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Lufthansa annuncia tagli a 4.000 posti di lavoro amministrativi

Roma, 29 set. (askanews) – Lufthansa ha annunciato l’intenzione di ridurre 4.000 posti di lavoro nel settore amministrativo da qui al 2030. Con un comunicato, il gruppo precisa che il riassetto punta ad aumentare in maniera rilevante la redditività per la fine del decennio, fissando degli obiettivi finanziari di medio ambiziosi per raggiungere “livelli di ritorni sostenibili e attrattivi per gli azionisti”.

Le intenzioni di ridurre l’organico amministrativo erano state oggetto di anticipazioni di stampa nei giorni scorsi, tuttavia l’ammontare dei tagli sembra eccedere le indicazioni giunte finora. Il taglio riguarda un settore su cui Lufthansa conta circa 15.000 dipendenti, rispetto ai suoi circa 103.000 addetti totali.

Nei mesi scorsi, Lufthansa ha rilevato il 41% di Ita Airways, nell’ambito di un accordo che prevede che assuma il controllo completo del vettore italiano.

Il piano di riassetto prevede di portare i margini di redditività lorda (Adjusted Ebit Margin) in una forchetta dell’8-10% nel periodo 2028-2030; di alzare la redditività sul capitale al 15-20% e di arrivare a una generazione di cassa per circa 2,5 miliardi di euro l’anno, secondo quanto riporta il comunicato della società. (fonte immagine: Lufthansa).

I Baltici hanno paura. Con qualche ragione

Profondità strategica. Quella che ha l’Ucraina ma non hanno i paesi baltici. Estonia, Lettonia, Lituania cubano solo 175 mila kmq, strette fra il Mar Baltico e Russia e Bielorussia, incombenti su di loro. Insieme hanno una popolazione di soli 6 milioni di abitanti, impossibilitati – ovviamente – a costituire Forze Armate importanti dal punto di vista numerico.

Una paura antica e mai sopita

Sono molte le ragioni che alimentano, non da oggi, le paure dei cittadini di quella regione. Aumentate di molto dopo l’attacco russo a Kyiv e quasi trasformatesi in incubo nelle ultime settimane, scandite dalle incursioni di droni russi negli spazi aerei anche di altri paesi dell’area.

La “paura russa” dei baltici è atavica e comunque, per rimanere allo scorso secolo, essa deriva dall’invasione dei loro territori attuata da Stalin nel 1940 e della definitiva occupazione nel 1944 con annessa inclusione nell’URSS. Con le conseguenze connesse, sempre, in casi simili: deportazioni di massa, annullamento della cultura locale, persecuzione religiosa, cancellazione di ogni forma di dissenso. Avvenimenti troppo recenti per essere stati dimenticati in questi 35 anni di libertà dal giogo sovietico.

Dalla Transnistria alla Crimea

Durante i quali la paura è stata alimentata dalle azioni condotte da Mosca in territori quali la Transnistria in Moldova, o l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud in Georgia o, ancora, la Crimea in Ucraina. Regioni ove la presenza di consistenti minoranze russofone hanno giustificato interventi di varia natura, anche militare, voluti e diretti dal Cremlino.

In Estonia vive una consistente minoranza russa, che nella provincia di Narva è addirittura maggioritaria. In Lettonia la situazione è simile, appena un po’ attenuata: e comunque pure lì v’è una provincia, Latgalia, a maggioranza russofona. E ora tutti sappiamo che Putin vuole “proteggere” queste popolazioni, a suo dire sempre, invariabilmente, oppresse nei loro diritti dai governi nazionali locali.

Il tallone d’Achille baltico

Laddove questo problema è minore, come in Lituania, incombe però la questione geografica. La scarsa profondità, appunto. E Vilnius, a soli 30 km dal confine con la Bielorussia, deve fare i conti con l’ormai famoso Suwalki Gap (ne abbiamo scritto anche qui più volte), il corridoio di 65 km che costituisce l’esile confine fra Lituania e Polonia, stretto fra Kaliningrad (l’exclave russa sul Baltico) a ovest e Bielorussia a est: “il più pericoloso posto al mondo”, ha sentenziato a suo tempo l’autorevole Politico.

Il più pericoloso forse no, ma un vero tallone d’Achille per le nazioni baltiche certo sì (Nato’s Achilles’ heel lo definiscono al Quartier Generale dell’Alleanza): velocemente occupabile con un’incursione orchestrata in poche ore, che separerebbe fisicamente le tre nazioni baltiche dalla Polonia e dunque dall’Alleanza Atlantica, alla quale aderirono prontamente, già nel 1999, proprio in quanto consapevoli del pericolo incombente su di loro.

Difesa e riarmo

Plasticamente ricordatogli dalla Duma nel 2015, quando revocò, con una legge in qualche modo simbolica, priva di qualsiasi fondamento giuridico ma significativa nel suo messaggio politico, il diritto di Estonia, Lettonia e Lituania a separarsi dall’URSS (resuscitata per l’occasione!). Una provocazione, è evidente. Contenente però un avvertimento implicito: “prima o poi tornerete qui”. Del resto, il Cremlino ha sempre considerato l’allargamento della NATO sino ai suoi confini una minaccia reale, alla quale è indispensabile rispondere.

E così Tallinn, Riga e Vilnius sono corse ai ripari: aumentando sin oltre il 5% del PIL le spese per la difesa, incrementando numericamente gli effettivi nei rispettivi eserciti, sollecitando la NATO a rafforzare la loro protezione (fino alla recente operazione “Sentinella dell’Est”), istituendo una “Baltic Line of Defence” sul terreno costituita da recinzioni, bunker, barriere in cemento armato, utili a frenare una possibile invasione da terra. Da bloccare anche con la disseminazione di mine antiuomo. A tal fine ritirandosi, con Polonia e Finlandia, dal Trattato di Ottawa che le proibisce.

Anche a questo – segno dei tempi oscuri che stiamo vivendo – ha portato la svolta nella Storia avviata nel febbraio 2022.

Barak contro Netanyahu: “Israele non coincide con questo governo”.

Israele non va confuso con Netanyahu. È questo il messaggio forte che Ehud Barak, ex primo ministro e generale dell’esercito, ha rilanciato nell’intervista rilasciata ieri a Monica Maggioni durante “In Mezz’ora” su RaiTre. Una presa di posizione che aggiorna e rafforza la linea critica già più volte espressa dall’ex premier, sempre più netta alla luce della prosecuzione della guerra e del crescente isolamento politico di Tel Aviv.

Un governo senza legittimità

“Il governo Netanyahu è illegittimo da più di un anno e non è indipendente, deve ascoltare molto bene ciò che dice Trump”. Con queste parole Barak ha accusato l’attuale leadership di non difendere la sicurezza di Israele ma di servire soltanto a garantire la sopravvivenza politica del premier. Per l’ex capo di governo, il Paese rischia di trovarsi prigioniero delle convenienze personali di un uomo piuttosto che di una strategia condivisa.

Il peso degli alleati radicali

Barak non ha mancato di puntare il dito anche contro i partner più estremisti della coalizione, da Itamar Ben-Gvir a Bezalel Smotrich, responsabili a suo avviso di condizionare pesantemente le scelte strategiche. Un fattore che rende il governo incapace di definire obiettivi chiari e di riaprire un percorso politico con i palestinesi. La paralisi interna, avverte Barak, è il vero tallone d’Achille di Israele.

Una voce che conta ancora

Barak, non più ai vertici del potere, conserva tuttavia prestigio e influenza. La sua è una voce importante, che rafforza le attese di pace e sottolinea l’urgenza di una svolta. Attese rese più vive anche dalle dichiarazioni di Donald Trump nelle ultime ore circa la possibilità di giungere a un accordo di pace in un quadro di stabilità per tutto il Medio Oriente. 

L’augurio di una svolta imminente e decisiva

In questo quadro resta aperta la vicenda della Flotilla, che prosegue la sua avventura con il rischio di gravi incidenti, non si sa fino a che punto controllabili. Proprio per questo l’auspicio di Barak – condiviso da molti osservatori – è che gli sforzi della diplomazia pieghino l’oltranzismo di Netanyahu e che Israele accolfa la prospettiva di un equilibrio capace di assicurare sicurezza e prospettiva di pace.

La politica estera e la serietà delle coalizioni

Credo che sulla politica estera, d’ora in poi, non si può più scherzare. Detto con altre parole, non ci si può più permettere il lusso di costruire alleanze dove la politica estera è solo ed esclusivamente una variabile indipendente rispetto alla costruzione del progetto complessivo della coalizione stessa. Soprattutto in una fase storica caratterizzata da conflitti veri, minacce di altre guerre e contrapposizioni frontali tra le superpotenze e i rispettivi sistemi politici.

La domanda centrale

Ora, l’unica domanda a cui nel nostro paese, e anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, occorrerà dare una risposta politica chiara ed inequivocabile è la seguente. Ovvero, si devono costruire alleanze e coalizioni che hanno quasi l’unico ed esclusivo obiettivo di annientare e distruggere l’avversario/nemico oppure, e al contrario, dare la priorità alla coerenza e alla serietà di un programma politico e di governo? Questa era, e resta, la domanda centrale a cui prima o poi tutte le forze politiche sono chiamate a dare una risposta precisa e non dettata solo e soltanto dall’opportunismo e dal tatticismo dilagante. E questo, e a maggior ragione, registrando proprio le svariate posizioni che i partiti e le rispettive coalizioni manifestano concretamente su questo versante.

Le contraddizioni delle coalizioni

Sul fronte dell’attuale maggioranza di governo la politica estera viene, e per fortuna, progettata e guidata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Esteri. Ma, al contempo, non possiamo dimenticare la presenza in questa alleanza di un partito dichiaratamente anti europeista e filo russo come la Lega di Salvini.

Sul versante del cosiddetto ‘campo largo’, e com’è evidente a tutti quelli che non sono accecati da pregiudizi politici ed ideologici, è sufficientemente chiaro che il collante che tiene unito quel cartello elettorale è solo ed esclusivamente il radicale antagonismo nei confronti del centro destra. Con tanti saluti, come ovvio e persin plateale, di tutto ciò che può rappresentare uno straccio di coerenza politica e programmatica. E proprio il campo della politica estera è il terreno dove si possono misurare le diversità politiche e strategiche abissali. E non è neanche il caso di registrare le ormai svariate e croniche spaccature sulle varie mozioni – tutte rigorosamente diverse ed alternative le une dalle altre – ogniqualvolta si vota qualche provvedimento su questi temi nel Parlamento nazionale o in quello europeo.

La cartina di tornasole

Ecco perché proprio la politica estera è destinata a diventare la vera cartina di tornasole della stessa credibilità, nonché della coerenza, della politica italiana. Delle due l’una. O prevale la logica del solo pallottoliere a scapito di qualsiasi coerenza e della stessa governabilità oppure, e al contrario, saranno la coerenza e la trasparenza del progetto politico ad avere il sopravvento.

Purtroppo la stagione dove c’era un partito, la Dc, che aveva un chiaro e coerente progetto di politica estera è definitivamente alle nostre spalle. Tocca ai nuovi protagonisti, oggi, dimostrare concretamente che la coerenza di una proposta in materia di politica estera è ancora una strada praticabile. Sempreché la politica non si riduca ad essere solo e soltanto opportunismo, trasformismo e cinismo.

Famiglie degli ostaggi di Hamas scrivono a Trump prima che incontri Netanyahu

Roma, 29 set. (askanews) – L’Hostage Family Forum ha inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in vista del suo incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ringraziandolo calorosamente per i suoi sforzi per liberare i prigionieri e implorandolo di portare a termine l’ultimo accordo.

“Siamo grati e dipendiamo dalla vostra forza e dalla forza e dal potere straordinario degli Stati Uniti d’America”, scrivono le famiglie degli ostaggi, così come riporta il Times of Israel.

