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Studio TEHA e Philip Morris Italia a Cernobbio

Cernobbio, 6 set. (askanews) – In un mondo segnato da instabilit geopolitica, trasformazioni tecnologiche e una concorrenza sempre pi agguerrita, l’Europa rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina. Nonostante la forza della sua manifattura, il Vecchio Continente fatica a creare imprese leader capaci di competere su scala globale. Questa analisi e alcuni strumenti concreti per rilanciare la competitivit dell’UE, sono il cuore dello studio “Driving the future: lead firms as engines of innovation and sustainability for Italian and European industrial value chains”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Philip Morris Italia, e presentato a Cernobbio in occasione del Forum TEHA. Abbiamo parlato con Pasquale Frega President and Managing Director, Philip Morris Italia:

“La competitivit in Europa sta perdendo velocit, abbiamo visto risultati negli ultimi 25 anni molto preoccupanti e quindi ci siamo chiesti quali sono gli elementi che possono invertire questa tendenza. Philip Morris in Italia ha costruito una catena di valore significativa che oggi impiega 44.000 persone, 8.000 aziende e crea un export di 2 miliardi di anni e questo un elemento fondamentale perch lavorare insieme, avere un obiettivo comune tra grandi, piccole e medie imprese non solo crea valore sulle persone ma crea anche molta innovazione”.

Lo studio si concentra sulle aziende capofiliera. Sono meno dell’1% del totale ma generano il 64% del valore aggiunto e il 43% dell’occupazione del settore. La ricerca ha analizzato oltre 5.400 imprese europee, utilizzando anche strumenti avanzati di AI e web scraping, per capire cosa rende davvero “leader” un’azienda. Il risultato? Serve un nuovo modello di collaborazione tra imprese grandi e piccole. Un vero e proprio “Patto delle Catene del Valore”, che favorisca formazione, digitalizzazione e sostenibilit. Lo studio propone 5 raccomandazioni concrete: dalla stabilit normativa all’accesso ai finanziamenti, dalla formazione alle tecnologie, fino a un Osservatorio che misuri davvero l’impatto di queste imprese sul futuro dell’Europa.

“Philip Morris come tutte le aziende che sono lead di una filiera deve porsi come obiettivo fondamentale quello di impattare l’ecosistema che lo circonda. Questo passa attraverso condivisione di formazione, investimenti per creare le condizioni a tutte le imprese della filiera di crescere, formazione, training, sviluppo di talenti, quindi c’ un nuove importante che deve essere trasferito per creare le condizioni di crescita delle quali abbiamo parlato”.

Il messaggio chiaro: per rilanciare la competitivit industriale europea, servono imprese leader. Ma soprattutto, serve metterle nelle condizioni di guidare il cambiamento.

Fuksas: Armani non sbagliava mai, aveva un occhio perfetto per tutto

Milano, 6 set. (askanews) – Giorgio Armani “faceva parte della nostra vita”, “non sbagliava mai, se diceva va bene era cos perch aveva un occhio perfetto per tutto”. Lo ha detto Massimiliano Fuksas, arrivato assieme alla moglie Doriana, alla camera ardente dello stilista a Milano.

“Ci lascia una grande umilt – ha aggiunto il celebre architetto – era di una gentilezza incredibile, mai arrogante in un Paese come il nostro”.

Formula1, Verstappen: "Fare la pole a Monza è fantastico"

Roma, 6 set. (askanews) – Un super Max Verstappen ha conquistato la pole-position del GP d’Italia, sedicesimo appuntamento del Mondiale 2025 di F1. Sul circuito brianzolo l’olandese, su Red Bull, ha fatto vedere ancora una volta la sua classe, precedendo nel time-attack i due piloti della McLaren, Lando Norris e Oscar Piastri. Max ha stampato il nuovo record della pista di 1:18.792 a precedere di 77 millesimi Norris e di 190 Piastri. “Io ci provo sempre. Su una pista a basso carico aerodinamico come questa non è mai così facile, perché è un attimo e sbagli il punto di frenata. Essere in pole-position su questo circuito è fantastico”, le prime parole a caldo di Verstappen. “La macchina ha funzionato molto bene, ci mancava qualcosa all’inizio del time-attack, ma abbiamo fatto degli interventi che mi hanno permesso di esprimere il potenziale della vettura”, ha aggiunto. E in vista della gara: “In questa stagione in gara abbiamo fatto più fatica, ma vedremo cosa potrà accadere. Abbiamo la nostra chance, daremo tutto”, ha concluso Max.

Trump rivela che alcuni ostaggi a Gaza potrebbero "essere morti di recente"

Milano, 6 set. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato venerdì che gli Stati Uniti sono impegnati in “trattative molto approfondite” con Hamas per liberare i restanti ostaggi detenuti a Gaza, ma ha aggiunto che alcuni dei 20 prigionieri che si ritiene siano ancora vivi potrebbero essere “morti di recente”.

“Siamo impegnati in trattative molto approfondite con Hamas. Abbiamo detto: ‘lasciateli uscire tutti, subito, lasciateli uscire tutti, e accadranno cose molto migliori'”, ha detto Trump dopo essere stato interrogato da un giornalista nello Studio Ovale sullo stato dei negoziati per la liberazione degli ostaggi, mediati tra Israele e Hamas.

Non ha fornito dettagli sui colloqui, ma secondo alcune indiscrezioni l’inviato statunitense Steve Witkoff ha incontrato giovedì a Parigi alcuni funzionari del Qatar per discutere degli sforzi volti a raggiungere un cessate il fuoco e un accordo per il rilascio degli ostaggi a Gaza.

Ue, Schlein: unità europea o saremo schiacciati dalle dittature

Roma, 6 set. (askanews) – “L’Europa può essere ancora una speranza, a quali condizioni? La prima è che noi in Europa superiamo il meccanismo dell’unanimità che è quello che va a genio ai nazionalisti, perché possono mettere il veto nazionale su qualsiasi cosa”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd, prendendo la parola sul palco del Forum dell’Altra Cernobbio “Addio alle armi!”.

Schlein ha ribadito il suo sostegno all’idea di un rafforzamento della difesa comune europea, “che è una cosa diversa – ha spiegato – dal riarmo dei singoli 27 eserciti a cui noi siamo e rimarremo contrari”.

La segretaria dem si è detta “fiduciosa che una grande mobilitazione popolare della società civile, del mondo delle associazioni, come ha fatto in altri momenti della storia, possa portare invece a riportare l’Europa su una strada diversa. Questo è l’impegno che noi metteremo e continueremo a mettere avanti, perché – e lo ha detto anche oggi con parole molto forti e significative, come sempre, il presidente della Repubblica – o si fa un salto in avanti verso l’unità europea oppure rischieremmo di essere schiacciati da chi porta avanti dei regimi dittatoriali e invece insieme alla pace io credo che dovremo difendere sempre anche la democrazia”.

Formula1, Verstappen in pole a Monza

Roma, 6 set. (askanews) – Max Verstappen batte tutti nelle qualifiche del GP Italia e si prende la pole position a Monza davanti alle McLaren di Norris e Piastri. Alla Ferrari manca l’ultimo graffio: Leclerc 4° a due decimi precede Hamilton, il quale però partirà 10° per la penalizzazione in griglia. Alle loro spalle le McLaren di Russell e Antonelli si prenderanno la terza fila.

Doveva essere battaglia tra la Ferrari di Leclerc e le McLaren nelle qualifiche di Monza secondo le aspettative della vigilia, invece Max Verstappen “accontenta” tutti quanti e strappa la pole position nel GP d’Italia con una delle sue solite magie al volante della Red Bull. Alla Rossa di Maranello manca l’ultimo graffio davanti al pubblico di casa nel Tempio della Velocità, con il monegasco che termina al 4° posto a due decimi di ritardo e partirà dalla seconda fila alle spalle rispettivamente di Norris e Piastri. Lewis Hamilton, che ha chiuso le qualifiche attaccato a Charles, invece sarà costretto a scattare dalla 10ª casella a seguito della penalità di cinque posizioni in griglia ricevuta dopo il GP Olanda.

Pallavolo, le azzurre battono il Brasile vanno in finale ai mondiali

Roma, 6 set. (askanews) – L’Italia batte il Brasile 3-2 ed è in finale ai Mondiali femminili di volley al termine di una partita pazzesca in cui le ragazze di Velasco hanno dato tutto. 22-25, 25-22, 28-30, 25-22, 15-13 i parziali in favore delle azzurre che salgono a 35 vittorie consecutive. Prova magica di Antropova con ben 25 punti realizzati. In finale, in programma domenica 7 settembre alle ore 14.30, l’Italia affronterà la Turchia, che in mattinata ha sconfitto il Giappone per 3-1.

A Milano l’omaggio dei cittadini ad Armani: qui per “Re Giorgio”

Milano, 6 set. (askanews) – La lunga fila per dare l’ultimo saluto a Giorgio Armani cominciata ancora prima dell’apertura della camera ardente dello stilista, all’Armani/Teatro, a Milano. Cittadini, gente comune, anche di fuori citt, che hanno aspettato il proprio turno per entrare nella sala, allestita con decine e decine di lanterne e fiori bianchi, e rendere omaggio ad Armani, che con Milano ha avuto sempre un legame importante.

“Siamo tutti molto orgogliosi del lavoro che ha fatto per tutti noi e mi sembrava giusto rendergli omaggio”, ci lascia “il suo modo contenuto di esprimersi, la sua semplicit, la sua pacatezza”, dice una milanese. In fila anche una famiglia venuta da Cremona per festeggiare il compleanno della figlia, che ha deciso di interrompere la visita per visitare la camera ardente perch “Armani il re”.

“Stile, eleganza e tanto da imparare”, il lascito secondo un’altra cittadina.

“Silenziosamente stato una persona generosissima ed stato padrino di un adozione a distanza ai bambini di Haiti, paese dimenticato, per 11 anni”, racconta Maria Vittoria Rava, della Fondazione Francesca Rava che aiuta i bambini e le bambini nel mondo: “Penso che sia un profeta, una persona che lascia messaggi su questo mondo”.

“Una persona eccezionale e gentile” racconta un suo ex dipendente, con cui ha lavorato a Londra.

Qualcuna ricorda quanto il suo stile sia stato unico perch “ha cercato di far vedere pi la parte interiore delle donne nell’eleganza e nel portamento senza mettere in risalto soltanto l’aspetto fisico”.

In tanti si commuovono perch, anche se non l’hanno mai conosciuto di persona, Armani ha fatto comunque parte della loro vita. ” stata la mia giovent – dice una donna in lacrime – i primi capi firmati le prime gioie di venire alla sua boutique, di avere i jeans, quel capo firmato che tanto si era voluto”.

Armani, Malag: fu anticipatore in sport, gli siamo eternamente grati

Milano, 6 set. (askanews) – ” stato un anticipatore anche in questo, aveva capito che lo sport gli regalava delle emozioni ed era un veicolo formidabile di immagine e comunicazione. Ma lui non lo faceva per un fatto strumentale o commerciale, lo faceva perch gratificava le atlete e gli atleti e, secondo me, gratificava anche se stesso. Era un mondo che adorava e per questo gli saremo eternamente riconoscenti”. Lo ha affermato l’ex presidente del Coni, Giovanni Malag, lasciando la camera ardente di Giorgio Armani a Milano.

“Noi, come mondo dello sport, gli abbiamo dato il ‘Collare d’oro’, la massima onorificenza, ma bisognerebbe dargli la medaglia planetaria, perch stato un italiano che ci ha resi molto orgogliosi” ha aggiunto.

La smart home di Samsung, la parola d’ordine interazione

Berlino, 6 set. (askanews) -Dalle lavatrici che riconoscono i vestiti alle tv sempre pi definite e in contatto con l’utente. Samsung ha portato a Ifa 2025, la fiera tech di Berlino, la sua smart home del futuro dove la parola d’ordine interazione. Ma perch l’esperienza sia pi naturale un domani questa interazione sar soprattutto vocale: non sar pi necessario impazzire dietro alle istruzioni o ai display, per quanto sempre pi semplificati. Con un semplice comando vocale sar possibile interagire con gli elettrodomestici, dal frigo alla lavatrice fino al televisore.

La lavatrice Bespoke AI non solo risponde a richieste vocali quali aprire l’obl o scegliere il programma pi veloce. Da sola, grazie alle funzionalit AI, riesce a riconoscere i tessuti e il grado di sporco dei vestiti e in base a questo azioner il programma pi adatto, con beneficio per l’usura degli indumenti e notevole risparmio energetico. Lo stesso discorso vale per i frigoriferi e il cibo stipato all’interno.

Ma passando ai televisori, il nuovo step per Samsung anche qui l’interazione fra uomo e macchina. Con Vision Ai Companion la macchina dotata di diverse intelligenze artificiali che trasformano la tv in un interlocutore cui chiedere durante la proiezione qualsiasi domanda, abbandonando il telefonino, per concentrarsi unicamente sul grande schermo.

A proposito di interazione, il proiettore Premiere 5 pu trasformare una scrivania o altre superfici in un touchscreen interattivo extralarge.

Putin premia il cantante russo Leps, già accusato dagli Usa di mafia

Milano, 6 set. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha conferito per decreto alcuni premi e riconoscimenti a chi viene considerato meritevole dal Cremlino. Un premio “per i servizi nella cultura e nelle arti” al poeta Yuri Entin. Invece l’ordine dell’amicizia a va al cantante di origini georgiane Grigory Leps e un premio “per i servizi alla patria” di IV grado alla cantante Larisa Dolina. Lo rende noto il Cremlino attraverso i suoi canali ufficiali.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America nel 2013 aveva inserito nella lista nera il popolare cantante russo Leps per presunti legami con un gruppo criminale internazionale. Grigory Lepsveridze, meglio noto come Grigory Leps, era accusato di legami con il Brothers’ Circle, che il Dipartimento del Tesoro descriveva come un’organizzazione criminale eurasiatica con sede principalmente nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Una portavoce di Leps il 31 ottobre 2013 respinse le accuse come assurde.

