Home Blog Pagina 218

Antitrust: sanzione di 256 mln a Ryanair per abuso posizione dominante. La compagnia: ricorso, è infondata

Roma, 23 dic. (askanews) – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato a Ryanair Dac, in solido con la controllante Ryanair Holdings plc, una sanzione di 255.761.692 euro per abuso di posizione dominante, da aprile 2023 ad almeno aprile 2025. “Ryanair – spiega una nota – detiene una posizione dominante nel mercato a monte dei servizi di trasporto aereo di linea passeggeri, nazionali ed europei, da/per l’Italia, quale input per le agenzie di viaggio, online (Ota) e fisiche”.

“La posizione dominante deriva, oltre che da quote di mercato significative (38-40% dei passeggeri trasportati nell’insieme di rotte da/per l’Italia) e in continua crescita, anche da numerosi altri indicatori. Tutti questi indicatori contribuiscono ad attribuire a Ryanair un significativo potere di mercato e la capacità di agire in misura indipendente da concorrenti e consumatori, anche considerando il significativo distanziamento rispetto alle performance dei principali vettori concorrenti”, aggiunge l’Antitrust.

Al termine di un’articolata istruttoria, l’Autorità ha accertato che “Ryanair ha attuato una complessa strategia per bloccare, ostacolare o rendere più difficile e/o economicamente o tecnicamente oneroso l’acquisto dei voli di Ryanair sul sito ryanair.com da parte delle agenzie di viaggio, Ota e fisiche, in combinazione con voli di altri vettori e/o con altri servizi turistici e assicurativi”.

In particolare – spiega l’Antitrust – “è emerso che Ryanair ha iniziato, a fine 2022, a vagliare una serie di ipotesi di ostacolo alle agenzie di viaggio, che si sono poi concretizzate, a partire da metà aprile 2023, in interventi di intensità via via crescente. In una prima fase, Ryanair ha introdotto procedure di riconoscimento facciale destinate agli utilizzatori dei biglietti acquistati tramite agenzia sul proprio sito”.

“In una seconda fase – a fine 2023, a istruttoria avviata – Ryanair ha bloccato in modo totale o intermittente i tentativi di prenotazione da parte delle agenzie di viaggio sul proprio sito (ad esempio, tramite il blocco dei mezzi di pagamento e la cancellazione massiva degli account legati a prenotazioni effettuate dalle Ota). In una terza fase, a inizio 2024, Ryanair ha imposto accordi di partnership alle Ota e, in seguito, di Travel agent direct alle agenzie fisiche, con condizioni limitative della possibilità delle agenzie di offrire il volo Ryanair combinato con altri servizi, utilizzando quale strumento di ‘persuasione’ il blocco intermittente delle prenotazioni e un’aggressiva campagna di comunicazione nei confronti delle OTA che non sottoscrivevano questi accordi (“Ota pirata”). Ad aprile 2025, Ryanair – rendendo disponibile alle Ota la soluzione completa whitelabel iFrame – ha fornito l’integrazione delle applicazioni informatiche (Api) che, ove ben implementate, permettono di ripristinare corrette condizioni di concorrenza nel mercato a valle dei servizi turistici”.

Pertanto l’Autorità ha concluso che “le condotte descritte, almeno fino all’integrazione delle Api Ryanair, sono idonee e sono state concretamente in grado di ostacolare le vendite delle agenzie, incidendo anche sull’acquisizione del traffico Internet da parte delle Ota. Le condotte accertate, in definitiva, hanno pregiudicato la possibilità delle agenzie di acquistare voli Ryanair per combinarli con i voli di altri vettori e/o servizi turistici aggiuntivi, riducendo la concorrenza, diretta e indiretta, esercitata dalle agenzie stesse e, di conseguenza, la qualità e quantità di servizi turistici offerti ai consumatori”.

La risposta di Ryanair non si è fatta attendere, la compagnia ha annunciato un ricorso immediato contro la sanzione dell’Antitrust, definita “infondata”. Ryanair ha incaricato i propri legali di presentare ricorso immediato sia contro la sentenza “bizzarra/infondata sia contro la sanzione di 256 milioni di euro, ingiustamente irrogata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), che cerca di ignorare – e annullare – la precedente sentenza del Tribunale di Milano del gennaio 2024, che ha dichiarato che il modello di distribuzione diretta di Ryanair ‘avvantaggia indubbiamente i consumatori’ e porta a ‘tariffe competitive'”, annuncia la compagnia aerea in una nota.

“La sentenza odierna – aggiunge Ryanair – convalida gli attuali accordi di distribuzione di Ryanair, che garantiscono la trasparenza dei prezzi per i consumatori e salvaguardano la continua disponibilità delle tariffe promozionali più basse su ryanair.com. Gli infondati tentativi dell’AGCM di ridefinire un periodo di tempo dopo la sentenza del Tribunale di Milano e di affermare erroneamente che Ryanair detiene una posizione dominante sui servizi aerei da/per l’Italia saranno annullati. Questa sentenza e la sanzione sono giuridicamente infondate e saranno annullate in appello”.

Luca Carboni in tour "RIO ARI O LIVE", nuove date in estate

Roma, 23 dic. (askanews) – Dopo l’attesissimo grande ritorno di Luca Carboni alla musica dal vivo nei palazzi dello sport, l’artista bolognese annuncia per l’estate 2026 nuove date di “RIO ARI O LIVE” nei festival, anfiteatri e luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra la penisola.

Queste le prime date di “RIO ARI O LIVE” ESTATE 2026 – (CALENDARIO IN AGGIORNAMENTO):

07 LUGLIO, GENOVA, ARENA DEL MARE – PORTO ANTICO 10 LUGLIO, CODROIPO (UD), VILLA MANIN ESTATE 2026 11 LUGLIO, MAROSTICA (VI), MAROSTICA SUMMER FESTIVAL VOLKSBANK – PIAZZA CASTELLO 14 LUGLIO, CERVIA, PIAZZA GARIBALDI 18 LUGLIO, CERVERE (CN), ANFITEATRO DELL’ANIMA 24 LUGLIO, FIRENZE, MUSART FESTIVAL – PARCO MEDICEO 26 LUGLIO, CERNOBBIO (CO), LAKE SOUND PARK – VILLA ERBA 1° AGOSTO, PESCARA, ZOO MUSIC FEST – PORTO TURISTICO 22 AGOSTO, LECCE, CAVE DEL DUCA 02 SETTEMBRE, MANTOVA, MANTOVA SUMMER FESTIVAL – ESEDRA DI PALAZZO TE 10 SETTEMBRE, CASERTA, REGGIA – PIAZZA CARLO DI BORBONE 13 SETTEMBRE, MACERATA, SFERISTERIO

I biglietti per i nuovi concerti sono in vendita a partire dalle ore 16.00 di martedì 23 dicembre su Ticketone e nei punti vendita abituali.

“RIO ARI O” è il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, la canzone che apre il suo primo disco “… intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film”. Un suono che è diventato un simbolo.

Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, immagini e parole con le canzoni del suo lungo viaggio, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica.

Zelensky: la Russia attacca prima di Natale, oltre 650 droni e 30 missili. Sono molto chiare le sue priorità

Roma, 23 dic. (askanews) – Oltre 650 droni e una trentina di missili russi sono stati lanciati nella notte in Ucraina. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky.

“Al momento, un regime di allerta aerea è mantenuto nella maggior parte del territorio ucraino (…) Almeno 13 regioni sono state colpite dall’attacco. Gran parte dei droni e dei missili è stata abbattuta”, ha scritto su Telegram. Questo attacco, avvenuto alla vigilia di Natale, dopo un nuovo ciclo di negoziati negli Stati Uniti, “indica in modo molto chiaro le priorità della Russia”, ha aggiunto il capo dello Stato. Un massiccio attacco russo contro Zaporizhzhia, avvenuto oggi, ha ucciso almeno tre persone, tra cui un bambino di quattro anni, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Questo attacco russo invia un segnale molto chiaro sulle priorità della Russia. L’attacco è stato effettuato essenzialmente nel mezzo dei negoziati volti a porre fine a questa guerra”, ha affermato in un post su Telegram. Zelensky ha esortato quindi i partner occidentali dell’Ucraina ad aumentare la pressione su Mosca.

L’esercito russo ha lanciato nella notte e nella mattinata “un nuovo attacco su larga scala contro la rete elettrica ucraina, il nono dall’inizio dell’anno”, ha denunciato il ministro dell’Energia ucraino ad interim, Artem Nekrassov, durante un punto stampa.

Secondo lui, gli oblast di Rivne, Ternopil e Khmelnytsky sono quasi totalmente privi di elettricità, e si segnalano interruzioni anche negli oblast di Vinnytsia, Chernihiv, Zytomyr, Donetsk, Dnipropetrovsk e Kharkiv.

Manovra, stralciate 5 misure tra cui quella sui lavoratori sottopagati

Roma, 23 dic. (askanews) – La commissione Bilancio del Senato ha stralciato dalla manovra cinque misure tra cui quella che esonerava i datori di lavoro dal pagare gli arretrati ai lavoratori sottopagati in caso di condanna ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione. Lo ha riferito il senatore Antonio Misiani al termine della riunione della commissione, aggiungendo che la norma sullo spoil system nelle Authority è sparita dal maxi-emendamento.

Stop quindi anche alla inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni pubbliche a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse; alla riduzione da 3 a 1 anno del divieto di ‘sliding doors’ per le authority, quindi di svolgere incarichi presso privati inerenti all’attività svolta nella PA; alla riduzione da 10 a 4 anni dell’anzianità per il collocamento di magistrati fuori ruolo; alla revisione della disciplina del personale Covip.

Da Zero a Milioni senza investitori, il nuovo libro di Antonio Romano

Roma, 23 dic. (askanews) – Costruire aziende scalabili, antifragili e profittevoli senza investitori, senza hype e senza scorciatoie. È questo il cuore di Da Zero a Milioni senza investitori, il nuovo libro di Antonio Romano, imprenditore e strategist, entrato nella Top 10 dei libri business più venduti su Amazon.

Dopo il successo de “Il talento della tenacia”, un libro motivazionale con una serie di consigli su come costruire la propria strada verso un obiettivo, pubblicato nel 2020, Antonio Romano torna con un’opera più matura e radicale, frutto dell’esperienza diretta sul campo, che sposta il focus dalla motivazione all’esecuzione concreta e ai numeri reali dell’impresa.

In un panorama dominato da storytelling motivazionale e modelli di crescita basati sulla raccolta di capitali, Romano propone un approccio radicalmente diverso: fare impresa partendo dal mercato, dai numeri e dalla cassa, trasformando ogni errore in informazione utile e ogni risultato in trazione reale.

“Per troppo tempo abbiamo confuso la raccolta fondi con il successo imprenditoriale – dichiara l’autore Antonio Romano – Con ‘Da Zero a Milioni’ ho voluto ribaltare questo paradigma: il vero capitale è la capacità di generare trazione dal giorno uno. Il metodo FAST non è teoria, è la sintesi di quindici anni di errori, virate e exit. Questo libro è lo strumento che avrei voluto avere io all’inizio: una mappa per chi vuole costruire asset antifragili mantenendo il pieno controllo del proprio destino”.

Il libro nasce dall’esperienza diretta dell’autore, che ha costruito e scalato più aziende in settori molto diversi – dal digitale ai business tradizionali – senza ricorrere a investitori esterni, reinvestendo esclusivamente gli utili generati. Un percorso che lo ha portato a formalizzare il metodo FAST, una sintesi operativa di ciò che funziona davvero sul campo. FAST non è un acronimo motivazionale, ma un modello pratico basato su quattro leve fondamentali: Focus sul mercato reale, Action immediata attraverso test rapidi, Shift continuo guidato dai dati e Traction come capacità di trasformare i risultati in crescita sostenibile. Pagina dopo pagina, Da Zero a Milioni senza investitori racconta storie vere di business, numeri, decisioni difficili e cambi di rotta, mostrando come anche settori considerati maturi possano diventare scalabili se osservati con la giusta lente. Nessuna teoria astratta, nessuna promessa facile: solo processi replicabili, disciplina finanziaria e velocità di adattamento. Il successo del libro su Amazon conferma un’esigenza sempre più sentita nel mondo imprenditoriale: metodi concreti per crescere senza dipendere da capitali esterni, riducendo il rischio e aumentando il controllo strategico.

Da Zero a Milioni senza investitori si rivolge a imprenditori, founder, professionisti e manager che vogliono costruire aziende solide, capaci di durare nel tempo, partendo da ciò che conta davvero: clienti, numeri e decisioni rapide. Il libro è disponibile su Amazon, e nelle migliori librerie online.

Anm: preoccupati per tagli al comparto giustizia. Nordio chiarisca

Milano, 23 dic. (askanews) – “Siamo preoccupati per il silenzio sui tagli al comparto giustizia che rischiano di compromettere in modo significativo il mondo della giustizia italiano. Da un lato i tagli, si parlava di 200 milioni di euro dopo l’approvazione della legge di Bilancio in Consiglio dei ministri, dall’altro le mancate risorse per i 12mila precari del Pnrr. Chiediamo al ministero guidato da Carlo Nordio un chiarimento. I disagi, legati ai vuoti di organico di magistrati, cancellieri e personale amministrativo, si ripercuotono direttamente sulle persone. Tagliare sulla giustizia significa creare un danno, prima di tutto, ai cittadini. Lo scenario che ci ritroveremo fra sei mesi sarà drammatico. Serve chiarezza”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

Concerto Santo Stefano nella Basilica Ara Coeli a Roma

Roma, 23 dic. (askanews) – Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 11.00, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, torna il Concerto di Santo Stefano, ideato e diretto da Luigi Cinque, con la collaborazione di Giovanna Famulari, giunto alla sua ventottesima edizione. L’ingresso è gratuito.

Il titolo scelto per quest’anno, Le vie dei canti, evoca il celebre libro di Bruce Chatwin e introduce un’edizione che attraversa orizzonti sonori antichi e contemporanei, con un intreccio di voci, culture e linguaggi musicali che spaziano dal flamenco all’Iran, dalle montagne del Caucaso al canto popolare del Sud Mediterraneo, in dialogo con Monteverdi, Ligeti, John McLaughlin e lo stesso Luigi Cinque.

