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Formula1, Alonso svetta nelle prime libere a Marina Bay

Roma, 3 ott. (askanews) – Parte con il colpo di scena firmato Fernando Alonso il weekend di Marina Bay. Lo spagnolo dell’Aston Martin-Mercedes, già vincitore a Singapore nel 2008 con la Renault e nel 2010 al volante della Ferrari, ha chiuso davanti a tutti la prima sessione di prove libere del Gran Premio.

Con un giro da 1’31″116, Alonso ha scalzato negli ultimi minuti la SF-25 di Charles Leclerc, che si è fermato a soli 150 millesimi dal tempo dello spagnolo. Terza piazza per Max Verstappen, reduce dai successi di Monza e Baku, ma più staccato: 276 millesimi dal vertice.

Ancora Ferrari subito dietro, con Lewis Hamilton quarto a +0.364. Il sette volte campione del mondo ha preceduto per un solo millesimo la McLaren di Oscar Piastri. Sesto tempo per Lando Norris, che accusa un ritardo di 582 millesimi da Alonso.

Un avvio di weekend che promette spettacolo: la Rossa c’è, ma davanti per ora brilla il verde Aston Martin.

Basket, Banchi: "La Nazionale è al di sopra di tutto"

Roma, 3 ott. (askanews) – “Una scelta imprescindibile. E’ il compito più grande della mia carriera”. Così, nel giorno della presentazione, il ct dell’Italbasket, Luca Banchi ha definito il suo contratto firmato a tempo pieno per dedicarsi esclusivamente alla Nazionale. «È una novità anche per me, ma necessaria. Sentivo il bisogno di dare un’impronta immediata al movimento, non solo alla squadra maggiore ma anche alla base. So che il quotidiano della palestra mi mancherà, ma voglio mettere la mia esperienza al servizio di tutto il basket italiano». Il nuovo ct non chiude alla possibilità di giocatori naturalizzati in azzurro: «Sono sempre stati parte della storia della Nazionale. Non ho preclusioni: il nostro compito sarà monitorare un panorama più ampio, anche fuori dall’Italia. Avremo quasi 50 giocatori italiani attivi negli Stati Uniti, tra NBA, college e high school, e vogliamo seguirli da vicino». Grande attenzione anche ai giovani, sull’onda dell’entusiasmo per l’argento europeo dell’Under 20: «Il risultato dell’U20 deve convincere i club a dare più spazio e opportunità ai ragazzi. Serve lungimiranza, come quella che in passato ha permesso a giocatori come Datome o Mancinelli di emergere». Parlando del recente percorso azzurro, Banchi ha sottolineato come la mancanza di successi non vada ridotta a una questione di risultati: «L’Italia ha perso per dettagli, ma ha sempre mostrato identità e volti nuovi. La visione deve andare oltre il risultato immediato». Il nuovo ct ha poi ricordato la sua esperienza con la Lettonia, portata ai vertici mondiali, e il rapporto di rispetto con il suo predecessore Gianmarco Pozzecco, al quale ha riconosciuto il merito di aver lasciato in eredità uno spirito di squadra forte e condiviso. Sul tema degli atleti di seconda generazione, protagonisti nello sport italiano, Banchi è stato netto: «Non mi piace fare distinzioni: io vedo solo azzurro, il colore della maglia. La Nazionale è al di sopra di tutto. È un privilegio e una responsabilità enorme, la più grande emozione che si possa vivere nello sport».

Calcio, i convocati di Gattuso per Estonia e Israele

Roma, 3 ott. (askanews) – Riprende la rincorsa della Nazionale al Mondiale. Gli Azzurri torneranno ad affrontare Estonia e Israele, le stesse avversarie già battute a settembre in occasione delle prime due gare da commissario tecnico di Gennaro Gattuso. Sabato 11 ottobre a Tallinn l’Italia farà visita all’Estonia per poi ospitare martedì 14 ottobre Israele a Udine, in quello Stadio ‘Friuli’ già teatro un anno fa della sfida di Nations League con la nazionale di Ben Shimon. Entrambi i match sono in programma alle 20.45 e saranno trasmessi in diretta su Rai 1.

Il Ct Gennaro Gattuso ha convocato 27 calciatori per il raduno fissato nella serata di lunedì 6 ottobre al Centro Tecnico Federale di Coverciano: prima chiamata in Nazionale per il centrocampista della Fiorentina Hans Nicolussi Caviglia e per l’attaccante del Bologna Nicolò Cambiaghi, mentre tornano a vestire la maglia azzurra Matteo Gabbia e Bryan Cristante, assenti rispettivamente da ottobre e giugno 2024.

L’ELENCO DEI CONVOCATI

PORTIERI: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli), Guglielmo Vicario (Tottenham);

DIFENSORI: Alessandro Bastoni (Inter), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Brighton & Hove Albion), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Matteo Gabbia (Milan), Gianluca Mancini (Roma), Destiny Udogie (Tottenham);

CENTROCAMPISTI: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Hans Nicolussi Caviglia (Fiorentina), Sandro Tonali (Newcastle);

ATTACCANTI: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Riccardo Orsolini (Bologna), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atletico Madrid), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Mattia Zaccagni (Lazio).

IA, Bezos: è una bolla industriale, non necessariamente dannosa

Torino, 3 ott. (askanews) – “Questa dell’AI è una sorta di bolla industriale, diversa dalle bolle finanziarie. Le bolle industriali non sono affatto così dannose: possono perfino rivelarsi positive, perché quando la polvere si posa e si vede chi sono i vincitori, la società beneficia di quelle invenzioni”. Lo ha detto Jeff Bezos, fondatore di Amazon, alla Tech Week in corso a Torino parlando sul palco con il presidente di Stellantis, John Elkann.

“Quando le persone si entusiasmano molto – come sta accadendo oggi con l’intelligenza artificiale – ogni esperimento trova finanziamenti, ogni azienda trova finanziamenti: sia le buone idee, che quelle cattive. E, in mezzo a questo entusiasmo, per gli investitori diventa difficile distinguere le une dalle altre. Probabilmente è ciò che sta accadendo anche oggi”.

“Ma questo non significa che quello che vediamo non sia reale: l’AI è reale e cambierà ogni settore. Di solito gli investitori non affidano a un team di sei persone un paio di miliardi di dollari senza un prodotto. È raro. Eppure oggi accade”, ha concluso Bezos.

Euro digitale, Almaviva e Fabrick (Sella) tra imprese per sviluppo app

Roma, 3 ott. (askanews) – Le italiane Almaviva, gruppo di innovazione digitale, e Fabrick, fintech del gruppo Sella attiva nell’Open Finance, sono tra le imprese selezionate dalla Banca Centrale Europea, nell’ambito del progetto dell’euro digitale, per la realizzazione dell’app mobile e della sua infrastruttura tecnologica che permetteranno ai cittadini europei di utilizzare la moneta digitale europea. Lo riporta un comunicato, citando i risultati di una gara di appalto europea.

L’app, si legge, progettata per essere intuitiva e semplice da usare, sarà accessibile via smartphone, tablet o smartwatch, e offrirà a tutti i cittadini dell’Unione europea un’esperienza uniforme e sicura per i pagamenti digitali.

La parte di progetto affidata alle due realtà italiane comprende anche la realizzazione dell’infrastruttura che sarà aperta e interoperabile grazie a software di sviluppo (Sdk) e interfacce di programmazione (Api) dedicate, che consentiranno ai Payment Service Provider europei di integrare in modo fluido i propri servizi con la piattaforma dell’euro digitale.

Questo approccio, si legge, garantirà una diffusione capillare della nuova valuta e abiliterà l’innovazione in tutta la filiera dei pagamenti, rafforzando l’autonomia tecnologica europea.

L’euro digitale è un progetto per creare una versione digitale della moneta di banca centrale, sui cui la Bce sta spingendo insistentemente da anni indicandolo come un passo necessario per garantire l’autonomia monetaria Ue. La legge comunitaria necessaria è allo studio di Consiglio e Parlamento Ue.

La durata iniziale del contratto, aggiudicato ad Almaviva e Fabrick in raggruppamento temporaneo d’impresa, attraverso un bando riservato alle imprese europee, è di 4 anni, con possibilità di proroghe fino a 10 anni

Nel portale della gara Ue, il cui valore massimo del bando è quantificato in 153,6 milioni di euro.

I primi due anni saranno dedicati allo sviluppo dell’euro digitale e al rilascio graduale dei vari casi d’uso; nei due anni successivi si completerà lo sviluppo e si garantirà una fase di esercizio stabile. Eventuali proroghe consentiranno di completare tutte le funzionalità, accompagnare la crescita degli utenti e assicurare supporto e manutenzione.

Protezione vulnerabili in zone guerra, Sessa (Sioi): priorità assoluta

Roma, 3 ott. (askanews) – La protezione internazionale delle persone vulnerabili nei conflitti armati è stata al centro della conferenza promossa oggi dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale nella Sala del Refettorio di Palazzo Venezia. Un tema particolarmente urgente che è stato affrontato nel corso della mattinata con gli interventi, tra gli altri, del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, del Presidente della SIOI, Riccardo Sessa, e dei partecipanti alle tre sessioni tematiche in cui si sono articolati i lavori, dedicate rispettivamente alle persone con disabilità, alle donne vittime di violenza e ai minori.

I dati illustrati oggi danno conto della gravità della situazione. Le stime del rapporto UNICEF 2024 parlano di più di 473 milioni di bambini, oltre 1 su 6 a livello globale, che vivono in aree colpite dal conflitto. La guerra è particolarmente crudele anche nei confronti delle donne: in Ucraina i livelli di violenza domestica sono aumentati del 185%, mentre a Gaza le stime di UN Women parlano di oltre 28.000 donne, ragazze e bambine uccise in quasi due anni di conflitto, quasi il 33% di tutte le vittime palestinesi registrate.

“L’Italia è impegnata a promuovere i diritti umani – ha dichiarato il Ministro Alessandra Locatelli – che significano innanzitutto inclusione, valorizzazione dei talenti e dignità della vita. Dignità che va difesa nei conflitti, ma anche costruita nella quotidianità, attraverso percorsi che pongano sempre al centro la persona, anche nelle situazioni più complesse. In questo quadro si inserisce la collaborazione con la Croce Rossa Italiana e l’attuazione della Carta di Solfagnano adottata dal G7, che per la prima volta ha posto al centro la disabilità, con particolare attenzione alla tutela delle persone nei conflitti armati e ambientali.”.

“La protezione e la tutela delle persone vulnerabili nei conflitti armati con la piena applicazione del diritto internazionale umanitario – ha detto il Presidente della SIOI Riccardo Sessa – deve essere una priorità assoluta, soprattutto perché coloro che sono coinvolti non hanno i mezzi per difendersi, e questo rende ancora più urgente la responsabilità della comunità globale e delle parti in conflitto di garantire loro sicurezza e assistenza”.

Sciopero generale Cgil e Usb per Gaza, scontro Landini-Salvini

Roma, 3 ott. (askanews) – Cortei in circa 100 piazze con migliaia di manifestanti da Nord a Sud per lo sciopero generale proclamato da Cgil, Usb e altre sigle sindacali di base (Cobas e Cub) a sostegno della Global Sumud Flotilla, contro il riarmo e il massacro di civili a Gaza. Una protesta che si sta svolgendo in modo ordinato, anche se non sono mancati momenti di tensione. A Torino c’è stato un lancio di oggetti all’indirizzo della polizia; a Firenze sono stati fatti esplodere petardi sui binari della stazione ferroviaria; a Bari ci sono invece state contestazioni davanti al consolato israeliano.

Oggi si fermano trasporti, scuola e sanità. A Roma i disagi sono però contenuti. Il blocco non è stato totale: metropolitana, linea ferroviaria Flaminio-Saxa Rubra-Viterbo e mezzi pubblici di superficie stanno assicurando il servizio, anche se con rallentamenti. I promotori della protesta hanno rispettato le fasce di garanzia. Ieri, la commissione di garanzia ha dichiarato illegittimo lo sciopero, in quanto non c’è stato un preavviso. La Cgil non è della stessa opinione e il suo leader Maurizio Landini ha annunciato ricorso. Nonostante la delibera del garante, il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, non ha proceduto con la precettazione. Tuttavia, ha avvertito che non saranno tollerate violenze e annunciato un giro di vite sugli scioperi con multe più salate per le proteste illegittime.

