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Meloni irritata da blitz Lega su pensioni: "Misure a imprese restano"

Roma, 19 dic. (askanews) – Ci sono silenzi e assenze che valgono più di mille parole. E così bastano due frame della tradizionale cerimonia di saluto alle alte cariche che si tiene in serata al Quirinale per rendere l’idea del caos che nella notte precedente ha portato la Lega a ventilare la crisi di governo su una manovra che porta la firma di un ‘suo’ ministro. Da una parte c’è Matteo Salvini che, interrogato in proposito a più riprese dai giornalisti, si limita a ripetere ‘auguri, auguri’. Dall’altra, c’è la sedia che rimane vuota del responsabile dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, prova a minimizzare, a spiegare che sì, “c’è stato un problema” interno al Carroccio ma “si è risolto”. La soluzione viene trovata ma solo dopo un vertice che la premier convoca d’urgenza a palazzo Chigi subito dopo aver lasciato il Colle. Meloni riunisce i due vicepremier e il ministro dell’Economia, il suo vice Maurizio Leo e il responsabile dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Il pasticcio, spiega, va risolto subito. “Le misure a favore delle imprese devono restare nella manovra”, dice chiaramente. Tramonta così l’idea di fare un decreto ad hoc ipotizzato inizialmente, si opta per una riscrittura del maxiemendamento.

L’antefatto si consuma tutto nella notte tra giovedì e venerdì, negli stessi attimi in cui la premier è impegnata a Bruxelles sul delicato nodo dei fondi per l’Ucraina e degli asset russi, che si conclude poi con il via libera a un prestito per Kiev che le consente di parlare di “vittoria del buonsenso”. A Roma, dentro e fuori la commissione Bilancio del Senato, la Lega si mette di traverso sulle norme della manovra relative alle pensioni. Al punto che il capogruppo, Massimiliano Romeo, chiama il titolare di via XX settembre e minaccia il ‘tutti a casa’ se non fossero state tolte. Seguono riunioni via telefono, anche con lo stesso Giorgetti. Luca Ciriani e il sottosegretario all’Economia Federico Freni mediano e provano a placare gli animi, ci si mette in contatto anche con palazzo Chigi e in particolare con i due sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Le alternative per uscire dal cul de sac sono poche e alla fine si decide di stralciare le norme. Solo che a ‘sparire’ allo stesso tempo sono anche tutte quelle misure a cui davano copertura e che servivano principalmente a sostenere le imprese, a cominciare dai crediti di imposta per la Zes e dalla transizione 4.0.

Ma la presidente del Consiglio pretende che quel segnale alle aziende venga dato lo stesso, senza indugi. Chi la sente nelle ore successive al suo rientro da Bruxelles parla di una premier decisamente irritata. “Quello che è successo è incredibile”, avrebbe detto. E non soltanto perché lo scontro in maggioranza finisce per sovrapporsi all’esito del Consiglio europeo che Giorgia Meloni considera una vittoria del suo lavoro diplomatico e la dimostrazione del peso dell’Italia nelle decisioni che contano. La questione è anche politica. Nelle analisi dei big di Fratelli d’Italia quella andata in scena in Senato è, appunto, tutta una guerra interna alla Lega e, in particolare, una dimostrazione di forza che Matteo Salvini avrebbe voluto dare anche dentro il suo partito. Quello che la presidente del Consiglio vuole evitare, però, è che alla fine tutto passi come un braccio di ferro in cui ad averla vinta è stato il Carroccio. Da qui il pressing per trovare una soluzione che consentisse, e subito, di mandare comunque quel segnale al mondo delle imprese che la presidente del Consiglio considera proprietario.

A questo punto i tempi di approdo della manovra in aula rischiano di allungarsi, i capigruppo sono già stati allertati: il via libera di palazzo Madama potrebbe arrivare addirittura il 24 mattina.

Mattarella richiama istituzioni su difesa, Ue e astensionismo

Roma, 19 dic. (askanews) – “Ci sono alcuni grandi temi della vita nazionale che vanno oltre l’orizzonte delle legislature, e attraversano le eventuali alternanze tra maggioranze di governo. Questioni strategiche che definiscono per il loro contenuto il futuro della nostra Repubblica”. Sergio Mattarella richiama le istituzioni, la politica e la società civile alla responsabilità. Nel salone dei Corazzieri al Quirinale è presente quasi tutto il governo, a partire dalla premier Giorgia Meloni (con la quale ha scambiato alcune parole prima della cerimonia), i presidenti delle Camere, gli esponenti delle forze di opposizione ma anche tanti rappresentanti del mondo delle imprese e del sindacato, delle alte magistrature e i vertici militari.

Nel tradizionale scambio di auguri al Quirinale prima della pausa natalizia il Presidente della Repubblica rivolge due messaggi chiari: il primo riguarda la difesa. Dopo il tradizionale videocollegamento con i militari impegnati nelle missioni internazionali presso la sede del Covi che ha lungamente elogiato per il difficile compito svolto, il capo dello Stato ha ricordato che la spesa per la difesa e la sicurezza è “comprensibilmente poco popolare” e “tuttavia, poche volte come ora, necessaria” per dare il nostro contributo alla difesa comune europea, anche perchè, avverte, “sicurezza nazionale e sicurezza europea sono oggi indivisibili”. L’altro richiamo riguarda l’astensionismo, ne aveva già parlato in passato, parlando agli enti locali, ma oggi il suo monito è risuonato ancora più forte: “una democrazia di astenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile e a subirne danno sono i cittadini”, ha ribadito.

Il capo dello Stato ha rivolto anche un ennesimo appello a sostenere l’Unione europea: “sappiamo bene che l’Unione ha alcuni problemi e molti avversari – dice – . Ma soltanto l’Europa può preservare, e dare un futuro, a quelle conquiste che gli Stati hanno garantito per decenni con i loro ordinamenti”. Sono troppi e troppo grandi i problemi del nostro tempo, osserva, per affrontarli da soli. E tra questi cita anche la sfida che viene da modelli di potere autoritario e che mettono in discussione quello democratico. Inoltre desta “allarme e inquietudine” l’affacciarsi sulla scena di un nuovo potere, quello legato alle centrali del potere finanziario che vuole fare a meno della politica senza la quale, avverte, la democrazia “inaridisce”.

L’Unione europea che ha saputo costruire dopo il secondo conflitto mondiale uno spazio di diritti e di libertà: “di poter leggere, scrivere, manifestare il pensiero, senza rischi di repressione o di censure preventive. Di assicurare pari condizioni per tutti, prescindendo dal sesso, dall’estrazione sociale, dalle convinzioni politiche, dal colore della pelle, dalla fede religiosa, liberi da razzismo e da risorgente antisemitismo. Di avere una giustizia indipendente”. L’Unione europea che “ha costruito la pace coltivando la relazione transatlantica”.

E guardando al patrimonio costruito in questi 80 anni di pace Mattarella invita a recuperare la parola “insieme”, antidoto alla sfiducia, capacità di lavorare per un obiettivo comune, con partecipazione. Una “parola che sembra desueta in un tempo caratterizzato da crescente astensione”, osserva con amarezza il capo dello Stato. Ma “una società che non si preoccupasse quando la maggioranza assoluta degli elettori sceglie di non votare non si accorgerebbe che si riduce la sua solidità, che la sua politica rischia di esaurirsi nella autoreferenzialità”. Per Mattarella quindi “spezzare questo circolo vizioso è interesse di tutti, perché è un’ampia, consapevole partecipazione a conferire una forte legittimazione” e invita ad indagare le ragioni di questa disaffezione dal voto: “il pluralismo delle idee, la dialettica tra opinioni diverse, il confronto tra posizioni culturali anche molto distanti sono indispensabili alla democrazia”. Se invece prevale il conflitto, la frattura, la mancanza di risposte condivise “si alimentano i germi della estraneità alla politica”.

Quindi il suo appello alla politica a ritrovare uno spirito di condivisione: “È legittimo e necessario che ogni forza politica abbia la sua agenda, le sue priorità, una sua visione della realtà e delle dinamiche che la muovono – ammette il Presidente -. Ma oltre al confronto e alla fisiologica dialettica deve esserci anche la condivisione di alcuni obiettivi fondamentali su cui lavorare insieme per assicurare il bene dell’Italia”.

Il messaggio di auguri si conclude con il ringraziamento a tutte le figure della società che “ogni giorno svolgono il loro dovere con competenza, abnegazione, onestà, dignità e onore in ogni settore della vita pubblica”. Cita chi lavora nella pubblica amministrazione, insegnanti, polizia penitenziaria, volontariato, medici, infermieri, giornalisti, militari, forze dell’ordine, “chi adempie il suo mandato elettivo con lo sguardo rivolto non alle successive elezioni ma all’orizzonte del bene comune dell’Italia”.

Governo Meloni e campo largo al completo agli auguri di Mattarella, sedia vuota Giorgetti

Roma, 19 dic. (askanews) – Ci sono tutti, o quasi nel salone di Corazzieri del Quirinale per gli auguri di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle alte cariche dello Stato e a chi ha ruoli di rilievo nelle istituzioni e nella società.

La premier Giorgia Meloni, di azzurro cangiante vestita, è seduta in fondo alla sala accanto al presidente del Senato Ignazio La Russa, allo stesso Mattarella e al presidente della Camera Lorenzo Fontana.

In prima fila ci sono i membri del governo. La sedia assegnata dal cerimoniale al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, alle prese con le polemiche sulla manovra, è rimasta vuota sino all’avvio della cerimonia. Poi, ad accomodarvisi è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A un posto di distanza da Matteo Salvini. A destra, tra gli altri, i ministri della Difesa Crosetto e degli Esteri Tajani. Tra loro il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.

C’è la politica. Con i leader e gli esponenti di maggioranza ma anche tutti i leader dell’opposizione (Schlein, Conte, Renzi, Bonelli e Fratoianni, Calenda, Magi). C’è la vecchia guardia con Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti che nell’attesa parlano cordialmente.

Qualche fila dietro l’ex presidente del consiglio ed ex presidente di Bankitalia e della Bce Mario Draghi e il senatore Mario Monti. E poi tra i governatori, il neo eletto in Campania Roberto Fico e anche Roberto Occhiuto che con Tajani si scambia un veloce saluto.

Manovra, Conte: governo di incapaci, dov’è finita Confindustria?

Roma, 19 dic. (askanews) – “TOC TOC! Dov’è finita Confindustria?” Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, è tornato a commentare le vicende legate alla legge di bilancio in un post sui suoi canali social.

“Dopo 32 mesi di crollo della produzione industriale, la trattativa fallita sui dazi e i 25 miliardi di sostegni annunciati da Meloni ad aprile mai visti, nella notte – ha spiegato l’ex premier – questo governo litigioso e sprovveduto ha fatto saltare anche quelle minime risorse che dovevano fare da ‘toppa’ ai disastri fatti sugli incentivi per le aziende, che vivono una situazione complicata dalle tasse al caro-energia. L’unica cosa rimasta in piedi è quella sorta di prelievo forzoso che prevede dal 2028 una tassazione dello 0,5% che poi diventa dell’1% su ogni fattura, a meno che le aziende non aderiscano al concordato preventivo. Un ricatto su cui vogliono fare gettito per circa 1,5 miliardi l’anno”.

“Qualcuno intende difendere il sistema produttivo da questo governo di incapaci? Noi ci siamo. E chi dovrebbe farlo per statuto?”, ha concluso Conte sempre riferendosi a Confindustria.

Golden Goose, la maggioranza ai cinesi di Hsg: operazione da 2,5 mld

Milano, 19 dic. (askanews) – Il private equity Permira vende gran parte delle sue quote in Golden Goose group e fa spazio nel libro soci ai cinesi di Hsg, società internazionale di venture capital e private equity, che acquisirà una quota di maggioranza. Tra gli azionisti spunta anche Temasek, società di investimento di Singapore, e un fondo gestito dal suo asset manager interamente controllato, True Light Capital, che rileveranno una partecipazione di minoranza. Permira manterrà una partecipazione di minoranza. L’operazione, quanto si apprende in ambienti finanziari, è da 2,5 miliardi.

Silvio Campara continuerà a guidare il Gruppo come Amministratore Delegato, insieme all’attuale leadership team. Marco Bizzarri, ex top manager di Gucci e attualmente Direttore Non Esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Golden Goose, diventerà Presidente Non Esecutivo.

Ci si attende che il perfezionamento dell’operazione avvenga entro l’estate 2026. Golden Goose, si legge nella nota, prevede che alla data di perfezionamento dell’operazione, “o in prossimità” verrà interamente rimborsato il bond da 480 milioni con scadenza 2031.

“Siamo entusiasti di accogliere HSG e Temasek, il loro investimento rappresenta una conferma del successo del nostro modello e ci aiuteranno a cogliere nuove opportunità”, ha detto Silvio Campara, Amministratore Delegato di Golden Goose.

Jiajia Zou, Partner di HSG, ha spiegato di voler “mettere a disposizione la nostra esperienza globale, le nostre risorse e il nostro profondo rispetto per l’heritage del brand, con l’ambizione condivisa di portare la gioia e lo spirito unici di Golden Goose ai consumatori di tutto il mondo, per le generazioni a venire”.

Francesco Pascalizi e Tara Alhadeff, Partner di Permira, hanno ricordato che “in un contesto complicato per il settore del lusso nel 2024 e 2025 si è dimostrato che Golden Goose è un brand capace di resistere alla prova del tempo. Questa transazione con HSG e Temasek è la prova sia del successo di Golden Goose, sia delle sue ambizioni future di continua crescita globale e di innovazione”.

