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Il brano "Alaska Baby" di Cesare Cremonini in radio

Milano, 23 set. (askanews) – Esattamente un anno fa usciva Ora che non ho più te. Un anno di incredibili successi: è l’unico brano in Italia a non essere mai uscito dalla top 40 (FIMI/GFK), rimanendo stabilmente in classifica per oltre un anno, un caso unico nel panorama musicale italiano contemporaneo a testimonianza di un successo che va oltre le mode e i tempi. È stato il brano più suonato dalle radio nelle ultime 52 settimane, ha conquistato il n.1 della classifica (fimi/GFK) e il n.1 della classifica earone per 6 settimane, 2 certificazioni Platino con oltre 400.000 copie e 100 milioni di stream totali accumulati e 50 milioni di visualizzazioni.

Ad un anno di distanza, da oggi, sarà in tutte le radio in Italia il brano Alaska baby, traccia apripista dell’album omonimo (Platino).

In questo brano il cantautore si spinge oltre i propri confini artistici, continuando a sperimentare e confermandosi uno degli artisti più coerenti e al tempo stesso più mutevoli del panorama italiano.

Dalle esibizioni live di questa estate durante il tour “Cremonini live ’25” nasce il video che accompagna l’uscita del brano, disponibile da oggi su YouTube. L’album “Alaska baby” è uscito lo scorso anno e, oltre a Ora che non ho più te rimasto per 6 settimane al n.1 della classifica radio (EarOne), include i singoli San Luca con Luca Carboni e Nonostante Tutto con Elisa, certificato Oro e tra i brani più ascoltati sulle piattaforme digitali e in radio quest’estate.

Questi numeri testimoniano come la musica di Cremonini oggi sia in grado di arrivare ad un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo, con la voglia di esplorare territori nuovi, senza perdere la propria identità. “Cremonini live ’25”, che ha conquistato gli stadi italiani quest’anno, ha venduto oltre 600.000 biglietti e sancito la consacrazione definitiva del talento scenico di Cesare Cremonini.

Il prossimo anno, invece, “Cremonini live26” toccherà alcuni luoghi iconici della musica: il Circo Massimo di Roma (6 giugno), l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), l’Autodromo di Imola Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (13 giugno), la Visarno Arena di Firenze (17 giugno).

Nato, a Roma forum su Intelligenza Artificiale applicata a Difesa

Roma, 23 set. (askanews) – L’Intelligenza Artificiale applicata ai sistemi di difesa sta diventando uno strumento chiave per sviluppare addestramento, esercitazioni, wargaming e rafforzare la capacità dei sistemi di mitigazione di eventi pericolosi in scenari di guerra e non solo. Questi temi sono stati al centro della prima giornata della 20esima edizione del Nato CA2X2 Forum 2025, in corso a Roma.

L’evento, promosso dal Nato Allied Command Transformation (Act) e organizzato dal Nato Modelling & Simulation Centre of Excellence (Coe) – spiega una nota -, riunisce centinaia di esperti, rappresentanti istituzionali e leader del mondo accademico, industriale e militare provenienti da oltre 30 Paesi, con l’obiettivo di approfondire innovazione, tecnologia e sicurezza.

Fra i principali focus della giornata vi è stato l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale trattato attraverso la presentazione di progetti innovativi. Il Center for Advanced Preparedness and Threat Response Simulation (Captrs) ha illustrato Sage (Simulations and Games for Preparedness and Threat Response powered by AI), un ambiente digitale avanzato per progettare, sviluppare e diffondere giochi di simulazione volti alla preparazione e alla risposta a crisi civili e militari, rendendo le esercitazioni di wargaming rigorose e scalabili grazie a strumenti digitali e collaboratori basati su AI.

Il Simulation Team, rete internazionale che unisce istituzioni accademiche, enti di ricerca e organizzazioni di eccellenza nello sviluppo di tecnologie avanzate di modellazione e simulazione (M&S), ha presentato Cactus (Urban Analysis of Contamination from Toxic Substances and Industrial Materials). La piattaforma consente di modellare dinamicamente la dispersione, l’impatto e la mitigazione di eventi pericolosi in scenari CBRNe (Chemical, Biological, Radiological, Nuclear and Explosives) e Tic/Tim (Toxic Industrial Chemicals/Toxic Industrial Materials), fornendo ai decisori strumenti concreti per valutare strategie di mitigazione e ridurre la vulnerabilità di popolazioni e infrastrutture.

Leonardo SpA, in collaborazione con il Nato Mscoe, ha presentato Saga (Scenario Automatic Generation with AI), progetto che sfrutta machine learning e deep learning per generare scenari di simulazione utili alla modellazione, alla simulazione e al wargaming, con possibili applicazioni nella costruzione di un Quadro Operativo Comune per le operazioni reali. Grazie al collegamento con la piattaforma WISDOM (Wargaming Integrated Scenario Development and Operations Management) sviluppata dal Nato MSCOE, è possibile integrare dati selezionati e formattati automaticamente dall’AI, creando scenari dinamici e aderenti al contesto reale.

Il Nato Act (Allied Command Transofrmation) ha illustrato TALOS (Transatlantic Large-scale Operational Experimentation Strategy), uno strumento software progettato per supportare pianificazione, progettazione, valutazione e gestione di eventi di sperimentazione all’interno dell’Alleanza, consentendo esperimenti sistematici e accessibili sia agli esperti sia ai non esperti.

Le Swiss Armed Forces hanno presentato uno studio sugli agenti intelligenti nelle simulazioni di wargaming, evidenziando come l’Ai possa sostituire o integrare il controllo umano, riducendo lo sforzo richiesto e aumentando varietà, realismo e scalabilità delle simulazioni.

Il Nato Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) ha illustrato uno studio sull’integrazione tra wargaming e M&S a supporto delle campagne di ricerca operativa, evidenziando come la combinazione di analisi quantitative e qualitative migliori le decisioni basate su evidenze.

Infine, il Nato Mscoe ha presentato il contributo “Shaping the Battlefield: Mathematical Modelling of Cyber Warfare”, esplorando il ruolo delle operazioni cyber nella fase preparatoria dei conflitti moderni e dimostrando come i modelli sviluppati possano stimare l’efficacia degli attacchi cibernetici e comprenderne l’impatto sul campo di battaglia contemporaneo.

Il Forum CA2X2 proseguirà domani e dopodomani, 24 e 25 settembre a Roma, presso l’Hotel Ergife, con ulteriori panel dedicati all’innovazione tecnologica, alla sperimentazione e al futuro della simulazione.

IA e vigilanza: l’esempio del progetto Blindzone

Napoli, 23 set. (askanews) – Nel settore della grande distribuzione, le perdite generate da furti, frodi e inefficienze pesano ogni anno per miliardi di euro. Secondo lo studio “La sicurezza nel retail in Italia 2023” di Crime&Tech, le differenze inventariali rappresentano in media l’1,38% del fatturato annuo. In questo contesto, la corporate intelligence e l’uso di tecnologie avanzate diventano strumenti fondamentali per prevenire i danni e migliorare l’efficienza delle imprese.

Un esempio concreto arriva dalla Campania, dove l’ex militare Giuseppe Strollo ha dato vita, grazie alla collaborazione tra Excursus Group e Zumbat Hub, al progetto Blindzone, sviluppato con l’intelligenza artificiale per supportare le aziende nella lotta a furti e frodi.

Giuseppe Strollo, CEO di Excursus Group, ha dichiarato: “In tutto il panorama security la privacy una costante, perch al netto del principio di security che un’azienda deve avere, ad oggi dobbiamo essere attenti al trattamento di questa privacy. In BlindZone abbiamo cercato di riprodurre questo, quindi in ogni linea di codice, prima quindi della scrittura dell’architettura funzionale, siamo stati attenti a tutelare la privacy dell’individuo al netto della security. Al centro della nostra opera aziendale ci sono le risorse, perch noi facciamo Corporate Intelligence, quindi supportiamo le organizzazioni con una chiave di intelligence, di informazione, per avanzare in queste sfide complessi aziendali. Abbiamo una parte orizzontale all’interno del nostro gruppo, che la parte tecnologia, che ci segue, ci supporta su tutte quelle che sono le nostre linee di business verticali, tra cui il panorama del mondo Cyber Intelligence.”

Nicola Vastola, Co-fondatore di Zumbat, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “BlindZone lavora in due fasi, la prima fase quella di gestione di tutti i dati, sia dall’area vendita, sia dalle casse, sia dal magazzino, l’altra fase invece il riconoscimento di un tentativo di frode o un tentativo di furto. Come fa a riconoscere queste situazioni? Perch stata addestrata tramite un nostro modello AI, tramite un dataset di numerosi pattern malevoli”.

Dall’analisi predittiva alla videosorveglianza intelligente, l’AI ha compiuto l’ennesimo, gigantesco, passo in avanti, con Blindzone come esempio lampante dei progressi raggiunti nel settore.

Centrosinistra, Schlein a alleati: no polemiche, continuiamo a lavorare insieme

Roma, 23 set. (askanews) – “Dico alle altre forze della coalizione progressista: continuiamo a lavorare insieme, ne abbiamo bisogno”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione del partito. “In queste regionali lo stiamo già facendo. Continuiamo a lavorare insieme, anziché indugiare in competizione tra di noi. Ogni minuto passato in polemiche tra noi o al nostro interno è comunque un minuto in meno speso a inchiodare il governo alle sue mancanze e alle sue divisioni. Dobbiamo vincere cercando di riaccendere una speranza in questo paese”.

Nuova raffica di droni e missili russi in Ucraina

Roma, 23 set. (askanews) – E’ di due morti il bilancio dei bombardamenti russi della notte scorsa contro l’Ucraina, secondo le autorità ucraine, che precisano che due civili sono stati uccisi nelle regioni meridionali di Zaporizhzhia e Odessa. Secondo il quotidiano rapporto dell’Aeronautica militare di Kiev, la Russia questa notte ha lanciato tre missili e 115 droni contro l’Ucraina, la maggior parte dei quali è stata distrutta dalle difese aeree. “La Russia ha continuato a terrorizzare il popolo ucraino”, ha reagito il primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko sui social. Svyrydenko ha nuovamente invitato gli alleati occidentali di Kiev a fornire più armi per respingere i bombardamenti. “Ogni ritardo nel rafforzamento delle difese aeree dell’Ucraina significa più vite perse”, ha sottolineato.

Bankitalia: imprese di cybersicurezza in rapido cambiamento in Italia

Roma, 23 set. (askanews) – In Italia, le imprese che offrono servizi di cybersicurezza non sono associabili a comparti specifici già esistenti e sono al centro di un rapido cambiamento del quadro. Lo rileva la Banca d’Italia che ha pubblicato una indagine conoscitiva sul settore e sui servizi di “testing” della sicurezza delle reti informatiche e di telecomunicazioni, pubblicata nella collana Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento.

Secondo lo studio, di circa una quarantina di pagine “il 15 per cento delle imprese rispondenti è stato costituito o ha cambiato assetto societario negli ultimi cinque anni e, nei sei mesi di conduzione dell’indagine, cinque imprese sono state oggetto di fusioni o acquisizioni”.

L’incidenza crescente dei rischi informatici nel settore finanziario ha indotto le autorità a rafforzare le azioni volte ad accrescere la resilienza operativa digitale dei singoli operatori e dell’intero sistema. Lo studio rileva che un traguardo significativo è la recente adozione del Regolamento Dora, che tra l’altro comporta per alcune tipologie di istituzioni finanziarie l’obbligo di svolgimento di test di tipo TLPT. Gli sviluppi delle tecnologie e della regolamentazione accrescono il ruolo delle imprese di servizi Ict e, in particolare, dei fornitori di servizi di cybersicurezza.

La peculiarità di questa indagine di Bankitalia è quella di analizzare l’offerta di questi servizi in Italia, differenziandosi quindi da altri studi che si concentrano sulla domanda di e enti.

“Ne è risultato un universo di riferimento di circa 180 imprese. Il questionario è stato somministrato a tutte e 71 hanno risposto”, con un tasso di risposta quindi di appena il 40 per cento.

Nel mercato prevalgono gli operatori nazionali, prosegue lo studio, in termini di assetto societario e per Paese di realizzazione del fatturato. Le società che fanno capo a un’impresa estera sono una su cinque. Le strategie di offerta sono variegate. Alcune imprese offrono un’ampia gamma di servizi Ict, altre solo tipologie specifiche. Riguardo alle attività di testing, per quasi due imprese su tre esse generano meno del 30 per cento del fatturato, ma c’è un’ampia porzione di rispondenti (17 per cento) che risulta altamente specializzata, con una quota del fatturato superiore al 75 per cento.

Questo mentre “con la leva normativa, a livello europeo e nazionale, le autorità, finanziarie e non, stanno favorendo l’affermazione di modelli di riferimento per il mercato dei Tlpt da cui potrebbe derivare una maggiore uniformità dei servizi erogati. La gran parte delle società – si legge – concorda che l’introduzione di schemi di accreditamento e di certificazione agevolerebbe la crescita del mercato e ne auspica l’introduzione”.

“Più in generale, sulla certificazione dei servizi di sicurezza gestiti (managed security services), che comprendono tra l’altro anche i penetration test, sono in corso valutazioni del regolatore europeo nell’ambito del Cyber Security Act. Essa favorirebbe una maggiore omogeneità sia nell’offerta sia nella domanda – conclude lo studio – con effetti anche sulla competitività del mercato”.

