Rimini, 6 nov. (askanews) – Ogni anno in Italia si recuperano 420mila tonnellate di pneumatici fuori uso, circa 40 milioni di gomme. Finora la strada finiva nei campi da calcio, nelle pavimentazioni o nei forni come combustibile. La sfida, ora, è farle tornare gomma.
“Qui abbiamo investito con dei partner – spiega il presidente di EcoTyre, Enrico Ambrogio – e siamo arrivati a questa fase che illustriamo qui a Ecomondo di produzione dell’ecogranulo, che è un granulo in gomma che può essere devulcanizzato, cioè tornare crudo. Questo è il materiale che si chiama devulprene. Da qui è possibile fare una mescola, cioè un impasto di gomma dal quale produrrai qualche altro manufatto in gomma e quindi si apre uno scenario di piena circolarità”.
Una ricerca partita nel 2016 con il progetto ‘Da gomma a gomma’: oggi i camion del consorzio viaggiano con battistrada che contengono fino al 30 per cento di gomma riciclata, dopo un milione e mezzo di chilometri di test. E nel 2025 la raccolta ha toccato il record di 53 milioni di chili. Ora la partita si gioca sul mercato.
“È una materia prima che abbiamo qui, quindi bisogna incentivare l’utilizzo – continua Ambrogio -. Ci sono tantissime forme di agevolazione, dall’Iva a vari incentivi o anche solo alla divulgazione, perché questo materiale non costa più del fossile vergine e non è soggetto alle fluttuazioni geopolitiche. E’ una materia prima disponibile in Italia che non ha senso non utilizzare. Se ci fosse più consapevolezza da parte dei cittadini e dei consumatori sarebbe sicuramente una spinta, perché per qualsiasi chilo di materiale recuperato dal pneumatico a fine vita evitiamo di importare materie prime fossili e consumarle. Poi in Italia, non avendole, le paghiamo anche di più”.

