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Calcio, Fiorentina sconfitta ai rigori dal Manchester Utd

Roma, 9 ago. (askanews) – La Fiorentina conclude la sua tournée estiva in Inghilterra con una sconfitta onorevole contro il Manchester United, che si impone 6-5 dopo i calci di rigore nell’amichevole tenutasi all’Old Trafford. I 90 minuti si erano conclusi sull’1-1, con i viola che hanno mostrato sprazzi di buon gioco e solidità, pur pagando a caro prezzo un’ingenuità difensiva.

La partita si è aperta con il ritorno a casa di David De Gea, portiere viola ed ex colonna dei Red Devils, accolto con una standing ovation da tutto lo stadio. Un momento emozionante che ha preceduto il fischio d’inizio e la consegna di una targa celebrativa da parte di Bruno Fernandes.

La Fiorentina, schierata da Stefano Pioli con un 3-4-1-2 quasi titolare, è passata in vantaggio all’8° minuto. Il nuovo acquisto Sohm ha sfruttato al meglio un calcio d’angolo battuto da Gudmundsson, siglando la sua prima rete in maglia viola. A centrocampo, Sohm ha giocato al fianco di Fagioli, dimostrando buone doti di palleggio e inserimento. La difesa, composta da Comuzzo, Pongracic e Ranieri, ha retto l’urto per gran parte del primo tempo.

Il pareggio del Manchester United è arrivato poco prima della mezz’ora, con un autogol sfortunato di Robin Gosens. Il giocatore viola ha protestato veementemente per una spinta subita prima di deviare la palla nella propria porta. L’episodio ha riequilibrato una gara che, nel corso del secondo tempo, ha visto entrambe le squadre creare diverse occasioni. La Fiorentina è andata vicinissima al raddoppio in due circostanze: prima con un’autorete sfiorata da Dorgu su iniziativa di Sohm, e poi al 90° minuto con un’opportunità clamorosa sprecata da Moise Kean su un errore della difesa inglese.

I rigori, quasi inaspettati, hanno concluso la serata. La gara, valida per la Snapdragon Cup, ha visto i giocatori tornare in campo, tra le risate e i saluti già avvenuti. Dal dischetto il Manchester United è stato più preciso: a segno Bruno Fernandes, Cunha, Dalot, Amad e Mainoo. Per la Fiorentina hanno segnato Kean, Fazzini, Sabiri e Ndour, ma l’errore decisivo di Fabiano Parisi ha consegnato il trofeo ai padroni di casa.

Ponte Stretto, i Geologi: infrastruttura unica, pronti a contribuire

Roma, 9 ago. (askanews) – “Con l’approvazione del progetto definitivo, da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), l’iter per la realizzazione del Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria ha compiuto un rilevante passo avanti. Il Ponte sullo Stretto di Messina è innegabilmente una infrastruttura di grande rilevanza per il Paese. Un’opera unica, sia per le sue caratteristiche ingegneristiche che per il peculiare contesto geologico in cui si inserisce”. Così in una nota il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG).

“Si tratta, infatti, del ponte a campata unica più lungo al Mondo, da realizzare in un territorio geologicamente complesso, che rappresenta, tra l’altro, l’opportunità di mettere a frutto i risultati di decenni di ricerca scientifica e le specifiche competenze che l’Italia possiede nel settore. Al riguardo si ricorda che le professioni tecniche svolgono sempre di più un ruolo fondamentale per il necessario ed urgente ammodernamento del sistema infrastrutturale del nostro Paese, nell’ambito del quale la realizzazione del Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria può e deve assumere un ruolo strategico di completamento. Il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) aveva esaminato approfonditamente il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, evidenziando alcuni aspetti di carattere meramente tecnico in due convegni tenutisi a Reggio Calabria e a Messina, alla presenza dei Ministri Salvini e Musumeci, e, in particolare, la necessità dell’aggiornamento degli studi geo-sismo-tettonici integrando i dati più recenti, l’esigenza di approfondimenti riguardanti la microzonazione sismica, con specifica attenzione alle faglie attive e capaci presenti nell’area dello Stretto, e l’indispensabilità della ricostruzione più approfondita dei modelli geologici e idrogeologici delle aree dove verranno costruite le torri di sostegno e gli altri manufatti a terra”.

“L’approvazione del medesimo progetto è, oggi, accompagnata, correttamente, dalla previsione di ulteriori e specifiche indagini nelle fasi di progettazione esecutiva. La Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), inoltre, pur nel contesto di un parere favorevole, ha richiesto approfondimenti specifici che dovranno essere sviluppati nella fase di progettazione esecutiva. Pertanto, gli aspetti geologici saranno oggetto di approfondimenti, in parte già programmati dalla Società Stretto di Messina, nella fase di redazione del progetto esecutivo, che dovrà recepire interamente le osservazioni e le implementazioni tecniche richieste”.

“La categoria dei geologi, che ha affinato progressivamente il proprio patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche, anche grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche che consentono di indagare il territorio con livelli di dettaglio sempre più avanzati, è pronta a fare la propria parte, offrendo il supporto specialistico dí competenza per dette attività. Il CNG, che ha costituito un apposito Gruppo di studio dedicato alla complessa opera infrastrutturale, ribadisce anche la diretta disponibilità a dare un contributo nell’ambito di un rapporto costruttivo di dovuta collaborazione istituzionale con il Dicastero retto dal Ministro Salvini e con gli Organi tecnico consultivi dello Stato”, conclude la nota.

Calcio, Tudor: "Sarà la stagione di Bremer e Koopmeiners"

Roma, 9 ago. (askanews) – “Sarà importante dare minutaggio a tutta la squadra, l’obiettivo è arrivare pronti alla prima giornata di campionato. David, Joao Mario e Bremer giocheranno dall’inizio”. E sul mercato: “Ragioniamo ogni giorno con la società. Vlahovic? Sta lavorando bene come tutti gli altri”. Così Igor Tudor alla vigilia del Borussia Dortmund. “È stata una bella settimana di lavoro in un bellissimo posto – le sue parole – Non c’era caldo e abbiamo lavorato bene. Da parte dei ragazzi c’è stata grande disponibilità e professionalità. Domani sarà una bella partita contro un avversario di livello, in uno stadio pieno. Sarà importante dare minutaggio a tutta la squadra nelle partite con Dortmund, Next Gen e Atalanta per verificare quanto fatto finora”. Sulla partita dice: “Le partite di agosto sono diverse perché c’è tanto carico di lavoro alle spalle. Da 17-18 giorni stiamo lavorando tanto e sicuramente ci sarà un po’ di stanchezza, è normale. Mancano due settimane all’inizio del campionato, giorno dopo giorno varieremo i carichi per arrivare pronti alla prima giornata. L’obiettivo è quello”. Per il mercato “Ragioniamo ogni giorno con la società, siamo in sintonia e parliamo su cosa si può fare. Sto lavorando con una squadra importante e seria che vuole fare il suo in campionato”. Jonathan David e Joao Mario “Sono dei professionisti che stanno lavorando bene. Entrambi giocheranno domani dall’inizio”. COntento dell’inter rosa: “Tutti si comportano bene, è stata una scelta diversa dallo scorso anno. Siamo in tanti, in partita possono giocare sempre in 20, ma abbiamo organizzato il lavoro per tutti. Vedremo cosa accadrà, fino al 31 agosto il mercato è aperto”. La scorsa stagione è stata lunga, conclusa con il Mondiale per Club. “I giocatori hanno bisogno di un mese di vacanza: sono stato calciatore e lo capisco. Sono contrario alla direzione che sta prendendo il calcio. Parte tutto dai giocatori. Bisogna trovare un equilibrio, perché adesso si sta esagerando. Ci sono state tre settimane di stop, che non sono poche e non sono tante. I giocatori si sono riposati, senza perdere tanto dal punto di vista fisico”. Può essere la stagione di Bremer e Koopmeiners: “Sarà la loro stagione. Sono due giocatori forti, stanno facendo bene. Bremer è reduce da un infortunio lungo, domani giocherà dall’inizio e gli daremo minutaggio. Koopmeiners sta lavorando bene, avrà un ruolo importante in questa stagione”.

Fabri Fibra annuncia per l’autunno un tour nei club

Milano, 9 ago. (askanews) – Continua l’estate di Fabri Fibra e dopo il successo delle prime date del tour, gli ottimi risultati del singolo “Che gusto c’è” (che si attesta tra i brani di maggior successo dell’estate) e quelli dell’ultimo album “Mentre Los Angeles brucia” (disco d’Oro e ottime recensioni), arriva l’annuncio del Club Tour che porterà Fibra in giro per i principali club italiani il prossimo autunno.

I biglietti saranno in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali. Per info: https://www.friendsandpartners.it/in-tour/fabri-fibra-festival-tour-2025.

Questa serie di date sono l’occasione per riascoltare dal vivo tutti i successi di Fabri Fibra di oltre 20 anni di carriera e alcuni dei brani del nuovo album “Mentre Los Angeles brucia”, album certificato ORO che ha collezionato un lungo elenco di recensioni che lo inseriscono tra i migliori dischi dell’anno. L’album contiene i singoli “Che gusto c’è” con Tredici Pietro, tra i brani più programmati dalle radio di questa estate, e “Stupidi” con Papa V e Nerissima Serpe.

Oltre Tredici Pietro, Papa V e Nerissima Serpe, nel disco sono presenti anche Joan Thiele, Gaia, Massimo Pericolo e Noyz Narcos.

L’album si apre con un cameo importante: Francesco Guccini, con uno dei brani più importanti della sua storia, “L’avvelenata” che Fibra utilizza per raccontare “il dramma dell’artista e la continua lotta tra l’urgenza di dire qualcosa e la paura di essere sostituiti velocemente”.

Nel disco anche la voce di un altro cantautore tra i più amati anche oltralpe, Andrea Laszlo De Simone, che Fibra ha campionato utilizzando il suo brano “VIVO” per raccontare nella traccia che prende lo stesso titolo “la grande voglia di andare avanti anche in situazioni difficili”.

Vacanze, questo è un week-end da "bollino nero"

Roma, 9 ago. (askanews) – Il Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità Viabilità Italia riunito oggi continua il monitoraggio del traffico anche in questo fine settimana nel quale si prevede una particolare intensificazione del traffico da “bollino nero”, per la mattinata odierna. Al momento, come da previsione, il traffico è a tratti intenso sia in viabilità ordinaria che autostradale, per il raggiungimento delle località di villeggiatura.

In particolare: – sull’A23 Palmanova-Tarvisio si registrano 3 km di code alla barriera di Ugovizza sia in entrata che in uscita dal territorio nazionale; – sull’A22 Modena-Brennero code per traffico intenso tra Carpi e Modena in direzione sud; tra Bolzano sud ed Affi e tra Verona nord e Trento nord in direzione nord; si registra inoltre un incidente avvenuto poco prima delle ore 11 tra Pegognaga e Mantova, in direzione nord, che sta generando code di 2 km. – sull’A12 Genova Rosignano code di 6 km per incidente tra Recco e Genova est direzione nord; – in A/15 traffico a tratti intenso tra Aulla e l’allacciamento A/12 in direzione La Spezia; – in A/4, in direzione est, sono presenti code a tratti da Brescia a Peschiera; da Vicenza est a Padova est; tra Padova ovest e Dolo e alla barriera di Trieste Lisert sono presenti 4 km di coda in uscita dall’Italia e 2 km in entrata; – in A/10 code a tratti per traffico intenso tra l’allacciamento dell’A/26 e Savona in direzione Ventimiglia; – in A/14 code a tratti tra Borgo Panigale e Imola direzione sud; tra Cesena e Rimini; tra Loreto e Vasto Nord; – in A/1 traffico intenso in direzione sud tra Lodi e Terre di Canossa; tra Parma e Modena; tra Firenze Sud e Incisa; tra Orvieto e Attigliano; tra Magliano e Roma Nord; tra allacciamento A/24 e Colleferro; – il traffico è superiore alla media in direzione sud sull’A/2 del Mediterraneo.

Inoltre, si registra un’ora di attesa sia al Traforo del Monte Bianco in uscita dall’Italia, sia agli imbarchi di Villa San Giovanni per la Sicilia.

Attacchi russi con vittime a Kharkiv e Dnipro in Ucraina

Roma, 9 ago. (askanews) – La Russia ha lanciato nelle prime ore di questa mattina un “massiccio” attacco nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale, secondo quanto fa sapere il servizio di emergenza statale ucraino sull’app di messaggistica Telegram. Si contano vittime e i feriti tra i civili. Nel frattempo, anche la città di Dnipro, nell’Ucraina orientale, è stata colpita questa mattina da un attacco russo, che ha ferito diverse persone, segnala ancora il servizio di emergenza statale ucraino.

Zelensky sul vertice Trump-Putin: no a decisioni senza di noi

Roma, 9 ago. (askanews) – “L’Ucraina è pronta a vere decisioni che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, o senza di noi, è allo stesso tempo una decisione contro la pace. Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte, destinate a non funzionare. Tutti abbiamo bisogno di una pace reale e autentica, che le persone possano rispettare” Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,in un post su X poche ore dopo l’annuncio che il vertice tra il presidente americano Donald Trump e il russo Vladimir Putin si terrà il 15 agosto in Alaska. E mentre circolano indiscrezioni su una base di accordo Usa-Russia per porre fine alla guerra in Ucraina che avvantaggerebbe Mosca, assicurandole il controllo dei territori occupati e dichiarati annessi in Ucraina.

Per 4 giorni in Italia farà molto caldo

Roma, 9 ago. (askanews) – Ci sono le date: tra domenica 10 e lunedì 11 sarà raggiunto il picco del caldo, dopo Ferragosto l’Anticiclone Caronte perderà leggermente potenza. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma la fase africana con almeno 4 giorni di valori estremi: inizialmente saliranno di più le massime poi anche le minime impenneranno verso valori tropicali.

Nel dettaglio, sabato 9 agosto sono previste massime fino a 39°C a Firenze, Prato e Terni, 38°C a Ferrara, Pistoia e Reggio Emilia poi troveremo Arezzo, Benevento, Bolzano, Grosseto, Mantova, Modena, Parma. Rovigo, Siena e Taranto a 37. Queste saranno le città con la ‘febbre umana’, ma quasi tutta l’Italia girerà intorno ai 35 di massima con tanta afa. Domenica 10 agosto, le temperature saliranno ancora soprattutto al Nord, anche di 2-4°C sia nei valori massimi sia nei valori minimi: la classifica di San Lorenzo vedrà Firenze capolista con 40°C a pari merito con Pistoia e Prato. Bolzano, Ferrara, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Rovigo e Terni si fermeranno al secondo posto con 39°C, seguite a 38°C da Benevento, Bologna, Cremona, Foggia, Lodi, Padova e Pordenone, per citarne solo alcune.

Attenzione poi alle notti tropicali che da domenica colpiranno già varie città: Milano il 10 agosto avrà una minima di 26°C, calda come Bangkok.

Tra lunedì e martedì, infine, avremo 4 novità: la Capitale si scalderà ancora di più fino a 37-38°C, le condizioni di afa saranno opprimenti in Val Padana e in molte zone costiere, le notti saranno decisamente tropicali ovunque in pianura (minime sopra i 20-25°C) ma, oltre a questo (quarta ed ultima novità), arriveranno anche dei temporali su Alpi ed Appennini, localmente in sconfinamento sulle pianure adiacenti.

