HomeAskanewsMps alla prova dell’assemblea: a Siena i soci decidono il nuovo cda

Mps alla prova dell’assemblea: a Siena i soci decidono il nuovo cda

Siena, 14 apr. (askanews) – L’attesa sta per finire. Domani a Siena l’assemblea degli azionisti di Mps nominerà il nuovo cda e i vertici che guideranno la banca per il prossimo triennio, portando a termine l’operazione di aggregazione con Mediobanca. Il clima è tutt’altro che sereno. Le due liste di maggioranza – quella del cda col ticket Palermo-Maione e quella del socio Plt che ricandida l’ex amministratore delegato Lovaglio, licenziato dalla stessa banca per giusta causa – si contenderanno i voti del mercato, visto che oltre la metà del capitale del Monte è in mano a fondi e investitori istituzionali.

Con un’affluenza attesa intorno al 70% (ma i risultati veri si conosceranno solo domattina), la lista del cda parte da una base solida – in virtù anche della partecipazione del 13,5% del gruppo Caltagirone – ed è fiduciosa di superare la soglia del 30% del capitale totale, assicurandosi in tal caso la maggioranza del consiglio. Il confronto resta comunque aperto, alla luce anche dell’appoggio del fondo norvegese Norges Bank e del colosso Usa BlakcRock alla lista del socio Tortora (Plt), che possiede l’1,2% del capitale. Nessuna indicazione ufficiale giunge, per il momento, sia dal primo azionista Delfin – la holding della famiglia Del Vecchio che ha depositato l’intera quota del 17,5% e che potrebbe astenersi o, secondo alcune indiscrezioni di stampa, perfino appoggiare la lista di minoranza dei fondi – sia da Banco Bpm, che detiene il 3,7% di Mps. Resta sicuramente fuori dalla partita il ministero del Tesoro che non parteciperà all’assemblea, come aveva già fatto a febbraio per l’assise sulle modifiche allo Statuto e l’introduzione appunto della lista del cda.

Una volta votate le liste (punto 6 all’ordine del giorno), con 15 seggi contesi da tre schieramenti (per le due liste meno votate sono assicurati almeno tre posti, fino a un massimo di sette), non sono esclusi colpi di scena alla seconda votazione. Quella di domani sarà, infatti, la prima assemblea a vedere applicate le nuove disposizioni della Legge Capitali, con riflessi diretti sulle modalità di voto perchè, qualora la lista del cda risultasse vincente, tutti i soci, anche quelli che in precedenza si sono astenuti o hanno votato contro, saranno liberi di esprimere il loro gradimento in seconda battuta su ogni singolo candidato, con possibili sorprese finali sulla composizione del futuro board. Tanto più che perfino i proxy advisor Iss e Glass Lewis, nel raccomandare la lista del cda, hanno bocciato alcuni nomi illustri della lista del cda. Iss, per esempio, consigliava di votare contro la riconferma del presidente Maione. Entrambi d’accordo sul voto contro per Alessandro Caltagirone, Elena De Simone (manager espressione del gruppo Caltagirone) e il presidente del comitato nomine di Mps, Domenico Lombardi. Anche Norges Bank nella seconda votazione sui singoli consiglieri ha comunicato la sua bocciatura per Maione, Palermo, Passera, Caltagirone, De Simone e Lombardi.

Sul fronte proxy, infine, Plt ha chiesto ai Iss e Glass Lewis di valutare la possibilità di rivedere le proprie posizioni alla luce delle successive comunicazioni del cda Mps seguite a quella del deposito della lista il 4 marzo, ossia quelle relative all’ordine della lista rivisto e all’indicazione di Palermo come unico AD rispetto alla terna di nomi precedente. “Riteniamo – si legge nelle lettere, datate 12 aprile, inviate ai due proxy – che gli eventi verificatisi nelle scorse settimane non rappresentino semplici aggiornamenti marginali, bensì una sostanziale e imprevista alterazione del quadro fattuale e informativo su cui si basavano le raccomandazioni iniziali”.