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The Human Safety Net, 100 ritratti di rifugiati in piazza San Marco

Venezia, 3 set. (askanews) – Cento ritratti fotografici di rifugiati in grande formato su Piazza San Marco a Venezia: la mostra “Dreams in transit” della Casa di The Human Safety Net si arricchisce di una nuova installazione ispirata al progetto “Inside out” dell’artista JR per portar attenzione sulle storie, spesso invisibili, di chi affronta, insieme alla Fondazione The Human Safety Net, il percorso di inclusione e integrazione.

“Abbiamo voluto uscire nella piazza – ha detto ad askanews Emma Ursich, CEO della Fondazione – perché crediamo che il linguaggio dell’arte sia universale, possa parlare a tantissime persone in una maniera trasversale, potente, così come ‘Inside Out’, il format che ha inventato JR diversi anni fa, ha fatto in tante parti del mondo, sollevando attenzione e consapevolezza su tanti diversi temi. In questo caso la maggior parte dei ritratti che troviamo in facciata sono di persone che hanno partecipato ai programmi della Human Safety in tre diversi Paesi che favoriscono l’inserimento lavorativo e lo sviluppo di piccole imprese da parte di migranti e rifugiati”.

L’installazione è curata dalla Art for Action Foundation, e i soggetti sono ritratti di spalle, per condividere la stessa prospettiva degli spettatori che li osservano dalla piazza. L’obiettivo del progetto è anche quello di riflettere sul modo in cui l’arte può avere un impatto forte sulla società, contribuendo al lavoro che la Fondazione THSN porta avanti in 25 Paesi, con un impegno costante. “Il nostro lavoro – ha aggiunto Emma Ursich – continua tutti i giorni, sono più di 800 location nel mondo in cui abbiamo sia i centri per le famiglie vulnerabili con bambini da zero a sei anni, sia incubatori e centri di formazione e qui a Venezia siamo un luogo aperto alla comunità dove ci piace coinvolgere le persone sia attraverso l’arte sia attraverso la mostra permanente che parla di potenziale, ma anche con tanti diversi eventi per adulti, per bambini, internazionali e anche più, perché per noi è importante avere un luogo di incontro, di dibattito, di dialogo: immaginiamo questa nostra fondazione come un movimento di persone che aiutano persone”.

La collaborazione tra The Human Safety Net e Art for Action nasce da una visione condivisa, orientata al sostegno delle persone più vulnerabili. In particolare il programma Per i Rifugiati, che favorisce l’integrazione attraverso l’imprenditorialità e la formazione professionale. Dal suo lancio nel 2017, il programma ha raggiunto oltre 13.000 persone in 6 Paesi, supportando la creazione di più di 650 start-up e generando oltre 1.500 posti di lavoro, grazie alla collaborazione con 30 organizzazioni non governative.

La realt di Gaza alla Mostra. Commozione per “The Voice of Hind Rajab”

Venezia, 3 set. (askanews) – Emozione, commozione, applausi scroscianti alla Mostra di Venezia per “The Voice of Hind Rajab” di Kouther Ben Hania, che ci porta dentro l’orrore di Gaza. Nel film si ascolta la vera voce della bambina di sei anni che il 29 gennaio 2024 chiam i volontari della Mezzaluna Rossa in cerca di aiuto perch intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza. Il suo nome era Hind Rajab.

Di fronte ai giornalisti una delle protagoniste del film, Saja Kilani, ha lanciato un appello: “Da parte di noi attori e di tutta la squadra del film chiediamo: non abbastanza, della deumanizzazione, della distruzione, dell’occupazione? Questa storia porta il peso di un intero popolo, la sua voce una dei 10mila bambini uccisi in questi due anni a Gaza” ha detto l’attrice, che ha poi affermato: “Dobbiamo lasciare che la voce di Hind risuoni in tutto il mondo, che ci ricordi del silenzio che stato costruito attorno a Gaza. Dobbiamo assolutamente ricordarci che non ne possiamo pi. Adesso. Dobbiamo chiedere giustizia per l’umanit intera, per il futuro di ogni bambino. Adesso basta”.

Ucraina, Putin: pronto a incontrare Zelensky a Mosca

Roma, 3 set. (askanews) – “Lasciate che Zelensky venga a Mosca e l’incontro avrà luogo”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa a Pechino, aggiungendo che l’incontro col presidente ucraino dovrà essere “ben preparato”. “La tragedia in Ucraina va imputata a chi ha ignorato le esigenze di sicurezza della Russia”,  ha aggiunto il presidente russo.

“La Russia si è sempre opposta all’adesione dell’Ucraina alla Nato, ma non ha mai contestato la
sua candidatura all’Ue”, ha ribadito Putin. “Siamo sempre stati contrari all’adesione dell’Ucraina al blocco nord atlantico, ma non abbiamo mai messo in discussione il suo diritto a condurre attività economiche e commerciali come meglio crede, anche in vista di una sua possibile adesione all’Unione Europea”, ha dichiarato Putin, così come riportano le agenzie russe.

Romaeuropa, 40esima edizione al via con "Afanador" di Marcos Morau

Roma, 3 set. (askanews) – La quarantesima edizione del Romaeuropa Festival si apre il 4 settembre nel segno del dialogo culturale tra Italia e Spagna. Ad inaugurare il festival diretto da Fabrizio Grifasi quest’anno ci sarà “Afanador” di Marcos Morau, in scena il 4 e 5 al Teatro Costanzi. Lo spettacolo si inserisce nelle celebrazioni dei 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Spagna e vede protagonista il prestigioso Ballet Nacional de España diretto da Rubén Olmo. Morau porta in scena in prima nazionale, con trentatré danzatori e nove musicisti, uno spettacolo ispirato al leggendario fotografo colombiano Rubén Afanador, noto per il suo stile unico, capace di trasformare la moda, il ritratto e la danza in visioni oniriche e surreali.

Alla presentazione dell’edizione 2025 del Romaeuropa Festival, che si è tenuta nella residenza dell’Ambasciata di Spagna a Roma, Morau ha detto: “Afanador osserva il flamenco attraverso una lente deformante, una lente fatta di sogni, desideri e ricordi. Il suo sguardo surrealista è molto simile allo sguardo sul mondo che si è sviluppato nel lavoro di questi anni con la mia compagnia, La Veronal: uno sguardo che cerca di non rappresentare il mondo esistente, ma di inventarne di nuovi”.

A proposito dello speciale anniversario del Romaeuropa Festival, il quarantesimo, il presidente della Fondazione Guido Fabiani ha sottolineato “la dimensione culturale, nazionale e europea che ha caratterizzato sua attività”. Monique Vaute, fondatrice e vicepresidente vicario della Fondazione, ha ricordato invece come il festival abbia sempre mantenuto il suo spirito originario, di “luogo d’incontro, di dialogo culturale, di strumento per stimolare curiosità e pensiero, che ha difeso sperimentazione e libertà di pensiero”. Il programma della prima settimana della quarantesima edizione del Romaeuropa Festival prosegue l’8 e il 9 settembre al Teatro India con Anne Teresa De Keersmaeker che presenterà in prima nazionale “A little bit of the moon”, lavoro al confine tra danza e teatro costruito insieme al regista, autore e artista visivo libanese Rabih Mroué.

Il 9 e il 10 settembre l’Auditorium Conciliazione ospiterà invece la Dresden Frankfurt Dance Company con un doppio spettacolo. A inaugurare la serata ci sarà l’ultima coreografia destinata al palcoscenico firmata da William Forsythe, “Undertainment”, poi il testimone passerà al coreografo e danzatore Ioannis Mandafounis, attuale direttore della Dresden Frankfurt Dance Company, che con “Lisa” proporrà un esperimento di “coreografia dal vivo” in cui i danzatori prendono possesso spontaneamente del palcoscenico, guidati dalle musiche di Gabriel Fauré.

L’edizione di quest’anno durerà fino al 16 novembre, con un totale di 110 spettacoli per 250 repliche e 700 artisti da tutto il mondo.

Ex Ilva, Urso: a Genova ampio consenso su forno elettrico

Genova, 2 set. (askanews) – ” stato un confronto trasparente e responsabile con la citt e la Regione. C’ un ampio consenso per il rilancio della siderurgia nel polo di Cornigliano tramite l’utilizzo di forni elettrici con tecnologia green se ci fosse l’interesse da parte dei player industriali che partecipano alla procedura per l’assegnazione degli impianti a realizzare un forno elettrico anche per l’area Nord nella citt di Genova”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, al termine dell’incontro con istituzioni locali, sindacati e comitati di cittadini sul futuro dello stabilimento ex Ilva di Genova.

“Il forno elettrico a Genova – ha aggiunto Urso – un’opportunit che pu essere data agli investitori a fronte del fatto che a Taranto sono previsti al massimo tre forni elettrici per una capacit complessiva che non pu superare le 6 milioni di tonnellate. Il problema vero che ci troviamo di fronte dove localizzare gli impianti di Dri che producono il pre-ridotto”.

Ex Ilva, Urso: obiettivo assegnare impianti in prima parte 2026

Genova, 2 set. (askanews) – “Se tutto andr come speriamo si potranno assegnare gli impianti ai nuovi investitori privati nella prima parte del prossimo anno. A quel punto potremo passare agli accordi di programma con gli investitori e gli enti locali” per stabilire “ci che necessario affinch i piani industriali vengano realizzati. Saranno mesi impegnativi”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando con i giornalisti al termine di un incontro a Genova sul futuro dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano.

Giubileo, apre mostra “Basilicata sacra”: arte e spiritualit

Roma, 3 set. (askanews) – Apre oggi, presso il Palazzo della Cancelleria di Roma, la mostra “Basilicata sacra: un altro cielo”, un viaggio tra le radici spirituali, artistiche e popolari della Basilicata.

L’esposizione, fino al 24 settembre, promossa dalla Regione Basilicata attraverso l’Agenzia di Promozione Territoriale, e grazie alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la Conferenza Episcopale della Basilicata (CEB). Si tratta di un progetto culturale e spirituale pensato per valorizzare la ricchezza e la vitalit della piet popolare, elemento identitario profondo della tradizione religiosa lucana.

“Questa mostra – spiega ad askanews Don Antonio Laurita, consulente scientifico della Conferenza Episcopale della Basilicata per il Giubileo – un itinerario che ci porta ad osservare non delle opere d’arte di pregio artistico, ma dei manufatti che nascono da artigiani locali, manufatti che vengono utilizzati per vivere con fede, con entusiasmo e collettivamente i momenti sacri della Basilicata. Momenti sacri che sono vissuti e sono offerti dai lucani per coinvolgere chiunque vi partecipi, perch ogni spettatore che vi entri in contatto ad assistere a quelle manifestazioni, utilizzando quegli stessi oggetti che vedete nelle mostre, possano diventare dei protagonisti vivendo non soltanto delle stesse azioni che facciamo noi lucani ma provando a vivere le stesse emozioni. Per questo – ribadisce don Laurita – anche attraverso questa mostra noi vogliamo dire che la Basilicata anche attraverso i riti sacri, il cuore religioso capace di ospitare, di coinvolgere quanti desiderano visitare la Basilicata”.

Realizzata in occasione del Giubileo 2025, l’esposizione propone un racconto immersivo e multisensoriale dei riti, dei simboli e delle espressioni di fede che animano le comunit locali, mettendo in luce la dimensione collettiva e partecipativa della religiosit popolare. Attraverso sezioni tematiche, la mostra offre una lettura trasversale e diacronica del fenomeno, alternando manufatti storici di grande valore devozionale a installazioni multimediali e ambienti immersivi capaci di restituire la forza evocativa dei gesti, delle voci, dei suoni e delle immagini che scandiscono la ritualit lucana.

Tra gli elementi in esposizione, simboli significativi provenienti da tutte le diocesi della Basilicata: oggetti processionali, reliquie, paramenti sacri, elementi lignei e cartapesta, oltre a una sezione dedicata alla Via Crucis reinterpretata in chiave contemporanea. Una sala immersiva condurr il visitatore nei luoghi e nei momenti pi intensi della piet popolare regionale, documentando l’intreccio tra fede, territorio e identit culturale.

Il percorso si snoda in quattro ambienti principali. La prima sala propone un simbolo identitario per ciascuna delle sei diocesi lucane, accompagnato da clip video. La seconda sala raccoglie elementi trasversali della piet popolare regionale – reliquie, oggetti rituali, proiezioni e suoni – che raccontano la forza del sentimento collettivo. La terza sala ospita una Via Crucis in stile contemporaneo, composta da 15 opere dell’artista Franco Corbisiero, valorizzate da luci, audio e installazioni simboliche. La quarta sala, immersiva, condurr il visitatore in un viaggio nei luoghi e nei riti pi intensi della spiritualit lucana, con video, suoni e testi narrativi capaci di restituire l’intreccio vivo tra fede, identit e territorio.

Ue-Mercosur, Governo: bene le salvaguardie, valuteremo approvazione

Roma, 3 set. (askanews) – Il governo italiano accoglie “con favore” le salvaguardie inserite nell’accordo Ue-Mercosur e valuterà “l’efficacia delle garanzie aggiuntive previste e la conseguente possibilità di sostenere o meno l’approvazione finale” dell’intesa. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“In relazione all’adozione da parte del Collegio dei Commissari del testo finale dell’Accordo UE-Mercosur, il Governo italiano accoglie con favore l’inserimento di un pacchetto di salvaguardie aggiuntive a tutela degli agricoltori europei. Tali salvaguardie aggiuntive – si legge nel comunicato – prevedono, come attivamente chiesto negli scorsi mesi dall’Italia, un meccanismo di monitoraggio e intervento rapido in caso di perturbazioni nei prezzi, anche a livello di singolo Stato membro, il rafforzamento dei controlli fito-sanitari sulle merci in ingresso per assicurarne il pieno rispetto di standard e regolamentazioni UE e l’impegno a prevedere compensazioni adeguate per le filiere agricole eventualmente danneggiate. In vista dei prossimi passaggi di approvazione formale dell’Accordo a Bruxelles, l’Italia valuterà, anche attraverso il coinvolgimento delle rilevanti associazioni di categoria, l’efficacia delle garanzie aggiuntive previste e la conseguente possibilità di sostenere o meno l’approvazione finale dell’Accordo UE-Mercosur”, conclude la nota.