Chiudiamo con la speranza: l’anticiclone africano Caronte potrebbe perdere potenza, sgonfiarsi un bel po’ dopo Ferragosto: si tratterebbe di un lento cedimento che garantirebbe ancora belle giornate di sole, ma anche qualche temporale più diffuso durante il pomeriggio; risultato finale di questi temporali (e di un’alta pressione meno granitica) sarebbe un leggero calo delle temperature. Speriamo che accada. Intanto, prepariamoci a 4 giornate di fuoco, da sabato a martedì l’Italia sembrerà l’Algeria.

Grave incendio sul Vesuvio, in azione 6 Canadair

Roma, 9 ago. (askanews) – Il Dipartimento della Protezione Civile sta seguendo da vicino “il grave incendio” che interessa il Parco Nazionale del Vesuvio. Per contrastare le fiamme e garantire la massima copertura aerea possibile alle attività di spegnimento, si spiega in una nota, stanno operando sul vastissimo rogo ben 6 Canadair della flotta aerea nazionale antincendi, provenienti da diverse regioni e al lavoro dalle prime luci dell’alba. Insieme alla flotta di Stato, sull’incendio stanno operando anche i mezzi aerei della flotta regionale. Un team del Dipartimento sta raggiungendo il Centro di coordinamento di Terzigno per supportare le autorità locale nell’azione di spegnimento.

Italia-Germania-Gb: no all’operazione di Israele a Gaza

Roma, 9 ago. (askanews) – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato una Dichiarazione congiunta con i Ministri degli Esteri di Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda per respingere con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia.

Il Ministro degli Esteri, insieme ai suoi omologhi – fa sapere la Farnesina -, ribadisce la necessità di un cessate il fuoco immediato e permanente, che consenta anche la fornitura di un’adeguata assistenza umanitaria.

Nella dichiarazione si ribadisce altresì una visione comune “a favore dell’attuazione di una soluzione a due Stati negoziata, quale unico modo per garantire che israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità”.

“I Ministri degli Esteri di Australia, Germania, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito – si legge nella dichiarazione congiunta – respingono con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala a Gaza”.

“Ciò – secondo i ministri degli Esteri dei cinque Paesi – aggraverà la catastrofica situazione umanitaria, metterà in pericolo la vita degli ostaggi e aumenterà il rischio di un esodo di massa dei civili. I piani annunciati dal governo israeliano rischiano di violare il diritto internazionale umanitario. Qualsiasi tentativo di annessione o espansione degli insediamenti viola il diritto internazionale”.

“Esortiamo le parti e la comunità internazionale – si legge ancora nella dichiarazione congiunta – a compiere ogni sforzo per porre finalmente termine a questo terribile conflitto ora, attraverso un cessate il fuoco immediato e permanente che consenta la fornitura di un’assistenza umanitaria massiccia, immediata e senza ostacoli, poiché a Gaza si sta verificando lo scenario peggiore, quello di una carestia. Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi senza ulteriori ritardi o precondizioni e deve garantire che questi vengano trattati in modo umano e non siano soggetti a crudeltà e umiliazioni”.

“La situazione umanitaria a Gaza rimane catastrofica. Chiediamo al Governo israeliano – sottolineano i ministri degli Esteri dei cinque Paesi – di trovare con urgenza soluzioni per modificare il suo recente sistema di registrazione delle organizzazioni umanitarie internazionali, al fine di garantire che questi attori fondamentali per l’aiuto umanitario possano continuare il loro lavoro essenziale, in linea con i principi umanitari, per raggiungere i civili bisognosi a Gaza. La loro esclusione sarebbe un segnale grave”.

“Siamo uniti – concludono i ministri di Italia, Germania, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda – nel nostro impegno a favore dell’attuazione di una soluzione a due Stati negoziata, quale unico modo per garantire che israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità. Una risoluzione politica basata su una soluzione negoziata a due Stati richiede la totale smilitarizzazione di Hamas e la sua completa esclusione da qualsiasi forma di governo nella Striscia di Gaza, dove l’Autorità Palestinese deve avere un ruolo centrale”.

Spazio, addio a Jim Lovell: l’eroe sfortunato di Apollo 13

Roma, 9 ago. (askanews) – “Due volte damigella, mai all’altare”: Jim Lovell, scomparso all’età di 97 anni, aveva riassunto così una carriera che al momento del suo ritiro dalla Nasa era probabilmente la più illustre dell’Agenzia spaziale statunitense.

L’allora capitano della Marina – oltre a vantare ben quattro missioni – era infatti stato uno dei primi tre astronauti ad aver visto la faccia nascosta della Luna, nonché appunto l’unico uomo ad essere stato in orbita attorno al nostro satellite per due volte, prima con l’Apollo 8 e poi con l’Apollo 13.

Il 13, appunto: l’allunaggio che non avvenne, “l’insuccesso di successo” che se pure non portò Lovell e Haise a calpestare la superficie lunare divenne un’impresa a se stante – e in grado di risvegliare l’interesse dell’opinione pubblica mondiale per un programma spaziale che era oramai diventato una specie di routine.

“Houston abbiamo un problema” è diventata una frase simbolo della corsa allo spazio, seconda solo al “piccolo passo” di Neil Armstrong: il primo successo e il primo (e unico) fallimento del programma Apollo – e d’altronde a sessant’anni di distanza si fa fatica a ricordare i nomi degli “altri”: gli altri quindici astronauti che hanno camminato sulla Luna dopo Apollo 11.

Un club al quale Lovell per anni si era rammaricato di non aver potuto far parte, nonostante il suo curriculum. Entrato alla Nasa nel secondo gruppo di astronauti (“i nuovi nove”) selezionati nel 1962, alla fine del programma Mercury, aveva partecipato a due missioni Gemini: la VII, ben due settimane di volo orbitale (in uno spazio angusto descritto dalla stampa come “i sedili anteriori di un Maggiolino”) e la XII, di cui fu comandante.

Ma la missione che Lovell ricordava con maggior enfasi fu l’Apollo 8: il primo volo orbitale attorno alla Luna, nel Natale del 1968, in cui il pilota del modulo lunare Bill Anders scattò la leggendaria foto “Earthrise”, la Terra che sorge. Lovell da parte sua raccontò che guardando il nostro pianeta dall’oblò a un certo punto allungo il braccio e lo coprì con il pollice: “Mi resi conto che dietro al mio pollice c’erano tre miliardi e mezzo di persone e tutto quello che conoscevo, e all’improvviso ebbi una percezione differente della vita in generale e del mio ruolo all’interno di essa”. Dopo Apollo 13 la Nasa propose a Lovell (e a Haise) il comando di una futura missione (che peraltro dopo i tagli al bilancio non si sarebbe mai materializzata) ma Lovell decise che quattro voli erano più che sufficienti e nel 1973 lasciò l’agenzia; vent’anni dopo entrò nella Hall of Fame degli astronauti e nel 1995 ricevette la Medaglia del Congresso da Bill Clinton.

Il passato tuttavia non passa mai del tutto e Lovell accettò un cameo nel kolossal “Apollo 13” di Tom Hanks, che lo interpretava: compare al termine del film come il comandante della portaerei “Iwo Jima”, inviata a recuperare l’equipaggio ammarato nel Pacifico.

Israele, il monito di Olmert: “L’operazione a Gaza non salverà gli ostaggi”

L’ex premier Ehud Olmert ha lanciato un avvertimento tagliente: “L’occupazione militare di Gaza City non salverà gli ostaggi, costerà la vita a molti soldati e molti palestinesi non coinvolti”. L’operazione, ha proseguito in un’intervista alla CNN, “aumenterà il numero di crimini” — e non si tratta di una “politica di genocidio”: è invece la drammatica realtà di una guerra che perde umanità.

L’ex premier ha aggiunto che Benjamin Netanyahu sarebbe “prigioniero” di colonnelli messianici della sua coalizione, pronti a far cadere il governo se la linea militare venisse rivista — «un espediente politico», secondo Olmert. Un’accusa pesante, che ridipinge la controversa operazione in chiave di sopravvivenza politica anziché sicurezza nazionale.

Cresce la condanna internazionale

L’operazione ha suscitato una nuova ondata di condanne globali. Nazioni come Francia, Germania e Regno Unito, insieme a Unione Europea e ONU, bollano l’occupazione come “escalation pericolosa”. Il Segretario Generale Guterres avverte: “Un pericolo per i diritti umani e la pace”, mentre mediatori come Egitto e Qatar tentano di riaprire i canali negoziali.

Anche dentro Israele il fronte critico si allarga: sfilano proteste civiche in crescita, guidate da figure come Olmert e l’ex militare Yair Golan, che definiscono l’azione militare una crisi morale prima ancora che strategica.

L’Occidente democratico e la scelta di campo

L’Occidente democratico ha la responsabilità di dare spazio e sostegno a queste voci di prudenza e saggezza. Non per debolezza, ma per riaffermare un principio: la forza militare non può essere l’unico linguaggio della politica. In un conflitto già segnato da sofferenze immani, ogni scelta è anche un debito etico. È il momento di alzare una “pregiudiziale umanitaria” affinché la politica cerchi una via d’uscita, invece di alimentare l’oltranzismo della vendetta.

Il crollo della fiducia sociale: l’analisi dei gesuiti americani

America Magazine, storica rivista dei gesuiti statunitensi, in un editoriale dell’8 agosto, pubblicato a firma James F. Keenan, SJ, sulla prima pagina del sito, accende i riflettori su una questione cruciale: il progressivo collasso della fiducia sociale (social trust), ossia il capitale invisibile che tiene insieme cittadini, istituzioni e comunità. Fondata nel 1909 e pubblicata mensilmente, America è da sempre un laboratorio di cultura, fede e dibattito pubblico, capace di parlare oltre i confini confessionali e di unire valori etici e ragione democratica.

La fiducia come capitale politico e morale

L’editoriale prende le mosse da una frase di Angela Merkel: «Il capitale più importante per la politica è la fiducia». È questa la linfa che alimenta il dialogo, la cooperazione e la capacità di affrontare crisi complesse. Senza fiducia, si dissolve la resilienza delle istituzioni. Anche secondo Francis Fukuyama «la fiducia è la merce più importante che determinerà il destino di una società», mentre ricerche citate da Kenneth Arrow e Max Roser (Our World in Data) la collocano tra i pilastri dello sviluppo e del benessere collettivo.

Eppure, avverte P. Keenan, negli Stati Uniti come altrove, questa risorsa è in caduta libera. I dati di Pew, Gallup e Norc sono impietosi: crolla la fiducia nel governo, nei media, nel sistema sanitario, nella magistratura e perfino nella religione. La polarizzazione politica, l’isolamento sociale e la rarefazione delle relazioni reali stanno erodendo quel “capitale sociale” che per decenni ha sostenuto democrazie stabili e inclusive.

Quando la fiducia muore, la democrazia vacilla

Il vuoto lasciato dalla fiducia apre la strada a fenomeni pericolosi: populismi emotivi, leaderismi carismatici, narrazioni semplificatrici che sostituiscono il dibattito pubblico con slogan identitari. «La democrazia – scrive l’editoriale – non può essere sostenuta solo da regole e procedure. Ha bisogno di un tessuto di fiducia che permetta il disaccordo senza distruggere il legame sociale».

È un avvertimento che riguarda anche l’Europa e l’Italia. Dove il patto civico si indebolisce, cresce la tentazione di sostituire la cooperazione istituzionale con lo scontro permanente, delegittimando l’avversario.

Ricostruire la fiducia: un’urgenza politica e civile

Per America, rigenerare fiducia significa ricostruire ponti: praticare l’ascolto, garantire trasparenza, applicare competenza tecnica, formare leadership credibili e ispirate. Serve una cultura politica che premi la coesione piuttosto che la divisione, che alimenti il rispetto reciproco e non il sospetto sistematico.

La fiducia sociale – conclude l’editoriale – è «l’antidoto più efficace al populismo e all’autoritarismo». Non è un lusso morale, ma un investimento strategico: senza di essa, la democrazia non solo perde legittimità, ma rischia di scomparire.

Per leggere l’editoriale di America clicca qui

Veneto, culla della nuova speranza popolare

In quest’ora “magnifica e drammatica” della nostra storia, ci sentiamo motivati, stimolati e incoraggiati a una nuova stagione di idee, visioni e azioni al servizio della comunità del  Veneto, chiamato nei prossimi mesi all’appuntamento delle elezioni regionali.

Un’eredità viva: da Toniolo a Leone XIV

In questa terra avvertiamo forte e vitale il valore, il richiamo e l’attualità dell’ispirazione cristiana in politica, sulla via tracciata dalla dottrina sociale nata con Leone XIII e l’enciclica Rerum Novarum – testo al quale contribuì il grande sociologo ed economista cattolico trevigiano Giuseppe Toniolo – e ora rilanciata con chiarezza e coraggio da Leone XIV dinanzi alle sfide della modernità.

Proprio in questo Veneto, luogo di nascita  di tanti esponenti politici espressione della storia più alta del movimento cattolico italiano – che hanno vissuto e lavorato in maniera esemplare per la ricostruzione e lo sviluppo del nostro Paese – e nel quale antiche radici cristiane hanno generato frutti abbondanti e visibili di impegno sociale e di opere di bene comune. Proprio qui ritorna l’appello ad essere “liberi e forti”, limpidi e intensi, capaci di generare nel concreto dell’esistenza di tutti la fiducia e l’amore alla vita pubblica, vincendo le tentazioni dell’astensionismo, della lamentazione, della delega in bianco.

Libertà, diritti e sussidiarietà

Oggi occorre coltivare la libertà come il dono più alto affidato a tutti noi, non dimenticando mai i sacrifici di quanti l’hanno conquistata anche al prezzo della loro vita, affermando in ogni ambito il primato della persona, i suoi diritti e doveri, il suo essere parte di una comunità della sussidiarietà, delle autonomie e dei corpi intermedi, le sue espressioni di cittadinanza piena e matura.

Una nuova generazione per la buona politica

E anche in questa terra serve una nuova generazione di uomini e donne che siano capaci di testimoniare con creatività,  passione, competenza e disinteresse personale la bellezza e la verità della politica come “forma esigente di carità”, “la più alta attività umana”, “la trama delicata delle azioni pubbliche e private volte al bene comune”.

È fondamentale il riferimento alla dottrina sociale nella sua interezza, alla storia e all’attualità del popolarismo e ai valori guida della nostra Carta Costituzionale, guardando con fiducia e favore a una politica europea efficace capace di affrontare le sfide di presenza e di governo nei nuovi scenari internazionali.

In piena sintonia con il vasto mondo del volontariato veneto impegnato in campo ecclesiale, culturale e sociale, l’ispirazione popolare muove all’animazione e al servizio della comunità in spirito di cooperazione con quanti credono in valori e progetti nel segno di un nuovo umanesimo.

Giovani e visione: il Veneto che genera coesione

Oggi è tempo di orizzonti lunghi, di speranza operosa, di idealità e di concretezza, per aiutare soprattutto i giovani ad avere consapevolezza delle straordinarie possibilità che il Veneto può offrire, realizzando un nuovo percorso politico che sappia unire i cittadini in una grande prospettiva  di libertà, democrazia, benessere e coesione sociale.