Leps è un ricercato in Ucraina ed è sulla lista nera della Lituania. All’inizio di marzo, l’SBU ha aperto un procedimento penale contro il cantante russo con diverse accuse, tra cui il finanziamento di azioni volte a sovvertire l’ordine costituzionale del Paese. Il cantante è inoltre accusato di aver giustificato e riconosciuto come legittime le azioni delle Forze Armate russe contro l’Ucraina.

Nel giugno 2023, intervenendo al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Leps ha promesso di pagare 1 milione di rubli a chiunque riesca a sabotare i carri armati occidentali in servizio nelle forze armate ucraine.

Regionali, Schlein: noi siamo uniti ovunque, la destra litiga

Milano, 6 set. (askanews) – “Con la candidatura di Antonio Decaro in Puglia possiamo dire che la coalizione progressista è finalmente in campo unita e compatta in tutte le Regioni che vanno al voto. La destra si deve abituare ad una coalizione progressista che è unita, che non farà il favore di dividersi ancora e che è in pista con tutti i suoi candidati”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, arrivando al controforum di Sbilanciamoci organizzato a Cernobbio, in concomitanza con il Forum TEHA.

“In queste settimane di lavoro mi ha colpita che non abbiamo litigato su nessuno dei candidati e invece abbiamo le forze di maggioranza che governano il Paese che stanno ancora litigando sui candidati. Infatti – ha sottolineato Schlein – ancora non sappiamo chi saranno gli sfidanti in Veneto, in Campania e in Puglia”.

Regionali, Schlein: noi uniti ovunque, destra ancora litiga

Milano, 6 set. (askanews) – “Con la candidatura di Antonio Decaro in Puglia possiamo dire che la coalizione progressista è finalmente in campo unita e compatta in tutte le Regioni che vanno al voto. La destra si deve abituare ad una coalizione progressista che è unita, che non farà il favore di dividersi ancora e che è in pista con tutti i suoi candidati”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, arrivando al controforum di Sbilanciamoci organizzato a Cernobbio, in concomitanza con il Forum TEHA.

“”In queste settimane di lavoro mi ha colpita che non abbiamo litigato su nessuno dei candidati e invece abbiamo le forze di maggioranza che governano il Paese che stanno ancora litigando sui candidati. Infatti – ha sottolineato Schlein – ancora non sappiamo chi saranno gli sfidanti in Veneto, in Campania e in Puglia”.

Leoncavallo, Salvatores: importante partecipare al corteo, io ci sar

Milano, 6 set. (askanews) – “Ho dato l’adesione e parteciper: abbiamo uno striscione con scritto ‘Comedians’ (spettacolo teatrale che esord all’Elfo nel 1985 e che nel 1987 fu alla base del soggetto del film “Kamikazen – Ultima notte a Milano”, ndr), che erano Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando e tutti quelli che hanno cominciato anche proprio al Leoncavallo a provare gli spettacoli. Quindi andremo l e poi abbiamo un incontro a ‘Fuoricinema’”. Lo ha confermato il regista e sceneggiatore, Gabriele Salvatore, che oggi ha portato il suo ultimo saluto a Giorgio Armani alla camera ardente allestita in via Bergognone a Milano.

Alla domanda su che valore abbia il Leoncavallo per Milano, Salvatores ha replicato che “una volta si diceva controcultura, Cultura per, comunque, contro o meno, era cultura. Era uno spazio alternativo importante perch Milano, adesso senza fare riferimenti a cose contemporanee, cresciuta tantissimo in una logica di bellezza e di ricchezza ma ha bisogno anche di questi centri. Io sono cresciuto all’interno di questi movimenti e spero che salvino almeno un po’ dei graffiti e della documentazione di quell’epoca, perch importante il ricordo di quegli anni”.

“Mi ricordo – ha proseguito il 75enne cineasta napoletano – che quando facemmo il film ‘Sud’, con i ragazzi dei centri sociali, Assalti frontali e 99 Posse, avevano annunciato lo sgombero. ‘Mediterraneo’ aveva appena vinto l’Oscar e abbiamo deciso di proiettare il film proprio al Leoncavallo cos non hanno potuto sgomberarlo. Per questo importante esserci per il Leoncavallo e per dare il segnale che non siamo pecore”.

Jo Squillo in lacrime: come perdere pezzo di cuore, stile Armani eterno

Milano, 6 set. (askanews) – ” come perdere un pezzo di cuore, sono 25 anni che veniamo qua a raccontare lo stile, il suo stile Giorgio Armani che rimarr assolutamente eterno perch lui ha saputo creare anche un uno staff, un gruppo, le persone che erano con lui e porteranno avanti non soltanto il marchio, ma anche lo stile Armani”. Cos Jo Squillo, conduttrice, in lacrime ricorda Giorgio Armani entrando alla camera ardente.

“Artisti, intellettuali, muoveva questo mondo di valore, per lui l’eleganza sta al passo del valore dell’intelligenza e dell’umanit”, ha aggiunto.

M.O., polizia di Londra arresta manifestanti pro Palestine Action

Milano, 6 set. (askanews) – La polizia di Londra afferma di aver arrestato alcuni manifestanti anti-israeliani che sostengono Palestine Action. I manifestanti stanno marciando nel centro di Londra contro la guerra a Gaza. “Gli agenti hanno iniziato ad effettuare arresti per aver espresso sostegno all’organizzazione terroristica vietata Palestine Action durante la protesta organizzata da Defend Our Juries” si legge su X. Un gruppo di attivisti ebrei, Stop The Hate organizza una contro-manifestazione.

Armani, Salvatores: andato via un pezzo di bellezza della vita

Milano, 6 set. (askanews) – andato via un pezzo di bellezza della vita”. Gabriele Salvatores arriva alla camera ardente di Giorgio Armani con un completo realizzato dallo stilista a cui era legato da grande affetto. “Forse esagerato dire amico ma mi voleva bene e gli volevo bene anche io” ha detto raccontando che si erano conosciuti “tanti anni fa e lui ci aveva regalato i primi abiti per il teatro”.

“Quando Mediterraneo ha vinto l’Oscar – ha detto citando un “bel ricordo” – cercavo tra questi orrendi tuxedo americani e alla fine Giorgio mi chiam regalandomi un bellissimo smoking blu notte che conservo ancora”. Di lui ricorda l’amore per “il cinema e il teatro, ci era pi vicino”.

Piazzetta di Capri gremita per il flash mob pro Palestina

Capri, 6 set. (askanews) – “Free free Palestine”. Il grido si alza dalla Piazzetta di Capri, teatro di un flash mob contro le guerre e a favore del popolo palestinese. I manifestanti, tutti vestiti in nero, gridano in coro “free Palestine” e srotolano un’enorme bandiera palestinese tra i rintocchi delle campane a lutto. Su un cartello scritto “Stay human”. Presenti alla manifestazione numerosi capresi e turisti.

L’Onu: diminuto dell’80% l’invio di posta e pacchi verso gli Usa causa dazi

Milano, 6 set. (askanews) – Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite UPU, i servizi postali di 88 paesi diversi hanno temporaneamente o completamente sospeso l’invio di molti tipi di pacchi negli Stati Uniti d’America. Secondo l’Unione Postale Universale (UPU), il volume della posta è diminuito di oltre l’80 percento dopo che l’amministrazione del presidente Donald Trump ha rimosso un programma che consentiva alle spedizioni di valore inferiore a 800 dollari di evitare i dazi doganali.

L’Unione Postale Universale (UPU) è l’agenzia specializzata dell’ONU per il settore postale dal primo luglio 1948. L’organizzazione ha sede a Berna.

In precedenza, l’UPU aveva affermato che i Paesi che hanno smesso di spedire pacchi sono preoccupati per l’incertezza derivante dalla modifica delle regole. Tra questi figurano la Svizzera e l’Australia, tra gli altri.

In decine di migliaia a Milano al corteo per il Leoncavallo

Milano, 6 set. (askanews) – Ha preso il via a Milano, dietro lo striscione “Leoncavallo, il sogno dell’alternativa”, il corteo nazionale convocato dopo lo sgombero dello spazio pubblico autogestito avvenuto il 21 agosto dallo stabile di via Watteau. L’intervento delle forze dell’ordine, disposto dal ministro dell’Interno con due settimane di anticipo rispetto alla data prevista e senza il coinvolgimento della Giunta comunale, aveva scatenato forti polemiche.

La manifestazione, a cui partecipano decine di migliaia di persone, è partita dal concentramento ufficiale di Porta Venezia, dove sono confluiti in corteo poco prima anche alcuni collettivi antagonisti e studenti, con in testa il Cantiere, partiti da piazza Duca D’Aosta verso le 13. Qui, lungo il percorso, un gruppetto di giovani ha fatto un blitz pacifico salendo dalle impalcature in cima al cantiere del “Pirellino” dove hanno appeso due striscioni con la scritta “Occupare è giusto” e “Contro la città dei padroni”, tra slogan contro gli “la città degli speculatori”, vernice rosa, fumogeni e bandiere palestinesi.

Con la parola d’ordine “Giù le mani dalla città”, la manifestazione è organizzata dall’omonimo comitato e ha raccolto adesioni da centri sociali, organizzazioni studentesche, reti femministe, movimenti per la casa, sindacati e numerosi esponenti della società civile, artisti, intellettuali e personaggi pubblici da tutta Italia, a riprova del ruolo che il “Leonka” ha avuto in cinquant’anni di attività come luogo di aggregazione e produzione culturale, e come laboratorio politico e sociale. In piazza anche Alleanza Verdi e Sinistra, con il segretario di SI, Nicola Fratoianni, Rifondazione Comunista e diversi esponenti del PD con il segretario metropolitano Alessandro Capelli, senza però le bandiere di partito. In corteo anche Anpi e Arci. Assente il sindaco, a Parigi per l’inaugurazione della tournée europea del Teatro alla Scala.

Dopo aver percorso la circonvallazione fino a Porta Romana, la manifestazione dovrebbe (secondo quanto concordato con la Questura) concludersi in piazza Fontana verso le 17 e non raggiungere piazza Duomo come era stato chiesto dagli organizzatori. Poi è probabile che una fetta di manifestanti raggiungerà il Parco Sempione, dove al Teatro Burri oggi si apre la 17esima edizione del festival antirazzista “Abba Vive”, la tre giorni dedicata alla memoria di Abdul William Guibre, ucciso a sprangate a 19 anni il 14 settembre 2008 nel capoluogo lombardo.

I militanti del centro sociale hanno parlato dello sgombero come di un atto politico legato alla gentrificazione e alla militarizzazione di una città sempre più basata sulla speculazione immobiliare, rivendicando la lotta per il diritto alla casa e la difesa dei beni comuni.

Nel frattempo la Giunta meneghina nei giorni scorsi ha avviato l’iter per la riqualificazione della periferica e popolare area Porto di Mare, tra cui alcuni spazi da assegnare in via San Dionigi dove si trova l’immobile per cui potrebbe concorrere ufficialmente la Fondazione Leoncavallo. Un capannone che però, secondo gli attivisti, richiederebbe oltre due milioni di euro per essere reso agibile.

Danza, Premio Positano Massine celebra to di Angelin Preljocaj

Milano, 6 set. (askanews) – Il Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza, il riconoscimento più antico del mondo, celebra i suoi 53 anni sul palco della spiaggia grande sotto le stelle, oggi, sabato 6 settembre ore 21, con un eccezionale programma tra classico e contemporaneo e un palmarès di premiati che di anno in anno diventa sempre più ricco e multidisciplinare.

Interamente finanziato e organizzato dal Comune di Positano, con la direzione artistica di Laura Valente, che lo guida con indiscusso e grande successo dal 2016, il Léonide Massine 53/ma edizione assegna il Premio alla Carriera ad Angelin Preljocaj.

Il grande coreografo francese di origini albanesi, è stato capace di attraversare in maniera originale i confini tra tradizione e avanguardia, fondendo rigore tecnico ad una sensibilità artistica che ha trasformato il corpo in uno strumento di espressione poetica e intelligenza scenica. Dal suo debutto al Festival di Montpellier nel 1984, il suo tratto, figlio delle ‘culture’ da cui proviene, lo ha subito posto all’attenzione dei più importanti teatri del mondo. Per le compagnie più prestigiose ha creato, tra le altre: Le Parc e Annunciation (Opéra de Paris e Scala di Milano), La Stravaganza (New York City Ballet) e And then one thousand years of piece (Bolshoi). Ricerca instancabile, la sua – tra movimento, significato e forma -, che ha dato vita a coreografie che si muovono sapientemente tra astrazione formale e sensualità narrativa dei corpi, aprendo nuovi orizzonti interpretativi e ispirando generazioni di danzatori e coreografi. Con il suo Ballet Preljocaj ad Aix-en-Provence ha affrontato un’impresa coraggiosa: presentare i suoi lavori e ospitare altri coreografi in residenza, confermando la propria dedizione ad una idea di arte mai autoreferenziale.