Le famiglie chiedono a Trump di “resistere fermamente a qualsiasi tentativo di sabotare l’accordo da voi proposto”, perché “la posta in gioco è troppo alta e le nostre famiglie hanno atteso troppo a lungo perché qualsiasi interferenza possa ostacolare questo progresso”.

In Moldova netta vittoria del partito filoeuropeo: Pas oltre 50%

Roma, 29 set. (askanews) – Netta vittoria del partito filo-occidentale al governo Pas alle elezioni legislative di ieri in Moldova. Quando è stata scrutinata l’ormai totalità delle sezioni (99,56%), i dati ufficiali della Commissione elettorale Centrale mostrano il Partito d’Azione e Solidarietà (Pas), filo-europeo, al 50,03%, mentre il Blocco Patriottico (Blocul Patriotic), filo-russo, ha il 24,26%. Il Blocco Alternativa, sempre filo-russo, si è attestato al 7,99% e il populista Nostro Partito, che auspica una “politica estera equilibrata” tra Est e Ovest, ha il 6,21%. Il partito di destra Democratia Acasa (Ppda), ha il 5,63%.

Le elezioni, oscurate dalle accuse di ingerenza russa, hanno di fatto compiuto una scelta geopolitica decisiva tra un percorso verso l’Unione Europea o un ritorno nell’orbita di Mosca. A contrapporsi il Partito d’Azione e Solidarietà filo-occidentale al governo, che detiene una solida maggioranza parlamentare dal 2021, a diversi avversari filo-russi, ma nessun valido partner filo-europeo. Tuttavia, il partito della presidente Maia Sandu sembra ora sulla buona strada per assicurarsi la maggioranza dei seggi legislativi.

Regionali, alle 8 comincia spoglio Valle d’Aosta. Nelle Marche urne aperte fino alle 15

Roma, 29 set. (askanews) – Urne chiuse ieri sera in Valle d’Aosta dove oggi, alle ore 8, comincia lo spoglio delle schede per eleggere il consiglio regionale che, a sua volta, dovrà scegliere il presidente della regione. Nelle Marche, considerata ‘ago della bilancia’ di questa tornata autunnale e dove la sfida vede il centrodestra puntare sul governatore uscente, il meloniano Francesco Acquaroli e il centrosinistra sull’ex sindaco ed eurodeputato dem Matteo Ricci, si vota anche oggi, dalle 7 alle 15. Il conteggio dei voti comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.

La prova dell’affluenza sta restituendo al momento un quadro non positivo, sicuramente per la regione adriatica. Ieri sera alle 23, le Marche hanno registrato un’affluenza del 37,7%, cinque punti in meno rispetto al 42,7% della stessa giornata nelle consultazioni del 2020.

In calo anche l’affluenza in Valle d’Aosta, dove ha votato il 62,98% degli aventi diritto contro il 70,5% del 2020. E’ necessario però tener conto che la precedente tornata elettorale si era svolta in due giorni.

In tutto i candidati alla corsa per la presidenza delle Marche sono sei. Gli altri quattro sono: Lidia Mangani, per il Partito comunista italiano, Francesco Gerardi, di Forza del Popolo, Beatrice Marinelli, con la lista Evoluzione della Rivoluzione e infine Claudio Bolletta di Democrazia sovrana e popolare.

Si può votare solo per il candidato presidente, solo per una lista, oppure per un candidato presidente e per una lista a lui o lei collegata, non è consentito il voto disgiunto.

Calcio, Allegri batte il Napoli, il Milan è formato scudetto

Roma, 29 set. (askanews) – Il Milan di Allegri torna a far cantare San Siro vincendo per 2-1 contro i campioni in carica: un successo firmato da Saelemaekers e Pulisic, con Maignan decisivo tra i pali. Dopo appena 3 minuti Saelemaekers, bravo a inserirsi da destra sul secondo palo, firma l’1-0 con un tocco ravvicinato su assist di Pulisic. Lo statunitense, in serata di grazia, non si accontenta e poco dopo (31′) raddoppia con un destro preciso che sorprende Meret. Napoli stordito, incapace di reagire nella prima mezz’ora e costretto a inseguire contro una squadra organizzata e compatta. La gara però cambia volto nella ripresa. Estupiñán trattiene Di Lorenzo in area: rigore inevitabile e cartellino rosso. Dal dischetto è glaciale De Bruyne, che riporta il Napoli in partita al 61′. In superiorità numerica, gli uomini di Conte alzano il baricentro e spingono con continuità, trovando però davanti a loro un Maignan stavolta insuperabile: il portiere rossonero compie almeno due interventi straordinari. Negli ultimi venti minuti il Milan stringe i denti, Allegri ridisegna la squadra con i cambi difensivi e si affida alle ripartenze di Leao per provare a respirare. Il Napoli ci prova in tutti i modi fino al recupero, ma la difesa rossonera regge con ordine. Finisce 2-1 per la truppa rossonera, che conquista tre punti pesantissimi in chiave scudetto, mostrando carattere, identità e capacità di soffrire. Per Conte arriva la prima sconfitta in campionato. E San Siro torna a cantare. “Sono contento, perché era un test importante per noi contro un Napoli con grande qualità. Abbiamo fatto un buon primo tempo, nel secondo ci siamo allenati alla fase difensiva con l’uomo in meno. Siamo solo all’inizio, i ragazzi sono stati molto bravi ma da domani dobbiamo pensare all’ultima gara prima della sosta” le parole di Massimiliano Allegri a fine gara. “Dobbiamo continuare a lavorare, abbiamo fatto un passettino avanti. Partite come questa di sofferenza ce ne saranno altre, ma giocandole con questo spirito sarà più facile portarle a casa. Leao è ancora in ritardo di condizione, Nkunku sta crescendo. Ci sono i presupposti per fare bene”. Su Leao: “Davanti ne ho 5 per 2-3 posti, l’importante è che tutti migliorino la condizione. Mi dispiace per Nkunku che è un giocatore di grande qualità, Gimenez ha lavorato molto bene. L’importante è che chi va in campo diatanto, oggi è stata una partita diversa perché siamo rimasti in 10”. Dopo la Cremonese sembrava tutto nero: “Il calcio è strano, lì abbiamo subito due tiri negli unici cross. Paradossalmente abbiamo subito di più col Bari, eravamo all’inizio e poi più si allenano insieme e più migliorano”. Sta già pensando alla Juve: “No, ma sarà una bella partita, meravigliosa. Ne ho fatte un po’ qui e un po’ là, è anche divertente”. Per Antonio Conte nessun dramma: “Dispiace aver concesso subito un gol, potevamo fare meglio a livello di squadra. Ci sono sempre situazioni da migliorare, andare subito sotto a San Siro non è stato semplice. A me la squadra comunque è piaciuta per come ha giocato, anche nel primo tempo abbiamo pressato il Milan molto alto e creato occasioni da gol. Ultimamente abbiamo concesso qualche gol in più, la parte difensiva è sempre stata la nostra forza. Dobbiamo continuare a lavorare però la prestazione a me è piaciuta, contro una squadra come il Milan molto tosta fisicamente. Ci deve dare delle buone sensazioni, allo stesso tempo si deve migliorare”. Questo Napoli è più fragile: “Partiamo dal presupposto che questa è la prima sconfitta su cinque partite, a San Siro contro il Milan e non con l’ultima della classe. Il Milan ha qualità importanti, ci sta che ti fanno due gol. Detto questo, bisogna fare meglio come squadra e i ragazzi lo sanno benissimo: si attacca e si difende tutti insieme. Serve un po’ più di attenzione e concentrazione, sul 2-0 diventa dura però ci siamo messi a giocare e creato delle situazioni ma alla fine devi anche fare gol”. I cambi di De Bruyne e McTominay: “Ho cercato di mettere giocatori freschi per l’uno contro uno, perché il Milan si chiudeva molto. Ho cambiato l’attaccante con Lucca, uno fa i cambi per cercare di fare qualcosa di buono e credo che siano stati cambi giusti”.

Calcio, risultati serie A: questa sera Parma-Torino, Genoa-Lazio

Roma, 29 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Milan-Napoli 2-1

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma, Milan 12, Juventus 11, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo 6, Torino 4, Lazio, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Parma, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

Fraternità, dialogo, spiritualità: l’orizzonte di un nuovo umanesimo

In un’epoca segnata da crisi di prospettiva e da profonde fratture sociali, la tensione verso valori supremi e l’anelito spirituale possono diventare leve trasformative per costruire una società più umanizzata. La spiritualità, lungi dall’essere un ambito marginale, rappresenta un orizzonte antropologico e comunitario capace di restituire senso e dignità all’essere umano, oggi spesso ridotto a ingranaggio di meccanismi economici o tecnologici.

1. Il ruolo del “sacro” e della fede come ispirazione di pace

La ricerca di un fondamento trascendente ha storicamente orientato l’agire umano verso la pace, la giustizia e la condivisione. La fede – nelle sue diverse declinazioni religiose – non è solo pratica individuale, ma principio ispiratore di comunità solidali. L’umanesimo civile di cui scrive Armando Dicone sottolinea la necessità di un progetto di società che sappia valorizzare persona, comunità, natura e tecnologia in armonia con valori universali.[1]

2. L’etica della fraternità come risposta alle divisioni

Le fratture culturali e politiche che attraversano le società contemporanee richiedono un’etica della fraternità, intesa come riconoscimento della dignità di ciascun essere umano. Come ricorda Papa Francesco, non basta la “meritocrazia” se non si costruisce una reale uguaglianza di opportunità.[2] La fraternità, allora, diventa categoria politica e sociale, necessaria per ricucire i legami lacerati e rispondere a nuove esclusioni.

3. Strumenti di dialogo tra religioni e culture

Il dialogo interreligioso e interculturale non è solo necessità diplomatica, ma strumento essenziale per superare incomprensioni e conflitti. Le grandi tradizioni religiose possono contribuire alla costruzione di una cultura della pace, offrendo linguaggi di senso condivisi.[3] È in questa prospettiva che reti sociali come FareRete InnovAzione BeneComune hanno saputo promuovere tavoli di confronto e progettazione partecipata, in cui differenze di provenienza e sensibilità diventano risorsa per il Bene Comune.

4. Valori spirituali e Bene Comune

Il Bene Comune, così come definito dalla tradizione filosofica e giuridica, non coincide con la somma dei beni individuali ma con la qualità relazionale e comunitaria che rende possibile lo sviluppo di ciascuno.[4] In quest’ottica, i valori spirituali diventano bussola per politiche di salute, educazione e innovazione sociale, orientando la tecnica e l’economia a servizio della persona.

5. La spiritualità come motore di innovazione sociale

La riscoperta della dimensione spirituale non si contrappone al progresso scientifico e tecnologico, ma ne diventa criterio critico e direzionale.[5] Come mostrano le esperienze di telemedicina e sanità digitale, l’innovazione può diventare strumento di inclusione e cura solo se guidata da valori che mettono al centro la dignità umana.

Conclusione

La tensione verso l’Assoluto e la cura dell’essere non sono temi astratti, ma condizioni necessarie per umanizzare la società. Spiritualità, fraternità e dialogo sono strumenti concreti per affrontare crisi economiche, sanitarie e ambientali. FareRete InnovAzione BeneComune, attraverso il Premio dedicato a Michele Corsaro e le sue reti di progetto, dimostra come questi principi possano incarnarsi in pratiche sociali e culturali capaci di generare futuro.[6]

Note

  1. 1. Armando Dicone, *Umanesimo Civile 5.0*, 2024.
  2. 2. Papa Francesco, *Enciclica Fratelli Tutti*, 2020.
  3. 3. Suor Monia, “Spirito e Vita”, in Bene Comune e Futuro, 2025.
  4. 4. Costituzione Italiana, artt. 3, 13, 21, 41, 49.
  5. 5. OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, *Costituzione dell’OMS*, 1948.
  6. 6. FareRete InnovAzione BeneComune APS, Documenti del Decennale, 2025.