Il concerto è un’esperienza immersiva, potente e rituale, che nella Basilica si trasforma in un abbraccio sonoro collettivo. Un evento artistico, ma anche spirituale, che unisce celebrazione e riflessione, in un’atmosfera sospesa tra sacro e profano. Come scrisse all’epoca Ernesto Assante, si tratta di un laboratorio di world music unico nel suo genere, capace di fondere in modo originale tradizione e sperimentazione.

Quest’anno, protagonisti del concerto, saranno: Greta Panettieri, Marco Colonna, Giovanna Famulari, Urna Chahar Tugchi (dalla Mongolia), Patrizia Scascitelli, Erica Scherl, oltre al gruppo dei Musicisti del Caucaso e al NUBRAS Ensemble, compagine di musicisti provenienti da Italia, Spagna e Romania formata da Giulia Anita Bari, Carla Mulas Gonzalez, Giorgio Gadotti, Giovanni Lo Cascio, Igor Legari, Roxana Ene. Special guest dell’evento saranno Riccardo Tesi, il musicista persiano Alireza Mortazavi, la camerunese Rose (Rose Epossi Tchapchet Soucthoua) e un ensemble di maestri zampognari riuniti nell’Hypertext O’rchestra, che darà vita a una composizione in quadrifonia, pensata per trasformare lo spazio sacro in un’ideale piazza sonora.

“Il Concerto di Santo Stefano dichiara Luigi Cinque, ideatore del progetto sin dalla sua prima edizione – è diventato un tempo dell’ascolto condiviso. Ogni anno cerchiamo la forma viva di un canto collettivo che sia insieme memoria, viaggio e interrogazione in grado di aprire spazi di ascolto imprevisti per andare aldilà di un semplice concerto e farsi esperienza rituale unica e condivisibile”.

L’appuntamento è ormai un riferimento nella vita culturale della città, con un pubblico numeroso che sin dal mattino riempie la Basilica. Nel corso degli anni, sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati grandi nomi del jazz, del rock, della musica colta e delle tradizioni popolari – da Paco Peña a Raiz, da Fabrizio Bosso a Jivan Gasparyan, da Petra Magoni ai Tenores di Bitti, da Danilo Rea a Youssou N’Dour, Alex Balanescu, Stefano Di Battista, Efren Lopez, Kelly Toma passando per attori, poeti, giornalisti e artisti da tutto il mondo.

Il Concerto di Santo Stefano continua a essere un luogo di incontro e sperimentazione, un momento corale che raccoglie voci diverse in un unico grande racconto musicale, ogni anno nuovo, ogni anno necessario.

Cinecittà World accende le feste da Santo Stefano alla Befana

Roma, 23 dic. (askanews) – Prosegue il Natale di Cinecittà World. Il Parco divertimenti del Cinema e della TV di Roma resta aperto durante le feste, da Santo Stefano all’Epifania, con un’offerta ricca di attrazioni, show, magia e un Capodanno non-stop dalle 6pm alle 6am.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è la notte di San Silvestro: 12 ore di intrattenimento in un unico biglietto per un pubblico trasversale che va dalle famiglie ai più giovani. Il 31 dicembre, il Parco si trasforma in un grande Villaggio del divertimento e dà il benvenuto al 2026 con 40 attrazioni aperte fino a tarda notte, cene e cenoni, spettacoli dal vivo, fuochi d’artificio, DJ set e un palinsesto musicale trasversale che attraversa tutte le generazioni. Sulla Cinecittà Street risuonano i grandi successi italiani dagli anni ’70 a oggi, mentre il Teatro 1 diventa un campo di battaglia musicale con il Capodanno Millennium Bug, una sfida esplosiva all’ultimo tormentone tra Viva gli anni ’90 VS Viva gli anni 2000: un solo palco per un viaggio nel tempo tra dj set, ballerini, performers ed effetti speciali. Ritmi più intensi con Face 2 Face NYE by Neon, un format ad alto impatto hard, tech ed electro con sei dj set in doppia console sullo stesso palco. Largo ai ritmi più calienti al Teatro 4 con le sonorità coinvolgenti delle hit latine e reggaeton.

Il periodo delle feste si arricchisce con esperienze immersive e spettacoli a tema. Fino al 6 gennaio, la Christmas Street si imbianca con nevicate scenografiche. Sulla nuova Pista di Ghiaccio, si pattina come nei grandi classici cinematografici, ma si può anche volare sulla slitta di Santa Claus con la montagna russa virtuale I-Fly. Tra gli show, a regalare grandi emozioni ci pensa “La Notte che cambiò il Natale”, mentre le risate sono assicurate con “Elf-Express Lettere dal West”.

Le festività si chiudono il giorno dell’Epifania insieme alla stagione 2025, con la Befana che porta dolci, animazione e un’ultima giornata di festa per grandi e piccoli.

“Anche durante le feste i Parchi divertimento restano tra le mete più amate per il tempo libero – commenta David Tommaso, Direttore Generale Cinecittà World – Cinecittà World è tra le destinazioni preferite a Roma per trascorrere le festività in famiglia e con gli amici, grazie a un’offerta per tutte le età che culmina nella grande festa di Capodanno, per salutare il 2026 all’insegna del divertimento”.

Natale, Confesercenti:3 italiani su 4 a casa, spesa cena-pranzo 3 mld(-5%)

Roma, 23 dic. (askanews) – A due giorni dal Natale gli acquisti per la tavola entrano nel vivo, ma il quadro resta improntato alla prudenza: per la cena della Vigilia e il pranzo del 25 dicembre la spesa complessiva stimata è pari a circa 3,3 miliardi di euro, in calo (circa -5%) rispetto allo scorso anno. Un dato che racconta due spinte parallele: la voglia di festeggiare, tra tradizioni ed eccellenze della gastronomia, e una maggiore attenzione al budget, con scelte più controllate.

A stimarlo è Confesercenti sulla base del consueto sondaggio sui consumi alimentari e nei pubblici esercizi condotto con IPSOS su un campione di circa mille consumatori.

Il Natale si conferma soprattutto un rito domestico: quasi tre italiani su quattro (72%) trascorreranno le feste a casa propria o da parenti, con una scelta ancora più marcata tra gli over 34 (73%) e nel Mezzogiorno (73%), mentre tra gli under 34 la quota scende al 69% e al Nord si attesta al 70%. La dimensione “sociale” resta presente ma contenuta: il 9% sarà a casa di amici, ma tra i più giovani sale al 12% (contro l’8% degli over 34) e al Sud e Isole raggiunge il 10%.

Il fuori casa resta stabile: il 5% sceglierà un ristorante o un pubblico esercizio, con un picco nel Centro (7%), mentre un ulteriore 2% indica una location affittata, opzione più frequente al Nord (4%) e tra gli under 34 (3%). Limitata la quota di chi trascorrerà le festività in movimento: viaggio o vacanza valgono complessivamente il 6%, ma arrivano all’8% tra gli under 34 e al 7% nel Nord. Residuali le altre soluzioni (1%), mentre un 5% deve ancora decidere, quota che cresce tra gli over 34 e nel Mezzogiorno (entrambi al 6%).

Guardando al budget individuale, la Vigilia resta il momento “più carico”. Chi organizza per la sera del 24, prevede una spesa media per acquisti alimentari e cene fuori di 62,02 euro a persona (dai 66,31 del 2024), contro i 57,42 euro del pranzo del 25 dicembre (da 60,79). In entrambi i casi, comunque, oltre un consumatore su tre cercherà di tenersi sotto i 30 euro. Nel complesso, la spesa stimata per cena di Vigilia e pranzo di Natale è pari a circa 119 euro a persona, poco più del 5% in meno dello scorso anno. Un ritocco al ribasso che segnala una prudenza crescente delle famiglie, su cui pesa l’erosione del potere d’acquisto. Che nel lungo periodo emerge chiaramente: nel 2015 la spesa media complessiva era 99 euro, circa il 20% in meno dei 119 euro stimati oggi (Vigilia + pranzo). Ma con un’inflazione alimentare intorno al 34% in dieci anni, a prezzi 2015 la spesa attuale equivale a circa 79 euro: in pratica l’inflazione si è “mangiata” un quinto del panettone.

USA, partita interna ai repubblicani e l’orizzonte del 2028

Le prime crepe nel mondo MAGA

Qualche giorno fa, su queste colonne, Alessio Ditta ha illustrato molto bene la crescente perplessità, ormai percepibile, sorta nel movimento MAGA nei confronti di Donald Trump. La vicenda obliqua ruotante intorno agli Epstein files ne è la visibile dimostrazione e le clamorose dimissioni dal Congresso della pasionaria dell’ultradestra Marjorie Taylor Greene ne sono una significativa testimonianza. Il sostegno a Vance dichiarato con così tanto anticipo dal gruppo cristiano integralista Turning Point, attraverso la voce della vedova Kirk, ne è un’ulteriore conferma.

Il tempo politico corre più veloce del mandato

Ma c’è di più. Anche se – con tutto lo sconcerto che ha creato nel mondo occidentale – la presidenza è giunta alla conclusione solo del primo anno e dunque ne rimangono altri tre, si stanno mettendo in moto i meccanismi che verranno attivati ben prima della scadenza del mandato, in vista della campagna elettorale del 2028. Probabilmente già fra un anno, dopo le votazioni di midterm del prossimo novembre.

Le tre correnti del Partito repubblicano

Da qui ad allora rimarranno in campo nel Partito Repubblicano le tre “correnti” delle quali ha scritto Gideon Rachman sul Financial Times qualche settimana fa, riprendendo uno studio svolto da Majda Ruge e Jeremy Shapiro per conto dello European Council of Foreign Relations (l’articolo è stato pubblicato, tradotto in italiano, su Internazionale dello scorso 7 novembre): i Restrainers (i Moderatori), i Prioritisers (i Pragmatici), i Primacists (i Primatisti).

Trump e le correnti: un rapporto instabile

Queste tre correnti si confrontano quotidianamente con le scelte e con le sortite di Trump, cercando di influenzarlo, se non di guidarlo, badando però a non irritarlo, dato il carattere fumantino e vendicativo del personaggio; il quale, da parte sua, si tiene alla larga da ogni fazione, in quanto l’unica che conosce e che asseconda è la sua: nel senso del suo interesse personale, al massimo allargato a quelli della sua famiglia.

Il nodo della successione e linteresse democratico

Analizzare e seguire nel prossimo futuro le mosse delle correnti – queste ed eventualmente altre, se dovessero sorgerne di nuove – sarà essenziale per comprendere quale sarà il prossimo candidato alla presidenza. Un esercizio che si rivelerebbe molto utile per il Partito Democratico, ben consapevole di non poter perdere la partita del 2028, pena una crisi che, da grave quale è oggi, potrebbe trasformarsi in drammatica.

Vance e Rubio: due visioni del nazionalismo americano

Perché è evidente che temi e personalità da contrapporre a JD Vance e Marco Rubio sono diversi. E tutto lascia credere che lo scontro in casa repubblicana – già oggi visibile a occhio nudo – sarà fra il vicepresidente e il segretario di Stato. Ambedue giovani, ambedue ambiziosi, ambedue molto conservatori, ma interpreti di due visioni diverse del neo-radicalismo nazionalista americano.

I Moderatori” e il primato della prudenza

L’autorevole commentatore britannico, uno dei giornalisti più quotati del panorama internazionale, assegna Vance al gruppo dei Moderatori (ma forse il termine inglese restrainers viene reso meglio con un vocabolo meno elegante ma più descrittivo, quello di “trattenitori”): essi “pensano che gli Stati Uniti dovrebbero usare in modo prudente il loro potere globale e nutrono una profonda diffidenza nei confronti degli alleati europei e asiatici perché temono che possano trascinare il Paese in nuove guerre”. Esattamente ciò che sta vedendo all’opera l’Europa e quello che sta divenendo l’incubo di Taiwan.

Rubio e il ritorno alla leadership globale

Marco Rubio interpreta invece una parte assai più tradizionale del ruolo USA nel mondo, sia nel ritenere l’America Latina il proprio “cortile di casa” sia nel considerare ancora importante l’Alleanza Atlantica. È associato pertanto ai Primatisti, fedeli all’idea che gli Stati Uniti continuino a ricoprire “il loro tradizionale ruolo di superpotenza mondiale, garantendo la sicurezza globale” ovunque – inclusa l’Europa, e questo ne fa il candidato preferito, fra quelli repubblicani, a Bruxelles.

I Pragmatici e il dossier Cina

La terza corrente, quella dei Pragmatici, non ha al momento un esponente di punta in grado di competere con gli altri due ed è forse quella che ha ottenuto di meno sino ad ora. Convinta che “gli Stati Uniti non hanno più le risorse per ricoprire il ruolo di gendarme del mondo”, opta per concentrare gli sforzi nelle “azioni di contenimento nei confronti della Cina in Asia”. I tentativi di Trump di costruire una buona relazione con Xi Jinping sono pertanto visti con forte preoccupazione, dati i precedenti osservati nel rapporto con Putin.

Lincognita Trump

Per tutti, in ogni caso, vale però l’imprevedibilità caratteriale di Trump. Il suo seguire il proprio istinto, i propri interessi, senza leggere – non si dice studiare – i dossier e senza ascoltare più di tanto i consigli, interessati o meno che siano. Trump, inoltre, è il Presidente e lo sarà ancora a lungo. Ama essere lusingato, detesta venire contraddetto: la partita per il “dopo” non potrà prescindere da questi dati di fatto. Forse l’endorsement della signora Kirk è arrivato troppo presto.

Il caso Epstein, ora qualcosa di certo e domani chissà

L’affair Epstein-Trump appare come la vicenda di un film di quelli americani, con giochi di potere e di sesso e con tanto di magistratura a tirare l’acqua da questa o quella parte. In verità, non c’è bisogno dell’ultimo atto per trarre in anticipo una qualche conclusione, ancor prima che repubblicani e democratici strumentalizzino qualche fotogramma a riprova delle relazioni pericolose di questo o quel leader per squalificare l’avversario.

In breve, dal Dipartimento di Giustizia americano sono stati portati all’opinione pubblica dei documenti relativi alla nota faccenda. Non si è più, insomma, in presenza di un mero affare di famiglia.

Liter della legge in mano alla giustizia e alla politica

Tutto è accaduto a seguito della legge ad opera dei promotori, il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna, che si dichiarano delusi da censure e tagli, sembra, intervenuti in sede di pubblicazione. Per questo Khanna ipotizza l’impeachment della Segreteria alla Giustizia Bondi, responsabile della materia.