Gaza, Schlein: inaccettabile Governo criminalizzi dissenso e piazze

Roma, 23 set. (askanews) – “Dico al governo: smettetela di criminalizzare ogni piazza e ogni forma di dissenso, non potete ignorare un sentimento che è fortissimo attraversa tutto il paese”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla direzione del partito.

“”Non è accettabile – ha aggiunto – che il governo usi gli atti violenti di qualche centinaio di manifestanti che hanno colpito la stazione di Milano e ferito 60 agenti di polizia per provare a coprire o ignorare il grido di quelle centinaia di migliaia i manifestanti – la stragrande maggioranza – che in modo del tutto pacifico, in tutto il paese e in tante città, hanno scioperato e manifestato per i palestinesi”.

Ocse, Pereira: Italia in una posizione migliore sui conti pubblici

Roma, 23 set. (askanews) – Oggi l’Italia in termini di spesa e debito pubblico “è in una posizione migliore di quanto fosse pochi anni fa”, ed ora è importante continuare sulla strada del risanamento, per ridurre il debito, e al tempo stesso su quella delle riforme per migliorare la crescita economica. Lo ha affermato il capo economista dell’Ocse, Alvaro Santos Pereira rispondendo ad una domanda sulla Penisola durante la conferenza stampa di presentazione dell’Economic Outlook di interim.

“Penso che sia importante dire che l’Italia è in una posizione migliore di quanto fosse pochi anni fa – ha detto -. Ma è importante continuare a ridurre il debito pubblico, perché a questo livello continua ad essere alto. Ricordiamoci che è importante che i paesi riducano i debiti quando sono alti, primo perché spendono tanto in interessi, invece ad esempio che in educazione o investimenti, e poi perché gli alti livelli di debito li rendono vulnerabili alle crisi esterne. Se non hai margini, questo significa che il Paese non sarà in grado” di reagire di fronte a imprevisti.

“D’altra parte, in termini di riforme strutturali quello che va fatto in Italia è continuare con le sue riforme. Pensiamo che vada ridotta la burocrazia, che serva semplificare, cercare di ridurre la complessità delle regolamentazioni e aumentare la concorrenza. Sarà cruciale e importante anche continuare a investire nelle competenze – ha concluso Pereira – è assolutamente essenziale”.

Italia: record donazioni, liste d’attesa ridotte a 3-4 mesi

Roma, 23 Sett. – Il dato sorprendente: l’Italia seconda in Europa, solo dopo la Spagna, per le donazioni di organi. Stando alle cifre indicate dal Centro nazionale trapianti, il tasso raggiunto stato infatti di 28,2 donatori ogni milione di abitanti, dietro alla Penisola iberica (leader mondiale con 48,9), ma davanti a Francia (26,3), Regno Unito (21,3) e Germania (11,4). Ma si pu fare ancora di pi: ne convinto il priofessor Luciano De Carlis, gi primario al Niguarda di Milano e presidente della Societ italiana trapianti di organi che, dal 21 al 23 settembre, tiene, a Milano, il suo 48esimo Congresso nazionale: “Le liste di attesa -spiega De Carlis- sono ormai di solo tre o quattro mesi, ad eccezione del rene dove invece si possono raggiungere i tre anni. Si tratta di numeri incoraggianti ma non bisogna accontentarsi. Bisogna puntare sull’informazione per incoraggiare le persone a dichiarare in vita la propria volont di donare, in caso di morte, i propri organi”.

Un problema culturale che riguarda in particolare i ragazzi e gli anziani: “I primi -afferma il presidente di Sito- si sentono lontani, per l’et, dal problema mentre i secondi ritengono che i loro organi non siano, diciamo cos, pi utili. Niente di pi sbagliato: l’attualit di ricorda che una donna di 102 anni ha donato il proprio fegato e che, in linea generale, frequente che ci possa accadere nella fascia che va dagli 80 ai 90 anni. Per questo sempre pi necessario intensificare le campagne di informazione, a partire dalle scuole dove quantomai opportuno spiegare l’importanza di uno straordinario atto di altruismo. Nessuno pu sentirsi escluso da questa esigenza sociale, nemmeno i nostri figli. Un tempo, nei nostri ospedali, arrivavano ragazzi deceduti per incidenti sul motorino. Ora invece ci accade per i monopattini. Ma il risultato lo stesso ed per questo ritengo sia fondamentale esprimere la propria volont in tema di donazioni. Riusciremmo cos a ridurre ancora di pi la mortalit nel paziente in attesa di trapianto, mortalit che, grazie alle nuove tecniche a disposizione, ha fatto gi registrare una diminuzione significativa”. A partire dalla possibilit di effettuare una donazione a cuore fermo e all’utilizzo di macchine di perfusione sempre pi performanti: “Il problema in Italia -afferma De Carlis- che le norme impongono un’attesa di venti minuti dopo l’arresto cardiaco, mentre in gran parte d’Europa di appena cinque minuti. Per questo, dopo le necessarie valutazioni, dieci anni fa effettuammo al Niguarda il primo trapianto di fegato a cuore fermo aprendo di fatto una frontiera di grande rilevanza che ha permesso, da l in poi, di aumentare la possibilit di sopravvivenza del 25%. L’80% degli organi, prelevati con questa tecnica, risultano poi utilizzabili anche grazie all’utilizzo di macchine di perfusione ormai raffinate, il cui costante utilizzo non solo pu contribuire a rendere l’intervento da urgente a elettivo ma ha un’altra funzione fondamentale: condiziona l’organo, ovvero migliora la sua capacit funzionale”.

Al Congresso intervenuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha affrontato il tema delicato della responsabilit medica: ” Non possibile depenalizzarla del tutto -ha spiegato- ma ridurla si”. Per questo, Nordio ha annunciato una revisione dell’informazione di garanzia: “Oggi -ha affermato- un medico pu difendersi solo se indagato ma questo comporta conseguenze professionali serie. Stiamo studiando la possibilit di scagionarsi, attraverso ad esempio una consulenza di parte, senza per forza essere iscritto nel registro degli indagati. Un principio che vale per i sanitari ma anche per altri professionisti o per le forze dell’Ordine”.

Droni sulla Danimarca, la premier Frederiksen: attacco grave

Roma, 23 set. (askanews) – “Quello a cui abbiamo assistito ieri sera è stato l’attacco più grave mai visto contro un’infrastruttura critica danese”. Lo ha dichiarato la premier danese, Mette Frederiksen, dopo il sorvolo di droni che ha costretto le autorità a chiudere temporaneamente gli aeroporti di Copenaghen e di Oslo. Secondo il capo della polizia danese, Jens Jespersen, i droni erano controllati da “un operatore capace”, senza che al momento ne sia stata identificata la provenienza. “Si tratta di qualcuno che ha le capacità, la volontà e gli strumenti per un’azione dimostrativa di questo genere”, ha proseguito Jespersen, aggiungendo che è troppo presto per dire se gli incidenti in Danimarca e Norvegia siano collegati.

Tv, dopo il successo agli Emmy, arriva in Italia "The Pitt"

Roma, 23 set. (askanews) – Dopo il trionfo agli Emmy Awards, dove ha conquistato 5 statuette tra cui quella per la Miglior Serie Drammatica, “The Pitt” debutta in Italia: dal 24 settembre è disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Il medical drama con Noah Wyle, già rinnovato per una seconda stagione, è campione d’ascolti negli Stati Uniti e si è rapidamente imposto come un vero e proprio fenomeno di costume.

Firmata da R. Scott Gemmill, già dietro al successo di “E.R. – Medici in prima linea” e “NCIS: Los Angeles”, e targata HBO Max Original in America e Sky Exclusive in Italia, la serie è ambientata in un moderno pronto soccorso di Pittsburgh e offre uno sguardo crudo e realistico sulla medicina d’urgenza, raccontando in quindici episodi le storie degli operatori sanitari che, tra corsie affollate e decisioni da prendere in pochi istanti, combattono ogni giorno per salvare vite.

“The Pitt” dà voce agli eroi silenziosi della sanità restituendo, con autenticità e intensità, la complessità del lavoro in prima linea. Al centro c’è il dottor Michael “Robby” Robinavitch (interpretato da Noah Wyle, anche produttore esecutivo), ancora segnato dagli effetti della pandemia e dalla perdita del suo mentore. Quando un nuovo gruppo di specializzandi e tirocinanti entra a far parte del sovraffollato e sotto-organico pronto soccorso del Trauma Medical Center di Pittsburgh – noto affettuosamente come “The Pitt” – si unisce a un team eterogeneo di medici, chirurghi, infermieri e paramedici, pronti ad affrontare ogni turno con determinazione e umanità. Mentre Robby si trova a fare i conti con una dirigenza ospedaliera più attenta ai tagli di bilancio che alla cura dei pazienti, i giovani medici scoprono in prima persona le difficoltà, le emozioni e le sfide della medicina d’urgenza.

Realistica, intensa e profondamente attuale, la serie racconta ogni episodio come un’ora di turno vissuta al limite, offrendo uno sguardo autentico sulla sanità americana contemporanea attraverso gli occhi di chi, ogni giorno, è in prima linea per salvare vite.

Fanno parte del cast Noah Wyle (Dott. Michael “Robby” Robinavitch), Tracey Ifeachor (Dott.ssa Collins), Patrick Ball (Dott. Langdon), Katherine LaNasa (Dana Evans), Supriya Ganesh (Dott.ssa Mohan), Fiona Dourif (Dott.ssa McKay), Taylor Dearden (Dott.ssa King), Isa Briones (Dott.ssa Santos), Gerran Howell (Whitaker) e Shabana Azeez (Javadi).

Ocse conferma stima crescita Italia 2025 a +0,6%, lima 2026 a +0,6%

Roma, 23 set. (askanews) – L’Ocse ha confermato la previsione di crescita economica dell’Italia su quest’anno al più 0,6%, mentre ha ritoccato al ribasso di un decimale di punto percentuale quella sul 2026, stimando ora, anche in questo caso, più 0,6% del Pil. Il tutto nell’ambito di rimodulazioni in ordine sparso alle sue stime sui vari Paesi, in un aggiornamento di interim dell’Economic Outlook.

Per la crescita globale, l’Ocse alzato di 3 decimali di punto la previsione sul 2025 al più 3,2%, mentre ha confermato al più 2,9% quella sul 2026. “Nella prima metà del 2025 la crescita globale è stata più resiliente del previsto, specialmente in molte economie emergenti. Produzione industriale e commercio sono state sostenute dalle anticipazione prima che scattassero i dazi. I forti investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno sostenuto i risultati degli Stati Uniti – rileva l’ente parigino – mentre gli aiuti pubblici in Cina hanno più che bilanciato la zavorra dovuta ai venti contrari e alla debolezza dei mercati immobiliari”.

Per l’area euro ha alzato di 0,2 punti percentuali la stima di crescita 2025 al più 1,2%, mentre ha tagliato di 0,2 punti quella sul 2026 al più 1%. Tra i paesi dell’unione valutaria ha tagliato di 0,1 punti la stima sulla crescita del Pil della Germania di quest’anno ad un mesto più 0,3% e ha ridotto in misura analoga a quella sul 2026 al più 1,1%. Ha invece confermato le previsioni di crescita della Francia: più 0,6% quest’anno e più 0,9% il prossimo. Infine ha alzato di 0,2 punti percentuali la stima di crescita della Spagna di quest’anno al più 2,6% e di 0,1 punti quella sul 2026 al più 2%.

Per gli Stati Uniti d’America, l’Ocse alzato di 0,2 punti percentuali l’attesa di crescita di quest’anno al più 1,8% e confermato al più 1,5% quella sul 2026. Per il Giappone ha consistentemente alzato l’attesa di crescita di quest’anno – per 0,4 punti percentuali – al più al più 1,1% e aumentato di 0,1 punti la stima sul 2026 al più 0,5%.

Passando alle economie emergenti o ex tali, l’Ocse ha alzato di 0,2 punti la previsione di crescita 2025 della Cina al più 4,9% e di 0,1 punti quella sul 2026 al più 4,4%. Per l’India ha alzato di 0,4 punti la stima di quest’anno al più 6,7% – la crescita più elevata di tutti i paesi del G20 – mentre ha tagliato di 0,2 punti quella sul 2026 al più 6,2%. Per la Russia infine ha confermato più 1% di crescita quest’anno e più 0,7% sul prossimo.

Secondo l’Ocse permangono rischi rilevanti sulle prospettive economiche, a cominciare da “ulteriori aumenti dei dazi commerciali”, ma anche una possibile recrudescenza delle pressioni inflazionistiche, un aumento degli allarmismi sui rischi di bilancio o il rischio di un consistente correzione dei mercati che potrebbe abbassare la crescita economica. Lo studio rileva anche rischi per la stabilità finanziaria nella volatilità dei criptoasset e nelle loro interconnessioni con il sistema finanziario tradizionale.

Ocse: dazi Usa ai massimi dal 1933, al 19,5% a fine agosto

Roma, 23 set. (askanews) – I dazi commerciali bilaterali degli Stati Uniti sono aumentati su quasi tutti i paesi dallo scorso maggio a un livello medio che secondo l’Ocse si è attestato al 19,5% a fine agosto, ed è “il più alto dal 1933”. “I pieni effetti degli aumenti dei dazi devono ancora farsi sentire, mentre molti cambiamenti vengono progressivamente operati e inizialmente le imprese hanno assorbito alcuni degli aumenti sfruttando i loro margini, ma stanno diventando sempre più visibili effetti sulle scelte di spesa, sui mercati del lavoro e sui prezzi al consumo”. Lo si legge in un aggiornamento di interim dell’Economico Outlook.