Mch

“La bellezza dell’Italia”, mostra fotografica di Davide Bramante

Roma, 19 dic. (askanews) – “La bellezza dell’Italia”, questo il titolo della nuova mostra fotografica di Davide Bramante ospitata nella sede di Fondazione Lottomatica. Un viaggio visivo che attraversa il Paese da Nord a Sud, ricomponendo in un’unica immagine la sua infinita identit. Davide Bramante, artista e fotografo noto per le sue esposizioni multiple realizzate direttamente in macchina, presenta una collezione di opere che trasformano citt iconiche in simboli del patrimonio culturale italiano. Abbiamo parlato con Davide Bramante, artista:

“Oggi qui a Fondazione Lottomatica abbiamo dato un tema, abbiamo seguito un filo conduttore. Questo filo la bellezza dell’Italia, la nostra ricchezza, fatta di stratificazioni, stratificazioni prevalentemente culturali. Cosa trovate? Trovate delle opere fotografiche realizzate da me nell’ultimo ventennio, opere emblematiche di Roma, Milano, Palermo, di tutte le nostre belle citt, del nostro patrimonio culturale. Ovviamente queste foto sono state fatte interpretando i luoghi deputati di ogni citt”.

poi intervenuto Riccardo Capecchi, Presidente Fondazione Lottomatica:

“La bellezza dell’Italia, raccontata dalle opere di Davide Bramante, mette insieme capacit di osservazione e anche costruzione del mistero, perch costruire pi scatti nella stessa immagine significa anche immaginare senza vedere. E questa una cosa bellissima, perch noi costruiamo una rete di concetti che diventano visione e noi oggi abbiamo voluto raccontare questa storia insieme appunto ad un artista che particolarmente capace di guardare questo nostro paese con occhi profondi”.

I luoghi raccontati con questa mostra, pur rimanendo riconoscibili, sono metamorfosati in visioni inedite, dove storia, architettura e vita quotidiana si fondono in una singola trama luminosa.

Gabriel Bella e la vita (bella e reale) a Venezia nel Settecento

Venezia, 19 dic. (askanews) – Una serie di dipinti sulla vita a Venezia nel Settecento, la vita reale, quella fatta di feste, saltimbanchi, regate, giochi di piazza, sport, riunioni politiche. Una serie di istantanee pittoriche prima della fotografia che hanno la forza di restituirci un’immagine viva della Serenissima, accanto alle rappresentazioni storicizzate di Canaletto o Guardi. La Fondazione Querini Stampalia ha presentato la mostra “Bella la vita a Venezia”, dedicata al lavoro e al racconto del pittore Gabriel Bella, che in fondo ci mostra il dietro le quinte – o forse sarebbe meglio dire “l’accanto alle quinte” – della costruzione dell’immaginario collettivo su Venezia.

Sessantanove tele, pi alcune incisioni, che ci trasportano all’epoca d’oro della citt e lo fanno con uno stile non ricercato, ma estremamente efficace. Lo sguardo del pittore sembra quello del flaneur, che gira per le calli e i campi e osserva la vita per quella che . L’esito di grande curiosit, ma non si pu negare che sia anche felice, perch si ha la sensazione di essere effettivamente immersi in quell’atmosfera. Il gioco della Querini, poi, anche quello di sfruttare il terzo piano del palazzo del museo e quindi le bellissime finestre aperte sulla citt, che entra, con la sua contemporaneit, a dialogare con i dipinti. E quando Gabriel Bella rappresenta il campo di Santa Maria Formosa, ecco che guardando fuori troviamo lo stesso campanile e la stessa chiesa, e nel quadro c’ perfino il palazzo dentro il quale stiamo visitando la mostra. E dunque ci sfiora anche un brivido concettuale, molto in linea con la ricerca di Cristiana Collu, direttrice della Fondazione. Il dialogo attraverso il tempo passa infine anche per la sala che ospita i filmati dell’Istituto Luce, che ci raccontano Venezia tra il 1929 e il 1956.

Accanto alla mostra su Bella, poi, al secondo piano allestita una piccola esposizione intitolata “Disapparire”, dedicata alle sculture settecentesche di Antonio Corradini, sorprendenti nell’abilit di creare velature, e le fotografie contemporanee di Luigi Ghirri, i cui scatti hanno creato l’immagine dell’Italia, in qualche modo soppiantando la realt dei luoghi. Anche questa, se volete, una forma di sparizione.

Difesa, Mattarella: spesa poco popolare ma ora necessaria

Roma, 19 dic. (askanews) – “La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la difesa collettiva è sempre stata comprensibilmente poco popolare” ma “ora è necessario”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze politiche e della Società civile.

Secondo il capo dello Stato, “richiede uno sforzo convergente la definizione compiuta di una strategia di sicurezza nazionale, in un tempo in cui siamo costretti a difenderci da nuovi rischi che, senza infondati allarmismi, sono concreti e attuali”.

“La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la difesa collettiva – ha sottolineato – è sempre stata comprensibilmente poco popolare. Anche quando, come in questo caso, si perseguono finalità di tutela della sicurezza e della pace, nel quadro di una politica rispettosa del diritto internazionale. E tuttavia, poche volte come ora, è necessario”.

Mattarella: il diritto si affermi sulle armi

Roma, 19 dic. (askanews) – “La nostra comune speranza oggi ha il nome della pace. Una pace vera e giusta ovunque che ponga fine all’incertezza e al disorientamento indotti dalla attuale situazione internazionale. Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medioriente. Con l’obiettivo di costruire quella ‘pace permanente’, come la definì il presidente Franklin D. Roosevelt che affermava: ‘Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre'”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze politiche e della Società civile. “Pace, quindi – ha proseguito il capo dello Stato – come affermazione del diritto sulla forza delle armi. Pace come condizione di libertà e sviluppo”.

“La pace che l’Europa ha costruito coltivando la relazione transatlantica” è un “patrimonio” “irreversibile”, così anche Mattarella il quale ha ricordato che “l’anno scorso si è celebrato l’ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia: erano presenti alcuni anziani reduci: nei loro volti e nei loro sguardi ho colto, insieme all’orgoglio, il significato profondo della parola pace. Erano lì, con le loro storie, con il loro bagaglio di memoria, a testimoniare il sacrificio di migliaia di ragazzi venuti a morire in Europa, spesso lontanissimi dalle loro case, per costruire un tempo nuovo. Un tempo in cui la pace fosse premessa e condizione per affermare nella libertà una nuova civiltà. Questa è la pace che l’Europa ha costruito coltivando la relazione transatlantica. Questo patrimonio è irreversibile, perché acquisito nei sentimenti e nelle coscienze dei popoli, e va tutelato e consolidato in ogni maniera”.

“Si parla sovente – ha continuato il presidente della repubblica – dell’affermarsi di un nuovo potere che nasce dalla concentrazione in pochissime mani di enormi risorse finanziarie e tecnologiche, a detrimento del ruolo delle istituzioni che rappresentano i cittadini. Uno scenario che genera inquietudine, incertezza, allarme. Perché senza la mediazione della politica, senza la possibilità di composizione di interessi e tensioni divergenti le comunità si dividono. Le istituzioni si indeboliscono. Le democrazie inaridiscono. Le diseguaglianze crescono e viene smarrita persino l’idea di un destino comune”.

Mattarella ha anche affermato che: “Il modello democratico oggi appare sfidato da Stati sempre più segnati da involuzioni autoritarie che, contro la storia, si propongono come modelli alternativi. Una sfida per i sistemi democratici appare oggi derivare anche dal tentativo di ignorare e cancellare il confine tra libertà e arbitrio”.

“Partecipazione – così ancora il presidente – sembra parola desueta in un tempo caratterizzato da una crescente astensione elettorale. Alle ultime elezioni regionali ha votato meno del 45 per cento degli aventi diritto. Nelle precedenti tornate la percentuale era già in discesa e dobbiamo purtroppo constatare che questa tendenza prosegue. Non ci si può stancare di ripeterlo: una democrazia di astenuti, di assenti, di rassegnati è una democrazia più fragile e a subirne danno sono i cittadini. Riflettere su questo fenomeno – ha proseguito – è un dovere di tutti, mentre talvolta si ha l’impressione che l’astensionismo sia una sorta di problema del giorno prima, come se, dopo, a contare fosse soltanto chi ha vinto e chi ha perso e tutto tornasse a essere normale”.

“Il pluralismo delle idee, la dialettica tra opinioni diverse, il confronto tra posizioni culturali anche molto distanti sono indispensabili alla democrazia”, ha scandito Mattarella, mentre “quando le sbrigative categorie amico/nemico prevalgono sulla fatica di trovare risposte condivise nell’interesse collettivo, quando si producono fratture che dividono le nostre società si alimentano i germi della estraneità alla politica”.

Mattarella: obiettivo è pace permanente, diritto si affermi su armi

Roma, 19 dic. (askanews) – “La nostra comune speranza oggi ha il nome della pace. Una pace vera e giusta ovunque che ponga fine all’incertezza e al disorientamento indotti dalla attuale situazione internazionale. Abbiamo il dovere di coltivare e consolidare ogni piccolo spiraglio che si apra rispetto ai conflitti in corso, in Ucraina come in Medioriente. Con l’obiettivo di costruire quella ‘pace permanente’, come la definì il presidente Franklin D. Roosevelt che affermava: ‘Più che una fine della guerra vogliamo una fine dei principi di tutte le guerre'”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze politiche e della Società civile.

“Pace, quindi – ha proseguito il capo dello Stato – come affermazione del diritto sulla forza delle armi. Pace come condizione di libertà e sviluppo”.

Putin innamorato e il giornalista che vuole sposarsi (e lo farà)

Roma, 19 dic. (askanews) – Tra una invettiva contro l’Occidente e una minaccia all’Ucraina, la maratona di fine anno di Vladimir Putin si è tinta di toni sentimentali. Nel corso della conferenza stampa unita alla tradizionale Linea diretta con i cittadini, il presidente russo ha lasciato chiaramente intendere di essere innamorato, rispondendo con un doppio “sì” a chi gli ha chiesto se amasse qualcuno e se il sentimento fosse ricambiato. “Va tutto bene, non preoccupatevi”, ha aggiunto, con un sorriso.

Sempre sul tema, Kirill Bozhanov, giornalista di una tv di Ekaterinburg, ha attirato l’attenzione del presidente mostrando un cartello con la scritta “Voglio sposarmi”, tempestato da cuoricini. “Sembra tu sia già vestito per la cerimonia”, ha scherzato Putin. Bozhanov ne ha approfittato per chiedere alla fidanzata, in diretta, di convolare a nozze con lui. E mentre la conferenza del presidente proseguiva, è arrivato il lieto fine: la fidanzata di Bozhanov ha detto sì. Putin è già stato invitato.

L’Ucraina: colpita per la prima volta una petroliera russa nel Mediterraneo

Roma, 19 dic. (askanews) – L’Ucraina ha anunciato oggi di aver colpito per la prima volta una petroliera appartenente alla cosiddetta flotta fantasma russa nel Mar Mediterraneo, secondo quanto riferito alla Cnn da una fonte dei servizi di sicurezza ucraini. Le immagini ottenute dalla Cnn mostrano un drone che colpisce la petroliera, seguito da diverse esplosioni. La nave sembrava continuare a navigare dopo gli attacchi.

La fonte ucraina ha affermato che la petroliera “ha subito danni critici” nell’attacco e “non può essere utilizzata per lo scopo previsto”. “Al momento dell’operazione speciale, la nave russa non trasportava alcun carico ed era vuota”, ha aggiunto la fonte. “Di conseguenza, questo attacco non rappresentava alcuna minaccia per la situazione ecologica nella regione”.

La Russia ha creato questa cosiddetta flotta fantasma dopo la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022. Queste navi trasportano il petrolio russo dai porti del Baltico e del Mar Nero nonostante le sanzioni occidentali, facendo guadagnare al Cremlino centinaia di milioni di dollari ogni anno.

Sci, Zabystran vince SuperG maschile in Val Gardena. Franzoni terzo

Roma, 19 dic. (askanews) – Gara folle sulla Saslong: il Super G di Coppa del mondo di sci alpino in Val Gardena si chiude con la vittoria del ceco Jan Zabystran, al primo successo in carriera (e primo sciatore del suo Paese a centrare una vittoria in Cdm) e sceso con il pettorale n°29 in 1.24.86. Su una pista che è andata velocizzandosi durante la gara, sul podio anche uno splendido Giovanni Franzoni, che chiude terzo ad appena 37 centesimi, preceduto dal leader di Coppa, lo svizzero Marco Odermatt. L’Italia celebra anche il 6° posto dell’eterno Christof Innerhofer, quinto con il pettorale 30 ad appena 53 centesimi dal vincitore. Appena fuori dalla Top-10 Mattia Casse, 11° a 80 centesimi da Zabystran. Più staccato Dominik Paris, non perfetto nelle traiettorie e 25° (+1.29) dopo il podio conquistato giovedì in discesa. Per Franzoni primo podio della carriera con dedica speciale: subito dopo la prova ha infatti indicato il cielo per ricordare l’amico Matteo Franzoso, scomparso lo scorso settembre dopo un incidente in allenamento in Cile. Sabato altra discesa sempre sulla Saslong alle 11.45.

Putin: Ucraini si ritirano, noi avanziamo. Asset russi? Una rapina

Roma, 19 dic. (askanews) – ‘Gli ucraini si ritirano in tutte le direzioni’, ‘e noi avanziamo’. È questo il messaggio che il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato durante la trasmissione Bilancio dell’anno con Vladimir Putin, un format che combina una lunga conferenza stampa con una sessione di domande e risposte in diretta.

Nel corso della lunga, lunghissima conferenza stampa – durata oltre quattro ore e mezza – il leader del Cremlino ha risposto solo a una piccola e selezionata parte delle circa tre milioni di domande pervenute e raccolte dall’ufficio stampa guidato dal portavoce Dmitry Peskov.

Putin ha dispensato, presentandosi nei panni del padre della patria, consigli che hanno spaziato dalle giovani coppie, invitate a pensare ad avere più figli, alle scuse pubbliche con la moglie di un militare deceduto al fronte in Ucraina, fino all’esaltazione degli oltre ‘400.000 volontari’ pronti a dedicare un anno della propria vita alla Russia, arruolandosi nelle file delle truppe impegnate in prima linea sul fronte orientale.

