Home GiornalePraga in piazza contro il populismo. Un segnale per l’Europa

Praga in piazza contro il populismo. Un segnale per l’Europa

Decine di migliaia di cittadini mobilitati contro il governo Babiš: al centro stato di diritto, collocazione internazionale e difesa della democrazia liberale. Una protesta che interroga l’intera Unione.

Il ritorno di Letná come luogo simbolico

La vasta spianata di Letná, a Praga, è tornata a riempirsi come nei momenti cruciali della storia recente ceca. Tra 200.000 e 250.000 persone, secondo gli organizzatori, hanno manifestato ieri contro il governo guidato da Andrej Babiš, denunciandone l’impronta populista e le ambiguità sul piano europeo. Non si tratta di una protesta episodica: gli stessi promotori hanno annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione fino a ottenere un cambio di indirizzo politico.

Una protesta europeista

A colpire è il profilo della piazza: accanto alle bandiere nazionali sventolano quelle dell’Unione europea, dell’Ucraina e della Nato. Non è un dettaglio folklorico, ma il segno di una domanda politica precisa. I manifestanti rivendicano una collocazione chiara della Repubblica Ceca nel campo occidentale, in un momento segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni globali. La critica al governo riguarda proprio la percezione di una linea incerta, oscillante tra europeismo di facciata e retorica sovranista.

Il nodo del populismo al governo

La figura di Babiš resta divisiva: imprenditore miliardario, già al centro di controversie su conflitti di interesse e rapporti con l’Unione, egli incarna una versione centro-europea del populismo pragmatico. Non una rottura esplicita con Bruxelles, ma una costante tensione con le istituzioni europee e con i principi dello stato di diritto. È questo equilibrio instabile che la piazza di Praga contesta, chiedendo trasparenza, responsabilità e coerenza internazionale.

Un campanello per l’Europa

Ciò che accade a Praga non è un fatto isolato. La mobilitazione ceca si inserisce in una dinamica più ampia che attraversa l’Europa: la reazione di segmenti rilevanti della società civile contro derive populiste e nazionaliste. In questo senso, Letná parla anche a Bruxelles. Ricorda che il consenso non può essere dato per scontato e che la tenuta democratica dell’Unione passa, prima ancora che dai governi, dalla vitalità delle sue opinioni pubbliche