si era fatto conoscere come artista della Pop Art durante gli anni Sessanta e probabilmente era celebre soprattutto per i suoi dipinti di piscine, che contribuirono a definire l’estetica di Los Angeles. Opere come A Bigger Splash e Portrait of an Artist (Pool With Two Figures) raffiguravano scene edonistiche di amore, desiderio e perdita sotto i cieli assolati della città californiana.

La carriera di Hockney, durata oltre sei decenni, non può essere tuttavia definita da una sola epoca. Realizzò ritratti che rivoluzionavano la prospettiva attraverso il fotocollage, sperimentò la pittura astratta di paesaggio e, negli ultimi anni della sua vita, esplorò le possibilità offerte dalle emergenti tecnologie tridimensionali per la creazione artistica.

Nato a Bradford nel 1937, Hockney era il quarto di cinque figli di quella che lui stesso definì una “famiglia operaia radicale”. I suoi genitori incoraggiarono fin da subito il suo talento artistico. Studiò arte al Bradford College e vendette il suo primo dipinto – un ritratto del padre – per 10 sterline alla Yorkshire Artists Exhibition nel 1957.Obiettore di coscienza, svolse i due anni di servizio nazionale come inserviente ospedaliero prima di iscriversi al Royal College of Art nel 1959. Si guadagnò rapidamente la reputazione di talento eccezionale, ma anche di spirito ribelle. Il suo rifiuto di realizzare un disegno dal vivo di una modella rischiò di negargli il diploma: per protesta presentò Life Drawing for a Diploma, che raffigurava una figura maschile muscolosa tratta da una rivista americana di cultura fisica.

Hockney rifiutò inoltre di scrivere il saggio richiesto per l’esame finale, sostenendo che dovesse essere valutato esclusivamente per le sue opere. Il Royal College of Art, consapevole del talento che stava coltivando, modificò le proprie regole per potergli conferire il diploma.

Fu l’inizio di una carriera in cui Hockney non ebbe mai timore di sfidare la società conservatrice. Il dipinto We Two Boys Together Clinging del 1961, ispirato a una poesia di Walt Whitman, ne fu un primo esempio. Opere successive, come Cleaning Teeth, Early Evening (10pm) W11 del 1962, con i suoi tubetti di dentifricio Colgate dalle evidenti allusioni falliche, rappresentavano la vita omosessuale con una sincerità e un’apertura quasi inconcepibili nella Gran Bretagna in cui l’omosessualità rimase un reato fino al 1967.

Con i suoi caratteristici capelli biondo platino, gli occhiali rotondi dalla montatura spessa e la sigaretta sempre tra le labbra, Hockney divenne una figura di spicco della mondanità degli anni Sessanta tra Londra e Stati Uniti. Frequentò personalità come Andy Warhol, Ossie Clark e Dennis Hopper, costruendosi la fama di playboy. Pur vivendo intensamente la vita bohémien dell’epoca, fatta di feste e droghe, non perse mai il forte senso del lavoro tipico delle sue origini nello Yorkshire. Anche dopo un ictus nel 2012, che compromise temporaneamente la sua capacità di parlare, continuò a lavorare senza sosta.

Dopo il trasferimento a Los Angeles a metà degli anni Sessanta, le sue opere più mature e misurate ottennero grande riconoscimento per la capacità di trasmettere emozioni profonde e complesse sulla tela. Man in Shower in Beverly Hills (1964) segnò un momento importante della sua evoluzione verso uno stile più realistico.

Nel novembre 2018, il suo capolavoro del 1972, Portrait of an Artist (Pool With Two Figures), fu venduto per 90,3 milioni di dollari (oltre 77 milioni di euro) presso Christie’s, stabilendo all’epoca il record mondiale per un artista vivente. L’opera, ispirata alla fine della relazione con il suo compagno, conquistò la critica. Il critico del Guardian Jonathan Jones la definì nello stesso anno “una serena distillazione di amore e dolore”.