Sul tema della guerra, il presidente russo, pur non rinunciando alle consuete invettive contro i leader europei, si è ribadito aperto all’idea di costruire un 2026 di pace. Secondo Putin – che ha evocato una visione euroasiatica della cooperazione – sia la Russia sia l’Europa trarrebbero vantaggio da un rapporto più stretto: infatti, ha sostenuto, ‘unendo le forze, se collaborassimo con i paesi europei, la Russia e i paesi europei, il nostro PIL congiunto sarebbe superiore a quello degli Stati Uniti’. Il quadro attuale è quello però del muro contro muro. E sul congelamento dei beni russi il capo del Cremlino ha rincarato: non è ‘un furto’, bensì ‘una rapina’.

In chiusura, una flebile speranza per il popolo ucraino. Putin ha dichiarato che la Russia è pronta a valutare la sospensione degli attacchi in Ucraina nel giorno delle elezioni, qualora queste si svolgessero a Kiev. Ha però precisato che ‘se Kiev vuole usare le elezioni per fermare l’avanzata dell’esercito russo, allora questa è una scelta sbagliata’.

UCRAINI SI RITIRANO, NOI AVANZIAMO Vladimir Putin ha dichiarato che ‘l’iniziativa strategica è passata completamente nelle mani delle Forze Armate russe, le truppe avanzano in tutte le direzioni’, mentre gli ucraini si stanno ritirando.

‘Il nemico (l’Ucraina, ndr) si sta ritirando in ogni direzione’, ha annunciato Putin, specificando che ‘le forze armate russe nella regione di Zaporizhia stanno liberando un insediamento dopo l’altro, metà di Hulyaipole è sotto controllo’.

Inoltre, il presidente russo, dimostrandosi convinto che le Forze armate russe possano conseguire ulteriori successi entro la fine del 2025, ha sostenuto che 3.500 militari delle Forze Armate ucraine sono accerchiati nei pressi di Kupyansk; ‘per loro le possibilità sono praticamente nulle’.

A tal proposito, Putin ha commentato il video registrato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky trasmesso da Kupiansk, affermando che il leader ucraino è un ‘è un attore di talento, senza alcuna ironia. Non c’è nulla di insolito’.

‘Quel cartello è a circa un chilometro dalla città. Ma perché ti filmi davanti a un cartello? Perché stai fuori dalla casa? Entra semplicemente in casa, se la casa è tua’, ha affermato oggi Putin, alludendo al fatto che la città sia in questo momento in mano moscovita e non più di Kiev.

Illustrando la prospettiva del Cremlino in merito allo stato dei combattimenti, il presidente russo ha evidenziato che ‘la presa del controllo della città di Pokrovsk è un evento molto importante, perché da lì si aprono nuove opportunità’, ha affermato Putin, sottolineando che questo è un buon trampolino di lancio per ulteriori operazioni offensive.

Vladimir Putin ha definito l’esercito russo l’esercito più pronto al combattimento al mondo e, pertanto, tutte queste difficoltà, secondo il leader del Cremlino, dovrebbero ‘spingere Kiev a raggiungere un accordo’.

LA PALLA IN MANO AGLI EUROPEI Il presidente russo Vladimir Putin, rispondendo alle domande dei cronisti durante l’odierna conferenza stampa, ha dichiarato che ‘la Russia desidera ardentemente la pace e nessun conflitto militare nel 2026’.

‘Vorremmo vivere in pace il prossimo anno e senza alcun conflitto militare’, ha dichiarato Putin, aggiungendo che ‘desideriamo fortemente, e ci proponiamo, di risolvere tutte le questioni tramite negoziati pacifici’.

In relazione a ciò, il presidente Putin ha affermato che la Russia è pronta ‘al dialogo e negoziati per la fine del conflitto’, con gli Stati Uniti ‘c’è praticamente un accordo’ dal summit in Alaska lo scorso agosto e adesso ‘la palla è assolutamente nel campo dei nostri avversari, diciamo così, europei’.

‘La palla (per la questione del regolamento del conflitto in Ucraina, ndr) è interamente e completamente dalla parte dei nostri avversari occidentali, per così dire, prima di tutto dei capi del regime di Kiev e dei loro, in questo caso e prima di tutto, sponsor europei’, ha detto Putin, sottolineando che non si ritiene responsabile per le numerosissime vittime di questi quattro anni, poiché per il leader del Cremlino ‘non siamo stati noi a iniziare questa guerra’.

Invocando un accordo di pace duraturo – e quindi confermando che non ci sarà una tregua, se non una interruzione degli attacchi per permettere eventuali elezioni in Ucraina, altro punto su cui in Cremlino insiste – il presidente russo inserisce un necessario nuovo sistema di sicurezza in Europa che possa garantire stabilità all’intero quadrante euroasiatico.

‘Certamente, in queste condizioni, il nuovo sistema di sicurezza in Europa è piuttosto rilevante’, ha specificato Putin.

‘Non stiamo dicendo che un Paese non abbia il diritto di scegliere i propri mezzi di difesa, ma deve essere un approccio che non minacci nessuno, nemmeno noi’, ha proseguito Putin.

La Russia è stata ingannata e ora vuole una situazione in cui venga creato un sistema di sicurezza affidabile in tutta Europa, ha affermato il leader russo, riferendosi alla NATO.

Putin assicura che ‘non ci saranno altre operazioni speciali se ci tratterete con rispetto e se non ci prenderete in giro come fatto dalla Nato con l’allargamento verso Est’. ‘Avete ignorato i nostri interessi in termini di sicurezza e avete creato questa situazione con le vostre mani’, ha detto ancora il leader russo.

Sia la Russia che l’Europa trarrebbero beneficio dalla collaborazione, ha sostenuto il presidente russo Vladimir Putin durante la conferenza stampa di fine anno, ‘unendo le forze, se collaborassimo con i paesi europei, la Russia e i paesi europei, il nostro PIL congiunto sarebbe superiore a quello degli Stati Uniti’.

‘Naturalmente, tutto questo è teorico, ma è abbastanza evidente. È chiaro che unire e completare le nostre capacità ci permetterebbe di prosperare entrambi, invece di combatterci a vicenda come invece accade’, ha osservato Putin.

Nel frattempo, mentre il leader del Cremlino affrontava la conferenza di fine anno, dal Cairo Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha aperto alle ultime dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, sostenendo che se Parigi è disponibile, anche Mosca è aperta al dialogo.

PUTIN CON TRUMP CONTRO BRUXELLES La Russia, a differenza dell’Europa, non è mai intervenuta nelle elezioni degli Stati uniti, ha sostenuto Putin,

‘Una volta accusavano Trump del fatto che la Russia fosse intervenuta nelle elezioni, ma non è stato confermato nulla e tutte le indagini del Congresso sono fallite. Non c’è stata alcuna cooperazione né ingerenza russa’, ha dichiarato il capo del Cremlino, riferendosi alle accuse avanzate in passato contro Mosca durante la presidenza di Donald Trump.

Putin ha invece detto che le interferenze sono arrivate dall’altra parte dell’Atlantico. ‘Le élite europee intervenivano, e intervenivano direttamente’, ha affermato, aggiungendo che tali azioni sarebbero state condotte ‘in modo chiaro, aperto e visibile’.

Il leader del Cremlino, inoltre, ha anche appoggiato la battaglia del presidente statunitense Donald Trump contro l’emittente pubblica britannica BBC, specificando che ‘è ovvio, penso che il presidente Trump abbia ragione’.

Sul tema di giornata, invece, il presidente russo Vladimir Putin, si è espresso sottolineando che il congelamento dei beni russi non è ‘un furto’, bensì ‘una rapina’.

“Furto’ non è la definizione corretta per questo’, ha rappresentato Putin nel corso della conferenza stampa, specificando che ‘il furto è compiuto di nascosto. Qui invece avviene alla luce del sole, quindi si tratta di una rapina’.

‘Le conseguenze sono molto gravi per i rapinatori’, ha osservato il presidente russo, aggiungendo che questa iniziativa ‘mina la fiducia’ anche di altri Stati nei confronti dell’Unione europea.

FAR TORNARE DI MODA LE FAMIGLIE NUMEROSE, LA MISSIONE DI PUTIN Nel corso della lunga conferenza stampa, il presidente Putin ha più e più volte rimarcato il tema della denatalità che sta colpendo la Russia e quasi tutti i paesi post-industriali.

‘È necessario rendere ‘di moda’ avere un figlio’, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin nel corso della tradizionale conferenza di fine anno.

‘Certo, è importante che questo diventi di moda, affinché le persone capiscano la gioia della maternità e della paternità’, ha osservato il capo dello Stato.

Analizzando il declino demografico dei principali Stati post-industriali infatti, il leader del Cremlino ha affermato che la Russia è sta promuovendo nuove iniziative a sostegno della natalità.

Il problema del calo delle nascite è pressante per quasi tutti i paesi con grandi economie postindustriali, ‘questa è una questione che riguarda tutti i paesi con un livello di sviluppo post-industriale, quasi tutti i paesi con grandi economie: la stessa cosa sta accadendo quasi ovunque’, ha osservato Putin.

I podcast di "Sguardi": Direttrici d’orchestra

Roma, 19 dic. (askanews) – SGUARDI, la rubrica di approfondimenti di Askanews, inaugura i suoi podcast con la serie “DIRETTRICI D’ORCHESTRA”, dedicato alla rivoluzione nel mondo della musica che negli ultimi vent’anni ha visto l’aumento consistente delle donne sul podio.

Storie di determinazione, disciplina, amore per l’arte e coraggio: dirigere significa affrontare un doppio giudizio, i professori d’orchestra davanti a te, il pubblico dietro di te. Ma oggi, in Italia e ancora di più all’estero, le direttrici sono numerose e sono arrivate alla guida dell’orchestra in tutti i maggiori teatri del mondo.

La prima puntata di questa serie ci porta una intervista a Oksana Lyniv, la direttrice ucraina prima donna sul podio di un ente lirico italiano, al Comunale di Bologna. Figlia di musicisti, animata dalla passione: il suo percorso, il concorso Mahler, il lavoro a Odessa e poi con Kirill Petrenko, l’amore per Wagner e Puccini, la responsabilità verso le colleghe più giovani; con l’Ucraina sempre nel cuore.

La seconda puntata è un dialogo con Milena Gammaitoni, titolare della cattedra di Sociologia delle Arti a Roma Tre, che racconta la lunga, spesso obliterata storia delle donne direttrici e compositrici lungo i secoli. Le direttrici di prestigio, italiane o straniere, hanno curriculum di eccellenza ed esperienza sulle grandi piazze, da New York a Londra a Parigi a Milano. “Sicuramente” spiega Gammaitoni, “la direzione come la intendiamo oggi è un fenomeno dell’Ottocento che ha riguardato anche alcune musiciste. In senso classico la prima è Josephine Weinlich”. Ma compositrici e direttrici esistono fin dall’antichità: Gammaitoni racconta come ne abbiamo perso traccia, fino alle prime stelle lungo il Novecento come Nadia Boulanger, Antonia Brico, Marine Alsop e Claire Gibault, per arrivare ai nostri tempi da Oksana Lyniv a Speranza Scappucci.

I podcast integrali sono sul sito di Askanews, sul canale YouTube di Sguardi-Askanews e sulle maggiori piattaforme.

Nelle prossime puntate, altre interviste a direttrici italiane e straniere che stanno facendo la storia.

SGUARDI è una rubrica di approfondimenti multimediali prodotta da Askanews e ideata da Alessandra Quattrocchi.

Manovra, Schlein: la maggioranza si è rotta. Finita Atreju, i problemi restano

Roma, 19 dic. (askanews) – “E’ finita Atreju ma il paese reale è ancora lì, con i suoi problemi. Quello che è accaduto è uno spettacolo inaccettabile”, “ieri notte si è rotta la maggioranza di Meloni”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein durante una conferenza stampa al Senato.

“L’eta pensionabile aumenta con il governo Meloni per il 99% dei lavoratori, comprese le forze dell’ordine, questo resta” anche se il maxiemendamento è stato ritirato, ha anche detto Schlein. Così ancora la segretaria del Pd: “Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento del governo Meloni”.

“Se – ha affermato schlein – sono davvero così uniti nella maggioranza perché ci portano a un passo dall’esercizio provvisorio” per i tempi dell’approvazione della manovra di bilancio, “perché queste forzature parlamentari?”.

Il motore dei significati e la storia nell’arte di Terry Atkinson

Venezia, 19 dic. (askanews) – Una piccola mostra, ma densa di significato e di storia del nostro tempo. La Galleria internazionale di arte moderna di Ca’ Pesaro a Venezia dedica un’esposizione a Terry Atkinson, artista britannico che stato tra i fondatori del gruppo Art & Language che ha messo in discussione il tema della rappresentazione. Ma il racconto espositivo, sotto il bel titolo di “L’artista un motore di significati”, va oltre questa fase della carriera di Atkinson e racconta anche altro, di un impegno politico, ma anche di un’estetica che torna a una pittura di grande impatto e intensit, capace sia di figurazione sia di astrazione.

La mostra, che curata da Elisabetta Barisoni e Elena Forin, esplora il tema della guerra – dal Vietnam all’Irlanda – e quello del ruolo dell’arte come strumento di conoscenza e presa di posizione. E in questa prospettiva ogni segno diventa occasione di indagine sui meccanismi del sapere e della comunicazione. E poi ci sono le parole, anche isolate, che assumono un aspetto diverso, nel momento in cui le cogliamo fuori dai contesti a cui siamo abituati o ci hanno insegnato a riconoscere.

Il tema della storia un altro degli aspetti cruciali del lavoro di Atkinson che l’artista esplora nella sua complessit e nei suoi incubi, come i bombardieri nucleari che compaiono, lontanissimi, ma in avvicinamento, nei cieli colorati della serie “Enola Gay”. Un’immagine, e un pensiero, che, purtroppo, sono ancora parte del nostro presente.

