Roma, 2 ott. (askanews) – Lula per la conferma o Bolsonaro Junior per dare seguito alla presidenza del padre, Jair Bolsonaro. La contesa elettorale al primo turno delle presidenziali in Brasile vedrà, presumibilmente, il passaggio al secondo turno dei due principali candidati alla presidenza, con poca speranza per gli altri.
Domenica 4 ottobre in Brasile si voterà per il primo turno delle elezioni presidenziali. Il voto nel gigante sudamericano è molto atteso, tanto che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che osserverà le elezioni “molto da vicino”. Funzionari francesi e tedeschi sono volati in Brasile per avere informazioni in merito a possibili interferenze statunitensi sul processo elettorale.
La tensione in vista del voto di domenica in Brasile è alta. L’ultimo dibattito pubblico prima delle elezioni di questa domenica, infatti, è stato annullato, ha riferito l’emittente brasiliana Globo Tv. L’attuale presidente, e candidato in vantaggio secondo i sondaggi, Luiz Inacio Lula da Silva, ha deciso di non partecipare all’evento, proseguendo nella sua strategia politica di evitare un confronto diretto con il suo principale avversario, Flavio Bolsonaro.
Lula, giustificando la propria decisione, ha ribadito la propria strategia politica. “Non si può mettere a dibattere qualcuno che ha il 49% (nei sondaggi, ndr) con qualcuno che ha l’1%”, ha detto il presidente brasiliano. Dopo aver appreso la decisione dell’attuale presidente, anche Bolsonaro ha deciso di disertare l’appuntamento televisivo. Decisione che ha indotto, in seguito, l’emittente brasiliana ad annullare l’evento. “Il mio unico avversario in questa campagna elettorale è Lula”, ha sostenuto Bolsonaro. “È lui quello con cui voglio confrontarmi in un dibattito”, ha specificato il principale contendente del presidente brasiliano.
Secondo quanto riferito dal comunicato della televisione brasiliana, Globo Tv ha annullato il dibattito dopo aver ricevuto all’ultimo minuto delle sentenze del tribunale che hanno modificato le regole del dibattito precedentemente concordate, comprese le restrizioni sul riferimento ai candidati assenti.
“Lula e Bolsonaro verrebbero massacrati dagli altri candidati. Non c’è più un vero dibattito su idee e progetti. È una rissa, c’è mancanza di rispetto”, ha dichiarato Carlos Melo, professore di scienze politiche all’università Insper di San Paolo, all’Associated Press. “Bolsonaro ha provocato Lula per convincerlo ad andare al dibattito, dove si sarebbe trovato in quattro contro di lui. Alla fine, Bolsonaro ha capito che anche per lui poteva essere un male”, ha specificato il professore brasiliano, aggiungendo che “partecipare ai dibattiti è diventato parte di un calcolo in Brasile. Per chi ha maggiori possibilità di arrivare al ballottaggio, mancare un dibattito importante significa evitare di inciampare e perdere terreno”.
I sondaggisti prevedono un testa a testa tra i due principali candidati: Lula per il centro-sinistra e Bolsonaro per il centro-destra. In uno scenario di primo turno, secondo un sondaggio Datafolha ripreso da Globo, Lula otterrebbe il 42% dei voti, seguito da Bolsonaro (38%), Augusto Cury (4%), Ronaldo Caiado e Renan Santos al 3%.
Lo stesso sondaggio, ipotizzando un possibile testa a testa tra Lula e Bolsonaro, riferisce che l’attuale presidente brasiliano potrebbe guadagnarsi il suo quarto mandato non consecutivo, risultando in vantaggio 48% a 45% su Bolsonaro al secondo turno.
Durante tutta la campagna elettorale, Lula ha messo in guardia contro le interferenze straniere nelle elezioni, compresi i nuovi dazi imposti da Washington. La sua presidenza è stata caratterizzata da tensioni con Trump, la cui amministrazione ha introdotto una serie di dazi sui prodotti brasiliani. Il rapporto teso e in continua evoluzione di Lula con Trump contrasta nettamente con quello della famiglia Bolsonaro, che ha cercato di ingraziarsi il presidente statunitense con visite alla Casa Bianca. Proprio per questo, il presidente Trump ha sottolineato che osserverà le prossime elezioni “molto da vicino”.
“Il Brasile è un Paese molto importante. Il popolo brasiliano è fantastico. Queste elezioni sono molto importanti”, ha dichiarato giovedì Trump prima di recarsi in Texas e Oklahoma, senza esprimere però il proprio sostegno ad alcun candidato.
“Lula ritiene che, dato il buon rapporto con la Cina, soprattutto in ambito commerciale, mantenere questa indipendenza (dagli Stati Uniti, ndr) sia cruciale”, ha affermato a Reuters Leonardo Barreto, cofondatore della società di consulenza Think Policy, aggiungendo che il clan Bolsonaro ha sfruttato i propri legami con Washington per riequilibrare il campo di gioco elettorale. Secondo Barreto, i Bolsonaro “percepiscono gli americani come una sorta di polizza assicurativa, nel senso che, in caso di problemi, gli americani sarebbero pronti a intervenire”.
L’attenzione di Washington sulle elezioni brasiliane è stata al centro di una visita in Brasile di una delegazione francese e tedesca, durante la quale funzionari dell’intelligence brasiliana hanno informato i rappresentanti europei sulle presunte interferenze statunitensi e russe in vista delle elezioni, secondo fonti e documenti visionati da Reuters.
Stando al resoconto degli incontri redatto da uno dei partecipanti, i funzionari dell’ABIN, l’agenzia di intelligence brasiliana, “hanno confermato l’esistenza di interferenze sia da parte degli Stati Uniti sia della Russia”. Secondo il resoconto, i funzionari dell’ABIN hanno affermato che la presunta interferenza statunitense spaziava “dalla guerra legale all’interferenza apertamente riconosciuta”. Non hanno invece fornito dettagli sulla presunta interferenza russa.
Le elezioni di domenica, tuttavia, non vedranno solamente il primo turno presidenziale, ma il popolo brasiliano dovrà anche scegliere alcuni governatori, l’intera Camera dei Deputati e le assemblee legislative statali. Oltre ad esprimere due voti separati per il Senato, dato che i due terzi di quest’ultima camera dovranno essere rinnovati. Questo intreccio elettorale, secondo quanto espresso dalla ricercatrice Mariana Llanos, determinerà “non solo chi occuperà la presidenza, ma anche la composizione delle istituzioni con cui il prossimo presidente governerà”. “Il Congresso è sempre stato frammentato. In parte, ciò riflette il sistema elettorale brasiliano: mentre la presidenza è una competizione unica a livello nazionale, i deputati vengono eletti con un sistema proporzionale in collegi statali, dove molti partiti si contendono i seggi. La politica parlamentare è strutturata attorno a una gamma molto più ampia di partiti e interessi regionali. Ciò significa che, mentre le elezioni presidenziali potrebbero essere fortemente polarizzate tra il Partito dei Lavoratori (PT) di Lula e il Partito Liberale (PL) di Bolsonaro, il governo dopo le elezioni si svolgerà in un’arena politica molto più frammentata e caratterizzata da negoziati”, ha spiegato la ricercatrice.
Le elezioni generali brasiliane di domenica si terranno dalle 8 (le 13 in Italia) alle 17 (le 22 italiane) ora locale.

