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A Monza la prima edizione di Spark! Innovation Summit 2025

Milano, 31 ott. (askanews) – Si tenuta gioved 30 ottobre la prima edizione dello Spark! Innovation Summit, il primo grande evento italiano dedicato all’Open Innovation, che rappresenta un mercato di oltre 600 milioni di euro. All’Autodromo Nazionale di Monza, sede del summit, si sono incontrati pi di 600 tra manager e imprenditori e oltre 100 startup, dando vita a un momento di confronto tra idee, tecnologie emergenti e partnership. A raccontarlo Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match, organizzatore di Spark!.

Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match, ha dichiarato: “L’Innovation Summit il primo grande evento sull’open innovation in Italia che rappresenta un mercato dal valore di 600 milioni all’anno e che necessitava di ricevere uno spazio per esprimersi”.

Il programma del summit stato denso, arricchito da numerosi panel e speaker: sessioni su HR Tech, cybersecurity, venture capital e intelligenza artificiale con la partecipazione di leader d’innovazione, imprenditori e speaker prestigiosi. L’evento ha raccontato un’Italia in pieno fermento, dove la collaborazione tra aziende e startup quasi raddoppiata negli ultimi sei anni (dal 33% nel 2018 al 62% nel 2024) e, solo nel primo semestre del 2025, le startup italiane hanno attratto investimenti per 545 milioni di euro.

“Il networking fondamentale perch la base del concept di Spark!, ovvero creare la scintilla che connette startup e aziende”, prosegue Emanuele Manzotti.

Lo Special guest di Spark! stato Daniil Kvyat, ex pilota di Formula 1 e primo nella storia a sfidare in pista un’auto guidata dall’intelligenza artificiale, che porter la sua testimonianza e il suo punto di vista unico sulla sfida tra uomo e IA.

“L’intelligenza artificiale, in questo momento, il vero game changer. Le aziende che stanno adottando questa soluzione stanno facendo la differenza sul mercato”, ha infine concluso Emanuele Manzotti, imprenditore digitale e fondatore di Innovation Match.

La giornata culminata con la cerimonia di premiazione degli Open Innovation Awards 2025, il contest di Innovation Match che celebra le collaborazioni pi rilevanti tra grandi aziende e Innovation Provider.

Hazanavicious: dopo fronte ucraino racconto la violenza dentro di noi

Firenze, 31 ott. (askanews) – France Odeon, il festival di cinema francese diretto da Francesco Ranieri Martinotti che si tiene a Firenze, giunto quest’anno alla diciassettesima edizione, ha aperto ufficialmente con Michel Hazanavicius. Il regista premio Oscar per “The Artist” arrivato in Italia per presentare il suo libro “Carnets d’Ukraine”, nato da un viaggio nelle trincee del Donbass. L ha incontrato uomini e donne travolti dalla guerra e, attraverso disegni e testimonianze, ha realizzato uno spaccato toccante di umanit resistente.

“Quando iniziata la grande invasione in Ucraina ho organizzato un’asta per vendere oggetti di cinema che appartenevano a registi, attori, attrici e abbiamo raccolto 250mila euro”, ha spiegato il regista. “Li abbiamo mandati in Ucraina e sono andato l. Un militare poi mi ha chiesto se volevo andare al fronte e con questo libro oggi continuo a raccogliere fondi da inviare a loro. Quello che mi ha colpito di pi stato vedere una societ esattamente uguale a tutte le altre in Europa, che per in guerra. Mi ha colpito la consapevolezza che hanno di vivere qualcosa che pi grande di loro, il fatto che sanno che stanno scrivendo una pagina di storia e lo stanno facendo con coraggio e fierezza”.

Dieci anni fa il regista francese aveva girato un film sulla guerra in Cecenia, “The Search” e anche il suo prossimo, “La Troisime Main”, toccher il tema dei conflitti, anche se attraverso il linguaggio del fantastico. “E’ un film fantasy, che comincia durante il primo conflitto mondiale e si sviluppa negli anni ’20. – ha detto azanavicius – Tratta soprattutto della violenza che si innesca nei giovani quando li si manda in guerra e della difficolt a convivere con questa violenza dopo la fine del conflitto. E’ un modo anche per parlare della violenza che dentro tutti noi: oggi non ci sono solo i combattimenti al fronte, viviamo in un mondo dove esistono guerre culturali, economiche, razziste, identitarie e molti di noi sono dentro questi conflitti. E’ un film su come conviviamo con questo nemico che in noi e ci impedisce di vivere”.

Calcio, Spalletti alla Juve: "Obiettivo scudetto"

Roma, 31 ott. (askanews) – “Prevale la voglia di riportare la Juve ad alti livelli più che il riscatto per la Nazionale, anche se ho rispetto del lavoro di Tudor che saluto caramente e della attuale classifica”. Così Luciano Spalletti nella conferenza stampa di presentazione come nuovo tecnico della Juventus. “Igor – continua il suo omaggio al tecnico esonerato – è una persona splendida e un grande professionista. Sono certo di trovare una squadra in buona condizione mentale e ben allenata. Dobbiamo lavorare per arrivare ai traguardi che ci siamo posti. Il valore della rosa? Sta racchiusa nel motivo per cui ho accettato di venire: se non avessi creduto nelle potenzialità perché avrei dovuto accettare un contratto di 8 mesi?”

Spalletti ha sottolineato l’importanza del proprio comportamento quotidiano come strumento di influenza sui giocatori: “Non so per quanto potrò incidere, so qual è il mio comportamento dalla mattina quando mi alzo, sono convinto che attraverso il comportamento che avrò i calciatori possano entrare in una mentalità che gli possa dare qualcosa… So che la differenza la faranno sempre i calciatori, non c’è ombra di dubbio, però avere complicità nel fare le cose e fidarsi delle nostre capacità può portarci risultati.”

Il nuovo tecnico ha parlato anche del suo approccio tattico: “Oggi per me è il primo allenamento e siccome ho rispetto del lavoro fatto precedentemente può darsi che si dia continuità a quello che ho trovato… Ci sono presupposti per dare seguito a quello che è stato fatto fino adesso. Chiaro che ci sono anche dei calciatori che preferirebbero giocare in caselle un po’ differenti… Ma vorrebbe dire che si andrà a fare qualcosa di diverso con la difesa a 4 anziché a 3.”

Riguardo alla mentalità con cui intende far ripartire la Juventus, Spalletti ha spiegato: “L’autodisciplina fa sempre la differenza. Attenzione, disponibilità a diventare amici nello spogliatoio perché attraverso l’affetto e l’amicizia una squadra può ritrovarsi a un livello superiore.”

Sulle aspettative e la pressione del club: “Sono sensazioni bellissime perché sappiamo tutti qual è la storia di questo club, l’organizzazione di questo club, sappiamo che c’è un’aspettativa alta però entrare in contatto diretto è sempre una bellissima emozione.”

L’aeroporto di Fiumicino celebra i 65 anni con Mattarella

Fiumicino, 31 ott. (askanews) – L’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino festeggia i 65 anni di attività. L’evento si è aperto con la visita del Capo dello Stato all’Innovation Hub del Terminal 1, il primo acceleratore di startup in un aeroporto europeo. Hanno preso parte alla presentazione anche i vertici di Edizione, il presidente Alessandro Benetton e l’amministratore delegato Enrico Laghi, i vertici di Mundys, il presidente Giampiero Massolo e l’amministratore delegato Andrea Mangoni, i vertici di Aeroporti di Roma, il presidente Vincenzo Nunziata e l’amministratore delegato Marco Troncone e il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma.

“Aeroporti di Roma celebra oggi un anniversario storico, mantenendo lo sguardo costantemente rivolto al futuro e agendo come un vero e proprio laboratorio di innovazione. Grazie al lavoro svolto negli ultimi anni e a una costante collaborazione tra pubblico e privato, il Leonardo da Vinci è diventato il miglior aeroporto d’Europa per qualità dei servizi e uno dei più sostenibili al mondo. Siamo orgogliosi, come azionisti, di aver supportato questo continuo percorso di rinnovamento, messo in campo anche grazie a un investimento di oltre 3 miliardi di euro, solo negli ultimi dieci anni. Continueremo a fare la nostra parte, sostenendo lo sviluppo sostenibile dello scalo, che genererà benefici importanti e duraturi per il territorio. Ringrazio di cuore, a nome di tutto il Gruppo, il Presidente della Repubblica, che ci ha onorato della sua presenza, incontrando anche i giovani imprenditori del nostro Innovation Hub”, ha dichiarato Alessandro Benetton.

“Considero un privilegio aver potuto illustrare, davanti al Presidente della Repubblica e qui a Fiumicino, porta d’ingresso e lustro del nostro Paese, il percorso di rinascita del trasporto aereo italiano nel post-Covid – ha aggiunto Di Palma -. Dopo una crisi senza precedenti, il settore è tornato tra i più dinamici del Paese, motore di sviluppo e garanzia di mobilità per oltre 200 milioni di passeggeri, in un’ottica di sostenibilità e integrazione intermodale”.

Nel corso del suo intervento, il ceo di ADR Troncone ha ricordato le parole di incoraggiamento del Capo dello Stato per l’intero settore del trasporto aereo, in occasione della sua ultima visita del 2022, nel periodo della ripartenza post-Covid, e ha ripercorso l’evoluzione del “Leonardo da Vinci” come motore della crescita civile e industriale del Paese. Troncone ha poi rimarcato il valore strategico del Piano di sviluppo: “un Piano che unisce attrattività e tutela del territorio, progresso e bellezza, occupazione e sostenibilità, valorizzando al massimo la comunità territoriale a cui apparteniamo e con la quale manteniamo un dialogo costante e costruttivo. È certamente un grande progetto industriale. Ma è per noi, innanzitutto, un impegno civile: perché un’infrastruttura così strategica appartiene al Paese intero ed è il frutto di una visione che si realizza ogni giorno, grazie alle persone che la rendono possibile”.

A margine dell’evento, ADR ha donato al Capo dello Stato una medaglia d’argento commemorativa coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ispirata al disegno originale del 1960 dello scultore bulgaro Assen Peikov, autore della celebre statua di Leonardo che accoglie i passeggeri in aeroporto.

"La ribellione è una virtù", in un libro storie di disobbedienza civile

Roma, 31 ott. (askanews) – TS Edizioni pubblica, anche in formato e-book, “La ribellione è una virtù. Storie, avventure e ritratti di disobbedienza civile”, di Mario Lancisi in collaborazione con Maria Zipoli. “L’obbedienza non è più una virtù”, scriveva don Lorenzo Milani e con una citazione del sacerdote fiorentino si apre il testo che l’autore dedica ai bambini di Gaza: “La scuola deve tendere tutta nell’attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le dice: ‘Povera vecchia, non ti intendi più di nulla!’ e la scuola risponde con la rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo, felice soltanto che il suo figliolo sia vivo e ribelle”. In un’epoca in cui la democrazia vacilla e la Costituzione è tradita, l’obbedienza non è più una virtù.

Mario Lancisi, giornalista e scrittore, ci guida in un viaggio audace, dalle tragedie greche ai fronti contemporanei, per riscoprire il coraggio della ribellione. Dalle battaglie di don Milani e Gandhi, che con i loro “no” hanno cambiato la storia, alle voci indomite dell’Italia di oggi. Leggiamo alcune testimonianze. Don Massimo Biancalani, che accoglie i migranti contro ogni norma disumana: “La mia vocazione è segnata dall’indicazione forte di papa Francesco che ha descritto la Chiesa come un “ospedale da campo dopo una battaglia”. Un’immagine potente e efficace che sottolinea l’importanza della cura, della vicinanza e della misericordia nella vita della Chiesa. In particolare, per i più deboli e fragili”.

Storie di persone ordinarie che compiono atti straordinari. Sottolinea l’autore: “Ecco: essere vivi e ribelli. Il nostro viaggio tra i disobbedienti del nostro tempo si propone di raccontare storie di ribellione a sistemi sociali, economici e politici ingiusti che schiacciano le persone anziché promuoverle”.

Gr Parlamento: Severini Melograni torna con "La Sfida della Solidarietà"

Roma, 31 ott. (askanews) – Oggi, venerdì 31 ottobre, alle ore 20,30, torna “La Sfida della Solidarietà”, su Radio Rai GR Parlamento. Paola Severini Melograni dialoga con Mario Andreose, editore, traduttore e tra i più grandi talent scout dell’editoria italiana dopo la scomparsa di Bobi Bazlen. In questa puntata parlerà del suo ultimo libro, “Un’educazione veneziana”, (La Nave di Teseo).

“O Anche No” torna invece con un doppio appuntamento per la prossima settimana: sabato 8 novembre, in seconda serata su Rai 3, in occasione della Giornata Mondiale che si celebra ogni anno l’11 novembre – dedicheremo uno speciale a un tema delicato, ma necessario: quello delle cure palliative e del fine vita, per raccontare cosa significa accompagnare una persona nella fase più fragile, con rispetto, competenza e – soprattutto – con umanità.

Domenica 9 novembre invece, la trasmissione tornerà con il consueto appuntamento, ore 10.20 circa e in replica il lunedì notte, ore 1 circa, sempre su Rai 3.

Il Papa: l’intelligenza artificiale può isolare ulteriormente i giovani

Roma, 31 ott. (askanews) – “Oggi, nei nostri contesti educativi, preoccupa veder crescere i sintomi di una fragilità interiore diffusa, a tutte le età. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi silenziosi appelli di aiuto, anzi dobbiamo sforzarci di individuarne le ragioni profonde. L’intelligenza artificiale, in particolare, con la sua conoscenza tecnica, fredda e standardizzata, può isolare ulteriormente studenti già isolati, dando loro l’illusione di non aver bisogno degli altri o, peggio ancora, la sensazione di non esserne degni”. Così Papa Leone XIV incontrando a Piazza San Pietro i partecipanti al Giubileo del Mondo Educativo. “Il ruolo degli educatori, invece, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana”, ha detto ancora.