Manovra, Orsini: non si aumenta il reddito dei lavoratori tagliando l’Irpef

Bologna, 3 set. (askanews) – “Il tema dei salari è sempre stato per noi centrale: non si incrementa il reddito dei lavoratori facendo un taglio dell’Irpef, ma facendo i contratti di produttività”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando le ipotesi di riduzione del taglio Irpef allo studio del governo per la manovra, a margine dell’assemblea di Confindustria Emilia a Bologna.

“Bisogna dare la possibilità alla gente di avere aumenti che non siano un taglio di una volta all’anno”, ha spiegato Orsini, sottolineando l’importanza di interventi strutturali piuttosto che una tantum. “Se mettiamo al centro l’industria, l’impresa che può produrre di più, può guadagnare e distribuire ricchezza, io credo che quella sia la via”.

Parlando della manovra il numero uno degli industriali ha detto che hanno iniziato a lavorarci “insieme al governo in questi giorni. Devo dire la verità abbiamo anche tra poche ore incontri per ragionare proprio sul fatto che stanno finendo tutti gli incentivi che oggi ci sono”, ha detto da Bologna, ricordando che “sono in scadenza una serie di misure” e gli industriali seduti al tavolo chiedono ulteriori “misure per 8 miliardi per sostenere l’impresa”.

“Industria 4.0 sta finendo, Industria 5.0 sta finendo, Zes unica e anche il credito d’imposta su ricerca e sviluppo stanno finendo – ha spiegato -. Così com’è, non è una ricerca e sviluppo e serve mettere al centro l’industria. Noi abbiamo chiesto misure per 8 miliardi per sostenere l’impresa e anche qui voglio dire una cosa: non è che se si mettono 8 miliardi sono presi, quei 8 miliardi vengono ridati dalle imprese”. “Parte degli investimenti ritornano con l’Iva e soprattutto col gettito che generano queste imprese e soprattutto con le assunzioni” ha concluso.

M.O., Bonelli: aerei israeliani a Sigonella, il Governo spieghi

Roma, 3 set. (askanews) – “Chiediamo immediate spiegazioni al governo su quanto accaduto nelle ultime ore: tre aerei militari israeliani hanno sorvolato la Sicilia e sono atterrati nella base militare di Sigonella”. È quanto dichiara in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Uno di questi velivoli, un KC-130H, è decollato ieri dalla base aerea di Nevatim in Israele alle 15:10 ed è atterrato a Sigonella alle 18:40, per poi ripartire. È inaccettabile – avverte l’esponente di AVS – che basi italiane vengano utilizzate da aerei militari di uno Stato che sta conducendo un massacro contro il popolo palestinese”.

“Il Governo deve dirci chiaramente: questi aerei – dice ancora Bonelli – sono venuti a spiare la Global Sumud Flotilla, che in questi giorni si sta muovendo nel Mediterraneo per rompere l’assedio di Gaza, oppure sono venuti a caricare materiale bellico? In entrambi i casi, saremmo di fronte a una gravissima complicità dell’Italia. Per questo presenteremo immediatamente un’interpellanza urgente in Parlamento: non è tollerabile che il nostro Paese metta a disposizione il proprio territorio e le proprie basi per operazioni militari che hanno come unico obiettivo quello di prolungare – conclude – il genocidio a Gaza”.

L’Ue presenta un nuovo accordo per gli scambi commerciali con i Paesi del Mercosur

Roma, 3 set. (askanews) – La Commissione europea ha presentato le sue proposte per un nuovo accordo commerciale con l’area del Mercosur, una intesa che si inserisce nella strategia di Bruxelles per diversificare i canali di scambio nell’ambito delle tensioni geopolitiche globali e di quelle con l’amministrazione Trump negli Usa.

L’intesa riguarda sia il Messico, sia Argentina, Brasile, Paraguay Uruguay. Secondo i propositi di Bruxelles creerà la maggiore area di libero scambio commerciale al mondo coinvolgendo 700 milioni di consumatori.

Secondo la Ue l’intesa assicurerebbe un aumento delle esportazioni dalla Ue verso il Mercosur sul fino al 39%, per un equivalente di 49 miliardi di euro sostenendo oltre 440.000 posti di lavoro complessivamente in Europa. L’intesa punta a ridurre i dazi ritenuti più proibitivi praticati dai paesi Mercosur sulle esportazioni provenienti dalle Ue, anche su prodotti industriali chiave come auto (attualmente sottoposte al 35%) macchinari apri ora i dazi sull’Ue sono al 14-20%) e farmaci.

L’intesa renderà inoltre più facile le imprese europee investire in catene di approvvigionamento chiave, anche per le materie prime e beni collegati in un quadro di tutela dei requisiti ambientali e sul mercato del lavoro. Secondo quanto riferito dal commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, l’intesa prevede anche “quote calibrate” sugli interscambi di merci tra le due aree.

Per quanto riguarda l’ambito agroalimentare, verranno anche qui ridotti i dazi praticati sulle esportazioni Ue, che Bruxelles stima potranno crescere del 50% verso l’area.

Ue presenta nuovo accordo scambi commerciali con Paesi Mercosur

Roma, 3 set. (askanews) – La Commissione europea ha presentato le sue proposte per un nuovo accordo commerciale con l’area del Mercosur, una intesa che si inserisce nella strategia di Bruxelles per diversificare i canali di scambio nell’ambito delle tensioni geopolitiche globali e di quelle con l’amministrazione Trump negli Usa.

L’intesa riguarda sia il Messico, sia Argentina, Brasile, Paraguay Uruguay. Secondo i propositi di Bruxelles creerà la maggiore area di libero scambio commerciale al mondo coinvolgendo 700 milioni di consumatori.

Secondo la Ue l’intesa assicurerebbe un aumento delle esportazioni dalla Ue verso il Mercosur sul fino al 39%, per un equivalente di 49 miliardi di euro sostenendo oltre 440.000 posti di lavoro complessivamente in Europa. L’intesa punta a ridurre i dazi ritenuti più proibitivi praticati dai paesi Mercosur sulle esportazioni provenienti dalle Ue, anche su prodotti industriali chiave come auto (attualmente sottoposte al 35%) macchinari apri ora i dazi sull’Ue sono al 14-20%) e farmaci.

L’intesa renderà inoltre più facile le imprese europee investire in catene di approvvigionamento chiave, anche per le materie prime e beni collegati in un quadro di tutela dei requisiti ambientali e sul mercato del lavoro. Secondo quanto riferito dal commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, l’intesa prevede anche “quote calibrate” sugli interscambi di merci tra le due aree.

Per quanto riguarda l’ambito agroalimentare, verranno anche qui ridotti i dazi praticati sulle esportazioni Ue, che Bruxelles stima potranno crescere del 50% verso l’area.

Verso Cdm domani pomeriggio, attesa riforma esame di maturità

Roma, 3 set. (askanews) – Dovrebbe tenersi domani alle 15.30 la seduta del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno, tra le altre cose, dovrebbe essere inserito il cosiddetto “decreto maturità” per la riforma dell’esame di Stato che introdurrà, tra le altre cose, l’obbligatorietà di sostenere la prova orale per essere promossi. Non basteranno più solo crediti di ingresso e prove scritte, come accaduto quest’anno agli studenti che per protesta non hanno sostenuto la prova orale.

Violenza sulle donne, la procura di Roma verso maxi inchiesta sui siti sessisti

Roma, 3 set. (askanews) – Gli inquirenti della Procura capitolina indagheranno su siti internet e gruppi social a contenuto sessista. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio si profila una maxi inchiesta sul caso delle foto di donne, anche attrici, giornaliste od esponenti politiche, pubblicate sul web senza il loro consenso. I magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, attendono l’informativa della polizia postale che indaga sul sito “Phica”, e l’incartamento potrebbe confluire nel filone che è stato avviato riguardo il gruppo Facebook “mia moglie”.

Gaza,Pd sale a bordo Flotilla, Schlein: fa quello che Meloni e Ue non fanno

Roma, 3 set. (askanews) – “Global Sumud Flotilla fa quello che dovrebbero fare e non fanno il governo italiano e quelli europei. Cerca di rompere il blocco degli aiuti umanitari, del cibo, dell’energia, dell’acqua, ai palestinesi operato dal governo criminale di Netanyahu e dei suoi ministri, che parlano apertamente della loro intenzione di cancellare Gaza e la Palestina. Flotilla è una missione – continua Schlein – che ha il nostro pieno sostegno e che il Partito Democratico sosterrà concretamente anche con la partecipazione di due parlamentari a bordo delle navi, Annalisa Corrado e Arturo Scotto.” Lo ha annunciato la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Saremo sulla Global Sumud Flottila. Si tratta della più grande missione umanitaria degli ultimi anni ed è importante sostenere i tanti attivisti che si sono mobilitati da tutto il mondo”, fanno eco la parlamentare europea Corrado e il Scotto.

“Genova – affermano i due parlamentari del Pd – con i ragazzi di music for peace sono state raccolte trecento tonnellate di beni di prima necessità. Una prova straordinaria di solidarietà concreta. Vogliamo che quegli aiuti arrivino a destinazione e che si rompa finalmente quel blocco. I governi si mobilitino a protezione diplomatica e istituzionale della flottilla, disarmata, pacifica e che si muove nel pieno rispetto del diritto internazionale, così come lo sta facendo l opinione pubblica di tutto il mondo.”

Gb, Reeves sotto pressione mercati prende tempo su piano Bilancio

Roma, 3 set. (askanews) – Sotto pressione da parte dei mercati, dei media e, secondo vari osservatori, anche del suo partito e del premier, la cancelliera dello Scacchiere della Gran Bretagna, Rachel Reeves, l’equivalente di ministro delle finanze, cerca di prendere tempo per la presentazione del piano di bilancio. Un intervento circondato da forti attese, data l’impennata dei costi di rifinanziamento dei titoli di Stato Gb alla quale dovrebbe cercare di porre rimedio.

In un videomessaggio pubblicato oggi su doversi social media, Reeves ha riferito di aver fissato al lontano 26 novembre la data di presentazione del piano di bilancio. Lo scorso anno era avvenuto il 30 ottobre.

“Significa che fronteggerà quasi tre mesi di speculazioni su come intenda colmare il buco che si è spalancato nelle finanze pubbliche”, commenta il Financial Times.

Intanto, nei giorni scorsi la sterlina ha subito nuovi deprezzamenti, mentre i costi di rifinanziamento dei titoli di Stato britannici a più lunga scadenza, già i più alti di tutti i paesi del G7, sono saliti ulteriormente tornando in prossimità dei massimi da oltre 25 anni: sui bond trentennali i tassi hanno superato il 5,70%.

Si tratta peraltro di valori ben più alti di quelli che si erano visti a seguito del controverso “mini budget” dell’allora premier Liz Truss, il cui governo conservatore era stato travolto a seguito delle tensioni sui titoli di Stato Gb nel nell’autunno del 2022, dopo una brevissima permanenza in carica.

Sui Gilt decennali i rendimenti restano non lontani dal massimo da 16 anni a questa parte che era stato raggiunto lo scorso gennaio, al 4,93%. A metà seduta il tasso decennale Gb si lima al 4,8% dopo aver aperto al 4,81%. A titolo di confronto i tassi sui titoli del Tesoro Usa decennali si attestano attorno al 4,2-4,3%, mentre nell’area euro, dove i tassi ufficiali sono molto più bassi (2%) i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi decennali sono al 2,77%, quelli dell’Italia al 3,68%.

Il Regno Unito spicca come la maglia nera su del G7 su costi di rifinanziamento del debito pubblico. Il tutto dopo i marcati aumenti della spesa pubblica e sociale decisi dal governo guidato da Keir Starmer, la cui gestione dei conti è stata affidata appunto Reeves ma con recenti malcontenti tra i laburisti e episodi ad alto impatto mediatico. In una seduta parlamentare nei mesi scorsi, la Reeves era apparsa quasi in lacrime mentre a una domanda diretta Starmer non aveva difeso il suo operato, salvo poi correggersi successivamente.

Nelle ultime sedute la sterlina ha perso nuovamente terreno calando a 1,3395 oggi sul dollaro Usa, sui minimi da circa un mese. Ma bisogna tenere conto che si partiva da valori molto bassi: a gennaio il Gb pound era crollato ai minimi fin dagli anni 80 del secolo scorso.

La cancelliera dello Scacchiere deve preparare il suo piano di Bilancio sotto pressione da parte degli operatori di mercato. Secondo alcune indiscrezioni di stampa Starmer avrebbe perfino fatto “circondare” Reeves da un gruppo di esperti per l’elaborazione del piano.

Tuttavia, il problema di fondo, secondo il Financial Times, è che molti operatori ritengono che i tagli che sarebbero necessari per rimettere i conti Uk su un percorso sostenibile non saranno avallati dal dalla maggioranza laburista. E una correzione basata prevalentemente su aumenti delle imposte innescherebbe ulteriori emorragie di capitali.

Su questo è eloquente il messaggio con cui la stessa Reeves accompagna oggi l’annuncio della fissazione della data per il piano di bilancio. Cita i rincari delle bollette, i crescenti costi della vita, l’inflazione. Rivendica gli aumenti del welfare mentre non menziona il problema di far quadrare i conti pubblici. (fonte immagine: UK Treasury).

Almasri, Dori: il 30 voto in Giunta su autorizzazioni a ministri

Roma, 3 set. (askanews) – “L’Ufficio di presidenza di questa mattina ha deciso di procedere secondo il seguente calendario: la prossima settima si terrà la prima seduta nella quale il relatore illustrerà i contenuti della richiesta di autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti dei Ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano dal Tribunale dei ministri; orientativamente il 17 o 18 settembre, terremo la seconda seduta con la possibile audizione dei ministri e del sottosegretario interessati dal procedimento o per una loro memoria; immediatamente dopo si terrà la terza seduta per la discussione generale; successivamente avremo la quarta seduta per la presentazione della proposta del relatore; infine, martedì 30 settembre voteremo la proposta per l’Assemblea che sarà approvata o respinta a maggioranza semplice (in Assemblea il diniego di autorizzazione deve essere votato a maggioranza assoluta dei voti, altrimenti l’autorizzazione si intende concessa)”. Lo ha reso noto il presidente della Giunta per le autorizzazioni Devis Dori, subito dopo l’Ufficio di presidenza di oggi.