“Non avevo mai visto nella mia vita un rappresentante dello Stato minacciare i cittadini che esercitano un diritto sancito dalla Costituzione. Un governo serio dovrebbe avere l’umiltà di ascoltare e ringraziare”, ha detto Landini riferendosi a Salvini. “Minaccia persone perbene, in piazza ci sono quelli che pagano le tasse – ha proseguito – dovrebbero essere ringraziate perché stanno tendendo alto l’onore del Paese. Dovrebbe baciare dove mettono i piedi e non denigrarli o minacciarli. Sinceramente, a quel livello lì non mi ci metto perché è talmente basso che questo Paese non lo merita. Queste persone sono in piazza per dire no al genocidio e per dire basta a spendere soldi per le armi”.

Il numero uno della confederazione di corso d’Italia ha poi ribadito che “il nostro sciopero è legittimo. Stiamo garantendo i servizi minimi e deve essere chiaro che impugneremo la delibera della commissione di garanzia. Non a caso questa volta la precettazione non l’hanno fatta. Come mai?”. Sugli episodi di violenza degli ultimi giorni e anche di questa mattina, Landini ha puntualizzato che “siamo in piazza a volto scoperto per la non violenza e per difendere la pace, per la nostra Costituzione. Chi fa violenza non c’entra con la nostra manifestazione e il nostro sciopero. Spetta al Governo e al ministero dell’Interno garantire la sicurezza. Siamo in piazza per dire no al genocidio e per dire al Governo che non è il momento di spendere in armi, ma per la sanità e per alzare gli stipendi. Bisogna ascoltare i giovani che sono al centro di questa mobilitazione”.

Landini ha precisato qual è l’obiettivo dello sciopero: “Fermare il genocidio e aprire dei corridoi umanitari. Siamo tantissimi in tutte le piazze e ringrazio chi ha pensato e organizzato la Flotilla. Senza questa intuizione non sarebbe successo tutto quello che è accaduto. Non ci fermeremo fino a quando il problema non sarà risolto e il governo Netanyahu non sarà fermato. Agli attivisti non andrebbe solo pagato il rientro, ma riconosciuto un merito. Hanno difeso i valori della Costituzione e del diritto internazionale”.

Allo sciopero non hanno aderito Cisl e Uil, che hanno scelto un percorso diverso. “Rispettiamo le decisioni degli altri sindacati – ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola – ma l’uso compulsivo dello sciopero generale rischia di svilire questo strumento di ultima istanza nelle relazioni sociali e industriali. Condanniamo da sempre il massacro a Gaza, così come continuiamo a condannare l’invasione russa dell’Ucraina. La solidarietà deve esprimersi in termini tangibili, sensati, senza possibili strumentalizzazioni. Abbiamo scelto di non incendiare il clima sociale del Paese. Non voglio dispensare consigli a Maurizio (Landini, ndr). Mi limito a dire che costruire un fronte unitario con alcune sigle sindacali che fanno dell’antagonismo estremo la loro ragione d’essere rischia di far perdere ruolo e rappresentanza alla tradizione del sindacato confederale italiano. Un andamento che può innescare ulteriori derive estremistiche. Dobbiamo disarmare le parole”. A smarcarsi è stato anche il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha lanciato un appello per una “grande iniziativa popolare senza bandiere che unisca il Paese nel segno dell’umanità e della pace”.

L’Anpi denuncia aggressioni da "squadrismo sionista"

Milano, 3 ott. (askanews) – “Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma e la sezione ANPI Trullo-Magliana “Franco Bartolini” condannano e denunciano i due gravissimi fatti di violenza squadristica avvenuti nel XII Municipio di Roma nel primo pomeriggio del 2 ottobre ai danni di studenti minorenni e dei loro insegnanti del Liceo Caravillani, e nella serata ai danni di Andrea, medico dello Spallanzani, iscritto alla sezione ANPI Trullo – Magliana e persona impegnata nel volontariato attivo. Tutti loro sono stati aggrediti in quanto ‘colpevoli’ di professare solidarietà e vicinanza alla causa del popolo palestinese”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

“A fianco del tradizionale squadrismo fascista è da tempo sorto uno squadrismo sionista che colpisce violentemente chi esprime condanna per i crimini commessi dai governi israeliani e solidarietà per la martoriata popolazione palestinese. Ne ricordiamo solo alcune gesta per brevità: le azioni inqualificabili di numerosi personaggi violenti infiltrati tra i manifestanti della comunità ebraica il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo, il pestaggio subito nel maggio 2024 da ‘Chef Rubio’ e i recentissimi attentati dinamitardi contro il csoa La Strada” prosegue la nota dell’Anpi, sottolineando che “riteniamo che dietro queste azioni vi sia una componente organizzata da non sottovalutare da parte della politica, delle forze dell’ordine e dei media, e ricordiamo che le critiche ai crimini commessi dal governo israeliano e al sionismo coloniale nulla hanno a che fare con l’antisemitismo e che comunque nulla giustifica le azioni di violenza squadristica che vanno perseguite sempre severissimamente, non solo quando qualche sparuto manifestante rompe delle vetrine o lancia uova o imbratta di vernice lavabile qualche monumento”.

“Esprimiamo vicinanza e solidarietà agli studenti e ai professori del Caravillani e ad Andrea, un compagno di grande e instancabile impegno sociale e profondissimo senso etico. Combatteremo sempre uniti ogni sopraffazione, ingiustizia, disumanità e violenza”.

Sciopero, Conte: Meloni gioca sporco, provoca sperando in reazione

Milano, 3 ott. (askanews) – “Meloni sta giocando sporco, è il primo agitatore delle piazze, sta provocando lo scontro per soffocare il confronto, e questo lo dobbiamo denunciare. Il presidente del Consiglio si sta dimostrando il primo estremista perchè evidentemente vuole lo scontro sociale: provoca con le sue affermazioni e dichiarazioni quasi per incitare alle reazioni e sperare di lucrare qualche consenso politico da questa radicalizzazione e da questo scontro”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti a amrgine di iuna iniziativa elettorale a Villa San Giovanni, in Calabria.

Societ Benefit, da Nativa Campus e Bureau Veritas 2 nuovi corsi

Roma, 3 ott. (askanews) – NATIVA Campus e Bureau Veritas lanciano due nuovi corsi per diventare e crescere come Societ Benefit, dedicati ad aziende e professionisti per accelerare il cambiamento: “Come si diventa Societ Benefit” e “Gestione del Benefit e ruolo del Responsabile di Impatto”, questi i titoli dei corsi, coniugano forma mentis orientata all’impatto e un robusto approccio metodologico.

Un “fenomeno”, quello delle Societ Benefit, in forte crescita: secondo i dati dell’Osservatorio sulle Societ Benefit di Camera di commercio di Brindisi-Taranto – Infocamere, a giugno 2025 sono 5.161 le Societ Benefit in Italia, con un incremento del +24,27% rispetto all’anno precedente, con oltre 233.000 addetti per un valore della produzione di 67,7 miliardi di euro.

Un successo che risiede nella capacit di offrire alle aziende un modello di governance adatto ad affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali del XXI secolo.

Serve, dunque, una nuova scuola per formare i manager delle Societ Benefit, con particolare riguardo al “Responsabile della Valutazione di Impatto” che ha il compito di perseguire le finalit di beneficio comune e quindi tradurre l’impegno della forma legale Benefit in prassi di governance, attivit concrete, e cultura condivisa.

Con questa visione NATIVA Campus, scuola di formazione di NATIVA e Bureau Veritas Italia, storico organismo di verifica e valutazione della conformit, hanno unito le forze e competenze con Assobenefit, Associazione Nazionale delle Societ Benefit, per dar vita al primo programma formativo per i manager che si apprestano a trasformare la propria organizzazione secondo il modello Benefit.

“Come si diventa Societ Benefit”, spiega i passi necessari per trasformare un’azienda tradizionale in una Societ Benefit, inclusi i requisiti legali e gli impegni richiesti. Il secondo corso, “Gestione del Benefit e ruolo del Responsabile Impatto”, si concentra sulle strategie e sulle migliori pratiche per gestire e misurare l’impatto positivo dell’azienda sulla societ e sull’ambiente, assicurando che gli obiettivi di beneficio comune siano integrati nelle operazioni aziendali. Quest’ultimo corso prepara all’esame CEPAS di certificazione delle competenze che per la prima volta qualifica la figura del Responsabile di Impatto.

Una nuova proposta formativa unica nel panorama italiano, che come segnala Roberta Prati, Certification, BNI & Skills Hub Director di Bureau Veritas Italia, contribuir a diffondere cultura e metodo del mondo Benefit, a beneficio del sistema Paese. Giudizio analogo di Lorenzo Fioramonti, Academic Director di NATIVA Campus ed ex Ministro dell’Istruzione e dell’Universit, che rileva come le Societ Benefit sono le aziende del futuro.

Sciopero, Landini: legittimo, impugneremo la delibera del garante

Roma, 3 ott. (askanews) – “Il nostro sciopero ampiamente legittimo, stiamo garantendo i servizi minimi e deve essere chiaro che impugneremo la delibera della commissione di garanzia”. Lo ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, arrivando in piazza Vittorio a Roma nella giornata dello sciopero generale a sostegno della Flotilla.

Sciopero, Conte: non assecondiamo disegno governo estremista

Roma, 3 ott. (askanews) – “Stanno provocando” la piazza “è una tecnica per alimentare e alzare toni e dire: vedete come sono cattivi se non ci fossimo noi” ad arginarlo. Ma questo è estremismo politico che abbiamo già conosciuto nella nostra storia, se assecondassimo il disegno di questo governo e con le norme rerstrittive che hanno introdotto”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte a L’Aria che tira su La7.

“Questa è una manifestazione pacifica – insiste – in democrazia si può protestare contro il governo pacificamente o no? Siamo in una democrazia? Quale paese in tutto il mondo può tollerare che concittadini disarmati che portano aiuti vengano fermati illegalmente, arrestati detenuti illegalmente e questo paese non fa nulla? Nessun paese solo l’Italia”.

“Io sono stato premier e al suo posto avrei adottato misure concrete e non avremmo avuto questo clima di scontro, e poi non avrei provocato la piazza anche quando mi hanno dato del criminale – prosegue -, ho ricevuto minacce ma non ho mai fatto post” Meloni quindi “sta spaccando la popolazione. Il week end lungo lo ha proposto il ministro del governo Meloni per i parlamentari”.

Gaza, Fratoianni: Meloni rispetti chi sciopera, un sacrificio

Roma, 3 ott. (askanews) – “La premier Meloni usa persino l’ironia di cattivissimo gusto” verso lo sciopero di oggi, “vorrei ricordarle, visto che lei era una underdog ma se ne dimenticata, che quando i lavoratori scioperano perdono un giorno di stipendio e per chi non ha uno stipendio come il nostro un sacrifico, e di fronte a un sacrificio Meloni dovrebbe avere rispetto ed evitare l’ironia che non fa ridere nessuno”.

Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs parlando alla manifestazione per lo sciopero indetto per Gaza. Fratoianni precisa poi che “tutte le manifestazioni devono essere pacifiche e non violenti, importante stare dentro questo confine della mobilitazione, osservo per che ci sono tante voci di queste ore contro i singoli episodi ma in questi due anni non sono stati mai capaci neanche di dire la parola ‘condanniamo Nethanyahu’, la trovo una sproporzione inatteccettabile e indecente, detto questo la violenza non deve essere mai praticata nelle manifestazioni”.

Banche, Lagarde: non allentare le regole, ma aumentarle su non banche

Roma, 3 ott. (askanews) – La Banca centrale europea resiste alle spinte per una deregolamentazione su banche e finanza e, anzi, continua a invocare una stretta normativa sul crescente settore delle “non banche”. L’espansione della finanza non bancaria rappresenta “l’elemento più impressionante” dei mutamenti che si sono verificati negli ultimi anni. “Nell’area euro, le non banche, che spaziano dai fondi di investimento alle compagnie di assicurazione, ai fondi monetari, ai veicoli di cartolarizzazione, sono cresciute dal 250% del Pil circa del 2008 oltre il 350% oggi”. Lo ha rilevato la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo intervento ad un simposio ad Amsterdam, in onore del governatore uscente della Banca centrale olandese, Klaas Knot.