Come sempre il palmarès dei danzatori dell’anno è globale: provenienze e origini da tutto il mondo: Italia, Francia, Stati Uniti, Cina, Cuba, Giappone, Turchia, Albania, Gran Bretagna, Austria, Nuova Zelanda, Germania. Dall’American Ballet Theatre la stella emergente Kayla Mak, così come il giovanissimo Max Barker di ABT Studio Company; étoiles, principal del Royal Ballet fuoriclasse delle due punte come Mayara Magri e Matthew Ball, così come dal Ballet de l’Opéra de Paris Lorenzo Lelli e Clara Mousseigne.

Per l’omaggio ad Angelin Preljocaj in scena dal Bayerisches Staatsballett Jakob Feyferlik e Ksenia Shevtsova mentre dal Balletto del Teatro di San Carlo Vittoria Bruno danzerà con Daniele Di Donato (già premio Léonide Massine giovani promesse 2018). Dal Wiener Staatsballett arriva la bellezza e l’eleganza della danzatrice dell’anno al Massine: Liudmila Konovalova, formatasi al Bolshoi (first soloist e interprete del grande repertorio romantico per eccellenza, dal 2004), per approdare al Staatsballett Berlin poi al Wiener Staatsballett dal 2011, étoile dalla tecnica granitica e dall’espressività intensa. Un Premio Speciale ‘Contemporary Urban Choreography-Body, Image e Community’, è dedicato al percorso artistico e umano di Yaman Okur, figura di riferimento internazionale nella danza urbana contemporanea. Le sue creazioni confermano la sua capacità di esplorare – attraverso il movimento – i temi dell’identità e della libertà attraverso un dialogo raffinato tra break dance e musica classica. Come coreografo ha dato la sua impronta al recente musical di grande successo tratto dal film cult ‘La haine’ di Mathieu Kassovitz (1995). L’artista di origine turca ha collaborato, inoltre, alla creazione di coreografie originali per artisti pop come Madonna, Rihanna, Kanye West, Jay-Z, Beyoncé, Justin Timberlake, Snoop Dogg. Il coreografo Luciano Cannito incarna, invece, pienamente lo spirito del ‘Premio Luca Vespoli’, riconoscimento destinato a quelle personalità che hanno saputo attraversare linguaggi e stili diversi, contribuendo a rendere la danza un’arte più accessibile, apprezzata e comprensibile da un pubblico ampio e trasversale. Già direttore dei Corpi di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Massimo di Palermo. Coreografo, regista di teatro e di musical, attualmente è Presidente del Teatro Stabile Mercadante di Napoli (dal 2023), Direttore Artistico del Teatro Alfieri e del Teatro Gioiello di Torino, dell’Art Village Roma e delle compagnie Roma City Ballet Company e Roma City Musical. Inoltre, è membro del Consiglio di Sorveglianza della SIAE e parte del Tavolo Permanente della Danza presso il Ministero della Cultura.

Palmarès premiati Positano Léonide Massine edizione 53: American Ballet Theatre Kayla Mak_USA_GIAPPONE_CINA_CUBA ABT Studio Company Max Barker_USA The Royal Ballet Mayara Magri_ BRASILE_INGHILTERRA Matthew Ball_ INGHILTERRA

Wiener Staatsballett Liudmila Konovalova_RUSSIA_AUSTRIA

Ballet de l’Opéra de Paris Lorenzo Lelli_ITALIA_FRANCIA Clara Mousseigne_GIAPPONE_FRANCIA Per l’omaggio ad Angelin Preljocaj: Jakob Feyferlil_AUSTRIA_MONACO DI BAVIERA Ksenia Shevtsova_RUSSIA_MONACO DI BAVIERA Principal Dancer Bayerisches Staatsballett Balletto del Teatro di San Carlo Vittoria Bruno_ITALIA Daniele Di Donato_ITALIA

Premio Speciale Yaman Okur_ FRANCIA_TURCHIA Premio divulgazione, sostegno e promozione della danza ‘Luca Vespoli’ Luciano Cannito_ITALIA

Il premio di danza più antico del mondo, riconosciuto nel 2018 dal Ministero dei Beni Culturali “rassegna storica unica nel suo genere” si svolgerà con il seguente programma: Sabato 6 settembre Cripta Villa Romana, ore 18.00 Incontro pubblico con i protagonisti della 53/ma edizione del Premio Positano Léonide Massine Sabato 6 settembre Spiaggia Grande, ore 21:00 Spettacolo con gli Artisti Premiati: Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza 53/ma edizione:

Secondo il sindaco di Positano Giuseppe Guida, ‘Positano rinnova il suo fascino di ‘capitale della danza’ con una nuova straordinaria edizione del premio più antico al mondo dedicato all’arte coreutica, intitolato a Léonide Massine. E per uno spettacolo talmente magico non potrebbe mai esistere cornice migliore della nostra spiaggia grande, con il suo palcoscenico sulla spiaggia e l’iconico sfondo Isola de Li Galli, che riporta universalmente al fascino del divo Nureyev. Anche quest’anno proponiamo un programma di altissimo livello grazie alla direzione artistica di Laura Valente e al supporto del nostro eccellente board, una rete di grandi personalità che a Positano anno dopo anno si ritrova nel nome della danza. Il Massine per noi non è solo un premio prestigioso, momento di grandi successi ed esposizione mediatica, ma è un patrimonio di tutta la comunità che teniamo stretto e valorizziamo per tramandare alle giovani e future generazioni. Basti pensare che da oltre mezzo secolo non ci siamo mai fermati, neanche durante il Covid, grazie all’affetto di tutte le grandi artiste e artisti che onorano la nostra storia’.

Per la direttrice artistica Laura Valente ‘un classico che continua a guardare al futuro, nel segno degli artisti che, un secolo fa, consacrarono Positano capitale della danza. Anche in questa edizione, il Premio Massine si conferma sempre più un palcoscenico globale, capace di mettere in dialogo i grandi protagonisti della scena internazionale con i talenti emergenti e con i nuovi linguaggi del contemporaneo. Il Premio alla Carriera a Angelin Preljocaj è un tributo alla libertà creativa di una delle voci più autorevoli della coreografia mondiale: un artista capace di coniugare rigore tecnico e pensiero indipendente, trasformando il corpo umano in uno strumento di intelligenza scenica e potente poesia del gesto. In questa edizione il pensiero va alla grande coreografa e danzatrice sudafricana Dada Masilo, lo scorso anno premiata con il Massine alla Carriera e prematuramente scomparsa’.

IL BOARD SCIENTIFICO 2025 Nel biennio 2025-2026 il board è composto da: José Carlos Martínez Directeur de la Danse de l’Opéra National de Paris (Francia/Spagna), Susan Jaffe, Artistic Director of the American Ballet Theatre (Stati Uniti) Clotilde Vayer, Direttrice del Balletto del Teatro di San Carlo (Italia/Francia) Kevin O’Hare, Direttore del Royal Ballet (Inghilterra/GB) Frédéric Olivieri, Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala (Italia/Francia) Laura Valente Direttrice Artistica del Massine Prize dal 2016 (Italia).

Dopo tante edizioni del premio guidate da Alberto Testa e Alfio Agostini (ad entrambi il riconoscimento di ‘presidente onorario’ dal Comune di Positano), nel 2023 la giuria ha cambiato pelle diventando un board scientifico composto da direttori di compagnie e festival internazionali, che si alternano di anno in anno garantendo una sempre cangiante prospettiva e approccio, oltre alla possibilità per i vincitori – soprattutto giovani talenti – di essere visti da produttori italiani e stranieri.

Nel biennio 2023-204 il board è stato composto da: Susan Jaffe, Artistic Director of the American Ballet Theatre (Stati Uniti) Joaquín De Luz Director Artístico Compañía Nacional de Danza (Spagna) Clotilde Vayer, Direttrice Corpo di Ballo Teatro di San Carlo (Italia/Francia) Ana Laguna, Ballerina e Formatrice (Spagna/Svezia) José Carlos Martínez Directeur de la Danse de l’Opéra National de Paris (Francia/Spagna), Laura Valente Direttrice Artistica del Massine Prize dal 2016 (Italia). Dal 2023 Alessio Carbone, più volte nel corso della sua carriera vincitore del Premio Positano, è coordinatore nello staff della Direzione Artistica. PERGAMENA SIMBOLO – Si rinnova in particolare la collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, che vanta la prima scuola di ballo di un teatro d’opera italiano, fondata nel 1812: per gentile concessione del Museo e Archivio Storico della Fondazione Teatro di San Carlo, dal 2017 il simbolo della manifestazione è un bozzetto di scena di Paolo Ricci realizzato attivo a Napoli, autore di molti lavori per il teatro, incontrò uno dei titoli più significativi della stagione dei Ballets Russes, e più in generale della danza e della musica contemporanea, già coreografato da Massine e di cui Nureyev fu tra gli interpreti ideali. PROGRAMMA Conduce la giornalista Maria Cava “Tarantella” Musica: Louis Moreau Gottschalk Reconstructed and Orchestrated by Hershy Kay Coreografia: George Balanchine – The George Balanchine Trust Interpreti: Kayla Mak e Max Barker

“La bella addormentata”, atto III, passo a due Musica: Piotr Il’ic Cajkovskij Coreografia: Marius Petipa Interpreti: Clara Mousseigne, Lorenzo Lelli

“Arbakkin” Musica: Ólafur Arnalds Coreografia: Simone Valastro Interpreti: Vittoria Bruno, Daniele di Donato

“Evanescenza” Musica: Giacomo Puccini, Vissi d’arte, Vissi d’amore da Tosca Coreografia: Sébastien Bertaud Interprete: Liudmila Konovalova

“Human” Musica: Blick Bassi Coreografia: Yannick Lebrun Interprete: Kayla Mak

“To & Fro” Musica: Ottorino Respighi Coreografia: Matthew Ball Interpreti: Mayara Magri, Matthew Ball

“Assolo” Musica: Paddy Fiels, Armand Amar Coreografia e interprete: Yaman Okur

“Corsaro” Atto II Passo a due Musica: Riccardo Drigo Coreografia: Marius Petipa Interpreti: Clara Mousseigne, Lorenzo Lelli

“La morte del Cigno” Musica: Camille Saint-Saëns Coreografia: Michel Fokine Interpreti: Liudmila Konovalova

“Le parc” passo a due Musica: Wolfgang Amadeus Mozart Coreografia: Angelin Preljocaj Interpreti: Ksenia Shevtsova, Jakob Feyferlik Omaggio ad Angelin Preljocaj

I LUOGHI A fare da scenario agli eventi in calendario saranno utilizzate le seguenti location: Spiaggia Grande Villa Romana

SPIAGGIA GRANDE Positano è ricca di spiagge e calette, ma sicuramente la più nota e la più conosciuta è la Spiaggia Grande: manto di granelli dorati, lunga oltre 300 metri considerata una delle più mondane e amata dai turisti di tutto il mondo. Lo scenario è unico, assolutamente grandioso e irresistibile: avvolta dalle pendici del Monte Sant’Angelo, con le casette colorate che scendono a raggiera fin sul mare, di giorno trasforma la balneazione in queste acque in una esperienza da set cinematografico, la sera è il punto di incontro di turisti e persone del luogo e fa da salotto ai numerosi eventi che si alternano soprattutto nel periodo estivo a Positano. Ogni anno questo luogo fa da scenario agli eventi di maggior richiamo del “Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza” Su un palco/teatro all’aperto – appositamente costruito ogni anno per ospitare il Festival con oltre 500 posti a sedere – ogni anno va in scena una grande serata di grande danza in cui si esibiscono gli artisti premiati e che vede i più importanti ballerini della scena internazionale, danzatori contemporanei emergenti, compagnie d’autore e figure autorevoli che hanno contribuito, con la loro opera, alla crescita dell’arte tersicorea. Il palcoscenico della Spiaggia Grande ha visto nel tempo personaggi di calibro internazionale da Alicia Alonso a William Forsythe, da Carla Fracci a Svetlana Zahkarova e Vladimir Vassiliev, da Jirí Kylián ad Alessandra Ferri e Dada Masilo, solo per citarne alcuni. Oltre naturalmente al divino Nureyev.

Foto di Jean-Claude Carbonne La Fresque – Angelin Preljocaj

Danza, Premio Positano Massine celebra to di Angelin Preljocaj

Milano, 6 set. (askanews) – Il Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza, il riconoscimento più antico del mondo, celebra i suoi 53 anni sul palco della spiaggia grande sotto le stelle, oggi, sabato 6 settembre ore 21, con un eccezionale programma tra classico e contemporaneo e un palmarès di premiati che di anno in anno diventa sempre più ricco e multidisciplinare.

Interamente finanziato e organizzato dal Comune di Positano, con la direzione artistica di Laura Valente, che lo guida con indiscusso e grande successo dal 2016, il Léonide Massine 53/ma edizione assegna il Premio alla Carriera ad Angelin Preljocaj.

Il grande coreografo francese di origini albanesi, è stato capace di attraversare in maniera originale i confini tra tradizione e avanguardia, fondendo rigore tecnico ad una sensibilità artistica che ha trasformato il corpo in uno strumento di espressione poetica e intelligenza scenica. Dal suo debutto al Festival di Montpellier nel 1984, il suo tratto, figlio delle ‘culture’ da cui proviene, lo ha subito posto all’attenzione dei più importanti teatri del mondo. Per le compagnie più prestigiose ha creato, tra le altre: Le Parc e Annunciation (Opéra de Paris e Scala di Milano), La Stravaganza (New York City Ballet) e And then one thousand years of piece (Bolshoi). Ricerca instancabile, la sua – tra movimento, significato e forma -, che ha dato vita a coreografie che si muovono sapientemente tra astrazione formale e sensualità narrativa dei corpi, aprendo nuovi orizzonti interpretativi e ispirando generazioni di danzatori e coreografi. Con il suo Ballet Preljocaj ad Aix-en-Provence ha affrontato un’impresa coraggiosa: presentare i suoi lavori e ospitare altri coreografi in residenza, confermando la propria dedizione ad una idea di arte mai autoreferenziale.

