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venerdì, 29 Agosto, 2025
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Rimini, bel suol d’amore: la Meloni ciellina ci prova ma non convince

Applausi e consensi per la Premier a Rimini. Ma tra promesse mancate, afascismo e incoerenze resta aperto il tema della costruzione di un vero centro politico in grado di rappresentare un’alternativa di governo.

Con l’intervento al Meeting di Rimini, Giorgia Meloni ha messo un altro tassello al suo progetto di virata al centro della politica italiana, con alcuni precisi riferimenti a principi e valori propri dell’area culturale e sociale dei cattolici italiani.

Ovazione dai ciellini, sempre disponibili a sostenere le posizioni più diverse quando toccano temi vicini alla loro sensibilità politico-sociale, specie quelle di destra. Grande consenso anche degli amici di Ditelo sui Tetti, soddisfatti delle parole pronunciate dalla Meloni sulla parità scolastica pubblico-privata, distinte e distanti dalle posizioni tradizionali non solo della sinistra italiana, ma della stessa destra missina.

Promesse e realtà: il bilancio del governo

Questo spostamento al centro della leader va considerato realisticamente, anche se – come ho avuto modo di evidenziare a qualche amico da tempo vicino alle posizioni meloniane – tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Ho scritto altre volte sul confronto tra le promesse elettorali di Meloni e i risultati del suo governo, dopo oltre mille giorni di permanenza a Palazzo Chigi. Riassumendo:

  1. Abolizione legge Fornero – NO
  2. Eliminazione accise sulla benzina – NO
  3. Blocco navale contro l’immigrazione – NO
  4. Flat tax – NO
  5. Asili nido gratis – NO
  6. Piano per il Sud – NO
  7. Rinnovo opzione donna – NO
  8. Pensioni minime a 1000 € – NO. Anzi, oggi si tenta di consentire l’anticipo del prepensionamento in cambio della rinuncia al TFR: un’opportunità in cambio di un diritto acquisito con i propri soldi.

Quanto alla situazione economico-sociale, valgono le analisi degli amici di Insieme: “Ad aprile 2025 il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese è calato (da 95,0 a 92,7 per i primi; da 93,2 a 91,5 per le seconde). È l’Istat a confermare una tendenza che prosegue da troppo tempo, come accade per la diminuzione dell’indice di produttività, ormai al secondo anno consecutivo. I consumatori sono soprattutto preoccupati dalla situazione economica complessiva. Tra le imprese, le più sfiduciate sono quelle del comparto servizi e commercio al dettaglio, dove la fiducia scende da 103,8 a 101,8. Cali anche nelle costruzioni e, seppur meno ampi, nel settore manifatturiero. Siamo ai minimi dal 2021”.

 

Lo scarto tra valori proclamati e pratiche reali

Insomma, da un punto di vista politico-programmatico, un bilancio non proprio positivo. Sul piano dei valori professati, netto lo scarto tra quanto si predica e quanto si realizza concretamente, tanto nella vita pubblica (casi scandalosi nel governo, mai censurati né risolti) quanto in quella privata di molti esponenti.

Infine, last but not least, senza ricorrere alla ricorrente esortazione antifascista, non dimentichiamo l’“afascismo” di molti esponenti del partito della Meloni, con tanti aderenti eredi diretti di Almirante e camerati vari. Pronti a giurare sulla Costituzione repubblicana, mentre assumono provvedimenti in netto contrasto con essa, sia in materia istituzionale – con la proposta di presidenzialismo, un unicum mondiale – sia nei rapporti con magistratura e stampa. Sul piano della giustizia fiscale, dalle tasse intese come “pizzo di Stato” si passa alla lisciata del pelo permanente agli evasori, con continui condoni, in totale spregio dell’art. 53 della Costituzione.

 

La vera sfida: costruire un nuovo centro

Gianfranco Rotondi continua a perseguire il progetto di “democristianizzazione” della Meloni, mentre Giorgio Merlo intende, con maggiore coerenza, stabilire un accordo preferenziale con Forza Italia, in nome della comune appartenenza al PPE.

Da parte mia, invece, ritengo indispensabile ricomporre politicamente la nostra area di riferimento sociale e culturale, quella dei democristiani e dei popolari, per concorrere a costruire il nuovo centro della politica italiana, alternativo alla destra nazionalista e sovranista e alla sinistra senza identità.

A settembre partirà la raccolta di firme per le due Leggi di Iniziativa Popolare (LIP) sul ritorno alla legge elettorale proporzionale e per l’introduzione del cancellierato sul modello tedesco. Lì verificheremo in concreto chi e quanti saranno disponibili a sostenere questa iniziativa, indispensabile per la costruzione del nuovo centro della politica italiana.