Roma, 19 lug. (askanews) – Le magiare strappano sul 7-5 con l’Italia ferma sul 5-4 segnato da Bianconi. Due tiri in sequenza di Sumergi e di Garda a 6 secondi dal cambio campo e difesa schierata; poi la superiorità di Keszthely, la vera dominatrice della partita, autrice di 4 gol ed mvp. Il break di 3-0 è fermato dalla palomba di Bettini (7-6). Ma il gap non si colma e le magiare raggiungono anche il +3 (10-7), amministrando poi il vantaggio nell’ultimo tempo, sullo 0-0 per oltre cinque minuti. A segno per le azzurre Ranalli, autrice di 4 gol e del 10-8 su rigore, Giustini in tripletta, Bianconi e Bettini. Il Setterosa tornerà in vasca per le semifinale per il quinto posto contro la perdente di Spagna-Olanda lunedì 21 luglio alle 14.00 italiane, le 20:00 locali. (Foto di Andrea Masini / DBM)
Usa, auto contro la folla a Los Angeles: almeno 28 feriti
Roma, 19 lug. (askanews) – E’ di almeno 28 feriti, tra cui tre in condizioni critiche, l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità americane sull’incidente avvenuto la scorsa notte a Los Angeles, quando una macchina è finita sulla folla su Santa Monica Boulevard.
Il sergente Travis Ward, comandante della Central Traffic Division Watch del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, ha dichiarato che il conducente della vettura è stato colpito da un proiettile dopo l’incidente ed è stato trasportato in ospedale dove è stato operato.
Per questo motivo, ha aggiunto Ward, la polizia non è ancora stata in grado di stabilire se l’incidente sia stato intenzionale o se il conducente sia uscito di strada.
Stando a quanto riferito all’emittente Nbc dal responsabile dell’informazione dei Vigili del Fuoco di Los Angeles, capitano Adam VanGerpen, il veicolo ha colpito un carretto di tacos prima di finire sulle persone che si trovavano davanti a una discoteca.
Strage di via D’Amelio, Piantedosi: rendiamo onore a Servitori Stato
Roma, 19 lug. (askanews) – “Rendiamo onore a Servitori dello Stato che non hanno mai indietreggiato nella lotta alla criminalità organizzata, fino all’estremo sacrificio. Il loro ricordo continua ad essere ispirazione e monito per le nuove generazioni. Il loro impegno per la legalità, la giustizia e il bene comune ci guida nella battaglia contro ogni forma di violenza e prevaricazione”. Così afferma in un post su X il ministro dell’interno Matteo Piantedosi che partecipa oggi a Palermo alla cerimonia in onore del giudice Paolo Borsellino e dei poliziotti della sua scorta, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, che 33 anni fa persero la vita nella strage mafiosa di via D’Amelio.
Iveco, rumors vendita. Urso: convocherò sindacati nei prossimi giorni
Milano, 19 lug. (askanews) – Sindacati in allarme sui rumors di vendita di Iveco da parte di Exor, con l’indiana Tata Motors in pole position, e il ministro Adolfo Urso assicura che arriverà presto una convocazione. “La mia intenzione è convocare già nei prossimi giorni i sindacati, così come mi è stato richiesto, per confrontarci insieme – ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy – sulle potenzialità di sviluppo produttive e ovviamente su quelle occupazionali, come giusto che sia, in merito a questa voce o all’intenzione dell’azienda, che seguiamo con attenzione”.
“Utilizzeremo i poteri che ci sono conferiti – ha spiegato Urso, intervistato da Radio 24 -. Valuteremo insieme, ove ci fosse davvero una proposta di cessione dell’azienda. I sindacati sanno che noi sappiamo tutelare al meglio, e lo abbiamo dimostrato in ogni dossier, la tecnologia, la produzione e i livelli occupazionali”.
Ieri, le indiscrezioni secondo cui sarebbe in corso una trattativa avanzata tra Exor e il gruppo indiano Tata, storico partner di Fiat, ha messo le ali al titolo Iveco a Piazza Affari, che ha chiuso a 16,6 euro, in rialzo dell’8,3%. A quattro anni dal fallimento del negoziato coi cinesi di Faw, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, che detiene il 27% di Iveco, sarebbe ora pronta a trattare sulla cessione. Dall’operazione resterebbe fuori Iveco Defence. Lo scorso maggio il gruppo, leader nella produzione di camion e veicoli commercial, aveva deciso di procedere con la separazione del business della difesa tramite uno spin-off, esplorando manifestazioni preliminari di interesse da parte di potenziali acquirenti strategici.
Se le società coinvolte non commentano i rumors, la possibile cessione di Iveco preoccupa invece i sindacati, che ieri hanno chiesto al governo un tavolo. “Riteniamo inaccettabile apprendere da indiscrezioni, non smentite dall’azienda, della vendita di Iveco”, ha sottolineato la Fiom-Cgil. “Lo scorporo di Iveco Defence si confermerebbe quindi un piano preordinato di cessione di una parte importante del patrimonio industriale della nostra Repubblica. Il Governo fermi qualunque ipotesi di vendita che metta in discussione gli impianti e i lavoratori di Iveco. La proprietà sta smontando pezzo dopo pezzo l’industria dell’automotive del nostro Paese attraverso una pianificazione di spin-off, cessioni e vendite da Ferrari, alla Marelli, poi Cnh Industrial e ora Iveco”.
Anche la Fim Cisl ha espresso forte preoccupazione per il futuro industriale di Iveco. “Nella primavera del 2025 l’azienda ha annunciato la volontà di procedere con uno spin-off del ramo Difesa. Nonostante i solleciti avanzati dalle organizzazioni sindacali, finalizzati a comprendere gli effetti e le ripercussioni dell’operazione sui piani industriali e sull’occupazione, Iveco non ha ancora convocato il sindacato – ha sottolineato -. Oltre a ciò, le notizie apparse sulla stampa di oggi che parlano dell’apertura di una trattativa per la vendita del gruppo e di un’offerta avanzata da Tata Motors, contribuiscono a creare un clima di incertezza tra i lavoratori, molto dannoso in un momento storico già caratterizzato da numerosi elementi di criticità”.
Borsellino, Fumarola: il suo sacrificio impone di non abbassare guardia
Roma, 19 lug. (askanews) – “Il 19 luglio di trentatré anni fa, in via D’Amelio a Palermo, venivano barbaramente assassinati il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Quel sacrificio, come quello di Giovanni Falcone poche settimane prima, ha scosso la coscienza di tutti noi e ci richiama al dovere di non abbassare mai la guardia. Ricordare oggi Borsellino, la sua scorta e tutte le vite spezzate dalla violenza mafiosa non è un atto formale: significa ribadire chi siamo. Da che parte stiamo. Dedico questo momento a loro. A ogni servitore dello Stato. Ad ogni sindacalista, giornalista, studioso, imprenditore. Ad ogni persona caduta per mano criminale”. Così la leader della Cisl, Daniela Fumarola, appena rieletta dal consiglio generale leader della confederazione.
“Ad ogni persona che ha pagato con la vita il suo amore per la comunità nazionale e per la legalità – ha aggiunto – la loro memoria è un faro che ci guida nel nostro impegno quotidiano. La Cisl farà sempre la sua parte per tenere viva quella luce: saremo accanto a chi combatte il racket, a chi si oppone al caporalato, a chi dice no al pizzo e a ogni forma di sopruso”.
Cisl, Daniela Fumarola rieletta segretario generale
Roma, 19 lug. (askanews) – Daniela Fumarola è stata rieletta segretario generale della Cisl. Ad eleggerla è stato il consiglio generale con 193 voti. Gli aventi diritto erano 203, non presenti al voto 9; presenti al voto 194; schede nulle zero; bianche una.
“Ci sono momenti in cui le parole faticano a esprimere l’emozione che si prova – ha detto Fumarola – questo per me è uno di quei momenti. Essere qui di fronte a voi, dopo la fiducia che avete voluto confermarmi, mi riempie di una gratitudine profonda. In questi mesi, dal giorno in cui il consiglio generale mi ha affidato questo ruolo, ho sentito il peso e l’orgoglio di rappresentare la nostra amata Cisl. Questa fiducia rappresenta un mandato che mi impegno a onorare con tutta me stessa. Un vincolo che vivo come una responsabilità verso ciascuna e ciascuno di voi”.
La Cisl è un sindacati che cerca di trovare “soluzioni vere e durature ai problemi reali del lavoro e della società – ha aggiunto – questa è la nostra scelta strategica: esserci, sempre, come protagonisti attivi del cambiamento e non come spettatori. Abbiamo saputo trasformare questo valore in azioni concrete. Partecipazione, per noi, significa dare dignità a ogni lavoratore, pensionato, ad ogni famiglia. Abbiamo rivendicato con forza la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e del Paese e non ci siamo limitati a immaginarla: l’abbiamo
voluta, promossa e costruita insieme. Una strada che ora dobbiamo percorrere fino in fondo portando la partecipazione in ogni luogo
di lavoro, dalle grandi imprese agli enti pubblici, fino ai nostri territori, attraverso la contrattazione sociale”.
M.O., Mattarella: contro attese umanità sparare su file per acqua o chiese
Milano, 19 lug. (askanews) – “Si spara e si uccide sui luoghi di preghiera, su luoghi dove si distribuisce acqua a chi ha sete e pane a chi ha fame, si colpiscono soccorritori che prestano aiuto ai feriti: tutto questo crea un contrasto radicale con le attese dell’umanità ma anche rischia di introdurre una spirale di risentimenti, di odio, di contrapposizioni che genera costantemente altre violenze”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per il centenario della Campana dei caduti di Rovereto.