Il cardinale Pizzaballa a Gaza per celebrare il Natale

Roma, 19 dic. (askanews) – La piccola comunità dei cattolici di Gaza anche per questo Natale, così come fu per il 2024, riceverà conforto e solidarietà, per la quarta volta dal 7 ottobre 2023, dal cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il patriarca latino di Gerusalemme, fa sapere Vatican News, è arrivato oggi a Gaza per le celebrazioni natalizie, così come fu nel 2024. Un appuntamento annuale, annullato nel 2023 a causa dei bombardamenti israeliani. Il porporato quindi, come informa un comunicato stampa del patriarcato, accompagnato dal vicario patriarcale latino, monsignor William Shomali e da una piccola delegazione, è in visita pastorale alla Parrocchia della Sacra Famiglia.

In questi giorni, Pizzaballa, si legge, “esaminerà la situazione attuale della parrocchia, inclusi gli interventi umanitari, gli sforzi di soccorso e riabilitazione in corso e le prospettive per il periodo a venire. Incontrerà il clero e i parrocchiani locali per ricevere informazioni sui bisogni della comunità e sulle iniziative in corso per sostenerla”. Domenica, in ultimo, presiederà la Messa di Natale sempre presso la Sacra Famiglia.

Questa visita, spiega ancora il Patriarcato, “segna l’inizio delle celebrazioni natalizie in una comunità che ha vissuto e continua a vivere momenti bui e difficili. Riafferma il legame duraturo della parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza con la più ampia diocesi del patriarcato latino di Gerusalemme ed esprime l’impegno del Patriarcato ad accompagnare i suoi fedeli nella speranza, nella solidarietà e nella preghiera”.

Premio Villa della Torre "L’arte di mostrare l’arte" a Caravaggio 2025

Milano, 19 dic. (askanews) – “Per l’eccezionale qualità scientifica, curatoriale e allestitiva che lo hanno reso un progetto esemplare capace di coniugare rigore accademico, sensibilità artistica e capacità divulgativa il Premio Villa Della Torre L’Arte di Mostrare l’Arte è stato assegnato a Caravaggio 2025”. Con queste parole il presidente della giuria, Stefano Baia Curioni, ha annunciato il vincitore della 12esima edizione del riconoscimento ideato dalla Cav. Lav. Marilisa Allegrini per celebrare la mostra italiana più meritevole dell’anno.

Nella splendida cornice rinascimentale di Villa Della Torre a Fumane (Verona), il riconoscimento è stato ritirato da Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e curatore della mostra. Il progetto, come lui stesso ha ricordato, è stato frutto della collaborazione con la Galleria Borghese e ha riunito 24 capolavori di Michelangelo Merisi detto Caravaggio provenienti da collezioni italiane, internazionali e prestiti privati. Un’esposizione che ha finalizzato una distintiva sinergia tra musei e gallerie differenti, diventando la mostra più visitata nella storia di Palazzo Barberini ed uno degli eventi culturali più significativi del Giubileo 2025.

Durante la cerimonia, Thomas Clement Salomon ha raccontato con emozione e soddisfazione, la grande impresa realizzata. “È un motivo d’orgoglio ricevere il premio ‘Villa Della Torre – L’Arte di Mostrare l’Arte’ promosso dalla famiglia Mastella Allegrini. Un’occasione per ripercorrere un progetto che ha segnato profondamente la vita delle Gallerie Nazionali di Arte Antica” ha affermato, parlando di “un’impresa che abbiamo immaginato con ambizione, affrontato con determinazione e portato a compimento grazie a un gioco di squadra esemplare. Le opere, esposte insieme a Palazzo Barberini, rappresentano un patrimonio unico: alcune opere provenienti da collezioni private non erano mai state esposte al pubblico, mentre altre non tornavano a Roma da tempo”. Il direttore si è soffermato anche sul valore di aprire al grande pubblico luoghi solitamente inaccessibili: “La visita al Casino Boncompagni Ludovisi, dove è conservato l’unico dipinto murale del Caravaggio ha trasformato la mostra in un racconto sul tempo, sulla memoria e sulla capacità dei luoghi di custodire identità e significati” ricordando il grande valore dei risultati raggiunti: “oltre 450mila visitatori, più di 1.300 articoli di stampa, 14 milioni di visualizzazioni sui nostri canali digitali e un impatto economico superiore ai 10 milioni. È la dimostrazione concreta che i grandi investimenti culturali generano benefici reali e diffusi”.

Sull’importanza di valorizzare e sostenere progetti di tale qualità si è soffermato anche Stefano Baia Curioni (direttore di Palazzo Te, oltre che presidente della giuria), spiegando che “realizzare una grande mostra oggi è complesso e sfidante, anche in termini di risorse. E oggi più che mai è necessario non dimenticare che lo scopo di una mostra deve essere formativo, deve facilitare l’innesto di risonanze che possano portare ad un ampliamento del pubblico della cultura. Va quindi dato valore alla qualità del progetto: una grande mostra è tale quando risponde a un autentico bisogno culturale. Quando entra in rapporto con le collezioni e con il luogo che la ospita, portando alla luce elementi nascosti e generando l’inaspettato. L’inaspettato – ha concluso Baia Curioni – genera infatti emozione e l’emozione cementa la memoria consentendo di avere un’anima più sensibile”.

“La cultura è un progetto collettivo: Caravaggio 2025 ne è stata la prova migliore” ha concluso Salomon, sottolineando un principio che trova non solo pieno riscontro, ma autentica continuità anche nella storia di Villa Della Torre resa accessibile al pubblico grazie alla visione e all’impegno della Famiglia Mastella Allegrini che ha deciso di restituire il luogo alla comunità, all’insegna della bellezza condivisa e della crescita collettiva.

Un atto di grande responsabilità come ha ricordato Marilisa Allegrini: “In molti luoghi della terra, anche a noi vicinissimi, la guerra incombe e i rischi per l’umanità sono alti. In questi frangenti, la cultura e l’arte hanno sempre avuto il compito di favorire il dialogo fra i popoli e la comprensione reciproca. Quando nel 2008 riuscimmo ad acquisire la Villa Della Torre, splendido monumento del Rinascimento Italiano, scoprimmo ben presto che l’impresa può fare molto per l’arte così come l’arte è in grado di rendere viva l’impresa arricchendola di bellezza, armonia e misura. Questo premio – ha chiosato Marilisa Allegrini – racchiude tutto questo ed è un progetto a cui teniamo molto”.

Il Papa: pace non è solo assenza di guerre ma è fondata sulla giustizia

Roma, 19 dic. (askanews) – “Il senso autentico” della parola pace “non è soltanto un’assenza di guerre, ma un’amicizia fra i popoli fondata sulla giustizia. Tutti noi desideriamo questa pace per le nazioni ferite dai conflitti, ma ricordiamoci che la concordia e il rispetto iniziano dalle nostre relazioni quotidiane, dai gesti e dalle parole che scambiamo in casa, in parrocchia, con i compagni di scuola e di sport”. Così Papa Leone XIV ricevendo in udienza in Vaticano i ragazzi dell’Azione Cattolica.

“Perciò – ha continuato il Papa – prima della santa notte di Natale, pensate a una persona con la quale fare pace: sarà un regalo più prezioso di quelli che si possono comprare nei negozi, perché la pace è un dono che si trova, davvero, solo nel cuore. Fare pace è un”azione cattolica’ per eccellenza, perché è il gesto che ci rende testimoni di Gesù, il Redentore del mondo”.

Difesa, Mattarella: grazie a donne e uomini delle Forze armate

Roma, 19 dic. (askanews) – “In tutti gli ambiti si allargano i confini di impegno e questo richiede alle forze armate di adeguarsi per rispondere con efficienza ed efficacia. Oggi per me è l’occasione per ringraziare, non solo per le missioni svolte, ma anche in generale le donne e gli uomini delle forze armate”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando dalla sede del COVI nel collegamento in video conferenza per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Difesa, Mattarella: obiettivi sempre più globali richiedono collaborazione

Roma, 19 dic. (askanews) – “Il nostro paese con grande sforzo ma con grande merito contribuisce alla stabilità della vita internazionale e nelle zone più delicate, grazie alle forze armate e alla Guardia di finanza. Alla fine di questa carrellata (con i militari in missione, ndr) abbiamo visto la plastica raffigurazione di come sono mutati il nostro impegno e gli ambiti di intervento delle nostre forze armate: si sono ampliati i confini e allargati gli obiettivi e le esigenze di impegno e di una sempre più stringente collaborazione in campi sempre più comuni in ambito globale, dell’Alleanza e non solo per motivi di lealtà ma perchè i problemi sono talmente intrecciati e comuni che non vi sono divisioni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando dalla sede del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze) nel collegamento in video conferenza per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Nuoto, Federica Pellegrini di nuovo mamma

Roma, 19 dic. (askanews) – Federica Pellegrini sarà di nuovo mamma. L’ex campionessa di nuoto ha annunciato l’arrivo della secondogenita (la prima Matilde compirà due anni a gennaio) con un post sui social in tandem con il marito Matteo Giunta: ‘Piovono polpette” ha scritto su Instagram l’olimpionica mostrando una foto inequivocabile della sua pancia circondata dalle sue mani, quelle del marito e di Matilde. Svelando anche che si tratta di un’altra bimba: “Ti aspettiamo, piccolina…”.

Rugby, Hollie Davidson prima donna a dirigere il Sei Nazioni

Roma, 19 dic. (askanews) – Hollie Davidson scrive un’altra pagina di storia del rugby. La trentatreenne scozzese sarà la prima donna ad arbitrare una partita del Torneo Sei Nazioni maschile: il 14 febbraio 2026 dirigerà Irlanda-Italia all’Aviva Stadium di Dublino, match valido per la seconda giornata. Nominata Arbitro dell’Anno 2025 da World Rugby, Davidson è ormai una figura di riferimento a livello internazionale. Ex giocatrice fermata dagli infortuni, ha intrapreso la carriera arbitrale diventando nel 2017 la prima professionista a tempo pieno della Scottish Rugby Union. Negli ultimi anni ha collezionato una serie di primati, fino alla finale europea maschile di Challenge Cup nel 2025, confermandosi come una delle protagoniste del rugby mondiale.

Opella e sostenibilit: net zero e persone al centro

Milano, 19 dic. (askanews) – Salute e sostenibilit. Le due direttrici su cui viaggia Opella, azienda innovativa nel settore del self-care, terza a livello globale nel mercato dei medicinali senza obbligo di prescrizione e integratori alimentari. Nel suo cammino verso il futuro Opella ha di recente ottenuto dalla SBTi la validazione degli obiettivi net-zero, che riguardano il suo impegno nella riduzione delle emissioni a breve e lungo termine. Abbiamo parlato con Luisa Barba, Head of Comms & Sustainability – Opella Italia:

“SBTI un organismo internazionale che definisce standard scientifici e rigorosi per la riduzione delle emissioni, in linea con quanto definito negli Accordi di Parigi. Per noi estremamente rilevante, in quanto significa che il percorso verso la neutralit climatica di Opella, quindi della nostra azienda, assolutamente credibile e scientificamente validato. Concretamente che cosa significa? Significa che ci impegniamo a ridurre le emissioni complessive del 58,8% entro il 2034 e del 90% entro il 2050”.

Fondamentale in questo percorso l’ottenimento della certificazione B Corp, che ha reso Opella la prima azienda globale nel settore del consumer healthcare a raggiungere questo risultato. Un percorso di crescita graduale ma costante in aree chiave come le azioni per il clima, ma anche la semplificazione del self-care, l’impatto sulle comunit e il ruolo attivo delle persone nel rendere la sostenibilit una priorit aziendale. poi intervenuto Matteo Borioli, People &Culture Director – Opella Italia:

“La strategia People and Culture strettamente collegata alla nostra strategia di sostenibilit. Lavorare per il benessere del pianeta significa anche lavorare per il benessere delle persone per noi e lo facciamo attraverso tre pilastri fondamentali. Il primo, facciamo in modo che la nostra strategia di sostenibilit sia veramente un modo di lavorare che le persone hanno. Il secondo pilastro quello di aver creato una squadra di ambassador della sostenibilit che rappresenta lo 100% delle funzioni e che dedicano una parte del loro tempo a lavorare su attivit e iniziative di sostenibilit. Ultimo punto, ci siamo resi conto che lavorare sulle strategie di sostenibilit molto importante per trattenere e per reclutare i talenti”.

Per Opella il futuro gi presente. E la sostenibilit il frutto del lavoro quotidiano.

Premio Antonio Catrical a Sabino Cassese e Andrea Illy

Roma, 19 dic. (askanews) – Si tenuta a Roma, presso la Sala Einaudi di Confedilizia, la quinta edizione del Premio Antonio Catrical, appuntamento che celebra la memoria di un giurista e servitore dello Stato, simbolo di rigore, equilibrio e senso delle responsabilit civiche.

Nel corso della cerimonia il riconoscimento e’ stato conferito a Sabino Cassese, uno dei pi autorevoli esponenti del pensiero giuridico italiano, e ad Andrea Illy, in segno di apprezzamento rispettivamente per una vita straordinaria dedicata allo studio del diritto e al servizio del bene comune, e per l’impegno nel mondo dell’impresa e nella promozione di valori di eccellenza e responsabilit sociale.

Sono intervenuti Gianni Letta, gi Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e figura di rilievo nella politica italiana, e Francesco Paolo Sisto, giurista e parlamentare con una lunga esperienza istituzionale, sottolineando l’eredit umana e professionale di Antonio Catrical, richiamandone i valori morali e la visione istituzionale, e mettendo in rilievo la straordinaria statura intellettuale e civile di Cassese e l’impegno imprenditoriale e responsabile di Illy.

Antonio Catrical, – queste le parole di Andrea Pancani- oltre a essere un giurista di grandi competenze e di grande visione, era un professionista equilibrato, con il quale si sono confrontati e interfacciati imprese e consumatori.

L’evento, promosso dal Comitato organizzatore guidato dal presidente onorario FIAIP Paolo Righi, insieme a Roberto Somella, direttore di Milano Finanza, e Andrea Pancani, vicedirettore del TgLa7, conferma il significato pi autentico dell’iniziativa: non solo un omaggio al merito, ma anche un’occasione di memoria e di impegno civile, volta a riaffermare il valore della competenza, dell’etica pubblica e della responsabilit verso le istituzioni dello Stato.