“Nei mercati del lavoro stanno si stanno materializzando segni di moderazione, con aumenti dei tassi di disoccupazione e cali delle aperture di nuovi posizioni. La disinflazione si è livellata in molte economie, con la crescita dei prezzi nei beni alimentari alla base di una recrudescenza dell’inflazione di beni e dei servizi”, prosegue l’Organizzaizone per la cooperazione e lo sviluppo economico.

“I paesi devono trovare strade per cooperare nell’ambito del sistema commerciale globale e lavorare assieme per rendere le politiche commerciali più trasparenti e prevedibili – aggiunge lo studio – intervenendo sulle preoccupazioni di sicurezza”.

Salis, Salvini: conferma immunità una vergogna, chi sbaglia non paga

Milano, 23 set. (askanews) – “Chi sbaglia non paga”. Lo scrive sui social Matteo Salvini, commentando la conferma dell’immunità parlamentare per Ilaria Salis votata in commissione Affari giuridici dell’Europarlamento che ha respinto, a voto segreto, la richiesta dell’Ungheria di togliere l’immunità all’eurodeputata italiana eletta nelle liste Avs.

Nel post del vice premier e segretario della Lega, una foto di Salis con la scritta “Vergogna, Vergogna. Poltrona salva, dignità persa”.

A Roma debutta la prima edizione di "Human Rights Film Fest"

Roma, 23 set. (askanews) – Dal 24 al 28 settembre Roma ospita la prima edizione di Human Rights Film Fest, una rassegna cinematografica internazionale ad ingresso gratuito interamente dedicata ai diritti umani, alla democrazia e alla libertà di espressione, che trasforma il Parco del Torrione in un’arena di confronto, memoria e partecipazione. Attraverso proiezioni, talk e incontri con registi, attivisti e studiosi, il festival porta sul grande schermo opere provenienti da aree del mondo segnate da conflitti, repressioni e lotte per la libertà. Il cinema diventa strumento di denuncia e di resistenza, ma anche veicolo di memoria storica e coscienza collettiva.

Il 24 settembre si apre con un focus sull’Iran, con la proiezione del thriller politico “La Testimone – Shahed” e un talk sulla resistenza femminile. Seguono cortometraggi che raccontano l’oppressione delle donne in Iran, tra cui “Scool”, “Adjustment”, “Freedom Morning” e “Split Ends”.

Il 25 settembre il focus si sposta su Taiwan con la proiezione del documentario “Invisible Nation” sulla fragile democrazia del Paese e un talk sulla resistenza attraverso il cinema. Il 26 settembre, l’Europa dell’Est è al centro con il documentario “Eastern Front”, che racconta l’invasione russa dell’Ucraina, seguito da un talk sul cinema post-sovietico. La serata si concluderà con “Lirica Ucraina”, un viaggio nel conflitto in Ucraina. Il 27 settembre la Russia è protagonista con “Of Caravan and the Dogs”, che racconta il dissenso politico, seguito da un talk sulla libertà di espressione in Russia, e il documentario “Tree of Violence” sulla violenza sistemica nel Paese. Il festival si conclude il 28 settembre con un focus sulla Palestina, con la proiezione di “From Ground Zero”, una raccolta di cortometraggi da Gaza, seguita da un talk sui diritti e la resistenza palestinese. La serata termina con il documentario “No Other Land”, che racconta la resistenza non violenta in Cisgiordania.

Il progetto Human Rights Film Fest, organizzato da Ars Mundi APS e promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura”. Human Rights Film Fest è un progetto sociale che vuole trasformare spazi urbani periferici in luoghi di cultura e partecipazione.

Palestina, passi avanti all’Onu. L’Italia resta ferma al palo

La mobilitazione internazionale a favore del popolo palestinese cresce, pur tra tensioni e contraddizioni. Alla domanda di stabilità e pace con Israele si accompagna una pressione crescente dell’opinione pubblica e dei governi. Gli episodi di violenza, con punte assai gravi anche a Milano, vanno condannati senza esitazione, perché nulla giustifica aggressioni e vandalismi. Ma resta intatto e anzi si amplia il fronte di chi chiede con forza lo stop all’invasione della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano.

La svolta francese e l’appello saudita

Il segnale più rilevante è arrivato dall’Onu, dove il presidente Emmanuel Macron ha annunciato il riconoscimento della Palestina da parte della Francia. Un atto definito “storico e coraggioso”, che ha subito trovato eco nel ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud. Il capo della diplomazia di Riad ha invitato tutti i Paesi a compiere un passo analogo, ribadendo che la soluzione dei due Stati è l’unico modo per costruire una pace giusta e duratura.

Abu Mazen prende le distanze da Hamas

Un altro passaggio chiave è venuto dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen. In collegamento con la Conferenza Onu ha chiarito che Hamas non avrà alcun ruolo nel futuro governo palestinese e che le fazioni dovranno consegnare le armi all’Anp. Una presa di posizione netta, che mira a rassicurare la comunità internazionale e a consolidare la prospettiva di uno Stato palestinese riconosciuto e legittimo. Abu Mazen ha anche condannato apertamente le violenze del 7 ottobre 2023, attribuite a Hamas, e ha ribadito che la sovranità per i palestinesi è un diritto, non una concessione.

L’Onu insiste: due popoli, due Stati

Dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è arrivato un messaggio inequivocabile: senza Stato palestinese non ci sarà pace nella regione. “La soluzione dei due Stati è l’unica via d’uscita da questo incubo”, ha detto, denunciando la sistematica violazione delle risoluzioni internazionali e l’inefficacia di decenni di diplomazia. L’Anp ha accolto con favore le parole di Guterres e soprattutto la decisione francese, riconoscendole il valore di un incoraggiamento rivolto ad altri Paesi europei.

L’incertezza italiana

E qui si apre il nodo dell’Italia. Roma condanna formalmente l’invasione israeliana, sostiene la prospettiva dei due popoli e due Stati, invoca un cessate il fuoco immediato. Tuttavia, il governo Meloni non compie il passo decisivo del riconoscimento diplomatico della Palestina, come hanno già fatto Francia, Spagna e Gran Bretagna. La scelta di non muoversi, dettata anche dall’allineamento di Giorgia Meloni a Donald Trump, rischia di isolare l’Italia e di indebolirne il peso in Europa. Una condotta incerta, che guarda più a calcoli di convenienza tattica che a un reale contributo alla pace.

No ai “Liberi e Forti” di Pontida

Ho seguito sin dal suo sorgere la Lega nella sua originaria impostazione autonomistica, tanto nella versione veneta che in quella lombardo-piemontese. Ne ho fatto oggetto di un’indagine approfondita nel mio ultimo libro: Futuro Democristiano? Federalismo o Stato regionale? – Dal “Veneto Bianco” al dominio della Lega – Il ruolo dei DC e Popolari, nel quale percorro il lungo processo di confronto-scontro tra le idee federaliste della Lega e quelle autonomistiche della Democrazia Cristiana. So che (per aver coordinato la commissione di studio che con Bisaglia e Melotto indicemmo per approfondire le ragioni della nascita e insediamento leghista, soprattutto nella fascia pedemontana veneta) molta parte del sostegno al partito dei Tramarin e Rocchetta, veniva da molti elettori ed elettrici già democratico cristiani, convinti dalle tesi dei cantori di “Roma ladrona”.

Da Bossi a Vannacci: il cambio di rotta della Lega

Ho assistito ai primi comizi veneti di Umberto Bossi, dopo che la Lega veneta aveva subito il netto condizionamento, sino all’assorbimento nella sua consorella lombarda, dopo il sacrificio di alcuni dei suoi principali esponenti, tra i quali il veronese Comencini, per affermare la netta scelta antifascista pubblicamente dichiarata dal Senatur di Cassano Magnago. Ecco perché sono rimasto basito, da un lato, dalle dichiarazioni del generale Vannacci a proposito della X MAS, indicata come materia di studio obbligatorio nelle scuole, ma, soprattutto, da quello striscione inverecondo che richiamava l’appello ai “Liberi e Forti”, ossia all’indicazione sturziana fondamentale per l’avvio dell’esperienza politica dei Popolari, cui si richiama tutta la storia culturale e politica dei democratici cristiani, da Alcide De Gasperi sino ai nostri giorni.

Ecco perché ho evidenziato in una noterella delle mie quotidiane, come a Pontida quest’anno si sia passati da Bossi a Vannacci, dall’antifascismo della Lega primigenia all’esaltazione della X MAS. Ancor di più sono rimasto indignato per quell’appello ai “Liberi e Forti” del tutto non ascrivibile né ai fondamentali d’origine leghisti, né tanto meno all’attuale configurazione politico-culturale della Lega.

Il messaggio di Sturzo e la Costituzione

Confondere il messaggio alto e nobile di don Luigi Sturzo ai Popolari italiani, che si resero immediatamente ostili al fascismo già strisciante del 1919, e poi irrimediabilmente ad esso alternativi, dopo la famigerata legge Acerbo con cui Mussolini assunse il pieno controllo del parlamento italiano, con quanto oggi Salvini sostiene nel e con il governo Meloni, è inaccettabile non solo per noi DC e Popolari, ma per ogni democratico che abbia a cuore e intenda restare fedele alla Costituzione repubblicana.

Viviamo una triste stagione, avviata, come scrive l’amico Mario Tassone, al tempo della rivoluzione antidemocratica degli anni ’90, che sembra precedere un cambiamento di tipo istituzionale contro il quale servirà il massimo di unità di tutte le forze democratiche italiane.

Il trittico delle controriforme

Il trittico della destra: premierato, autonomia differenziata e separazione delle carriere nella magistratura, costituisce uno stravolgimento del nostro sistema costituzionale che solo un’assemblea costituente, eletta con metodo proporzionale, potrebbe approvare.

Sul premierato, ci troviamo dinanzi a un unicum a livello internazionale, destinato ad attribuire pieni poteri senza controllo all’esecutivo. Con l’autonomia differenziata, a realizzare una divisione tra le due Italie incompatibile con il dettato costituzionale; con la separazione della carriere, al di là di soddisfare l’antico sogno berlusconiano, si potrà anche garantire un giudice “più terzo”, ma sicuramente si determinerà un assoggettamento diretto dei PM al potere esecutivo, nonostante l’obbligatorietà dell’azione penale, sul modello di quanto sta facendo, passo dopo passo, Trump negli Stati Uniti, sempre più alla deriva come modello di democrazia liberale e destinati a un’involuzione di tipo autoritario di quel grande Stato.

Una risposta politica dei DC e Popolari

Già il Rosatellum assomiglia a una sorta di piccola legge Acerbo, se, come ho osservato altre volte, ha permesso, come nel settembre del 2022, a una maggioranza di una minoranza di elettori, come quella della destra, di assumere tutto il potere e il pieno controllo del parlamento. Se ad esso aggiungiamo le tre “controriforme” meloniane citate, il passaggio a un cambiamento reazionario di sistema sembra segnato.

È tempo, allora, che tutti noi DC e Popolari facciamo sentire la nostra voce forte e chiara, rinunciando ai vari tentativi di aggregazione a destra e a sinistra che alcuni tentano di compiere, per ricomporci politicamente a difesa dei valori costituzionali che i nostri padri fondatori seppero indicarci, insieme alle altre componenti democratiche, liberali, repubblicane e socialiste, nella Costituzione italiana.

Luigi Di Maio, il Qatar e il Golfo Persico

Dopo la frattura con Conte (che lui stesso aveva portato alla ribalta del Movimento) e i 5 Stelle (rimasti con il loro capo politico legati al palo della demagogia e dell’opposizione negazionista e preconcetta) e dopo la mancata rielezione in Parlamento con un proprio partito politico – “Impegno civico” in tandem con il Centro democratico di Bruno Tabacci – Luigi Di Maio ha da oltre due anni trovato una collocazione internazionale di prestigio. Proposto dal Governo a guida Mario Draghi (di cui aveva fatto parte come Ministro degli Esteri–incarico prorogato dal Conte-bis- dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022, giorno di insediamento del Governo Meloni e dimessosi da Segretario di impegno Civico) come Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, viene scelto in una rosa di quattro candidati dall’Alto rappresentante Josep Borrell come “rappresentante ufficiale dell’U.E. per il Golfo Persico e assume l’incarico il 1º giugno 2023.

Un incarico di peso internazionale

Viene riconfermato il 15 gennaio 2025 per ulteriori due anni da Kaja Kallas, donna politica estone, succeduta a Borrell nella carica di Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a sua volta designata dal 1º dicembre 2024 dalla Presidente della Commissione U.E. Ursula von der Leyen. Nel conferire la proroga dell’incarico di Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha motivato la prorogatio di Luigi Di Maio per l’«eccellente prestazione» e il «grande contributo» alla politica estera dell’Unione Europea. Un endorsement di assoluto rilievo per lo svolgimento di un incarico istituzionale nato con la sua nomina che si suppone non gli abbia fatto rimpiangere le beghe politiche del Belpaese, proiettandolo su una ribalta internazionale – peraltro con una retribuzione simile a quella di un parlamentare – dove il giovane politico di Avellino , cresciuto (anche politicamente) a Pomigliano d’Arco sta dimostrando di trovarsi a suo agio, nelle relazioni politiche che lo rendono interlocutore tra U.E. e Golfo Persico, esprimendo una dimensione potenzialmente strategica in questa fase storica: nel Golfo Persico si affacciano infatti Paesi come Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran.