Queste entità sono “strettamente interconnesse con il settore bancario”. E sempre nell’area euro l’esposizione delle banche su questo segmento “è rilevante, in media pari a circa un decimo degli impieghi totali delle istituzioni più rilevanti”, ha proseguito.

In questo quadro si sta assistendo “in modo sempre più evidente” a quella che ha definito “fatica regolamentare” da parte delle autorità, mentre il dislevello normativo sta portando ad un quadro concorrenziale non paritetico tra le istituzioni finanziarie.

In particolare, “i fondi di investimento, nonostante la loro crescente rilevanza sistemica operano sulla base di regole molto più leggere rispetto al settore bancario. E questo – ha detto – in parte ha aiutato ad alimentare la loro crescita”.

Dopo le spinte per aumentare e inasprire le regole innescate dalla crisi del 2007-2008-2009, ora “il quadro regolamentare globale sta diventando vittima del suo stesso di successo”. 17 anni sono un periodo lungo e secondo Lagarde, grazie anche alla solidità del quadro regolamentare “sta svanendo il senso di urgenza” a tenere alta la guardia, “mentre sale la preoccupazione per la competitività delle banche rispetto alle non banche”.

Il tutto “ha innescato richieste di rivisitare il quadro attuale di regole”. Tuttavia “le autorità non devono abbassare gli standard sulle banche”, ha affermato ancora la presidente della Bce. Semmai “devono alzarli sulle non banche che sono coinvolte in attività simili a quelle bancarie o che hanno collegamenti rilevanti con il settore bancario”. L’unica apertura che mostra è che “dopo un decennio di aumenti delle regolamentazioni, questo è un buon momento per prendere atto e valutare di come la regolamentazione possa essere semplificata e evitare duplicazioni e fardelli non necessari sulle istituzioni finanziarie”.

Una nuova Flotilla si dirige verso Gaza, ora è vicino a Creta

Roma, 3 ott. (askanews) – Una nuova flottiglia si sta dirigendo verso la Striscia di Gaza nel tentativo di rompere il blocco marittimo israeliano. A riportarlo è il Times of Israel. Secondo quanto si apprende dal giornale israeliano, la Freedom Flotilla Coalition ha affermato che la nave Conscience è partita dall’Italia mercoledì con circa 100 attivisti a bordo, di cui “molti di loro” sono operatori sanitari e giornalisti. Conscience si unisce ad altre otto imbarcazioni salpate dall’Italia circa una settimana fa. Secondo i dati di tracciamento in tempo reale, le nove navi si trovano attualmente al largo dell’isola greca di Creta.

Istat: nel II trimestre reddito famiglie +0,8%, potere d’acquisto +0,3%

Roma, 3 ott. (askanews) – Nel II trimestre il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali sono cresciuti dello 0,5%. Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,3%, contro uno 0,5% di aumento dei prezzi misurati dal deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie. Lo ha reso noto l’Istat

La propensione al risparmio delle famiglie è stimata al 9,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

“La crescita del potere d’acquisto delle famiglie rallenta, pur confermando la dinamica positiva che perdura quasi ininterrotta dal primo trimestre 2023. Nello stesso arco temporale si assiste al concomitante aumento, anch’esso lento ma pressoché ininterrotto, della propensione al risparmio”, è il commento dell’Istat.

Cento cortei per Gaza e Flotilla, la diretta

Roma, 3 ott. (askanews) – In difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e a sostegno della popolazione di Gaza, la Cgil ha proclamato per l’intera giornata di oggi lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati, ai sensi dell’art. 2, comma 7, della legge n.146/90. Durante lo sciopero generale saranno garantite le prestazioni indispensabili come stabilito dalle regolamentazioni di settore, riferisce corso d’Italia. La Commissione di Garanzia, nel tardo pomeriggio di ieri, ha dichiarato illegittimo lo sciopero senza preavviso. Oltre 100 i cortei in programma in tutta Italia. A Roma il concentramento è iniziato alle ore 8.30 in piazza Vittorio e l’arrivo è previsto in piazza dei Cinquecento. Partecipa il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che terrà un punto stampa in testa al corteo poco prima della partenza. La mobilitazione è indetta perché, secondo la Cgil, quanto accaduto alla Global Sumud Flotilla “navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema. Un attacco – sottolinea la confederazione – all’ordine costituzionale che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratori, volontarie e volontari imbarcati. E’ grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali”.

Lo sciopero di oggi “è illegittimo, non perché non lo vuole Salvini ma perché la commissione tecnica di garanzia lo ha dichiarato illegittimo, perchè lo devi avvisare con 10 giorni di anticipo, non con due giorni di anticipo. Chi oggi sciopera sa che va contro la legge e rischia sanzioni personali sia come scioperanti singoli che come organizzazioni sindacali”. Lo ha detto Matteo Salvini.

“E questo sarebbe un ministro che rappresenta tutti noi? Questo ministro non ha ancora capito che lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, arrivando in piazza Vittorio nella giornata dello sciopero generale a sostegno della Flotilla e riferendosi alle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. “Dovrebbe ringraziare queste persone che sono in piazza a difendere l’onorabilità del nostro Paese. Sono qui a dire sì alla solidarietà, no al genocidio; sì alla fratellanza, per difendere i valori di quella Costituzione su cui ha giurato. Sinceramente, a quel livello lì non mi ci metto perché è un livello talmente basso che questo Paese non lo merita”.

“Quella di oggi è una enorme mobilitazione per Gaza” e “dimostra come l’Italia sia migliore di chi la governa. Siamo qui per dire ‘Palestina libera’ e per solidarietà alle attiviste e agli attivisti della Flotilla, che dalla presidente Meloni hanno ricevuto attacchi più duri di quelli mai rivolti ai crimini commessi da Israele”. Lo ha affermato la segreteria del Pd Elly Schlein presente a Piazza Vittorio.

Diretta

-11:00 Due cortei stanno bloccando l’ingresso di Venezia. Uno è partito dalla città lagunare e si è incamminato verso Mestre, lungo il Ponte della Libertà. L’altro ha attraversato Mestre e si sta dirigendo verso venezia, lungo lo stesso Ponte. nessun incidente, al momento. Numerosi gli studenti, oltre ai lavoratori di Marghera, non solo della Cgil e dei Cobas. Sul cavalcavia di Mestre sono state fatte evidenti scritte sull’asfalto di “Free Palestine” Altre manifestazioni sono in corso a Treviso, a Padova (interrotte le attività dell’Interporto, a Thiene-Schio, dove è stato bloccato il casello autostradale dell’A31, a Verona.

Flotilla, Bonelli: nostro cuore con i bambini che aspettavano le navi

Roma, 3 ott. (askanews) – ” una bella notizia ma il nostro cuore resta l dove quei bambini aspettavano davanti alla spiaggia l’arrivo di queste barche e questo ci deve far porre un interrogativo; noi non possiamo abbandonare quelle persone che hanno visto in quella Flotilla un barlume di speranza”.

Cos Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce

di Europa Verde, in piazza a Roma per lo sciopero per Gaza e la Flotilla, commentando la notizia che i parlamentari fermati da Israele a bordo stanno rientrando in Italia.

Flotilla, Schlein: governo chieda conto detenzione attivisti, è illegale

Milano, 3 ott. (askanews) – “Gli attivisti della Flotilla sono stati colpiti da un atto di pirateria in acque internazionali, da un’operazione illegale dal punto di vista del diritto marittimo internazionale su cui anche il governo italiano, come stanno facendo altri governi, deve chiedere conto. Perché non è possibile accettare che Netanyahu pensi di poter fare quello che vuole in acque internazionali e compiere atti di pirateria”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando con i giornalisti a margine del corteo di Roma.

“La detenzione degli attivisti di attiviste della Global Sumud Flotilla è illegittima e quindi torniamo a chiedere che siano liberati al più presto e che possano fare rientro. Insistiamo che tutti gli attivisti, le attiviste della Flotilla, non soltanto gli italiani, devono essere liberati perché la loro detenzione è illegittima e devono essere messi in condizione di fare rientro”, ha aggiunto Schlein, sottoloinea che quella di oggi “è una mobilitazione per i palestinesi per Gaza, per porre fine ai crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania, per arrivare finalmente al riconoscimento dello Stato di Palestina. E sarà una grande giornata di partecipazione in tutta Italia e ci saremo anche noi, per dare il nostro contributo al fianco di lavoratrici e lavoratori e sarà anche una manifestazione di solidarietà a gli attivisti della Flotilla”.

Meloni: Governo dialoga con imprese e lavoratori nei fatti e nelle scelte

Roma, 3 ott. (askanews) – “Il confronto con i corpi intermedi e con chi rappresenta i lavoratori e le imprese, il mondo che produce, è una cifra della nostra azione e alimentare costantemente questo dialogo, per renderlo quanto più efficace e concreto possibile, rappresenta un preciso compito di chi ha responsabilità di governo. In questi anni lo abbiamo dimostrato nei fatti e nelle scelte, e continueremo in questa direzione”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato al convegno internazionale “Le sfide del futuro nel Sud, in Italia e in Europa” promosso da Movimento Cristiano Lavoratori e svoltosi questa mattina a Bari.

Sciopero, Schlein in piazza con Landini: l’Italia è meglio di chi la governa

Roma, 3 ott. (askanews) – “Quella di oggi e’ una enorme mobilitazione per Gaza” e “dimostra come l’Italia sia migliore di chi la governa. Siamo qui per dire ‘Palestina libera’ e per solidarieta’ alle attiviste e agli attivisti della Flotilla, che dalla presidente Meloni hanno ricevuto attacchi piu’ duri di quelli mai rivolti ai crimini commessi da Israele”. Lo ha affermato la segreteria del Pd Elly Schlein presente a Piazza Vittorio, in adesione allo sciopero generale di solidarieta’ con la Global Sumud Flotilla proclamato dalla Cgil di Maurizio Landini.

“La detenzione degli attivisti fermati – sottolinea Schlein- è illegittima:l’intercetto israelianoè avvenuto in violazione del diritto internazionale e marittimo. Un atto di pirateria in acque internazionali”

“Molti governi- ha concluso- hanno già alzato la voce, con indagini partite in Turchia e in Spagna mentre dal nostro governo non si è sentita una parola d critica o condanna”.

M.O., Tajani: spero italiani flottiglia tornino in un paio giorni

Roma, 3 ott. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso oggi l’auspicio che gli italiani della Global Sumud Flotilla arrestati in Israele possano tornare in Italia “nel giro di un paio di giorni”.

“Intanto, sono in partenza dall’aeroporto Ben Gurion i quattro parlamentari con i quali ho parlato stamane, sono accompagnati dal diplomatico della nostra ambasciata Ferravi e sono in corso di visita consolare invece gli altri italiani che io mi auguro possano rientrare nel nostro Paese il prima possibile al giro di un paio di giorni”, ha detto il ministro arrivando alla Giornata della Lingua italiana al Maxxi.

Flotilla, sciopero generale e oltre cento manifestazioni al via

Milano, 3 ott. (askanews) – Stanno prendendo il via in questi minuti le manifestazioni in solidarietà alla Global Sumud Flotilla e al popolo palestinese, in concomitanza con lo sciopero generale indetto da diversi sindacati autonomi e dalla Cgil. Secondo i promotori dello sciopero, sarebbero oltre cento i cortei previsti in tutto il Paese con la partecipazione di centinaia di migliaia di persone.

Dalle prime ore nella Capitale si registrano blocchi stradali e rallentamenti nei collegamenti urbani. Il concentramento del corteo, al quale sono attese decine di migliaia di persone, era fissato per le 8.30 in piazza Vittorio, e l’arrivo previsto in piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini. All’iniziativa parteciperà, tra gli altri, il leader della Cgil, Maurizio Landini. A Milano la manifestazione sta partendo da Porta Venezia e si dirigerà verso piazza Leonardo Da Vinci, nel cuore della zona universitaria. La partecipazione studentesca è significativa, in continuità con le occupazioni e i presidi iniziati ieri. A Bologna i manifestanti sono concentrati tra piazza Malpighi e piazza Maggiore. Dopo gli scontri di ieri alla stazione e al parco della Montagnola, la tensione rimane alta e la città è presidiata dalle forze dell’ordine. A Napoli il corteo attraverserà il centro storico con arrivo previsto in piazza del Plebiscito. Alla mobilitazione prendono parte studenti, sindacati e collettivi che rivendicano il sostegno alla popolazione palestinese. A Palermo il corteo unisce piazza Giulio Cesare a piazza Indipendenza, con l’adesione di associazioni e realtà sociali cittadine.

