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Abi, Patuelli: nel mondo trasandatezza morale, occorre più etica

Roma, 24 set. (askanews) – “Il mondo vive eccessi di trasandatezza morale: occorre più etica. L’etica si dà troppo spesso per scontata. Per i cittadini è indispensabile la convinta consapevolezza della prevalenza dei principi costituzionali nel viver civile, con lo Stato come primo garante di tutte le libertà civili, economiche, sociali ed ambientali e dei doveri di tutti e di ciascuno. Nella Repubblica italiana l’etica è insita innanzitutto nei principi fondamentali della Costituzione”. Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell’Abi durante la sua Lectio Magistralis all’Università Link, a Roma.

“Rispettare le regole, emanate dalle Istituzioni legittime con metodi di libertà e di democrazia, rappresenta un minimo obbligatorio di principi etici – ha proseguito – che possono essere applicati da ciascuno, liberamente, anche con maggiore rigore. I codici etici sono un passo avanti di educazione e di consapevolezza”.

“Doveri e diritti sono inscindibili. I doveri e diritti costituzionali formano il cittadino. L’economia e la finanza, se sottratte all’influenza del diritto e della morale, se disgiunte dai principi, portano all’egoismo. L’etica deve prevalere anche sul diritto. Anche quando un’operazione economica è giuridicamente lecita, se essa contrasta con l’etica, questa non deve essere conclusa. Il minimo dell’etica – ha detto ancora Patuelli – è la legalità, l’applicazione di tutte le norme”.

Kellogg’s presenta la linea “Oaties” fra gusto e suono

Milano, 24 set. – Una nuova linea, fra gusto e suono. Kellogg’s ha presentato gioved 18 settembre l’innovativa gamma “Kellogg’s Oaties” con prodotti a base di avena per la colazione e spuntini che mira a un rivoluzionario equilibrio fra gusto e suono, come spiega Giuliana Gentile, Responsabile della Comunicazione di Kellanova Italia:

“Abbiamo lanciato oggi, presentato ufficialmente, la nostra nuova linea di prodotti Kellogg’s Oaties a base di avena croccante, sia nel formato cereali che nel formato snack barrette ed un prodotto con almeno il 55% di avena appositamente pensato per la famiglia nei vari momenti della giornata, quindi partendo dalla colazione ma anche come uno spuntino equilibrato e gustoso nei vari momenti della giornata”.

I nuovi prodotti vogliono soddisfare quei consumatori per i quali la croccantezza la vera protagonista del risveglio. Uno spunto che emerso dall’analisi realizzata da Kellogg’s in partnership con YouGov, presentata in esclusiva presso la “The Oaties House”.

“La ricerca con YouGov partita proprio dalla caratteristica insita nel prodotto. La texture, quindi i cuscinetti Otis, si caratterizzano proprio per questa croccantezza e cos con YouGov abbiamo voluto analizzare quelle che in generale sono le abitudini degli italiani a colazione ed un dato che importante, che quindi ci ha detto che eravamo proprio nella giusta strada che degli italiani la met di quelli che fanno colazione con i cereali apprezzano proprio il crunch quindi la croccantezza che sinonimo di leggerezza ed sicuramente un elemento importante per affrontare la giornata con buon umore”.

La ricerca ha evidenziato che 1 italiano su 3 associa la croccantezza a un suono piacevole, dichiarando che proprio quello “scrocchio” irresistibile stimola la voglia di gustare qualcosa di croccante. Da qui l’idea di Kellogg’s di dare voce alla sua ultima novit, trasformando la croccantezza in musica grazie alla collaborazione con l’artista sonora e compositrice Chiara Luzzana, che per l’occasione ha sviluppato “Bite Beats”, una soundtrack inedita, ispirata a Kellogg’s Oaties.

“Ho realizzato Bite Beats, ovvero la colonna sonora per Kellogg’s Otis registrando ciascun campione sonoro di ciascun cereale e ciascuna barretta per poterne realizzare un’opera sonora che possa enfatizzare il suono del crunch. Ciascun cuscinetto di cereale e ciascuna barretta stata registrata all’interno di una camera anecoica dove diventa ritmo, melodia e soprattutto esperienza sensoriale, uditiva oltre che di gusto”.

La nuova linea Kellogg’s Oaties gi disponibile in tutti i principali supermercati, ipermercati e canali di e-commerce in Italia.

(Servizio pubbliredazionale)

Attacco alla Flotilla "inaccettabile", è "pirateria", le opposizioni bloccano la Camera: governo intervenga

Roma, 24 set. (askanews) – “È un attacco indegno, inaccettabile. Mi sono messo in contatto con il nostro senatore Marco Croatti a bordo delle imbarcazioni della Flotilla verso Gaza e mi ha aggiornato sugli attacchi di stanotte alle barche, sui danni, sulle vele distrutte, evidentemente per sabotare questa missione umanitaria che ha la spinta di tutti coloro che non si girano dall’altra parte rispetto al genocidio del criminale governo Netanyahu a Gaza. Attacchi avvenuti in acque internazionali, nei pressi di Creta. Croatti è su una barca che batte bandiera italiana, fra quelle colpite stanotte. Ma che fine hanno fatto i patrioti al Governo? Meloni e Tajani difendano subito con fatti e azioni ferme e risolute la sicurezza di queste persone”. Lo scrive su Facebook il leader M5s, Giuseppe Conte su Facebook. “Non bastano le frasi di circostanza, serve un cambio di rotta politico, una chiara presa di parola e un chiaro intervento – del governo e della premier Meloni in primis – contro Netahyahu. Ci sono cittadini trattati alla stregua di terroristi su quelle barche, ci sono tante e tanti italiani che meritano di essere difesi. Non c’è più tempo”, conclude.

Intanto, gli esponenti delle opposizioni prendendo la parola alla Camera all’avvio dei lavori, hanno chiesto che sia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni a riferire in aula sulla situazione a Gaza, anche alla luce dell’attacco subito nella notte dalla Global Sumud Flotilla. Quanto avvenuto, ha detto Angelo Bonelli di Avs, “è stato un atto di pirateria e terrorismo internazionale, penso e mi auguro che dal Parlamento ci sia consapevolezza della gravità. Quello che chiediamo e che non possiamo credere che il governo non sappia, è chi ha dato il supporto logistico”.

“Abbiamo letto la dichiarazione di Tajani che ci ha lasciato interdetti. Di fatto – ha proseguito Bonelli – ha detto al governo israeliano di procedere con moderazione, che significa? Noi chiediamo che il governo italiano garantisca sicurezza agli equipaggi delle barche italiane e ai nostri parlamentari. Noi chiediamo anche formalmente che il presidente della Camera si metta in contatto con il presidente del Parlamento europeo, perché ci sono parlamentari italiani ed europarlamentari. Ancora una volta noi chiediamo alla premier italiana e al governo di non fuggire dal Parlamento, si reca a ‘Domenica In’ a parlare di pasticcini ma non viene qui a dire qual è la posizione del governo davanti a una pagina orribile e allo sterminio di un popolo. Noi chiediamo che la premier venga in aula e alla prossima informativa non ci mandi il ministro Tajani ma venga lei e ci dica perché il governo continua con questa ipocrisia”.

Subito dopo è intervenuta Laura Boldrini per il Partito democratico chiedendo di “avere chiarimenti dalla presidente del Consiglio. Per il M5s ha parlato la deputata Stefania Ascari che ha chiesto che il ministro della Difesa Guido Crosetto riferisca “subito” annunciando che “l’aula non va avanti fino a quando non si interviene per dare sicurezza e tutela” alla Flotilla. Dopodiché esponenti dell opposizioni hanno occupato i banchi del governo.

“I deputati e le deputate di Avs insieme alle altre opposizioni hanno occupato i banchi del governo nell’aula della Camera chiedendo la convocazione della conferenza dei capigruppo, iniziative immediate del ministro Crosetto a difesa della Flottiglia sotto attacco dei droni israeliani e le comunicazioni di Giorgia Meloni”, ha reso noto rende noto il vice capogruppo di Avs Marco Grimaldi.

La richiesta di una capigruppo è stata avanzata in avvio di seduta dagli esponenti delle opposizioni. Poi i capigruppo della Camera si sono riuniti nella sala del governo con il vicepresidente Giorgio Mulè per provare a concordare come proseguire i lavori dopo la richiesta dell’opposizione di una informativa del governo in aula in seguito all’attacco alla Flotilla. L’ipotesi è che venga a riferire il ministro della difesa Guido Crosetto, essendo sia la premier che il ministro degli esteri impegnati negli Stati Uniti all’assemblea generale dell’ONU.

Albe si racconta con il nuovo singolo “Alla fine sono io”

Milano, 24 set. (askanews) – Un brano tra passato e futuro, “Alla fine sono io” il nuovo singolo di Albe, terzo estratto dal suo primo album in arrivo nell’autunno 2025.

” stata scritta ed una canzone che parla al me bambino. l’unica canzone che fatta a collante in tutto l’album e far parte del prossimo album. stata scritta in modo molto naturale, stato un dialogo per dire al me bambino come vanno le cose, cosa cambiato e cosa no”.

Il giovane cantautore bresciano, che ha partecipato alla trasmissione Amici, parte nel suo racconto dalle cose piccole, dalla quotidianit.

“Mi piacerebbe rivolgermi a tutte le persone che come me vengono da un paesino, da una provincia, da piccole citt e come me hanno intrapreso strade che le hanno fatte crescere e traslocare per ampliare la loro vita e i loro orizzonti, nonostante siano sempre legati al loro punto di partenza. Mi piacerebbe parlare a quelle persone, le persone un po’ pi genuine pure che hanno degli ideali molto normali”.

Questo singolo apre uno spiraglio ancora pi intimo e personale sul suo percorso artistico, tra memoria, identit e visione del futuro. Nel cuore di Albe, all’anagrafe Alberto La Malfa, c’ la musica live e il rapporto diretto col pubblico.

“Mi piacerebbe mischiare il cantautorato, quindi l’ascolto di qualcosa, con delle performance belle, a livello musicale e non a livello di balli o scenografiche: io parlo di musica e di contenuti”.

Albe si prepara ad un autunno ricco di novit, con tanta nuova musica e l’atteso debutto discografico, pronto a ritrovare il suo pubblico in una dimensione sempre pi vicina e condivisa.

Dive, lacrime e un punto di domanda: nuovo libro di Francesco Vezzoli

Milano, 24 set. (askanews) – Una lacrima ricamata come simbolo di una pratica artistica che ha saputo unire le immagini della cultura di massa a una ricerca contemporanea di primo piano. Francesco Vezzoli uno degli artisti italiani pi celebri anche sulla scena internazionale, capace di creare opere che si muovono a pi livelli interpretativi. I famosi ritratti su cui intervenuto sono oggi racconti in un nuovo libro, “Francesco Vezzoli: Diva?”, edito da Skira.

“Il punto di domanda – ha spiegato l’artista ad askanews – la chiave di lettura di tutto il progetto editoriale, direi, nel senso che le persone per molti molti anni legittimamente hanno voluto dare una lettura glamour, celebrativa, del mio lavoro e questo era da me accolto come un fatto assolutamente naturale. Per questi sono dei lavori che hanno un aspetto concettuale e soprattutto anche visivo che appunto il mio intervento, cio la lacrima. Quindi ogni diva si porta con s un dolore, forse come ogni essere umano.Probabilmente c’ un aspetto psicologico dove le persone tendono un po’ a voler rimuovere il dolore, quindi le persone vedevano i miei ricami, vedevano la diva ma un po’ non vedevano la lacrima. Quindi questo punto di domanda sta al titolo esattamente come la lacrima sta all’icona. un modo di mettere in discussione il nostro rapporto con il glamour, con la bellezza, con tutte queste cose”.

Le opere di Vezzoli sulle grandi celebrit sono un’operazione concettuale che sposta il fulcro del lavoro dalla celebrazione della perfezione alla riflessione sulla vulnerabilit. Il suo ricamo, attivit storicamente associata alla figura femminile tradizionale, qui diventa un dispositivo artistico “sovversivo”, dicono i critici, che ribalta per intero la prospettiva. E infatti tutto il libro anche un invito a guardare le cose, anche le pi patinate, in modo diverso.

“Marlene Dietrich – ha aggio to Vezzoli – era una diva solitaria che pensava solo a come evitare le rughe, o in realt era una figura profondamente politica che aveva lasciato la Germania nel suo momento peggiore e che aveva pervicacemente rifiutato qualunque corteggiamento dei peggiori gerarchi nazisti? Alla fine ogni semplificazione un peccato di ignoranza”.

Il volume curato da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai,contiene un’intervista di Hans Ulrich Obrist a Vezzoli, una conversazione tra l’artista e Sophia Loren, e saggi critici di Nancy Spector e Donatien Grau.

Almasri, relatore Giunta: governo debole, ha agito per opportunismo politico

Roma, 24 set. (askanews) – “Alla luce di quanto emerso, deve affermarsi che i Ministri Nordio, Piantedosi e il sottosegretario Mantovano non abbiano perseguito né un interesse costituzionalmente rilevante né un preminente interesse pubblico, ma abbiano compiuto una scelta di mero opportunismo politico, fondata su timori generici e non suffragati da evidenze concrete, che mostrano la debolezza del Governo italiano dinanzi a bande armate che operano all’estero e che violano i diritti umani commettendo crimini internazionali”. Lo ha sostenuto Federico Gianassi, Pd, relatore in Giunta per le Autorizzazioni a Montecitorio sul caso Almasri, chiedendo di deliberare l’autorizzazione al processo per i componenti dell’esecutivo indagati a vario titolo per il rimpatrio dell’ufficiale libico nonostante la richiesta di arresto da parte della Corte Penale Internazionale.

“La debolezza del Governo rispetto a potenziali ricatti di milizie armate e a ritorsioni generiche – ha aggiunto Gianassi nella sua relazione – non sono sufficienti per consentire alla Giunta di concedere ai Ministri accusati di avere violato la legge l’immunità dal processo penale. La loro condotta ha determinato una grave violazione degli obblighi internazionali dell’Italia e ha compromesso l’interesse superiore della comunità internazionale a vedere perseguiti i responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità. Le scriminanti previste dall’articolo 9 della legge costituzionale n. 1 del 1989 non possono dunque trovare applicazione”.

“Resta, infine, la responsabilità politica di avere occultato la natura reale delle decisioni assunte, presentandole al Parlamento come inevitabili conseguenze giuridiche, quando in realtà sono state il frutto di un calcolo politico censurabile e di un cedimento a pressioni esterne. Una condotta che ha minato la credibilità internazionale dell’Italia e la trasparenza interna del rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento”, ha concluso.

ABK Group e Moooi portano gli animali estinti nella ceramica

Bologna, 24 set. (askanews) – Al Cersaie di Bologna, tra migliaia di metri quadri di piastrelle e superfici, spicca una colomba che si muove con grazia monastica, uno struzzo danzante che disegna geometrie nella sabbia e un gufo dallo sguardo ipnotico. Non uno zoo, ma la nuova frontiera della ceramica secondo Moooi, il brand del design eclettico che dopo vent’anni di arredi e luci decide di calpestare – letteralmente – nuovi terreni. La partnership con ABK Group segna l’ingresso nel mondo delle superfici ceramiche con “Nesting Room”, una collezione che promette di trasformare gli ambienti in rifugi meditativi.

“Pensiamo che la ceramica sia una delle superfici che ha bisogno d’amore – racconta Marcel Wanders, fondatore e direttore creativo di Moooi -. C’ molta bella ceramica in circolazione ma ha bisogno di un po’ di creativit in pi. Non possiamo fare solo pietre naturali tutto, abbiamo bisogno di pi di fantasia, pi di romanticismo, pi divertimento”. Wanders non nuovo alle provocazioni nel design. Questa volta l’ispirazione arriva da quella che definisce “l’idea dell’animale estinto” – creature fantastiche che esistono solo nell’immaginazione e che ora diventano texture e superfici in gres porcellanato. Per ABK, azienda modenese con oltre 30 anni di storia e circa 200 milioni di fatturato, rappresenta un salto nel lifestyle design di alta gamma. La scelta del partner italiano non casuale.

” sempre bellissimo lavorare con aziende italiane – prosegue Wanders -. Non devi spiegare perch fai qualcosa. Le persone credono che tu, come creatore, abbia le tue ragioni per fare le cose. C’ un rispetto e c’ un amore, c’ una passione per il design che non ha precedenti”.

“Sono superfici che vanno viste, raccontate e vanno anche abbinate ai prodotti Moooi che possono essere i prodotti per l’illuminazione, l’arredo e i complementi d’arredo, perch solo in questo modo riteniamo che passi il concetto di questo lifestyle cos desiderabile” ricorda Cristian Nizzoli, direttore marketing ABK Group.

Tre stanze dedicate al wellness e alla meditazione nello stand ABK raccontano questa prima collezione con animali dai nomi esotici, con una strategia precisa: portare il “lusso creativo” di Moooi in hotel, grandi progetti e residenze attraverso la rete distributiva in oltre 100 paesi.