Rosapia Farese

Presidente Associazione FareRete InnovAzione BeneComune APS .

(**) L’ Associazione FareRete – Innovazione Il Bene Comune – Il Benessere e la Salute in un Mondo Aperto a Tutti – Michele Corsaro” – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale ha sede in Roma “c/o Studio Catallozzi” – Via Bevagna 96 00191 Roma ”sede operativa Via Anagnina. 354 – 00118 Roma. I suoi riferimenti sono: E-mail: fareretebenecomune@gmail.com e sito ufficiale: www.fareretebenecomune.it

Calcio, risultati serie A: il Lecce aggancia le ultime

Roma, 28 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie a dopo Lecce-Bologna 2-2

Quinta giornata. Como-Cremonese 1-1, Juventus-Atalanta 1-1, Cagliari-Inter 0-2, Sassuolo-Udinese 3-1, Pisa-Fiorentina 0-0, Roma-Verona 2-0, Lecce-Bologna 2-2, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 12, Juventus 11, Milan, Cremonese, Atalanta, Inter 9, Como 8, Cagliari, Udinese, Bologna 7, Sassuolo 6, Torino 4, Lazio, Verona, Fiorentina 3, Genoa, Parma, Pisa, Lecce 2.

Sesta giornata: venerdì 3 ottobre ore 20.45 Verona-Sassuolo, sabato 4 ottobre ore 15 Lazio-Torino, Parma-Lecce, ore 18 Inter-Cremonese, ore 20.45 Atalanta-Como, domenica 5 ottobre ore 12.30 Udinese-Cagliari, ore 15 Bologna-Pisa, Fiorentina-Roma, ore 18 Napoli-Genoa, ore 20.45 Juventus-Milan.

Officine Fotografiche festeggia 25 anni con ‘Persona’ di Paolo Pellegrin

Roma, 28 set. (askanews) – Dai primi scatti nei campi rom italiani degli anni ’80 e ’90, ai volti segnati dei feriti di Gaza, dai coloni israeliani durante le proteste del 2005, alle immagini sospese di Haiti e degli Stati Uniti contemporanei, fino alle fotografie posate di attori hollywoodiani pubblicate come copertine del New York Times. Lo sguardo sui volti di Paolo Pellegrin, tra i maestri della fotografia contemporanea, sarà al centro di una mostra, dal titolo ‘Persona’, in occasione del 25esimo anniversario di Officine Fotografiche.

L’esposizione, curata da Annalisa D’Angelo, apre i battenti il 3 ottobre (fino al 31 ottobre) presso la sede di Officine e sarà un’occasione per esplorare, attraverso scatti inediti che attraversano l’intera carriera del fotografo, un aspetto intimo e poco conosciuto della produzione di Pellegrin: il ritratto come “forma di indagine, relazione e memoria”, come “specchio dell’anima” o “furto della stessa”, “politica e paesaggio insieme”, il “rapporto tra immagine e potere: dall’ambiguo ritratto di Donald Trump, colto attraverso uno schermo durante la cerimonia del suo insediamento, a un cancello spezzato che lascia intravedere la Gaza di ieri, fino a opere recenti dedicate al tema della sorveglianza”.

In mostra una varietà di tecniche e formati – stampe vintage, serigrafie, digitali e gigantografie – accompagna il visitatore in un percorso visivo che sottolinea come, per Pellegrin, il ritratto non appartenga mai solo al fotografo: “è del soggetto, dello spettatore, della memoria collettiva”.(Segue) Parla di “scelta no casuale” e “profondamente simbolica”, Emilio D’Itri direttore e fondatore di Officine: “la nostra storia è legata all’idea che la fotografia sia insieme linguaggio artistico, strumento di indagine e possibilità di relazione: esattamente ciò che il lavoro di Pellegrin incarna in maniera magistrale. In questi anni Officine è diventata un luogo d’incontro, formazione e crescita per generazioni di fotografi e appassionati, ma anche uno spazio in cui riflettere sul mondo attraverso le immagini”.

“Con ‘Persona’ abbiamo voluto restituire al pubblico un percorso che attraversa la carriera di un autore capace di trasformare il ritratto in memoria viva e testimonianza universale. Crediamo che celebrare questo traguardo con il lavoro di uno dei più grandi maestri contemporanei significhi riaffermare la nostra missione: continuare a nutrire una comunità attenta, curiosa e consapevole, e ribadire la centralità della fotografia come forma di conoscenza, cultura e impegno civile”, ha spiegato D’Itri.

Flotilla: missione va avanti verso Gaza, siamo nella piena legalità

Roma, 28 set. (askanews) – “La missione va avanti e continua verso Gaza. Noi navighiamo in acque internazionali nella piena legalità. Questa è la nostra responsabilità”. E’ quanto ha affermato Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, arrivando al Nazareno per incontrare la segretaria Elly Schlein.

“Oggi siamo solo in ascolto”, ha puntualizzato sugli incontri che la delegazione sta tenendo sia con le istituzioni che con i leader delle opposizioni e a domanda su quanti hanno lasciato le imbarcazioni ha risposto: “non abbiamo avuto molte defezioni”.

Tajani lancia Manifesto inclusivo per quota 20%: Fi diversa da alleati

Telese Terme (Bn), 28 set. (askanews) – L’obiettivo è il 20% alle elezioni politiche del 2027. Per raggiungerlo Forza Italia deve allargare i propri confini: parlare ai delusi del centrosinistra (che Schlein e Conte hanno spostato solo a sinistra), al ceto medio sì, ma anche ai deboli, detassando gli stipendi bassi, a chi fa scelte diverse rispetto alla famiglia tradizionale. È il ragionamento di Antonio Tajani a conclusione della tre giorni a Telese Terme, nel beneventano, dove il partito fondato da Silvio Berlusconi si è ritrovato per “rilanciare la propria identità” attraverso il manifesto della Libertà e un nuovo Pantheon. E’ una sfida al Pd, a M5s ma anche agli alleati di governo, la Lega in particolare, con cui il segretario azzurro ha visioni radicalmente opposte su banche e rottamazione.

“Abbiamo riposizionato Fi. Il manifesto della Libertà serve a dare più forza alla nostra identità, a ribadire che siamo differenti anche dai nostri alleati”, puntualizza Tajani. “Una forza come la nostra deve essere la grande sostenitrice del ceto medio ma anche far crescere chi è sotto la soglia della povertà per farlo diventare ceto medio”. Non con il salario minimo per legge, “roba da Urss”, né con il reddito di cittadinanza caro ai 5 stelle. Bensì detassando gli stipendi più bassi, quelli tra 7,5 euro e 9 euro l’ora. Non costa granché, è roba di qualche centinaio di milioni di euro”.

Su questa proposta Tajani lancia dal palco la sfida a Conte che in mattinata lo ha attaccato per aver ballato venerdì sera in piazza sulle note di Battisti: “Preferisco non essere un segretario impomatato, preferisco stare in mezzo alla gente, non mi vergogno di essere parte di questo popolo”.

Il Manifesto della Libertà contiene alcuni distinguo rispetto alle istanze degli alleati di Fdi e della Lega. Sulla famiglia ad esempio: “Noi consideriamo la tutela giuridica di forme di affettività diverse dalla famiglia un diritto legittimo”. Concetto che Tajani riprende dal palco: “Dobbiamo garantire i diritti alle unioni civili, che non significa andare contro la famiglia tradizionale, ma rispettare anche chi fa scelte diverse. Siamo cristiani, per noi sono tutti figli di Dio”. La parole gay o omosessuali non vengono mai pronunciate ma il messaggio a quel mondo arriva e Gaylib plaude. E mentre la Lega di Salvini punta quotidianamente il dito contro i profitti delle banche, Fi gli dedica un passaggio del manifesto: alla finanza e alle banche che “crediamo esercitino un ruolo positivo fondamentale per il funzionamento di un’economia avanzata e quindi per il benessere collettivo”.

“L’ho fatto avere anche a Marina e Piersilvio Berlusconi, credo gli sia piaciuto”, rivela Tajani. Sul palco lo illustra il suo estensore, Andrea Orsini, deputato di lungo corso di Fi, molto vicino a Silvio Berlusconi, lo commentano Mario Sechi, ex portavoce della premier Giorgia Meloni e direttore di Libero, e Pupi Avati. Per il regista, elettore di Fi “innamorato di Berlusconi”, “il partito manca un po’ di un’identità, non quella della destra ma quella che guarda al 50% di chi non vota, come fece Berlusconi nel 1994. Era l’Italia migliore. Come riacchiapparli? Dimostrando di essere non così continuamente in polemica, così stizziti”. A cominciare dal mondo della cultura e del cinema che – Avati ne è convinto a differenza di Sechi – non è più vero sia tutto in mano alla sinistra. “Col cinema italiano bisogna aprire un dialogo, aiutarlo a rimanere vivo”. E propone che Fi si faccia promotrice, in maggioranza, di una agenzia per il cinema, sottraendo la competenza al ministero della Cultura di Giuli. Un’agenzia fatta di tecnici perché i politici “non capiscono nulla di cinema”.

Insomma tutti sono convinti che il partito abbia grandi potenzialità ma Tajani, seppure artefice di una ripresa inaspettata, sa di non essere Berlusconi e quindi esorta a “rinforzare la nostra struttura organizzativa. Berlusconi copriva tutte le magagne ma io non sono Berlusconi, bisogna fare in modo che il partito supplisca all’assenza del fondatore e lo può fare solo rafforzando la democrazia interna, facendo congressi dove gli iscritti devono essere liberi di scegliersi chi li comanda, il segretario deve essere eletto dalla base”.

Nella tre giorni telesina non si fanno nomi sul candidato alle elezioni regionali in Campania. Sia il segretario regionale, l’europarlamentare Fulvio Martusciello, che Tajani sottolineano a più riprese che se il centrodestra vuole vincere deve puntare su un candidato civico perché dopo la scelta di Fico come candidato del campo largo sono tanti nel Pd, ‘deluchiani’ soprattutto, a essere delusi e attratti da Fi. Ad esempio il consigliere regionale Giovanni Zannini, ospite della kermesse, dove ricorda le sue 22mila preferenze. “Mi auguro gli alleati ci ascoltino”.

Tramontata l’ipotesi di Giosy Romano, in pole, sembra essere il prefetto di Napoli Michele Di Bari. Un civico, secondo Tajani, serve anche in Puglia, altra regione dove la partita è in salita, in Veneto invece Fi non ha pregiudizi. Lì il braccio di ferro è tutto tra Lega e Fdi ma il ministro degli Esteri fa sapere che Fi chiederà il sindaco di Verona.

Crosetto incontra rappresentanti Flotilla: pericoli elevatissimi e non gestibili se forzate blocco di Israele

Roma, 28 set. (askanews) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato la portavoce e i rappresentanti italiani della Global Sumud Flotilla. “Ci sono pericoli elevati e non gestibili se le barche civili forzano il blocco militare israeliano”, sottolinea il ministro in una nota, diffusa dopo l’incontro, in cui ricorda che “la priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per portare gli aiuti alla popolazione di Gaza”.

“Oggi pomeriggio, alle ore 15.15, ho incontrato, presso il Comando della Compagnia Carabinieri Roma-San Pietro, la portavoce della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, e le altre esponenti del movimento Simona Moscarelli e Giorgina Levi. Ho ribadito loro tutte le mie preoccupazioni, ma anche l’importanza del dialogo e la necessità di evitare azioni che possano mettere a rischio qualunque vita, in primis degli attivisti italiani”, ha spiegato il ministro della Difesa.