Dori aggiunge: “riguardo alla scelta di questa presidenza di nominare relatore il vicepresidente Gianassi, appartenente a un gruppo di minoranza, essa è conforme a vari precedenti. Mi riferisco ai seguenti: 1) caso Signorile del 1993 – relatore Ayala (PRI); 2) caso De Lorenzo del 1993 – relatore Valensise (MSI-DN); 3) caso Prandini del 1994 – relatore Galasso(La Rete); 4) caso Lattanzio del 1994 – relatore Paggini (I Democratici); 5) caso De Mita del 1994 – relatore Finocchiaro (Progressisiti Federativo); 6) caso Marini del 1995 – relatore Grimaldi (Rifondazione comunista); 7) caso Radice del 1997- relatore Carrara (PRI); 8) caso Lunardi del 2010 – relatore Castagnetti (PD). La decisione di questa presidenza è dunque il linea con una consolidata prassi”, ho concluso Dori.

Sicurezza, Lega: spese militari non per guerra ma per assumere forze ordine

Roma, 3 set. (askanews) – “Siamo determinati affinché l’aumento delle spese militari rafforzi la sicurezza interna, con particolare riferimento al controllo di aree sensibili come le infrastrutture strategiche. Nessun soldato italiano in guerra: è invece importante assumere più donne e uomini in divisa, per presidiare le nostre strade e le nostre stazioni, e contrastare l’immigrazione clandestina e difendere i nostri confini”. Lo dichiarano i capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Gaza, Global Sumud Flotilla: barche partono il 7 dall’Italia, ci aspettiamo di essere protetti dal nostro Stato

Roma, 3 set. (askanews) – “Le barche dall’Italia partiranno invece che domani il 7 settembre, perché le barche spagnole sono in ritardo. Ci potremo riunire insieme in un punto di incontro e da lì navigare insieme per raggiungere le acque di fronte alla Striscia di Gaza, che sono a sovranità palestinese”. Lo ha detto, in una conferenza stampa nella Sala Caduti di Nassirya al Senato, Maria Elena Delia, insegnante di fisica e matematica e referente nazionale della Global Sumud Flotilla.

“Abbiamo già avuto la visita di droni stanotte, sulle barche spagnole, non sono stati identificati, non sappiamo da dove siano arrivati ma c’erano. Ci aspettiamo i droni, un blocco, un’intercettazione, ci aspettiamo di essere abbordati, rapiti. Dal nostro punto di vista si tratta di un rapimento in acque internazionali” ma al tempo stesso, ha ribadito Delia, “ci aspettiamo di essere tutelati e protetti dallo Stato italiano al quale apparteniamo”.

Nessuna delle nostre barche – ha aggiunto Delia – è pubblica, chiunque pubblichi video non è stato autorizzato da noi e questo per una questione di sicurezza. La barca di Emergency ha deciso di navigare con noi e vogliamo ringraziarla con tutto il cuore. Avremo anche una barca con osservatori legali che ci seguirà, ma qualunque altra barca i cui proprietari dicono che è con la Global Sumud Flotilla non è con noi”.

Ci saranno anche rappresentanti del mondo politico a bordo delle barche che mirano a portare aiuti umanitari a Gaza. “Con noi partirà Benedetta Scuderi europarlamentare di Avs e ci saranno altri tre esponenti di altri due partiti: Arturo Scotto e Annalisa Corrado del Pd, Marco Croatti del Movimento cinquestelle”, ha aggiunto Delia.

“Cinque barche sono partite dalla Liguria e stanno arrivando in Sicilia e sapete cosa stanno facendo le persone che sono a bordo: un corso di training di non violenza, per essere certi che qualunque cosa ci facciano, noi non risponderemo, saremo fermi e immobili, chiunque salirà non muoverà un dito anche se aggredito”, ha inoltre reso noto la referente nazionale della Global Sumud Flotilla. “Porte aperte al ministro Tajani – ha aggiunto – sulle nostre barche se vorrà venire a verificare che non siamo terroristi, parliamo, ci prendiamo un caffè…”.

Intanto le Forze di Difesa Israeliane hanno reso noto che la Marina militare di Tel Aviv ha condotto due giorni fa un’esercitazione congiunta nel Mar Mediterraneo con i sistemi di gestione del combattimento marittimo e la Brigata Settentrionale della Divisione di Gaza.

Le forze, fa sapere l’Idf, hanno messo in atto una varietà di scenari di combattimento lungo il confine marittimo e procedure di emergenza presso i posti di comando, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa e il coordinamento in tempo reale tra le forze navali e terrestri.

La comunicazione, scrive il Times of Israel, arriva pochi giorni prima che la Global Sumud Flotilla, flottiglia di attivisti che porta aiuti umanitari per la popolazione civile di Gaza, ripartita ieri da Barcellona alla volta della Striscia, tenti di rompere il blocco marittimo imposto da Israele su Gaza, sebbene non vi siano prove che suggeriscano che la recente esercitazione sia collegata a questo.

Raid israeliani a Gaza, oltre 100 morti (2 erano giornalisti) nelle ultime 24 ore. Proteste a Gerusalemme chiedono cessate il fuoco

Roma, 3 set. (askanews) – L’offensiva militare israeliana su Gaza City continua senza sosta. Almeno 105 palestinesi sono stati uccisi in tutta la Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, secondo quanto scrive al Jazeera, mentre i raid israeliani hanno raso al suolo aree densamente popolate, in particolare il quartiere di al-Sabra, sotto attacco da giorni. Almeno 32 delle vittime sono state colpite mentre cercavano aiuti.

I palestinesi lottano per sopravvivere alla duplice minaccia di attacchi mirati e fame, con almeno 13 persone morte di stenti nelle ultime 24 ore, portando a 361 il bilancio delle vittime legate alla fame dall’inizio della guerra. Di queste, 83 sono state registrate da quando, il 22 agosto, un osservatorio globale sulla fame ha confermato lo stato di carestia a Gaza.

Due giornalisti, Rasmi Salem di al-Manara ed Eman al-Zamli, sono stati uccisi nei più recenti attacchi, portando a oltre 270 il numero totale dei reporter uccisi dal 7 ottobre 2023. Secondo gli osservatori, la guerra a Gaza è diventata il conflitto più letale mai registrato per i lavoratori dei media.

Intanto, proseguono anche le proteste dei manifestanti israeliani che chiedono un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ultimi ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Nelle vicinanze dell’abitazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme, alcuni attivisti hanno incendiato cassonetti e automobili.

Altri manifestanti si sono radunati presso l’abitazione del ministro degli Affari strategici israeliano Ron Dermer, manifestando il loro disappunto per il suo operato in qualità di principale negoziatore israeliano sulla questione.

Ma sono molte le critiche dei membri del Governo israeliano in merito alle proteste che stanno attraversando Gerusalemme.

Secondo quanto riferisce il Times of Israel, alcuni membri del governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno criticato duramente i manifestanti antigovernativi per l’incendio di cassonetti, automobili e pneumatici di questa mattina a Gerusalemme.

“Ciò che sta accadendo stamattina ha un solo nome: terrorismo”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Yariv Levin, impuntando la responsabilità di quanto sta avvenendo al procuratore generale Gali Baharav-Miara “colpevole di imporre un’applicazione selettiva della legge penale”.

Dello stesso avviso è stato altresì il presidente della Knesset Amir Ohana che, in un post sul proprio profilo X, ha insistito sul fatto che “gli spregevoli criminali che oggi hanno dato fuoco a Gerusalemme e cercano di incendiare l’intero paese sarebbero stati arrestati e puniti con la massima severità della legge se avessero appiccato incendi vicino all’abitazione della signora Baharav-Miara, uno dei giudici della Corte Suprema, o del procuratore di Stato”. “Questa non è più libertà di espressione; questa è violenza criminale che ricorda i metodi delle organizzazioni terroristiche”, ha scritto sul proprio profilo X il ministro dei trasporti Miri Regev.

“Mi aspetto che la polizia, il procuratore generale e la Procura di Stato fermino questa illegalità, facciano rispettare la legge e pongano fine alle rivolte”, ha aggiunto Regev, rappresentando inoltre che “questa violenza mette in pericolo vite umane, la sicurezza del primo ministro e della sua famiglia, e sta oltrepassando una linea rossa che non può essere lasciata passare in silenzio”.

Anche i rappresentanti dell’opposizione al governo israeliano si sono pronunciati in merito ai disordini odierni che stanno interessando Gerusalemme.

“Condanno l’incendio di veicoli a Gerusalemme, ma condanno ancora di più un governo che abbandona gli ostaggi alla morte a Gaza”, ha scritto sul proprio profilo X il leader dell’opposizione Yair Lapid.

“Le proteste e la solidarietà con le famiglie degli ostaggi oggi sono un diritto democratico e un dovere morale di ogni cittadino: incendiare veicoli e qualsiasi forma di violenza, da parte di una minoranza non rappresentativa, non favorisce il ritorno degli ostaggi e danneggia solo la determinata e importante lotta pubblica”, ha dichiarato Benny Gantz, ex ministro della Difesa del governo Netanyahu.

Formula1, la livrea Ferrari per il GP Monza: omaggio a Niki Lauda

Roma, 3 set. (askanews) – In occasione del GP d’Italia a Monza, la Scuderia Ferrari HP celebra i 50 anni dal primo titolo mondiale di Niki Lauda, conquistato nel 1975 con la leggendaria 312 T. Quel 7 settembre, grazie al successo di Regazzoni e al terzo posto dell’austriaco, la Ferrari tornò in vetta tra Piloti e Costruttori dopo undici anni di digiuno, inaugurando un ciclo vincente.

Per l’occasione, Leclerc e Hamilton correranno con una SF-25 in livrea speciale che richiama la 312 T: rosso identico, strisce bianche longitudinali, numeri in corsivo, ala argentata e cofano bianco. Merito della nuova tecnologia di wrapping HP, più leggera e resistente. Anche le divise del team, firmate Puma, saranno ispirate al 1975, così come tute e caschi dei piloti, mentre una collezione replica sarà disponibile per i tifosi.

Il pubblico, vero cuore di Monza, sarà protagonista come allora, quando gli appassionati si arrampicavano ovunque pur di vedere la corsa. Il podio, oggi rivolto al rettilineo, regala ancora l’immagine simbolo di una marea rossa. Leclerc, già vincitore nel 2019 e 2023, e Hamilton, cinque volte trionfatore a Monza, vivranno un’edizione speciale, la prima dell’inglese in Ferrari, con il ricordo di Lauda a rendere tutto più intenso.

Prima del via tornerà in pista Jean Alesi, amatissimo ex ferrarista, al volante di una 412 T2 del 1995. A corredo, numerose iniziative: eventi a Milano, attività per i fan e al Museo Ferrari di Maranello l’esposizione della 312 T di Lauda accanto a una SF-25 in livrea celebrativa. Un tributo che unisce passato e presente sotto il segno del Cavallino.

Libano, Unifil: attaccati da droni israeliani, inaccettabile

Roma, 3 set. (askanews) – La missione UNIFIL ha rilasciato una nota in cui ha dichiarato di aver subito “uno degli attacchi più gravi al personale e alle risorse dell’UNIFIL dall’accordo di cessate il fuoco dello scorso novembre” da parte di droni delle forze israeliane.

“Ieri mattina, i droni delle Forze di difesa israeliane (IDF) hanno sganciato quattro granate vicino alle forze di peacekeeping dell’UNIFIL impegnate a rimuovere i posti di blocco che impedivano l’accesso a una posizione delle Nazioni Unite nei pressi della Linea Blu”, si legge nella nota.

“Le IDF erano state informate in anticipo dei lavori di sgombero stradale in corso da parte dell’UNIFIL nella zona, a sud-est del villaggio di Marwahin. Per motivi di sicurezza, i lavori di ieri sono stati sospesi a causa dell’incidente”, prosegue il comunicato, aggiungendo che “qualsiasi azione che metta in pericolo le forze di pace e i loro beni, nonché qualsiasi interferenza con i compiti loro assegnati, è inaccettabile e costituisce una grave violazione della Risoluzione 1701 e del diritto internazionale”.

“È responsabilità delle Forze di Difesa Israeliane garantire la sicurezza e l’incolumità delle forze di pace che svolgono i compiti assegnati dal Consiglio di Sicurezza”, conclude la nota.

Casa, Istat: il mercato immobiliare cresce nel 2024

Roma, 3 set. (askanews) – Mercato immobiliare italiano in crescita. Nel 2024, con 950.240 convenzioni notarili di compravendita, il mercato immobiliare registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente: +1,7% nel complesso, +1,8% il settore abitativo e +1 % il comparto economico. I mutui, con 331.013 convenzioni, sono in aumento del 7,2%. E’ la fotografia scattata dall’Istat

Nel quarto trimestre dell’anno scorso sono 284.812 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. La variazione percentuale rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato) è pari a +3,9%, mentre su base annua (dato grezzo) l’incremento è pari a +2,7%.

Nel confronto congiunturale le compravendite del comparto abitativo sono in aumento nel Nord-est (+6,8%), al Sud (+6,3%), nel Nord-ovest (+4,0%) e nelle Isole (+3,0%), mentre risultano invariate al Centro. Le compravendite di immobili a uso economico sono in aumento al Sud (+7,5%) e nelle Isole (+2,1%), sostanzialmente stabili nel Nord-ovest (-0,1%) e in diminuzione nel Centro (-3,9%) e nel Nord-est (-2,8%).

Il 93,7% delle convenzioni stipulate riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (266.848), il 5,9% quelli a uso economico (16.908) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.056).

Rispetto al quarto trimestre 2023 le transazioni immobiliari crescono nel comparto abitativo (+3,1%) e diminuiscono nel comparto economico (-3,6%). A livello territoriale, su base annua, il settore abitativo aumenta nel Nord-est e al Sud (entrambi +7,3%), nel Nord-ovest (+4,1%) e nelle Isole (+2,6%), mentre diminuisce nel Centro (-6,9%). Il settore economico è in calo al Centro (-11,6%), nel Nord-est (-5,2%), nelle Isole (-2,9%) e nel Nord-ovest (-2,3%), mentre è in crescita al Sud (+3,7%). Nell’ambito del comparto abitativo le compravendite restano sostanzialmente stabili nei grandi centri (-0,2%) e aumentano nei piccoli (+5,6%), mentre in quello economico risultano in calo sia nei grandi sia nei piccoli centri (rispettivamente -6,3% e -1,9%).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 98.608.

Rispetto al trimestre precedente la variazione percentuale è +5,9%, mentre su base annua è +16,9%. L’aumento interessa tutto il territorio nazionale sia su base congiunturale (Isole +9,1%, Sud +8,4%, Nord-est +8,1%, Nord-ovest +4,9% e Centro +1,9%) sia su base annua (Nord-est +21,9%, Isole +20,5%, Sud +18,9%, Nord-ovest +17,7%, Centro +6,4% e piccoli e grandi centri, rispettivamente +19,8% e +13,3%).

