Un uragano sulla politica tedesca
«Siamo nel pieno di un uragano». Markus Söder non ha cercato attenuanti, ieri a Monaco, aprendo il congresso della CSU (il partito che in Baviera sostituisce la CDU). In effetti, le sconfitte della CDU nell’Est, l’avanzata dell’AfD e l’affermazione della Linke a Berlino delineano, a suo giudizio, una crisi che investe l’intero sistema politico.
«È in gioco l’esistenza dei partiti popolari», ha ammonito il ministro-presidente bavarese. Una formula che merita attenzione, perché nella storia tedesca Volkspartei non indica semplicemente una formazione capace di conquistare molti voti.
Il significato di Volkspartei
La CDU è nata come partito interconfessionale e interclassista, capace di riunire cattolici e protestanti, lavoratori e imprenditori, sensibilità conservatrici, liberali e cristiano-sociali. Una sintesi costruita attorno all’economia sociale di mercato e alla responsabilità democratica.
È un’esperienza che presenta significative analogie, su un asse “ideologico” tuttavia diverso, con il solidarismo e l’interclassismo della Democrazia cristiana italiana. Il partito popolare è sostanzialmente una forza a ”vocazione maggioritaria” – per dirla in…italiano – tesa a comporre interessi differenti in una prospettiva politica di tipo nazional-popolare.
L’AfD può dunque raccogliere un vasto consenso popolare senza incarnare – anzi negando – questa funzione storica. Analogamente, il successo della Linke nella capitale non basta a farne una Volkspartei nel significato più vero.
La sfida a Merz
Söder ha riconosciuto il calo, talvolta drammatico, dei consensi del blocco cristiano democratico. Ha per questo escluso qualsiasi apertura all’AfD, accusandola di voler sostituire e distruggere politicamente CDU e CSU.
Al governo federale ha rivolto un messaggio altrettanto netto: basta controversie, occorrono risultati. Un nuovo fallimento della coalizione tra cristiano democratici e socialdemocratici alimenterebbe ulteriormente la sfiducia verso le forze di governo.
Anche contro la Linke, formazione politica di origine post comunista, Söder ha ribadito la linea di aperto contrasto, proponendo persino restrizioni ai trasferimenti finanziari verso i Länder eventualmente governati dalle forze radicali.
Una crisi di rappresentanza
La denuncia del leader bavarese va letta anche oltre le sue immediate proposte politiche. Il problema non è soltanto recuperare gli elettori perduti, ma ricostruire soprattutto quella capacità di mediazione sociale che ha caratterizzato i grandi partiti tedeschi del dopoguerra.
La crisi della CDU evoca pertanto una domanda sul futuro stesso del “partito popolare” (volkspartei). Può ancora tenere insieme ceti, generazioni e culture differenti, oppure la polarizzazione è destinata a dissolverne la funzione?
È questo l’interrogativo che, sulle ali dell’allarme lanciato a Monaco, investe oggi la tradizione cristiano democratica della Germania.