“L’obiettivo dichiarato della Flotilla è quello di aiutare il popolo di Gaza, ma è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che non porterebbero ad alcun risultato concreto, ma che, al contrario, rischierebbero di avere effetti drammatici con rischi elevati ed irrazionali”, ha aggiunto Crosetto, ribadendo: “La priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per aiutare realmente la popolazione di Gaza, attraverso i canali umanitari e diplomatici, tutti già attivi”. “Le istituzioni italiane – a partire dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e da tutte le principali cariche dello Stato – stanno profondendo ogni sforzo diplomatico e operativo affinché prevalga il senso di responsabilità”, ha ricordato il ministro della Difesa, concludendo: “Ma qualora la Sumud Flotilla decidesse di intraprendere azioni per forzare un blocco navale si esporrebbe a pericoli elevatissimi e non gestibili, visto che parliamo di barche civili che si pongono l’obiettivo di ‘forzare’ un dispositivo militare. Sono certo che si possano ottenere risultati migliori e maggiori per il popolo palestinese in altri modi, mezzi e sistemi, come ho ribadito loro, ringraziando per il confronto sincero e corretto”.

Calcio, Pisa-Fiorentina 0-0 nel derby dell’Arno

Roma, 28 set. (askanews) – Il Derby dell’Arno, tornato in Serie A dopo 34 anni, finisce 0-0 tra Pisa e Fiorentina. Partenza sprint dei nerazzurri, con Nzola che colpisce la traversa e Kean vicino al gol per i viola. Dopo un avvio sofferto, la squadra di Italiano prende campo ma trova sulla sua strada un attento Semper. Nella ripresa, dopo l’infortunio di Aebischer e l’ingresso del debuttante Hojholt, cresce la Fiorentina: Kean segna due volte ma è sempre in fuorigioco. Al 71′ il sinistro di Meister illude l’Arena Garibaldi, ma il VAR annulla per tocco di mano. Poco dopo proteste per un sospetto rigore non concesso al Pisa per mani di Pongracic. Nel finale entrambe provano a vincerla, ma il risultato non si sblocca.

Calcio, Roma-Verona 2-0: giallorossi in testa alla classifica

Roma, 28 set. (askanews) – Vince ancora la Roma di Gian Piero Gasperini. Vince e convince, contro un Hellas Verona comunque volenteroso e sempre dentro la partita. All’Olimpico la sfida delle 15 finisce 2-0 in favore dei giallorossi con reti, una per tempo, di Artem Dovbyk nel primo e di Matias Soule nel secondo.

Nella prima frazione partono fortissimo i giallorossi che dopo 7 minuti sono già avanti grazie all’incornata di Dovbyk, bravo a prendere posizione e impattare un cross morbido di Celik dalla trequarti. Il Verona però reagisce e si crea due ottime occasioni con Gift Orban che però non è preciso, colpendo anche una clamorosa traversa a porta spalancata e Svilar battuto.

Nella ripresa la Roma prova a sviluppare gioco ed il Verona comunque pericoloso nei contropiedi e nelle transizioni veloci. Svilar è però un muro, la difesa regge e a dieci minuti dal termine arriva anche il gol per la tranquillità giallorossa: Kone e Pellegrini recuperano palla a centrocampo, col francese che poi è bravo a premiare l’inserimento di Soulé che da pochi passi segna il gol del 2-0. Gli ultimi minuti servono solo per le statistiche, col risultato che non si smuoverà più fino al novantesimo anche per via di un gol annullato a Gift Orban allo scadere per tocco di mano.

Ciclismo, bis di Pogacar: campione del mondo in Rwanda

Roma, 28 set. (askanews) – Anche in Rwanda, a Kigali, Tadej Pogacar ha imposto la sua legge. Lo sloveno si è laureato campione del mondo per la seconda volta consecutiva, conquistando la maglia iridata al termine di una prova di forza che non ha lasciato scampo agli avversari. Un dominio assoluto, suggellato da un attacco sul Mont Kigali a 104 km dall’arrivo e da una cavalcata solitaria cominciata a 66 km dal traguardo.

Alle sue spalle si è piazzato il belga Remco Evenepoel, protagonista di una giornata complicata tra problemi meccanici e rincorse continue, ma capace comunque di chiudere al secondo posto con orgoglio. Il bronzo è andato all’irlandese Ben Healy, che nel finale ha avuto la meglio sul danese Mattias Skjelmose. Ottima prova anche per Giulio Ciccone, che si è difeso con carattere chiudendo in sesta posizione.

Altri droni avvistati su basi militari, la Danimarca vieta i voli civili Uav in vista del vertice Ue

Roma, 28 set. (askanews) – Dopo quelli sulla base di Karup, altri droni sono stati avvistati sopra le basi militari della Danimarca e il Paese ha deciso di vietare tutti i voli civili degli apparecchi Uav, la prossima settimana. La ragione è quella di garantire la sicurezza, visto che la capitale Copenaghen ospiterà il Vertice della Comunità Politica Europea che riunirà, tra mercoledì e giovedì, diversi capi di Stato e di governo. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Thomas Danielsen.

“La Danimarca ospiterà i leader europei la prossima settimana, dove presteremo particolare attenzione alla sicurezza. Pertanto, da lunedì a venerdì, chiuderemo lo spazio aereo danese a tutti i voli civili di droni – ha dichiarato il Ministro dei Trasporti – In questo modo, eliminiamo il rischio che droni nemici possano essere confusi con quelli ufficiali e viceversa”, ha aggiunto. La decisione è stata presa dopo che le autorità danesi hanno avvistato altri droni in diverse strutture militari durante la notte. La violazione del divieto può comportare una multa o una pena detentiva fino a due anni, ha aggiunto il Ministero.

Calcio, Sassuolo-Udinese 3-1

Roma, 28 set. (askanews) – Il Sassuolo torna a vincere, si assicura il lunch match contro l’Udinese al termine di una prova convincente. 3-1 il risultato finale. Partita messa in cassaforte a cavallo tra l’8′ e il 12′ grazie alla reti di Laurienté e Kone. Particolarmente brillante il francese che dopo aver aperto le marcature con un bel destro sul palo più lontano ha anche servito l’assist per il canadese.

Udinese che si vede prima assegnare poi annullare dal VAR ben due rigori, tuttavia nella ripresa trova la forza di reagire grazie a Davis, bravo a farsi trovare pronto su una respinta del non irreprensibile Muric su conclusione di Atta. Nei minuti finali di partita arriva il primo gol in Serie A per Edoardo Iannoni, alla sua seconda presenza nel massimo campionato.

Con questo successo gli emiliani si avvicinano ai friulani, distanti un solo punto in classifica. Udinese che dopo un’ottima partenza in campionato hanno trovato la seconda sconfitta consecutiva.

Pallavolo, Italia-Bulgaria 3-1: gli azzurri campioni del mondo

Roma, 28 set. (askanews) – L’Italia batte la Bulgaria ed è campione del mondo! Vittoria netta dei ragazzi di De Giorgi che vincono 3-1 la finale con i parziali di 25-21, 25-17, 17-25, 25-10. Percorso straordinario degli azzurri che, dopo aver chiuso al secondo posto ai gironi (in cui è arrivata l’unica sconfitta, quella contro il Belgio per 3-2), nella fase a eliminazione diretta sono saliti sempre più di livello, battendo nell’ordine Argentina, Belgio e Polonia sempre per 3-0. Per l’Italia arriva il 5° Mondiale della storia, il secondo consecutivo dopo quello vinto nel 2022. Anno magico per la pallavolo italiana che dopo la vittoria dell’oro nel femminile, conquista il Mondiale anche nel maschile.

Canottaggio, Italia d’argento ai mondiali nell’otto misto

Roma, 28 set. (askanews) – A Shanghai, dove oggi era in corso l’ultima giornata dei Mondiali Assoluti, l’otto misto dell’Italia conquista la medaglia d’argento. Al traguardo Laura Meriano, Elisa Mondelli, Aisha Rocek, Alice Codato, Giacomo Gentili, Andrea Panizza, Nunzio Di Colandrea e Giovanni Codato, con al timone Alessandra Faella, sono preceduti all’arrivo soltanto della Romania dopo aver tenuto dietro corazzate del calibro di Nuova Zelanda, Stati Uniti, Olanda e Germania. Chiusura con il tempo finale di 5.39.58, a 5.12 dai rumeni.

In questa specialità, introdotta nel 2025 da World Rowing all’interno del programma dei Mondiali, l’Italia mette in mostra grande carattere e affiatamento. Panizza e Gentili lasciano così Shanghai con due medaglie, dopo aver conquistato giovedì l’oro nel quattro di coppia maschile insieme a Luca Chiumento e Luca Rambaldi. (Foto Kowacic/canottaggio.org)

Caivano, un proiettile recapitato a don Patriciello. Meloni: gesto vigliacco, lo Stato è con voi e non arretra

Roma, 28 set. (askanews) – Pesanti minacce a don Maurizio Patriciello a Caivano. Durante la messa nella parrocchia di San Paolo Apostolo, un uomo, confondendosi tra i fedeli, ha consegnato a don Patriciello un fazzoletto con dentro un proiettile, e poi si è dileguato.

“Inaccettabile quanto accaduto oggi a Caivano”, ha scritto su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando l’accaduto.

Si è trattato, ha sottolineato la premier, di “un gesto vigliacco e criminale, compiuto nel luogo e nel momento più sacro, che non intimidirà chi, come don Patriciello, rappresenta coraggio e dedizione a favore della comunità e della legalità”. Saremo “al fianco di don Patriciello e di tutti coloro che non si piegano alla criminalità. Lo Stato è con voi, e non faremo mai un passo indietro”, conclude Meloni.

“È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza, a Caivano, nella parrocchia di San Paolo Apostolo dall’interno Parco Verde durante la messa officiata da don Maurizio Patriciello”: a raccontarlo è Pina Castiello, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
dei ministri. “Un esponente della criminalità locale – dice Castiello – confondendosi tra i fedeli in fila per il rito di comunione, si è avvicinato a don Maurizio Patriciello e gli ha consegnato un
fazzoletto contenente un proiettile, dileguandosi poi velocemente”. “Pronto è stato l’intervento delle
forze dell’ordine – continua Castiello – che stanno ora, con la consueta professionalità, svolgendo tutti gli accertamenti del caso”. “Ho avvertito dell’accaduto – conclude Castiello -il Prefetto di Napoli, Miche di Bari, e soprattutto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. Non ci faremo spaventare, non arretreremo di un millimetro nell’affermazione della legalità e nella lotta senza quartiere alla camorra!”

Ucraina, Tajani: tranquillizzo tutti, Putin non attacca l’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – “Non è che rimango ottimista su Putin, Putin ha un’aggressività inaccettabile però credo assolutamente che voglia attaccare l’Italia. Questo lo posso smentire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, parlando a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“La nostra difesa aerea – ha aggiunto – è sempre vigile e attenta”. Tajani ha sottolineato “l’efficienza dell’aronautica militare, sia a terra sia in cielo”. Poi ha proseguito: “Gli italiani possono stare tranquilli da tutti i punti di vista, non dobbiamo drammatizzare, non ci risulta nulla di preoccupante per quanto riguarda il nostro paese, voglio rassicurare tutti. Ho parlato anche con il ministro della difesa, stamattina ci siamo consultati. Vogliamo tranquillizzare tutti”. Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

L’affluenza alle elezioni Regionali: nelle Marche al 10,59%, in Valle d’Aosta al 21,68%

Roma, 28 set. (askanews) – E’ del 10,59%, alle ore 12, l’affluenza nelle Marche per le elezioni regionali. Quasi tre punti percentuali in meno rispetto alla stessa rilevazione alle precedenti elezioni regionali del 2020, quando fu del 13,43%. Il dato più elevato è stato registrato in provincia di Pesaro Urbino (12,35%), segue la provincia di Fermo (10,90%), poi Ascoli Piceno (10,33%), Macerata (10,15%), Ancona (9,60%). I prossimi dati sull’affluenza verranno diffusi alle 19 e alle 23 di oggi.

