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Calcio, risultati serie A: La Lazio risale la classifica

Roma, 29 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Genoa-Lazio 0-3

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, Milan-Napoli 2-1, Parma-Torino 2-1, Genoa-Lazio 0-3.

Classifica: Napoli, Roma, Milan 12, Juventus 11, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo, Lazio 6, Parma 5, Torino 4, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

M.O., Palazzo Chigi: proposta Trump possibile svolta, Italia farà sua parte

Roma, 29 set. (askanews) – “Da tempo il Governo italiano è impegnato a sostenere tutti gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e ottenere il rilascio degli ostaggi. La fine delle ostilità è fondamentale anche per poter affrontare la terribile crisi umanitaria che colpisce la popolazione civile della Striscia e che rappresenta una tragedia assolutamente ingiustificabile e inaccettabile. La proposta presentata oggi dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, può rappresentare una svolta in questo processo, permettendo di giungere ad una cessazione permanente delle ostilità, al rilascio immediato di tutti gli ostaggi e ad un accesso umanitario pieno e sicuro per la popolazione civile”. Così in una nota Palazzo Chigi.

Il Piano, che “l’Italia accoglie con favore, presenta un ambizioso progetto di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo della Striscia di Gaza, con il pieno coinvolgimento dei partner regionali”, si legge nella nota dove si spiega che “in questo quadro, l’Italia è pronta a fare la sua parte, in stretto coordinamento con gli Stati Uniti, i partner europei e della Regione, e ringrazia il Presidente Trump per il lavoro di mediazione e i suoi sforzi per portare la pace in Medio Oriente”.

L’Italia esorta quindi “tutte le parti” a “cogliere questa opportunità e ad accettare il Piano”, “Hamas, in particolare, che ha avviato questa guerra con il barbaro attacco terroristico del 7 ottobre 2023, ha ora la possibilità di porvi fine rilasciando gli ostaggi, accettando di non avere alcun ruolo nel futuro di Gaza e disarmando completamente”, si puntualizza.

L’Italia “sosterrà gli sforzi di Washington per la ripresa di un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico verso una pacifica e prospera coesistenza. Una pace giusta e duratura è possibile in Medio Oriente, con uno Stato di Israele e uno Stato palestinese che vivono fianco a fianco in pace e sicurezza, e con la piena normalizzazione di Israele con le Nazioni arabe e islamiche”, conclude il comunicato di Palazzo Chigi.

Marche, campo largo manca ‘reconquista’. Schlein: avanti uniti

Roma, 29 set. (askanews) – Il ‘sorpasso’ non riesce, la speranza del centrosinistra di vincere le regionali e partire in vantaggio nella volata per le politiche sfuma nelle Marche, dove il presidente uscente Francesco Acquaroli riesce per la seconda volta consecutiva a vincere in quella che per anni è stata una roccaforte progressista. Matteo Ricci non ce la fa, nonostante sia riuscito a raccogliere oltre 40mila voti in più rispetto alla coalizione che lo sosteneva. Non c’è “l’effetto Gaza” che più di un dirigente Pd aveva sperato, non paga nemmeno il paziente lavoro di tessitura di Elly Schlein che ha portato all’alleanza più larga possibile (Calenda a parte), nelle Marche come nelle altre regioni. Il centrodestra si conferma avversario duro e la priorità per il vertice Pd, ora, è evitare contraccolpi sulla linea politica seguita fin qui.

E’ significativo il commento di Elly Schlein: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche”, premette. Quindi: “Ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua con grande determinazione”.

La segretaria sa bene che il rapporto preferenziale con M5s e Avs e lo spostamento a sinistra dell’asse del partito sta mandando in fibrillazione la minoranza interna e non è un caso che il messaggio che viene mandato subito è: la linea non cambia. Igor Taruffi, responsabile organizzazione e fedelissimo della leader, è ancora più esplicito: “Noi pensiamo che l’alleanza larga che abbiamo messo in campo nelle Marche e in tutte le altre regioni italiane debba ovviamente continuare”.

Ancora più diretto è Pier Luigi Bersani, l’ex segretario Pd ormai moto parco di dichiarazioni sulle vicende del partito. In questo caso ritiene di dover dare la linea: “Quella che dobbiamo fare non è una corsa dei 100 metri, è una partita più profonda. Attenzione allo sconfittismo”. Perché un dirigente come lui che conosce bene le ‘usanze della casa’ del Pd, sa bene quali sono i ragionamenti che si fanno dalle parti della minoranza: guardare solo a sinistra non paga, se il Pd lascia scoperto il fronte moderato tanti elettori restano a casa.

Ragionamenti che, però, per ora nessuno esprime ad alta voce. Ci sono altre 5 regioni che andranno al voto, la Calabria già domenica prossima, adesso è il momento della campagna elettorale. Per la riflessione ci sarà tempo, si farà un bilancio a fine novembre, quando sarà finito questo turno elettorale a rate che a questo punto potrebbe finire con un pareggio, un tre a tre tra centrodestra e centrosinistra.

Marche, Meloni ‘festeggia’ Acquaroli e Fdi primo partito. Ora nodo Veneto

Ancona, 29 set. (askanews) – La festa, quella vera, liberatoria, la farà stasera nella sua Potenza Picena, in quello che è il suo ristorante del cuore, lo stesso dove ha seguito – scaramanticamente – anche lo spoglio di oggi. Ma l’immagine della vittoria di Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche con il 52,5% e 8 punti di scarto sullo sfidante Matteo Ricci, sta tutta nel ritratto consegnato a telecamere e fotografi al suo arrivo al comitato elettorale, accompagnato dalla responsabile della segreteria politica di Fdi, Arianna Meloni, e dal capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami. Non c’è la presidente del Consiglio anche se, come confermato da più di una fonte, era stata tentata di essere qui a festeggiare. Alla fine affida la sua soddisfazione a un post sui social. “Francesco Acquaroli vince le elezioni regionali nelle Marche confermandosi presidente. Gli elettori hanno premiato una persona che in questi anni ha lavorato senza sosta per la sua Regione e i suoi cittadini. Sono certa che continuerà nel suo impegno con la stessa passione e determinazione. Complimenti Francesco e buon lavoro”. Poche parole, tono sobrio, un understament molto diverso dall’entusiasmo che trapela da via della Scrofa.

D’altra parte Giorgia Meloni aveva molte buone ragioni per dover vincere a tutti i costi questa sfida. Intanto, era il primo confronto diretto con il campo largo che poi si riproporrà anche nelle altre cinque regioni che andranno al voto entro fine novembre. Questa vittoria consente di sperare in un sostanziale pareggio per 3 a 3, ben lontano dal rischio di 4 a 1 (allora non era previsto ancora che si votasse anche in Calabria) che si paventava fino a qualche mese fa.

Inoltre, dopo Marco Marsilio, Francesco Acquaroli è il secondo governatore meloniano a essere riconfermato e questo, come ci tiene a sottolineare Arianna Meloni, sconfessa chi ha sempre accusato il partito di non avere una classe dirigente. “C’è – dice – una classe dirigente preparata, che sa governare, con storie di buona amministrazione, di militanza, che quando governa è risolutiva”. In più Acquaroli è tra i fondatori di Fratelli d’Italia, uno che – per usare una espressione cara alla premier – “viene dalla nostra storia”. E infatti è proprio a lei che il governatore appena riconfermato dedica il trionfo, “la prima persona he ha creduto in me”.

Una sconfitta, insomma, sarebbe stata una sconfitta anche della presidente del Consiglio. E, invece, Giorgia Meloni non solo vince ma si toglie anche la soddisfazione di vedere svettare la sua creatura politica sopra tutti gli altri con oltre il 27%, con il Pd che si ferma intorno al 22%. Si registra anche il sorpasso di Forza Italia (8,6%) sulla Lega (7,3%).

Domani, però riparte il treno della campagna elettorale. I leader della coalizione sono tutti attesi a Lamezia Terme per tirare la volata a Roberto Occhiuto nella sua sfida contro Pasquale Tridico. Ma non è escluso che l’evento possa essere anche l’occasione per sciogliere il grande nodo, quello dei nomi dei candidati mancanti in Puglia, Campania e, soprattutto Veneto. Per i primi due sembra rafforzarsi l’idea di due civici, ma è il successore di Zaia il vero punto del contendere. Dalla Lega ostentano sicurezza e danno ormai per certa la ‘nomination’ del candidato di Matteo Salvini, il suo vice segretario, Alberto Stefani. Antonio Tajani, a sua volta, spiega che “il Veneto può andare benissimo a un candidato della Lega” tanto a loro quello che importa è che Flavio Tosi venga candidato a sindaco di Verona. E sebbene tutti i giochi sembrino ormai chiusi, ben informati di Fratelli d’Italia continuano a frenare e a mantenere alto il livello della suspense. “Quello che non possiamo accettare – spiega un alto dirigente – è che ci si dica che dobbiamo rinunciare alla guida di una regione del Nord, anche considerando che ormai sono quelle in cui abbiamo più voti”.

Netanyahu dice sì al piano Usa per Gaza, Trump: se Hamas non accetta, appoggio a Israele per finire il lavoro

Roma, 29 set. (askanews) – “Siamo come minimo, molto, molto vicini. E penso che siamo oltre, molto vicini”: lo ha detto il presidente americano Donald Trump a proposito del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco per Gaza nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Trump ha poi ringraziato Netanyahu per aver accettato il suo piano per porre fine alla guerra a Gaza. “Se Hamas lo accetterà, l’accordo prevede il rilascio di tutti gli ostaggi rimanenti entro 72 ore”, ha confermato Trump.

Le persone attualmente nella Striscia di Gaza potranno scegliere tra rimanere nell’enclave palestinese o andarsene, con la possibilità di tornare. Lo ha annunciato la Casa Bianca nel suo piano per porre fine al conflitto.

“Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e coloro che lo desiderano saranno liberi di farlo e di tornare. Incoraggeremo le persone a rimanere e offriremo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore”, si legge nel documento.

Israele non occuperà né annetterà la Striscia di Gaza e consegnerà gradualmente i territori che occupa a una Forza Internazionale di Stabilizzazione (Isf), secondo il piano pubblicato dalla Casa Bianca per porre fine al conflitto israelo-palestinese.

“Israele non occuperà né annetterà Gaza. A mano a mano che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) ne ristabiliranno il controllo e la stabilità, si ritireranno secondo standard, tappe e tempistiche relative alla smilitarizzazione che saranno concordati tra le Idf, l’Isf, i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l’Egitto o i loro cittadini”, si legge nella dichiarazione. Il presidente americano Donald Trump ha affermato di ritenere che Hamas darà “una risposta positiva” al suo piano per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. In base al piano, i Paesi arabi e musulmani si impegneranno a smilitarizzare Gaza e a smantellare le capacità militari di Hamas e di tutte le altre organizzazioni terroristiche, ha detto Trump.

Il presidente Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti sosterranno pienamente Israele nell’intraprendere qualsiasi azione necessaria se Hamas dovesse rifiutare il suo ultimo piano di pace. “E se Hamas rifiuta l’accordo, cosa sempre possibile, è l’unico rimasto. Tutti gli altri lo hanno accettato, ma ho la sensazione che avremo una risposta positiva”, ha detto Trump in una conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Ma in caso contrario, come sai, Bibi, avrai il nostro pieno appoggio per fare ciò che dovrai fare”, ha detto.

Prima della conferenza stampa alla Casa Bianca però Taher al-Nono, consigliere per i media del capo dell’ufficio politico di Hamas, ha dichiarato a Reuters che il gruppo respinge alcune parti delle proposte di pace avanzate negli ultimi giorni. “Le armi della resistenza palestinese sono legate all’esistenza dell’occupazione e alla difesa del nostro popolo palestinese. Se l’occupazione finisse e venisse istituito uno Stato palestinese, queste armi diventerebbero parte dello Stato”, ha detto.

“Abbiamo detto di essere pronti ad accettare una tregua che potrebbe durare anni”, ha aggiunto. “Non abbiamo ricevuto il piano di cui si sta parlando. Quando lo riceveremo, dichiareremo la nostra posizione al riguardo, in base agli interessi del nostro popolo”, ha proseguito. Riguardo ai piani della Casa Bianca, secondo cui l’ex primo ministro britannico Tony Blair guiderà un organismo temporaneo per governare la Striscia di Gaza, senza il coinvolgimento dell’Autorità Nazionale Palestinese nella prima fase, al-Nono ha dichiarato: “Tony Blair è una figura inaccettabile per il nostro popolo. Abbiamo concordato di formare un comitato che non rappresenti nessuna delle fazioni palestinesi per gestire gli affari di Gaza dopo la guerra, e non accetteremo l’imposizione di una tutela straniera sul nostro popolo”. “Il nostro popolo è più capace di gestire i propri affari da solo”, ha aggiunto. “Sosteniamo la formazione di un governo tecnico che amministri sia la Cisgiordania che Gaza, al fine di garantire l’unità politica e geografica”.