Mafia, Mattarella ricorda l’assassinio di Dalla Chiesa: fare fronte comune per legalità

Roma, 3 set. (askanews) – “Il 3 settembre 1982, nell’attentato di via Isidoro Carini a Palermo, la mafia assassinava il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, ferendo gravemente l’agente Domenico Russo, che morì alcuni giorni dopo. A quarantatré anni di distanza, la memoria di quel vile agguato è, per l’intero Paese, un costante monito alla responsabilità e al comune impegno nella lotta alla mafia”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione.

“Il Generale Dalla Chiesa, nei delicati incarichi ricoperti nel corso della sua lunga carriera, si spese con rigore contro il terrorismo e l’illegalità. Prefetto di Palermo, condusse, sino al sacrificio della vita, una coraggiosa battaglia contro l’insidiosa presenza criminale nell’isola, pur consapevole dell’altissimo rischio cui si stava esponendo”, ricorda il Capo dello Stato.

“La pretesa delle consorterie malavitose di controllare con la prepotenza la vita dei territori, di condizionarne le scelte politico-amministrative, di orientare a fini illeciti le attività economiche, trova un argine decisivo nella capacità delle istituzioni, delle realtà associative, del mondo dell’impresa e del lavoro, di tutti i cittadini, di fare fronte comune per rinsaldare legalità e democrazia”, sottolinea Mattarella.

“Al suo esempio di servizio alla Repubblica guardano donne e uomini della Magistratura, delle Forze dell’ordine, delle Pubbliche Amministrazioni, che, nella fedeltà al proprio dovere quotidiano, operano con passione per prevenire e contrastare le mire espansive delle diverse forme di criminalità organizzata”, ha aggiunto il Capo dello Stato ricordando la figura del generale Dalla Chiesa.

“Contro i germi dell’acquiescenza alla violenza è fondamentale operare per tenere viva la cultura del rispetto delle regole e dei diritti, diffondendola, in particolare, tra le giovani generazioni, con il contributo prezioso della scuola”, ha ricordato Mattarella. “Lo sforzo di tutti contro la mafia è essenziale per un duraturo progresso umano, sociale, economico, per promuovere le potenzialità di sviluppo dei territori, per costruire una società più coesa e giusta. Alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo rinnovo i sentimenti di vicinanza e riconoscenza della Repubblica”, ha concluso.

(foto d’archivio dal sito del Quirinale)

Trump: Cina-Russia-Nordcorea complottano contro gli Usa

Roma, 3 set. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump, commentando la parata della Vittoria di Pechino, ha accusato Russia, Cina e Corea del Nord di pianificare una cospirazione contro gli Stati Uniti.

“La grande domanda a cui bisogna rispondere è se il presidente Xi della Cina menzionerà o meno l’enorme quantità di sostegno e di ‘sangue’ che gli Stati uniti d’America hanno dato alla Cina per aiutarla a conquistare la sua LIBERTÀ da un invasore straniero molto ostile. Molti americani sono morti nella ricerca della Vittoria e della Gloria da parte della Cina. Spero che vengano giustamente Onorati e Ricordati per il loro Coraggio e Sacrificio! Possa il presidente Xi e il meraviglioso popolo cinese avere una grande e duratura giornata di celebrazione. Vi prego di porgere i miei più calorosi saluti a Vladimir Putin e a Kim Jong Un, mentre complottate contro gli Stati Uniti d’America”, ha scritto Trump su Truth Social. In effetti Xi, pur ringraziando i paesi che hanno aiutato la Cina durante a sconfiggere l’aggressione giapponese, non ne ha esplicitamente menzionato alcuno nel suo discorso di apertura della parata. Allo stesso tempo, martedì Trump ha dichiarato di non vedere una minaccia nella possibile formazione di un “asse” tra Cina e Russia contro gli interessi di Washington.

Mosca ha respinto l’idea espressa dal presidente Usa Donald Trump che i leader di Cina, Russia e Corea del Nord – Xi Jinping, Vladimir Putin e Kim Jong Un – abbiano “cospirato” contro gli Usa in occasione della loro presenza comune alla Parata della Vittoria a Pechino oggi. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, secondo quanto riportano i media russi, si è augurato che Trump fosse ironico quando ha scritto il suo post su Truth Social.

“Abbiamo letto anche noi sui social network” la dichiarazione di Trump, ha detto Ushakov all’emittente Rossiya 1. I leader di Russia, Cina e Corea del Nord non hanno avuto in mente “complotti” durante le celebrazioni in Cina, ha sottolineato, esprimendo la speranza che il messaggio di Trump fosse “ironico”. Infine, ha aggiunto: “Posso dire che tutti comprendono quale ruolo gli Stati Uniti, l’attuale amministrazione del presidente Trump e il presidente Trump personalmente svolgano nell’attuale situazione internazionale”.

La Parata della Vittoria, Xi Jinping con Putin e Kim. Pechino mostra la potenza politica e militare

Roma, 3 set. (askanews) – La Cina ha ospitato 26 leader mondiali per una grande parata militare in Piazza Tiananmen, che ha celebrato oggi l’80mo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, con a vittoria sul Giappone. La parata – iniziata alle 9 del mattino e durata quasi 90 minuti – è stata una vetrina della crescente forza militare cinese, ma anche come un tentativo di Pechino di consolidare il suo status di leadership politica globale e di mostrare il suo crescente peso diplomatico.

Nel discorso di apertura, il presidente Xi Jinping ha affermato che il mondo si trova nuovamente a scegliere “tra la pace e la guerra” e che il popolo cinese “si schiera fermamente dalla parte giusta della storia e del progresso della civiltà umana”. Ha inoltre esaltato il suo Paese “forte e autosufficiente”, affermando che la Cina “non tiene la violenza”.

Xi ha perscorso il tappeto rosso verso la tribuna con il presidente russo Vladimir Putin alla sua destra e il leader nordcoreano Kim Jong-un alla sua sinistra. I tre sono stati visti sorridere e parlare. E’ stata la prima volta che Kim, Xi e Putin – considerati tutti rivali degli Stati uniti – si riunivano nello stesso luogo e questo ha inviato un segnale sinistro a Washington, tanto che che il presidfente Usa in un acido post sul suo social network, Truth, ha accusato i tre di “complottare” contro gli Stati uniti.

E’ stata anche la prima volta che Kim, arrivato a Pechino martedì in treno, partecipava a un importante evento multilaterale.

Tra i 26 leader mondiali c’erano molti esponenti di Asia centrale e sud-orientale, segno della crescente influenza globale di Pechino. Tra gli altri leader presenti, anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto e il primo ministro malese Anwar Ibrahim. Prabowo aveva inizialmente annullato il viaggio in Cina a causa delle proteste interne, ma martedì ha annunciato la sua presenza alla parata. Presente anche il presidente bielorusso Alksandr Lukashenko e il presidente serbo Aleksandar Vucic. Dall’Unione europea ha presenziato solo il primo ministro slovacco Robert Fico.

La parata ha offerto l’occasione di mostrare la potenza militare cinese, con migliaia di soldati che hanno marciato in piazza Tiananmen e l’Esercito popolare di liberazione che ha esibito alcune delle sue tecnologie militari più recenti, mai viste prima dal pubblico.

Nel suo discorso, Xi hainvitato ufficiali e soldati ad “accelerare la costruzione di un esercito di livello mondiale” per salvaguardare “con fermezza la sovranità nazionale”.

La parata ha coinvolto formazioni di varie branche militari – inclusi Esercito, Marina, Aeronautica, Forza di supporto logistico congiunto e Forza ,issilistica – oltre a nuove unità come la Forza zerospaziale.

Un momento chiave è stato il debutto del DF-61, ritenuto il più avanzato missile balistico intercontinentale cinese dopo il DF-41, destinato a potenziare le operazioni a lungo raggio della Forza Missilistica del PLA.

Ha fatto il suo esordio anche il JL-3, un nuovo missile balistico lanciato da sottomarino di terza generazione e a raggio intercontinentale, cruciale per la deterrenza nucleare marittima cinese.

Nella sua più grande esposizione di droni armati, presentato il GJ-11, un velivolo da combattimento senza equipaggio progettato per attacchi di precisione e missioni di ricognizione aerea. Ha un design stealth ad ala volante senza coda e due baie interne per le armi.

In mostra anche il lanciarazzi multiplo PHL-16, noto anche come PCL-191, descritto come la versione cinese del sistema Himars statunitense acquistato da Taiwan. lungo raggio.

Presenti anche molte armi nucleari, nonostante la Forza Missilistica del PLA – che gestisce l’arsenale nucleare cinese – sia stata di recente oggetto della campagna anticorruzione di Xi. Alla parata è comparso anche il DF-31BJ, la più recente variante terra-aria del missile balistico intercontinentale a combustibile solido DF-31. Si ritiene sia un aggiornamento del DF-31AG, finora la versione più avanzata della serie, con una gittata operativa di oltre 11.200 km e testato a settembre dello scorso anno – il primo test nucleare cinese in 44 anni.

Esrb, Lagarde: Stablecoin fanno rientrare rischi dalla finestra

Roma, 3 set. (askanews) – La presidente della Bce e dello European Systemic Risk Board, Christine Lagarde è tornata a lanciare allarmi contro le Stablecoin. “A prima vista possono sembrare una novità. Ma non c’è bisogno di aspettare che maturino per realizzare che reintroducono un vecchio rischio dalla finestra. Le categorie di rischi che creano non sono nuove: sono rischi con cui autorità di vigilanza e regolatori hanno avito a che fare da tempo e il più evidente è il rischio di liquidità”, ha affermato aprendo la conferenza annuale dell’Esrb.

Le Stablecoin sono una tipologia di criptoasset che agganciandosi a un’attività sottostante, come può essere il dollaro o titoli di Stato in dollari o in altre valute, cercano di assicurare stabilità nel valore, a differenza di quanto accaduto con prodotti come il Bitcoin, tipicamente molto volatili. Negli Usa la diffusione delle Stablecoin sta crescendo rapidamente ed è incoraggiata dall’amministrazione federale, al contrario di quanto avviene nella Ue in cui questo settore è guardato con diffidenza e su cui sono state appunto emanate normative quadro.

“Conosciamo i rischi posti da istituzioni che investono in asset rischiosi mentre promettono agli investitori la possibilità di riscatto con breve preavviso. Queste entità – ha proseguito Lagarde – devono mitigare il rischio di una corsa ai ritiri, assicurando di disporre di liquidità sufficienti per onorare i riscatti rapidamente. Questo è il motivo per cui, per esempio, l’Esrb ha lanciato l’allarme su alcuni tipi di fondi sui mercati monetari”.

Nel caso delle Stablecoin, secondo Lagarde le nuove normative europee (Micar) cercano di intervenire su questi rischi in due modi. “Primo, le emittenti di Stablecoin devono consentire agli investitori Ue di riscattare sempre i loro titoli a parità di valore. Secondo, devono detenere una consistente quota di riserve in depositi bancari”.

Ma “le lacune persistono”, ha proseguito. Ad esempio sugli schemi chiamati di multi emissioni (multi-issuance schemes): “una entità Ue e una entità non Ue non emettono congiuntamente Stablecoin. In questo caso i requisiti della Micar non si estendono all’emittente non Ue”. E nel caso di una corsa ai ritiri, secondo Lagarde “gli investitori preferirebbero naturalmente farlo nella giurisdizione con le maggiori salvaguardie, che con ogni probabilità sarebbe la Ue”; dove il regolamento Mica “vieta anche le commissioni sui ritiri. Tuttavia, le riserve detenute nella Ue potrebbero non bastare per un una domanda così concentrata”.

Il regolamento Mica (detto anche Micar) è stato adottato dalla Ue relativamente da poco. Ma gli sviluppi delle Stablecoin sembrano aver preso alla sprovvista i regolatori europei e varie voci pubbliche, tra cui la Commissione Ue e la Bce, hanno chiesto di rivedere queste normative pur recenti. L’Ue punta sulla creazione di un euro digitale e le istituzioni comunitarie le Stablecoin anche come un possibile contendente in questo ambito, ritenendole un potenziale rischio anche per la sovranità monetaria.

Tornando al discorso di Lagarde – che oggi parlava in qualità di presidente dell’Esrb, ente di vigilanza sui rischi sistemici – un altro problema che si è visto in passato è quello della mala gestione delle liquidità tra giurisdizioni. Ha citato i casi dei gruppi bancari che operano su più giurisdizioni.

“Conosciamo i pericoli e non dobbiamo aspettare una crisi per prevenirla. Questo è il motivo per cui dobbiamo compiere passi concreti. La legislazione europea deve assicurare che questi schemi non possano operare nella Ue fino a quando non supportati da regimi di equipollenza robusti tra giurisdizioni e salvaguardie relative al trasferimento di attività tra entità Ue e entità non Ue”, ha detto.

E in generale, secondo la presidente di Esrb e Bce è anche indispensabile la cooperazione internazionale. “Senza un terreno di gioco globale paritetico i rischi andranno sempre sul sentiero dove incontrano meno resistenza”, ha concluso. (fonte immagine: ECB).

Esrb, Lagarde: finanza non bancaria Ue più grande di quella Usa

Roma, 3 set. (askanews) – I parametri chiave sui livelli patrimoniali e sui dati di bilancio, combinati con una gestione sana e una vigilanza efficace restano gli strumenti chiave da utilizzare di fronte al quadro di continui cambiamenti del sistema finanziario, in cui in Europa spicca la forte crescita della finanza non bancaria. Lo ha affermato la presidente della Bce e dello European Systemic Risk Board, nel suo intervento di apertura della conferenza annuale dello stesso Esrb.

“Il mondo è cambiato. Il settore non bancario europeo è cresciuto rapidamente. E ora, in termini relativi, è più grande di quello degli Stati Uniti, corrispondendo a 3,8 volte il Pil rispetto a 3,1 volte negli Usa”, ha detto Lagarde.

Al tempo stesso le attività delle banche tradizionali sono collegate alla finanza non bancaria e, in maniera crescente, ai nuovi arrivati nel comparto, come le piattaforme Fintech. “Il legame tra le banche e le istituzioni finanziarie non bancarie è arrivato al punto in cui la vecchia distinzione concettuale non è più uno strumento utile”, ha proseguito.