Abbiamo il dono e la responsabilità di vivere in una terra al centro dello scenario europeo e mondiale, in un luogo di bellezze incomparabili, tra le realtà più ricche per industrie e servizi a livello nazionale e internazionale, prima regione turistica d’Italia, in un territorio che si distingue per ingegno e creatività, talento e intraprendenza, laboriosità e innovazione, caratterizzato da un grande lavoro imprenditoriale e cooperativo e da un tessuto diffuso di solidarietà e volontariato: tutto ciò ha consentito di raggiungere importanti traguardi di sviluppo economico e di qualità della vita, tra i più elevati al mondo.

Ma oggi è tempo di nuove sfide in terra veneta – dalla cultura all’autonomia, dalla sanità al sociale, dall’impresa e il lavoro all’ambiente, dalle infrastrutture alle reti – che chiedono a gran voce una politica seria di radici ritrovate e di ali intelligenti e sicure, capaci di guidare i percorsi del presente e del domani con credibilità e amore autentico ai cittadini e alle comunità.

Una proposta popolare aperta e generativa

Anche in Veneto, serve una nuova proposta popolare aperta a tutti coloro che la condividono, intessuta dalle persone e dalle esperienze vitali della cultura, dell’economia e della società civile, a partire dal basso, dai municipi e dalle dinamiche civiche, e che possa federare e unire i vari percorsi in una grande prospettiva regionale, nazionale ed europea.

Gli elementi costitutivi di questo nuovo percorso sono il suo essere originario, promotore di innovazione e di aggregazione proiettata al futuro; umile, perché radicato fra la gente, nel segno della concretezza; cordiale, perché promotore di amicizia civica, partecipazione attiva  e apertura al dialogo e al confronto con tutti; intelligente, perché capace di abbinare visione e chiarezza di valori e proposte, e impegnato a mettere insieme e collegare le persone; moderno, ben orientato nella complessità del tempo presente, con programmi chiari e incisivi, una leadership plurale e credibile, una dinamica organizzativa in rete e uno stile efficace di comunicazione che metta in risalto la straordinaria attualità del popolarismo nel nostro tempo e fra la nostra gente.

A partire proprio dal Veneto, la regione che può diventare un luogo generativo della buona politica dei tempi nuovi, pensata e sostenuta nei cuori e nelle menti dei “liberi e forti”.

La spada della giustizia sulla politica

No, non è uno slogan. E neanche solo un’arma di propaganda politica. Anzi, la possiamo quasi definire una costante: politica, culturale e soprattutto etica.

Parliamo di quella che comunemente viene definita come “la via giudiziaria al potere”. Una prassi che appartiene ideologicamente ed ontologicamente alla sinistra italiana, nella sua versione comunista prima e in quella populista e giustizialista poi.

È appena il caso di ricordare, per chi l’avesse dimenticato o avesse poca memoria storica, il sistematico attacco “moralistico” e “giudiziario” del PCI contro il “malgoverno e la corruzione della Democrazia Cristiana”. Per non parlare, com’è altrettanto noto, dell’attacco frontale del PCI – politico e anche e sempre di natura moralistica e giudiziaria – ai suoi principali leader e statisti: da Donat-Cattin, il più bersagliato, ad Andreotti, dallo stesso Moro a Cossiga e via elencando.

Dal Pci al populismo grillino

Una tecnica che si è perfezionata con l’avvento della Seconda Repubblica e dopo l’irruzione del populismo giustizialista dei grillini, che è poi diventato la cifra ideologica quasi esclusiva dell’attuale sinistra italiana contro il nemico giurato da delegittimare: prima sotto il profilo morale e poi da distruggere sul versante politico e giudiziario.

Ma, se vogliamo essere intellettualmente onesti, non possiamo non evidenziare che la “via giudiziaria al potere” appartiene di diritto al pantheon della sinistra italiana ma con discreti e convinti compagni di viaggio. È a tutti noto, del resto, che larghi settori della destra italiana – per non parlare della Lega originaria di Bossi – individuavano proprio nella “via giudiziaria al potere” la strada principe per abbattere l’avversario politico.

Il ruolo della stampa e la deriva antidemocratica

È anche inutile, al riguardo, ricordare che la stragrande maggioranza della carta stampata del nostro Paese – che appartiene prevalentemente alla sinistra nelle sue multiformi espressioni – ha sempre accarezzato e condiviso la deriva della “via giudiziaria al potere”. Una deriva, è bene non dimenticarlo, che era e resta profondamente antidemocratica e, soprattutto, anticostituzionale, al di là del quotidiano ed ipocrita giuramento ai valori e ai principi costituzionali.

Insomma, parliamo di una deriva che, anche se blandamente respinta a livello verbale, viene sistematicamente praticata a livello politico. E prima o poi riemerge prepotentemente all’attenzione. È come un fiume carsico che corre nel sottosuolo, ma basta un fischio – come si suol dire – e torna centrale nella strategia dei partiti che la cavalcano.

Un pericolo per la qualità democratica

Una scorciatoia pericolosa e al tempo stesso inquietante per chi coltiva l’obiettivo di rafforzare la qualità della nostra democrazia da un lato e la credibilità delle istituzioni democratiche dall’altro. Altroché la democrazia dell’alternanza, il rispetto dell’avversario che non è mai un nemico, la negazione dell’odio nella vita politica e la centralità dei programmi.

Qui non siamo, com’è sufficientemente chiaro a tutti coloro che non vivono di pregiudiziali politiche ed ideologiche, solo al “tanto peggio tanto meglio”. Ma, semmai, ci troviamo di fronte alla tenace e pervicace volontà di distruggere il nemico politico non attraverso il mero gioco democratico – cioè con il voto – ma ricorrendo a tutti i mezzi leciti e non pur di abbattere l’odiato avversario.

Dunque, un vizio antico che richiede vigilanza

Ed è proprio lungo questo percorso che si inserisce e si incrocia la “via giudiziaria al potere”: una prassi ben nota e conosciuta nella politica italiana, proprio perché parte da lontano.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è compito delle forze autenticamente e costituzionalmente democratiche unirsi affinché questa deriva non abbia di nuovo e definitivamente il sopravvento. Anche perché, se ciò dovesse consolidarsi per davvero, sarebbe il nostro impianto democratico e costituzionale ad andare irreversibilmente in crisi, aprendo le porte a una democrazia autoritaria da un lato e priva di quelle garanzie, dall’altro, che hanno permesso al nostro Paese di vivere, almeno sino ad oggi, in un contesto democratico e liberale.

E non in quella che comunemente viene definita come “repubblica giudiziaria”.

Media USA: Putin vuole il Donbass per la pace. Trump: "Lo vedrò molto presto"

Roma, 8 ago. (askanews) – Come riportano i media USA il presidente Donald Trump ha dichiarato che incontrerà “molto presto” il presidente russo Vladimir Putin e ha anticipato i termini di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina.

“Incontrerò molto presto il presidente Putin”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca: “Sarebbe stato prima, ma immagino che ci siano misure di sicurezza che, purtroppo, devono essere prese”, ha continuato, aggiungendo che Putin “vorrebbe incontrarmi il prima possibile”.

Trump ha detto che avrebbe condiviso “un po’ più tardi” ulteriori dettagli sugli sforzi della sua amministrazione per garantire un accordo di pace, nonché un luogo “popolare” per i colloqui con Putin.

“Molte persone stanno morendo, e penso che ci stiamo avvicinando molto, e lo annunceremo più tardi, avremo un incontro con la Russia – inizieremo con la Russia, e annunceremo il luogo”, ha detto Trump: “I leader europei vogliono la pace” in Ucraina: “Credo che anche il presidente Putin voglia la pace, così come Zelensky. Il mio istinto mi dice che abbiamo una possibilità di raggiungere la pace”.

Intanto secondo il Wall Street Journal Putin ha presentato questa settimana all’amministrazione Trump una proposta radicale per un cessate il fuoco in Ucraina, chiedendo importanti concessioni territoriali da parte di Kiev – e una spinta per il riconoscimento globale delle sue rivendicazioni – in cambio della cessazione dei combattimenti. Lo hanno riferito funzionari europei e ucraini.

I funzionari europei hanno espresso una serie riserve sulla proposta, che richiederebbe all’Ucraina di cedere l’Ucraina orientale, in particolare il Donbass, senza che la Russia si impegni a fare molto altro che cessare i combattimenti.

L’offerta, che Putin ha trasmesso mercoledì all’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a Mosca, ha scatenato una corsa diplomatica per ottenere maggiori chiarimenti sui dettagli della proposta.

A settembre "Incontri con Brahms" al Museo etrusco di Villa Giulia

Roma, 8 ago. (askanews) – Compie cinque anni la rassegna di musica da camera “Incontri con la Musica” nel tempio assoluto dell’arte etrusca e nell’affascinante cornice rinascimentale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, straordinariamente aperto in veste notturna e proposto in chiave musicale, grazie a sei preziosi appuntamenti, quest’anno dedicati al genio di Brahms e introdotti dai dialoghi divulgativi curati dal compositore Francesco Antonioni con personalità trasversali dal mondo della cultura italiana.

Sin dal concerto d’apertura del pianista e grande trascrittore Giuseppe Andaloro, il 2 settembre sarà subito chiaro come Brahms diventerà in molti appuntamenti un’originale chiave di dialogo in musica non solo con il grande repertorio classico, in questo caso Shostakovich e Ravel, ma anche con la contemporaneità nelle sue molteplici forme. L’impaginato della serata si chiuderà infatti con l’esecuzione di due trascrizioni dello stesso Andaloro, tra i pianisti più stimati del panorama internazionale, dedicate a King Crimson con “Frame by frame” ed Emerson, Lake & Palmer con “The Endless Enigma”, ove il grande rock sciacquerà i suoi panni nell’Arno della forma musicale accademica.

Il 3 settembre sarà la volta dei quattro giovanissimi berlinesi del Vision String Quartet, fra le più acclamate novità del mondo classico e non solo: sin dal loro esordio nel 2012 questi straordinari virtuosi, definiti “superumani” dalla critica internazionale, hanno stupito il pubblico dei migliori teatri del globo per la loro attitudine trasversale ai generi, pur mantenendo sempre un impeccabile approccio al repertorio classico, per quanto spesso presentato sotto forma di performance d’arte: da Schubert eseguito nella più assoluta oscurità, a Beethoven immerso in un contesto di sperimentazioni di Lighting Design. Questo innovativo quartetto, che si definisce in realtà ‘band’, presenterà a Villa Giulia un impaginato da Brahms a Ravel in un viaggio dal romanticismo tedesco fino al Quartetto per archi in fa maggiore, dedicato a Gabriel Fauré e ultimato da Ravel nel 1903 a 28 anni.

Il 4 settembre si proseguirà invece con una serata dedicata all’amicizia viennese tra il compositore torinese di famiglia ebraica Leone Sinigaglia, assai raro nei programmi italiani, e Johannes Brahms, grazie all’estro dello stimato violinista Marco Rizzi e dell’eccellente pianista Roberto Arosio. Un’occasione per riscoprire un pezzo importante della storia musicale italiana pressoché dimenticata, per quanto Sinigaglia sia stato, dopo l’incontro illuminante con Dvorak, uno dei primi a dedicarsi nel nostro paese alla riscoperta del canto popolare di tradizione orale e le sue opere siano state eseguite da direttori del calibro di Furtwaengler, Toscanini e Barbirolli.

Il 5 settembre il trio d’occasione formato dalla star del violino Giuseppe Gibboni, da Paolo Bonomini, primo violoncello della Camerata di Salisburgo e docente a Fiesole, e dal pluripremiato giovanissimo talento pianistico di Giovanni Bertolazzi, presenterà un originale impaginato che tra Brahms e Shostakovich incastonerà uno dei lavori più rari in Italia del compositore brasiliano André Mehmari, musicista leggendario – si dice che padroneggi ben 26 strumenti – improvvisatore di straordinario talento in ambito jazz, ma anche compositore profondamente calato nella musica cosiddetta ‘eurocolta’, celebre soprattutto per la sua “Shostakovitchiana” per archi, elaborata dai Ventiquattro preludi e fughe e dal Quartetto d’archi n. 8 di Šostakovic.

Il 6 settembre il giovane e lodato Quartetto Indaco insieme al pianista, organista e clavicembalista Stefano Ligoratti proporrà invece il Quartetto per archi n. 4 di Mendelssohn per concludere con il Quintetto in fa minore per pianoforte e archi di Brahms.

La serata di chiusura del 7 settembre vedrà un sestetto d’occasione composto dalla star del violino Massimo Quarta e il grande violoncello di Enrico Dindo con una pletora di prime parti dalle migliori orchestre europee: il violinista Roberto Righetti e il violista Luca Ranieri dall’Orchestra della Rai, la viola di Simonide Braconi già a Santa Cecilia, Scala e Berliner, infine il violoncellista Asier Polo, che nella sua lunga carriera si è esibito praticamente con tutte le più prestigiose orchestre del mondo, dai Berliner a Dresda, da London Symphony a BBC, senza dimenticare Orchestra della Rai e di Parigi.

“Siamo felici di annunciare la nuova rassegna di ‘Incontri con la musica’ nel suggestivo cortile rinascimentale di Villa Giulia”, ha affermato Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Questi appuntamenti rappresentano un’occasione speciale per immergersi in un’atmosfera unica, in un dialogo tra arte, storia e musica capace di attraversare i secoli. Il nostro obiettivo è offrire al pubblico momenti di grande emozione, riscoprendo il piacere della musica in uno dei luoghi più affascinanti di Roma. Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme questa esperienza culturale e musicale che promuove dialogo e innovazione”, ha concluso.

I concerti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e di Promu – All For Music sono realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura – Spettacolo dal vivo e della Banca del Fucino.

(credit photo Harald Hoffmann)

Tennis, Jannik Sinner alle Nitto ATP Finals di Torino

Roma, 8 ago. (askanews) – Dopo Carlo Alcaraz anche Jannik Sinner si è già qualificato per le Nitto ATP Finals 2025, in programma alla Inalpi Arena di Torino dal 9 al 16 novembre, dove il numero uno del mondo è il campione in carica, titolo conquista nel 2024 senza perdere nemmeno un set.

Sinner parteciperà all’evento per la terza stagione consecutiva e per la quarta volta in totale. Secondo l’Infosys ATP Win/Loss Index, vanta un record di 10-2 nel torneo e nelle ultime due edizioni ha perso solo contro Novak Djokovic (nella finale del 2023).

L’azzurro ha vissuto un altro anno eccezionale, conquistando due trofei importanti per la seconda stagione consecutiva e raggiungendo la finale dell’ATP Masters 1000 a Roma. Sinner ha difeso con successo il titolo agli Australian Open e ha vinto per la prima volta a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha anche avuto tre match-point nella finale del Roland Garros prima di subire una sconfitta dolorosa contro Alcaraz.

Il 23enne altoatesino di Sesto Pusteria, unico giocatore ad aver occupato il primo posto nella classifica PIF ATP in questa stagione, ha mantenuto la vetta per 60 settimane consecutive dalla sua ascesa lo scorso giugno. Sinner lotterà con Alcaraz per il titolo di numero 1 di fine anno ATP presentato da PIF in una gara che sembra destinata a durare fino all’ultimo.

Sinner ha fatto il suo debutto alle Nitto ATP Finals nel 2021 come riserva, quando ha sostituito il connazionale Matteo Berrettini: in quell’edizione ha spinto Daniil Medvedev al tie-break nel set decisivo ed ha sconfitto Hubert Hurkacz. Da allora ha vinto nove delle dieci partite disputate a Torino nelle sue due successive partecipazioni.

