Roma, 20 ott. (askanews) – La filiera del welfare in Italia ha generato nel 2024 circa 374 miliardi di euro di valore della produzione, in crescita del 15% rispetto al 2023, impiegando 5,1 milioni di occupati. E’ quanto emerge dal Rapporto 2026 del Think Tank “Welfare, Italia”, presentato oggi a Roma nell’ambito del Forum dal titolo “Il welfare in Italia e in Europa tra valore identitario e fattori di crescita”, iniziativa promossa da Unipol in collaborazione con TEHA Group, con il contributo di un comitato scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.
La filiera coinvolge oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit. Rispetto al 2023, sulla base dei dati ricalcolati secondo la metodologia aggiornata, si registra un aumento di oltre 13mila enti e 344mila occupati.
La spesa pubblica per il welfare ha raggiunto nel 2025 il valore record di 692,8 miliardi di euro, pari al 60% della spesa pubblica nazionale, con la previdenza che assorbe il 49,5% delle risorse. Secondo le stime del Think Tank, nel 2026 raggiungerà circa 715 miliardi. Se proseguissero le dinamiche di crescita dell’ultimo decennio, potrebbe superare i mille miliardi già nel 2037.
A pesare sul sistema è anche la pressione demografica. Nel 2025 le nascite sono scese al minimo storico di 355mila, con un saldo naturale negativo di 297mila persone. La riduzione della popolazione in età lavorativa, stimata in 6 milioni di persone entro il 2050, potrebbe comportare, a parità delle altre condizioni, una contrazione potenziale del Pil del 10,7% rispetto al 2025.
Restano inoltre divari territoriali nella disponibilità dei servizi. Nel Mezzogiorno i posti nei servizi educativi per la prima infanzia sono 19,3 ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, contro 37,9 al Nord e 40,4 al Centro. La spesa comunale per interventi e servizi sociali è di 111 euro pro capite, contro i 185 euro del Nord.
Il Think Tank propone due strategie nazionali. Una per valorizzare salute, assistenza e partecipazione attiva degli anziani, l’altra per sostenere competenze, occupazione, autonomia abitativa, salute mentale e previdenza complementare dei giovani. Le filiere del welfare riferite agli over 65 e agli under 35 generano rispettivamente 130,7 e 114,9 miliardi di euro di ricavi.