Pista 500 in Pinacoteca Agnelli: nuova opera di Paul Pfeiffer

Torino, 31 ott. (Askanews) – Sulla Pista 500 la Pinacoteca Agnelli presenta Vitruvian Figure (Juventus), la nuova opera commissionata e prodotta dalla Pinacoteca in occasione della seconda edizione del Premio Pista 500 in collaborazione con Artissima vinto nel 2024 da Paul Pfeiffer.

Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ci ha introdotto l’opera e l’artista: “”Sulla pista 500, questa straordinaria pista dove venivano testate le macchine quando il Lingotto era ancora la fabbrica della FIAT, ora trasformata in un giardino urbano e in un giardino in cui presentiamo sculture, installazioni e commissioniamo opere ad artisti, presentiamo una nuova opera dell’artista americano Paul Pfeiffer, l’artista che ha vinto l’anno scorso ad Artissima il Premio Pista 500, un premio che viene assegnato da una giuria internazionale ad un artista a cui poi viene commissionata un’opera che viene presentata in occasione dell’Artissima successiva. Paul Pfeiffer un artista che da trent’anni lavora sull’analisi di eventi di massa che possono essere appunto eventi sportivi ma anche raduni religiosi, concerti pop e su cosa succede quando ci troviamo insieme ad una massa di persone e come la nostra individualit viene in qualche modo cambiata e trasformata. Ispirato dalla realt di Torino e della tifoseria italiana e calcistica, Paul ci ha chiesto di collaborare con Juventus e ha elaborato questo progetto inedito che presentiamo sulla pista che si articola in due parti distinte. L’immagine del billboard in cui rappresenta l’Allianz Stadium, lo stadio della Juventus a Torino, espanso per accogliere un milione di persone e poi un’installazione sonora sotto la Bolla in cui rappresenta un mix audio che sono appunto i cori delle tifoserie registrate dal vivo da un team di tecnici durante la partita Juventus-Inter del 13 settembre”.

Le registrazioni sono state post prodotte per enfatizzare come il coordinamento dei canti, degli slogan, e del ritmo dei tamburi trasforma la moltitudine in una voce unica. Sul billboard, Pfeiffer ha utilizzato un software di modellazione 3D per espandere digitalmente l’Allianz Stadium, arrivando a una capienza di un milione di posti. Con questa immagine, l’artista sembra suggerire come, in futuro, la tecnologia potrebbe colmare il divario tra l’interazione fisica collettiva e l’esperienza virtuale mediata dagli schermi digitali individuali. Attraverso un chiaro riferimento a Vitruvio, autore dell’unico trattato di architettura giunto fino a noi dall’antichit (risalente al I secolo a.C.), Pfeiffer elabora un nuovo stadio digitalmente manipolato. L’architettura millenaria viene cos proiettata in un ipotetico futuro, lasciando allo spettatore il compito di riflettere sulle possibili implicazioni urbane, comportamentali, sociali e politiche.

Pd, Schlein: articolo Foglio su Prodi destituito di fondamento

Roma, 31 ott. (askanews) – “L’articolo de Il Foglio che ipotizza una candidatura di Romano Prodi nelle liste del Pd alle elezioni europee del 2024 è totalmente destituito di fondamento. Quasi banale ma evidentemente utile specificare che tra me e lui non ci sono mai state interlocuzioni rispetto al tema oggetto dell’articolo”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Sono vicina al Professore – aggiunge – per la strumentalizzazione delle sue vicende personali e private e rispedisco al mittente ogni tentativo di mettere me o il Pd in contrapposizione con un punto di riferimento del centrosinistra italiano quale è il Professor Prodi”.

Il 6 novembre sciopera il personale delle farmacie

Roma, 31 ott. (askanews) – Incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro di giovedì 6 novembre i circa 60mila dipendenti delle farmacie private in tutta Italia, a sostegno del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. Lo sciopero, indetto dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, segue l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione svolta il 20 ottobre scorso, dopo la rottura del tavolo negoziale con l’associazione datoriale di settore Federfarma, che continua a mostrarsi “indisponibile a riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti dai propri associati incrementi retributivi e soluzioni normative in linea con l’aumento del costo della vita, rispondenti alle caratteristiche professionali degli stessi e confacenti al contesto lavorativo nel quale operano”.

Le tre organizzazioni sindacali ricordano che “le farmacie private sono un presidio sanitario e sociale essenziale per il Paese”, e che “il servizio offerto va ben oltre la dispensazione dei farmaci. La professionalità delle farmaciste e dei farmacisti rappresenta il primo punto di riferimento per milioni di cittadini in tema di salute, assistenza e prossimità sanitaria – sottolineano -. Il ruolo professionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie merita rispetto e riconoscimento concreti, non parole vuote”.

Le tre federazioni ribadiscono di “aver sempre perseguito un confronto costruttivo, avanzando proposte concrete e sostenibili per un rinnovo contrattuale che garantisca: giusti adeguamenti salariali; migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; riconoscimento della professionalità, anche in relazione alla farmacia dei servizi; percorsi formativi volti a valorizzare le competenze del personale”.

“Federfarma torni al tavolo di trattativa con le organizzazioni sindacali confederali favorendo una rapida conclusione del negoziato – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – e dimostri di voler tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private riconoscendo un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione”.

Lo sciopero è stato proclamato a copertura dell’intero turno di lavoro: a Roma migliaia di farmaciste e farmacisti si ritroveranno dalle 9.00 a piazza San Giovanni, angolo Via Carlo Felice.

Pd: Meloni condanni i cori fascisti nella sede di Fdi a Parma

Milano, 31 ott. (askanews) – “Questa volta la matrice è chiara: giovani inneggiano al duce in una sede di FdI. Per questo chiediamo alla premier Meloni di condannare senza esitazione un episodio grave che offende una città e la storia di un paese. Meloni dovrebbe ricordare ai suoi, soprattutto ai più giovani, che governa democraticamente eletta perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita. E dovrebbe ricordare ai suoi giovani, di cui va tanto fiera, che la Costituzione su cui ha giurato è nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo”. Lo affermano in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo PD alla Camera dei deputati e al Senato, dopo la diffusione di un video relativo alla sede FdI di Parma.

Al Teatro Ghione di Roma in scena "Peter Pan"

Roma, 31 ott. (askanews) – Al Teatro Ghione di Roma, sabato 1 e domenica 2 novembre, Margot Theatre, presenta, Peter Pan, regia, Valentina Cognatti con Cristiano Arsì, Serena Borelli, Andrea Carpiceci, Martina Grandin, Luca Morciano, Patrick Passini, Michelangelo Raponi, Francesco Savi, Alice Staccioli, il corpo di ballo composto da Martina Muscolo, Ilaria Pochini, Sofia Stocchi, Rachele Tozzi, il coro Margot Acting School e le coreografie di Verdiana Profazi.

In una notte magica, i fratelli Wendy, John e Michael Darling incontrano Peter Pan, un ragazzo che non vuole crescere. Guidati dalla polvere di fata della scintillante Trilli, i bambini volano verso l’Isola che Non C’è, un mondo dove la fantasia prende vita e i sogni non finiscono mai. Lo spettacolo, coinvolgente e ricco di atmosfere incantate, trasporta il pubblico in un viaggio onirico attraverso paesaggi straordinari: dal cielo stellato ai boschi incantati, passando per il covo dei Bimbi Sperduti e il veliero del temibile Capitan Uncino. Le luci vibranti e i costumi sgargianti aggiungono un tocco di magia, immergendo grandi e piccini in un’avventura senza tempo. Tra musiche, coreografie e dialoghi frizzanti, alternando momenti di grande ironia e scene che invitano alla riflessione, “Peter Pan “celebra il potere della fantasia e l’importanza di sognare.

Ogni scena è una finestra su un mondo diverso, dove onirismo e realtà si mescolano, invitando il pubblico a riscoprire il bambino interiore che vive in ognuno di noi. Un’esperienza immersiva che ispira a credere nell’impossibile e a non smettere mai di sognare.

Alice Neel in Pinacoteca Agnelli a Torino: la pittrice delle persone

Torino, 30 ott. (Askanews) – Alice Neel una delle grandi pittrici del Novecento, con una forte tensione sociale e di vicinanza alle persone. Oggetto di una riscoperta negli ultimi anni, ora il suo lavoro approda anche alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ci ha introdotto nel progetto espositivo: “Il titolo ‘I am the Century’ – ha spiegato ad askanews – deriva dal fatto che lei stessa ha detto in un’intervista che se avesse mai scritto un’autobiografia l’avrebbe intitolata Il secolo sono io, proprio perch era nata a gennaio del 1900 e poi morir nel 1984 e quindi la sua vita attraversa davvero tutto, quasi tutto il secolo XX. una pittrice che per tutta la sua vita rimane proprio dedicata alla pittura figurativa e in particolare alla pittura di persone. Lei non amava parlare di ritratti e di ritrattistica proprio per quest’idea che secondo lei l’idea di ritratto rimandava in qualche modo una concezione molto aulica di ritratti della nobilt o di ritratti papali, mentre lei per tutta la vita si dedica proprio alla rappresentazione di qualsiasi tipo di persona e di tutto il ciclo della vita, quindi la mostra esplora proprio questo interesse nelle persone che vanno da i suoi familiari, i suoi amici, persone che incontra per strada. Lei visse per la maggior parte della sua vita a New York e poi soprattutto a partire dagli anni Sessanta quando inizia a diventare pi celebre abbiamo anche ritratti di artisti, curatori, personalit del mondo dell’arte. molto interessante come vadano proprio da raffigurazioni di neonati fino a raffigurazioni di persone molto anziane e addirittura c’ anche il caso dell’unico ritratto che lei fece di suo padre che ritrae morto dentro la bara, un ritratto che fece a memoria, subito dopo il funerale. Lavorava direttamente sulla tela con il pennello e con l’olio, quindi senza nessun disegno preparatorio, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, come si vede anche in questo caso, una natura morta non un ritratto, ma cristallizza questo stile, che diventer proprio il suo stile pi famoso e pi riconoscibile caratterizzata da questa linea blu che delinea i contorni, la tecnica del non finito, tutte queste parti che rimangono vuote e dall’uso della tela che viene lasciata bianca, cos come viene preparata”.

Flashback Art Fair, senza titolo per essere ancora pi accoglienti

Torino, 31 ott. (askanews) – Una contemporaneit senza tempo, che esplora temi di oggi anche attraverso punti di vista diversi: nel centro artistico indipendente Flashback Habitat di corso Giovanni Lanza 75 a Torino si tiene la 13esima edizione di Flashback Art Fair.

“Untitled, il non titolo di quest’anno – ha detto ad askanews Alessandro Bulgini, direttore artistico di Flashback Habitat – decreta proprio la nostra necessit di abbattere i confini e quindi di essere molto accoglienti. Avessimo dato un titolo, probabilmente avremmo costretto gli operatori del settore e anche le aspettative a vincolarsi entro dei concetti. Sempre di pi, quindi, la nostra intenzione quella di creare un non luogo dove chiunque possa essere protagonista con la propria offerta culturale”.

I progetti espositivi sono diversi, si parla di responsabilit e impegno dell’arte, ma anche di Gaza e di riflessioni sulla materia, senza dimenticare le performance e le immagini in movimento. Sempre all’insegna del motto della fiera: tutta l’arte contemporanea.

“Quest’anno come al solito ci sono tante cose importanti che apparentemente vanno in contrasto, in frizione, cos non : per noi il confronto – ha aggiunto Bulgini – diventa proficuo. Tante cose, non le voglio dire perch quest’anno ancora di pi sono forti, i confronti sono molto importanti, contemporaneissimi, teniamo da conto l’attualit pi che mai e riteniamo che riversarla in un luogo dove sono presenti appunto quelle che sono le opere rinomate diventa per noi un miracolo alchemico”.

Olimpiadi 2026, la House of Switzerland unisce Milano e Cortina

Milano, 31 ott. (askanews) – In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la Svizzera presenta la House of Switzerland Italia, un progetto che prenderà vita in due sedi, a Milano e a Cortina d’Ampezzo, per celebrare lo spirito olimpico e quello alpino, intrecciando sport, cultura, innovazione e sostenibilità.

Dal 4 febbraio 2026 la sede milanese sarà ospitata al Centro Svizzero di via Palestro, mentre dal 6 febbraio aprirà anche quella di Cortina d’Ampezzo, all’interno dell’area dello Stadio Olimpico. In entrambe le località, la House of Switzerland offrirà ai visitatori un luogo di incontro e scoperta, dove seguire le gare sui maxischermi, partecipare a eventi, degustare specialità elvetiche e vivere l’atmosfera dei Giochi in uno spazio aperto e conviviale.

“House of Switzerland è più di uno spazio espositivo: è una casa di dialogo e amicizia” afferma l’ambasciatore Alexandre Edelmann, capo di Presenza Svizzera, spiegando che “racconteremo un Paese che si impegna ogni giorno nell’innovazione e nella cooperazione, valori che trovano la loro espressione nelle nostre Alpi, ponte naturale con l’Italia”.

La House of Switzerland Italia 2026 sarà dedicata allo spirito alpino, inteso non solo come patrimonio culturale ma come fonte di ispirazione e di creatività. Tradizione, senso di comunità, resilienza e precisione dialogano con l’innovazione e il progresso, creando un ponte tra passato e futuro. Il progetto proporrà un calendario di eventi e incontri gratuiti che racconteranno la relazione tra Svizzera e Italia e le prospettive condivise per lo sviluppo sostenibile delle Alpi.

Il concept visivo scelto per l’iniziativa è Flora Alpina, ispirato alla bellezza naturale dei fiori di montagna, simbolo di forza e armonia. A Milano, nel cortile del Centro Svizzero, sarà allestito un giardino alpino con specie floreali autoctone, un invito a riscoprire la connessione con la natura e la luce anche nel cuore della città.

