Il clima pre-elettorale si sta scaldando di giorno in giorno, al punto da lasciar pensare che qualcuno (o qualcuna…) potrebbe anche avere in animo un ricorso anticipato alle elezioni politiche. Certo, si tratta di una decisione che, Costituzione alla mano, non può essere presa da una sola forza politica, magari per un calcolo di propria convenienza, prescindendo da una verifica sulla maggioranza parlamentare. Su questo il Quirinale ha sempre tenuto il punto, in ogni situazione e con tutti i governi.
Tradotto significa che l’ansia da logoramento non è e non può essere un motivo valido e sufficiente per andare a elezioni politiche anticipate rispetto alla scadenza naturale della legislatura, nel settembre del prossimo anno.
La gara a chi la spara più grossa
Ciò nondimeno, assistiamo a un triste spettacolo pirotecnico nel quale sembra esserci in palio un premio da assegnare a chi la spara più grossa. È da questo clima che nasce la sguaiata boutade sul tetto al numero massimo di studenti stranieri nelle aule scolastiche.
Un’uscita priva di senso se si considera che già dal 2010 una circolare ministeriale – la n. 2 dell’8 gennaio, emanata dalla ministra Gelmini – prevedeva il limite del 30 per cento di ragazzi stranieri in aula. Negli anni questa circolare ha avuto, di fatto, un valore meramente indicativo, sia per scongiurare la chiusura di alcune scuole per mancanza di alunni, sia per le difficoltà e i costi derivanti dalla necessità di reperire spazi e risorse sufficienti a garantire il rispetto di quella percentuale.
Ma in un comizio arringa-folla non c’è spazio per fare un ragionamento e, molto spesso, non c’è spazio neanche per dire la verità. In questo clima elettorale sempre più rovente bisogna sparare il colpo più forte per non farsi scavalcare dai competitori. E, in questo caso, parliamo ovviamente della competizione che si sta sviluppando sul fronte destro.
L’attacco a Mattarella
Nel furore di questa competizione non si risparmia neanche un attacco al Presidente della Repubblica, accusato di aver emanato nel 1990, nella sua funzione di ministro dell’Istruzione, una circolare per invitare a evitare un’eccessiva concentrazione di ragazzi stranieri nelle aule.
Si tratta di un attacco insensato, visto che quella circolare di trentasei anni fa – in una situazione imparagonabile a quella odierna in termini di immigrazione – aveva un obiettivo esattamente opposto a quello che si vorrebbe contestare a Mattarella: favorire l’integrazione, evitando che i pochi ragazzi stranieri presenti in quel periodo fossero raccolti tutti in una stessa classe, determinando di fatto una loro ghettizzazione.
Il buon senso che non deve nascondersi
Stiamo indubbiamente attraversando un periodo storico difficile, nel quale sembra essersi spenta anche la luce in fondo al tunnel. Sergio Mattarella, nella giornata inaugurale dell’anno scolastico ad Amatrice, ha rivolto un appello a non rassegnarsi, a non abbassare la guardia nella difesa dei diritti e della dignità di ogni persona umana.
Perché non si precipiti proprio nella situazione descritta dal Manzoni, quando «il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune».