Per questo, per discernere quello che accade nella finanza rispetto alla complessità dei nuovi fattori e operatori presenti bisogna utilizzare due strumenti ampiamente sperimentati.

Il primo è che per quanto possano sembrare nuove le attività finanziarie, sono quasi sempre variazioni di funzioni di lunga data come il risparmio, il prestito, l’investire e la condivisione di rischi. E quindi gli strumenti per monitorarle sono quelli dei livelli patrimoniali, dei margini di liquidità, della sicurezza dei dati e delle infrastrutture.

La seconda altra costante è rappresentata dalla importanza della adeguatezza della gestione dei rischi e della vigilanza. “Questi principi funzionano meglio quando vengono stabiliti a livello globale”, ha rilevato Lagarde.

Meloni: ricordo Dalla Chiesa guida ogni giorno nostra azione

Roma, 3 set. (askanews) – “In memoria del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 in un vile attentato mafioso, insieme alla moglie, Emanuela Setti Carraro e all’agente della scorta, Domenico Russo. Un uomo di Stato, coraggioso e di profonda integrità morale, che ha sacrificato la sua vita per combattere la criminalità organizzata. Il suo ricordo vivrà sempre nei nostri cuori e guiderà ogni giorno ogni nostra azione”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Lampedusa, 41 migranti in salvo, 7 i dispersi

Roma, 3 set. (askanews) – La nave di soccorso Aurora, gestita dalla Ong Sea-Watch, ha tratto in salvo 41 persone dalla nave da rifornimento Maridive 208, nelle coste di Lampedusa. La Ong è stata allertata da Alarmphone.

I migranti erano rimasti bloccati in bare da sei giorni. Sette persone – riferisce Sea-Watch – sono disperse. Dopo il naufragio delle 41 persone, la marina tunisina ha ordinato alla nave da rifornimento Maridive 208, il 28 agosto, di evacuare le persone in difficoltà a bordo. La nave da rifornimento Maridive 208 batte bandiera egiziana. I migranti erano partiti dalla Libia il 27 agosto.

“Chiediamo che queste persone vengano portate al porto sicuro più vicino”, scrive sui social Sea-Watch. “Quarantuno persone sono state ignorate nel Mar Mediterraneo per sei giorni, nonostante il chiaro dovere di soccorrerle. Il fatto che sia dovuta intervenire una nave civile è un esempio scioccante della violazione sistematica della legge da parte degli Stati europei”, ha affermato Bana Mahmood, portavoce di Sea Watch.

Mafia, Mattarella ricorda Dalla Chiesa: fronte comune per legalità

Roma, 3 set. (askanews) – “Il 3 settembre 1982, nell’attentato di via Isidoro Carini a Palermo, la mafia assassinava il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, ferendo gravemente l’agente Domenico Russo, che morì alcuni giorni dopo. A quarantatré anni di distanza, la memoria di quel vile agguato è, per l’intero Paese, un costante monito alla responsabilità e al comune impegno nella lotta alla mafia”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione.

“Il Generale Dalla Chiesa, nei delicati incarichi ricoperti nel corso della sua lunga carriera, si spese con rigore contro il terrorismo e l’illegalità. Prefetto di Palermo, condusse, sino al sacrificio della vita, una coraggiosa battaglia contro l’insidiosa presenza criminale nell’isola, pur consapevole dell’altissimo rischio cui si stava esponendo”, ricorda il Capo dello Stato.

“La pretesa delle consorterie malavitose di controllare con la prepotenza la vita dei territori, di condizionarne le scelte politico-amministrative, di orientare a fini illeciti le attività economiche, trova un argine decisivo nella capacità delle istituzioni, delle realtà associative, del mondo dell’impresa e del lavoro, di tutti i cittadini, di fare fronte comune per rinsaldare legalità e democrazia”, sottolinea Mattarella.

Parata della Vittoria, Pechino mostra potenza politica e militare

Roma, 3 set. (askanews) – La Cina ha ospitato 26 leader mondiali per una grande parata militare in Piazza Tiananmen, che ha celebrato oggi l’80mo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, con a vittoria sul Giappone. La parata – iniziata alle 9 del mattino e durata quasi 90 minuti – è stata una vetrina della crescente forza militare cinese, ma anche come un tentativo di Pechino di consolidare il suo status di leadership politica globale e di mostrare il suo crescente peso diplomatico.

Nel discorso di apertura, il presidente Xi Jinping ha affermato che il mondo si trova nuovamente a scegliere “tra la pace e la guerra” e che il popolo cinese “si schiera fermamente dalla parte giusta della storia e del progresso della civiltà umana”. Ha inoltre esaltato il suo Paese “forte e autosufficiente”, affermando che la Cina “non tiene la violenza”.

Xi ha percorso il tappeto rosso verso la tribuna con il presidente russo Vladimir Putin alla sua destra e il leader nordcoreano Kim Jong-un alla sua sinistra. I tre sono stati visti sorridere e parlare. E’ stata la prima volta che Kim, Xi e Putin – considerati tutti rivali degli Stati uniti – si riunivano nello stesso luogo e questo ha inviato un segnale sinistro a Washington, tanto che che il presidfente Usa in un acido post sul suo social network, Truth, ha accusato i tre di “complottare” contro gli Stati uniti.

E’ stata anche la prima volta che Kim, arrivato a Pechino martedì in treno, partecipava a un importante evento multilaterale.

Tra i 26 leader mondiali c’erano molti esponenti di Asia centrale e sud-orientale, segno della crescente influenza globale di Pechino. Tra gli altri leader presenti, anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto e il primo ministro malese Anwar Ibrahim. Prabowo aveva inizialmente annullato il viaggio in Cina a causa delle proteste interne, ma martedì ha annunciato la sua presenza alla parata. Presente anche il presidente bielorusso Alksandr Lukashenko e il presidentre serbo Aleksandar Vucic.

Dall’Unione europea ha presenziato solo il primo ministro slovacco Robert Fico.

La parata ha offerto l’occasione di mostrare la potenza militare cinese, con migliaia di soldati che hanno marciato in piazza Tiananmen e l’Esercito popolare di liberazione che ha esibito alcune delle sue tecnologie militari più recenti, mai viste prima dal pubblico.

Nel suo discorso, Xi ha invitato ufficiali e soldati ad “accelerare la costruzione di un esercito di livello mondiale” per salvaguardare “con fermezza la sovranità nazionale”.

La parata ha coinvolto formazioni di varie branche militari – inclusi Esercito, Marina, Aeronautica, Forza di supporto logistico congiunto e Forza missilistica – oltre a nuove unità come la Forza aerospaziale.

Un momento chiave è stato il debutto del DF-61, ritenuto il più avanzato missile balistico intercontinentale cinese dopo il DF-41, destinato a potenziare le operazioni a lungo raggio della Forza Missilistica del PLA.

Ha fatto il suo esordio anche il JL-3, un nuovo missile balistico lanciato da sottomarino di terza generazione e a raggio intercontinentale, cruciale per la deterrenza nucleare marittima cinese.

Nella sua più grande esposizione di droni armati, presentato il GJ-11, un velivolo da combattimento senza equipaggio progettato per attacchi di precisione e missioni di ricognizione aerea. Ha un design stealth ad ala volante senza coda e due baie interne per le armi.

In mostra anche il lanciarazzi multiplo PHL-16, noto anche come PCL-191, descritto come la versione cinese del sistema Himars statunitense acquistato da Taiwan. lungo raggio.

Presenti anche molte armi nucleari, nonostante la Forza Missilistica del PLA – che gestisce l’arsenale nucleare cinese – sia stata di recente oggetto della campagna anticorruzione di Xi. Alla parata è comparso anche il DF-31BJ, la più recente variante terra-aria del missile balistico intercontinentale a combustibile solido DF-31. Si ritiene sia un aggiornamento del DF-31AG, finora la versione più avanzata della serie, con una gittata operativa di oltre 11.200 km e testato a settembre dello scorso anno – il primo test nucleare cinese in 44 anni.

Decaro, il pifferaio magico che ammalia i riformisti

Cosa avviene in Puglia? La segretaria Pd entra in campo con decisione, raccoglie la disponibilità di Michele Emiliano a farsi da parte, rimuovendo così una delle condizioni ostative poste da Decaro (l’altra è il ritiro della candidatura di Nichi Vendola nelle liste di Avs), e ‘incorona’ l’ex sindaco di Bari, avvertendo Giorgia Meloni: “Comincia ad abituarti, la coalizione progressista è unita”.

La mossa di Schlein e il passo indietro di Emiliano

Una mossa preparata da giorni, con contatti continui sia con Decaro che con Emiliano e pensata per sbloccare uno stallo che si protraeva da troppe settimane. Il passo di lato di Emiliano, spiega un parlamentare Pd, è il modo per lanciare ufficialmente Decaro, che a questo punto dovrà decidere se ‘accontentarsi’ della rinuncia del presidente uscente o se insistere.

Il caso Vendola

Ma all’accelerazione della Schlein Decaro risponde con una nota che ha sorpreso molti: “Mi auguro che lo stesso gesto di generosità possa arrivare anche da Nichi Vendola e da Avs”. Un rilancio che ha irritato più di un parlamentare Pd: “Ma come – è il commento – noi otteniamo il ritiro della candidatura di Emiliano e lui ricomincia subito con Vendola? A questo punto viene da chiedersi che intenzioni abbia davvero…”.

Avs fin dall’inizio ha spiegato a tutti che non accetta intromissioni nelle sue liste e anche stasera la replica è stata netta: “Non c’entra niente la generosità – ribatte Vendola – io sono il presidente di Sinistra italiana, che è un altro partito, e rispondo alla mia comunità politica. Se mi ha chiesto di impegnarmi nelle forme in cui me lo ha chiesto io sono a disposizione”. Più drastico Angelo Bonelli: “Le liste di Avs le fa Avs”.

Decaro pragmatico e responsabile?

L’insistenza di Decaro fa leva sull’immagine di politico pragmatico, fedele al timbro di amninistratore responsabile e amante della concretezza. Per questo ottiene apprezzamenti soprattutto nell’area riformista all’interno e all’esterno del Pd.

Eppure, tra le varie obiezioni al rivendicato senso di responsabilità del candidato in pectore, ce n’è una incisa nel suo passato di presidente dell’Anci. È in episodio caduto troppo presto nel dimenticatoio. Nella veste di “Sindaco dei Sindaci”, il pragmatico Decaro s’inchinò alla richiesta dell’allora Ministro dell’Interno, Marco Minniti, per organizzare corsi di formazione (sic!) per gli amministratori locali della Libia nel quadro di un accordo di assistenza – oggi molto contestato – tra Roma e Tripoli; un accordo destinato a garantire, secondo le intenzioni, il controllo sull’immigrazione proveniente dalle coste nordafricane.

 

O una versione più elegante di populismo?

Orbene, di questa operazione molto di facciata – altroché pragmatismo e senso di responsabilità – non si ha traccia degna di nota. Resta semmai la macchia di un impegno avventuroso, assunto a nome dei Comuni italiani per ragioni più di etichetta che di sostanza.

Ecco, Decaro ha il fascino di un pifferaio magico che ammalia e trascina i riformisti. Tuttavia, nella versione live della sua azione politica è anch’egli un populista, sebbene più elegante di tanti seguaci del suo conterraneo Giuseppe Conte.

L’eredità di Martinazzoli: fedeltà e coraggio nella difesa del cattolicesimo democratico

Mino Martinazzoli è stato un esteta della politica. Se n’è andato 14 anni anni fa ma le sue riflessioni, i suoi aneddoti, le sue piroette intellettuali e, soprattutto, le sue iperboli, continuano a campeggiare perchè mantengono una straordinaria attualità e modernità. Certo, del magistero di Mino si possono dire molte cose. Persin troppe. Ma almeno due non si possono non dire.

Un democristiano anomalo

Innanzitutto Martinazzoli era un democristiano anomalo. Non aveva pacchi di tessere, non aveva clientele, non era un tradizionale capo corrente ma un diligente esponente, anche se pur sempre un leader, di una corrente. E, infine, Martinazzoli era un prodotto politico autentico della prima repubblica anche se non si è mai identificato con le normali dinamiche politiche ed organizzative della prima repubblica. Eppure, eterogenesi dei fini, Mino è stato il politico più autorevole e significativo che ha tentato sino all’ultimo di difendere le ragioni più vere, più trasparenti e più credibili della Democrazia Cristiana. Il “partito di cattolici”, che è rimasto sino alla fine l’architrave centrale e decisivo del sistema democratico e costituzionale del nostro paese. Quel partito che si è drammaticamente ancorato al democristiano più anomalo su piazza per cercare di salvare il suo caseggiato anche se ormai il terreno si sgretolava giorno dopo giorno e qualsiasi tentativo di rianimazione, come ben sappiamo, era di fatto impossibile ed impraticabile perchè i colpi della magistratura, nel frattempo, erano troppo violenti e spietati per resistere e, men che meno, per reagire.

Difensore delle ragioni fondanti della Dc

Ma, ed è la seconda considerazione, se è vero, com’è vero, che Mino Martinazzoli era il democristiano più anomalo tra i leader dello scudo crociato, è altrettanto accertato che proprio Martinazzoli è stato una delle grandi “personalità” della prima repubblica che ha difeso con le unghie e con i denti, come si suol dire, le ragioni fondanti della Democrazia Cristiana per tutta la sua vita. Ragioni storiche, culturali, sociali, programmatiche e anche etiche. Sotto questo versante parliamo di un democristiano anomalo che ha speso la sua vita a difendere l’identità e la mission del più grande partito italiano. Il “partito italiano per eccellenza”, per dirla con lo storico cattolico Agostino Giovagnoli. E Martinazzoli non ha mai rinunciato a questa sua caratteristica. Sia come autorevole esponente della corrente della Base all’interno della Dc; sia come segretario/liquidatore della Democrazia Cristiana e sia come artefice del nuovo cammino del popolarismo di ispirazione cristiana dopo il tramonto della Dc. Un ruolo a cui il leader bresciano non ha mai rinunciato.

 

Un magistero che non può passare inosservato

Insomma, si può dire tranquillamente che l’eredità di Mino Martinazzoli è complessa ed articolata. Ma è indubbio che il suo magistero non può passare inosservato, a prescindere dalle concrete vicende che lo hanno visto protagonista. Soprattutto nell’arco di tempo che va dal 1989 al 1994. Perchè Mino resta uno degli ultimi grandi leader e testimoni della storia gloriosa, sanguigna e sofferta del cattolicesimo politico italiano.