Atletica, Tamberi in forse per i mondiali di Tokyo

Roma, 8 ago. (askanews) – Gimbo Tamberi potrebbe non prendere parte ai prossimi mondiali di Tokyo. “Devo capire se ha senso accelerare per fare i Mondiali oppure se prendermi più tempo e finalizzare il recupero alle prossime tre stagioni che portano alle Olimpiadi di Los Angeles, nel 2028” ha detto. Domenica l’oro olimpico dei Giochi di Tokyo tornerà in pedana ad Heilbronn, in Germania, per una gara aggiunta in questi giorni: il 2,12 saltato la settimana scorsa in occasione degli Assoluti a Caorle “è stato destabilizzante, uno shock”. Soprattutto per chi ha dimostrato di sapere volare sempre alto, fino ai 2,39. Ora Tamberi vuole capire “quale è il mio stato attuale: è soprattutto una prova con me stesso, perché se la misura è tra 2,10 e 2,20 ci sarà da riflettere”. Anche in considerazione del fatto che la moglie Chiara Bontempi lo renderà padre proprio in concomitanza con i Mondiali di Tokyo, in programma dal 13 al 21 settembre.

Schlein su Gaza: il silenzio di Meloni mina la credibilità del Paese

Roma, 8 ago. (askanews) – “Vi pare normale con quello che accade: Nethanayahu e il governo israeliano ieri approvano un piano criminale di occupazione totale di Gaza e non abbiamo sentito una parola di netta condanna da Meloni e dal governo? In queste ore la Germania decide di bloccare le esportazioni di armi a Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore per esprimere contrarietà, e dal governo italiano mutismo e silenzio”. Così Elly Schlein in un video su Instagram.

La segretaria del Pd critica l’esecutivo: “non una parola netta di condanna dei crimini del governo di estrema destra a Gaza e in Cisgiordania” e dunque a suo avviso “giocano con la credibilità internazionale del nostro paese che è stato sempre attento alla questione palestinese, è un ponte nel Mediterraneo nel mondo arabo”, tutto questo viene messo in discussione “per l’incapacità di dire fermati ad un alleato politico”.

M.O., Schlein: silenzio Meloni su condanna mina credibilità paese

Roma, 8 ago. (askanews) – “Vi pare normale con quello che accade: Nethanayahu e il governo israeliano ieri approvano un piano criminale di occupazione totale di Gaza e non abbiamo sentito una parola di netta condanna da Meloni e dal governo? In queste ore la Germania decide di bloccare le esportazioni di armi a Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore per esprimere contrarietà, e dal governo italiano mutismo e silenzio”. Così Elly Schlein in un video su Instagram.

La segretaria del Pd critica l’esecutivo: “non una parola netta di condanna dei crimini del governo di estrema destra a Gaza e in Cisgiordania” e dunque a suo avviso “giocano con la credibilità internazionale del nostro paese che è stato sempre attento alla questione palestinese, è un ponte nel Mediterraneo nel mondo arabo”, tutto questo viene messo in discussione “per l’incapacità di dire fermati ad un alleato politico”.

L’Antichissima Fiera delle Grazie nel mantovano compie 600 anni

Roma, 8 ago. (askanews) – Dal 14 al 17 agosto, il borgo di Grazie di Curtatone, in provincia di Mantova, celebra i 600 anni dell’Antichissima Fiera delle Grazie, una delle pi longeve tradizioni popolari italiane: un mix tra arte, spiritualit e intrattenimento in un’atmosfera unica tra sacro e profano. La Fiera, che richiama oltre 100mila visitatori ogni anno, si svolge nei giorni di Ferragosto nei pressi del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, cuore spirituale del borgo e meta di pellegrinaggi, immerso nel Parco del Mincio proprio nel periodo della spettacolare fioritura di fiori di loto. Oltre alle celebrazioni religiose e ai momenti pi istituzionali, il programma 2025 propone eventi culturali come presentazioni di libri e incontri con autori, spettacoli musicali, approfondimenti su temi storici e artistici.

Ma il vero fulcro dell’evento il 51mo Incontro Nazionale dei Madonnari, considerato il pi importante evento al mondo dedicato all’arte madonnara. Dalla mattina del 14 agosto al tramonto del 15, 130 artisti, di cui 28 provenienti dall’estero, trasformeranno il sagrato del Santuario in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto, interpretando con i gessetti il tema dell’anno: “Per Grazia ricevuta. Le Madonne del mondo a Grazie”, un cammino simbolico tra fede e creativit che attraversa i cinque continenti. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti, presieduta dallo storico e saggista Giordano Bruno Guerri.

Il percorso artistico conduce i visitatori fino a “Ianua Coeli”, l’opera collettiva che, per i 600 anni della Fiera e del Giubileo 2025, stata progettata per il Comune di Curtatone dagli storici dell’arte Paola Artoni e Paolo Bertelli, in collaborazione con il maestro madonnaro statunitense Kurt Wenner, pioniere della street art prospettica. Wenner coordiner un team di 12 Maestri Madonnari nella realizzazione di un grande dipinto corale, pensato per essere attraversato da visitatori e pellegrini, diventando simbolicamente una Porta Santa giubilare. A rendere ancora pi vivace l’atmosfera di Grazie, inserito nel circuito dei Borghi pi belli d’Italia, bancarelle ricche di sapori dell’enogastronomia locale, artigianato e curiosit, rievocazioni storiche con musici e sbandieratori, spazi per i bambini, concerti serali e, come da tradizione, il grande spettacolo piromusicale finale.

Almasri, concorso con Nordio "tutela" Mantovano, nodo scudo Bartoloz

Roma, 8 ago. (askanews) – Ci sono due leggi, entrambe risalenti al 1989, che riguardano le tutele previste per il presidente del Consiglio e per i ministri, anche se cessati dalla carica, e i reati ministeriali. All’indomani della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano per la vicenda Almasri, entrambe le leggi, non senza confusione, sono state tirate in ballo dopo che dalla maggioranza sono filtrate indiscrezioni circa la possibilità di estendere al capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, quell’immunità relativa di cui godono i ministri (possono essere processati solo previa autorizzazione della Camera o del Senato). Tanto che anche il presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, Davis Dori (Avs), è intervenuto a fare chiarezza.

La prima legge, la n. 1 del 1989, è una legge costituzionale che stabilisce vengano affidate al Tribunale dei ministri – un collegio composto da tre magistrati – le indagini preliminari su premier e ministri e che lo stesso collegio possa indagare anche su altri soggetti, anche non parlamentari (per i quali invece esiste l’immunità parlamentare prevista dall’articolo 68 della Costituzione) che abbiano concorso coi ministri al reato. Ne deriva che, in caso di non archiviazione, la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di un ministro porti con sé la necessità di autorizzazione anche per colui che ha agito in concorso ed è stato indagato nello stesso procedimento. È la ragione per cui alla Giunta della Camera è giunta la richiesta di autorizzazione a procedere anche per Mantovano che non essendo ministro, né eletto in Parlamento, non godrebbe di alcuna immunità.

Lo chiarisce oggi Dori: “La posizione del sottosegretario Mantovano si è trovata all’esame del Tribunale dei ministri e poi della Giunta delle autorizzazioni solo e soltanto in quanto legata a quella del ministro Nordio. La Giunta applica l’articolo 96 Costituzione e la legge costituzionale n. 1 del 1989: cioè la competenza del Tribunale ministri per Nordio e Piantedosi ha ‘trascinato’ Mantovano in quanto è unico il procedimento”.

Dori poi aggiunge una chiosa ulteriore: “Così sarebbe avvenuto anche se vi fossero stati altri ipotetici indagati sempre per il medesimo procedimento, cioè anche in quel caso la loro posizione sarebbe stata al nostro vaglio”. Dunque se Bartolozzi fosse stata indagata con Nordio dal Tribunale dei ministri e non archiviata, oggi la Giunta della Camera avrebbe dovuto vagliare anche la sua posizione. Così come vagliò ad esempio nel 2006 quella di Calisto Tanzi e Romano Bernardoni (due imprenditori, né parlamentari né ministri) per concorso nel reato di finanziamento illecito con l’allora deputato e ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno.

La legge che potrebbe salvare Bartolozzi, se fosse indagata e rischiasse il processo, è invece la 219 del 1989. “In base all’articolo 4 – spiega oggi il costituzionalista Azzariti sulla Stampa – il Parlamento può estendere il diniego di procedere anche ai soggetti ‘in concorso'”. Azzariti tuttavia riconosce che si tratterebbe “di un atto politicamente non neutro” perché “allarga una prerogativa riservata ai membri del governo a persone, non parlamentari né componenti dell’esecutivo, indagate per lo stesso reato, che, in via di principio, dovrebbero essere assoggettate alla giurisdizione ordinaria”. Il costituzionalista non esclude che la questione potrebbe finire davanti alla Consulta: “Se nelle prossime settimane la procura di Roma dovesse aprire un’inchiesta” su Bartolozzi “per gli stessi reati contestati ai ministri coinvolti o, comunque, per reati connessi, la Giunta per le autorizzazioni della Camera potrà valutare il caso e arrivare a decidere di negare anche per lei l’autorizzazione a procedere, motivandone le ragioni. L’estensione di questa prerogativa a soggetti terzi potrebbe violare la limitazione posta direttamente in Costituzione, dall’articolo 68 per i parlamentari e dall’articolo 96 per i membri del governo. Non escludo che possa alla fine risultare incostituzionale, se la questione arrivasse davanti alla Consulta”.

Il virus West Nile portato dalle zanzare è arrivato a Roma

Roma, 8 ago. (askanews) – A seguito della conferma di due casi di infezione da virus di West Nile nel territorio dell’Infernetto, Roma Capitale ha attivato immediatamente la procedura prevista dal Piano di sorveglianza e controllo delle arbovirosi della Regione Lazio. Il Dipartimento Tutela Ambientale in coordinamento con la ASL Roma 3 ha effettuato un intervento mirato di disinfestazione adulticida nelle aree prossime all’abitazione delle persone coinvolte, in un raggio di 200 metri, così come previsto dai protocolli sanitari. Sono, inoltre, in corso trattamenti larvicidi intensificati su tombini e caditoie.

“A seguito della segnalazione della ASL Roma 3, già la scorsa notte sono state effettuate azioni mirate di contrasto al virus West Nile in zona Infernetto, dove si è verificato il primo caso di Roma e questa notte proseguiranno interventi mirati, inerenti ad una zona limitrofa. Come Roma Capitale, abbiamo anticipato ad agosto le attività di rimozione dei focolai larvali, già previsti per il mese di settembre, secondo il cronoprogramma del nostro Accordo Quadro. Tenendo conto del fatto che la copertura degli interventi ha una durata di 30 giorni, prima dello scadere dei trenta giorni, su tutta la città rieffettueremo tutte le azioni di contrasto necessarie. Stiamo monitorando costantemente la situazione, grazie al lavoro del Dipartimento Ambiente e della ASL. Siamo impegnati a garantire la salute pubblica con azioni tempestive e coordinate”, dichiara l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi.

Dionisio Festival, il 10 agosto si chiude edizione da sold out

Roma, 8 ago. (askanews) – Un’altra edizione memorabile per il Dionisio Festival, che quest’anno ha registrato il tutto esaurito in tutte le serate, confermando il suo ruolo centrale nella scena culturale estiva. Anche dopo il successo travolgente della serata con Giorgio Ascanio, il festival si prepara a chiudere in bellezza domenica 10 agosto con Fabrizio Casalino e il suo spettacolo “Fin qui tutto bene” — un titolo che sintetizza perfettamente lo spirito di questa edizione.

Una scelta artistica curata e trasversale, che ha saputo alternare comicità, teatro, narrazione e divulgazione, dimostrandosi ancora una volta vincente. Ogni appuntamento ha registrato grande affluenza e forti consensi, consolidando il ruolo del Festival come uno degli eventi culturali più attesi dell’estate ligure.

“È andato tutto davvero bene. Il pubblico ci ha seguito con calore, premiando la qualità e la varietà della nostra proposta. Questo successo è la prova che si può fare cultura in modo popolare e intelligente”, commenta Davide Paganini, direttore artistico del Festival. “Chiudere con Fabrizio Casalino è il finale perfetto per un’edizione che ci ha regalato emozioni fortissime”.

Entusiasta anche l’Assessore alla Cultura Silvia Stanig, che sottolinea l’impatto del Festival sul territorio: “Il Dionisio Festival ha dimostrato ancora una volta di essere un valore aggiunto per Chiavari, capace di attrarre pubblico da tutta la regione e oltre. Il cartellone di quest’anno è stato una scommessa vinta, e il risultato lo dimostra la piazza sempre gremita e il grande coinvolgimento della città. Abbiamo decisamente alzato l’asticella toccando temi delicati attraverso la voce di artisti e professionisti autorevoli. Chiudere con Fabrizio Casalino è l’occasione per vivere l’ultima serata in allegria e leggerezza grazie alla sua musica e le sue battute brillanti. La scuola genovese è sempre stata un’eccellenza e credo proprio che anche i nostri ospiti apprezzeranno questo scoppiettante spettacolo”.

A chiudere questa edizione straordinaria, domenica 10 agosto, sarà Fabrizio Casalino con “Fin qui tutto bene”, uno spettacolo che alterna monologhi esilaranti, storie autobiografiche e canzoni originali, con quella comicità intelligente e mai banale che lo ha reso uno dei comici più amati dal pubblico televisivo e teatrale. Con la sua ironia pungente, Casalino accompagnerà il pubblico in un viaggio tra ricordi, paradossi quotidiani e riflessioni leggere ma profonde, per una serata che promette di concludere il Festival con una grande festa di risate ed emozioni.

Von der Leyen: Israele riconsideri la sua decisione su Gaza City

Roma, 8 ago. (askanews) – “La decisione del governo israeliano di estendere ulteriormente la sua operazione militare a Gaza deve essere riconsiderata”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

“Allo stesso tempo – prosegue la presidente della Commissione Ue -, è necessario il rilascio di tutti gli ostaggi, trattenuti in condizioni disumane. E agli aiuti umanitari deve essere dato accesso immediato e senza restrizioni a Gaza per fornire ciò di cui c’è urgente bisogno sul campo. È necessario un cessate il fuoco ora”, conclude von der Leyen.

Anche Roma tra le possibili sedi per l’incontro Trump-Putin?

Roma, 8 ago. (askanews) – L’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e quello russo Vladimir Putin è previsto al momento per la fine della prossima settimana. Secondo Fox News, tra le possibili sedi al vaglio figurano Ungheria, Svizzera, Emirati Arabi Uniti e anche Roma. Per questa ultima opzione c’è un margine di ambiguità, dato che in precedenza varie indiscrezioni hanno parlato di un possibile incontro in Vaticano, e non è chiaro se si tratterebbe invece dell’Italia.

Secondo l’emittente americana, l’Ungheria sarebbe stata la prima opzione preferita da Mosca, mentre della Turchia si è discusso, ma appare “poco probabile”. Appena il canale Usa ha parlato di Roma, tuttavia, una fonte russa all’agenzia Tass ha smentito, affermando che “non sarà in Europa”. Quanto al Vaticano, per il leader russo sarebbe questione delicata, che potrebbe irritare il patriarcato ortodosso di Mosca, allineatissimo alleato sulla guerra in Ucraina.