Il contesto geopolitico

Una sorta di figura diplomatica che promuove gli interessi politici e cura le relazioni dell’Unione in questa regione del mondo, spesso caratterizzata da crisi ricorrenti e instabilità delle relazioni fra gli Stati. Una realtà istituzionale tutta da costruire visto che l’Ue finora non ha mai avuto un rappresentante speciale nei Paesi del Golfo Persico, di fatto inventata da Borrell e confermata dalla Kallas con il sostegno di Ursula von der Leyen. Osservandola dall’esterno si tratta di una presenza più silente che interventista che sta affinando l’esperienza del personaggio, in un contesto geografico potenzialmente minato dal clamore dei conflitti.

Secondo l’ISPI il recente bombardamento dell’IDF su Doha (dove erano riuniti i capi di Hamas e dove Khalil Hayya, capo negoziatore e uno dei leader di spicco dell’organizzazione palestinese, non sarebbe morto nel raid israeliano) “segna una svolta nei rapporti tra Israele e le monarchie del Golfo, mettendo in crisi gli Accordi di Abramo e in dubbio l’affidabilità degli USA”, creando uno iato tra un ´prima e un ´dopo nelle relazioni tra le monarchie del Golfo e Israele e accrescendone la distanza politica. “L’Iran, con l’attacco del 23 giugno alla base americana di Al Udeid nell’emirato, l’aveva dimostrato; Israele, con lo strike del 9 settembre contro la riunione di Hamas, lo ha ribadito”. Lo stesso rapporto tra gli USA e il Qatar apre ad una fase di stallo e incertezza, alimentata dalla volubilità e dalle instabilità decisionali di Trump (o dalla loro assenza).

Una conversione politica europea

Dopo l’abiura dell’”uno-vale-uno”, il ripensamento sul Memorandum della via della seta del marzo 2019, il riposizionamento internazionale atlantista, la difesa a oltranza dell’Ucraina, l’incardinamento istituzionale nell’U.E., l’abbandono della linea oltranzista sostenuta dai ‘gilet gialli’, la presa di distanza netta da ogni forma di populismo e negazionismo, la netta scelta europeista e filoccidentale il cattolico Di Maio si sta ritagliando uno spazio di credibilità nel panorama politico moderato europeo.

C’è da scommettere che questa sarà la via della conversione definitiva a quei valori che l’Europa esprime.

Un ruolo da mettere alla prova

La contingenza di questa fase storica che esalta la politica internazionale, le relazioni tra mondo arabo e mondo occidentale e la questione israelo-palestinese, rendono interessante il suo ruolo di rappresentanza dell’U.E. nel Golfo Persico, aprendogli potenziali spazi di mediazione, come osservatore e come propositore tecnico al decisore politico (l’U.E.) di soluzioni diplomatiche centrate sul dialogo. Non solo l’uomo del ‘relata refero’ ma un potenziale agente di relazioni di pace, nei limiti del suo mandato e – soprattutto – nei pesi e contrappesi che l’U.E. può onestamente offrire.

Abbiamo nel Golfo Persico un italiano che rappresenta la Commissione dell’U.E. come osservatore politico.

Come tutti quelli che assolvono a compiti di una certa responsabilità va messo alla prova delle evidenze e delle proposte esperibili.

Speriamo dunque che nei limiti del suo incarico sia anche lui della partita che si sta giocando in Medio Oriente.

Leone XIV e la Cina: la Chiesa non dimentica chi soffre per la fede

Il direttore di AsiaNews, Gianni Criveller, ha commentato l’intervista rilasciata da Papa Leone XIV alla giornalista Elise Allen, nella quale il nuovo Pontefice ha parlato anche del delicato rapporto con la Cina. Non una svolta, ma una conferma della strada già tracciata, accompagnata dalla volontà di ascoltare le comunità che vivono nella sofferenza e nella marginalità.

Le comunità “clandestine”

Leone XIV ha sottolineato di voler dare voce a quei fedeli che, negli anni, si sono sentiti dimenticati. Si tratta delle comunità cattoliche considerate “clandestine” o poco rappresentate, che hanno pagato un prezzo alto per restare fedeli alla Chiesa. Secondo Criveller, le sue parole segnano una nuova sensibilità: nessuno deve sentirsi escluso dal cuore del Papa.

Accordo e limiti

Resta in vigore fino al 2028 l’accordo tra Santa Sede e Pechino sulle nomine episcopali, frutto di un dialogo difficile ma ritenuto indispensabile. Tuttavia, osserva il direttore di AsiaNews, le autorità cinesi continuano a esercitare un forte controllo sulla vita religiosa, imponendo la “sinicizzazione” del cattolicesimo e limitando la libertà di azione delle comunità, anche di quelle ufficialmente riconosciute.

Realismo, non Ostpolitik

Quando l’intervistatrice ha evocato il termine “Ostpolitik”, il Papa ha preferito parlare di realismo. Non una ripetizione meccanica delle scelte dei predecessori, ma la ricerca di un equilibrio che tenga insieme il dialogo con il governo e la vicinanza a chi soffre. Una strada complessa, che non garantisce soluzioni immediate, ma che mostra la volontà di Leone XIV di essere pastore di tutti, soprattutto di chi vive nella difficoltà.

Dunque, Criveller legge in queste parole un segnale di speranza: la certezza che la Chiesa non abbandonerà nessuna delle sue comunità, nemmeno quelle più fragili e provate.

Leggi l’articolo originale su AsiaNews

Calcio, risultati e classifica. Napoli a +2 sulla Juve

Roma, 22 set. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Napoli-Pisa 3-2

Quarta giornata: Lecce-Cagliari 1-2, Bologna-Genoa 2-1, Verona-Juventus 1-1, Udinese-Milan 0-3, Lazio-Roma 0-1, Cremonese-Parma 0-0, Torino-Atalanta 0-3, Fiorentina-Como 1-2, Inter-Sassuolo 2-1, Napoli-Pisa 3-2.

Classifica: Napoli 12, Juventus 10, Milan, Roma 9, Cremonese e Atalanta 8, Udinese, Cagliari, Como 7, Bologna, Inter 6, Torino 4, Lazio, Sassuolo, Verona 3, Genoa, Fiorentina, Parma 2, Pisa, Lecce 1.

Quinta giornata: sabato 27 settembre ore 15 Como-Cremonese, ore 18 Juventus-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Inter, domenica 28 settembre ore 12.30 Sassuolo-Udinese, ore 15 Pisa-Fiorentina, Roma-Verona, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Milan-Napoli, lunedì 29 settembre ore 18.30 Parma-Torino, ore 20.45 Genoa-Lazio.

M.O., Macron annuncia il riconoscimento dello Stato di Palestina

Roma, 22 set. (askanews) – “È arrivato il momento di liberare i 48 ostaggi detenuti da Hamas. È arrivato il momento di mettere fine alla guerra, ai bombardamenti a Gaza, ai massacri e alla popolazione in fuga. È arrivato il momento della pace perché siamo a un passo dal non poterla più avere”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la Conferenza per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione dei due Stati nel corso della quale ha annunciato ufficialmente il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Francia.

“La Francia riconosce oggi lo Stato di Palestina”, ha annunciato Macron, rimarcando che “il riconoscimento dei legittimi diritti del popolo palestinese non toglie nulla ai diritti del popolo israeliano, che la Francia ha sostenuto fin dal primo giorno”. “Questo riconoscimento – ha aggiunto – è l’unica soluzione che porterà la pace a Israele”.

La Francia, ha spiegato il capo dello Stato, potrà “decidere di aprire un’ambasciata nello Stato di Palestina, una volta che tutti gli ostaggi detenuti a Gaza saranno stati rilasciati e ci sarà un cessate il fuoco”. A tale proposito Macron ha anche annunciato che “la Francia è pronta a contribuire a una missione internazionale di stabilizzazione” nella Striscia di Gaza una volta cessato il conflitto, “e a sostenere, con i suoi partner europei, l’addestramento e l’equipaggiamento delle forze di sicurezza palestinesi”.

L’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) ha prontamente reagito all’annuncio ufficiale del presidente Macron, definendolo una decisione “storica e coraggiosa”, ed elogiando “il ruolo pionieristico svolto dalla Francia e dal presidente Macron nell’incoraggiare molti Stati” a procedere con lo stesso riconoscimento.

Mattarella: la scuola è strumento e veicolo per il futuro

Roma, 22 set. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha visitato la città di Napoli, prima tappa al carcere minorile di Nisida. Accompagnato da Jovanotti, il Capo dello Stato è con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara e dopo il carcere minorile, si è recato all’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon e infine all’istituto professionale Gioacchino Rossini in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico.

“La scuola è lo strumento e anche il veicolo per il futuro”, ha detto Mattarella, parlando dal carcere minorile di Nisida, a Napoli. “Quest’anno l’anno scolastico viene aperto con tre tappe – continua il capo dello Stato – qui, in ospedale e in città. Il futuro riguarda tutti, ecco perché c’è questa triplice tappa. Ci si scopre nella scuola, si costruisce l’avvenire, si costruiscono talenti e ci si mette alla prova”.

Incontrando i ragazzi dell’istituto minorile di Nisida a Napoli, ha ricordato: “Il rap è apparso circa 50 anni fa, avevo già più di trent’anni. E’ nato come strumento di cambiamento e orienta al futuro” “La musica è libertà e consente di superare ogni ostacolo e ogni limite. Consente di andare dappertutto, al di là dei limiti che la realtà impone”, ha sottolineato.

“Io credo nella scuola, a me la scuola pubblica italiana ha dato tantissimo. Ho scoperto a scuola le mie potenzialità, la mia vocazione, ho definito i miei orizzonti e li ho allargati”, ha detto Jovanotti, parlando ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, aggiungendo: “Mi unisco agli studenti che, pacificamente, stanno manifestando oggi nelle piazze italiane per chiedere la fine delle uccisioni ingiustificate di Gaza”. “Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza. Se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. E’ incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. E’ priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando i piccoli degenti dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli, rispondendo a una domanda di un ragazzo sulla carrozzina. “Questa consapevolezza che manifestate è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”, ha proseguito Mattarella.

“La scuola, per definizione, è luogo di apertura, dell’inclusione, della scoperta; è luogo dell’apprendimento del metodo scientifico e di ricerca che permette di promuovere il progresso. E’ luogo ove si valorizzano i talenti di ciascuno nella diversità con cui si esprimono, è luogo in cui deve prevalere il rispetto della personalità di ciascuno, in cui deve regnare la consapevolezza che la diversità, la pluralità, anche delle opinioni, sono una ricchezza di libertà da difendere”, così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso la su visita inaugurando all’Istituto professionale statale G. Rossini, a Napoli, l’anno scolastico 2025-2026.

“Le scuole in ogni parte del mondo sono segno di speranza, non aree di esercizio di sopraffazione, di violenza. La scuola deve essere il luogo in cui ogni forma di violenza viene bandita. Gli insegnanti fanno molto, talvolta in condizioni difficili, per capire e per sottrarre i ragazzi da gorghi pericolosi. Gli insegnanti e dirigenti scolastici devono esserne consapevoli ma non vanno lasciati soli dalle istituzioni e dalla società”, ha sottolineato Mattarella, concludendo: “I social sono adoperati spesso come armi che colpiscono in profondità. Il bullismo, la sopraffazione, vanno contrastati con tenacia: tanti giovani sanno che il sopruso non è prova di forza, ma di vigliaccheria”.

“Talvolta la violenza si manifesta in modalità meno evidenti. Meno evidenti almeno agli occhi degli adulti, non a quelli dei ragazzi. È la violenza gratuita della prepotenza, del bullismo, che denigra, emargina, sovente aggredisce”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Il presidente della Repubblica ha lasciato l’istituto “Rossini” di Napoli, salutato da un lungo applauso degli studenti e dei docenti. Il presidente Mattarella, prima di andare via, si è fermato nel cortile della scuola dove ha visitato gli stand che sono stati allestiti dagli studenti delle città di Urbino, Monreale, Torino, Nuoro, Salerno e Venezia. Il capo dello Stato si è fermato a parlare con i ragazzi e si è concesso a qualche foto.

Sciopero, Salvini: chiederemo cauzione a chi organizza cortei

Roma, 22 set. (askanews) – “Quelli che hanno assaltato stazioni, bloccato autostrade e porti non hanno a cuore i bambini di Gaza e la fine delle guerre ma vogliono lo scontro sociale. Nelle prossime settimane sono già in calendario altri 44 scioperi tra generali e locali. Sono lavoratori anche gli italiani che oggi sono rimasti a piedi, le decine di poliziotti mandati in ospedale: impediremo che si ripeta e chiederemo una cauzione a chi organizza cortei e manifestazioni, in caso di danni pagheranno di tasca loro”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, al Tg1.

Sciopero per Gaza, a Milano violenti scontri dopo corteo pacifico

Milano, 22 set. (askanews) – Erano decine di migliaia i manifestanti che sono scesi oggi in piazza a Milano nel giorno dello sciopero generale nazionale promosso dai sindacati di base per chiedere il cessate il fuoco in Palestina e sostenere la Global Sumud Flotilla.

Il corteo pacifico partito intorno alle 10 sotto la pioggia battente da piazzale Cadorna, si è concluso con violenti scontri con le forze dell’ordine che nel capoluogo lombardo non si registravano da anni. Gli incidenti si sono verificati a partire dalle 14 circa nell’atrio e nella Galleria delle Carrozze della Stazione Centrale, quando oltre un centinaio di manifestanti staccatasi dal corteo che aveva concluso il suo percorso in piazzale Duca d’Aosta, ha tentato di entrare con la probabile intenzione di bloccare i binari. La polizia in assetto antisommossa glielo ha impedito e ha chiuso l’ingresso, che è stato preso d’assalto con fumogeni, estintori e idranti mentre i turisti fuggivano spaventati.