In un’intervista Michael Wolff, all’epoca consigliere di Epstein, dice che il suo capo e Trump, grandi amici, erano ossessionati dall’attrazione per giovani modelle, senza alcuna certezza che ci si sia approfittati però di minorenni.

La tensione verso il gentil sesso non è comunque peccato per la legge. Vedremo in seguito lo svolgimento dei fatti. Vizi privati e pubbliche virtù è storia antica di ogni potere. Una certa prurigine degli uomini con in mano leve di comando verso il gentil sesso non è cosa di oggi: chi facendosene vanto alla Berlusconi-maniera, chi nel nascondimento. Del resto anche Putin ha dichiarato di recente di essere innamorato e tutto sa di un modo trendy intonato al mondo attuale.

Uno stile politico pieno di stilettate

Forse una maggiore discrezione e prudenza non guasterebbero come linee di condotta per chi ha ambizioni di pubblica esposizione e consenso. Difficile immaginare Fanfani, Moro o Berlinguer in certi atteggiamenti, ma è così che va il mondo.

Non occorre però un reato per stimare ciò che è già evidente e che lascia perlomeno perplessi. Spostare l’attenzione sulle prove o meno di avvenuti abusi sessuali corre il rischio di distogliere da una legittima critica per quanto è emerso ora allo stato dei fatti. Resta in evidenza una certa riprovevolezza di condotte, un’allarmante superficialità che si coniuga alla modesta caratura dei personaggi in ballo. C’è, insomma, un prima che potrebbe avere lo stesso peso dell’eventuale dopo.

Donald e la povertà

Dal web, se vero e non artificio dell’intelligenza artificiale, gira un’intervista in cui il nostro Donald racconta come nel 1990 fosse sotto di 900 milioni di dollari e in grande difficoltà economica. Così descrive una scena in cui, camminando per strada insieme a una bellissima donna, indica un pover’uomo lungo la strada dicendole poi che quel mendicante è messo male, “ma in quel momento lui vale 900 milioni di dollari più di me”. Seguono risate del pubblico in sala.

Oltre al cinismo degli ascoltatori, resta la stima di una persona esclusivamente in base ai soldi in tasca e null’altro: il resto sono chiacchiere da bar prive di sostanza.

Evitare scivoloni

Non è esattamente l’atteggiamento di un cristiano che, secondo la lezione dei Padri della Chiesa, dovrebbe progressivamente imparare ad annullare se stesso per fare spazio a Dio, anche a servizio del prossimo.

Appena poche ore fa I Ricchi e Poveri hanno partecipato al noto programma televisivo Domenica In, condotto da Mara Venier. Nel mentre si avanzano in scena sono improvvisamente inciampati, cadendo rovinosamente a terra.

Ecco che ricchi e poveri, almeno in tempo natalizio, soprattutto i primi, rammentino di evitare scivoloni e di rialzarsi appena possibile, con vigilanza e spirito diversi.

Un passaggio delicato per il sindacato. Lettera al direttore

 Egregio Direttore,

prendo spunto dal vostro articolo e condivido quanto da voi scritto, sottolineando che c’è un momento, nella storia di ogni organizzazione, in cui non avviene una sconfitta rumorosa, ma un’eclissi silenziosa.

La Cisl, nella sua interezza – categorie incluse – non è stata abbattuta da un nemico esterno: si è oscurata da sola, quando la sua classe dirigente ha smesso di stare in piedi e ha iniziato a stare comoda.

L’eclissi sindacale non arriva all’improvviso. Inizia quando il conflitto viene considerato sconveniente, quando la denuncia diventa imbarazzo, quando il linguaggio dei lavoratori viene sostituito da quello dei corridoi.

La classe dirigente, invece di essere coscienza critica, ha scelto di essere cinghia di trasmissione.

Ha parlato di responsabilità mentre praticava la rinuncia. Ha invocato unità per coprire il vuoto di coraggio. Ha scambiato la prudenza con la paura di perdere posizione. Così il sindacato ha smesso di fare ombra al potere

e ha iniziato a cercarne il riflesso.

Nell’eclissi, i lavoratori non scompaiono. Sono loro a restare esposti, senza protezione, mentre chi dovrebbe rappresentarli si mimetizza nel grigio istituzionale. Un sindacato che non disturba più nessuno non è maturo: è spento.

Una classe dirigente che non paga prezzi non è saggia: è già fuori dalla storia. Ogni eclissi, però, è anche una prova.

Perché la luce non muore: aspetta. Ma tornerà solo se qualcuno avrà il coraggio di rompere il silenzio, di chiamare le cose con il loro nome e di ricordare che il sindacato nasce per stare dalla parte sbagliata del tavolo, non per arredarlo.

Nasce Fidei Communio, ripensare la fede nel tempo presente

A cinquantanni da Communio

A mezzo secolo dalla nascita di Communio, la rivista fondata da Hans Urs von Balthasar, Henri de Lubac e Joseph Ratzinger per custodire e sviluppare l’eredità del Concilio Vaticano II, prende avvio una nuova esperienza editoriale che ne raccoglie idealmente il testimone. Si chiama Fidei Communio ed è edita dalla casa editrice Nerbini.

Il progetto nasce dal lavoro congiunto di studiosi italiani e spagnoli che, consapevoli del profondo mutamento del contesto storico e culturale, intendono rilanciare dall’interno quella grande intuizione: pensare la fede non come rifugio identitario, ma come luogo di confronto rigoroso con le domande del tempo presente. Se negli anni postconciliari la categoria decisiva era quella di communio, oggi – sembra suggerire la rivista – è la fides a costituire l’orizzonte più urgente del pensare ecclesiale.

 

Uno spazio di ricerca

L’accostamento dei due termini non è casuale. Communio richiama la dimensione ecclesiale e relazionale della fede; fides rinvia invece all’esperienza personale dell’incontro con Dio, messa oggi alla prova da un contesto segnato da secolarizzazione, frammentazione culturale e crisi delle grandi narrazioni. È in questa tensione che Fidei Communio intende collocarsi, come spazio di ricerca che non teme il confronto con le istanze culturali del proprio tempo.

La rivista si propone come luogo di dialogo autentico tra visioni diverse, spesso anche contrapposte, con l’obiettivo di cogliere la realtà ultima delle cose e di generare uno spazio libero di discussione. Centrale è la scelta dell’interdisciplinarità: teologia, filosofia, storia, sociologia, politologia e letteratura sono chiamate a interagire, nella convinzione che la teologia stessa debba continuamente ripensare la propria vocazione alla luce delle provocazioni provenienti dagli altri saperi.

Rivista aperta e interdisciplinare

Fidei Communio è interamente disponibile online e scaricabile in formato pdf open access. Non legata a una singola istituzione accademica, la rivista nasce come progetto corale e internazionale, rivolto non solo alla comunità degli studiosi ma anche a un pubblico più ampio, interessato a un pensiero credente capace di rigore intellettuale e apertura culturale.

Groenlandia, Trump: dobbiamo averla per la sicurezza nazionale

Roma, 23 dic. (askanews) – “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. E se date un’occhiata alla Groenlandia, guardando su e giù lungo la costa, ci sono navi russe e cinesi dappertutto. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale. Dobbiamo averla”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa trasmessa in diretta da Mar-a-Lago, in Florida, nel corso della quale ha definito la Groenlandia (che è un territorio autonomo del Regno di Danimarca) “una questione di grande importanza”.

Quanto al nuovo inviato speciale dell’amministrazione Trump per la Groenlandia, Jeff Landry, “Beh, mi ha chiamato lui”, ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca, ricordando il precedente dell’acquisto della Lousiana da parte degli Stati Uniti, “mi ha detto: ‘Sono il governatore della Louisiana’ e ha detto che gli sarebbe piaciuto… non l’ho chiamato io, mi ha chiamato lui. È molto proattivo, è un ottimo ragazzo, un uomo d’affari”.

“Hanno una popolazione molto piccola e, non so, dicono Danimarca, ma la Danimarca – ha sottolineato Trump – non ha speso soldi, non hanno protezione militare. Dicono che la Danimarca fosse lì 300 anni fa o qualcosa del genere con una barca. Beh, anche noi eravamo lì con le barche, ne sono sicuro. Quindi, dovremo sistemare le cose”.

Ucraina, Trump: non perdiamo più denaro lì. Nato ci paga per le armi

Roma, 23 dic. (askanews) – “Guardate, non perdiamo più denaro in quella guerra”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa trasmessa in diretta da Mar-a-Lago, in Florida.

“Sapete, Biden – ha proseguito – ha dato 350 miliardi di dollari e chissà cosa ne è stato. Noi ora vendiamo missili, aerei e tutto il miglior equipaggiamento militare; lo vendiamo alla Nato. Abbiamo ottenuto che la Nato passasse dal 2 per cento del Pil (impiegato dagli Stati membri nelle spese militari, ndr) al 5 per cento. Nessuno ci credeva fino a oggi; nessuno lo scriverà, ma nessuno ci credeva. E loro prendono quel denaro e lo pagano agli Stati Uniti per le armi”.

“Quindi, vendiamo armi alla Nato a prezzo pieno. Vendiamo armi alla Nato e la Nato prende quelle armi e probabilmente le distribuisce, ma ne dà molte all’Ucraina. Quindi non perdiamo soldi come accadeva con Biden. Lui spendeva soldi come un folle; era un folle. Quello che ha fatto al nostro Paese è così orribile”, ha aggiunto Trump.

Usa, Trump: appaltatori difesa investano in fabbriche, non azioni

Roma, 22 dic. (askanews) – “La prossima settimana incontrerò i principali appaltatori della difesa qui in Florida, e parleremo dei programmi di produzione perché sono troppo lenti. Abbiamo molti paesi alleati che vogliono acquistare; produciamo di gran lunga il miglior equipaggiamento al mondo, nessuno ci si avvicina minimamente, ma non lo producono abbastanza velocemente. Quindi, ci riuniremo con loro per discutere dei ritmi di produzione”. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una diretta da Mar-a-Lago.

“Avremo programmi di produzione serrati, e l’unico modo in cui potranno rispettarli sarà costruire nuovi impianti. Persino con l’F-35, molte persone vogliono questo caccia, ma ci vuole troppo tempo per consegnarli agli alleati o a noi stessi; ci vuole troppo tempo. L’unico modo in cui potranno consegnarli – ha sostenuto l’inquilino della Casa Bianca – è se costruiranno nuove fabbriche, ma non vogliono farlo perché è costoso. Discuteremo quindi dei programmi di produzione, della spesa in conto capitale, dei compensi dei dirigenti — che guadagnano 45 o 50 milioni di dollari l’anno senza riuscire a costruire rapidamente. Se devono guadagnare cifre simili, devono costruire velocemente”.

“Parleremo anche dei riacquisti di azioni proprie (buybacks, ndr); spendono così tanto denaro in buyback perché vogliono riacquistare le proprie azioni. Non voglio che riacquistino le proprie azioni; voglio che mettano quei soldi in impianti e attrezzature, in modo da poter costruire questi aerei velocemente, rapidamente, immediatamente”, ha ribadito Trump.

Sport e solidarietà nel weekend di Natale con Inclusive Sport Days

Roma, 22 dic. (askanews) – Sport e solidarietà sotto l’albero di Natale. Nel weekend del 20 e 21 dicembre – si legge in una nota – si è svolta la terza edizione degli Inclusive Sport Days, l’evento di beneficenza organizzato da Msp Roma, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, in collaborazione con il G Sport Village. Come già avvenuto negli ultimi anni, l’iniziativa ha messo al centro due discipline amatissime, padel e nuoto, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno di progetti dedicati all’inclusione sociale e al benessere delle persone più fragili.

L’evento ha preso il via sabato 20 dicembre con la maratona di nuoto “Una bracciata per la ricerca”: un simbolico passaggio di testimone che ha coinvolto 80 staffettisti tra famiglie, atleti agonisti e amatori, impegnati in turni di 15 minuti di nuoto libero, con l’impianto sportivo rimasto aperto 24 ore no stop. Nel corso della maratona sono stati percorsi complessivamente 45 chilometri, a testimonianza di una straordinaria partecipazione e di un grande spirito di condivisione. La lunga maratona solidale si è conclusa alle ore 12 di domenica 21 dicembre.

Nella serata di sabato 20 dicembre si è inoltre svolta una tombolata di beneficenza, che ha visto la partecipazione di numerose famiglie e soci del centro sportivo in un clima di festa e convivialità.

L’intero ricavato della maratona di nuoto e della tombolata è stato devoluto alla Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro Ets, partner dell’evento sin dal 2019.

Accanto al nuoto, grande partecipazione anche per il torneo di padel “Uno smash per Lollo”: giocatrici e giocatori si sono sfidati in un clima di autentica amatorialità sportiva per raccogliere fondi a favore della Onlus Lollo10, impegnata nel supporto alle famiglie dei bambini ricoverati nei reparti di Oncologia Pediatrica e Neurochirurgia Infantile del Policlinico Gemelli di Roma.

La categoria maschile è stata vinta dalla coppia formata da Alessandro Tani e Pietro Lerose, mentre nel torneo misto hanno trionfato Manuel Di Cola e Francesca Delfini.

“Da sempre siamo attenti alla sensibilità di queste tematiche sociali – ha dichiarato il vice presidente di Msp Roma Luigi Ciaralli -. Gli Inclusive Sport Days rappresentano un’opportunità per praticare sport, socializzare e contribuire a progetti di grande valore sociale. Un weekend, in occasione delle festività natalizie, all’insegna dello sport, dell’amicizia e della solidarietà, capace di unire agonisti, famiglie e appassionati di ogni età in un gesto concreto per il bene della comunità. Un ringraziamento speciale va agli organizzatori del G Sport Village, che fin dall’inizio hanno creduto insieme a noi in questo progetto”.

Tajani a Gibuti, export e stabilità perni d’azione per Farnesina

Gibuti, 22 dic. (askanews) – Quella compiuta oggi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani in Gibuti è una missione che rappresenta in qualche modo il bilancio ideale del lavoro svolto quest’anno dalla Farnesina. Perché condensa perfettamente in sé il lato “politico” e quello “economico” dell’azione del Ministero, che diventerà, a partire dal 1° gennaio 2026, “Bicapite”, grazie a una riforma fortemente voluta proprio da Tajani.

