Roma, 29 mag. (askanews) – Il drone russo caduto su un edificio residenziale a Galati era un Geran-2 – versione russa su licenza del drone iraniano Shahed 136 – ed è rimasto per quattro minuti nello spazio aereo romeno, ma i caccia autorizzati al fuoco non hanno potuto abbatterlo senza rischiare danni maggiori sulla città o una ricaduta del proiettile fuori dal territorio nazionale. Lo ha affermato oggi il ministro della Difesa ad interim della Romania, Radu-Dinel Miruta, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mediafax.
“Era un drone Geran-2. E’ stato individuato e seguito dal radar appena installato nella zona di Galati, dopo l’incidente di due settimane fa. Gli aerei da caccia avevano autorizzazione al fuoco”, ha scritto Miruta.
Il ministro ha spiegato che “nei quattro minuti in cui si è trovato nello spazio aereo romeno non si è potuto sparare senza che il proiettile provocasse danni maggiori nel municipio di Galati o senza che finisse fuori dalla Romania, con il rischio che fosse considerato un coinvolgimento nella guerra in Ucraina e che la Romania fosse considerata parte del conflitto”.
Miruta ha precisato di aver informato dopo l’incidente il presidente della Romania e gli alleati della Nato. Ha aggiunto di aver avuto una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato Mark Rutte.
“Ho avuto questa mattina una conversazione telefonica con Mark Rutte, segretario generale della Nato, al quale ho argomentato ancora una volta quanto sia importante che ciò che abbiamo richiesto ufficialmente a livello alleato sia attuato nella zona della Dobrugia, fino a quando saranno consegnate le capacità anti-drone recentemente ordinate dal ministero della Difesa”, ha scritto il ministro ad interim.
Miruta ha detto di essere in contatto permanente con gli alleati Nato e che sono allo studio misure supplementari per rafforzare la sicurezza sul fianco est. Una parte di queste misure sarà annunciata nelle prossime ore. Il ministro ha sottolineato che la Romania ha bisogno di più sistemi di difesa antiaerea terra-aria. “Abbiamo bisogno di più sistemi di difesa antiaerea da terra, che non abbiamo perché, dall’inizio della guerra in Ucraina, chi aveva questa decisione da prendere non l’ha presa”, ha affermato.
Miruta ha aggiunto che da cinque mesi, da quando è ministro, l’equipaggiamento dell’esercito è la sua “priorità numero uno” e che per la prima volta, attraverso il programma Safe, la Romania dispone di otto sistemi di difesa anti-drone.
Nella notte, un drone russo Geran-2 è caduto attraverso il tetto di un edificio di dieci piani a Galati ed è esploso dopo l’impatto. Due persone hanno riportato ferite lievi. Secondo le informazioni disponibili, il drone si è schiantato nella zona del corridoio, vicino alla sala dell’ascensore. Dopo l’incidente, gli abitanti dell’edificio sono stati evacuati e i due feriti lievi sono stati portati in ospedale per accertamenti.
In servizio nelle fila delle forze armate iraniane dal 2021, lo Shahed 136 è progettato per colpire bersagli terrestri in un raggio massimo di circa 2.500 km dal sito di lancio, seguendo una rotta prestabilita. La particolare forma di ala e le basse quote di volo lo rendono particolarmente difficile da intercettare dai sistemi missilistici di difesa aerea.
Lo Shahed 136 ha ricevuto il battesimo del fuoco durante la guerra dello Yemen, tuttavia l’impiego massiccio è stato quello effettuato dalle Forze terrestri russe durante l’invasione russa dell’Ucraina del 2022.
