Roma, 21 mag. (askanews) – La portaerei statunitense Uss “Nimitz” è entrata nel Mar dei Caraibi: lo ha annunciato il comando meridionale statunitense, Southcom.
La “Nimitz” – che imbarca uno stormo di cacciabombardieri ed elicotteri da combattimento – è accompagnata da una task force composta da altre due unità da guerra: l’incrociatore lanciamissili Uss “Gridley” e la nave riformimento Uss “Patuxent”.
L’annuncio è arrivato dopo l’incriminazione di Raul Castro da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Il Dipartimento ieri ha formalizzato l’atto d’accusa federale contro l’ex presidente cubano Raul Castro e altre cinque persone per l’abbattimento dei due velivoli civili avvenuto nel 1996 nello Stretto della Florida, in cui morirono quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi. L’accusa, presentata a Miami, conferma la linea già anticipata dalle autorità federali e si inserisce nel procedimento legato al caso dei voli del gruppo “Brothers to the Rescue”, già al centro di tensioni diplomatiche tra Washington e L’Avana.
Secondo i documenti giudiziari, oltre alle imputazioni principali legate alla cospirazione e all’omicidio, l’atto d’accusa ricostruisce la responsabilità della catena di comando cubana nell’operazione militare che portò all’abbattimento dei due aerei. Tra gli altri imputati figura un ufficiale dell’aeronautica militare cubana già indicato nelle precedenti indagini sul caso, rimasto per anni al centro delle richieste statunitensi di cooperazione giudiziaria mai andate a buon fine. La nuova iniziativa giudiziaria rappresenta un ulteriore sviluppo in una vicenda rimasta irrisolta sul piano penale per quasi tre decenni e riapre l’attenzione su uno dei casi più controversi nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba dagli anni Novanta.
“Ci aspettiamo che Raul Castro si presenti qui di sua spontanea volontà o in qualche altro modo, e finisca in prigione”, ha dichiarato l’Attorney general statunitense, Todd Blanche, dopo la formalizzazione delle accuse contro l’ex leader cubano e altri cinque funzionari del governo dell’isola.
“No… Non ci sarà un’escalation. Non credo che ce ne sia bisogno. Guardate, il Paese sta andando a rotoli. È un disastro, e hanno perso il controllo. Hanno davvero perso il controllo di Cuba”, aveva chiosato ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