Calcio, risultati serie A: Il Parma risale la classifica

Roma, 29 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Parma-Torino 2-1

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, Milan-Napoli 2-1, Parma-Torino 2-1, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma, Milan 12, Juventus 11, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo 6, Parma 5, Torino 4, Lazio, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

Marche, Schlein: avanti con coalizione progressista

Roma, 29 set. (askanews) – La sfida nelle Marche non era facile, ma ora bisogna andare “avanti con la coalizione progressista”. Lo dice la segretaria del partito democratico Elly Schlein commentando il voto delle regionali.

“Congratulazioni a Francesco Acquaroli che ha vinto riconfermandosi alla guida della regione Marche”, aggiunge la leader del Pd. “A nome di tutto il partito ci tengo a ringraziare Matteo Ricci per la campagna elettorale generosa e per il progetto di cambiamento che ha pazientemente costruito insieme a tutte le altre forze politiche e civiche alleate. Sarà uno strumento prezioso per impostare il lavoro di opposizione che ci aspetta in regione”.

La Schlein prosegue: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche, dove il centrodestra governava già da cinque anni. Ci abbiamo messo tanto impegno ma stavolta non è bastato, ringrazio tutte e tutti i candidati e coloro che si sono dati da fare per la campagna elettorale”.

“Ora – conclude – ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua con grande determinazione”.

Marche, Acquaroli: dedico la vittoria a Giorgia Meloni. Al lavoro da domani sulla giunta

Ancona, 29 set. (askanews) – A chi dedica questa vittoria? “Alla prima persona che ha creduto in me, alla presidente Giorgia Meloni”. Lo ha detto Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche, parlando al suo comitato elettorale dopo la vittoria su Matteo Ricci. “Quelli per la formazione della nuova giunta, saranno “tempi tecnici, prenderemo i classici quindici giorni che servono a organizzarci. Ma ci metteremo al lavoro già domani”, ha poi spiegato Francesco Acquaroli. “I presidenti di centrodestra governano cinque anni e vengono confermati, il centrodestra sa governare”. Lo ha detto Arianna Meloni, arrivata al comitato elettorale con Francesco Acquaroli.

“I marchigiani hanno scelto la continuità” ma “prosegue il progetto di cambiamento per le
Marche”. Lo ha detto Matteo Ricci, candidato del centrosinistra alle regionali, parlando a La7. “Sapevamo che era una battaglia complicatissima, ho accettato con spirito di servizio la chiamata
pur sapendo che la strada era in salita. Però l’ho fatto con grande generosità, penso si sia visto”. “Dobbiamo – ha aggiunto – tenere unita questa coalizione, non dimentichiamoci che senza una coalizione unita non si compete neanche”. La sfida nelle Marche non era facile, ma ora bisogna andare “avanti con la coalizione progressista”. Lo dice la segretaria del partito democratico Elly Schlein commentando il voto delle regionali. “Congratulazioni a Francesco Acquaroli che ha vinto
riconfermandosi alla guida della regione Marche”, aggiunge la leader del Pd. “A nome di tutto il partito ci tengo a ringraziare Matteo Ricci per la campagna elettorale generosa e per il progetto di cambiamento che ha pazientemente costruito insieme a tutte le altre forze politiche e civiche alleate. Sarà uno strumento prezioso per impostare il lavoro di opposizione che ci aspetta in regione”. La Schlein prosegue: “Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche, dove il centrodestra governava già da cinque anni. Ci abbiamo messo tanto impegno ma stavolta non è bastato, ringrazio tutte e tutti i candidati e coloro che si sono dati da fare per la campagna elettorale”. “Ora – conclude – ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua
con grande determinazione”.

Ad oltre un terzo delle sezioni scrutinate (852 su 1.572), si conferma la vittoria del meloniano Francesco Acquaroli per il centrodestra. Il candidato di centrosinistra, l’ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato Matteo Ricci è dietro di più di sette punti percentuali.

Acquaroli è al 52,08% con 170.043 voti scrutinati e Ricci al 44,74% con 146.079 voti. Fratelli d’Italia è il primo partito nelle Marche con il 28,02%, seguito, a debita distanza, dal Pd con il 22,73%. Entrambi i partiti ‘forti’ delle due coalizioni distanziano gli alleati.

Secondo i dati dello scrutinio che ormai ha superato lo spoglio di circa i due terzi delle schede, nel centrodestra Fi è all’8,30%, la Lega il 7,18%, i Marchigiani per Acquaroli il 3,86%, Civici Marche per Acquaroli al 2,69%, Liste civiche libertas unione di centro l’1,91%, Noi Moderati l’1,63%.

Quanto al centrosinistra, dopo i dem, si afferma la lista civica per Matteo Ricci con il 7,06%. Stacco con M5S al 5,21% e Avs al 4,18%.

Netanyahu dalla casa Bianca si scusa con il premier del Qatar per l’attacco del 9 settembre

Roma, 29 set. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è scusato con il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim al Thani, per l’attacco israeliano in Qatar del 9 settembre. Lo riporta Channel 12 spiegando che Netanyahu ha parlato telefonicamente per diversi minuti con Al Thani dalla Casa Bianca, dove è ospite del presidente americano Donald Trump.

L’emittente ha riferito che Netanyahu si è scusato per aver violato la sovranità del Qatar nell’attacco a Doha e ha espresso rammarico per l’uccisione di una guardia di sicurezza qatariota nell’attacco.

Secondo Channel 12, le scuse sono fondamentali per l’attuale sforzo di finalizzare un accordo per porre fine alla guerra a Gaza e garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, poiché il Qatar si è rifiutato di mediare i negoziati con Hamas dopo l’attacco israeliano, che ha preso di mira diversi leader chiave di Hamas a Doha.

(nella foto il raid israeliano a Doha)

Elezioni in Valle d’Aosta, l’Union Valdotaine darà le carte per il nuovo presidente della regione

Milano, 29 set. (askanews) – Sarà ancora l’Unione Valdotaine a guidare le trattative per la formazione della nuova giunta regionale della Valle d’Aosta. Quando mancano da scrutinare meno del 5% delle schede, l’Uv è infatti la lista più votata, con il 31,77%. Più del centrodestra unito, che con le tre liste di Fdi, Fi e Lega si ferma al 29,5%. Ottimo risultato degli Autonomisti di Centro, che ottengono il 14%, mentre il Pd si ferma all’8%.

Il sistema elettorale valdostano prevede l’elezione di 35 consiglieri, con il proporzionale puro dal momento che nessuna lista o coalizione ha raggiunto il 42% che avrebbe fatto scattare il premio di maggioranza. Dai primi calcoli, Uv e Autonomisti potrebbero avere da soli la maggioranza, ma molto risicata. Ecco allora che lo scenario più plausibile potrebbe essere ancora una volta l’ingresso in maggioranza del Pd.

Le trattative per la formazione della nuova maggioranza si svilupperanno dunque nei prossimi giorni. E il presidente uscente Renzo Testolin ha confermato il gradimento tra gli elettori: è lui il più votato, con oltre 3.200 preferenze.

Marche, Acquaroli: determinati a continuare il lavoro, governo vicino

Ancona, 29 set. (askanews) – “Voglio ringraziare tutta la coalizione e la classe dirigente che è stata unita e coesa intorno alla sfida di una terra”. Lo ha detto Francesco Acquaroli, riconfermato governatore delle Marche, parlando al suo comitato elettorale dopo la vittoria su Matteo Ricci.

“E’ stata una campagna elettorale molto intensa, bella, e soprattutto mi fa piacere che intorno alla coalizione dei 5 anni precedenti si siano unite più di una forza civica, energie della società civile – ha aggiunto – che hanno dato un bel contributo. Un ringraziamento a tutta la classe del governo che in questi anni ha dato giusto ascolto alla nostra regione, ha saputo essere a fianco dei nostri territorio. Simo determinati a continuare il lavoro che è stato iniziato” .

Trump accoglie Netanyahu alla Casa Bianca: sono fiducioso in un accordo. Il piano Usa per Gaza in 21 punti

New York, 29 set. (askanews) – Il presidente Trump ha accolto il presidente israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Sul tavolo dei due leader un piano in 21 punti, ideato dal presidente americano, per porre fine alla guerra a Gaza tra Israele e Hamas.

Rincorsi dalle domande sul piano per la soluzione della guerra tra Israele e Hamas, entrambi i leader hanno fatto il segno del pollice in su, ai giornalisti che li attendevano sulla porta della Casa Bianca.

E rispondendo ai cronisti che lo incalzavano, mentre sulla soglia della Casa Bianca salutava il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il presidente Trump ha detto: “Sono molto fiducioso”.

Il piano in 21 punti dell’amministrazione Trump per porre fine alla guerra a Gaza prevede un cessate il fuoco immediato a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore. In cambio ci sarà un ritiro graduale delle truppe israeliane da Gaza, con l’obiettivo di un cessate il fuoco permanente. Ad averlo riferito è NBC News in contatto con fonti che hanno lavorato al piano.

Le fonti non sanno se Hamas ha già visto il piano, che è stato presentato ai leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto, Turchia, Pakistan e Indonesia, ricevendone un’accoglienza positiva.

La tempistica per il completo ritiro delle Forze di Difesa Israeliane da Gaza non è stata specificata, ma sarà legata alla creazione di una forza di stabilizzazione composta da truppe degli stati arabi che garantirebbero la sicurezza della Striscia di Gaza.

Per quanto riguarda il governo della Striscia, il piano prevede due livelli: un organismo internazionale e un comitato palestinese. Il primo avrà potere di supervisione sul secondo, mentre non è chiaro il ruolo dell’Autorità Palestinese. Hamas, invece, dovrà deporre le armi e non svolgere alcun ruolo nella governance di Gaza.

Gli aiuti umanitari, torneranno ad essere gestiti dalle Nazioni Unite, mentre il ruolo della Gaza Humanitarian Foundation, fondata dai governi degli Stati Uniti e di Israele, è ancora sospeso.

Valle d’Aosta, Union Valdotaine darà le carte per nuovo presidente

Milano, 29 set. (askanews) – Sarà ancora l’Unione Valdotaine a guidare le trattative per la formazione della nuova giunta regionale della Valle d’Aosta. Quando mancano da scrutinare meno del 5% delle schede, l’Uv è infatti la lista più votata, con il 31,77%. Più del centrodestra unito, che con le tre liste di Fdi, Fi e Lega si ferma al 29,5%. Ottimo risultato degli Autonomisti di Centro, che ottengono il 14%, mentre il Pd si ferma all’8%.

Il sistema elettorale valdostano prevede l’elezione di 35 consiglieri, con il proporzionale puro dal momento che nessuna lista o coalizione ha raggiunto il 42% che avrebbe fatto scattare il premio di maggioranza. Dai primi calcoli, Uv e Autonomisti potrebbero avere da soli la maggioranza, ma molto risicata. Ecco allora che lo scenario più plausibile potrebbe essere ancora una volta l’ingresso in maggioranza del Pd.

Le trattative per la formazione della nuova maggioranza si svilupperanno dunque nei prossimi giorni. E il presidente uscente Renzo Testolin ha confermato il gradimento tra gli elettori: è lui il più votato, con oltre 3.200 preferenze.

Padel, Fip Silver di Torino: trionfano Capra-Goni e Osoro-Iglesias

Roma, 29 set. (askanews) – Grande spettacolo al Palavillage di Grugliasco per il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, che ha incoronato Luciano “Lucho” Capra e Aimar Goni nel tabellone maschile e Aranzazu Osoro con Victoria Iglesias in quello femminile. Capra, argentino classe ’93 reduce da un lungo infortunio, e il giovane spagnolo Goni, vent’anni il mese prossimo, hanno vissuto una giornata perfetta. In semifinale – ricorda una nota – hanno battuto l’italo-argentino Alvaro Montiel, torinese d’adozione, e Juan Belluati con un doppio 6-2. In finale hanno poi superato la coppia argentina formata da Juan Pablo Dametto e Ignacio Archieri con il punteggio di 6-3 6-4, chiudendo il match con uno spettacolare smash dello spagnolo.