Tennis, Berrettini torna a vincere all’esordio a Tokyo

Roma, 24 set. (askanews) – Matteo Berrettini torna a vincere e lo fa all’esordio del torneo ATP 500 di Tokyo. Il romano ha battuto al 1° turno lo spagnolo Jaume Munar, 40 del seeding, con i parziali di 6-4, 6-2 in poco più di un’ora e mezza. Per Matteo si tratta del primo successo dopo oltre quattro mesi: l’ultimo risaliva infatti al 10 maggio, 1° turno degli Internazionali d’Italia contro il britannico Jacob Fearnley. Per l’azzurro una prova convincente sotto ogni punto di vista, come dimostrano le statistiche: 9 ace, 65% di prime in campo, 8 palle break salvate e soprattutto 32 vincenti, di cui 23 con l’amato dritto. Al 2° turno attende uno tra il norvegese Casper Ruud (n.12 del ranking e 4 del seeding) e la wild-card giapponese Shintaro Mochizuki (n.106 ATP).

Usa, Jimmy Kimmel torna in onda e Trump minaccia azioni legali: "Un branco di perdenti"

Roma, 24 set. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere di essere pronto a una nuova azione legale contro l’emittente Abc per il ritorno in onda del programma del comico Jimmy Kimmel, sospeso la scorsa settimana dopo che il conduttore aveva accusato la destra americana di strumentalizzare politicamente l’assassinio di Charlie Kirk.

“Non posso credere che l’ABC abbia restituito il lavoro a Jimmy Kimmel. La Casa Bianca era stata informata dalla ABC che il suo programma era stato cancellato!”, ha scritto Trump su Truth, accusando poi Kimmel di essere “l’ennesimo braccio del DNC (Democratic National Committee, ndr)” e che quindi si tratterebbe di “un importante contributo illegale alla campagna elettorale”. Citando l’accordo legale raggiunto lo scorso anno con la testata per chiudere un contenzioso nato da un’intervista in cui sosteneva che il conduttore George Stephanopoulos lo avesse diffamato, Trump ha aggiunto: “Penso che metteremo alla prova la ABC su questo. Vediamo come va. L’ultima volta mi hanno dato 16 milioni di dollari. Questa sembra ancora più redditizia. Un vero branco di perdenti! Lasciamo che Jimmy Kimmel marcisca nei suoi bassi ascolti”.

Aprendo il programma, Kimmel ha ringraziato la Disney, proprietaria dell’Abc, per avergli permesso di tornare in onda, sottolineando che si tratta di una decisione che “li mette ingiustamente a rischio”.

“Il presidente degli Stati Uniti ha detto chiaramente che vuole che io e le centinaia di persone che lavorano qui veniamo licenziati. Il nostro leader celebra gli americani che perdono i loro mezzi di sussistenza perché non sa stare allo scherzo”, ha dichiarato il conduttore, rimarcando l’importanza di una “stampa libera”.

Gaza, la Flotilla denuncia nuovi attacchi con esplosioni e droni: non ci fermiamo

Roma, 24 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla ha denunciato “esplosioni, droni non identificati e interferenze nelle comunicazioni” nel corso della navigazione verso la Striscia di Gaza. “Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, ma non ci lasceremo intimidire”, si legge sui canali social della Flotilla, dove è stato pubblicato anche un video di una delle esplosioni.  L’attacco è avvenuto nella notte al largo di Creta, in Grecia. La flotta internazionale di 51 navi di diversi Paesi, a bordo delle quali anche parlamentari ed europarlamentari italiani, ha riferito via social che almeno 15 droni hanno sorvolato dall’una di notte le imbarcazioni a intervalli regolari di dieci minuti, registrando a seguire esplosioni a bordo. Il giornalista del sito americano Drop Site, Alex Colston, che si trova a bordo della Flotilla, ha riferito di “numerosi droni” che sorvolano l’area della navigazione, con “i capitani che coordinano le posizioni delle imbarcazioni e gli equipaggi che rimangono in stato di massima allerta, dopo almeno 12 esplosioni su nove imbarcazioni”. La Global Sumud Flottilla non ha esitato a indicare Israele come responsabile dell’attacco. Nei giorni scorsi erano stati denunciati un precedente attacco in acque tunisine e successivi sorvoli di droni in acque internazionali. “Esplosioni, droni non identificati e disturbo delle comunicazioni. Il limite cui Israele e i suoi alleati sono disposti a spingersi per prolungare gli orrori della fame e del genocidio a Gaza – ha denunciato Global Flotilla su X- è disgustosa. Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche. Ma non ci faremo intimidire, la nostra determinazione è più forte che mai. Queste tattiche non ci scoraggeranno dalla nostra missione di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio illegale. Ogni tentativo di intimidirci rafforza solo il nostro impegno. Non saremo messi a tacere. Continueremo a navigare”.

La Farnesina ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in missione a New York per
l’assemblea generale Onu, è stato subito informato dell’attacco. “La Flotilla – ricorda il ministero degli Esteri – incrocia in acque internazionali e ospita a bordo anche cittadini italiani, assieme a parlamentari ed europarlamentari”. E “a favore della loro incolumità, la Farnesina aveva fatto già
segnalazioni alle autorità di Israele affinché qualsiasi operazione che possa essere affidata alle forze amate di Gerusalemme sia condotta rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela”. Motivo per il quale il ministro Tajani ha chiesto all’ambasciata a Tel Aviv di assumere
informazioni e di “rinnovare” la richiesta già fatta al governo israeliano di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”.

La Moldova, nuovo fronte della guerra russa

Dnistrivka –  La Federazione Russa perde ingenti quantità di materiale umano, armamentario e denaro su tutti i fronti, tranne due: quello mediatico, su cui continua a investire con ottimi risultati (lo spazio informativo italiano ne è la riprova) e quello militare sul fianco di Kherson contro cui, dopo aver costretto gli abitanti del quartiere Korabel ad abbandonare le proprie case tempestandole con droni e colpi d’artiglieria, ha smesso di spingere accantonando per ora l’idea di sbarcarvi. Un motivo molto semplice collega entrambi quei versanti: dal momento che Mosca riesce a capitalizzare al meglio sforzi pur sempre ingenti ma assai minori rispetto a quelli con cui foraggia la sua macchina bellica – mirati a inquinare l’informazione nel resto del mondo – orientando l’opinione pubblica a suo favore, eventi come le prossime elezioni parlamentari di domenica in Moldova sono un autentico trampolino di lancio per proiettare le truppe russe laddove manu militari non sono riuscite ad arrivare.

La Moldova come anello mancante

Controllando quel piccolo Paese – frammentato, vulnerabile e non protetto dalla NATO né dall’UE – la Federazione Russa avrebbe il campo spianato per iniettarvi ulteriori forze militari oltre a quelle già esistenti e invadere la Bessarabia ucraina (ergo, le zone da cui sto scrivendo e la regione d’Odesa), l’oblast’ di Mykolaiv e poi ricongiungersi con quelle ora impantanate a Kherson.

Che la Moldova sia l’anello mancante del piano russo per strangolare l’Ucraina a Sud era già chiaro nel 2022, dal momento che fu proprio Aleksandr Lukashenko a preludere a tal fine durante un briefing col suo stato maggiore. In quell’occasione, il dittatore bielorusso mostrò la mappa a favore di telecamere puntando la bacchetta proprio sulla Moldova, a testimonianza d’un attacco pianificato per dividere l’Ucraina in quattro sezioni e tagliare ogni suo sbocco sul mare, ricongiungendo le truppe che ne stavano invadendo il settore meridionale con quelle separatiste della Transnistria.

Un piano di destabilizzazione politica

Secondo quanto già lo scorso giugno il primo ministro moldavo Dorin Recean riferì al Financial Times, Mosca intende farlo dispiegando in quell’enclave filorussa fino a 10.000 propri soldati a supporto dei 1.500 già presenti come “forze di pace”, proprio attraverso un governo moldavo compiacente frutto del voto di domenica prossima. Si tratterebbe d’un contingente pari a un terzo dell’attuale esercito moldavo, seduto sulla più grande polveriera d’epoca sovietica: la Santabarbara di Cobasna.

La denuncia di Maia Sandu

«Oggi vi dichiaro in tutta serietà che la nostra sovranità, indipendenza, integrità e il futuro europeo sono minacciati» – ha avvertito la presidente moldava Maia Sandu, denunciando come la Russia stia spendendo centinaia di milioni di euro per comprare centinaia di migliaia di voti in vista delle elezioni del 28 settembre.

Si tratta d’un rischio altissimo, potenzialmente in grado di stravolgere quell’amara realtà militare in cui Mosca ha finito per impantanarsi riuscendo a espugnare dopo tre anni e un milione di perdite umane subite appena l’1% di territorio ucraino in più di quanto già ne avesse azzannato nei primi mesi del 2022.

Denaro in valigia e voto comprato

Già lo scorso ottobre le autorità moldave intercettarono cittadini rientrati dalla Federazione Russa con denaro contante per 1,2 milioni di dollari, finendo per ricollegarli all’acquisto del voto d’almeno 130.000 elettori. Il fatto che il referendum sull’adesione all’UE – che Mosca intendeva sabotare – finì allora con un risicatissimo scarto dello 0,7% a favore della linea europeista dovrebbe far riflettere. Per questo la presidente Sandu ha esortato i suoi concittadini a impedire che il Paese s’arrenda agli interessi russi favorendo col loro voto i complici di chi vuole una Moldova debole, assoggettata a Mosca, con un sistema giudiziario corrotto e fuori dall’orbita euroatlantica.

Raid e finanziamenti illeciti

La Procura del Comune di Balti ha reso noto proprio ieri che, dopo oltre 30 perquisizioni e un arresto per il finanziamento con criptovalute di un partito politico legato alla Russia, il Centro Nazionale Anticorruzione ha sequestrato denaro contante per quasi 600mila euro. Si tratta del 250° raid effettuato nell’ambito di un’indagine su un piano sostenuto da Mosca per incitare rivolte di massa e destabilizzare il Paese in vista del voto, che ha portato finora a 74 arresti.

Due mesi fa Recean denunciò investimenti di denaro russo pari all’1% del PIL moldavo e massicce operazioni di propaganda online. Briciole in confronto a quanto Mosca spende da 43 mesi in missili, mezzi corazzati, campagne di reclutamento all’estero e appoggi a regimi come quello nordcoreano e iraniano che ne sostengono lo sforzo bellico. Denaro in valigia e menzogne sui social sono un mezzo molto più semplice con cui aprire alle urne un nuovo fronte della guerra.

Giorgio Provinciali è corrispondente di guerra

Da lui autorizzati, presentiamo qui l’articolo che esce oggi, con titolo diverso e diversa impaginazione, sul quotidiano “La Ragione” (a cui va il nostro ringraziamento).

Dopo la proposta di Franceschini

Il bipolarismo forzato nel quale è da troppi anni ingabbiata la politica italiana (limitandoci qui a parlare di casa nostra) induce politici di larga esperienza e riconosciuta qualità a teorizzare l’inevitabile e perfino necessaria radicalizzazione dello scontro – si spera, solo elettorale – fra le opposte coalizioni appositamente costituite per affrontarlo.

Galvanizzare i propri lettori?

Con la usuale chiarezza e il tradizionale disincanto è stato da ultimo Dario Franceschini a porre in chiaro la questione: poiché sempre meno gente si reca alle urne vince chi meglio riesce a galvanizzare, organizzare e indurre a votare i propri sostenitori o comunque i propri simpatizzanti.

E per farlo deve, naturalmente, ricorrere alla dialettica argomentativa e agli strumenti propagandistici più consoni ad uno scontro. Dunque non quelli programmatici bensì quelli pieni di punti esclamativi, di promesse, di forti dichiarazioni di alterità rispetto agli avversari dell’altro campo. Esercizio nel quale si applicano tutti o quasi i principali esponenti dei partiti, di maggioranza e di opposizione.

Un clima che divide

Poco importa, pare, a vedere come vanno le cose, se lungo questa china si dovesse pervenire a un clima di totale insofferenza dell’altro, individuato ormai come un nemico invece che un avversario nella legittima contesa democratica.

Per di più in una fase storica così preoccupante, questa è una china pericolosa in quanto potrebbe presto rendersi necessario un esercizio di unità nazionale che certamente non può essere favorito da un pregresso scontro continuo e privo di freni inibitori.

E poi, sono davvero sicuri, i leader dei partiti, che sia quella dello scontro permanente al limite dell’insulto la necessità che gli italiani non tifosi di questo/questa o di quello/quella (ovvero la maggioranza) avvertono per migliorare la condizione del Paese, la propria qualità della vita?

Il disagio dei cittadini

A tal proposito sarebbe utile per loro analizzare i risultati del sondaggio di Only Numbers di cui ha dato conto Alessandra Ghisleri lo scorso 21 settembre su La Stampa.

Laddove emerge chiaramente il “crescente disagio” nei confronti del “modo in cui si parla – e si urla – di politica”. Una “politica percepita come una continua guerra tra fazioni, incapace di spiegare con chiarezza contenuti, riforme e scelte”.

Un’estremizzazione favorita dai social media, un “ring digitale” dove la complessità della politica viene ridotta a “tifoseria da stadio”. È la chiusa logica dei follower, l’opposto del dibattito e del confronto, anche aspro ma pur sempre “confronto”. (Termine fra l’altro glorioso per chi come Dario, e pure per chi qui scrive, ha iniziato il proprio impegno politico nella Sinistra Dc).

Un nuovo spazio da interpretare

È dunque comprensibile il distacco di tante persone dall’interesse per una politica siffatta (l’opposto della buona Politica) e il conseguente abbandono delle urne elettorali.

Nell’interesse primario della nostra democrazia, che lo merita (anche nel ricordo di chi offrì la propria esistenza per poterla edificare), invece di guardare solo ai propri tifosi – sempre meno, peraltro – sarebbe opportuno ascoltare le voci di questi cittadini, maggioritari eppur privi di rappresentanza. Forse lì c’è uno spazio elettorale invero consistente, se solo lo si sapesse interpretare.

La tentazione, giusta, del Centro autonomo

Un Centro non fuori luogo

Se la tesi dell’amico Dario Franceschini risponde ad una verità politica e ad un quadro sufficientemente oggettivo – e probabilmente è proprio così – la tesi di ricostruire un Centro autonomo e distinto dai due schieramenti maggioritari non è affatto così peregrina o destituita di fondamento.

Se, cioè, la radicalizzazione del conflitto politico da un lato e la crescente polarizzazione ideologica dall’altro diventano i pilastri costitutivi attorno ai quali si costruiscono gli stessi equilibri politici, non dobbiamo affatto stupirci se all’orizzonte può tornare di attualità, e forse anche utile, un polo autenticamente e schiettamente centrista, riformista e di governo.

L’opportunità di un nuovo equilibrio

Certo, non si tratta di un polo politico che possa competere elettoralmente con i due blocchi principali. Ma è indubbio che se ritorna un sistema tendenzialmente proporzionale – e su questo versante ha ragione la Premier Giorgia Meloni ad impegnarsi in prima persona e sino in fondo – un progetto centrista non è affatto fuori luogo o fuori tempo.

Anzi, può diventare, e paradossalmente, un luogo non solo decisivo ai fini stessi della stabilità del sistema politico ma, addirittura, può essere l’elemento che misura la credibilità della stessa cultura di governo che esprimono i due schieramenti maggioritari.

Il clima politico avvelenato

Del resto, la radicalizzazione del conflitto politico è destinata ad aumentare sempre di più. Se neanche di fronte alle violente devastazioni di questi giorni ad opera dei cosiddetti “pro pal” nelle varie città italiane si è riusciti a dare una lettura politica comune da parte di molti partiti delle due coalizioni, non c’è affatto da stupirsi se un segmento crescente della pubblica opinione richiede anche e soprattutto una politica ispirata al buon senso, alla moderazione e al rispetto delle basilari norme democratiche e costituzionali.

È stato sufficiente registrare le dichiarazioni di Schlein, Fratoianni, Bonelli e Conte da un lato e di Salvini dall’altro per arrivare alla conclusione – abbastanza semplice e netta – che la delegittimazione morale e la criminalizzazione politica dell’avversario/nemico non sono più una semplice eccezione rivendicata da segmenti politici minoritari ma, paradossalmente, sono diventati quasi la regola principale di comportamento dei partiti e dei rispettivi gruppi dirigenti.

Il bisogno di un progetto riformista

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, la sfida – che dev’essere coerente nonché coraggiosa – di rilanciare, oggi, un progetto credibilmente centrista e di governo non è più un diversivo, una tentazione testimoniale o una scorciatoia opportunistica o meramente strumentale.

Forse ancora di più rispetto alla stagione del primo Ppi, c’è bisogno di centro, di cultura politica di centro e di un progetto politico autenticamente riformista. Perché se negli anni ‘90 la democrazia dell’alternanza si costruiva sulla base di un credibile centrosinistra alternativo ad un altrettanto credibile centrodestra, oggi siamo alle prese con una deriva radicale che estremizza inesorabilmente le singole posizioni a danno della qualità della democrazia, della credibilità delle istituzioni e, soprattutto, della stessa efficacia dell’azione di governo.