Come sempre il palmarès dei danzatori dell’anno è globale: provenienze e origini da tutto il mondo: Italia, Francia, Stati Uniti, Cina, Cuba, Giappone, Turchia, Albania, Gran Bretagna, Austria, Nuova Zelanda, Germania. Dall’American Ballet Theatre la stella emergente Kayla Mak, così come il giovanissimo Max Barker di ABT Studio Company; étoiles, principal del Royal Ballet fuoriclasse delle due punte come Mayara Magri e Matthew Ball, così come dal Ballet de l’Opéra de Paris Lorenzo Lelli e Clara Mousseigne.

Per l’omaggio ad Angelin Preljocaj in scena dal Bayerisches Staatsballett Jakob Feyferlik e Ksenia Shevtsova mentre dal Balletto del Teatro di San Carlo Vittoria Bruno danzerà con Daniele Di Donato (già premio Léonide Massine giovani promesse 2018). Dal Wiener Staatsballett arriva la bellezza e l’eleganza della danzatrice dell’anno al Massine: Liudmila Konovalova, formatasi al Bolshoi (first soloist e interprete del grande repertorio romantico per eccellenza, dal 2004), per approdare al Staatsballett Berlin poi al Wiener Staatsballett dal 2011, étoile dalla tecnica granitica e dall’espressività intensa. Un Premio Speciale ‘Contemporary Urban Choreography-Body, Image e Community’, è dedicato al percorso artistico e umano di Yaman Okur, figura di riferimento internazionale nella danza urbana contemporanea. Le sue creazioni confermano la sua capacità di esplorare – attraverso il movimento – i temi dell’identità e della libertà attraverso un dialogo raffinato tra break dance e musica classica. Come coreografo ha dato la sua impronta al recente musical di grande successo tratto dal film cult ‘La haine’ di Mathieu Kassovitz (1995). L’artista di origine turca ha collaborato, inoltre, alla creazione di coreografie originali per artisti pop come Madonna, Rihanna, Kanye West, Jay-Z, Beyoncé, Justin Timberlake, Snoop Dogg. Il coreografo Luciano Cannito incarna, invece, pienamente lo spirito del ‘Premio Luca Vespoli’, riconoscimento destinato a quelle personalità che hanno saputo attraversare linguaggi e stili diversi, contribuendo a rendere la danza un’arte più accessibile, apprezzata e comprensibile da un pubblico ampio e trasversale. Già direttore dei Corpi di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Massimo di Palermo. Coreografo, regista di teatro e di musical, attualmente è Presidente del Teatro Stabile Mercadante di Napoli (dal 2023), Direttore Artistico del Teatro Alfieri e del Teatro Gioiello di Torino, dell’Art Village Roma e delle compagnie Roma City Ballet Company e Roma City Musical. Inoltre, è membro del Consiglio di Sorveglianza della SIAE e parte del Tavolo Permanente della Danza presso il Ministero della Cultura.

Palmarès premiati Positano Léonide Massine edizione 53: American Ballet Theatre Kayla Mak_USA_GIAPPONE_CINA_CUBA ABT Studio Company Max Barker_USA The Royal Ballet Mayara Magri_ BRASILE_INGHILTERRA Matthew Ball_ INGHILTERRA

Wiener Staatsballett Liudmila Konovalova_RUSSIA_AUSTRIA

Ballet de l’Opéra de Paris Lorenzo Lelli_ITALIA_FRANCIA Clara Mousseigne_GIAPPONE_FRANCIA Per l’omaggio ad Angelin Preljocaj: Jakob Feyferlil_AUSTRIA_MONACO DI BAVIERA Ksenia Shevtsova_RUSSIA_MONACO DI BAVIERA Principal Dancer Bayerisches Staatsballett Balletto del Teatro di San Carlo Vittoria Bruno_ITALIA Daniele Di Donato_ITALIA

Premio Speciale Yaman Okur_ FRANCIA_TURCHIA Premio divulgazione, sostegno e promozione della danza ‘Luca Vespoli’ Luciano Cannito_ITALIA

Il premio di danza più antico del mondo, riconosciuto nel 2018 dal Ministero dei Beni Culturali “rassegna storica unica nel suo genere” si svolgerà con il seguente programma: Sabato 6 settembre Cripta Villa Romana, ore 18.00 Incontro pubblico con i protagonisti della 53/ma edizione del Premio Positano Léonide Massine Sabato 6 settembre Spiaggia Grande, ore 21:00 Spettacolo con gli Artisti Premiati: Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza 53/ma edizione:

Secondo il sindaco di Positano Giuseppe Guida, ‘Positano rinnova il suo fascino di ‘capitale della danza’ con una nuova straordinaria edizione del premio più antico al mondo dedicato all’arte coreutica, intitolato a Léonide Massine. E per uno spettacolo talmente magico non potrebbe mai esistere cornice migliore della nostra spiaggia grande, con il suo palcoscenico sulla spiaggia e l’iconico sfondo Isola de Li Galli, che riporta universalmente al fascino del divo Nureyev. Anche quest’anno proponiamo un programma di altissimo livello grazie alla direzione artistica di Laura Valente e al supporto del nostro eccellente board, una rete di grandi personalità che a Positano anno dopo anno si ritrova nel nome della danza. Il Massine per noi non è solo un premio prestigioso, momento di grandi successi ed esposizione mediatica, ma è un patrimonio di tutta la comunità che teniamo stretto e valorizziamo per tramandare alle giovani e future generazioni. Basti pensare che da oltre mezzo secolo non ci siamo mai fermati, neanche durante il Covid, grazie all’affetto di tutte le grandi artiste e artisti che onorano la nostra storia’.

Per la direttrice artistica Laura Valente ‘un classico che continua a guardare al futuro, nel segno degli artisti che, un secolo fa, consacrarono Positano capitale della danza. Anche in questa edizione, il Premio Massine si conferma sempre più un palcoscenico globale, capace di mettere in dialogo i grandi protagonisti della scena internazionale con i talenti emergenti e con i nuovi linguaggi del contemporaneo. Il Premio alla Carriera a Angelin Preljocaj è un tributo alla libertà creativa di una delle voci più autorevoli della coreografia mondiale: un artista capace di coniugare rigore tecnico e pensiero indipendente, trasformando il corpo umano in uno strumento di intelligenza scenica e potente poesia del gesto. In questa edizione il pensiero va alla grande coreografa e danzatrice sudafricana Dada Masilo, lo scorso anno premiata con il Massine alla Carriera e prematuramente scomparsa’.

IL BOARD SCIENTIFICO 2025 Nel biennio 2025-2026 il board è composto da: José Carlos Martínez Directeur de la Danse de l’Opéra National de Paris (Francia/Spagna), Susan Jaffe, Artistic Director of the American Ballet Theatre (Stati Uniti) Clotilde Vayer, Direttrice del Balletto del Teatro di San Carlo (Italia/Francia) Kevin O’Hare, Direttore del Royal Ballet (Inghilterra/GB) Frédéric Olivieri, Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala (Italia/Francia) Laura Valente Direttrice Artistica del Massine Prize dal 2016 (Italia).

Dopo tante edizioni del premio guidate da Alberto Testa e Alfio Agostini (ad entrambi il riconoscimento di ‘presidente onorario’ dal Comune di Positano), nel 2023 la giuria ha cambiato pelle diventando un board scientifico composto da direttori di compagnie e festival internazionali, che si alternano di anno in anno garantendo una sempre cangiante prospettiva e approccio, oltre alla possibilità per i vincitori – soprattutto giovani talenti – di essere visti da produttori italiani e stranieri.

Nel biennio 2023-204 il board è stato composto da: Susan Jaffe, Artistic Director of the American Ballet Theatre (Stati Uniti) Joaquín De Luz Director Artístico Compañía Nacional de Danza (Spagna) Clotilde Vayer, Direttrice Corpo di Ballo Teatro di San Carlo (Italia/Francia) Ana Laguna, Ballerina e Formatrice (Spagna/Svezia) José Carlos Martínez Directeur de la Danse de l’Opéra National de Paris (Francia/Spagna), Laura Valente Direttrice Artistica del Massine Prize dal 2016 (Italia). Dal 2023 Alessio Carbone, più volte nel corso della sua carriera vincitore del Premio Positano, è coordinatore nello staff della Direzione Artistica. PERGAMENA SIMBOLO – Si rinnova in particolare la collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, che vanta la prima scuola di ballo di un teatro d’opera italiano, fondata nel 1812: per gentile concessione del Museo e Archivio Storico della Fondazione Teatro di San Carlo, dal 2017 il simbolo della manifestazione è un bozzetto di scena di Paolo Ricci realizzato attivo a Napoli, autore di molti lavori per il teatro, incontrò uno dei titoli più significativi della stagione dei Ballets Russes, e più in generale della danza e della musica contemporanea, già coreografato da Massine e di cui Nureyev fu tra gli interpreti ideali. PROGRAMMA Conduce la giornalista Maria Cava “Tarantella” Musica: Louis Moreau Gottschalk Reconstructed and Orchestrated by Hershy Kay Coreografia: George Balanchine – The George Balanchine Trust Interpreti: Kayla Mak e Max Barker

“La bella addormentata”, atto III, passo a due Musica: Piotr Il’ic Cajkovskij Coreografia: Marius Petipa Interpreti: Clara Mousseigne, Lorenzo Lelli

“Arbakkin” Musica: Ólafur Arnalds Coreografia: Simone Valastro Interpreti: Vittoria Bruno, Daniele di Donato

“Evanescenza” Musica: Giacomo Puccini, Vissi d’arte, Vissi d’amore da Tosca Coreografia: Sébastien Bertaud Interprete: Liudmila Konovalova

“Human” Musica: Blick Bassi Coreografia: Yannick Lebrun Interprete: Kayla Mak

“To & Fro” Musica: Ottorino Respighi Coreografia: Matthew Ball Interpreti: Mayara Magri, Matthew Ball

“Assolo” Musica: Paddy Fiels, Armand Amar Coreografia e interprete: Yaman Okur

“Corsaro” Atto II Passo a due Musica: Riccardo Drigo Coreografia: Marius Petipa Interpreti: Clara Mousseigne, Lorenzo Lelli

“La morte del Cigno” Musica: Camille Saint-Saëns Coreografia: Michel Fokine Interpreti: Liudmila Konovalova

“Le parc” passo a due Musica: Wolfgang Amadeus Mozart Coreografia: Angelin Preljocaj Interpreti: Ksenia Shevtsova, Jakob Feyferlik Omaggio ad Angelin Preljocaj

I LUOGHI A fare da scenario agli eventi in calendario saranno utilizzate le seguenti location: Spiaggia Grande Villa Romana

SPIAGGIA GRANDE Positano è ricca di spiagge e calette, ma sicuramente la più nota e la più conosciuta è la Spiaggia Grande: manto di granelli dorati, lunga oltre 300 metri considerata una delle più mondane e amata dai turisti di tutto il mondo. Lo scenario è unico, assolutamente grandioso e irresistibile: avvolta dalle pendici del Monte Sant’Angelo, con le casette colorate che scendono a raggiera fin sul mare, di giorno trasforma la balneazione in queste acque in una esperienza da set cinematografico, la sera è il punto di incontro di turisti e persone del luogo e fa da salotto ai numerosi eventi che si alternano soprattutto nel periodo estivo a Positano. Ogni anno questo luogo fa da scenario agli eventi di maggior richiamo del “Premio Positano Léonide Massine per l’arte della danza” Su un palco/teatro all’aperto – appositamente costruito ogni anno per ospitare il Festival con oltre 500 posti a sedere – ogni anno va in scena una grande serata di grande danza in cui si esibiscono gli artisti premiati e che vede i più importanti ballerini della scena internazionale, danzatori contemporanei emergenti, compagnie d’autore e figure autorevoli che hanno contribuito, con la loro opera, alla crescita dell’arte tersicorea. Il palcoscenico della Spiaggia Grande ha visto nel tempo personaggi di calibro internazionale da Alicia Alonso a William Forsythe, da Carla Fracci a Svetlana Zahkarova e Vladimir Vassiliev, da Jirí Kylián ad Alessandra Ferri e Dada Masilo, solo per citarne alcuni. Oltre naturalmente al divino Nureyev.

Foto di Jean-Claude Carbonne La Fresque – Angelin Preljocaj

Sozzani: Armani ha sempre seguito la sua strada

Milano, 6 set. (askanews) – “Sapeva cosa voleva e non si mai lasciato influenzare, ha seguito sempre la sua strada con autenticit. Era un imprenditore e un grande creatore, cosa rara”. Cos la giornalista e imprenditrice Carla Sozzani arrivando alla camera ardente di Giorgio Armani a Milano.

M.O., Conte: Almasri e Gaza, Governo calpesta diritto internazionale

Roma, 6 set. (askanews) – “Si interroga Mattarella, ho visto, sull’importanza del diritto, della legalità internazionale”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando, nel corso di un punto stampa a Catanzaro, il videomessaggio odierno del capo dello Stato al forum di Cernobbio.