“Ci troviamo in un momento storico internazionale che è in pieno contrasto con i desideri, le aspirazioni e le attese dell’umanità in ogni parte del mondo, di ogni nazionalità: riemergono ombre che si pensava non dovessero avere più spazio e presenza, di chi ritiene di reintrodurre le guerre di annessione territoriale che pensavamo appartenessero ai momenti oscuri dei secoli passati, o di chi pensa di ripristinare il dominio del più forte su coloro che sono più deboli o di poter bombardare civili nelle loro case. Assistiamo al massacro di giovani intenti a festeggiare ascoltando musica”, ha detto Mattarella che ha concluso: “Vi è una condizione di speranza, cui l’umanità aspira, e che deve prevalere su quanto avviene e che registriamo con tristezza: quanto avviene crea disorientamento nella vita internazionale e anche nella vita delle persone”.
Meloni ricorda Borsellino: il suo esempio vive in chi lotta contro la mafia
Milano, 19 lug. (askanews) – Oggi, a 33 anni dalla strage di via D’Amelio, ricordiamo Paolo Borsellino, un uomo che ha sacrificato la sua vita per la verità, per la giustizia, per l’Italia. Il suo esempio continua a vivere in chi ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, combatte per un’Italia più giusta, libera dalle mafie, dal malaffare, dalla paura. Non c’è libertà senza giustizia, non c’è Stato senza legalità”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Ai tanti magistrati, Forze dell’Ordine e servitori dello Stato che hanno scelto il coraggio, anche a costo della vita, dobbiamo gratitudine e rispetto. Hanno tracciato una strada che non può essere dimenticata. Quel testimone è ancora saldo – afferma Meloni – e lo porteremo avanti ogni giorno, con rispetto, con determinazione, con amore per la nostra Nazione. In ricordo di Paolo Borsellino e di chi non ha mai chinato la testa”.
Mattarella: riconciliarsi con l’ambiente, il progresso non si misura col profitto
Milano, 19 lug. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato questa mattina al cimitero monumentale di San Leonardo nel 40esimo della catastrofe della Val di Stava, in Trentino. Il capo dello Stato ha deposto una corona e salutato i parentiádelleávittime dell’inondanzione causata dal cedimento degli argini dei bacini di decantazione di una miniera. Disastrò che causò la morte di 268 persone. “È necessario riconciliarsi con l’ambiente. Un nuovo sviluppo sarà possibile solo facendo convergere equilibrio ecologico, equità sociale, armonia nei territori. Il progresso non si misura sulla base del profitto economico che se ne ricava, indifferenti ai costi sociali, ambientali, umani” ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“L’Italia, purtroppo, non è esente da calamità che si usa definire ‘naturali’, per sottolinearne la imprevedibilità, la loro quasi ineluttabilità. Qui non è stata la natura a distruggere, a uccidere, qui a provocare la strage – ha sottolineato il Capo dello Stato – è stata una calamità non di natura, causata artificialmente dall’uomo. Qui vi sono state le responsabilità delle imprese coinvolte, incuria, mancata vigilanza delle autorità nella gestione del progetto minerario. In una parola a determinarla fu l’indifferenza al pericolo per le persone, sulla base di una errata concezione del rapporto uomo-ambiente, con quest’ultimo considerato risorsa da sfruttare e non da porre doverosamente in favore della comunità, come un valore al suo servizio”.
Biennale Danza, consegnati i Leoni a Twyla Tharp e Carolina Bianchi
Venezia, 19 lug. (askanews) – La coreografa statunitense Twyla Tharp e l’artista, commediografa e scrittrice brasiliana Carolina Bianchi hanno ricevuto rispettivamente il Leone d’oro alla carriera e il Leone d’argento della Biennale Danza 2025, diretta per il quarto anno da Sir Wayne McGregor. A Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi, nei primi giorni di apertura del festival internazionale di danza contemporanea.
Due riconoscimenti importanti ad artiste di diverse generazioni ma che rappresentano manifestazioni decisive del modo di fare danza e di pensare la scena teatrale e performativa.
Fumarola al Governo: passiamo ai fatti, patto con chi ci sta
Roma, 19 lug. (askanews) – “Al Governo diciamo: passiamo subito dalle intenzioni all’azione. La via maestra è quella che porta a un contratto nazionale per lo sviluppo, la sostenibilità sociale e il lavoro che impegni esecutivo e parti sociali su un programma su obiettivi condivisi”. Lo ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo il XX congresso confederale.
“L’auspicio è che questa strategia sia sostenuta da una coalizione ampia – ha aggiunto – non è più tempo di alibi o di pregiudiziali. Chi oggi si tira indietro si assume la responsabilità di auto-escludersi da un cammino fondato sull’etica della cooperazione. La via del dialogo e della partecipazione richiede coraggio, il coraggio di scelte giuste anche quando possono essere impopolari”. Fumarola ha poi affermato che il dibattito congressuale ha consegnato una “convinzione chiara: per affrontare adeguatamente le sfide che abbiamo di fronte è urgente un nuovo patto sociale. Le parole che la presidente del consiglio Giorgia Meloni ci ha rivolto vanno in questa direzione”.
La premier “ha riconosciuto la necessità di superare la logica dello scontro ideologico, di rifondare il rapporto tra impresa e lavoro in modo collaborativo, e ha manifestato apertura verso il dialogo sociale – ha proseguito la numero uno della Cisl – abbiamo accolto con soddisfazione il suo intervento. Un impegno forte che metteremo già da domani alla prova dei fatti. Gli impegni assunti devono diventare in tempi brevi un percorso vero, necessario a dare una direzione al cambiamento e a recuperare una visione fatta di crescita inclusiva”.
Open Arms, Parodi (Anm): il Governo accetti le critiche
Roma, 19 lug. (askanews) – In merito al procedimento Open Arms “non è stato fatto un appello, ma un ricorso in Cassazione. E il ricorso in Cassazione è previsto dalla Costituzione. Tutti i procedimenti possono esserne oggetto”. Lo ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, in una intervista al quotidiano La Stampa. Insomma “non è stata scelta la logica dell’appello, quindi della revisione di tutto, ma del ricorso in Cassazione. E questo blocca alla radice ogni polemica”.
La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di accanimento ma, secondo Parodi, “il ricorso in Cassazione è possibile per ogni caso. Se ogni volta che accade è un accanimento, allora mi permetta di dire che si tratta di un accanimento diffuso. Semmai si tratta di una scelta diretta a semplificare il futuro”. E questo perché “una volta che la Cassazione si sarà pronunciata sul tema, che potrà riproporsi, tutte le procure italiane dovranno adeguarsi. La Suprema Corte scioglie i dubbi interpretativi e fornisce una linea di massima chiarezza e trasparenza”.
Riguardo le dichiarazioni del ministro della giustizia, Carlo Nordio, che ha detto ‘rimedieremo’, al ricorso il presidente Parodi ha detto: “O si cambia la Costituzione o il ricorso in Cassazione non potrà essere limitato”. Sulla reazione del guardasigilli alle parole del magistrato Piccirillo, la replica è chiara: “Rifiutare con quei toni non la critica secca, ma l’argomentazione nel dettaglio, è una cosa che preoccupa parecchio noi magistrati” e “se non è possibile neppure esprimere considerazioni in modo pacato e professionale, allora è un grave problema che l’Anm affronterà con determinazione. Ipotizzare per questo responsabilità disciplinari significa impedire il contributo che la magistratura può dare al sistema paese. Un problema molto grave non solo per i magistrati ma soprattutto per i cittadini”.
Fabi: per le banche italiane utili record oltre 46 miliardi nel 2024
Milano, 19 lug. (askanews) – Nel 2024 le banche italiane hanno registrato un nuovo massimo in termini di utile netto, con un totale di 46,5 miliardi di euro, in crescita di 5,7 miliardi (+14%) rispetto al 2023. Un risultato che porta che la somma degli utili realizzati nel triennio 2022-24 a oltre 112 miliardi, evidenziando un triennio eccezionale per la redditività bancaria, sostenuto da un contesto monetario, ovvero gli alti tassi d’interesse decisi dalla Bce, straordinariamente favorevole. Lo sottolinea una ricerca della Fabi.
L’analisi dell’andamento mostra chiaramente, infatti, un punto di svolta a partire dal 2022. Dopo una fase meno effervescente, tra il 2018 e il 2021 – segnata da utili oscillanti tra i 15 e i 16 miliardi e un forte impatto della crisi pandemica nel 2020 – l’utile netto ha cominciato a crescere in modo significativo, passando da 25,5 miliardi nel 2022 a oltre 40,7 miliardi nel 2023, fino ai 46,5 miliardi del 2024.
Lo scorso anno i ricavi del settore hanno toccato quota 110,1 miliardi, con una crescita del 7,2% rispetto al 2023 e un balzo del 33,8% sul 2018. Il credito, tornato protagonista dopo il lungo ciclo dei tassi a zero, rappresenta ora il 58,5% dei ricavi totali, consolidando il controsorpasso sulle commissioni (41,5%), che per tre anni – dal 2019 al 2021 – avevano dominato la composizione del fatturato bancario.
Resta solida la qualità del credito: l’incidenza dei deteriorati netti sui prestiti si attesta all’1,5%, con un tasso di copertura pari al 52,5%, ben oltre la media europea del 41,4%. Ottimi anche gli indici di efficienza e redditività: il cost/income è sceso al 53,2%, dal 63,1% del 2022 e dal 71,2% del 2020; il Roe (return on equity) è salito al 13,3%, rispetto al 9% del 2022 e allo 0,9% del 2020, segno di una piena normalizzazione dei ritorni sul capitale.