Una sfida da sostenere

Ecco perché chi si appresta a progettare un’offerta politica centrista, autonoma e distinta dai due schieramenti, va forse sempre di più assecondato e sostenuto.

Politica estera: lo Stato è ancora necessario?

Vogliamo iniziare questa breve nota con la citazione di un brano apparso nell’editoriale del n. 2/2025 di Aspenia (dal titolo La fine di un mondo, non del mondo, pag.5) che dice così:” L’interdipendenza economica non ha prodotto la pace, come riteneva una lunga tradizione di pensiero, da Kant in poi; ha aumentato la vulnerabilità”.

Il contesto della globalizzazione

L’espressione, presa in sé e per sé, coglie la realtà in cui siamo immersi; un contesto in cui il vento della cd. moderna globalizzazione (prima di quella attuale ricordiamo che la maggiore fu realizzata dall’impero britannico attraverso le conquiste coloniali, l’espansione commerciale, la rivoluzione industriale, l’introduzione di lingua ed istituti giuridici di common law e l’ internazionalizzazione della sterlina come moneta di riferimento ), dispiegata su matrice statunitense a partire dalla fine della guerra fredda, e fortemente imperniata sul controllo delle vie marittime di accesso ai continenti (premessa indispensabile per proteggere i traffici per mare), ha iniziato a spegnersi per il ritorno al più tradizionale realismo delle relazioni internazionali, imperniato su potere militare, zone di influenza, maggiore autarchia tecnologica, ridefinizione di vecchie alleanze e nascita di nuove, competizione estrema fra gli stati ed interventi pubblici nel mercato per indirizzarlo verso finalità spiccatamente più securitarie.

Un ritorno ciclico della storia

Chi conosce la storia non rimane, certamente, impressionato da tale nuova piega degli eventi, perché, per millenni, tutto ciò è stato il naturale scorrere degli umani comportamenti delle società sia nella declinazione di imperi o di regni, che in quello di repubbliche o città-stato.

Scriveva già Agostino nel De Civitate Dei (libro IV): “Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia? Quia et latrocinia quid sunt nisi parva regna?” (“se non praticano la giustizia che sono i regni se non bande di ladri di grandi dimensioni? E le bande di ladri, cosa se non piccoli regni?”)

Westfalia e la nascita dello Stato moderno

I concetti di sovranità e di Stato nazionale trovano la nascita con la pace di Westphalia che, nel 1648, terminò la Guerra dei trent’anni, iniziata per motivi religiosi, con lo scontro fra cattolici e protestanti, e che si era, ben presto, trasformata in una lotta serrata fra l’impero (esemplificato nell’universalismo aggregante di genti di differente lingua, religione e costumi) e le emergenti aspirazioni degli stati moderni, che desideravano affrancarsi dalla sua potestà.

A Munster ed Osnabruck, sedi della firma dei Trattati di quella Pace, per la prima volta, debutta la nuova forma di Stato e della sua Ragione (già teorizzata dal Machiavelli e dal Botero), che si configura giustificata esclusivamente dal perseguimento dei propri fini, senza più alcuna dipendenza dal potere religioso di qualsivoglia istituzione. Nasce, così, il principio dell’inviolabile potestas statuale sul territorio ed entro i suoi confini, con il suo corollario di uguaglianza fra le nazioni (argomenti su cui, nel 1600, il giurista olandese Ugo Grozio molto si soffermò, fondando la scuola del diritto naturale e principiando il diritto internazionale pubblico nella celebre opera De iure belli ac pacis).

Curiosamente, furono proprio due cardinali di Romana Chiesa, Richelieu e Mazzarino, gli artefici più eminenti di quel disegno basato sull’equilibrio di potenza e che prende il nome di politica realistica o realpolik.

Equilibrio, forza e deterrenza

Una forma, potremmo dire oggi, di intendere la sfera del Politico (in prevalenza sul versante dell’estero) come dipendente da parametri squisitamente materialistici (la forza militare e commerciale), con notevole anticipazione temporale rispetto al pensiero del più famoso ideatore di quella teoresi dialettica (il materialismo) in ambito economico e sociale: il filosofo di Treviri Karl Marx.

Gli studiosi di scienza della Politica ritengono quello il momento fondante del nuovo Ordine internazionale che oggi viene, di nuovo, ad essere riproposto come modello da raggiungere, dinanzi alla presa d’atto del fallimento del meccanismo onusiano nel prevenire e gestire i conflitti (sia pure nella declinazione più avanzata di un diritto umanitario, che giustifica un interventismo che costituisce eccezione al più tradizionale principio di non ingerenza negli affari interni di uno Stato di cui all’art.2.7 dello Statuto dell’Onu).

È, cioè, l’equilibrio delle forze che garantisce dall’aggressione altrui (la cd. deterrenza). Quando questo viene alterato, il sistema piomba nel rischio che qualche attore internazionale sia tentato dall’imporre la propria volontà agli altri, sottomettendoli.

La logica è, forse, brutale, ma ricordiamo che il Seicento è anche il secolo da cui scaturisce la concezione, tuttora attuale, di Stato come soggetto che ha il monopolio della forza ne cives ad arma ruant (affinché i cittadini non vengano alle armi). Il Leviatano di Hobbes forgerà tutta la Teoria statuale dei secoli successivi alla sua pubblicazione (1651).

Dai congressi alle guerre del Novecento

A questa concezione si ispirano il Congresso di Vienna (1814) e l’accordo di Yalta (1945), che hanno garantito delle paci durature agli europei.

Le varie altre guerre che, dal 1945 al 1990, si sono succedute, in fondo, possono essere considerate come momento di riaffermazione delle aree di influenza sancite nella capitale crimeana. Ci riferiamo, particolarmente, alla guerra di Corea, a quella del Vietnam e dell’Afghanistan (1979). Ed anche i conflitti armati di decolonizzazione in Indocina, Algeria, Angola, Malesia, Congo e Mozambico, per l’aiuto fornito ai contendenti dalle grandi potenze, possono essere annoverati quali loro appendici.

Il dopo Guerra fredda

Con la fine della Guerra fredda e con la caduta del contraltare geopolitico degli Usa, l’Urss, è sembrata avverarsi la profezia del politologo Fukuyama (nel suo The end of the history and the last man, Free Press, N.Y., 1992), destinata ad espandersi in tutto il globo, vale a dire il trionfo della liberaldemocrazia e del libero scambio, sotto l’egida dell’unica super potenza rimasta, quella statunitense.

Tuttavia, ben presto, con la grande crisi finanziaria del 2008 (in molta parte dovuta ad una speculazione non adeguatamente vigilata e limitata), le aspettative pacifiche neoliberiste della prima amministrazione Clinton (complice un frettoloso ingresso, nel 2001, della Cina nel WTO, guidato da intento prevalentemente economicistico di riduzione dei costi di produzione e di apertura di un nuovo mercato, ignorando proprio la teoria del bilanciamento delle forze di vestfaliana memoria) si sono, vieppiù, infrante, dinanzi all’uso dell’economia come mezzo di crescita di potenza di Pechino, prima e di altre potenze emergenti e revisioniste, ora ed hanno innescato ampie insoddisfazioni sociali fra la popolazione nordamericana (privata di posti di lavoro in Usa, spostati in Asia) accrescendo povertà, disuguaglianze ed erosione del ceto medio (in un’Unione confederale che manca da sempre di un diffuso Stato sociale, che è anche elemento di civiltà e di dignità umana).

Aspetti, questi, che si sono riversati negli esiti elettorali ben noti nel nostro continente ed oltre l’Atlantico (per una lettura critica, recente e di parte anglosassone, sul tema, si consiglia il saggio dello storico G. Gerstle, The rise and fall of neoliberal order: America and the World in the free Market Era, Oxford University Press, 2022).

Il ritorno dello Stato

Così essendo i tempi nei quali viviamo, il ruolo dello Stato ritorna ad essere protagonista, come dimostrano le posture assunte dalle maggiori potenze (Usa, Cina, Russia), da quelle in via di forte crescita, con collettività giovani e notevoli ambizioni (Turchia, Arabia, Iran, Brasile, Pakistan, Indonesia), dai Paesi vicini a noi per confini, tradizione, cultura, economia (i membri della UE); e come certificato anche dall’impossibilità di adottare decisioni all’unanimità fra i membri della Unione Europea in materia militare e di politica estera.

Il che, ovviamente, apre, però, la strada ad alleanze e trattati trasversali con altri partners europei con cui si registrano convergenze di ampio orizzonte.

Certamente non può essere sottaciuta l’incidenza dei conglomerati economico-tecnologici, i cui proprietari esercitano un peso cruciale nell’economia ed anche nella politica dell’Occidente, ma pensiamo che, comunque, per quanto essi dispongano di influenza, questa sarà preferibilmente dispiegata attraverso le istituzioni politiche cui afferiscono, più che in modo autonomo rispetto ad esse.

A tutt’oggi, infatti, non esiste un’alternativa più resistente e razionalmente giustificabile, anche in termini di consenso democratico, di quella espressa dal concetto vestfaliano di Stato, che ha costituito il fine del romanticismo, l’espressione del binomio popolo-istituzioni, l’ingresso delle masse nel governo della Res Publica, l’inveramento della volontà generale ideata da Rousseau.

* Orizzonte è uno pseudonimo

Cinema, è morta Claudia Cardinale: addio all’ultima grande diva

Roma, 24 set. (askanews) – Addio a Claudia Cardinale, una delle icone assolute del cinema italiano e internazionale. Nata a Tunisi il 15 aprile 1938 da una famiglia siciliana emigrata, cresce in un ambiente multiculturale che la segna profondamente. Proprio in Tunisia viene notata giovanissima grazie a un concorso di bellezza, trampolino che la porta a Roma, dove inizia un percorso destinato a farla diventare un mito del grande schermo.

Il debutto cinematografico arriva nel 1958 con I soliti ignoti di Mario Monicelli, in cui interpreta un piccolo ruolo che però attira subito l’attenzione di pubblico e critica. Negli anni successivi Claudia Cardinale si impone come uno dei volti più rappresentativi del cinema italiano, grazie a una bellezza magnetica unita a un talento interpretativo fuori dal comune. Collabora con i più grandi registi del Novecento, da Luchino Visconti a Federico Fellini, da Sergio Leone a Mauro Bolognini, conquistando una dimensione internazionale che la consacra come star mondiale.

Fra le sue interpretazioni più memorabili ci sono quelle ne Il Gattopardo (1963) di Visconti, dove al fianco di Burt Lancaster e Alain Delon incarna l’eleganza e il fascino della nobiltà siciliana, e ne 8½ (1963) di Fellini, film simbolo della modernità cinematografica. Indimenticabile anche il ruolo in C’era una volta il West (1968) di Sergio Leone, dove presta il volto a Jill, donna forte e misteriosa che resta nella storia del western.

La sua carriera non si limita però al cinema italiano. Cardinale lavora con registi francesi, americani e internazionali, affermandosi come attrice poliglotta e versatile, capace di interpretare personaggi intensi e complessi in più lingue. La sua presenza scenica diventa un marchio di fabbrica: uno sguardo inconfondibile, una voce calda e roca, una personalità che travalica lo schermo.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1993 e il David di Donatello alla carriera nel 2002. Più che i premi, però, ciò che resta è la sua immagine di diva autentica, lontana dagli eccessi, capace di mantenere una forte identità personale e un profondo legame con le proprie origini.

Claudia Cardinale è considerata una delle ultime grandi leggende viventi del cinema. La sua storia è quella di una ragazza nata in Nord Africa che, senza cercarlo, è diventata musa di grandi maestri e volto simbolo di un’epoca irripetibile della settima arte. Un’artista che ha saputo unire fascino mediterraneo, carisma naturale e una carriera che continua a brillare nella memoria collettiva.

Tajani: Favorevoli a riconoscimento Palestina, problema è Hamas

New York, 23 set. (askanews) – “Siamo sempre stati favorevoli al riconoscimento della Palestina. Il problema si chiama Hamas. Finchè esiste una parte di territorio palestinese controllato da Hamas e che Hamas tiene in ostaggio è impossibile riconoscere uno stato diviso in due”, ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani, al punto stampa a margine dell’80 Assemblea generale dell’Onu che si sta tenendo a New York. “Fuori Hamas, liberi gli ostaggi e noi siamo pronti a riconoscere la Palestina”, ha continuato Tajani.

Ucraina, Trump: la Nato deve abbattere i jet russi che violano lo spazio aereo

Roma, 23 set. (askanews) – Rispondendo a una domanda di una giornalista che ha chiesto se la Nato dovrebbe abbattere un aereo russo che viola lo spazio aereo dell’Alleanza, il presidente americano Donald Trump, al fianco dell’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, ha risposto: “Sì, (dovrebbe abbatterlo, ndr)”.

Quindi, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno un grande rispetto per la lotta che sta portando avanti l’Ucraina, è davvero straordinaria”.

Dopo aver dichiarato che la Nato dovrebbe abbattere un aereo russo qualora violasse lo spazio aereo di un paese appartenente all’Allenza Atlantica, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato però ai cronisti che il sostegno americano in favore degli alleati in questo caso “dipenderebbe dalle circostanze”.

Trump, nel punto stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che la guerra in Ucraina “sembra che non finirà presto”. “La Russia non appare così brillante. Doveva essere una cosa rapida per loro. Sembra invece che non finirà tanto presto”, ha affermato Trump. Inoltre, in merito alla situazione tra i due Paesi, Trump ha sottolineato le difficoltà russe. “L’economia russa – ha detto Trump – è in condizioni disastrose in questo momento. Sta crollando. L’Ucraina sta facendo un ottimo lavoro nel fermare questo esercito molto numeroso”. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato, inoltre, che dirà se si fida del presidente russo Vladimir Putin “tra circa un mese”. “Ve lo farò sapere tra circa un mese”, ha detto Trump ai giornalisti quando gli è stato chiesto se avesse aggiornamenti sui colloqui con Putin e se si fidasse di lui.

Trump oggi ha anche incontrato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite. “È un grande onore essere al fianco di una donna così potente e intelligente, nonché mia amica”, ha detto Trump. “Fa un lavoro fantastico nel governare tante nazioni diverse”. Von der Leyen ha poi scritto sul proprio profilo X di essere soddisfatta della conversazione avuta con il presidente statunitense Donald Trump, a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite.

“Buona conversazione con il presidente statunitense Donald Trump a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’ho ringraziato per il suo impegno nell’alleviare la sofferenza dei bambini ucraini scomparsi”, ha scritto von der Leyen, aggiungendo che “Europa e Stati Uniti lavoreranno fianco a fianco per riportarli a casa”.

In merito ai temi del loro incontro, von der Leyen ha affermato che i due leader hanno “discusso della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina” ed entrambi sono “d’accordo sulla necessità di tagliare rapidamente le entrate russe derivanti dai combustibili fossili”. “È esattamente ciò che l’Europa sta facendo con il nostro 19° pacchetto di sanzioni”, ha specificato la presidente.

“Aumentiamo la pressione, vietando le importazioni di GNL russo nei mercati europei e colpendo raffinerie, commercianti di petrolio e impianti di raffinazione in Paesi terzi”, ha proseguito von der Leyen, precisando che “entro il 2027, l’Europa avrà voltato definitivamente pagina rispetto ai combustibili fossili russi”.

Inoltre, von der Leyen ha affermato che nel corso del colloquio è sono state affrontate anche “le provocazioni del Cremlino, comprese le incursioni regolari nello spazio aereo europeo”.

“Si tratta di tentativi evidenti di mettere alla prova la nostra reazione. Per questo l’Europa sta accelerando gli sforzi in materia di difesa per rafforzare il fianco orientale”, ha osservato la presidente della Commissione von der Leyen.

Trump e von der Leyen, infine, hanno discusso anche “della situazione in Medio Oriente”, chiarendo che entrambi sono “concordi sul fatto che la sofferenza dei civili debba finire. L’Europa sostiene con fermezza la soluzione dei due Stati”.

Campionato Italiano Polo U.S. Polo Assn., da venerdì show a Roma

Roma, 23 set. (askanews) – Prima l’Europeo in Polonia, poi il Mondiale di Arena Polo negli Stati Uniti. Il campionato italiano di Polo U.S. Polo Assn 2025, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri, arriva – sottolinea una nota – nel momento migliore possibile, il periodo clou della stagione. Con la Nazionale reduce dal quarto posto europeo e in procinto di partire per Charlottesville (Virginia), le star del Polo – tra queste, anche Stefano Giansanti e Giordano Magini, convocati al pari di Mariano Raigal per il Mondiale di Arena Polo – scendono in campo da venerdì 26 settembre a domenica 5 ottobre al Roma Polo Club, uno dei ‘salotti’ del polo italiano, per un evento attesissimo e che nel 2024 vide la vittoria del team di UnoAerre Acquedotto Romano.

