Home Blog Pagina 235

Bagno di folla a Castel Gandolfo dopo la messa, il Papa: oggi c’è bisogno di una rivoluzione dell’amore

Città del Vaticano, 13 lug. (askanews) – Una “rivoluzione dell’amore” per sanare le ferite di troppi popoli “spogliati, derubati e saccheggiati”, quando non “vittime di sistemi politici oppressivi, di un’economia che li costringe alla povertà, della guerra che uccide i loro sogni e le loro vite”. A dirlo Papa Leone XIV nell’omelia per la messa che ha celebrato a Castel Gandolfo nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova.

“Oggi c’è bisogno di questa rivoluzione dell’amore. – ha detto papa Leone commentando il racconto del Buon Samaritano – Oggi, quella strada che da Gerusalemme discende verso Gerico, una città che si trova sotto il livello del mare, è la strada percorsa da tutti coloro che sprofondano nel male, nella sofferenza e nella povertà”.

Piccolo bagno di folla per Papa Leone che dopo la messa, si è recato a piedi nella non distante piazza Piazza della Libertà di Castel Gandolfo, per la recita dell’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti davanti al Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie.

Nel breve tratto di strada, tra due ali di persone che lo salutavano, il papa ha avuto così modo di contraccambiare l’affetto dimostrato in questi giorni dagli abitanti del piccolo paese ai piedi dei Castelli romani.

Tante le persone che hanno voluto incontrare il Papa alcune delle quali giunte anche da fuori paese e che hanno iniziato ad affollare Castel Gandolfo già dalle prime ore del mattino.

Dopo aver ricevuto in dono un calice ed una patena, i parrocchiani della Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, al termine della messa celebrata da Leone XIV, hanno voluto ricambiare i regali donando al pontefice un cappellino da tennis di colore bianco con la scritta “LEONE XIV In illo uno unum”, insieme ad alcune magliette.

Altri doni nel segno dello sport, sono giunti anche dai ragazzi dell’oratorio don Bosco che hanno offerto al papa un pallone, mentre la locale Caritas gli ha regalato un cesto dall’organizzazione caritativa della Chiesa italiana.

Trump alza i dazi. L’Europa in bilico, l’Italia nel mezzo

Una manovra avventata che colpisce lEuropa

Non sorprende del tutto la mossa di Trump, ma preoccupa la sua portata. Comprensibile, da parte americana, il tentativo di riequilibrare i flussi commerciali internazionali, spesso penalizzanti per l’industria statunitense. Tuttavia, imporre dazi generalizzati del 30% sui prodotti europei — a partire dal prossimo primo agosto — rappresenta un atto sproporzionato, dagli effetti potenzialmente devastanti sulle catene di approvvigionamento globali. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non ha nascosto l’inquietudine per una scelta che rischia di rompere un equilibrio già fragile. L’impressione è che l’Europa non sia solo il bersaglio economico, ma anche quello politico di una strategia muscolare, improntata a logiche unilaterali.

Von der Leyen: pronti a negoziare, ma fermi nella difesa dellUe

A poche ore dalla pubblicazione su Truth della lettera con cui Trump annuncia i dazi, Von der Leyen ha diffuso una nota in cui ribadisce la volontà dell’Ue di “lavorare per un accordo entro il primo agosto”, ma senza rinunciare a tutelare “le catene di approvvigionamento transatlantiche, le imprese e i consumatori”. L’Ue – ha ricordato – si distingue per apertura e rispetto delle regole. Tuttavia, è pronta ad adottare contromisure, qualora venisse meno il dialogo. “Il commercio basato su regole resta il nostro pilastro”, ha concluso.

Il sostegno italiano alla linea europea

Dal governo italiano è arrivata una nota di pieno sostegno alla Commissione. Palazzo Chigi parla di scontro “senza senso” e invita le parti alla “buona volontà” per trovare un’intesa che rafforzi l’Occidente. L’accento è sulla necessità di non farsi travolgere da polarizzazioni. Roma invita a restare concentrati sul negoziato, ma dietro le parole misurate si coglie una certa amarezza per l’inversione di clima rispetto ai proclami dell’ultimo anno.

