Milano, 22 set. (askanews) – “Stiamo lavorando agli ultimi dettagli ma avrà come elemento centrale la conoscenza dell’italiano e ci saranno criteri oggettivi per stabilire a chi si applica”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, parlando in un’intervista al Corriere della Sera del provvedimento sul tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi.
“I limiti non si applicheranno agli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia ed entrano in prima elementare o a quanti hanno frequentato positivamente alcuni anni di scuola, perché si può pensare che abbiano acquisito una certa conoscenza dell’italiano”, spiega Valditara. Alla domanda se le norme riguarderanno anche gli studenti con passaporto europeo, risponde: “Le norme si applicano anche a loro”.
Quanto alla platea interessata, il ministro precisa: “Quelle con più del 20% di studenti stranieri neoarrivati che non conoscono la nostra lingua sono poco meno di mille, per lo più alle elementari. Per queste abbiamo formato e assunto docenti specializzati. Sono invece 34.000 quelle con almeno il 30% di alunni stranieri, ma come ho detto la norma riguarderà solo quelli che non conoscono adeguatamente la nostra lingua”.
Sul perché la misura dovrebbe funzionare rispetto al precedente limite previsto dalla normativa, Valditara sottolinea: “La nostra è una legge e non una circolare e sarà cogente. Attribuiamo un ruolo di coordinamento agli uffici scolastici territoriali che potranno spostare gli studenti in eccesso ad altra scuola di prossimità, come già avviene oggi per gli studenti italiani in sovrannumero. Non sarà più possibile l’inerzia. Inoltre prevediamo un preciso modello organizzativo”. Di fronte all’obiezione dei presidi sulla disponibilità delle scuole vicine, il ministro aggiunge: “È chiaro che ci sarà la possibilità di una deroga laddove non sarà possibile spostarli in scuole vicine, ma la norma è cogente. Per questi casi è previsto uno stanziamento di alcuni milioni per assumere docenti per potenziare l’italiano degli stranieri che restano nella stessa scuola. Non stiamo facendo annunci, ma costruendo un sistema concepito per funzionare”.
Valditara affronta anche il fenomeno del cosiddetto “White flight”, letteralmente fuga dei bianchi. “Mi preoccupa molto: c’è a livello mondiale ma riguarda anche l’Italia. Se riduciamo a percentuali equilibrate la presenza di studenti che non parlano la nostra lingua, gli altri studenti potrebbero tornare. Per questo trovo senza costrutto le polemiche della sinistra: qui c’è il rischio di scivolare verso l’Alabama degli Anni Cinquanta, con le scuole ghetto, quelle della segregazione”.
Quanto al corso di italiano per i genitori, Valditara spiega: “Stiamo studiando strumenti efficaci. Se a casa parli arabo, dimentichi quello che hai fatto a scuola. Gli studi internazionali ci dicono che è importante che i genitori conoscano la lingua e seguano ciò che i figli fanno a scuola”. Il ministro ha infine definito “un bellissimo discorso” quello di ieri del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sull’importanza della scuola come strumento di integrazione: “Con la consueta saggezza Mattarella si è espresso a favore di una scuola incentrata sul rispetto, in linea con i valori costituzionali, che sappia contrastare le classi ghetto” ha concluso.