Saranno sette le squadre in campo, divise in due gironi, per un totale di 17 partite in programma: nel girone A, da tre squadre, sono state inserite S&K Team-Fideuram, Impresion Polo e Harpa-Farout, mentre nel girone B composto da quattro team ci saranno UnoAerre Acquedotto Romano, Moonlooker-La Cavallerizza, Cria del Mar e Agua Alta. Si qualificano per la finale le prime classificate di ogni girone, con le seconde che giocheranno la finale per il terzo posto e le restanti tre squadre che con la formula del round robin si sfideranno per il miglior piazzamento nella graduatoria.

L’ingresso alle tribune del Roma Polo Club sarà gratuito, con il Campionato Italiano che lo scorso anno si chiuse con il sold out e 1.500 spettatori presenti sugli spalti ad ammirare una disciplina che nel corso degli anni – tra il Polo tradizionale e l’Arena Polo, proposto al Galoppatoio con Italia Polo Challenge all’interno dello CSIO Piazza di Siena-Master d’Inzeo – ha saputo ritagliarsi uno spazio importante all’interno del calendario equestre nazionale.

Anche quest’anno, conclude la nota, tornerà domenica 5 ottobre l’appuntamento con ‘Polo for Smiles’, l’evento di charity a sostegno dei programmi medici di Operation Smile nei Paesi a basso e medio reddito.

Calcio, Coppa Italia: vincono Cagliari e Udinese

Roma, 23 set. (askanews) – Al via i sedicesimi di Coppa Italia: il Cagliari supera 4-1 il Frosinone e affronterà il Napoli nel prossimo turno. L’Udinese batte il Palermo 2-1 con il primo gol alla prima da titolare di Zaniolo e agli ottavi sfiderà la Juventus. Alle 21 Milan-Lecce. Mercoledì 24 settembre altre tre partite: alle 17.00 c’è Parma-Spezia seguita da Verona-Venezia alle 18.30 e Como-Sassuolo alle 21.00. Completano il turno Genoa-Empoli e Torino-Pisa, rispettivamente alle 18.30 e alle 21.00 di giovedì 25 settembre.

M.O:, Schlein: basta propaganda, Meloni riconosce o no la Palestina?

Roma, 23 set. (askanews) – “Giorgia Meloni comincia a capire che sulla Palestina sta perdendo la faccia di fronte al mondo e alla nostra opinione pubblica. Ma non è il momento di giochi di prestigio e delle prese in giro. Riconosce lo Stato di Palestina, come hanno fatto oltre 150 paesi e oggi anche Francia e San Marino, oppure non lo riconosce? Basta propaganda”. Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Riconoscere la Palestina significa riconoscere l’ANP, non certo i terroristi di Hamas che non possono essere il futuro di Gaza. O pensa che Francia, Spagna e Regno Unito abbiano fatto il contrario? Noi chiediamo il riconoscimento immediato della Palestina, come hanno fatto gli altri Paesi – continua Schlein -. E continueremo a chiedere il cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi che è stata sempre una nostra priorità, lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari ai palestinesi, le sanzioni al governo israeliano e di interrompere gli accordi commerciali con Netanyahu. Insomma, Giorgia Meloni non dovrebbe far altro che votare le nostre mozioni che ha sempre bocciato. E assumere con urgenza tutte le altre decisioni che possano fermare Netanyahu e i suoi crimini a Gaza come in Cisgiordania. Se aspetta ancora rischiamo che non ci sia più nessuno da riconoscere.”

Per Egonu nuova vita da capitano: mi aiuter ad uscire dal mio guscio

Milano, 23 set. (askanews) – Pronti, via, si riparte. Dopo l’euforia estiva per la vittoria della nazionale italiana femminile di volley in Thailandia riparte subito la stagione. Per la Numia Vero Volley Milano tempo di presentazioni. A partire dalla nuova capitana della squadra, la campionessa Paola Egonu, che dopo il successo a Bangkok avr questa nuova responsabilit nel suo club.

“Non cambia niente, ovvio che devo un attimo abituarmi a questo ruolo, una cosa nuova, per sono contenta, un onore e significa molto che questa societ creda in me e sono contenta di avere questa possibilit di crescita mia personale e di essere in un gruppo fantastico”, ha spiegato.

“Ovviamente un ruolo diverso, sono sempre stata una atleta che stava un po’ nel suo. Ovviamente questo ruolo mi aiuter ad uscire dal mio guscio e non vedo l’ora perch il gruppo fantastico e non vedo l’ora di imparare insieme a loro a essere capitano”.

L’atleta di Cittadella ha ricaricato le pile dopo i festeggiamenti azzurri. Sono stata “inondata da un sacco d’affetto da tutta l’Italia. Mi sono riposata, ho staccato un po’ la testa e non vedo l’ora di ripartire col Vero Volley”.

Al suo fianco, altre campionesse del mondo che hanno sfilato insieme a tutta la squadra Vero Volley,

Eleonora Fersino, Benedetta

Sartori e la capitana azzurra, Anna Danesi: “S bisogna ricominciare, sar bella tosta soprattutto all’inizio perch l’estate stata molto lunga, sommando anche le precedenti inizia a essere un bel carico di lavoro. Per gli obiettivi alla fine si trovano facilmente perch tra Supercoppa, che tra un mesetto, Coppa Italia, Scudetto, Champions, insomma ce ne sono parecchi. Quindi nella vita di uno sportivo si cerca sempre di porsi degli obiettivi. Noi ne abbiamo tanti, io ne ho tanti”.

Tra gli obiettivi c’ anche quello di valorizzare, a beneficio di tutto il sistema sport italiano, i successi estivi non solo del volley, ma di tante altre discipline in cui le azzurre si sono distinte. “Credo che il movimento che stiamo creando con la pallavolo, ma con lo sport in generale, possa aiutare tantissimo le generazioni pi giovani a volersi appassionare e imparare qualcosa di nuovo che lo sport ti pu regalare”, ha sottolineato Egonu.

Alla presentazione di Numia Vero Volley Milano sono state svelate le maglie della nuova stagione del club che prende il via il 26 settembre con la Courmayeur Cup.

M.O.,Conte: da Meloni misero espediente sullo Stato di Palestina

Roma, 23 set. (askanews) – “Il riconoscimento ‘condizionato’ dello Stato della Palestina, l’ultima ‘trovata’ di Meloni, è un misero espediente che conferma l’ignavia del nostro Governo. Il riconoscimento di uno Stato è un atto formale, che in questo caso ha anche un alto valore simbolico oltreché politico. O lo fai o non lo fai. Perché l’Italia non può unirsi ad altri 150 e più Paesi che hanno già riconosciuto lo Stato della Palestina?” È quanto dichiara in una nota il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“L’ipocrisia del nostro Governo che continua a stare al fianco di Netanyahu è davvero oscena. La verità – conclude l’ex premier – è che se l’Italia non si affretta non ci saranno più le condizioni per il riconoscimento: semplicemente perché non ci sarà più la popolazione palestinese”.

Al via Ultra Club, il club musicale del Romaeuropa Festival

Roma, 23 set. (askanews) – Dopo le anteprime con Lyra Pramauk e Isabelle Lewis, al via domani 24 settembre ULTRA CLUB, la rassegna del Romaeuropa Festival dedicata al cantautorato, al pop e all’avant-pop, all’elettronica e alle sperimentazioni digitali a cura di Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti, che fino al 27 settembre costruisce un vero e proprio festival nel festival, con una line-up che trasforma il Mattatoio – in Piazza Orazio Giustiniano, 4 a Roma – in un club.

Quattro giorni di musica dedicata a una nuova generazione in grado di intessere ricerca e pop, fondendo voce, elettronica e paesaggi sonori, in continua trasformazione tra nuove sonorità e contaminazioni.

Ad aprire il programma musicale mercoledì 24 settembre è l’appuntamento con Le Parole delle Canzoni presentato da Treccani che mette in dialogo Anna Castiglia, vincitrice della Targa Tenco come miglior opera prima per il suo album “Mi piace”, affermatasi in brevissimo tempo come nuova figura di riferimento del cantautorato italiano, e la scrittrice e giornalista Valentina Farinaccio.

Seguono nella stessa serata i live di Ginevra e Gaia Banfi due voci che stanno ridefinendo il cantautorato al femminile. Ginevra, nel roster dell’etichetta indipendente Asian Fake, con il pop scuro di Femina, l’ultimo lavoro che porta sul palco di ULTRACLUB in full band, con lei (alle tastiere, basso e chitarra), Marco Fugazza (batteria, basso e processing) e Domenico Finizio (chitarra), in una performance che evoca le atmosfere di PJ Harvey, Portishead, Feist e Lana Del Rey. E Gaia Banfi, musicista e produttrice, classe ’98, per la prima volta a Roma per presentare il suo album La Maccaia (pubblicato da Trovarobato), in cui si ispira a Bon Iver, Radiohead, Robert Wyatt ma anche alla tradizione cantautorale italiana da De André a Battisti, tra suoni ancestrali e ritmi elettronici.

Giovedì 25 dai palchi dei più importanti festival elettronici del mondo il duo delle spagnole Tarta Relena con le loro sperimentazioni vocali, sospese tra interpretazioni a cappella, suoni del Mediterraneo e sound contemporanei, approdano a ULTRA CLUB per presentare És pregunta, con un live realizzato con il supporto del Programma di Internazionalizzazione della Musica e delle Arti Performative Spagnole, co-organizzato dall’Instituto Cervantes e dall’Istituto Nazionale di Arti Performative e Musica (INAEM) del Ministero della Cultura della Spagna, nell’ambito del Piano di Recupero, Trasformazione e Resilienza — Finanziato dall’Unione Europea — Next Generation.

E ancora, Populous, alias di Andrea Mangia, producer e DJ, da anni punto di riferimento dell’elettronica italiana e internazionale, attesissimo al festival per l’unica tappa italiana del suo tour nelle capitali europee (in collaborazione con Manifesto Fest); nato dopo la pubblicazione del suo ultimo album Isla Diferente e la fondazione della sua label-manifesto Latinambient, il live è arricchito dai visual di Furio Ganz e dalla danza di Francesca Santamaria (anche protagonista di Dancing Days).

Mentre tra elettronica e tradizione vocale, la cantautrice Maria Arnal, in corealizzazione con Institut Ramon Llull, apre venerdì 26 settembre la sera di ULTRACLUB, con un live che si muove lungo coordinate sonore radicali, tra elettronica, clubbing e pratiche sperimentali. Artista della scena catalana contemporanea, Arnal si è distinta per una ricerca che intreccia avant-pop, elettronica e tradizione vocale polifonica, aprendo il canto alla dimensione algoritmica, alla bioacustica e alle possibilità espressive dell’intelligenza artificiale, e vanta collaborazioni con artisti come John Talabot e il coreografo Marcos Morau (La Veronal). Ad affiancarla, il progetto HYPERLORE in collaborazione con Klang, il brand curatoriale fondato da Cristiano Latini nel 2018 e attivo nel campo della musica sperimentale e dell’arte d’avanguardia, con due progetti che indagano la trasfigurazione della forma canzone nel dialogo tra epoche, saperi e territori: Sara Persico artista residente a Berlino, parte dal noise underground di Napoli per intrecciare voce, elettronica analogica e field recordings; ed il romanissimo Érotiq, che attraversa territori elettronici e immaginari simbolici per stimolare una riflessione sul potere, sull’estetica e sulle forme della manipolazione.

La ricerca digitale e sonora prosegue poi con la rinnovata collaborazione con RE:Humanism Art Prize, che presenta Improbable Excess di Jess Tucker e Orynthia di Valerie Tameu, opere vincitrici del Romaeuropa Digitalive Prize che esplorano intelligenza artificiale e realtà virtuale.

Uno speciale showcase è dedicato sabato 27 settembre a Dischi Sotterranei, una delle realtà più influenti e innovative della scena musicale indipendente italiana. Fondata nel 2015 a Padova e oggi al suo decimo anno d’età, l’etichetta si è distinta per il suo approccio collettivo e per la meticolosa ricerca musicale e visiva che ha dato vita a progetti di grande impatto come Post Nebbia, Gazebo Penguins, Coca Puma, Visconti e molti altri. La racconteranno in un incontro aperto il fondatore e CEO Francesco Aneloni e l’A&R Manager Michele Novak; mentre sul palco saranno Gaia Morelli, artista classe 2000, che ha fatto breccia nella scena internazionale per il suo suono intimo e coinvolgente, e Satantango nuova e inedita entrata nel roster di Dischi Sotterranei dal sound ipnotico tra passato e futuro, a rappresentare la label.

ULTRACLUB chiude con due progetti che stanno riscrivendo le regole del suono tra club, bedroom pop ed elettronica: Altea, voce magnetica del collettivo Thru Collected, tra R&B, elettronica e cantautorato minimale, che vanta collaborazioni con Mace, Iosonouncane e Giovanni Truppi; e Fuera, il trio di giovanissimi che arrivano da Nola portando in dote un percorso sonoro in continua evoluzione, al festival con il Fuera hybrid DJset, pensato appositamente per chiudere la rassegna con un live elettronico ad alta intensità che marca l’accento sull’avant-pop e su un’idea di club music viscerale e mutante.

Ma ULTRA CLUB non è solo musica: è sperimentazione digitale, innovazione e laboratorio di pensiero, uno spazio in cui storia, presente e futuro si intrecciano attraverso linguaggi e tecnologie accessibili, frutto dell’alleanza tra nuove generazioni e risorse a loro dedicate.

Per tutta la settimana Pascolo Abusivo, collettivo di studenti e studentesse RUFA presenta REFrame, un’esperienza immersiva in realtà virtuale, pensata come un videogioco, che ripercorre la storia del Romaeuropa Festival dalle origini a scenari visionari proiettati verso il futuro, realizzata grazie al finanziamento dell’Unione Europea – Next Generation EU – PNRR Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi. La narrazione è affidata a ChatGPT che guida il pubblico tra decenni di memoria e creatività, trasformando eventi, immagini e suoni del passato in un gioco interattivo.

Su questa scia, il progetto eCity del Collettivo Noise in partnership con NABA – Nuova Accademia delle Belle Arti- che esplora il concetto di rumore come metafora di disturbo, imprevisto e margine, il 25 settembre alle 19.00;e l’istallazione/azione temporanea My Dear Ai, I Am Lost In The Supermarket *___*che esplora usi e abusi dell’AI, firmata da Mara Oscar Cassiani& Guido Segni e presentata venerdì 26 settembre alle 18.30 da Re:Humanism, l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Accademia di Belle Arti di Brera Collettivo Noise in partnership con NABA – Nuova Accademia delle Belle Arti- che esplora il concetto di rumore come metafora di disturbo, imprevisto e margine.

La settimana successiva, il 4 ottobre, sarà possibile assistere alla proiezione di San Damiano, il documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma 2024 con le musiche eseguite dal vivo da Cosimo Damiano e Pietro Pompei, accompagnate dalle immagini inedite di Gregorio Sassoli, in un viaggio sonoro sospeso tra sogno e quotidianità; alla performance elettroacustica di Martina Bertoni che con il suo Electroacoustic Works for Halldorophone trasforma feedback e sistemi generativi in paesaggi sonori in continua evoluzione e alla lecture performance di Donatella Della Ratta, in collaborazione con THE VOID (Tommaso Campagna & Jordi ViaderGuerrero) che esplora la “violenza speculativa” delle immagini generate dall’AI.

Onu, Salvini: riconoscere ora Palestina è folle, un favore a terroristi

Pesaro, 23 set. (askanews) – “Penso se è proprio la priorità dei marchigiani, dei pensionati, non la salute, non le liste d’attesa su cui stiamo lavorando, ma il riconoscimento di uno Stato inesistente. Dove comincia, dove finisce la Palestina? Chi la governa? Hamas? Ecco, riconoscere oggi lo Stato di Palestina è un favore ai terroristi islamici. Diciamo che non penso che il riconoscimento di Hamas sia la priorità per i marchigiani” ed è “folle” farlo adesso. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini parlando a una iniziativa elettorale a Pesaro a sostegno di Francesco Acquaroli e commentando le parole di Matteo Ricci a proposito del riconoscimento dello stato di Palestina.

Fed, Powell: rischi saliti su prezzi e lavoro, situazione impegnativa

Roma, 23 set. (askanews) – Negli Stati Uniti sul breve termine vi sono rischi orientati al rialzo sull’inflazione e al peggioramento sul mercato del lavoro: “una situazione impegnativa”, ha affermato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, intervenendo a una conferenza organizzata dalle camere di commercio Usa, a una settimana dal taglio dei tassi di interesse deciso dalla Fed proprio alla luce del peggioramento del quadro sull’occupazione.

“Rischi bivalenti significa che non c’è un percorso privo di rischi. Se ammorbidiamo la linea in maniera troppo aggressiva potremmo lasciare incompleto il lavoro sull’inflazione – ha rilevato – e ritrovarci nella necessità di invertire la rotta per ripristinare pienamente il 2% (sul carovita). Se mantenessimo la restrizione troppo a lungo, il mercato del lavoro potrebbe indebolirsi più del necessario. Quando i nostri obiettivi sono sotto tensione in questa maniera il nostro quadro di regole richiede di bilanciare entrambi gli aspetti del nostro mandato”.

