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Spionaggio, passavano informazioni ad agente russo: 2 arresti a Roma, coinvolto ex 007

Roma, 7 lug. (askanews) – “Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione” e “Accesso abusivo a sistema informatico o telematico”. Per queste accuse due persone sono state arrestate a Roma dai carabinieri del Ros. La vicenda pone al centro un uomo di 59 anni ex appartenente ad una struttura di intelligence italiana e già sottoufficiale dell’Arma. Il soggetto è accusato di aver svolto attività di spionaggio in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica nel nostro Paese.

L’ordinanza di custodia eseguita dal Ros per una inchiesta di spionaggio in favore della Russia è stata emessa dal gip di Roma. Oltre alle misure cautelari nei confronti dei due indagati, nell’ambito del medesimo procedimento sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica a carico dei due citati destinatari dei provvedimenti restrittivi e di ulteriori cinque persone, indagate, a vario titolo, per “Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato”, “Spionaggio politico o militare”, “Rivelazione di segreti di Stato”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione”.

Il principale indagato, unico interlocutore del presunto agente russo – si spiega in una nota – è accusato di aver acquisito e rivelato “notizie di interesse” per il tramite di sei fonti – tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi connotati da un alto grado di riservatezza. Questi ultimi sono accusati, a vario titolo, “di aver fornito informazioni che nell’interesse della sicurezza dello Stato e/o nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete o ritenute di vietata divulgazione”.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di documentare diverse interlocuzioni tra il presunto agente straniero e il principale indagato, nel corso delle quali, mentre il primo esplicitava le sue esigenze informative, il secondo forniva, dietro compenso in denaro, informazioni relative alle richieste recepite dall’altro negli incontri precedenti e acquisite per il tramite delle sue fonti.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso apprezzamento per l’operazione condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Procura Militare di Roma, nell’ambito di un’indagine su una presunta attività di spionaggio ai danni della sicurezza nazionale.

Il ministro ha inoltre disposto che l’Amministrazione della Difesa assicuri la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria per ogni ulteriore attività investigativa ritenuta necessaria.

“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento e le mie congratulazioni ai magistrati e agli investigatori del Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri per la professionalità, la competenza e la determinazione dimostrate nella conduzione di un’indagine tanto complessa quanto delicata”, ha dichiarato Crosetto.

“Non può esserci alcuna tolleranza, a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica”, ha aggiunto. “La Difesa continuerà a collaborare con l’Autorità giudiziaria con la massima trasparenza, lealtà istituzionale e fermezza, adottando ogni ulteriore iniziativa necessaria a salvaguardare l’integrità delle proprie strutture e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha concluso Crosetto.