Roma, 28 lug. (askanews) – Raccontare la storia di Domenico per “fermare chi sbaglia e vuole insabbiare tutto”. Per questo Patrizia Mercolino ha deciso di raccontare nel libro “Un cuore bruciato” la storia di suo figlio Domenico Caliendo, morto a due anni a causa di un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli con un organo espiantato al San Maurizio di Bolzano e, secondo le ricostruzioni su cui è in corso un indagine, mal conservato.
“Noi, anche se non ci facciamo vedere, ci siamo, noi continuiamo la nostra battaglia, non molliamo fino alla fine vogliamo ottenere giustizia e questo libro è anche un motivo per conoscere Domenico, per non essere dimenticato: l’ho promesso a mio figlio che non verrà mai dimenticato non solo per quello che gli è successo, ma anche per quello che era per noi, per la nostra famiglia, per quello che è ancora”, ha detto la donna a margine della presentazione del libro, scritto con Francesco Petruzzi, nella sala stampa della Camera dei deputati a Roma
“Anche se siamo persone umili questo non vuol dire che dobbiamo farci mettere i piedi in testa, quindi è arrivato il momento di fermarli”, ha dichiarato Patrizia Mercolino, fermare “chi sbaglia e vuole insabbiare tutto”, “è stato fatto fino adesso, come falsificare le cartelle cliniche”, ha accusato.
“Sbagliare è umano, l’abbiamo sempre detto che sbagliare è umano però nascondere no, si poteva salvare mio figlio. Questo non lo accettiamo perché abbiamo tanta buona sanità in Italia e non è giusto che per quello che è accaduto a mio figlio bisogna rovinare tutta la sanità italiana, non è assolutamente giusto”, ha aggiunto.
“Quando si parla di Domenico viene sempre il sorriso – ha concluso, raccontando come è stato scrivere il libro – le lacrime vengono per quello che non c’è più”.
