HomeAskanewsTornano gli attacchi in Iran dopo mesi di tregua

Tornano gli attacchi in Iran dopo mesi di tregua

Roma, 31 ago. (askanews) – Stati uniti e Iran sono tornati a colpirsi direttamente per la prima volta dopo settimane di sostanziale pausa militare, con uno scambio che nelle ultime ore si è esteso dalla Giordania agli Emirati arabi uniti. Washington ha attaccato domenica due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz; Teheran ha risposto prima con missili verso la Giordania e poi, nelle prime ore di oggi, con droni contro la base aerea di Al Minhad negli Emirati.

Secondo il Comando centrale americano, Centcom, i due sistemi colpiti a Larak appartenevano ai Guardiani della rivoluzione ed erano in preparazione per disperdere mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Il portavoce del Centcom, capitano Tim Hawkins, ha affermato che le forze iraniane erano state osservate mentre si preparavano a lanciare razzi equipaggiati con mine nelle acque circostanti.

L’agenzia iraniana Tasnim ha riferito che l’attacco americano, condotto con droni, ha provocato due morti e due feriti sull’isola. Il bilancio non è stato confermato da fonti indipendenti.

Poche ore dopo il raid, l’Iran ha lanciato alcuni missili verso la Giordania, secondo una fonte a conoscenza dell’operazione citata dal New York Times. Tutti i vettori sarebbero stati intercettati. Nel Paese sono schierati diverse migliaia di militari americani.

La risposta iraniana si è poi allargata agli Emirati arabi uniti. L’esercito di Teheran, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, ha annunciato di avere attaccato con droni la base aerea di Al Minhad, sostenendo di avere preso di mira le aree dove sono dislocate forze ed elicotteri americani. Secondo la televisione di Stato iraniana, l’operazione è stata condotta in risposta all’uccisione di membri dei Guardiani della rivoluzione e di civili nell’attacco americano a Larak.

L’attacco statunitense è stato il primo riconosciuto dal Pentagono contro obiettivi iraniani da circa un mese ed è apparso limitato rispetto alle grandi campagne di bombardamenti condotte nei mesi precedenti. L’ultimo raid rivendicato dal Centcom risaliva al 29 luglio, quando le forze americane colpirono decine di obiettivi in Iran, tra cui centri di comando, strutture missilistiche e per droni e siti di sorveglianza costiera.

Immediatamente dopo il raid a Larak, i Guardiani della rivoluzione avevano avvertito che l’attacco “riceverà una risposta punitiva contro l’aggressore”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato oggi che Teheran “non cerca la guerra”, ma “non resterà mai fermo di fronte a qualsiasi aggressione”, promettendo una “risposta decisiva” in caso di nuovi attacchi.

Lo scambio avviene mentre resta altissima la tensione nello Stretto di Hormuz. La scorsa settimana l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, aveva annunciato che le forze americane avevano eliminato le mine posate dall’Iran sulle rotte marittime internazionali. Washington sta spingendo le navi commerciali a riprendere il transito e la Marina americana le accompagna attraverso la parte meridionale dello stretto, nelle acque dell’Oman.

Il passaggio rimane tuttavia pericoloso. Nelle ultime due settimane due marittimi sono stati uccisi e un altro risulta disperso. Dall’inizio della guerra sono stati registrati almeno 71 attacchi contro navi, con 19 marinai morti.

A giugno Stati uniti e Iran avevano raggiunto un’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e per tre giorni più di 60 navi al giorno erano tornate a transitare. L’accordo era però rapidamente naufragato: Washington aveva ripristinato il blocco dei porti iraniani, mentre Teheran aveva tentato di imporre un proprio sistema di pagamento per il passaggio attraverso lo stretto, fino ad allora libero.

Nel pieno della nuova escalation, il presidente americano Donald Trump ha inoltre pubblicato su Truth Social un video generato con l’Ia che mostra l’isola iraniana di Kharg mentre viene distrutta da esplosioni, accompagnandolo con la frase: “L’isola di Kharg ridotta in mille pezzi!!!”. Il filmato non documenta un attacco reale.

Trump ha più volte minacciato nelle ultime settimane di impadronirsi di Kharg, snodo fondamentale per le esportazioni petrolifere iraniane, senza finora dare seguito alla minaccia. Poco meno di un minuto dopo il video sull’isola, il presidente ha pubblicato un altro filmato che lo ritrae mentre gioca a golf.

Dopo le grandi ondate di bombardamenti dei mesi precedenti, le operazioni militari tra i due Paesi si erano progressivamente ridotte e l’amministrazione Trump aveva spostato l’attenzione soprattutto sulle sanzioni economiche. Gli attacchi delle ultime ore segnano ora una nuova fase di confronto diretto e aumentano il rischio di una ripresa dell’escalation su larga scala.