Da subito, gli Emirati Arabi Uniti e in seconda battuta l’Arabia Saudita sono stati citati come possibile sede del vertice Trump-Putin. Lo stesso presidente russo, parlando ieri in presenza del presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha affermato che gli Emirati sarebbero “un luogo del tutto appropriato”.

Sempre Fox News rileva che preparazione del summit avrebbe però incontrato difficoltà dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato che la costituzione del suo Paese impone un referendum nazionale per approvare eventuali concessioni territoriali e che la materia sarebbe di competenza parlamentare, per cui il presidente americano non sottoscriverebbe un accordo con Putin al riguardo.

Hamas: Israele vuole sacrificare gli ostaggi

Roma, 8 ago. (askanews) – La decisione di Israele di prendere il controllo di Gaza City rappresenta un “crimine di guerra”. Lo dichiara Hamas, secondo quanto riporta Al Jazeera.

L’uso da parte di Israele del termine ‘controllo’ invece di ‘occupazione’ è un tentativo di “eludere la propria responsabilità legale per le conseguenze del suo brutale crimine contro i civili”, ha affermato Hamas, accusando il governo israeliano di non preoccuparsi della sorte degli ostaggi a Gaza: “Si rendono conto che espandere l’aggressione significa sacrificarli”.

Secondo Hamas il piano di Netanyahu spiega l’improvviso ritiro di Israele dall’ultimo round di negoziati, visto che, sostiene l’organizzazione politica e militare palestinese, le due parti erano sul punto di raggiungere un accordo di cessate il fuoco e di scambio di prigionieri.

“Ribadiamo che, durante la nostra comunicazione con i mediatori egiziano e qatariota, il movimento ha offerto tutta la flessibilità e la positività necessarie per garantire il successo degli sforzi per il cessate il fuoco”, sottolinea Hamas.

Un cuore elettrico per i satelliti: Argotec ha presentato Curie

Torino, 8 ago. (askanews) – Un cuore elettrico in miniatura, resistentissimo, in grado di diffondere energia e portare satelliti di piccole dimensioni, anche in condizioni estreme e di fronte a radiazioni solari, in punti dell’Universo molto distanti dalla Terra e finora inesplorati. Per studiare e monitorare, ad esempio, il “meteo” spaziale, e le sue ricadute sulle nostre vite. Tutto questo è Power Suite Curie, una innovativa e avveniristica tecnologia sviluppata dall’italiana Argotec – azienda leader nella realizzazione di satelliti e dei suoi sottosistemi – che è destinata a ridefinire il futuro delle missioni spaziali nel deep space. La novità, che rappresenta un grandissimo passo in avanti per il mercato mondiale dello space tech, sarà presentata con un paper tecnico da Argotec allo Small Satellite Conference di Salt Lake City (10-13 agosto 2025), una delle principali conferenze di riferimento a livello mondiale dedicata al futuro dello Spazio.

Power Suite Curie è una PCDU (Power Conditioning and Distribution Unit) di nuova generazione, dunque appunto un “cuore elettrico” di satelliti, di piccolissime dimensioni, progettato per gestire la potenza elettrica a bordo di satelliti per molto tempo e in condizioni estreme, ovvero nello spazio profondo – a oltre 24 milioni di km dalla Terra – ed esposto a radiazioni. La Power Suite Curie nasce da un progetto di co-engineering con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e segna un salto decisivo, destinato ad ampliare in modo significativo le capacità della Space Industry internazionale: l’obiettivo è offrire una tecnologia in grado di abilitare missioni pionieristiche, orientate allo spazio profondo e allo Space Weather Monitoring.

Curie presenta un design miniaturizzato, compatto e modulare, capace di adattarsi a diverse piattaforme satellitari. A queste caratteristiche si aggiungono prestazioni tecniche all’avanguardia: una resistenza alle radiazioni senza precedenti, una vita operativa prolungata e una gestione della potenza molto elevata. Tutte queste caratteristiche permettono a Curie di essere il centro energetico di HENON: la missione che, a fine 2026, partirà alla volta del Sole, allontanandosi fino a 24,6 milioni di chilometri dalla Terra, per raggiungere l’inesplorata Distant Retrograde Orbit (DRO). Durante il suo viaggio solitario di oltre un anno, Curie garantirà energia e affidabilità al satellite, mantenendo operative le funzioni vitali dei suoi sottosistemi. Raggiunta l’orbita finale, HENON inizierà le osservazioni dello Space Weather: proprio quando vi sarà massima esposizione alle radiazioni, per registrare dati decisivi allo studio delle attività solari e segnalare eventi critici in near-real time. HENON è il dimostratore tecnologico che darà vita a una delle missioni più ambiziose e affascinanti attualmente in fase di sviluppo. È realizzato nell’ambito del General Support Technology Programme (GSTP) – elemento “Fly” – dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) tramite il programma ALCOR, insieme al contributo del Regno Unito e della Finlandia. Il progetto abiliterà nuove frontiere nelle applicazioni spaziali, con soluzioni più competitive e performanti per future costellazioni nello spazio profondo.

“Curie rappresenta un cambio di paradigma per l’industria spaziale italiana e internazionale – ha commentato David Avino, CEO di Argotec – con questa tecnologia abiliteremo missioni di esplorazione robotica di nuova generazione, capaci di portare la ricerca scientifica oltre i confini attuali. Abbiamo una squadra incredibile, che ci mostra quotidianamente quanto innovazione, visione e collaborazione possano scrivere il futuro dello Spazio, superando limiti pregressi. Siamo orgogliosi di portare avanti il nostro know how e di potenziarlo al servizio della Scienza: il Deep Space è la nostra storia, è ciò che ci ha reso quello che siamo oggi ed è una sfida che torniamo a percorrere insieme a ESA e ASI, partner solidi in tanti anni di successo e programmi su cui abbiamo lavorato”.

Un morto e 9 ricoverati a Diamante, si teme intossicazione botulino

Diamante, 8 ago. (askanews) – Un morto e nove le persone ricoverate, alcune in gravi condizioni, a Diamante, probabilmente per aver ingerito del cibo contenente botulino. Le persone hanno accusato malori dopo avere mangiato un panino con salsiccia e cime di rapa nella cittadina in provincia di Cosenza acquistato in un truck food. La vittima una uomo di 52 anni, originario di Napoli, che si sentito male nei pressi di Lagonegro (Potenza) dove si trovava mentre stava facendo rientro nel capoluogo campano, a breve verr effettuata l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

Come riporta il Quotidiano del Sud il sindaco di Diamante Achille Ordine ha annunciato che sono in corso delle verifiche ma raccomandato di non generare “allarmismi”.

L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha avviato le verifiche a campione sui diversi alimenti presenti nel food truck e in via cautelare e prudenziale, il primo cittadino ha sottoposto l’attivit a blocco sanitario. Il botulino ha tempi di incubazione di due/quattro giorni e cos tra luned e mercoled esplosa l’emergenza. La presunta intossicazione ha generato grande preoccupazione fra i cittadini e i turisti.

La Germania sospende le esportazioni di armi utilizzabili a Gaza da Israele

Roma, 8 ago. (askanews) – Il governo federale tedesco ha annunciato che, fino a nuovo ordine, non autorizzerà esportazioni di armamenti che potrebbero essere impiegati nella Striscia di Gaza. La decisione arriva dopo l’approvazione, da parte del gabinetto israeliano, del piano del premier Benjamin Netanyahu per assumere il controllo di Gaza City nell’ambito della lotta a Hamas. Il cancelliere Friedrich Merz, riferisce la Welt, ha espresso “profonda preoccupazione per le sofferenze persistenti della popolazione civile” e ha chiesto a Israele di migliorare “in modo completo e sostenibile” la situazione umanitaria e di evitare qualsiasi passo verso l’annessione della Cisgiordania.

Botulino, il ministero della Salute: "Attivati i protocolli sanitari"

Roma, 8 ago. (askanews) – “A seguito di due importanti cluster di intossicazione botulinica che si sono verificati nelle ultime settimane in Sardegna e Calabria, il Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute ha immediatamente attivato tutti i protocolli sanitari”. Lo riferisce una nota del Ministero.

“Il sistema di intervento ha reagito prontamente garantendo ai pazienti l’accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita – dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie – La rapidità dell’intervento è stata possibile grazie alla rete capillare della Scorta strategica Nazionale Antidoti e Farmaci (SNAF) e alla collaborazione sinergica di tutti gli enti coinvolti. Ricordo che gli alimenti a rischio di tossina botulinica sono le conserve casalinghe preparate sottovuoto, in olio o acqua e, raramente, si tratta di prodotti industriali. Ecco perché è importante rispettare le regole previste per la corretta e sicura preparazione e conservazione degli alimenti”.

L’Istituto Superiore di Sanità mantiene un ruolo centrale sia per la conferma diagnostica sui pazienti che per l’analisi degli alimenti sospetti. Il Centro Antiveleni di Pavia, riferimento nazionale per il Ministero della Salute, ha centralizzato tutte le diagnosi in collaborazione con medici d’urgenza, neurologi e rianimatori. Gli antidoti salvavita sono stati prontamente distribuiti grazie alla collaborazione del Deposito CRI Militare di Cagliari; Marina Militare di Taranto; Guardia Costiera di Napoli e Ospedali San Camillo Forlanini.

L’Italia dispone di una rete di stoccaggio distribuita su tutto il territorio nazionale per garantire interventi rapidi. Prefetture, Forze dell’ordine, servizi 118 con elisoccorso e Croce Rossa collaborano costantemente per assicurare la tempestività dei trattamenti. Le indagini sui casi vengono condotte dai servizi per l’igiene degli alimenti delle ASL/ATS locali, supportati dal Sistema di allerta alimentare del Ministero della Salute.

Esce "Greetings From Your Hometown" dei Jonas Brothers

Milano, 8 ago. (askanews) – Esce oggi “Greetings From Your Hometown”, il nuovo album delle superstar multiplatino e nominate ai GRAMMY, Jonas Brothers: il settimo lavoro in studio della band, con cui celebrano 20 anni di carriera. “Greetings From Your Hometown” è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico nelle versioni CD con inserto autografato, vinile e CD acquistabili anche sullo Shop Universal.

L’album “Greetings From Your Hometown” segna un emozionante ritorno alle origini, rendendo omaggio alla loro città natale nel New Jersey. Un tributo visibile sin dall’artwork di copertina, fotografato presso l’iconica Belmont Tavern di Belleville, luogo simbolo della loro infanzia. Il progetto racchiude tutta l’intensità emotiva del ritorno nei luoghi che li hanno formati — che si tratti del New Jersey o di qualsiasi altra “casa” nel mondo.

Tra le tracce principali spiccano la title track “Greetings From Your Hometown”, realizzata in collaborazione con la rock band vincitrice di un GRAMMY, Switchfoot, il singolo “Slow Motion”, con il produttore e artista multiplatino Marshmello, e “Love Me to Heaven”, brano nato dalla collaborazione con il cantautore australiano multiplatino Dean Lewis, presentato in anteprima a marzo 2025 durante il “JONASCON Weekend” — l’evento andato in scena tra New York e New Jersey, che ha visto la partecipazione di oltre 75.000 fan. Completa la tracklist “No Time To Talk”, che reinterpreta l’intramontabile hit dei Bee Gees, “Stayin’ Alive”, con un nuovo e sorprendente sound. Tanti gli autori e produttori del panorama internazionale che hanno collaborato a questo nuovo progetto, tra cui: Ryan Tedder, Justin Tranter, Julian Bunetta, Alexander 23, Josette Maskin (dei MUNA), Mikky Ekko e tanti altri.

Il lancio dell’album sarà accompagnato dal “JONAS20: Greetings From Your Hometown Tour”, che prenderà il via domenica 10 agosto dal leggendario MetLife Stadium: un tour mondiale pensato per celebrare l’uscita di “Greetings From Your Hometown” e ripercorrere i momenti più significativi della carriera dei Jonas Brothers, sia come band che come artisti solisti. Il tour si svolgerà fino a novembre in Nord America e proporrà uno spettacolo dal vivo dinamico che abbraccia tutta la carriera ventennale dei Jonas Brothers e la loro evoluzione come band, includendo anche i progetti solisti come Nick Jonas & the Administration, la carriera solista di Nick Jonas, quella di Joe Jonas, DNCE e altri.

I fan di tutto il mondo potranno seguire il “JONAS20: Greetings From Your Hometown Tour”, in esclusiva su Samsung TV Plus. Cinque concerti selezionati saranno trasmessi in diretta sulla rete televisiva Samsung Television Network, portando l’esperienza unica del tour direttamente nelle case degli spettatori. Le date trasmesse includono gli show a New Jersey, Dallas, Houston, Orlando e Buffalo, con lo streaming disponibile in 17 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Corea, Brasile, Francia, India e molti altri.

Sempre per celebrare l’uscita del nuovo album Greetings From Your Hometown, i Jonas Brothers hanno sorpreso i fan con un’esibizione acustica a bordo del NYC Ferry, in collaborazione con Samsung TV Plus, proponendo versioni intime dei loro brani più iconici. La promozione dell’album è proseguita con la partecipazione al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, dove la band ha raccontato il processo creativo dietro il progetto e anticipato dettagli del tour JONAS20. Oggi invece, hanno inaugurato ufficialmente il lancio dell’album con una performance esclusiva all’interno della Citi Concert Series 2025 di TODAY. Anche TikTok presenta il nuovo percorso della band con un hub interattivo dedicato, ricco di contenuti esclusivi, aggiornamenti sul tour e tutte le tracce del nuovo progetto.

Il piano di Netanyahu per Gaza, osteggiato anche dai vertici militari

Roma, 8 ago. (askanews) – Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato poco prima dell’alba, dopo una discussione durata 10 ore, un piano per assumere il controllo di Gaza City. La decisione è sostenuta con forza dagli alleati di estrema destra del premier Benjamin Netanyahu ma incontra dissenso anche tra i vertici militari. E prospetta l’ampliamento delle operazioni militari israeliane dopo numerosi tentativi falliti di mediazione per un cessate il fuoco e mentre crescono le pressioni internazionali per un cessate-il-fuoco.

Secondo il comunicato dell’ufficio del primo ministro Netanyahu “le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si prepareranno a prendere il controllo di Gaza City, garantendo al contempo assistenza umanitaria alla popolazione civile al di fuori delle zone di combattimento”.

Ieri Netanyahu in una intervista a Fox News ha sostenuto che Israele intende prendere il controllo del territorio palestinese, ma senza obiettivi di annessione o di governo diretto.

La maggioranza dei membri del gabinetto di sicurezza israeliano ha stilato una lista di cinque principi per arrivare alla fine della guerra. Queste sono il disarmo di Hamas, il ritorno di tutti i 50 ostaggi rimasti (20 dei quali si ritiene siano vivi), la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, il controllo della sicurezza israeliana sulla Striscia di Gaza e l’esistenza di un governo civile alternativo che non sia Hamas o l’Autorità Palestinese. Netanyahu intenderebbe passare a Stati arabi il controllo di Gaza una volta eliminato Hamas, scenario tutto da negoziare e non è chiaro quali “forze arabe” sarebbero chiamate in causa da Israele. In ogni caso, il premier esclude un ritorno a Gaza dell’Autorità Nazionale Palestinese e ha rifiutato la proposta egiziana – sostenuta da leader arabi – di affidare la gestione postbellica a un comitato amministrativo di palestinesi indipendenti con profilo tecnico.