Già ieri, dopo che le barche della flottiglia pacifica intenazionale erano state abbordate dall’esercito israeliano e le persone a bordo arrestate, in decine di città italiane, e non solo, erano scattate iniziative di protesta con decine di migliaia di persone che avevano dato vita a presidi, cortei, flash mob e occupazioni di scuole, università e di luoghi simbolici.

Momenti di forte tensione, anche con scontri tra frange di dimostranti e forze dell’ordine, si sono verificati ieri al termine dei cortei a Bologna, con oltre tre ore di incidenti con lancio di sassi, fumogeni e petardi da un lato e lacrimogeni dall’altro. Anche a Torino, il corteo partito da piazza Castello ha raggiunto e preso d’assalto le Officine Grandi Riparazioni dove oggi sono attesi incontri con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, John Elkann e Jeff Bezos. A Firenze, un gruppo di dimostranti si è scontrato con le forze dell’ordine riuscendo a fare irruzione in stazione e bloccando la circolazione dei treni. A Trieste un manipolo di manifestanti ha tentato di entrare nella stazione da un accesso laterale e sono stati caricati da polizia e carabinieri che sono ricorsi anche all’uso dei lacrimogeni. A Milano gli studenti hanno occupato l’Università Statale mentre a Roma erano scattati diversi cortei spontanei.

Sciopero, Salvini: lo organizza Landini? Lo paghi Landini

Milano, 3 ott. (askanews) – “Se oggi chi sciopera illegalmente crea un danno di miliardi di euro al sistema Italia, alle imprese, ai lavoratori, la sanzione deve essere equiparata al danno che crei. Chi restituisce la giornata di lavoro al milione di italiani che oggi non potranno prendere il treno per uno sciopero dichiarato illegittimo? Lo organizza Landini, ecco lo paghi Landini”. Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, a Mattino Cinque. “Le multe devono essere proporzionate al danno fatto”, ha spiegato.

Convivenza forzata tra populisti e antipopulisti

C’è una frase, nell’ultimo libro di Giuliano Da Empoli, L’ora dei predatori, che andrebbe sottolineata con la matita rossa: “La forza del populismo è la velocità (mentre) la democrazia è lenta per definizione”.

Questa frase può essere presa come un destino oppure potrebbe essere interpretata come uno sprone. Tutto sta nel decidere se si vuole accarezzare il populismo per il verso del pelo, salendo a bordo di quello che si considera ormai il carro del vincitore o se, invece, si vuole dare ancora una chance alla liberaldemocrazia, pur con tutti i suoi difetti e le sue esitazioni.

Il punto è che, quando si sale a bordo di una vettura altrui, difficilmente si riesce poi a guidarla verso il proprio traguardo perché si finisce per essere ospiti, sopportati con una sorta di degnazione.

L’argomento riguarda tutte e due le coalizioni dei nostri giorni, laddove populisti e antipopulisti convivono con una reciproca difficoltà. Proprio per questo tutte e due le coalizioni dovrebbero prima o poi fare i conti con questa contraddizione che ne snatura il profilo e non promette nulla di buono a lungo andare né agli uni né agli altri.

Tanto più dovrebbe pensarci il Pd che è nato da un tentativo di fusione tra le grandi, controverse tradizioni della prima repubblica e, proprio per questo, dovrebbe essere quanto di più lontano dalle sirene del populismo. Quelle sirene a cui né De Gasperi né Togliatti, pur tra le loro abissali differenze, hanno mai prestato ascolto, a costo di procedere con quella lenta ponderazione che consente di riflettere e magari anche di convincere.

Cisl e Uil, nuovo asse riformista? Il problema è la Cisl.

Siamo stati senza se e senza ma con Israele dopo il massacro del 7 ottobre. Consideriamo Hamas un movimento terroristico e non un interlocutore politico, e auspichiamo un accordo che preveda la liberazione degli ostaggi israeliani. Oggi, tuttavia, siamo con chi soffre: contro i massacri nella Striscia di Gaza, contro il governo Netanyahu e al fianco di chi lavora per la pace ai tavoli della diplomazia.

Unoccasione mancata per lunità sindacale

In questo contesto avremmo auspicato che il sindacato confederale – Cgil, Cisl e Uil – recuperasse elementi di condivisione nell’ottica degli antichi valori di solidarietà internazionale, che il movimento sindacale italiano ha sempre espresso unitariamente anche nei momenti più difficili della storia.

Non condividiamo pertanto lo sciopero indetto per oggi da Cgil e Usb, né la scelta dei cittadini e parlamentari italiani della Flotilla di non aderire all’invito del Presidente della Repubblica e al “ponte” umanitario lanciato dal cardinale Pizzaballa, autorità impegnata sul campo al fianco del popolo palestinese. Una scelta, quella della Cgil, apparsa strumentale, con il solo obiettivo di essere scavalcata a sinistra dall’Usb e di intestarsi la protesta per fini politici.

Il nodo del rapporto tra Cisl e governo

Con la presa di posizione chiara e responsabile della Uil, sarebbe auspicabile la ripresa di un dialogo tra la stessa Uil e la Cisl per ricomporre un’alleanza “riformista” nel movimento sindacale. Ciò potrebbe avvenire solo se la Cisl uscisse dal recinto filogovernativo che ne caratterizza le scelte quotidiane dalla gestione Sbarra in poi.

Un caso emblematico di questa sudditanza è l’uscita della Cisl, lo scorso maggio, dal patto interassociativo costitutivo di Libera, l’associazione fondata e animata da don Luigi Ciotti. Nella circolare confederale del 25 maggio, firmata da Sauro Rossi, si motiva lo strappo con i contenuti del documento di Libera “Fame e verità di giustizia”, definiti “ispirati da un radicalismo antigovernativo”. Eppure, a ben leggere, vi si ritrova solo il radicalismo da sempre espresso da don Ciotti contro mafie, malaffare e corruzione.

Un rischio di marginalità

Quando mai la Cisl dei dirigenti che hanno fatto la sua storia avrebbe scritto una circolare simile? Ricordiamo alla segretaria Daniela Fumarola che l’autonomia non si proclama nelle interviste: si pratica ogni giorno, nei confronti dei governi, delle imprese e dei poteri politici e finanziari.

Il rischio che la Cisl corre è la marginalità del consenso tra lavoratori e lavoratrici. I dati reali mostrano un calo in diverse aree contrattuali importanti. E con esso si profila il pericolo di una rottura definitiva con la sua storia migliore.

La pace è compito dei popoli, non solo dei governi

Per vivere in pace bisogna fare la pace e custodirla con cura. Sin dalla genesi la storia umana è segnata dal conflitto tra il bene e il male, tra pace e guerra. Tra Eros e Thanatos. Il dolore lacerante della devastazione fa urlare il desiderio di pace. Ma come si fa la pace, chi la fa, cos’è, come si mantiene?

Gli accordi fermano le armi, non guariscono i cuori

Tutte le guerre finiscono con accordi che comunemente definiamo di pace. La guerra è sempre una sconfitta dell’umanità e gli accordi per la sua fine sono sempre imperfetti, spesso orridi, perché sempre ingiusti. Sono intese per la cessazione delle attività belliche che pongono fine allo spargimento di sangue, sancendo spartizioni di terre, confini militari e geopolitici, separazioni di popoli e interessi economici. Ma non sanano i cuori devastati dall’orrore della violenza: l’odio rimane a bruciare sotto la cenere.

Fare la pace è un processo umano lungo e difficile che poi tocca ai popoli. Gli accordi che sancirono la fine della Seconda guerra mondiale furono terribili: a Yalta i governanti vincitori (tra cui lo spietato Stalin) stabilirono spartizioni sulla pelle di milioni di esseri umani. Dopo il mattatoio che ebbe il suo apice con la Shoah e con l’atomica su Hiroshima e Nagasaki, quello fu comunque un momento di liberazione che aprì alla speranza di un mondo migliore, alla nascita dell’Onu e dell’Europa.

La riconciliazione è un cammino interiore

La riconciliazione umana, culturale e politica con la Germania e l’Italia dei criminali nazifascisti fu lunga, e ancora oggi abbiamo scorie velenose che riemergono. E sarà così anche per l’auspicato accordo che possa porre fine al disumano conflitto israelo-palestinese, come per quello che si spera un giorno possa avvenire tra Ucraina e Russia.

Fare la pace è un processo complesso di conversione umana che non possono risolvere i trattati seppellendo l’ascia di guerra. È nella mente e nei cuori che Eros e Thanatos si scontrano. Libertà e uguaglianza non bastano senza l’affermazione della fraternità.

Carlo Maria Martini ha detto: «Se ciascun popolo guarderà solo al proprio dolore, allora prevarrà sempre la ragione del risentimento, della rappresaglia, della vendetta. Ma se la memoria del dolore sarà anche memoria della sofferenza dell’altro, dell’estraneo e persino del nemico, allora essa può rappresentare l’inizio di un processo di comprensione. Dare voce al dolore altrui è premessa di ogni futura politica di pace».

Le fondamenta della pace: popoli, città, fedi

È questo processo interiore che pone le radici per una pace duratura, ma è anche quello più difficile perché richiede il coraggio di ammettere i propri errori e tendere la mano all’altro. La costruzione dell’edificio della pace necessita certo della dignità umana, dei diritti, della libertà, della democrazia nei consessi internazionali e nelle costituzioni degli Stati. Ma non reggerebbe l’usura del tempo se non avesse radici: la costruzione deve partire dal basso, dalle fondamenta.

Settanta anni fa Giorgio La Pira, dopo il famoso discorso sul «Valore delle città» (Ginevra, 12 aprile 1954), promosse a Firenze il convegno dei sindaci delle capitali del mondo per stringere un patto di amicizia e di pace. L’apertura solenne fu la sera del 2 ottobre 1955, con un discorso che ripercorreva la genesi dell’iniziativa e il suo scopo ultimo: dar vita «ad uno strumento diplomatico nuovo che esprime la volontà di pace delle città del mondo», perché «la pace non consiste più in un atto che viene solennemente siglato dai massimi responsabili della vita politica delle Nazioni, ma sempre di più in un processo che nasce dal basso, dalle comunità».

La lezione di La Pira e lattualità delle fedi

Il 4 ottobre La Pira portò tutti nella basilica di Santa Croce per la Messa celebrata dal card. Elia Dalla Costa. Fece scalpore la foto del sindaco di Mosca, Jasnov, e del potente ambasciatore sovietico Bogomolov che al termine del rito baciavano l’anello di un principe della Chiesa. Ma soprattutto La Pira sottolineava:

«Noi lo abbiamo sempre detto: l’edificio della pace esige, anzitutto, la pace dei popoli con Dio […]. Questo non è un punto accessorio dell’edificio della pace: è il fondamento medesimo su cui esso si erige».

Questa affermazione è quanto mai attuale in un millennio in cui le fedi vengono ancora abusate per giustificare abominevoli crimini contro esseri umani inermi. Dopo i crimini vengono sempre i processi della storia e dei tribunali.

Una responsabilità verso il futuro

Quale eredità vogliamo lasciare ai nostri figli? Papa Leone XIV ricorda: «Dio ci chiederà conto se abbiamo custodito bene questo mondo che Egli ci ha creato a beneficio di tutti e delle generazioni future, e se ci siamo presi cura dei nostri fratelli e sorelle. Allora, che cosa risponderemo?».

Il fenomeno Cyberpunk e la sua profetica attualità sociale

In questa fase storica, le tecnologie emergenti, il metaverso, le reti neurali artificiali, una nuova psicologia sociale della cognizione e delle neuroscienze della percezione, ci inducono a riflettere sull’importanza di un fenomeno culturale sempre più avanzato: il cyberpunk.

Essere oggi cyberpunk che cosa significa? Il cyberpunk è un movimento culturale affascinante che ha avuto un impatto significativo sulla letteratura, sul cinema, sulla musica e sulla cultura.

Inquadramento

Per inquadrare il cyberpunk sicuramente dovremmo scavare nella sua definizione e nelle sue origini, nel suo contesto storico e culturale anni ’80, nel suo impatto sociale con William Gibson, Bruce Sterling e opere letterarie come Neuromante e Snow Crash. Oppure film come Blade Runner e il più ultra futuristico di tutti Ghost in the Shell.