Il Mar Rosso e il Corno d’Africa – è il ragionamento fatto oggi dai dirigenti del Ministero durante la missione in Gibuti – rappresentano infatti aree prioritarie della politica estera italiana, su di esse la necessità di proiezione geopolitica del nostro Paese coincide con la difesa degli interessi nazionali. In parole povere: prevenzione degli scenari che potrebbero portare a un aumento dell’immigrazione irregolare nel nostro Paese, sicurezza in materia di terrorismo, difesa delle rotte commerciali e delle nostre esportazioni.

Non a caso Tajani ha visitato due luoghi simbolo della difesa dei nostri interessi: in primis la fregata missilistica della Marina Militare “Antonio Marceglia”, asset principale della missione dell’Unione europea “Aspides”, che dal febbraio 2024 veglia in particolare sulla sicurezza del delicato stretto di Bab al Mandab, minacciato dai razzi e dai droni dei ribelli Houthi, e da cui passa, attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez, il 14% del commercio mondiale e il 30% dei flussi di container; e in secundis la Bmis, la base militare italiana che dal 2012 fornisce supporto logistico alle operazioni militari nazionali nell’area del Corno d’Africa, Golfo di Aden, Oceano Indiano e che addestra il personale locale e della vicina Somalia.

“Senza la vostra presenza – ha detto Tajani all’equipaggio della ‘Marceglia’ – avremmo avuto dei danni economici enormi, perché durante gli attacchi degli Houthi moltissime navi mercantili sarebbero state costrette a fare la circumnavigazione dell’Africa” facendo “aumentare immensamente i costi assicurativi, con rischi enormi per le vite umane e per i prodotti commerciali che l’Italia esporta verso Oriente, Estremo Oriente e Indo Pacifico. Avrebbe avuto anche un danno enorme il nostro sistema portuale”, ha aggiunto Tajani sottolineando come, grazie alla missione, “sono invece transitati indenni 476 mercantili”.

“Per noi – ha detto Tajani ai circa cento militari interforze presenti nella base – è importante la stabilità in questa parte del mondo. L’Africa, come sapete, per l’Italia rappresenta una priorità, una priorità geopolitica, una priorità per impedire che ci siano flussi migratori che non siamo in grado poi di controllare per colpa dei trafficanti di esseri umani, quindi la nostra presenza nel continente africano da questa parte è strategica”.

Quindi interessi commerciali, ma anche squisitamente politici, tant’è che il vicepremier ha anche incontrato il ministro degli Esteri Abdokader Houssein Omar e il presidente della Repubblica del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, a cui ha confermato l’interesse a rafforzare i rapporti bilaterali e la collaborazione per la sicurezza. “Noi – ha sottolineato Tajani – dobbiamo far sì che il continente africano possa essere stabile e lo si può soltanto se noi facciamo un’azione economicamente utile attraverso il piano Mattei, che è un piano di investimenti per favorire la crescita dei paesi sui quali facciamo riferimento. Il Gibuti non è in questi paesi, ma oggi ho parlato con il presidente Guelleh assicurandogli un maggior impegno da parte nostra per far sì che si possa rinforzare la nostra presenza in questo paese che è stabile, tranquillo, tra paesi molto difficili. Gli ho ribadito la voglia dell’Italia di essere presente anche qui con le sue imprese per sviluppare il settore agricolo e favorire la crescita di un paese che ha un porto fondamentale e speriamo che sempre più navi possano fermarsi in questo porto”.

Insomma, prove di concretizzazione delle priorità stabilite dalla Farnesina per il 2026: “Pace, dialogo, crescita”, si legge in una delle slide dei dirigenti.

(di Massimo Santucci)

Manovra, Conte: Giorgetti prudente? No, regali a banche e industria armi

Roma, 22 dic. (askanews) – Al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha rivendicato la “prudenza” della manovra, ha replicato il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervistato in diretta al TgLa7. “Io – ha detto – direi invece che una manovra è generosa. Generosa, che porta i regali di Natale all’industria delle armi, porta regali di Natale alle banche, porta regali di Natale ai giganti del web americani”.

“Addirittura Amazon – ha sottolineato l’ex premier – riceve uno sconto, sulla multa di 3 miliardi, di oltre 2 miliardi”

“Per quanto riguarda piccole e medie imprese – ha proseguito – non hanno nulla per quanto riguarda l’energia. Non hanno ricevuto nulla per i dazi, aveva promesso Giorgia Meloni 25 miliardi lo scorso aprile, non c’è nulla addirittura per il piano casa, io ricordo gli applausi che prese al Meeting di Rimini, preannunciò piano casa da 15 miliardi nulla di nulla. E allora, a rimetterci sono coloro che in questo momento hanno un crollo dei salari reali, i lavoratori, i cittadini, meno 9 per dal 2021, coloro che in questo momento già subiscono il peso di 32 mesi di crollo della produzione industriale su tre anni di governo. Per loro, cosa c’è?” ha concluso Conte.

Manovra, Schlein: gravissimo colpo di mano su salari arretrati

Roma, 22 dic. (askanews) – “Non ci sono più parole per descrivere questa manovra. Dopo aver aumentato l’età pensionabile per il 96 per cento dei lavoratori, adesso attaccano la magistratura che impone il rispetto dell’articolo 36 della Costituzione. Ovvero che il salario di chi lavora deve essere equo e dignitoso. L’emendamento Pogliese – che già sei mesi fa eravamo riusciti a bloccare – viene inserito nella legge di bilancio senza alcuna possibilità di discuterlo”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

“E’ un vero e proprio colpo di mano – prosegue – i datori di lavoro che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori non saranno obbligati a pagare gli arretrati come molte sentenze dei giudici hanno determinato. Un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta che il governo non solo non fa nulla contro il lavoro povero, ma addirittura adotta provvedimenti per assicurare che rimanga povero. Chiediamo di cancellarlo anche perché si tratta di una norma ordinamentale che nulla ha a che fare con il bilancio dello Stato. Davanti a queste meschinità diventa sempre più urgente riaprire rapidamente una discussione sul salario minimo legale per legge.”

Milan-Como, niente Perth: salta la partita in Australia

Roma, 22 dic. (askanews) – Milan-Como, in programma il prossimo 8 febbraio e valida per la 24esima giornata Serie A, non sarà la prima partita del campionato italiano disputata in Australia. L’ufficialità in un comunicato della Lega Calcio Serie A che spiega i motivi di questa clamorosa marcia indietro. Appena pochi giorni fa, prima delle semifinali di Supercoppa Italiana a Riad, il presidente della Lega Simonelli aveva assicurato che Milan-Como si sarebbe giocata a a Perth come da programma: “Avevamo una serie di dubbi sulle condizioni poste per giocare la partita a Perth, ma Collina ci ha dato garanzie sugli arbitri asiatici. Questo ci ha rassicurati”, aveva dichiarato a Mediaset. Gli arbitri asiatici erano solo una delle condizioni imposte dalla rigida Afc, la Federcalcio asiatica. Ma ce ne erano anche altre che, evidentemente, hanno portato a questo clamoroso dietrofront. Da capire ora dove si giocherà Milan-Como visto che per quella data lo stadio San Siro sarà occupato per le Olimpiadi di Milano-Cortina.

Il comunicato della Lega Calcio Serie A Con una nota congiunta la Lega Serie A e il governo dell’Australia Occidentale hanno spiegato nel dettaglio la decisione: “I piani per ospitare a Perth la prima partita di un campionato europeo mai giocata fuori dai confini nazionali sono stati annullati di comune accordo. Le parti hanno preso questa decisione a causa dei rischi finanziari che non è stato possibile contenere, delle condizioni di approvazione onerose e delle complicazioni dell’ultimo minuto al di fuori del loro controllo. Le onerose condizioni aggiuntive imposte dalla Confederazione Asiatica di Calcio (Afc) per autorizzare il match non potevano essere soddisfatte senza rischi finanziari per il governo della Western Australia e per la Lega Calcio Serie A”.

Simonelli: “Un’occasione persa per la crescita del calcio italiano” “A fronte di un’escalation di ulteriori e inaccettabili richieste sopraggiunte nelle ultime ore da parte dell’Afc nei confronti della Federazione australiana e di conseguenza del Governo della Western Australia e della Lega Calcio Serie A, è diventato impossibile disputare la partita a Perth – ha spiegato il presidente di Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli -. Nell’esprimere rammarico per l’epilogo di questo progetto, continuiamo ad essere fermamente convinti che questa conclusione sia un’occasione persa nel progetto di crescita del calcio italiano a livello internazionale, che priva peraltro i tantissimi tifosi della Serie A all’estero di vivere il sogno di assistere dal vivo a una partita della loro squadra del cuore”.

Trade Republic vale 12,5 mld, in Italia punta a 1 milione di clienti

Milano, 22 dic. (askanews) – La fintech Trade Republic raggiunge una valutazione di 12,5 miliardi di euro e rafforza la compagine societaria, con un round secondario da 1,2 miliardi. Tra i nuovi soci spiccano il family office della famiglia Arnault e la Lingotto Innovation della galassia Exor. Trade Republic vanta in Europa 10 milioni di clienti che gestiscono 150 miliardi di euro di asset; in Italia si punta a sfondare la soglia del milione di utenti nel 2026 sotto la guida di Luca Carabetta che da luglio country manager.

“Trade Republic un’azienda tecnologica con licenza bancaria in 18 paesi europei, quindi a tutti gli effetti una banca paneuropea. Con questa valutazione che porta il valore dell’azienda a 12 miliardi e mezzo circa diventiamo la seconda startup dell’Europa continentale per dimensione capitalizzazione, la cosa interessante che tutto questo capitato in poco pi di 5 anni sul mercato. In un momento in cui si parla tanto di sovranit tecnologica e di dove vengono localizzate le principali aziende tecnologiche al mondo, ecco l’Europa ha tutti gli effetti dei campioni su settori veramente innovativi”.

La valutazione oltre i 12 miliardi di euro arriva in un momento chiave per Trade Republic, che ora anche in Italia vuole crescere: un Paese dove alta l’attenzione per il risparmio e per la gestione del patrimonio in vista della pensione futura. “La crescita esponenziale in tutta Europa, esponenziale in Italia. Noi a gennaio avevamo superato il mezzo milione di clienti, abbiamo continuato a crescere quindi ci stiamo muovendo verso il milione di clienti e sicuramente ci aspetta un 2026 di scaleup. Tutti gli investimenti che stiamo facendo oggi sono per migliorare il servizio, aggiungere nuovi prodotti ma poi raggiungere il pi possibile le persone. E’ un paese molto complicato che ha sicuramente degli scogli culturali, ma dove vediamo veramente un forte dinamismo delle nuove generazioni verso un investimento pi autonomo, consapevole e su strumenti anche pi moderni ed efficienti”.

Il 70% degli utenti che scelgono Trade Republic in Europa, fa sapere la societ, sono investitori alla prima esperienza. I 30enni, anche in Italia, guardano con interesse al mondo degli Etf, che replicano l’andamento degli indici di Borsa, e alle criptovalute.

Regali di Natale: cresce la tendenza della gastronomia gourmet

Arezzo, 22 dic. (askanews) – Tradizione, innovazione, territorio e buona tavola. Con il Natale alle porte cresce la ricerca di prodotti alimentari gourmet da mettere sotto l’albero e poi condividere con famiglia e amici nel periodo delle feste. L’enogastronomia di alta fascia si sta ritagliando uno spazio crescente tra le preferenze degli italiani che sempre pi apprezzano prodotti originali e d’eccellenza, con packaging curati e ricercati, dai sapori autentici, capaci di coniugare tradizione e innovazione. E se si punta sulla qualit, senza esagerare con la quantit, anche il portafoglio non ne risente.

Lo chef Marco Stabile ha dichiarato: “Nel periodo Natalizio i prodotti pi richiesti sono i rag che, in particolare, risultano utili per le preparazioni pi tradizionali delle festivit. Le persone, durante questi giorni natalizi, preferiscono non trascorrere il tempo in cucina e, per questo motivo, si ricorre a prodotti preparati, ma ugualmente di qualit”.

E cos ecco che storiche botteghe dei centri storici si reinventano puntando tutto su gourmandise e vini di qualit. Una formula sempre pi apprezzata dai consumatori che ne fanno uno dei trend del regalo natalizio 2025. Ma accanto ai prodotti semipronti gourmet, da scaldare e servire direttamente in tavola, il protagonista indiscusso del periodo delle feste il panettone, reinterpretato in mille fogge, proponendo ingredienti del territorio o inusuali, comunque, di qualit.

In un momento storico complesso per il commercio, in cui molte insegne sono in difficolt, i prodotti di alta gamma dell’enogastronomia italiana rappresentano dunque un mercato interessante e promettente, un dato confermato anche dall’andamento degli acquisti in vista del Natale.

Manovra, il datore di lavoro non darà più gli arretrati ai dipendenti sottopagati. Insorge l’opposizione

Roma, 22 dic. (askanews) – Il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente il deposito del ricorso per violazione dell’articolo 36 della Costituzione se ha applicato “lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo”. E’ quanto prevede un emendamento alla manovra approvato il Commissione bilancio del Senato e che è quindi entrato nel testo che sarà votato domani in Aula.

L’articolo 36 della Costituzione prevede che il lavoratore “ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

La norma stabilisce quindi che in caso ci condanna del datore di lavoro per violazione di questo articolo non sono dovuti gli arretrati.

Nel dossier dei tecnici del Senato sugli emendamenti alla manovra approvati si ricorda che “alcune sentenze della Corte di cassazione hanno affermato che i contratti collettivi – anche se stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative – devono essere disapplicati dal giudice qualora i trattamenti economici minimi siano inequivocabilmente non conformi ai princìpi di cui al suddetto articolo 36, primo comma, della Costituzione”. E si chiede quindi di valutare l’opportunità “di chiarire, in relazione all’orientamento giurisprudenziale suddetto, la portata giuridica di tali riferimenti”.

L’emendamento ha provocato dure reazioni da parte delle opposizioni e della Cgil.

“Non solo non vogliono il salario minimo e aumentano senza ammetterlo l’età pensionabile, ma privano anche i lavoratori e le lavoratrici delle retribuzioni dovute, cercando di far passare emendamenti nella Manovra che, invece di aumentare tutele e diritti, ne tolgono”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico.