Pronostici rispettati nel tabellone femminile, dove le prime teste di serie Osoro (n.15 del ranking mondiale Fip) e Iglesias (21) hanno vinto il torneo senza perdere un set. Dopo aver superato in semifinale Caterina Baldi e Giulia Sussarello, le due hanno vinto la finale contro Laura Lujan e Leti Manquillo 7-6 6-1. A premiare le campionesse è stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha sottolineato “l’importanza per il territorio di ospitare eventi internazionali di questo livello”.

Applausi anche per lo show che ha visto protagonisti quattro ex campioni del calcio: Alessandro Costacurta, Nicola Amoruso, Cristian Brocchi e Luca Marchegiani. I quattro si sono sfidati in un match a set unico, vinto al tie-break da Brocchi e Marchegiani contro Costacurta e Amoruso.

Sport: #BeActive, in 5mila allo Stadio dei Marmi "Pietro Mennea"

Roma, 29 set. (askanews) – In due giorni lo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea” si è riempito di energia, voci e movimento. Sabato e lunedi, circa 5mila persone di ogni età – come riporta una nota di Sport e Salute – hanno scelto di esserci, di partecipare, di muoversi, rendendo il main event di #BeActive nell’ambito della Settimana Europea dello Sport, una vera festa della “vita attiva”.

Famiglie, studenti, appassionati e curiosi hanno vissuto un’esperienza concreta e positiva, fatta di sport, scoperta e condivisione, grazie alle aree di sport allestite da oltre 40 organismi sportivi. La Settimana Europea dello Sport, promossa dalla Commissione europea, dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo Sport, e attuata da Sport e Salute, ha rilanciato da Roma e in tutta Italia un messaggio semplice e potente: “Move more, scroll less”. Un invito a riscoprire il piacere del movimento e a vivere il corpo, lo spazio e il tempo, mettendo da parte lo smartphone per un tempo, complessivamente calcolato in 16mila ore. Tutti connessi, ma non seduti.

Sabato mattina, prosegue la nota, lo Stadio dei Marmi si è trasformato in un luogo di divertimento, con il suono dei palloni, il ritmo delle corde, lo scoccarre delle frecce e le risate dei partecipanti capaci di creare un’atmosfera vivace e accogliente per le tante famiglie che hanno scelto di trascorrere la giornata all’insegna dello sport. In serata, poi la #BeActive Night ha regalato uno spettacolo dove comicità e sport si sono intrecciati in un contesto affascinante, creando una miscela di risate e benessere che ha emozionato e coinvolto. Questo lunedi, invece oltre 2mila studenti di diverse scuole di Roma hanno partecipato a una mattinata dedicata al benessere e all’attività fisica. A incontrarli, partecipando con loro alle varie attività, anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, accompagnato dall’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris.

“È una giornata meravigliosa, che ti rincuora e ti carica – ha detto il Ministro Abodi -. Questi adolescenti che sorridono, che sono felici mentre fanno sport, ci richiamano alla responsabilità di quello che dobbiamo fare per metterli nella condizione di vivere questa esperienza tutti i giorni dell’anno. Già a partire dalla scuola, dove dobbiamo offrire più sport, ma anche fuori dove stiamo creando le condizioni per rendere lo sport per tutti, come prevede la Costituzione. Siamo partiti con una misura che si chiama “Dote Famiglia” per chi ha un Isee sotto i 15 mila euro, dando un contributo di 300 euro all’anno fino a due bambini. Non risolvono il problema ma sono un piccolo sostegno che siamo sicuri di poter arricchire di contenuti. Il Governo sta facendo la sua parte aiutando le società e le associazioni nel mettere a disposizione lo sport per tutti. I primi segnali si vedono, stiamo migliorando sempre di più abbassando la percentuale di sedentarietà. Non solo vinciamo con i nostri atleti e con le nostre squadre ma convinciamo le persone che lo sport è un bene prezioso”.

Ad animare la giornata in un’atmosfera di sport e “vita attiva”, sono stati i membri del team “Illumina”: Angelika Savrayuk, Alessandro Ossola, Massimiliano Rosolino, Stefano Tilli, Andrea Lo Cicero, Alessia Filippi, Stefano Pantano, Pino Maddaloni e Valerio Vermiglio.

Il messaggio di #BeActive e il claim “Move more, scroll less” è risuonato in questo fine settimana in tutta Italia. A iniziare da Siracusa, dove domenica oltre al villaggio dello sport si è anche vissuta la “Plogging Run” con oltre 90 kg di rifiuti raccolti in una sola sessione di circa 2 ore corrispondenti a più di 126.000 grammi di C02 risparmiata. Complessivamente sono stati circa 150.000 i partecipanti degli oltre 900 eventi organizzati nelle piazze e nei luoghi di sport in tutta la Penisola grazie all’attività di migliaia di associazioni e società sportive che hanno aderito alla “call to action” della Commissione Europea, del Dipartimento per lo Sport e di Sport e Salute. Inoltre, a veicolare il messaggio negli stadi e nei palazzetti italiani, sono state anche le Leghe di calcio, basket e pallavolo che hanno promosso #BeActive durante le giornate di campionato e i propri eventi.

Guido Crepax, un artista a tutto tondo intorno a Valentina

Brescia, 29 set. (askanews) – Valentina, certo, ma anche moltissimo altro, La Fondazione Brescia Musei ha inaugurato la pi ampia mostra antologica dedicata a Guido Crepax, che svela in maniera tanto evidente quanto interessante, la dimensione artistica a tutto tondo del suo lavoro, che spazia dal cinema al teatro, dalla riflessione sulla cultura pop alla creazione di giochi, oltre che naturalmente al mondo per cui noto a tutti, ossia quello del fumetto.

“Brescia Musei – ha detto ad askanews il direttore Stefano Karadjov – sta cercando di nobilitare il linguaggio dell’illustrazione, della grafica, del fumetto, realizzando in un museo di patrimonio, quale Santa Giulia, delle mostre di impronta scientifica, di impianto curatoriale, in cui le opere anche di un grande fumettista e illustratore come Crepax sono sempre esposte perch originali e perch rappresentative di un approccio al linguaggio dell’arte di oggi che allinea questo artista con i grandi interpreti del contemporaneo”.

La mostra “Guido Crepax. Sogni, Giochi, Valentina. 1953-2003” si articola lungo un percorso filologico e tematico, che gode anche dell’affascinante allestimento dello Studio Top Tag. “Crepax – ha aggiunto Ilaria Bignotti, curatrice della mostra insieme ad alberto Fiz – ha realizzato nell’arco di 50 anni di carriera 4.500 tavole. Abbiamo lavorato assottigliando continuamente la selezione e siamo arrivati a 150 tavole in mostra. Abbiamo deciso di costruire sette sezioni, ciascuna delle quali legata a un tema della sua ricerca. Per ognuna delle sette sezioni, partiamo dalla ricerca giovanile. Abbiamo dei meravigliosi diari di quando Crepax era sfollato a Venezia nel 1944-45, abbiamo dei disegni che ritagliava direttamente dalle pagine della Domenica del Corriere a 4 anni, che tornano nelle tavole, tornano nei suoi teatrini, tornano proprio in modo, come si pu dire, trasversale”.

L’esposizione un’occasione per immergersi nella bellezza del tratto, nella consapevolezza della cultura che sta alla base di un fumetto poi diventato popolare a livello di massa. Ed interessante oggi guardare al lavoro di Crepax anche dalla prospettiva femminile, nei suoi personaggi sempre presente, in Valentina e in tutte le altre. “Ci sono le storie al femminile – ha aggiunto Ilaria Bignotti – e la storia creata dalle donne”.

Tra sogni, grandi romanzi, suggestioni di fantascienza e pubblicit, l’opera di Crepax ci appare in tutta la sua diversit e nel desiderio profondo che l’ha animata.

Renato c’è e festeggia il compleanno con L’ORAZERO

Milano, 29 set. (askanews) – Non poteva che essere la musica il miglior modo per celebrare un compleanno speciale. Quello di Renato Zero -che cade domani, 30 settembre- è sulle note di L’ORAZERO, il nuovo album di inediti in uscita il 3 ottobre per Tattica: una nuova pagina della sua ricchissima produzione artistica e della ultracinquantennale carriera che ha segnato e continua a segnare la storia della musica italiana. “Sto diventando adulto allegramente. Ogni volta che sforno un “titolo”, ecco che gli occhi mi brillano di nuovo! Anche questa volta. Evviva!” – le parole di Zero per introdurre il nuovo progetto.

Il viaggio di L’ORAZERO si articola in 19 tracce: diciannove differenti mondi, ognuno dei quali ha le proprie radici, regole, bisogni, contraddizioni e utopie. Mondi che si rivelano attraverso linguaggi molteplici e inaspettati, capaci di dare voce a emozioni e prospettive unite da un unico filo conduttore: la continua e inarrestabile ricerca di espressione.

L’ORAZERO si offre come una porta aperta al dialogo, alla condivisione dei pensieri, ma anche alla possibilità concreta di un cambiamento profondo. In un mondo che urla e che sgomita, Zero è mosso dall’urgenza di riaffermare le basi fondamentali del vivere: l’amore come energia inesauribile che tiene accese le relazioni umane; l’amicizia come presenza che consola e sostiene; il rispetto come principio irrinunciabile che permette di vivere in armonia con se stessi e con gli altri.

Anticipato il 12 settembre dal singolo Senza -primo tassello di una narrazione che ora si svela nella sua interezza, L’ORAZERO è un caleidoscopio di racconti e visioni: un cammino che accoglie esperienze, emozioni e possibilità sempre nuove, dove ogni passaggio contribuisce a dare profondità e significato al viaggio zeriano.

A poco più di un anno dalla sua ultima avventura live, Renato Zero riabbraccerà il suo pubblico dal vivo con L’ORAZERO IN TOUR. La nuova tournée, prodotta da Tattica, lo porterà sui palchi delle principali città italiane, a partire da gennaio 2026 con 23 date annunciate in giro per il Paese, fino al mese di aprile.

Si parte il 24 gennaio da Roma, la sua città, con una catena di sei appuntamenti che lo vedrà live sul palco del Palazzo dello Sport, per proseguire poi a Firenze (Nelson Mandela Forum), Torino (Inalpi Arena), Mantova (Palaunical), Conegliano (Prealpi San Biagio Arena), Bologna (Unipol Arena), Pesaro (Vitrifrigo Arena), Eboli (Palasele), Bari (Palaflorio) e Messina (Palarescifina).

Zero si prepara a regalare nuove emozioni al suo pubblico universale, proponendo una setlist che unisce i brani simbolo della sua inimitabile storia artistica alle tracce contenute nel nuovo progetto “L’ORAZERO”, per la prima volta dal vivo.

La corsa contro il tempo per il riarmo Ue "entro il 2030″

Roma, 29 set. (askanews) – E’ tempo di agire “ora”: una corsa contro il tempo per rendere l’Europa “pronta entro il 2030” sul piano della difesa. È quanto emerge dallo “Scoping Paper – Defence Readiness Roadmap 2030”, preparato dalla Commissione europea in vista del Consiglio europeo di ottobre, che delinea obiettivi, tappe e strumenti per colmare i gap di capacità e affrontare un contesto globale sempre più instabile.

Secondo il documento, ciò che l’Unione e i suoi Stati membri faranno entro la fine del decennio determinerà la sicurezza del continente per il resto del secolo. La guerra russa in Ucraina, le crescenti provocazioni contro i Paesi Ue, i cyber-attacchi e la competizione tecnologica globale spingono Bruxelles a chiedere un’accelerazione.

La Roadmap fissa l’obiettivo di garantire all’Europa lo spettro completo delle capacità militari – terra, aria, mare, cyber e spazio – per poter scoraggiare ogni aggressione e rispondere in tempo reale. A tal fine sono stati individuati nove settori critici: difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, mobilità militare, missili e munizioni, cyber/AI/guerra elettronica, droni e anti-droni, combattimento terrestre, capacità marittime e abilitatori strategici.