“Ritengo – ha osservato l’ex premier – che davvero l’Europa abbia dato un contributo storico, e l’Italia in particolare, per costruire il diritto internazionale, in particolare umanitario, la legalità internazionale. Ma anche per questo è davvero incomprensibile, rimaniamo anche attoniti, sconcertati dal fatto che oggi l’Italia con questo governo calpesta la legalità internazionale che si tratti del caso singolo, il caso Almasri, dove un criminale viene salvato dal provvedimento della Corte penale internazionale e con un salvacondotto, con un volo di Stato viene rimpatriato in Libia; oppure che si tratti anche di non adottare misure concrete di condanna, misure efficaci della condotta criminale del governo Netanyahu, che calpesta completamente il diritto internazionale. Lo distrugge addirittura rendendosi responsabile di un genocidio di fronte all’Italia che rimane inerme che addirittura gli offre copertura e quindi la complicità indiretta”.

“Ecco – ha concluso Conte – interroghiamoci, sono quesiti importanti del presidente Mattarella che ci devono far riflettere tutti”.

Pallavolo, la Turchia di Santarelli in finale ai mondiali

Roma, 6 set. (askanews) – La Turchia è la prima finalista ai Mondiali 2025 di volley femminile e domenica 7 settembre (ore 14.30) scenderà in campo a Bangkok (Thailandia) per affrontare la vincente di Italia-Brasile nell’incontro che metterà in palio il titolo iridato. Sarà il primo atto conclusivo della storia per la compagine anatolica, che è riuscita a sconfiggere il Giappone per 3-1 (16-25; 25-17; 25-18; 27-25) al termine di un confronto particolarmente acceso e che si stava per prolungare fino al tie-break. La formazione turca è allenata da Daniele Santarelli, marito e allenatore di Monica De Gennaro. I due sono una coppia sposata nel mondo del volley: lui è il tecnico della nazionale turca e dell’Imoco Volley Conegliano, mentre lei è il libero della nazionale italiana e gioca nella stessa squadra di club di lui.

Ue, Conte: Mattarella? L’Europa del riarmo non convince i cittadini

Roma, 6 set. (askanews) – “Ho seguito il discorso di Mattarella, il quale si pone degli interrogativi importanti, si chiede anche perché e come mai c’è anche un atteggiamento molto critico nei confronti dell’Europa”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti a Catanzaro, nel corso del suo giro elettorale in Calabria.

“Beh, attenzione: l’Europa… è ovvio – ha osservato l’ex premier – che se come la nostra Meloni anche tutta l’Europa decide di investire sempre più miliardi, in quantità veramente incredibile, sulle armi e taglia sanità, welfare, spesa sociale, investimenti, quelli che servono ai cittadini, sull’istruzione, la scuola, gli asili nido, è chiaro che i cittadini diventano critici. È chiaro che i cittadini si interrogano su quale sia la direzione dell’Europa e legittimamente – ha aggiunto Conte – ritengono che sia una direzione sbagliata”.

Formula1, Norris il più veloce nelle terze libere a Monza

Roma, 6 set. (askanews) – Lando Norris (McLaren) ha fatto fermare i cronometri sul tempo di 1:19.331, confermando come la MCL39 sia eccellente in T2 e T3, con appena 21 millesimi di vantaggio su Charles Leclerc (Ferrari) che farà di tutto per accendere il pubblico monzese nelle qualifiche delle ore 16.00. Terza posizione per Oscar Piastri (McLaren) a 165 millesimi, quarta per Max Verstappen (Red Bull) a 167, con una RB21 in ottima forma, quindi è quinto George Russell (Mercedes) a 184.

Sesta posizione per il brasiliano Gabriel Bortoleto (Sauber) a 227 millesimi, settima per Lewis Hamilton (Ferrari) a 267, quindi è ottavo il francese Isack Hadjar (Racing Bulls) a 272. Nono tempo per Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) a 365, mentre completa la top10 Alexander Albon (Williams) a 389.

Donatella Versace alla camera ardente di Giorgio Armani

Milano, 6 set. (askanews) – Donatella Versace alla camera ardente di Giorgio Armani, aperta dalle 9 all’Armani/Teatro a Milano, per l’ultimo saluto allo stilista italiano morto a 91 anni.

La designer entrata con un mazzo di fiori bianchi e poi se ne andata senza rilasciare dichiarazioni.

Israele ha distrutto un altro edificio a più piani nella città di Gaza

Roma, 6 set. (askanews) – L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito “un edificio a più piani a Gaza City”, secondo Israele “utilizzato da Hamas”. Per i media palestinesi, si tratta dell’edificio Al-Sousi, situato nella zona sud-occidentale della città, che ospitava decine di famiglie sfollate. In mattinata l’esercito aveva diffuso “un avviso urgente”, chiedendo alla popolazione di abbandonare l’area. Ieri l’esercito israeliano aveva distrutto l’edificio di 12 piani Mushtaha, situato nella zona occidentale di Gaza City. (Foto da social).

Boselli (Camera Moda): Armani lascia tanto come stilista e imprenditore

Milano, 6 set. (askanews) – Giorgio Armani lascia “tantissimo come uomo prima di tutto, come stilista, ma io dico anche come grande imprenditore e qui un unico di Armani, perch riuscito a fare le due cose”. Lo ha detto Mario Boselli, presidente onorario della Camera della Moda, arrivando alla camera ardente di Giorgio Armani, allestita all’Armani/Teatro a Milano.

” una cosa che capita raramente, o si dei grandi creativi o dei manager, lui era tutti e due le cose lo ricorderemo non solo per questo”, ha aggiunto.

Marzotto: Armani un grandissimo imprenditore e un galantuomo

Milano, 6 set. (askanews) – “Un grandissimo imprenditore, prima di tutto un uomo che conosceva i processi e l’industria” e un “galantuomo”. Cos Matteo Marzotto, presidente di MinervaHub, ha ricordato Giorgio Armani, arrivando alla camera ardente per dare l’ultimo saluto al celebre stilista.

“Un uomo concreto di grandissima competenza di azienda di processi – ha aggiunto – per 50 anni ha saputo mantenere coerente il suo stile sempre rinnovandosi”.

Meloni: perché al Quirinale giurai con un tailleur Armani

Milano, 6 set. (askanews) – Giorgio Armani ha mostrato al mondo che l’Italia può essere grande senza rinunciare alla sua identità. È stato tradizione, eleganza, raffinatezza e sobrietà, lanciate oltre confine e diventate icona”. Inizia così l’omaggio, dalle pagine del Corriere della Sera, che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto per lo stilista Giorgio Armani, scomparso giovedì all’età di 91 anni.

“Ci ha insegnato – scrive Meloni – che lo stile non è forma ma sostanza: è la forza di restare fedeli a ciò in cui si crede, anche quando è più difficile farlo. Perché dire ‘no’ richiede più coraggio che dire ‘sì’. E questo significa anteporre la coerenza alla convenienza, e la visione di lungo termine al consenso effimero”.

La premier nel definire Armani “un grande italiano”, nel suo messaggio ricorda come “l’essenza del made in Italy sia un connubio di talento, cura del dettaglio, attenzione per i propri collaboratori”. E poi, in una riflessione più personale, racconta i momenti della sua vita “vestiti” dal genio creativo dello stilista: “Le sue creazioni hanno accompagnato alcuni dei momenti più significativi della mia vita – scrive – Tra questi, la cerimonia di giuramento al Quirinale come presidente del Consiglio dei ministri, che ho affrontato indossando uno dei suoi bellissimi tailleur blu navy. Ed è una scelta che rifarei, perché in quel tailleur di Armani c’erano molti messaggi: difesa del Made in Italy, innovazione, qualità, orgoglio per la propria identità. E autorevolezza”. “La nostra Nazione – promette – non dimenticherà il suo genio, e ciò che di straordinario ha fatto per renderla un faro indiscusso di amore e passione per la bellezza”.

Buonfiglio (Coni): con divise Armani invidiati a tutte le Olimpiadi

Milano, 6 set. (askanews) – Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, arrivando alla camera ardente di Giorgio Armani a Milano, ha ricordato quanto lo stilista ha fatto per lo sport, disegnando divise per le atlete e gli atleti italiani che hanno lasciato un segno.

“Giorgio Armani stato un’icona nel mondo, nello stile, ci ha reso grandi, il suo stile inconfondibile si sposato con le eccellenze dello sport dal 2012 alle Olimpiadi di Londra e da l siamo stati invidiati da tutte le squadre – ha detto – c’era la coda per avere la nostra maglietta, le nostre scarpe qualcuno a Tokyo ce le voleva togliere e quindi per noi veramente una grande perdita”.

Mattarella: non soccombere alla favola della superiorità dei regimi autocratici

Cernobbio (Co), 6 set. (askanews) – “Le democrazie dell’Europa sono capaci di trovare in sè motivazioni e iniziative per non soccombere alla favola di una superiorità dei regimi autocratici, per non cedere all’idea di un mondo lacerato, composto soltanto di avversari, nemici, vassalli o clientes, né all’idea di società frammentate”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo video intervento di apertura alla seconda giornata del forum Ambrosetti.

“Le forze imprenditoriali e quelle sociali, il mondo della cultura e la società civile europea devono avvertire la necessità e la responsabilità di sentirsi partecipi e costruttori, non spettatori inermi e intimoriti”, ha proseguito Mattarella. “L’esperienza suggerisce che soltanto da uno stretto rapporto tra istituzioni e società civile, reciprocamente rispettoso, è possibile realizzare mete di progresso. Il mondo delle imprese, i lavoratori, sono sempre stati protagonisti in questo senso. Creando benessere, favorendo l’innovazione, ampliando scambi e opportunità, hanno aperto nuovi orizzonti, generato e distribuito ricchezza, rendendo, al tempo stesso, più forti le democrazie con il capitolo dei diritti sociali”.

“Oggi più che mai le forze dell’economia e del lavoro sono consapevoli che la leva europea è decisiva”, ha concluso Mattarella.

Sala: Milano piena di Armani, impossibile dimenticarlo

Milano, 6 set. (askanews) – “Dietro un’immagine a volte fredda era un uomo con un grandissimo calore, soprattutto lui aveva vissuto le sue difficolt e per questo capiva quelle degli altri”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giusepe Sala, dopo aver reso omaggio a Giorgio Armani, alla camera ardente allestita a Milano. “Il 6 agosto in un momento non semplice per me, mi ha chiamato dicendomi: ‘Nelle situazioni difficili c’ sempre una cosa positiva, che gli amici veri vengono fuori e io sono un tuo amico vero’ e questo ricordo me lo porto dentro”, ha ricordato con commozione il sindaco.

“Era un uomo di una eleganza e di una misura straordinari, anche in questo momento per come stato preparato il funerale si vede la misura”, ha osservato. “Milano piena di Armani, sar impossibile dimenticarlo. A Milano lascia il suo credo assoluto nel lavoro come strumento di realizzazione personale e professionale. un valore che Milano non perder- ha concluso – un grandissimo milanese, che ha fatto tanto per questa citt”.

“Io sono assolutamente favorevole alla iscrizione al Famedio, lo valuter una commissione. Credo che non ci saranno problemi, per avendo conosciuto Giorgio e la sua famiglia credo sia rispettoso chiedere loro se la cosa fa piacere e nel caso fosse, come spero, siamo ancora in tempo per farlo quest’anno”, ha aggiunto.

D’Alema al summit in Cina, "contro di me accuse assurde"

Milano, 6 set. (askanews) – “Assurde le accuse contro di me per la presenza in Cina, il problema è piuttosto l’assenza dell’Europa… I cinesi, ogni dieci anni, celebrano la loro Liberazione con una parata militare alla quale invitano sempre i governi di tutto il mondo. Questa volta gli europei non c’erano e proprio questa, a mio avviso, è stata la scelta sbagliata”. Lo afferma Massimo D’Alema in una intervista a La Stampa in cui ribatte alle polemiche sulla propria presenza a Pechino in occasione della parata militare cinese. E rovescia le accuse: “In un Paese normale se c’è una personalità non più impegnata direttamente nell’agone politico che ha un buon rapporto con un partner ineludibile come la Cina dovrebbe essere considerato un fatto positivo per il Paese”. Perché “siamo dentro una crisi del vecchio ordine mondiale, abbiamo bisogno di costruirne uno nuovo che non abbia egemonie di alcun tipo e perciò non possiamo permetterci di fare un errore: schiacciare una grande potenza come la Cina e metterla alla guida di un grande blocco anti-occidentale. Errore madornale: se pensi di isolare il resto del mondo, finisci per isolarti”.

“Stiamo vivendo – è l’analisi dell’ex premier e ministro degli Esteri – la fine dell’egemonia occidentale, che è una delle cause del caos del mondo e dobbiamo costruire un nuovo ordine, che non sia l’egemonia di qualcun altro, cosa non desiderabile. Ma sia un ordine multilaterale, sostenibile, di coesistenza tra mondi diversi. Qui da noi invece, siamo più impegnati a difendere in modo fazioso un mondo che non c’è più, anziché ragionare su come stare in quello che c’è. Quello vero. Quello di oggi”.

All’osservazione che Xi si è presentato alla parata con la giacca rivoluzionaria di Mao, che una volta disse: ‘Il potere politico nasce dalla canna del fucile’, D’Alema risponde: “La Cina non bombarda nessuno, non ha una storia di aggressività e una volta Xi ha detto che le Muraglie le fai quando non vuoi essere invaso, non quando vuoi invadere. La Cina è aggressiva sul piano economico e su questo piano dobbiamo trovare un accordo equilibrato che salvaguardi i nostri interessi, ma sul piano geopolitico la Cina rappresenta un elemento di stabilità”, conclude.