La presentazione del progetto ha raccolto il sostegno delle istituzioni italiane. Martina Riva, assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, ha commentato: “Milano e la Svizzera condividono molto più di un confine. Condividono una visione dello sport come strumento di sostenibilità e inclusione, la ricerca dell’eccellenza e la convinzione che il dialogo tra territori e culture sia la chiave per costruire un futuro più equo e connesso. House of Switzerland sarà un laboratorio di idee e relazioni che arricchirà il cammino verso i Giochi”.

Anche Cortina d’Ampezzo sarà protagonista dell’iniziativa. “Lo spirito olimpico unisce popoli e generazioni nel segno del rispetto e della passione” sottolinea Giorgio Da Rin, assessore allo Sport del Comune di Cortina. “Accogliere la House of Switzerland significa condividere un messaggio di amicizia e pace che lo sport sa trasmettere”.

La House of Switzerland Italia 2026 racconterà una Svizzera moderna e multiculturale, in dialogo con l’Italia e con le sue montagne. Un progetto che, attraverso il linguaggio dell’arte, della scienza e dello sport, vuole restituire la complessità e la vitalità dell’arco alpino, non solo come paesaggio naturale ma come spazio condiviso di cooperazione e innovazione.

Disputa politica ed esito delle vicende giudiziarie

Un eccesso di impunità e forse un eccesso di spirito punitivo. Da una parte il Presidente americano, che mostra tutta l’intenzione di voler fare a meno di quei contrappesi istituzionali che regolano la democrazia d’oltreoceano. Dall’altra l’ex presidente francese assicurato alle patrie galere e oggetto dello scherno degli altri detenuti.

Sono due esempi degli eccessi a cui può portare la disputa politico-giudiziaria.

Il precedente americano

Non è una novità che Trump non tenga in gran considerazione le norme dello Stato di diritto. La cosa s’è già vista poco più di quattro anni fa, quando fu dato l’assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori più scatenati. Crimine dal quale essi furono poi prontamente graziati (e magari perfino ringraziati da chi li aveva mandati allo sbaraglio).

Il caso francese

Mentre è nuova, e del tutto inedita, la reclusione di un ex presidente europeo, sulla base di accuse che non sta a noi giudicare, ma che pure destano un minimo di scalpore. Se non altro, perché si tratta di una prima volta.

Il riflesso italiano

Tutto questo non dovrebbe riguardare le dispute politiche di casa nostra. Almeno al momento. Ma ora che sembra sempre più inesorabile il cammino che ci conduce verso il referendum sulla riforma meloniana, qualche domanda dovremo pur farcela. E cioè se sia ancora possibile tracciare una linea di separazione tra la disputa politica e l’esito delle vicende giudiziarie. Oppure se il nostro destino sia quello di litigare all’infinito su queste controverse materie. Che poi, se lungo questo tormentato confine non siamo solo noi a litigare, resta una magra consolazione.

Fonte: La Voce del Pololo, 30 ottobre 2025.

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Tajani tra Meloni e l’Europa: la resistenza del moderato solitario

Il condottiero inatteso

Molti ne avevano vaticinato il fallimento e l’uscita di scena in tempi stretti, gravato dall’eredità troppo pesante per le sue spalle del padre fondatore di Forza Italia, nonché suo mentore insostituibile.

Invece, a due anni dalla scomparsa di Berlusconi, dopo passaggi elettorali non facili da padroneggiare e condizioni di precarietà nella gestione di Forza Italia – anzitutto per il sospetto di essere poco gradito ai figli del defunto leader di Arcore – Antonio Tajani resiste ed insiste nel ruolo di condottiero della residua compagine azzurra.

Il garante dell’equilibrio di governo

Sarebbe sbagliato, a questo punto, non cercare di capirne i motivi, quasi che la sua resistenza fosse legata a circostanze puramente fortuite.

Intanto, si è guadagnato il titolo di “moderatore” nel complicato mondo del centrodestra, ricavandosi uno spazio prezioso tra la volitiva leadership della Meloni e l’irruenza indomabile di Salvini. Con il suo tono pacato appare agli occhi della pubblica opinione come il garante di un equilibrio di governo altrimenti impossibile, vista la divaricazione su temi di assoluto rilievo.

L’europeismo come collante

Toni che fungono da copertura a una forma d’intransigenza laddove entrano in gioco questioni di principio e d’indirizzo strategico, quali ad esempio la collocazione o gli impegni dell’Italia in politica estera.

Il suo europeismo, suffragato dalla consolidata esperienza ai vertici del PPE, fa da collante in una coalizione attraversata – e manco tanto sotterraneamente – da pulsioni anti-Bruxelles. Anche volendo, della sua funzione equilibratrice la Meloni non può prescindere, pena l’immediato contraccolpo nelle relazioni con gli ambienti che contano in sede europea.

I problemi di una coalizione contraddittoria

Ebbene, questa rimarchevole funzione politica “al centro” del blocco nazional-sovranista rischia di patire, in prospettiva anche breve, un processo di erosione morale e politica.

È evidente, infatti, che in vista delle elezioni del 2027 l’equivoco di una coalizione intimamente contraddittoria – con il partner di maggioranza (FdI) indeciso sulla scelta di campo, non essendo ancora chiaro il suo pieno ancoraggio alla visione europeista – non potrà reggere se non a patto di una conversione integrale al modello della “internazionale trumpiana”.

La prova decisiva

Ma si può immaginare che Forza Italia, e per essa Tajani, retroceda dal suo posizionamento nel contesto politico e istituzionale del Vecchio Continente, facendosi risucchiare dall’onda trumpiana?

Ecco allora che la sfida diventa ancora più netta e senza sbocchi nel mare magnum dell’ambivalenza. Spetta a Tajani organizzare un ipotetico nuovo quadro, anche perché la stessa famiglia Berlusconi potrebbe sentirsi obbligata a coniugare gli interessi aziendali in modo da non confliggere con un’Europa sempre più orientata a difendersi dall’estremismo dei partiti nazionalistici e xenofobi, facenti sponda ora con Trump e ora con Putin.

L’ora delle decisioni

Il compito di Tajani si presenta dunque impegnativo. Non sarà agevole dispiegare un sapiente moderatismo sul palcoscenico della perdurante ossessione sovranista, più o meno esplicita.

Il tempo non è molto, le decisioni urgono.

Meloni e Schlein, un duello quotidiano

Ha ragione Marco Follini quando sostiene che la politica ormai si consuma quasi quotidianamente in un greve e poco edificante dibattito tra le due guerrigliere politiche nostrane: Giorgia Meloni ed Elly Schlein.

L’una e l’altra si contendono la leadership politica del futuro, potendo la prima contare sul consenso di un’area che non si riconosce in quel radicalismo che sembra ormai fare breccia nel maggior partito di opposizione; la seconda, invece, forte del consenso ricevuto alle primarie di due anni orsono, immagina di poter fare e disfare a modo proprio nella prospettiva di varcare finalmente la soglia di Palazzo Chigi.

Lo spettacolo della politica

Qualcuno, anzi molti potrebbero dire: niente di nuovo sotto il sole!

La politica italiana è ormai degradata a semplice scena, a puro spettacolo, a rappresentazione falsa di una realtà che ha in Donald Trump il massimo esponente, ma anche lo splendido esempio di una pochezza ideale e culturale che non ha precedenti nella storia dell’Occidente e, soprattutto, negli Stati Uniti d’America.

Potremmo dire senza esagerare che la democrazia mondiale ormai segna il passo in favore di una sorta di autocrazia che pare abbracciare le singole personalità politiche dell’uno e dell’altro schieramento.

Il culto del personalismo

In altri termini, siamo di fronte al culto del personalismo, a quel famoso “ghe pensi mi” di berlusconiana memoria che mortifica non solo il dibattito interno ai partiti, ma che pensa addirittura di poter fare a meno del corpo elettorale – nel senso di partecipazione attiva nella stesura delle linee politiche programmatiche, a destra come a sinistra – sul quale dovrebbe fondarsi ogni autentica democrazia partecipata.

Il Pd e la tentazione dello scontro

La ripresa del dibattito interno al Partito Democratico (salutata con favore dal padre nobile di questo partito, Romano Prodi), se da un lato mette sul tappeto l’evanescenza di una proposta e di una presenza politiche, dall’altro stenta a prendere il largo di fronte alla proposta radicale dell’attuale segretaria, tutta incentrata a costruire e portare avanti il partito dello scontro costi quel che costi.

Ci saranno nuovi incontri, nuovi convegni, ma tutto si risolverà all’interno del massimalismo di Elly Schlein, che pensa di poter vincere le elezioni con un semplice muro contro muro, dimenticando che il DNA del riformismo è fatto di programmi seri, di risposte concrete da dare alla quotidianità dei problemi della gente e non di slogan meloniani per accendere gli animi.

L’astensionismo ignorato

Di fronte a questo marasma, però, entrambe le leader dei due schieramenti tacciono volutamente rispetto a un dato che aumenta sempre di più, di elezione dopo elezione: la continua crescita dell’astensionismo, che ha superato ormai abbondantemente il cinquanta per cento degli aventi diritto al voto.

Anzi, per la Giorgia mondiale e per la Elly nazionale questo dato assenteista avvantaggia le rispettive posizioni politiche personali e di parte: meno gente vota, più è possibile controllare e indirizzare il voto, ben sapendo che chi decide di non votare non si ritrova né nell’uno né nell’altro schieramento.

Una speranza ancora viva

In termini calcistici potremmo dire che si tratta di battitori liberi che non collocano la loro scelta né per la destra né per la sinistra; in termini religiosi, invece, si tratta di attendisti, ossia di coscienze che non hanno perso la speranza.

La speranza di un futuro politico diverso, che scaturirà quasi involontariamente con la fine di questo indecente teatrino e la nascita di qualcosa di nuovo che, con il coraggio delle idee e delle proposte, sappia intercettare le aspettative, i desideri e le potenzialità della maggioranza degli italiani, soprattutto dei più giovani.

Il coraggio della rinascita

Allora, il futuro politico di questo Paese, svilito da questa destra urlatrice e inconcludente, appartiene al coraggio delle idee, al coraggio di uomini e donne che proprio oggi non possono tirarsi indietro e devono saper spendere questo tempo nel segno della moralità, del servizio e della rinascita complessiva dell’Italia.

Senzatomica: “Riprendere i test nucleari è un passo indietro per l’umanità”

La Fondazione Be the Hope, promotrice del progetto “Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, esprime profonda preoccupazione per il ritorno dei test e per le recenti minacce d’uso delle armi atomiche.

Una regressione pericolosa

«Anche se il significato preciso del termine test non è stato chiarito – si legge nella nota – l’idea stessa di tornare a sperimentare armi nucleari rappresenta un passo indietro grave e pericoloso per la sicurezza globale, per la dignità umana e per la vita del pianeta».

Ogni test colpisce persone, comunità e natura, lasciando dietro di sé sofferenze, malattie e devastazione ambientale. Non si tratta di esperimenti “scientifici”, ma di esplosioni reali che amplificano la paura, la divisione e la minaccia dell’annientamento reciproco.

La memoria del dolore

La storia dei test nucleari è una storia di dolore e ingiustizia.

Otto Paesi – Cina, Francia, India, Corea del Nord, Unione Sovietica, Pakistan, Regno Unito e Stati Uniti – hanno fatto esplodere oltre 2.000 ordigni in superficie, sottoterra e sott’acqua.

I soli 528 test atmosferici hanno liberato una forza distruttiva pari a 29.000 bombe di Hiroshima.

Ognuna di queste esplosioni ha lasciato dietro di sé territori contaminati, acque avvelenate e intere popolazioni segnate da tumori, infertilità e traumi che ancora oggi si trasmettono di generazione in generazione.

Il male assoluto

Le armi nucleari rappresentano, afferma Senzatomica, “l’espressione del male assoluto creato dall’essere umano: la volontà di distruggere, la negazione radicale della vita e della dignità di ogni persona”.

Ogni bomba, ogni test, ogni minaccia è la manifestazione di una sfiducia profonda nell’umanità stessa, il segno di una cultura che considera normale la possibilità di annientare tutto.

La via della fiducia

«Non può esserci sicurezza nella minaccia della distruzione – conclude la Fondazione –. La vera sicurezza nasce dal dialogo, dal rispetto reciproco e dalla fiducia tra i popoli».

Finché le armi nucleari esisteranno, esisterà la minaccia del loro uso: testarle significa già usarle.

Per questo Senzatomica invita istituzioni e governi a sostenere il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), in vigore dal 2021, e ad aderire al principio del “Non Primo Uso” (No First Use), passo concreto verso la riduzione del rischio atomico e la costruzione di una nuova fiducia tra le nazioni.

Calcio, Classifica Serie A. La Lazio aggancia il Torino

Roma, 30 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo dopo Pisa-Lazio 0-0

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0, Cagliari-Sassuolo 1-2, Pisa-Lazio 0-0.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan, Inter 18, Como 16, Juventus, Bologna 15, Cremonese 14, Atalanta, Sassuolo 13, Udinese, Torino, Lazio 12, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona, Pisa 5, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Sogesid, pubblicata la Relazione Semestrale: ecco tutti i dati

Milano, 30 ott. (askanews) – Bilancio positivo e orizzonte luminoso. Questo l’impatto della Relazione Semestrale di Sogesid S.p.A. – Societ di ingegneria ambientale dello Stato – presentata nell’iconico scenario di Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari a Milano. I primi sei mesi del 2025 fanno registrare una crescita significativa: il valore di produzione tocca quota 29,1 milioni di euro, un aumento dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Abbiamo parlato con l’Ing. Errico Stravato, Amministratore Delegato Sogesid S.p.A.:

” stata impostata una riorganizzazione che ha puntato sul management, su una gestione di processo, che consente di poter mettere in campo pi interventi coordinandoli e potendoli gestire. Questo cambio di passi ha innescato immediatamente degli effetti positivi nell’ambito della societ. Ha assorbito questo processo, il personale e tutta l’organizzazione si messa a disposizione e ha perseguito questo obiettivo comune. Oggi questo risultato un grande lavoro di squadra”.

