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Prodi: “Se l’Europa resta divisa, il mondo sarà degli autocrati”. Oggi su Avvenire

In un’intervista pubblicata sul quotidiano della Cei, l’ex presidente della Commissione europea avverte: l’Unione rischia l’irrilevanza se non unisce politica ed economia. Critiche a Trump, dubbi su Nord Stream e invito a superare l’unanimità.

“Nella Ue divisi scompariamo”. È il monito lanciato da Romano Prodi in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire, il quotidiano della Cei. Di fronte al disordine geopolitico di queste settimane, l’ex presidente del Consiglio e già presidente della Commissione europea invita l’Europa a recuperare una vera unità politica.

 

Lallarme sullEuropa divisa

Secondo Prodi, il primo passo per tornare a essere rispettati come Unione consiste nel ricomporre il rapporto tra politica ed economia. Solo così l’Europa potrà tornare ad avere un ruolo credibile nello scenario internazionale.

In questa prospettiva, l’ex premier propone di mettere al servizio dell’intera Unione alcuni strumenti oggi nazionali, come l’arma nucleare e il diritto di veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di cui dispone la Francia. Un’ipotesi sulla quale, osserva, “da Macron è giunto un piccolo passo”.

Il mondo in mano agli autocrati

Prodi guarda con forte preoccupazione all’evoluzione dell’equilibrio globale. Commentando l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, osserva che “il mondo è finito in mano agli autocrati”.

Il giudizio sull’attuale leadership americana è severo: “Trump? I suoi atti non mi sembrano da liberatore dei popoli”. In questo contesto, torna di attualità – sottolinea – l’espressione usata più volte da papa Francesco, quella della “guerra mondiale a pezzi”, che descriverebbe con efficacia la frammentazione dei conflitti contemporanei.

Secondo l’ex presidente della Commissione europea, gli effetti della tensione internazionale sono già evidenti: gli Stati Uniti vendono più armi e la Russia più petrolio, mentre l’Europa fatica a definire una strategia autonoma.

Energia e scenari geopolitici

Prodi si sofferma anche sul dossier energetico, in particolare sul gas russo. Alla luce dei colloqui tra Donald Trump e Vladimir Putin, avanza un’ipotesi destinata a far discutere: non sarebbe impensabile un ritorno al gas russo, qualora nel progetto Nord Stream entrassero nuovi investitori, tra cui anche americani.

Un’eventualità che mostrerebbe, ancora una volta, quanto le dinamiche geopolitiche e quelle economiche restino strettamente intrecciate.

Difesa, Nato e il nodo della linea europea

Quanto all’utilizzo delle basi militari da parte dei Paesi europei, Prodi invita a non enfatizzare l’annuncio del premier spagnolo Pedro Sánchez. A suo giudizio, la Spagna – come gli altri Paesi membri della Nato – ha già messo a disposizione strutture logistiche analoghe.

Il problema, insiste, non è tanto questo quanto l’assenza di una vera linea comune dell’Unione europea in materia di sicurezza e politica estera.

Il giudizio su Meloni e il nodo dellunanimità

Infine, Prodi commenta l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento con parole lapidarie: “Verba volant”. Secondo l’ex premier, la linea del governo italiano appare molto allineata a quella di Trump. L’idea di partecipare a un eventuale “Board of peace”, osserva con ironia, avrebbe poco senso se l’Europa restasse relegata a un ruolo marginale.

Il punto decisivo, conclude, riguarda il superamento dell’unanimità nelle decisioni europee. Senza un cambiamento su questo terreno, avverte, si rischia di indirizzare l’Europa verso l’irrilevanza politica.