A differenza della Bce, che ha unicamente come mandato istituzionale quello di preservare la stabilità dei prezzi, la Federal Reserve ha il doppio obiettivo di controllare l’inflazione ma anche di cercare di massimizzare i livelli di occupazione.

“Gli accresciuti rischi sul lavoro hanno spostato il bilanciamento dei rischi sul raggiungimento dei nostri obiettivi. Per questo abbiamo ritenuto appropriato al nostro ultimo direttorio prendere un nuovo passo verso una linea neutrale”, ha detto Powell.

Il capo della Fed non si è sbilanciato sulle mosse future, ribadendo che il direttorio (Fomc) non si vincola alcun percorso predeterminato sui tassi. “Continueremo a scegliere la linea più appropriata in base all’evolversi dei dati, delle prospettive e dell’equilibrio dei rischi”.

Meloni: riconosceremo la Palestina ma a due condizioni

New York, 23 set. (askanews) – “La maggioranza presenterà in Aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all’interno della Palestina”.

“Dobbiamo capire – ha aggiunto – quali sono le priorità: io non sono contraria al riconoscimento della Palestina ma dobbiamo darci le priorità giuste. Spero che possa trovare anche il consenso dell’opposizione, non trova sicuramente il consenso di Hamas e degli estremisti islamisti ma dovrebbe trovare consenso nelle persone di buonsenso”.

M.O, Meloni: ok mozione per riconoscimento Palestina ma senza Hamas

New York, 23 set. (askanews) – “La maggioranza presenterà in Aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all’interno della Palestina”.

“Dobbiamo capire – ha aggiunto – quali sono le priorità: io non sono contraria al riconoscimento della Palestina ma dobbiamo darci le priorità giuste. Spero che possa trovare anche il consenso dell’opposizione, non trova sicuramente il consenso di Hamas e degli estremisti islamisti ma dovrebbe trovare consenso nele persone di buonsenso”.

Euro digitale, Cipollone prevede il lancio "a metà 2029″

Roma, 23 set. (askanews) – L’euro digitale dovrebbe diventare pienamente operativo per la metà del 2029. E’ la previsione di Piero Cipollone, il componente del Comitato esecutivo della Bce che ha la delega sui sistemi di pagamento, che durante la conferenza “Future of finance” organizzata da Bloomberg è tornato perorare la causa della creazione di una versione digitalizzata della valuta condivisa.

E’ una data prevista “tenendoci prudenti”, ha detto, data la necessità di effettuare un ingente lavoro di prova delle infrastrutture, prima del suo lancio completo (prima potranno esserci progetti “pilota”). E “dando per scontato che per la fine del prossimo anno la legislazione sia pronta”, ha precisato Cipollone.

Sull’iter legislativo, secondo l’esponente della Bce l’Ecofin che si è svolto venerdì e sabato a Copenhagen ha segnato un netto passo avanti da parte dei governi. La procedura legislativa avanza con più fatica al Parlamento europeo. I governi dovrebbero raggiungere una intesa entro fine anno. Ipotizzando che il Parlamento completi il suo dibattito per il primo trimestre del prossimo anno, la previsione che lo stesso Cipollone aveva fatto in precedenza di un accordo per la legge europea sull’euro digitale per il secondo trimestre sarebbe ancora valida, anche se tirata. “Se non sarà il secondo sarà il terzo trimestre”, ha detto.

In ogni caso, a ottobre il Consiglio direttivo della Bce dovrebbe comunque approvare il proseguimento del piano. Anche perché “finora non abbiamo registrato nessuna contrarietà” da parte di legislatori e governi, ha sostenuto Cipollone.

Va rimarcato, tuttavia, che in precedenza la Bce aveva affermato nero su bianco che la decisione di ottobre 2025 sul se lanciare la fase successiva del progetto sarebbe stata presa dal Consiglio “unicamente una volta che il processo legislativo Ue sarà stato completato”. O almeno questo veniva affernato in un documento nel giugno dello scorso anno.

L’istituzione monetaria di Francoforte, che su questo progetto si muove affiancata dalla Commissione Ue, non è l’unica a portare avanti l’ipotesi di una valuta digitale di banca centrale (Cbdc), ma sembra tra quelle ad aver più fretta. Diametralmente opposta la situazione negli Stati Uniti: qui infatti l’amministrazione Trump ha esplicitamente vietato alla Federal Reserve e alle altre agenzie federali di sviluppare Cbdc, additandole, in un ordine esecutivo del gennaio scorso, come “una minaccia alla stabilità finanziaria, al diritto alla riservatezza dei cittadini e alla stessa sovranità Usa”.

Gli Usa puntano piuttosto sulle stablecoin, una tipologia di criptoasset che cercano di offrire stabilità nel valore aggancaindosi ad un attivo sottostante, nel caso degli Usa il dollaro o titoli di Stato in dollari. Quasi specularmente nella Ue le stablecoin vengono viste generalmente con diffidenza, sia perché collegate al volatile e a volte opaco universo delle cripto, sia perché ritenute un mezzo che potrebbe essere utilizzato per entrare in competizione con la moneta sovrana dei Paesi Ue e in particolare dell’eurozona.

Cipollone è stato interpellato sul persistere di diffidenze tra il pubblico sull’euro digitale. “E’ totalmente normale che la gente possa essere scettica o che voglia semplicemente capire cosa succede – ha risposto -. Non sono stato sorpreso (delle resistenze), perché se tra noi banchieri centrali è uno sviluppo abbastanza naturale, questo concetto per la gente comune o per gli imprenditori è diverso. Hanno difficoltà a distinguere tra moneta di banca centrali e moneta commerciale. Quindi sta a noi spiegare e rassicurare e ridurre le preoccupazioni e le ansietà”.

“Ogni volta che fronteggi un cambiamento, devi essere pronto e fare i tuoi compiti. Pochi anni fa abbiamo iniziato sondare i pareri delle persone. La gente inizia a sapere di più del progetto e più ne sa più aumenta il sostegno. E la ragione di fondo è che gli europei amano il contraente. E dato che il l’euro digitale è una versione digitale del contante capiscono che stiamo cercando di portare i benefici del contante nelle nell’era digitale. Ovviamente ci stanno preoccupazioni sulla privacy che sono rilevanti, quindi dobbiamo costruire il progetto in modo che protegga il più possibile la privacy delle persone. In definitiva, la gente apprezza il fatto che ci siano tante opzioni per pagare e poi ci sta un attaccamento all’euro come moneta: la nostra moneta. E stiamo continuando lanciando questo messaggio – ha detto -: l’euro digitale è il contante del futuro”.

Quanto ad alcune previsioni che mettono in guardia dai costi rilevanti del piano, secondo Cipollone sono “esagerate”. Invece “è probabile che costi come previsto dalla Commissione europea, tra 2,8 e 5,4 miliardi: pensiamo che siamo in questa forchetta”.

Francesco Gabbani festeggia live 10 anni di musica

Milano, 23 set. (askanews) – Francesco Gabbani torna sul palco dell’Arena di Verona per un concerto speciale, in programma il 1° ottobre 2025. Un ritorno carico di significato, che segna una nuova, intensa tappa nel cammino musicale del cantautore toscano e celebra i dieci anni dall’uscita di “Amen”, il brano con cui vinse Sanremo nella categoria Nuove Proposte, e che rappresentò il primo passo di un percorso artistico ricco di musica, parole e riconoscimenti.

A quattro anni di distanza dal suo primo, indimenticabile live all’Arena (4 luglio 2021), Gabbani sceglie ancora una volta uno dei templi della musica italiana per un evento irripetibile, pensato come una vera e propria celebrazione del suo percorso.

“Stiamo lavorando per preparare un concerto unico, una vera festa in cui invitare amici e in cui presentare le mie canzoni in una nuova veste, con arrangiamenti speciali pensati proprio per questa occasione.” racconta Francesco Gabbani “Sono immensamente felice di poter tornare all’Arena di Verona, un luogo che per me ha un valore simbolico e personale fortissimo. Festeggiare qui i dieci anni dall’uscita di ‘Amen’, rende tutto ancora più speciale. È una tappa fondamentale nel mio viaggio e sono certo che sarà una serata molto emozionante, per me e per tutte le persone che saranno lì con me.”

Sul palco dell’Arena, Gabbani si esibirà con una formazione allargata e darà nuova forma ai suoi brani attraverso arrangiamenti rivisitati per l’occasione. Sarà un concerto unico anche nella scaletta: pensata appositamente per questa data speciale, sarà diversa da tutte le altre del tour. I grandi successi di Francesco troveranno spazio accanto a qualche chicca meno nota, in un intreccio di sonorità inedite pensate per regalare al pubblico un’esperienza musicale davvero indimenticabile.

Per la prima volta nella sua carriera live, Francesco avrà il piacere e l’onore di accogliere sul palco alcuni amici e ospiti speciali: Fiorella Mannoia, Jake La Furia, Ornella Vanoni, Paola Iezzi, Simone Cristicchi e Willie Peyote. Un evento unico e irripetibile, una straordinaria occasione di musica, emozioni e condivisione.

L’Arena di Verona si prepara così ad accogliere un concerto che andrà oltre la musica, un’esperienza pensata per lasciare il segno, in uno dei luoghi più affascinanti e simbolici del nostro Paese.

E non finisce qui: nel 2026 Francesco tornerà nei palazzetti con una nuova serie di date, portando avanti il suo legame forte e sincero con il pubblico.

Il tour di Francesco Gabbani è prodotto da A1 Concerti, e i biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone.

Trump all’Assemblea generale Onu: ho risolto io i conflitti nel mondo, qual è lo scopo delle Nazioni Unite

Roma, 23 set. (askanews) – Nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente americano Donald Trump ha rivendicato il ruolo svolto dalla sua amministrazione per risolvere i conflitti in atto nel mondo, a differenza di quanto fatto dall’Onu. “È triste che io abbia dovuto fare queste cose invece che le Nazioni Unite”, ha rimarcato, aggiungendo: “Qual è lo scopo delle Nazioni Unite?”.

“Sembra che tutto ciò che facciano sia scrivere lettere con parole molto dure e poi non dare mai seguito a quelle lettere. Sono parole vuote, e le parole vuote non risolvono la guerra”, ha aggiunto.

Nel suo intervento all’Onu, il presidente americano Donald Trump ha ribadito che ricoscere lo Stato palestinese rappresenta una ricompensa per Hamas, affermando che il gruppo palestinese “ha ripetutamente respinto ragionevoli proposte di pace”.

Quindi ha aggiunto che i paesi che stanno riconoscendo lo Stato palestinese dovrebbero essere uniti nell’inviare un messaggio ad Hamas: “Rilasciate ora gli ostaggi”. Un appello accolto dall’applauso della sala.

Lollobrigida: serve azione educativa per sana alimentazione

Roma, 23 set. (askanews) – “E’ oggettivo che abbiamo una societ che sta mutando, alla quale dobbiamo andare incontro con soluzioni alle problematiche che emergono. Abbiamo sempre pi problemi, ad esempio nell’educazione alimentare delle giovani generazioni, ma non solo, o la crescita di patologie collegate a una cattiva alimentazione. Se meno impattante oggi l’educazione familiare rispetto all’alimentazione, ed un problema che comunque segnaliamo, dobbiamo contribuire con una azione all’interno delle scuole e utilizzando tutti i nuovi canali che arrivino a convincere che mangiare bene l’unica soluzione per vivere bene”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e Sovranit Alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine del workshop “Sanit e apicoltura: sfide e opportunit”, momento di formazione e confronto tra istituzioni, associazioni di settore e comunit scientifica sulle implicazioni dell’Animal Health Law e sull’applicazione del sistema di registrazione e identificazione in apicoltura.

La data Zero del Vasco Live 2026 sarà a Rimini

Milano, 23 set. (askanews) – La data Zero del Vasco Live 2026 sarà a Rimini. Lo ha annunciato lui stesso dalle sue pagine social, ma adesso è ufficiale anche la data: sabato 30 maggio 2026 allo Stadio Romeo Neri. Rimini, simbolo stesso dell’estate, è pronta ad accogliere non uno ma due concerti: l’anteprima soundcheck riservata ai duri e puri del Il Blasco Fan Club si terrà infatti (come vuole la tradizione!) la sera prima, venerdì 29 maggio.

Si chiude, così, il cerchio delle date e si apre un mondo, quello dei concerti: doppie date in 6 città per 12 live tutti già sold out. Un’unica gigantesca onda sonora che scuoterà l’estate del 2026 e aprirà – anche qui come vuole la tradizione – la stagione dei grandi eventi estivi italiani.

Nell’immediato: parte in questi giorni la prevendita del disco: “Vasco Live 2025 – The Essentials”, composto da 3 vinili e 2 cd, che uscirà il 14 novembre. Un progetto discografico originale che nasce dal concept del tour che “celebra la vita” e che vede inseriti negli album solo i brani “essenziali”, tutti quelli, cioè, che raccontano attraverso le liriche la trama di un’esistenza intera. In tutto 21 brani per circa 99 minuti. Un concentrato di emozioni per rivivere la magia della scorsa, straordinaria, stagione e celebrare ancora una volta, tutti insieme, la Vita quella con la V maiuscola.

Segue lo stesso concept di Vita del tour, anche il libro fotografico, del live 2025: due ore di video con contenuti esclusivi e tanta musica dentro! A cura di Chiaroscuro Creative di Arturo Bertusi.

I biglietti per la data zero di Rimini del 30 maggio saranno disponibili in anteprima per il Blasco Fan Club dalle ore 12:00 di mercoledì 24 settembre su vascolive.vivaticket.it.

I titolari di carta Mastercard avranno accesso prioritario ai biglietti a partire dalle ore 12:00 di giovedì 25 settembre. L’apertura della vendita generale partirà dalle ore 12:00 di venerdì 26 settembre su www.vivaticket.com – www.ticketone.it – www.ticketmaster.it Vasco Live 2026 05 e 06 giugno – Ferrara – Parco Urbano G. Bassani

12 e 13 giugno – Olbia – Arena 18 e 19 giugno – Bari – Stadio San Nicola 23 e 24 giugno – Ancona – Stadio Del Conero 28 e 29 giugno – Udine – Bluenergy Stadium

Tennis, Musetti ko in finale: Tabilo vince in tre set

Roma, 23 set. (askanews) – Sfuma il titolo a Chengdu per Lorenzo Musetti. L’azzurro perde in finale per il secondo anno consecutivo, battuto da Alejandro Tabilo con il punteggio di 6-3, 2-6, 7-6 in 2 ore e 39 minuti. Un ko amaro per Musetti che ha cambiato marcia nel secondo set e non ha sfruttato due match point nel terzo parziale. Merito di Tabilo che ha coronato un torneo da favola, iniziato dalle qualificazioni e concluso con una finale di alto livello. Per Musetti è la seconda finale persa quest’anno: l’ultimo titolo Atp resta quello di ottobre 2022 a Napoli.

Cultura, a Roma torna il Festival della Letteratura di Viaggio

Roma, 23 set. (askanews) – Torna a Roma l’appuntamento con il Festival della Letteratura di Viaggio, promosso dal 2008 dalla Società Geografica Italiana e organizzato dall’Associazione Cultura del Viaggio, con la direzione artistica del giornalista e fotografo Antonio Politano. Dal 26 settembre al 5 ottobre ( con un’anteprima dal 13 al 25 settembre), in programma oltre 90 eventi e 150 autori. Incontri, premi, mostre, laboratori, passeggiate, attività per bambini e iniziative per persone con disabilità. Un tema principale “Isole, Mare, Oceani”, affiancato da altri incontri e attività di più ampio respiro, come già in passato, per disseminare la città metropolitana di Roma di “cultura del viaggio”.

La maggior parte degli eventi – dedicati al racconto del mondo, vicino e lontano, dei luoghi e delle culture, attraverso letteratura, giornalismo, fotografia, teatro, musica, fumetto – è concentrata nei Giardini di Villa Celimontana e a Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana, oltre ad essere accompagnata da attività itineranti attraverso l’intera città. Di particolare rilevanza, come di consueto, i due Premi del Festival. Da una parte, il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana, quest’anno assegnato al musicista Paolo Fresu; allo scrittore svedese Bjorn Larsson; a Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati; a Eyal Weizman, architetto britannico-israeliano, fondatore del gruppo di ricerca Forensic Architecture; e alle Organizzazioni non governative impegnate nelle attività di soccorso in mare: Mediterranea Saving Humans, Open Arms e Sos Méditerranée.

Dall’altra, il Premio Kapuscinski per il reportage, quest’anno assegnato al giornalista e viaggiatore francese Sylvain Tesson; allo scrittore Paolo Giordano; al giornalista israeliano Gideon Levy (Haaretz e Internazionale); al giornalista e autore televisivo Riccardo Iacona; alla rivista The Passenger edita da Iperborea.