Gaza, Cgil: oggi manifestazioni in tutta Italia "Fermiamo la barbarie"

Roma, 6 set. (askanews) – “Per chiedere la fine della barbarie in corso a Gaza e affinché il Governo italiano assuma una posizione chiara e coerente a sostegno della pace, della giustizia e del diritto internazionale, la Cgil promuove per oggi, 6 settembre, una giornata nazionale di mobilitazione con manifestazioni in numerose piazze italiane”. Lo comunica la Cgil in una nota, aggiungendo che “l’iniziativa intende esprimere pieno sostegno all’azione umanitaria e nonviolenta promossa dalla Global Sumud Flotilla”. “Non possiamo più accettare – afferma la Confederazione – che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole”.

Aperta camera ardente di Giorgio Armani: decine in coda

Milano, 6 set. (askanews) – stato accolto da un composto applauso l’arrivo del feretro di Giorgio Armani alla camera ardente aperta all’Armani/Teatro in via Bergognone a Milano alle 9, dove decine di persone fin dalle prime ore si sono messe in coda per l’ultimo saluto. Tra i primi ad arrivare prima dell’apertura, per l’ultimo omaggio al celebre stilista, il presidente di Stellantis, John Elkann con la moglie Lavinia Borromeo, il sindaco di Milano, Beppe Sala, l’allenatore dell’Olimpia Milano Ettore Messina.

Dipendenti e cittadini comuni, divisi in due file distinte, possono rendergli omaggio fino alle 18.

Mattarella: Europa area di pace, come possibile sia considerata nemico?

Cernobbio (Co), 6 set. (askanews) – “L’Unione Europea si è affermata come un’area di pace e di cooperazione capace di proiettare i suoi valori oltre i suoi confini, determinando stabilità, benessere, crescita, fiducia. Non ha mai scatenato un conflitto, non ha mai avviato uno scontro commerciale. Al contrario, ha agevolato intese e dispiegato missioni di pace”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel videomessaggio all’apertura della seconda giornata di lavori del forum Ambrosetti a Cernobbio (Como).

L’Europa, ha detto il Capo dello Stato, “ha contribuito a elevare standard di vita, criteri di difesa del pianeta. Ha promosso incontri e dialoghi e ha alimentato libertà nei rapporti internazionali, eguaglianza di diritti tra popoli e Stati: condizioni e causa di progresso. Si pone, quindi, anzitutto, una domanda, prima di ogni altra. Come è possibile, su queste basi, che l’Europa oggi venga considerata da alcuni un ostacolo, un avversario se non un nemico?”, si è chiesto Mattarella. “Quali sono le ragioni, gli interessi di fondo, i principi sui quali si basa la convivenza civile e i traguardi raggiunti dai popoli europei che qualcuno considera disvalori?”.

Secondo il Presiente della Repubblica, “è soltanto affrontando con lucidità interrogativi di questa natura che potremo trovare risposte esaurienti, utili a illuminare le scelte che siamo chiamati a compiere, pena la irrilevanza e la regressione rispetto ai risultati sin qui raggiunti”.

Il disastro delle leadership occidentali: come ricostruire un progetto politico?

Il disastro compiuto dalle leadership occidentali negli ultimi due decenni ha proporzioni bibliche. Ciò che vediamo in questi ultimi anni ne è la conseguenza diretta.

La Cina e lillusione della globalizzazione

Pensiamo in primo luogo alla Cina. Nel dicembre 2001, la Cina viene ammessa nel WTO (l’Organizzazione Mondiale del Commercio). Grande opportunità per la Cina e grande problema per l’Occidente: nessuna vera ed esigibile regola di reciprocità viene posta alla base di questo ingresso.

Nel frattempo, l’Occidente a guida americana scommette tutto sulla globalizzazione, ad ogni livello. Non si pone il problema del “governo globale” del processo: anzi, assiste senza batter ciglio al progressivo sgretolarsi delle Istituzioni multilaterali e allo sfarinarsi del Diritto Internazionale. Pensa che il “mercato” si auto regolerà.

E deregolamenta la crescita delle tecnologie digitali in maniera così forte da creare le basi per le grandi concentrazioni oligopoliste che oggi dominano il pianeta.

Il gioco viene accolto dalla Cina con grande entusiasmo. Mentre gli Stati Occidentali (ed in modo particolare l’Europa, con la normativa in tema di “aiuti di Stato”) teorizzano e praticano il ritiro dei poteri pubblici dal mercato – anche in settori strategici – essa rafforza la sua idea di turbo-capitalismo a guida e a sostegno finanziario statale.

Le leadership americane ed europee hanno pensato – soprattutto con l’era Clinton e con la suggestione della “Terza Via” di Tony Blair (triste vederlo oggi protagonista del folle progetto della “nuova Gaza”, depurata dai palestinesi) – che liberalizzare il mercato globale portasse alla “democratizzazione” del Mondo e della Cina in particolare. Pensiero diffuso, ma purtroppo del tutto infondato.

Oggi la Cina – proprio rafforzando la sua natura di regime autoritario, controllato dal Partito Unico – è diventata una potenza economica e geopolitica globale.

Il summit dello SCO e lisolamento occidentale

Il summit dello Sco (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) ha riunito in questi giorni decine di Paesi, che rappresentano quasi la metà del PIL mondiale, uniti attorno all’idea di un “nuovo ordine mondiale” alternativo a quello a guida occidentale.

Spiccava – oltre ovviamente a quella di Putin, il nuovo Zar imperialista di Mosca – la presenza di molti tra i peggiori e più liberticidi despoti del pianeta. E quella del leader indiano, speriamo non definitivamente aggregato a quel patto, ma spinto a Pechino a seguito della folle politica dei dazi del governo americano, come bene ha scritto su HF Gianni Vernetti.

A fronte di questa iniziativa, l’America vive la sua stagione peggiore di involuzione democratica sul piano interno e di isolamento sul piano internazionale.

E l’Europa, nella sua ormai altalenante ma acclarata solitudine rispetto all’America di Trump, fatica a trovare la propria unità ed il proprio slancio anche sulle scelte di minore importanza. Non parliamo poi su quelle strategiche, come ha detto lucidamente Mario Draghi al Meeting di

Rimini qualche giorno fa.

 

Le Afriche” dimenticate

Pensiamo in secondo luogo all’Africa, o meglio “alle Afriche”.

Un continente in rapida trasformazione, da qualche tempo completamente abbandonato dall’Occidente, salvo le maldestre presenze francesi e le ormai decrescenti iniziative di cooperazione allo sviluppo di alcuni Paesi Europei (quelle americane, Trump le ha cancellate in uno dei suoi primi atti esecutivi).

Il FMI a guida occidentale, da parte sua, ha imposto regole finanziarie stringenti ai Paesi Africani che avevano iniziato un loro percorso di sviluppo. Con la conseguenza che oggi molti di essi, per assolvere ai doveri del servizio al debito (attualmente in larga parte dovuto a fondi globali privati e non a Stati Nazionali: questione che rende oltremodo difficile perseguire la strada del “condono del debito” da sempre evocata dai Pontefici) sono costretti a ridurre drasticamente gli investimenti pubblici in sanità e formazione.

Nel frattempo, Cina, Russia e Paesi Arabi del Golfo stanno realizzando una nuova, massiccia forma di neo-colonizzazione politica ed economica nelle Afriche, anche con forme di presenza militare indiretta a sostegno dei regimi dittatoriali che presidiano, a nome loro, le risorse naturali più strategiche.

Un suicidio per l’Occidente e soprattutto per l’Europa, alla luce delle dinamiche demografiche del continente africano ma anche delle prospettive economiche e geopolitiche di lungo periodo.

Il “Piano Mattei”, varato dal Governo Meloni, pur positivo, è in questo senso nulla più di una goccia nel mare delle necessità ed è oltretutto pensato in ottica essenzialmente di interesse energetico e di breve periodo.

Una prospettiva euro-africana per lEuropa

Ed invece, se l’Europa volesse e potesse ragionare in una prospettiva strutturale di lungo periodo, visti i nuovi scenari globali che si stanno consolidando, dovrebbe considerare strategica la prospettiva “Euro-Africana”, quanto meno al pari della storica prospettiva “Euro-Atlantica” e certamente più di quella “Euro-Asiatica”.

La prima, che è stata, per nostra fortuna, l’architrave della nostra moderna storia democratica e del nostro sviluppo sociale ed economico, pare oggi resa molto precaria dalla trasformazione del “sogno americano” nell’incubo dell’America First, interpretata da un “trumpismo” che temo sopravviverà allo stesso Trump.

La seconda – simboleggiata dall’incontro a Pratica di Mare del 28 maggio 2002 tra Berlusconi, Bush e i leader della Nato con Vladimir Putin – abbiamo visto che fine ha fatto. Al di là del dramma ucraino, mezza Europa Orientale rischia di essere sotto scacco del nuovo imperialismo russo e delle sue strategie di guerra ibrida e di ostile penetrazione politica.

Certo, ogni prospettiva – pena il declino irreversibile dell’Europa e l’archiviazione delle sue ambizioni di essere libera e di esercitare un ruolo di attore globale, non di satellite di altri – richiede un rapido e radicale salto di qualità nei processi di integrazione politica, finanziaria, economica e militare del Vecchio Continente. Altro che “ritorno alla vecchia CEE” come va cinciando Salvini.

Una nuova proposta politica al centro

I segnali sono pessimi. Sia nei Governi europei, sia in molte forze politiche (non solo a destra, ahimè) incapaci di leggere i fenomeni che accadono, sia nelle opinioni pubbliche, sempre più indotte a seguire le suggestioni nazionaliste e populiste.

Ma questa è la battaglia prioritaria che dobbiamo combattere, perché è quella che dà senso, ormai, a tutto il resto. Alla nostra sicurezza democratica, come a quella economica e sociale.

Leggo sul Domani d’Italia la lucida riflessione di Marco Follini (ripresa dalla Voce del Popolo), dal titolo “Un pezzo di Paese senza rappresentanza”.

Ecco, proprio sul terreno della politica estera e della visione internazionale si può intravvedere lo spazio per una nuova proposta politica che dia voce alla nostra cultura politica. Ma per colmare il deficit di Rappresentanza di cui scrive giustamente Marco, più ancora che di congetture sulle riforme elettorali, abbiamo bisogno di generosità e coraggio politico. Oltretutto, le prime, oggi, non dipendono certo da noi, mentre la generosità ed il coraggio politico sì.

Piantiamola di dare credito alle tante micro iniziative costruite in “franchising” da altri; di accreditare ambigue presenze “civiche” che avrebbero il ruolo di una sorta di “legione straniera” per coprire al centro il Campo Largo; di ritenerci ognuno il perno aggregatore del tutto. Oggi nessuno è in grado di farlo.

Questo stallo sostanziale, del resto, spiana solo la strada per l’espansione al centro (elettoralmente, non certo nei contenuti) della Destra al Governo.

Le vicende a cui si assiste, poi, in vista delle prossime elezioni regionali sono, in tal senso, del tutto allucinanti.

O riteniamo che la cultura politica del Centro di ispirazione popolare sia condannata a rifugiarsi nell’ambito della testimonianza culturale, oppure decidiamoci a dare vita ad una sorta di federazione strutturata di soggetti politici nazionali e locali che abbia però la sua autonomia costituiva, il suo profilo politico, la sua “proposta al Paese”.

Ormai i riformisti sono senza casa: serve un’alternativa al bipopulismo

Gentile Direttore,

durante questa estate di preparazione alle prossime elezioni regionali è emerso finalmente cosa significa essere testardamente unitari: diventare grillini ad honorem.

Il PD nelle mani di Conte

Se infatti un tempo gli ex comunisti avevano paura di morire democristiani, ormai si sono completamente abbandonati all’idea di accogliere come loro il programma pentastellato. Durante le scorse settimane, pur di chiudere le alleanze con Conte, l’on. Schlein ha accettato tutto.

Nelle Marche, il leader grillino ha dismesso i panni dell’avvocato, per divenire il gup del popolo e assolvere il candidato del PD Ricci da “l’onta” di aver ricevuto un avviso di garanzia.

In Toscana, il riformista Giani si è visto imporre dalla senatrice Taverna una serie di No a riforme appena approvate dalla sua giunta e alle grandi opere pubbliche.

In Campania, dopo che se ne sono detti di tutti i colori, il governatore De Luca, gli anti De Luca e il presidente Fico hanno siglato l’alleanza degli opposti, come si suol dire: è finito tutto a tarallucci e vino.

In Calabria, nonostante la pletora di candidati governatori all’altezza del ruolo presenti in casa democratica, sono andati con il cappello in mano a Strasburgo per supplicare il padre del reddito di cittadinanza di scendere in campo. Il risultato della supplica è vedere, tra i candidati nella lista civica del candidato progressista, personalità che hanno espresso la propria lontananza dalla coraggiosa resistenza del popolo ucraino e la vicinanza ai vili ideali di certi terroristi nostrani.

Fa eccezione la Puglia, dove Decaro si è guadagnato l’investitura pur ingoiando il rospo del ritorno in campo dell’ex presidente della Regione e leader morale di AVS, Nichi Vendola.

Populismo e paure democratiche

Appare evidente ormai come il campo largo non sia altro che un movimento 5 Stelle allargato, dove, nonostante il tentativo di costruire tende riformiste, il programma è stato copiato dagli slogan grillini. Forse anche il leader della coalizione sarà importato dallo stesso movimento. In poche parole, in questo campo largo non c’è spazio per i riformisti e i centristi che non vogliono abbandonarsi al contismo e al populismo.

Né regge la logica di dire: bisogna fare di tutto per impedire che la Presidente Meloni prenda i pieni poteri. Intanto perché, al contrario di altri esempi occidentali, a partire dagli Stati Uniti trumpiani, in questi tre anni il nostro Paese non ha intrapreso alcuna deriva da democratura.

