Una serata dal tono diverso
È stato un pomeriggio all’insegna della riconferma della stima e della simpatia che circondano Nicola Barone, Presidente di Tim San Marino, quello di mercoledì scorso nel Flagship Store della Deutsche Bank di via Nazionale, proprio di fronte a Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia. Ambiente sobrio ed elegante, con tutte le sedie occupate, senza inutili fronzoli organizzativi: il pubblico selezionato ha seguito con attenzione, stavolta con maggiore coinvolgimento umano, la presentazione del suo volume autobiografico Una vita da Presidente, scritto insieme al giornalista Santo Strati.
Potrei dire che in altre occasioni il clima era stato egualmente caloroso, ma non con la stessa spontaneità che ha accompagnato questo incontro ultimo. Complice la presenza della famiglia al gran completo, con moglie, figli e nipoti, la piccola convention si è trasformata quasi in un incontro tra amici, pur mantenendo il profilo di un appuntamento formale.
I relatori e il tema della sicurezza
Dopo l’apertura dei lavori curata dalla Deutsche Bank, ad accompagnare il dibattito sono stati i giornalisti Benedetta Rinaldi e Luca Collodi. Tra gli interventi più seguiti quello di Lamberto Giannini, Prefetto di Roma, che ha concentrato la riflessione sull’impatto dello sviluppo infrastrutturale rispetto ai temi della sicurezza e della governance del territorio.
Un passaggio significativo, perché ha evidenziato come la trasformazione tecnologica non riguardi soltanto l’economia o i servizi, ma investa direttamente la qualità della vita urbana, la protezione dei dati e il funzionamento stesso delle istituzioni pubbliche.
Telecomunicazioni e trasformazione del Paese
Il libro ripercorre cinquant’anni di dinamiche industriali, innovazioni tecnologiche e trasformazioni manageriali nel settore delle telecomunicazioni italiane. Dalla stagione delle reti analogiche alla transizione digitale, fino alle prospettive aperte oggi dall’intelligenza artificiale, Barone utilizza il racconto autobiografico come chiave per descrivere il cambiamento del sistema Paese.
Nel corso della presentazione sono emersi anche i temi della modernizzazione infrastrutturale, del rapporto tra innovazione e competitività internazionale e delle nuove sfide che attendono il sistema delle comunicazioni in Europa. In questo quadro, valgono le parole usate spesso da Barone per sintetizzare la propria idea di leadership: «Governare il presente, ma avendo la coscienza del passato e l’intelligenza e lo sguardo rivolti al futuro».
L’umanità oltre la tecnologia
A colpire, più ancora dei risultati professionali, è stata per l’appunto l’atmosfera finanche familiare dell’evento. In una stagione dominata dalla velocità digitale e dalla retorica dell’algoritmo, Barone ha finito quasi per rappresentare un modello diverso di cultura manageriale: tecnologica ma non disumanizzata, moderna ma ancora fondata sul valore delle relazioni personali.
E forse proprio questo spiega la partecipazione attenta e sincera che si respirava nella sala della Deutsche Bank: la sensazione che, dietro il manager delle telecomunicazioni, ci sia ancora l’uomo capace di tenere insieme innovazione, memoria e comunità.