E le prospettive non sono da meno. Si stima infatti un risultato netto atteso di 1,15 milioni di euro, un valore di produzione superiore a 71 milioni e un margine operativo lordo di crescita dell’88,5%. poi intervenuto l’Ing Roberto Mantovanelli, Presidente Sogesid S.p.A.:

“La relazione semestrale di Sogiosid conferma i positivi dati di bilancio che avevamo annunciato al termine dell’esercizio 2024. Questo per noi un motivo di particolare orgoglio perch quando siamo arrivati in questa societ molto importante per lo Stato italiano, che era in una situazione difficile, la nostra missione stata quella nel corso del nostro mandato di restituire credibilit e riportare questa azienda importantissima che ha grandi professionalit in acque sicure”.

Risultati ottimi trainati da Servizi Tecnici e di Ingegneria, dalla linea Dissesto Idrogeologico e dagli incrementi delle altre attivit. Lo scenario chiaro: Sogesid prosegue nel suo obiettivo, quello di delinearsi sempre pi come punto di riferimento concreto per le Amministrazioni Centrali e non solo. Su temi ambientali, dissesto e transizione verde.

Calcio, Classifica Serie A. Sassuolo nono

Roma, 30 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Cagliari-Sassuolo 1-2

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0, Cagliari-Sassuolo 1-2, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan, Inter 18, Como 16, Juventus, Bologna 15, Cremonese 14, Atalanta, Sassuolo 13, Udinese, Torino 12, Lazio 11, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Ponte Stretto, Meloni: incuriosita da rilievi Corte, opera resta

Roma, 30 ott. (askanews) – “Alla magistratura contabile voglio dire che sono rimasta francamente un po’ incuriosita di fronte ad alcuni rilievi come quello nel quale ci si chiedeva per quale ragione avessimo condiviso una parte della documentazione via link perché verrebbe voglia di rispondere perché c’è internet. Dopodiché il governo aspetta i rilievi, risponderà ai rilievi, sia chiaro che l’obiettivo è fare il ponte sullo stretto di Messina, che è un’opera strategica, sarà un’opera ingegneristica unica al mondo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Tg1.

“Voglio dire anche questo, noi siamo eredi di una civiltà che con i suoi ponti ha meravigliato il mondo per millenni e io non mi rassegno all’idea che non si possa più fare oggi perché siamo soffocati dalla burocrazia e dai cavilli”.

Bce a Firenze, tassi fermi e avanti con sviluppo dell’euro digitale

Firenze, 30 ott. (askanews) – Tassi di interesse sempre fermi al 2% nell’area euro, mentre il programma di graduali dismissioni di titoli dai portafogli della Banca centrale europea procede senza intoppi. Sul fronte monetario, la riunione del Consiglio direttivo che si è svolta ieri e oggi a Firenze, organizzata della Banca d’Italia, non ha riservato sorprese. La Bce intanto tira dritto sul progetto dell’euro digitale, la legge europea ancora non c’è ma ha deciso di avviare la fase di sviluppo, che segue quella appena chiusa di preparazione.

Proprio oggi sono usciti i dati sul Pil complessivo dei Paesi dell’area euro, un mesto più 0,2% nel terzo trimestre, che risente della crescita a zero in Stati come la Germania e l’Italia, dove si è visto il contraccolpo del braccio di ferro su dazi commerciali con gli Usa. La presidente della Bce, Christine Lagarde guarda al proverbiale bicchiere mezzo pieno. La crescita “è stata leggermente superiore alle attese medi e un po’ più alta delle nostre. Non mi lamenterei troppo. Certo – ha ammesso nella Conferenza stampa post direttorio – possiamo fare meglio”.

Lagarde era affiancata dal governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, che ha a sua volta rassicurato sull’Italia: il dato sul Pil è in linea con le attese e non ha ricadute sulle previsioni.

Secondo Lagarde, peraltro, l’accordo Usa-Ue sui dazi commerciali dell’estate scorsa, la tregua in Medio Oriente e l’accordo commerciale appena raggiunto dal presidente Usa, Donald Trump, con la Cina “hanno mitigato alcuni rischi di indebolimento” per l’economia. Al tempo stesso l’incertezza e la persistente volatilità degli sviluppi potrebbero “danneggiare le catene di approvvigionamenti”, e avere ricadute negative su “consumi e investimenti”.

L’istituzione di Francoforte, in trasferta fiorentina, mantiene un orientamento attendista. E chi le chiedeva se considerasse i tassi ancora in “una buona posizione”, “direi che grazie all’ospitalità della Banca d’Italia siamo in una posizione magnifica”, ha scherzato, in riferimento alle meraviglie culturali della città toscana. Comunque, guardando ai tassi, “dal punto di vista monetario siamo in una buona posizione – ha poi aggiunto -. E’ fissata? No, ma faremo quello che dobbiamo per restarci”.

Il clima del direttorio è stato “molto amichevole”. Sull’inflazione “ci sono diverse posizioni, punti di vista e analisi. Dipendono anche da dove ti trovi, ci sta chi la vede peggio e chi meno peggio. Queste categorie esistono. Devo dire che qui a Firenze c’è stata assoluta unanimità sulle decisioni”. Lagarde ha ripetutamente ringraziato Panetta e il personale della Banca d’Italia per l’organizzazione della trasferta.

Dalla città del fiorino, la Bce ha poi deciso il già menzionato lancio della fase di sviluppo dell’euro digitale. Richiede il varo di una normativa concordata tra Commissione Ue, che ha formulato la proposta, Consiglio, ossia i governi, che si sono recentemente dichiarati a favore, e Parlamento Ue, che sta lavorando meno velocemente di quanto la Bce vorrebbe.

Il progetto risale al 2020, l’anno delle famigerate e controverse misure restrittive imposte dai governi a motivo del Covid. Che costringendo il pubblico a chiudersi sostanzialmente in casa avevano innescato anche un balzo degli acquisti online. All’epoca il responsabile dei pagamenti nel Comitato esecutivo della Bce era proprio Panetta, lo ha ricordato la stessa Lagarde definendolo tra gli “artefici” del progetto. Oggi è diretto da un altro italiano, Piero Cipollone.

Posto che questa legge europea arrivi nel corso del 2026, la Bce conta di effettuare le prime transazioni con un progetto pilota nel 2027 e poi di procedere all’emissione dal 2029.

La partita avviene in un quadro complesso di iniziative sui pagamenti digitali che vede Ue e Usa su binari diversi. La prima punta su questa valuta digitale della banca centrale (Cbdc), ritenendo che le consentirebbe di affrancarsi dalla dipendenza sui sistemi di pagamento elettronici extra europei, essenzialmente Usa – carte di credito prima e big tech più di recente – per la prima volta dopo decenni. Bce e Commissione Ue ne fano una questione di sovranità monetaria.

Oltre Atlantico l’approccio è totalmente diverso. Qui i repubblicani e l’area più vicina Trump, in particolare, i “Maga”, vedono le valute digitali pubbliche come un pericolo per le libertà degli individui, temendo che possano essere usate come strumenti di controllo sociale, magari per imporre scelte centralizzate ispirate da motivazioni ideologiche e teleguidando i consumi. Al punto che Trump, tra i primi ordini esecutivi varati a inizio mandato, ne ha emanato uno che vieta sul territorio Usa le Cbdc e vieta alla Federal Reserve ed alle altre agenzie federali di lavorare al loro sviluppo.

Washington invece per i pagamenti digitali punta sull’universo delle cripto e, in particolare, sulle iniziative private tramite le stablecoin, criptoasset che puntano a evitare la volatilità agganciandosi a valute di riferimento, come il dollaro.

Qui è la Ue ad essere diffidente, temendo che queste stablecoin possano essere utilizzate per erodere la sua sovranità monetaria. Ha varato un regolamento, il “MiCaR” e da mesi discute di rivederlo, per quanto sia piuttosto recente, proprio per questi rischi.

Insomma il quadro non è semplice e le complessità tecniche di questi strumenti non ne rendono più agevole la comprensione.

Oggi Lagarde ha ritenuto di dover replicare a coloro che ritengono che la Ue abbia un approccio troppo restrittivo sulle stablecoin. “Siamo molto a favore dell’innovazione, lo testimoniano le diverse opzioni che esploriamo sull’euro digitale”. E “a quelli che vogliono sostenere che soffochiamo l’innovazione, mi spiace ma non è così: è parte di noi e del nostro Dna di banchieri centrali”, ha sostenuto.

“Guardiamo attentamente alle varie forme possibili di moneta privata” che sia con criptoasset o stabelcoin. E “non vogliamo precludere emissioni Ue che siano in linea con i requisiti normativi”, ha concluso. (di Roberto Vozzi).

Askanews sostiene campagna Unesco contro la violenza IA a giornaliste

Roma, 30 ott. (askanews) – Le giornaliste, doppio bersaglio perché donne e perché giornaliste, sono al centro della campagna Unesco lanciata in vista della ricorrenza della Giornata mondiale dell’Onu per mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti che cade il 2 novembre e a cui aderisce anche askanews.

Il tema scelto per il 2025 pone l’attenzione sul diritto all’informazione e sulle minacce che le giornaliste affrontano nello svolgimento del proprio lavoro, nonché sull’effetto dissuasivo che queste violenze producono sulla libertà di espressione in senso più ampio: “Chat GBV (Gender Based Violence, ndr): sensibilizzazione sulla violenza di genere contro le giornaliste facilitata dall’intelligenza artificiale”.

La campagna – alla quale collabora per l’Italia Ossigeno per l’informazione – chiede la pubblicazione a titolo gratuito sulle testate giornalistiche di un banner che mostra la foto di giornalista con la bocca tappata dalla scritta “ctrl-alt-mute” e la frase: “Mettere a tacere la voce di una giornalista online vuol dire mettere a tacere la voce di mille donne”. Obiettivo dichiarato è far crescere fra i lettori la consapevolezza del problema.

L’Unesco ha chiesto a Ossigeno per l’informazione un aiuto (a titolo gratuito) per promuovere queste pubblicazioni in Italia fra il 28 ottobre e il 2 novembre.

Le celebrazioni ufficiali della Giornata si terranno domenica 2 novembre, alle 9 a Parigi, dove l’Unesco lancerà una campagna globale contro la violenza di genere facilitata dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi rischi che corrono le giornaliste e altri gruppi vulnerabili, promuovendo un’informazione libera e sicura.

CPJ denuncia: "Gli assassini di giornalisti la fanno franca"

Roma, 30 ott. (askanews) – Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Committee to Protect Journalists, CPJ) – organizzazione indipendente non-profit con sede a New York – ha chiesto una “riforma radicale” delle modalità di indagine sugli omicidi dei giornalisti, in un contesto di impunità globale per tali episodi.

L’organizzazione che si occupa di difendere la libertà di stampa e i diritti dei giornalisti a livello mondiale ha dichiarato di aver registrato “i tre anni più letali per giornalisti e operatori dei media” da quando ha iniziato a registrare i dati, con oltre 125 morti solo lo scorso anno, “la maggior parte dei quali palestinesi uccisi da Israele”.

“Nonostante le chiare prove di attacchi deliberati in molti di questi casi, nessuno è stato ritenuto responsabile delle loro morti, riflettendo un modello globale più ampio e radicato, in cui gli assassini dei giornalisti la fanno franca”, ha affermato il CPJ in una nota.

Il CPJ ha affermato che intende fare pressione affinché venga istituita una “task force” internazionale indipendente per indagare sulla violenza contro gli operatori dei media e che punta a rafforzare la sua collaborazione con i governi “per sviluppare sanzioni mirate contro gli autori di crimini contro i giornalisti”.

La separazione delle carriere tra magistrati è legge. Ora la battaglia sul referendum

Roma, 30 ott. (askanews) – Il governo di Giorgia Meloni, con l’approvazione in quarta lettura in Senato della riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, porta a casa uno dei pilastri del proprio programma. Il provvedimento governativo, grazie a un ordine di scuderia della maggioranza sull’impossibilità di apportare modifiche al testo, in meno di un anno (appena 287 giorni) ha ottenuto il doppio semaforo verde dai due rami del Parlamento.

Tutte le opposizioni hanno criticato con toni anche accesi la scelta di “blindare” una riforma costituzionale impedendo così di apportare correttivi, ma l’iter legislativo è andato avanti tra commissioni e aula, arrivando fino all’approvazione di oggi con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti.

Ora lo scontro tra maggioranza e opposizioni si sposta fuori dal Parlamento in vista del referendum confermativo sulla riforma, a partire dalla separazione delle carriere. Il testo, non avendo ottenuto in seconda lettura voto favorevole da due terzi dei parlamentari in entrambe le Camere, può essere sottoposto a consultazione popolare (come previsto dall’articolo 138 della Costituzione).

Sia i partiti di maggioranza (FI, FdI, Lega) che di opposizione (Pd, M5s in primis) hanno già annunciato la raccolta di firme – ne basta un quinto dei membri di una Camera – per chiedere il referendum, che si dovrebbe tenere entro la primavera del 2026. Lo possono richiedere anche 500mila elettori o 5 consigli regionali.

Dopo il via libera del Senato, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social, ha parlato di una riforma della giustizia che rappresenta “un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani”. La premier ha sottolineato che “ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo”.

Sull’ipotesi che l’esito della consultazione popolare possa trasformarsi in un referendum sul governo, è intervenuto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha messo le mani avanti. “Mi auguro che la campagna referendaria venga tenuta in termini non polemici, aggressivi e soprattutto in senso politico: non deve diventare un referendum sul governo Meloni”, come è stato con Renzi nel 2016.