“Un nuovo e grave attacco ai diritti dei lavoratori da parte del Governo. Con un emendamento alla legge di Bilancio, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, si tenta di rendere più difficile la tutela dei salari e il recupero dei crediti retributivi. Zero benefici per i lavoratori, solo attacchi”. Lo afferma, in una nota, la segretaria confederale della Cgil Maria Grazia Gabrielli. “Si usa la legge di Bilancio – prosegue la dirigente sindacale – su una materia del tutto estranea alla programmazione economica. E palesemente si interviene contro le recenti sentenze della Corte di cassazione in materia di giusta retribuzione”.

Mentre i Cinquestelle annunciano battaglia: “Hanno infilato nella Manovra, col favore delle tenebre e la confusione dei litigi interni alla maggioranza, una norma vergognosa che calpesta e penalizza i lavoratori sottopagati, che avevamo già stoppato in estate. Con questa decisione di Meloni e soci, un lavoratore non può più avere gli arretrati, anche se un giudice stabilisce che ne ha diritto perché il suo stipendio è troppo basso e viola l’articolo 36 della Costituzione”, dichiara via Fb il presidente M5s Giuseppe Conte, aggiungendo: “Sono gli stessi del no al salario minimo legale e a tutte le nostre proposte per aumentare gli stipendi dei lavoratori e aiutare i cassintegrati davanti al crollo del potere d’acquisto. Sono gli stessi che aumentano i rimborsi a ministri e sottosegretari. Il mondo al contrario. Ci batteremo ancora contro questo ennesimo scempio”. Intanto sale la soglia di esenzione ai fini Isee del valore della prima casa: già innalzata a 91.500 euro nel testo della manovra, viene ora ulteriormente aumentata a 200.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane, secondo quanto prevede un emendamento approvato in Commissione bilancio del Senato. La soglia viene ulteriormente incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

Ucraina, Mosca: la Russia non intende attaccare Paesi Ue o Nato. Pronti a confermarlo con un accordo legale

Roma, 22 dic. (askanews) – Il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, ha affermato che la Russia è pronta a confermare, tramite un accordo legale, di non avere alcuna intenzione di attaccare né l’Ue né la Nato, secondo quanto riportano le agenzie russe.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è offerto di rinunciare all’ambizione dell’Ucraina di aderire alla Nato nel tentativo di dimostrare la sua volontà di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Per contro Zelensky e i suoi alleati europei hanno insistito affinché Europa e Stati Uniti forniscano garanzie di sicurezza “simili all’articolo 5”, riferendosi al principio fondante della Nato secondo cui un attacco a un Paese membro dovrebbe essere considerato un attacco a tutti.

La scorsa settimana, responsabili americani avrebbero affermato che gli Stati Uniti erano pronti a offrire all’Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle della Nato per salvaguardare un eventuale cessate il fuoco nella guerra della Russia contro l’Ucraina.

Il viceministro russo ha inoltre attaccato “Kiev e i suoi manipolatori” affermando che cercano di ostacolare il dialogo tra Russia e Stati Uniti non appena si manifesta un impulso positivo.

La Russia invita gli Stati Uniti a opporsi più attivamente ai tentativi europei di ostacolare il dialogo sull’Ucraina, ha affermato Ryabkov, aggiungendo che si osservano lenti progressi nei negoziati con gli Stati Uniti.

La Russia continuerà il dialogo con gli Stati Uniti sull’Ucraina e continuerà a muoversi verso il raggiungimento di una soluzione sostenibile alla crisi ucraina, ha concluso Ryabkov.

Aperte le prevendite per l’atteso live di YE – KANYE WEST

Milano, 22 dic. (askanews) – In seguito al grande interesse mediatico generato dall’annuncio del ritorno live di YE – KANYE WEST in Europa, l’organizzazione comunica le modalità ufficiali di vendita dei biglietti per l’evento in programma sabato 18 luglio 2026 alla RCF Arena ex Campo Volo di Reggio Emilia.

La prevendita early bird lunedì 22 dicembre, alle ore 10.00 (CET) su Ticketmaster con biglietti a partire da 89€ fino ad esaurimento delle disponibilità: https://ticketmasterita.queue-it.net/?c=ticketmasterita&e=kw20260718.

Una volta conclusa la fase early bird verranno attivate prevendite limitate soggette a disponibilità ridotta.

I restanti biglietti e tutti i pacchetti premium saranno messi in vendita dopo la presentazione ufficiale della lineup completa del Festival Hellwatt prevista non prima della fine di gennaio 2026, momento in cui verrà svelato l’intero progetto artistico e produttivo dell’evento.

Alcune categorie di biglietti già durante la fase di prevendita includeranno l’accesso al boulevard della RCF Arena per il pre party ufficiale curato da Zamna Festival con il format Zamna Takeover@Hellwatt riservato a 30.000 persone. I medesimi biglietti daranno inoltre accesso anche all’esclusivo after party che si svolgerà sempre all’interno del boulevard e sempre con il format Zamna Takeover@Hellwatt.

I cancelli per il pre party apriranno il 18 luglio alle ore 12.00 mentre i cancelli generali apriranno alle ore 17.00. Tutti gli orari indicati sono da intendersi in orario italiano.

Per le persone con disabilità si invita a contattare direttamente la RCF Arena all’indirizzo email concerti@maniamicheonlus.org per ricevere tutte le informazioni relative alle modalità di accesso.

Tutte le restanti informazioni saranno comunicate dopo l’annuncio ufficiale del Festival Hellwatt.

Corte Conti, Associazione magistrati spera revisione last minute riforma

Roma, 22 dic. (askanews) – La riforma della Corte dei Conti in discussione in Parlamento presenta criticità su una molteplicità di elementi, tra cui spiccano due diversi aspetti, da un lato i meccanismi che impongono dei tetti ai danni che gli amministratori possono essere chiamati a risarcire, che possono risultare molto esigui rispetto ai danni tessi – e il differenziale ricade su tutta la collettività – dall’altro il rischio che i giudici contabili si vedano recapitare una ondata di richieste di controlli preventivi supplementari.

Lo hanno spiegato gli tessi giudici contabili, oggi a Roma durante una conferenza stampa dell’Associazione magistrati della Corte dei conti.

“L’auspicio che facciamo è che le porte rimangano ancora aperte, confidiamo che il Senato possa ancora valutare adeguatamente queste norme”, ha affermato il presidente dell’Associazione, Donato Centrone. “Ove non dovesse avvenire, auspichiamo che si possa intervenire sui decreti attuativi – ha aggiunto – per ascoltare e farci partecipi, in fase di attuazione delle deleghe”.

Rispetto agli attuali livelli di controlli preventivi, circa 30mila all’anno operati da meno di 50 magistrati, la Corte dei Conti rischia di veder lievitare queste procedure per un ammontare non ancora chiaro, magari potrebbero raddoppiare.

Al tempo stesso i meccanismi di tetto ai danni di cui gli amministratori vengono chiamati a pagare in caso di colpa grave vengono limitato con un meccanismo di doppio, in cui opera il più favorevole tra il reddito annuo per due anni e il 30% del danno causato. E questo, da un lato, fa venire meno molto dell’effetto deterrente delle regole, dall’altro di fatto penalizza gli amministratori diligenti, secondo i giudici contabili.

“Confidiamo che il governo accetti di confrontarsi con chi quotidianamente opera nel settore per scrivere i decreti d’elevati”, ha ribadito Centrone. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i magistrati della Corte dei Conti Paola Briguori, Angelo Quaglini e Elena Papa.

Milano-Cortina, Mattarella consegna Tricolore ai portabandiera azzurri: Olimpiadi messaggio di pace

Roma, 22 dic. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e ha consegnato la Bandiera italiana agli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone, e agli Alfieri della squadra paralimpica, René De Silvestro e Chiara Mazzel.

“Queste Olimpiadi e Paralimpiadi saranno una vetrina per l’Italia”, “un’accoppiata di eventi che coinvolge veramente il nostro paese ponendolo al centro del mondo, non solo sportivo”, ha detto Mattarella alla cerimonia di consegna della Bandiera agli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, rivolto agli atleti, ha detto: “Tutta l’Italia sarà con voi”.

“Ringrazio quanti si sono impegnati per realizzare” questo obiettivo, “le istituzioni nazionali, le Regioni, i Comuni, la fondazione MIlano-Cortina”, ha sottolineato. “L’impegno” degli atleti avrà “intorno tutti noi”. “Sono uno dei tanti tifosi, ma vi seguirò con attenzione”, ha assicurato Mattarella.

Le Olimpiadi e le Paralimpiadi “sono legate a tanti valori, umani e sociali. Il rispetto, la fiducia in questo tempo difficile. Sarà molto importante il messaggio di pace, di solidarietà, di amicizia e sarà importante la diffusione di questo messaggio da parte degli atleti”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. – “Per voi – ha proseguito Mattarella rivolto agli atleti – saranno giorni affascinanti e lo saranno anche per coloro che non compaiono. Molte discipline sportive invernali sono individuali come carattere ma coinvolgono un irrinunziabile aspetto di squadra”.

E ancora, il Capo dello Stato si è soffermato sull’importanza dello sport per ragazzi e ragazze: “I giochi indurranno molti giovani a dedicarsi agli sport, a misurarsi con se stessi, risvolto altrettanto importante”.

Infine, ha sottolineato: “Desidero riaffermare la mia vicinanza e la mia riconoscenza per chi si dedica al movimento Paralimpico. Farlo crescere, farlo ampliare vuol dire accrescere l’inclusione, un obiettivo fondamentale di civiltà per il nostro paese”.

La rappresentanza dei Giochi, composta anche da tecnici e dirigenti, era guidata dal presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio e dal presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

Nel corso della cerimonia, aperta dall’Inno nazionale eseguito da un quartetto d’archi del Teatro dell’Opera di Roma, sono intervenuti il presidente Buonfiglio, il presidente De Sanctis e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione dell’Inno dei Giochi Olimpici.

Cina impone dazi su prodotti lattiero-caseari Ue fino al 42,7%. Ue: ingiustificati, pronti a difenderci

Roma, 22 dic. (askanews) – La Cina ha annunciato l’introduzione di dazi provvisori fino al 42,7% su una serie di prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione europea. In una dichiarazione del ministero del Commercio cinese, Pechino ha affermato che le sovvenzioni della Ue per i prodotti lattiero-caseari hanno causato “danni sostanziali” all’industria nazionale. I prodotti colpiti dai dazi anti-sovvenzioni includono formaggi freschi e lavorati, nonché alcuni tipi di latte e panna.

L’iniziativa rischia di riaccendere le tensioni sugli scambi commerciali con l’Unione e rientra in un’indagine contro le sovvenzioni avviata da Pechino nell’agosto del 2024. I dazi variano dal 21,9% al 42,7%, con le aziende “che hanno collaborato all’indagine” soggette a dazi del 28,6% e quelle che “non hanno collaborato” soggette all’aliquota massima del 42,7%.

“È con preoccupazione che la Commissione europea prende atto dell’annuncio della Cina di istituire dazi compensativi provvisori sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’Unione europea. La Commissione ritiene che l’inchiesta si basi su accuse discutibili e prove insufficienti e che le misure siano pertanto ingiustificate e immotivate”. Lo ha affermato a nome della Commissione il portavoce per il Commercio, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo Ue.

“La Commissione – ha riferito Gill – sta ora esaminando la decisione preliminare e presenterà le sue osservazioni alle autorità cinesi.Il termine per la conclusione dell’inchiesta e l’eventuale imposizione di misure definitive è il 21 febbraio del prossimo anno. La Commissione – ha continuato il portavoce -valuterà tutte le informazioni disponibili in base alla conformità alle norme dell’Organizzazione mondiale del Commercio”.

“Stiamo facendo tutto il necessario – ha aggiunto Gill – per difendere gli agricoltori e gli esportatori dell’Ue, nonché la Politica agricola comune, dall’uso scorretto da parte della Cina di strumenti di difesa commerciale. La Commissione ha già preso provvedimenti presso l’Organizzazione mondiale del Commercio contro l’avvio di questa indagine sui prodotti lattiero-caseari da parte della Cina. Come sempre, la Commissione adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti dei produttori europei”. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti riguardo alle più ampie discussioni commerciali in corso con Pechino, il portavoce ha osservato che “il rapporto generale tra Ue e Cina è complesso e articolato”, e se c’è questo “sviluppo molto negativo” con i dazi annunciati oggi, “d’altra parte, nelle ultime settimane abbiamo iniziato a vedere un potenziale positivo per un impegno sui prezzi nel settore dei veicoli elettrici a batteria” per i quali l’Ue, dalla fine del 2024 ha imposto dazi compensativi alle importazioni dalla Cina dopo un’indagine anti sovvenzioni.

Quindi, ha assicurato, “restiamo impegnati a rafforzare le relazioni commerciali, economiche e di investimenti tra l’Ue e la Cina per un reciproco vantaggio. Ma affinché ciò accada in modo significativo – ha avvertito Gill -, c’è una serie di questioni e preoccupazioni che l’Unione europea ha da molti mesi e anni, e che vorremmo la Cina affrontasse: in termini di sovraccapacità, di uso scorretto degli strumenti commerciali, di deficit commerciale e così via. Perciò, ci aspettiamo che la Cina adotti misure significative su queste questioni, per aprire la possibilità di far avanzare positivamente la nostra relazione complessiva”, ha concluso il portavoce.

Piantedosi: sgombero Askatasuna inevitabile, occupato da persone violente. Tra priorità anche Casapound

Milano, 22 dic. (askanews) – “E’ un immobile occupato abusivamente da 30 anni dove trovavano dimora persone che anche si sono contraddistinte per assalti ripetuti ai cantieri di Chiomonte, quelli della Tav, e anche per azioni fatte al di fuori dei confini della città di Torino ogni volta che ci sono manifestazioni che in qualche modo impegnano il controllo dell’ordine pubblico: quindi non capisco quale dovessero essere le cautele da adottare e per quali motivazioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a L’aria che tira alle 12.30 su La7 sulle polemiche scoppiate dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino.