È un vizio di certi gruppi accusare l’avversario di turno di essere un futuro dittatore. Il primo a ricevere questa accusa fu De Gasperi per la famosa legge truffa che, oggi, a confronto con più recenti leggi elettorali, sembra il trionfo del diritto e della democrazia. Poi bene o male ci sono passati tutti i leader del secondo Novecento italiano tra cui: Andreotti, Craxi, Berlusconi e per finire Renzi.

Bisogna stare attenti a gridare al lupo, al lupo, quando il lupo non c’è, perché si perde di credibilità. Gli allarmi democratici rischiano di divenire mera e quotidiana propaganda. E se un vero dittatore si dovesse palesare, speriamo non accadrà mai, nessuno farebbe più attenzione alle preoccupazioni per la democrazia.

Una terza via è possibile

Inoltre, se ci fosse l’esigenza di costruire un’alleanza il più larga possibile per non far vincere qualcuno, non si imporrebbe l’ideale e il programma di una specifica e limitata parte politica. Al contrario, si cercherebbe il compromesso, per far ritrovare più persone possibile dietro a quelle idee e quelle proposte. Oggi, però, il pensiero dei riformisti o dei cattolici viene tranquillamente trascurato dalle opposizioni, al contrario di quanto sembra fare la maggioranza.

Molte discussioni ci sono state in seguito al discorso della Presidente del Consiglio al Meeting di Rimini. Alcuni commentatori si sono stupiti dell’affetto riversato da un pubblico di provenienza cattolica nei confronti di una esponente politica post-missina. A me tutto ciò non ha sorpreso. Abbiamo due leader, una si è presentata a Rimini e ha accolto alcune proposte di quel mondo, l’altra non ha mai rivolto nemmeno una parola di attenzione alle istanze di quell’ambiente, anzi in alcuni casi l’ha apertamente osteggiato.

Mi chiedo, allora, in una narrativa della quotidianità politica così polarizzata, ci possiamo veramente meravigliare se una parte significativa dei cattolici preferisce Giorgia Meloni ad Elly Schlein? E piuttosto che sbalordirsi, non sarebbe stato più opportuno far partire delle iniziative per parlare a questa parte del popolo italiano? È veramente così marginale da poterlo trascurare e lasciare ad altri?

Cosa ci resta da fare? Dobbiamo decidere se morire grillini o vannacciani? Esiste una terza strada, un’alternativa? Nell’attuale contesto e con la presente legge elettorale, sì. Con due coalizioni così polarizzate e vicine in termini di numeri, a giudicare dai recenti sondaggi, basta un gruppo indipendente che riesca a superare lo sbarramento per far saltare il banco dei due poli e impedire ad entrambi di avere la maggioranza per governare.

So che sembra impossibile; eppure, è così perché due coalizioni che non raggiungono il cinquanta per cento e che si spartiscono a metà i collegi uninominali non possono diventare maggioranza. Bastano allora pochi granelli di sabbia per scardinare il sistema bipopulista. Bisogna solo crederci, iniziare ad unire le forze, senza essere troppo schizzinosi, ma soprattutto avere delle idee in mente su come rimettere in carreggiata il nostro Paese e l’Europa.

A proposito di questo, a Rimini, qualcun altro ha parlato delineando un’agenda chiara e netta, una proposta utile per risvegliare l’Europa. Questa persona ha già dimostrato di avere le doti e le competenze per essere il Presidente del Consiglio di un governo di Grande Coalizione. Non perdiamo tempo!

Barche verso Gaza: il coraggio civile contro il silenzio

Il conflitto israelo-palestinese è giunto ad un punto di assoluta intollerabilità in termini civili e culturali. A Gaza la disumanità regna sovrana e la morte non risparmia nessuno, per età, professione o funzione svolta. Medici, giornalisti, diplomatici, religiosi, ormai l’esercito israeliano spara su tutto e su tutti. Prima si uccide e poi con un comunicato si “qualifica” l’accaduto come un errore o una necessità dettata dalla presunta presenza o vicinanza di terroristi; ma intanto prima si uccide e poi si tenta di giustificare l’uccisione con una modalità che è diventata ormai sempre più irritante ed offensiva per l’intelligenza di chi ascolta.

Netanyahu e la responsabilità del massacro

Su Netanyahu grava la responsabilità del massacro di un popolo; lo possiamo chiamare genocidio, sterminio o come altro si voglia, ma la sostanza non cambia. Israele sta eliminando non singole persone (ad esempio, i terroristi di Hamas), ma un’intera comunità con una propria storia, religione e cultura. Netanyahu porta su di sé la gravissima colpa per il crescente odio nel mondo nei confronti del popolo israeliano, anche se sono sempre meno gli israeliani che approvano le scellerate politiche governative. Non vanno mai confuse le responsabilità di una classe dirigente con quelle di un intero popolo.

 

LEuropa e il rischio Accademia della Crusca

Di fronte a questa aggressione totale l’Europa non può trasformarsi in una succursale dell’Accademia della Crusca, intenta a disquisire sulle parole più appropriate da utilizzare per definire il massacro di Gaza e dei suoi abitanti. Come se oggi il problema fosse quello di non urtare la suscettibilità degli aggressori, anziché fermare l’aggressione. Oggi è necessario riconoscere il diritto alla vita ed alla dignità personale di chi vive nei territori occupati e bombardati quotidianamente. È necessario per la pace in tutta l’area medio-orientale – in Palestina come in Israele – e per le tensioni che questo conflitto sta creando nel resto del mondo. La pace è soprattutto la grande occasione che deve essere restituita alle giovani generazioni che dal loro primo vagito hanno visto e conosciuto soltanto la guerra per la sola “colpa” di essere nati nel posto sbagliato.

La società civile si mette in gioco

La “Global Flotilla” che si sta dirigendo verso le coste palestinesi avrà pure un significato simbolico e non risolutivo del problema umanitario, ma è comunque il segnale di una società civile (civile non solo a parole) che si mette in gioco anche a rischio della propria incolumità personale. Per questi motivi meritano grande rispetto ed apprezzamento, mentre risultano stucchevoli ed irricevibili i commenti di rappresentanti delle istituzioni ispirati da un becero ed inutile benaltrismo.

No all’entropia digitale: la Relazione come spazio di libertà e rigenerazione

La forza di internet è la forza della riduzione di tutto ad un unico linguaggio, portale del mondo, che tutto destruttura e rende indifferenziato; sicché livellando ogni differenza rende inutile, sorpassata, ogni intermediazione in quanto non c’è più da distinguere nulla, né perciò da decifrare nulla.

Nella Commedia dell’unico linguaggio globale non c’è bisogno di Virgilio né di guide (leader o non leader che siano), ognuno è subito auto-introdotto ovunque, ognuno può contemporaneamente essere dappertutto e in nessun luogo.

La tecnologia ignora chi siamo

Un viaggio oggi nei paesaggi dei gironi danteschi non ha bisogno né di mete né di senso, la tecnologia che ce lo permette ignora chi siamo, non si spiega e non ci “sposa” (resta celibe); ma nemmeno ci chiede – come nelle Relazioni – chissà quali significati e trasformazioni, bensì ci rende entropici come lei. Provvede lei ad ingaggiarci, noi non dobbiamo più diventare nulla perché veniamo immantinentemente resi tecnocompatibili con tutto.

“La progressiva trasformazione di Internet in un unico ipertesto percorribile con browsers sempre più amichevoli accentua la sensazione di un accesso sempre più disintermediato all’informazione elettronica, ma il fenomeno è più generalizzato e non riguarda solo il campo delle risorse liberamente disponibili in rete. Anche nell’ambito dell’informazione elettronica le più nuove fra le nuove tecnologie sembrano aver portato ad una situazione in cui un utente finale può acquisire le conoscenze di base necessarie per il recupero dell’informazione”.

“È una situazione che sembra far apparire antichi anche quei campi di intervento che ci eravamo abituati a considerare come i più avanzati nella nostra professionalità, come l’intermediazione e la user education” (Gabriele Gatti, Macchine Celibi? Accumulo o distribuzione dellinformazione fra tecnologie e professionalità. Seminario “Il Presente Rinnovato”, Bologna, Febbraio 1997).

Così la tecnologia non ci “sposa”, non ha bisogno di sapere da dove veniamo e dove sogniamo di andare, nasce fine a se stessa, perciò inutile e perciò “utile” alla reiterazione all’infinito di noi stessi, senza diventare e senza generare più nulla. Parafrasando un libro di Eco del 1961 (che per quei tempi additava il potere della tv), la tecnologia ci dice “voi siete Dio, restate immoti”. Di contro se le macchine sono “celibi” noi siamo scapoli. Bisogna rimanere “scapoli”, come i pretendenti in un’opera su vetro di Duchamp (1923), dove la sposa è indecifrabile.

Il celibato infecondo e il turismo spirituale

Magatti e Giaccardi individuano nello Spirito la forza della liberazione contro l’assimilazione, il ritornare nel profondo del processo trasformativo di ciascuno e nella rigenerazione del sé, un sé che trova nella Relazione l’inaspettato del riconoscersi e dello stupore che ogni Incontro suscita. Per Giaccardi e Magatti l’apertura al trascendente che il lavoro spirituale produce ha forza creativa e perciò liberante, come ogni espressione “artigiana” che de-coincide con ciò che magari anche funziona ma lo re-inventa, così evitando ogni trappola omologativa.

In questo si trova un riscontro forte in un celebre discorso di Giuseppe Dossetti all’Archiginnasio di Bologna del 1986: il disorientamento del “concepire la vita come una raccolta di esperienze, esperienze personali o sociali, o anche esperienze spirituali”. C’è il grande rischio di fare del dilettantismo, del turismo spirituale, cioè di restare sempre in un celibato timido o egoista, comunque sempre sterile. A un certo punto bisogna porre fine alle esperienze, scegliere e sposarsi, con una decisione forte e definitiva”.

Il libro 

  1. Giaccardi-M. Magatti, Macchine celibi. Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo?, il Mulino, 2025.

Puglia, intesa nel campo largo. Decaro in pista: scusate i pettegolezzi…

Roma, 5 set. (askanews) – “Scusate per i pettegolezzi, per i retroscena…”. Antonio Decaro sale sul palco della festa dell’Unità di Bisceglie insieme alla segretaria Pd Elly Schlein ed esordisce così parlando alla platea. Le polemiche delle ultime settimane hanno segnato i militanti, l’incertezza sulla sua candidatura stava creando tensioni nel Pd e nel ‘campo largo’, ma già la scelta di salire sul palco insieme alla leader democratica fa capire a tutti che ormai la decisione è presa: “Io da oggi ho la responsabilità di guidare un nuovo progetto politico per questa regione. Da oggi parlerò solo di questo progetto politico. Della Puglia, dei pugliesi…”.

Nemmeno un accenno a Nichi Vendola, che Decaro non vorrebbe candidato al consiglio regionale, come non ha voluto Michele Emiliano. Avs non ha sentito ragioni, Nichi è in pista. Tanto che subito dopo le parole di Decaro arriva alle agenzie la sua dichiarazione: “Ringrazio Antonio Decaro per aver scelto di mettersi al servizio della nostra regione”. Ma – appunto – nessun passo indietro: “La mia disponibilità a candidarmi nella lista di Avs con spirito di servizio non ha altro obiettivo che questo: sostenere l’alleanza progressista, sostenere Decaro”.

La Schlein prende la parola subito dopo l’ex sindaco di Bari: “Grazie Antonio. Grazie di esserti ancora una volta messo a disposizione della nostra gente, della nostra coalizione progressista, unita e compatta, che deve battere le destre”. La leader Pd assicura: “Sarà una sfida appassionante al tuo fianco, con la coalizione progressista. Uniti e compatti noi vinceremo”.

Quindi, aggiunge: “Voglio anche ringraziare chi ha messo le condizioni per poter arrivare qui: Michele Emiliano. Voglio ringraziarlo per il lavoro svolto in questi anni e per la disponibilità a fare un passo di lato”. Un omaggio dovuto, anche se le voci delle ultime ore non sono del tutto rassicuranti: secondo un parlamentare Pd il presidente uscente non avrebbe preso bene di essere, alla fine, l’unico ‘ex presidente’ escluso dalla corsa elettorale e non sarebbe da escludere un suo ripensamento. Emiliano potrebbe scegliere di correre con una lista civica a lui collegata, riaprendo una discussione che la Schlein sperava di avere chiuso.

Si vedrà nei prossimi giorni, il candidato presidente intanto incassa anche il sostegno di Giuseppe Conte: “Le parole di Decaro sono una buona notizia. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, i leader di Avs, invitano tutti ad andare oltre: “Ringraziamo Antonio Decaro che con la sua scelta consente a tutta la coalizione di concentrarsi sui bisogni della Puglia e dei pugliesi. Ora, tutti insieme al lavoro per vincere le elezioni e battere la destra”.

Cucinotta ricorda Armani: “Qui a Venezia il primo red carpet con lui”

Venezia, 5 set. (askanews) – “Per me Venezia un ricordo di Giorgio Armani, perch la mia prima volta qui stata proprio con lui, che mi ha accompagnato sul red carpet e mi ha vestita e mi stato vicino perch non era facile, Massimo (Troisi, ndr) non c’era pi ed ero emotivamente molto scossa”: lo ha raccontato Maria Grazia Cucinotta alla Mostra di Venezia in occasione della presentazione del film “The Sound of Flames”, diretto a quattro mani dalla regista cinese Ye Yiyun e l’italiano Giuseppe Ferlito, di cui madrina.