In conferenza stampa al Senato, subito dopo il via libera alla riforma, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha avvertito la premier: “Meloni non vuole politicizzare il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati? Se perde il referendum non c’è bisogno che si dimetta perché la manderemo a casa noi”. E poi ha annunciato che il Pd “farà la sua battaglia al referendum”, ricordando che questa riforma “serve a Meloni e a questo governo per avere le mani libere ed essere al di sopra delle leggi e della Costituzione”.

A bocciare la riforma, sin dall’avvio, anche l’Associazione nazionale dei magistrati, secondo cui il provvedimento “altera l’assetto dei poteri disegnato dai costituenti e mette in pericolo la piena realizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha già fissato i paletti in vista della campagna referendaria. “Il nostro Comitato per il ‘no’ alla riforma della giustizia agirà in piena autonomia e indipendenza: non possono aderire né partiti, né sindacati, perché vogliamo essere liberi di manifestare il nostro pensiero e abbiamo un preciso dovere verso i cittadini di dimostrarci completamente autonomi e indipendenti”.

(nella foto d’archivio l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2025 davanti al ministro della giustizia Carlo Nordio nel Salone dei Busti di Castel Capuano a Napoli, con la protesta dei magistrati per la riforma)

Separazione carriere, Marina Berlusconi: è vittoria di mio padre

Roma, 30 ott. (askanews) – “Ci sono vittorie che arrivano tardi, forse troppo tardi, ma che restano grandi e decisive. Quella di oggi è la vittoria di mio padre, Silvio Berlusconi. Sono la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione e, purtroppo, anche la sua sofferenza, ad aver reso possibile una giornata che segna un passo avanti importante per la democrazia e per la verità in questo Paese”. Lo dichiara in una nota Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori e primogenita dell’ex premier.

Separazione carriere è legge. Ora la battaglia sul referendum

Roma, 30 ott. (askanews) – Il governo di Giorgia Meloni, con l’approvazione in quarta lettura in Senato della riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, porta a casa uno dei pilastri del proprio programma. Il provvedimento governativo, grazie a un ordine di scuderia della maggioranza sull’impossibilità di apportare modifiche al testo, in meno di un anno (appena 287 giorni) ha ottenuto il doppio semaforo verde dai due rami del Parlamento.

Tutte le opposizioni hanno criticato con toni anche accesi la scelta di “blindare” una riforma costituzionale impedendo così di apportare correttivi, ma l’iter legislativo è andato avanti tra commissioni e aula, arrivando fino all’approvazione di oggi con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti.

Ora lo scontro tra maggioranza e opposizioni si sposta fuori dal Parlamento in vista del referendum confermativo sulla riforma, a partire dalla separazione delle carriere. Il testo, non avendo ottenuto in seconda lettura voto favorevole da due terzi dei parlamentari in entrambe le Camere, può essere sottoposto a consultazione popolare (come previsto dall’articolo 138 della Costituzione).

Sia i partiti di maggioranza (FI, FdI, Lega) che di opposizione (Pd, M5s in primis) hanno già annunciato la raccolta di firme – ne basta un quinto dei membri di una Camera – per chiedere il referendum, che si dovrebbe tenere entro la primavera del 2026. Lo possono richiedere anche 500mila elettori o 5 consigli regionali.

Dopo il via libera del Senato, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social, ha parlato di una riforma della giustizia che rappresenta “un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani”. La premier ha sottolineato che “ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo”.

Sull’ipotesi che l’esito della consultazione popolare possa trasformarsi in un referendum sul governo, è intervenuto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha messo le mani avanti. “Mi auguro che la campagna referendaria venga tenuta in termini non polemici, aggressivi e soprattutto in senso politico: non deve diventare un referendum sul governo Meloni”, come è stato con Renzi nel 2016.

In conferenza stampa al Senato, subito dopo il via libera alla riforma, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha avvertito la premier: “Meloni non vuole politicizzare il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati? Se perde il referendum non c’è bisogno che si dimetta perché la manderemo a casa noi”. E poi ha annunciato che il Pd “farà la sua battaglia al referendum”, ricordando che questa riforma “serve a Meloni e a questo governo per avere le mani libere ed essere al di sopra delle leggi e della Costituzione”.

A bocciare la riforma, sin dall’avvio, anche l’Associazione nazionale dei magistrati, secondo cui il provvedimento “altera l’assetto dei poteri disegnato dai costituenti e mette in pericolo la piena realizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha già fissato i paletti in vista della campagna referendaria. “Il nostro Comitato per il ‘no’ alla riforma della giustizia agirà in piena autonomia e indipendenza: non possono aderire né partiti, né sindacati, perché vogliamo essere liberi di manifestare il nostro pensiero e abbiamo un preciso dovere verso i cittadini di dimostrarci completamente autonomi e indipendenti”.

A Napoli i funerali di James Senese, tanti amici e il sax sul feretro

Roma, 30 ott. (askanews) – A Napoli l’ultimo saluto a James Senese, tra i sassofonisti italiani pi famosi al mondo, scomparso a 80 anni dopo un lungo ricovero per una polmonite.

Un applauso ha accolto il feretro all’arrivo e all’uscita dalla chiesa Santa Maria dell’Arco di Miano, suo quartiere; tanti gli amici e i colleghi presenti per rendergli omaggio, da

Nino D’Angelo a Enzo Gragnaniello, a Enzo Avitabile, che commosso ha detto: “In un momento cos ti viene addosso tutta la tua vita, vorrei dire grazie James per il tuo talento, per la tua ricerca, la tua militanza e professionalit, ci hai fatto scoprire una cosa bella: che l’amicizia pu diventare fratellanza e la fratellanza pu essere amicizia”.

Tullio De Piscopo e Tony Esposito ne hanno ricordato la generosit e i momenti spensierati insieme, non solo sui palchi: “Ha avuto un’infanzia difficile, perch era diverso, ma con una tenacia, una forza, ha creduto in quello che faceva e aveva ragione”. “Farsi accettare nel ’45, un ragazzo di colore, non stato facile, aveva due strade, la malavita o l’arte e ha scelto l’arte”.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: ” stato uno dei grandi cantori della citt, tutti noi abbiamo vissuto nella sua musica e nel suo sax, ha rappresentato anche quella Napoli multiculturale che la grande anima della nostra citt e anche la grande creativit dei quartieri di periferia”.

Sul feretro del sassofonista simbolo della musica napoletana, collaboratore di Pino Daniele, un suo ritratto e il sax. Qualcuno lo ha salutato urlando “salutaci Pino”.

Panetta: Pil in linea con attese, tassa banche non crea instabilità

Firenze, 30 ott. (askanews) – Niente drammi sulla crescita a zero della Penisola nel terzo trimestre. Secondo il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta “i numeri che vediamo oggi sul Pil, crescita piatta, sono ampiamente attesi e non cambiano materialmente le nostre previsioni”. Piuttosto, se si allarga lo sguardo emerge che negli ultimi anni il Belpaese ha messo a segno consistenti miglioramenti. La cosa è passata “ampiamente inosservata”, ma ha fatto progressi sia sui conti pubblici, sia negli scambi finanziari con l’estero, tanto che oggi “l’Italia è un creditore netto – ha detto -: ogni anno diamo parte dei nostri risparmi, sfortunatamente, a paesi esteri”.

E guardando alle misure richieste alle banche nella manovra di Bilancio, secondo il numero uno di Via Nazionale oggi “le banche italiane sono molto redditizie”, la loro situazione è “migliorata sensibilmente negli ultimi anni grazie a vari fattori”. E “non prevediamo instabilità finanziaria, dato che la tassa (supplementare) sui profitti sarebbe limitata”. Ma “sulle caratteristiche della misura mi esprimerò quando vedrò la versione finale”.

Panetta parlava durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo della Bce, che Bankitalia ha organizzato a Firenze, incassando numerosi elogi dalla presidente Christine Lagarde. E’ stato ripetutamente interpellato sulla situazione economica nazionale.

Al di là dei dati sul Pil del terzo trimestre, “penso che dovremmo allargare l’orizzonte e guardare alle condizioni dell’economia italiana da una prospettiva più ampia – ha detto -. Negli ultimi anni l’economia italiana ha continuato a crescere, seppure a ritmi moderati, nonostante diversi shock che hanno colpito l’Italia come tante altre economie”.

“Complessivamente l’economia è stata molto più resiliente di quanto tanti prevedessero due o tre anni fa. E se guardiamo alle condizioni strutturali dell’economia italiana, sono migliorare in maniera rilevante”. Il governatore ha citato il calod el deficit al 3% del Pil atteso quest’anno, il ritorno del livello del debito/Pil ai valori pre Covid.

“E quello che è passato ampiamente inosservato negli ultimi anni è il cambiamento che è accaduto nella posizione finanziaria internazionale netta dell’Italia. Ora abbia un persistente surplus nella bilancia dei pagamenti. Solo 10 anni fa la posizione finanziaria internazionale dell’Italia era negativa per 10 punti di Pil, oggi abbiamo una posizione netta positiva”, ha sottolineato. (fonte immagine: ECB 2025).

Tennis, Felix Auger-Aliassime ai quarti a Parigi

Roma, 30 ott. (askanews) – Prosegue la rincorsa di Felix Auger-Aliassime alle ATP Finals di Torino (9-16 novembre) con Lorenzo Musetti, eliminato alla Défense Arena dal connazionale Lorenzo Sonego agli ottavi, spettatore interessato. Il canadese, nono nel ranking Atp, si è portato a quota 3395 punti nel ranking, a -290 da Musetti e ora è a due vittorie dall’incredibile sorpasso all’ottavo posto che vale l’accesso alle Finals di Torino. Auger Aliassime si è qualificato ai quarti del Masters 1000 di Parigi dopo aver sconfitto in rimonta (dopo 2h11′) e in tre set (3-6 6-3 6-2) il tedesco Daniel Altmaier. Una vittoria importante nella corsa a due con Musetti verso le Atp Finals di Torino.

Padel, al FIP Silver di Perugia venerdì in campo i top player

Roma, 30 ott. (askanews) – Tutto pronto alla Padel Arena Fastweb di Perugia per il tabellone principale del FIP Silver Mediolanum Padel Cup, che scatterà domani dopo la fase di qualificazione. Riflettori puntati sulla coppia spagnola Javi Barahona – Javi Garcia, numeri 22 del ranking mondiale FIP e teste di serie numero uno del torneo. I due tornano nel circolo sportivo dove nel 2023 avevano conquistato il loro primo titolo insieme. “A Perugia abbiamo vissuto uno dei nostri momenti più belli – racconta Barahona, protagonista anche a Roma dove è il giocatore di punta del Villa Pamphili Padel Club -. Giocare in Italia è sempre speciale, l’atmosfera è unica e ci sentiamo come a casa. Ora vogliamo ripeterci”.

Domani gli spagnoli affronteranno al debutto il cileno Matias Soto e il lussemburghese Clément Pelt. In caso di successo nella finale in programma domenica, per Barahona e Garcia sarebbe il quinto titolo stagionale nel CUPRA FIP Tour 2025 e il secondo nella tournée firmata Banca Mediolanum, dopo il successo nella tappa di Roma ad aprile.

Domani sono attesi al debutto anche i protagonisti della FIP Euro Padel Cup, gli Europei di padel, disputati in Spagna la scorsa settimana. Tra loro Lorenzo Di Giovanni, bronzo europeo con l’Italia, in coppia con Santino Giuliani. Atteso pure il portoghese Pedro Graça, argento europeo dopo la vittoria contro gli azzurri in semifinale, che insieme a João Caiano potrebbe incrociare proprio Di Giovanni ai quarti per una sfida dal sapore di rivincita Al debutto anche la NextGen italiana già di livello internazionale: il 19enne Giuseppe Fino, promessa del padel azzurro, semifinalista nella tappa di Torino, Matteo Sargolini, Matteo Platania, Francesco Spurio e Pietro Giovannini.

In campo venerdì anche le teste di serie del torneo femminile, con la 20enne Giulia Dal Pozzo, bronzo europeo alla sua prima convocazione in azzurro. In coppia con la spagnola Sandra Bellver, andrà a caccia del suo sesto titolo stagionale nel circuito FIP. Debutto pure per Martina Parmigiani, altra colonna della Nazionale, insieme a Mary Montesi. Le favorite sono le spagnole Nuria Rodriguez (n.36) e Lucia Martinez (n.38), mentre tra le outsider figurano Marta Borrero e Marta Arellano, vincitrici della tappa di Treviso.

Crescita del 3,2% per l’edilizia in legno

Bolzano, 30 ott. (askanews) – In un settore delle costruzioni sempre pi orientato alla sostenibilit, l’edilizia in legno emerge come una delle soluzioni pi concrete e innovative. Lo conferma l’Osservatorio Edilizia in Legno 2024, che registra una crescita stabile del comparto. Martin Oberhofer, CEO di Rubner Haus, ha dichiarato:

“Secondo gli ultimi dati, l’edilizia in legno in Italia ha raggiunto un valore di produzione di oltre 2,3 miliardi, con una crescita annua del 3,2%. A trainare sono le regioni del Trentino-Alto Adige, la Lombardia e il Veneto, che rappresentano circa il 60% della produzione nazionale.”

In linea con questa evoluzione del mercato e con l’attenzione crescente verso l’efficienza energetica e la sostenibilit, Rubner Haus ha recentemente ricevuto il Premio del Pubblico ai 23 CasaClima Awards.

“Abbiamo ricevuto il Premio del Pubblico ai CasaClima Awards per Villa ai Filari – prosegue Martin Oberhofer – una residenza in legno progettata dall’architetto Daniele Macor di Corilum, realizzata tra le colline del Prosecco. Una casa contemporanea, altamente efficiente e integrata nel paesaggio.”