Allontanati i dimostranti con delle cariche di alleggerimento, le violenze sono proseguite nella Galleria delle Carrozze con i ProPal che hanno lanciato bottiglie, pietre, sedie e transenne verso gli agenti e i militari, e anche contro diverse vetrine, danneggiandole. Le cariche sono quindi diventate continue e più decise al fine di allontanare i manifestanti dalla stazione, e gli scontri si così spostati all’esterno, tra piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani dove le forze dell’ordine hanno continuato ad esplodere decine di candelotti lacrimogeni a grappolo, bersagliati con oggetti di ogni tipo.

Mentre la circolazione dei treni nello scalo ferroviario veniva sospesa per sicurezza, la metropolitana saltava la fermata “Centrale” e i negozianti abbassavano le saracinesche dei negozi, le forze dell’ordine hanno proseguito con le cariche, cercando anche di fare anche qualche fermo. A causa del lacrimogeni l’aria nella zona è diventata irrespirabile e i manifestanti hanno improvvisato delle barricate ammucchiando biciclette, monopattini, cartelli stradali, bidoni della spazzatura, fioriere e ciò che capitava a tiro, ma sono stati spinti quasi fino a piazza della Repubblica. Quando i blindati hanno iniziato a indietreggiare per tornare verso la stazione sono stati nuovamente colpiti dai sanpietrini scagliati dai ProPal.

Dopo circa due ore e mezza di incidenti, verso le 16.40, la situazione è sostanzialmente tornata alla calma, con i dimostranti che si sono allontanati e in parte dispersi nelle vie laterali, mentre circa duecento persone hanno improvvisato un presidio pacifico sedendosi sulla carreggiata di via Vittor Pisani poco distanti da piazza Duca d’Aosta sventolando le bandiere palestinesi, guardate a vista da un nutrito schieramento di forze dell’ordine. Una situazione di stallo che, alle 19.45, non è chiaro quando finirà.

Secondo quanto è possibile apprendere sarebbero decine gli agenti e i carabinieri rimasti contusi, che si sarebbero fatti refertare nei Pronto Soccorso cittadini. Non è chiaro se ci siano feriti tra i manifestanti, alcuni dei quali sarebbero stati accompagnati in questura.

Scuola, Mattarella: luogo di speranza e dove violenza è bandita

Roma, 22 set. (askanews) – “Le scuole in ogni parte del mondo sono segno di speranza, non aree di esercizio di sopraffazione, di violenza. La scuola deve essere il luogo in cui ogni forma di violenza viene bandita. Gli insegnanti fanno molto, talvolta in condizioni difficili, per capire e per sottrarre i ragazzi da gorghi pericolosi. Gli insegnanti e dirigenti scolastici devono esserne consapevoli ma non vanno lasciati soli dalle istituzioni e dalla società”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inaugurando all’Istituto professionale statale G. Rossini, a Napoli, l’anno scolastico 2025-2026.

Ia, Mattarella: non può risolversi in manipolazione della libertà

Roma, 22 set. (askanews) – “L’intelligenza artificiale sta alzando ancora di più la soglia di questa sfida, lo studio i compiti a casa, le analisi, il pensiero stesso sono messi alla prova. La tentazione della scorciatoia, di affidarle la soluzione ai compiti scolastici porta alla povertà culturale, addormenta l’intelligenza di ciascuno studente”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inaugurando all’Istituto professionale statale G. Rossini, a Napoli, l’anno scolastico 2025-2026.

L’intelligenza artificiale “da strumento può trasformarsi in potere contro chi la adopera. Non va ignorato naturalmente né sottovalutato che con la intelligenza artificiale il nostro modo di acquisire le nozioni cambia, si accresce di nuove possibilità, si tratta di una rilevantissima opportunità per l’espansione delle abilità umane, preziosa a patto di sfidarla, di misurare ciascuno cosa sappia produrre a confronto con la propria intelligenza personale. Non può risolversi in adulterazione o peggio in manipolazione della libertà”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

"Peggio del ’29": Wsj cita profezia allarmistica di un gestore di fondi

Roma, 22 set. (askanews) – “I mercati sono perversi. Esistono per fregare la gente”. La frase più mordente è stata messa in coda. A parlare è un sorta di “guru” della finanza, Mark Spitznagel, che intervistato dal Wall Street Journal enuncia la sua profezia di sventura.

Secondo l’esperto, le Borse sono destinate a registrare un altro rally e poi potrebbero accusare un crollo perfino peggiore di quello del 1929. Il quotidiano accredita Spitznagel riportando che durante il celebre “flash crash” del 2015, dove precipitò in particolare il Nasdaq, riuscì a realizzare 1 miliardo di dollari di utili in una singola seduta per i suoi clienti. E che è stimato dal celebre scrittore di origini libanesi, Nassim Nicholas Taleb, l’autore del “Cigno nero”.

Secondo il gestore di fondi, dal 1980 ad oggi l’azionario Usa ha registrato marcati guadagni nei 12 mesi che precedevano l’inizio di una fase di pesante ribasso. E ci si trova in un periodo di ressa all’acquisto: sia i singoli, sia gli investitori professionisti stanno aumentando la loro esposizione sull’azionario.

Altri due segnali raccomandano cautela: il premio di rischio che si paga per gli investimenti con rating più bassi, finito ai minimi dal 1998. E i volumi di scambi sui mercati azionari Usa, sono appena inferiori al record che si è registrato durante la correzione innescata dagli annunci dell’amministrazione Trump sui dazi commerciali per il “Liberation day”.

Non si tratta certo della prima previsione nefasta per i mercati azionari. E generalmente le istituzioni internazionali stanno guardando da molti mesi con crescente disagio al continuo lievitare delle quotazioni, assieme all’aumentare del ricorso alla leva finanziaria. Solitamente, tuttavia, le crisi si verificano quando nessuno, o quasi, se le aspetta.

La moda come paesaggio italiano, una mostra in Galleria Deloitte

Milano, 23 set. (askanews) – Un abito come modo di raccontare l’abbraccio silenzioso di una terra, la moda come voce di un Paese, della sua gente, della sua anima. Sono queste le idee che hanno guidato il progetto fotografico “Italia di Moda” di Andrea Varani con la modella Ludmilla Voronkina Bozzetti. Il risultato una mostra nella Galleria Deloitte di Milano, nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, gioiello del XVI secolo che oggi fa parte del Campus Deloitte.

“Io lavoro nella fotografia di moda da pi di 40 anni – ha detto Varani ad askanews – e questa volta ho cercato di utilizzare la fotografia non limitandosi alla moda, ma andando un po’ oltre, per cercare di raccontare un po’ il nostro Paese, l’Italia. La narrazione nasce quando c’ una fusione fra la moda e il paesaggio, quando non sono pi entit singole, distinte, ma si fondono insieme a quel punto diventa narrazione”.

I 46 scatti raccontano un viaggio attraverso le 20 regioni del nostro Paese. In ogni immagine Ludmilla Voronkina Bozzetti indossa creazioni delle pi prestigiose maison italiane immergendosi nel paesaggio: dalle Dolomiti alla Sicilia, dai borghi medievali dell’Umbria alla laguna veneta. “Il progetto – ha aggiunto Ludmilla Voronkina Bozzetti – tutto nato per il nostro amore verso l’Italia e dal voler raccontare questo grandissimo amore. Immedesimarmi in tutte queste persone, rappresentanti dell’eccellenza italiana, stata un’emozione unica perch ogni scatto una vita, ogni scatto un racconto, ogni scatto un’emozione”.

Per Deloitte, poi, la mostra, realizzata anche con il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana e di Pitti Immagine”, rappresenta un’ulteriore tappa dell’impegno in ambito culturale. “Questo un percorso – ci ha spiegato Fabio Pompei, CEO di Deloitte Central Mediterranean – che iniziato qualche anno fa con la nostra Fondazione Deloitte che su questi temi ha investito tanto a partire proprio dal mondo della fotografia dove abbiamo lanciato proprio un contest fotografico gi qualche anno fa. E quindi ci fa piacere quando abbiamo a maggio inaugurato questo spazio, questo spazio della Galleria Deloitte, questa chiesa meravigliosa di San Paolo Converso, di poterlo dedicare proprio a questi momenti di arte e di cultura con l’obiettivo anche di rafforzare un po’ quello che il nostro contatto, la nostra vita integrata nel resto della citt, con la cultura e l’arte al primo posto”.

“Italia di Moda” visitabile fino al 10 ottobre 2025, su invito e tramite prenotazione sul sito dedicato.

Mediobanca: chiusa l’Opas, Mps all’86,3% del capitale

Milano, 22 set. (askanews) – Chiude l’Opas di Mps su Mediobanca, con Siena che è arrivata a detenere l’86,33% del capitale di piazzetta Cuccia. Al termine del quinto e ultimo giorno di riapertura dei termini dell’offerta, sono state apportate ulteriori 128.874.081 azioni. Lo comunica Borsa Italiana.

L’Opas – annunciata lo scorso 24 gennaio e avviata il 14 luglio – si era chiusa l’8 settembre con adesioni pari al 62,3%, poi i tempi supplementari con la riapertura dei termini dal 16 al 22 settembre che hanno portato un ulteriore 24% di capitale. Scalata completata. Già con le adesioni di venerdì scorso Mps aveva superato i due terzi del capitale di Mediobanca, soglia che le permette di controllare anche l’assemblea straordinaria e poter deliberare la fusione tra i due istituti, incluso un probabile delisting di piazzetta Cuccia, e realizzare appieno le sinergie industriali stimate dal piano.

Il Monte è al lavoro per definire la lista dei candidati al nuovo board di Mediobanca, che dovrà essere depositata entro il 3 ottobre. Meno di due settimane. Il cda di Mediobanca ha rassegnato le dimissioni con efficacia dalla data della prossima assemblea del 28 ottobre. Domani entrerà nel vivo il lavoro del comitato nomine, affiancato dall’advisor Korn Ferry.

Gaza, Israele: non permetteremo alla Flotilla di violare il blocco

Roma, 22 set. (askanews) – “Questa Flotilla, organizzata da Hamas, è destinata a servire Hamas. Israele non permetterà alle navi di entrare in una zona di combattimento attiva e non permetterà la violazione di un blocco navale legittimo”: è quanto si legge nel comunicato diffuso su X dal ministero degli Esteri israeliano, in cui la Global Sumud Flotilla viene presentata come “Hamas Flotilla (‘Sumud’)”.

“Se il vero desiderio dei partecipanti alla Flotilla è quello di fornire aiuti umanitari piuttosto che servire Hamas, Israele invita le navi ad attraccare al porto di Ashkelon e a scaricare lì gli aiuti, da dove saranno trasferiti subito e in modo coordinato nella Striscia di Gaza – prosegue la nota – Israele invita i partecipanti a non violare la legge e ad accettare la proposta di Israele per un trasferimento pacifico di qualsiasi aiuto possano avere”.

M.O., Schlein: noi sempre contro violenza, Meloni condanni crimini Netanyahu

Roma, 22 set. (askanews) – “Ho visto che Giorgia Meloni chiede a tutte le forze politiche di condannare i fatti di Milano. Io non ho alcuna difficoltà a condannare la devastazione della stazione di Milano e il ferimento di 60 agenti di polizia. Noi abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza politica perché non la riteniamo mai giustificabile e perché non è il nostro metodo, non lo è mai stato”. Così, in una nota, la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Non possiamo accettare però – prosegue – di vedere che la violenza di qualche centinaio di manifestanti che hanno colpito la stazione copra quelle decine di migliaia di manifestanti che pacificamente oggi in tutto il paese hanno manifestato per Gaza. E lo dico perché mentre noi la violenza politica la condanniamo sempre stiamo ancora aspettando che Giorgia Meloni condanni i crimini di Netanyahu a Gaza come in Cisgiordania anziché fare e dire solo quello che sta bene a Trump e a Netanyahu stesso”, conclude.

Steinmeier: sempre meno mediatori, non rinunciamo a aiuto Papa a Gaza

Roma, 22 set. (askanews) – “Il Papa stesso si spesso espresso, dicendo che il Vaticano, Roma, sono a disposizione, nel caso in cui le parti in conflitto cerchino una via di incontro e io l’ho incoraggiato molto a tenere aperto questo ruolo, questa possibilit”: lo ha detto il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier, in un punto stampa al Campo Santo Teutonico, dopo l’udienza con Papa Leone XIV in Vaticano, rispondendo a una domanda su un maggiore ruolo di mediatore della Santa Sede nel conflitto in Medio Oriente e ricordando che anche nella Chiesa esistono “diversi punti di vista” in merito.

“Credo che in tempi in cui in tutto il mondo ci sono sempre meno mediatori e meno soggetti che hanno influenza sulle parti del conflitto, non possiamo rinunciare quando il Papa e il Vaticano offrono il loro aiuto”, ha sottolineato il presidente federale tedesco.

Mattarella: guerra è incomprensibile, danneggia tutti

Napoli, 22 set. (askanews) – “Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza. Se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. E’ incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. E’ priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”. A dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando i piccoli degenti dell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli, rispondendo a una domanda di un ragazzo sulla carrozzina. “Questa consapevolezza che manifestate è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”, ha proseguito Mattarella.