A Hugo Pratt è dedicata la mostra La Grande Avventura. Da Ulisse a Corto Maltese, in viaggio con Hugo Pratt, uno dei maestri riconosciuti del fumetto internazionale, a trent’anni dalla scomparsa. Allestita, in forma diffusa, al Museo delle Civiltà, alla Biblioteca Nazionale Centrale, a Palazzo della Farnesina e a Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana, in Villa Celimontana). Un viaggio nella vita e nelle opere del grande disegnatore veneziano.

Accanto, in anteprima mondiale, la presentazione della nuova avventura di Corto Maltese, Le Jour d’Avant (Casterman), L’isola di prima (Cong edizioni), disegnata e sceneggiata dalla coppia di autori francesi Bastien Vivès e Martin Quenehen. Un viaggio che trasporta il marinaio-antieroe nella nostra epoca, tra arcipelaghi minacciati dalla crisi climatica, di nuovo nel Pacifico meridionale dove Corto Maltese comparve per la prima volta in Una ballata del mare salato, il capolavoro di Pratt, e dove si congedò nell’ultima avventura Mu.

La Polinesia Francese (per l’Oceano Pacifico) e il Portogallo (per l’Oceano Atlantico) saranno i Paesi ospiti della XVI edizione del Festival.

Il Festival, nato nel 2008 da un’intuizione di Claudio Bocci, Presidente dell’Associazione Cultura del Viaggio, sarà anche un’occasione per la Società Geografica Italiana per presentare il rapporto annuale dedicato alle coste italiane. Il presidente della Società Geografica Italiana, Claudio Cerreti ha dichiarato: “I due temi della XVI edizione del Festival ci porteranno, da una parte a ripercorrere le avventure di Corto Maltese e dall’altra a proporre sguardi diversi e suggestivi su isole familiari o quasi sconosciute. Temi che sono strettamente intrecciati tra loro, se si pensa all’attuale evoluzione climatica e all’atteso innalzamento del livello del mare, che impatterà su tutte le regioni costiere e su molte isole nel mondo, Italia compresa. Proprio nei giorni del Festival la Società Geografica Italiana darà alcune anticipazioni del Rapporto sul possibile futuro delle coste italiane, che sarà presentato nella sua interezza il 28 ottobre prossimo. Dai viaggi del passato e della fantasia ai problemi reali di un prossimo futuro: alla ricerca di una consapevolezza geografica, di una capacità di lettura tra storia e futuro, realtà e utopia, che ancora una volta è la chiave essenziale per comprendere e gestire il nostro posto sulla Terra”.

Meloni all’Onu, bilaterali a Ney York con Erdogan e leader Siria e Qatar

New York, 23 set. (askanews) – Al termine dell’apertura del dibattito generale della 80/esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Palazzo di Vetro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si recherà alla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite per una serie di colloqui bilaterali con leader internazionali.

Fra gli interlocutori di oggi – secondo quanto si apprende – figurano, tra gli altri, il presidente della Siria Ahmad Husayn al Shara e il presidente della Repubblica del Libano Joseph Aoun. Sempre nella giornata di oggi è previsto un incontro bilaterale con l’Emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, presso la Rappresentanza permanente dello Stato del Qatar e con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, presso la Rappresentanza permanente della Repubblica di Turchia.

Guterres (Onu): "La distruzione di Gaza è ingiustificabile"

Roma, 23 set. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, presenterà il rapporto annuale sulle attività dell’Organizzazione in apertura del dibattito generale, dichiarando che “la distruzione di Gaza è andata ben oltre qualsiasi altra cosa abbia vissuto durante il suo mandato”.

“Condanno Hamas” per quanto ha fatto il 7 ottobre, ha affermato il segretario generale, ma “nulla può giustificare la distruzione sistematica di Gaza”, per questo Guterres ha chiesto agli attori in causa un “cessate il fuoco” immediato e un altrettanto immediato “rilascio di tutti gli ostaggi”.

Per il segretario generale la “soluzione a due Stati, che è stata riaffermata ieri (in Assemblea Onu, ndr)” rimane la via per interrompere la violenza.

La Spagna approva l’embargo totale sulle armi a Israele

Roma, 23 set. (askanews) – Il governo spagnolo ha approvato il decreto sulle misure urgenti contro il genocidio a Gaza e a sostegno della popolazione palestinese, che prevede un “embargo totale sulle armi” nei confronti di Israele – sebbene con la possibilità di autorizzare delle eccezioni.

Il provvedimento – che dovrà essere approvato dal Parlamento entro trenta giorni prima di entrare in vigore – include quattro misure principali: il consolidamento dell’embargo; il rifiuto delle richieste di transito per carburanti con potenziale uso militare in Israele; il divieto di vendita di prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici nei Territori occupati; e il divieto di pubblicità commerciale.

Per quanto riguarda l’embargo totale sulle armi, sono vietate sia le esportazioni che le importazioni di armi, equipaggiamenti per la difesa e attrezzature a duplice uso da o verso Israele; è prevista anche una disposizione per revocare le autorizzazioni in vigore e vietare quelle in attesa di risoluzione.

Per quanto riguarda le possibili ripercussioni sul settore della difesa, il ministro dell’Economia Carlos Cuerpo ha escluso qualsiasi “impatto economico al di là di questo iniziale tentativo di disimpegno” dall’industria israeliana; l’iniziativa rientra tuttavia nell’obiettivo di “dipendenza zero” per promuovere l’autonomia strategica dell’industria della difesa spagnola.

Teatro, "Due dozzine di rose scarlatte" al Sala Umberto di Roma

Roma, 23 set. (askanews) – Il Sala Umberto di Roma accoglie, domenica 28 settembre alle ore 19.00, il debutto romano della nuova produzione “LOREB”, che porta in scena Due dozzine di rose scarlatte, la commedia brillante di Aldo De Benedetti.

Scritto nel 1936 “su misura” per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone e trasposto al cinema nel 1940, il testo è uno dei capisaldi dei cosiddetti “telefoni bianchi”: elegante, ironico e sorprendentemente attuale.

Con questa produzione, LOREB conferma la sua attenzione a un teatro di qualità capace di restituire al pubblico la leggerezza e l’intelligenza della grande tradizione italiana, riproponendone il fascino con una messinscena fresca e coinvolgente.

La vicenda, ambientata in una Roma anni Sessanta, ruota attorno a una giovane coppia alle prese con la ristrutturazione della casa. Alberto, giovane ingegnere totalmente assorbito dal lavoro, e Marina, moglie sognatrice e lettrice appassionata di romanzi, condividono la vita tra macerie domestiche e nuove speranze, sostenuti dall’amico fidato Tommaso e dalla cameriera Addolorata, pragmatica e ironica, con lo sguardo fisso a Miss Italia e Massimo Ranieri.

Quando due dozzine di rose scarlatte con un misterioso biglietto arrivano in casa, tutto si complica: sospetti, illusioni e fraintendimenti si intrecciano in una girandola di comicità e sentimenti. Con eleganza e ritmo, la commedia mette in scena le passioni umane più universali – l’amore, la gelosia, il desiderio, la speranza – ricordandoci che, ieri come oggi, bastano due dozzine di rose per scatenare un terremoto sentimentale.

Sul palco quattro interpreti d’eccezione: Biagio Iacovelli, Annamaria Fittipaldi, Giuseppe Abramo e Angela Tuccia, diretti da Alessandro Guerra con l’adattamento di Annabella Cerliani. La produzione è firmata da LOREB di Giacomo Silvestri.

“Sorridere. Ridere magari. In questo momento storico così difficile quasi ci sentiamo in colpa quando ci sfiora la voglia di essere spensierati. Ho la sensazione che ci stiamo disabituando, o meglio dimenticando, che si può essere seri ma fiduciosi nello stesso tempo” dichiara il regista Alessandro Guerra, aggiungendo: “Due dozzine di rose scarlatte di Aldo De Benedetti è per me un atto di coraggio e voglia di vedere la gente in sala scrollarsi di dosso la fatica e credere, anche solo per pochi istanti, che in fondo una risata come le carezze fanno bene. AI cuore e all’anima. Chissà. Si dice che I’appetito vien mangiando. Magari ricominciando a sorridere vuoi vedere che la smettiamo di fare i cattivi?”.

Due dozzine di rose scarlatte non è solo un omaggio al grande teatro di Aldo De Benedetti, ma anche una riflessione leggera e intelligente sul sentimento più universale: l’amore, con le sue illusioni, le sue contraddizioni e le sue spine.

Efficienza, risparmio e scelta: Ariston verso il futuro

Roma, 23 set. (askanews) – Come integrare le fonti energetiche rinnovabile nella vita di tutti i giorni. Questa la domanda a cui – secondo la ricerca di BVA Doxa – gli italiani chiedono una risposta. E quale miglior palcoscenico di un festival di cinema green per dargliela: nella cornice del Festival internazionale Cinema in verde Ariston ha portato la propria visione.

Giuseppe Lorubio, Public Regulatory Affairs Director di Ariston, ha dichiarato: “L’efficienza energetica per Arison in realt il cuore di tutte le attivit: vogliamo realizzare prodotti sostenibili, che assicurino il comfort all’utente finale e possibilmente che portino ad un risparmio di energia elettrica, di gas, di qualunque combustibile. Il nostro focus progettare la cosiddetta ecoprogettazione compatibile che aiuti le persone ad acquistare prodotti sempre pi efficienti”.

Un dibattito, moderato dalla giornalista Tessa Gelisio, che ha toccato i temi pi delicati della questione energetica. Il talk – intitolato Efficienza e risparmio per la transizione energetica: scelte di oggi, risorse per domani – ha visto la partecipazione di personalit del settore come il Prorettore alla Sapienza Livio De Santoli, la direttrice Dipartimento Unit Efficienza Energetica di ENEA Ilaria Bertini e Gennaro Niglio, Direttore dei Sistemi Informativi del GSE.

Giuseppe Lorubio, Public Regulatory Affairs Director di Ariston, ha poi analizzato il ruolo dell’azienda nel processo di cambiamento: “Noi lo interpretiamo in diversi modi. Tutto parte a casa nostra, parte nelle nostre fabbriche, parte nei nostri centri di competenza dove noi progettiamo i nuovi prodotti. E dopo ha anche una via molto importante che quella di convincere i nostri clienti ad adottare queste soluzioni”.

Non solo una sfida ma anche un cambiamento culturale che va innescato dai gesti quotidiani, dalla vita di tutti i giorni e dalla consapevolezza delle nuove generazioni, che vanno formate attraverso un dialogo costante.

“La migliore energia quella che non consumiamo. Quindi il tema provare a fare efficienza in tutti i comportamenti. Ovviamente nel sostituire gli apparecchi, soprattutto se sono obsoleti, questo porta a un grandissimo risparmio di energia e quindi anche di soldi, ma anche in qualsiasi attivit quotidiana”, conclude Giuseppe Lorubio, Public Regulatory Affairs Director di Ariston.

Aziende come Ariston quindi non devono guidare il cambiamento solamente da un punto di vista produttivo offrendo innovazione ma anche affiancando il consumatore da un punto di vista etico e culturale. Solo cos, toccando il quotidiano con mano, si pu pensare di costruire un futuro sostenibile.

Oscar, Costabile: "Familia" scelta coraggiosa, tema urgente

Roma, 23 set. (askanews) – “Familia” di Francesco Costabile è il film che l’Italia candida alla selezione per l’Oscar come miglior film internazionale, un’opera sulla violenza che genera violenza, tratta dal libro autobiografico di Luigi Celeste “Non sarà sempre così”. Il regista, raggiunto telefonicamente dopo l’annuncio della candidatura, ha detto: “E’ una scelta coraggiosa, evidentemente il tema aveva un’urgenza, è un radicamento al contemporaneo” e ha poi aggiusto: “La violenza di genere è purtroppo un tema transculturale e trasversale a tutte le classi sociali e a tutti i luoghi, da Occidente a Oriente. E’ un tema assolutamente universale ed è urgente portarlo al pubblico, soprattutto in un periodo storico in cui la violenza è assolutamente sdoganata, come vediamo nelle guerre di oggi”.

“Familia” racconta la storia di un ragazzo, interpretato da Francesco Gheghi, che da bambino ha osservato la violenza del padre sulla madre e si è unito a un gruppo di neofascisti per scaricare verso altri il senso di frustrazione e rabbia che ha addosso. Quando il padre esce dal carcere deve fare i conti con il proprio passato. Barbara Ronchi nel film è la mamma, sopraffatta dalla violenza del marito, interpretato da Francesco di Leva.

Ora bisognerà attendere il 16 dicembre per sapere se “Familia” entrerà nella shortlist dell’Academy, mentre le nomination verranno annunciate il 22 gennaio 2026. Tutto questo in una fase in cui la società statunitense è sempre più polarizzata. A questo proposito Costabile ha affermato: “In America è stato appena ucciso Charlie Kirk, che rappresenta l’estremismo dell’America Cattolica fondamentalista, che ha dichiarato che avrebbe obbligato sua figlia a non abortire anche in caso di stupro. Se non è questa violenza di genere sulle donne. L’America è assolutamente sprofondata nella violenza verso le donne, così come come porta avanti il razzismo e la transfobia. Questo sta preoccupando tutti noi”.

“Familia” è il secondo lungometraggio di Costabile, che ha raccontato una diversa forma di violenza in “Una femmina”, ambientato nella sua Calabria, e ora sta progettando un altro film che chiuda questa trilogia. Intanto il regista continua ad insegnare in un Istituto Tecnico di Bologna, sa che ora inizierà il lungo percorso della campagna per gli Oscar, si affiderà ai suoi produttori. Se dovrà abbandonare l’insegnamento temporaneamente lo farà, per dedicarsi al cinema, ma ha tenuto a sottolineare: “Quello dell’insegnante è un mestiere che mi ha aiutato tantissimo come artista, perché credo che i registi debbano sempre mantenere un ancoraggio con la realtà”.

"Amaro" è il nuovo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari

Milano, 23 set. (askanews) – Da venerdì 26 settembre sarà disponibile in radio Amaro (EpicSony Music Italy), il nuovo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari, nuovo estratto dell’album Hello World. Dopo il successo dei brani Romantico ma muori, Islanda e Bottiglie Vuote feat. Max Pezzali, si riaccendono i riflettori su uno dei brani piú intensi e amati di Hello World, album giá Doppio Disco di Platino e protagonista dell’ultimo incredibile Tour negli Stadi: 9 tappe che hanno reso indimenticabile l’estate 2025.

Entrata nel cuore del pubblico da subito, grazie alla capacità innata dei Pinguini Tattici Nucleari di trasformare emozioni intime in esperienze universali, “Amaro” è una delle ballad più amate e significative di Hello World. “La parola Amaro è una sintesi tra due altre parole, amare e amato. Sono presente e passato che dialogano. Vicino alla mia vecchia scuola superiore c’è uno skatepark dove, da adolescenti, ci si andava a ‘imboscare’ la notte”, racconta Riccardo Zanotti, ricordando la genesi del brano. “Ogni tanto ci passo ancora davanti e mi tornano in mente alcune mie storie, che sembravano dover durare per sempre e che invece si sono consumate nel giro di un’ estate. Con il tempo impari a coglierne l’ironia: ogni per sempre è valido fino a che non finisce.”

Amaro arriva dopo il successo di Bottiglie Vuote (certificato Disco di Platino), che per la prima volta ha visto i PTN collaborare con Max Pezzali, un’unione magica dove la capacità di raccontare i sogni, la provincia e l’amore é frutto di quella genuinità trascinante che del pop arriva dritta al cuore, e che ha reso questi due artisti tra i piú amati del panorama italiano.

Hello World, l’ultimo album dei Pinguini Tattici Nucleari, ha esordito ai vertici di tutte le classifiche, anticipato dai singoli Romantico ma muori e Islanda, e ha ottenuto la certificazione Platino in meno di un mese, andando ad aggiungere un nuovo grande traguardo alla band, che vanta 83 Platino e 12 Oro.

Cinema, il Festival di Pompei incontra la Cina, una mostra e un talk

Roma, 23 set. (askanews) – Dopo il successo della prima edizione di giugno 2025, il Festival Internazionale del Cinema di Pompei, apre un nuovo capitolo del suo percorso con la mostra “Identità Rivelata”, Il Cinema come memoria, sguardo e futuro, Visioni d’Italia e Cina in dialogo attraverso il Festival Internazionale del Cinema di Pompei. In programma sabato 27 settembre 2025, (ore 18), a Roma, Via degli Scipioni 241, la mostra è realizzata in collaborazione con il gruppo editoriale Guang Hua Cultures and Media e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’iniziativa conferma la vocazione del Festival a costruire ponti culturali e a trasformare il cinema in un linguaggio universale, capace di custodire memoria e identità.

La serata sarà inaugurata da un talk con Annarita Borelli, presidente e ideatrice del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, Enrico Vanzina, direttore artistico del Festival, Lucia King, presidente della Soong Ching Ling Foundation of Italy, Liliana Liao, referente di Associna Lazio e del Coordinamento Arte Cultura Accademia, docente presso SSML San Domenico ed editor presso la FAO.