Il riconoscimento conferma come il mercato stia sempre pi puntando su soluzioni sostenibili, con l’edilizia in legno che rappresenta uno degli strumenti concreti di transizione ecologica.

Artissima, Fassi: IVA al 5% sull’arte rivolgimento epocale

Torino, 30 ott. (askanews) – “La riduzione al 5 % dell’IVA sulle transazioni d’arte un rivolgimento epocale perch passato il messaggio che il governo ha accolto pienamente di come questo non sia semplicemente uno strumento economico di sostegno al mercato dell’arte e alle gallerie. Lo in primis, certamente, ci si aspetta che questo aumenti il fatturato delle gallerie, aumenti le vendite e quindi il ritorno fiscale per lo Stato. Ma c’ qualcosa di pi: una leva di sviluppo per tutto il sistema artistico italiano, significa maggiore economia per gli artisti, sviluppare la professionalit degli artisti, quindi come dire immaginiamo anche il mondo delle scuole d’arte, questo significa sapere che quella scelta formativa pu tradursi in un mestiere effettivo e questo pu tradursi poi anche in uno strumento di sostegno per tutto il comparto, le istituzioni, ci pu essere una maggiore capacit delle gallerie anche di relazionarsi con le istituzioni pubbliche e private, sostenere delle progettualit e quindi un meccanismo virtuoso che diventato, va rimarcato anche una grande notizia internazionale”. Cos Luigi Fassi, direttore di Artissima, ha commentato la decisione del governo la scorsa estate di abbassare al 5% l’IVA sulle opere d’arte, che vede nella fiera torinese il primo grande banco di prova della nuova misura.

“Tantissimi giornalisti in queste settimane e mesi e giorni – ha aggiunto Fassi – continuano a chiedermi dell’impatto del 5%. Lo vedremo, questa settimana il primo grande test, quella prima grande feria internazionale italiana, ma una notizia che fatto il giro del mondo e che ha messo addirittura in imbarazzo alcuni paesi che ancora non si sono adeguati con un’IVA cos vantaggiosa come quella italiana”.

Falutissimo Festival, il 4 novembre al Palladium di Roma Beppe Servillo

Roma, 30 ott. (askanews) – Per Flautissimo Festival, diretto da Stefano Cioffi, martedì 4 novembre 2025 alle ore 21 al Teatro Palladium di Roma va in scena Il fuoco che ti porti dentro di Antonio Franchini, una produzione Flautissimo e Bellosguardo, con Peppe Servillo accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano.

Tratto dal libro vincitore del Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati, Il fuoco che ti porti dentro è il racconto della vita e della morte di Angela, una donna dal carattere impossibile, eroina eccessiva e imprevedibile, e di un figlio che rincorre il mistero di una madre fuori da ogni regola. Tra ironia tagliente e lampi di tragedia, Peppe Servillo racconta Angela intrecciando parola e canto, accompagnato dalla chitarra di Cristiano Califano.

IL LIBRO. Il fuoco che ti porti dentro racconta la vita e la morte di Angela, una donna dal carattere impossibile. Una donna che incarna in maniera emblematica tutti gli orrori dell’Italia, nessuno escluso: «il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo, l’opportunismo, il trasformismo, la mezza cultura peggiore dell’ignoranza, il rancore…» Questa donna era la madre dell’autore. Il romanzo è un’indagine nella vita, nelle passioni e negli odi di una donna, alla ricerca di una spiegazione possibile. La forma è quella della commedia, il contenuto quello della tragedia. Quale esperienza manifesta o occulta, quale frustrazione, quale nascosta ferita può renderci tanto ostili, rabbiosi, refrattari a qualsiasi forma di pacificazione? Quale motivo, semplice o complesso, sta dietro la furia di Angela: la guerra che la segna da bambina? un padre morto troppo presto o una madre morta troppo tardi che le ha, a sua volta, infelicitato la giovinezza e la maturità? un atavico complesso d’inferiorità o l’appartenenza alla cultura del Meridione oppresso le cui ragioni Angela vorrebbe far valere contro l’odiato Nord usurpatore? Oppure, più semplicemente, il fuoco interno che la divora è privo di qualsiasi ragione come il cuore nascosto di un vulcano? Antonio Franchini, con maestria e misura, eccesso e discrezione, ha scritto un romanzo-memoir popolato di personaggi che circondano una protagonista sempre al centro della scena. Un’eroina eccessiva e imprevedibile, capace di alternare toni drammatici e ossessivi a momenti decisamente comici. È un racconto che mescola la commedia eduardiana al furore ctonio, l’urgenza di uno sfogo viscerale alle cadenze studiate di una messa in scena, di una vera e propria recita. (Tratto da Marsilio Editori)

Come sottolinea Peppe Servillo: “Quello che mi affascina del romanzo di Franchini, come Franchini stesso sostiene, è il fatto che il personaggio principale di Angela, nell’arco di tutta la vicenda – se così vogliamo chiamarla – è un personaggio che si trasforma, assieme anche a quello del figlio, con lei. Perché anche l’atteggiamento del figlio, nell’arco di tutta la storia, muta, così come muta anche la natura della protagonista principale, di Angela. Questo secondo me è il motivo più interessante del romanzo ed è sempre un motivo che è al centro di qualsiasi narrazione, avvenga essa a teatro, nella letteratura o, anche nel mio caso specifico, in una canzone. Il movimento che il personaggio, insieme alla vicenda che lo riguarda, fa verso un esito diverso, che a volte contraddice anche le premesse poste all’inizio. Forse questa, come suggerisce anche Franchini, è una bella idea di letteratura, che forse è sempre esistita e che forse ancora ci sarà.”

IL FESTIVAL. Il festival diretto da Stefano Cioffi è una manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica e che negli anni ha vissuto tante stagioni di aperture ai nuovi linguaggi dello spettacolo contemporaneo. E così oggi Flautissimo è anche teatro, altre musiche, performance cross-disciplinari. Tra i tanti grandi nomi ospitati ricordiamo Emma Dante, Ennio Fantastichini, Galatea Ranzi, Elena Radonicich, Roberto Herlitzka, Massimo Wertmuller, Manuela Mandracchia, Francesco Piccolo, Giancarlo De Cataldo, Francesca Reggiani, Moni Ovadia, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Gabriele Coen, Emmanuel Pahud, Silvia Careddu, Avion Travel, Stefano Saletti & Banda Ikona, Klezroym, Giorgio Tirabassi, Max Paiella, Paola Minaccioni, Valerio Aprea.

La ventisettesima edizione di “Flautissimo Festival. Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Accademia Italiana del Flauto e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Stefano Cioffi, è realizzata, inoltre, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Teatro di Roma.

Da “peace therapist” a progetto favelas: vincitori UN SDG Awards 2025

Roma, 30 ott. (askanews) – “Changemaker” e protagonisti di iniziative che trasformano le disuguaglianze in opportunit per milioni di persone in Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria e Turchia sono stati premiati a Roma durante l’ottava edizione annuale degli “Heroes of Tomorrow”, cerimonia di premiazione per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite o SDG Action Awards.

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalle straordinarie esibizioni live di Diodato e della cantante e attivista nigeriana Cill, sono stati svelati i vincitori dell’edizione 2025 scelti tra 9 finalisti in tre categorie: Creativit, Resilienza e Changemaker (e selezionati tra oltre 5.500 candidature provenienti da 190 paesi).

Premio ex aequo (raro) nella categoria “Changemaker” (consegnato dalla giornalista di Deutsche Welle Manuela Kasper-Claridge) all’attivista Julienne Lusenge, che ha dedicato la sua vita a combattere la violenza sessuale e a costruire la pace in Repubblica Democratica del Congo, e a Jin Dawod, costretta a fuggire dalla Siria, ideatrice di “Peace Therapist”. “Nel nostro lavoro di terapisti della pace forniamo servizi di salute mentale per i rifugiati nella loro lingua madre gratuitamente, senza rivelare la loro identit, possono ricevere la terapia in modo anonimo”, ha raccontato ad askanews al termine della premiazione.

“La guarigione la possibilit di ricordare senza dolore”, ha aggiunto, sottolineando che i terapisti della pace non lavorano solo sulla malattia mentale delle singole persone, ma puntano a costruire la pace interiore in ognuno, per contribuire sempre pi alla pace nel mondo. La star sudafricana Nomzhano Mbhata ha premiato il progetto Central Unica das Favelas (CUFA) vincitore della categoria “Resilience”, mentre il premio “Creativity” stato consegnato dall’atleta paralimpico Andrea Macr a Smartel, innovativo progetto che utilizza sistemi idroponici – un metodo di coltivazione senza suolo – per creare nuove opportunit di lavoro per donne, giovani e piccoli agricoltori.

“Vogliamo mandare un messaggio di speranza, una speranza che non sia passiva, ma una chiamata all’azione. Vogliamo che le persone si ispirino alle storie di queste persone, perch ognuno di noi pu fare la differenza all’interno della propria vita. Il cambiamento possibile, in molti paesi grazie a queste persone sta gi avvenendo, e ognuno di noi pu diventare un attore di questo cambiamento”, ha dichiarato Marina Ponti, direttrice globale della UN SDG Action Campaign.

Menzione d’onore, inoltre, alla Campagna #IBelong dell’UNHCR per il suo movimento globale decennale volto a porre fine all’apolidia per milioni di persone.

Gli “Heroes of Tomorrow: UN SDG Action Awards”, programma di punta della UN SDG Action Campaign, sono resi possibili grazie al partenariato con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il Ministero Federale tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (BMZ).

Artissima 2025, dinamica, ma anche istituzionale e internazionale

Torino, 30 ott. (askanews) – La 32esima edizione di Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino diretta da Luigi Fassi, ospita negli spazi dell’Oval 176 gallerie italiane e internazionali, in un contesto di grande slancio legato sia al mercato sia alle proposte culturali. E, a conferma di un ruolo delle fiere che sempre pi simbiotico al sistema dell’arte, anche una forte caratterizzazione a livello istituzionale e internazionale.

“Abbiamo un panel – ha spiegato Fassi ad askanews – in cui il governo parler ufficialmente del 5 % della deduzione dell’IVA e di cosa questo significa a livello istituzionale per il sistema artistico italiano. Abbiamo per il secondo anno la presenza della Direzione Generale della Creativit, del ministero della Cultura, che ha scelto Artissima per continuare a raccontare le progettualit a sostento dell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Abbiamo un nuovo premio, il premio Vilnius Residency Prize, con una profonda cooperazione con l’ambasciata lituana a Roma, il Contemporary Art Center di Vilnius, la citt di Vilnius, sceglier il direttore del Contemporary Art Center di Vilnius, due artisti a cui verr offerto una residenza di un mese ciascuno a Vilnius. Abbiamo Anonymous Art Project, uno straordinario progetto privato di un imprenditore filantropico giapponese, Hiroyuki Maki che ha scelto Torino, Artissima e l’Italia per presentare la nuova arte giapponese”.

Come ogni anno, anche grazie agli spazi dell’Oval, la fiera conferma il dinamismo del progetto, nel 2025 intitolato “Manuale Operativo per Nave Spaziale Terra” e accanto ai grandi nomi italiani e stranieri c’ spazio anche per i galleristi emergenti, che in un certo senso prendono il polso al contemporaneo oggi. “L’arte, lo vediamo per esempio nella sezione New Entry – ha aggiunto Fassi – si sta contaminando tanto con la storia dei materiali, ci mostra come i materiali, anche quelli urbani della storia della nostra quotidianit, sono in grado di assumere un valore politico, di trasfigurarsi addirittura in immaginazione poetica. Quindi certamente Artissima deve continuare molto a fare questo grande sforzo di scouting, per raccontare cosa le gallerie in giro per il mondo stanno scrivendo, insieme agli artisti che rappresentano”.

E la variet delle idee, oltre che delle pratiche, confermata anche negli stand, dove il classico modello dei “quadri appesi alla parete” cede il passo a una molteplicit di forme espressive e di ricerche.

Arriva “The Traitors Italia”, 14 vip in un castello tra i misteri

Roma, 30 ott. (askanews) – “Fidarsi bene, non fidarsi meglio”, potrebbe essere lo slogan di “The Traitors Italia”, nuovo reality show Original italiano con i primi 4 episodi gi disponibili su Prime Video, gli ultimi due arriveranno dal 6 novembre.

La versione italiana del format di successo creato nei Paesi Bassi, stata presentata a Lucca Comics and Games, con alcuni dei protagonisti. Alessia Marcuzzi conduce il gioco in cui 14 personaggi famosi (Michela Andreozzi, Paola Barale, Giancarlo Commare, Giuseppe Giofr, Pierluca Mariti, Tess Masazza, Alessandro Orrei, Mariasole Pollio, Raiz, Daniele Resconi, Yoko Yamada, Filippo Bisciglia, Aurora Ramazzotti e Rocco Tanica) si aggirano in un castello medioevale (le riprese si sono svolte in Trentino, nella Val di Non), tra misteri e ambientazioni gotiche, cercando di capire con chi allearsi e chi invece sono i traditori che vogliono manipolarli per vincere il ricco montepremi in denaro, che devono conquistare completando varie missioni. Tra intuito, strategie e inganni, non facile indovinare chi eliminare e con chi allearsi.

Per alcui era la prima volta in un reality game, Aurora Ramazzotti: “Volevo mettermi in gioco, per me la prima volta che faccio una reality, mi gasava l’idea di trovarmi nei panni di quella che mente, che pugnala, ma alla fine sono troppo buona, come vedrete”. Filippo Bisciglia: “Mi sono ricordato quando partecipai al GF nel 2006 con la differenza che in questo reality ci saremmo ‘uccisi’, l invece al massimo c’era qualche nomination”.