Corteo propal, Sala: a Milano qualcosa di veramente ingiustificabile

Milano, 22 set. (askanews) – “Oggi ci sono state parecchie manifestazioni pacifiche, per cui non metterei tutto assieme, ma ciò che è accaduto qui a Milano è qualcosa di veramente ingiustificabile”. Lo ha detto il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, in collegamento con la trasmissione “Diario del Giorno” su Rete 4, commentando quanto accaduto oggi al termine del corteo nel giorno dello sciopero generale nazionale per la Palestina.

“Sono frange molto violente, probabilmente poteva essere la Palestina o altre cause, ma la voglia di sfasciare tutto sta trasformando intorno alla Stazione Centrale e via Vittor Pisani in un campo di battaglia. È qualcosa di assolutamente non giustificabile, anzi, anche peggio, perché questo è un momento delicato, io sono a Niguarda, con questa parte della città che è sott’acqua. Grazie alle forze dell’ordine che stanno facendo tutto il possibile sui vari fronti che abbiamo” ha proseguito Sala, che alla domanda sul perché sia degenerata in violenza una manifestazione per la pace, ha risposto “vorrei saperlo, e vorrei che ci fossero indagini rapide”.

“E’ chiaro che ci sono frange che si spostano, magari non è detto che siano solamente milanesi, che gettano un’ombra sul manifestare pacifico. In questo momento il primo tema è cercare di controllarne l’azione, poi bisognerà identificare il più in fretta possibile i responsabili. Quelli che abbiamo visto cercare di entrare in Centrale – ha concluso – sono violenti, solo violenti”

Mattarella a Nisida: scuola è strumento e veicolo per futuro

Napoli, 22 set. (askanews) – “La scuola è lo strumento e anche il veicolo per il futuro”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando dal carcere minorile di Nisida, a Napoli. “Quest’anno l’anno scolastico viene aperto con tre tappe – continua il capo dello Stato – qui, in ospedale e in città.. Il futuro riguarda tutti, ecco perché c’è questa triplice tappa. Ci si scopre nella scuola, si costruisce l’avvenire, si costruiscono talenti e ci si mette alla prova” conclude.

"Voci per la Palestina", evento degli artisti che dicono no genocidio

Roma, 22 set. (askanews) – “Voci per la Palestina” è il mega evento artistico e civile promosso dal movimento omonimo insieme ad Artists for Palestine, con la partecipazione di numerose associazioni aderenti, con il patrocinio del Comune di Bologna, di scena martedì 23 settembre dalle 17.30 a Bologna (Piazza Lucio Dalla).

Sul palco decine di artisti e artiste del jazz e della musica italiana, attori, personalità della cultura e operatori del settore, tra cui Moni Ovadia, Fabrizio Bosso, Maria Pia De Vito e le tre organizzatrici Ada Montellanico, Simona Parrinello e Chiara Pancaldi; in collegamento video musicisti come Paolo Fresu e Rita Marcotulli.

Musicisti, attori, personalità della cultura, realtà attive nell’ambito umanitario e della tutela dei diritti fondamentali, uniscono le loro voci per dire al “no” al genocidio del popolo palestinese e per affermare il valore universale dei diritti umani, agendo l’arte e la cultura come strumenti concreti di denuncia e resistenza.

L’iniziativa nasce dal movimento “Voci per la Palestina”, ideato dalle cantanti Chiara Pancaldi, Simona Parrinello e Ada Montellanico che hanno dato vita a una rete di artiste e artisti che hanno scelto di mettere la propria arte al servizio della giustizia, della pace e della solidarietà. Attraverso musica, teatro, poesia e danza, l’evento creerà uno spazio di riflessione e condivisione, ricordando che l’arte può e deve essere un ponte tra i popoli, capace di unire le coscienze, e con il fine di supportare ogni possibile strumento di lotta politica pacifica e nonviolenta, con particolare attenzione alle campagne di boicottaggio del movimento, a guida palestinese, BDS.

Performance artistiche, letture, testimonianze, collegamenti in diretta e contributi video di artisti e sostenitori si alterneranno durante la serata, intrecciando linguaggi diversi per raccontare il dramma, la resistenza e la speranza del popolo palestinese.

Questa iniziativa è la dimostrazione che, quando le voci si uniscono diventano coro, quando i suoni si intrecciano diventano forza. Decine di musicisti e musiciste del panorama jazz italiano e operatori del settore hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di una causa che riguarda tutti: gridare, con la potenza della musica, che nessun popolo deve essere privato della propria libertà e del proprio futuro. Il jazz, che l’Unesco ha riconosciuto come linguaggio universale di dialogo, creatività e scambio interculturale, incarna valori di fratellanza, di pace e di unità al di là delle barriere e dei confini. È proprio questa musica, nata dall’incontro e dalla resistenza, a farsi veicolo di solidarietà e azione collettiva, trasformando il palco in un atto politico e umano, capace di scuotere le coscienze e accendere nuove speranze.

L’evento Voci per la Palestina è gemellato con l’evento NoBavaglio, in programma sempre nella giornata di martedì 23 settembre a Largo Dino Frisullo, Roma dalle 17. Nel corso della giornata alcuni interventi saranno condivisi in collegamento video tra le due iniziative.

Parteciperanno, in ordine alfabetico: Eloisa Atti, Giacomo Armaroli, Giancarlo Bianchetti, Giulia Barba, Nicola Borghesi, Fabrizio Bosso, Marco Bovi, Stefano Calderano, Carolina Cangini, Stefano Cocco Cantini, collettivo Bologna for Palestine, Alberto Capelli, Piero Cardano, Ettore Carucci, Nelly Creazzo, Maria Pia De Vito, Gianluca Di Ienno, Francesco Diodati, Silvia Donati, Diego Frabetti & Duna Mixtape, Paolo Fronticelli, Giulia Franzaresi, Alessandro Galati, Simone Graziano, Sergio Mariotti, Carlo Maver, Tomaso Montanari, Ada Montellanico, Stefano Moretti, Roberto Ottaviano, Moni Ovadia, Chiara Pancaldi, Simona Parrinello, Alessandro Paternesi, Davide Paulis, Zoe Pia, Franco Piana, Stefano Pilia, Emiliano Pintori, Enrico Pittaluga, Alessandro Rossi, Ruba Salih, Simona Severini, Susanna Stivali, Enrico Smiderle, Stefania Tallini, Tati Valle, Filippo Vignato, Marco Zanotti e Classica Orchestra Afrobeat, Stefano Zenni.

Parteciperanno con contributo video: Carolina Bubbico & Corolla, Gabriele Coen, Gaza Bird Singing – Ahmed Abu Amsha, Giovanni Falzone, Paolo Fresu, Rita Marcotulli.

Evento a cura di Voci per la Palestina, con il supporto di: Acli Provinciali di Bologna APS, ANPI Bologna, ARCI Bologna, Auser Bologna, Camera del Lavoro Metropolitana CGIL di Bologna, CGIL Emilia Romagna, CISL Area Metropolitana Bolognese, Cucine Popolari e Oratorio Davide Marcheselli, Fondazione Centro Studi Doc ETS, Legambiente Bologna, Libera Bologna, Medici per Strada APS, Percorsi di Pace, Rete DOC, UIL Emilia Romagna.

Con la collaborazione di: Amnesty International Bologna, Bologna per Gaza, Emergency, Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, Link Bologna – Studenti Indipendenti, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Portico della Pace, Manifesto in Rete, SIG-SISP Studenti Indipendenti, UDU Bologna – Rete degli Universitari, Venice 4 Palestine.

Il movimento Voci per la Palestina è promosso da Artists For Palestine Italia, e ha l’adesione di: Associazione ArteMadia, AssoPacePalestina, Associazione Compositori Musica per Film, AFIJ – Fotografi Italiani di Jazz, ANSJ – Associazione Nazionale Scuole Jazz e musiche audiotattili, Associazione Ramo d’oro, BDS Italia, DJeP – Associazione Nazionale Docenti Jazz e Pop Rock – AFAM, I-Jazz, Il Jazz va a Scuola, MIDJ – Associazione Musicisti Italiani di Jazz, Mo(r)ema, Musica in Culla, O.S.I Orff-Schulwerk Italiano, Rete #NoBavaglio, Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, Teatri di Vita.

"Hippie sunshine" è il nuovo singolo della band inglese Kasabian

Milano, 22 set. (askanews) – È uscito in digitale e sarà in radio da venerdì 26 settembre, “Hippie sunshine”, il nuovo singolo della band inglese Kasabian, che anticipa l’uscita del nuovo album ACT III, previsto per il 2026.

Scritto e prodotto da Sergio Pizzorno, “Hippie Sunshine” è una vera esplosione di gioia, guidata dalla chitarra. “Il brano parla dell’energia inquieta di quegli individui che fanno fatica a rallentare e ad affrontare la realtà, cercando invece l’illusione di una via di fuga,” commenta Sergio. “Cattura quell’attimo effimero dove tutto sembra leggero e senza limiti, nonostante al di sotto ci sia un profondo senso di disconnessione, qualcosa che al tempo stesso è bellissimo e tragico”.

“Hippie Sunshine” arriva dopo la nuova versione di “G.O.A.T.” ft Cristale, realizzata come colonna sonora di Sky Sports per la stagione 2025/26 della Premier League.

Dopo una serie di date nei festival estivi come headliner, i Kasabian hanno annunciato un’importante data al Finsbury Park di Londra il 4 luglio 2026, il più grande concerto londinese della band. Noti per i loro concerti esplosivi, i Kasabian si sono affermati come una delle migliori band dal vivo del Regno Unito. A supportare la band in questa occasione ci saranno Louis Dunford, Razorlight, Miles Kane, The K’s e SOFY. Le prevendite inizieranno giovedì 25 settembre alle 10:00 ora italiana, e la vendita generale venerdì 26 settembre alle 10:00 ora italiana.

Presidente Steinmeier a Roma da Papa, Sant’Egidio e visita WFP

Roma, 22 set. (askanews) – “È stato un grande onore per me e mia moglie essere accolti oggi in udienza privata” da Papa Leone XIV: ha esordito così il presidente federale tedesco, Frank-Walter Steinmeier, incontrando i giornalisti sulla terrazza del Campo Santo Teutonico per un breve punto stampa dopo essere stato ricevuto in Vaticano per la prima volta dal pontefice americano e approfittando dell’occasione per invitarlo a visitare la Germania.

Steinmeier ha riferito i temi che ha affrontato il Santo Padre, “naturalmente la situazione internazionale, i conflitti principali che ci preoccupano entrambi”, la situazione umanitaria a Gaza e la guerra di aggressione russa in Ucraina, con una “pace giusta” che è “molto lontana”; ma uno scambio di opinioni approfondito ha riguardato in particolare la “situazione della Chiesa Cristiana qui in Europa e anche nel Continente Americano” e “la perdita di fedeli”.

Secondo il “Bundespraesident”, questa perdita di fedeli “ha cause naturali, come gli abusi sessuali e le loro conseguenze, ma è anche una conseguenza del processo di secolarizzazione e della crescita della diversità religiosa nella nostra società europea. Le Chiese dovrebbero e devono svolgere un ruolo positivo nel mantenere la coesione delle nostre società, e la voce di Roma rimane come sempre importante”, ha sottolineato.

Nella sua giornata a Roma, il presidente federale tedesco ha fatto visita anche a Sant’Egidio, dove ha incontrato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, il suo vice, Cesare Zucconi, e il fondatore Andrea Riccardi, per fare successivamente tappa nella Scuola della Pace a Palazzo Leopardi. Obiettivo dichiarato: “approfondire i contatti”, con questa realtà. “Non è la prima volta, abbiamo contatti da molti anni, ancora da quando ero ministro, perché Sant’Egidio si occupa seriamente della nostra società e dei suoi bisogni, aiuta dove può aiutare. E si occupa anche di conflitti internazionali, non da ultimo in Mozambico”, ha ricordato.

Infine, Steinmeier, forse per la prima volta da parte di un presidente tedesco, sta visitando la sede del WFP (World Food Programme) o Pam (Programma alimentare mondiale), una delle maggiori organizzazioni Onu presenti a Roma assieme a Fao e Ifad, ribadendo – nel giorno in cui si apre a New York l’Assemblea generale delle Nazioni Unite – che “forti istituzioni internazionali hanno bisogno di regole e che la mancanza di regole non è l’alternativa a un sistema internazionale”, che “comincia a erodersi”, ci vuole “più rispetto”, anche riguardo al sostegno finanziario. La mia visita oggi al WFP vuole essere il “segno che queste organizzazioni internazionali meritano il nostro sostegno”, ha concluso Steinmeier, mentre Berlino ha contribuito al WFP (o PAM) per 1,7 miliardi di euro nel 2022, 1,3 miliardi nel 2023, quasi un miliardo nel 2024 (995 milioni) e nel 2025 si prevedono meno di 500 milioni di euro, secondo i dati ufficiali.

Filarmonica Romana, stagione n.204 tra concerti, danza, lezioni

Roma, 22 set. (askanews) – Presentata la stagione 2025-26 dell’Accademia Filarmonica Romana, curata dal direttore artistico Domenico Turi: la stagione n. 204 si apre alla città con una proposta artistica dedicata a un pubblico di tutte le età, fra concerti, lezioni di musica, danza, musical, clownerie e residenze artistiche. Il programma si alterna fra Teatro Argentina, Teatro Olimpico e Sala Casella e il cartellone è diviso tra i concerti all’Argentina, gli spettacoli al Teatro Olimpico e le Lezioni di musica, oltre alle iniziative concepite per le nuove generazioni di musicisti e per la musica contemporanea.