Per colmare le carenze, gli Stati membri sono chiamati a costituire “Capability Coalitions”, coalizioni specializzate con capofila e obiettivi condivisi, sostenute dai nuovi strumenti finanziari europei, in primis il SAFE, già sottoscritto da 19 Paesi. Bruxelles spinge per una rapida mobilitazione congiunta, evidenziando i vantaggi in termini di economie di scala e interoperabilità, con intese in corso anche con Regno Unito e Canada.

Il cuore politico della proposta sono però i “Readiness Flagships”, progetti-faro paneuropei destinati a proteggere l’Unione da minacce urgenti: il “Drone Wall europeo”, l'”Eastern Flank Watch”, lo “Scudo di difesa aerea” e lo “Scudo spaziale”.

Il Drone Wall sarà una barriera multilivello di sistemi anti-drone interoperabili, capaci di rilevare, tracciare e neutralizzare minacce aeree, ma anche di colpire obiettivi a terra con droni offensivi. Si tratta di un’iniziativa ispirata dalle lezioni ucraine, con l’obiettivo di sviluppare ecosistemi innovativi e scalabili che uniscano start-up, industrie, università e governi.

L’Eastern Flank Watch, invece, punta a rafforzare la capacità degli Stati Ue in prima linea – dal Baltico al Mar Nero – di fronteggiare un ventaglio di rischi: operazioni ibride, incursioni di droni, flotte ombra russe e possibili aggressioni armate. Prevede sistemi di fortificazione e difesa terrestre, sicurezza marittima, sorveglianza aerea e spaziale, in stretta complementarità con le operazioni Nato.

Accanto a questi, lo Scudo spaziale difensivo garantirà resilienza e protezione degli asset europei in orbita, dall’intelligence in tempo reale alle funzioni di navigazione e osservazione della Terra, mentre lo Scudo aereo rafforzerà la protezione contro missili e incursioni aeree.

Il documento lega strettamente la base industriale alla prontezza operativa: occorre rafforzare l’ecosistema produttivo europeo, puntando su innovazione, IA, droni, satelliti, veicoli unmanned. La Commissione presenterà entro novembre una “Defence Transformation Roadmap” e promuoverà un vertice annuale con governi, aziende e innovatori. Previsti anche interventi su materie prime critiche, magazzino e aggiornamenti del quadro sugli aiuti di Stato.

Sul fronte finanziario, la mobilitazione sarà massiccia: il piano REARM Europe attiverà fino a 800 miliardi di euro, mentre il prossimo bilancio pluriennale riserverà 131 miliardi al comparto Difesa e Spazio. Bruxelles intende attrarre anche capitali privati, con il supporto della BEI.

Un capitolo speciale del documento è dedicato a Kiev. L’obiettivo è rendere l’Ucraina un “porcospino d’acciaio”, come spesso dice la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, indigeribile per ogni invasore. Ciò significa garantire forniture pluriennali, integrazione industriale con l’Ue e accesso a strumenti finanziari come SAFE e USI. Prevista anche una “Drone Alliance” con Kiev, finanziata con 6 miliardi anticipati dal prestito G7-ERA, e l’utilizzo dei proventi degli asset russi immobilizzati per un prestito di ricostruzione.

La discussione al vertice informale di Copenaghen il primo ottobre servirà a preparare la versione definitiva del documento da presentare al Consiglio europeo di ottobre. L’obiettivo, scrive la Commissione, è chiaro: fissare traguardi concreti, concentrare le risorse sulle aree più urgenti e strategiche, accelerare i lavori per arrivare al 2030 con un’Europa davvero pronta a difendersi e a contribuire alla sicurezza globale e transatlantica.

Festa Cinema Roma, a Richard Linklater premio alla carriera

Milano, 29 set. (askanews) – La Festa del Cinema di Roma ha assegnato il premio alla Carriera a Richard Linklater. Il regista americano riceverà il riconoscimento dalle mani di un maestro del cinema italiano, Marco Bellocchio, durante la ventesima edizione dell’evento romano dedicato alla settima arte, che aprirà il sipario il 15 ottobre, fino al 26.

Linklater è autore di opere molto personali che hanno reinventato le regole della narrazione nel cinema, come la trilogia “Before” (Prima dell’alba, Before Sunset – Prima del tramonto e Before Midnight) e “Boyhood”, in cui l’attore è cresciuto col film.

Alla festa del cinema di Roma sarà anche presentato al pubblico il suo ultimo film, “Nouvelle Vague”, uno dei titoli più applauditi dello scorso Festival di Cannes, (distribuito da Lucky Red in collaborazione con Bim Distribuzione), in cui il regista fa rivivere attimo per attimo la creazione di un capolavoro della cinematografia mondiale, “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard.

Formazione clinica, Philips per un’assistenza pi sicura

Milano, 29 set. (askanews) – Philips, leader nel settore delle tecnologie per la salute, ha scelto di puntare sulla formazione degli operatori sanitari tramite una simulazione ad alta fedelt sull’ utilizzo delle soluzioni di monitoraggio in area critica. Una metodologia didattica innovativa che permette di immergersi in scenari realistici e di sperimentare come la tecnologia possa supportare il processo decisionale clinico in contesti di forte stress. Abbiamo parlato con Irene Fullin – Business Manager Hospital & Ambulatory Monitoring Philips Italia:

“L’obiettivo di Philips quello di fare in modo che le tecnologie e l’innovazione vengano sfruttate proprio per migliorare la cura del paziente e aiutare gli operatori sanitari nell’intercettazione del deterioramento e nella riduzione del rischio clinico. L’approccio vuole essere multidisciplinare, abbiamo infatti coinvolto sia medici che infermieri che ingegneri clinici per far s che la simulazione ad alta fedelt possa essere pi reale possibile e possa ricreare ambienti critici come la terapia intensiva, la sala operatoria, il pronto soccorso, proprio per fare in modo che la tecnologia e gli strumenti di support decisionale clinico che sono a disposizione possano essere utilizzati al meglio”.

Il monitoraggio dei parametri vitali una condizione essenziale per la sicurezza e la cura del paziente. disporre di strumenti di supporto decisionale clinico assieme a una gestione ottimale dei flussi di lavoro permette di identificare tempestivamente eventuali segnali di deterioramento, guadagnando minuti preziosi che possono cambiare radicalmente l’esito per il paziente.

poi intervenuta la Dott.ssa Adriana Boccuzzi, Direttore SCDO MECAU – Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi:

“La tecnologia da sola non che cambi i risultati del nostro lavoro, deve essere integrata con le conoscenze e con la formazione del personale ed adeguata al setting, quindi troppa tecnologia in un posto dove non necessario potrebbe essere pericolosa come anche troppa poca tecnologia potrebbe essere pericolosa al contrario. chiaro che invece la giusta tecnologia con una formazione adeguata, quindi per esempio situazioni di simulazione ci possono insegnare ad utilizzare la tecnologia nella maniera migliore e capire anche che cosa ci serve”.

L’apprendimento non si limita all’esercizio tecnico, ma viene completato con il debriefing, momento in cui il gruppo multidisciplinare riflette sulle scelte compiute e sui margini di miglioramento. Infine intervenuto l’Ing. Davide Panzitta, Dirigente S.C. INGEGNERIA CLINICA, ASL 1 Imperiese:

“Un evento di questo tipo con formazione cos completa dal punto di vista delle discipline coinvolte fondamentale per dare a tutti lo stesso riscontro su quella che la reale necessit e sulla base di questo poi ognuno ne trae un’esperienza che serve nel proprio campo. Nel mio punto di vista in ingegneria clinica vedere sul campo gli operatori che utilizzano uno strumento mi fa capire di che cosa realmente hanno bisogno”.

Una metodologia strategica che punta a potenziare le competenze degli operatori sanitari e mostrare concretamente come la tecnologia di monitoraggio Philips si integri nei processi, rendendoli pi semplici e sicuri.

Calcio, problemi per Tomori: forse salta la Juventus

Roma, 29 set. (askanews) – Problemi per Tomori. Il difensore inglese del MIlan ieri contro il Napoli aveva lasciato il campo all’80’: per lui un risentimento all’adduttore della coscia destra. Le sue condizioni verranno valutate nei prossimi giorni ma per Tomori è a rischio il prossimo impegno dei rossoneri, cioè quello di domenica sera alle 20.45 in casa della Juventus (poi il campionato si fermerà per la sosta delle nazionali). Se non fosse disponibile contro i bianconeri, al suo posto Allegri è pronto a dare fiducia a De Winter. Contro la Juve, mancherà anche Estupinan squalificato, sulla sinistra potrebbe toccare a Bartesaghi. Nel video tutte le news con l’inviato a Milanello Peppe Di Stefano

L’Ordine dei giornalisti: ingiustificate le accuse di Gasparri a Goracci

Milano, 29 set. (askanews) – “Gasparri nel corso della puntata di oggi di Re-Start, su Rai3, ha attaccato a freddo l’inviata del Tg3 Lucia Goracci, non presente alla trasmissione, additandola come ‘negazionista’ sugli orrori del 7 ottobre. Un’accusa ingiustificata nei confronti di un’inviata Rai che da anni racconta con accuratezza ed equilibrio i fatti del mondo ed a cui va tutta la nostra solidarietà”. Lo dichiara Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, dopo che il presidente dei senatori di Forza Italia ha affermato che “Goracci in questa trasmissione ha fatto la negazionista, dicendo che non è vero che sono stati bruciati bambini il 7 ottobre. La Goracci si vergogni”. Per Bartoli “è inaccettabile gettare discredito su una collega che ha sempre operato con riscontri oggettivi e prove documentali. La Rai le garantisca al più presto il diritto di replica e la possibilità di illustrare le sue tesi. Ne va della dignità del servizio pubblico, del tg3 e di tutti i giornalisti impegnati sui fronti di guerra”, conclude.

Regionali nelle Marche, per gli instant poll La7 Acquaroli è in vantaggio

Roma, 29 set. (askanews) – Si allarga la distanza tra i candidati alla guida della regione Marche secondo il secondo exit poll della Rai Francesco Acquaroli, centrodestra, è accreditato tra il 49 e il 53% dei consensi, Matteo Ricci candidato del centrosinistra tra il 45 e il 49%.

In precedenza, secondo un instant poll commissionato da La7 a Swg, il governatore uscente delle Marche, il meloniano Francesco Acquaroli, sarebbe in vantaggio con una forchetta tra 48,5% e 52,5% mentre per l’ex sindaco di Pesaro ed europarlamentare dem Matteo Ricci la forchetta si colloca tra il 45,5% al 49,5%. Gli altri sono tra l’1% e il 3%.

L’affluenza nelle elezioni regionali delle Marche si è fermata attorno al 50%. Con dati arrivati dalla quasi totalità delle sezioni (1.561 su 1.572) è al 50,03%, in calo rispetto alla precedente tornata elettorale. E’ quanto si legge sul portale della regione Marche.

L’economia responsabile al centro dell’Agrifestival di NaturaS

Venezia, 29 set. (askanews) – A Cortellazzo, nel Comune di Jesolo, NaturaS ha festeggiato i suoi quarant’anni di attivit dedicata alla crescita del bio, a un’agricoltura che conservi la salute del suolo e della biodiversit. A spiegare l’importanza dell’evento stato il Presidente di NaturaS, Fabio Brescacin: “Oggi siamo qua a festeggiare i quarant’anni, non solo del passato, ma i quarant’anni futuri. Oggi parleremo della Steward Ownership, di questa forma di propriet responsabile con la quale noi abbiamo creato una fondazione che ha la missione di portare avanti l’azienda. Tante aziende muoiono o vanno in difficolt nel passaggio generazionale: noi abbiamo creato una struttura che ormai conosciuta a livello internazionale, in cui la propriet dell’azienda in mano a una fondazione. La fondazione tutela la propriet, tutela la missione e la missione la vera forza dell’azienda”.

L’Agrifestival ha avuto luogo nella cornice dell’Azienda Agricola San Michele. “Ci troviamo all’interno della stalla che il cuore pulsante di questo progetto agricolo, nato qui nel 2014 ma in verit partito molti anni prima sulle colline sopra Conegliano. Qui sono nati progetti di costruzione di siepi, di boschi, spazi per animali, insetti e uccelli che non c’erano prima, ma soprattutto anche la volont di produrre dei prodotti privi di pesticidi, privi di concimi di sintesi e animali che possano vivere un vero benessere”, ha spiegato il responsabile dell’azienda agricola Anito Bonadio.