La nuova operazione militare prevede un’offensiva di terra in un contesto in cui Israele già controlla circa il 75% della Striscia.

Sul fronte diplomatico, le prime reazioni sono state di forte preoccupazione e condanna del nuovo piano. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito la decisione “sbagliata” e ha esortato Israele a riconsiderarla. “Questa azione non porterà alla fine del conflitto né alla liberazione degli ostaggi. Porterà solo altro spargimento di sangue”, ha detto. L’Australia ha lanciato un appello a “non intraprendere questa strada”. La Cina ha a sua volta segnalato tramite un portavoce degli Etseri “forte preoccupazione”.

La riunione terminata con l’ok al piano per Gaza arriva sulla scia di forti tensioni in seno al governo e nelle forze armate. Secondo funzionari presenti alla riunione settimanale del gabinetto, il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha espresso riserve sull’espansione dell’offensiva, avvertendo che un’operazione di questo tipo “potrebbe compromettere la vita degli ostaggi ancora in mano a Hamas”. La questione ostaggi rimane infatti centrale. Video diffusi di recente mostrano due di loro in condizioni di grave denutrizione, cosa che ha suscitando la condanna internazionale ma anche accresciuto le pressioni interne su Netanyahu.

La piena occupazione della Striscia rappresenterebbe una svolta rispetto alla decisione del 2005, quando Israele ritirò forze esercito e coloni, pur mantenendo il controllo di confini, spazio aereo e forniture.

In Italia fa molto caldo, l’afa durerà fino a Ferragosto

Roma, 8 ago. (askanews) – Dal 2000 in poi l’espansione verso l’Europa dell’anticiclone nordafricano è diventata sempre più frequente, sia in Estate sia nelle altre stagioni. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che la presenza ripetuta del ‘Cammello’, come viene definito in gergo meteorologico l’anticiclone africano, è una ‘roba’ da Millennials. Fino alla fine dello scorso secolo era, infatti, comune sentir parlare di Anticiclone delle Azzorre, di Ciclone d’Islanda e di poco altro: adesso, dobbiamo confrontarci con masse d’aria che a volte provengono addirittura dalla Mauritania o dal Mali, ancora più a sud del Sahara.

E purtroppo queste masse d’aria, ‘spinte’ dai Cambiamenti Climatici verso l’Italia, risultano ‘infernali’ con un caldo cocente: ecco che dall’inferno dantesco spunta di nuovo ‘Caronte’, il traghettatore delle anime della Divina Commedia. Nelle prossime ore vivremo il primo vero sussulto di Caronte: sono attese massime di 38°C a Firenze e Terni, 36°C a Roma e 35°C a Napoli. Questo sarà solo l’inizio.

Sabato 9 agosto le massime saliranno fino a 39°C nella piana Firenze-Prato-Pistoia, a Terni oscilleremo ancora intorno ai 38°C, Arezzo, Ferrara, Mantova, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rovigo toccheranno i 37°C con tantissima umidità. Un primo picco sarà raggiunto per San Lorenzo e le Stelle Cadenti saranno infuocate in tutti i sensi; i piccoli frammenti di roccia o di ghiaccio, entrando nell’atmosfera terrestre a grande velocità, si incendieranno a causa dell’attrito con l’aria; e anche noi, spettatori romantici in spiaggia, in montagna o in città, saremo già ‘infuocati’ dal caldo anomalo della giornata.

Si prevedono, infatti, valori estremi quali 40°C a Firenze, 39°C a Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Terni! Bologna toccherà i 38°C insieme a Bolzano, Cremona, Forlì, Lodi, Modena, Padova, Parma, Piacenza, Pordenone, Rovigo, Treviso e Verona. La canicola attesa in Pianura Padana sarà eccezionale: qui, oltre alle temperature molto elevate, avremo un elevato tasso di umidità a causa delle recenti piogge.

In pratica, i 39°C previsti tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, insieme ad un’umidità da zanzare tropicali, causeranno un’afa opprimente e/o asfissiante con temperature percepite ben oltre i 40°C e un Heat Stress Index a livello di pericolo: significa, la massima prudenza anche al Nord Italia, sembreremo tutti degli ‘Indiana Jones al tempio maledetto’, tra una giungla di umidità e il caldo tropicale.

Per uscire da questa ‘giungla termica’ dovremo aspettare almeno Ferragosto: nel successivo weekend (16-17 agosto) qualche temporale potrebbe scendere verso l’Italia settentrionale; ma è ancora presto per dirlo, prepariamoci a sudare e a combattere il caldo con i migliori strumenti a nostra disposizione: tanta acqua, ombra e, se in città, chiusi in casa con ventilatore o condizionatore. Meglio scappare al mare, in acqua, o sulle nostre montagne verdi, Caronte prima o poi mollerà la presa.

Venerdì 8. Al Nord: sole, caldo ed afa in aumento. Al Centro: sole e caldo in forte aumento. Al Sud: sole, caldo ed afa in deciso aumento.

Sabato 9. Al Nord: sole, caldo ed afa in ulteriore aumento. Al Centro: sole e caldo in ulteriore aumento. Al Sud: sole, caldo ed afa in ulteriore aumento.

Domenica 10. Al Nord: sole, caldo ed afa. Al Centro: sole e caldo torrido nelle zone interne, afoso lungo le coste. Al Sud: sole e caldo torrido nelle zone interne, afoso lungo le coste.

TENDENZA: anticiclone africano su tutta l’Italia almeno fino a Ferragosto con massime tra 35 e 40°C.

L’Onu: Israele fermi immediatamento il piano d’occupazione di Gaza

Roma, 8 ago. (askanews) – Il piano del governo israeliano “per ottenere un completo controllo militare della Striscia di Gaza occupata deve essere immediatamente fermato”. Lo dichiara in una nota l’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’Onu, Volker Türk, in una nota.

Il piano, adottato la notte scorsa dal gabinetto di sicurezza israeliano, “contraddice la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia secondo cui Israele deve porre fine alla sua occupazione il prima possibile, il raggiungimento della soluzione concordata dei due Stati e il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione”, ha accusato Türk.

Open arms, Salvini: pesante sospetto azione politica magistrati

Roma, 8 ago. (askanews) – E’ “fondato” e “pesante” il sospetto che ci sia un’azione politica dei magistrati contro la politica. Lo dice il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a Rtl.

Salvini ha parlato del suo processo per la vicenda Open Arms su cui la Cassazione in autunno metterà l’ultima parola: “E’ un paese strano quello che riporta dopo 4 anni un ministro in carica sul banco degli imputati per aver fatto quello che tutta l’Europa sta facendo, ovvero impedire il traffico di essere umani. Da questo punto di vista il sospetto che sia un’azione politica e non giuridica c’è tutto, è pesante, è fondato”.

“Ci sono dentro da 4 anni e mezzo, 4 anni e mezzo di udienze a Parlermo. Ero stato assolto, adesso la procura ha fatto ricorso, torneremo in autunno in Cassazione: lì è come i calci di rigore, partita secca, in una sola giornata si decide, a ottobre-novembre”, ha concluso.

Marcinelle, Mattarella: tutela lavoratori resta urgente necessità

Roma, 8 ago. (askanews) – “I gravi fenomeni in atto in diverse aree del mondo, da quelli climatici, ai conflitti in atto, spingono all’incremento di flussi migratori non volontari, fattori che, spesso, innescano conseguenze con significative ricadute demografiche e sociali, sulle stesse condizioni di lavoro. La tutela dei lavoratori, la lotta contro ogni forma di sfruttamento restano un’urgente necessità, che risponde a princìpi di civiltà, a un dovere universale”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio diffuso in occasione del sessantanovesimo anniversario della tragedia di Marcinelle e della ventiquattresima Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Il capo dello Stato “come ogni anno” rinnova “ricordo e commozione per la tragedia” nella miniera belga, “in cui persero la vita duecentosessantadue minatori, centotrentasei italiani, vittime di un fatale incidente sul lavoro”.

“Marcinelle, come ogni altro tragico evento che ha segnato la storia dell’emigrazione italiana, evoca il dovere di promuovere la dignità del lavoro in tutte le sue manifestazioni, affinché quanto accaduto non debba ripetersi in futuro”, sottolinea Mattarella.

“La Repubblica – aggiunge – è grata a tutti i connazionali che hanno recato i valori del lavoro italiano fuori dai confini nazionali, aiutando anche lo sviluppo del proprio Paese In questa giornata rinnovo ai familiari e ai cari di quanti perirono al Bois du Cazier – e in ogni altro luogo in terra straniera – sentimenti di vicinanza e partecipazione”. Il tributo agli italiani che persero la vita a Marcinelle, ricorda il presidente della Repubblica, “si estende a tutti i lavoratori italiani deceduti in luoghi lontani dall’Italia, prevalentemente per stato di necessità, lavoratori che seppero contribuire con impegno, onestà e dedizione alla prosperità dei Paesi che li accolsero. Dal 2001, la data dell’8 agosto è riconosciuta come la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.

M.O., Israele approva piano per prendere il controllo di Gaza City

Roma, 8 ago. (askanews) – L’ufficio del primo ministro isrealiano Benjamin Netanyahu ha reso noto alle prime luci del mattino che il gabinetto di sicurezza ha approvato il piano del premier per la conquista di Gaza City, nel nord della Striscia di Gaza, da parte delle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Israele fornirà aiuti umanitari alla popolazione civile al di fuori delle zone di combattimento.

Non è chiaro – scrive il Times of Israel – perché la dichiarazione si riferisca solo alla presa di controlllo della città di Gaza e non all’occupazione dell’intera Striscia di Gaza, come lo stesso premier Netanyahu aveva annunciato ieri di voler fare, seppur escludendo una annessione dell’enclave palestinese.

La maggioranza dei membri del gabinetto di sicurezza israeliano ha inoltre stilato una lista di cinque principi che Israele richiederà in cambio della fine della guerra con Hamas: disarmo di Hamas; ritorno di tutti i 50 ostaggi rimasti, 20 dei quali si ritiene siano vivi; smilitarizzazione della Striscia di Gaza; il controllo della sicurezza israeliana sulla Striscia di Gaza; l’esistenza di un governo civile alternativo che non sia Hamas o l’Autorità Palestinese.

Infine, si legge ancora nel comunicato dell’ufficio del primo ministro israeliano, il gabinetto di sicurezza ha bocciato un piano alternativo a quello del primo ministro perché non avrebbe garantito la sconfitta di Hamas o il ritorno degli ostaggi. Non sono stati foriti dettagli sui contenuti di questo piano alternativo, ma secondo i quotidiani israeliani sembra riferirsi a una proposta presentata dal capo di Stato Maggiore dell’Idf Eyal Zamir, che aveva espresso la sua opposizione all’occupazione totale della Striscia di Gaza, temendo che ciò possa portare a un disastro umanitario e mettere a rischio la vita degli ostaggi.

Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha definito “un disastro” la decisione prsa dal governo, aggiungendo che i ministri di estrema destra Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich hanno trascinato il primo ministro israeliano in qualcosa che era “esattamente ciò che Hamas voleva”.

Il Veneto, la Lega e il ritorno dei popolari

Ho letto con attenzione l’intervista di Massimo Cacciari, a cura di Daniela Preziosi, pubblicata sul Domani, e l’articolo di Mariangela Fogliardi apparso ieri sul Domani d’Italia, dedicato al centrosinistra veneto e alla voce (finora silenziosa) dei cattolici democratici nella politica regionale. Da queste letture ho tratto spunti di riflessione, in parte già approfonditi nel mio libro di prossima pubblicazione sul ruolo dei democristiani e dei popolari nel Veneto.

Una regione in transizione

La nostra regione vive una fase politica molto delicata, specie all’interno della Lega, che dal 2010 guida la Regione e che ora affronta, dopo il terzo mandato di Zaia, un passaggio di consegne interno alla coalizione di centrodestra tutt’altro che indolore. È il momento di una riflessione seria sulla parabola della Lega Veneta, considerando i cinquantacinque anni della storia regionale: venticinque sotto l’egemonia della DC (1970–1995), l’intervallo della giunta Pupillo (1993–94), il quindicennio galaniano (1995–2010) – quello del celebre “Il Nordest sono io” – e infine i quindici anni della presidenza Zaia.

Sarebbe utile organizzare un seminario che affronti l’evoluzione della politica veneta dagli albori della Regione a oggi: dall’egemonia democristiana a quella leghista, ora insidiata da Fratelli d’Italia. E con un dato da non sottovalutare: la partecipazione elettorale è crollata dal 94,6% degli anni Settanta al 66,4% degli anni Novanta, fino a scendere poco sopra il 50% oggi. Il Veneto era bianco quando la sua società era tale: fondata sulla cultura delle parrocchie. Oggi la secolarizzazione ha mutato il contesto. Dalla religione di senso comune si è passati all’autonomia del credere, e da lì a un mutamento politico-elettorale profondo.

Il primo studio della DC sul fenomeno leghista

A metà degli anni Ottanta, la DC veneta promosse una commissione di studio – da me coordinata – con il contributo degli studiosi Nicola Berti (storico), Ulderico Bernardi (sociologo) e Ferruccio Bresolin (economista), per analizzare i primi smottamenti elettorali verso la Lega, soprattutto nell’area pedemontana. Il calo di consenso tra gli artigiani, i contadini e i commercianti fu il segnale del disimpegno verso una DC vista ormai come parte della “Roma ladrona”.

La Lega ha acquisito l’egemonia a partire dal 2010, ma non è riuscita a imporre un modello culturale compiuto. L’idea originaria della “veneticità” non si è tradotta in una proposta forte: il cattolicesimo – pur colpito dalla secolarizzazione – continua a esercitare una certa influenza, mentre il venetismo si limita a sovrapporsi ideologicamente alla vitalità linguistica e alle tradizioni popolari.

Ricordo un incontro con Tramarin e Rocchetta, fondatori della Liga Veneta, nella sede regionale della DC, agli inizi della loro esperienza politica. I caratteri di fondo dei leader leghisti veneti – figli di famiglie di area democratico-cristiana – sono rimasti riconoscibili. Basti pensare alla battaglia referendaria contro la riforma Renzi, vinta nel Veneto con il sostegno congiunto di DC e Lega. Ma quindici anni di dominio leghista hanno generato contraddizioni profonde, come ben osserva Cacciari, poiché si sono rifatti a un modello di governo mutuato in parte dalla vecchia DC.

Oggi, la Lega affronta lo scontro interno tra le “volpi” e i “leoni” (in senso paretiano), incalzata da Fratelli d’Italia e Forza Italia, pronti a contendersi la guida regionale dopo l’uscita di scena di Zaia. E per la DC? Dal 1995 non siedono più suoi rappresentanti in Consiglio regionale: gli anni della lunga e dolorosa diaspora.

Una voce che non è del tutto silenziosa

Sarebbe tuttavia sbagliato considerare “silenziosa” la voce dei cattolici democratici in Veneto. Anche qui, come altrove, l’area cattolica si articola in diverse culture: una di sinistra, democratica; una liberal-moderata, che ha sostenuto Forza Italia e oggi, in parte, Fratelli d’Italia; una cristiano-sociale, oggi presente in Iniziativa Popolare e determinata a concorrere alla ricomposizione dell’area cattolica in vista della costruzione di un nuovo centro politico, fondato sui valori democratico-costituzionali.