L’impatto culturale del cyberpunk ci riporta direttamente alle influenze sulle tecnologie e sulla società tra critiche e controversie intorno al fenomeno culturale e alla sua attualità sempre più “meta-cyberpunk”.

Origini del termine

Nel 1980, l’autore di fantascienza Bruce Bethke coniò il termine “cyberpunk” per descrivere un nuovo genere di narrativa che esplorava le intersezioni tra tecnologia, società e umanità. Da allora, il fenomeno/movimento cyberpunk si è evoluto in una corrente culturale che ha influenzato letteratura, cinema, musica, moda e tecnologia e il “nuovo sociale post-industriale” di città degradate del futuro.

Il cyberpunk emerse negli anni ’80, un periodo di grande cambiamento tecnologico e sociale. L’avvento dei personal computer, la nascita di Internet e la crescita della globalizzazione crearono un senso di disorientamento e di incertezza. Il cyberpunk rifletteva queste ansie, esplorando temi come la perdita di identità, la sorveglianza e il controllo.

 

La letteratura

La letteratura cyberpunk è caratterizzata da opere come Neuromante (1984) di William Gibson, Snow Crash (1992) di Neal Stephenson e Schismatrix (1985) di Bruce Sterling. Questi autori esplorarono temi come la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale e la cibernetica, creando mondi immaginari che riflettevano le paure e le speranze della società.

 

Cinema e televisione

Anche il cinema e la televisione hanno giocato un ruolo importante nella diffusione del fenomeno cyberpunk. Film come Blade Runner (1982) di Ridley Scott, Akira (1988) di Katsuhiro Otomo e Ghost in the Shell (1995) di Mamoru Oshii hanno esplorato temi come la natura dell’umanità, la tecnologia e la società.

Serie TV come Westworld (2016) e Black Mirror (2011) hanno continuato a esplorare questi temi, riflettendo le ansie e le paure della società contemporanea in una “profetica attualità sociale del dissenso”.

Musica e moda

Ovviamente anche la musica e la moda hanno risentito del cyberpunk. Generi musicali come il synthwave e l’industrial hanno creato un’atmosfera sonora che rifletteva le ansie e le paure della società.

Stili di moda come il “cyber fashion” e lo “steampunk” hanno esplorato temi come la tecnologia e la natura, creando un’estetica che rifletteva le contraddizioni della società contemporanea.

Attualità e impatto sociale

Il cyberpunk inoltre ha avuto un impatto notevole sulla tecnologia, sulla società e sulla politica, riflettendo timori, allenando speranze ma anche aprendo riflessioni profonde sull’aumento delle disuguaglianze sociali e sulla transizione ambientale, tra periferie industriali abbandonate e “algoritmi irresponsabili” (reti neurali artificiali metamorfizzati).

Il cyberpunk è dissenso ma anche senso di impegno permanente dinanzi a ipotetici scenari futuri nei quali l’umanità rischia di deragliare verso l’ignoto.

Flottilla, primi contatti tra la Farnesina e gli italiani detenuti

Roma, 3 ott. (askanews) – L’ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha stabilito un primo contatto telefonico con alcuni di cittadini italiani detenuti nel porto di Ashdod dopo il loro fermo a bordo delle navi della Flottilla. Al termine delle festività di Yom Kippur, riporta la Farnesina con una nota, i diplomatici italiani hanno parlato con i 4 parlamentari in stato di fermo e stanno continuando ad avere contatti telefonici con altri connazionali prima delle visite consolari che dovrebbero iniziare domani.

Nel frattempo sono salite a 42 le imbarcazioni della Global Sumud Flottilla sequestrate dalle forze di sicurezza israeliane. Lo comunicano gli stessi organizzatori del gruppo di militanti pro Palestina. Il grosso dei mezzi è stato fermato già ieri. “Gaza non è sola, la Palestina non viene dimenticata. Non andiamo da nessuna parte”, affermano dalla flottiglia.

“Non abbiamo ancora portato a casa sane e salve le persone. Quando saranno nelle loro famiglie, nelle loro case, magari qualcuno potrà parlare diversamente. Ma chi come me ha l’obbligo di servire questa Nazione, e di portare a casa queste persone, e di lavorare per la loro sicurezza, dovunque siano, non ha la possibilità di fare il commentatore politico e deve raggiungere il risultato”, ha affermato il ministro delle Difesa, Guido Crosetto, intervenendo telefonicamente su La7.

“C’è una grande differenza tra vivere la vita e immaginare una vita che uno vorrebbe, tra la realtà che viviamo e quella che vorremmo. Io non posso vivere la realtà che vorrei, ma devo, come ministro della Difesa, gestire situazioni drammatiche, difficili – ha affermato Crosetto -. Con un obiettivo chiaro e molto semplice in questo caso: far sì che tutti i cittadini italiani potessero essere più sicuri possibile”. E “come sa benissimo la portavoce che è lì presente, dopo il primo attacco di droni, che infatti è stato anche l’ultimo, nessuno si chiederà perché è stato anche l’ultimo. Quando non succede niente, non è mai una casualità: è molto spesso frutto di un lavoro oscuro che uno si terrebbe anche per sé, se non sentisse dell’ironia facile come quella che ho sentito prima”, ha detto ancora il ministro.

Manchester, assalitore Sinagoga un britannico di origini siriane

Roma, 3 ott. (askanews) – La polizia della Gran Bretagna ha fornito l’identità dell’autore dell’attacco contro una sinagoga ieri a Manchester, che ha ucciso due persone ed è stato successivamente ucciso dagli agenti: si tratta di Jihad Al-Shamie, un “35 enne britannico di origini siriane”. Lo riporta il Counter Terrorism Policing, aggiungendo con un comunicato che sono state arrestate “tre persone sospettate di partecipazione, preparazione e istigazione ad atti di terrorismo. Si tratta di due uomini sui trent’anni e una donna di circa sessant’anni”.

Al momento non risultano precedenti sull’autore dell’attacco, secondo le autorità Gb. Oltre ai due morti, altre tre persone sono state gravemente ferite. “Stiamo lavorando per capire le motivazioni dietro all’attacco mentre le indagini continuano”, concludono dal Counter Terrorism Policing.

Tra le numerose manifestazioni di orrore per l’episodio, quella dell’Unione dei giovani ebrei d’Italia: purtroppo, quanto accaduto conferma ciò che le istituzioni ebraiche di tutta Europa denunciano da mesi: dopo innumerevoli episodi di vandalismo e attentati incendiari, la violenza è degenerata fino a diventare omicida. Le due vittime di oggi sono il tragico risultato di un clima d’odio, afferma l’associazione con un comunicato, alimentato irresponsabilmente dalla distorta strumentalizzazione del conflitto in Medio Oriente.

In un momento storico in cui anche le sinagoghe italiane vivono i più alti livelli di allerta, e mentre ci avviciniamo al 9 ottobre, anniversario della strage di Roma in cui l’odio antiebraico, travestito da solidarietà per la causa palestinese, tolse la vita al piccolo Stefano Gaj Tachè, osserviamo con turbamento e orrore come le piazze italiane vengano oggi occupate da presunte manifestazioni per la pace, avverte l’Ugei, che si trasformano invece in scenari di violenza e guerriglia.

Manchester, autore dell’attacco 35enne britannico di origini siriane

Roma, 2 ott. (askanews) – La polizia della Gran Bretagna ha fornito l’identità dell’autore dell’attacco contro una sinagoga oggi a Manchester, che ha ucciso due persone ed è stato successivamente ucciso dagli agenti: si tratta di Jihad Al-Shamie, un “35 enne britannico di origini siriane”. Lo riporta il Counter Terrorism Policing, aggiungendo con un comunicato che sono state arrestate “tre persone sospette di partecipazione, preparazione e istigazione ad atti di terrorismo. Si tratta di due uomini sui trent’anni e una donna di circa sessant’anni”.

Al momento non risultano precedenti sull’autore dell’attacco, secondo le autorità Gb. L’episodio è stato ritenuto da molti media avente una matrice antisemita.

Oltre ai due morti, nell’attacco altre tre persone sono state gravemente ferite. “Stiamo lavorando per capire le motivazioni dietro all’attacco mentre le indagini continuano”, concludono dal Counter Terrorism Policing.

Wall Street chiude con nuovo record nonostante shutdown, DJ +0,17%

Roma, 2 ott. (askanews) – Ancora una chiusura da record a Wall Street che, superata una esitazione pomeridiana, con cui gli indici si erano indeboliti a dinamiche contrastate, ha poi chiuso tutta positiva. Il Dow Jones ha siglato le contrattazioni con un più 0,17%, l’S&P 500 al più 0,06% e il Nasdaq con un rialzo dello 0,39%.

Al momento gli investitori sull’azionario non sembrano troppo allarmati dallo “shutdown” delle attività governative federali determinato dal mancato accordo sul bilancio tra repubblicani e democratici. Peraltro, il presidente Usa Donald Trump ha rilanciato il braccio di ferro affermando che questa situazione potrà essere utilizzata per “tagliare sprechi, truffe” e “molte agenzie dei democratici”.

In risalita il dollaro con l’euro che in serata si scambia in calo a 1,1722 sul biglietto verde. (fonte immagine: The White House).

Ambasciatore Germania: con Italia "partnership strategica"

Roma, 2 ott. (askanews) – “Il cancelliere federale Friedrich Merz e la presidente del consiglio Giorgia Meloni hanno concordato di tenere delle consultazioni intergovernative in Italia a gennaio. In questa occasione Merz ha definito l’Italia e la Germania “partner strategici”: così il nuovo ambasciatore tedesco in Italia Thomas Bagger, parlando con i giornalisti a margine dei festeggiamenti per l’Unitá tedesca a Villa Almone, sua residenza ufficiale a Roma, sul rafforzamento delle relazioni tra Italia e Germania.

“Ora non posso anticipare quello che avverrà, quali saranno questi provvedimenti e queste misure”, ha aggiunto il diplomatico.

Firenze 1955: la Pira e il convegno mondiale dei sindaci per la pace

Riflettendo sul famoso discorso sul «Valore delle città», tenuto a Ginevra il 12 aprile 1954, l’anno dopo La Pira volle chiamare a Firenze i sindaci di tutte le capitali del mondo per stringere un patto di amicizia e di pace. L’apertura solenne fu la sera del 2 ottobre 1955 nel Salone dei Cinquecento, con un lungo discorso di La Pira che ripercorse la genesi del convegno e lo scopo ultimo, ovvero dar vita «ad uno strumento diplomatico nuovo che esprime la volontà di pace delle città del mondo», perché «la pace non consiste più in un atto che viene solennemente siglato dai massimi responsabili della vita politica delle Nazioni», ma sempre di più in un processo che nasce dal basso, dalle comunità.

Impegno poi sancito il 5 ottobre, dopo l’approvazione della mozione finale, con la firma di una pergamena. Erano presenti 37 capitali del mondo, sia dell’Occidente che dei Paesi dell’Est, dell’America Latina come dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania, ma anche altre avevano aderito. Il 4 ottobre La Pira portò tutti nella basilica di Santa Croce per la Messa celebrata dal card. Elia Dalla Costa e fece scalpore la foto del sindaco di Mosca Jasnov e del potente ambasciatore sovietico Bogomolov che al termine del rito baciavano l’anello di un principe della Chiesa.

La presidenza del Convegno fu affidata ai rappresentanti delle quattro grandi nazioni e da quelli di Asia e di Africa. Questi i nomi: Mikhail Jasnov (Mosca), George Wilkinson (Londra), Etienne Royer de Véricourt (Parigi), Claude M De Vorss (Washington), Narsingrao C. Pupala (Bombay), Malik Bagh Ali (Karachi) e Peter Wolmarans (Città del Capo).

Ecco come La Pira racconta il Convegno in una delle sue «circolari» alla claustrali:

Presenti 37 capitali di tutto il mondo […]. Alla Santa Messa in Santa Croce, per la Festività di san Francesco, vennero tutti: la Santa Messa, cantata in gregoriano, con l’assistenza del cardinale Dalla Costa, divenne uno “spettacolo” di paradiso. Si sentiva, quasi sensibilmente, la presenza di Dio! Illusione? Non so: il fatto resta: tutto il mondo era presente – anche la “porzione” di oltre cortina – quella mattina davanti all’Altare del Signore: e non mancava il sigillo sacro della gerarchia della Chiesa!