I due giorni sono stati animati da oltre 80 espositori da tutta Italia, talk, mostre, laboratori per adulti e bambini, teatro dei burattini, spettacoli, musica. “Non solo importante far parte di una comunit come NaturaS, credo che sia proprio fondamentale. Questo perch ci permette di avere tutti i giorni sui nostri scaffali tantissimi prodotti certificati e di qualit e vi assicuro che non cos scontato nel biologico. Tant’ vero che siamo riusciti a costituire anche una comunit ulteriore, una comunit di produttori locali fondando il distretto biologico della Valtellina. Questo dimostra che far parte di una comunit cos grande permette di costruire anche delle comunit piccole e locali”, ha commentato Stefano Scetti, negoziante NaturaS.

Ospite speciale dell’Agrifestival, che ha visto oltre 5.000 presenze in due giorni, l’autrice e attrice comica siciliana Teresa Mannino, che ha animato la presentazione di tutti i protagonisti della comunit aziendale: produttori agricoli, distributori, commercianti e clienti di NaturaS. L’evento, inoltre, ha certificato anche l’aumento delle persone che scelgono il biologico: i clienti di NaturaS aumentano del 6% nella prima met del 2025. Un dato che sostiene l’incremento dell’intero settore biologico nel nostro Paese, dove i campi coltivati con il metodo biologico sono il 20% del totale, una delle quote pi alte in Europa.

Tennis, Alcaraz avanza a Tokyo: in finale trova Taylor Fritz

Roma, 29 set. (askanews) – Non è stata una semifinale semplice per Carlos Alcaraz al torneo ATP 500 di Tokyo: lo spagnolo, pur con qualche difficoltà, è riuscito a rimontare e battere Casper Ruud con il punteggio di 3-6, 6-3, 6-4 in due ore e otto minuti. Con questo successo, Alcaraz raggiunge la nona finale consecutiva e la decima dell’anno — un’impresa che lo rende il primo tennista dopo Rafael Nadal nel 2017 a toccare quota dieci finali in una stagione.

In finale lo attende Taylor Fritz, che ha sconfitto in semifinale Jenson Brooksby con un doppio 6-4, conquistando così l’accesso all’ultimo atto del torneo come seconda testa di serie.

Il percorso dell’incontro con Ruud non è stato lineare: nel primo set Alcaraz è apparso nervoso e discontinuo, concedendo cinque palle break che non è riuscito a sfruttare, e cedendo il parziale al norvegese. Ma nel secondo set ha cambiato ritmo, ottenendo un break decisivo e portandosi in parità. Nel set decisivo ha dovuto fronteggiare momenti di difficoltà, annullare palle break e spingere con il suo talento per chiudere l’incontro. Tra i momenti salienti, una volée in tuffo che ha fatto alzare il pubblico in piedi.

Domani, dunque, Alcaraz cercherà il suo 24° titolo in carriera contro Fritz, in una sfida che potrà confermare la sua leadership nella corsa al tetto del mondo ATP.

Zaia difende Beatrice Venezi: polemiche perché giovane e carina

Venezia, 29 set. (askanews) – “Non sono mai dei bei biglietti da visita queste polemiche, così come l’ultima di Bezos. Se questa direttrice non fosse donna, non fosse carina, non fosse giovane, molto probabilmente la polemica non si sarebbe fatta”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia tornando sul caso della neo direttrice dell’Orchestra della Fenice di Venezia, Beatrice Venezi e sulla frattura che si è creata con gli orchestrali.

Sulla vicinanza di Venezia al premier Meloni, Zaia ha ribadito: “Questa non è una colpa e non si scrive nel curriculum, mi risulta che ci siano stati direttori, prima di lei, molto più giovani”.

Una frattura che, secondo il governatore, “si ricompone pensando a un obiettivo che è quello di dare un servizio di altissimo livello ai nostri cittadini e ai cittadini del mondo, visto che la Fenice è sotto i riflettori . La si ricompone pensando che si parla sempre di fuga dei cervelli e dovremmo evitare di prenderci questi cervelli quando hanno già fatto successo e investire sui giovani che abbiamo qui, si ricompone pensando che prima viene il bene comune e dopo le polemiche”, ha concluso.

In Colorado tra le montagne per concedersi il lusso di rallentare

Denver, 29 set. (askanews) – “Facciamo un sacco di cose qui. Realizziamo progetti di ogni tipo, dalle vetrate artistiche alla lavorazione del cuoio. Oggi realizzeremo una piccola vetrata artistica in stile Tiffany. Tutto gi tagliato e levigato. Vi guider nei successivi passaggi” afferma Victoria Rosas Endsley.

Bear & Bee uno studio e boutique di artigiani a conduzione familiare, nonch un “Art Bar” all’americana unico nel suo genere, dove ci si pu cimentare nella creazione di progetti artistici con diverse tecniche. L’ispirazione sempre a portata di mano e si traduce in candele, ricamo su legno, pirografia, la ceramica e molto altro ancora.

Incastonato nella splendida natura che contraddistingue Estes Park, in Colorado, Bear & Bee un esempio di attivit da praticare in una vacanza di totale relax, che i panorami mozzafiato del Centennial State – dall’arido deserto ai canyon fino alle innevate Rocky Mountains – possono ospitare.

Meta particolarmente popolare nel West degli Stati Uniti d’America, Estes Park un punto di partenza per escursioni nel Parco Nazionale delle Montagne Rocciose, dove anche chi abituato a una vita frenetica, si concede il lusso di rallentare. Magari partecipando a un programma guidato dai Ranger, affrontando un’arrampicata con guida sulle pareti di roccia pi iconiche dello stato o concedendosi una cena in un ristorante molto originale: ce ne sono diversi. Brand Usa e Visit Estes Park consigliano tra gli altri Claire’s Restaurant and Bar, Bird and Jim, Coffee on the Rocks, The Hive at Estes Park Brewery e Rock Inn Mountain Tavern.

Quest’ultimo week end (27 settembre) poi stata la Festa dell’Alce: un evento istruttivo che racconta la bellezza dell’autunno e delle maestose creature che popolano queste montagne.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Media: Milei ha detto a Netanyahu di annullare la visita per evitare un danno politico

Roma, 29 set. (askanews) – Questa settimana, dopo il suo viaggio negli Stati Uniti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva in programma di visitare l’Argentina ma la visita è stata annullata “per motivi tecnici”. Lo ha dichiarato un portavoce dell’ambasciata argentina al Times of Israel.

Secondo ricostruzioni della stampa israeliana, il presidente argentino Milei, durante un incontro con Netanyahu avvenuto la settimana scorsa a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avrebbe chiesto al premier israeliano di rinviare la visita per “preoccupazioni politiche”.

Una visita di Netanyahu – che si trova ad affrontare un crescente isolamento sulla scena mondiale tra la condanna della guerra a Gaza e i mandati di arresto internazionali – sarebbe arrivata in un momento politico critico per Milei, che avrebbe indicato tra le ragioni del rinvio “le imminenti elezioni parlamentari in Argentina e la preoccupazione che queste possano danneggiarlo politicamente in un momento in cui la sua reputazione si è indebolita”, si legge in un articolo pubblicato da Ynet.

Maltempo, Salvini: a Como si rischia di superare 100 mln di danni

Como, 29 set. (askanews) – “Qua si rischia di superare i cento milioni fra danni al pubblico e al privato nei comuni coinvolti sia a monte che a valle. Quindi bisogna intervenire urgentemente in prevenzione. Io ho messo a disposizione dei sindaci anche i tecnici del mio ministero per portare avanti delle pratiche che da soli non riescono a portare avanti”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, parlando a Como dopo il vertice in Prefettura per i danni causati dal maltempo.

“Ho incontrato i sindaci, ci sono danni ai cittadini, alle case, alle strade. Oggi stesso a Roma porto la voce del Lago, c’era il capo della Protezione Civile Nazionale per interventi immediati per risarcire i cittadini e una cabina di regia gestita da Regione Lombardia per affiancare i comuni”, ha aggiunto.

“Quindi al di l del meteo che non dipende da noi, per un coordinamento, ristoro immediato dei danni ricevuti dai privati e da tutti i sindaci la richiesta di rivedere le norme ambientali che impediscono di curare i boschi”.

“Penso per che fossero tutti contenti del coordinamento, c’erano tutte le professionalit che possono dare una mano”, ha concluso Salvini.

Iniziate a Rimini riprese della serie crime Cagnàz, con Guido Caprino

Roma, 29 set. (askanews) – Sono iniziate in questi giorni a Rimini e provincia le riprese di Cagnàz, la nuova serie crime diretta da Alessandro Roia, una coproduzione Rai Fiction – Garbo Produzioni, prodotta da Maite Carpio, in collaborazione con Rai Com e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission.

Protagonista nel ruolo di Cagnàz è Guido Caprino. Al suo fianco Eugenio Franceschini, Dora Romano e Sergio Romano.

Il progetto – ideato da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi – combina azione, ironia e tensione narrativa, portando in scena personaggi e storie dall’umanità profonda e inaspettata in una Rimini in bilico tra la magia felliniana, le luci delle discoteche e la lunga mano della ‘Ndragheta.

La serie racconta le indagini dell’ispettore Marco Cagnani (Guido Caprino), detto “Cagnàz”, un poliziotto anticonformista ma geniale che vive secondo regole tutte sue. Cagnàz conosce ogni segreto della Riviera Romagnola e il crimine locale meglio di chiunque altro, cresciuto tra bagnini e pescatori, vive sulla sua barca ormeggiata nella darsena di Rimini in compagnia del suo amato cane Bobmarley, ex segugio dell’antidroga. Ad affiancarlo sul lavoro c’è Roberto Ossani (Eugenio Franceschini), collega rigoroso e inizialmente diffidente, con cui forma una coppia tanto improbabile quanto efficace. Diversi in tutto, tra intuizioni brillanti e modi irriverenti, i due risolveranno i casi mettendo da parte le differenze, uniti da un rassegnato affetto e una sincera – seppur inconfessata – amicizia.

Cagnàz però nasconde un’ossessione: incastrare Maria Caterina Picciaferro, detta “la Zia” (Dora Romano), spietata boss della ‘Ndrangheta. Tra crime e ironia, la resa dei conti sarà inevitabile.

Cagnàz si articolerà in 8 episodi da 50 minuti, girati in circa 14 settimane tra Rimini e provincia.

La Fiom: in 4 anni persi 9.656 lavoratori Stellantis in Italia

Roma, 29 set. (askanews) – Tra il 2020 e il 2024 il saldo occupazionale degli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis è negativo e pari a 9.656 lavoratori. Così il leader della Fiom, Michele De Palma, a margine di una conferenza stampa. Dati che raccontano “esattamente la fuga di Stellantis dall’Italia, dai lavoratori italiani, dal nostro Paese – ha detto – siamo qui oggi per fermare questa grande fuga. Ci sono tre cifre che secondo spiegano meglio di molte parole: 14 miliardi sono state le risorse investite dall’azienda nei dividendo per gli azionisti negli ultimi quattro anni; abbiamo perso 9.656 lavoratori negli ultimi quattro anni, dal 2020 al 2024; ad oggi il 62% dei lavoratori di Stellantis è coinvolto da ammortizzatori sociali. Questa cifra riguarda uscite dal perimetro di Stellantis anche di lavoratori dell’indotto e della componentistica. Queste sono le cifre di un fallimento”. Secondo la Fiom “questo fallimento è stato determinato dalle scelte compiute dalla proprietà e dall’amministratore delegato Tavares. Oggi abbiamo un nuovo amministratore delegato col quale riteniamo urgentissimo aprire il confronto e pensiamo anche che la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, non possa più far finta che non ci sia un problema automotive”.

Marmomac 2025, nasce la joint venture ‘Hima Soul’

Verona, 29 set. (askanews) – Il marmo accompagna da sempre la storia dell’architettura e del design, e oggi continua a essere al centro di un mercato globale in crescita, stimato in oltre 40 miliardi di dollari nel 2024 e previsto in ulteriore aumento nei prossimi anni. in questo contesto che nasce Hima Soul, joint venture presentata a Verona in occasione di Marmomac 2025.

Stefano Ghirardi, AD di Marmi Ghirardi, ha dichiarato: “Questa partnership ci vede protagonisti per lo sviluppo di mercati internazionali. Credo che dal primo giorno i riscontri siano molto positivi, abbiamo ricevuto sin da subito grandi interessi”.

Il progetto prende vita dall’incontro tra tre grandi realt: Marmi Ghirardi, azienda italiana con oltre ottant’anni di esperienza; Shangyue Mining, operatore cinese con vaste riserve e capacit produttive e Qamar El-Muneir, realt saudita che porta visione strategica e respiro internazionale.