E Rocco Tanica ha aggiunto:” un gioco di ruolo perch devi interpretare di fatto ci che non sei, o sei in parte, io non ho mai pensato di potermi trovare assassinato o assassinante, ma la tensione continua anche dopo la puntata registrata, tu vai a letto e pensi: ok domani mi fanno fuori, cosa devo fare? Con chi devo essere amico? Immedesimarsi stato intenso e mi ha provato emotivamente”. “E poi la sfida della solitudine e dell’isolamento stata particolare, noi davvero non sapevamo dove eravamo perch al di l di quello che si vede in tv, sappiate che noi circolavamo bendati e con cuffie anti-rumore…”. “Non lo sapevamo, io forse non sarei partito, stato davvero angosciante, io all’inizio stavo per mollare, stato pazzesco ” ha concluso Filippo.

Lavoro, Calderone: in 3 anni recuperati 2 punti di disoccupazione

Napoli, 30 ott. (askanews) – “I dati che sono usciti oggi ci danno un’ulteriore conferma di quello che un andamento positivo dei numeri dell’occupazione che noi osserviamo da ottobre del 2022 a oggi. Abbiamo recuperato quasi due punti percentuali sul fronte ovviamente della disoccupazione”. Cos Marina Calderone, ministra del Lavoro da Napoli, dove ha partecipato alla conferenza stampa, nella sede del comitato del candidato per il centrodestra alle prossime regionali in Campania Edmondo Cirielli,”La Campaniaal lavoro – Pi occupazione, contrasto alla povert e aiuti alle imprese”.

“I numeri dell’occupazione sono buoni e c’ un miglioramento anche dei dati del sud – continua – per, quando si commentano i dati positivi poi bisogna anche ragionare su cosa si pu fare di pi”. “E’ un segnale importante che aumenta l’occupazione giovanile, l’occupazione femminile e diminuisce il numero degli inattivi, cio di coloro i quali sono fuori dal mercato del lavoro – continua – e aumenta l’occupazione stabile con i contratti a tempo indeterminato. Per noi certamente un dato positivo, un insieme di dati positivi che ci deve portare a lavorare ancora meglio sostenendo ovviamente in questo percorso le regioni, sostenendo le imprese e sostenendo i lavoratori”.

Ponte sullo Stretto, Calderone: porta tanto lavoro di qualit

Napoli, 30 ott. (askanews) – “Un’opera importante come quella della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina porta con s non solo tanto lavoro, ma tanto lavoro di qualit”. Cos da Napoli, Marina Calderone, ministra del Lavoro, commenta lo stop da parte della Corte dei Conti. “Nei primi giorni di apertura del sito per la raccolta delle candidature, sono arrivate migliaia di proposte, – evidenzia il ministro – di richieste di personale molto qualificato e non solo personale italiano, questo vuol dire che anche a livello internazionale si guarda alla costruzione del ponte come una grande sfida tecnologica e ovviamente sul piano ingegneristico che interessa anche chi ha delle competenze molto alte”.

“Noi abbiamo bisogno di investire sulle competenze, di investire sulle competenze di qualit, di migliorare anche la nostra capacit di fare formazione e attraverso la formazione anche di connetterci con quelle che sono le richieste del mondo delle imprese che certamente deve guardare anche al futuro del lavoro che parla di nuove tecnologie e anche alle nuove frontiere lavorative legate anche a tutte le transizioni che sono in corso” conclude la Calderone.

Ponte Stretto, governo frena su risposta a C. Conti. "Ma avanti con opera"

Roma, 30 ott. (askanews) – Dopo le dichiarazioni al vetriolo di ieri sera di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, il governo “frena” sulla risposta da dare allo stop della Corte dei Conti al progetto dello Stretto di Messina.

La premier, a caldo, aveva parlato di “intollerabile invadenza”, il suo vice e ministro dell Infrastrutture di “scelta politica” e “grave danno per il Paese”. D’urgenza, la premier, ha convocato per questa mattina un vertice a Palazzo Chigi, presenti oltre a lei e Salvini l’altro vice Antonio Tajani (collegato dall’Africa) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giavambattista Fazzolari. Prima della riunione, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano (Fi) ipotizzava la “linea dura” con una nuova approvazione in Cdm, che costringerebbe la Corte a dare il via libera “con riserva”.

Invece al termine del confronto, durato circa un’ora e mezza, è stato deciso assumere un atteggiamento ‘soft’ (forse anche per evitare un nuovo scontro tra poteri dello Stato notoriamente non graditi al Quirinale), pur ribadendo l’obiettivo di portare avanti l’opera. “Si è convenuto – ha spiegato in una nota Palazzo Chigi – di attendere la pubblicazione delle motivazioni (entro 30 giorni ndr) della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera”. Un prudenza necessaria, visto che procedere “alla cieca” facendo partire i cantieri nonostante la riserva esporrebbe la politica, ma anche dirigenti, amministratori e aziende al rischio di pesanti contestazioni.

Chiusa la riunione, Salvini è uscito su piazza Colonna per un punto stampa. “Sono tranquillo e determinato”, ha assicurato, escludendo che ci sia in atto “uno scontro tra poteri dello Stato”. “Attendiamo con estrema serenità e tranquillità i rilievi della Corte dei conti a cui siamo convinti di poter rispondere punto su punto perché abbiamo rispettato tutte le normative” poi “se dovremo tornare in Cdm ai primi di dicembre rimandando in Corte dei Conti tutte le nostre motivazioni per proseguire con l’opera lo faremo”.

Poco prima, nella stessa piazza, Angelo Bonelli (Avs) aveva incontrato i giornalisti per presentare alcuni documenti finora inediti. “Ci troviamo di fronte a una truffa di Stato. Giorgia Meloni e Matteo Salvini – ha denunciato – hanno nascosto agli italiani che si sta parlando di un progetto vecchio di 28 anni fa. Abbiamo trovato il documento che Meloni e Salvini hanno tenuto nascosto: il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 10 ottobre del 1997, l’unico parere a cui è stato sottoposto il progetto del Ponte. Per non fare una nuova gara, un magna magna incredibile, hanno fatto un’operazione indegna”.

Ponte sullo Stretto, il governo frena sulla risposta alla Corte dei Conti, "ma avanti con l’opera"

Roma, 30 ott. (askanews) – Dopo le dichiarazioni al vetriolo di ieri sera di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, il governo “frena” sulla risposta da dare allo stop della Corte dei Conti al progetto dello Stretto di Messina.

La premier, a caldo, aveva parlato di “intollerabile invadenza”, il suo vice e ministro dell Infrastrutture di “scelta politica” e “grave danno per il Paese”. D’urgenza, la premier, ha convocato per questa mattina un vertice a Palazzo Chigi, presenti oltre a lei e Salvini l’altro vice Antonio Tajani (collegato dall’Africa) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giavambattista Fazzolari. Prima della riunione, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano (Fi) ipotizzava la “linea dura” con una nuova approvazione in Cdm, che costringerebbe la Corte a dare il via libera “con riserva”.

Invece al termine del confronto, durato circa un’ora e mezza, è stato deciso assumere un atteggiamento ‘soft’ (forse anche per evitare un nuovo scontro tra poteri dello Stato notoriamente non graditi al Quirinale), pur ribadendo l’obiettivo di portare avanti l’opera. “Si è convenuto – ha spiegato in una nota Palazzo Chigi – di attendere la pubblicazione delle motivazioni (entro 30 giorni ndr) della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera”. Un prudenza necessaria, visto che procedere “alla cieca” facendo partire i cantieri nonostante la riserva esporrebbe la politica, ma anche dirigenti, amministratori e aziende al rischio di pesanti contestazioni.

Chiusa la riunione, Salvini è uscito su piazza Colonna per un punto stampa. “Sono tranquillo e determinato”, ha assicurato, escludendo che ci sia in atto “uno scontro tra poteri dello Stato”. “Attendiamo con estrema serenità e tranquillità i rilievi della Corte dei conti a cui siamo convinti di poter rispondere punto su punto perché abbiamo rispettato tutte le normative” poi “se dovremo tornare in Cdm ai primi di dicembre rimandando in Corte dei Conti tutte le nostre motivazioni per proseguire con l’opera lo faremo”.

Poco prima, nella stessa piazza, Angelo Bonelli (Avs) aveva incontrato i giornalisti per presentare alcuni documenti finora inediti. “Ci troviamo di fronte a una truffa di Stato. Giorgia Meloni e Matteo Salvini – ha denunciato – hanno nascosto agli italiani che si sta parlando di un progetto vecchio di 28 anni fa. Abbiamo trovato il documento che Meloni e Salvini hanno tenuto nascosto: il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 10 ottobre del 1997, l’unico parere a cui è stato sottoposto il progetto del Ponte. Per non fare una nuova gara, un magna magna incredibile, hanno fatto un’operazione indegna”.

Musica, show a sorpresa di Cristina D’Avena prima di Bologna-Torino

Roma, 30 ott. (askanews) – Ieri sera, in occasione del match Bologna-Torino allo stadio Renato Dall’Ara, Cristina D’Avena è apparsa in campo per interpretare dal vivo il suo ultimo singolo “Siamo noi (Play to fight)”, sigla ufficiale della nuova stagione di Captain Tsubasa.   Per la prima volta nella sua lunga carriera, la celebre artista bolognese si è esibita in uno stadio, regalando ai tifosi un momento inedito e inatteso, che ha scatenato entusiasmo e applausi da parte del pubblico presente che ha accolto Cristina con affetto e meraviglia.   Prima della performance, il Bologna FC ha voluto rendere omaggio alla cantante, simbolo della città e della generazione cresciuta con le sue sigle, donandole una maglia ufficiale personalizzata con il suo cognome stampato sul retro, tra gli applausi e i cori dei tifosi.   Con “Siamo noi (Play to fight)”, brano dedicato proprio al mondo del calcio, Cristina D’Avena vuole celebrare ancora una volta i valori di unione, solidarietà, forza e gioco di squadra, che da sempre contraddistinguono la sua musica e il suo pubblico.

Giornate Archeologia, arte e storia del vicino e Medio Oriente

Roma, 30 ott. (askanews) – Tre appuntamenti dedicati al Medio Oriente: recenti scavi archeologici legati all’Oriente cristiano; l’attualità politica mediorientale, tra guerre e informazione negata; Nicea, 1700 anni dal primo concilio ecumenico. Si aprono a Milano il 6 novembre le Giornate di Archeologia, Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente arrivate all’undicesima edizione. L’appuntamento, dedicato ad approfondire l’archeologia, la storia e l’attualità politica dell’area più complessa del panorama internazionale, è promosso dalla Fondazione Terra Santa, centro editoriale della Custodia francescana di Gerusalemme, e dalla rivista Terrasanta.

Giovedì 6 novembre dalle ore 14.30 alle 17.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (nuovo Polo San Francesco, Aula Convegni 301), si tiene la prima sessione dedicata ad alcuni scavi archeologici in luoghi santi o antichi centri religiosi dell’Oriente cristiano. Apre i lavori l’archeologa giordana Basema Hamarneh, che insegna Archeologia tardoantica e paleocristiana all’Università di Vienna e presenta i suoi recenti studi sulla Carta di Madaba, lo straordinario mosaico del VI secolo che, nella chiesa di San Giorgio della città giordana, è una mappa di luoghi biblici.

Gli scavi al Campo dei pastori di Beit Sahour, presso Betlemme, sono oggetto della relazione degli archeologi Gabriele Castiglia e fra Simone Schiavone. Castiglia insegna Topografia del mondo cristiano antico al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (Piac) di Roma. Con Schiavone, frate minore conventuale, sta da anni conducendo indagini presso il luogo strettamente legato ai momenti della Natività e dove nel IV secolo sorse un monastero. A seguire, don Gianantonio Urbani, archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, impegnato in questi anni al Monte Tabor, illustra le antichità che emergono dagli studi delle strutture sottostanti la basilica della Trasfigurazione costruita da Antonio Barluzzi un secolo fa sulla sommità del monte in Galilea.

Infine, Ilaria Incordino, egittologa dell’Istituto di Studi bizantini “Dumbarton Oaks” di Harvard, presenta i risultati degli scavi condotti dall’Università “L’Orientale” di Napoli, con cui collabora, nel monastero copto di Manqabad nel Medio Egitto. A condurre l’incontro è la prof.ssa Claudia Perassi, neodirettrice della Scuola di specializzazione in Beni archeologici. Il convegno è organizzato in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e con il sostegno della Fondazione Homo Viator di Vicenza – Linfa dell’Ulivo 2025. Nel Medio Oriente in costante tensione, a due anni dallo scoppio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza e a poche settimane dal piano di pace di Trump, una delle principali vittime è stata la libertà di informazione. La mattinata di venerdì 7 novembre ha per titolo “Geopolitica della guerra e informazione negata. I casi di Israele, Palestina, Libano, Iran e i suoi alleati” (ore 9 – 13) e si tiene all’Auditorium del Museo dei Cappuccini (via Kramer 5).

Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, analizza la questione cruciale di una guerra, quella nella Striscia di Gaza, in cui la stampa internazionale è stata tenuta ai margini e oltre duecento giornalisti palestinesi sono stati uccisi. Una fotografia della situazione nella Cisgiordania è affidata a Veronica Fernandes, inviata di Rai News 24 nei Territori palestinesi occupati. Laura Silvia Battaglia, reporter, coordinatrice della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica ed esperta di questioni mediorientali, parla di Iran e dei suoi alleati regionali, i proxies, che dal Libano allo Yemen sono stati protagonisti del conflitto con Israele. Un excursus storico su Israele, l’eredità dell’ebraismo e della Shoah è offerto da Enrico Palumbo, ricercatore di Storia contemporanea all’Università IULM.

Chiude i lavori Camille Eid, giornalista libanese e docente di Lingua araba, che analizza la situazione nel Paese dei Cedri, tra guerra e cambiamento. Temi di stringente attualità in una sessione realizzata in collaborazione con l’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) della Lombardia e aperto alla partecipazione di un centinaio di giornalisti, perché riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti come momento di formazione. I lavori sono condotti da Manuela Borraccino, che si occupa di questioni mediorientali come giornalista e docente alla IULM.

