Roma, 10 ago. (askanews) – Una vasta chiazza di petrolio, estesa per circa 390 chilometri quadrati, si sta avvicinando alla costa dell’Oman dopo l’incidente della petroliera Caroline Bezengi. Lo ha riferito l’Autorità per l’ambiente omanita.
“L’ultima analisi tecnica mostra che l’inquinamento da petrolio persiste nell’area marittima. La superficie della chiazza osservata è di circa 390 chilometri quadrati”, ha comunicato l’Autorità, precisando che la contaminazione si sta estendendo a nord-est delle isole Al Hallaniyah, in direzione della costa continentale dell’Oman. Il punto più vicino si trova a circa sette chilometri dalla riva.
Secondo le autorità, l’estensione complessiva della contaminazione lungo la direttrice del suo movimento ha raggiunto circa 449 chilometri. Le simulazioni indicano inoltre che la chiazza potrebbe avanzare di altri 121 chilometri verso nord-est nelle prossime 48 ore. Si tratta tuttavia di una previsione, la cui precisione dipenderà dall’evoluzione dei venti, delle correnti marine e delle condizioni meteorologiche.
Squadre specializzate omanite stanno monitorando la situazione attraverso immagini satellitari, modelli ambientali e rilevamenti sul campo, per seguire la diffusione dell’inquinamento e stabilire le priorità d’intervento.
La Caroline Bezengi si era incagliata alla fine di giugno. Venerdì scorso le autorità dell’Oman avevano inviato squadre di emergenza verso la nave nel tentativo di limitare i danni ambientali. Secondo quanto riportato dai media, la petroliera è sottoposta a sanzioni dell’Unione europea e del Regno unito per il presunto trasporto di petrolio e prodotti petroliferi russi.