Mafia, Conte: maggioranza vuole riscrivere la storia, li fermeremo
Milano, 19 lug. (askanews) – “Se qualcuno pensa di poter scrivere una storia di comodo sulle stragi di mafia da far leggere fra qualche anno ai nostri figli continuerà a trovare in noi un ostacolo”. Lo scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, nel giorno della strage di via D’Amelio, perpetrata 33 anni fa.
“Non servirà mettere il bavaglio ai campioni dell’Antimafia come Scarpinato e De Raho che abbiamo portato in Parlamento e la maggioranza vuole invece cacciare dalle commissioni: non ci fermeranno nel percorso ostinato per la ricerca della verità. È gravissimo che si vogliano ignorare le tracce che sulle stragi del 1992-93 portano a mandanti eccellenti e a esponenti della destra eversiva responsabili delle stragi neofasciste, come Paolo Bellini da poco condannato definitivamente per la strage di Bologna. È gravissimo che alle frasi di circostanza del Governo per la strage del 19 luglio 1992 in via D’Amelio, si accompagnino fatti e scelte disastrose per la lotta a mafie e malaffare come la cancellazione dell’abuso d’ufficio, l’indebolimento dei presidi di legalità e anticorruzione, il farwest dei subappalti, i tagli alle intercettazioni. Trovano e troveranno in noi un muro”, prosegue Conte.
Che assicura: “È questo l’impegno con cui intendiamo onorare ogni giorno la memoria di chi ha sacrificato la vita per noi. È così che continueremo a coltivare la memoria di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina che hanno pagato con la vita l’impegno contro la mafia, per la verità e la giustizia”.
Calcio, morto Sergio Campana, il sindacalista dei calciatori
Roma, 19 lug. (askanews) – Si è spento all’età di 91 anni Sergio Campana, figura importante del calcio italiano e pioniere dei diritti dei calciatori. Ex calciatore, aveva guidato il sindacato dei giocatori per 43 anni, dal 1968 al 2011. Campana è deceduto nella sua città di nascita, Bassano del Grappa, stanotte in una casa di cura dove era ricoverato da alcune settimane per un peggioramento dello stato di salute.
Nato a Bassano, Campana ha lasciato un’impronta indelebile sia sui campi da gioco che fuori, con una carriera che ha coniugato passione sportiva e impegno civile.
M.O., almeno 12 morti e 100 feriti vicino a un centro aiuti a Gaza
Roma, 19 lug. (askanews) – Sono almeno 30 i palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane mentre attendevano di ricevere aiuti umanitari nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Haaretz citando fonti mediche dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, secondo cui più di 100 persone sono state ferite e molte di loro sono in gravi condizioni.
Il medico Atef al-Hout ha riferito di “un numero di vittime senza precedenti in un lasso di tempo molto breve”, aggiungendo: “Non siamo in grado di fornire cure mediche adeguate perché mancano attrezzature, medicinali e personale”.
Mattarella sulla strage di via D’Amelio: democrazia fu più forte dell’eversione
Milano, 19 lug. (askanews) – “La strage di via D’Amelio ha impresso un segno indelebile nella storia italiana. La morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – voluta dalla mafia per piegare le istituzioni democratiche, a meno di due mesi dall’attentato di Capaci, intendeva proseguire, in modo eversivo, il disegno della intimidazione e della paura. La democrazia è stata più forte. Gli assassini e i loro mandanti sono stati sconfitti e condannati”. È quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a 33 anni dalla strage di via D’Amelia.
“In questo giorno di memoria, la commozione per le vite crudelmente spezzate e la vicinanza ai familiari delle vittime restano intense come trentatré anni or sono. Il senso di riconoscenza verso quei servitori dello Stato che, con dedizione e sacrificio hanno combattuto il cancro mafioso, difendendo libertà e legalità, consentendo alla società di reagire, è imperituro”, ha proseguito Mattarella.
“Le vite di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone sono testimonianza e simbolo della dedizione dei magistrati alla causa della giustizia. Borsellino non si tirò indietro dal proprio lavoro dopo la strage di Capaci. Continuò ad andare avanti. Onorare la sua memoria – ha concluso il Capo dello Stato – vuol dire seguire la sua lezione di dignità e legalità e far sì che il suo messaggio raggiunga le generazioni più giovani”.
“La Cisl si sporca le mani”. La battuta di Bonanni a rischio equivoco
Nel nostro precedente articolo, commentando la relazione della segretaria generale della Cisl al XX Congresso confederale, ci siamo espressi favorevolmente sul modello programmatico proposto: un’impostazione chiaramente riformista, nella quale ci riconosciamo pienamente. Quel modello, però, va riempito di contenuti chiari e coerenti su alcuni temi fondamentali per il confronto sindacale.
Il nodo delle scelte concrete
Serve, innanzitutto, una decisa presa di posizione in favore dell’equità fiscale, a tutela del lavoro dipendente. Occorrono garanzie reali sulla difesa del potere d’acquisto, una nuova politica degli orari di lavoro, e una drastica riduzione del numero dei contratti nazionali – sono oltre un migliaio quelli oggi depositati al Cnel – con la definizione di criteri rigorosi sulla rappresentatività sindacale, per superare il fenomeno del sindacalismo di comodo.
Altrettanto decisive sono scelte a sostegno di una strategia industriale attrattiva, fondata su ricerca e innovazione, e politiche strutturali che fermino l’emorragia di giovani costretti a lasciare l’Italia per motivi di studio o di lavoro. Non meno urgenti, infine, sono interventi sul sistema di welfare (sanità, previdenza) e su quello educativo e formativo.
Il valore dell’autonomia
Sono questi i nodi essenziali su cui basare un eventuale “patto di responsabilità”, così evocato nella relazione congressuale della segretaria Fumarola. Ma perché quel patto possa avere senso, occorre che il sindacato confederale – nella sua interezza – riaffermi due elementi irrinunciabili: la competenza e, soprattutto, l’autonomia.
Proprio su questi due valori avevamo già insistito nei nostri precedenti interventi, e continuiamo a ritenerli il fondamento dell’autorevolezza sindacale. Non si può indicare la strada del patto senza accompagnarla con proposte credibili, sorrette da una visione e da competenze all’altezza. Altrimenti si resterà nel limbo degli auspici e dei titoli, senza mai incidere davvero sulla realtà.
Una scena imbarazzante
Il congresso della Cisl in corso dovrebbe dare risposte nette su questi aspetti. Purtroppo, ieri abbiamo assistito a un episodio che ci pare significativo: l’accoglienza riservata alla presidente del Consiglio da parte della segretaria generale è apparsa a tratti imbarazzante. Al di là del doveroso rispetto istituzionale, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento più sobrio: sarebbero bastati un saluto educato e una stretta di mano. Invece, si è arrivati a baci e abbracci che nulla hanno a che vedere con l’autonomia di un’organizzazione sindacale.
Ancor più discutibile è stato il fatto che, al momento dell’arrivo della premier, al fianco di Daniela Fumarola vi fosse il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra. Una presenza fuori luogo e, francamente, inopportuna.
Un segnale di resistenza
Viene allora da chiedersi: è questo il biglietto da visita di un’organizzazione che fa dell’autonomia la sua architrave? Un sindacato che vuole riaffermare il proprio ruolo nel quadro democratico non può permettersi simili cedimenti formali e simbolici.
Unico dato positivo da registrare: se una parte dell’assemblea si è lasciata andare a scroscianti applausi, con delegati in piedi, un numero significativo di partecipanti ha scelto consapevolmente di applaudire per cortesia, restando seduto.
Raffaele Bonanni, ex segretario generale di via Po, ha scritto sul Riformista che la Cisl “non agita bandiere” ma “si sporca le mani”. È una battuta che può anche creare equivoci, meglio lasciar perdere. Forse c’è ancora speranza che l’anima riformista cislina possa tornare a farsi valere. Ma ci vuole che la schiena sia dritta e l’indipendenza vera.
Il fattore umano e lo sviluppo sbilenco
(…) Il Formez nasce come Centro di formazione e studi in una delibera del Comitato dei ministri per il Mezzogiorno del marzo 1959. Nel contribuire a quella decisione Giuseppe De Rita scrisse la parte sulla formazione professionale ispirandosi ai centri interaziendali dell’IRI; mentre Ubaldo Scassellati scrisse la parte sulla formazione dei quadri ispirandosi, come si dirà, più avanti a un testo del governo greco.
Occorre sottolineare che si formano nel tempo convinzioni che maturano in linee di pensiero e di azione che consentono interventi nuovi e diversi, che vanno oltre il “primo tempo” della infrastrutturazione e oltre il “secondo tempo” della industrializzazione del Mezzogiorno. É attraverso la Cassa e l’IRI, attraverso la Olivetti e la Svimez e, soprattutto, attraverso le intuizioni e le azioni di alcune personalità che vi operano che si arriva al cosiddetto “terzo tempo” – il tempo della centralità del fattore umano in un’epoca in cui si assiste all’insorgere della tecnologia come nuova dimensione della vita sociale, che allo stesso tempo potenzia e depotenzia l’umano. Di quel “terzo tempo” dello sviluppo il Formez è l’espressione.