“In questo momento prematuro parlare di progetti futuri, ma stiamo pensando ad un’industria 2030/2035 grazie anche all’avvento delle ultime tecnologie come l’AI e le nuove tecniche di lavorazione”, ha aggiunto Stefano Ghirardi.

L’iniziativa ha come obiettivo quello di mettere in dialogo competenze e culture differenti con al centro una pietra naturale di origine himalayana, apprezzata per purezza e uniformit. Hima Soul vuole cos proporsi come un percorso di collaborazione che unisce mercati e visioni diverse, con uno sguardo rivolto al futuro del settore della pietra naturale.

Aka 7even si prepara a tornare live e riabbracciare i fan

Milano, 29 set. (askanews) – Aka 7even, dopo l’uscita dell’EP, Non x soldi (Columbia Records/Sony Music Italy), è pronto a riabbracciare il suo pubblico in quattro appuntamenti nei club. Il tour, inizialmente previsto per ottobre 2025, è stato riprogrammato ad aprile 2026, mantenendo invariate le location già annunciate in precedenza. Di seguito il calendario aggiornato del Non x soldi tour 2026, organizzato da Vivo Concerti: Mercoledì 8 aprile 2026 || Roma @Largo Venue Sabato 11 aprile 2026 || Pozzuoli (NA) @Duel Martedì 14 aprile 2026 || Taneto di Gattatico (RE) @Fuori Orario Giovedì 16 aprile 2026 || Milano @Magazzini Generali I biglietti precedentemente acquistati rimangono validi per le nuove date della primavera 2026. Per chi lo desiderasse, è possibile richiedere il rimborso del biglietto entro e non oltre 30 giorni dal 26 settembre 2025. Maggiori informazioni di biglietteria e rimborsi al seguente link: https://www.vivoconcerti.com/mag/notizie/aka-7even-calendario-del-tour-aggiornato

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali. Luca Marzano, in arte AKA 7EVEN, nasce il 23 Ottobre 2000. Si appassiona alla musica da giovanissimo, passione che diventa rifugio e scudo per ogni momento della sua vita. Si è contraddistinto nella ventesima edizione di Amici (2020) per le sue doti cantautorali e di poli-strumentista, scrivendo all’interno della scuola “Mi Manchi” (certificato doppio disco di platino), “Yellow”, “Mille parole” e “Loca” (triplo disco di platino). Il suo disco d’esordio “AKA 7EVEN” (Columbia Records Italy/Sony Music Italy), certificato disco di platino, esce nel 2021, seguito in estate dall'”AKA 7EVEN SUMMER EDITION”, arricchito dai remix di “Black”, “Blue” e “Luna”. Nel settembre 2021 è al Festival del Cinema di Venezia per la colonna sonora de La Regina di Cuori. La fine del 2021 di Aka 7even è coronata da altri traguardi importantissimi: il suo primo libro “7 vite”, edito da Mondadori, esce a novembre, anticipato dal singolo “6PM”; la vittoria come BEST ITALIAN ACT agli MTV EMAs e l’annuncio della partecipazione tra i Big della 72esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Perfetta così” (ad oggi certificato platino). Nel 2022, ad aprile vince il Nickelodeon Kids’ Choice Award come miglior artista italiano, a maggio torna con il nuovo singolo “Come la prima volta”, a luglio con “TOCA” feat. Guè (certificato disco d’oro), e a novembre con la ballad “Non piove più”. Nell’estate 2023 pubblica il singolo “Rock’n’roll” e il 12 gennaio del 2024 pubblica “Non dimenticare” accompagnato dall’uscita del videoclip creato grazie al contributo delle clip inviate dai propri fan, seguito da “Notte fonda”, ad aprile. Dopo un anno di silenzio, torna nel 2025 con il suo nuovo EP, “Non x soldi”. Aka 7even colpisce per ecletticità e personalità ed è considerato uno dei più promettenti talenti del nuovo cantautorato urban-pop italiano, collezionando ad oggi un totale di 280 milioni di stream audio e video.

"Volevo Essere un Duro" di Lucio Corsi miglior videoclip dell’anno

Milano, 29 set. (askanews) – Sarà Lucio Corsi a ricevere, il 2 ottobre, il riconoscimento come miglior videoclip italiano dell’anno della nona edizione di IMAGinACTION, il Festival Internazionale del videoclip che si terrà a Ravenna dal 2 al 4 ottobre 2025.

Il premio, assegnato ogni anno dall’Academy del Festival, composta da alcuni tra i più autorevoli giornalisti, critici musicali e professionisti del mondo dello spettacolo, premierà l’originalità, la forza narrativa e la qualità artistica del videoclip di “Volevo Essere un Duro”, diretto da Tommaso Ottomano e pubblicato da Sugar Music.

Euro digitale, Nagel: è il progetto più importante dell’Eurosistema

Roma, 29 set. (askanews) – “Quello che ho imparato in questi ultimi anni è che l’euro digitale è il progetto più importante dell’Eurosistema. E c’è una ragione molto semplice: perché è sul diventare più resilienti”. Lo ha affermato il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, durante un dibattito alla conferenza Sibos, organizzata dal gruppo Swift a Francoforte.

“Penso che qui abbiamo imparato duramente la lezione, con la guerra in Ucraina, nel febbraio 2022, mentre la Germania era pesantemente dipendente dalla Russia e abbiamo dovuto renderci meno dipendenti e più resilienti”, ha proseguito. L’euro digitale “è una forma digitale di moneta della banca centrale, che in un mondo che diventa più digitale in definitiva è una conseguenza logica”. E se “vediamo l’Europa che sia un player importante nel mondo ci serve una soluzione digitale per fare i nostri pagamenti”.

Nagel ha voluto raccontare un aneddoto: “tre anni mi recavo a un incontro in Marocco (presumibilmente le assemblee del Fmi-ndr), ho preso il mio aereo Lufthansa e sono tornato indietro da Francoforte, quando arriviamo alla quota di volo e c’è l’annuncio che iniziano i servizi e che il contante non è più consentito, ma che puoi pagare con MasterCard, Visa, Google Pay e, mi pare, Apple Pay. Mi restano quattro anni da presidente della Bundesbank e spero che sul finale potrò sentire che si può pagare anche con l’euro digitale”. (fonte immagine: Sibos).

A Fondazione ICA Milano tre giovani artisti in mostra

Milano, 29 set. (askanews) – Fondazione ICA Milano, diretta da Alberto Salvadori, presenta al pubblico per l’autunno 2025 tre progetti espositivi inediti dedicati agli artisti Oliver Osborne, Lewis Hammond e Isabella Costabile. Attraverso ricerche e sensibilit personali, ciascun artista affronta la propria relazione con l’arte, con la dimensione personale e il contesto storico e sociale.

Chiara Nuzzi, curatrice di Black Milk e co-curatrice insieme a Gabriella Rebello Kolandra di Whose is this?, racconta a Askanews l’intero progetto espositivo: “Per questa riapertura autunnale abbiamo deciso di presentare tre mostre personali dedicate al lavoro di artisti internazionali di giovani generazioni: Oliver Osborne dell’85, Lewis Hammond dell’87 e Isabella Costabile, un’artista italiana del ’91. Il fil rouge che tiene insieme queste tre mostre un po’ un’indagine mossa dagli artisti attraverso le loro pratiche rispetto a quale pu essere il ruolo dell’arte contemporanea oggi in un presente cos complesso, cos stratificato, cos critico.

In particolar modo ci troviamo ora al pian terreno all’interno della mostra Black Milk di Lewis Hammond, un’artista inglese di base a Berlino, che utilizza la pittura per esplorare i propri paesaggi interiori, le proprie instabilit sia emotive che pi sociali, pi collettive. Il tema quello della fede, della speranza: l’artista si interroga e ci interroga, in quanto spettatori, su come possa esistere al giorno d’oggi effettivamente ancora un senso di fede, un senso di speranza, sia individuale che collettivo. Ci sono diversi riferimenti al mondo religioso cristiano-cattolico: ci sono delle immagini iconografiche che riprendono l’iconografia dell’arte antica e che lui trasporta all’interno del suo lessico visivo pittorico: tendenzialmente sono quasi sempre figure individuali, ma ci sono anche dei momenti pi corali, delle immagini collettive a testimoniare una direzione di ritrovamento di questo senso di fede proprio attraverso la collettivit.

Per quanto riguarda la mostra Whose is this? di Isabella Costabile allestita nella Project Room, raccoglie cinque opere realizzate prevalentemente tra il 2025 e il 2024 appositamente per la mostra. Utilizzano un linguaggio pi essenziale, quasi chirurgico rispetto alle composizioni realizzate in precedenza dall’artista. Le opere anteriori alla mostra sono un assemblaggio di oggetti diversi fino a formare delle nuove figure degli esseri antropomorfi con degli elementi quasi alieni. In questo caso vediamo che le figure, le creature, sono pi essenziali. Riusciamo facilmente a riconoscere quali sono gli oggetti che le hanno composte. Eppure c’ anche un elemento molto autobiografico, poich appunto sono tendenzialmente oggetti che l’artista ha recuperato da garage di famiglia o nella sua citt. Poi l’artista si interroga su qual il senso di avere una pratica artistica oggi e riprende proprio il titolo: di chi sono questi oggetti dopo che sono stati alterati dall’artista? E c’ un’interrogarsi sull’autorialit e sulla propriet dell’opera”.

La terza mostra al piano superiore della sede di ICA Milano The Sleeping Guard di Oliver Osborne, la sua prima personale in un’istituzione italiana, a cura di Alberto Salvadori. Osborne esplora ci che la pittura ancora in grado di comunicare nell’era digitale. I suoi lavori intrecciano riferimenti alla storia dell’arte, alla narrazione personale e al contesto locale milanese. Come racconta lo stesso Osborne: “In questo momento digitale c’ moltissimo che riguarda la simultaneit, l’essere in pi spazi o tempi allo stesso tempo, tanto che una sorta di dislocazione psicologica ha iniziato a influenzare molti pittori. In questo senso, includere i miei figli nel lavoro mi sembra urgente. Tornare continuamente agli stessi soggetti crea, per me, le condizioni per l’inaspettato, costringendomi ad andare oltre ci che gi riconosco. una sorta di creativit attraverso la pazienza”.

The Sleeping Guard di Oliver Osborne realizzata con il sostegno della galleria GI MARCONI di Milano, Black Milk di Lewis Hammond con il sostegno della Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo e delle gallerie Arcadia Missa and 47 Canal e Whose is this? di Isabella Costabile grazie al supporto della galleria le vite di Milano. ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo main sponsor, Eni main partner e Valsoia per il supporto alla programmazione e alle attivit.

Mattarella: preoccupa il riaffiorare di unilateralismo e uso della forza

Milano, 29 set. (askanews) – Con il presidente del Kazakhistan Kassym-Jomart Tokayev “abbiamo parlato anche della situazione internazionale con la preoccupazione di vedere riaffiorare dei comportamenti con criteri di carattere unilaterale e con ricorso alla forza militare. Fenomeni che speravo fossero ormai banditi o perlomeno in regressione nella storia del mondo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con l’omologo kazako al palazzo presidenziale di Astana.

“È importante fare riferimento a tutti gli sforzi possibili che vi sono per mettere pace nel mondo e per ribadire l’importanza del multilateralismo e della pari dignità di ogni Stato”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Tennis, Sinner: "Contento di come ho lottato"

Roma, 29 set. (askanews) – “Il primo set è iniziato bene, abbiamo giocato bene entrambi nel 2°. Può raggiungere picchi molto alti, lo sapevo”. Così Jannik Sinner dopo il successo a Pechino che gli apre le porte della semifinale. “Ho sbagliato un paio di cose alla fine – continua – ho faticato a tenere il servizio ma sono contento per come ho lottato. Vogliamo finire alla grande, è ciò per cui ci alleniamo. La fiducia è importante, sono soddisfatto della vittoria. Era difficile oggi cambiare velocità. Questi campi sono unici e lenti, è difficile ottenere punti. E’ una grande sfida, mi aspetto una partita difficile con De Minaur”

Mattarella: preoccupa riaffiorare unilateralismo e uso della forza

Milano, 29 set. (askanews) – Con il presidente del Kazakhistan Kassym-Jomart Tokayev “abbiamo parlato anche della situazione internazionale con la preoccupazione di vedere riaffiorare dei comportamenti con criteri di carattere unilaterale e con ricorso alla forza militare. Fenomeni che speravo fossero ormai banditi o perlomeno in regressione nella storia del mondo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con l’omologo kazako al palazzo presidenziale di Astana.

