Milano, 27 lug. (askanews) – Progettato da Ignazio Gardella nel 1948-1954 e ricostruito dallo stesso architetto assieme al figlio Jacopo Gardella nel 1993-1996, il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano è ancora oggi riconosciuto come uno dei capolavori dell’architettura museale. A trent’anni dalla ricostruzione del PAC, riaperto nel luglio 1996, a seguito dell’attentato di Via Palestro del 1993, la mostra Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella allestita nella Project Room riflette sul ruolo civile e simbolico di un’architettura capace di persistere nel tempo oltre la distruzione. Nella mostra, realizzata con il contributo del Politecnico di Milano, il tema delle rovine e delle macerie – centrale anche nella mostra Performing PAC al piano terra del padiglione – diventa occasione di riflessione sul presente, interpretando la ricostruzione non solo come un gesto materiale, ma anche come atto politico, civile e culturale.
La curatrice Claudia Cavallo ad askanews: “Questa mostra nasce dalla volontà di celebrare i trent’anni dalla ricostruzione e dalla riapertura del PAC nel luglio del 1996, a partire da questo fatto straordinario di un edificio moderno costruito per due volte dallo stesso architetto, poi nella ricostruzione affiancato da suo figlio Jacopo Gardella. Una prima parte della mostra accompagna il visitatore nell’attenzione mediatica costante che per tre anni segue ogni passaggio e quindi ci dà anche la misura di quanto sia stato scelto di ricostruire questo edificio perché riconosciuto come insostituibile. A partire da questa decisione, la mostra invece si focalizza sul progetto dell’architetto e ci invita a guardarlo più da vicino e a capire anche quel percorso creativo, un percorso proprio di conoscenza che Gardella definiva ricerca critica dell’esito formale: riconoscere che in questa disciplina non esiste soltanto la tecnica, ma che esiste anche una dimensione narrativa, quella che Gardella chiamava la necessità di mettere in rappresentazione la natura delle cose. Diversamente non sarebbe spiegabile il perché questo architetto dal 1948 al 1954 sviluppa 300 disegni. Il percorso ci mostra come è arrivato da un generico padiglione vetrato a questo edificio straordinariamente inserito nel contesto della Villa Reale. Nel carattere di questa facciata, che è l’unica nuova facciata che Gardella costruisce, entra un dialogo fortissimo non soltanto con gli spazi – questa mutevole scenografia che si poteva continuamente muovere per mutare la condizione filtrata con cui l’ambiente interno continuamente rimanda lo sguardo verso il parco – ma soprattutto con quella che è la natura di questo luogo. Gardella voleva creare questo edificio in modo che fosse leggero, quasi una serra da giardino. Quanti tentativi per arrivarci e quanta apparente semplicità in questa facciata che invece qui viene mostrata attraverso il modello e attraverso dei disegni in tutte le tantissime scelte e stratificazioni che proprio come in un’architettura classica hanno reso possibile la costruzione di questo straordinario carattere dell’Architettura. Alcune gigantografie in scala reale o in scala 1 a 5 danno conto di quanto gli elementi costruttivi fossero frammenti narrativi che convergono alla costruzione della narrazione di insieme dell’opera. E infine la mostra evidenzia questa dimensione di insieme di un’opera narrativa rispetto a tempi diversi, che forse è quella condizione di eternità che ha reso possibile la sua esistenza continua e la sua conferma attraverso una destruzione nel passaggio di contingenze storiche molto diverse”. Il PAC viene qui messo alla prova, non solo nella sua forma costruita, ma nel lungo processo di elaborazione che ha condotto alla definizione del progetto. Tentativi, versioni intermedie, cambi di direzione e progressivi affinamenti permettono di osservare l’architettura nel suo farsi.
In occasione della commemorazione della strage di via Palestro del 27 luglio 1993, il PAC propone una visita guidata speciale alle ore 19 alle mostre Performing PAC e Architettura alla prova. Il PAC in occasione dell’anniversario lunedì 27 luglio è aperto gratuitamente dalle 10 alle 23. Le mostre saranno aperte fino al 13 settembre 2026.
La ricostruzione del PAC dopo l’attentato del 1993 fu un passaggio fondamentale nella storia dell’istituzione e della città di Milano. In quell’occasione, il contributo di Esselunga fu determinante per restituire alla collettività uno dei principali luoghi della città dedicati all’arte contemporanea, riaffermando la collaborazione tra pubblico e privato nella tutela e nella rinascita del patrimonio culturale. Oggi la presenza di Esselunga come main sponsor di Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella richiama quell’esperienza ricordando anche il legame tra il suo fondatore – Bernardo Caprotti – e Ignazio Gardella, al quale si deve la progettazione di numerosi negozi e sedi direzionali del Gruppo.
