Roma, 26 mar. (askanews) – “Uno schizzo di fango, destinato a sporcare chi lo ha lanciato, mi tira in ballo su una vicenda giudiziaria in corso. Mi aspettavo questo e mi aspetto anche molto di più dopo il risultato del referendum. Il ruolo che ho svolto da Sottosegretario alla Difesa e quello attuale in Commissione Difesa alla Camera mi ha portato e mi porta a fare un numero imprecisato di segnalazioni per trasferimenti o promozioni di appartenenti alle forze armate. Lo pretende il mio ruolo, sempre rispettando e mai forzando regole e procedure. Tutto questo solo nell’interesse del Paese. Aver fatto uscire sulla stampa il mio nome che non compare negli atti di perquisizione e sequestro, non essendo ovviamente indagato ne’ in alcun modo coinvolto in questa indagine, rappresenta un atto del quale la Procura di Roma, che si è dimostrata incapace di tutelare la reputazione di un cittadino estraneo all’indagine, sarà chiamata a rispondere. Ovviamente è del tutto casuale che ciò sia avvenuto subito dopo la campagna referendaria che mi ha visto fieramente opposto al capo di quella Procura protagonista dell’inchiesta”. Lo dichiara il vicepresidente Fi della Camera Giorgio Mulè.
Mulè: schizzo di fango giudiziario contro di me, Procura Roma ne risponderà
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