Macron alza la voce per la Palestina mentre Greta punta su Gaza

Il colloquio di Emmanuel Macron con l’erede al trono saudita Mohammed bin Salman ha assunto un valore che travalica i confini della diplomazia bilaterale. La scelta del presidente francese di esprimere pubblicamente la sua contrarietà a ogni forma di annessione o di offensiva israeliana nei Territori palestinesi segna un punto fermo nella posizione europea. Con toni insoliti di chiarezza, Macron ha ribadito che nessuna mossa militare o tentativo di spostare popolazioni potrà frenare il percorso verso il riconoscimento di uno Stato palestinese.

Una presa di posizione netta

Il monito rivolto a Israele non è frutto di improvvisazione. Da tempo la Francia, insieme ad altri partner mediorientali, lavora per riaprire spazi di dialogo sulla questione palestinese. Macron ha voluto rimarcare che gli sforzi compiuti con l’Arabia Saudita non devono essere neutralizzati da politiche di forza che rischiano di alimentare nuove tensioni. Si tratta di un segnale rivolto non solo a Tel Aviv, ma anche alle cancellerie occidentali tentate di rimanere in silenzio di fronte all’ennesima escalation.

Il nodo della rappresentanza internazionale

Il presidente francese ha altresì denunciato come «inaccettabile» la decisione degli Stati Uniti di negare i visti ai funzionari palestinesi diretti a New York per l’Assemblea generale dell’ONU. Un gesto che colpisce la legittimità stessa della diplomazia multilaterale, fondata sul diritto universale alla rappresentanza. Macron ha chiesto l’immediato annullamento della misura, sottolineando che la partecipazione della Palestina deve essere garantita in conformità con l’accordo di sede delle Nazioni Unite. È un appello che riecheggia nella comunità internazionale come difesa delle regole comuni e non di interessi di parte.

Il ruolo dellEuropa

La posizione di Macron riapre una prospettiva che sembrava appannata: l’Europa può e deve farsi promotrice di una linea autonoma sulla questione israelo-palestinese. Non per contrapporsi agli Stati Uniti, ma per integrare la voce occidentale con un approccio più equilibrato, attento alla legalità internazionale e ai diritti fondamentali. In questo senso, l’iniziativa francese richiama da vicino la tradizione diplomatica europea che affonda le radici nel pensiero di Schuman e De Gasperi: il dialogo come alternativa alla forza, il rispetto delle istituzioni come fondamento di ogni soluzione politica.

Il riconoscimento di uno Stato palestinese resta un obiettivo lontano, ma l’atteggiamento di Macron restituisce fiducia a chi crede che la pace non possa essere costruita sull’occupazione e sull’esclusione. L’Europa, se vorrà, potrà trovare nella fermezza francese una bussola per orientare la propria azione, evitando l’irrilevanza e tornando a parlare con voce propria in Medio Oriente.

Intanto Greta Thunberg ha iniziato la sua spedizione con la Global Sumud Flotilla in direzione della Striscia di Gaza. La pressione della pubblica opinione internazionale è sempre più forte. Si riuscirà a fermare Netanyahu?

Dal Green al Digitale: la sfida dei territori nell’era delle trasformazioni

La Transizione Digitale e quella “Green” rappresentano due processi sistemici e interconnessi che condizioneranno in maniera decisiva lo sviluppo socio-economico dei territori nei prossimi decenni. Laddove i grandi centri urbani hanno tradizionalmente catalizzato risorse, infrastrutture e innovazione, aree di minori dimensioni e meno connesse si sono spesso trovate a poter beneficiare in maniera minore dei vantaggi delle varie ondate tecnologiche. Tuttavia, l’emergere di nuovi paradigmi tecnologici – dal Metaverso alle Smart City, fino al concetto più ampio di Smart Land – apre prospettive inedite per riequilibrare tali dinamiche e valorizzare i contesti non metropolitani.

La Gigabit society e i servizi digitali diffusi

La Transizione Digitale, mirata alla creazione della Gigabit society, è fondata sulla diffusione della connettività ad alta capacità, sull’adozione di soluzioni cloud e sull’impiego pervasivo dell’intelligenza artificiale, e costituisce la premessa per una riorganizzazione profonda dei servizi pubblici e privati. In un’ottica territoriale, ciò si traduce nella possibilità di superare i vincoli derivanti da un determinato posizionamento geografico: telemedicina, didattica a distanza, e-government e smart working consentono a cittadini e imprese di accedere a risorse e opportunità prima precluse. Anche le aree non metropolitane possono così trattenere capitale umano qualificato e aprirsi a nuove forme di imprenditorialità digitale, dall’agri-tech al turismo esperienziale veicolato da piattaforme online.

La Transizione Green come leva territoriale

Parallelamente, la Transizione Green sollecita un ripensamento dei modelli produttivi e di consumo in chiave sostenibile. I territori periferici, spesso caratterizzati da un patrimonio naturale rilevante, possono divenire protagonisti nell’implementazione di comunità energetiche locali, nella produzione diffusa da fonti rinnovabili e nell’applicazione di pratiche di economia circolare.

Smart City e Smart Land

Il paradigma delle Smart City e, in prospettiva, delle Smart Land, segna poi un passaggio cruciale da un approccio urbano-centrico a una visione territoriale integrata. Le tecnologie dell’Internet of Things, i sistemi di monitoraggio ambientale e le piattaforme di analisi dei dati, soprattutto con il paradigma dei Big Data,consentono di ottimizzare servizi quali mobilità, sicurezza, gestione energetica e assistenza sociale.

 

Il Metaverso e le sue caratteristiche

Prendiamo poi quella che potrebbe rappresentare una delle tecnologie più disruptive dei prossimi anni: Il Metaverso.

Il Metaverso è un termine che descrive un universo digitale tridimensionale persistente e condiviso, dove le persone possono interagire attraverso avatar digitali in tempo reale. Non si tratta di un singolo spazio virtuale, ma piuttosto di un ecosistema interconnesso di mondi digitali accessibili tramite dispositivi come visori per realtà virtuale (VR), computer, smartphone e altri dispositivi tecnologici.

Il concetto combina elementi di realtà virtuale, realtà aumentata, social media, gaming e commercio elettronico, creando un ambiente immersivo dove le attività digitali e fisiche si fondono. Nel metaverso, gli utenti possono lavorare, socializzare, giocare, fare acquisti, imparare e creare contenuti in modo simile al mondo reale, ma con le possibilità espanse della tecnologia digitale.

Tra le principali caratteristiche del Metaverso evidenziamo

  • Persistenza e Continuità: il metaverso esiste continuamente, anche quando un utente non è connesso. Gli oggetti, gli edifici e le modifiche apportate rimangono nel mondo virtuale, creando un senso di permanenza e continuità.
  • Immersività: attraverso tecnologie avanzate come VR e AR, il metaverso offre esperienze altamente immersive che coinvolgono più sensi, rendendo l’interazione digitale più naturale e coinvolgente.
  • Interoperabilità: idealmente, il metaverso dovrebbe permettere agli utenti di spostare avatar, oggetti digitali e valute virtuali tra diverse piattaforme e mondi virtuali, creando un’esperienza unificata.
  • Economia Digitale: il metaverso include sistemi economici completi con valute virtuali, NFT (token non fungibili), proprietà digitali e commercio di beni e servizi virtuali.

Il Metaverso si basa su diverse tecnologie convergenti ovvero Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR), Blockchain e Criptovalute, Intelligenza Artificiale, Cloud Computing, Reti 5Ged Internet delle Cose (IoT).

Applicazioni pratiche

Di seguito alcune possibili applicazioni pratiche:

  • Lavoro e Business: uffici virtuali, meeting immersivi, formazione aziendale, showroom digitali e presentazioni di prodotti in 3D.
  • Istruzione: classi virtuali, simulazioni educative, visite guidate storiche immersive e laboratori scientifici digitali.
  • Intrattenimento: gaming, concerti virtuali, cinema immersivi, eventi sportivi e socializzazione.
  • Commercio: negozi virtuali, prove di prodotti in AR, consulenze personalizzate e marketplace digitali.
  • Sanità: terapie immersive, formazione medica, riabilitazione e telemedicina avanzata.

Le sfide etiche e sociali

Il Metaverso, però, solleva alcune questioni etiche e sociali che vanno valutate e gestite attentamente:

  • Privacy e Protezione dei Dati: il metaverso raccoglie quantità enormi di dati personali, inclusi movimenti oculari, espressioni facciali, pattern comportamentali e preferenze. Questo solleva preoccupazioni significative sulla privacy e sull’uso improprio dei dati biometrici e comportamentali.
  • Dipendenza e Benessere Mentale: l’immersività del metaverso può portare a dipendenza digitale, isolamento sociale nel mondo reale e disturbi dell’identità. È importante monitorare l’impatto sulla salute mentale, specialmente nei giovani.
  • Disuguaglianza Digitale: l’accesso al metaverso richiede tecnologie costose, creando potenziali barriere socioeconomiche. Questo rischio di ampliare il divario digitale tra chi può permettersi le tecnologie avanzate e chi no.
  • Sicurezza e Molestie: gli spazi virtuali possono diventare luoghi di cyberbullismo, molestie sessuali e altri comportamenti dannosi. La moderazione di questi comportamenti in ambienti 3D immersivi presenta sfide tecniche e sociali complesse.
  • Controllo e Governance: chi governa il metaverso? Le grandi aziende tecnologiche che controllano le piattaforme principali hanno un potere significativo nel definire regole e standard, sollevando questioni sulla democratizzazione degli spazi digitali.
  • Identità e Autenticità: nel metaverso, le persone possono
  • assumere identità completamente diverse. Questo solleva questioni sull’autenticità delle relazioni, sulla rappresentazione di genere e razza, e sui potenziali impatti psicologici dell’abitare identità
  • Lavoro e Diritti dei Lavoratori: con il lavoro che si sposta nel metaverso, sorgono nuove questioni sui diritti dei lavoratori, la sorveglianza digitale sul posto di lavoro e la regolamentazione delle condizioni lavorative in ambienti virtuali.
  • Proprietà Intellettuale: la creazione e il commercio di contenuti digitali nel metaverso sollevano complesse questioni di proprietà intellettuale, copyright e diritti di creatori e artisti digitali.

Volendo fare una sintesi, il Metaverso rappresenta una potenziale evoluzione significativa di come interagiamo con la tecnologia e tra di noi. Tuttavia, mentre le opportunità sono entusiasmanti, è cruciale affrontare proattivamente le sfide etiche e sociali per garantire che questa nuova frontiera digitale sia inclusiva, sicura e benefica per tutti.

Il successo del Metaverso dipenderà non solo dall’avanzamento tecnologico, ma anche dalla nostra capacità di sviluppare framework etici, normativi e sociali appropriati che mettano al centro il benessere umano e i valori democratici.

Digital Transformation e accelerazione

Quanto sopra descritto, rappresenta solo una parte, seppure importante, del più ampio processo di evoluzione tecnologica che va sotto il nome di Digital Transformation. L’accelerazione rappresenta forse la cifra più significativa del processo di “Digital Transformation”, perché la si riscontra in tutti i settori in cui si realizza la trasformazione.  Tanto per fare un esempio, l’ormai famoso Chat GPT, che appena 3 anni fa ancora non esisteva, nel 2025 riceve ormai circa 6 miliardi di visite ogni mese.

Fare i cittadini digitali

Il punto chiave è: siamo noi in grado di stare al passo di questa accelerazione? Siamo in grado di controllarla e di gestirla? In caso di risposta negativa correremo il rischio di venirne travolti. Quindi la trasformazione Digitale ci riguarda direttamente e ci chiama in causa come attori protagonisti e non come meri esecutori di azioni che usano la tecnologia, ma come esseri evoluti in grado di saper fare buon uso di quanto la tecnologia ci offre per migliorare le condizioni di vita e per far sì che la trasformazione porti benessere e prosperità a tutti. In tal senso, un obiettivo fondamentale da porsi è quello di azzerare il cosiddetto “Digital Divide”, declinato nelle tre componenti infrastrutturale, culturale ed economico.

In sintesi, parafrasando il famoso detto di Massimo D’Azeglio possiamo dire: “Ora che il Digitale è fatto dobbiamo fare i cittadini Digitali!”.

Nicola Barone, Incaricato straordinario con il rango di Ambasciatore della Repubblica di San Marino. Il suo intervento ha avuto luogo in occasione dell’incontro annuale della Segreteria di Stato per gli Affari esteri con il corpo diplomatico e consolare sanmarinese.

Basket, Super Italia, batte la Spagna e vede il primo posto

Roma, 2 set. (askanews) – L’Italia di Giamarco Pozzecco vince ancora, batte la Spagna 67-63 e conquista uno dei primi due posti nel girone, dando per assodata la vittoria nell’ultima giornata contro Cipro. Grande difesa di tutti e ottima prova per Diouf, che oltre ai 14 punti e 8 rimbalzi ha fatto due grandi difese su Hernangomez nel finale. E partita splendida anche per Niang (10+10 e 2 stoppate) che però ha accusato un problema a una caviglia – apparentemente lieve – ma terminando comunque prima la partita e finendo col ghiaccio per precauzione.

Che sarebbe stata una partita complicata lo si sapeva già alla vigilia, e per gli azzurri l’inizio contro la Spagna è stato da incubo. Il parziale di 13-0 delle Furie Rosse sembrava poter dare il via a una partita dominata dalla squadra di coach Scariolo, ma l’Italia rientra a -6 all’intervallo lungo e nel secondo tempo concede solo 27 punti totali agli avversari. I grandi protagonisti della serata per l’Italia sono stati Momo Diouf, autentico dominatore del pitturato con 14 punti e 8 rimbalzi, e Saliou Niang, autore di una doppia doppia da 10 punti e 10 rimbalzi e uscito in anticipo per un infortunio alla caviglia che andrà valutato nei prossimi giorni. Ora gli azzurri affronteranno Cipro giovedì, e se dovessero vincere e la Spagna dovesse battere la Grecia chiuderebbero in testa al gruppo C, viceversa se la Grecia dovesse battere gli spagnoli l’Italia sarà seconda.