Panetta e Giorgetti: rischi e opportunità per lEuropa

Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha colto l’occasione dell’assemblea ABI per lanciare un duplice messaggio. Da un lato, ha messo in guardia sugli effetti macroeconomici della guerra commerciale innescata da Washington: una perdita stimata di mezzo punto di Pil in Europa tra il 2025 e il 2027. Dall’altro, ha segnalato come il ridimensionamento del ruolo globale del dollaro apra uno spazio inedito per l’Unione, a patto di rilanciare l’integrazione, adottare politiche comuni e accelerare sul mercato unico dei capitali. Tra le proposte rilanciate, quella degli eurobond, capaci – secondo stime Bankitalia – di stimolare investimenti per 150 miliardi l’anno e far crescere il Pil dell’1,5%.

Il richiamo a fare squadra”

Giancarlo Giorgetti ha insistito sulla necessità di un’azione compatta tra governo, banche e sistema industriale. Ha ricordato i segnali positivi dell’economia italiana – crescita, occupazione, inflazione sotto controllo – ma ha ammonito: “Mai dal dopoguerra ci siamo trovati davanti a sfide tanto complesse: dazi, guerre, crollo demografico, rivoluzione digitale”. Forte l’accento sulla difesa: secondo il ministro, anche il sistema bancario deve fare la sua parte, fronteggiando la crescente presenza di fondi esteri nel settore.

La crisi del ponte italo-americano immaginato da Meloni

Di fronte a questa svolta protezionista, salta definitivamente l’ambizione di Giorgia Meloni di ergersi a mediatrice tra Europa e Stati Uniti. La sua politica estera, nutrita di interlocuzioni bilaterali e strette di mano oltreoceano, mostra oggi tutti i suoi limiti: Washington agisce in autonomia, senza consultazioni, e Roma ne subisce gli effetti senza contropartite. Il rischio per l’Italia è di uscire ridimensionata anche in sede europea: il suo profilo di interfaccia privilegiata tra le due sponde dell’Atlantico è oggi privo di credibilità. Il governo si affida alla Commissione, ma ne segue passivamente la linea. Più che ponte, l’Italia appare oggi un pilastro vacillante, privo di sponda. E la stagione del multilateralismo europeo, per essere all’altezza della sfida, non potrà più attendere gli equilibrismi di Palazzo Chigi.

Borges, tra Whitman e Buenos Aires

Fino a oggi l’editore Adelphi aveva meritoriamente pubblicato trentadue libri a firma Jorge Luis Borges. Arriva in questi giorni in libreria il libro trentatreesimo: La mappa segreta, Testi ritrovati (1933-1983), 288 pagine, 22 euro, traduzione di Rodja Bernardoni. Si tratta di una scelta di saggi e articoli fatta del curatore, Tommaso Scarano, all’interno dei monumentali Textos recobrados 1931-1955 e Textos recobrados 1956-1986, pubblicati nel 2002-3 dalla Emecé di Buenos Aires a opera di Sara Luisa del Carril e Mercedes Rubio de Zocchi.

A consigliarne la lettura basterebbe la presenza di scritti dedicati al Don Chisciotte e alla Divina Commedia, punti fermi dell’esperienza culturale di Borges, sui quali ha lavorato a lungo in maniera illuminante. Riguardo al primo capolavoro troviamo tra l’altro una toccante analisi del suo capitolo finale, quello che descrive la morte del cavaliere, ormai tornato in sé e proprio per questo condannato dal suo creatore a scomparire. Per quello che concerne la Divina Commedia, possiamo leggere ne La mappa segreta il racconto di una serie continua di incontri e approfondimenti che dalla prima, difficile lettura su di un testo con traduzione in inglese a fronte, giunge ad affermare che «la più conosciuta e ripetuta delle terzine, può, un pomeriggio, rivelarmi chi sono o che cos’è l’universo». Dove il delicato “un pomeriggio” conferma la gigantesca levatura letteraria di Borges stesso.

Il libro, con ogni evidenza, è destinato ai cultori dello scrittore argentino. Si potrebbe dire che abbia la forma conversativa dell’incontro tra vecchi amici che da troppo tempo non si rivedono. Scarano ha conservato la successione cronologica degli interventi e questo aiuta a riconoscere linee di tendenza, interessi che maturano, sviluppi in continuità, come la riflessione ininterrotta sull’Argentina e su Buenos Aires in particolare. La città è giudicata qualcosa di più di una capitale: una sorta di centro del Paese, rispetto al quale ogni altra località costituisce una periferia marginale. Tanto che la figura tragica ed eroica del gaucho, mandriano delle grandi pianure, deve raggiungere Buenos Aires e trasferirsi lì per maturare e affermarsi.