Algodistrofia, Abiogen investe in Ambros Therapeutics

Roma, 18 dic. (askanews) – L’innovazione scientifica sta gradualmente contribuendo allo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche, anche nel panorama delle malattie rare come l’Algodistrofia, patologia con un tasso di incidenza annua di circa 26 nuovi ogni 100.000 persone caratterizzata da dolore locale intenso, persistente e sproporzionato rispetto all’evento scatenante. In Italia, l’Algodistrofia trattata con il neridronato, farmaco che consente di gestire la patologia riducendo in modo significativo il dolore, migliorando la funzionalit dell’arto colpito e diminuendo un eventuale edema e alterazioni vasomotorie. Negli USA, invece, il neridronato non ancora commercializzato evidenziando, di conseguenza, un vulnus terapeutico per le persone con Algodistrofia. Per contribuire a tale traguardo, Abiogen Pharma ha annunciato la partecipazione alla nascita di Ambros Therapeutics, nuova biotech statunitense dedicata allo sviluppo clinico avanzato del neridronato per il trattamento dell’Algodistrofia.

Massimo Di Martino, Presidente di Abiogen Pharma, ha dichiarato: “Questa opportunit per noi un passaggio strategico fondamentale per il nostro percorso di crescita perch permette di valorizzare un asset che stato sviluppato internamente e sul quale lavoriamo da diversi anni, ovvero il neridronato”.

L’operazione, sostenuta da un finanziamento da 125 milioni di dollari, servir ad avviare negli Stati Uniti lo studio clinico registrativo di Fase 3, necessario per portare questa terapia ai pazienti.

“Il riconoscimento del lavoro svolto, ricevuto dall’FDA, particolarmente importante perch risponde ad un bisogno medico insoddisfatto dei pazienti negli Stati Uniti in merito a questa malattia rara. Si tratta dell’Orphan Drug Designation, cio dalla definizione di un farmaco per una patologia orfana, dalla Breakthrough Therapy che certifica una terapia molto innovativa e poi la Fast Track che garantisce un percorso preferenziale nell’ambito delle tempistiche e delle valutazioni regolatorie. I prossimi passi sono molto importanti perch questo finanziamento finalizzato alla fase clinica che partir con il primo paziente trattato nell’ambito del primo trimestre del 2026 ed fondamentale perch, alla conclusione di questo trial clinico, si valuteranno i risultati ottenuti. In virt di questo si potranno attivare tutte quelle corsie regolatorie che l’FDA ha concesso alla valutazione di questo asset”, ha infine concluso Massimo Di Martino.

La partecipazione in Ambros Therapeutics, oltre ad un impegno concreto per uno sviluppo terapeutico particolarmente strategico per la popolazione statunitense, rappresenta anche un passaggio chiave nel percorso di crescita e nel processo di internazionalizzazione di Abiogen Pharma.

Isaia (Federsociale): A Natale aumentano ricoveri anziani

Roma, 19 dic. (askanews) – “In occasione delle festivit natalizie centinaia di anziani vengono letteralmente ‘parcheggiati’ negli ospedali campani, attraverso ricoveri ‘impropri’, spesso effettuati anche dai familiari per poter andare in vacanza”.

L’allarme viene lanciato da Salvatore Isaia, presidente di Federsociale e dell’Osservatorio per la Terza et, in occasione della visita del cardinale Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, alla RSA Padre Annibale di Francia.

“Il boom dei ricoveri nei nosocomi, causato anche della diminuzione delle temperature e dagli attacchi influenzali registra, in molti casi, l’esaurimento dei posti letto disponibili, costringendo i sanitari alla degenza in barella e addirittura nelle corsie, in tal modo si aggravano i metodi di soccorso e crescono ulteriormente i costi della spesa sanitaria. Purtroppo, nella nostra regione sono poche le strutture intermedie pubbliche o convenzionate – ha aggiunto Isaia – in grado di garantire l’assistenza agli anziani fragili e ai clochard. Ormai aumentano sempre pi i familiari che ‘adottano’ lo stratagemma del nonno che ha un malore e necessita delle ‘indispensabili’ cure ospedaliere, anche in presenza di rischiose patologie. Per contrastare questi fenomeni occorre il contributo di tutti gli attori pubblici e provati. Occorre potenziare l’offerta dei servizi sociali nei territori dove l’isolamento pi accentuato, avendo una chiara mappa delle fragilit presenti nella nostra regione, che consenta provvedimenti concreti, in particolare dopo i notevoli tagli imposti dalla spending review anche a questo complesso segmento”.

“Gli anziani over 65 in Campania sono circa 900mila. La percentuale di disabili, tra questi, del 22%”. “In alcuni casi – ha concluso il numero uno di Federsociale -, abbiamo anche registrato che i pensionati non acquistano i farmaci e non si sottopongono ai necessari esami diagnostici perch non hanno i soldi per pagare il ticket”.

Mattarella a militari: quanto fate è importante per equilibrio mondiale

Roma, 19 dic. (askanews) – “Avete una grande responsabilità rispetto all’intera area in cui siete collocati, so che è un sacrificio passare le feste lontano da casa ma quanto fate è di grande importanza per la pace di quella regione e per l’equilibrio mondiale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alla sede del COVI nel collegamento in video conferenza per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Il capo dello Stato ha aggiunto “l’apprezzamento per come” viene svolto il compito: “Ovunque sono presenti le nostre missioni si manifesta la grande capacità e la dedizione delle nostre forze armate”.

M.O., Mattarella a militari: grazie per quanto fate in punto nevralgico

Roma, 19 dic. (askanews) – “Svolgere insieme compiti assistenza e informazione è particolarmnete impegnativo. Vi rinnovo gli auguri e complimenti e grazie per il vostro compito”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella parlando alla sede del COVI nel collegamento in video conferenza dal Comando Operativo di vertice Interforze per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Nel collegamento il capo dello Stato ha parlato sia con il Civil military coordination center nato dopo gli accordi di Sharm el Sheik a Tel Aviv sia con la missione bilaterale di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi a Gerusalemme. A loro ha detto: “Siete in un punto nevralgico sotto lo sguardo del mondo, un compito delicato con una grande quantità di problemi e di estremo impegno anche per questo grazie e complimenti per quello che fate”.

L’Europa tiene: 90 miliardi per Kiev e ancora congelati gli asset russi

In piena notte, dopo un negoziato complesso e tutt’altro che scontato, il Consiglio europeo ha raggiunto l’unanimità su un nuovo e decisivo sostegno all’Ucraina: un prestito da 90 miliardi di euro, a tasso zero, garantito dal bilancio dell’Unione europea. Un risultato politicamente rilevante, perché scongiura il rischio di un nulla di fatto e conferma che, anche sotto pressione, l’Europa è ancora capace di decidere insieme.

Accantonata – almeno per ora – l’ipotesi più radicale dell’utilizzo diretto dei beni russi congelati, il Consiglio ha scelto la strada più tradizionale ma immediatamente praticabile: debito comune europeo, uno strumento già sperimentato e ormai entrato nel lessico della governance Ue.

Il nodo degli asset russi e il ruolo della Germania

La discussione sugli asset russi immobilizzati resta però centrale. Proprio la Germania, che pure era stata tra le principali sostenitrici della loro confisca diretta, ha svolto un ruolo decisivo nel favorire il compromesso. Berlino ha accettato di rinviare l’uso dei beni congelati, senza rinunciarvi sul piano politico e giuridico, per evitare blocchi e ritardi nell’aiuto a Kiev.

Il messaggio è chiaro: pragmatismo oggi, fermezza domani. Prima viene il sostegno immediato all’Ucraina; la questione dei risarcimenti russi resta aperta, ma incardinata nel rispetto del diritto internazionale.

Merz: Una soluzione pragmatica, senza ulteriori ritardi”

A rivendicare il risultato è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha parlato apertamente di una scelta di responsabilità. «Sono lieto – ha dichiarato – che dopo intensi negoziati siamo riusciti a prendere questa decisione all’unanimità. In questo modo possiamo ricorrere a strumenti europei collaudati e sostenere l’Ucraina immediatamente, senza ulteriori ritardi».

Merz ha chiarito anche il meccanismo politico e finanziario dell’accordo: il prestito dovrà essere rimborsato solo dopo che la Russia avrà pagato i risarcimenti dovuti. In caso contrario, ha avvertito, l’Unione si riserva di ricorrere ai beni russi congelati, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Un segnale politico che rafforza lUnione

Il compromesso raggiunto a tarda notte non è soltanto una soluzione tecnica. È un segnale politico: l’Unione europea, pur tra divergenze e sensibilità diverse, riesce ancora a produrre decisioni comuni su dossier strategici. La scelta del prestito europeo rafforza la credibilità dell’Ue come attore politico e finanziario e rilancia, una volta di più, il tema del debito comune come strumento di sovranità condivisa.

In un contesto globale instabile, l’Europa tiene.

Putin ha detto che il congelamento degli asset è una rapina

Roma, 19 dic. (askanews) – Russia/*Putin su congelamento asset russi in Ue: è “una rapina” “Le conseguenze sono molto gravi per i rapinatori”

Roma, 19 dic. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso della conferenza stampa odierna, ha dichiarato che il congelamento dei beni russi non è “un furto”, bensì “una rapina”. “‘Furto’ non è la definizione corretta per questo”, ha rappresentato Putin nel corso della conferenza stampa, specificando che “il furto è compiuto di nascosto. Qui invece avviene alla luce del sole, quindi si tratta di una rapina”. “Le conseguenze sono molto gravi per i rapinatori”, ha osservato il presidente russo, aggiungendo che questa iniziativa “mina la fiducia” anche di altri Stati nei confronti dell’Unione europea.

Aumentano le infezioni respiratorie. Infuenza, la variante K è prevalente

Roma, 19 dic. (askanews) – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dall’8 al 14 dicembre, è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti (vs 12,4 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 19 dicembre.

Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%). Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente. Tuttavia, i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche. Inoltre, stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia.

L’intensità è molto alta in due regioni (Campania e Sardegna), alta in Sicilia, media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Durante la settimana 2025-50 sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet. Dalle analisi effettuate 1436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 influenza B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per VRS, 86 (2,4%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) Rhinovirus, 89 (2,5%) Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 64 (1,8%) virus Parainfluenzali, 62 (1,7%) Adenovirus, 21 Bocavirus e 12 Metapneumovirus.

Aumentano le infezioni respiratorie. Infuenza, la variante K è prevalente

Roma, 19 dic. (askanews) – L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dall’8 al 14 dicembre, è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti (vs 12,4 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 19 dicembre.

Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%). Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente. Tuttavia, i dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche. Inoltre, stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia.

L’intensità è molto alta in due regioni (Campania e Sardegna), alta in Sicilia, media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Durante la settimana 2025-50 sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet. Dalle analisi effettuate 1436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 influenza B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per VRS, 86 (2,4%) per SARS-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) Rhinovirus, 89 (2,5%) Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 64 (1,8%) virus Parainfluenzali, 62 (1,7%) Adenovirus, 21 Bocavirus e 12 Metapneumovirus.

Del Vecchio jr rileva 30% del Giornale, punta a polo italiano informazione

Milano, 19 dic. (askanews) – LMDV Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 30% de Il Giornale. L’ingresso di LMDV Capital, sottolinea una nota, avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale.

“Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale”, ha dichiara Leonardo Maria Del Vecchio, fondatore e azionista di LMDV Capital. “Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità”.

L’operazione si inserisce nel più ampio percorso avviato da LMDV Capital nel settore dei media e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale, spiega la società. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media.

LMDV Capital conferma così la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale. Il progetto prevede la costruzione di una piattaforma editoriale integrata, fondata su: valorizzazione dei brand storici della stampa italiana; accelerazione della trasformazione digitale (siti, app, podcast, video, prodotti premium e modelli di abbonamento); utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni, senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali; risorse professionali, persone che operano all’interno della struttura editoriale che rappresentano il capitale umano su cui si fondano crescita, credibilità e identità del gruppo.

Mr.Rain ha pubblicato a sorpresa il singolo ‘Casa in fiamme’

Milano, 19 dic. (askanews) – Dopo la pubblicazione di ‘Effetto Michelangelo’ Mr.Rain, il cantautore multipremiato con 24 dischi di platino e 5 dischi d’oro, pubblica a sorpresa il singolo ‘Casa in fiamme’ (Warner Records/Warner Music Italy) prodotto da Dardust, che sarà fuori ovunque da venerdì 19 dicembre.

“La scelta di chiudermi per un anno in studio per scrivere nuove canzoni – spiega Mr.Rain – mi ha permesso di prendermi il tempo necessario per raccontare, attraverso la musica, il mio mondo nel modo più autentico possibile. Ora sento la voglia e la necessità di far ascoltare al mio pubblico tutto ciò che ho creato”.

‘Effetto Michelangelo’ e ‘Casa in fiamme’ rappresentano l’inizio di questo nuovo percorso.”

‘Casa in fiamme’ scritto dallo stesso Mr.Rain, Federica Abbate, Dardust e Lorenzo Vizzini, è una fotografia mossa: due persone che restano mentre tutto intorno crolla. Non sanno se ciò che le tiene unite sia amore o la paura di restare sole, ma si stringono forte, abbracciate dentro una casa in fiamme, nell’ultimo tentativo di non perdersi del tutto’.

Mr.Rain nell’ultimo anno si è anche dedicato al suo progetto spagnolo, e dopo il grandissimo successo del brano ‘Superhéroes’ con Beret, disco di platino in Spagna, ha pubblicato altri due singoli in Spagna, prima in coppia con Zetazen e poi con Walls. Attualmente Mr.Rain è al lavoro anche sul suo prossimo album in uscita nel 2026.

