HomeAskanewsSisma in Centro Italia, Ingv: dopo 10 anni oltre 150mila terremoti

Sisma in Centro Italia, Ingv: dopo 10 anni oltre 150mila terremoti

Milano, 24 ago. (askanews) – Dieci anni dopo il terremoto del 24 agosto 2016, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ricorda le 299 vittime e una delle sequenze sismiche più complesse, estese e distruttive della storia recente dell’Appennino centrale. Nell’area, secondo l’Ingv, sono stati localizzati oltre 150.000 terremoti nell’ultimo decennio. Per l’anniversario l’Istituto ha inoltre raccolto in un unico spazio online dati, studi, testimonianze e materiali dedicati agli eventi del 2016-2017.

La sequenza ebbe inizio nella notte del 24 agosto con una scossa di magnitudo 6.0 che colpì i comuni di Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Nelle prime ore l’Ingv mobilitò le proprie strutture tecniche, scientifiche e operative, intensificando le reti di monitoraggio e avviando le attività per rilevare gli effetti geologici in superficie, censire l’impatto su abitazioni e infrastrutture, individuare eventuali fenomeni di amplificazione locale e fornire supporto ai cittadini.

“In questa significativa giornata il primo pensiero va alle 299 vittime, alle loro famiglie e alle comunità di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e degli altri territori dell’Appennino centrale colpiti da quella lunga sequenza sismica”, dichiara il presidente dell’Ingv Fabio Florindo. “Per l’Ingv questo anniversario è anche l’occasione per ricordare il grande impegno del personale dell’Istituto che, fin dalle prime ore e poi per molti mesi, ha lavorato giorno e notte nel monitoraggio della sequenza, nell’analisi dei dati e nel supporto al sistema di Protezione Civile”.

“In questi dieci anni molto è cambiato. Conosciamo meglio la pericolosità sismica del nostro territorio, le reti di monitoraggio sono state ulteriormente sviluppate e possiamo contare su un sistema di sorveglianza attivo 24 ore su 24. Ma una maggiore capacità di osservare e comprendere i terremoti non significa essere al riparo dalle loro conseguenze. Non possiamo sapere quando e dove avverrà il prossimo forte terremoto. Sappiamo però che l’Italia continuerà ad avere terremoti importanti. Il punto, quindi, è utilizzare il tempo che abbiamo per ridurre la vulnerabilità degli edifici e delle infrastrutture e per far crescere la consapevolezza dei cittadini. La conoscenza scientifica e il monitoraggio hanno fatto grandi passi avanti. La responsabilità che abbiamo oggi è fare in modo che questa conoscenza contribuisca sempre di più alle scelte di prevenzione. Credo che, a dieci anni dal terremoto del 2016, questo sia anche un modo concreto per ricordare ciò che è accaduto e le persone che quella notte hanno perso la vita”, aggiunge Florindo.

Il direttore del Dipartimento Terremoti dell’Ingv, Salvatore Stramondo, ricorda le capacità di monitoraggio e analisi già disponibili nel 2016. “Il sisma di Amatrice ha mostrato come, già nel 2016, l’Ingv fosse un Ente scientificamente e tecnicamente maturo, in grado di acquisire, con le proprie reti sismica e geodetica, dati di qualità senza precedenti; capace di utilizzare le tecnologie più avanzate, come quelle satellitari, in maniera sistematica per la migliore comprensione dei fenomeni in atto e come dato di input per i modelli numerici e analogici; in grado di assicurare la continuità operativa dei servizi di sorveglianza sismica anche in presenza di una sismicità che, nei primi giorni dopo il 24 agosto, è stata di svariate centinaia di eventi quotidiani”.

“La nostra comunità scientifica non ha mai smesso di studiare i meccanismi all’origine di un sisma e l’evoluzione della sismicità nell’area e in Italia Centrale, lavorando senza sosta per accrescere la conoscenza di quanto accaduto e porla al servizio della sicurezza pubblica. I rapporti tecnici e di sintesi prodotti dai Gruppi Operativi dell’Istituto hanno gettato le basi per la letteratura scientifica successiva. La ricerca scientifica sul terremoto di Amatrice e sull’intera sequenza sismica del Centro Italia del 2016 è vastissima e tutt’oggi continua a produrre studi sulle maggiori riviste peer-review internazionali”, aggiunge Stramondo.

Il direttore richiama anche il tema della ricostruzione, ancora in corso nei territori interessati. “La memoria di Amatrice e il pensiero alle vittime ci impone di non abbassare mai la guardia. Ancora oggi i territori colpiti affrontano un delicato e lungo percorso di ricostruzione. Da parte nostra l’impegno rimane invariato nel fare ricerca scientifica d’eccellenza che, tradotta opportunamente, consenta sempre più di costruire case, scuole e infrastrutture fatte per resistere”, conclude Stramondo.

Per il decennale l’Ingv ha predisposto una pagina dedicata alla “Sequenza sismica in Italia centrale”, destinata a raccogliere e aggiornare i materiali prodotti sugli eventi del 2016-2017. Tra le risorse disponibili figura la story map “I forti terremoti in Italia centrale nel 2016-2017”, con mappe, contenuti multimediali e diversi percorsi per ricostruire la sequenza e le attività svolte dall’Istituto.

L’iniziativa “Custodi di Memoria” invita invece chi visse direttamente quei terremoti a lasciare una testimonianza per contribuire alla costruzione della prima mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia. Lo spazio comprende inoltre una sezione con articoli scientifici e divulgativi pubblicati negli anni da ricercatrici e ricercatori dell’Ingv, timeline, animazioni della sequenza sismica, fotogallery e videoteca.