Molto interessante anche la ricorrente e approfondita attenzione per Walt Whitman, colosso dell’autorappresentazione poetica degli Stati Uniti, poco conosciuto in Europa ed estraneo al canone del vecchio continente, che ha preferito riconoscere Emily Dickinson quale testimone dell’estetica nordamericana. Forse per una sensibilità maggiormente europea, lontana dai grandi spazi dell’Ovest, nei quali si è affermato il gigantismo, anche letterario, degli Usa. Numerosi i riferimenti a Chesterton, riconosciuto come interprete del meglio della sensibilità britannica, in particolare per le critiche ricevute dallo scrittore londinese da significative componenti della società all’interno della quale si trovò a vivere. Curiosi e commoventi alcuni ricordi d’infanzia, come quelli relativi alla sorella maggiore protettiva e alle case dei nonni, nelle quali si parlavano due lingue diverse, l’inglese in una e lo spagnolo nell’altra, senza che questo apparisse in nessun modo strano ai bimbi.

Il tratto prevalente di Borges, e il più moderno, si conferma, anche negli scritti meno recenti, la capacità di sintesi, di esporre concetti complessi attraverso frasi brucianti quali: «la comparsa di un’opera d’arte influisce su tutte le opere d’arte che l’hanno preceduta» (1933) o «la fama è sempre una semplificazione e a volte una perversione della realtà: non c’è uomo celebre che non sia un po’ calunniato dalla propria fama» (1940).

Le “case delle fate” entrano nel Patrimonio mondiale

Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, riunito a Parigi nella sua 47ª sessione, ha iscritto ufficialmente il sito seriale “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” nella Lista del Patrimonio mondiale. Si tratta del 61° sito italiano a ottenere questo prestigioso riconoscimento, che conferma il primato dell’Italia quale nazione con il maggior numero di beni iscritti al mondo.

Le domus de janas – letteralmente “case delle fate” – sono antichissime tombe scavate nella roccia, databili a partire dal V millennio a.C., nel pieno del Neolitico. Queste architetture funerarie ipogee, ricche di articolazioni planimetriche e decorazioni simboliche, rappresentano la più vasta testimonianza di pratiche sepolcrali preistoriche nel Mediterraneo occidentale.

Un sito diffuso sullintero territorio isolano

Il nuovo sito seriale comprende numerosi complessi funerari distribuiti sull’intera isola, in particolare nella Sardegna centro-settentrionale. Le domus de janas sono spesso raggruppate in necropoli associate a insediamenti neolitici, villaggi e luoghi di culto. Esse offrono una chiave di lettura straordinaria sulla spiritualità, l’organizzazione sociale e le trasformazioni culturali delle comunità sarde tra il V e il III millennio a.C., fino all’alba della civiltà nuragica.

Secondo gli esperti, queste tombe furono scavate, ristrutturate e riutilizzate in epoche diverse, mantenendo viva una continuità rituale e culturale che attraversa interamente la preistoria sarda. La loro varietà formale documenta l’evoluzione delle credenze religiose e del rapporto con la morte nel tempo.

Una candidatura esemplare, frutto di lavoro collettivo

La candidatura è stata promossa dall’Associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle domus de janas, con il Comune di Alghero come capofila. Il dossier, redatto secondo il criterio III della Convenzione del 1972, ha dimostrato l’Eccezionale Valore Universale del sito quale testimonianza unica di una tradizione culturale scomparsa, legata al culto dei morti.

Determinante è stato il coordinamento dell’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura, in collaborazione con i Segretariati regionali, le Soprintendenze di Cagliari e Sassari e la Direzione regionale dei Musei. Fondamentale anche il sostegno finanziario della Regione Sardegna e il coinvolgimento diretto dei Comuni interessati.

LItalia si conferma leader nella tutela del patrimonio

Il successo della candidatura – afferma una nota del Mic – è il risultato di un’azione sinergica tra il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri e la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco. Si tratta dell’ennesima dimostrazione dell’apprezzamento internazionale per l’impegno dell’Italia nella conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio culturale e naturale.

Con le domus de janas, la preistoria sarda guadagna finalmente il posto che le spetta nella grande narrazione mondiale delle civiltà umane. Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza per la ricerca, la tutela e la promozione del paesaggio culturale dell’isola.

Un viadotto incombe sul cuore archeologico di Ostia

Un altro irreparabile danno sta per essere inferto al territorio romano. Se non si interverrà immediatamente, un nuovo ponte con molte rampe di accesso verrà realizzato: gigantesco, costosissimo, di dubbia legalità e soprattutto inutile. Deturperà uno dei punti più belli del litorale, fra gli scavi di Ostia Antica e la pianura ancora inesplorata, ma certamente ricca di reperti, verso il Tevere e il mare.