Piantedosi si è soffermato sull”‘inevitabilità” dello sgombero di Askatasuna effettuato per un’iniziativa di carattere giudiziario: “La polizia giudiziaria aveva ottenuto dall’autorità giudiziaria dei mandati di perquisizione dopo i noti fatti dei giorni scorsi. Poi si è accertato che queste persone, in violazione agli accordi che avevano con il Comune che aveva concesso l’utilizzo del bene, occupavano spazi che non erano non era legittimo occupare. Perciò, anche per motivi di incolumità delle persone, è scattata la revoca della disponibilità da parte del Comune. Di conseguenza è stata restituita la legittima proprietà al Comune di un immobile occupato abusivamente. Quindi non capisco perché la tempistica dell’intervento dovesse essere diversa”. Lo sgombero di CasaPound? Credo che sia tra le prime 6-7 posizioni dell’ordine delle priorità che ci siamo dati priorità, secondo criteri che però poi non sono neanche del tutto vincolanti. Nel senso che se se maturano i presupposti, l’intervento lo si fa anche prima”, ha detto Piantedosi.

“Inviterei chi si appiglia questo a considerare i tanti sgomberi che abbiamo fatto di qualsiasi colorazione pseudo politica. Io stesso da prefetto di Roma ne ho fatti tanti tra quelli occupati abusivamente da Forza Nuova e altre organizzazioni. Noi non guardiamo al colore politico degli occupati. Lo sgombero di CasaPound lo faremo”.

Referendum, Pd: strappi Governo su data sarebbero molto gravi

Roma, 22 dic. (askanews) – “Sarebbe molto grave se oggi, in Consiglio dei ministri, il Governo tentasse un nuovo colpo di mano anticipando la data del referendum e incidendo direttamente sull’esercizio democratico. La separazione delle carriere è stata approvata in Parlamento a maggioranza nella stessa versione uscita da Palazzo Chigi, senza possibilità di modifica o confronto: una forzatura già di per sé inaccettabile. Se ai cittadini non venisse nemmeno garantito il tempo necessario per informarsi e farsi un’opinione consapevole, saremmo di fronte a una gravissima compressione degli spazi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo in cui si blindano decisioni già prese”.Lo dichiara la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

Milano-Cortina, Mattarella consegna Tricolore ai portabandiera azzurri

Roma, 22 dic. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e ha consegnato la Bandiera italiana agli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone, e agli Alfieri della squadra paralimpica, René De Silvestro e Chiara Mazzel.

La rappresentanza dei Giochi, composta anche da tecnici e dirigenti, era guidata dal presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio e dal presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

Nel corso della cerimonia, aperta dall’Inno nazionale eseguito da un quartetto d’archi del Teatro dell’Opera di Roma, sono intervenuti il presidente Buonfiglio, il presidente De Sanctis e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione dell’Inno dei Giochi Olimpici.

Milano-Cortina, Mattarella ad atleti: sarà vetrina, tutta Italia con voi

Roma, 22 dic. (askanews) – “Queste Olimpiadi e Paralimpiadi saranno una vetrina per l’Italia”, “un’accoppiata di eventi che coinvolge veramente il nostro paese ponendolo al centro del mondo, non solo sportivo”. Così, alla cerimonia di consegna della Bandiera agli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, rivolto agli atleti, ha detto: “tutta l’Italia sarà con voi”.

“Ringrazio quanti si sono impegnati per realizzare” questo obiettivo, “le istituzioni nazionali, le Regioni, i Comuni, la fondazione MIlano-Cortina”, ha sottolineato.

“L’impegno” degli atleti avrà “intorno tutti noi”. “Sono uno dei tanti tifosi, ma vi seguirò con attenzione”, ha concluso Mattarella.

EcoEridania raccoglie oltre 300 mila euro per progetti solidali

Genova, 22 dic. (askanews) – Oltre 300 mila euro per sostenere progetti nei settori della disabilit, della salute, dell’emergenza sociale e dell’educazione. E’ il risultato della raccolta solidale 2025 promossa dal Gruppo EcoEridania, leader in Italia e in Europa nella gestione dei rifiuti speciali, sanitari e industriali, con il coinvolgimento di dipendenti e fornitori. Le donazioni sono destinate ad una decina di enti e associazioni, tra cui la Fondazione Gaslini Insieme e la Fondazione Rava – Orfani del Ponte Morandi.

“E’ la conferma – spiega Andrea Giustini, presidente e fondatore di EcoEridania – di quanto EcoEridania riesce a fare attraverso lo sforzo dei suoi dipendenti e fornitori per una causa nobile che la nostra Fondazione. Quest’anno una super raccolta che ha superato i 300 mila euro che andranno devoluti alle nostre attivit della Fondazione EcoEridania Insuperabili e a sostegno di partner, noi li chiamami amici, con i quali collaboriamo da anni, e di impegni che ci siamo presi nel tempo, uno su tutti il sostegno allo studio per tutti gli orfani del Ponte Morandi”.

I risultati della raccolta solidale 2025 sono stati annunciati nel corso del Christmas Gala Dinner 2025, ospitato alla Leopolda di Firenze e condotto da Fabio Volo, alla presenza di dipendenti, partner e fornitori provenienti da tutta Italia ma anche di rappresentanti delle istituzioni. Durante la serata stata organizzata anche una lotteria solidale, che ha permesso di raccogliere altri 7.500 euro. “Eravamo – sottolinea Giustini – pi di 1200 persone. Ci siamo riuniti intorno a questi gesti, a questa nostra spiccata volont, oltre che di lavorare, anche di occuparci di chi meno fortunato di noi”.

Il Gruppo ha inoltre presentato una nuova iniziativa di welfare aziendale per tutti i dipendenti, che prevede la possibilit di trascorrere il giorno del proprio compleanno in ferie, senza perdita di retribuzione. Un progetto in linea con l’attenzione che, da sempre, EcoEridania dedica al benessere dei propri dipendenti.

“E’ la conferma di un percorso che stiamo facendo – conclude il presidente e fondatore di EcoEridania – e che iniziato qualche anno fa attraverso l’istituzione per tutti i dipendenti del Gruppo EcoEridania di una polizza vita, quindi tutti i dipendenti hanno una copertura a vita, del carrello della spesa quando c’ stato il post Covid e il problema dei soldi per andare avanti e del salario minimo che stato introdotto due anni fa. L’anno scorso abbiamo introdotto il contributo mamme, quindi tutte le neo mamme di EcoEridania, trascorso il periodo di maternit obbligatoria, possono rientrare in azienda e per 30 mesi noi copriamo le spese della babysitter fino a 600 euro al mese. E quest’anno il giorno del suo compleanno chi vuole pi rimanere a casa e godersi la sua giornata di festa con i suoi cari, con i suoi amici, senza preoccuparsi della sveglia e della giornata di lavoro”.

Turista italiana morta, Tajani: ci sarà un’inchiesta della magistratura in Egitto

Roma, 22 dic. (askanews) – “Purtroppo c’è stato uno scontro tra due imbarcazioni, la turista italiana è stata soccorsa e portata in ospedale, però purtroppo non ce l’ha fatta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando, poco prima di imbarcarsi sull’aereo dell’aeronautica militare che lo porterà oggi nel Gibuti, della nostra connazionale tragicamente deceduta in Egitto in uno scontro tra imbarcazioni sul Nilo.

“Comunque noi – ha proseguito Tajani – continuiamo a seguire, attraverso la nostra ambasciata al Cairo e al nostro consolato a Luxor, la situazione anche degli altri italiani, perché a bordo della nave c’erano molti turisti del nostro paese. Gli altri non hanno avuto problemi ma purtroppo questa signora ha perso la vita”.

A proposito della dinamica dell’incidente, ancora da chiarire, Tajani ha spiegato che “ci sarà un’inchiesta della magistratura egiziana, vedremo di chi sono le responsabilità però purtroppo a questo punto non possiamo far altro che piangere la scomparsa di questa signora”.

Cinema, dal 5 al 10 maggio decima edizione del RIFF a Sestri Levante

Roma, 22 dic. (askanews) – Annunciate le nuove date del Riviera International Film Festival, evento da sempre dedicato al cinema indipendente, giovane e ribelle, che si accinge a tagliare il traguardo della decima edizione: si svolgerà dal 5 al 10 maggio 2026 a Sestri Levante, la perla del Tigullio e del Levante ligure dove tutto è nato nel 2017.

“No Riff, no Stories” è il claim scelto dagli organizzatori e rappresentato graficamente dalla locandina d’autore, affidata quest’anno all’artista Pietro Terzini, vincitore del premio “Top of the Forbes 2025” come “volto d’eccellenza” nel campo dell’arte e del Made in Italy, definito da Forbes Italia “il mago delle parole, il Merlino del packaging”. “L’idea della locandina nasce dall’assonanza tra le parole risk e Riff – ha spiegato Terzini – il rischio è infatti una componente fondamentale del processo creativo e rappresenta un tratto distintivo di un carattere ribelle, proprio come quello del Riviera International Film Festival. Proprio partendo da questa riflessione ha preso forma il concept ‘No Riff, no Stories’ che è diventato il cuore visivo della locandina”.

La scritta, realizzata nel tratto calligrafico tipico di Terzini, domina la composizione e guida lo sguardo dell’osservatore. A fare da sfondo è la Baia del Silenzio, disegnata come elemento centrale dell’immagine: uno spot emblematico di Sestri Levante e location prediletta dell’artista, già protagonista del Riff lo scorso anno in qualità di giurato. In questo intreccio tra parola, segno e luogo, la locandina celebra il decimo anno della rassegna, omaggiando la città che la ospita e il suo carattere ribelle ed indipendente.

“‘Audentes fortuna iuvat’, il 2026 segnerà il decimo anniversario del Riff – ha detto il presidente Stefano Gallini Durante – un evento importante non solo per il territorio, ma anche per il supporto che il Festival offre ai nuovi talenti che si affacciano al mondo del cinema e in particolare ai giovani registi che arrivano ogni anno da tutto il mondo. In pochi anni, il Riff si è affermato come una potente piattaforma per riunire talenti e ispirare tutti a cambiare, a vivere con passione e determinazione, a seguire le proprie aspirazioni. Un evento culturale che nobilita il cinema, l’arte e la creatività. Siamo felici dei nostri successi e non vediamo l’ora di rivedere il nostro pubblico, che cresce di edizione in edizione. I numeri sono quasi decuplicati dal 2017 ad oggi, con una crescita esponenziale anche nella copertura mediatica nazionale e internazionale. Ringraziamo tutti i nostri sostenitori, per averci accompagnato fino ad oggi”.

Novità di quest’anno è che l’Associazione Riviera Film, da sempre organizzatrice del Riff, si è trasformata in Fondazione Riviera International, istituita con l’ambizione di promuovere la cultura, l’intrattenimento e la sostenibilità ambientale attraverso il linguaggio universale del cinema e delle arti multimediali. Presidente della Fondazione è il direttore esecutivo del Riff, Vito D’Onghia, che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di annunciare la nascita della Fondazione Riviera International, un nuovo punto di riferimento per la promozione della cultura cinematografica a livello internazionale. La Fondazione opererà durante tutto l’anno attraverso un articolato programma di attività che include proiezioni e laboratori nelle scuole, iniziative di divulgazione sui linguaggi e le tematiche del cinema, progetti dedicati alla sostenibilità ambientale, laboratori internazionali e percorsi di internazionalizzazione del nostro festival di cinema indipendente. Questa realtà rappresenta un impegno concreto e di ampio respiro per la valorizzazione dei talenti emergenti, il coinvolgimento delle comunità e la promozione di un cinema responsabile, innovativo e aperto al mondo, contribuendo a rafforzare il ruolo della Riviera come polo creativo e culturale di rilievo nazionale”.

Meloni: la pace non arriva spontaneamente, solo una forza militare credibile allontana la guerra

Roma, 22 dic. (askanews) – “Non ho mai accettato la narrazione di chi contrappone l’idea del pacifismo alle forze armate”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze. “Solo una forza militare credibile allontana la guerra militare perché la pace non arriva spontaneamente. La pace è soprattutto un equilibrio di potenze. La debolezza invita l’aggressore la forza allontana l’aggressore”, ha sottolineato Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze, dove ha partecipato ad un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri ai Contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali, citando un passaggio di Publio Flavio Vegezio Renato uno scrittore romano del V secolo.

Cina impone dazi su prodotti lattiero-caseari Ue fino al 42,7%

Milano, 22 dic. (askanews) – La Cina ha annunciato l’introduzione di dazi provvisori fino al 42,7% su una serie di prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione europea. In una dichiarazione del ministero del Commercio cinese, Pechino ha affermato che le sovvenzioni della Ue per i prodotti lattiero-caseari hanno causato “danni sostanziali” all’industria nazionale. I prodotti colpiti dai dazi anti-sovvenzioni includono formaggi freschi e lavorati, nonché alcuni tipi di latte e panna.

L’iniziativa rischia di riaccendere le tensioni sugli scambi commerciali con l’Unione e rientra in un’indagine contro le sovvenzioni avviata da Pechino nell’agosto del 2024. I dazi variano dal 21,9% al 42,7%, con le aziende “che hanno collaborato all’indagine” soggette a dazi del 28,6% e quelle che “non hanno collaborato” soggette all’aliquota massima del 42,7%.

Meloni: Italia ascoltata nel mondo per autorevolezza militari

Roma, 22 dic. (askanews) – “Noi veniamo ascoltati non perché siamo bravi, noi veniamo ascoltati perché rappresentiamo una nazione autorevole, noi veniamo ascoltati perché rappresentiamo una nazione forte e quella forza non la costruiamo noi, quella forza la costruiscono migliaia di uomini e donne sparsi nel mondo, lontani dalle loro famiglie, disposti a sacrificarsi e a farlo nell’ombra per dare a noi quello che serve a l’Italia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze, dove sta partecipando ad un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

“Voglio dire agli italiani fate un brindisi per questi uomini, fate un brindisi per queste donne a Natale perché voi non li conoscerete mai a loro devono praticamente tutti”, ha aggiunto sottolineando che “la credibilità che voi costruite è uno straordinario strumento del quale io dispongo e le istituzioni dispongono per difendere l’interesse nazionale italiano”.

Il Papa: è un mondo ferito dalla violenza, la rabbia strumentalizzata dal mondo digitale e dalla politica

Città del Vaticano, 22 dic. (askanews) – La Chiesa resti missionaria e portatrice di pace e di uno stile di concordia oggi più che mai necessario “in un mondo ferito da discordie, violenze e conflitti, in cui assistiamo anche a una crescita di aggressività e di rabbia, non di rado strumentalizzate dal mondo digitale come dalla politica”. L’indicazione è giunta stamane da Papa Leone XIV nel suo discorso alla Curia romana incontrata in Vaticano per gli auguri di Natale.