La terza sessione delle Giornate, anch’essa nella stessa sede dell’Auditorium dei Cappuccini di via Kramer 5, si svolge nel pomeriggio di venerdì 7 novembre a partire dalle ore 14.30. È dedicata alla Storia antica: i 1700 anni del primo concilio ecumenico, tenuto a Nicea in Asia Minore nel 325. Il convegno vuole ripercorrere la dimensione storica e archeologica di quell’evento fondamentale del cristianesimo antico, ma considerando il suo significato attuale per il dialogo ecumenico e l’impatto che ebbe sulla Terra Santa. L’importanza di Nicea è sottolineata dal primo viaggio apostolico di papa Leone XIV che si recherà in Turchia alla fine di novembre e visiterà Iznik, l’odierna Nicea. Marco Rizzi, che insegna Letteratura cristiana antica all’Università Cattolica, introduce il tema attraverso la descrizione del quadro storico in cui si inserì il concilio voluto dall’imperatore Costantino. Il teologo domenicano Claudio Monge, che a Istanbul dirige il Centro studi Dost-I, affronta i temi centrali discussi dai vescovi riuniti a Nicea, dove fu definito il Credo nella sua prima formulazione.

La bizantinista dell’Accademia Nazionale dei Lincei Silvia Pedone, in una relazione dal titolo «I tesori di Nicea: evidenze artistico-archeologiche e le descrizioni dei viaggiatori», si sofferma sulle tracce oggi rimaste nella città di Iznik. Infine, fra Amadeo Ricco, frate minore a Gerusalemme e archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum approfondisce il rapporto tra il concilio di Nicea e la creazione delle basiliche costantiniane in Terra Santa. Le Giornate di Archeologia, Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente hanno il patrocinio di TV2000 / InBlu 2000 e Avvenire come media partner.

La Croce Rossa ha ricevuto due bare con i resti di ostaggi israeliani

Roma, 30 ott. (askanews) – Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato oggi che la Croce Rossa ha ricevuto due bare con i resti di ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza e che saranno presto consegnate alle forze israeliane. “Secondo le informazioni fornite dalla Croce Rossa, due bare di ostaggi deceduti sono state trasferite sotto la loro custodia e sono in viaggio verso le truppe dell’IDF nella Striscia di Gaza”, ha affermato l’IDF in una nota.

Le bare con i corpi di due presunti ostaggi israeliani consegnati da Hamas alla Croce Rossa sono
stati successivamente trasportati fuori dalla Striscia di Gaza per le procedure di identificazione. Se le loro identità fossero confermate, rimarrebbero nella Striscia i corpi di 11 ostaggi israeliani deceduti.

Forza Italia in piazza: grazie a noi una giustizia giusta

Roma, 30 ott. (askanews) – “Grazie a Forza Italia una giustizia giusta”. Con questo striscione e uno stendardo con la gigantografia di Silvio Berlusconi, tra le bandiere di partito, diversi esponenti di Forza Italia si sono dati appuntamento a Piazza Navona. A pochi passi da Palazzo Madama, dove stata approvata definitivamente la riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati, i capigruppo di Camera e Senato Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, i deputati Enrico Costa, Pietro Pittalis, Paolo Emilio Russo, hanno festeggiato nel nome del fondatore del partito “una giornata storica”.

“E’ un momento molto importante per Forza Italia – ha detto Paolo Barelli, capogruppo alla Camera – che con Silvio Berlusconi ha sempre messo al centro la necessit di riformare la giustizia. Generiamo le condizioni per una giustizia giusta che veda un giudice veramente terzo, equidistante nei confronti del pm, che la pubblica accusa e l’avvocato della difesa che difende i cittadini. una questione di correttezza giuridica che sosteniamo con forza, chi fa polemica strumentale dicendo che si assoggetta il pm al potere politico non capisco in quale parte della riforma lo evinca. Esisteranno due Csm, una questione di civilt giuridica”.

Con Fi anche alcune “vittime di errori giudiziari”, come Antonio Lattanzi, ex assessore comunale ai lavori pubblici di Martinsicuro, assolto dopo dieci anni: “Io sono vittima di una persecuzione giudiziaria, sono stato arrestato ben 4 volte nell’arco di due mesi, trascorrendo 83 giorni in carcere. Ero assessore al mio comune di residenza e ci furono delle accuse di concorso in tentata concussione, reato che non prevede neanche l’arresto, ma il pm e il gip la pensavano in modo diverso. A questa riforma c’ una forte opposizione da parte della sinistra, io dico andiamo a vincere il referendum: noi vittime delle ingiustizie ci rimboccheremo le macchine, andando dappertutto per far votare questa riforma per una giustizia diversa. Non che non credo nella giustizia ma a volte qualche meccanismo si inceppa e fa male perch la carcerazione anche per un solo giorno ti distrugge la vita”.

Panetta: Italia ha migliorato la sua posizione, ora è creditore netto

Firenze, 30 ott. (askanews) – Anche se la cosa è passata “ampiamente inosservata”, negli ultimi anni l’Italia ha consistentemente migliorato diversi elementi di fondo della sua economia. Sia sui conti pubblici, sia negli scambio finanziari con l’estero, tanto che oggi “l’Italia è un creditore netto: ogni anno diamo parte dei nostri risparmi, sfortunatamente, a paesi esteri”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, rispondendo ad una domanda sulla Penisola durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo della Bce a Firenze.

E questi miglioramenti “fatto assai raro” sono avvenuti “senza una crisi e senza una ristrutturazione forzata”, ha aggiunto.

Al di là dei dati sul Pil del terzo trimestre, che comunque sono in linea con le attese e non cambiano le previsioni di Bankitalia “penso che dovremmo allargare l’orizzonte e guardare alle condizioni dell’economia italiana da una prospettiva più ampia – ha detto Panetta -. Negli ultimi anni l’economia italiana ha continuato a crescere, seppure a ritmi moderati, nonostante diversi shock che hanno colpito l’Italia come tante altre economie”.

“Complessivamente l’economia è stata molto più resiliente di quanto tanti prevedessero due o tre anni fa. E se guardiamo alle condizioni strutturali dell’economia italiana, sono migliorare in maniera rilevante”. Il governatore ha citato il calod el deficit al 3% del Pil atteso quest’anno, il ritorno del livello del debito/Pil ai valori pre Covid.

“E quello che è passato ampiamente inosservato negli ultimi anni è il cambiamento che è accaduto nella posizione finanziaria internazionale netta dell’Italia. Ora abbia un persistente surplus nella bilancia dei pagamenti. Solo 10 anni fa la posizione finanziaria internazionale dell’Italia era negativa per 10 punti di Pil, oggi abbiamo una posizione netta positiva”, ha sottolineato. (fonte immagine: ECB)

Mostra di Jago al Parco Archeologico di Taormina

Roma, 30 ott. (askanews) – Riscuote un successo senza precedenti l’apertura della grande mostra “Gesti Scolpiti” dello scultore Jago, inaugurata il 3 settembre 2025 all’interno dello scenario unico del Teatro Antico di Taormina. L’interesse, la curiosità e l’apprezzamento del pubblico si sono tradotti in numeri da record: nella sola giornata di domenica 07 settembre si sono registrati 5.700 ingressi; nello stesso mese del 2024 la media degli ingressi giornalieri si attestava tra i 3.500 e i 4.500. Un risultato che rappresenta un primato storico per il Parco Archeologico di Taormina e che non ha intenzione di arrestarsi. Una testimonianza della straordinaria capacità dell’arte contemporanea di dialogare con il patrimonio millenario del territorio.

La mostra, che coniuga la potenza evocativa delle sculture di Jago con la suggestione del contesto archeologico, si conferma già nelle sue prime giornate come uno degli eventi culturali più rilevanti dell’anno in Sicilia e nel panorama nazionale.

In merito a questo straordinario risultato, l’architetto Orazio Micali, Direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina, ha dichiarato: “Il nostro tempo, compresso tra estremi che disorientano e sottraggono equilibrio all’esistere, trova nell’arte rifugio e consolazione. L’anima di ciascuno, senza differenza alcuna, vive vibrazioni ed emozioni senza barriere e ideologie, ricercando nell’opera d’arte ciò che unisce anziché dividere. Le presenze, numerose come non mai, sono testimonianza silenziosa ma determinata del valore primario e irrinunciabile della cultura come motore universale perché destinata all’eternità”

Nel contesto emblematico di Taormina, crocevia di civiltà e teatro di memorie antiche, vengono messe in dialogo quattro opere di Jago: Impronta Animale (2012), Memoria (2015), Prigione (2016) e David (2024, bronzo). Qui, le suggestive sculture si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo, testimoni di una continua necessita’ espressiva che attraversa epoche e linguaggi.

Le prime tre sculture, scolpite in marmo statuario, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto, creazione, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno, affonda nella materia, costruisce memoria. Non solo strumento, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo.

In Impronta Animale, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione, l’immagine scolpita, avvolta nelle pieghe del marmo, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe.

La quarta scultura è quella della David, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e, ad oggi, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo), nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani – elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso, fino ad arrivare al modello attuale, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago, impegnandolo in una vera e propria impresa.

L’esposizione, organizzata da Aditus e Civita Sicilia, in collaborazione con BAM, rimarrà aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026.

Italian TV Awards, tutti i vincitori della settima edizione

Roma, 30 ott. (askanews) – La settima arte abbraccia il mondo della televisione. Alla Festa del Cinema di Roma, presso lo spazio Regione Lazio-Lazio Terra di Cinema, è andata in scena la settima edizione degli Italian Tv Awards, condotta da Anna Maria Fittipaldi e Fabrizio D’Alessio.

La kermesse, ancora una volta, ha conferito importanti riconoscimenti ai volti televisivi più amati dal pubblico. Quattro i premi alla carriera assegnati. A ritirare la preziosa scultura, raffigurante una televisione vintage e realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, sono stati: Ronn Moss, che per tanti anni ha vestito i panni di Ridge Forrester nella soap-opera “Beautiful”, che oggi continua a mietere consensi nel mondo della musica e della cinematografia; Giovanna Flora, autrice e regista che ha firmato programmi che hanno segnato la storia del piccolo schermo; Gianfranco Zinzilli, Vice Direttore Vicario Direzione Offerta Estero Rai Italia; Enzo Paolo Turchi, ballerino e coreografo dal grandissimo carisma e dalla lunga esperienza televisiva.

Notevole il livello dei personaggi premiati per successi legati all’ultima stagione televisiva: Roberta Floris, tra i volti più apprezzati del TG5; Garrison Rochelle, coreografo e ballerino di fama internazionale, per anni nel cast di “Amici di Maria De Filippi” e attualmente alla guida di “Performer Cup”; Carolina Rey, conduttrice di “Uno Mattina estate” e tra i giurati di “Sanremo Giovani”; Barbara Foria e Fabio Esposito, alla guida di “Pazzi di Roma”, prodotto da Casta Diva per Warner Bros. Discovery; Bianca Luna Santoro, ideatrice e conduttrice del programma di Rai1 “Dolce Vita – L’estate degli italiani”; Tommaso Foglia, pastry-chef protagonista di programmi targati Warner Bros. Discovery come “Bake Off Italia”, “A Scuola di Dolcezza” e “Pazzi di Dolci”; Filippo Solibello, volto del programma di Rai Italia “Paparazzi”. Dulcis in fundo, un premio speciale, legato alla settima arte, per Maurizio Battista e Gianni Quinto, rispettivamente protagonista e regista del film “Tu Quoque”.

Tra i premiatori, alcuni dei giornalisti appartenenti alla giuria degli Italian TV Awards come Claudia Fascia dell’agenzia di stampa Ansa; Serena Sartini di AskaNews; Cinzia Marongiu direttrice responsabile di Milleunadonna e Tiscali Spettacoli; Giulia Bertolini corrispondente di testate come SuperGuidaTV, Libero.it e Today; Sandro Scarafino di MaccheTivù; Irene Mandelli, firma del settimanale Nuovo.

Sempre tra i premiatori, autorevoli addetti ai lavori: Angelo Maietta, professore e avvocato, ideatore di numerosi format TV; Leonardo Corsaro, tra i più rinomati dottori in Chirurgia plastica e ricostruttiva; Elisa D’Ospina, conduttrice e influencer; Federica Candelise, criminologa e opinionista televisiva; Eleonora Puglia, regista e attrice; Alberto De Maldè, poliedrico chef; Marco Iannitello, attore di fiction e film; Guido Faro ed Eleonora Canuti, ideatori de “Il Vitti”; Fabrizio Pacifici, patron del Premio “Antenna d’Oro”.

Anche nel corso della settima edizione degli Italian Tv Awards, prodotta dalla Loreb Production di Giacomo Silvestri, i premi sono stati realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato, vanno ad arricchire la lunga lista di professionisti del piccolo schermo insigniti del sempre più ambito riconoscimento.

Nelle passate edizioni, infatti, hanno calcato il palco della manifestazione, ricevendo l’ambito riconoscimento, tra gli altri: Elena Sofia Ricci, Simona Ventura, Marco Liorni, Maria Grazia Cucinotta a Gabriele Corsi, Carolyn Smith, Adriana Volpe, Monica Giandotti, Marco Columbro, Francesca Fialdini, Giorgio Tirabassi, Maurizio Ferrini, Pino Strabioli, Simona Branchetti, Anna Falchi, Roberta Morise, Enrica Bonaccorti, Carmen Russo, Guillermo Mariotto e Samuel Peron. Si ringrazia la Regione Lazio e lo Spazio Roma Lazio Film Commission per l’ospitalità offerta nel corso della festa del Cinema di Roma e Tisanoreica di Gianluca Mech per i cadeaux offerti ai vincitori.