Schlein accelera: "Siamo uniti". Ma Decaro rilancia e sfida Avs

Roma, 2 set. (askanews) – Elly Schlein accelera, la segretaria Pd ha deciso che è il momento di lanciare la sfida alla destra e sceglie di forzare le resistenze di Antonio Decaro, l’ultimo nome ancora in forse per la ‘campagna d’autunno’ delle prossime regionali. La segretaria Pd entra in campo con decisione, raccoglie la disponibilità di Michele Emiliano a farsi da parte, rimuovendo così una delle condizioni ostative poste da Decaro (l’altra è il ritiro della candidatura di Nichi Vendola nelle liste di Avs), e ‘incorona’ l’ex sindaco di Bari, avvertendo Giorgia Meloni: “Comincia ad abituarti, la coalizione progressista è unita”.

Una mossa preparata da giorni, con contatti continui sia con Decaro che con Emiliano e pensata per sbloccare uno stallo che si protraeva da troppe settimane. Il passo di lato di Emiliano, spiega un parlamentare Pd, è il modo per lanciare ufficialmente Decaro, che a questo punto dovrà decidere se ‘accontentarsi’ della rinuncia del presidente uscente o se insistere.

Ma all’accelerazione della Schlein Decaro risponde con una nota che ha sorpreso molti: “Mi auguro che lo stesso gesto di generosità possa arrivare anche da Nichi Vendola e da Avs”. Un rilancio che ha irritato più di un parlamentare Pd: “Ma come – è il commento – noi otteniamo il ritiro della candidatura di Emiliano e lui ricomincia subito con Vendola? A questo punto viene da chiedersi che intenzioni abbia davvero…”.

Avs fin dall’inizio ha spiegato a tutti che non accetta intromissioni nelle sue liste e anche stasera la replica è stata netta: “Non c’entra niente la generosità – ribatte Vendola – io sono il presidente di Sinistra italiana, che è un altro partito, e rispondo alla mia comunità politica. Se mi ha chiesto di impegnarmi nelle forme in cui me lo ha chiesto io sono a disposizione”. Più drastico Angelo Bonelli: “Le liste di Avs le fa Avs”.

Un dirigente Pd minimizza, la candidatura di Decaro è ormai in campo – assicura – e tutto si aggiusterà strada facendo. Anche perché, è il ragionamento, le liste si faranno solo a ottobre mentre il candidato presidente si sceglie ora, e già venerdì Schlein e Decaro saranno sullo stesso palco alla festa dell’Unità di Bisceglie. Insomma, l’ex sindaco di Bari si trova davanti a un bivio, difficile continuare a tenere in sospeso la sua candidatura e – salvo colpi di scena – impensabile che Avs possa decidere di accettare il veto su Vendola. Per il Pd la campagna elettorale è iniziata e lui è il candidato presidente.

Addio Emilio Fede, cinquanta anni di giornalismo televisivo

Roma, 2 set. (askanews) – Emilio Fede, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, è stato per decenni uno dei volti più noti e discussi del giornalismo televisivo italiano. La sua carriera iniziò in Rai, dove si fece conoscere come inviato e conduttore. Dallo stile diretto e teatrale, seppe presto trovare la sua cifra in un mondo televisivo che stava diventando il centro della vita pubblica del Paese. Il grande salto arrivò con la Guerra del Golfo nel 1991. Le dirette notturne, le immagini in tempo reale, la tensione palpabile: Fede divenne il narratore italiano di un conflitto che il pubblico seguiva come un evento globale. Resta nella memoria l’intervista al pilota Gianmarco Cocciolone, prigioniero degli iracheni, con quel celebre “sono stato abbattuto” che entrò nella storia televisiva. Un anno dopo, Berlusconi lo chiamò a Mediaset per dirigere il Tg4.

Quello fu il suo regno: non un notiziario neutrale, ma un palcoscenico personale. Ogni sera, oltre alla cronaca, arrivavano i suoi commenti, le sue smorfie, i suoi sfoghi. Memorabili le gaffe in diretta, i lapsus (“che figura di m…” rimase proverbiale), le arrabbiature con tecnici e collaboratori. Erano inciampi che lo trasformavano, suo malgrado, in fenomeno pop: Crozza lo imitava, la rete rilanciava i suoi fuori onda, e lui finiva per accettare con ironia quella caricatura di sé stesso. Il rapporto con Berlusconi fu la vera chiave della sua carriera. Difensore instancabile del Cavaliere, lo sosteneva in ogni circostanza, anche a costo di attirarsi l’accusa di essere un “megafono” più che un giornalista. Ma quella fedeltà gli garantì visibilità, accesso privilegiato ai palazzi del potere e un posto fisso nella battaglia politica combattuta anche sul terreno televisivo.

La parabola professionale si è interrotta bruscamente nel 2012, quando lasciò Mediaset dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. “Sono caduto, ma non ho mai smesso di essere Emilio Fede”, disse una volta. A segnare profondamente questo ultimo tratto della sua vita è stata anche la perdita della moglie Diana De Feo, giornalista e poi parlamentare di Forza Italia, sposata nel 1963 e rimasta con lui per quasi sessant’anni. È morta nel giugno 2021, lasciando Fede vedovo dopo una vita intera, condivisa spesso a distanza, lui a Milano, lei fra Roma e Napoli, ma uniti da un rapporto continuo e profondo. Una volta, per raggiungerla a Napoli per il compleanno, era stato persino arrestato, e poi subito rilasciato, con l’accusa di essere evaso dai domiciliari.

Calcio, celebrati 11 anni da prima edizione Partita per la pace

Roma, 2 set. (askanews) – Si sono celebrati il 1 settembre gli undici anni dalla prima edizione della Partita per la Pace, l’evento interreligoso e internazionale promosso direttamente da Papa Francesco, con l’obiettivo di promuovere, attraverso il calcio, la pace, la fraternità e il dialogo tra culture e religioni.

L’iniziativa, che come ricorda una nota si è tenuta per la prima volta il 1 settembre 2014 allo Stadio Olimpico di Roma, ha coinvolto le più grandi leggende del calcio mondiale e rappresentanti istituzionali, invitati dal precedente pontefice a unirsi a lui nel portare avanti questa importante missione.

L’Aula Paolo VI è stata la sede vaticana scelta da Sua Santità per ricevere i giocatori che avrebbero partecipato alla partita di beneficenza, uniti alle loro famiglie.

Il forte sostegno del Santo Padre all’evento è continuato durante tutto il suo pontificato, con tre edizioni tenutesi tutte a Roma, l’ultima delle quali il 14 novembre 2022, con il nome “We Play For Peace” per ampliare la portata del suo messaggio universale. Tre edizioni che hanno coinvolto oltre 120 calciatori e leggende del calcio mondiale: è in arrivo la quarta, dedicata alla memoria di Papa Bergoglio e per mantenere viva la sua eredità.

Negli anni We Play For Peace è diventato molto più di un evento sportivo. È una piattaforma globale che da oltre un decennio trasforma il calcio in un linguaggio comune per il dialogo, l’inclusione e la costruzione della pace. Questa iniziativa ha dimostrato che il valore di un pallone può trascendere ben oltre l’aspetto sportivo: fungere da ponte tra culture e religioni. Calcio che unisce – conclude il comunicato – voci che ispirano, pace che dura nel tempo.

Addio Emilio Fede, cinquanta anni di giornalismo televisivo

Roma, 2 set. (askanews) – Emilio Fede, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, è stato per decenni uno dei volti più noti e discussi del giornalismo televisivo italiano. La sua carriera iniziò in Rai, dove si fece conoscere come inviato e conduttore. Dallo stile diretto e teatrale, seppe presto trovare la sua cifra in un mondo televisivo che stava diventando il centro della vita pubblica del Paese. Il grande salto arrivò con la Guerra del Golfo nel 1991. Le dirette notturne, le immagini in tempo reale, la tensione palpabile: Fede divenne il narratore italiano di un conflitto che il pubblico seguiva come un evento globale. Resta nella memoria l’intervista al pilota Gianmarco Cocciolone, prigioniero degli iracheni, con quel celebre “sono stato abbattuto” che entrò nella storia televisiva. Un anno dopo, Berlusconi lo chiamò a Mediaset per dirigere il Tg4. Quello fu il suo regno: non un notiziario neutrale, ma un palcoscenico personale. Ogni sera, oltre alla cronaca, arrivavano i suoi commenti, le sue smorfie, i suoi sfoghi. Memorabili le gaffe in diretta, i lapsus (“che figura di m…” rimase proverbiale), le arrabbiature con tecnici e collaboratori. Erano inciampi che lo trasformavano, suo malgrado, in fenomeno pop: Crozza lo imitava, la rete rilanciava i suoi fuori onda, e lui finiva per accettare con ironia quella caricatura di sé stesso. Il rapporto con Berlusconi fu la vera chiave della sua carriera. Difensore instancabile del Cavaliere, lo sosteneva in ogni circostanza, anche a costo di attirarsi l’accusa di essere un “megafono” più che un giornalista. Ma quella fedeltà gli garantì visibilità, accesso privilegiato ai palazzi del potere e un posto fisso nella battaglia politica combattuta anche sul terreno televisivo. La parabola professionale si è interrotta bruscamente nel 2012, quando lasciò Mediaset dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. «Sono caduto, ma non ho mai smesso di essere Emilio Fede», disse una volta. A segnare profondamente questo ultimo tratto della sua vita è stata anche la perdita di Diana De Feo, giornalista e poi parlamentare di Forza Italia, sposata nel 1963 e rimasta sua moglie per quasi sessant’anni. È morta nel giugno 2021, lasciando Fede vedovo dopo una vita intera, condivisa spesso a distanza, lui a Milano, lei fra Roma e Napoli, ma uniti da un rapporto continuo e profondo. Una volta, per raggiungerla a Napoli per il compleanno, era stato persino arrestato, e poi subito rilasciato, con l’accusa di essere evaso dai domiciliari.

Ex Ilva, Fiom Cgil: Genova favorevole al forno elettrico

Genova, 2 set. (askanews) – “Il messaggio che passa che tutta la citt, sindacati, istituzioni e parti sociali, favorevole al forno elettrico a Genova”. Lo ha detto il segretario della Fiom Cgil di Genova Stefano Bonazzi, al termine dell’incontro sullo stabilimento ex Ilva di Cornigliano con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“Sar un forno elettrico – ha aggiunto Bonazzi – compatibile con l’ambiente, con la citt e col quartiere, esattamente come capita in decine di altre citt in Italia ma questo sar di ultima generazione”.

Il forno elettrico serve soprattutto “per dare garanzie ai posti di lavoro che gi ci sono”, ha concluso.

Ucraina, telefonata Meloni-Schoof in vista di summit volenterosi

Roma, 2 set. (askanews) – Telefonata tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro olandese Dick Schoof in vista della riunione dei ‘volenterosi’ giovedì a Parigi, a cui la premier parteciperà da remoto.

“Giovedì – scrive Schoof su X – mi recherò a Parigi per un incontro della Coalizione dei Volenterosi. In preparazione all’incontro, oggi ho parlato con il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro italiano Giorgia Meloni. Poiché la Russia ha mostrato scarsa disponibilità a negoziare e continua i suoi attacchi contro le città ucraine, è fondamentale che manteniamo il nostro supporto militare all’Ucraina. I Paesi Bassi stanno lavorando a stretto contatto con i nostri alleati europei per assumerci la responsabilità della sicurezza dell’Ucraina e del nostro continente nel suo complesso”, conclude il premier.

Opposizioni da La Russa, Boccia: chiediamo Meloni in aula Senato

Roma, 2 set. (askanews) – I capigruppo di opposizione al Senato hanno incontrato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, per chiedere quanto prima la presenza della premier Giorgia Meloni e dei ministri competenti in aula per un confronto sui temi internazionali ed economici. Dando seguito ad una lettera inviata la settimana scorsa a La Russa, Francesco Boccia, Stefano Patuanelli e Dafne Musolini sono stati ricevuti a palazzo Madama dal presidente.

“Abbiamo chiesto che la presidente del Consiglio Meloni venga a riferire in aula sulle questioni internazionali di agosto, alcune drammatiche, a partire da Gaza, siamo molto preoccupati per quello che vediamo e per i silenzi del governo italiano e degli altri governi europei” ha detto il capogruppo del Pd Francesco Boccia.

“Abbiamo chiesto un confronto a partire dalle questioni internazionali, perch il dramma economico causato dai dazi sotto gli occhi di tutti, ed stato causato da Trump e dall’accondiscendenza del governo italiano e dei governi di destra in Europa a Trump – ha detto Boccia – e che ci sia questo confronto con il ministro dell’Economia, perch siamo molto preoccupati, prima della programmazione economica di settembre, dell’aggiornamento della vecchia nota al Def; Giorgetti si affanna a presentare dati positivi ma i dati sono molti negativi, e mi riferisco soprattutto al secondo semestre con Pil negativo, e al fatto che stato corretto al ribasso il dato sulla crescita ben due volte” ha aggiunto Boccia.

Formula1, Vasseur: "Impazienti per Monza"

Roma, 2 set. (askanews) – Ferrari a Monza, il GP di casa. Con la voglia di riscattarsi e dimenticare il ‘doppio’ zero in Olanda ma nel complesso una stagione finora molto complicata. “Come ogni anno, attendiamo con impazienza il momento di scendere in pista a Monza, quest’anno ancora di più, visto che veniamo dalla gara di Zandvoort nella quale non abbiamo ottenuto i risultati sperati pur avendo dimostrato di avere il passo per fare bene. Essere circondati dalla passione dei nostri tifosi è una motivazione straordinaria per tutta la squadra, che ci spinge a mettere l’anima in tutto ciò che facciamo. Vogliamo dare il massimo per ripagare il loro costante supporto, tuttavia, per riuscirci dobbiamo mettere da parte le emozioni e concentrarci sull’esecuzione perfetta del weekend, dal primo giro di prove libere all’ultimo della corsa di domenica”, ha detto il tam principal Fred Vasseur.

“Nell’arco della stagione abbiamo fatto progressi in termini di competitività, ma con un gruppo di avversari così vicino nelle prestazioni, dovremo essere impeccabili per ottenere i risultati che ci siamo prefissati. Daremo tutto quello che abbiamo, sapendo di poter contare sull’amore e sul sostegno dei nostri tifosi.Come ogni anno, attendiamo con impazienza il momento di scendere in pista a Monza, quest’anno ancora di più, visto che veniamo dalla gara di Zandvoort nella quale non abbiamo ottenuto i risultati sperati pur avendo dimostrato di avere il passo per fare bene. Essere circondati dalla passione dei nostri tifosi è una motivazione straordinaria per tutta la squadra, che ci spinge a mettere l’anima in tutto ciò che facciamo”.