“Mi stringeva la mano e poi mi sempre stato vicino nelle occasioni pi belle della mia vita: dagli Oscar, alla prima di James Bond, a tutte le altre prime, al mio matrimonio. stato un percorso di 20 anni e lui mi ha sempre fatto splendere con estrema eleganza”, ha aggiunto l’attrice, sottolineando che Giorgio Armani lascia “Giorgio Armani, il suo nome in giro per il mondo, lascia tutto quello che il Made in Italy, noi siamo Made in Italy anche grazie a lui, fieri di essere italiani”.

Il film narra il viaggio interiore di Meng Ran, un affermato poeta cinese che, durante un viaggio in treno, rievoca i ricordi dell’infanzia e della giovinezza vissuta nel periodo conclusivo della Rivoluzione Culturale.

Maria Grazia Cucinotta considerata un’icona del cinema italiano in Cina, dove ha preso parte a numerosi progetti e che meglio di ogni altro artista rappresenta il legame e fusione tra le due rispettive arti cinematografiche.

Quando la tecnologia da perfezionare, missione fallita per il robot

Berlino, 5 set. (askanews) – Quando la tecnologia da perfezionare. A Ifa 2025, la fiera tech di Berlino specializzata in soluzioni domestiche, sono tanti gli stand che mettono in mostra un futuro fatto di robot tuttofare che potrebbero renderci la vita pi semplice. Ma non tutto va sempre per il verso giusto: come nel caso di questo robot simile a uno Stormtrooper di Star Wars preposto a smistare la biancheria. In un caso la mano robotica rischia di far cadere il cesto, in un altro va a vuoto, una terza volta il robot inizia a disporre la biancheria sul cesto in bilico. Subito l’intervento degli addetti per riprogrammarlo. Robot immobile e una missione fallita che fa quasi tenerezza.

La commissione Ue multa Google per 2,5 mld: distorta concorrenza

Roma, 5 set. (askanews) – La commissione europea ha inflitto a Google una multa di 2,95 miliardi di euro per aver violato le norme Antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nel settore delle tecnologie pubblicitarie. Lo ha fatto favorendo i propri servizi di tecnologia pubblicitaria display online a scapito dei fornitori concorrenti di servizi di tecnologia pubblicitaria, degli inserzionisti e degli editori online.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche di auto-preferenza e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesse intrinseci lungo la catena di fornitura dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione su come intende procedere.

“La decisione odierna dimostra che Google ha abusato della sua posizione dominante nell’adtech, danneggiando editori, inserzionisti e consumatori – ha detto Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva dell’Ue per una Transizione pulita, giusta e competitiva – questo comportamento è illegale secondo le norme Antitrust dell’Ue. Google deve ora proporre una soluzione seria per risolvere i suoi conflitti di interesse e, se non ci riuscirà, non esiteremo a imporre misure rigorose. I mercati digitali esistono per servire le persone e devono essere fondati sulla fiducia e sull’equità. E quando i mercati falliscono, le istituzioni pubbliche devono agire per impedire agli attori dominanti di abusare del loro potere. La vera libertà significa parità di condizioni, dove tutti competono ad armi pari e i cittadini hanno un autentico diritto di scelta”.

L’indagine della commissione ha rilevato che Google detiene una posizione dominante nel mercato dei server pubblicitari per editori con il suo servizio “Dfp” e nel mercato degli strumenti per l’acquisto programmatico di annunci per l’open web con i suoi servizi “Google Ads” e “DV360”. Entrambi i mercati si estendono all’intero spazio economico europeo.

In particolare, la commissione ha rilevato che, almeno tra il 2014 e oggi, Google ha abusato di queste posizioni dominanti in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Bruxelles ha concluso che queste condotte miravano a conferire intenzionalmente un vantaggio competitivo e potrebbero aver precluso l’accesso agli ad exchange concorrenti.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesselungo la filiera dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione delle misure che intende proporre a tal fine. Una volta ricevute, la commissione le valuterà per verificare se eliminano i conflitti di interesse. In caso contrario, fatto salvo il diritto di Google di essere ascoltata, la commissione procederà a imporre un rimedio appropriato. La commissione ha già espresso il suo parere preliminare secondo cui solo la cessione da parte di Google di una parte dei suoi servizi risolverebbe la situazione di conflitti di interessi, ma desidera prima ascoltare e valutare la proposta di Google.

"Love at first sight" di Jacopo Reale vince il Reply AI Film Festival

Roma, 5 set. (askanews) – A Venezia il linguaggio del cinema ha incontrato le potenzialità dell’intelligenza artificiale grazie alla seconda edizione del Reply AI Film Festival, la competizione internazionale ideata da Reply aperta a tutti i creativi che hanno realizzato un cortometraggio con il supporto di nuove tecnologie e strumenti di intelligenza artificiale.

Dopo un’attenta selezione tra oltre 2500 cortometraggi provenienti da 67 paesi, sono stati decretati i vincitori dell’edizione 2025 nel corso di una coinvolgente cerimonia di premiazione che si è svolta il 4 settembre presso la lounge Priceless di Mastercard all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, in contemporanea con l’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Guidata dal regista Gabriele Muccino, la giuria internazionale – composta, tra gli altri, da Rob Minkoff, Caleb & Shelby Ward, Denise Negri, Dave Clark, Charlie Fink, Filippo Rizzante, Caroline Ingeborn, Paolo Moroni e Guillem Martinez Roura – ha assegnato tre premi principali ai cortometraggi che si sono distinti per originalità, qualità della produzione e uso consapevole dell’AI in tutte le fasi del processo creativo, dalla scrittura alla post-produzione.

“Love at First Sight” di Jacopo Reale è il cortometraggio vincitore di quest’edizione del Reply AI Film Festival. “Vincere con Love at First Sight non è solo un grande onore, ma anche uno stimolo a continuare a esplorare le possibilità visive e soprattutto narrative che l’AI apre. Il film ruota intorno all’atto dell’osservazione, domandandosi come le emozioni possano nascere da un’illusione. L’AI mi porta a distillare le storie nella loro essenza, dando ritmo e significato a immagini che non esistono in senso tradizionale, e che tuttavia possono evocare emozioni profonde”, ha dichiarato Reale.

“L’AI sta raggiungendo un punto incredibilmente complesso, davvero uno tsunami che cambierà completamente il mondo. Sono rimasto colpito dal realismo di alcuni corti, ma ciò che ci ha davvero guidati è l’emozione: l’ago della bilancia si sposta quando qualcosa ti smuove davvero. Se qualcosa ti emoziona, è il segno di una voce che ti parla in un modo in cui altre non lo fanno. Complimenti a tutti i creatori: siete stati sublimi, e come regista sono rimasto senza parole”, ha osservato Gabriele Muccino.

Il secondo premio è andato a “The Cinema That Never Was” di Mark Wachholz. “The Cinema That Never Was è la mia lettera d’amore ai sogni perduti del cinema. L’AI è diventata la mia compagna di scavo nell’immaginazione, aiutandomi a esplorare un vasto archivio di film, con storie mai raccontate e idee mai realizzate che, a volte, ci restano addosso più di quelle arrivate sullo schermo. Il futuro del cinema non è l’automazione, ma l’amplificazione della visione. Per questo sono grato a Reply AIFF, che mi ha permesso di riportare alla luce frammenti di quei film mai girati”, ha raccontato Wachholz.

Il terzo classificato è “Un Rêve Liquide” di Andrea Lommatzsch. “Lavoro con l’AI da anni e ho assistito alla sua evoluzione fino a diventare uno strumento in grado di aprire possibilità che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Per me, l’AI è diventata una vera opportunità per creare e fare cinema. La storia del mio cortometraggio era viveva già dentro di me, e l’AI mi ha dato la possibilità di darle vita”, ha commentato Lommatzsch.

Oltre ai premi principali, sono stati conferiti anche due riconoscimenti speciali: il Lexus Visionary Award, destinato alla produzione più visionaria e innovativa che meglio ha saputo integrare tecnologia, design e intuizione del futuro, che è stato conquistato da Instinct (Marcello Junior Costa), e l’AI for Good Award, promosso in collaborazione con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), destinato al miglior cortometraggio che mette in evidenza gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs), assegnato a Clown (Shanshan Jiang).

“Sono onorato che Instinct sia stato selezionato come finalista all’AIFF. Questo progetto presenta esclusivamente immagini generate con l’AI, eppure è scritto e montato come un film tradizionale, a dimostrazione di come questi nuovi strumenti possano servire la narrazione classica in qualunque modo scegliamo. La Gen-AI rende il cinema più democratico: chiunque, ovunque, ora può raccontare le proprie storie. Spero che i filmmaker continuino a usarla in modo responsabile, per spingere la creatività in avanti e dare voce a sempre più persone”, ha osservato Marcello Junior Costa.

“Partecipare al Reply AIFF è stata per me un’esperienza profondamente significativa. Il mio film, Clown, è incentrato su una talentuosa clown che perde gradualmente il senso di sé mentre cerca di compiacere il pubblico. L’uso dell’AI non solo ha arricchito la narrazione, ma ha anche mostrato come la tecnologia possa ampliare l’espressione artistica oltre i mezzi tradizionali. Per me, l’AI non è una sostituta, ma una collaboratrice, e guardo con fiducia a un futuro in cui continuerà ad ampliare le possibilità creative”, ha spiegato Shanshan Jiang.

I vincitori sono stati selezionati per aver interpretato al meglio il tema dell’edizione – “Generation of Emotions” – esplorando come l’intelligenza artificiale possa generare emozioni autentiche e coinvolgenti attraverso il linguaggio cinematografico.

“Questa edizione del Reply AI Film Festival conferma come l’intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, possa diventare un vero alleato della creatività. I cortometraggi premiati dimostrano che la tecnologia non sostituisce la sensibilità artistica, ma la amplifica, offrendo ai giovani talenti nuove possibilità di sperimentare linguaggi, emozioni e visioni innovative”, ha dichiarato Filippo Rizzante, CTO di Reply. “Il Festival rappresenta un laboratorio unico in cui il cinema incontra l’AI, stimolando un dialogo che apre scenari sempre più ricchi e accessibili per l’industria creativa”, ha concluso.

La Ue ha multato Google per 2,5 miliardi

Roma, 5 set. (askanews) – La Commissione europea ha inflitto a Google una multa di 2,95 miliardi di euro per aver violato le norme Antitrust dell’Ue distorcendo la concorrenza nel settore delle tecnologie pubblicitarie. Lo ha fatto favorendo i propri servizi di tecnologia pubblicitaria display online a scapito dei fornitori concorrenti di servizi di tecnologia pubblicitaria, degli inserzionisti e degli editori online.

La commissione ha ordinato a Google di porre fine a queste pratiche di auto-preferenza e di attuare misure per porre fine ai suoi conflitti di interesse intrinseci lungo la catena di fornitura dell’adtech. Google ha ora 60 giorni di tempo per informare la commissione su come intende procedere.

Venezia 82, Leoncino d’oro a "The Voice Of Hind Rajab"

Roma, 5 set. (askanews) – Leoncino d’Oro della 82esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia al film “The Voice Of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania.

Nella penultima giornata del festival si è svolta all’Hotel Excelsior la cerimonia di premiazione del Leoncino d’Oro istituito da AGISCUOLA e promosso da A.G.I.S., A.N.E.C. e Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC e MIM. La Giuria, composta da giovani studenti e studentesse, uno per Regione, rappresentanti della scuola italiana, ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “Un film che non si limita a raccontare una storia, ma che la vive, la respira. Un’opera che ci rende inevitabilmente testimoni consapevoli e impotenti difronte alla straziante rappresentazione dell’inutile scorrere del tempo. L’utilizzo di voci e immagini autentiche, condensate in scene di realismo tagliente, rendono l’immediatezza e la sincerità del sentimento vissuto, che non è solo un elemento narrativo, ma un riverbero emotivo che ci scava dentro, restituendo tutto il peso dell’esperienza che ci viene mostrata. Una magistrale interpretazione degli attori che si mettono a servizio della realtà, rendendo il legame con la recitazione indistinguibile. Una pretesa di umanità, un urlo necessario che desta le coscienze assopite”.

Presenti alla cerimonia Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Alberto Barbera, Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Andrea Del Mercato, Direttore Generale La Biennale, Mauro Antonelli, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Pierro, Direttore Generale della Comunicazione e delle Relazioni Istituzionali del MIM, Luigi Lonigro, Presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici.

Sono intervenuti all’evento Vincenzo Mannino, Consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, Mario Lorini, Presidente ANEC e Vicepresidente AGIS, Simone Gialdini, Direttore Generale ANEC, Bruno Zambardino, Direzione generale Cinema e audiovisivo del MIC e Stefania Radoccia, Vicepresidente dell’UNICEF Italia.

Alla sua 37esima edizione, il Leoncino è diventato nel tempo uno dei premi collaterali più rilevanti e significativi della Mostra del Cinema, perché ad assegnarlo sono i giovani studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado rappresentanti dei migliaia di giovani partecipanti alle Giurie territoriali del David Giovani sparse in tutta Italia e dei progetti CIPS promossi nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MIC e MIM.

A seguito dell’accordo con il Comitato Italiano per l’UNICEF, inoltre, la Giuria ha assegnato anche la Segnalazione Cinema For UNICEF a “The Voice Of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania con la seguente motivazione: “Per aver saputo trasformare la straziante verità nella voce di una bambina, che si fa grido di dolore di ogni infanzia tradita, di ogni innocenza rubata e massacrata dall’abominio di questa guerra. Per averci costretto a guardare oltre lo schermo, misurando in quel silenzio assordante il vero confine della nostra umanità e intimandoci di agire, perché ogni giorno di silenzio è un giorno in più di sofferenza”.