Antitrust impone più trasparenza sull’autonomia delle auto elettriche

Roma, 19 dic. (askanews) – L’Antitrust ha concluso con impegni quattro procedimenti istruttori avviati nei confronti di Stellantis Europe, Tesla Italy, Byd Industria Italia e Volkswagen Group Italia relativi all’adeguatezza e alla trasparenza delle informazioni pubblicizzate sulla autonomia di percorrenza chilometrica dei veicoli elettrici, sulla perdita di capacità delle batterie e sulle limitazioni della garanzia convenzionale sulle batterie. Lo riferisce una nota.

In particolare, grazie agli impegni resi vincolanti dall’autorità, i siti web delle società saranno rivisti e rinnovati nella loro struttura in modo che le informazioni su autonomia chilometrica dei veicoli elettrici (non limitate alla mera indicazione di un valore teorico), sui fattori che la influenzano, sulla perdita della capacità di carica della batteria e sulle condizioni e limitazioni di operabilità della relativa garanzia convenzionale siano presentati in maniera chiara, completa e in un’unica sezione dedicata.

Il consumatore avrà, quindi, la possibilità di disporre subito di informazioni relative alle caratteristiche principali dei veicoli elettrici. Sempre grazie agli impegni accolti dall’autorità verrà inserito uno strumento di simulazione dell’autonomia dei veicoli, che terrà conto dei principali fattori, tra cui le diverse modalità di utilizzo, che incidono sull’autonomia, consentendo al consumatore di poter confrontare le vetture della stessa fascia presenti sul mercato e di orientare meglio la propria scelta.

Sarà anche possibile ottenere una quantificazione, seppur indicativa, dei principali fattori che influenzano l’autonomia effettiva di un veicolo elettrico e il degrado della batteria nel tempo. Infine, verranno inserite informazioni complete e dettagliate sul mantenimento della capacità di carica della batteria (State of Health) ai fini della garanzia convenzionale e sulle condizioni e limitazioni di operatività della stessa. Tutti gli impegni dovranno essere attuati entro 120 giorni.

Inoltre, Stellantis, Byd e Volkswagen assicureranno un miglioramento nel livello di efficienza della batteria dei veicoli elettrici commercializzati, prevedendo, nell’ambito della garanzia convenzionale, un aumento della soglia dello State of Health della batteria a beneficio dei consumatori. (fonte immagine: AGCM).

Giappone, i tassi della banca centrale ai massimi da 30 anni

Roma, 19 dic. (askanews) – Anche se limitato ai tradizionali 0,25 punti percentuali (25 punti base) il rialzo ai tassi di interesse deciso oggi dalla Banca del Giappone ha una notevole guardato in prospettiva, dato che porta il riferimento principale sul costo dello yen ai massimi da trent’anni a questa parte.

La decisione è stata unanime, secondo quanto spiegato dall’istituzione guidata dal governatore Kazuo Ueda, che resta aperta alla possibilità di ulteriori aumenti. Il livello attuale dei tassi nippon, lo “0,75% circa”, è più elevato dal 1995.

Questo tenuto conto che il Giappone ha avuto la peculiarità di attraversare un lunghissimo periodo di deflazione, seguito da bassissima inflazione, negli ultimi decenni, a dispetto di politiche monetarie estremamente espansive da parte della stessa banca centrale.

Contestualmente i rendimenti dei titoli di Stato nipponici decennali hanno oltrepassato il 2%, portandosi ai massimi dal 1999. In calo lo yen, con il dollaro che sale a 156,68 sulla valuta nipponica. Al tempo stesso il dollaro guadagna anche sull’euro, che in mattinata si lima 1,1704. La borsa di Tokyo ha chiuso con un rialzo dell’1,03%.

Le decisioni sono giunte all’indomani del Consiglio direttivo della Bce, che invece ha mantenuto al 2% i tassi di riferimento dell’area euro, poco prima la Banca d’Ingilterra a aveva ridotto di 0,25 punti i tassi sulla sterlina, al 3,75%.

Elodie esce con il primo album live The Stadium Show

Milano, 19 dic. (askanews) – Elodie esce con il primo album live The Stadium Show (Live @ San Siro 2025), il primo album live, disponibile in formato doppio CD con quattro cover diverse: Magnetica, Erotica, Galattica, Audace, una per ciascuno degli atti che hanno composto lo spettacolo dal vivo.

Il disco The Stadium Show (Live @ San Siro 2025) arriva a sorpresa dopo un anno di grandi traguardi, come regalo speciale per i suoi fan, prima della pausa del 2026 e in attesa del ritorno live nei palazzetti nel 2027. Il progetto nasce dalla data evento di Milano allo Stadio San Siro dello scorso giugno, appuntamento che ha segnato una svolta nella carriera dell’artista. Alla data milanese è seguito il live allo Stadio Maradona di Napoli, che l’ha consacrata come la prima donna a salire sul palco dello stadio napoletano.

Con The Stadium Show (Live @ San Siro 2025), l’artista sceglie di fermare il tempo e lasciare una traccia indelebile di quell’esperienza, un album pensato per far rivivere e ricordare l’atmosfera dello Stadio di Milano restituendone la struttura narrativa ispirata alle quattro figure femminili che abitano l’universo dell’album: quattro archetipi, quattro energie, quattro visioni del femminile che si alternano, si confrontano e si fondono in una narrazione intima, potente e visivamente immersiva.

Dopo aver recentemente concluso il tour nei palasport “Elodie Show 2025”, con il quale ha attraversato l’Italia suggellando un percorso artistico in continua evoluzione, Elodie tornerà alla dimensione live con una nuova tournée annunciata a sorpresa “Elodie Show 2027”, prodotto da Vivo Concerti. Il tour partirà dal Palaprometeo di Ancona (DATA ZERO – Sabato 24 aprile 2027), farà tappa al Palazzo dello Sport di Roma (giovedì 29 aprile 2027) per proseguire al Teatro Palapartenope di Napoli (martedì 4 maggio 2027), al Palaflorio di Bari (sabato 8 maggio 2027), all’Unipol Forum di Milano (giovedì 13 maggio 2027), al Mandela Forum di Firenze (martedì 18 maggio 2027) e concludersi all’Unipol Arena di Bologna (sabato 22 maggio 2027).

Il 2025 è stato per Elodie un anno di successi e conferme, iniziato con la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Dimenticarsi alle 7”, certificato oro, e proseguito con la pubblicazione del quinto album “Mi Ami Mi Odi”, entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI, con oltre 183 milioni di stream e certificato oro come l’omonimo singolo. Si aggiunge a ciò anche la certificazione oro del brano “Yakuza” con Sfera Ebbasta. Elodie ha inoltre conquistato il secondo posto come artista donna più ascoltata in Italia su Spotify nel 2025 ed è stata insignita di due prestigiosi riconoscimenti in ambito cinematografico, il Nastro d’Argento come Miglior attrice non protagonista per il film “Fuori” di Mario Martone e il Premio ANEC – Talenti Emergenti, a conferma di un talento capace di esprimersi con forza e credibilità in più linguaggi artistici.

Il sogno del presepe. Storie e simboli dell’immaginario popolare

Il presepe francescano e quello napoletano raccontano due storie che si completano. A Greccio, al tempo di Papa Onorio III, Francesco d’Assisi, nel 1223, realizza il primo presepe vivente, mettendo in scena il racconto della Natività: l’essenziale, con la mangiatoia, il bue e l’asino. Il mistero di Dio entra nella storia nella forma più fragile, concentrandosi sull’istante sacro in cui il divino diventa visibile.

Il presepe napoletano, fiorito tra Seicento e Settecento, compie un passo ulteriore: non isola il sacro, ma lo immerge nel mondo. Le strade si affollano, le botteghe si aprono, le osterie risuonano di voci. La grotta, spesso, non domina la scena, restando un silenzioso centro attorno a cui tutto continua a vivere.

Anche il pescatore e il cacciatore

Nel corso del tempo, questa rappresentazione dell’umanità si arricchisce di figure e situazioni proprie della cultura artistica e popolare: nei presepi, trovano il loro posto statuine come il pescatore e il cacciatore. Il pescatore, intento a gettare la rete – probabilmente un richiamo a San Pietro – rappresenta la vita e la speranza che continua nonostante tutto. Il cacciatore, invece, incarna la morte, la natura crudele e inevitabile.Non possono mancare i Re Magi, poi i musicisti – in particolare gli zampognari – la lavandaia, simbolo della purezza e della verginità di Maria, l’oste, la pollivendola, i compagni di bevute e altri personaggi.Ognuno di loro, così come gli animali, il mercato, il fiume e il ponte, porta un messaggio simbolico: tutto, in una notte gelida, ruota attorno alla Sacra Famiglia. Giuseppe e Maria trovano ospitalità grazie alla bontà di un umile pastore, Gelindo, che apre loro la sua stalla, dove riposa un bue.

Il sonno come origine del mondo

 Tra i personaggi più affascinanti e simbolicamente potenti delle raffigurazioni presepiali spicca il pastore Benino. Non è un caso che due tra i più celebri capolavori scenici della tradizione si aprano con un personaggio addormentato: nella Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci (1698), la scena iniziale è occupata da Benino, figlio di Armenzio, immerso in un sonno profondo. La sua figura si ispira al passo evangelico che narra l’annuncio degli Angeli ai pastori dormienti. Nel presepe, Benino viene raffigurato disteso all’ombra di un albero, e la tradizione popolare vuole che tutto il presepe nasca dal suo sonno: le colline e i sentieri, i pastori in cammino, persino la luce che illumina la grotta. Se Benino si svegliasse, il presepe svanirebbe.

La Cantata dei Pastori conserva ancora oggi la sua vitalità, essendo rappresentata a Napoli e in altre province meridionali come narrazione collettiva che intreccia memoria storica e attualità.

Due secoli dopo, Eduardo De Filippo apre Natale in casa Cupiello(1931) con Luca Cupiello addormentato. Anche lui sogna un presepe, un mondo ordinato e riconciliato mentre intorno la realtà si mostra fredda e dolorosa. Benino e Luca Cupiello si rispecchiano a distanza di secoli: entrambi dormono, entrambi tengono in vita un mondo fragile che potrebbe dissolversi al risveglio. Il presepe esiste finché qualcuno continua a sognarlo.

La Meraviglia

Se qualcuno dorme, qualcun altro si ferma. È il pastore della Meraviglia: non porta doni, non sa cosa offrire, resta immobile con le braccia aperte e lo sguardo spalancato. La leggenda popolare narra che viene rimproverato per essersi presentato a mani vuote ma viene difeso dalla Vergine: il suo dono è lo stupore, un’emozione ingenua, pura, quasi infantile, che afferma che davanti al mistero non tutto deve essere spiegato.

Stefania e la ferita che arriva alla grotta

Tra i sentieri compare Stefania, pastorella senza figli. Per vergogna – anticamente alle donne nubili era vietato visitare chi aveva appena partorito – nasconde una pietra sul ventre, fingendo di essere incinta per avvicinarsi alla grotta. Il giorno dopo Natale, la pietra si trasforma in un bambino: Stefano, il primo martire, celebrato il 26 dicembre. Il miracolo non cancella la ferita, ma la attraversa. Stefania rappresenta l’umanità che cerca di mascherare il dolore e che, proprio dove teme il rifiuto, trova accoglienza.

Una sospensione cosmica

 Il presepe è una sospensione del tempo. È notte, ma non passa. Tutti si muovono, ma nulla si conclude: il mondo trattiene il respiro davanti a un punto fragile, un bambino nella paglia. Accanto alla mangiatoia, il bue e l’asino custodiscono la vita: il bue, paziente testimone del mistero el’asino, paradossalmente regale, re che entra nella storia senza trionfo.

Un sogno che ritorna

 Forse ogni presepe domestico è ancora il sogno di Benino o quello di Luca Cupiello: un mondo fragile fatto di muschio, luci e gesti ripetuti. Sappiamo che durerà poco, che verrà smontato, ma anche che tornerà. Come Geppetto nella sua bottega, creiamo la vita da un sogno ostinato. Nella favola di Pinocchio, il povero falegname realizza un burattino da un pezzo di legno imperfetto; eppure lo immagina figlio prima ancora che lo diventi davvero. Il presepe funziona allo stesso modo: è un mondo fatto a mano, fragile e provvisorio, che prende vita solo perché qualcuno decide di crederci, almeno per un po’.

Sarà anche per questo che, nei presepi di casa, accanto ai personaggi canonici compaiono figure intime, quasi segrete. Nel mio presepe, ogni anno non può mancare la statuina del ciabattino, un piccolo omaggio a Emilio, il calzolaio del mio paese a cui ero tanto legato da bambino. Ci passavo spesso durante l’anno, ma nei freddi inverni mi trattenevo più a lungo: Emilio teneva il piccolo braciere sotto il suo banchetto, e io mi scaldavo lentamente, respirando l’odore intenso di fumo e colla che si mescolava a quello dell’umido e al suo sguardo malinconico. Seduto accanto a lui, ascoltavo le sue storielle e osservavo le sue mani induriteridare vita a ciò che sembrava perduto. Ancora oggi, quel volto, quel mestiere e quella memoria non sono solo semplici ricordi: vivono nel racconto del presepe, portando con sé l’affetto di chi li custodisce.

 

Ogni statuina è un ponte tra sacro e vissuto

Il presepe non riproduce Betlemme fedelmente, ma trova un posto per lenostre storie dentro una storia più grande. Ogni statuina aggiunta è un ponte tra sacro e vissuto, tra mito e memoria.

Alla fine, costruire il presepe significa continuare il sogno di Benino, tenere viva la fragile speranza di Luca Cupiello o dare forma al gesto di Geppetto.

Finché qualcuno, ogni Natale, prenderà il tempo di far nascere di nuovo quel piccolo mondo, continuerà a raccontare la meraviglia di un sogno che ritorna.

