Firenze, 16 giu. (askanews) – I due più famosi dipinti di Sandro Botticelli, la Venere e la Primavera, sono da oggi esposte l’una di fronte all’altra. È il nuovo allestimento permanente degli spazi dedicati all’artista rinascimentale fiorentino alle Gallerie degli Uffizi a porle in un dialogo diretto e inedito, uno sguardo diretto tra l’arte, la storia e l’immaginario collettivo. E, per la prima volta, i due grandi quadri sono collocati in teche ermetiche che tutelano la conservazione delle opere nelle migliori condizioni possibili di sicurezza, eliminando le vetrate protettive esterne che ne alteravano la percezione diretta di monumentali quadri appesi alle pareti.
Le sale della Galleria che ospitano i maggiori capolavori di Botticelli sono state completamente rinnovate. Per il grande affresco staccato dell’Annunciazione è stata progettata una nuova installazione che ne restituisce la percezione originaria, facendolo apparire come parte integrante della parete, così come si presentava nella chiesa fiorentina di San Martino. Le piccole ma fondamentali opere Storie di Giuditta e Uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, sono state invece valorizzate attraverso nuove teche espositive e collocate nel passaggio, oggi ampliato, tra le due “sale scrigno” della Primavera e della Venere.
Ai lati di quest’ultima trovano ora posto i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana. Le tre opere evocano, attraverso la straordinaria somiglianza tra i volti della Vergine e della dea, la dottrina della prisca theologia elaborata da Marsilio Ficino nell’ambito dell’Accademia neoplatonica promossa dai Medici. Tale concezione, alla base di gran parte dell’arte botticelliana, sosteneva che anche il mondo antico avesse intuito le verità della religione cristiana e che molte delle divinità pagane rappresentassero una prefigurazione delle figure sacre del Cristianesimo. Nel caso dell’accostamento proposto dagli Uffizi, il riferimento è precisamente a Venere e a Maria, madre di Cristo. Con analoga simmetria, nella sala prospiciente, la Primavera è oggi affiancata da due ulteriori immagini mariane: la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini.
Il percorso storico di Botticelli viene presentato in questa sala con particolare cura storico-critica; l’opera di apertura è la Adorazione dei Magi della Cappella di Gaspare di Zanobi del Lama, vero e proprio ritratto di famiglia del potere mediceo in cui risalta l’autoritratto dell’artista al centro della società quattrocentesca. Chiude la sequenza la Calunnia di Apelle del 1495, opera degli anni tumultuosi della Firenze savonaroliana e della profonda crisi spirituale botticelliana. Importanti interventi hanno interessato anche la sala dedicata a Piero e Antonio del Pollaiolo, contemporanei del giovane Sandro.
La realizzazione dei nuovi spazi dedicati a Botticelli si inserisce nel più ampio progetto di riallestimento delle Gallerie degli Uffizi, avviato già nel 2023 per l’adeguamento delle misure di sicurezza e divenuto oggi un ambizioso programma di rinnovamento generale annunciato dal direttore Simone Verde fin dal suo insediamento, nel gennaio 2024.
“Quella di oggi rappresenta una nuova importante tappa, certamente non l’ultima, del riallestimento complessivo delle Gallerie annunciato nel 2024, che ha già consentito l’apertura di numerosi spazi completamente rinnovati, tra cui il Gabinetto dei Marmi antichi, la Sala della Niobe e il Gabinetto delle Matematiche. L’obiettivo di questa operazione, insieme filologica, estetica e storico-artistica, è quello di ricomporre il vastissimo e preziosissimo patrimonio monumentale e collezionistico dei Medici affinché le Gallerie, rigenerandosi senza tradire la propria identità, continuino a essere ciò che sono sempre state: il museo più bello del mondo”, ha dichiarato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde.
Parallelamente, il lavoro di “ricomposizione” museale prosegue anche al di fuori delle sale espositive. Nei monumentali corridoi del secondo piano sono state installate numerose e confortevoli sedute in legno massello, il cui disegno riprende fedelmente quello delle panche progettate da Giorgio Vasari per la loggia della Galleria. È inoltre in corso la completa sostituzione della segnaletica con eleganti pannelli informativi in bronzo, caratterizzati da elevata leggibilità, così come il rinnovo integrale dei dispositivi di protezione, oggi concepiti secondo un linguaggio rinascimentale coerente con il rigore monumentale del museo.
