La cacciata di Nicolás Maduro da parte dell’amministrazione americana continua a far discutere il mondo. Ed è inevitabile che sia così. Ma, al di là della cronaca, delle dinamiche concrete della cosiddetta “operazione speciale” – un’altra operazione speciale… – e delle immediate ripercussioni politiche all’interno del Venezuela e dell’intero continente sudamericano, la questione che si impone all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale è di natura più profonda e strutturale.
Siamo davvero alla vigilia di un “nuovo ordine mondiale” oppure stiamo assistendo alla riproposizione, seppur in forma aggiornata e muscolare, della vecchia dottrina Monroe, che già nel 1823 teorizzava la supremazia degli Stati Uniti nel continente americano?
La mossa di Delcy Rodríguez e il nodo della legittimità
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto, nelle ultime ore, un fatto politicamente decisivo: Delcy Rodríguez, ministro della Difesa del governo uscente, con l’appoggio dichiarato delle forze armate, si è autoproclamata presidente del Venezuela.
Un passaggio che segna un salto di qualità nella crisi venezuelana e che rende evidente come la caduta di Maduro non abbia affatto risolto il problema della governabilità, ma anzi rischi di aprire una fase di conflitto istituzionale ancora più opaca, in cui la forza militare sembra prevalere su qualsiasi percorso di legittimazione democratica.
È proprio questo il punto che trasforma un’operazione militare, presentata come risolutiva, in un fattore di ulteriore instabilità.
Forza e diritto: la vera questione sul tavolo
Ora, si tratta di dare una risposta credibile, seria e argomentata alla domanda di fondo. Perché se è vero che, con la guida politica di Trump, l’America ha lanciato una sfida esplicita al mondo – ed è inutile negarlo – è altrettanto indubbio che ci troviamo di fronte a un’iniziativa che riafferma in modo persino brutale la superiorità della forza rispetto a un diritto internazionale sempre più sbiadito e balbettante.
Questa è oggi la vera questione politica sul tappeto. E su questa questione occorre pronunciarsi al di là dei sentimentalismi, delle partigianerie e del settarismo politico. Anche perché, se l’America di Trump ha intrapreso questa strada, è altrettanto vero che le altre grandi potenze mondiali non solo non se ne discostano, ma spesso la aggravano, come dimostrano le scelte della Russia di Putin o della Cina di Xi.
Il monito del Vaticano nelle parole di Papa Leone
Non è un caso che anche il Vaticano abbia espresso preoccupazione per il blitz americano e per le sue conseguenze politiche e umanitarie.
“Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela – ha detto il Papa all’Angelus. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”. Parole che suonano come un monito proprio mentre il rischio è quello di scambiare la rimozione di un regime con la costruzione di un ordine politico legittimo.
Un bivio storico
Per questi motivi la questione politica a cui tutti – italiani ed europei compresi – siamo chiamati a rispondere è insieme semplice e complessa.
Se la strada che sembra ormai imporsi è quella dell’ideologia della forza, l’America potrebbe non fermarsi al Venezuela. Sull’onda della lotta al narcotraffico, alla gestione autoritaria del potere e all’immigrazione illegale, l’iniziativa potrebbe estendersi ad altri Paesi dell’area, dalla Colombia al Messico.
Per ora possiamo solo prendere atto di trovarci, forse, di fronte a un bivio della storia mondiale: o un nuovo ordine fondato esclusivamente sulla forza, oppure la riproposizione – neppure troppo mascherata – di un vecchio ordine che pensavamo archiviato.