I commenti sono stati i più disparati: – il sindaco di Mosca e l’ambasciatore sovietico a Messa? La cosa ha immensamente stupito: per noi cristiani il fatto non può non essere carico di mistero […]. Il Signore solo sa il valore ultimo delle cose! Certo è questo: – qualcosa di radicalmente nuovo è avvenuto a Firenze in questi giorni: qualcosa di quasi miracoloso: solo la fitta radice di preghiera che l’ha generato può darne la spiegazione e la misura.

Elenco dei sindaci o collaboratori presenti a Firenze

  • Ibrahim Sina (Presidente del Comitato esecutivo del Consiglio popolare di Tirana);
  • Karl Honay (Vice Borgomastro di Vienna)
  • De Rons (Assessore del Comune di Bruxelles)
  • U Sein Pe (Sindaco di Rangoon – Birmania);
  • Dimitri Popov (Presidente del Comitato esecutivo del Consiglio popolare di Sofia);
  • Adolf Svoboda (Sindaco di Praga);
  • Chang Chi-Hsiang (vice Ministro Pubblica istruzione di Cina, rappr. Pekino);
  • Eero Rydman (primo Borgomastro di Helsinki);
  • Etienne Royer de Véricourt (Vice presidente del Consiglio municipale di Parigi);
  • Peter M. Busen (Primo Borgomastro di Bonn);
  • George Wilkinson (Assessore anziano del Comune di Londra)
  • N. Agrawala (Sindaco di Delhi);
  • Narsingrao C. Pupala (Sindaco di Bombay),
  • Porwokusumo (Sindaco di Djakarta);
  • Nosratollah Montasser (Sindaco di Teheran);
  • Gershon Agron (Sindaco di Gerusalemme);
  • Salvatore Rebecchini (Sindaco di Roma);
  • Milos Minic (Presidente del Comitato popolare di Belgrado);
  • principe Tiao Khamtanh Ounkahm (Sindaco di Vientiane – Laos);
  • Philip C. Parker (Sindaco di Monrovia – Liberia);
  • J. D’Ailly (Borgomastro di Amsterdam);
  • Malik Bagh Ali (Sindaco di Karachi);
  • Jerzy Albrecht (Presidente del Presidium del Consiglio del Popolo di Varsavia);
  • Alvaro Salvacao Barreto (Presidente della Camera municipale di Lisbona);
  • Stefan Balan (Presidente del Comitato esecutivo del Consiglio del popolo di Bucarest);
  • José Soler Diaz-Guijarro (vice-Sindaco di Madrid);
  • Claude M. De Vorss (Sindaco di Wichita, in rappr. di Washington);
  • Peter J. Wolmarans (Sindaco di Città del Capo);
  • Carl Albert Andersson (Presidente del Consiglio municipale di Stoccolma);
  • Mangkorn Promyothi (Sindaco di Bangkok);
  • Kàlmàn Pongràcz (Presidente del Comitato esecutivo del Consiglio municipale di Budapest);
  • Mikhail Jasnov (Presidente del Soviet di Mosca)

Erano rappresentati da consoli, ambasciatori o altri dignitari anche i sindaci di Bogotà (Colombia), San Salvador (El Salvador), Guatemala; Monaco (Principato), Managua, Panama e Lima. Inoltre avevano inviato la loro adesione anche le città di Riyad (Arabia Saudita), Colombo (Ceylon), Santiago del Cile, Copenaghen, Ciudad-Trujillo (Dominicana), Addis Abeba, Manila, Tokyo, Amman, Atene, Bagdad, Dublino, Reykjavik (Islanda), Vaduz (Liechteinstein), Lussemburgo, Oslo, Wellington (Nuova Zelanda), Berna e Saigon.

Amb Bagger: flotilla? Gaza e ostaggi Israele tema anche in Germania

Roma, 2 ott. (askanews) – “La sofferenza a Gaza e il futuro dei palestinesi così come anche il futuro degli ostaggi israeliani è un tema che viene discusso con molta emozione anche in Germania, in effetti c’erano a bordo delle imbarcazioni anche degli attivisti tedeschi”. Lo ha dichiarato Thomas Bagger, neo ambasciatore tedesco a Roma, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla presenza di circa 15 volontari a bordo della missione Global Sumud Flotilla.

“Noi speriamo che la parte israeliana faccia in modo che non si arrivi a uno scontro, che non ci siano feriti e soprattutto che venga garantita l’assistenza consolare a queste persone”.

Italgas, in Sardegna primo impianto per idrogeno collegato a rete

Cagliari, 2 ott. (askanews) – Si trova in Sardegna il primo impianto in Italia per la produzione di idrogeno verde collegato direttamente con una rete di distribuzione cittadina. Lo ha realizzato Italgas interamente in house andando a creare un ecosistema, primo esempio in Unione europea di utilizzo di idrogeno e metano in blending, vale a dire miscelato, che fa di Sestu, localit in cui sorge l’impianto, un modello replicabile. Ad inaugurarlo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e l’amministratore delegato di Italgas, Paolo Gallo con esponenti delle istituzioni locali. L’impianto basato sulla tecnologia cosiddetta Power to Gas che consente di convertire l’energia elettrica in idrogeno attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua.

“Questo impianto – ha spiegato Gallo – serve pi realt. Serve la realt industriale qui dello stabilimento di Podda, che sta ancora usando per poche settimane soltanto l’olio Btz e poi passa ad una miscela 80-20, 80 gas naturale e 20 idrogeno, serve i trasporti, perch la municipalit dei Trasporti di Cagliari ha ordinato degli autobus a idrogeno e verr qui a fare il rifornimento e poi noi lo inizieremo, anzi abbiamo gi iniziato oggi a miscelarlo col gas naturale solo fino al 2%. Abbiamo un protocollo che abbiamo firmato col Ministero e con il Cig per progressivamente, nel giro di 12 mesi, salire al 20-80 anche per le utenze industriali. Abbiamo dimostrato che si pu costruire un ecosistema intorno all’idrogeno che, utilizzando le infrastrutture esistenti, possa portare un’energia in parte, in questo caso decarbonizzata, noi pensiamo che in futuro lo sar tutta, senza dover stravolgere il sistema agli usi quotidiani”.

La scelta della Sardegna non casuale: nell’isola Italgas ha realizzato reti di distribuzione del gas pi all’avanguardia del Paese, “native digitali” che sono gi pronte ad accogliere gas diversi, compresi quelli rinnovabili come biometano, idrogeno e metano sintetico. La produzione iniziale di circa 21 tonnellate all’anno di idrogeno, destinata a salire a 70 tonnellate all’anno entro il 2028. Il progetto ha comportato un investimento di circa 15 milioni di euro di cui 1,5 dal Pnrr per la realizzazione della stazione di rifornimento di idrogeno per autotrazione.

“E’ una parte del mix energetico nazionale. Guardate poi – ha detto Pichetto – sul futuro non abbiamo tante scelte, dobbiamo raddoppiare, perch raddoppier la domanda di energia rispetto a quella che abbiamo oggi forse in 15-20 anni e questo noi lo possiamo raggiungere solo con un mix di tante energie e tante produzioni di energia che vanno a aggiungersi attualmente a quelle che abbiamo e dall’altra parte l’abbandono di quelle quelle pi inquinanti tipo il carbone”.

A Festa Unità tedesca focus Ue e sintonia con Foti

Roma, 2 ott. (askanews) – Il debutto “ufficiale” del nuovo Ambasciatore tedesco in Italia, Thomas Bagger, è avvenuto stasera al tradizionale ricevimento di Villa Almone, sua residenza a Roma, per il Giorno dell’Unità Tedesca, con il quale si celebrano i 35 anni della Riunificazione delle due Germanie.

Tra gli ospiti di punta della serata con un “forte focus europeo”, ci sono il ministro aggiunto per l’Europa al ministero degli Esteri, Gunther Krichbaum, e il suo omologo italiano, Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione.

Ma non solo: a Villa Almone, nonostante il traffico e la temperatura “quasi tedesca”, sono intervenuti l’ex commissario Ue Paolo Gentiloni, Pasquale D’Ascola, primo presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Mulè (FI), Giangiacomo Calovini (Fdi), Marco Osnato (Fdi), Maria Elena Boschi (IV), Pier Carlo Padoan, Claudio Lotito (FI), Elena Bonetti (Azione), Alessandro Cattaneo (FI) Luigi Marattin (Partito Liberal-democratico), Julia Unterberger (Svp) e l’elegantissima contessa Marisela Federici. “Questo è il nostro primo Giorno dell’Unità Tedesca a Roma – e Villa Almone è la nostra nuova casa. È sempre un buon momento per diventare Ambasciatore a Roma”, ha esordito Bagger, nel suo intervento davanti ai partecipanti.

Il diplomatico ha sottolineato “lo spessore, la profondità e la ricchezza delle relazioni amichevoli che uniscono Germania e Italia”.

Bagger ha ricordato come “i nostri Governi” siano “in sintonia in praticamente tutti i principali dossier europei e internazionali”, e ció mentre il cancelliere Friedrich Merz ha “espresso” il desiderio di portare “le relazioni con l’Italia a un nuovo livello”. Sarebbe questo – ha spiegato Bagger nel suo intervento – “il mio compito per i prossimi anni – soprattutto per i prossimi mesi, fino alle consultazioni intergovernative programmate per gennaio a Roma”.

Una “cooperazione rafforzata”, anche in virtù della “nostra comune responsabilità per un’Europa forte”, perché è l’Europa che “in questo mondo di crisi e conflitti” necessita “di un forte partenariato italo-tedesco”.

“L’Europa non è il problema, ma la soluzione” a questo tempo di crisi e guerre, ha dichiarato il ministro Krichbaum nel suo discorso, citando il Pogrom della Notte dei Cristalli del 9 novembre 1938 e la caduta del Muro, sempre 9 novembre, che ha portato poi alla riunificazione.

Krichbaum ha incontrato oggi a Roma Foti, con il quale ha ribadito la forte sintonia tra i due Paesi anche sul fronte europeo. “Negli ultimi mesi nei rapporti da noi instaurati c’è stata una forte convergenza su tutti i temi – ha dichiarato il ministro di Fdi nel suo intervento – ció dimostra come siano importanti le relazioni anche personali e sia importante soprattutto una comune visione politica in un momento difficile per l’Europa”.

Calcio, Fabio Cannavaro nuovo ct dell’Uzbekistan

Roma, 2 ott. (askanews) – Fabio Cannavaro torna a sedere su una panchina internazionale. L’ex capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006 è pronto a una nuova avventura: sarà infatti il commissario tecnico dell’Uzbekistan, una delle diciotto nazionali già qualificate al Mondiale 2026.

Per Cannavaro, 52 anni, si tratta della seconda esperienza alla guida di una selezione nazionale, dopo la breve parentesi con la Cina nel 2019, durata appena 52 giorni. Stavolta però il contesto è decisamente diverso: l’Uzbekistan ha compiuto negli ultimi anni un percorso di crescita costante, riuscendo a conquistare una storica qualificazione alla Coppa del Mondo. Una sfida intrigante per un allenatore che ha sempre cercato esperienze fuori dagli schemi, lontano dalle rotte più battute del calcio europeo.

Il percorso in panchina di Cannavaro è stato fin qui variegato e cosmopolita: dalla Cina, dove ha guidato Guangzhou Evergrande e Tianjin Quanjian, all’Arabia Saudita, fino al ritorno in Italia con Benevento e Udinese, passando per l’esperienza più recente in Croazia con la Dinamo Zagabria. Un bagaglio internazionale che ora potrebbe rivelarsi prezioso per plasmare una nazionale emergente, desiderosa di farsi notare sul palcoscenico globale.

La scelta della federazione uzbeka è coraggiosa ma non casuale. Cannavaro porta con sé non soltanto il prestigio di un Pallone d’Oro e di un campione del mondo, ma anche la mentalità vincente e la capacità di trasmettere disciplina e motivazioni a un gruppo giovane e ambizioso. In Uzbekistan cresce infatti un movimento calcistico che vuole consolidarsi, e l’arrivo di una figura di carisma internazionale come quella di Cannavaro rappresenta un segnale forte in vista del 2026.

