Bisogna reagire al degrado, il decoro non è un optional.

I politici, non tutti, danno un pessimo esempio. Insulti personali, giudizi malevoli, pregiudizi diffusi senza pudore che, poi il più delle volte, vengono ritrattati perché “non sono stato capito”.

Suvvia un po’ di decoro! Un incitamento di mia nonna: una espressione un po’ antica che, tuttavia, mi è balenata in mente quando mi sono fermata a riflettere su alcune situazioni che mi hanno fatto esclamare “un po’ di decoro per favore!” E le racconto.

Decoro etimologicamente deriva dal latino decus, ma mi fa piacere pensare che si tratti di un fonema che contiene ‘cor’, cuore. Ma anche ‘de-coro’, un de che indica allontanarsi da…Mi sono soffermata su questo esercizio linguistico (non hai altro Garavaglia da pensare?) osservando lo stato del decoro che mi aspetto nella realtà che ci circonda. Decoro della città, la casa delle nostre case. Non è percepita così, altrimenti non sarebbe sporca, trascurata, abbandonata. Perfino finite le feste natalizie rimangono fino all’estate, se non oltre, le vestigia delle feste passate. Tutti i mozziconi finiscono per terra; lo faremmo a casa nostra? Sarebbe chic servirsi di un posacenere personale tascabile. Il vicolo della Guardiola, una stradina che fa angolo con via Uffici del Vicario a Roma, in pratica di fianco alla Camera dei Deputati, è letteralmente tappezzato di ‘cicche’ e davanti alla famosa gelateria che in quella via attrae migliaia di turisti al giorno rimangono per terra tovagliolini, gelati spiaccicati. Non parliamo dei famosi ingombranti dehors! Per…decorare la città dovrebbero avere una precisa collocazione e tipologia e magari pagare adeguatamente l’occupazione di suolo pubblico, visto che i cittadini pagano una salata tassa per i rifiuti urbani! 

E il decoro delle Istituzioni e delle persone? Se l’abito non fa il monaco, certamente non si riconoscerebbe il monaco senza la sua ‘divisa’. Soprattutto la divisa, il portamento, il linguaggio sono essi stessi messaggio per riconoscere status e ruolo. La politica, anzi i politici, non tutti, danno un pessimo esempio in questo ambito. Insulti personali, giudizi malevoli, pregiudizi diffusi senza pudore che, poi il più delle volte, vengono ritrattati perché “non sono stato capito” oppure è stato uno sfogo goliardico.

Le cafonate non si addicono a nessuna persona e certamente, ancora meno, a chi ha un ruolo pubblico. I Parlamentari, i Sindaci, i Ministri, il primo Ministro rappresentano non solo i loro elettori ma l’intera comunità nazionale che merita rispetto. Chi più di un rappresentante democratico deve sentire il peso della dignità di ciascuno e di tutti per onorarla degnamente? Ognuno, ancorché offeso, deve ricordarsi del proprio ruolo e status e non replicare mai alle offese, anzi dando esempio di superiorità morale, perché questo è il vero esempio che deve venire dalle istituzioni.

Queste sono lo scudo di tutti i cittadini e non appartengono a nessuna parte politica. Querelare non aumenta la dignità del denunciante. La fazione e la partigianeria confliggono con il cuore della politica che è partecipazione. Questa si può riconquistare (non preoccupa l’astensionismo?), riconoscendo il protagonismo dei cittadini, facendosi sentire vicini alle preoccupazioni, ai bisogni e anche alle richieste di attenzione. La composizione sociale attuale del nostro Paese offre dati da considerare per governare in modo da essere compresi e apprezzati.

L’invecchiamento della popolazione con il corredo delle necessità che comporta per rendere disponibili i servizi indispensabili; il deserto demografico che pretende una attenzione speciale per favorire la maternità; il lavoro sottopagato o in nero; i suicidi nelle carceri; le inaccettabili morti sul lavoro; è un doloroso elenco di mancata programmazione strategica che non può conquistare l’empatia da parte dei cittadini. Incomincio a pensare che l’astensionismo non sia solo disaffezione ai partirti ma indignazione o peggio oramai assuefazione passiva alle “ingiustizie” che il cittadino sente su di sé. E cosa dire di una burocrazia che non agevola le pratiche legate a servizi essenziali? Call center per ogni esigenza e in compenso un assedio inaccettabile da parte di chi propone continuamente offerte e…frodi. Per accelerare il rinnovo dei passaporti si è trovato il rimedio affidando l’iter alle Poste Italiane; è così difficile inventare soluzioni così efficaci e immediate per molte altre necessarie risposte ai cittadini? La “stuffagine” (rieccheggia qualcosa?) per le persone più dotate rimane solo un fastidio, ma per le persone più deprivate rappresenta un danno, una offesa e una grave ingiustizia. Per non farci mancare nulla registriamo gli indecorosi commenti al Presidente Mattarella per il suo bellissimo discorso tenuto alla apertura del la 50esima settimana sociale dei cattolici italiani, a Trieste. È stata una altissima lezione sul senso, i significati, letterali e morali, della nostra Costituzione. Dal basso in alto la più alta autorità è l’esempio. Mi permetto di suggerirne la lettura.