Roma, 15 apr. (askanews) – In Italia “un certo problema ce l’abbiamo sugli edifici. Da noi sono ‘storici’ i fabbricati a 70 anni. Però il problema che adesso hanno 70 anni i fabbricati in pessimo cemento armato degli anni 50, vogliamo dircelo? Questo significa fare una valutazione rispetto al concetto dell’adattamento. Vanno quindi ripensati i territori, la modalità di affrontare le questioni sui territori, il rapporto con l’ambiente, gli interventi vari, e da questo emerge la necessità di quella che è la pianificazione, la programmazione a livello nazionale”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel suo intervento oggi alla conferenza “Un piano per l’Italia”, organizzata a Roma dall’Ance su rischi, costi e messa in sicurezza si città e territori.
Tutti “grandi temi – ha detto Pichetto – sono talmente tanti quelli che sul titolo che avete dato al convegno che è difficile affrontarli”. Come quello dell’assetto idrogeologico e dell’uso sullo stesso dei fondi di coesione Ue. “Continuiamo a essere un paese in cui governano i bianchi, i verdi o i rossi, o i neri, tutto quello che vuoi, e che non è capace di spendere”.
“Quindi c’è una questione di governance – ha proseguito il ministro -. C’è ed è forte, d’altra parte a livello nazionale stiamo andando avanti nel creare le condizioni per avere tutte le informazioni”.
Serve poi un approfondito controllo “di quelli che sono i fenomeni territoriali. E’ chiaro che questi elementi devono essere la base per quelle che sono le azioni, altrimenti diventano solo elementi per il dibattito culturale, per i convegni o per qualche lungo articolo sulla stampa specializzata”.
“E poi, naturalmente, stiamo vicino alle città, l’iniziativa sulle 100 città sta andando avanti, è un segnale più che di intervento finanziario, in questo caso è di sensibilizzazione partendo dal basso. E nel contempo andiamo avanti con quelle che sono le altre azioni. Dobbiamo recepire la direttiva di efficientamento energetico, e dobbiamo entro il 31 maggio recepire il case Green”.
Questo “in un paese suddiviso in 200 mila borghi, non è un’operazione facile se vogliamo dare un percorso realistico, se vogliamo fare il libro dei sogni, prevediamo a questo punto di metterci 100 miliardi e così via, accontentiamo tutti, facciamo la conferenza stampa e la chiudiamo. Ma è un percorso che diventa fondamentale per un paese se vuole essere un paese moderno, perché se noi riusciamo a metterci un pizzico in più di autonomia energetica che ci permette di avere dei costi più contenibili, un po’ di più, quando dico un po’ di più ci metto il nucleare per capirci nel prossimo decennio, perché altrimenti non andiamo a nessuna parte”.
Infine, “quando parliamo di pianificazione, noi abbiamo un piano che riguarda principalmente un filone di mitigazione che ha il percorso energetico man mano da adattare, e che riguarda l’abbattimento delle emissioni carboniche, che riguarda una serie di percorsi, una serie di step, che naturalmente dobbiamo anche tentare di adattare con realismo, uscendo un po’ dagli schemi un po’ ideologici, dell’ondata ideologica che ha caratterizzato almeno l’altra legislatura della Commissione europea”, ha concluso.