Siamo (siete!) ancora in tempo per evitarlo, ma occorre intervenire subito: il 7 luglio o poco oltre pare sia previsto l’affidamento con la consegna dei lavori e, dopo, rimediare sarà impossibile.

Un mostro ambientale – Secondo il progetto già appaltato, nella zona di Fiumara, il Tevere verrà scavalcato da un ponte a quattro corsie alto quanto un palazzo di sei piani (18 metri, per la precisione), con lunghissime rampe per consentire ai veicoli di salire fino in cima, al colmo del ponte e sulle rampe una serie di imponenti piloni di sostegno che, per quanto qualcuno pensi di illeggiadrirli o nasconderli entro collinette erbose, sempre piloni resteranno e comprometteranno il fronte rivolto a meridione e a occidente del parco archeologico di Ostia Antica e un ampio tratto dell’Isola Sacra.

Costi enormi – Tutto questo a un costo stimato, nel 2021, in circa 60 milioni di euro, ma che oggi è già quasi raddoppiato (110 milioni) e verosimilmente finirà per crescere ancora di molto in corso d’opera, come succede quasi sempre, purtroppo.

Gli yacht non passeranno – Motivazione originaria dell’impresa faraonica: migliorare le condizioni del traffico automobilistico e favorire al tempo stesso la navigazione da diporto lungo il Tevere sostituendo l’attuale ponte della Scafa, troppo basso per consentire il passaggio delle imbarcazioni più grandi. Una motivazione forse apprezzabile, anche se non tale da giustificare un enorme sacrificio economico, archeologico, ambientale: probabilmente questo spiega il nulla-osta concesso dalle autorità di tutela. Il fatto è che, invece, nel frattempo si è scoperto che: 1) l’ANAS, proprietaria, non intende demolire il vecchio ponte, che resterà in piedi e continuerà a bloccare gli yacht di maggiori dimensioni. 2) il livello dei fondali del Tevere è troppo basso (i fanghi del trasporto solido si depositano di continuo e il problema permane anche dragando di continuo) e le imbarcazioni di maggiore stazza rischierebbero di incagliarsi.

A che serve il super-ponte? – A questo punto ci si domanda: a che serve il super-viadotto? A che serve costruire campate e rampe gigantesche per far passare grandi imbarcazioni che comunque verranno bloccate dal ponte non demolito, troppo basso, e dai fondali del fiume, troppo alti? Senza contare, poi, che anche per il traffico automobilistico i benefici non sarebbero poi così rilevanti, finendo le nuove quattro corsie con l’immettersi nell’attuale viabilità, inadeguata.

Uno sperpero di danaro pubblico e uno scempio del territorio giganteschi quanto le strutture progettate.

Violentata Ostia Antica – Il super-ponte violenterà un’area archeologica, come quella di Ostia Antica, da secoli al centro di studi e ricerche e ancora in gran parte da scoprire. È scritto anche nella Enciclopedia Treccani che gli scavi “divennero sistematici sotto Pio IX dal 1855 al 1870; una regolare esplorazione scientifica della città fu iniziata con Dante Vaglieri ai primi del sec. XX e fu ininterrottamente proseguita da Roberto Paribeni e poi specialmente da Guido Calza, soprattutto tra il 1938 e il 1942, che mise in luce un’area di 34 ettari; sicché pur restando ancora da scavare tutta la zona verso Tor Bovacciana e alcuni quartieri periferici per circa 16 ettari, si può tuttavia avere un quadro abbastanza completo di questo antico centro commerciale di Roma”. Proprio l’area in cui si vuole realizzare il ponte viadotto.

Verrà inghiottita e annullata la Tor Boacciana, sull’antica linea di costa, in corrispondenza della porta marina dello scalo naturale, repubblicano e poi imperiale, di Ostia Antica, precedente ai porti di Claudio e Traiano.

Verrà “tombato” dalle colate di fondazione un inedito scalo antico, scoperto, scavato tra il 2011 e il 2013, ma non pubblicato. Sepolto. Messo a tacere, dimenticato, ignorato.

Sarà tagliata irreparabilmente la continuità tra Ostia Antica e la pianura verso il mare: (impallidiscono al confronto le polemiche e le perplessità suscitate ai tempi dalla soprelevata di Genova) e questo proprio mentre l’avversione per impattanti strutture viarie porta a valutare la demolizione del viadotto della Tangenziale Est.

