La tenaglia SPD-AfD
Friedrich Merz resiste, ma dal Meclemburgo-Pomerania arriva per la CDU un risultato che segna uno spartiacque. Il 4,9%, contro il 13,3% del 2021, lascia per la prima volta nella storia della Repubblica federale i cristiano-democratici fuori da un Landtag.
Più ancora del risultato, impressionano i flussi. Secondo Infratest dimap, circa 32 mila elettori CDU del 2021 sono passati all’AfD e 25 mila alla SPD: rispettivamente, all’incirca il 26 e il 21% dei 121.583 voti ottenuti cinque anni fa. Quasi metà del vecchio bacino democristiano è dunque scivolata verso i due poli opposti. La CDU perde a destra e a sinistra, stretta nella tenaglia della polarizzazione.
La grande mobilitazione mancata
Eppure si è votato molto: l’affluenza è balzata dal 70,8 al 78,1%. Ma la nuova mobilitazione ha premiato soprattutto l’AfD, capace di conquistare circa 66 mila ex non votanti.
La CDU ne ha raccolto ben poco. Ancora più allarmante è il dato generazionale: tra i nuovi elettori ottiene appena il 2%, contro il 32% dell’AfD e il 25% della Linke.
La rabbia della periferia
Il contesto aiuta a leggere il voto. Il Meclemburgo-Pomerania conta appena 1,57 milioni di abitanti, distribuiti in un territorio largamente rurale e senza grandi centri urbani. Anche la presenza straniera, 6,5%, rimane molto inferiore alla media tedesca (14,9%).
Ma proprio qui si può rintracciare il fattore scatenante di questa rivoluzione elettorale. Più che la dimensione assoluta dell’immigrazione può aver pesato la percezione della rapidità del cambiamento, dentro un territorio demograficamente fragile. Nel 2025 il Land ha registrato un saldo migratorio positivo di oltre ottomila persone. Il voto sembra così raccontare anche lo smarrimento di una Germania rurale, periferica e sentimentalmente senza protezione, nella quale l’accelerazione del mutamento sociale alimenta insicurezza e protesta.
Fuori dal Landtag, ma con le mani libere
Per la CDU è una disfatta. E tuttavia l’esclusione dal parlamento può produrre un effetto paradossale: evitarle di restare intrappolata nella ricerca di una maggioranza con SPD, Linke e Verdi. Con AfD prima forza e gli altri partiti indisponibili a governare con essa, l’aritmetica consegna infatti una maggioranza a rosso-rosso-verdi.
La CDU può quindi tentare di ricostruirsi dall’esterno, recuperando identità e autonomia. Ma il problema che il voto consegna a Merz resta intatto: come tornare a essere partito di centro quando gli elettori fuggono contemporaneamente verso destra e verso sinistra?