Per l’ex difensore azzurro sarà l’occasione per rilanciarsi definitivamente come allenatore. Dopo anni tra alti e bassi, Cannavaro avrà la possibilità di guidare una nazionale in un palcoscenico che conosce bene da calciatore e che adesso vivrà dall’altra parte della barricata. L’obiettivo sarà portare entusiasmo e dare un’identità tattica a una squadra che, con lui in panchina, sogna di sorprendere al prossimo Mondiale.

Nucleare, Cdm approva Ddl Pichetto su nucleare sostenibile

Roma, 2 ott. (askanews) – Il Consiglio dei ministri ha approvato, in via definitiva, lo schema di disegno di legge recante la delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile.

“Con questo provvedimento – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – l’Italia si dota di uno strumento fondamentale per guardare al futuro con realismo e ambizione. Vogliamo essere protagonisti delle nuove tecnologie, dagli SMR e AMR fino alla fusione, nel quadro della neutralità tecnologica e della transizione energetica europea. Il nucleare sostenibile è una scelta di innovazione, sicurezza e responsabilità verso i cittadini, imprese e verso l’ambiente”.

Il provvedimento, già esaminato preliminarmente lo scorso 28 febbraio e sul quale è stato acquisito il parere favorevole della Conferenza unificata, segna un punto di svolta per il futuro energetico del Paese, prosegue il Mase con un comunicato. Le Regioni e le Province autonome hanno espresso parere favorevole a maggioranza, condizionato all’intesa sui decreti legislativi attuativi, mentre l’Anci ha chiesto e ottenuto che i Comuni siano coinvolti nelle consultazioni qualora si proceda all’individuazione ex ante di aree aventi le caratteristiche per ospitare gli impianti, con la valutazione di adeguate misure di compensazione per i territori interessati.

Più in particolare, si legge, il disegno di legge conferisce al Governo una delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile, nel quadro delle politiche europee di decarbonizzazione al 2050 e degli obiettivi di sicurezza energetica. La delega prevede, tra l’altro, l’elaborazione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile, l’istituzione di una Autorità per la sicurezza nucleare indipendente, il potenziamento della ricerca scientifica e industriale, la formazione di nuove competenze e lo svolgimento di campagne di informazione e sensibilizzazione. I decreti legislativi attuativi dovranno essere adottati entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge.

Gaza, niente precettazione sciopero, Salvini "auspica rispetto regole"

Roma, 2 ott. (askanews) – Niente precettazione per lo sciopero generale di domani da parte del ministro di Infrastrutture e trasporti. Fonti del dicastero riferiscono che il vicepremier e ministro, Matteo Salvini, che ha illustrato al Cdm l’informativa sulla situazione degli scioperi nei trasporti, “ha auspicato buonsenso e responsabilità, confidando che sindacati e organizzazioni rispettino le regole”.

Inoltre “se si precetta non si risolve il problema ma si alimenta il clima già avvelenato in modo irresponsabile – aggiungono fonti della Lega -. La legge esitente punisce chi partecipa a scioperi illegittimi (con sanzioni comunque leggere). Per il futuro, pensiamo di cambiare la norma per inasprire le multe. Una scelta simile alla richiesta di versare una cauzione per chi organizza manifestazioni (così, chi rompe paga)”.

FS: treni a rischio cancellazioni e ritardi dalle 21 e domani

Roma, 2 ott. (askanews) – Frecce, Intercity e treni regionali a rischio cancellazioni e ritardi domani, a causa dello sciopero proclamato da alcuni sindacati per la situazione a Gaza. Con nun comunicato, il gruppo FS Italiane avverte che la protesta interesserà il personale dalle ore 21 di giovedì 2, alle ore 21 di venerdì 3 ottobre 2025. “Lo sciopero potrebbe avere impatti sulla circolazione ferroviaria e comportare cancellazioni totali e parziali di Frecce, Intercity e treni del Regionale”, si legge.

Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine dell’agitazione sindacale. Per il trasporto Regionale sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle ore 6 alle 9, e dalle ore 18 alle 21 di venerdì 3 ottobre. Trenitalia – tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio – invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione.

Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili consultando l’App di Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo FS, il numero verde gratuito 800892021, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni, conclude FS, attraverso le self-service e le agenzie di viaggio.

Riparte la campagna #NonCiFermaNessuno Italia Talk

Roma, 2 ott. (askanews) – La campagna sociale motivazionale #NonCiFermaNessuno di Luca Abete prosegue il suo tour nelle Universit italiane. Per l’undicesimo anno consecutivo, il laboratorio di linguaggi della comunicazione si rinnova con la “ricetta” di sempre: ascolto reciproco, confronto proficuo e supporto concreto in una serie di talk ai quali prendono parte centinaia di ragazzi. Focus puntato su disagio giovanile, fragilit e sensazione di solitudine ma anche su storie di resilienza, coraggio e sconfitte capaci di indirizzare e migliorare il percorso di vita.

Un esperimento ormai consolidato e attesissimo che si rinnova ogni anno con un claim che nasce dalla sensibilit della community. “Nessun? sol?” il tema che accompagna il tour 2025. “Un’espressione che spiazza – afferma Abete – perch una mezza verit che litiga con un’incredibile bugia. Crea dibattito, consenso e al tempo stesso dissenso. L’obiettivo? Scuotere le coscienze e mettere in moto un viaggio nelle “nuove solitudini” “. #NonCiFermaNessuno rappresenta ormai un appuntamento fisso nei calendari accademici e vanta la Medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il patrocinio del Ministero dell’Universit e della Ricerca e della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Universit italiane.

Un misterioso Golden Buzzer della Solitudine, un totem che invita chi si sente solo a schiacciare un pulsante, apparso davanti ad alcune facolt dell’Universit Sapienza di Roma ha creato curiosit e interesse anche della stampa. ” una provocazione, ma non fine a s stessa – dichiara Abete -. In TV quel pulsante fa esplodere applausi e coriandoli. Noi lo usiamo per far squillare qualcosa di diverso: il rumore della solitudine. un bottone che non regala spettacolo, regala verit, che rende visibile qualcosa ignorata da tutti. Ogni studente che lo preme non sta chiedendo visibilit, sta lanciando un SOS. un modo per trasformare un gesto semplice in un atto collettivo. Ha creato curiosit, diventato un luogo di riflessione, un suono amorfo che riecheggia salutare nelle orecchie di chi schiacciando il pulsante soddisfa quel bisogno di urlare il bisogno di attenzione che necessita. Accompagner il nostro tour in ogni tappa”.

Un format innovativo quindi, che cambia pelle in base alle emergenze che affiorano, diventato ormai un contenitore di buone pratiche affini alla sensibilit della community. Azioni mirate alla salvaguardia dell’ambiente, al contrasto alla violenza di genere e iniziative solidali caratterizzano l’attivit fuori e dentro l’aula. Un motore alimentato proprio dagli studenti che collaborano prima, durante e dopo, diventando anche ambassador dei valori da diffondere tra i propri coetanei, contribuendo ad accorciare le distanze.

Un mix di esperienze, quindi, valorizzate tramite “eventi nell’evento” come il Premio #NonCiFermaNessuno, capace di emozionare e alimentare un flusso di energie proficue mettendo al centro dell’attenzione storie di quotidiana resilienza universitaria. “Il Premio un pretesto – continua Abete -, uno strumento per celebrare l’eroismo quotidiano che vede protagonisti tanti studenti talvolta inconsapevoli del valore del proprio impegno e dell’esempio che nasce tra i propri colleghi. In questo tour abbiamo “premiato” chi si laurea nonostante i tormenti di malattie invisibili femminili, chi non perde il sorriso e l’energia nell’affrontare la dura vita universitaria nonostante le disabilit sopraggiunte durante il corso di studi. Insomma, la formula vincente: crea una lente di ingrandimento immaginaria ma potentissima per consentire a tutti di vedere quello che esiste e pu alimentare fiducia”.

Un tour che, nella sua fase autunnale, vivr quattro nuovi appuntamenti tra Nord, Centro, Sud e isole. “Il nostro laboratorio ascolta proprio tutti e ha bisogno di ascoltare le voci che emergono dalle piccole e grandi realt del nostro territorio nazionale – conclude Abete -. Saremo a Roma il 9 ottobre in Sapienza, che raccoglie una comunit universitaria molto eterogenea, in Calabria, Lombardia e per la prima volta in Sardegna”.

Petrolio vira al ribasso e cade a minimi 4 mesi, Brent 64,17 dollari

Roma, 2 ott. (askanews) – Netta inversione di rotta per i prezzi del petrolio, che tornano a calare marcatamente e si portano ai minimi da quattro mesi dopo indiscrezioni di stampa che rilanciano le prospettive di un eccesso di offerta. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cade dell’1,81% a 64,17 dollari, sui minimi dal 2 giugno scorso. Il West Texas Intermediate cede l’1,91% a 60,60 dollari.

Secondo alcune speculazioni della stampa specialistica diversi produttori consociati nell’Opec+, il cartello allargato degli esportatori, potrebbero concordare un aumento dell’offerta pari a 500.000 barili al giorno in più da novembre. Secondo Cnbc a spingere sarebbe l’Arabia Saudita, che vorrebbe assicurarsi le rimanenti quote di mercato.

Putin: tutto sta cambiando, pronti a tutto. La risposta alla militarizzazione dell’Europa sarà decisa

Roma, 2 ott. (askanews) – “Abbiamo notato più di una volta che viviamo in un’epoca in cui tutto sta cambiando, e molto rapidamente. Direi che sta cambiando radicalmente e occorre essere pronti a tutto”: lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, intervenuto alla sessione plenaria del 22° incontro del Valdai Discussion Club.

“Le questioni del policentrismo nel mondo meritano oggi un’attenzione speciale” ha proseguito, aggiungendo che il mondo multipolare è “molto più democratico”.

La multipolarità – secondo Putin – è una conseguenza diretta dei tentativi dell’Occidente di mantenere la propria egemonia. Se Donald Trump fosse stato al potere negli Stati Uniti, il conflitto in Ucraina avrebbe potuto essere evitato, ha sottolineato il presidente russo, che ha anche avvertito: la reazione russa alla militarizzazione dell’Europa sarà decisa e “la Russia non mostrerà mai debolezza o indecisione”. “Credo che nessuno dubiti che le misure di ritorsione della Russia non tarderanno ad arrivare. La risposta alle minacce, per usare un eufemismo, sarà molto decisa. Questa è esattamente una risposta. Non abbiamo mai avviato uno scontro militare”, ha proseguito. Putin ha sottolineato come la Russia stia seguendo da vicino “la crescente militarizzazione dell’Europa”: “L’autoinganno è pericoloso. E semplicemente non possiamo ignorare quanto sta accadendo; non abbiamo il diritto di farlo per motivi di sicurezza”.

(in foto Vladimir Putin in mimetica militare durante le esercitazioni militari Russia-Bielorussia del 16 settembre 2025)

Gaza, Salvini: informativa in Cdm su sciopero. Inutili ora prove di forza

Roma, 2 ott. (askanews) – Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini “è intenzionato a presentare una informativa sugli scioperi nel settore trasporti nel Consiglio dei Ministri previsto questa sera”.

In particolare, si legge in una nota, “anche alla luce dell’intervento della Commissione di Garanzia, l’indicazione è proporre una revisione della normativa vigente sugli scioperi e in particolare delle sanzioni previste per chi incrocia le braccia senza rispettare le regole (ad oggi da 2.500 a 50mila euro)”.

“In questa fase delicata”, prosegue il comunicato, “Salvini non ritiene utili prove di forza e anzi si appella a sindacati, lavoratori e organizzazioni affinché scelgano la responsabilità e il rispetto delle regole”.

Immersive Disney Animation, a Roma il debutto europeo

Roma, 2 ott. (askanews) – Roma sta per diventare ancora più magica. Dopo il grande successo in 24 città, oltre 1,5 milioni di visitatori e recensioni entusiastiche da parte di critica e pubblico di tutto il mondo, Lighthouse Immersive Studios e Walt Disney Animation Studios annunciano la mostra Immersive Disney Animation, che debutterà per la prima volta in Europa, a Roma, a partire dal 3 ottobre 2025 al Teatro Eliseo, in Via Nazionale, diventando così la 25ª città ad ospitare questo straordinario evento.

