Roma, 15 apr. (askanews) – Documenti militari iraniani mostrerebbero che il corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, i Pasdaran, ha acquisito alla fine del 2024 un satellite costruito e lanciato dalla Cina e lo ha poi utilizzato per sorvegliare basi militari statunitensi e infrastrutture sensibili nel Golfo e in Medio Oriente, secondo quanto riferito oggi dal Financial Times, che ha visionato questi documenti.
Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato acquistato dalla forza aerospaziale dei Pasdaran dopo essere stato messo in orbita dalla Cina e sarebbe stato impiegato per monitorare siti chiave americani. Secondo il giornale, elenchi di coordinate con indicazione temporale, immagini satellitari e analisi orbitali mostrano che i comandanti militari iraniani ne hanno disposto l’utilizzo per osservare diversi obiettivi prima e dopo attacchi con droni e missili condotti in marzo.
Il TEE-01B è stato costruito e lanciato dalla società cinese Earth Eye Co., che sul proprio sito presenta il modello dell'”in-orbit delivery”, cioè il trasferimento del veicolo spaziale a clienti stranieri dopo il raggiungimento dell’orbita. Nell’ambito dell’accordo, ai Pasdaran sarebbe stato concesso anche l’accesso alle stazioni di terra commerciali gestite da Emposat, società con sede a Pechino che fornisce servizi di controllo satellitare e dati attraverso una rete globale.
Dai registri citati dal Financial Times emerge che il satellite ha ripreso la base aerea Prince Sultan in Arabia saudita il 13, 14 e 15 marzo. Il 14 marzo il presidente Usa Donald Trump aveva confermato che aerei statunitensi presenti nella base erano stati colpiti e che cinque velivoli da rifornimento dell’aeronautica Usa avevano subito danni. Il satellite avrebbe inoltre effettuato attività di sorveglianza sulla base aerea Muwaffaq Salti in Giordania e su aree vicine alla base navale della Quinta flotta Usa a Manama, in Bahrein, nonché sull’aeroporto di Erbil, in Iraq, intorno al periodo di attacchi rivendicati dai Pasdaran contro installazioni in quelle aree.Tra gli altri siti monitorati figurerebbero Camp Buehring e la base aerea Ali Al Salem in Kuwait, la base americana di Camp Lemonnier a Gibuti e l’aeroporto internazionale di Duqm in Oman. Fra le infrastrutture civili del Golfo finite sotto osservazione vi sarebbero inoltre l’area del porto container di Khor Fakkan e l’impianto di energia e desalinizzazione di Qidfa negli Emirati arabi uniti, oltre all’impianto Alba in Bahrein, uno dei maggiori complessi di fusione dell’alluminio al mondo.
“Questo satellite viene chiaramente utilizzato per scopi militari, perché è gestito dalla forza aerospaziale dei Pasdaran e non dal programma spaziale civile iraniano”, ha dichiarato al Financial Times Nicole Grajewski, esperta di Iran di Sciences Po. “L’Iran ha bisogno di questa capacità fornita dall’estero durante questa guerra, perché consente ai Pasdaran di identificare in anticipo i bersagli e verificare il successo dei loro attacchi”, ha aggiunto.
Secondo il quotidiano, il TEE-01B è in grado di acquisire immagini con una risoluzione di circa mezzo metro, cioè paragonabile a quella dei sistemi commerciali occidentali ad alta definizione. Si tratterebbe di un netto salto di qualità rispetto alle capacità interne iraniane. Il precedente satellite militare più avanzato della forza aerospaziale dei Pasdaran, il Noor-3, sarebbe stato infatti accreditato di immagini attorno ai 5 metri di risoluzione, un livello molto inferiore e non sufficiente a identificare velivoli o a monitorare con precisione l’attività nelle basi militari.
Nel settembre 2024 la forza aerospaziale dei Pasdaran, che controlla i programmi missilistico balistico, dei droni e spaziale dell’Iran, avrebbe accettato di pagare circa 250 milioni di renminbi, pari a 36,6 milioni di dollari, per acquisire il controllo del sistema satellitare. L’accordo, firmato da un generale di brigata dei Pasdaran e denominato in valuta cinese, scompone i costi fra satellite, lanciatore, supporto tecnico, infrastruttura dati e servizi forniti da una “controparte straniera”.
In base all’intesa, sarebbe Emposat a fornire ai Pasdaran il software e la rete di terra necessari a gestire il satellite per tutta la sua vita operativa, inviando comandi, ricevendo telemetria e immagini e permettendo agli iraniani di dirigerne le operazioni “da qualunque parte del mondo”. ” Emposat, pur operando formalmente come società commerciale, è stata indicata in un rapporto della commissione Cina della Camera dei rappresentanti Usa come gruppo con stretti legami con la forza aerospaziale dell’Esercito popolare di liberazione. Earth Eye e la stessa Emposat, scrive il quotidiano, presentano inoltre connessioni con ambienti accademici e industriali vicini alla difesa cinese.
Pechino respinge le accuse. Interpellata sulla relazione tra Emposat e i Pasdaran, l’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato: “Ci opponiamo fermamente al fatto che parti interessate diffondano disinformazione speculativa e allusiva contro la Cina”. Il portavoce Liu Pengyu ha aggiunto: “Manteniamo una posizione obiettiva e imparziale e abbiamo compiuto sforzi per promuovere colloqui di pace. Non intraprendiamo mai azioni che aggravino i conflitti”.