Ma il Formez, come detto, non nasce nel vuoto. Vi erano esperienze diverse e precedenti che con essa si intrecciavano: vi era l’IPSOA di Olivetti-Martinoli (dal 1952) e vi era l’INAPLI (l’Istituto nazionale per l’addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell’industria), istituito nel 1938 dal fascismo e risorto due volte: nel 1945, con l’espunzione dell’aggettivo “fascista” dal nome; e nel 1949, con l’ampliamento delle sue competenze. Dal 1960 al 1967 l’INAPLI fu presieduto da Luigi Granelli – della corrente “La Base” della Democrazia Cristiana – che più avanti fu ministro della ricerca scientifica e tecnologica (1983-1987) e delle partecipazioni statali (1987-1988). L’INAPLI pubblicava una rivista, di cui Granelli fu direttore, intitolata “Qualificazione”. Nel 1963 Granelli fu componente del primo Consiglio di amministrazione del Censis.
Si trattava dunque di destini e percorsi incrociati che coglievano ciascuno certi aspetti dell’Italia nuova. Il fatto nuovo, che Martinoli ipotizza già nel 1959 – nella “piena” del miracolo economico 1958-1963 – è che vi sarà uno sviluppo del reddito, un aumento della complessità del sistema di imprese, un crescente fabbisogno di quadri intermedi e direttivi, un’espansione della scolarità superiore. In realtà, solo il primo e il quarto di questi processi si realizzerà effettivamente e ciò genererà squilibri sul mercato del lavoro (…).
Questo testo è uno stralcio, senza note a pie’ di pagina, del saggio di Giovanni Farese tratto dal recente volume G. Farese e G. Melis (a cura di), “Il Formez per il Mezzogiorno e per l’Italia. Classi dirigenti, istituzioni e sviluppo economico dagli anni Sessanta agli anni Novanta” (il Mulino, 2025), con testi di A. Giannola, G.P. Manzella, F. Dandolo, A. Bonatesta, S. Cassese, S. Zoppi, N. Parmentola, T. Fumarola.
Donald Trump firma il Genius Act: rivoluzione o mina finanziaria?
Ieri, in una cerimonia alla Casa Bianca trasmessa in streaming, il presidente Donald Trump ha firmato il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act (Genius Act), la prima legge federale che regola le stablecoin negli Stati Uniti.
L’obiettivo proclamato è chiaro: creare un quadro normativo per asset crittografici ancorati a riserve reali (dollari o titoli di Stato) e rinvigorire il ruolo globale del dollaro. Trump lo ha definito una “rivoluzione” paragonabile all’arrivo di Internet. Ma a questa visione si accompagna un possibile conflitto d’interessi: la sua famiglia detiene quote di USD1, una stablecoin privata emessa da World Liberty Financial.
Cosa prevede la nuova legge
- Solo istituzioni autorizzate (banche o soggetti equiparati) possono emettere stablecoin garantite uno a uno.
- Obbligo di audit mensili e piena trasparenza delle riserve.
- Divieto di pagare interessi per evitare usi speculativi.
- Supervisione federale e statale degli emittenti.
- Divieto di emissione da parte di membri del Congresso o funzionari pubblici durante il mandato (ma non per il presidente in carica).
Gli economisti lanciano l’allarme
Molti esperti sono scettici. Barry Eichengreen (Università di Berkeley) ha avvertito che una corsa al riscatto delle stablecoin potrebbe generare svendite massicce di titoli pubblici, destabilizzando i mercati.
Allison Schrager, su Bloomberg Opinion, ha definito la legge “meno che geniale”, sostenendo che espone i risparmiatori a rischi inutili e priva la Fed di strumenti di controllo.
Il timore più ricorrente è che il Genius Act finisca per replicare un “sistema bancario ombra” senza le necessarie garanzie di stabilità.
Tra banche e conflitti d’interesse
Anche il mondo bancario è preoccupato: se le stablecoin attirassero troppi depositi, le banche avrebbero minori risorse da impiegare in prestiti a imprese e famiglie.
Nel frattempo, i democratici accusano Trump di conflitto d’interessi. La sua famiglia ha lanciato la stablecoin USD1 tramite World Liberty Financial, che ha già raccolto una capitalizzazione di 2,2 miliardi di dollari. Solo nel 2024, Trump ha dichiarato un guadagno di oltre 57 milioni dalla vendita di token.
La cornice internazionale
Mentre l’Europa lavora al regolamento MiCA e la Cina vieta del tutto le stablecoin private, gli Stati Uniti scelgono una via opposta.
Secondo l’Atlantic Council, la nuova legge potrebbe rendere gli USA leader globali nel settore, ma solo a patto che si evitino derive speculative e si garantisca la piena tracciabilità.
Un consenso bipartisan che non dissolve i dubbi
Il Genius Act è passato con ampio sostegno in Congresso (308 voti favorevoli alla Camera, 68 al Senato). Eppure, l’economista Paul Blustein avverte che l’emissione privata di stablecoin, anche se regolata, può minacciare la coesione del sistema finanziario e minare il ruolo della banca centrale.
In alternativa, propone che siano le stesse banche a emettere depositi “tokenizzati” sotto sorveglianza pubblica.
Una rivoluzione promessa o un azzardo sotto mentite spoglie?
Il dubbio resta, mentre il presidente Trump — tra un applauso e l’altro dei CEO delle cripto — scherza: “L’abbiamo chiamata Genius Act in mio onore”.
N.B. L’immagine è stata generata da intelligenza artificiale.
Medio Oriente, il Vaticano non arretra: pace difficile, serve responsabilità
«Diamo tempo, ci dicano che cosa è successo», ha affermato il cardinale Pietro Parolin in un’intervista a Tg2 Post, con il tono cauto del diplomatico esperto ma anche con parole cariche di inquietudine. L’attacco alla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza nel contesto della guerra in Medio Oriente pone, secondo il segretario di Stato della Santa Sede, interrogativi gravi: è stato davvero un errore, come si è detto in un primo momento? Oppure – domanda Parolin – si è trattato di una volontà precisa di colpire «un elemento di moderazione», come sono appunto i cristiani in quella regione martoriata?
Il sospetto non è da poco: se fosse confermato, significherebbe voler eliminare qualsiasi soggetto terzo, capace di favorire il dialogo tra le parti. In altri termini, «la volontà di far fuori qualsiasi elemento che possa aiutare ad arrivare alla pace».
Il disincanto della diplomazia vaticana
Parolin, nella stessa intervista, ha descritto con lucidità la difficoltà di una mediazione della Santa Sede. Non per difetto di volontà: «Restiamo aperti e ci proponiamo», ha spiegato. Ma una mediazione è possibile solo se le parti la accettano. E al momento, «tecnicamente è molto difficile», proprio perché manca la disponibilità esplicita dei contendenti.
Parole che suonano come un’amara constatazione. «Ci deve essere volontà politica per finire la guerra», ha insistito Parolin. Ma quella volontà oggi sembra più lontana che mai, e l’ottimismo di alcuni leader regionali – come il premier israeliano Netanyahu – appare secondo Parolin poco convincente: «Vorrei crederlo», ha detto il cardinale, lasciando intendere di non illudersi.
Il nodo di Gerusalemme, capitale contesa
Nella posizione vaticana si intrecciano la preoccupazione per i cristiani locali e una visione costante del Medio Oriente come crocevia di tensioni ma anche di possibili convergenze spirituali. La Santa Sede, al contrario degli Stati Uniti di Trump che nel 2017 riconobbero Gerusalemme come capitale di Israele, ha sempre sostenuto l’internazionalizzazione della città santa, con uno statuto speciale garantito da una autorità terza.
Questa posizione – più che mai attuale – è riaffiorata in filigrana nelle parole di Parolin. Gerusalemme non può diventare il simbolo dell’esclusione, né tantomeno il campo di battaglia tra appartenenze religiose. La Chiesa lo ripete da decenni, nella consapevolezza che una pace duratura può nascere solo dal rispetto reciproco tra le fedi.
Netanyahu e la chiamata a Leone XIV
Il segnale del Vaticano non è passato inosservato. La telefonata di Benjamin Netanyahu a papa Leone XIV, avvenuta nelle ore successive all’attacco alla chiesa cristiana, va letta anche come un tentativo di contenere gli effetti diplomatici e simbolici di una possibile rottura con la Santa Sede.
In un momento in cui ogni gesto pesa, le parole del cardinale Parolin assumono il valore di un appello alla responsabilità. La Santa Sede non si chiama fuori: resta, come sempre, a disposizione per facilitare percorsi di pace. Ma non accetta di essere ridotta al ruolo di spettatrice muta. E ancor meno, di diventare bersaglio.
Bari, inaugurato il murale Core a Core al Santa Maria Hospital
Bari, 18 lug. (askanews) – Un’arte che cura e accoglie: questo il cuore di BloomArt, il progetto artistico presentato al Santa Maria Hospital di Bari. Un’iniziativa che trasforma gli spazi ospedalieri in luoghi pi umani, attraverso forme, colori e parole che avvicinano le persone.
Protagonista indiscusso, il nuovo murale di 230 metri quadrati, realizzato sulla facciata dell’ospedale che affaccia su via Poli. Un’opera firmata dallo street artist ZED1, con il contributo del barese Giuseppe D’Asta, che ha catturato l’attenzione di pazienti, residenti e personale sanitario.