Proprio il “Natale del Signore – ha quindi aggiunto il Pontefice – reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico in un contesto umano e culturale troppo frammentato. Il lavoro della Curia e quello della Chiesa in generale va pensato anche in questo orizzonte ampio”, è stata, quindi, l’indicazione data da Papa Prevost che poi ha aggiunto, rivolgendosi ai responsabili e al personale della Curia romana: “non siamo piccoli giardinieri intenti a curare il proprio orto, ma siamo discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale, tra popoli diversi, religioni diverse, tra le donne e gli uomini di ogni lingua e cultura. E questo – ha concluso – avviene se noi per primi viviamo come fratelli e facciamo brillare nel mondo la luce della comunione”.

“Auguro di cuore un Santo Natale a tutti voi. Che il Signore ci porti la sua luce e dia al mondo la pace!”. Con questo augurio di pace per il mondo, Papa Leone ha concluso stamane il suo tradizionale discorso per la festività natalizia rivolto alla Curia romana.

Un discorso nel quale il pontefice ha tratteggiato lo stile e l’orientamento degli uffici e del personale della Curia romana. “Ricordiamo questo, anche nel nostro servizio curiale: – ha tra l’altro detto il pontefice ai cardinali e a quanti lavorano negli uffici vaticani – l’opera di ciascuno è importante per il tutto, e la testimonianza di una vita cristiana, che si esprime nella comunione, è il primo e più grande servizio che possiamo offrire”.

Tv, arriva "Amadeus" sulla leggendaria rivalità tra Mozart e Salieri

Roma, 22 dic. (askanews) – La miracolosa ascesa e la leggendaria caduta di uno dei compositori più celebri del XVIII – il ribelle, il virtuoso, la rockstar Wolfgang Amadeus Mozart – nella nuova serie Sky Original in 5 episodi “Amadeus”, dal 23 dicembre in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now, con la regia di Julian Farino (Giri/Haji – Dovere/Vergogna) e Alice Seabright (Chloe, Sex Education). La serie riadatta, dopo il pluripremiato film di Milos Forman, l’acclamata opera teatrale di Peter Shaffer, qui audacemente trasposta da Joe Barton (Black Doves, Giri/Haji, Progetto Lazarus).

“Amadeus” è una reinterpretazione della leggenda di Mozart (Will Sharpe – Giri/Haji, The White Lotus) e Antonio Salieri, interpretato da Paul Bettany (WandaVision, A Very British Scandal): la storia della maturazione di un genio musicale, e della sua successiva caduta per mano del compositore di corte, follemente geloso e tormentato, nel tentativo di dare un senso alla volontà di Dio. Nel cast anche Gabrielle Creevy (In My Skin, Black Doves) nel ruolo di Constanze Weber, moglie di Mozart.

Quando il venticinquenne Amadeus arriva nella vivace Vienna del Settecento, non più un bambino prodigio e alla ricerca di libertà creativa, il suo mondo si intreccia con due figure cruciali: la futura moglie Constanze Weber, pronta a sostenerlo con ostinata lealtà, e il devotissimo compositore di corte Antonio Salieri. Mentre il genio di Amadeus continua a fiorire nonostante i suoi demoni interiori, una reputazione controversa e lo scetticismo della corte conservatrice, Salieri si sente sempre più tormentato da ciò che appare come un dono divino. Amadeus minaccia tutto ciò che Salieri considera sacro: il suo talento, la sua reputazione e persino la sua fede in Dio. Salieri giura di distruggerlo. Ciò che inizia come una rivalità professionale si trasforma in un’ossessione profonda e personale, destinata a durare trent’anni, culminando in una confessione di omicidio e in un disperato tentativo di legare per sempre il proprio nome all’eredità di Mozart.

Accanto a Will Sharpe, Paul Bettany e Gabrielle Creevey, un grande cast corale: Rory Kinnear (The Diplomat, Skyfall) nel ruolo dell’Imperatore Giuseppe, Lucy Cohu (Becoming Jane) è Cecilia Weber, Jonathan Aris (The Sixth Commandment) interpreta Leopold Mozart, Ényì Okoronkwo (Renegade Nell, Progetto Lazarus) è Da Ponte, Jessica Alexander (La sirenetta) è Katerina, Hugh Sachs (Bridgerton) interpreta Von Strack, Paul Bazely (Such Brave Girls) è Von Swieten, Rupert Vansittart (Il Trono di Spade) è Rosenberg, Anastasia Martin (In From The Cold) interpreta Aloysia Weber, Nancy Farino (Masters of the Air) è Josepha Weber, Olivia-Mai Barrett (Invasion) è Sophie Weber e Viola Prettejohn (The Crown) veste i panni della Principessa Elisabetta, mentre Jyuddah Jaymes (Erano ragazzi in barca, Hijack – Sette ore in alta quota) interpreta Franz Süssmayr.

La manovra all’esame nell’Aula del Senato, presente Giorgetti. Il relatore: un "testo abbastanza sofferto"

Roma, 22 dic. (askanews) – E’ partito l’esame della Manovra in aula al Senato. Presente anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il voto finale è previsto per domani.

Sono intervenuti tre dei quattro relatori alla Manovra. Tra quelli intervenuti, il senatore della Lega, Claudio Borghi, ha fatto notare che “si tratta di un testo abbastanza sofferto, ma che alla fine è stato effettivamente migliorato da parte del Parlamento che credo debba essere soddisfatto del lavoro fatto in quanto sono state recepite molte istanze, tantissime bipartisan. Un lavoro fatto assolutamente meritorio”.

E’ poi intervenuto il senatore di FdI, Guido Quintino Liris che ha evidenziato come il Parlamento si diventato “protagonista di alcuni passaggi centrali. Questa Manovra che stiamo scrivendo ci farà uscire un’anno prima dalla procedura di infrazione uscendo da quei vincoli che la ingessavano” permettendo “con il prossimo anno una legge di bilancio più espansiva”.

Infine ha preso la parola il relatore per Nm, Alejandro Borghese che ha voluto ringraziare per i temi inseriti in Manovra sugli italiani all’estero. Sono 53 gli iscritti a parlare al Senato. Ogni senatore avrà 10 minuti di tempo per esporre le proprie tesi, per un totale di quasi 9 ore di discussione.

Autobomba uccide un generale russo a Mosca. Le autorità: sospetti su Kiev

Roma, 22 dic. (askanews) – Un alto ufficiale delle Forze Armate russe è stato ucciso oggi in un attentato nel sud-ovest di Mosca, per cui gli inquirenti moscoviti evocano una possibile pista ucraina. La vittima è il generale di corpo d’armata Fanil Sarvarov, 56 anni, a capo della Direzione per la Preparazione Operativa dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa.

L’attentato è avvenuto intorno alle 8:00 del mattino su via Jasenevaja, nel quartiere periferico di Jasenovo. Secondo la ricostruzione del Comitato Investigativo russo, un dispositivo esplosivo con aggancio magnetico era stato fissato sotto il pianale della Kia Sorento usata dal generale. L’esplosione è scattata poco dopo che Sarvarov è partito in auto, investendo la parte anteriore del veicolo. Il militare è deceduto per le gravissime ferite riportate dalle schegge.

In una dichiarazione ufficiale, il Comitato Investigativo ha affermato che “una delle versioni degli eventi che stiamo valutando è quella legata all’organizzazione del crimine da parte dei servizi segreti ucraini”. Sarvarov era figura di massimo rilievo nell’apparato militare russo. Nato nel 1969 nella regione di Perm’, ha partecipato alla guerra in Cecenia tra il 1992 e il 2003. Tra il 2015 e il 2016 ha svolto un ruolo chiave nell’organizzazione e conduzione dell’operazione militare russa in Siria.

Il sito investigativo indipendente “Proekt” lo ha incluso nella sua banca dati dei comandanti coinvolti nell’invasione russa dell’Ucraina. Dal 2016 guidava infatti la Direzione per la Preparazione Operativa, un reparto dello Stato Maggiore centrale per la pianificazione e lo sviluppo della dottrina militare.

Confindustria, frenano export e industria IV trim, consumi deboli

Roma, 22 dic. (askanews) – “Quadro complicato” per l’economia nel quarto trimestre: secondo l’indagine periodica elaborata dal Centro studi di Confindustria (Congiuntura flash) il dollaro debole sull’euro, dovuto anche ai tagli dei tassi Federal reserve, continua a frenare l’export italiano, insieme ai dazi Usa. “Scricchiola di nuovo la fiducia delle famiglie e quindi le attese sui consumi – si legge -. L’industria fa ancora fatica”.

A favore, invece, giocano gli investimenti, grazie in larga parte al Pnrr, i servizi, tirati dal turismo straniero, e il calo del prezzo del petrolio. Secondo l’indagine a dicembre per alcuni giorni il rendimento dei Btp è sceso sotto quello dei titoli francesi, nella media del mese sono in linea: 3,49% in Italia (+0,57 lo spread sulla Germania), 3,48% in Francia (+0,56). Quelli spagnoli sono più bassi: 3,23% il tasso, +0,30 lo spread.

Con tassi Bce fermi (2%) il costo del credito alle imprese italiane non scende più (3,52% a ottobre, quasi come a luglio). Intanto la Banca Centrale Usa ha ridotto i tassi ufficiali per la terza seduta di fila (3,75% a dicembre), prosegue l’analisi di Confindustria, preoccupata della frenata dell’occupazione, annunciando altri ribassi senza un timing definito. Questo contribuisce a un dollaro svalutato sull’euro: 1,17 a dicembre, vicino al picco.

Prosegue il lento calo del prezzo del petrolio (63 dollari al barile a dicembre), poco sotto la media 2019; anche il prezzo del gas scende (27 euro/MWh), ma è ancora doppio rispetto ai valori pre-2022. Perciò, rileva il Centro studi di Confindustria, l’inflazione al consumo in Italia è moderata (+1,1% a novembre), ma il costo dell’elettricità per le imprese resta alto: 0,28 euro/KWh, contro 0,18 in Francia e 0,17 in Spagna.

Dopo la positiva performance nel 3° trimestre, restano favorevoli gli indicatori per gli investimenti in impianti e macchinari a fine 2025: a novembre salgono i consumi elettrici, nel 4° in media si mantiene elevata la fiducia delle imprese di beni strumentali (soprattutto le attese di produzione) e anche quella delle imprese di costruzioni nonostante un lieve calo recente.

A ottobre le vendite al dettaglio sono cresciute (+0,5%, ma nulla la variazione acquisita per il 4° trimestre) e a novembre le vendite di auto sono aumentate moderatamente. Inoltre, si legge il numero di occupati, dopo il calo a luglio-agosto, è tornato in espansione a settembre-ottobre. La fiducia delle famiglie, però, si è bruscamente ridotta a novembre, recuperando solo in parte a dicembre.

Carburanti, cali nel weekend prenatalizio, benzina sotto 1,7 al lt

Roma, 22 dic. (askanews) – Prezzi dei carburanti in ribasso nel fine settimana che ha preceduto le festività natalizie, tradizionale appuntamento di viaggi e trasferimenti per le famiglie. Secondo la le rilevazione di Staffetta Quotidiana, in media i prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti risultavano: benzina self service a 1,691 euro/litro (-7 millesimi, compagnie 1,694, pompe bianche 1,685), diesel self service a 1,645 euro/litro (-9, compagnie 1,647, pompe bianche 1,639). Benzina servito a 1,833 euro/litro (-8, compagnie 1,874, pompe bianche 1,756), diesel servito a 1,785 euro/litro (-9, compagnie 1,826, pompe bianche 1,708). Gpl servito a 0,688 euro/litro (invariato, compagnie 0,699, pompe bianche 0,677), metano servito a 1,395 euro/kg (+1, compagnie 1,412, pompe bianche 1,381), Gnl 1,212 euro/kg (-1, compagnie 1,214 euro/kg, pompe bianche 1,211 euro/kg).

IP ha ridotto di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e del diesel, Q8 e Tamoil rispettivamente di 1 e 3 centesimi sul diesel. Questi i prezzi sulle autostrade, aggiunge Staffetta Quotidiana: benzina self service 1,788 euro/litro (servito 2,056), gasolio self service 1,743 euro/litro (servito 2,014), Gpl 0,830 euro/litro, metano 1,488 euro/kg, Gnl 1,262 euro/kg.

Antitrust: sanzione di 98,6 mln ad Apple per abuso posizione dominante

Milano, 22 dic. (askanews) – Dall’Antitrust sanzione di oltre 98 milioni di euro ad Apple per abuso di posizione dominante. L’Autorità ha accertato una condotta restrittiva della concorrenza per quanto riguarda l’App Tracking Transparency (ATT) policy, ossia le regole sulla privacy imposte dalla società agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store.

L’Autority, si legge in una nota, ha irrogato alle società Apple, Apple Distribution International e Apple Italia una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante. Apple ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.

Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’AGCM ha accertato la restrittività – sotto il profilo concorrenziale – dell’App Tracking Transparency policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store. In particolare, gli sviluppatori terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da Apple, il c.d. ATT prompt che, tuttavia, non risulta sufficiente a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy, costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo stesso fine.

L’Antitrust ha accertato che le condizioni dell’ATT policy sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come asserito dalla società.

Magatti: l’Europa ha bisogno di un nuovo umanesimo cristiano

Oltre la rendita simbolica

«Il tempo delle rendite simboliche è finito». Nell’editoriale pubblicato su “Avvenire”, Mauro Magatti coglie con lucidità il punto critico della condizione europea: l’Europa non può più limitarsi a evocare il proprio glorioso passato come fondamento della sua legittimazione presente, men che meno della sua proiezione futura.

D’altra parte l’umanesimo sottostante al progetto europeo non è un semplice lascito culturale, ma una forma di vita e un progetto fondato su tre pilastri: lo Stato di diritto, con la limitazione della violenza; la democrazia, con l’uguaglianza politica dei cittadini; il welfare, come traduzione concreta del principio di solidarietà. Un equilibrio che ha garantito per decenni pace, prosperità e inclusione.

 

Il rischio del nichilismo europeo

Oggi, però, quei pilastri mostrano segni evidenti di affaticamento. Lo Stato di diritto rischia di irrigidirsi in un apparato burocratico che soffoca l’iniziativa individuale o collettiva; la democrazia di ridursi a procedura svuotata di senso; il welfare di trasformarsi da strumento di emancipazione in mera amministrazione del declino.