Il confronto offrirà uno sguardo sulle potenzialità del cinema come linguaggio universale, capace di custodire memorie e identità e di diventare ponte tra culture lontane ma affini nella loro millenaria storia. Curata da Annarita Borelli, la mostra accompagnerà i visitatori in un percorso che intreccia immagini, installazioni e materiali che hanno accompagnato e sono identificativi con la concettualistica del Festival di tutelare l’identità culturale, attraverso il cinema in dialogo con la cultura cinematografica cinese.

Dalla nascita del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, con i suoi temi fondanti – cinema e linguaggio, cinema e costume, cinema e turismo, cinema e memoria, fino alla selezione di manifesti del cinema cinese curata da Guang Hua Cultures & Media, l’esposizione racconterà storie, volti e visioni che uniscono i due paesi. Tra i momenti salienti figurano i ritratti e le parole di autori come Enrico Vanzina, Marco Risi, Gianni Amelio e Neri Parenti, l’icona di Alberto Sordi in Un americano a Roma, le sezioni dedicate ai quattro elementi della visione – fuoco, terra, acqua e aria – e il dialogo tra archeologia e cinema che definisce l’identità stessa del Festival.

Simbolo dell’iniziativa sarà anche la scultura del Fauno Ritrovato, opera dello scultore Domenico Sepe, emblema di resilienza culturale e dialogo tra antico e contemporaneo, ma soprattutto simbolo della nascita del Festival.

Panariagroup al Cersaie: sette brand per i “mercati frammentati”

Bologna, 23 set. (askanews) – Vendere ceramica in 130 paesi significa interpretare 130 modi diversi di concepire lo spazio domestico. Panariagroup, con 8 stabilimenti nel mondo, ha trasformato questa complessit in modello industriale, presentandosi al Cersaie con un villaggio espositivo che insieme showroom e manifesto strategico.

“Sicuramente un momento storico non facile e questo fa s che i nostri clienti abbiano bisogno di trasferire nelle proprie stanze, nei propri edifici, nei propri ambienti, quello che un desiderio che pu essere quello di fare un ambiente accogliente, un ambiente creativo, un ambiente avanzato tecnologicamente – spiega Michele Gruppioni, Marketing Director Panariagroup -. Il fatto di avere una logica multibrand, che quella che ha Panariagroup, ci permette con ognuno di intercettare la domanda pi adeguata”.

Dalla pietra mediterranea di Solaris per Cotto d’Este alla nuova Pulse di Lea Ceramiche, una pietra che non esiste in natura ma nasce dall’immaginazione progettuale. Da Revel di Panaria Ceramica, pensata per ricreare la sensazione del “sentirsi a casa”, fino alle proposte del polo portoghese con Margres, Love Tiles e Gresart che introducono la tecnologia 3D Touch per amplificare la ricchezza sensoriale delle superfici. In mostra al Salone internazionale della Ceramica le grandi lastre che il gruppo modenese ha introdotto sul mercato gi dal 2004. “Oggi diventa imprescindibile essere ben forniti di questo tipo di materiale – prosegue Gruppioni – perch ogni collezione, almeno dal nostro punto di vista per incontrare bene la domanda del settore, deve avere questo che un plus perch davvero il cliente finale grazie a questi materiali pu fare superfici continue, riduce le fughe e la bellezza del materiale si esprime ai massimi livelli”.

Mentre i rivestimenti Made in Italy affrontano la concorrenza internazionale, il gruppo modenese risponde moltiplicando l’offerta: sette brand a Bologna, per dire che nel mercato della personalizzazione di massa, la ceramica ha ancora carte da giocare.

Al teatro Olimpico di Vicenza il 78esimo Ciclo di spettacoli classici

Roma, 23 set. (askanews) – Con ben 7 prime assolute su 9 progetti in programma – firmati da alcuni dei più alti esponenti dell’espressione artistica e culturale del panorama italiano, di generazioni e linguaggi diversi – si svolgerà dal 25 settembre al 22 ottobre il 78esimo Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli: un progetto del Comune di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Biblioteca civica Bertoliana, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, il coordinamento artistico del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e il coordinamento generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. Il 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico è sostenuto inoltre come sponsor da Agsm Aim e Burgo Group.

L’edizione 2025 del Ciclo di Spettacoli Classici è la seconda affidata alla cura e alla visione di Montanari e Martinelli, una coppia di arte e di vita, fondatori del Teatro delle Albe e di Ravenna Teatro, 15 premi Ubu in due e tanti altri riconoscimenti nazionali e internazionali. Un biennio dunque alla direzione di uno dei festival teatrali più prestigiosi e longevi nel teatro coperto più antico del mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità. Un’eccellenza culturale che non ha mai smesso, nel corso della sua storia, di interrogarsi sul ruolo dei classici nella contemporaneità. Il tema dell’edizione 2025 rimane quello del “Coro”, che segna in modo unitario la programmazione del biennio, visivamente tradotto nel manifesto firmato da un grande artista e sperimentatore come Igort.

“Abbiamo pensato a questo biennio del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico come un dittico unitario all’insegna del ‘Coro’, una parola che nasconde in sé molte pieghe e svela di volta in volta forme sorprendenti: coro è la giuntura scenica dell’io e del noi; coro è il farsi comunità scenica, scintillio della polis, politico, in un’epoca che innalza muri tra la massa spersonalizzata e il più disperato individualismo; coro sono quelle figure singole abitate da moltitudini di voci, come Meredith Monk, che, al suo ritorno in Italia dopo anni di assenza, ha segnato nel maggio 2024 il prologo emblematico di questa nostra presenza all’Olimpico. Sospeso tra musica, voce, danza, il coro è il segreto dionisiaco che emerge alle origini dell’arte teatrale in Occidente, la cui luce è ancora oggi gravida di futuro. Gli artisti di questa edizione porteranno le loro opere ideate apposta per lo spazio dell’Olimpico, degli unicum che avremo il privilegio di incontrare” affermano i due direttori artistici a proposito di un’edizione che anche quest’anno sarà diffusa, abitando – oltre al Teatro Olimpico – la Basilica Palladiana, il Teatro Comunale, il Teatro Astra e Palazzo Cordellina, attraversando l’intera città di Vicenza e coinvolgendo i suoi cittadini.

Alot, Roberto Latini, Salvatore Sciarrino, Marco Martinelli, Claudia Castellucci, Igort, Anagoor, Masque Teatro e Vinicio Capossela sono gli artisti che daranno voce a un programma lungo quasi un mese, articolato in 9 spettacoli di cui 7 prime assolute, 1 prima regionale, 1 chiamata pubblica e 2 cicli di incontri di approfondimento.

In un momento storico drammatico, segnato da tragici conflitti di portata globale, dalla crisi climatica così come da quella democratica e sociale, è un’inaugurazione nel segno della fiducia nel futuro e nell’arte come via maestra per l’incontro fra culture, dialogo fra i popoli e comprensione del mondo quella del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico. Il programma si apre infatti il 25 settembre in Basilica Palladiana con la Prima Assoluta di VENI, a goodbye della giovanissima formazione Alot, un collettivo teatrale composto da 13 elementi di età media 25 anni, formatosi a Milano nel 2022, e che debutta sulla scena nazionale proprio a Vicenza. Il progetto, uno spettacolo musicale corale con interventi grafici dal vivo in tempo reale, nasce da una ricerca sulla tradizione dei canti polifonici del Mediterraneo compiuta fra il 2022 e il 2024 in Sardegna con i Cantores del Cuncordu di Orosei, in Corsica con il gruppo Tempvs Fvgit e in Sicilia con i Lamentatori dell’Arciconfraternita di Mussomeli. Il repertorio di VENI, a goodbye comprende segmenti di canti sacri a 3 e a 4 parti vocali in lingua latina, preghiere distillate con cura per lasciare evaporare il loro più stretto contenuto religioso e farne emergere la ricerca di una risposta, di ascolto e di vicinanza, che esseri umani rivolgono ad altri esseri umani, e non più solo ad un interlocutore divino.

Sul palcoscenico del Teatro Olimpico arriva il giorno seguente, 26 settembre, la Prima Assoluta di Ànghelos del pluripremiato attore, regista e drammaturgo Roberto Latini, personalità di primissimo piano della scena teatrale contemporanea. Prodotto dal Teatro della Toscana, Ànghelos è una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. “Una bella occasione per considerare Pasolini feat. Giambattista Andreini, John Milton, Wim Wenders, Euripide”, come scrive lo stesso Latini nelle suggestive note di regia. “L’angelo è il messaggero, colui che arriva tra gli uomini e racconta quanto gli uomini non sanno, porta il suo messaggio” – la “buona novella”, ovvero il Vangelo – “lo svolge, lo racconta, lo consegna, lo affida”. E soprattutto, davanti al Sepolcro, pone una domanda: Chi cercate? Quem Quaeritis? Una domanda che potrebbe essere rivolta al pubblico in platea. Lo spettacolo andrà in replica il 27 settembre.

Il primo ottobre al Teatro Olimpico occasione imperdibile per assistere all’opera di un genio della musica contemporanea, Il novello Perseo di Salvatore Sciarrino, una nuova versione dell’opera Perseo e Andromeda scritta dal Maestro nel 1990, dopo aver frequentato per alcuni anni il Centro di Sonologia Computazionale, un centro di ricerca multidisciplinare animato da musicisti e scienziati per indagare la computer music. Al CSC Sciarrino compì alcuni esperimenti che lo portarono a realizzare un’opera in cui il canto delle voci fu sostenuto dai suoni elettronici prodotti da 4 computer. 24 anni dopo la prima esecuzione di Perseo e Andromeda al Teatro di Stoccarda, questa nuova versione amplia l’organico strumentale, integrando i suoni dei computer con nuove pagine orchestrali che espandono le dimensioni dello spazio timbrico, e rinnovando il dialogo fra le voci, i suoni di sintesi spazializzati e i nuovi colori dell’orchestra. La Prima esecuzione assoluta de Il novello Perseo è promossa dall’Accademia Olimpica di Vicenza in occasione del 470° della propria fondazione e del 440° dell’inaugurazione del Teatro Olimpico, e dalla Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova, in occasione del 150° anno di attività, in collaborazione con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC-DEI) dell’Ateneo. L’opera è stata commissionata al Maestro Salvatore Sciarrino dalla Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto, che la eseguirà all’Olimpico con la direzione del Maestro Marco Angius.

Sempre al Teatro Olimpico, il 4 ottobre andrà in scena in Prima Regionale l’esito della chiamata pubblica – una pratica cara alle Albe, un invito rivolto alla cittadinanza a “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario – rivolta agli adolescenti della città di Vicenza: si tratta di Lisistrata, riscrittura da Aristofane, fra le ultime creazioni di Marco Martinelli. Una scelta, incarnata nei tempi che stiamo vivendo. La commedia di Aristofane andò in scena per la prima volta nel 411 a.C., mentre la guerra con Sparta e la crisi politica attanagliavano la città. L’autore greco crede che la pace non possa più arrivare dagli uomini e affida la sua causa a una donna, Lisistrata – “colei che scioglie gli eserciti” – e che per raggiungere l’obiettivo di far deporre le armi agli uomini, organizza con le altre donne della polis una semplice azione: lo sciopero del sesso. Lisistrata è un nuovo atterraggio di Sogno di volare, un progetto quadriennale (iniziato nel 2022) del Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival che vede Martinelli lavorare su quattro commedie di Aristofane con oltre trecento adolescenti dell’area vesuviana, dove è ancora sentito il rischio di dispersione scolastica, disoccupazione ed emigrazione giovanile. Un progetto in diretto collegamento con la non-scuola, pratica teatral-pedagogica fondata nel 1991 insieme a Ermanna Montanari e che negli anni ha ottenuto due Premi Ubu e il Premio ANCT dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Inoltre, la regina del pop mondiale, Madonna, che in occasione della una sua visita a Pompei lo scorso anno ha avuto modo di assistere a Pluto. God of gold, ha deciso di finanziare direttamente l’edizione 2025 del progetto nato dall’incontro fra Martinelli e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.

Al Teatro Olimpico sarà poi la volta di una personalità che ha inciso profondamente nel panorama internazionale del teatro contemporaneo: Claudia Castellucci, vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2020, è drammaturga, coreografa e cofondatrice di Socìetas Raffaello Sanzio. Al Ciclo di Spettacoli Classici, Claudia Castellucci presenta in Prima Assoluta il 9 ottobre (con replica il 10 ottobre) Ballo Improprio, una danza eseguita dalla Compagnia Mòra sui Canti Znamenny della tradizione russa, cantati dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria. Lo spettacolo ribalta il concetto, molto dibattuto in questi ultimi anni, di appropriazione culturale, spostando la riflessione su un altro piano, a partire da una domanda precisa: è giusto utilizzare in modo “improprio” un repertorio di canti della liturgia ortodossa e di danze popolari dalla tradizione secolare, togliendole dalla loro matrice religiosa? Forse proprio attraverso l’abitazione di una materia “aliena” e l’abbandono di forme ed estetiche conosciute e “a portata di mano” si riesce a trovare la dimensione reale del guardare lontano, del guardare oltre, tentando di riallineare danza e moto universale. Tra movimenti rituali, abiti cerimoniali e cadenze ritmiche che dovranno necessariamente confrontarsi con le architetture del Teatro Olimpico, Ballo Improprio sarà “un’occasione di eccezionale esperienza di ciò che significa misura e comprensione.” Il 12 ottobre ci si sposta al Teatro Comunale di Vicenza per il particolare progetto, anche questo in Prima Assoluta, di Igort, che oltre a essere uno dei grandi maestri del fumetto d’autore internazionale – tra i protagonisti della scena indie italiana degli anni ’80 (Linus, Alter Alter, Frigidaire) ed esponente di spicco del graphic journalism – è anche sceneggiatore e regista e musicista. Il suo I dispacci di Delmore è un progetto in bilico fra reading e immersione nella musica, una riflessione sul sogno americano – sul suo mito e sulla sua decadenza – ispirato da Delmore Schwartz, poeta e scrittore statunitense, mentore di Lou Reed: una figura che ha influenzato scrittori come il Premio Nobel Saul Bellow e Philip Roth, per citarne soltanto alcuni. Da questo punto di partenza, un affresco di parole e suoni che riguardano alcune personalità di spicco della cultura americana del secondo Novecento, poeti e artisti fuori dagli schemi, indipendenti dal mainstream, la cui influenza è ancora presente in tutta la cultura contemporanea. Fra questi, le poetesse Silvia Plath e Anne Sexton, illustri esponenti della poesia confessionale; artisti come il padre della pop art Andy Warhol e scrittori radicali come William Burroughs; cantanti e musicisti che hanno scritto la storia del rock come Lou Reed e Alan Vega, fondatore dei Suicide; icone come Nico e figure tragiche come la star della golden age del cinema porno Kandi Barbour.

Compagnia vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018 ma anche collettivo e laboratorio aperto in continua evoluzione, Anagoor è una delle realtà più originali e rigorose della scena contemporanea, creatrice di un “teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore del neoclassico” come sintetizza la stessa compagnia veneta fondata da Simone Derai, che dalla sua nascita nel 2000 porta avanti un’estetica densamente iconica, in cui le performing arts dialogano incessantemente con la dimensione ipermediale. Il 18 e 19 ottobre presentano in Prima Assoluta al Teatro Olimpico una rilettura delle Baccanti di Euripide. In questa nuova creazione – realizzata per il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale -, Anagoor guida gli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, immergendoli in un’esperienza che unisce rito, poesia e teatro. Estasi e sovversione. Partendo dalla ricerca sullo stato di trance come strumento poetico e scenico, mutando il bosco risvegliato della primavera in un oscuro sabba notturno, lo spettacolo di Anagoor indaga il senso di identità e di appartenenza, definisce il teatro come spazio di elezione del rito di iniziazione, trasforma il Mito antico in visione contemporanea che interroga il nostro presente. “Questo nostro Baccanti è dunque una pratica magica curativa per un mondo malato ed arido, terra devastata e sprecata, che transita per una primavera di rabbia, furia e maledizioni, una protesta che chiede di ritrovare ciò che è andato perduto nella pretesa dell’identità, nella follia della supremazia che trascina ogni esperienza politica al fallimento”.

Si rimane nei territori della trance con Voodoo di Masque Teatro, in scena il 21 ottobre al Teatro Astra. Visionaria compagnia attiva dal 1992 e da allora ospite dei più importanti festival di ricerca performativa, Masque Teatro esprime un’idea di teatro fondata sul dialogo fra filosofia, architettura scenica e produzione di simulacri. In questo spettacolo del 2023, acclamato dalla critica e che vede in scena una sola performer che si fa corpo-teatro, la trance è indagata come via di liberazione individuale e (necessariamente) politica: “È solo attraverso l’alterazione indotta che si può sperare di essere catapultati nella verità del proprio essere. L’alterazione produce simulacri. A questi ci affidiamo per recuperare le forze necessarie ad imbastire la costruzione di un altro mondo nel quale sopravvivere. Col voodoo accogliamo tutti i nostri divenire. Col voodoo abitiamo la buia luce”.