Un progetto fuori legge – Ma c’è ancora di più e forse di più grave: questo nuovo ponte della Scafa è contrario alla legge. Un Decreto ministeriale di tutela stabilì già nel 1959 il divieto di opere con tale elevazione a ridosso di Ostia Antica. Decreto sempre in vigore perché, come recita l’art. 10 della Legge n° 1089 del 1939, “i provvedimenti adottati dal Ministero […] sono definitivi”.

Lalternativa c’è: il ponte a Dragona -Tutto questo appare ancora più incomprensibile – e sospetto – in quanto alternative al “mostro” ci sono. In particolare, da tempo è stato approvato e inserito nel Piano Regionale Trasporti il progetto di un nuovo ponte a Dragona, a ridosso del Parco Leonardo. Collegherà la via del Mare con l’autostrada Roma-Fiumicino scavalcando il Tevere circa 4 chilometri più all’interno rispetto al punto ipotizzato per il “mostro”, senza suscitare altrettanti problemi ambientali nonostante dimensioni comunque ragguardevoli: 260 metri, sei corsie. Poi ci sono stati anche progetti complementari o transitori, uno dei quali non avrebbe comportato spese per la pubblica amministrazione grazie alla disponibilità manifestata da sponsor o mecenati privati.

Tra questi progetti ancillari forse il più logico e discreto consisteva nell’eliminare gli attraversamenti del traffico che procede in senso opposto di marcia ai due capi dell’attuale ponte della Scafa. Lo scorrimento del traffico sarebbe ovviamente molto migliorato.

Non si può dire neanche che la pubblica amministrazione abbia respinto queste ragionevolissime e logiche proposte gratuite, offerte in dono: le ha semplicemente e bellamente ignorate, senza un rigo di commento o una parola di ringraziamento. Forse avevano il torto di costare poco…

Problemi autentici, soluzione pessima – Problemi di traffico indubbiamente impongono di valutare un potenziamento degli attraversamenti veicolari del Tevere a valle di Roma, nel tratto fluviale tra la capitale e il mare. Lungo la costa e anche all’interno, qui come altrove, esiste di fatto una nuova città lineare quasi ininterrotta per i cui collegamenti occorre intervenire. Come pure, mentre si proclama la necessità di promuovere a Roma forme di turismo di qualità, è certamente giusto favorire la nautica di alto profilo. Ma in questo caso, tra le soluzioni possibili sta per essere attuata quella di gran lunga peggiore: la più costosa, la più impattante, la più devastante, la più smisurata, la più scandalosa.

Questa lettera, vuole essere, in spirito collaborativo, un appello, anzi addirittura una supplica alle autorità preposte perché evitino di farsi e farci del male. Autorità, Signore, Signori, seriamente ripensateci!

Marco Ravaglioli – Presidente del Gruppo dei Romanisti

Antrodoco, il ritorno di ARIA, il festival delle arti performative

Roma, 12 lug. (askanews) – Dal 10 al 13 luglio, torna ad Antrodoco (RI) ARIA, il festival delle arti performative contemporanee che trasforma il borgo laziale in un cantiere vivo di spettacoli, visioni e sperimentazioni. Un progetto culturale realizzato in collaborazione con il Comune di Antrodoco, con la direzione artistica di Lorenzo Pasquali/Ondadurto Teatro, che punta a costruire legami attraverso il linguaggio universale delle arti.

Il tema di questa edizione è “EQUILIBRIO”: uno spazio comune di ricerca e condivisione, dove la meraviglia si fa motore di vicinanza, relazione, ascolto.

ARIA 2025 è un festival multidisciplinare che incrocia teatro fisico, danza, circo contemporaneo, musica e tecnologie immersive. Una line-up d’eccellenza con artisti da Italia, Belgio, Spagna e Cile, per un pubblico eterogeneo e curioso, pronto a lasciarsi sorprendere.

Un intreccio di proposte performative, che mirano a soddisfare i gusti di un pubblico eterogeneo. Una LINE-UP che racchiude i valori legati all’inclusione e non discriminazione e riunisce insieme alcune delle eccellenze delle performing art contemporanee nazionali e internazionali.

Novità dell’edizione 2025:

Una Masterclass Residenziale (30 giugno – 10 luglio presso il Teatro San’Agostino) con Margó Paciotti (IT) e Piero Partigianoni (ES), dedicata alle tecniche di physical theatre contemporaneo. Un corso intensivo sulle diverse tecniche di phisical theatre legate al Contemporaneo. Un percorso che coinvolgerà diversi allievi da Accademie e Scuole di Arti Performative o con esperienze pregresse, al fine di intraprendere una formazione professionalizzante e un approfondimento su tematiche specifiche.