“Abbiamo ricevuto una grandissima richiesta dal pubblico per portare Immersive Disney Animation in Europa, e la splendida città di Roma rappresenta il luogo ideale per dare inizio a questa straordinaria esperienza”, ha dichiarato Corey Ross, produttore e fondatore di Lighthouse Immersive Studios.

Creatori di storie animate iconiche per tutte le età da quasi un secolo, i Walt Disney Animation Studios hanno collaborato con il principale creatore nordamericano di mostre immersive proiettate (tra cui The Original Immersive Van Gogh, presentata in oltre 22 città), per offrire al pubblico la musica e l’arte dei film Disney: dai successi contemporanei come Encanto, Zootropolis e Frozen – Il Regno di Ghiaccio, ai grandi classici come Il Re Leone, Le avventure di Peter Pan e Pinocchio. Il pubblico avrà la sensazione di entrare nei mondi incredibili dei personaggi Disney più amati e di diventarne parte.

Il team creativo di Immersive Disney Animation è guidato dal produttore premio Oscar® J. Miles Dale (Miglior Film 2018 – La forma dell’acqua), che ha dichiarato: “Come filmmaker cerco sempre idee che sappiano coinvolgere il pubblico in modi nuovi e interessanti, mostrando loro qualcosa che non hanno mai visto prima. Usare la nuova tecnologia offerta dall’esperienza immersiva è emozionante, ma è importante che non interferisca con il coinvolgimento emotivo che i fan Disney hanno con i personaggi e le storie che tanto amano”.

Con sede a Città del Messico, Cocolab ha collaborato con Dale e il team Creative Legacy di Walt Disney Animation Studios per sviluppare il programma per Lighthouse Immersive Studios.

La Special Projects Producer Dorothy McKim (candidata all’Oscar per Tutti in scena!) guida il progetto per Disney Animation. “Dopo oltre 40 anni in Disney Animation – ha dichiarato – considero davvero questo progetto una delle più grandi gioie della mia carriera, collaborando con Lighthouse Immersive Studios per portare i nostri personaggi, storie e film al pubblico in modi emozionanti e innovativi”.

Oltre al design di proiezione senza pari per cui Lighthouse Immersive Studios è famosa, Immersive Disney Animation è arricchita da un ambiente scenografico espansivo creato dal Global Creative Director di Lighthouse Immersive Studios David Korins (candidato al Tony Award®, con all’attivo oltre 20 spettacoli a Broadway tra cui Hamilton, e vincitore di un Emmy Award® per Grease Live).

2.000 metri quadrati di magia Disney, 52 film in primo piano, 33 proiettori e 300 operatori coinvolti nella produzione. Tra gli elementi interattivi spiccano pavimentazioni sensibili al movimento del pubblico, braccialetti personalizzati che si illuminano in sincronia con le proiezioni e con i movimenti dei visitatori all’interno delle gallerie. In un momento particolarmente spettacolare, il team di effetti speciali Gazillion Bubbles riempie lo spazio con milioni di bolle, creando un’atmosfera magica e immersiva.

Corey Ross sintetizza l’entusiasmo di Disney Animation e Lighthouse Immersive Studios per questo progetto: “Immagina di attraversare Zootropolis con Judy Hopps, di immergerti sul fondo del mare con Ariel, di volare su un tappeto magico con Aladdin e di entrare nella Casita con Mirabel e la famiglia Madrigal. È qui che ti porta Immersive Disney Animation”.

Collabora al progetto il team Creative Legacy di Walt Disney Animation Studios, per far vivere al pubblico come mai prima d’ora la loro straordinaria collezione di film.

Immersive Disney Animation è stata definita “sbalorditiva” da Axios, “uno sguardo dietro le quinte che non potresti avere in altro modo” dal Boston Globe, mentre Elite Daily ha scritto: “sembra davvero di entrare nel tuo film preferito”.

Daniele Novara con la Flotilla: "Grande esempio di lotta nonviolenta"

Roma, 2 ott. (askanews) – “La nonviolenza non è mai passività. È, come ci ha insegnato Gandhi, la forza più potente a disposizione dell’umanità quando si tratta di provare a contrastare le ingiustizie del mondo”: lo afferma Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti) di Piacenza. “La sua forza è nella sua stessa natura: proporre una diversa visione del mondo, spezzando le spirali di odio e di vendetta”, aggiunge.

“Di fronte all’agghiacciante affamamento e massacro di bambini e bambine che sta avvenendo a Gaza, e che da pedagogista mi lascia ancor più sgomento, la Global Sumud Flotilla rappresenta un esempio concreto di energia trasformativa. Donne e uomini che scelgono di mettersi in mare non con armi o minacce, ma con aiuti umanitari e la tanto semplice quanto radicale determinazione di chiedere il rispetto dei diritti umani negati fornendo un esempio di sostegno, di pace e di solidarietà reale – prosegue Novara, sottolineando – Sostenere questa iniziativa significa riconoscere che la via della nonviolenza è l’unica davvero capace di aprire orizzonti di pace e dignità. È un atto educativo, politico e umano insieme: mostrare che la forza del dialogo, del coraggio civile e dell’affermazione dei diritti di tutti e tutte ancora oggi può cambiare davvero la realtà”.

“A chi partecipa alla Global Sumud Flottilla va il mio pieno sostegno”, ribadisce Daniele Novara. “Il vostro esempio è segno di speranza e di resistenza nonviolenta che spero sia colto dalle piazze che in questi giorni animeranno tutta l’Italia”, conclude.

Formula1, troppo caldo a Singapore: piloti con giubbotto refrigerante

Roma, 2 ott. (askanews) – Con temperature previste oltre i 31 °C e un’umidità prossima al 90 %, il Gran Premio di Singapore 2025 entra nella storia per una novità senza precedenti: la FIA ha dichiarato ufficialmente condizioni di “rischio caldo”, autorizzando l’uso di sistemi refrigeranti per i piloti durante tutte le sessioni in pista.

Il regolamento prevede che ogni monoposto debba essere dotata di un sistema di raffreddamento per il pilota (una sorta di aria condizionata da corsa), mentre l’uso del giubbotto refrigerante sarà lasciato alla discrezione del pilota in gara.

Tuttavia, chi deciderà di non indossare il giubbotto dovrà compensare con 0,5 kg di zavorra aggiuntiva nell’abitacolo.

Il giubbotto refrigerante — una maglietta ignifuga avvolta da tubi che trasportano un fluido raffreddato — è stato sviluppato proprio per alleviare lo stress termico sul pilota nei tracciati più climaticamente ostili.

In passato, gare in condizioni simili avevano già visto piloti in difficoltà, con alcuni che avevano dovuto ricorrere a cure mediche dopo la corsa (ad es. al GP del Qatar 2023).

Questa misura rappresenta un significativo passo avanti nella tutela della salute dei piloti e nella sicurezza sportiva, adeguando la tecnologia di gara alle sfide climatiche sempre più estreme.

Ciclismo storico, da domani al via L’Eroica a Gaiole in Chianti

Roma, 2 ott. (askanews) – Con circa 9.000 iscritti da 51 Paesi, di cui oltre il 40% stranieri, L’Eroica 2025 si conferma un crocevia internazionale di storie, lingue e passioni. Le donne iscritte sono più di 1.200, pari al 13% del totale, e quasi la metà dei partecipanti ha scelto di mettersi alla prova sui percorsi più lunghi del sabato.

Domani, venerdì, è il giorno in cui il Villaggio diffuso de L’Eroica entra davvero nel vivo. Dalle prime ore del mattino fino a tarda sera, il borgo si anima di attività pensate per ciclisti, famiglie, appassionati: una festa che intreccia sport, collezionismo, storia ciclistica, musica, cinema e convivialità in attesa delle grandi partenze del weekend.

Mattina — prepararsi, scoprire, incontrare La giornata comincia con le operazioni preliminari e le prime pedalate. Iniziano le attività della Ciclofficina e il Registro delle Biciclette Eroiche. Intanto il Mercatino Eroico, la Corte “Il Gallo” e il Villaggio Global Sponsor accolgono i visitatori con prodotti e servizi, esposizioni e sapori del territorio.

Tutto il giorno — esperienze da vivere Domani, venerdì 3 ottobre, un ricco programma accompagna visitatori e ciclisti tra vie, piazze e stand:

Ritratto Eroico (09:00-19:00, Villaggio Sponsor): l’illustratrice Sara Vezzadini realizza ritratti personalizzati ai ciclisti in outfit d’epoca. Eroica Stazione Radio (10:00-19:00, Piazza Ricasoli): interviste, musica e incontri curati da TodoModo. Barberia Proraso (10:00-13:00 / 14:30-19:00, Piazza Ricasoli): stile d’altri tempi, live. Visite Generali (10:00-13:00 / 14:00-18:30, Villaggio Sponsor): consulenze di biomeccanica e nutrizione. Retrofitting Colnago (10:00-12:30 / 14:00-18:00, Stand Colnago): certificazione e registrazione di telai e biciclette. Concorso d’Eleganza della Bicicletta (09:00-12:00 esposizione, 14:00-17:00 premiazioni). Terra Eroica: Orizzonti Condivisi (10:30, Casa Eroica). Eroica Classic – Conferenza Stampa (11:30, Auditorium Casa Eroica). Eroica Pasta Party (12:00-15:00 / 19:00-21:00). Ride Ciclo Club Eroica (14:30, Monumento Luciano Berruti). Gioco Ciclismo con FCI (14:30-19:00, Corte Il Gallo). Mini Eroica (15:00, Corte Il Gallo). Proiezione speciale “I tre sarti del Re” (17:00, Auditorium Casa Eroica): docufilm di Franco Bortuzzo per Rai Sport dedicato a Masi, Colnago e De Rosa. Aperitivo powered by Select con musica di Gramophone Artshow (17:30, Eroica Caffè).

Parlando di libri (18:00, Eroica Stazione Radio, Piazza Ricasoli). Una morte “eroica”, di Carlo Simonelli per Ediciclo La bicicletta da corsa, di Guido Rubino per Hoepli Quarti di gloria, di Gerardo De Vivo e Serena Sartini per labDFG Concorso Barba e Baffi (18:45, Piazza Ricasoli). “Saluto al Percorso Lungo” con gli AmAtori Verrazzano (19:15, Corte Eroica).

Una giornata di festa diffusa Il venerdì de L’Eroica è dunque il giorno in cui Gaiole si mostra in tutta la sua energia: biciclette d’epoca, incontri con i protagonisti del ciclismo, cultura, musica e convivialità. È il modo migliore per entrare nello spirito della corsa e sentirsi parte di una comunità che celebra la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa. Franco Rossi, presidente di Eroica Italia asd, accoglie idealmente i partecipanti con queste parole: “L’Eroica è una magia che nasce dall’incontro: strade, paesaggi, comunità e persone che arrivano da ogni parte del mondo. Quest’anno saranno in migliaia a pedalare sulle nostre strade bianche, portando con sé lingue, culture e storie diverse. A ciascuno di loro diciamo grazie, perché la vera forza de L’Eroica è la comunità che sa costruire, la capacità di sentirsi parte di qualcosa che va oltre la corsa. Benvenuti a L’Eroica.”

L’Eroica 2025 sabato 4 ottobre partenze: Ore 04.30 – 04.45 Lungo “L’EROICO” Km 209 riservato biciclette antecedenti anni 1930 Ore 05.00 – 06.00 Lungo “L’EROICO” Km 209 Ore 06.00 – 07.00 Medio “CRETE SENESI” Km 135

domenica 5 ottobre partenze Ore 07.00 – 07.30 Cento “Val d’Arbia” Km 106 Ore 08.00 – 09.30 Medio “Gallo Nero” Km 81 Ore 08.00 – 09.30 Corto “Valle del Chianti” Km 46

Flotilla, Ciriani: operazione gonfiata per dare spallata a governo

Roma, 2 ott. (askanews) – “Abbiamo avuto la sensazione che tutta questa operazione della Flotilla sia stata molto gonfiata mediaticamente e politicamente con la speranza che potesse offrire l’occasione di una spallata politica al governo ma le elezioni delle Marche hanno raffreddato molto questa speranza e adesso il clima mi pare un pochino più tranquillo”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani conversando con i giornalisti al Senato durante il dibattito sulle comunicazioni del governo sulla situazione a Gaza.