“In un’epoca così connessa come quella attuale – ha dichiarato il direttore artistico Domenico Turi – sempre più importante è coltivare l’incontro reale e non virtuale. Questa stagione vuole creare una comunità filarmonica, fidelizzando il pubblico ad artisti di levatura internazionale e spesso provenienti dalla nostra stessa città. La Filarmonica ha sempre sostenuto i giovani nel corso degli anni e continuerà a farlo. Molte sono state le scommesse vinte e alcune di loro torneranno in questa stagione da veri protagonisti”.

Undici i concerti al Teatro Argentina (il giovedì, ore 21) per scandire la stagione di musica da camera: musica antica, classica, romantica, repertorio barocco, il Novecento storico, prime esecuzioni assolute e inediti progetti affidati a virtuosi di richiamo internazionale, ensemble, trii, quartetti, con residenze artistiche e debutti per la città di Roma. Nell’anno in cui ricorre il cinquecentenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, per il concerto di inaugurazione, giovedì 6 novembre, la Filarmonica omaggia il Princeps Musicae con l’esecuzione del suo Cantico dei Cantici in un originale progetto che intreccia musica rinascimentale alla nuova partitura, in prima assoluta, di Francesco Leineri. Walter Testolin dirige l’Ensemble De Labyrintho tra i gruppi vocali di riferimento nel repertorio rinascimentale, cui si affianca il fisarmonicista Samuele Telari, la violoncellista Elide Sulsenti e lo stesso Leineri per le percussioni e live electronics.

Artista “sensibile e poetica”, fra le pianiste più note dell’Est Europa con cui la Filarmonica ha avviato un progetto di residenza per il triennio 2025-27, l’ucraina Anna Fedorova torna il 27 novembre con un recital per piano solo dedicato a Chopin. Promettente formazione cameristica italiana, premio Abbiati nel 2020, il Quartetto Werther, raro esempio di quartetto con pianoforte stabile in Europa, esegue il 4 dicembre la novità di Francesco Antonioni Movimento di quartetto, una ideale “prosecuzione” dell’incompiuto Quartetto per pianoforte di Gustav Mahler che si ascolterà a inizio concerto. Completa il programma il Quartetto con pianoforte n. 3 op. 60 di Brahms.

Il 18 dicembre torna Concerto Romano, diretto dal suo fondatore Alessandro Quarta, apprezzato ensemble di musica barocca, voce solista il soprano Carlotta Colombo. Un concerto di Natale che abbraccia la musica di tre dei più grandi maestri del barocco italiano – Antonio Vivaldi, Arcangelo Corelli e Alessandro Scarlatti – fra repertorio sacro e Cantate secentesche composte per il Natale.

L’anno nuovo all’Argentina si apre il 12 febbraio con il ritorno del Trio di Parma, formazione da camera fra le più longeve e pluripremiate del panorama musicale italiano, che completa con questo concerto l’integrale dei Trii con pianoforte di Brahms, cui affianca due lavori di Schumann. Premio Abbiati 2025 come miglior solista “per qualità tecnica e per sensibilità emozionale del gesto e del pensiero strumentale”, il violoncellista Ettore Pagano è un altro gradito ritorno in stagione per la Filarmonica che l’aveva ospitato diversi anni fa, ancora giovanissimo e promettente talento. Con il pianista Massimo Spada, Pagano impugna il prezioso violoncello Ignazio Ongaro (Venezia, 1777) ed esegue un programma fuori dal repertorio più classico e di grande interesse, incentrato sul Novecento, con i lavori di Schittke, Ligeti, Martinu e Rachmaninov.

Artista in residenza 2025-27 è anche Filippo Gorini, il suo “pianismo coraggioso” (The Guardian) ha conquistato le più importanti sale da concerto di tutto il mondo. Il 26 febbraio prosegue il progetto dedicato all’esecuzione delle ultime Sonate di Beethoven e Schubert (eseguirà del primo l’op. 110, del secondo la Sonata D 958), con una novità della compositrice franco-brasiliana Michelle Agnes Magalhaes.

Inoltre, debutta alla Filarmonica uno dei soprani russi drammatici più celebri di oggi: Lidia Fridman è nota per estensione vocale, agilità, timbro scuro e solida preparazione tecnica, che ne fanno una delle voci di primo piano nel panorama lirico internazionale. Il 12 marzo con la pianista Liubov Gromoglasova, interpreta alcune delle pagine più introspettive della musica vocale di Otto e Novecento: dalle intime e appassionate romanze russe di Cajkovskij e Rachmaninov ai Lieder tedeschi di Wagner e Richard Strauss, fra pathos e contemplazione.

Un viaggio nel barocco musicale, intrecciando cantate e sonate a tre, in un caleidoscopio di affetti. È quello che propone il soprano, raffinata interprete, Francesca Aspromonte e l’ensemble Arsenale Sonoro, dedito alla riscoperta di gemme nascoste del repertorio barocco, diretto dal violinista Boris Begelman, nel concerto del 16 aprile. Musica di Giovanni Bononcini, Arcangeli Corelli, Friedrich Handel e Alessandro Scarlatti.

Debutta a Roma, il 23 aprile, la nuova stella del concertismo internazionale, il ventinovenne violinista americano Randall Goosby, allievo di Itzhak Perlman. Acclamato per sensibilità e intensità delle sue interpretazioni, artista in esclusiva della Decca, Goosby ama affiancare al repertorio classico l’ascolto di compositori americani poco noti e da riscoprire. Con un prezioso violino Stradivari di primo Settecento, insieme al pianista Zhu Wang, spazia fra Dvorák, Beethoven e Debussy, la compositrice americana Amy Beach e il musicista afroamericano Harry T. Burleigh. Il 14 maggio la stagione all’Argentina si chiude con Enrico Dindo al violoncello e Andrea Lucchesini al pianoforte, eccellenti cameristi, legati alla più recente storia della Filarmonica per aver curato le ultime due direzioni artistiche. Proseguono la loro residenza triennale ed eseguono alcune celebri pagine del repertorio romantico di Schumann e Brahms.

Le tre Lezioni di Musica condotte da Giovanni Bietti (la domenica, ore 17.30), prodotte dall’Accademia Filarmonica Romana e trasmesse da Rai Radio3, sono dedicate quest’anno agli strumenti a fiato, più precisamente al grande repertorio cameristico per clarinetto, flauto e corno. Due “fili rossi” attraversano la rassegna: la musica da camera di Robert Schumann, inesauribile laboratorio di sonorità e di combinazioni strumentali, e l’amore di Claude Debussy per le delicate sonorità del flauto e del clarinetto. La lezione inaugurale (19 ottobre) vede protagonista il clarinetto, con il talento di Kevin Spagnolo, primo premio a soli 22 anni al Concorso Internazionale di Musica di Ginevra, accompagnato dal pianista Simone Rugani. La seconda lezione (2 novembre), solista Bianca Fiorito, flautista stabile dei Münchner Philharmoniker dal 2021, è interamente dedicata alla sonorità del flauto solo, e attraversa quasi due secoli di musica, da Bach a Debussy. La terza e ultima lezione (18 novembre) sarà con il cornista Emanuele Urso, primo corno solista al Teatro alla Scala di Milano, con Fabio Fornaciari al pianoforte.

Ricco il cartellone della Filarmonica al Teatro Olimpico, dalla danza, fra coreografie più classiche e rivisitazioni contemporanee, alla clownerie e all’acrobazia, spettacoli dai ritmi travolgenti, musical, e l’atteso ritorno di Momix con il nuovo Botanica Season 2.

Alzano per primi il sipario, per l’inaugurazione della stagione della danza, i quattordici giovani talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, ambientandolo nei giorni nostri, in una nuova produzione che porta la firma di Fabrizio Monteverde. Dal 13 al 16 novembre l’icona dei balletti classici, Il lago dei cigni nella versione firmata da Luciano Cannito, basata sulla versione originale di Petipa, per Roma City Ballet Company, vede protagonisti le due stelle della danza Aya Okumura Principal del Balletto del Teatro Nazionale di Praga, e Dinu Tamazlacaru Principal dello StaatsBallett Berlin. Nella nuova produzione, l’uso dell’intelligenza artificiale – prima volta nella storia del balletto classico -, sarà utilizzata per ricreare il mondo immaginifico del Principe Sigfrid e della sua amata Odette. Porta sempre la firma di Cannito, per la compagnia Roma City Musical, Saranno Famosi – Fame The Musical (27-30 novembre), che coniuga la premiatissima serie Fame a nuovi brani, orchestrazioni moderne e originali coreografie. Un mix di canto, danza, musica, recitazione, dalla narrazione dinamica.

Il Balletto di Milano firma, in una nuova produzione, la rivisitazione del celebre capolavoro natalizio Lo schiaccianoci (11-14 dicembre) fondendo la magia della tradizione classica con l’eleganza senza tempo dello stile Art Déco. Costumi scintillanti, scenografie sontuose e un tocco rétro trasformano ogni scena, sulla musica di Cajkovskij, in un gioiello visivo. Dal 4 all’8 marzo, atteso il debutto a Roma di Titizé – A Venetian Dream l’ultimo lavoro di Daniele Finzi Pasca, prodotta dalla Compagnia Finzi Pasca. Un omaggio poetico alla storia del teatro veneziano, all’artificio e alla sorpresa, dove passato e presente si mescolano in unico racconto. Lo spettacolo fonde tradizione e innovazione in un affascinante connubio tra clownerie, il linguaggio del corpo e dell’acrobazia, e l’utilizzo di innovative macchine sceniche, dando vita a un teatro dello stupore e della leggerezza.

Dopo il successo del 2024, torna dal 14 al 19 aprile Stomp, celebre compagnia britannica fondata da Luke Cresswell e Steve McNicholas. Senza trama, personaggi né parole, otto performers, formidabili ballerini-acrobati-percussionisti, “suonano” oggetti di uso comune: accendini, scatole di fiammiferi, coperchi dei bidoni, scope, pneumatici, lavandini e riempiono il palco con un ritmo esplosivo e incalzante, in un delirio artistico di travolgente ironia. Altro atteso debutto per la città di Roma, dal 28 aprile al 10 maggio, sarà Botanica Season 2 di Momix e del suo visionario fondatore Moses Pendleton. Il coreografo americano riprende e reinventa il suo acclamato capolavoro del 2009, Botanica, in un processo di evoluzione artistica che ne disvela nuove profondità, trasformandolo e conducendolo verso inedite metamorfosi.

Ha preso il via il 18 settembre il nuovo ciclo “Dialoghi d’autunno”, giunto alla quinta edizione, realizzato fin dal suo nascere con la Fondazione William Walton e La Mortella di Ischia per la promozione di giovani interpreti provenienti dai Corsi di specializzazione delle principali Accademie e Scuole di musica. I musicisti sono impegnati in un triplice appuntamento – uno alla Filarmonica, presso la Sala Casella (il giovedì, ore 20), e due, il sabato e domenica successivi a Ischia, presso la Sala Recite nei Giardini La Mortella in cui sarà replicato il programma del concerto di Roma. I concerti alla Filarmonica sono preceduti da una introduzione all’ascolto del musicologo Valerio Sebastiani, che lascia poi il palco ai musicisti che si confrontano con il repertorio dei grandi compositori del passato, spaziando fra Ottocento e secondo Novecento. Dopo l’apertura con i fratelli lucchesi Niccolò e Lorenzo Corsaro, viola e pianoforte, i successivi concerti vedono protagonisti il Trio David formazione d’archi di giovani promesse (25 settembre), il violoncellista Paolo Tedesco con il pianista Filippo Piredda (9 ottobre), e a chiusura il 16 ottobre il pianista Giacomo Menegardi, primo premio alla XXXIX edizione del Premio Venezia nel 2023.

Infine, decima edizione per Assoli, il ciclo che l’Accademia Filarmonica Romana dedica alla creazione musicale contemporanea per strumento solo. Sei appuntamenti in Sala Casella da gennaio a giugno (il giovedì, ore 20), in cui si potranno ascoltare le più recenti musiche, molte in prima assoluta, scritte da giovani compositori, affiancate ad alcune pagine del Novecento.

Ginnastica, Emanuela Maccarani rinviata a giudizio

Roma, 22 set. (askanews) – È stata rinviata a giudizio Emanuela Maccarani, ex direttrice tecnica della Nazionale di ginnastica ritmica, accusata di maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori. Lo ha deciso oggi il Gup di Monza Silvia Pansini: il dibattimento si aprirà il prossimo 10 febbraio. “Sono stata licenziata, ho perso tutto ciò che ho acquisito in 40 anni di carriera – ha dichiarato – cariche tecniche, politiche, anche come giudice. Attenderò che termini questo processo e poi volterò pagina”. Sul piano sportivo, l’ex dt ha commentato anche il momento difficile della ginnastica azzurra: “Il quindicesimo posto al Mondiale di Rio è l’attestazione di un sistema che si è sgretolato in brevissimo tempo. Non è dovuto solo a questo caso, ma è un grande dispiacere vedere come un lavoro minuziosamente costruito sia andato in frantumi così rapidamente”. A sostegno dell’ex ct sono arrivate cinque lettere firmate da Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Santandrea e Laura Paris, lette in aula e depositate agli atti. “Non ci riconosciamo come parti offese. Emanuela Maccarani è stata una persona importante nella nostra vita, sportiva e non”, scrivono le atlete, prendendo posizione in contrasto con altre ex compagne che avevano denunciato abusi e comportamenti scorretti. Lo scorso giugno, la Maccarani aveva già patteggiato tre mesi di squalifica per comportamento antisportivo nel cosiddetto “processo bis” aperto dalla Federazione Ginnastica d’Italia, dopo l’emergere delle nuove accuse nell’inchiesta di Monza.