Un focus speciale sul circo contemporaneo come linguaggio che unisce corpo, territorio, memoria e visione.

“Ancora una volta il festival ARIA porta l’arte e l’eccellenza nazionale e internazionale in territori e piccoli centri solitamente lontani dall’offerta culturale. Ma Antrodoco in questi anni, grazie all’impegno dell’attuale Amministrazione e al supporto locale, sta diventando un polo d’attrazione per le Arti Contemporanee Performative e Visive. Un borgo in cui sempre più persone arrivano per conoscere e godere dell’offerta culturale e delle potenzialità che questo territorio ha da offrire” come afferma Ernestina Cianca, Assessore alla Cultura del Comune di Antrodoco.

“Antrodoco è sempre più un Polo d’eccellenza per il sostegno a una cultura attenta alla sperimentazione e all’innovazione, che mette al centro i corpi, le differenze e i punti di incontro, un polo con una cura legata all’accoglienza, alla socialità e alla connessione tra le persone. Ci auspichiamo che questa sperimentazione non venga spazzata via, ma invece sostenuta come buona pratica capace di coniugare un impulso di crescita locale con ricadute Nazionali e una visione Europea”, come afferma Lorenzo Pasquali/ ONDADURTO TEATRO della direzione artistica del festival.

Ciclismo, Milan trionfa a Laval: dopo 6 anni vittoria italiana al Tour

Roma, 12 lug. (askanews) – Arriva la vittoria italiana al Tour de France. E’ di Jonathan Milan, che ha trionfato a Laval conquistando la sua prima vittoria di tappa al Tour de France. Il corridore della Lidl-Trek non solo ha alzato le braccia al cielo per la prima volta, ma ha anche messo fine alla più lunga astinenza dell’Italia nella storia della corsa. Erano passate 113 tappe dal successo di Vincenzo Nibali a Val Thorens (tappa 20 del Tour 2019), numero che corrisponde a quello di emergenza per la polizia in Italia. Al 114° giorno, Milan ha risposto alla chiamata. Con il suo eccezionale palmarès su pista, Milan continua anche la tendenza dei campioni del mondo a vincere in questo Tour. Wout Van Aert (Visma-Lease a Bike) e Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) hanno completato la top 3 di tappa, mentre Mathieu Burgaudeau e Matteo Vercher (Total Energies) hanno condiviso il premio della combattività come riconoscimento della loro grinta. (Foto © A.S.O. / Billy Ceusters)

A Venezia 82 l’anteprima restauro "Roma ore 11" di Giuseppe De Santis

Roma, 12 lug. (askanews) – A trent’anni dalla consegna del Leone d’Oro alla Carriera al maestro Giuseppe De Santis, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con Titanus S.p.A. presenterà in anteprima mondiale il restauro di “Roma ore 11”, nella sezione di Venezia Classici dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Uscito nel 1952 e prodotto da Titanus, “Roma ore 11”, uno dei titoli simbolo del neorealismo italiano, vanta un cast d’eccezione, tra cui Maria Grazia Francia, Delia Scala, Massimo Girotti, Raf Vallone, Lucia Bosè, e ripercorre un tragico fatto di cronaca. Richiamate da un annuncio in cui si offre un posto da dattilografa, centinaia di ragazze accorrono da tutta Roma alla sede della ditta. L’attesa dura diverse ore e a un certo punto una delle ragazze tenta di passare davanti alle altre con uno stratagemma, provocando nel gruppo una violenta agitazione e il conseguente crollo della scala.

“Quasi tutti i miei film sono stimolati dalla cronaca o da un ambiente particolare. Quindi, quando lessi il fatto di cronaca del crollo della scala su cui si erano ammassate tante ragazze sulla base di un annuncio sul giornale, dell’offerta di lavoro per un’unica dattilografa, questo mi sembrò emblematico di una certa condizione di disoccupazione femminile in un grande centro urbano come Roma e, affidandomi anche al fatto di essere stato il regista di un film come Riso amaro dipanato in un’ambientazione di tutte donne, ritenni che mi fosse abbastanza facile fare un film che a protagonista avrebbe avuto un coro di donne (…)”, commentò allora Giuseppe De Santis ne “L’avventurosa storia del cinema italiano”, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi.

La Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo ha affermato: “Il restauro del film ‘Roma ore 11’ di Giuseppe De Santis è un’importante iniziativa che riporta alla luce un’opera fondamentale del neorealismo italiano. Realizzato nel 1952, il film offre uno sguardo penetrante e critico sul mondo del lavoro e sulle sue ingiustizie evidenziando la lotta delle persone comuni. Il restauro non solo migliora la qualità visiva e sonora dell’opera, ma permette anche di apprezzarne appieno il valore storico e culturale. Attraverso una pellicola rinnovata, il pubblico di oggi può rivivere l’energia e l’urgenza del messaggio di De Santis, rendendo il film accessibile a nuove generazioni. Questo progetto di restauro contribuisce a preservare la memoria cinematografica italiana e a stimolare discussioni sui temi ancora attuali trattati nel film, come l’ineguaglianza sociale e le difficoltà della vita urbana”.

“Siamo orgogliosi di portare a Venezia, nella sezione Venezia Classici, il restauro di ‘Roma ore 11’, una produzione Titanus del 1952, un capolavoro del neorealismo italiano che rappresenta non solo la storia e la memoria cinematografica italiana, ma anche il nostro impegno nella conservazione del patrimonio culturale. Questo evento, a trent’anni dalla consegna del Leone d’Oro a Giuseppe?De?Santis, restituisce luce e colore alla memoria collettiva e testimonia la continuità della nostra azione come un ponte tra epoche: celebrare, custodire e rilanciare i capolavori del passato per le generazioni di oggi”, ha sottolineato il Presidente di Titanus Guido Lombardo.

Il restauro di “Roma ore 11” è stato realizzato nel 2025 dal Centro Sperimentale di Cinematografia- Cineteca Nazionale in collaborazione con Titanus S.p.A..

I negativi originali risultano irreperibili, quindi per il restauro si è fatto ricorso a un controtipo sonoro. Le scansioni sono state effettuate dal CSC Digital lab. Le lavorazioni di restauro sono state affidate al Laboratorio Video Master Digital S.r.l..

Venezia Classici presenta dal 2012 capolavori provenienti da cineteche, istituzioni culturali e produzioni ditutto il mondo. La selezione è curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.

Mondiali Pallanuoto, Italia-Romania 17-5 all’esordio

Roma, 12 lug. (askanews) – Il Settebello, vicecampione in carica, debutta con autorità battendo la Romania dell’ex mancino azzurro Bogdan Rath per 17-5 nella prima partita del girone A dei mondiali di Singapore. Prestazione che esalta difesa ed attacco, dopo le incertezze del primo tempo spazzate via con due break di 7-0 per l’8-2 e il 17-4. Quaterna di Condemi, tripletta per Bruni di nuovo papà, doppiette di capitan Di Fulvio, Di Somma e Cassia, gol di Ferrero, Gianazza, Iocchi Gratta e Nicholas Presciutti. La nazionale tornerà in vasca lunedì 14 luglio alle 14:45 italiane contro i triolimpionici della Serbia. In palio primato del girone e quarti di finale. (Foto Giorgio Scala / DBM)

Schlein: dazi al 30% sarebbero devastanti per economia, Meloni parli

Roma, 12 lug. (askanews) – “L’impatto di dazi al 30% sarebbe devastante per l’economia italiana e l’economia europea”: lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein – a margine della conferenza sulle politiche industriali organizzata da Andrea Orlando – commentando l’arrivo della lettera di Donald Trump che annuncia dazi al 30% per l’Ue.

“Spero che da qui al primo agosto ci sia ancora il tempo e lo spazio per rafforzare il negoziato europeo e che si arrivi a un accordo che sventi una guerra commerciale che sarebbe disastrosa non soltanto per noi, Europa ed Italia, ma pure per l’economia degli Stati Uniti. un vera e propria follia autarchica quella che sta portando avanti per pure ragioni ideologiche Donald Trump. Ci aspettiamo una forte presa di posizione, che finora non c’ stata, da parte del Governo e di Giorgia Meloni. Perch non che per le loro amicizie politiche possono danneggiare l’interesse nazionale e l’interesse europeo. Adesso c’ da rafforzare ogni tentativo negoziale che possa evitare questi dazi al 30%”, ha concluso Schlein.

Dazi, Von der Leyen: pronti a lavorare per un accordo entro il primo agosto

Roma, 12 lug. (askanews) – L’Unione europea “ha preso nota” della lettera con cui il presidente americano Donald Trump ha annunciato dazi al 30% sui prodotti Ue a partire dal 1 agosto e “rimane pronta a continuare a lavorare per raggiungere un accordo” entro quella data. E’ quanto ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sottolineando che “imporre dazi del 30% sulle esportazioni dell’Ue interromperebbe le essenziali catene di approvvigionamento transatlantiche, a scapito di imprese, consumatori e pazienti su entrambe le sponde dell’Atlantico”.