E’ invece del 21,68% l’affluenza, alle 12, per le elezioni regionali in Valle d’Aosta. Hanno votato in 22.379 su 103.223 aventi diritto. Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su due giornate) l’affluenza alle ore 12 per il rinnovo del Consiglio regionale era stata del 17,66%. Alle ore 19 la prossima rilevazione dell’affluenza alle urne.

Massiccio atttaco in Ucraina, la Polonia fa decollare i caccia. Chiuso lo spazio aereo

Roma, 28 set. (askanews) – La Polonia ha fatto decollare dei caccia nel proprio spazio aereo questa mattina: lo hanno riferito le forze armate polacche, spiegando che è stato chiuso lo spazio aereo vicino a due delle sue città sudorientali, in seguito al massiccio attacco di droni su Kiev di questa notte.

Al di là del confine, in Polonia, già in allerta dopo le recenti incursioni di droni russi sul suo territorio, sono stati attivati aerei militari per proteggere lo spazio aereo.

“Sono state inviate coppie di caccia in servizio e i sistemi di difesa aerea terrestri e di ricognizione radar sono stati messi in stato di massima allerta”, ha scritto il Comando operativo delle forze armate polacche su X.

Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

Massiccio atttaco in Ucraina, la Polonia fa decollare i caccia. Chiuso lo spazio aereo

Roma, 28 set. (askanews) – La Polonia ha fatto decollare dei caccia nel proprio spazio aereo questa mattina: lo hanno riferito le forze armate polacche, spiegando che è stato chiuso lo spazio aereo vicino a due delle sue città sudorientali, in seguito al massiccio attacco di droni su Kiev di questa notte.

Al di là del confine, in Polonia, già in allerta dopo le recenti incursioni di droni russi sul suo territorio, sono stati attivati aerei militari per proteggere lo spazio aereo.

“Sono state inviate coppie di caccia in servizio e i sistemi di difesa aerea terrestri e di ricognizione radar sono stati messi in stato di massima allerta”, ha scritto il Comando operativo delle forze armate polacche su X.

Sabato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che la Russia non si fermerà al suo Paese, motivo per cui sta testando le difese aeree europee con le recenti incursioni in diversi Paesi appartenenti all’alleanza militare della NATO.

Il Papa in piazza San Pietro: giustizia e pace contro l’ingordigia e l’indifferenza

Roma, 28 set. (askanews) – “Alle porte dell’opulenza sta oggi la miseria di interi popoli, piagati dalla guerra e dallo sfruttamento. Attraverso i secoli, nulla sembra essere cambiato: quanti Lazzaro muoiono davanti all’ingordigia che scorda la giustizia, al profitto che calpesta la carità, alla ricchezza cieca davanti al dolore dei miseri”: così Papa Leone nell’omelia della messa celebrata a piazza San Pietro per il Giubileo dei Catechisti.

“Quando anche noi siamo tentati dall’ingordigia e dall’indifferenza, i molti Lazzaro di oggi ci ricordano la parola di Gesù, diventando per noi una catechesi ancora più efficace in questo Giubileo, che è per tutti tempo di conversione e di perdono, di impegno per la giustizia e di ricerca sincera della pace”, ha sottolineato il Papa, esortando: “Cari fratelli e sorelle, facciamo nostro questo invito! Ricordiamoci che nessuno dà quello che non ha. Se il ricco del Vangelo avesse avuto carità per Lazzaro, avrebbe fatto del bene, oltre che al povero, anche a sé stesso. Se quell’uomo senza nome avesse avuto fede, Dio lo avrebbe salvato da ogni tormento: è stato l’attaccamento alle ricchezze mondane a togliergli la speranza del bene vero ed eterno”.

Ucraina, centinaia di droni su Kiev: ci sono morti e decine di feriti

Roma, 28 set. (askanews) – Un “massiccio attacco” della Russia contro la capitale dell’Ucraina ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di almeno altre otto. Lo ha dichiarato il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. Durante la notte, si legge su Bbc News, numerosi droni hanno colpito diverse regioni, tra cui Zaporizhzhia, dove almeno 16 persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dalle autorità. Il ministro degli Esteri ucraino ha dichiarato che centinaia di droni e missili sono stati utilizzati negli ultimi attacchi in Ucraina.

In un post pubblicato questa mattina su Telegram, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha lanciato circa 500 droni e oltre 40 missili nell’attacco notturno all’Ucraina, uccidendo quattro persone e danneggiando infrastrutture civili. Il presidente ha riferito che gli obiettivi principali sono stati Kiev e le regioni di Zaporizhzhia, Khmelnytskyi, Sumy, Mykolaiv, Chernihiv e Odessa.

Zelenskyy ha dichiarato che “infrastrutture civili”, una fabbrica di gomma e condomini sono stati danneggiati dai “brutali attacchi” sferrati dalla Russia.

La Flotilla è partita per Gaza "seguiti dai droni senza difesa", l’appello: aiutateci, scendete in piazza

Roma, 28 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla questa notte è partita, quasi 50 barche sono partite alla volta di Gaza. Lo ha detto in un video messaggio Stefano Bertoldi, comandante dell’imbarcazione a vela Zefiro, una delle barche maggiormente danneggiate dagli attacchi di droni, costretta a fermarsi in Grecia perché pesantemente colpita.

“Ho analizzato la situazione geopolitica internazionale, e l’atteggiamento del nostro governo – irresponsabile a partire da Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Crosetto. Non avremo nessun tipo di difesa, non saremo scortati. Speriamo che la Spagna faccia il suo e non come il suo collega Crosetto che ha annunciato che eventualmente soccorrerà e raccoglierà i feriti. La Flotilla è in questo momento a rischio”, ha detto Bertoldi, ricordando quello che è successo alla sua barca: “L’avvertimento di qualche giorno fa – ha detto Bertoldi – è stato chiaro. La mia e un’altra barca sono tornate indietro pesantemente colpite dai droni, la barca Zefiro è stata colpita in maniera chirurgica, in quanto gli israeliani molto probabilmente sapevano che questa barca aveva un albero che poteva reggere questo colpo. Se questo attacco potente venisse fatto su altre barche il cui albero è semplicemente appoggiato gli alberi verrebbero giù”.

Il comandante della nave ha poi spiegato che le persone della Flotilla in navigazione hanno avvistato droni che seguono le barche: “In questo momento ci sono delle persone di vedetta e ho letto dai messaggi che si stanno scambiando i miei colleghi in navigazione – quando sono le ore 4.30 ora locale italiana 5.30 ora locale greca – sono scortate da dei droni, sono ovviamente droni di controllo israeliani, forse ci saranno anche droni di controllo di Frontex o forse della Grecia ma comunque la questione è questa il prossimo attacco, se verrà fatto, e purtroppo i miei segnali mi dicono che verrà fatto, sarà micidiale. È molto probabile che questa volta ci siano gravi feriti ed eventualmente delle morti”, ha avvertito.

Da qui l’appello: “Vi prego, fate girare questo messaggio. Il 22 settembre non deve rimanere un caso isolato, in quanto a manifestazioni e coinvolgimento della popolazione. Scendiamo in piazza. Ci sono partiti e sindacati che si stanno aggregando va bene tutto, ma mi raccomando impegniamoci, ci sono cari amici a bordo delle navi e vogliamo che le loro vite siano salvaguardate. Non fidiamoci dei nostri governi, non faranno nulla per noi. E’ l’ora del popolo, è l’ora delle persone, anche quelle meno impegnate politicamente, anche quelle più scettiche” “La nostra missione – ha spiegato ancora Bertoldi, comandante dell’imbarcazione della Flotilla Zefiro – non è una missione umanitaria per portare pochi pacchi alla popolazione palestinese di Gaza, la nostra è una missione politica: l’assedio deve finire, il genocidio deve finire, le vite degli attiviosti pacifisti non armati deve essere tutelata, mi raccomando organizzaimoci “. “Chiamiamo tutti quelli che possiamo. Organizziamoci, scendiamo in piazza il più presto possibile, ovviamente in modo non violento”, ha ribadito Bertoldi, concludendo: “Organizziamoci per il secondo lunedì di battaglia ovviamente in maniera non violenta. Scendiamo in piazza, chiamate chi potete, che può darci una, mano ci sono i nostri amici, fratelli, skipper, marinai che in buona fede in modo non violento fanno tutto questo per noi, per la nostra democrazia sotterrata da governi irresponsabili, che non ci aiuteranno”.

(nella foto, dal video sui social, la Flotilla in navigazione verso Gaza)

Ucraina, Tajani: tranquillizzo tutti, Putin non attacca l’Italia

Roma, 28 set. (askanews) – “Non è che rimango ottimista su Putin, Putin ha un’aggressività inaccettabile però credo assolutamente che voglia attaccare l’Italia. Questo lo posso smentire”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segretario di Fi, parlando a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito.

“La nostra difesa aerea – ha aggiunto – è sempre vigile e attenta”. Tajani ha sottolineato “l’efficienza dell’aronautica militare, sia a terra sia in cielo”. Poi ha proseguito: “Gli italiani possono stare tranquilli da tutti i punti di vista, non dobbiamo drammatizzare, non ci risulta nulla di preoccupante per quanto riguarda il nostro paese, vglio rassicurare tutti. Ho parlato anche con il ministro della difesa, stamattina ci siamo consultati. Vogliamo tranquillizzare tutti”.

La magia dello swing torna a Milano con Swing’n’Milan

Milano, 28 set. (askanews) – La magia dello swing torna a Milano: dal 10 al 12 ottobre lo Spirit De Milan (Via Bovisasca, 29), la Cattedrale dello Swing nel cuore della Bovisa, accoglierà ballerini, musicisti e appassionati da tutto il mondo per la tredicesima edizione di Swing’n’Milan!

Tre giorni di musica dal vivo, ballo, dj set, competizioni e corner vintage animeranno il locale milanese, trasformandolo ancora una volta in un viaggio nel tempo verso l’energia travolgente degli anni 30 e 40.

Ogni sera, a partire dalle 19.30, lo Spirit de Milan si accenderà con concerti di grandi band italiane e internazionali e una doppia ballroom pronta ad accogliere migliaia di ballerini da ogni parte del mondo.

Venerdì 10 ottobre il palco sarà tutto per il carismatico Gordon Webster, pianista e bandleader di fama mondiale, amatissimo dalla scena lindy hop. A infiammare la pista ci sarà anche la competizione Mi & Ti (Mix and Match) e lo swing dj set.

Sabato 11 ottobre sarà una notte imperdibile: si alterneranno la potenza travolgente della NP Big Band, l’energia senza fine di Gordon Webster e la Strictly Lindy Hop Couple Competition con i migliori ballerini internazionali, per poi concludere con lo swing dj set.

Domenica 12 ottobre chiusura in grande stile con la Monday Orchestra, 18 musicisti guidati da Luca Missiti che proporranno standard jazz, swing e arrangiamenti originali. A fine serata è obbligatorio scatenarsi con lo swing dj set!

I biglietti singoli per il festival sono acquistabili sul sito ufficiale e comprendono una consumazione (venerdì 10 ottobre – 25€; sabato 11 ottobre – 35€; domenica 12 ottobre – 20€). Il Party Pass (65€) offre l’accesso a tutte e tre le notti con un drink incluso per ciascuna.

Oltre alle serate del festival, Swing’n’Milan propone un camp intensivo di Lindy Hop e Solo Jazz con insegnanti internazionali. Otto ore di workshop suddivise tra sabato e domenica offriranno la possibilità a ballerini di ogni livello – da chi ha appena iniziato fino ai professionisti più esperti – di approfondire tecnica, musicalità e improvvisazione. Sono previsti quattro livelli (Intermediate, Advanced, Expert, Pro) per Lindy Hop e un livello Expert per Solo Jazz.