“È importante fare riferimento a tutti gli sforzi possibili che vi sono per mettere pace nel mondo e per ribadire l’importanza del multilateralismo e della pari dignità di ogni Stato”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Moldova, Von der Leyen: dai moldavi una "scelta chiara"

Roma, 29 set. (askanews) – “Moldova, ci sei riuscita di nuovo”, ha dichiarato pochi minuti fa sul proprio profilo X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, commentando il risultato elettorale delle ultime elezioni in Moldova che hanno attestato una larga vittoria del partito europeista.

“Nessun tentativo di seminare paura o divisione ha potuto infrangere la tua determinazione. Hai fatto una scelta chiara: Europa. Democrazia. Libertà”, ha scritto von der Leyen.

“La nostra porta è aperta. E saremo al tuo fianco in ogni fase del cammino. Il futuro è tuo”, ha concluso la presidente.

Istat: ad agosto export extra Ue -8,1%, su anno -7,7%

Roma, 29 set. (askanews) – Ad agosto si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una marcata flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le esportazioni (-8,1%) rispetto alle importazioni (-7,1%). Lo ha reso noto l’Istat.

La contrazione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di beni strumentali (-16,7%), beni di consumo durevoli (-9,4%) e non durevoli (-7,8%); aumentano, invece, le esportazioni di energia (+5,9%) e beni intermedi (+2,2%). Dal lato dell’import, si rilevano diminuzioni congiunturali diffuse, le più ampie per beni di consumo non durevoli (-16,5%), beni intermedi (-6,1%) e beni di consumo durevoli (-5,1%).

Ad agosto l’export si riduce su base annua del 7,7% (era +9,9% a luglio). La flessione tendenziale dell’export nazionale verso i mercati extra Ue si deve alle minori vendite di beni di consumo durevoli (-26,3%) e non durevoli (-13,2%) e beni strumentali (-8,4%), mentre crescono le esportazioni di energia (+23,7%) e beni intermedi (+1,9%). L’import registra una flessione tendenziale più contenuta (-3,1%), che riguarda tutti i raggruppamenti, tranne i beni di consumo non durevoli, in forte aumento (+23%).

Nel trimestre giugno-agosto 2025, rispetto al precedente, l’export è pressoché stazionario (-0,1%). Tale dinamica è sintesi di una riduzione delle vendite di beni di consumo durevoli (-6,2%) e non durevoli (-4,6%) e di un aumento delle esportazioni di energia (+21,2%), beni strumentali (+2,5%) e beni intermedi (+2,1%). Nello stesso periodo, l’import diminuisce dello 0,8%, per effetto della riduzione degli acquisti di tutti i raggruppamenti, a esclusione di beni strumentali (+3,5%).

Ad agosto l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +1.777 milioni di euro (+2.794 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico (-3.571 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.244 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da 7.038 milioni di agosto 2024 a 5.348 milioni di agosto 2025.

Ad agosto si rilevano riduzioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; le più ampie riguardano Turchia (-26,1%) e Stati Uniti (-21,2%). Aumentano soltanto le vendite verso Regno Unito (+4,9%) e Svizzera (+4,7%).

Le importazioni da Regno Unito (-36,6%) e paesi OPEC (-27,1%) registrano le contrazioni tendenziali più ampie; diminuiscono anche gli acquisti da India (-9,7%), Cina (-7,1%) e paesi MERCOSUR (-5,8%). Per contro, crescono le importazioni da Stati Uniti (+68,5%) e paesi Asean (+13,6%).

Istat: ad agosto export extra Ue -8,1%, su anno -7,7%

Roma, 29 set. (askanews) – Ad agosto si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, una marcata flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le esportazioni (-8,1%) rispetto alle importazioni (-7,1%). Lo ha reso noto l’Istat.

La contrazione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di beni strumentali (-16,7%), beni di consumo durevoli (-9,4%) e non durevoli (-7,8%); aumentano, invece, le esportazioni di energia (+5,9%) e beni intermedi (+2,2%). Dal lato dell’import, si rilevano diminuzioni congiunturali diffuse, le più ampie per beni di consumo non durevoli (-16,5%), beni intermedi (-6,1%) e beni di consumo durevoli (-5,1%).

Ad agosto l’export si riduce su base annua del 7,7% (era +9,9% a luglio). La flessione tendenziale dell’export nazionale verso i mercati extra Ue si deve alle minori vendite di beni di consumo durevoli (-26,3%) e non durevoli (-13,2%) e beni strumentali (-8,4%), mentre crescono le esportazioni di energia (+23,7%) e beni intermedi (+1,9%). L’import registra una flessione tendenziale più contenuta (-3,1%), che riguarda tutti i raggruppamenti, tranne i beni di consumo non durevoli, in forte aumento (+23%).

Nel trimestre giugno-agosto 2025, rispetto al precedente, l’export è pressoché stazionario (-0,1%). Tale dinamica è sintesi di una riduzione delle vendite di beni di consumo durevoli (-6,2%) e non durevoli (-4,6%) e di un aumento delle esportazioni di energia (+21,2%), beni strumentali (+2,5%) e beni intermedi (+2,1%). Nello stesso periodo, l’import diminuisce dello 0,8%, per effetto della riduzione degli acquisti di tutti i raggruppamenti, a esclusione di beni strumentali (+3,5%).

Ad agosto l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +1.777 milioni di euro (+2.794 milioni nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico (-3.571 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.244 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da 7.038 milioni di agosto 2024 a 5.348 milioni di agosto 2025.

Ad agosto si rilevano riduzioni su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; le più ampie riguardano Turchia (-26,1%) e Stati Uniti (-21,2%). Aumentano soltanto le vendite verso Regno Unito (+4,9%) e Svizzera (+4,7%).

Le importazioni da Regno Unito (-36,6%) e paesi OPEC (-27,1%) registrano le contrazioni tendenziali più ampie; diminuiscono anche gli acquisti da India (-9,7%), Cina (-7,1%) e paesi MERCOSUR (-5,8%). Per contro, crescono le importazioni da Stati Uniti (+68,5%) e paesi Asean (+13,6%).

Mattarella: difendere libertà sempre, a ogni latitudine

Milano, 29 set. (askanews) – “Ricordare è un dovere. Ricordare è un seme di umanità che va sempre coltivato, perché contiene i valori fondativi della nostra comunità. Ricordare è anche spinta all’impegno perché non accada mai più che le volontà di dominio cancellino i diritti umani, che le strategie di annientamento calpestino la vita e la sua irriducibile dignità”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una dichiarazione in ricordo dell’eccidio di Marzabotto.

“La storia insegna. Della storia un popolo vuol essere costruttore. È questa l’essenza della libertà e dell’indipendenza. Che vanno difese sempre, con coerenza, senza opportunismi, a ogni latitudine”, ha aggiunto Mattarella.

Castello di Rivoli, tre commissioni a Castelli, Ourahmane e Murillo

Torino, 29 set. (askanews) – Il Castello di Rivoli continua a intensificare il proprio rapporto con gli artisti contemporanei introducendo nuove opere commissionate per la collezione del museo torinese. “Inserzioni – ha spiegato ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello – una nuova serie che inauguriamo oggi al Castello di Rivoli che vede protagonisti, artisti del nostro tempo, artisti che sono particolarmente significativi oggi e che vengono commissionati a una collaborazione con l’edificio del Castello, a una specie di dialogo con l’architettura barocca, con l’architettura non finita dell’istituzione portando quindi la loro visione del futuro nel passato storico dell’edificio”.

Gli artisti scelti per quest’anno sono tre. Guglielmo Castelli ha presentato una nuova serie scultorea, che vede alcuni dei personaggi che popolano i suoi dipinti esibirsi in forma bidimensionale in curiosi ambienti tridimensionali che restituiscono un’idea di infanzia silenziosa e d’attesa. Lydia Ourahmane ha proposto una composizione scritta per tre cantanti ciechi che si sviluppa in due stanze del museo. Appena visibile, ma percepibile al tatto, la partitura incastonata nelle pareti di ogni stanza. Infine Oscar Murillo ha realizzato un affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate l’installazione esplora una tensione tra visione e vastit.

Inoltre i collezionisti del gruppo Collective hanno, come avviene ogni due anni, assegnato un premio e propongono acquisizioni al Castello. “In questo caso – ha aggiunto Manacorda – abbiamo esposto oggi per la prima volta un’opera di Adji Dieye, un’artista di origine italiana e senegalese che ha vissuto in Italia dalla sua nascita, ma che lavora con archivi di immagini relativi anche al Paese di origine della sua famiglia, all’impatto della colonizzazione e della decolonizzazione e alla diffusione a mezzo dei mass media di immagini e della loro importanza politica e sociale”.

Altre acquisizioni poi hanno riguardato opere di Piero Gilardi e Roberto Cuoghi. Inoltre la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte ha presentato il calendario delle iniziative autunnali. Interferenze, programma avviato nel 2024, trasforma la casa-museo in un laboratorio dialogico. Confluenze invece il dispositivo espositivo che, attraverso prestiti mirati di opere importanti, accende nuove letture della Collezione Cerruti.

Israele, Herzog potrebbe graziare Netanyahu

Roma, 29 set. (askanews) – Il presidente israeliano Isaac Herzog potrebbe concedere la grazia a Benjamin Netanyahu per il processo per corruzione in cui è imputato il premier: lo ha dichiarato lo stesso Herzog alla radio dell’esercito. “Il caso Netanyahu grava molto sulla società israeliana. Se ci sarà una richiesta o un procedimento giudiziario, lo renderò pubblico in piena trasparenza. Valuterò la soluzione migliore per lo Stato e tutte le altre considerazioni”, ha concluso.

Natanyahu è accusato di corruzione frode e abuso di fiducia; il premier – che ha disertato o fatto annullare numerose udienze per la situazione bellica – ha negato qualsiasi illecito affermando che le accuse sono di matrice politica.

Netanyahu alla Casa Bianca per la possibile svolta su Gaza

Roma, 29 set. (askanews) – Un incontro, un pranzo e soprattutto una conferenza stampa: la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca non sembra voler concludersi senza un annuncio e difficilmente Donald Trump si accontenterebbe di qualcosa di meno di un accordo per mettere fine al conflitto a Gaza – soprattutto dopo l’ottimismo espresso pubblicamente più volte negli ultimi giorni.

Ed è certo che per Trump si tratterebbe di una svolta positiva: gli regalerebbe un successo diplomatico notevole che – almeno nel breve termine – eclisserebbe gli insuccessi sul fronte russo-ucraino, oltre a gettare le basi per una stabilizzazione del Medio oriente concordata anche con i Paesi arabi, nel quadro dell’allargamento degli accordi di Abramo; inoltre, potrebbe disinnescare anche la potenziale (e ormai imminente) crisi della flottiglia degli aiuti umanitari. Fuori dall’Oval Office, la realtà tuttavia è più complessa: a spingere per un’intesa sono ovviamente i familiari degli ostaggi israeliani, che si sono rivolti allo stesso Trump in una lettera in cui lo hanno ringraziato per i suoi sforzi invitandolo a “non arretrare di fronte a qualsiasi tentativo di sabotare l’intesa”.

Che di certo non mancano: prima ancora di Hamas – che non è ancora stata informata dei termini dell’accordo – è l’ultradestra israeliana che preme per continuare il conflitto e per procedere con l’annessione della Cisgiordania: i leader dei coloni hanno incontrato Netanyahu prima della partenza per Washington e gli hanno ribadito il messaggio, “no allo Stato palestinese, sì all’annessione”. Dal lato arabo, esiste un’adesione di massima ma non è chiaro se il premier israeliano – che avrà il vantaggio di essere l’ultimo a vedere Trump – insisterà per dei cambiamenti dell’ultim’ora, come la partecipazione dell’Anp e il rifiuto di uno Stato palestinese, che i Paesi arabi considerano delle linee rosse.