Nel Veneto, la sinistra è sempre stata minoritaria. Senza il sostegno di un centro forte, ricomposto e rappresentativo, difficilmente potrà prevalere su una destra oggi dominata dal partito meloniano. Tra le esperienze significative degli ultimi anni, va ricordato il tentativo del 2014 a Monte Berico, con gli amici Domenico Menorello e Luciano Finesso della Federazione dei Popolari Veneti, e la nostra battaglia – purtroppo isolata – per la macroregione del Nord-Est.

Un progetto in cammino: “Popolari per il Veneto”

Da alcuni mesi è nato un nuovo tentativo politico: Popolari per il Veneto, con il prof. Scanagatta alla presidenza del movimento nascente, sostenuto dall’ex consigliere regionale DC Iles Braghetto. Il gruppo ha elaborato un manifesto politico e alcune linee programmatiche ispirate ai valori del cristianesimo sociale e popolare. Incontri si sono già svolti a Padova, Treviso e Venezia, e sono in programma nelle restanti province – Verona, Vicenza, Rovigo e Belluno – con l’obiettivo di presentare una lista di area DC e popolare alle prossime elezioni regionali.

F‑35? No grazie. Svizzera in trincea: anche il Centro apre alla sospensione

In Svizzera, i cambiamenti politici raramente avvengono con clamore. Eppure, il 1º gennaio 2021 ha segnato una svolta silenziosa ma storica: la nascita de Il Centro. Frutto dell’unione di due tradizioni diverse ma complementari – il Partito Popolare Democratico (PPD), ancorato alla radice cattolico-sociale, e il Partito Borghese Democratico (PBD), nato da una scissione dell’UDC – questo nuovo soggetto politico ha raccolto un’eredità secolare per proiettarla nel futuro.

Per decenni, il PPD aveva rappresentato il baricentro della politica elvetica, una forza capace di mediare, unire e stabilizzare. Con Il Centro, quella storia non si è chiusa: si è trasformata in un progetto più ampio, che parla di modernità ma resta fedele a un’idea antica di politica, fatta di servizio, responsabilità e legame con la comunità.

“Pensare l’impensabile” — La dichiarazione che cambia il tono

In un’intervista concessa ieri alla RSI, Andrea Gmür‑Schönenberger, senatrice del Centro e presidente della Commissione Sicurezza al Consiglio degli Stati, ha aperto uno spiraglio imprevisto:

“Ormai siamo giunti al momento di pensare l’impensabile”, ha detto.

Pur confermando che l’F‑35 resta a suo giudizio il miglior aereo oggi disponibile, ha chiarito che “come ultima opzione, non dobbiamo escludere di fare marcia indietro, e puntare piuttosto sui Rafale francesi. I Paesi europei si stanno dimostrando affidabili, mentre con Trump negli Stati Uniti regna l’arbitrarietà.”

Proposte di risposta: da Facebook ai farmaci

Alla domanda su come reagire, Gmür non si è limitata a evocare i caccia militari. Ha proposto altre misure di pressione:

“Potremmo rinunciare all’obbligo della tassazione minima OCSE, oppure tassare in modo più deciso le grandi piattaforme digitali come Google e Facebook. Un’altra ipotesi: concordare con l’industria farmaceutica una pausa nelle forniture verso gli USA”.

Parole pesanti, che mettono nero su bianco un sentimento crescente: quello di un Paese colpito e stanco di subire.

I partiti di sinistra e una parte dei liberali avevano già espresso critiche al contratto sugli F‑35, ma finora il Centro aveva mantenuto una posizione di continuità. L’intervista di Gmür segna dunque una svolta, o almeno l’apertura di un’altra fase: più prudente, più legata alle condizioni geopolitiche che mutano, più attenta alla credibilità delle controparti.

Una lezione politica da non sottovalutare

Che una nazione neutrale, relativamente piccola, ma consapevole della propria dignità istituzionale, metta in discussione un accordo militare con gli Stati Uniti è tutt’altro che irrilevante.

La Svizzera non si piega, e lo fa attraverso le sue istituzioni. E il Centro, erede dei popolari cattolici che hanno costruito l’equilibrio democratico del dopoguerra, mostra di saper stare dentro la storia con lo sguardo rivolto al futuro.

Non è un atto di forza, ma di coerenza. In tempi di crisi, è già molto.

Solo l’Occidente conosce la Storia? Allora non dimentichi il Medioevo

La discussione suscitata dal documento dedicato alla storia da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che si apre con una frase tanto perentoria quanto impegnativa («Solo l’Occidente conosce la Storia»), ha suscitato a vari livelli un dibattito molto significativo. Fra gli altri argomenti proposti, è apparso singolare come l’età medievale, tanto presente nella memoria comunitaria (basti pensare a Dante) nonché nel paesaggio soprattutto urbano e nelle arti del nostro paese, sia relegata alla fine del V anno del ciclo della scuola primaria riguardo al periodo intercorso tra le fine dell’impero romano d’Occidente e l’espansione islamica (secc. VII-IX), mentre l’intensa fase socioculturale compresa tra l’esperienza di Carlomagno e l’alba della Modernità con l’Umanesimo e il Rinascimento venga compressa nella prima metà del primo anno della scuola secondaria.

Tra le ragioni delle perplessità con le quali la proposta ministeriale è stata accolta, astraendo qui da altri aspetti e momenti della storia nel suo complesso, sembra opportuno sottolineare il trattamento riservato al medioevo sia per la sua eccessiva compendiosità, sia per l’inadeguatezza del rapporto che questa fretta e questa superficialità provoca rispetto a due argomenti di fondo: propriamente storico il primo, socioculturale e connesso con il nostro vivo presente il secondo.

Primo: la centralità del periodo che convenzionalmente (e ormai fino dal Tre-Quattrocento) viene indicato con il termine “medioevo” proprio nella costruzione di quella coscienza identitaria occidentale e in particolar modo italiana che sta esplicitamente tanto a cuore agli estensori del progetto ministeriale. Mentre è molto discutibile che “solo” l’Occidente abbia “conosciuto” (sic) la storia, è fuor di dubbio che il medioevo come età di transizione tra Antichità e Modernità è stato proposto come dimensione originale e specifico nel corso di un lungo e intenso dibattito che in Europa ha attraversato i secoli: dall’avversione umanistica alla svalutazione illuministica alla rivendicazione a tratti perfino apologetica del Romanticismo. Una maggior attenzione per il medioevo — i cui caratteri originali sono talora serviti ai nostri studiosi anche per indicare, ma solo in senso traslato, momenti e caratteri salienti di culture “altre” (un “medioevo” ellenico, o “giapponese”, o “etiopico”) — sarà necessaria ai nostri ragazzi proprio per meglio comprendere quel che della cultura occidentale è specifico rispetto alle altre (a cominciare dal ruolo centrale del cristianesimo latino) e al tempo stesso la portata della Modernità come vera e propria rivoluzione rispetto alle epoche precedenti.

Secondo: e qui è necessario guardarsi attorno, specie nelle culture giovanili. Sia revival di un fenomeno già accaduto (ad esempio ai primi dell’Ottocento), sia effetto di premesse e di condizioni del tutto nuove, oggi — mentre l’insegnamento scolastico e universitario è in grave crisi e la lettura della carta stampata precipita — il medioevo impazza: sul grande e sul piccolo schermo, nei war games e nei “giochi di ruolo”, nelle varie forme di letteratura narrativa comprese fantastoria e fumettistica, nelle feste e nelle saghe cittadine con momenti di speciale intensità come il Calendimaggio d’Assisi e la Settimana Medievale di Gubbio che attraggono addirittura masse di partecipanti con immediate ripercussioni anche sulla vita economica (il turismo, la ristorazione, le molte forme di proposte nello spettacolo, l’inattesa e insospettata nascita di vari tipi di produzione artigiana), la nascita o la rinascita di sodalizi che hanno fatto riscoprire soprattutto alle giovani generazioni la gioia del vivere e soprattutto di giocare insieme.

L’Ondata medievale, magari preceduta da più o meno visibili segni, investì l’Europa, gli Stati Uniti e anche altre parti del mondo (ad esempio l’Australia e l’America latina) già tra Anni Sessanta e Settanta, con l’”effetto Tolkien”: cioè con lo straordinario successo del romanzo forse definibile (ma sarebbe riduttivo…) come heroic fantasy del filologo e cattolico John Ronald Reuel Tolkien Il signore degli anelli. La grande saga dell’Anello Magico — si noti che Tolkien era filologo illustrissimo ed esponente degli Oxford Christian — conquistò ed esaltò specie i giovanissimi: e fece scalpore il paradosso della sua «appropriazione bipolare»: negli Stati Uniti essa diventò il vessillo della controcultura militante, mentre in Europa e in particolare in Italia venne accolta come Bibbia ispiratrice di una frangia ristretta ma culturalmente significativa di un’estrema destra dai caratteri giudicati come «reazionario-postmoderni». Seguì, nel 1980, Il nome della rosa di Umberto Eco, mentre il medioevo diveniva sempre più lo scenario storico o fantastorico di opere di successo e crescevano i fenomeni travolgenti dei libri di Ken Follett e di Dan Brown.

Era un medioevo rumoroso, spesso tra il goliardico e lo straccione, con indubbi caratteri “brancaleonici”: ma non va dimenticato che L’Armata Brancaleone di Monicelli, del resto un capolavoro nel suo genere, era nata come parodia del film Il settimo sigillo di Ingmar Bergman. In un primissimo tempo, il mondo della medievistica “seria”, quello degli studiosi e degli accademici, mostrò incuranza e disprezzo nei suoi confronti. Ma gradualmente alcuni studiosi cominciarono a domandarsi se non fosse il caso di reagire in modo concreto e significativo al fatto che le aule e gli istituti della medievistica ufficiale e scientifica si svuotavano mentre le strade e le piazze si riempivano di ragazzi che non avevano mai aperto un libro di Marc Bloch o di Jacques Le Goff mentre ammattivano dinanzi ai banali luoghi comuni o alle fiabe bislacche del Falso Medioevo. Non sarebbe stato il caso di raccogliere la sfida e provare a “insegnar giocando” e al tempo stesso “giocar insegnando”, cioè di “rifilologizzare il gioco del medioevo”?

Ci provò una rivista intelligente, i «Quaderni medievali» del compianto Giosuè Musca dell’università di Bari; e fece epoca, nel 1983, il convegno dedicato a Il sogno del medioevo egemonizzato — e da chi altri sennò? — da Umberto Eco.
Oggi, lo studio dei rapporti tra la scienza medievistica e il fenomeno sociologico-ludico del cosiddetto medievalismo è entrato nell’Università sotto gli occhi tutto sommato benevoli e divertiti di Alessandro Barbero e quelli più severi ma straordinariamente attenti di Giuseppe Sergi o riservati ma flessibili di Massimo Oldoni: e vi prendono parte come coprotagonisti studiosi giovani, qualcuno giovanissimo, che vanno da Tommaso di Carpegna Falconieri a Francesca Roversi Monaco a Umberto Longo, tanto per citare fra molti valenti ricercatori quelli che alle molte facce del medioevo stanno conferendo un sicuro statuto scientifico.

Hollywood cambia volto: lo racconta il Los Angeles Times

L’articolo pubblicato sul Los Angeles Times da Josh Rottenberg ieri, 7 agosto, apre uno squarcio sul futuro della narrazione audiovisiva. Hollywood non sta solo osservando l’evoluzione dell’intelligenza artificiale: la sta abbracciando, riformulando il concetto stesso di cinema e storytelling.

Non è più fantascienza. È presente.

Le protagoniste? Aziende come Luma AI, con sede a Los Angeles, che tramite la sua piattaforma Dream Machine consente di creare video realistici a partire da semplici istruzioni testuali. Ad esempio, digitando “una donna che attraversa la strada sotto la pioggia” si ottiene una clip perfettamente coerente e visivamente raffinata. Il tempo di generazione? Pochi secondi.

Una delle funzioni più sorprendenti è chiamata Modify Video: consente di alterare contenuti esistenti con un semplice comando. Vuoi che un cappotto diventi un mantello, o che una giornata estiva si trasformi in una bufera di neve? Basta scriverlo. Nessun green screen, nessun effetto speciale tradizionale. È editing istantaneo, con una fluidità che in passato avrebbe richiesto settimane di post-produzione.

Come spiega Rottenberg, la promessa di queste tecnologie non è solo l’efficienza, ma la democratizzazione dell’accesso alla narrazione audiovisiva. A fronte di un prompt ben scritto, chiunque può generare una sequenza visiva di qualità cinematografica.

Il sogno (o l’incubo?) del cinema su misura

Il CEO di Luma, Amit Jain, immagina un futuro in cui i film non saranno più prodotti per grandi pubblici omogenei, ma realizzati su misura per ciascun utente. Un thriller ambientato nel proprio quartiere, una commedia in cui compaiono volti di amici reali, una saga epica dove l’eroe ha il volto dello spettatore.

È la logica del cinema “iper‑personalizzato”, che sfrutta il potere dell’AI per rispondere al gusto, al contesto e perfino all’umore del fruitore.

Rottenberg osserva che questa prospettiva “aumenta le opportunità creative”, ma comporta anche il rischio di svuotare di senso l’esperienza collettiva del cinema. Dove finisce la regia, dove comincia l’algoritmo?

Hollywood si interroga: evoluzione o deriva?

Il reportage non tace le preoccupazioni. Da una parte c’è chi intravede una nuova primavera dell’immaginazione visiva, una creatività distribuita e accessibile. Dall’altra, emergono paure fondate: la perdita di artigianalità, il declino dell’originalità, il pericolo di una bulimia di contenuti superficiali generati in automatico.

Studios e sindacati stanno discutendo come regolamentare l’uso dell’AI nei processi creativi. Ma nel frattempo, le piattaforme crescono, gli strumenti si perfezionano, e una generazione di giovani autori digitali si forma al di fuori dei canali tradizionali.

L’impressione finale dell’articolo di Rottenberg è chiara: l’AI non rimpiazzerà il cinema, ma ne cambierà i connotati. Chi saprà utilizzarla con intelligenza, empatia e visione potrà scrivere nuove pagine, forse irripetibili, della grande narrazione visiva.

Perché il racconto, oggi più che mai, è anche un algoritmo. Ma resta — nella sua essenza — una scelta umana.

Ucraina, Meloni sente Trump, Zelensky e presidente Emirati Al Nahyan

Roma, 8 ago. (askanews) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto conversazioni telefoniche con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il Presidente dell’Ucraina, VolodymyráZelensky, e con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, S.A. Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

Al centro delle tre telefonate, la guerra in Ucraina, si legge in una nota.

Il Presidente Meloni si è in particolare confrontata con gli interlocutori sugli sforzi in corso per il raggiungimento di un cessate il fuoco e per un percorso negoziale che possa garantire una pace giusta e duratura in Ucraina, anche alla luce delle più recenti iniziative diplomatiche promosse dagliáStatiáUniti.

Con il Presidente emiratino è stata anche l’occasione per condividere l’eccellente cooperazione nella consegna degli aiuti umanitari a Gaza. E’ stata inoltre ribadita la necessità di una cessazione immediata delle ostilità, del rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e di un accesso degli aiuti pieno e senza ostacoli per porre fine all’ingiustificabile crisi umanitaria in corso nella Striscia.