Giuseppe Speziale, vicepresidente di GVM Care &Research, ha dichiarato: “Abbiamo voluto costruire questo murale in un quartiere particolare di Bari, dove insiste la nostra Santa Maria Hospital, per dare anche un abbraccio alla zona. L’arte, quando applicata anche nella cura delle malattie, uno strumento straordinario, silenzioso, preziosissimo, molto bello. Da medico ho sempre pensato che i luoghi di cura dovessero essere belli, accoglienti, perch la malattia gi difficile, quindi la persona va aiutata anche in maniera olistica, non solo nella cura di quell’organo, ma anche nell’approccio psicologico”.
Lanciato da GVM Care & Research, con VEERA Foundation, la Galleria Misia Arte e l’APS Cellule Creative, il progetto patrocinato da Regione Puglia, Comune di Bari, AIOP e Confindustria. Il progetto artistico dal titolo Core a Core rappresenta un cuore di ceramica, composto da pezzi di puzzle, a testimoniare la fragilit del cuore stesso e per questo anche l’attenzione e la cura che richiede.
Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” una giornata particolarmente importante, non solo per questo segno di arte che GWM regala alla citt di Bari, in un bellissimo quartiere che il quartiere della sanit barese, ma soprattutto perch questo gruppo emiliano di origine si integrato e si ‘pugliesizzato’, mantenendo la capacit di intercettare i bisogni, l’anima e anche le prospettive di futuro”.
Il murale rappresenta l’ultimo tassello di un percorso iniziato nel 2019 con il progetto LUCE, proseguito poi con la mostra Mi Racconto al Teatro Margherita, incentrata sul potere terapeutico delle parole.
Eleonora Sansavini, AD Santa Maria Hospital e presidente di VEERA Foundation, ha aggiunto: “Oggi forse il coronamento di un momento importante che va a definire un percorso iniziato nel 2019 con Luce. Fu l’esordio di questo lungo percorso che non riteniamo finito, anzi forse siamo ancora all’inizio di quello che vuole essere il progetto, il disegno, di collaborare col territorio”.
Un intreccio di arte, umanit e cura, che punta a rendere l’ambiente ospedaliero pi accogliente e vicino a chi lo vive ogni giorno.
Giustizia, Meloni: riforma per stop storture, rispetteremo impegno
Roma, 18 lug. (askanews) – La riforma della magistratura onoraria è “solo uno dei tasselli di un lavoro più ampio che il governo sta facendo per riformare la giustizia italiana, per mettere fine alle storture a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni, per coniugare le garanzie con l’equità e la velocità dei processi. L’Italia merita una giustizia più giusta, più vicina ai cittadini e alle imprese. E’ un impegno che questo governo si è assunto e che intende rispettare perché siamo persone di parola e intendiamo consegnare a chi verrà dopo di noi un’Italia migliore di quella che ci è stata consegnata. Sappiamo di non essere soli in questa sfida”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video messaggio al convegno “Magistratura e riforme”.
Open arms, Salvini: sorpresa e rabbia ma non sono preoccupato
Roma, 18 lug. (askanews) – “Un po’ di sorpresa, rabbia, incazzatura ci sta” ma “non sono preoccupato”. Così a Radio Radio il ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini, a proposito del ricorso in Cassazione nell’ambito del processo Open arms.
Sul ricorso “per saltum”, dice “mi sono dovuto informare perchè non sono avvezzo alla frequentazione di aule di tribunale da imputato. Un po’ di sorpresa, rabbia, incazzatura ci sta” dopo “4 anni e mezzo di processo, 32 udienze, 268 pagine di assoluzione piena perché il fatto non sussiste da parte di tre giudici. O quei giudici non sanno fare il loro mestiere o sono salviniani nascosti…”. Adesso, aggiunge, “non vorrei che si ricominciasse tutto da capo. Ho chiamato Giulia Bongiorno per capire cosa succede, vedremo la Cassazione. Non sono preoccupato” ma “l’amaro in bocca c’è” e “mi domando quanto sta costando ai contribuenti questo processo che nasce in Parlamento perché le sinistre decisero che bloccare gli sbarchi era reato mentre non lo era né prima né dopo”.
A proposito del ministro della Giustizia Carlo Nordio, secondo cui non si dovrebbe far ricorso contro una sentenza di assoluzione, Salvini spiega che “sono tendenzialmente d’accordo perché se un imputato viene assolto in primo grado perché il fatto non sussiste e uno ha fiducia nella magistratura dovrebbe aver fiducia anche in quei giudici lì. Vediamo: sono curioso di vedere quanto va avanti e come finisce”. Poi, nel governo Conte I, sottolinea l’allora ministro Toninelli “faceva quello che facevo io adesso” e “Conte era pienamente consapevole” della politica sui migranti.
Open arms, Salvini: spero ricorso non legato a riforma giustizia
Roma, 18 lug. (askanews) – Il ricorso in Cassazione nel processo Open Arms “spero non sia legato alla riforma della giustizia che non è contro i magistrati ma cerca di togliere spazio alle correnti che fanno male alla magistratura. I giudici politicizzati sono una minoranza. Io vado avanti serenamente a fare il mio lavoro ma un po’ di rammarico c’è. A Garlasco ci hanno messo 18 anni, spero che ci mettano un po’ meno”. Così il ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini a Radio Radio.
MotoGp, Bagnaia: "Gomma sbagliata? Ci complichiamo vita da soli"
Roma, 18 lug. (askanews) – Venerdì amaro per Pecco Bagnaia, che ha chiuso le Pre-qualifiche al 13° posto e sabato dovrà passare dal Q1. Al termine della sessione il torinese era visibilmente arrabbiato a causa di un errore di strategia. Bagnaia aveva chiesto di uscire con la media per il finale del turno ma gli è stata montata la soft e non è riuscito a migliorarsi. “Da stamattina andavo forte – ha detto a Sky – sull’asciutto molto forte e sul bagnato riuscivo ad andare bene. Oggi pomeriggio uguale. Abbiamo perso anche un po’ troppo tempo nel box che sicuramente non aiuta. Poi se già siamo abbastanza al pelo per star nei 10 e in più ci complichiamo la vita in questo modo, mi fa arrabbiare ancora di più. So che è un periodo complicato, diciamo che facciamo fatica a farla girare nel verso giusto. Se in più ce la complichiamo così è difficile ecco”. Domani ci saranno condizioni di asciutto: “Assolutamente sì. Quest’anno per qualche motivo già sull’asciutto faccio fatica, sul bagnato non vado proprio. Spero che domani sia asciutto. L’obiettivo sarà provare due cose domani mattina giusto per capire come sfruttare al meglio il grip in questa pista. Poi il time attack sarà fondamentale perché bisogna partire più avanti possibile. Il potenziale c’è per farlo ma entrare in Q2 è sempre una cosa complicata”.
Ucraina, Putin: c’è l’impegno a trovare una soluzione politica al conflitto
Roma, 18 lug. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito l’impegno di Mosca a trovare una soluzione positiva e diplomatica al conflitto con l’Ucraina, in un colloquio telefonico con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan: è quanto si legge in un comunicato del Cremlino.
“Sono state inoltre discusse diverse questioni attuali relative all’ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali. In particolare, è stata valutata positivamente la riunione della commissione intergovernativa russo-turca per la cooperazione commerciale ed economica tenutasi il 27 giugno”, conclude il comunicato.
MotoGp a Brno Marquez brilla nelle prequalifiche
Roma, 18 lug. (askanews) – È Marc Marquez il più veloce nelle prequalifiche del weekend in Repubblica Ceca a Brno, che si sono disputate su pista bagnata. Lo spagnolo ha chiuso in 2.03.935, rifilando oltre 4 decimi a Johann Zarco, secondo. Terzo posto per Fabio Quartararo. Il francese si è messo alle spalle le Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin: buona sessione per il campione del mondo, che rientra in questo weekend dopo una lunga assenza. Sesta posizione per Jack Miller, che si è messo alle spalle Joan Mir. Ottava piazza per Enea Bastianini, dietro di lui Alex Marquez. Completa la top 10 Pedro Acosta su KTM. Sono dunque questi i piloti che accedono direttamente al Q2. Giornata negativa per Francesco Bagnaia, che ha chiuso al tredicesimo posto e sarà dunque costretto a disputare il Q1 domani.
Giustzia, Anm: sdegnati da Nordio, attacca toga che esprime opinione
Milano, 18 lug. (askanews) – “Esprimiamo sdegno e viva preoccupazione per le dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in occasione della manifestazione ‘Parlate di mafia’. Che il titolare del dicastero della Giustizia possa ritenere che l’espressione pubblica del pensiero di un magistrato in servizio meriti l’intervento degli ‘infermieri’ o diventi oggetto di valutazione disciplinare rappresenta un fatto grave, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto”.Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.
“La libertà di manifestazione del pensiero è garantita dalla Costituzione. Purtroppo, da parte del ministro, si registra un uso ricorrente della minaccia disciplinare, evocata come uno strumento di pressione e intimidazione nei confronti di decisioni sgradite o legittime critiche” aggiunge l’associuazione.
“Criticare non significa offendere, e dissentire non equivale a mancare di rispetto. La libertà di espressione non può essere compressa né svilita attraverso prospettive di riforma che assumono il volto della ritorsione o attraverso un improprio ricorso agli strumenti disciplinari. La critica, anche aspra, alle decisioni ministeriali non può essere scambiata per lesa maestà” prosegue la Anm.
“Le parole del ministro confermano, purtroppo, ciò che l’Anm denuncia da tempo: il vero obiettivo della riforma sembra essere quello di intimidire, indebolire e infine ridurre al silenzio la magistratura. Siamo stati, e restiamo, disponibili al confronto. Ma non possiamo accettare che ci venga imposto il silenzio”, conclude la Giunta.
