Roma, 12 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in corso da tre mesi potrebbe essere raggiunto già nel fine settimana.
L’annuncio è arrivato alla vigilia dell’avvio in Messico del Mondiale di calcio che gli Stati Uniti co-organizzano, evento che il presidente aveva sostenuto durante il suo primo mandato, e domenica Trump compie ottanta anni. Per l’occasione, la Casa Bianca ospiterà un evento organizzato dalla Ultimate Fighting Championship (Ufc), la principale organizzazione mondiale di arti marziali miste. Subito dopo, Trump partirà per il vertice del G7 in Francia, dove il conflitto con l’Iran sarà uno dei temi principali.
I dettagli del possibile accordo non sono chiari. Secondo il presidente Usa, Teheran sarebbe pronta a porre fine al conflitto e a sottoscrivere un’intesa che impedirebbe definitivamente all’Iran di sviluppare armi nucleari. Trump ha dichiarato di voler inviare il vicepresidente JD Vance alla firma dell’accordo, e già nel fine settimana, qualora venisse finalizzato.
Tuttavia le autorità iraniane mantengono una posizione cauta. Un portavoce del Ministero degli Esteri ha confermato che sono in corso attività di mediazione da parte di diversi Paesi, ma ha precisato che non è stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo.
Negli ultimi giorni Trump aveva intensificato la pressione su Teheran e solo ieri aveva mincciato bombardamenti più pesanti, rilanciando l’idea di prendere il controllo di infrastrutture petrolifere strategiche iraniane, tra cui l’isola di Kharg, il principale terminal per l’export di greggio del Paese. Nella serata italiana, però, il presidente ha attenuato i toni, annunciando di aver sospeso nuove operazioni militari in quanto c’è una concreta possibilità di accordo.
Le minacce rilanciate ieri avrebbero dunque avuto soprattutto una funzione negoziale, per convincere l’Iran ad accettare un compromesso. Parallelamente, mediatori provenienti da Pakistan, Turchia e Qatar hanno compiuto progressi nei contatti con Teheran.
Trump sostiene che gli Stati Uniti hanno già ottenuto importanti risultati militari con l’ indebolimento delle capacità navali e aeree iraniane e la perdita di numerosi esponenti della leadership della Repubblica islamica. L’eventuale accordo rappresenterebbe un importante successo sul fronte diplomatico per Trump alla vigilia del G7, ma gli osservatori invitano alla cautela, considerato che il presidente ha già annunciato quasi 40 volte l’imminenza di un’intesa che poi non si è concretizzata.
La guerra e le prospettive di una sua conclusione saranno al centro delle discussioni tra i leader delle principali economie occidentali nel vertice che si aprirà la prossima settimana in Francia.
Il conflitto continua a pesare sui mercati energetici mondiali. L’Iran mantiene infatti una forte pressione sullo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il commercio globale di petrolio; prima della guerra, circa il 20 per cento delle forniture mondiali transitava attraverso questa rotta.