Ucraina, Zelensky: per Meloni Ue coinvolta in processo di pace

Roma, 7 ago. (askanews) – “Ho parlato con la Presidente del Consiglio dei Ministri italiana Giorgia Meloni. È stata una conversazione proficua, in cui abbiamo condiviso una visione comune su come procedere verso una pace vera e giusta”. Lo ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

“Abbiamo condiviso i dettagli dei nostri recenti contatti con altri leader. È importante per l’Ucraina che i nostri partner siano ben informati sulla situazione. Vogliamo tutti un futuro definito e sicuro per l’Europa”, ha precisato il presidente ucraino.

“Giorgia sostiene fermamente la posizione secondo cui i leader europei devono essere coinvolti negli sforzi diplomatici a fianco degli Stati Uniti per stabilire la pace”, ha aggiunto Zelensky.

Camere in ferie, a settembre battaglia su Almasri e separazione carriere

Roma, 7 ago. (askanews) – Con le audizioni di oggi in commissione Cultura alla Camera sul ddl Valditara sul consenso informato, si è chiusa l’attività parlamentare di Montecitorio. L’ultimo giorno di scuola per la maggior parte dei deputati, tuttavia, è stato ieri quando l’aula ha approvato in un solo giorno ben quattro provvedimenti (il decreto economia, il decreto sport, la delega allo spettacolo e il ddl sui consiglieri regionali) e in mezzo ha pure svolto il question time. Uno sprint per andare in vacanza con una giornata di anticipo rispetto al calendario. I senatori d’altronde avevano salutato Palazzo Madama ancora prima, martedì subito dopo l’ok alla delega fiscale. Davanti, oltre un mese di ferie perché il rientro sarà il 9 settembre alla Camera e il 10 al Senato.

“Cercate di riposare che alla ripresa si corre”, ha scritto ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un bigliettino di buone vacanze lasciato ai giornalisti ‘chigisti’. A guardare i calendari parlamentari, la ripresa più incandescente sarà quella della Camera dove la giunta per le Autorizzazioni, entro fine settembre, dovrà esprimersi sulla richiesta di autorizzazione a procedere per la vicenda Almasri nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Omissione di atti d’ufficio, favoreggiamento e peculato i reati contestati. Sulla decisione della Giunta sarà chiamata a votare anche l’aula entro ottobre. Un iter che andrà di pari passo con la terza lettura della riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati. Sul provvedimento è acceso lo scontro con le toghe. Le dichiarazioni della premier gettano benzina sul fuoco. Meloni parla di “un disegno politico della magistratura” e lo collega al fatto che “la riforma della giustizia procede a passi spediti”, “ho messo in conto eventuali conseguenze”, dice.

Così come la chiusura prima della pausa estiva è stata caratterizzata da una corsa alla conversione dei decreti, anche alla ripresa le conferenze dei capigruppo – quella di Montecitorio è già programmata per il 10 settembre – dovranno programmare l’esame di tre decreti approvati dal consiglio dei ministri prima delle ferie: si tratta del decreto per il commissariamento dell’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), il decreto Terra dei fuochi e il decreto giustizia.

Tra i temi caldi di settembre ci sarà anche il fine vita. Una legge è stata sollecitata più volte dalla Corte Costituzionale e nelle commissioni Giustizia e Affari Sociali al Senato è iniziato l’iter. I relatori hanno presentato un testo della maggioranza che hanno già annunciato di voler cambiare. A settembre l’esame entrerà nel vivo. Sempre al Senato è atteso in aula a ottobre il ddl che prevede l’abrogazione del voto disgiunto e dei ballottaggi nei comuni sopra i 15 mila abitanti se uno dei candidati ha raggiunto il 40%. Una modifica voluta da tutto il centrodestra che invece sul tema della legge elettorale per le politiche non è altrettanto unito.

Nelle intenzioni della premier va cambiata mentre la Lega vuole tenersi stretta la quota di collegi uninominali previsti dal Rosatellum. Al dossier bisognerà iniziare a lavorare concretamente in autunno se non si vuole arrivare a cambiare il sistema di voto a ridosso delle elezioni che – ormai viene dato per acquisito – saranno anticipate a maggio 2027, quattro mesi prima della scadenza naturale della legislatura. A una eventuale modifica del Rosatellum è legato anche il destino della “madre di tutte le riforme”, il premierato, all’esame della commissione Affari Costituzionali della Camera. Sempre nella prima commissione di Montecitorio verrà avviato l’iter del ddl sui poteri di Roma Capitale.

Al Senato le commissioni parlamentari alla ripresa saranno impegnate anche sulla riforma della Rai e sul ddl caccia, provvedimenti su cui il confronto con le opposizioni si preannuncia duro. Mentre la Giunta della Camera sarà impegnata sul caso Almasri, quella del Senato discuterà la richiesta avanzata dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè di sollevare un conflitto di attribuzioni contro la Procura che la accusa di truffa all’Inps nel periodo Covid.

Sul fronte economico entro il 20 ottobre il governo dovrà produrre il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb)da trasmettere alla Commissione Europea.

Salvini a Villa San Giovanni: Non dite qualora! Ponte Stretto si far

Roma, 7 ago. (askanews) – “Non qualora non si facesse il ponte… Siamo qui a festeggiare l’approvazione!”. Matteo Salvini chiede ottimismo ai giornalisti che lo intervistano a Villa San Giovanni, Reggio Calabria, il giorno dopo l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto da parte del Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo. L’infrastruttura che unir la Calabria alla Sicilia, che in molti nel centrodestra hanno dedicato a Silvio Berlusconi, sar lunga 3,3 chilometri e percorribile a partire dal 2032-33 per un investimento previsto di 13,5 miliardi.

Alle critiche dell’ex compagno di partito, Roberto Castelli, sulle risorse che il ponte sottrarrebbe al Nord Italia, il ministro delle Infrastrutture e vice-premier leghista risponde:

“L’ex governatore di sinistra della Sardegna (Francesco, ndr) Pigliaru ha detto ‘viva il ponte’, un architetto, sicuramente non vicino alla Lega o al centrodestra come Fuksas ha detto che serve il ponte, tanti amministratori locali non della Lega dicono ‘viva il ponte’, siamo in democrazia ognuno libero di pensare quello che vuole. Coloro che dicono ‘prima del ponte bisogna fare altro’, lo dicono da un secolo e in un secolo non c’ n il ponte n l’altro”, ha commentato Salvini.

Anche la premier Giorgia Meloni mercoled ha partecipato alla riunione del Cipess e ha elogiato l'”opera simbolo” del Ponte:

“Sono contento, la presidente del Consiglio, io in tasca 13 miliardi e mezzo per fare il ponte tutte le metropolitane, le ferrovie e le strade non li avevo, gli studi dicono che sul territorio ci sar una ricaduta di 23 miliardi, chi dice che una spesa eccessiva, ne arriver quasi il doppio, ci vediamo qua fra 10 anni per vedere come cambia lo stretto”, ha detto Salvini.

Infine, riguardo alle polemiche legate alla vicenda Al-Masri, Salvini svicola per il secondo giorno consecutivo:

“Oggi una giornata cos bella, il sole calabrese e siciliano cos bello, che mi permetto di parlare solo di questo ponte, da domani parliamo di tutto il resto”, ha concluso.

Alla scoperta della Penisola del Sinis: cultura, mare e agroalimentare

Cabras, 7 ago. (askanews) – Un viaggio alla scoperta del Sinis, la penisola della Sardegna centro-occidentale che si trova fra la baia di Is Arenas a nord, ed il Golfo di Oristano a sud, dove si intrecciano storia millenaria, natura incontaminata, siti archeologici e culturali. Ma anche eccellenze enogastronomiche. Insomma, un connubio perfetto tra storia e natura. Per far conoscere questo lembo di territorio nata la rete Sinis2Go, finanziato da Gal Sinis (Gruppo di azione locale del progetto europeo leader), di cui capofila la Fondazione culturale Mont’e Prama. Obiettivo: creare un turismo alla scoperta della Penisola del Sinis in tutte le sue sfaccettature per promuovere le eccellenze della Penisola del Sinis.

Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama: “E’ un primo esempio di rete fra aziende basato sulla centralit dei beni culturali che si interfacciano con le realt economiche e produttive di un intero territorio”. “Il connubio tra valorizzazione e attrattivi dei beni culturali e le aziende del territorio pu essere davvero un’arma vincente”.

Il nostro viaggio inizia dal Museo di Cabras, dove sono custoditi i Giganti di Mont’e Prama, incredibili statute a tutto tondo rinvenute a Mont’e Prama da un contadino all’inizio degli anni Settanta; rappresentano arcieri, pugilatori e guerrieri. Il percorso prosegue con tappa obbligatoria a Tharros, l’antica citt baciata dal mare fondata dai cartaginesi nel VII secolo a.C; sovrastata da una torre dei conquistatori spagnoli, che offre uno dei panorami pi suggestivi della Sardegna.

Ci sono poi l’ipogeo di San Salvatore, all’interno di un piccolo villaggio deserto tutto l’anno ma che si anima per la festa di San Salvatore che si tiene nell’omonimo novenario (il pi grande di tutta la Sardegna), e la chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis, uno degli edifici cristiani pi antichi dell’isola. A poca distanza da qui si possono vedere, inoltre, le Domus de janas di Sedilo e Ardauli, recentemente diventate Patrimonio Unesco.

La bellezza del Sinis punteggiata da angoli di paradiso naturale, tra la verde macchia mediterranea e il mare cristallino, alternando calette con rocce di basalto a spighetta con sabbia di quarzo e dune. Il fulcro di questo territorio poi un grande stagno ricco e pescoso su cui si affaccia il paese di Cabras, famoso per la pregiata bottarga che viene prodotta dalla lavorazione delle uova di muggine. Franco Marcoli, dell’Agriturismo S’Anea, tra i partecipanti della rete Sinis2Go: “E’ una rete che andr ad ampliare tutti i benefici che arrivano dal territorio, in particolare sul turismo, sulla gastronomia e sull’afflusso delle persone”.

Il percorso enogastronomico abbraccia invece prodotti d’eccellenza del territorio. Dalla produzione Sa Marigosa (Lo slogan ‘Ovunque tu sia, il meglio della tua terra’) ai piatti di Terracrua a Cabras (“il giardino in un bicchiere la nostra filosofia”), dai vini della cantina Contini (la pi antica di Sardegna che produce Vernaccia dopo), all’agriturismo S’Anea (con la cucina di famiglia e tutto prodotto in casa), fino a La Cantina (dove lo slogan “cenare intorno a un unico tavolo tutti insieme”). Come strutture ricettive, si consigliano l’Hotel Rafael a Putzu Idu e l’affittacamere da Rita e Renzo a Riola Sardo, che durante l’anno ospita il team ufficiale della Yahama per i Campionati Mondiali di Motocross, fino a S’Anea, sempre a Riola Sardo.

La Rete SinisToGo riunisce diverse realt imprenditoriali e associative, che insieme rappresentano la variet e la qualit dell’offerta turistica ed enogastronomica del Sinis. Tra i partecipanti figurano importanti aziende agroalimentari, come l’Azienda Vinicola Attilio Contini e Sa Marigosa, aziende agricole tra cui l’Azienda Agricola Manunza Massimo e l’Azienda Agricola Sa Mazzocca, strutture turistiche alberghiere come Gestioni Pradelli ed extra-alberghiere, tra cui Affittacamere Sa Cottilla, B&B Sa Reposada, Gioia Guest House, Agriturismo La Cantina, B&B Sa Costera, Agriturismo S’Anea Sparrara B&B, Affittacamere Rita e Renzo. Ed ancora Naturawentura e Sea Sport Life.

Toscana, da iscritti 5 stelle via libera all’alleanza con Giani

Roma, 7 ago. (askanews) – Il Movimento 5 stelle negozierà l’ingresso nell’alleanza di centrosinistra che si avvia a confermare la candidatura di Eugenio Giani alla presidenza della Regione Toscana. È questo il risultato della votazione on line degli iscritti toscani del Movimento guidato da Giuseppe Conte, ai quali è stato chiesto se preferiscono andare da soli al voto o “verificare se vi siano le condizioni per prendere parte alla coalizione promossa dal Partito Democratico in contrapposizione alla coalizione di centro-destra”. I voti favorevoli all’allenaza sono stati 1.538. Per l’ipotesi della corsa solitaria si sono pronunciati invece 1.030 iscritti. Gli aventi diritto al voto erano 5.202, hanno votato in 2.568.

Era stato lo stesso Conte, negli ultimi giorni, parlando di una “comunità M5S ancora dilaniata”, a prendere atto della spaccatura interna sull’ipotesi di un accordo con Giani, rispetto al quale il M5S è rimasto all’opposizione nella consiliatura che sta per concludersi. Il quesito, anche in caso di esito positivo come quello sancito effettivamente nel voto, conferisce comunque un mandato forte ai vertici del Movimento a trattare in vista di “un accordo chiaro che integri tutti i progetti e gli obiettivi strategici, quali emersi nel corso delle riunioni e assemblee territoriali svolte nelle scorse settimane”.

Il quesito lascia quindi un margine di autonomia al leader per condizionare l’accordo agli impegni programmatici del presidente uscente che il Pd si prepara a ricandidare ufficialmente. Ma spiana la strada alla prosecuzione del percorso della costruzione della coalizione di centrosinistra nelle Regioni chiamate al voto nei prossimi mesi, coalizione nella quale i 5 stelle sono pronti a mettere in campo l’ex presidente della Camera Roberto Fico come candidato presidente in Campania.

"Tutta colpa del rock", l’anteprima in sala il 9 e 10 agosto

Roma, 7 ago. (askanews) – Un ex rocker, una promessa da mantenere, una band improbabile… e una sola occasione per riscattarsi. “Tutta colpa del rock” arriva al cinema dal 28 agosto, con anteprime in tutta Italia il 9 e 10 agosto, distribuito da PiperFilm.

Diretto da Andrea Jublin e prodotto da Mattia Guerra, il film è una produzione Be Water Film e PiperFilm, in collaborazione con Netflix, ed è interpretato da Lillo Petrolo, Maurizio Lastrico, Elio, Naska – per la prima volta sul grande schermo – Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo, Agnese Claisse, Massimo Cagnina con Carolina Crescentini.

“Tutta colpa del rock” è molto più di una commedia, è un omaggio sincero al potere salvifico, travolgente e identitario della musica. Bruno (Lillo) è un ex chitarrista rock in caduta libera: bugiardo, narcisista, padre assente. Finisce in carcere dopo una lunga serie di scelte sbagliate. Quando tutto sembra perduto, un’occasione inaspettata si presenta: formare una band con altri detenuti per partecipare al Roma Rock Contest. In palio, i soldi necessari per mantenere la promessa fatta alla figlia Tina: portarla in America per un leggendario “Rock Tour”. Al suo fianco, una “formazione” tanto improbabile quanto irresistibile: Roberto (Maurizio Lastrico), coinquilino di cella; il Professore (Elio), cinico e silenzioso; Eva (Agnese Claisse), una batterista dal carattere esplosivo; Osso (Massimo Cagnina), un gigante dal cuore fragile; e K-Bone (Naska), ex trapper con un’anima da poeta. Tra scontri, musica e legami inaspettati, la band troverà nell’arte un’occasione di rinascita. Completano il cast Carolina Crescentini, Valerio Aprea e Massimo De Lorenzo.

La colonna sonora originale è firmata da Motta, che cura anche la supervisione musicale. Il brano inedito “Nato nel posto sbagliato”, è interpretato da Naska e unisce le sonorità di Motta, Cor Veleno e Danno, in una contaminazione autentica e potente.