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martedì, 24 Febbraio, 2026
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Rogoredo, giustizia e propaganda

Il caso del poliziotto che ha ucciso uno spacciatore riapre il conflitto tra politica e magistratura: tra presunzione di innocenza, retorica securitaria lo e tentazioni di giustizia piegata al consenso.

L’indagine e la reazione politica

La vicenda del poliziotto che ha ucciso uno spacciatore a Rogoredo ci dice molte cose. Nell’immediatezza dei fatti, non appena la magistratura apre un fascicolo per accertare l’accaduto — atto doveroso essendo stata uccisa una persona — la Destra si scatena. Giorgia Meloni diffonde un video nel quale si dichiara indignata per la decisione della magistratura: una vergogna, i soliti giudici di sinistra, la polizia deve essere lasciata in pace; ora faremo uno scudo penale che impedirà queste indagini, modello Ice.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia urla in televisione che è ora di finirla con questa magistratura politicizzata, che con la vittoria al referendum le cose cambieranno. Finalmente — lascia intendere — la magistratura farà quello che diciamo noi.

L’accertamento dei fatti e il cambio di tono

Ma la magistratura fa il suo dovere. I pubblici ministeri non si fanno condizionare e, con l’ausilio della polizia giudiziaria che dirigono, accertano che le cose non sono come sembrano e che forse il poliziotto ha ucciso lo spacciatore non per difendersi, ma dolosamente e nell’ambito di relazioni torbide, che ovviamente vanno chiarite.

Presa in contropiede, la Destra imbarazzata alza i toni, si scatena, addita il poliziotto come traditore, lo definisce delinquente e chiede pene più dure possibili, esemplari.

Stato di diritto contro giustizia a comando

Ancora una volta viene rappresentato il paese distopico che si ha in testa: un paese nel quale chi è indagato è già condannato prima del processo e la magistratura deve obbedire alle indicazioni politiche — pena massima, buttare la chiave.

Ma no, cari signori della Destra: quel poliziotto non merita di essere definito criminale prima di essere giudicato; non merita una pena esemplare, merita invece un processo giusto. Siamo uno Stato di diritto e, se trovato colpevole, merita una pena giusta, non quella che fa comodo al potere.

Questa è la giustizia che vuole la Destra, questo è il paese che ha in testa la Destra.

E non sono la giustizia e il paese che voglio io.

 

[Tratto da profilo Fb dell’autore – Deputato del Pd]