Roma, 16 lug. (askanews) – Dopo l’ultimo passaggio procedurale, il via libera della Consob, partirà ufficialmente lunedì l’offerta pubblica di scambio e di acquisto di Poste italiane su Tim per chiudersi l’11 settembre. Poste, nella documentazione sull’operazione, ha fissato una soglia che prevede una partecipazione superiore al 66,67% del capitale. L’obiettivo dell’offerta è il delisting di Tim, come annunciato dal gruppo guidato da Matteo Del Fante nel marzo scorso, al lancio dell’operazione che si dovrebbe chiudere entro fine anno. Tim rimarrà una società autonoma all’interno del groppo Poste, come dichiarato dall’amministratore delegato Del fante alla comunità finanziaria, con l’obiettivo di sfruttare tutte le potenzialità di un brand storico.
Il 18 settembre 2026 Poste corrisponderà il corrispettivo a ciascun azionista di Tim che abbia validamente aderito all’offerta. Per effetto del raggruppamento delle azioni Tim, successivo al lancio dell’Opas, il corrispettivo dell’offerta è stato rettificato, pur rimanendo immutata la sostanza economica: per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo unitario complessivo costituito da una componente in denaro, pari a 1,67 euro e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane.
È atteso, intanto, entro sabato il cda di Tim per la valutazione della fairness dell’operazione. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha in calendario poi il 29 luglio un cda per l’esame dei dati semestrali, con call il 30 luglio, in linea con quanto deciso da Poste. Il gruppo di servizi postali e finanziari ha, infatti, rinviato la presentazione del piano, inizialmente fissata al 24 luglio, visto che si sarebbe trattato di un Piano stand alone. Resta, invece, in calendario il previto cda per i conti semestrali e la conference call.
Dopo l’operazione la presenza dello Stato in Poste scenderà al 50%.
