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Turismo di lusso, l’Italia vale 9 miliardi e attira investitori

Firenze, 29 ott. (askanews) – Nove miliardi di euro, quasi quattro milioni e mezzo di viaggiatori di fascia alta, tredici milioni di notti in hotel di lusso. Un’industria che ora ha il suo appuntamento d’affari: Aura, alla Fortezza da Basso di Firenze. “Da oltre 63 edizioni – racconta Gloria Armiri, manager turismo di Italian Exhibition Group – organizziamo il TTG Travel Experience a Rimini ad ottobre, che si è appena concluso, e il mercato ci ha raccontato che sentiva la necessità di avere una piattaforma altrettanto autorevole per il mondo del lusso”.

E il motivo, per chi organizza, è semplice. “L’Italia – continua Armiri – è il paese più desiderato dalla clientela mondiale alto spendente. Di fatto le nostre strutture alberghiere hanno una storia di accoglienza e di cura nota in tutto il mondo”.

Dopo gli appuntamenti d’affari, il programma porta i buyer in città, alla scoperta del saper fare fiorentino. A Palazzo Gucci si attraversano 105 anni della maison: le borse iconiche, gli abiti di sei decenni, i film delle collezioni, il laboratorio degli artigiani. Intanto i capitali corrono: 1 miliardo e 700 milioni investiti negli alberghi italiani nel primo semestre 2025, oltre la metà nel lusso. Lo conferma Benedetto Puglisi, direttore Real Estate e Hospitality di Deloitte: “E’ un settore che sta in questo momento esplodendo, e in particolare l’Italia. Tra i paesi più interessanti dove investire e dove aprire nuovi hotel di lusso emerge proprio l’Italia con l’82% di preferenze, una percentuale enorme se si considera che gli altri paesi come Spagna, Francia, Germania, ecc. si collocano con una percentuale molto bassa tra il 10% e il 4%”.

Ma c’è di più. Secondo l’analisi di Deloitte “l’Italia è ricca di destinazioni che non sono solo le città prioritarie che conosciamo tipo Milano, Roma, Venezia e Firenze, le famose top cities, ma soprattutto – spiega Puglisi – destinazioni secondarie che stanno emergendo nel mercato del turismo di lusso e che offrono grandi potenzialità per le compagnie alberghiere”.