Home GiornaleFede e management, agli Altipiani di Arcinazzo l’etica entra nell’economia

Fede e management, agli Altipiani di Arcinazzo l’etica entra nell’economia

Giunge quest’anno alla sua VIII edizione: promosso da Nicola Barone, il Meeting che mette a confronto manager, studiosi e uomini di Chiesa sulla centralità della persona nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Economia, ma a misura d’uomo

C’è una domanda che il progresso tecnologico rende ogni giorno meno eludibile: può l’economia crescere senza interrogarsi sulla qualità umana dello sviluppo? Agli Altipiani di Arcinazzo, il prossimo 3 ottobre, si proverà ancora una volta a rispondere mettendo attorno allo stesso

tavolo esperienze manageriali, cultura religiosa e riflessione sociale.

Torna infatti, per l’ottava edizione, il Meeting di Arcinazzo, nato per iniziativa dell’ingegnere Nicola Barone e divenuto negli anni un appuntamento stabile di confronto tra fede, economia e responsabilità d’impresa. Non un convegno specialistico, ma un luogo nel quale il linguaggio del management incontra quello della Dottrina sociale della Chiesa.

 

Dalla Rerum Novarum all’intelligenza artificiale

Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà la centralità della persona, con particolare attenzione alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale. Il percorso muove idealmente dalla Rerum Novarum di Leone XIII per arrivare alla Magnifica Humanitas di Leone XIV: dalla questione operaia della prima rivoluzione industriale alla nuova questione antropologica aperta dalla rivoluzione digitale.

Barone, manager con lo sguardo oltre l’impresa

È proprio qui che l’iniziativa riflette anche il percorso del suo promotore. Barone viene dal mondo delle telecomunicazioni e dell’innovazione: è presidente di TIM San Marino, incarico nel quale è stato confermato per il quarto mandato, e ha legato una parte significativa della propria esperienza professionale ai processi di digitalizzazione. Ma da tempo accompagna all’attività manageriale un’attenzione costante al dialogo tra tecnologia, etica e dimensione spirituale. Nel 2024, intervenendo a San Marino proprio sull’intelligenza artificiale, aveva posto al centro il rapporto tra automazione, lavoro e tempo restituito alle persone.

 

Il valore della continuità

Non è dunque casuale che Arcinazzo sia diventato, anno dopo anno, il luogo di questa ricerca. L’edizione precedente aveva già affrontato l’eredità della Rerum Novarum, Fratelli tutti, Dilexit nos e il rapporto fra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Barone ha avuto soprattutto il merito della continuità: tenere insieme mondi che spesso procedono separati e riportare la discussione sull’innovazione alla sua domanda essenziale, quella sui fini.

Perché l’intelligenza artificiale può aumentare produttività e capacità decisionale. Ma resta all’uomo stabilire per chi, per che cosa e secondo quali principi debba essere impiegata. È su questo confine, assai più umano che tecnologico, che il Meeting di Arcinazzo prova ancora una volta a esercitare la propria voce.