Il passaggio forse più inquietante dell’analisi di Magatti riguarda la diagnosi di un nichilismo europeo che non nasce dalla miseria o dall’oppressione, ma dall’“abbondanza senza orientamento”. In un continente in cui la vita è sempre più protetta, il desiderio collettivo appare paradossalmente più debole. Si vive più a lungo, ma si fatica a rispondere alla domanda decisiva: per che cosa?

Non solo difendersi, ma affermare

Da qui il nodo politico e culturale centrale: «Difendersi non basta». L’Europa non può più definirsi soltanto per sottrazione — non imperiale, non autoritaria, non aggressiva — mentre altre grandi potenze dichiarano esplicitamente ciò che vogliono essere nel mondo. L’Unione è chiamata a chiarire non solo che cosa intende proteggere, ma che cosa vuole affermare.

Significa prendere posizione sul senso del progresso, sul rapporto tra tecnica e vita, sulle condizioni della pace, sulla responsabilità verso le generazioni future. Significa interrogarsi se l’umanesimo europeo — fondato su libertà, limite, responsabilità e cura — possa ancora rappresentare una proposta credibile per il XXI secolo.

La questione politica dei cattolici democratici

È qui che l’editoriale di Magatti interpella direttamente la politica. Chi può oggi raccogliere e tradurre questa visione in progetto? La tradizione cattolico democratica o social-cristiana ha storicamente tenuto insieme persona, democrazia, solidarietà e integrazione, costruendo un’Europa non solo come mercato o architettura istituzionale, ma come comunità di destino.

Rilanciare oggi quel patrimonio non significa nostalgia, ma responsabilità storica. Significa restituire voce a un umanesimo cristiano capace di abitare le trasformazioni digitali, ecologiche e geopolitiche senza smarrire il primato della persona e il senso del limite. Perché, come ricorda Magatti richiamando Esopo, “Hic Rhodus, hic salta”: per l’Europa — e per gli europeisti di matrice cristiana — il tempo del salto è arrivato.

L’oblio della storia: la controversa nascita degli Stati Uniti

«La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio». [Milan Kundera]

Un paragone scomodo ma necessario

Può apparire azzardato tentare un confronto storico tra i coloni europei e i migranti contemporanei; tuttavia, tale paragone merita di essere affrontato, se non altro per confutare la narrazione sull’immigrazione oggi sostenuta da parte dell’attuale classe dirigente statunitense.

Per farlo, è necessario partire da un chiarimento preliminare: i nativi americani — impropriamente definiti “indiani” — non costituivano un popolo omogeneo. Erano invece organizzati in centinaia di nazioni differenti, con lingue, religioni, strutture sociali e stili di vita distinti.

La civiltà dei nativi americani

Alcuni gruppi erano agricoltori sedentari, altri nomadi dediti alla caccia o alla pesca costiera. Il tratto comune che li univa era il profondo legame con la Terra, concepita secondo una visione olistica: la natura non era una risorsa da possedere, bensì una realtà sacra con cui vivere in armonia.

Questa concezione si rifletteva anche nell’organizzazione sociale, spesso egualitaria o matricentrica, e in sistemi di governo complessi fondati sul consenso collettivo.

Le grandi aree culturali

Le principali nazioni native possono essere classificate in base alle aree culturali e geografiche in cui vivevano prima della colonizzazione.

Nelle Grandi Pianure vivevano popolazioni nomadi, cacciatrici di bisonti, come Sioux, Cheyenne e Comanche; tra i Sioux emersero figure storiche di rilievo come Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

Nel Sud-Est prevalevano comunità agricole, tra cui Cherokee, Choctaw e Seminole.

Nel Nord-Est si distinsero gli Irochesi, riuniti in una potente confederazione di sei nazioni, nota per la sua influenza politica e per una struttura di potere con elementi democratici.

Nel Sud-Ovest vivevano sia agricoltori sia nomadi, come Pueblo, Navajo e Apache.

Lungo la Costa Nord-Occidentale, infine, si svilupparono popolazioni di pescatori e artisti, tra cui Tlingit, Haida e Kwakiutl.

La frattura della colonizzazione

Questo complesso ecosistema, fondato su un delicato equilibrio — nel quale i conflitti intertribali erano spesso ritualizzati più che realmente distruttivi — fu sconvolto dall’arrivo dei colonizzatori europei. La colonizzazione diede avvio a uno sterminio sistematico delle popolazioni native, risultato di una combinazione di fattori.

L’introduzione di malattie come il vaiolo e il morbillo, contro le quali i nativi non possedevano alcuna immunità, provocò milioni di morti. A ciò si aggiunsero guerre combattute con una schiacciante superiorità militare e tecnologica, nonché l’Indian Removal Act del 1830, che sancì la deportazione forzata di intere comunità.

Fame, deportazioni e acculturazione forzata

Fu adottata anche una deliberata strategia della fame: la distruzione sistematica dei bisonti, principale risorsa alimentare delle popolazioni delle Pianure, mirava a costringere i nativi nelle riserve. A completare questo processo vi fu l’acculturazione forzata, finalizzata allo sradicamento delle lingue, delle religioni e delle tradizioni indigene.

L’ultimo grande scontro, avvenuto a Wounded Knee il 29 dicembre 1890, segnò la fine delle guerre indiane e la definitiva sottomissione dei popoli nativi.

Migrazioni a confronto

In sintesi, i coloni europei usurparono le terre dei nativi americani: un atto che costituisce il fondamento della ricchezza e del potere degli Stati Uniti e i cui effetti si protraggono ancora oggi.

Ne consegue che i migranti europei insediatisi nel territorio statunitense furono guidati da una logica di colonizzazione e di sostituzione, orientata all’espropriazione della terra e all’eliminazione delle popolazioni originarie. Una dinamica che non è paragonabile a quella dei migranti contemporanei, i quali cercano prevalentemente opportunità economiche, sicurezza o protezione politica e aspirano a integrarsi nelle società di arrivo.

Domani è un altro giorno

Il domani come alterità

Domani è un altro giorno. La canzone di Ornella Vanoni chiama il domani “un altro giorno”. Per malinconica routine? No, al contrario: qui altro significa diverso, differente. Deve essere un’altra cosa

Chi la canta dice di aspettarsi per domani un Giorno Nuovo, che non si trascini dai precedenti. Il Tempo di Natale evoca proprio questo: la certezza che il Nuovo sorge sempre.

Natale tra nostalgia ed eccitazione

Le feste natalizie oscillano tra nostalgia ed eccitazione. Ritualità risapute, in cui alla fine le promesse non vengono mantenute. Perché non c’entrano nulla con la vita. Perché, come dice don Fabio Rosini, «la prima vocazione è vivere. Vivere, ed essere felici».

Tutto ciò che sembra assomigliargli, ma non lo è davvero, non funziona.

Quando i riti perdono il senso

Non è tanto la zavorra del consumismo a rovinare il Natale, quanto il fatto che feste e riti vengano assunti dal capitalismo per sostituirne i significati con altri messaggi: suggestioni che gli assomigliano ma che sono radicalmente diverse, come il loglio che assomiglia al grano nella parabola della zizzania.

Si trasportano così nell’oggi tradizioni che non traducono più nulla di questo inaudito fenomeno del mondo occidentale, e dei suoi due millenni e oltre di domanda intorno allo stupore dell’Assoluto.

Questo lo dice Romano Guardini (1885–1968), teologo italo-tedesco, in un suo straordinario libricino del 1954: Natale e Capodanno. Pensieri per fare chiarezza.

Verità del Natale e del Capodanno secondo Romano Guardini

Sul Natale

«Che cosa significa dunque Natale?», si domanda Guardini.

Occorre prendere congedo da alcune concezioni, perché «sull’essenza del cristianesimo esistono definizioni annacquate e corrotte». Bisogna purificare le parole.

«Il cristianesimo non è la religione dell’amore del prossimo, dell’interiorità, o della personalità o di quant’altro di questo genere si possa ancora dire. Naturalmente, in tutto ciò v’è qualcosa di esatto, ma come un secondo aspetto, che acquisisce il suo senso solo quando è chiaro invece ciò che viene prima ed è autentico».

 

La Rivelazione come fondamento

Ciò che viene prima di tutto nel Natale, e che solo e soltanto ne giustifica la celebrazione, è che all’umanità accade una Rivelazione vitale, che essa non potrebbe mai creare da sé.

Accade un fatto, un evento, che nasce fuori dall’umanità. «Viene dall’altro lato del confine. Venuto al di qua del confine ora è presso di noi, con noi». E questo «in un senso inaudito».

Solo e soltanto questo è il Bambino, e il fatto carnale del Natale.

Tutto il resto — fedi, devozioni, riti, la gioia per i doni, l’affetto della famiglia, il rinvigorirsi della luce, la guarigione dall’angustia della vita — riceve senso solo da questo. Quando questa consapevolezza svanisce, tutto scivola via. Perché l’umanità non può produrre da sola ciò che la fa vivere.

Sul primo dellanno

Capodanno? Un significato concreto e tangibile: iniziare e finire.

«Due forze di fondo da cui scaturisce la vita nella sua totalità. Non potremmo sussistere se non iniziassimo ad ogni istante».

La vita non accade una volta per tutte. Nasce continuamente, altrimenti non esisterebbe.

 

La forza dellinizio

«La vita non scaturisce soltanto nella prima ora, quasi fosse una volta per tutte, ma emerge perennemente dalla profondità». Ogni risveglio non è semplice prosecuzione: «ha inizio qualcosa». Ogni giorno esiste una sola volta. Ogni mattino è nuovo. La forza dell’inizio si rende efficace: un inizio si è compiuto. Lo stesso accade in ogni opera che compiamo: è qualcosa di unico, anche solo perché non saremo mai più in quel punto della nostra vita.

Senza inizio, si soffoca

Il puro proseguire soffoca. «Nella monotonia del puro proseguire noi soffocheremmo». Ciò che rende possibile continuare a vivere è il costante inizio: il fatto che con ogni mattino, con ogni incontro, con ogni dolore e ogni gioia ci venga incontro il nuovo.

Edoardo Italia, tra volontariato e impegno giovanile. Intervista

«Dare voce e valore alla gioventù»

Dalle cronache recenti emerge un quadro spesso impietoso sulla condizione giovanile: partecipazione politica e al voto ai minimi storici, emergenza dei NEET (giovani che non lavorano e non si formano), condizioni precarie di ingresso nel mondo del lavoro e una scarsa competitività salariale rispetto alla media europea.

Eppure, esempi virtuosi smentiscono la facile vulgata dei giovani disimpegnati. Il Consiglio nazionale dei giovani (CNG), organo consultivo della Presidenza del Consiglio per le politiche giovanili, riunisce una cinquantina di associazioni impegnate a discutere e proporre soluzioni sui temi che riguardano le nuove generazioni, in un Paese non sempre attento ai loro bisogni.

Nel congresso conclusosi domenica è stato eletto il nuovo presidente nazionale del CNG. Si tratta di Edoardo Italia, 30 anni, di Crescentino (provincia di Vercelli), volontario e coordinatore giovani della Croce Rossa Italiana, che succede alla presidente uscente Maria Cristina Pisani. Lo abbiamo intervistato.

Perché hai deciso di candidarti come presidente del Consiglio nazionale dei giovani? Quali obiettivi ti muovono?

«Il mio primo obiettivo in Croce Rossa è stato quello di coinvolgere i giovani, proporre attività di volontariato e organizzare un’azione diretta verso la gioventù. Al CNG il tema è diverso: qui c’è entusiasmo e voglia di coinvolgere i giovani nel fare qualcosa di concreto, tutti insieme.

L’associazionismo, la sfera politica, il terzo settore, l’ambito della donazione, il tema dei giovani nelle piccole e medie imprese sono al centro della nostra progettualità. L’obiettivo è dare voce e valore alla gioventù, coinvolgendo i giovani e lavorando con loro.

Ho intenzione di far sì che questo spazio offra opportunità a tanti ragazzi, collocandosi tra casa e scuola e ampliando gli orizzonti della crescita personale e sociale. Se un giovane, oggi, in un piccolo paese non fa sport, non partecipa ad associazioni e rischia di vivere una vita chiusa e povera di opportunità, è più facile che incontri problemi di salute mentale, solitudine relazionale e intellettuale».

LItalia è un Paese per giovani oggi? I giovani hanno le opportunità che meritano?

«L’Italia è un grande Paese, lungo e stretto, fatto di realtà molto diverse. Alcuni territori sono più portati al coinvolgimento dei giovani perché ricchi di associazioni, strutture e spazi di confronto.

Altri territori, invece, faticano di più: penso alle aree di periferia o ai territori di montagna, dove la mancanza di strutture e risorse rende difficile coinvolgere non solo i giovani, ma l’intera popolazione. Altrove, invece, esiste una forte propensione all’agire civico, politico e sociale, capace di tradursi in azioni concrete per e con i giovani».

Come si può potenziare oggi lefficacia delle politiche giovanili in Italia?

«C’è una grande difficoltà di dialogo tra le associazioni, a ogni livello. Ognuna viaggia su binari diversi, pur parlando tutte di giovani e avendo l’obiettivo di coinvolgerli. Quello che manca è un reale coordinamento, un’azione costruita insieme.

Se le associazioni, ciascuna con la propria identità e finalità, lavorano in rete mettendo a sistema giovani e risorse, l’impatto può crescere in modo significativo. Se, ad esempio, la Croce Rossa collabora sul territorio con realtà come Avis, Coldiretti, Acli, che coinvolgono molti giovani, si possono convogliare singole iniziative in un’azione più incisiva a favore delle comunità».

 

Una responsabilità collettiva

Dopo questa conversazione possiamo trarre lo spunto per un giudizio sintetico e un apprezzamento. Forse manca ancora, nel nostro Paese, una piena consapevolezza da parte delle nuove generazioni di appartenere a un corpo sociale che rappresenta una ricchezza umana ed economica straordinaria. Una ricchezza che può essere messa a sistema mantenendo vivo il dialogo intergenerazionale, senza relegare ai margini la partecipazione alla costruzione e alla cura della cosa pubblica e del bene comune.

A Edoardo Italia e al nuovo consiglio di presidenza, rinnovato per il prossimo triennio, va l’augurio di un lavoro capace di sostenere talento, partecipazione e opportunità per i giovani.