Rimane poi il nodo di Hamas: come detto, non sarebbe stata informata sul contenuto della proposta in ventuno punti, anche se l’intesa prevede la possibilità di una sua applicazione parziale anche in assenza del via libera dell’organizzazione; e senza la liberazione degli ostaggi, sembra difficile che Israele possa a sua volta accettare. L’ultimo scoglio poi è proprio Netanyahu: le circostanze politiche e personali che lo hanno portato a proseguire una guerra ad ogni costo non sono certo cambiate. Il suo governo dipende sempre dal sostegno dell’ultradestra, la sua permanenza al potere dal proseguire una guerra che gli eviti il redde rationem non solo di quanto accaduto il 7 ottobre, ma soprattutto dei tre processi per corruzione che lo vedono imputato.

Su questo punto si intravede però la possibilità di una svolta che potrebbe facilitare non poco il sì di Israele – vale a dire, di Netanyahu – ad un accordo: il presidente israeliano Isaac Herzog ha fatto balenare la possibilità di una grazia per il premier, “considerando che cosa sia meglio per il bene dello Stato”; il che in questo caso coincide con quanto sia meglio per Netanyahu.

Se tutte le tessere del rompicapo andranno a posto lo si vedrà stasera: una roadmap concordata sarebbe quanto meno una base solida su cui costruire in vista di un’applicazione degli eventuali accordi che si preannuncia tutt’altro che semplice.

Lufthansa annuncia tagli a 4.000 posti di lavoro amministrativi

Roma, 29 set. (askanews) – Lufthansa ha annunciato l’intenzione di ridurre 4.000 posti di lavoro nel settore amministrativo da qui al 2030. Con un comunicato, il gruppo precisa che il riassetto punta ad aumentare in maniera rilevante la redditività per la fine del decennio, fissando degli obiettivi finanziari di medio ambiziosi per raggiungere “livelli di ritorni sostenibili e attrattivi per gli azionisti”.

Le intenzioni di ridurre l’organico amministrativo erano state oggetto di anticipazioni di stampa nei giorni scorsi, tuttavia l’ammontare dei tagli sembra eccedere le indicazioni giunte finora. Il taglio riguarda un settore su cui Lufthansa conta circa 15.000 dipendenti, rispetto ai suoi circa 103.000 addetti totali.

Nei mesi scorsi, Lufthansa ha rilevato il 41% di Ita Airways, nell’ambito di un accordo che prevede che assuma il controllo completo del vettore italiano.

Il piano di riassetto prevede di portare i margini di redditività lorda (Adjusted Ebit Margin) in una forchetta dell’8-10% nel periodo 2028-2030; di alzare la redditività sul capitale al 15-20% e di arrivare a una generazione di cassa per circa 2,5 miliardi di euro l’anno, secondo quanto riporta il comunicato della società. (fonte immagine: Lufthansa).

I Baltici hanno paura. Con qualche ragione

Profondità strategica. Quella che ha l’Ucraina ma non hanno i paesi baltici. Estonia, Lettonia, Lituania cubano solo 175 mila kmq, strette fra il Mar Baltico e Russia e Bielorussia, incombenti su di loro. Insieme hanno una popolazione di soli 6 milioni di abitanti, impossibilitati – ovviamente – a costituire Forze Armate importanti dal punto di vista numerico.

Una paura antica e mai sopita

Sono molte le ragioni che alimentano, non da oggi, le paure dei cittadini di quella regione. Aumentate di molto dopo l’attacco russo a Kyiv e quasi trasformatesi in incubo nelle ultime settimane, scandite dalle incursioni di droni russi negli spazi aerei anche di altri paesi dell’area.

La “paura russa” dei baltici è atavica e comunque, per rimanere allo scorso secolo, essa deriva dall’invasione dei loro territori attuata da Stalin nel 1940 e della definitiva occupazione nel 1944 con annessa inclusione nell’URSS. Con le conseguenze connesse, sempre, in casi simili: deportazioni di massa, annullamento della cultura locale, persecuzione religiosa, cancellazione di ogni forma di dissenso. Avvenimenti troppo recenti per essere stati dimenticati in questi 35 anni di libertà dal giogo sovietico.

Dalla Transnistria alla Crimea

Durante i quali la paura è stata alimentata dalle azioni condotte da Mosca in territori quali la Transnistria in Moldova, o l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud in Georgia o, ancora, la Crimea in Ucraina. Regioni ove la presenza di consistenti minoranze russofone hanno giustificato interventi di varia natura, anche militare, voluti e diretti dal Cremlino.

In Estonia vive una consistente minoranza russa, che nella provincia di Narva è addirittura maggioritaria. In Lettonia la situazione è simile, appena un po’ attenuata: e comunque pure lì v’è una provincia, Latgalia, a maggioranza russofona. E ora tutti sappiamo che Putin vuole “proteggere” queste popolazioni, a suo dire sempre, invariabilmente, oppresse nei loro diritti dai governi nazionali locali.

Il tallone d’Achille baltico

Laddove questo problema è minore, come in Lituania, incombe però la questione geografica. La scarsa profondità, appunto. E Vilnius, a soli 30 km dal confine con la Bielorussia, deve fare i conti con l’ormai famoso Suwalki Gap (ne abbiamo scritto anche qui più volte), il corridoio di 65 km che costituisce l’esile confine fra Lituania e Polonia, stretto fra Kaliningrad (l’exclave russa sul Baltico) a ovest e Bielorussia a est: “il più pericoloso posto al mondo”, ha sentenziato a suo tempo l’autorevole Politico.

Il più pericoloso forse no, ma un vero tallone d’Achille per le nazioni baltiche certo sì (Nato’s Achilles’ heel lo definiscono al Quartier Generale dell’Alleanza): velocemente occupabile con un’incursione orchestrata in poche ore, che separerebbe fisicamente le tre nazioni baltiche dalla Polonia e dunque dall’Alleanza Atlantica, alla quale aderirono prontamente, già nel 1999, proprio in quanto consapevoli del pericolo incombente su di loro.

Difesa e riarmo

Plasticamente ricordatogli dalla Duma nel 2015, quando revocò, con una legge in qualche modo simbolica, priva di qualsiasi fondamento giuridico ma significativa nel suo messaggio politico, il diritto di Estonia, Lettonia e Lituania a separarsi dall’URSS (resuscitata per l’occasione!). Una provocazione, è evidente. Contenente però un avvertimento implicito: “prima o poi tornerete qui”. Del resto, il Cremlino ha sempre considerato l’allargamento della NATO sino ai suoi confini una minaccia reale, alla quale è indispensabile rispondere.

E così Tallinn, Riga e Vilnius sono corse ai ripari: aumentando sin oltre il 5% del PIL le spese per la difesa, incrementando numericamente gli effettivi nei rispettivi eserciti, sollecitando la NATO a rafforzare la loro protezione (fino alla recente operazione “Sentinella dell’Est”), istituendo una “Baltic Line of Defence” sul terreno costituita da recinzioni, bunker, barriere in cemento armato, utili a frenare una possibile invasione da terra. Da bloccare anche con la disseminazione di mine antiuomo. A tal fine ritirandosi, con Polonia e Finlandia, dal Trattato di Ottawa che le proibisce.

Anche a questo – segno dei tempi oscuri che stiamo vivendo – ha portato la svolta nella Storia avviata nel febbraio 2022.

Barak contro Netanyahu: “Israele non coincide con questo governo”.

Israele non va confuso con Netanyahu. È questo il messaggio forte che Ehud Barak, ex primo ministro e generale dell’esercito, ha rilanciato nell’intervista rilasciata ieri a Monica Maggioni durante “In Mezz’ora” su RaiTre. Una presa di posizione che aggiorna e rafforza la linea critica già più volte espressa dall’ex premier, sempre più netta alla luce della prosecuzione della guerra e del crescente isolamento politico di Tel Aviv.

Un governo senza legittimità

“Il governo Netanyahu è illegittimo da più di un anno e non è indipendente, deve ascoltare molto bene ciò che dice Trump”. Con queste parole Barak ha accusato l’attuale leadership di non difendere la sicurezza di Israele ma di servire soltanto a garantire la sopravvivenza politica del premier. Per l’ex capo di governo, il Paese rischia di trovarsi prigioniero delle convenienze personali di un uomo piuttosto che di una strategia condivisa.

Il peso degli alleati radicali

Barak non ha mancato di puntare il dito anche contro i partner più estremisti della coalizione, da Itamar Ben-Gvir a Bezalel Smotrich, responsabili a suo avviso di condizionare pesantemente le scelte strategiche. Un fattore che rende il governo incapace di definire obiettivi chiari e di riaprire un percorso politico con i palestinesi. La paralisi interna, avverte Barak, è il vero tallone d’Achille di Israele.

Una voce che conta ancora

Barak, non più ai vertici del potere, conserva tuttavia prestigio e influenza. La sua è una voce importante, che rafforza le attese di pace e sottolinea l’urgenza di una svolta. Attese rese più vive anche dalle dichiarazioni di Donald Trump nelle ultime ore circa la possibilità di giungere a un accordo di pace in un quadro di stabilità per tutto il Medio Oriente. 

L’augurio di una svolta imminente e decisiva

In questo quadro resta aperta la vicenda della Flotilla, che prosegue la sua avventura con il rischio di gravi incidenti, non si sa fino a che punto controllabili. Proprio per questo l’auspicio di Barak – condiviso da molti osservatori – è che gli sforzi della diplomazia pieghino l’oltranzismo di Netanyahu e che Israele accolfa la prospettiva di un equilibrio capace di assicurare sicurezza e prospettiva di pace.

La politica estera e la serietà delle coalizioni

Credo che sulla politica estera, d’ora in poi, non si può più scherzare. Detto con altre parole, non ci si può più permettere il lusso di costruire alleanze dove la politica estera è solo ed esclusivamente una variabile indipendente rispetto alla costruzione del progetto complessivo della coalizione stessa. Soprattutto in una fase storica caratterizzata da conflitti veri, minacce di altre guerre e contrapposizioni frontali tra le superpotenze e i rispettivi sistemi politici.

La domanda centrale

Ora, l’unica domanda a cui nel nostro paese, e anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, occorrerà dare una risposta politica chiara ed inequivocabile è la seguente. Ovvero, si devono costruire alleanze e coalizioni che hanno quasi l’unico ed esclusivo obiettivo di annientare e distruggere l’avversario/nemico oppure, e al contrario, dare la priorità alla coerenza e alla serietà di un programma politico e di governo? Questa era, e resta, la domanda centrale a cui prima o poi tutte le forze politiche sono chiamate a dare una risposta precisa e non dettata solo e soltanto dall’opportunismo e dal tatticismo dilagante. E questo, e a maggior ragione, registrando proprio le svariate posizioni che i partiti e le rispettive coalizioni manifestano concretamente su questo versante.

Le contraddizioni delle coalizioni

Sul fronte dell’attuale maggioranza di governo la politica estera viene, e per fortuna, progettata e guidata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Esteri. Ma, al contempo, non possiamo dimenticare la presenza in questa alleanza di un partito dichiaratamente anti europeista e filo russo come la Lega di Salvini.

Sul versante del cosiddetto ‘campo largo’, e com’è evidente a tutti quelli che non sono accecati da pregiudizi politici ed ideologici, è sufficientemente chiaro che il collante che tiene unito quel cartello elettorale è solo ed esclusivamente il radicale antagonismo nei confronti del centro destra. Con tanti saluti, come ovvio e persin plateale, di tutto ciò che può rappresentare uno straccio di coerenza politica e programmatica. E proprio il campo della politica estera è il terreno dove si possono misurare le diversità politiche e strategiche abissali. E non è neanche il caso di registrare le ormai svariate e croniche spaccature sulle varie mozioni – tutte rigorosamente diverse ed alternative le une dalle altre – ogniqualvolta si vota qualche provvedimento su questi temi nel Parlamento nazionale o in quello europeo.

La cartina di tornasole

Ecco perché proprio la politica estera è destinata a diventare la vera cartina di tornasole della stessa credibilità, nonché della coerenza, della politica italiana. Delle due l’una. O prevale la logica del solo pallottoliere a scapito di qualsiasi coerenza e della stessa governabilità oppure, e al contrario, saranno la coerenza e la trasparenza del progetto politico ad avere il sopravvento.

Purtroppo la stagione dove c’era un partito, la Dc, che aveva un chiaro e coerente progetto di politica estera è definitivamente alle nostre spalle. Tocca ai nuovi protagonisti, oggi, dimostrare concretamente che la coerenza di una proposta in materia di politica estera è ancora una strada praticabile. Sempreché la politica non si riduca ad essere solo e soltanto opportunismo, trasformismo e cinismo.