Gli insegnanti che partecipano a questa nuova edizione incarnano lo spirito del festival: tecnica, passione e capacità di trasmettere l’anima dello swing: Pamela & Tadas, coppia nata sulla pista in Lituania, portano un approccio che valorizza l’improvvisazione e lo stile personale; Jill & Alex, con background nella danza contemporanea e nel breakdance, trasmettono l’essenza più autentica del Lindy Hop old school, mescolando energia e ricerca stilistica; Isabella & Pontus, record di medaglie d’oro ai campionati svedesi, offrono un metodo pedagogico che sviluppa la consapevolezza e l’identità di ogni ballerino; Sonia & Hector, pionieri della scena swing spagnola, diffondono il Lindy Hop nel mondo con uno stile basato su comunicazione, rimbalzo e qualità del movimento.

A guidare il pubblico nelle serate come Masters Of Ceremonies, ci saranno l’inesauribile Dalila Del Giudice, sul palco del festival da un decennio, affiancata da Jean-Charles Zambo, artista poliedrico che ha calcato i palchi più prestigiosi in Francia e nel mondo. Con il loro carisma e l’esperienza di ballerini, cantanti e attori, accompagneranno gli spettatori tra concerti, esibizioni e competizioni.

Durante la tre giorni sarà possibile provare i piatti pensati apposta per il festival e curiosare tra mercatini di abiti e accessori vintage.

Cynar Spritz sarà partner di questi tre giorni, con la lezione primi passi gratuita di lindy hop e la presenza di taxi dancers per far volteggiare in pista anche chi non ha mai ballato!

Lo Spirit de Milan, con le sue atmosfere vintage e il suo fascino industrial, è ormai un luogo riconosciuto a livello nazionale che ogni sabato ospita centinaia di ballerini di Lindy Hop e Balboa e che durante Swing’n’Milan si trasforma in un autentico tempio dello swing.

Swing’n’Milan nasce nel 2013 con l’obiettivo di introdurre la città di Milano al ballo, alla musica e alla cultura swing degli anni 30 e 40 nella sua forma più autentica e originale. Da allora, il festival ha continuato a crescere e a riscuotere un crescente successo. Swing’n’Milan è ideato da KLAXON srl, società nata nel 2000 come studio di progettazione che opera nel campo dell’exhibition design e già ideatore di Spirit De Milan. Tra i suoi obiettivi principali c’è quello di creare eventi tematici che coinvolgano i partecipanti a 360°.

Doverosi ricordi. Le radici della Democrazia Cristiana

Ha fatto bene l’on. Cappa, nel suo completo discorso, a ricordare che la Democrazia Cristiana trae le sue origini e trova la sua continuità storica nel Partito Popolare Italiano. Questo doveroso riconoscimento, che aveva (vorrei dire) una conferma nel fatto che i popolari di allora sedevano negli stessi settori e parlavano dagli stessi banchi di oggi, andava fatto come giusto tributo di riconoscenza per coloro che ci hanno preceduti e come ammonimento ai giovani a non obliare la loro opera ed il loro insegnamento.

L’appello di don Sturzo

Il Ppi infatti sorse nel 1919, tra molte diffidenze e non pochi contrasti, con un programma di libertà, di tutte le libertà, ed il primo appello che don Luigi Sturzo, con altri dieci amici, lanciava il 18 gennaio 1919 al Paese era diretto a tutti gli uomini liberi e forti e chiedeva la libertà della famiglia, della scuola, della stampa, delle organizzazioni, delle classi, degli enti pubblici locali e la libertà della Chiesa.

Oltre a ciò si domandava l’unità sindacale, una legislazione sociale nazionale ed internazionale a tutela del lavoro, lo sviluppo della cooperazione, un piano di assicurazioni per la malattia, la vecchiaia, la invalidità e la disoccupazione, la difesa e l’incremento della piccola proprietà rurale, l’abolizione del latifondo.

Il filo storico con la Dc

Tutto questo programma di rinnovamento nel campo economico-sociale trovava con la Democrazia Cristiana un nesso storico, dottrinale e pratico evidente. Chiunque ricordi i primi convegni democristiani del 1900 ed anni prossimi constata le affinità e le analogie sicure tra le domande del Ppi ed il programma dei popolari.

Di più: gli uomini erano gli stessi e basti ricordare fra tutti il nome caro e venerato di don Luigi Sturzo.

E la Dc si ricollegava proprio, come l’acqua del fiume alla fonte, all’enciclica di Leone XIII Rerum Novarum (1891), che giustamente (e non per adulazione, come avversariamente si è scritto) passa alla storia come la “carta cristiana del lavoro”.

Le diffidenze e i contrasti

Le diffidenze contro il Ppi provenivano dai liberali; i contrasti dai socialisti. I liberali ci accusavano di essere dei falsi amici della libertà, ed il pontefice massimo di essi (parlo di Benedetto Croce) non lesinava giudizi meno favorevoli. Basta rileggere la Storia d’Europa del Croce per trovarvi con la svalutazione dell’età liberale anche gli apprezzamenti meno severi verso i “democratici cattolici” che si chiamarono poi “popolari”.

Il Croce che, ammettendo la sua educazione e la sua “virtù cristiana”, credeva di poter parlare in nome della “religione della libertà”, concedeva l’ingresso al nuovo tempio a tutti, meno a coloro che provenivano dalle organizzazioni cattoliche.

I socialisti (e fu il loro più grave errore) ci combattevano aspramente prima nel Paese e poi alla Camera definendoci senz’altro unicamente come sostenitori delle classi abbienti.

Né liberali né socialisti

I popolari non erano certamente dei liberali perché del liberalismo agnostico erano i primi critici, ma avevano accolto in pieno il metodo della libertà, questo metodo bastava ai liberali di buona fede per lasciare libero ingresso alle forze giovani che chiedevano di partecipare al rinnovamento dello Stato.

I popolari non erano nemmeno dei socialisti, perché rifiutavano la dottrina del materialismo storico ed il metodo della lotta di classe, ma ugualmente per la elevazione delle classi meno abbienti lavoravano ed agivano con fede e purezza di intenzioni e su questo terreno sarebbe stata possibile una intesa per operare un profondo rinnovamento sociale.

Non fu così: errori, fatalità, incomprensioni, disegno di una follia, esasperazioni nazionalistiche portarono ad una soluzione dai più forse imprevista ed il fascismo con la violenza, le minacce e la frode riuscì per un ventennio a dominare il Paese portando l’Italia alla rovina ed alla strage, di cui tutti fummo testimoni e vittime.

La ricostruzione

Ed oggi, dopo i tempi duri che il Paese ha superato, mentre rinasce l’amore per la libertà, i popolari che tennero alta la vecchia ed onorata bandiera, sono lieti di affidarla ai giovani della Dc perché, col tesoro della esperienza e della storia vissuta dagli anziani, essi sappiano operare in profondità per la attesa ricostruzione.

Sarà lecito sperare una maggior comprensione degli avversari verso la Dc? Il sincero amore alla libertà, che anima tutta la Dc, ed il loro ardente desiderio di dare alle classi lavoratrici un maggior benessere ed un più alto tenore di vita saranno ancora messi in dubbio? Noi non lo crediamo.

Già la lotta combattuta in comune ed i sacrifici in comune sopportati ce lo facevano sperare: questi pochi mesi di libertà, queste prime giornate di dibattiti alla Consulta ce ne hanno dato conferma.

Una nuova Italia

Vi sono delle ombre, nel quadro (noi non lo neghiamo), vi sono qua e là degli eccessi che meritano di essere corretti, ma chi confronti l’andamento delle sedute attuali alla Consulta, con le risse quotidiane della XXV legislatura, non può avere dubbi di sorta.

Dal crogiuolo delle sofferenze e dal comune dolore è nata una nuova Italia; sappiamo esserne degni e trovare tra le opposte ideologie il comune denominatore delle sane intese e delle proficue collaborazioni.

Umberto Merlin (1874–1964), giurista e politico di formazione cattolica, fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano e poi dirigente della Democrazia Cristiana. Deputato alla Costituente, più volte ministro, contribuì a valorizzare con il suo impegno pubbluco l’identità democratica e sociale del cattolicesimo politico italiano.

L’asse dei droni, la Polonia sceglie Taiwan: no alla dipendenza dalla Cina

Mentre la guerra infuria alle sue porte, la Polonia si è rivolta a un partner inaspettato, Taiwan, per rafforzare le sue difese aeree. In una mossa che segna un netto cambio di rotta rispetto al passato, Varsavia è diventata il principale acquirente di droni di Taiwan, assorbendo quasi il 60% delle esportazioni totali dell’isola in un anno.

Questa alleanza strategica, emersa in modo evidente dai dati che mostrano un’impennata delle esportazioni di droni taiwanesi verso la Polonia fino a 32 milioni di dollari solo quest’anno, è guidata da un obiettivo primario: allontanarsi dalla dipendenza dai componenti cinesi. Gli Stati Uniti, in confronto, si posizionano al secondo posto, con importazioni di circa 7 milioni di dollari nello stesso periodo.

Dopo l’invasione russa del 2022, i droni sono diventati strumenti indispensabili per le forze ucraine e i loro alleati. Anche perché sempre più spesso i droni russi sconfinano nello spazio aereo della NATO, inclusa la Polonia.

L’industria polacca decolla

Di fronte a questa minaccia, l’industria polacca dei droni ha reagito con una crescita esplosiva. WB Electronics, il principale produttore del paese, ha visto il suo fatturato annuale più che raddoppiare, raggiungendo quasi 3 miliardi di zloty (829 milioni di dollari) nel 2024. Oltre a fornire l’esercito polacco, l’azienda collabora strettamente con l’Ucraina, dove ha anche uno stabilimento produttivo.

Questa espansione ha aperto le porte a nuove partnership. Il produttore taiwanese di droni Ahamani ha confermato che la domanda polacca è così robusta da giustificare l’apertura di un nuovo stabilimento in Europa. 

Allo stesso tempo, anche le aziende polacche stanno consolidando i legami con Taiwan. Farada Group, un produttore di droni con ambizioni di espansione negli Stati Uniti, ha sostituito i componenti cinesi con quelli taiwanesi, ritenuti “equivalenti di alta qualità con una disponibilità simile” in grado di soddisfare i rigorosi standard di sicurezza americani.

Sinergia in un mondo diviso

Questa partnership, sostanzialmente, si basa su una sinergia di interessi e necessità. 

La vicinanza della Polonia all’Ucraina aggiunge poi un ulteriore strato di valore a questa relazione e dimostra come in un momento di crescenti tensioni geopolitiche Paesi con interessi simili si stiano unendo per forgiare una nuova via in un mondo sempre più diviso.

La Fattoria degli animali: Orwell oggi parla all’America

[…] nel 2025, gli americani potrebbero leggere questo romanzo con occhi leggermente diversi rispetto al passato, quando il governo autoritario, l’adorazione dei leader come una setta e la propaganda che negava la realtà erano cose che accadevano altrove. Oggi, è difficile leggere la mordace descrizione di Orwell degli stravaganti panegirici a Napoleone (“due mucche, sorseggiando un drink in piscina, esclamavano: ‘Grazie alla leadership del compagno Napoleone, che sapore eccellente ha quest’acqua!'”) e non pensare agli esempi a cui assistiamo quotidianamente: dalla sensibilità decisamente idolatra comune tra la base di Trump ai funzionari dell’amministrazione che si accalcano l’uno sull’altro per elogiare Trump durante una riunione di gabinetto, o un membro del Congresso che dice ai giornalisti che Trump “non sbaglia mai”, o l’addetta stampa Karoline Leavitt che esulta : “Cracker Barrel è una grande azienda americana e hanno preso un’ottima decisione di fidarsi di Trump!” Allo stesso modo, quando Orwell nota ironicamente che gli animali “non avevano nulla su cui basarsi se non le liste di cifre di Clarinetto, che invariabilmente dimostravano che tutto stava migliorando sempre di più”, non si può fare a meno di pensare a Trump che licenzia il commissario del Bureau of Labor Statistics che non ha voluto trasmettere quel messaggio.