Giustzia, Anm: sdegnati da Nordio, attacca toga che esprime opinione
Milano, 18 lug. (askanews) – “Esprimiamo sdegno e viva preoccupazione per le dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in occasione della manifestazione ‘Parlate di mafia’. Che il titolare del dicastero della Giustizia possa ritenere che l’espressione pubblica del pensiero di un magistrato in servizio meriti l’intervento degli ‘infermieri’ o diventi oggetto di valutazione disciplinare rappresenta un fatto grave, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto”.Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.
“La libertà di manifestazione del pensiero è garantita dalla Costituzione. Purtroppo, da parte del ministro, si registra un uso ricorrente della minaccia disciplinare, evocata come uno strumento di pressione e intimidazione nei confronti di decisioni sgradite o legittime critiche” aggiunge l’associuazione.
“Criticare non significa offendere, e dissentire non equivale a mancare di rispetto. La libertà di espressione non può essere compressa né svilita attraverso prospettive di riforma che assumono il volto della ritorsione o attraverso un improprio ricorso agli strumenti disciplinari. La critica, anche aspra, alle decisioni ministeriali non può essere scambiata per lesa maestà” prosegue la Anm.
“Le parole del ministro confermano, purtroppo, ciò che l’Anm denuncia da tempo: il vero obiettivo della riforma sembra essere quello di intimidire, indebolire e infine ridurre al silenzio la magistratura. Siamo stati, e restiamo, disponibili al confronto. Ma non possiamo accettare che ci venga imposto il silenzio”, conclude la Giunta.
Calcio, Conte: "Amma faticà ma chiu’ assai"
Roma, 18 lug. (askanews) – Il Napoli si presenta con lo scudetto sul petto ed Antonio Conte alla prima conferenza stampa si presenta con un vecchio mantra: ambizioso ma realista, “Amma faticà ma chiu’ assai’ per la Champions e il futuro”.
Grande entusiasmo per l’arrivo di Kevin De Bruyne, definito un calciatore che “non ha bisogno di presentazioni”. Conte spera che il belga innalzi ulteriormente la qualità della rosa, pur riconoscendo che l’impatto si valuterà a fine stagione. L’acquisto di De Bruyne, già affermato, si affianca a quello di giovani promettenti, in una strategia che mira a strutturare il Napoli non solo per il presente ma anche per il futuro. “Gli altri hanno del valore, vengono ad un’età diversa e per cercare di strutturare il Napoli non solo per il presente, ma anche per il futuro”, ha dichiarato, evidenziando la volontà di creare una struttura solida “anche quando io andrò via tra 5, 7, 10 anni”.
Ambizione e Realismo: Le Sfide della Nuova Stagione Consapevole del tricolore sul petto, Conte riconosce il ruolo di favorito, ma senza sottrarsi alla pressione. Ha richiamato l’esperienza del decimo posto post-scudetto di due stagioni fa come monito: “Quest’esperienza fatta deve più forza a tutto l’ambiente per capire che non sarà facile, dovremo essere compatti perché le cose non saranno mai facili”. La chiave sarà l’umiltà e il lavoro, con un ambiente “molto intelligente” che sappia sostenere la squadra.
Il presidente De Laurentiis, ha chiarito Conte, “non mi fissa nessun obiettivo”. La priorità è “rendere orgoglioso il popolo napoletano”, ricordando la simbiosi con la squadra che “sudava la maglia”. “Appena finito il campionato me lo chiesero, dissi ‘amma faticà again’, può andare bene a livello europeo con l’aggiunta in inglese. Se vogliamo restare sul napoletano possiamo fare ‘amma faticà ma chiu’ assai’ e restiamo in tema. Avremo competizioni, la nuova Champions, la Supercoppa, la Coppa Italia e ci stiamo attrezzando per competere e rendere orgogliosi noi stessi ed i tifosi”.
Per la prossima stagione, con l’impegno in Champions, Supercoppa e Coppa Italia, il mantra sarà: “Amma faticà ma chiu’ assai'”. Conte ha sottolineato l’importanza di avere una struttura solida sin dall’inizio, con “tutti i confermati dell’anno scorso” e i nuovi acquisti. Questo permetterà di “alzare la qualità e non avere differenza tra i giocatori”.
Cremonini, doppietta all’Olimpico, super ospiti e pubblico in delirio
Roma, 18 lug. (askanews) – Romantico, rock ed elettropop. È Cesare Cremonini che conquista l’Olimpico, chiudendo il suo tour dei record con una doppietta sold out – giovedì 17 luglio con ospiti Elisa e Luca Carboni e venerdì 18 (questa sera atteso Jovanotti) – davanti a 120.000 fan in delirio, un mega palco e un’esibizione di circa due ore e mezzo in questa Roma diventata per il cantautore bolognese “il cuore della musica”, punto di svolta della sua carriera, anche in vista del live già annunciato il 6 giugno 2026 al Circo Massimo.
Il concerto si è aperto con “Cercando Camilla” e “Alaska Baby”, title track dell’ottavo album in studio, salendo via via di intensità con grandi successi come “Dicono di me”, “PadreMadre”, “Comico (Sai che risate)”, “Ora che non ho più te” (sempre dal nuovo album), “La nuova stella di Broadway”, “Lost in the weekend” e altre. L’Olimpico si è infiammato con “Vieni a vedere perché”, “Le 6 e 26”, “Mondo” che ha preannunciato la partecipazione in carne e ossa di Lorenzo Cherubini nella seconda serata, e ancora “Logico #1 e “Greygoose”.
“Formidabile, una donna magnifica, è con noi questa notte la mia amica Elisa!”, ha detto Cremonini, dopo essersi esibito con lei in una meravigliosa ed eterea “Aurore Boreali”. “Grazie Cesare, grazie Roma, mi hai regalato un sogno”, ha replicato Elisa Toffoli, mentre Cremonini ha ricordato la sua partecipazione ad alcune date del tour, ironizzando sul fatto che “l’avrebbe voluta tutte le sere, tutte le notti” perché Elisa è “stata il suo angelo”.
In scaletta ancora chicche come “Figlio di un re” e poi il duetto con Luca Carboni in “San Luca” (da Alaska Baby): “Non ho parole Cesare, Roma, è bellissimo essere qui con voi”, ha commentato l’artista, anche lui bolognese, di “Mare mare”. “Questa canzone è nata da un incontro del destino, siamo arrivati l’uno nella vita dell’altro in un momento particolarissimo. Essere qui sul palco davanti a voi è qualcosa che significa molto più di qualunque disco numero di biglietti venduti, il successo di un ‘Mondo’ che stai creando, lo crei prima, grazie Luca”.
Gran finale tutto da ballare con l’immancabile “50 special”, “Marmellata #25”, “Poetica”, “Nessuno vuole essere Robin” e “Un giorno migliore”.
Il Cremonini Live Tour ha infiammato nel 2025 13 stadi per 600.000 spettatori e ripartirà il 6 giugno 2026 dal Circo Massimo di Roma, per poi proseguire all’Ippodromo Snai La Maura di Milano il 10 giugno, all’autodromo di Imola (Music Park Arena) il 13 giugno e alla Visarno Arena di Firenze il 17 giugno.
Open Arms, Nordio: no a impugnazioni assoluzioni, rimedieremo
Milano, 18 lug. (askanews) – “Niente impugnazione contro le sentenze di assoluzione, come in tutti i paesi civili. Altrimenti finiamo a ciò che è avvenuto col caso Garlasco. Al di là delle implicazioni politiche di questa scelta inusuale, si pone il problema tecnico. Come potrebbe un domani intervenire una sentenza di condanna al di là di ogni ragionevole dubbio, quando dopo tre anni di udienza un giudice ha dubitato e ha assolto? La lentezza della nostra giustizia dipende anche dall’incapacità di molti magistrati di opporsi all’evidenza. Rimedieremo”. Così il ministro della giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno di Fdi “Parlate di mafia”, in relazione all’impugnazione della sentenza di assoluzione sulla vicenda Open Arms nei confronti di Matteo Salvini, allora ministro dell’interno.
“Se la fiducia nella giustizia è crollata – prosegue il guardasigilli – è anche perché alcuni magistrati trascinano processi eterni senza pensare alle conseguenze devastanti che provocano nella vita delle persone. Solo quando il macigno ti cade addosso, come nel caso del sindaco Sala, ci si rende conto delle criticità del nostro sistema. Per questo lo cambieremo”.
Inchiesta Milano, Schlein: vicini a Sala, ora serve innovazione
Milano, 18 lug. (askanews) – Elly Schlein esprime “vicinanza” al sindaco di Milano Giuseppe Sala, per l’inchiesta giudiziaria che due giorni fa ha colpito la giunta, sottolineando che il Pd sosterrà l’amministrazione in particolare sulle sfide relative alla casa e alla transizione ambientale, chiedendo “segnali di innovazione e cambiamento” su questi temi.
Scrive la segretaria del Pd in una nota: “Le notizie sull’indagine di Milano non ci lasciano indifferenti e chiedono attenzione. Anche per noi è importante capire bene i contorni precisi di questa vicenda. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che dovrà accertare se ci sono state delle responsabilità penali individuali. Noi seguiremo con attenzione gli sviluppi. Al contempo ribadiamo che il Pd è al fianco del sindaco Sala, che ho sentito per esprimergli direttamente la nostra vicinanza, e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità. Con piena consapevolezza che oggi queste sfide sono diventate più pressanti e urgenti e richiedono segnali di innovazione e cambiamento. Il Pd di Milano darà il suo massimo contributo e supporto al sindaco in questa direzione”, conclude Schlein.