“Vogliamo dare il massimo per ripagare il loro costante supporto, tuttavia, per riuscirci dobbiamo mettere da parte le emozioni e concentrarci sull’esecuzione perfetta del weekend, dal primo giro di prove libere all’ultimo della corsa di domenica. Nell’arco della stagione abbiamo fatto progressi in termini di competitività, ma con un gruppo di avversari così vicino nelle prestazioni, dovremo essere impeccabili per ottenere i risultati che ci siamo prefissati. Daremo tutto quello che abbiamo, sapendo di poter contare sull’amore e sul sostegno dei nostri tifosi”.

Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso è realtà

Roma, 2 set. (askanews) – Entra nel vivo il primo Premio alla Divulgazione Musicale ‘Ezio Bosso’, nato dalla collaborazione tra Regione Puglia, Associazione Ezio Bosso e Puglia Culture. In palio tre premi del valore complessivo di 20 mila euro per progetti di divulgazione del patrimonio della musica classica, con il bando aperto fino al 29 settembre.

A cinque anni dalla morte di Ezio Bosso, dalla collaborazione tra Regione Puglia, Associazione Ezio Bosso e Puglia Culture nasce il Premio alla Divulgazione Musicale intitolato all’indimenticato artista torinese, istituito per sostenere associazioni, fondazioni e istituzioni italiane impegnate a mantenere vivo il patrimonio musicale della civiltà occidentale.

Un patrimonio che spesso non riceve un’adeguata attenzione, e che viene ostacolato da molti pregiudizi, a partire da quello contro cui dovette combattere il giovane Ezio Bosso: il “Non ce lo possiamo permettere” dei suoi genitori all’idea di avere un figlio musicista.

Dunque, la musica classica come appannaggio di una élite colta, benestante, chiusa in templi difficilmente accessibili dalla gente comune. Preconcetti contro i quali Bosso ha lottato per tutta la sua vita, nelle infinite declinazioni nelle quali ha sviluppato il suo amore e il suo talento per la musica: in orchestra, come solista virtuoso del contrabasso, compositore, pianista all’occorrenza, infine direttore d’orchestra.

“Mi chiamo Ezio, nella vita faccio la musica. E sono un uomo fortunato. E questa è l’unica cosa che vorrei dover dire per parlare di me”. È questo il punto di partenza da cui nasce il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso.

L’idea della sua istituzione è nata nel 2021, un anno dopo la sua scomparsa, con l’uscita del libro Faccio Musica (Piemme-Mondadori), che raccoglie testi editi e inediti del Maestro. Dalla lettura dell’enorme patrimonio di testi, messaggi e registrazioni vocali lasciati da Bosso emerge l’urgenza, o forse quasi l’ossessione, di difendere la sua amata “musica libera” da una società che tendeva a marginalizzarla o banalizzarla per renderla economicamente più produttiva. Per Bosso, la musica da camera, sinfonica e l’opera erano invece fonti di gioia e di vita, e metafore di una società ideale educata all’ascolto, attenta al prossimo e orientata su una meritocrazia basata sullo studio e sul lavoro.

Il progetto del Premio si è concretizzato nel 2025 grazie all’impegno finanziario e alla visione delle politiche culturali della Regione Puglia, guidate dall’assessora Viviana Matrangola. Politiche attente, da anni, al recupero, alla trasmissione e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dalla musica classica e da camera, al quale anche la Puglia ha contribuito grazie alle opere di interpreti e compositori riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

Il Premio è ad accesso gratuito. La partecipazione al bando, consultabile all’indirizzo https://asseziobosso.it/i-premi, richiede la trasmissione di semplici documenti che descrivano progetti già sviluppati e quelli futuri. Le iscrizioni sono aperte dall’inizio di agosto e chiuderanno il 29 settembre 2025.

I tre progetti vincitori saranno comunicati entro dicembre 2025. A sceglierli sarà il Comitato Scientifico del Premio, che terrà conto anche del voto popolare dei soci dell’Associazione Ezio Bosso. I progetti selezionati riceveranno rispettivamente 10.000, 6.000 e 4.000 euro. Ai vincitori sarà garantita ampia visibilità attraverso una campagna mediatica dedicata, mentre la cerimonia di premiazione rimarrà una sorpresa fino all’ultimo momento.

Il Comitato scientifico del Premio si compone di 5 membri. A presiederlo, il compositore Michele dall’Ongaro, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, già Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e grande amico di Ezio Bosso e divulgatore della sua attività in Rai. Gli altri membri del Comitato sono: Francesco Libetta, pianista, compositore e organizzatore musicale, nominato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Puglia; Cesare Veronico, coordinatore artistico di Puglia Sounds e Medimex, nominato da Puglia Culture; Paolo Petrocelli, Sovrintendente Dubai Opera, nominato dall’Associazione Ezio Bosso; Francescantonio Pollice, Presidente AIAM e CIDIM, nominato dall’Associazione Ezio Bosso.

Infine, il 13 settembre, giorno del compleanno di Ezio Bosso, Regione Puglia, Fondazione Puglia Culture e Associazione Ezio Bosso dedicheranno una serata speciale al pensiero e alla musica dell’indimenticato Maestro che si terrà al Teatro Kursaal Santalucia di Bari. I dettagli della serata, che vede la direzione artistica di Francesco Libetta, saranno annunciati nei prossimi giorni.

Lega serie A cambia nome, torna il "Calcio"

Roma, 2 set. (askanews) – Il calcio italiano cambia nome e torna alle origini. Lo ha ufficializzato Ezio Simonelli, presidente di Lega, ai microfoni della conferenza stampa che ha chiuso l’assemblea dei club: “Abbiamo deciso di cambiare nome: non ci chiameremo più Lega Nazionale Professionisti Serie A, un nome troppo lungo e difficile, ma torniamo alle origini e, da oggi, torneremo a chiamarci Lega Calcio Serie A. Rimettiamo il calcio al centro del nostro progetto: quando andiamo in giro nel mondo ci conoscono come Serie A o come calcio italiano”.

Dal cambio di nome alla questione San Siro, uno dei nodi più spinosi del calcio italiano. Simonelli lancia l’allarme: “Ad oggi non credo che Milano possa ospitare l’Europeo nello stadio di San Siro. Quindi sono preoccupato, sì. Se ne ho parlato con le proprietà e le dirigenze? Siamo allineati. Questo mio grido d’allarme è anche il grido d’allarme delle società”. Il numero uno del calcio italiano ha quindi proseguito: “Come Lega siamo però fiduciosi che entro il 30 settembre si prenda questa decisione e poi si vada dritti verso il nuovo stadio perché è interesse della città e delle squadre dare una casa accogliente ai propri tifosi ed è interesse dell’Italia poter giocare un Europeo a Milano. Fare un Europeo in Italia senza farlo a Milano sarebbe una sconfitta per tutto il Paese”.

Chloe Malle (figlia del regista e di Candice Bergen) nuova direttrice di Vogue

New York, 02 set. (askanews) – L’iconica rivista di moda Vogue ha nominato Chloe Malle nuova responsabile dei contenuti editoriali per Vogue Usa, inaugurando una nuova era dopo decenni sotto la direzione di Anna Wintour. Malle, 39 anni, lavora per Vogue da oltre un decennio e ha ricoperto diversi ruoli editoriali. Attualmente è direttrice di Vogue.com e co-conduttrice del podcast The Run-Through with Vogue. È figlia dell’attrice Candice Bergen e del compianto regista Louis Malle.

Cinema, dal 6 al 10 settembre torna il Marzamemi Cinefest

Roma, 2 set. (askanews) – Torna per la sua sesta edizione il Festival Internazionale delle Identità del Mediterraneo – Marzamemi Cinefest, appuntamento capace di intrecciare cinema, territorio e identità mediterranea. Dal 6 al 10 settembre, il borgo marinaro si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto dove il grande schermo incontra le tradizioni, i sapori e i suoni del Mediterraneo.

Il festival, diretto da Denise Spicuglia, sarà introdotto da Paola Saluzzi e avrà come ambasciatrice l’attrice Ester Pantano. L’anteprima del 5 settembre a Noto al Teatro Tina Di Lorenzo, vedrà la presentazione ufficiale del team organizzativo e un talk su “Cinema e televisione nel rilancio territoriale” con Paola Saluzzi, Lucia Sardo, Ester Pantano, Paola Comin e Giuseppe Sciacca, seguita da un AperiCinema a cura della Strada del Vino alla Loggia del Mercato.

Sul red carpet e sul palco saliranno Anna Foglietta, Ester Pantano, Mario Incudine, Paolo Licata, Lucia Sardo, Violante Placido, Chiara Francini, Francesca Fagnani, Marella Ferrera, Gaetano Savatteri, Marta Perego, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, Primo Reggiani, Veronica Pivetti, Piero Marrazzo, Paolo Briguglia, Alessandro Lai, Manuela Ventura, Miriam Scala, Sebastiano Cimino, Domenico Centamore, Tuccio Musumeci e poi numerose produzioni con docufilm e cortometraggi, ospiti registi, autori, interpreti, musicisti e chef.

Il cartellone propone grandi titoli da proiettare in due schermi, uno “storico” l’altro “contemporaneo” come Baarìa e La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore, La stagione della caccia di Roan Johnson, L’amore che ho di Paolo Licata, Francesca e Giovanni di Ricky Tognazzi e Simona Izzo, Indagine di famiglia di Gianpaolo Cugno, Italo Calvino nelle Città di Davide Ferrario e il cult d’animazione Gatta Cenerentola. Completano la programmazione cortometraggi come Vagnata di Francesco Di Martino, i cento passi (video sulla legalità) dei ragazzi della G. Falcone di Anzio, La cavalcata e Carusu di Martina Giannone, I 12 passi di Giulio Neglia, Viaggio a nord dell’equatore di Alessandro Messina, la Femmina di Nuanda Sheridan con Orio Scaduto, Cross Road di Luca Arcidiacono, Un mago di troppo di Rita Ricciardi con Carmelinda Gentile ed Emilio Tafuri. Ci saranno opere provenienti dal Moscerine Film Festival, tra cui Le voci dal mare e I sognatori.

La musica accompagnerà ogni giornata del Fest: dal concerto del Duae Siciliae Sax Ensemble all’apertura, al Saluto all’alba con Violante Placido e Seby Forte, dal live di Ilaria Graziano e Francesco Forni al Mediterranea Duo CHISAX. Gli Alter Faber tra parole e suoni elettronici del Sud, fino al ballo del Gattopardo con la Compagnia Nazionale di Danza Storica di Siracusa, gran finale poi con la Women Orchestra – Note di cinema- Libertango. Spazio anche al Teatro sperimentale, con Federica Leuci e Vanda Bovo (dipl. INDA Siracusa) “Sapìri Campari”: dialogo sentimentale tra isola e terraferma.Il Cuore di Argante con “Jalome e Sikelia”.

Gli Incontri letterari saranno curati da Piera Ficili (Mondadori Book store modica) con Chiara Francini (Le querce non fanno limoni), Francesca Fagnani (Mala Roma Criminale), Gaetano Savatteri (Il contastorie di Vigata) Piero Marrazzo (Storie senza eroi), Marta Perego (Colazione al parco con Virginia Woolf), Daniele Orazi (Ostiawood).

Il festival celebra anche le eccellenze gastronomiche siciliane con showcooking e degustazioni; spazio inoltre alle arti visive: la mostra Thalassa – progetto di arte contemporanea (6-10 settembre, Loggia della Tonnara) con la direzione di Chiara Fronterre’, riunirà Demetrio Di Grado, Emanuele Vittorioso, Daniele Carrubba e Chiara Fronterrè, con testo critico di Federica Bordone; dal 7 al 17 settembre, l’esposizione Sogni in Carovana (via Regina Elena 27) accompagnerà il pubblico in un viaggio nel mondo del circo in Sicilia. Completano il programma la Mostra dedicata ai Florio con abiti di scena direttamente dal set della serie tv “I Leoni di Sicilia” (Antica Chiesetta di Marzamemi) e il Piccolo Museo degli Scieri (Viale Jonio).

La serata finale ospiterà la consegna del Premio UNPLI “Italian Ambassador” a Ricky Tognazzi e Simona Izzo del Premio Speciale “Roberto Cappuccio”, insieme ad altri riconoscimenti primo fra tutti all’ambasciatrice Ester Pantano. L’edizione si chiuderà con l’annuncio ufficiale del Marzamemi Cinefest 2026 e la consegna della tradizionale mattonella MCF.

Il festival organizzato dalla Pro Loco Marzamemi APS è realizzato grazie al sostegno della Sicilia Film Commission, patrocinato dall’Assemblea Regionale Siciliana; Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Assessorato dell’Agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Regione Siciliana, Comune di Pachino; Comune di Noto; MIC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo; UNPLI Unione Nazionale Pro Loco, Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e il sostegno della BCC Pachino, Acqua Azzurra srl, Unigroup Spa e del tessuto socio-economico di Marzamemi. Realizzato grazie ad alleanze culturali con il Coordinamento Festival del Cinema Sicilia; Mondadori Bookstore Modica, FIC Italia. Media partner dell’evento, RAI Regione.

Il Pd: il governo difenda la Sumud Flotilla

Roma, 2 set. (askanews) – “Israele ha dichiarato che considererà gli attivisti della Global Sumud Flotilla alla pari di terroristi. Un’affermazione gravissima e inaccettabile contro una missione di pace e solidarietà. Su quelle imbarcazioni ci sono anche cittadini italiani: il governo ha il dovere immediato di garantire la loro sicurezza e di sostenere con chiarezza questa iniziativa pacifica e umanitaria. Proteggere chi lavora per la pace significa proteggere i valori e i diritti che stanno alla base della nostra Repubblica e dell’Europa. Meloni e Tajani smettano di tentennare, servono rassicurazioni esplicite e atti concreti a difesa dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla. Ogni ritardo nell’intervento del governo è grave e conferma l’inerzia italiana, soprattutto alla luce del fatto che altri governi europei, a cominciare da quello spagnolo, hanno già espresso sostegno all’iniziativa e richiesto una protezione per chi è a bordo della Global Sumud Flotilla”. Cosi le parlamentari e i parlamentari del Pd Ouidad Bakkali, Mauro Berruto, Laura Boldrini, Cecilia D’Elia, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Patrizia Prestipino, Arturo Scotto, Roberto Speranza, Rachele Scarpa, Nico Stumpo, Stefano Vaccari, Cecilia Strada, Michele Fina, Susanna Camusso, Alessandro Zan.