La riscrittura degli slogan, le insidiose cospirazioni invocate per spiegare qualsiasi cosa vada storta, il capo della propaganda che convince gli altri animali che ciò che hanno visto con i propri occhi non è accaduto o è accaduto in modo molto diverso: i parallelismi sono ovunque. Si potrebbe persino sottolineare che, come la rivoluzione animale di Orwell, il populismo trumpiano pretende di difendere gli oppressi e gli emarginati. E l’accogliente incontro di Trump con Vladimir Putin il mese scorso evoca l’inquietante ultima riga del romanzo in cui gli animali “guardavano dal maiale all’uomo, e dall’uomo al maiale, e di nuovo dal maiale all’uomo; ma era già impossibile dire chi fosse chi”.

Questo non vuol dire che siamo intrappolati nella Fattoria degli Animali, ovviamente. A differenza dei suoi abitanti, abbiamo altre fonti di informazione e comprare ciò che gli Squealer del MAGA stanno vendendo è una scelta. Finora, le azioni di questa amministrazione sono più una presa di potere caotica e costellata di incompetenza che un governo autoritario; al posto dei temibili cani di Napoleone che sbranano i dissidenti al suo segnale, abbiamo le Guardie Nazionali che impacchettano la spazzatura a Washington, DC. Ma se La Fattoria degli Animali non è (ancora) la nostra storia, è certamente un utile avvertimento. E non solo per i nemici di Trump: il devoto Boxer, venduto alla fabbrica di colla in modo che i maiali possano comprarsi qualche cassa di birra, può essere visto come un sostituto non solo della classe operaia sovietica, ma di tutti i fedeli del MAGA che vengono fregati dalle politiche di Trump.

I parallelismi con l’America moderna non sono certo l’unica ragione per rileggere “La fattoria degli animali” . Ma sono un valido promemoria del fatto che la favola di Orwell non ha mai riguardato solo l’Unione Sovietica.

Traduzione automatica da Google. Per leggere il testo completo: clicca qui.

Sciamanesimo e potere: la radice nascosta dell’imperialismo russo

Gli “oggetti volanti non identificati” che hanno interrotto il traffico aereo in vari Paesi europei — dalla Polonia alla Norvegia — non sono soltanto strumenti di guerra ibrida. «Sono segni di un immaginario che Mosca vuole imporre come forza oscura, capace di incutere timore e paralisi», scrive Stefano Caprio su Asia News. I droni anonimi diventano nuovi totem sospesi, simboli di un potere che si ammanta di magia e di suggestioni cosmiche.

L’orso, Šaman e i riti della caccia

Non è casuale che il partito del Cremlino si chiami “Russia Unita” e abbia come emblema l’orso siberiano, animale-totem delle popolazioni dell’Estremo Oriente russo. Caprio ricorda che «lo stesso Medvedev, il cui cognome significa ‘dell’orso’, funge da sacerdote laico dei rituali putiniani, maledicendo l’Occidente con linguaggio tribale e visionario». A questo universo appartiene anche il cantante Šaman, autore dell’inno Ja russkij! (“Io sono russo”), e la figura dello sciamano della Jacuzia Aleksandr Gabiščev, perseguitato per aver annunciato una marcia verso Mosca per scagliare una maledizione su Putin. Lo stesso presidente, con l’amico Šojgu, ama mostrarsi come cacciatore nelle steppe di Tuva: «il leader-totem che domina la natura e trasforma la caccia in rituale politico», annota Caprio.

Dalla Siberia all’Universo

Lo sciamanesimo, ammesso in Russia come “religione tradizionale minore” dopo l’Ortodossia, è oggi sostenuto persino in ambito tecnico-scientifico. «Nei manuali di aviazione e cosmonautica compaiono capitoli che esaltano l’esperienza sciamanica come ponte con l’Universo», osserva Caprio. Il festival Sajanskoe Koltso, tenuto quest’estate nel villaggio di Šušenskoe, celebra l’anello dei monti Sayan, legando la memoria dell’esilio di Lenin al culto dei totem naturali. Si crea così una continuità ideologica tra l’URSS e la Russia attuale: il mausoleo di Lenin a Mosca e i droni odierni sono due facce della stessa religione civile.

La paura come metodo

Secondo Caprio, Putin divide il mondo in due soli attori: Russia e America. «L’Europa non esiste — scrive —, può solo andare a fumare in corridoio mentre i grandi decidono». La paura, diffusa attraverso simboli arcaici e tecnologie militari, diventa lo strumento per tenere in scacco le società europee. Lo sciamanesimo politico funziona perché parla alle emozioni, costruendo un immaginario di forze oscure pronte a colpire. In questo intreccio tra religione ortodossa, caccia rituale e sciamanesimo popolare, Caprio individua «la radice nascosta dell’imperialismo russo».

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Telefonata di mezz’ora con portavoce Flotilla, Tajani: vanno avanti

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – Telefonata di mezz’ora circa tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e la portavoce della Global Sumud Flottilla Maria Elena Delia. “Vanno avanti”, ha spiegato Tajani parlando con i giornalisti a Telese Terme (Bn) dove è in corso la festa del partito. “Credo capiscano quali sono i rischi. Ho parlato con la portavoce italiana, ho chiesto di riferire agli altri che sono lì. Come mio dovere di ministro italiano mi preoccupo dei nostri concittadini a bordo”, ha spiegato.

Tajani ha ribadito a Delia che “non ci sarà alcuna protezione di tipo militare. La neve della marina militare non accompagnerà la Flotilla nelle acque israeliane, lo sapevano. Mi auguro possa succedere qualche cosa. Facciamo di tutto per evitare ci sia un deterioramento della situazione, io sono disponibile a parlare con loro giorno e notte”.

Tajani: non credo Italia obiettivo o che Putin voglia III guerra mondiale

Roma, 27 set. (askanews) – “Non credo che Putin voglia scatenare la terza guerra mondiale e non credo che l’Italia sia un obiettivo militare, in ogni caso la nostra difesa aerea è in grado di abbattere droni con intenzioni minacciose e anche la Nato è in grado di farlo”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in diretta a 4 di sera sy Rete4 ha risposto alla dichiarazione di Zelensky a proposito della possibilità che anche l’Italia diventi oggetto delle incursioni di droni russi come sta accendo in Polonia in queste ore.

“Credo che Putin stia testando le reazioni dell’Occidente – ha aggiunto – ma dobbiamo avere i nervi saldi non avere reazioni spoporzionate, non commettere errori, dobbiamo lavorare per la pace, proteggendo il nostro spazio aereo, siamo in grado di farlo, perciò diciamo che servono più soldi per la sicurezza. Io sono convinto che non ci sarà nessuna guerra però dobbiamo impedire che la situazione degeneri”.

Zelensky: intercettati droni russi, Italia potrebbe essere la prossima

Roma, 27 set. (askanews) – “92 droni erano diretti verso la Polonia. Li abbiamo intercettati sul territorio ucraino, 19 hanno raggiunto il loro spazio aereo. Eppure, vediamo la direzione, per così dire la coreografia di questo volo. L’Italia potrebbe essere la prossima. Vedete Norvegia, Danimarca. Ci sono segnali dalla Svezia. Ci sono rumeni, polacchi, i paesi baltici. Putin sta testando ciò che hanno gli europei”. Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X.

Secondo Zelensky “la Russia sta mettendo alla prova la propria capacità di difendersi e sta cercando di influenzare la società, così la gente inizia a chiedersi: ‘Se non riusciamo a proteggerci, perché dovremmo continuare a sostenere l’Ucraina?’. Questo mira a ridurre gli aiuti all’Ucraina, soprattutto in vista dell’inverno”.

Padel, domani in programma semifinali e finali Fip Silver Torino

Roma, 27 set. (askanews) – Spettacolo al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Torino, dove oggi il derby torinese ha infiammato un Palavillage ‘sold out’. Alvaro Montiel, neoazzurro di origini italiane e torinese d’adozione, in coppia con Juan Belluati ha superato con un doppio 6-4 Matteo Rosingana ed Edoardo Zecchinelli al termine di due ore di battaglia. Domani Montiel-Belluati affronteranno in semifinale – ricorda una nota – Aimar Goñi, rivelazione 19enne della Premier Padel, e l’argentino Luciano Capra, tornato protagonista dopo un lungo stop per infortunio. Nell’altra sfida i giovanissimi Giuseppe Fino e Marc Lupon, entrambi 19 anni, affronteranno la coppia argentina formata da Ignacio Archieri, anche lui classe 2006, e Juan Pablo Dametto. Le semifinali maschili inizieranno alle 10.30, precedute alle 9 dalle semifinali femminili, con le numero uno del seeding Aranzazu Osoro (n.15 del ranking FIP) e Victoria Iglesias, già dominanti nei turni precedenti. Nel pomeriggio, dalle 14, in programma la finale femminile seguita da quella maschile.

Il Palavillage ha ospitato oggi anche la visita del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, sceso in campo per un allenamento con Saverio Palmieri, tecnico della Nazionale italiana: “Il padel è sport socializzante come pochi”, ha detto il presidente. Domani spazio anche al calcio con la Vip ProAm Exhibition: alle 12 scenderanno in campo quattro stelle del pallone – Alessandro Costacurta, Luca Marchegiani, Nicola Amoruso e Cristian Brocchi – in un evento a ingresso gratuito all’insegna di spettacolo e divertimento.

Calcio femminile, la Juve batte la Roma e vince la Serie Women’s Cup

Roma, 27 set. (askanews) – La Juventus batte la Roma e conquista la prima edizione della Serie A Women’s Cup, la nuova competizione che inaugura la stagione del calcio femminile. Allo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, davanti a 2.200 spettatori, le campionesse d’Italia superano 3-2 le giallorosse al termine di una finale combattuta ed emozionante. La squadra di Max Canzi parte alla grande e dopo cinque minuti è già in vantaggio: cross di Lindsey Thomas, un ex, dalla destra e correzione vincente sotto misura dell’attaccante danese Amalie Vangsgaard. La reazione delle ragazze di Luca Rossettini non tarda ad arrivare e dopo due pali nella stessa azione la norvegese Emilie Haavi trova il pareggio con una grande giocata individuale. Si va all’intervallo con il risultato in equilibrio ma nella ripresa la Juventus torna nuovamente avanti: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Barbara Bonansea trova la deviazione vincente e batte Olivie Lukášová. La Roma non ci sta e dopo dieci minuti riporta la partita di nuovo in equilibrio, grazie a un colpo di testa del capitano Manuela Giugliano che trova l’angolino sul cross di Haavi. I supplementari sembrano lo sbocco naturale di una partita corsa via sul filo dell’equilibrio, ma in pieno recupero ancora Vangsgaard, sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo, trova il tap-in vincente sotto misura e regala il trofeo alle campionesse d’Italia.