Anas, Gemme: in Sicilia 12 mld investimenti, mondo oggi molti vincoli
Caltanissetta, 17 lug. (askanews) – “Intanto abbiamo 3.905 chilometri noi in gestione in Sicilia e 12 miliardi di investimenti. Per fare gli investimenti, in un mondo come quello di oggi, che ricco di vincoli, con pochi gradi di libert, un’impresa come la nostra, ha le sue difficolt. Per nei programmi ci siamo”: lo ha detto l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, a margine dell’apertura del Viadotto San Giuliano a Caltanissetta.
“Una cosa fantastica che ho visto l’ultima volta che sono venuto in Sicilia il 17 aprile, tre mesi dopo passando tra Catania e Caltanissetta, ho visto una cosa eccezionale: il viadotto che sta per essere demolito completamente, un avanzamento del 58%, quindi in tre mesi ho visto un ‘progress’ molto importante. L’azienda c’, abbiamo recentemente cambiato il capo compartimento e abbiamo un accordo molto importante con con il vostro presidente Schifani, l’investimento nella vostra Regione c'”, ha aggiunto Gemme.
Calcio, Ufficiale, Lucca nuovo giocatore del Napoli
Roma, 18 lug. (askanews) – Ieri le visite mediche, oggi l’annuncio: Lorenzo Lucca è un nuovo giocatore del Napoli. Dopo una lunga giornata a Villa Stuart per i controlli, l’attaccante si è spostato verso Dimaro per raggiungere il resto della squadra e firmare il contratto. Il Napoli, per acquistare Lucca dall’Udinese, verserà 9 milioni di euro subito per il prestito oneroso di una stagione più altri 26 (bonus compresi) la prossima estate, quando eserciterà l’obbligo di riscatto. Un’operazione dunque da circa 35 milioni di euro complessivi per un giocatore espressamente richiesto da Conte. Lucca ha firmato col Napoli per i prossimi cinque anni, dunque fino al 30 giugno 2030, e guadagnerà circa 2 milioni di euro netti a stagione.. “La SSC Napoli – è scritto nella nota dei campioni d’Italia – comunica di aver acquisito in prestito con obbligo di riscatto le prestazioni sportive del calciatore Lorenzo Lucca dall’Udinese Calcio”. Insieme al comunicato della società azzurra è arrivato anche il saluto del presidente Aurelio De Laurentiis con un tweet, suo marchio di fabbrica con i nuovi acquisti: “Bevenuto Lorenzo!”.
Milano, apre il primo store in Italia del brand sportivo lululemon
Milano, 18 lug. (askanews) – Lululemon azienda canadese specializzata in abbigliamento sportivo e lifestyle quotata al NASDAQ di New York apre il primo punto vendita in Italia: in Corso Vittorio Emanuele II a Milano. Il nuovo store porta nel nostro Paese l’abbigliamento tecnico e gli accessori di lululemon, secondo la visione del brand di “promuovere il potenziale di ciascuno e sostenere il benessere per tutti”.
Con una superficie di circa 530 metri quadrati distribuiti su due piani, lo store di Milano offrir un ambiente con spazi distinti dedicati alle diverse innovazioni tecniche di lululemon. I due piani ospitano la collezione femminile e quella maschile. Tutti i prodotti sono sviluppati e creati per coniugare alte prestazioni e stile per ogni attivit: yoga, corsa, training, tennis e golf. Il negozio inoltre presenta un concept architettonico di ispirazione locale, che fonde l’artigianato tradizionale con materiali contemporanei. In particolare la facciata scultorea “lululemon Glide” vuole raccontare plasticamente movimento e forma.
Per l’azienda l’apertura dello store di Milano rappresenta “un passo significativo nell’espansione internazionale di lululemon”, brand gi presente in mercati come Regno Unito, Irlanda, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera. L’ingresso in Italia rientra nel pi ampio piano di crescita “Power of Three x2” di lululemon, che mira a quadruplicare i ricavi internazionali rispetto ai livelli del 2021 entro la fine del 2026.
lululemon inoltre fa sapere che a Milano il marchio coinvolger la comunit locale attraverso una serie di attivit previste durante tutto l’anno, tra cui collaborazioni con studi o palestre di varie discipline, club di runner e un nuovo programma di Ambassador. Si tratta di iniziative che voglio o riflettere quello che il gruppo considera un “approccio olistico al benessere, volto a supportare la salute fisica, mentale e sociale delle comunit in cui opera”.
M.O., telefonata di Netanyahu al Papa sul bombardamento alla chiesa di Gaza
Milano, 18 lug. (askanews) – Papa Leone XIV ha ricevuto stamani a Castel Gandolfo una telefonata da parte del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, in seguito all’attacco militare dell’Idf avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, causando la morte di tre persone e ferendone altre, tra cui alcuni gravemente. Durante il colloquio, ha riferito la sala stampa della Santa Sede, il Santo Padre ha rinnovato il suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Prevost ha inoltre espresso nuovamente la sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate. Infine, il Santo Padre ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele.
Giustzia, Nordio: riforma sarà una liberazione dal vincolo delle correnti
Milano, 18 lug. (askanews) – L’approvazione della riforma della giustizia “sarà una liberazione dal vincolo delle correnti” e “speriamo comunque di arrivare al referendum all’inizio del prossimo anno spiegando agli italiani che non è un giudizio sul governo” ma un “allineamento” della Costituzione alla riforma del Codice di procedura penale del 1988 di Giuliano Vassalli. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma.
Arrivare invece al referendum confermativo in un clima di “contrapposizione politica” o di “aut aut al governo” secondo il Guardasigilli, in caso di vittoria dei sì, “suonerebbe come una umiliazione della magistratura” non voluta.
“Nessuno agli inizi credeva in questa riforma” della giustizia attualmente in Parlamento “perché in passato la politica aveva paura e ha sempre ceduto, noi no, non siamo ricattabili” ha continuato.
Ai magistrati, ha concluso, “fa paura non tanto la separazione delle carriere, che in effetti in gran parte esiste, ma la seconda e la terza parte della riforma, cioè la composizione, la costituzione del Csm, attraverso il sorteggio e soprattutto l’istituzione dell’Alta corte di giustizia assolutamente indipendente”.
Giustzia, Nordio: riforma sarà una liberazione dal vincolo delle correnti
Milano, 18 lug. (askanews) – L’approvazione della riforma della giustizia “sarà una liberazione dal vincolo delle correnti” e “speriamo comunque di arrivare al referendum all’inizio del prossimo anno spiegando agli italiani che non è un giudizio sul governo” ma un “allineamento” della Costituzione alla riforma del Codice di procedura penale del 1988 di Giuliano Vassalli. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma.
Arrivare invece al referendum confermativo in un clima di “contrapposizione politica” o di “aut aut al governo” secondo il Guardasigilli, in caso di vittoria dei sì, “suonerebbe come una umiliazione della magistratura” non voluta.
“Nessuno agli inizi credeva in questa riforma” della giustizia attualmente in Parlamento “perché in passato la politica aveva paura e ha sempre ceduto, noi no, non siamo ricattabili” ha continuato.
Ai magistrati, ha concluso, “fa paura non tanto la separazione delle carriere, che in effetti in gran parte esiste, ma la seconda e la terza parte della riforma, cioè la composizione, la costituzione del Csm, attraverso il sorteggio e soprattutto l’istituzione dell’Alta corte di giustizia assolutamente indipendente”.
La Russa: da destra sempre rispetto per giudici, ma sia reciproco
Milano, 18 lug. (askanews) – “Posso vantare di far parte di un’area politica che ha rispetto per la magistratura, che non vuol dire che non si possa criticare ma che ha la capacità di capire che la divisione dei poteri è tale se c’è il rispetto reciproco. Semza il rispetto, reciproco naturalemnte, viene meno il sistema democratico”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa durante un evento al Palazzo Lombardia di Milano su Falcone e Borsellino e sui beni confiscati.
“Il rispetto per Falcone e Borsellino va esteso alla magistratura come istituzione, perché quando si critica un provvedimento o anche un magistrato, e può essere anche giusto farlo, non bisogna dimenticare chi ha dato la vita e chi si è prodigato per combattere la criminalità e chi lo fa ogni giorno silenziosamente. Questa è la visione della destra nei confronti della magistratura da sempre. A volte esagerando. Su Mani Pulite ad esempio – ha sottolineato La Russa – non eravamo in grado di vedere le storture e sentivamo solo la necessità di moralizzare un mondo politico che aveva bisogna di essere moralizzato. Falcone e Borsellino ci hanno dimostrato che la nostra visione non è sbagliata”.
Il Cardinale Pizzaballa a Gaza dopo l’attacco contro la chiesa della Sacra Famiglia
Roma, 18 lug. (askanews) – A seguito dell”attacco israeliano di ieri contro la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, insieme a Teofilo III, Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme, è entrato questa mattina a Gaza come parte di una delegazione ecclesiastica, esprimendo la sollecitudine pastorale condivisa delle Chiese della Terra Santa e la loro preoccupazione per la comunità di Gaza. Lo fa sapere un comunicato del Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Il Cardinale Pizzaballa incontrerà membri della comunità cristiana locale e valuterà personalmente i bisogni umanitari e pastorali della comunità, per aiutare a orientare la presenza e la risposta continua della Chiesa.