Il 22 ottobre in Prima Assoluta al Teatro Olimpico, un evento unico, pensato per la chiusura del biennio di direzione artistica delle Albe. Per questa occasione, un artista come Vinicio Capossela con Nel bosco di latte – Voci, canzoni, storie, narrazioni attorno all’opera di Dylan Thomas ci accompagna in “un recinto di innocenza del mondo” attraverso l’ultima opera di una delle personalità più affascinanti del Novecento, il poeta e drammaturgo Dylan Thomas: Under Milk Wood. Un testo poetico e visionario del 1954, originariamente pensato dall’autore nella forma del radio-dramma, che racconta di un ideale paese del Galles: una sessantina di personaggi, tutti parecchio strambi, con i loro sogni e i loro pensieri nell’arco di una giornata. “Una specie di teatro delle voci per un mondo accecato. Bisogna sintonizzarsi alla frequenza dell’umano per entrare nel bosco di latte, ma una volta dentro non ci perderemo. Ci ritroveremo, come in una specie di Eden in cui i nostri passi non sono giudicati dal creatore, ma da un poeta che ha saputo descrivere le nostre anime a partire da quello che sognano, nel momento della più rinnovata purezza: il sonno. Questo spettacolo viene eseguito per la prima volta e in copia unica in omaggio al grande lavoro fatto da Teatro delle Albe sulla voce, la più ancestrale espressione dell’umano”.

Il programma si completa con due sezioni dedicate all’approfondimento teorico riunite nel titolo Farsi Luogo. 440 anni di incontri all’Olimpico, percorso che ha ottenuto l’approvazione dal Ministero della Cultura per i Progetti Speciali. Tornano, a Palazzo Cordellina, i Parlamenti d’Autunno: il ciclo di incontri, curato da Marco Sciotto, che si svilupperà in parallelo agli spettacoli. Quattro momenti di dialogo e confronto con artisti e studiosi intorno alle differenti forme in cui si riconfigura l’idea di ‘classico’ attraverso i linguaggi nel contemporaneo. Dalle riflessioni intorno al ridefinirsi della figura dell’attore sulla scena che scaturiranno dal confronto tra Antonio Attisani e Laura Mariani agli sprofondamenti nelle questioni legate all’immagine artistica grazie all’incontro tra Silvia Ronchey e Christina Nakou, fino a quelli nelle pieghe della scrittura e del suo spingersi costantemente oltre il limite, attraverso le parole di Antonio Moresco e quelle di Luca Doninelli. Il Teatro Astra invece ospiterà gli incontri con la critica teatrale del territorio insieme a Oliviero Ponte di Pino e Roberto Cuppone. Il programma delle due sezioni verrà comunicato nelle prossime settimane.

Santanchè, ok Giunta Senato a conflitto attribuzioni con Procura su truffa Inps

Roma, 23 set. (askanews) – La Giunta per le immunità del Senato ha approvato a maggioranza (contrari i gruppi di opposizione a parte Italia viva che non ha espresso il suo voto perché il senatore Ivan Scalfarotto era impegnato a presiedere la seduta) la proposta della relatrice Erika Stefani (Lega) di attivare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, in relazione all’uso di corrispondenza e intercettazioni nell’inchiesta sulla presunta truffa all’Inps che coinvolge la ministra del Turismo Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d’Italia.

La Giunta ha anche respinto, a maggioranza, la richiesta avanzata dal senatore Alfredo Bazoli (Pd) volta al rinvio del seguito dell’esame sulla documentazione in esame, richiesta motivata con l’ipotesi che, sulla base di una istanza avanzata dalla difesa di Santanché, il Tribunale decida di non utilizzare una parte del materiale investigativo oggetto del possibile conflitto di attribuzione.

L’ultima parola spetterà all’aula del Senato, che si dovrà pronunciare con un voto sulla relazione di Stefani.

Gli scienziati: le parole di Trump su paracetamolo e autismo sono senza fondamento

Roma, 23 set. (askanews) – Le affermazioni di ieri del presidente Usa Donald Trump, secondo cui c’è un legame tra l’insorgenza dell’autismo e l’assunzione, da parte di donne in gravidanza, del farmaco Tylenol, a base di paracetamolo, “non sono scientificamente fondate”. Lo affermano numerosi esponenti del mondo scientifico e sanitario statunitense.

“Qualsiasi associazione tra Tylenol e autismo si basa su dati scientifici molto limitati, contrastanti e incoerenti, ed è prematuro fare questo tipo di affermazioni infondate, che rischiano di danneggiare la salute pubblica”, ha affermato Alison Singer, presidente e fondatrice dell’Autism Science Foundation. “È fuorviante per le famiglie, che meritano informazioni chiare e basate sui fatti”, ha proseguito Singer, secondo quanto riporta il Guardian sul proprio sito web, dedicando ampio spazio all’argomento. “A nostra conoscenza, non sono stati scoperti nuovi dati, non sono stati pubblicati nuovi studi, non sono state fatte nuove presentazioni. Non c’è stata una conferenza scientifica o medica”, che possa giustificare una tale affermazione, ha sottolineato Singer.

Per Debra Houry, ex direttore sanitario e vicedirettrice del Cdc, “fino a tre settimane fa non avevamo ancora trovato prove che il paracetamolo fosse collegato all’autismo, quindi sarebbe interessante capire perché si sia sviluppata questa ipotesi con tale rapidità”, ha scandito Houry intervenendo a un dibattito online organizzato da Defend America Action. In una nota riportata da Reuters, la Coalition of Autism Scientists ha affermato che “i dati non supportano l’affermazione” fatta dall’amministrazione Usa “che il Tylenol causi l’autismo e che il Leucovorin sia una cura. Così si alimenta solo la paura e si infondono false speranze”.

IArt Caplan, bioeticista della New York University, ha dichiarato all’Associated Press che da Trump è arrivata la “più triste dimostrazione di mancanza di prove, voci, riciclaggio di vecchi miti, vere e proprie bugie e consigli pericolosi a cui abbia mai assistito da parte di qualcuno in posizioni di autorità”.

“Esistono molti studi che confutano un collegamento” tra autismo e paracetamolo, “ma il più importante è stato uno studio svedese su 2,4 milioni di bimbi, pubblicato nel 2024, che ha utilizzato dati attuali sui fratelli e non ha trovato alcuna relazione tra l’esposizione al paracetamolo in utero e il successivo autismo, Adhd o disabilità intellettiva”, ha sostenuto dal canto suo Monique Botha, professoressa associata di psicologia sociale e dello sviluppo presso l’Università di Durham, in Inghilterra, sentita dal Guardian. “Questa paura impedirà alle donne di accedere alle giuste cure durante la gravidanza”, ha sottolineato.

Cinema, l’horror "Good Boy" aprirà Alice nella città

Roma, 23 set. (askanews) – Il film di genere tra i più attesi dell’anno, “Good Boy” di Ben Leonberg, aprirà la XXIII edizione del festival Alice nella città, in programma dal 15 al 26 ottobre, parallelamente e in agreement con la Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica, all’Auditorium Conciliazione, al Cinema Adriano e altre location della Capitale.

Il film è un’opera prima low budget e indipendente, nata come esperimento da un cortometraggio firmato dallo stesso regista e realizzata nell’arco di tre anni, diventata un caso cinematografico dopo l’acclamato esordio al SXSW Film and TV Festival 2025.

Un film indipendente che ha conquistato la critica con un punteggio del 95% su Rotten Tomatoes e che lavora su un concetto semplice, quello della paura ma spostando l’attenzione su un punto di vista inedito: quello di un cane. Il film – sceneggiato dallo stesso regista con Alex Cannon – è raccontato interamente attraverso lo sguardo del cane Indy (il vero cane di Leonberg). Una scelta fatta per ricreare un’atmosfera di suspense sfruttando la capacità degli animali di percepire cose che gli umani non possono sentire.

Ci siamo mai chiesti perché il nostro cane fissa gli angoli vuoti, abbaia senza motivo o si rifiuta di entrare nel seminterrato? “Good Boy” è la storia di un cane che vede tutto ciò che si aggira e fa paura nella notte.

Il trailer del film ha superato milioni di visualizzazioni online, trasformando un piccolo horror indipendente in un potenziale blockbuster internazionale, grazie al seguito di giovani e giovanissimi che hanno ricondiviso in maniera virale le immagini sui social.

Il film mette al centro il racconto di un’alleanza quotidiana, quella del rapporto cane-padrone e la usa come lente d’ingrandimento per leggere le nostre angosce. Niente animali parlanti, solo spaventi terrificanti.

Ha dichiarato il regista Ben Leonberg: “Stephen King, una delle mie più grandi ispirazioni horror, dice spesso che trae le sue idee da scenari ipotetici del tipo ‘e se…’: cosa succederebbe se uno scrittore alcolizzato rimanesse bloccato con la sua famiglia in un hotel infestato? (“Shining”). Cosa succederebbe se un’adolescente vittima di bullismo scoprisse di avere poteri telecinetici? (“Carrie, lo sguardo di Satana”). Nel 2012, mentre rivisitavo l’apertura di Poltergeist, mi colpì un “e se…” a tal punto da farmi tremare: e se il cane di famiglia fosse l’unico a sapere che la casa è infestata? Good Boy – ha proseguito – è il risultato di quella domanda. È un thriller paranormale concreto raccontato dal punto di vista di un cane, un compagno leale e quotidiano, spinto in circostanze straordinarie. In sostanza, Good Boy è una storia su come affrontare un’oscurità così universale da trascendere le specie e sulla terrificante domanda di cosa potrebbe accadere quando perfino il nostro più leale protettore percepisce qualcosa che noi non possiamo percepire?”.

“I giovani hanno un rapporto speciale con l’horror, perché racconta le loro inquietudini. Per questo – hanno dichiarato i condirettori di Alice nella città Gianluca Giannelli e Fabia Bettini – siamo convinti di aprire il festival con ‘Good Boy’, un’opera prima che condivide con lo spirito della selezione di quest’anno, una consapevolezza che i bambini conoscono bene: che l’oscurità e la paura non abitano in contrade remote, ma si trovano subito in fondo alla strada, dietro l’armadio o sotto il letto. Il film di Ben Leonberg ci ricorda che la linea tra bene e male non è scomparsa: si è solo fatta più sottile. Più simile alla vita”.

“Good Boy” uscirà prossimamente nelle sale italiane distribuito da Maestro Distribution.

La Nato: ferreo impegno a rispettare l’Articolo 5 di fronte alle azioni russe

Roma, 23 set. (askanews) – “La risposta della Nato alle azioni sconsiderate della Russia continuerà a essere decisa”. Lo assicura una nota dell’Alleanza Atlantica, il cui Consiglio Nord Atlantico si è riunito questa mattina su richiesta dell’Estonia, ai sensi dell’articolo 4 del Trattato di Washington, per consultarsi e “condannare fermamente la pericolosa violazione dello spazio aereo estone da parte della Russia avvenuta il 19 settembre”.

“Il 12 settembre – ricorda la Nato – abbiamo lanciato ‘Eastern Sentry’ per rafforzare la posizione della Nato lungo l’intero fianco orientale. Rafforzeremo le nostre capacità e rafforzeremo la nostra posizione di deterrenza e difesa, anche attraverso un’efficace difesa aerea. La Russia non deve avere dubbi: la Nato e gli alleati impiegheranno, in conformità con il diritto internazionale, tutti gli strumenti militari e non militari necessari per difenderci e scoraggiare tutte le minacce provenienti da ogni direzione. Continueremo a rispondere nei modi, nei tempi e nel settore che sceglieremo. Il nostro impegno nei confronti dell’Articolo 5 è ferreo”, sottolinea l’Alleanza.

La Nato è pronta ad abbattere i velivoli che violino il suo spazio aereo, ma ogni decisione in tal senso verrà presa “in tempo reale, sulla base delle informazioni disponibili sulla minaccia rappresentata dall’aereo”. Lo ha dichiarato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, al termne della riunione del Consiglio Atlantico. Rutte ha poi precisato che è il SACEUR, generale Alexus G. Grynkewich, ad avere “la prerogativa e la responsabilità generale” di decidere come rispondere. Nel caso della violazione russa in Estonia è stato valutato che i caccia non rappresentassero “alcuna minaccia immediata”, e quindi sono stati semplicemente scortati fuori dallo spazio aereo estone: la risposta dell’Alleanza all’incidente estone è stata comunque “rapida e decisa”, ha concluso.

Arriva in Italia "Pink Floyd – Pigs Might Fly. La Vera Storia"

Roma, 23 set. (askanews) – “Pink Floyd – Pigs Might Fly. La Vera Storia” è la biografia definitiva della band, scritta dal giornalista inglese Mark Blake, in uscita in Italia il 24 settembre per Il Castello, collana Chinaski.

Frutto di interviste con i membri del gruppo, amici, collaboratori e familiari, il libro ricostruisce l’epopea dei Pink Floyd dagli anni ’60 a oggi. Tra droghe, sperimentazioni e tensioni personali, emerge un ritratto profondo della band. Il testo approfondisce le figure centrali di Barrett, Waters e Gilmour, svelando i retroscena della loro convivenza e dei loro conflitti. Commovente il ritratto di Syd Barrett, arricchito da testimonianze intime. La leadership di Waters, l’equilibrio di Gilmour, la diplomazia di Mason e il ruolo defilato di Wright scandiscono l’evoluzione del gruppo. Dal primo album “The Piper at the Gates of Dawn” al successo planetario di “The Dark Side of the Moon” e “The Wall”, fino agli anni recenti.

Il libro narra anche litigi, riappacificazioni, tour estenuanti e sessioni di registrazione infinite. Non mancano aneddoti curiosi: Barrett e Gilmour arrestati in Francia, il presunto contributo a Sgt. Pepper, Alice Cooper che ospitò la band in USA. Janis Joplin avrebbe introdotto Waters e Mason al Southern Comfort, Jeff Beck rifiutò di entrare nella band, Gilmour fece da fonico a Hendrix. Grande spazio alla dimensione artistica: l’uso pionieristico della tecnologia, dei synth, delle luci e delle scenografie nei live show. Ogni membro contribuì a uno stile unico, tra psichedelia, rock e ricerca sperimentale. La narrazione mette in luce anche i fallimenti umani e le frizioni interne, senza edulcorazioni.

Eppure, da questo caos creativo nacquero dischi che hanno segnato intere generazioni. “Pigs Might Fly” offre uno sguardo profondo e dettagliato su una delle band più rivoluzionarie di sempre. Un racconto che è anche uno spaccato della storia della musica moderna. Tra introspezione psicologica, filosofia e arte visiva, i Pink Floyd hanno tracciato una nuova rotta. Un libro che restituisce tutta la complessità e la grandezza della band.

RiVolti ai Balcani, a Brescia convegno "10 anni di diritti violati"

Roma, 23 set. (askanews) – Sabato 27 e domenica 28 settembre è in programma il convegno internazionale di RiVolti ai Balcani nell’Auditorium Centro Congressi Capretti di Brescia. La rete nata nel 2019 richiama l’attenzione sul tema della libertà di movimento e del diritto d’asilo in un evento intitolato: “2015-2025: 10 anni di paura e diritti violati lungo le rotte dei migranti. Che cosa ci aspetta?”.

A dieci anni dalla morte del piccolo Alan Kurdi, trovato riverso sulla spiaggia di Bodrum in Turchia dopo aver tentato la traversata della Grecia con la sua famiglia, l’evento ha l’obiettivo di riflettere su quanto è accaduto in Europa in questo decennio di politiche migratorie.

Si inizia venerdì 26 settembre presso la Chiesa di San Cristo con un’esibizione del “Coro voci dal mondo”. Sabato 27 si entra nel vivo della discussione con un primo panel per analizzare cos’è successo in questi anni lungo le rotte migratorie, dai Balcani al Mediterraneo. Interverranno Roberta Biagiarelli, Shahram Khosravi, Francesca Anichini, Uršula Lipovec Cebron, Eleonora Celoria, Luca Rondi, Martina Tazzioli, Duccio Facchini e Riccardo Gatti.

Nel pomeriggio Luca Casarini, Francesca Cancellaro, Serena Chiodo, Jonas Donazzolo, Giovanni Marenda e Silvia Maraone affronteranno il tema della criminalizzazione della solidarietà, mentre alle 18 verrà dato spazio a chi sulle rotte resiste con Agostino Zanotti, Davide Pignata, Cecilia Spassini, Paolo Pignocchi, Martina Cociglio, Andrea Costa e Giuseppe Pederzolli.

La giornata di domenica 28 sarà dedicata alle prospettive future, con gli interventi di Gianfranco Schiavone, Eleonora Testi e Laura Salzano. Alle 11.30 discuteremo infine dell’imminente riforma del sistema europeo dei rimpatri e del diritto d’asilo con diversi europarlamentari, Silvia Carta e Giovanna Cavallo.

La rete “RiVolti ai Balcani” nasce nell’autunno 2019 ed è composta da oltre 30 realtà e singoli impegnati nella difesa dei diritti delle persone e dei principi fondamentali sui quali si basano la Costituzione italiana e le norme europee e internazionali.