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2 giugno, la parata a Roma celebra gli 80 anni della Repubblica

Roma, 2 giu. (askanews) – Più di 5.500 uomini e donne delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Corpi armati e non dello Stato hanno reso gli onori oggi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella tradizionale Rivista Militare ai Fori Imperiali a Roma, dopo la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, in occasione della festa del 2 giugno. Una celebrazione che quest’anno è coincisa con quella per gli 80 anni della Repubblica, e che ha avuto una piccola coda polemica sulle presenze – o meglio le assenze – sul palco delle autorità ai Fori imperiali. Qualcuno ha notato che tra le fila del governo mancava il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, mentre tra i vertici di opposizione sarebbero stati assenti sia Giuseppe Conte (M5S) che Elly Schlein (Pd). Salvini assente alla parata? “Non so, lo dovete domandare a lui. Non c’erano neanche Conte e la Schlein, non li ho visti. E’ un peccato quando si manca”, ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. E il presidente del Senato Ignazio La Russa gli ha fatto eco: “Non ho visto Salvini, ma non ho visto molti. Non ho visto un capogruppo” dell’opposizione, “tranne Italia Viva”.

In ricordo di questo compleanno speciale per la Repubblica, davanti alle più alte cariche dello Stato, la sfilata ha avuto per manifesto “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”: un messaggio che racchiude il senso più profondo della celebrazione del 2 giugno, non soltanto la ricorrenza di una data fondativa della nostra storia nazionale, ma il riconoscimento di un percorso collettivo costruito giorno dopo giorno grazie all’impegno di donne e uomini al servizio dello Stato.

“Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti”, ha ricordato Mattarella in un messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. “Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”. E oggi, ha proseguito il capo dello Stato, “non celebriamo solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, una “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale.

Una ricorrenza, quella odierna, che secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – presente in tribuna al fianco del capo dello Stato assieme ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e al presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso -, “non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione”.

La sfilata è stata divisa in dodici settori tematici, dedicati alle Forze Armate, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alle Forze di Polizia e ai Corpi dello Stato. Tra loro, i Cappellani Militari, in onore del centenario dell’Ordinariato Militare, i Gruppi Sportivi Olimpici e Paralimpici delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, rappresentanze dei civili della Difesa e della Sanità Militare.

I reparti hanno portato con loro 66 Bandiere di Guerra e Stendardi, 22 Gonfaloni delle Regioni e delle Province autonome, oltre a 48 Labari e Medaglieri delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. I blocchi del personale militare e non, impegnati nella Rivista militare ai Fori imperiali, accompagnati dalla musica di 18 bande e fanfare, sono stati seguiti da una sfilata di mezzi militari, tra cui un’ampia serie di droni e di sistemi tecnologici.

Come ogni anno, hanno fatto il pieno di applausi – migliaia le persone accorse per l’occasione – il tradizionale inno dei Dimonios (Brigata Sassari), la Fanfara dei Bersaglieri, l’andamento lento degli Alpini, con i loro 33 passi al minuto. E le unità speciali, impegnate nelle operazioni più delicate in Italia e all’estero. I reparti a cavallo, un sorvolo di elicotteri e il tradizionale duplice passaggio delle Frecce Tricolori hanno chiuso l’evento. E’ saltato, per ragioni meteo (troppo vento), l’aviolancio del Tricolore con la squadra del Reparto Attività Sportive dell’Esercito, che avrebbe dovuto portare a Mattarella la bandiera italiana con una discesa dal cielo.

“Il dovere più grande che abbiamo è lasciare ai nostri giovani, ai nostri figli, un’Italia più sicura, più consapevole, ma soprattutto capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino fino ad oggi”, ha commentato nel suo messaggio odierno il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Abbiamo il dovere di costruire, come da anni stiamo facendo, in silenzio, senza clamori, ma con fiducia, una Difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace e tutelare i cittadini”, ha scritto il ministro, secondo il quale “è questa la missione delle donne e degli uomini della Difesa, del personale militare e civile”. “La Difesa ha sostenuto le sicurezze che hanno garantito il cammino della Repubblica”, ha insistito Crosetto. “Ne ha condiviso le ferite, le trasformazioni, le speranze. E continua a servire il Paese con lo stesso spirito: proteggere i cittadini, custodire i valori democratici, garantire alle future generazioni il diritto di vivere in un’Italia libera e sicura”.