Su richiesta del Patriarcato Latino, e in coordinamento con partner umanitari, è stato ottenuto – fa sapere ancora il Patriarcato – l”accesso per la consegna di assistenza essenziale non solo alla comunità cristiana, ma anche al maggior numero possibile di famiglie. Ciò include centinaia di tonnellate di generi alimentari, kit di primo soccorso e attrezzature mediche urgenti. Inoltre, il Patriarcato ha garantito l”evacuazione delle persone ferite nell”attacco verso strutture mediche al di fuori di Gaza, dove riceveranno cure.
Papa Leone XIV – precisa inoltre il Patriarcato – ha chiamato il Cardinale Pizzaballa e il Patriarca Teofilo al loro ingresso a Gaza per offrire il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere. Il Patriarcato Latino – conclude il comunicato – rimane fermo nel suo impegno verso la comunità cristiana e l”intera popolazione di Gaza. Non saranno dimenticati, né abbandonati.
Inchiesta Milano, Salvini: bufera non rallenti tutto, si torni al voto
Milano, 18 lug. (askanews) – “Spero che la bufera giudiziaria non rallenti tutto il resto, se il sindaco di Milano si occupa delle inchieste fa fatica ad occuparsi di altro”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando dell’inchiesta della procura di Milano sull’urbanistica a margine di un evento in città. “Non commento le inchieste. Da milanese, prima che da ministro, sono preoccupato. Sarebbe oppprtuno che fossero i cittadini a poter tornare a esprimersi. Chiedo che i milanesi possano tornare a scegliere una nuova amministrazione, non per le inchieste da cui spero possano uscire tutti innocenti, ma chiedo che Milano torni a correre”, ha aggiunto.
“A Sala e alla sinistra che non governa Milano da troppo tempo contesto l’immobilita. La città – ha attaccato Salvini – è ferma, invece di andare avanti torna indietro. Non vorrei che la sinistra si chiudesse nel fortino per paura di perdere le elezioni, i milanesi non possono andare avanti altri due anni con una città ferma”.
Il leader della Lega ha ribadito la necessità per il centrodestra di individuare un candidato sindaco per Palazzo Marino. “A prescindere dalle inchieste. Io delle idee le ho, degli incontri li ho fatti. Ci sono persone che si metterebbero a disposizione per una Milano del futuro, a prescindere dalle inchieste che non cambiano la mia agenda politica chiederò agli alleati di scegliere in fretta, già in autunno”, ha sottolineato.
MotoGP, Marc Marquez il più veloce nelle prime libere a Brno
Roma, 18 lug. (askanews) – Libere particolari per la MotoGP nel ritorno a Brno per il Gp di Repubblica ceca, ultimo prima della pausa estiva. Prima parte con gomme rain e seconda con le slick. Miglior tempo di Marc Marquez che in extremis balza al comando in 1:54.606 dopo aver perso 15′ a inizio sessione per un problema tecnico. Poi la Yamaha di Jack Miller e Pecco Bagnaia. 17°, al rientro in pista, Jorge Martin. Alle 15, LIVE su Sky Sport MotoGP e in streaming su NOW, le Pre-qualifiche: in palio i primi 10 pass per il Q2
Open Arms, Procura impugna assoluzione Salvini, Piantedosi: dispiace
Milano, 18 lug. (askanews) – “Mi dispiace molto, mi dispiace prima di tutto umanamente e personalmente e anche professionalmente, perché ho vissuto quella stagione in una funzione abbastanza importante, che era quella di capo di gabinetto del ministro Salvini. In quel processo entrai come coindagato, poi fui stralciato dall’autorità giudiziaria, quindi mi sento ancora più partecipe e rivendico quell’azione che fu fatta in quel periodo per contrastare l’immigrazione illegale”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma, parlando della decisione della Procura di Palermo di impugnare la sentenza di assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persone e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms.
M.O., Tajani: sanzioni ad Albanese è decisione unilaterale Usa
Roma, 18 lug. (askanews) – Le sanzioni degli Stati Uniti contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, sono legate al “ruolo che svolge presso le Nazioni Unite” e dunque non al fatto di essere una “cittadina italiana”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Forum ministeriale del Turismo Italia-Balcani, sottolineando il fatto che “uno può essere più o meno d’accordo sulla decisione”, “ma è una decisione unilaterale degli Stati uniti, non è una decisione condivisa con il governo italiano”.
Open Arms, la Procura impugna l’assoluzione di Salvini, Piantedosi: dispiace
Milano, 18 lug. (askanews) – “Mi dispiace molto, mi dispiace prima di tutto umanamente e personalmente e anche professionalmente, perché ho vissuto quella stagione in una funzione abbastanza importante, che era quella di capo di gabinetto del ministro Salvini. In quel processo entrai come coindagato, poi fui stralciato dall’autorità giudiziaria, quindi mi sento ancora più partecipe e rivendico quell’azione che fu fatta in quel periodo per contrastare l’immigrazione illegale”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma, parlando della decisione della Procura di Palermo di impugnare la sentenza di assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persone e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms.
Sciame sismico ai Campi flegrei: alle 9.14 la scossa più forte
Napoli, 18 lug. (askanews) – Nell’area dei Campi flegrei è in corso iniziato alle 8.51. La scossa più forte è stata registrata alle 9.14, con magnitudo 4.0 ed epicentro, a mare, in zona Dazio tra Pozzuoli e Napoli. Sono circa dieci, fino a questo momento, gli eventi bradisismici registrati dall’Osservatorio Vesuviano, sede di Napoli dell’Ingv.
La scossa delle 9.14 è stata avvertita nitidamente dalla popolazione, non solo dell’area flegrea, ma anche in diversi quartieri della città di Napoli.
Lo scorso 30 giugno nell’area dei Campi flegrei fu registrato l’evento sismico più forte degli ultimi mesi: magnitudo 4,6. Stessa intensità che ci fu il 13 marzo scorso, scossa considerata la più violenta degli ultimi 40 anni. Al momento non si registrano danni a persone o a cose.
Von der Leyen: "Stiamo colpendo al cuore la macchina da guerra russa"
Roma, 18 lug. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha rilasciato sul proprio profilo X un commento in merito all’approvazione del 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia. “Accogliamo con favore l’accordo sul nostro 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Stiamo colpendo al cuore la macchina da guerra russa”, ha sottolineato von der Leyen. La strategia dell’Unione europea è quella di colpire i “settori bancario, energetico e militare-industriale” oltre ad includere “un nuovo tetto massimo dinamico al prezzo del petrolio”, ha scritto la presidente. “La pressione è alta. Rimarrà tale finché Putin non porrà fine a questa guerra”, ha concluso von der Leyen.
Nuoto, Paltrinieri d’argento nella 5km ai mondiali
Roma, 18 lug. (askanews) – Gregorio Paltrinieri aggiorna l’ennesima pagina dello show dei record e conquista il secondo argento ai mondiali di Singapore. Con un dito teso verso rotta e traguardo, capace di fendere il dubbio e zittire il dolore, lucido nel pensiero, determinato fino allo sfinimento, l’olimpionico carpigiano è secondo nella 5 chilometri di Sentosa in 57’29″3, eguagliando il piazzamento della distanza olimpica, così come il tedesco Florian Wellbrock, che vince e scrive la storia in 57’26″4. Terzo il francese vicecampione in carica Marc Antoine Olivier, compagno di allenamenti di Paltrinieri ad Ostia, che chiude in 57’30″4 e precede Marcello Guidi, quarto dopo una gara tutta in rimonta. Il ventottenne cagliaritano preparato da Ivan Sacchi, chiude in 57’32″3. E’ la diciottesima medaglia iridata di Paltrinieri, campione che soprende per longevità, classe, resistenza, combattività ed entusiasma per la creatività e la capacità di rigenerarsi continuamente cambiando obiettivi.
“Avevo un taping leggero stamattina però l’ho perso dopo il primo giro – racconta il carpigiano, che compirà 31 anni il 5 settembre – E’ stata una gara durissima, più della dieci chilometri. Ero stanco, il caldo influisce. Il dito fa male ma ero incurante del dolore. La gara è stata perfetta, potevo anche rientrare per la vittoria finale. Ultimamente la cinque chilometri mi viene meglio della dieci: però era dura perché c’era molta competitività e bisognava combattere con tanta gente insieme – continua il vincitore di tutto allenato da Fabrizio Antonelli al centro federale di Ostia e tesserato per Coopernuoto e Fiamme Oro – L’anno scorso non avrei mai conquistato una medaglia in una gara così: prima le volevo risolvere di forza; adesso c’è molta più tattica nel mio nuoto e infatti sono riuscito a gestirla bene. Le gare stagionali mi hanno dato tanti feedback e ho affinato la mia strategia. Ci sono state tante situazioni in cui ero in difficoltà per questo è stupenda questa medaglia. A malincuore torno in Italia dopo il fondo. Dopo il Settecolli si era aperto uno spiraglio per il 1500, perché il 14’58 nuotato bello carico mi induceva a pensare che avrei potuto essere da 14’3 basso, però è avvenuto l’incidente al dito che si aggiunge ai fastidi che ancora provo al gomito. Ho bisogno di una revisione prima di ricominciare” conclude SuperGreg, alla nona medaglia iridata nel fondo, la 18esima ai mondiali e l’ottava edizione consecutiva sul podio, che già a Budapest nel 2022 aveva vinto due medaglie con l’oro nella 10 chilometri e l’argento nella 5. (Foto di Andrea Staccioli e Andrea Masini / DBM – Inside)















































