Un doppio eccesso
C’è un eccesso di forza e contemporaneamente un eccesso di debolezza nella conduzione politica di Giorgia Meloni alla guida del Governo. Peccato che la forza ecceda laddove sarebbero richiesti modi più blandi e che la debolezza si manifesti su argomenti sui quali sarebbe invece apprezzabile una maggiore determinazione.
La battaglia interna
Così, da un lato, si infiamma la battaglia referendaria che la premier avrebbe voluto disputare sottovoce. E soprattutto prende corpo un’altra sfida, quella sulla legge elettorale, che promette tuoni, fulmini e saette in luogo di quegli accordi istituzionali che il bon ton — del tutto inutilmente — si ostina a suggerire.
Su questi versanti il Governo gioca la sua partita con una determinazione eccessiva e una unilateralità che dovrebbe trovare limiti più stretti.
L’evanescenza sulla scena internazionale
In compenso, sullo scenario internazionale, in mezzo al trambusto di tutto il mondo, si assiste a una prova di evanescenza da parte del Governo del nostro Paese. Che regala all’America trumpiana una solidarietà di rito, celebrata a bassa voce per via dell’imbarazzo che quella associazione ormai produce.
E invece non offre al concerto europeo nessun segno della volontà italiana di far parte di un tentativo — almeno un tentativo — di promuovere la causa geopolitica della nostra traballante Unione.
Un governo che ha perso slancio
Non si possono sottovalutare le difficoltà di questo insieme di cose. E non si vuole infierire in modo maramaldesco su un esecutivo assai gravato dalla criticità di tutti questi argomenti.
E però è fin troppo evidente che il Governo ha perso l’abbrivio e i suoi giorni migliori. Tutto questo mentre l’opposizione appare tutt’altro che pronta all’opera.
Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 5 marzo 2026
[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]