Juventus-Roma 3-2 (p.t. 1-1) Juventus: Peyraud-Magnin; Lenzini (Cascarino 74′), Salvai (Kullberg 86′), Harviken; Thomas, Brighton (Godo 65′), Schatzer (Rosucci 74′), Bonansea; Tatiana Pinto; Girelli (Cambiaghi 86′), Vangsgaard All. Canzi

Roma: Lukášová; Di Guglielmo, Van Diemen, Heatley, Veje (Corelli 90’+4′); Giugliano, Rieke, Kuhl (Greggi 60′); Bergamaschi (Viens 60′), Pilgrim (Babajide 83′), Haavi All. Rossettini

MARCATRICI: Vangsgaard (J) 5′, Haavi (R) 30′, Bonansea (J) 69′, Giugliano (R) 79′, Vangsgaard (J) 90’+2′

AMMONITE: Brighton (J)

Ministra Bernini: errore interrompere ponti con Universit israeliane

Telese Terme (BN), 27 set. (askanews) – “L’Italia, la ricerca italiana, l’universit e ricercatori italiani non devono entrare in guerra con le universit e i ricercatori israeliani: ho personalmente visitato sia la parte palestinese che quella israeliana e ci sono rettori e presidenti di universit profondamente contrari agli errori e agli orrori del governo Netanyahu. Il fatto di lasciarli soli in un momento in cui loro stessi protestano contro il governo Netanyahu un errore, come un errore togliere speranza e ossigeno a quei luoghi della conoscenza, della diplomazia scientifica, che sar l’inizio di tutto quando la guerra sar finita. Da l si ricomincia, non bisogna mai interrompere i ponti di ricerca, cultura, formazione. Quello il pi grande detonatore di pace”. Lo ha detto la ministra dell’Universit, Anna Maria Bernini, alla festa di Fi a Telese Terme (Bn).

Banca Ifis presenta la quattordicesima edizione del NPL Meeting

Venezia, 27 set. (askanews) – Presso la sede di Banca Ifis di Villa F rstenberg a Mestre si tenuta la quattordicesima edizione del Npl Meeting, l’annuale appuntamento dedicato all’industria del credito deteriorato che per l’occasione stata intitolata “Framework & Frontiers”. Durante l’incontro stato presentato il “Market Watch Npl 2025” elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, nel quale si sottolineato il basso tasso di deterioramento del credito nel nostro Paese, mentre l’Europa fa registrare un aumento degli indicatori di rischiosit prospettica.

Ad aprire l’evento prima di introdurre l’ospite Jeffrey Sachs, economista americano gi direttore del Earth Institute della Columbia University e consigliere economico dell’ONU dal 2001 al 2018, stato l’Amministratore Delegato di Banca Ifis Frederik Geertman: “Oggi siamo alla quattordicesima puntata di questo NPL Meeting. Tutti gli anni presentiamo il nostro Market Watch, il report che sintetizza lo stato dell’industria degli NPL. Quest’anno abbiamo visto cose che per l’Italia sono abbastanza incoraggianti. Seppur in Europa cresce leggermente il mondo del credito deteriorato, in Italia sul bilancio delle banche vediamo una contrazione. Non solo perch la nuova produzione di credito problematico bassa, ma anche perch esiste un’industria, appunto quella degli NPL, che aiuta con una certa facilit le banche a scaricare questi crediti problematici. Vediamo un’Italia che riduce la presenza di questi NPL sui bilanci delle banche, vediamo un’industria NPL sana che continua a investire”.

L’Npe ratio lordo previsto in calo al 2,3% nel triennio 2025-2027, ben al di sotto della soglia del 5% fissata come obiettivo dalla BCE: in Italia lo stock totale di crediti deteriorati a fine 2025 stimato a 275 miliardi di euro, un dato ben distante dai picchi registrati nel 2015 che mantiene il tasso di deterioramento del nostro Paese a un livello storicamente basso.

Nel prossimo triennio gli operatori del settore affronteranno due principali sfide trasformative: il consolidamento, che ha avuto gi inizio negli ultimi due anni, e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale come fattore abilitante lo snellimento dei processi. A questo proposito l’Amministratore Delegato Geertman ha specificato: “Le previsioni sono di grande impatto, poi sempre utile guardare concretamente cosa si sta realmente implementando. Siamo ancora in una fase in cui gli impatti dei progetti concreti non sono ancora cos percepibili, ma le aspettative nel lungo termine di una forte trasformazione dei processi e delle tecnologie utilizzate anche in questo comparto da parte dell’Intelligenza Artificiale sono alte, sono confermate”.

Un terzo fattore chiave nello sviluppo del sistema sar ricoperto dall’efficienza dei recuperi. Banca Ifis ha riscontrato un rallentamento del tasso di recupero correlato all’aumento dell’incidenza del recupero giudiziale dal 2023 in avanti. Fattore chiave di questo processo l’aumento dei ritardi nei tribunali: il 60% dei fascicoli ha pi di cinque anni, motivo per cui dallo snellimento di questi processi dipender la capacit di recupero del sistema.

Banche, Tajani alla Lega: finché Fi al governo nessuna tassa su extraprofitti

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – “Minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Il presidente del Consiglio Meloni infatti ha detto ‘discutiamo’ ma la minaccia di tasse è inacettabile”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Fi, replicando alla Lega dalla festa del partito a Telese Terme (Bn).

“Io sono assolutamente contrario alle tasse sugli extra profitti, è roba da Unione Sovietica. Le banche possono dare un contributo” ma “non esiste il concetto di extra profitti, non esiste alcuna base giuridica. Le banche possono e devono fare il loro dovere ma l’extra profitto è una cosa che non esiste, devono spiegarmi cos’è”, ha tuonato Tajani.

“Tassare gli extra profitti e continuare a fare minacce alle banche significa mettere in difficoltà tutto il nostro sistema finanziario, spaventare i mercati, far fuggire gli investitori, serve buon senso e responsabilità quando si parla di queste cose”, ha sottolineato.

“Con le banche dobbiamo parlare, abbiamo già parlato, vediamo cosa si può fare, ma le minacce alle banche e l’idea di mettere nuove tasse significa soltanto avere effetti negativi e noi siamo per difendere il mercato, siamo per difendere le imprese, comprese le banche”, ha osservato Tajani. “Ognuno deve fare la sua parte, è giusto che le banche facciano la loro parte e parliamo con loro, vediamo cosa possono fare. Ma minacciare extraprofitti non serve a niente. Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Siamo contro la pressione fiscale, siamo contro l’aumento delle tasse, sono i nostri valori”.

“Pensare di ricominciare con l’aumento delle tasse mi pare veramente inaccettabile. Questo è quello che pensiamo noi, gli altri danno le loro proposte, ma noi queste proposte non le possiamo approvare né nel governo né in Parlamento”, ha concluso.

Banche, Lega: da istituti credito possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Usa, Trump: invierò truppe a Portland contro l’assedio di Antifa all’agenzia per l’immigrazione

Roma, 27 set. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che invierà truppe a Portland, in Oregon, contro i “terroristi interni” che “assediano” le strutture dell’Agenzia per l’immigrazione, la United States Immigration and Customs Enforcemen (Ice).

“Su richiesta del Segretario per la Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, ordino al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di fornire tutte le truppe necessarie per proteggere Portland, devastata dalla guerra, e qualsiasi nostra struttura Ice sotto assedio da attacchi di Antifa e altri terroristi nazionali. Autorizzo inoltre l’intervento a piena forza, se necessario”, ha scritto il presidente Usa sul proprio social media, Truth. La Casa Bianca – scrive la Associated Press – non ha risposto alla richiesta di dettagli sull’annuncio di Trump, in particolare sulla tempistica per il dispiegamento delle truppe o su quali truppe sarebbero state coinvolte.

In precedenza Trump aveva minacciato di inviare la Guardia Nazionale a Chicago senza però dare seguito agli annunci.

Si prevede che a Memphis, nel Tennessee, saranno schierati solo circa 150 soldati, molti meno di quelli inviati nel Distretto di Columbia o a Los Angeles in risposta alle proteste sull’immigrazione.

Manovra, Lega: dalle banche possibile contributo di 5 miliardi

Milano, 27 set. (askanews) – In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese. E’ quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Lo fa sapere la Lega. L’obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito.

Universit, Bernini: dalle tende ai cantieri, 2 miliardi a studentati

Telese Terme (BN), 27 set. (askanews) – “Abbiamo messo due miliardi sul piano ‘housing’, da tre anni a questa parte abbiamo investito due miliardi di fondi tra fondi nazionali e fondi PNRR, abbiamo raggiunto il target delle 60.000 circa domande, di cui 10.000 vengono dalla Campania, regione che sta dando un apporto importantissimo. ‘Housing’ significa studentato, cio un tetto dignitoso sulla testa, per gli studenti che non si possono permettere un alloggio”: lo ha detto – parlando a margine con i giornalisti – la ministra

dell’Universit, Anna Maria Bernini, alla festa di Fi a Telese Terme (Bn). “Per sintetizzare, siamo passati dalle tende ai cantieri”, ha concluso Bernini.

Flotilla, Tajani: si fermino, pericoloso rompere blocco navale Israele

Telese Terme (Bn), 27 set. (askanews) – Gli italiani hanno deciso di non scendere dalla Flotilla? “Libera scelta loro. Noi diciamo che è pericoloso andare verso il blocco navale israeliano e tentare di romperlo. Visto che è pericoloso, noi dobbiamo dirlo ai nostri concittadini, fermo restando che la nostra Unità di crisi li segue, li segue l’ambasciata, il consolato. A noi preoccupa l’incolumità fisica e la sicurezza dei nostri concittadini. Lo diciamo, lo ripetiamo, seguiamo le parole del presidente Mattarella”. Con queste parole il ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, è tornato a parlare della Global Sumud Flotilla nel corso della festa del partito a Telese Terme (Fi).

“Non possiamo – ha proseguito – mettere a rischio i nostri marinai in una situazione così delicata. Quindi ci auguriamo che la Flotilla recepisca le parole del presidente Mattarella e non prosegua verso le coste di Gaza perché sarebbe veramente rischioso. Lo abbiamo detto, lo continuiamo a ripetere. Noi più che sollecitare la nostra ambasciata, sollecitare il governo di Israele, non possiamo fare. Il rischio c’è, e non è secondario”.

Tajani ha ribadito che “le nostre navi non scorteranno la Flotilla. Sono lì soltanto per assistenza di tipo umanitario e sanitario. Certamente non andranno ad un scontro a fuoco con Israele, non possiamo assolutamente mettere a repentaglio la vita dei nostri marinai, che vale quanto quella degli altri italiani a bordo. Quindi dobbiamo sempre essere forti nel senso di responsabilità, tutti quanti. Peggiorare una situazione è pericoloso, l’abbiamo detto. Il presidente Mattarella ha usato parole molto sagge e molto giuste. Se l’obiettivo è quello di aiutare il popolo palestinese, il popolo palestinese verrà aiutato facendogli ricevere tutti i beni che la Flotilla ha a bordo”.

Ucraina, la centrale nucleare di Zaporizhzhya senza corrente da 3 giorni

Roma, 27 set. (askanews) – Crescono le preoccupazioni per la centrale nucleare di Zaporizhzhya, in Ucraina, occupata dai russi. L’alimentazione elettrica esterna alla centrale, che sostiene i generatori di emergenza per i sistemi di raffreddamento e di sicurezza, è interrotta da oltre tre giorni, un periodo record che solleva preoccupazioni per la sicurezza del sito.

Tuttavia oggi l’amministrazione delle centrale, riportano le agenzie di stampa russe, ha comunicato di disporre di carburante diesel sufficiente a garantire il funzionamento a lungo termine dei generatori di riserva in modalità autonoma.

“La centrale dispone di riserve di carburante diesel sufficienti a consentire il funzionamento a lungo termine dei generatori in modalità autonoma. Il raffreddamento del combustibile nucleare nelle piscine di stoccaggio e nei reattori è oprativo a pieno regime”, si legge in una nota pubblicata su Telegram. (Segue) Il 23 settembre, la centrale nucleare di Zaporizhzhya ha perso l’alimentazione elettrica esterna per la decima volta dall’inizio del conflitto militare nel 2022. La linea elettrica che porta all’impianto è stata tagliata sul lato russo alle 16,56 di martedì scorso e non ci sono segnali che la linea verrà ripristinata a breve.

L’amministrazione della centrale – scrive Ria Novosti – ha però confermato che la situazione è sotto controllo. Tutti i sistemi funzionano normalmente e il livello di radiazioni rimane entro i limiti naturali.