L’Europa sociale che Trump vuole demolire

La Dottrina Truman e lidea di welfare

Nella sua furia distruttrice anche solo dell’idea di una Europa unita, Donald Trump demolisce quella che venne al tempo denominata “Dottrina Truman”. Quel Presidente, in un discorso al Congresso – era il 1947 –, rimasto famoso e divenuto storico, spiegò che l’assistenza economica e militare che gli Stati Uniti avrebbero garantito all’Europa, continente distrutto dal devastante conflitto terminato da poco, avrebbe dovuto aiutare gli Stati interessati (ovvero quelli che gli Accordi di Yalta avevano collocato nell’Occidente politico e non solo geografico) a migliorare le condizioni di vita delle loro popolazioni anche attraverso, e anzi soprattutto, programmi di sicurezza sociale. Sostanzialmente, il welfare.

Quello “stato sociale” rimasto debole e marginale negli USA e che invece – anche grazie alle risorse economiche non spese per la difesa militare, a carico in gran parte della NATO finanziata per lo più da Washington – i governi democristiani e socialdemocratici delle nazioni europee vollero e seppero promuovere e sviluppare.

 

Contro la propaganda sovietica

 

Naturalmente, non è che Truman fosse uno sprovveduto. Dietro questo impegno finanziario americano c’era l’interesse a garantire il consenso popolare ai governi alleati, respingendo con i fatti – ovvero la crescita economica e il progresso sociale – la propaganda sovietica veicolata dai partiti comunisti, soprattutto in Francia e in Italia, tesa a rimarcare le ineguaglianze di classe e la povertà diffusa prodotte dal “sistema capitalistico”.

Poiché nell’Occidente europeo, a differenza dell’Oriente soggiogato dall’URSS, democrazia e libertà di espressione erano valori pienamente affermati e fondativi delle nazioni alleate degli Stati Uniti, era fondamentale – questo il ragionamento sviluppato a Washington – aiutarle nella ricostruzione (ed ecco il Piano Marshall), ma anche nella successiva crescita, in modo che la povertà venisse sconfitta e la propaganda comunista avesse conseguentemente sempre minor presa.

LItalia, il centro-sinistra e il via libera americano

Una linea ribadita e confermata nel tempo. Quando, ad esempio, sul finire degli anni Cinquanta in Italia Fanfani e Moro cominciarono a ipotizzare un allargamento al Partito Socialista dell’area governativa, l’Amministrazione Eisenhower nella sostanza non oppose una resistenza assoluta all’idea. Nella forma sì, naturalmente. E l’ambasciata di via Veneto non lesinò inviti alla cautela e pure qualche velata minaccia. Ma al fondo condivideva la tesi – affermatasi progressivamente in termini maggioritari nella DC e portata avanti dalla segreteria Moro – che bisognava favorire, con l’industrializzazione del Paese, la crescita economica e con essa le condizioni di vita della popolazione tutta.

Un miglioramento sociale che avrebbe contribuito a indebolire il comunismo italico: un obiettivo mai venuto meno a Washington. Questa considerazione venne confermata e ovviamente rafforzata dalla successiva Amministrazione Kennedy. L’apertura al PSI ne sarebbe stato il corollario politico.

Dalla fine della Guerra fredda al risentimento americano

In un qualche modo quella linea ha retto per altre tre decadi. Ma il cambiamento di scenario intervenuto con la fine dell’Unione Sovietica ha eroso alla base la Dottrina Truman e così, nel corso dei due decenni successivi, ha prevalso negli USA un crescente risentimento nei confronti di un’Europa ancora protetta dal dispositivo militare statunitense pur a fronte di un nemico scomparso, e capace pertanto di continuare a garantire condizioni di vita migliori al ceto sociale più debole e anche a quello medio rispetto a quelle consentite in America.

Non poteva durare. Già con Bush jr. i Repubblicani avevano virato verso una relazione meno accondiscendente con l’Europa occidentale, ma poi anche i Democratici – arrivati alla Casa Bianca con Obama – avevano spostato il focus sul Pacifico (“Pivot to East Asia”) e avevano posto il tema dell’incremento del contributo NATO al 2% del PIL. Ora Trump, alla sua maniera offensiva, tira le fila di questo processo. E ci presenta il conto.

Il progetto MAGA: un mondo senza Europa

Ma non finisce lì. Vuole non solo farci pagare un alto prezzo per una protezione militare che potrebbe non garantire più. Dietro di lui il movimento MAGA desidera di più: vuole la distruzione della UE. Vuole favorire il nazionalismo riemergente nei Paesi dell’Unione. Vuole rimodellare il mondo senza l’Europa.

Craxi, oltre il processo della Storia. Cosa ci racconta il saggio di Martini.

L’incipit di questa seconda edizione del libro di Fabio Martini “Controvento. La vera storia di Bettino Craxi”, pubblicato da Rubbettino, contiene un’affermazione che dovremmo mandare a mente, ogni volta che ci si esprime – nell’immediatezza degli eventi – sul presente che sta diventando passato prossimo: da sempre la Storia (con la S maiuscola) si ripensa e si riscrive più volte in modo direttamente proporzionale al trascorrere del tempo. Più ci si allontana dai fatti e più la loro narrazione viene rivisitata, più i contorni delle vicende e dei loro personaggi vengono focalizzati con meno enfatizzazione emotiva e più discernimento critico.

E’ una regola non scritta che trova conferma ‘ molti anni dopo’ per usare una celebre espressione di Gabriel Garcia Marquez,  senza che si debba cadere forzatamente in una sorta di revisionismo di maniera, addirittura la narrazione acquisisce dettagli – persino inediti – che emergono a poco a poco e inducono a ripensamenti perché nei corsi e ricorsi storici di vichiana memoria il passato si compara con il presente e quella che un tempo appariva come verità scontata e assoluta viene invece contestualizzata per essere meglio interpretata, con maggior discernimento critico.

Anche la biografia personale e politica di Bettino Craxi, politico controverso e carico di vitalismo dirompente e persino intemperante, non sfugge a questa rilettura e va inquadrata con più approfondite conoscenze e maggiore rigore epistemologico nell’analisi retrospettiva e nella sua valutazione aggiornata.

Dobbiamo essere grati all’autore di questo saggio perché non tutti coloro che si cimentano nella rivisitazione storiografica conservano una certa, necessaria terzietà della narrazione.

La cultura contemporanea appare sempre più caratterizzata da effetti speciali e caricature già scontate, sia che riguardino lo svolgersi degli eventi o che più direttamente si riferiscano ai loro protagonisti mentre il tutto viene archiviato in modo tipizzato per voltare pagina troppo frettolosamente.

Colpisce nella lettura del libro di Martini l’intreccio sistematico e cercato tra dimensione personologica, persino caratteriologica e racconto degli eventi – anche nei minimi dettagli – fino a diventare un tutt’uno, come di solito accade ai leader politici che lasciano una traccia importante del loro passaggio.

Senza considerare che – inquadrando un’esperienza politica e istituzionale – le riserve, le critiche e i giudizi sommari sono dettati da divergenze di vedute che non integrano per sé stesse il concetto di verità: che vengano da destra o da sinistra o finanche dal centro esse sono un mix tra considerazioni oggettive motivate da visioni e prospettive diverse ma anche da fattori soggettivi che non sempre vengono considerati per tali.

Se c’è stato un leader politico che più di altri ha subìto sommari processi di piazza – dalle monetine lanciate all’uscita dell’Hotel Raphael alla lunga vicenda di Mani Pulite – questi è stato senz’altro Bettino Craxi.

Forse per un altro politico di rango come Giulio Andreotti si potrebbe esprimere questa considerazione, anche se per motivazioni diverse, laddove la caratura personale dell’uomo finisce per diventare un vulnus alla sua militanza politica e ai risultati che ne sono derivati. La Storia va riletta, ripensata e a volte riscritta, specie se origina da contesti epocali complessi e di affrettata, superficiale lettura, mixati al furor di popolo o al giustizialismo come deriva dell’immaginario collettivo che sostituisce la Giustizia attraverso un sistema mediatico che sempre meno fa differenza tra sospetti e prove o cerca un colpevole a tutti i costi.

Guardando lo spettacolo desolante di una politica sparigliata e litigiosa, personalizzata e priva di un retroterra di formazione culturale e di orientamento ideologico, come quella odierna e volgendo lo sguardo al passato non possiamo non cogliere un ordine di grandezza inversamente proporzionale, ai temi e ai loro protagonisti.

Ciò sia con riferimento alle questioni di politica interna e agli indirizzi di governo del Paese, sia in un’ottica più ampia e globale, che riguarda la rilevanza internazionale delle emergenze in fieri a cominciare dalle guerre e dal nuovo ordine mondiale per come va configurandosi, con specifico riferimento alla dimensione europea: sempre più enfatizzata come fattore dirimente nello scacchiere delle relazioni diplomatiche e politiche e delle loro ricadute ma sempre incerta, enfatica ma meno carica di convincimenti forti e di motivazioni, soprattutto di visioni lungimiranti in ordine alle vie di uscita praticabili.

La vicenda di Sigonella – che l’autore giustamente ricorda come momento cruciale di crisi nei rapporti tra Italia e USA (Reagan Presidente) – dimostrò come il piglio decisionista con cui Craxi è passato alla Storia – risolse (anche con un atto di forza) ciò che nel Medioriente e in Ucraina oggi non si riesce a districare perché la polarizzazione USA- RUSSIA-CINA rende l’Europa un soggetto debole ed emarginato, che ha perduto strada facendo antiche e più nobili velleità, incapace di imboccare con decisione un percorso condiviso.

L’autore del libro si sofferma sull’ascesa politica di Craxi prima nel partito e poi nel concerto dei rapporti politici e istituzionali in particolare con la DC e il PCI e – segnatamente – con i loro leader.

Certamente lo scopo palese di Craxi era quello di rivendicare una considerazione paritetica per il PSI: operazione riuscita vista l’ascesa a Palazzo Chigi e l’elezione di Pertini alla Presidenza della Repubblica. Non era solo una questione di potere: Craxi intuiva l’emergenza dei valori della laicità dello Stato e la crescita nel Paese di questioni critiche per un partito a ispirazione confessionale come la Dc, il declino ideologico del PCI e persino la necessità di ridiscutere con lo stesso Berlinguer i rapporti di forza nella sinistra, di cui il PSI faceva parte a pieno titolo, mirando peraltro ad una differenziazione di visione e prospettive a livello di politica interna e internazionale.

La critica dell’epoca la definiva ‘politica dei due forni: al governo nazionale la stretta alleanza con la DC e i satelliti del pentapartito, negli enti locali l’alternativa degli accordi con il partito comunista, laddove possibile.

Si può rileggere oggi, in epoca di bipolarismo e di polarizzazione post-ideologica quella stagione come espressione del principio della governabilità come valore?

Da un punto di vista di coerenza etica e politica c’erano e residuano dubbi ma il pragmatismo delle scelte necessitate a conferire priorità all’essere dentro piuttosto che al restare fuori tuttavia li dissolveva in nome della rivendicazione della centralità del partito che non accettava più una logica di subordinazione da una parte o dall’altra. D’altronde quella rivendicazione craxiana dell’Italia come “grande Paese” entrerà nella narrazione di molti leader politici e di quasi tutti i Presidenti del Consiglio, con accenti via via sinceri o retorici.

Ma l’autore pone l’accento su eventi inconfutabili: l’iniziativa umanitaria per salvare Aldo Moro, la citata elezione a capo dello Stato di Sandro Pertini, il sorpasso del 1987 , che si riferisce al momento in cui il PIL italiano superò quello del Regno Unito, facendo dell’Italia la sesta potenza economica mondiale, (un risultato legato sia a ricalcoli statistici sia al boom economico degli anni ’80 sotto i governi di Bettino Craxi e i suoi alleati democristiani, nonostante la crescita esponenziale del debito pubblico) la “forzatura” dell’Atto unico europeo del 1985 come preliminare per il Trattato di Maastricht, restano pietre miliari nella storia politica di Craxi presidente del Consiglio italiano. La vicenda di Tangentopoli spazzò via i partiti della cd. “Prima Repubblica”: è storia nota che ha cambiato radicalmente l’ordine delle cose e i rapporti tra politica e magistratura.

Ma già poco tempo dopo tutto sembrava essere tornato come prima, come ricordava in un memorabile editoriale sul Corsera del 15/2/2013 Antonio Polito (“Il marcio e il caos”), descrivendo tre mali rimasti irrisolti: la politica declinante, la giustizia debordante e la corruzione dilagante. Craxi fu forse lo statista che pagò più di tutti la stagione di Mani Pulite, fino all’esilio e alla morte.

Ma di quella campagna mediatica restano ombre e opacità non risolte. Ho in mente il titolo del libro (uscito nel 2016) di due autorevoli esponenti del pool del Tribunale di Milano (che avevo intervistato a margine della vicenda giudiziaria ormai chiusa): “La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo”.  Oltre la dimensione prosaica e narrativa resta l’impressione di un largo margine di umanissimo, comprensibile ripensamento.

La legge è uguale per tutti ma il concetto (e la pratica) di giustizia può essere diverso: un assioma di fronte a cui impallidisce persino il dilemma sulla separazione delle carriere. Oltre i fatti, oltre il giudicato, oltre le derive connotative successive resta nella memoria condivisa lo storico discorso di Craxi (tenuto alla Camera dei Deputati il 3 luglio 1992) nel pieno della vicenda di tangentopoli, sul tema del finanziamento politico: “E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale.

I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.

Nessuno si alzò allora né mai si è alzato dopo, come a dimostrare che tutto sarebbe proseguito più o meno come prima. Nessuno ha giurato, nessuno è stato dichiarato spergiuro.

Quel discorso e le sue ricadute nelle coscienze individuali e collettive segnano il confine tra un grande statista capace di pronunciarlo mettendosi in gioco e la pletora di ominicchi che hanno sempre preferito simulare e farsi da parte, “come se l’alito di Dio non vi avesse soffiato dentro – per usare l’espressione di un filosofo dell’800 – né il diavolo vi avesse pur qualcosa suggerito”.