Le immagini delle strade allagate dall’esondazione del Seveso a Milano

Milano, 22 set. (askanews) – Nelle immagini le strade di Milano allagate dall’esondazione del Seveso, dopo ore di piogge intense cominciate fin dalla notte.

Traffico in tilt e qualche uscita della metropolitana, come Bicocca e Istria, chiuse, ma con la metro funzionante.

Hamas scrive a Trump: garantisca cessate il fuoco e liberiamo la metà degli ostaggi

Roma, 22 set. (askanews) – Hamas ha scritto una lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in cui ha chiesto a Washington di garantire un cessate il fuoco di 60 giorni nella Striscia di Gaza, in cambio dell’immediato rilascio di metà degli ostaggi. Questo è quanto è stato da poco riportato in esclusiva dal canale statunitense Fox News, che ha riportato le dichiarazioni di un alto funzionario dell’amministrazione Trump e di una fonte coinvolta nei negoziati. Secondo quanto si apprende dal Times of Israel, la lettera è attualmente in mano del Qatar e sarà consegnata al presidente statunitense Donald Trump nel corso della settimana.

Tennis, Musetti in finale a Chengdu

Roma, 22 set. (askanews) – Un anno dopo Lorenzo Musetti è di nuovo in finale all’Atp 250 di Chengdu. Testa di serie n. 1 nel torneo cinese, il carrarino ha dominato la semifinale contro il kazako Alexander Shevchenko, battuto con il punteggio di 6-3, 6-1 in poco più di un’ora di gioco. Un match impeccabile di Musetti, dominante sin dal primo quindici: qualità nei colpi e grande resa al servizio (92% di punti vinti con la prima). L’equilibrio è durato soltanto cinque game, poi al sesto gioco è arrivato il break in favore di Musetti che da quel momento ha preso il largo senza difficoltà. Shevchenko non è mai riuscito a rientrare in partita e già all’inizio set si è consegnato, riuscendo a vincere solo un turno di battuta. Musetti giocherà la settima finale in carriera nel circuito maggiore, la seconda dell’anno dopo il Masters 1000 di Monte-Carlo. L’avversario per il titolo sarà il cileno Alejandro Tabilo: entrato in tabellone dalle qualificazioni, il n. 112 al mondo ha sconfitto in semifinale lo statunitense Nakashima. Tra Lorenzo e Tabilo non ci sono precedenti nel circuito maggiore: un solo confronto a livello Challenger, vinto nel 2021 da Musetti sulla terra di Antalya. Appuntamento martedì alle ore 13, in diretta su Sky Sport e in streaming su N

Padel, dal 24 al 28 settembre top player a Torino per il Fip Silver

Roma, 22 set. (askanews) – Il grande padel internazionale arriva sotto la Mole con la Mediolanum Padel Cup, nuova tappa del circuito mondiale Cupra Fip Tour, in programma dal 24 al 28 settembre al Palavillage di Grugliasco con ingresso gratuito per il pubblico. In palio – si legge in una nota – un montepremi di 20mila euro e punti preziosi per il ranking mondiale della Federazione Internazionale Padel. Il torneo è classificato Fip Silver, terzo livello per importanza nel calendario del circuito dopo Platinum e Gold, e riunirà in campo 25 atleti tra i primi 100 del mondo.

Nel main draw femminile, prosegue la nota, spiccano le argentine Aranzazu Osoro (n.15) e Virginia Riera (33), entrambe vice campionesse del mondo, insieme a Victoria Iglesias (21), vincitrice delle Finals 2024. Atteso anche il gruppo azzurro vicecampione d’Europa: Martina Parmigiani, Carlotta Casali, Giulia Sussarello, Emily Stellato e la new entry Giulia Dal Pozzo, appena convocata in Nazionale in vista degli Europei di ottobre. Tra gli uomini, i favoriti sono gli spagnoli Javi Barahona (23) e Javi Garcia (26), già vincitori della tappa di Roma. Per l’Italia in campo Aris Patiniotis, numero uno azzurro, e il giovane Alvaro Montiel, appena convocato in Nazionale. Attesa speciale per l’ex tennista polacco Jerzy Janowicz, ex n.14 ATP e semifinalista a Wimbledon 2013.

Domenica spazio anche alle stelle del pallone: sul campo scenderanno quattro ex campioni del calcio – Alessandro Costacurta, Luca Marchegiani, Cristian Brocchi e Nicola Amoruso – per una sfida amichevole a colpi di racchetta. Il Cupra Fip Tour, organizzato dalla Federazione Internazionale Padel, è il circuito professionistico che nel 2025 conta oltre 300 tornei in 48 Paesi con più di 3mila giocatori in gara.

A New York Francia guida riconoscimento Palestina, Italia non segue

New York, 22 set. (askanews) – Francia, Canada, Regno Unito, tra i Paesi del G7; Australia, Portogallo, Malta tra gli altri. Sono più di dieci i Paesi che oggi, a New York, annunceranno il riconoscimento dello Stato di Palestina, seguendo la strada già imboccata da Spagna, Norvegia, Irlanda e Slovenia.

L’occasione è la “Conferenza di Alto Livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati”, co-presieduta oggi pomeriggio da Francia e Arabia Saudita nell’ambito della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ai lavori non partecipa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa comunque oggi a New York, ma l’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La posizione italiana, come espressa più volte anche nelle scorse settimane, è che c’è pieno sostegno alla soluzione “due popoli due Stati” ma non è questo il momento di riconoscere la Palestina. Appena nel luglio scorso, anzi, la premier aveva detto di ritenere “controproducente” il riconoscimento di “una cosa che non esiste”. Dunque, aveva concluso, “essendo favorevolissima allo Stato della Palestina, non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione”.

Il summit di oggi – in cui non verranno adottati nuovi documenti – segue la Conferenza internazionale organizzata da Parigi e Riad a New York dal 28 al 30 luglio 2025. In quel contesto l’Italia (rappresentata dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi) ha partecipato in qualità di co-chair con l’Indonesia del “Gruppo di Lavoro sulla Sicurezza”. Nell’ambito del gruppo di lavoro, le proposte italo-indonesiane si sono concentrate sull’istituzione di un meccanismo temporaneo e imparziale che garantisca al contempo il rispetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la sicurezza sia di Israele sia della popolazione palestinese. Nel quadro di tale meccanismo si metterebbero a disposizione anche esperti per favorire la ripresa di una piena assistenza umanitaria, in linea con i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità dell’aiuto. L’Italia ha quindi aderito alla Dichiarazione di New York, atto finale della Conferenza di luglio, che affronta i diversi aspetti della questione palestinese e punta a stabilire un’azione collettiva che ponga fine alla guerra a Gaza e consenta di raggiungere una soluzione pacifica e durevole del conflitto israelo-palestinese sulla base dell’effettiva attuazione della soluzione a due Stati.

Lo scorso 12 settembre l’Italia ha poi votato a favore della risoluzione adottata dall’Assemblea Generale Onu con 142 voti a favore (10 i contrari, tra cui Israele e Usa). Il testo prevede il rilancio della soluzione a due Stati con il territorio palestinese governato dall’Autorità nazionale con un comitato amministrativo transitorio da istituire subito dopo il cessate il fuoco.

Sciopero per Gaza, migliaia di persone in piazza a Roma

Roma, 22 set. (askanews) – Tantissimi studenti, lavoratori e associazioni: migliaia di persone sono scese in piazza a Roma nel giorno della mobilitazione di massa in Italia a sostegno dei palestinesi, con oltre 60 cortei organizzati in molte citt e uno sciopero generale sostenuto da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb).

Il corteo romano ha attraversato via Cavour per arrivare fino a Piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini, fra decine e decine di bandiere palestinesi, striscioni e slogan come “Blocchiamo tutto”.

Sciopero, a Genova in migliaia bloccano i varchi del porto

Genova, 22 set. (askanews) – Dai portuali di Genova era partito l’appello “Blocchiamo tutto” e Genova ha risposto oggi con una mobilitazione imponente allo sciopero generale per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla proclamato da Usb. Nonostante la pioggia e l’allerta arancione, questa mattina in migliaia sono scesi in piazza per bloccare i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno.

Mentre centinaia di lavoratori e cittadini hanno preso parte al presidio davanti ai varchi portuali, in migliaia hanno raggiunto la zona di San Benigno con tre diversi cortei partiti da via Balbi, piazza Montano e dalla rotonda di Oregina.

“Genova – ha detto Francesco Staccioli del direttivo nazionale Usb rivolgendosi ai manifestanti – è l’epicentro di una mobilitazione nazionale, di un movimento che si è messo in moto. Ora vogliamo vedere se ci sono le condizioni per fare uno sciopero permanente che riguardi tutte le merci provenienti o dirette a Israele”.

Nel pomeriggio intanto è previsto un nuovo corteo cittadino che partirà dal varco portuale di San Benigno, davanti alla sede dell’associazione umanitaria Music for Peace che nelle settimane scorse aveva raccolto oltre 300 tonnellate di generi alimentari per la popolazione palestinese di Gaza, e raggiungere il centro del capoluogo ligure dopo aver attraversato l’area del porto.

All’Onu la Francia guida il riconoscimento della Palestina, l’Italia non segue

New York, 22 set. (askanews) – Francia, Canada, Regno Unito, tra i Paesi del G7; Australia, Portogallo, Malta tra gli altri. Sono più di dieci i Paesi che oggi, a New York, annunceranno il riconoscimento dello Stato di Palestina, seguendo la strada già imboccata da Spagna, Norvegia, Irlanda e Slovenia.

L’occasione è la “Conferenza di Alto Livello per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione a due Stati”, co-presieduta oggi pomeriggio da Francia e Arabia Saudita nell’ambito della settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ai lavori non partecipa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa comunque oggi a New York, ma l’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La posizione italiana, come espressa più volte anche nelle scorse settimane, è che c’è pieno sostegno alla soluzione “due popoli due Stati” ma non è questo il momento di riconoscere la Palestina. Appena nel luglio scorso, anzi, la premier aveva detto di ritenere “controproducente” il riconoscimento di “una cosa che non esiste”. Dunque, aveva concluso, “essendo favorevolissima allo Stato della Palestina, non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione”.

Il summit di oggi – in cui non verranno adottati nuovi documenti – segue la Conferenza internazionale organizzata da Parigi e Riad a New York dal 28 al 30 luglio 2025. In quel contesto l’Italia (rappresentata dalla sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi) ha partecipato in qualità di co-chair con l’Indonesia del “Gruppo di Lavoro sulla Sicurezza”. Nell’ambito del gruppo di lavoro, le proposte italo-indonesiane si sono concentrate sull’istituzione di un meccanismo temporaneo e imparziale che garantisca al contempo il rispetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la sicurezza sia di Israele sia della popolazione palestinese. Nel quadro di tale meccanismo si metterebbero a disposizione anche esperti per favorire la ripresa di una piena assistenza umanitaria, in linea con i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità dell’aiuto. L’Italia ha quindi aderito alla Dichiarazione di New York, atto finale della Conferenza di luglio, che affronta i diversi aspetti della questione palestinese e punta a stabilire un’azione collettiva che ponga fine alla guerra a Gaza e consenta di raggiungere una soluzione pacifica e durevole del conflitto israelo-palestinese sulla base dell’effettiva attuazione della soluzione a due Stati.

Lo scorso 12 settembre l’Italia ha poi votato a favore della risoluzione adottata dall’Assemblea Generale Onu con 142 voti a favore (10 i contrari, tra cui Israele e Usa). Il testo prevede il rilancio della soluzione a due Stati con il territorio palestinese governato dall’Autorità nazionale con un comitato amministrativo transitorio da istituire subito dopo il cessate il fuoco.

Pd: il silenzio del governo su Gaza è intollerabile, stop ai voti in aula (in attesa di Meloni)

Roma, 22 set. (askanews) – “Alla vigilia di importanti vertici internazionali e di votazioni cruciali in sede europea, denunciamo con forza che il governo non ha ancora dato alcuna disponibilità a venire a spiegare in Parlamento la posizione italiana rispetto alla questione palestinese. È un fatto gravissimo. Utilizzeremo tutti gli strumenti democratici che ci mette a disposizione il regolamento perché non siamo disponibili a riprendere le votazioni finché il governo non avrà assunto l’impegno a venire in Parlamento per comunicazioni. È intollerabile che, di fronte a una richiesta unitaria di tutte le opposizioni, l’esecutivo tiri dritto senza proferire parola. Un governo che ignora il Parlamento e lascia gli italiani all’oscuro sulla politica estera tradisce la democrazia: Meloni deve spiegare chiaramente da che parte sta l’Italia. Il Parlamento deve votare sulle comunicazioni del Governo, perché le italiane e gli italiani e i tanti giovani che oggi sono scesi in piazza hanno il diritto di sapere da che parte stanno i loro rappresentanti” così Paolo Ciani del gruppo parlamentare del Pd, Italia democratica e progressista nel corso della discussione generale in corso a Montecitorio.

Foti: tutti dovrebbero applaudire Meloni, opposizione ciarliera

Bologna, 22 set. (askanews) – “Io penso che se un presidente del consiglio va a promuovere la cucina italiana che non di destra, di centro o di sinistra, ma che notoriamente un fiore all’occhiello del nostro patrimonio, non solo gastronomico, ma anche culturale, tutti dovrebbero applaudire. Ma capisco che un’opposizione cieca, sorda e invece non spesso muta ma ciarliera abbia sempre qualcosa da dire”. Lo ha detto il ministro agli Affari Europei, Tommaso Foti, a margine del Cersaie di Bologna.