Pensioni, Schlein: Meloni campionessa di incoerenza, agli italiani mente

Roma, 18 dic. (askanews) – “Non è la prima volta che mente agli italiani, ma sulle pensioni la Presidente del Consiglio si dimostra campionessa di incoerenza. Ha tradito tutti gli impegni presi in campagna elettorale, quando con Salvini promettevano di abolire la legge Fornero”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein

“Promettevano – prosegue Schlein- di abbassare l’età pensionabile, stanno facendo l’opposto: la aumentano. Promettevano di alzare le pensioni minime a mille euro, invece le hanno aumentate di un paio di caffé. Hanno cancellato Opzione Donna, e anziché introdurre una pensione di garanzia per i giovani, hanno cercato di fregarli pure sul riscatto della laurea . Un tradimento che grava tutto sulle spalle di chi lavora e ha fatto sacrifici e vede nella pensione un sacrosanto diritto a un futuro dignitoso. Noi staremo dalla loro parte e ci opporremo ai colpi di mano di un governo ormai precipitato nel caos e che litiga su tutto.”

Al Sistina Chapiteau Musical "Moulin Rouge", 50.000 biglietti venduti

Roma, 18 dic. (askanews) – Al Sistina Chapiteau prosegue il successo di “Moulin Rouge! Il Musical”, uno dei titoli più amati dal pubblico e ispirato al celebre film di Baz Luhrmann, a dieci settimane dal debutto lo spettacolo diretto da Massimo Romeo Piparo ha già superato la soglia dei 50.000 biglietti venduti.

Il regista Piparo ha pertanto deciso di proseguire le repliche – al momento fino al 15 febbraio – rispondendo alle continue richieste degli spettatori. Annunciato per sei settimane, poi prorogate a 12, ora si punta al magnifico traguardo delle 16 settimane di programmazione.

Con un allestimento da kolossal con un palco di oltre 30 metri e la colonna sonora suonata dal vivo, oltre a costumi e coreografie mozzafiato, “Moulin Rouge! Il Musical” diventa anche uno degli appuntamenti più attesi per Capodanno.

Lo spettacolo, per la prima volta in Italia, è prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures – nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway.

Forza Italia, Tajani: rinnovamento? Saranno iscritti a decidere leader

Milano, 18 dic. (askanews) – “Il rinnovamento sono i congressi, in un partito che vuole avere una base sempre più ampia: siamo quasi a 200mila iscritti e dopo la morte di Berlusconi ne erano rimasti 6mila… È giusto che gli iscritti scelgano i propri dirigenti, dopo un dibattito approfondito. Io sono sempre favofrevole alla discussione e chi vuole offrirsi e dare la propria disponibilità al partito è bene che lo faccia”. Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, in una intervista a Dritto e rovescio che andrà in onda stasera su Retequattro.

“Io ho dedicato gran parte della mia vita a Forza Italia e continuo a farlo. Sono uno dei fondatori di Forza Italia e credo di aver dato un contributo importante per il rinnovamento. Io sono stato eletto dal congresso, la legittimazione democratica è fondamentale, saranno sempre gli iscritti a decidere quali dovranno essere i leader locali, regionali, nazionali. Quindi ben venga il dibattito ma credo che questo partito abbia già dato un grande segnale anche dal punto di vista culturale”, ha concluso sul punto Tajani.

Al summit Ue Meloni e Macron bloccano Mercosur, su Ucraina si tratta a oltranza

Bruxelles, 18 dic. (askanews) – Sabato Ursula von del Leyen non potrà firmare l’accordo commerciale con i Paesi Mercosur. La presidente della Commissione era attesa per questo in Brasile, ma Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno bloccato tutto, costringendo l’esecutivo comunitario a un rinvio, probabilmente a gennaio.

Il primo a uscire allo scoperto, nei giorni scorsi, era stato Macron, che questa mattina, appena arrivato al Consiglio europeo, ha ribadito la posizione ancora contraria al via libera della Francia. Intanto, Bruxelles era ‘assediata’ dalla manifestazione degli agricoltori, protagonisti anche di scontri con la polizia belga, che aveva proprio la contrarietà all’Accordo col Mercosur tra le sue motivazioni principali.

“Riteniamo che i conti non tornino e che questo accordo non possa andare avanti così com’è”, ha detto il presidente francese, che ha precisato; “Siamo favorevoli agli scambi” ma “serve reciprocità”. Macron ha anche spiegato di averne parlato più volte con Meloni rilevando che “anche lei ritiene che la questione non sia ancora pronta per essere votata”. Per cercare di convincerli si è mosso direttamente il presidente brasiliano Lula, presidente di turno del Mercosur, che dopo aver sentito nei giorni scorsi Macron questa mattina ha chiamato Meloni.

“Lei – ha rivelato Lula – mi ha spiegato che non è contraria all’accordo; sta solo affrontando un problema politico a causa degli agricoltori italiani, è in imbarazzo ma è sicura di poterli convincere ad accettare l’accordo”. E ha aggiuto: “Ci ha chiesto di pazientare al massimo un mese”. Frasi che forse hanno creato disagio a Palazzo Chigi, che a strettissimo giro ha inviato una nota spiegando che “il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi”.

Il Mercosur non era comunque un punto all’ordine del giorno del Consiglio europeo, chiamato oggi a prendere una difficilissima decisione sul finanziamento dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky, intervenuto oggi al summit, ha ribadito che una decisione “deve essere presa entro la fine di quest’anno” e che l’opzione preferibile è quella dell’uso degli asset russi congelati perchè così “la Russia comprenderebbe che è colpevole”. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha assicurato che “non lasceremo mai questo Consiglio senza una decisione definitiva per garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026 e il 2027”.

Dunque ci si prepara a una seduta fiume, anche in notturna e se necessario domani. Per l’suo degli asset c’è da convincere il Belgio (che teme le ritorsioni di Mosca) ma anche Italia, Malta, la Bulgaria. Roma – è noto – avrebbe preferito la strada del debito comune garantito dal bilancio europeo, ma contrari a questa ipotesi ci sono la Germania, l’Olanda e gli altri frugali. Se questa ipotesi richiede l’unanimità – impossibile, quantomeno a causa dell’Ungheria – per l’uso degli asset si può procedere a maggioranza qualificata e appare dunque l’unica via percorribile. Salvo che, era un’ipotesi che si affacciava ieri, non si decida per un prestito ponte (per circa 4 miliardi al mese) in attesa di trovare la soluzione definitiva.

A pomeriggio inoltrato, è in corso un lavoro di mediazione, a livello tecnico, con il Belgio, per portare un nuovo testo relativo al prestito di riparazione alla discussione dei leader. Una fonte qualificata europea assicura che ci sono “progressi” ma come andrà a finire è molto difficile dirlo.

Manovra, Conte: governo che succede? Siamo nel caos totale

Roma, 18 dic. (askanews) – “Chiedo al governo e alle forze di maggioranza cosa sta succedendo? E’ normale che ci siano emendamenti, controemendamenti, correttivi” alla manovra di bilancio “ma qui siamo nel caos totale, nelle ultime 48 ore è successo di tutto”, “erano partiti che volevano migliorare la legge Fornero e non solo l’hanno peggiorata ma si sono inventati un emendamento che va a sacrificare chi ci ha messo dei soldi per riscattare la laurea”. Lo afferma in un video sui social il presidente M5s Giuseppe Conte.

Poste Italiane, francobollo celebra 2500 anni fondazione Napoli

Roma, 18 dic. (askanews) – Poste Italiane celebra con uno speciale francobollo, che raffigura il golfo di Napoli e il Vesuvio, i 2500 anni della fondazione della citt partenopea. Ad accompagnare il TG Poste tra le bellezze del capoluogo campano, dal Real Teatro San Carlo al Palazzo Reale fino alla Galleria Umberto I, il portalettere Fulvio, una vera e propria guida tra le luci della citt pronta per il Natale. Nel video il servizio del TG Poste

Pd, Schlein in serata a Genova. In dubbio incontro con Salis

Genova, 18 dic. (askanews) – La seduta fiume del Consiglio comunale di Genova per la votazione del bilancio potrebbe impedire alla sindaca Silvia Salis di incontrare la segretaria del Pd Elly Schlein in visita questa sera nel capoluogo ligure. Schlein è infatti attesa alle 20 nella sede dell’organizzazione umanitaria Music for Peace per un incontro con il presidente Stefano Rebora nell’ambito del festival “Che Stella” organizzato dalla stessa associazione.

A mettere a rischio il possibile rendez-vous con la sindaca di Genova, la probabile prosecuzione fino a notte inoltrata, come accaduto ieri, della seduta del Consiglio comunale. La segretaria dem incontrerà invece quasi sicuramente il candidato unitario per la segreteria provinciale del Pd Francesco Tognoni.

La Bce conferma i tassi e vuole "tenersi aperte tutte le opzioni"

Roma, 18 dic. (askanews) – Sembra allontanarsi l’ipotesi di un nuovo taglio ai tassi di interesse da parte della Bce. Oggi l’istituzione di Francoforte ha nuovamente confermato al 2% il principale riferimento per l’area euro, il tasso sui depositi. E nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde ha eloquentemente avvertito che l’istituzione vuole “tenersi aperte tutte le opzioni”.

Anche quella di un aumento dei tassi, quindi, che tuttavia appare anche più remota di quella di un taglio. “Abbiamo riconfermato che siamo in una buona posizione, ma questo non significa che siamo statici – ha detto -. Oggi la decisione è stata presa all’unanimità, ma c’è anche una visione unanime che tutte le opzioni devono restare sul tavolo e che dobbiamo attenerci all’approccio del ‘volta per volta’, con nessun percorso predeterminato, né alcuna mossa. E’ stata una visione unanime”. Questo, in risposta a chi le chiedeva se la prossima eventuale variazione dei tassi sarà un taglio, o piuttosto un rialzo.

La Bce ha intanto rivisto al rialzo le sue previsioni sulla crescita economica dell’area euro. Ora per quest’anno prevede un più 1,4 percento del Pil, cui dovrebbe seguire un più 1,2 percento nel 2026 e un più 1,4 percento nel 2027. Ha modificato quelle sull’inflazione, che restano abbastanza allineate con il suo obiettivo del 2% nel medio termine. Ora per quest’anno prevede 2,1% nel 2025, cui dovrebbe seguire 1,9% nel 2026 e 1,8% nel 2027. Lo scorso settembre la Bce prevedeva 2,1% di inflazione su quest’anno, 1,7% nel 2026 e 1,9% nel 2027.

E questi cambiamenti previsionali, a loro volta, sembrano allontanare lo scenario di nuovi tagli. Non solo la crescita economica dell’area tiene, ma in più si faranno sentire gli effetti dei dazi aggiuntivi sulle merci importate dalla Cina, tra cui quelli sui piccoli pacchetti, e anche gli effetti dei controversi meccanismi europei (Ets) di autotassazione dell’energia.

Ad ogni modo, oggi “non c’è stata nessuna discussione su tagli o rialzi dei tassi”, ha chiarito la presidente. L’unica cosa certa è che al momento non si profilano cambiamenti allo status quo.

Altro tema caldo quello dell’Ucraina, e dei nuovi aiuti che l’Unione europea vorrebbe elargirle facendo leva sui titoli che ha congelato alla Russia. Lagarde si è detta fiduciosa che i leader Ue troveranno una soluzione, ma ha nuovamente chiuso e in maniera netta a qualunque ipotesi che veda la Bce mettersi a fare da garante per la piattaforma belga Euroclear – presso cui sono depositati gli asset russi bloccati dalla Ue – in caso di dispute legali internazionali lanciate da Mosca. Perché questo violerebbe i trattati europei.

Sui nuovi aiuti “c’è del lavoro in corso e non spetta a noi, spetta ai leader decidere. E data l’importanza della questione, e quello che c’è in ballo, sono pienamente fiduciosa che troveranno una soluzione”, ha affermato. “Potrebbe essere nel solito modo europeo, con tanti giri e che richiede tempo. E che solleva speculazioni sul fatto che funzioni o no. Ma sono fiduciosa che troveranno una soluzione – ha ribadito – perché è troppo importante”.

Ma al tempo stesso “siamo un’area del mondo che si si fregia di rispettare lo stato di diritto – ha detto ancora Lagarde -. I leader decideranno, sono certa che ci sono soluzioni che possono essere dibattute e costruzioni che possono essere elaborate. Ma non sta alla Banca centrale incoraggiare o sostenere un meccanismo in cui verremmo chiamati a infrangere l’articolo 123 dei Trattati Ue. Il finanziamento monetario non è consentito nel trattato e non ti puoi attendere da me – ha chiarito – di approvare ex ante un meccanismo in cui ci sarebbe finanziamento monetario, mi sembra piuttosto ovvio, grazie”.

Infine, con un discreto anticipo rispetto alla sua scadenza – tardo 2027 – la presidente è stata anche oggetto di domande sul suo successore. “Non ho alcun candidato favorito, ci stanno tantissimi candidati ottimi, Isabel (Schnabel) è una di loro, ma è pieno e sono sicura che ce ne saranno di più in futuro. Trovo estremamente soddisfacente, in un certo senso, che così tanta gente voglia avere il mio lavoro: è un lavoro fantastico, per qualcosa di rilevante, che conta per la vita della gente e per la nostra valuta, l’euro”.

“Ma per quanto riguarda la nazionalità – ha aggiunto a chi la interpellata sull’ipotesi che, per la prima volta, possa essere un tedesco – non ho nulla da dire. Starà al Consiglio europeo e la decisione verrà presa fuori da questa bella istituzione. Sta a loro decidere”.

Per quanto riguarda Schnabel, che attualmente siede già nel direttorio Bce in quanto componente del Comitato esecutivo, Lagarde ha rilevato che in passato sono stati formulati pareri secondo cui non si poteva rilevare la presidenza dopo un mandato nel direttorio. Ma ha aggiunto che questo aspetto andrebbe riesaminato a livello legale.

Sul tutto “grazie, avrete tanto tempo per fare queste domande”, ha aggiunto, sollevando le sopracciglia (visto che mancano circa due anni). A fine conferenza stampa ha comunque augurato buon Natale e buone festività ai presenti. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: ECB 2025).