In una dichiarazione, Von der Leyen ha sottolineato che “poche economie al mondo eguagliano il livello di apertura e di rispetto di pratiche commerciali eque dell’Unione Europea”.

“L’Ue ha sempre dato priorità a una soluzione negoziata con gli Stati Uniti, a dimostrazione del nostro impegno per il dialogo, la stabilità e un partenariato transatlantico costruttivo – ha aggiunto la presidente – rimaniamo pronti a continuare a lavorare per raggiungere un accordo entro il 1 agosto. Allo stesso tempo, adotteremo tutte le misure necessarie per salvaguardare gli interessi dell’Ue”.

“Nel frattempo – ha concluso – continuiamo a rafforzare le nostre partnership globali, saldamente ancorate ai principi del commercio internazionale basato su regole”.

Interpellata dalla stampa se la Commissione Ue fosse stata informata della lettera prima della sua pubblicazione sull’account Truth, la portavoce Paula Pinho, ha risposto: “Sì, siamo stati informati in anticipo”.

Teatri, Alessandro Sciarroni: politica incapace, disastri da tempo

Santarcangelo di Romagna, 12 lug. (askanews) – Alessandro Sciarroni, artista, coreografo, scrittore, già Leone d’Oro alla Biennale Danza, si è detto molto arrabbiato per il modo in cui il governo sta gestendo la cultura, partendo dal declassamento del Santarcangelo Festival, a cui Sciarroni ha preso parte con il suo spettacolo “U. Un canto”. “Oltre a esserci un disegno politico rispetto alle scelte che il ministero ha preso, uno degli aspetti che forse non viene mai tenuto in considerazione e che mi piacerebbe sottolineare è che c’è una grande ignoranza, c’è una incapacità culturale. Allo stesso tempo mi piace pensare anche quali sono le responsabilità di ciò che accaduto prima, senso che penso che il disastro culturale di cui parliamo oggi si è iniziato già tanti anni fa con il depotenziamento del potere della critica, l’esclusione della critica dalla carta stampata, e quindi un pensiero critico che ha sempre fatto più fatica ad avere peso come ce l’aveva una volta. Per questo oggi è possibile che questi progetti, che sono la risorsa culturale di questo Paese, venganogiudicati da persone incapaci e questo sì ovviamente una responsabilità di questo governo, ma secondo me è una responsabilità anche di tutte le amministrazioni e i governi che ci sono stati prima che hanno reso la ricerca molto fragile e quando un oggetto è fragile è molto facile che qualcuno arrivi e lo falci via”.

Teatri, direttore Santarcangelo: disegno politico, ma non ci fermano

Santarcangelo di Romagna, 12 lug. (askanews) – Tomasz Kirenczuk, direttore artistico del Santarcangelo Festival, difende ala libertà del teatro e della cultura dopo il declassamento della storica manifestazione romagnola da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Quella del governo “è una direzione molto chiara – ha detto Kirenczuk ad askanews – una visione di cultura che proprio esclude, è una visione di cultura che deve seguire una necessità politica, è una visione in cui qualcuno usa il suo potere per decidere cosa si può fare e cosa non si può fare e io su questo non sono d’accordo perché secondo me la politica non deve decidere, non è il ruolo del governo o il ruolo del ministro della Cultura di curare e di decidere i programmi delle istituzioni, ma deve sostenerle nella modalità in cui possono crescere e possono sostenere anche il sistema artistico, perché alla fine a me magari non mi piace un certo tipo di teatro, ma non mi permetterei mai di dire che questo tipo di teatro non può esistere: ha il suo ruolo in questo ecosistema, ci sono le persone che lo seguono. Anche qui vedete quante persone seguono questo festival, è un attacco contro un festival, non è soltanto contro l’istituzione, ma proprio contro tutto questo ecosistema che questa istituzione pubblica sostiene”.

“Sant’Arcangelo esiste da 55 anni e se qualcuno pensa che dimezzare il punteggio ferma questo festival si sbaglia”, ha poi aggiunto Tomasz Kirenczuk.

MotoGp, Marquez vince la Sprint al Sachsenring

Roma, 12 lug. (askanews) – Marc Marquez vince la Sprint Race del Sachsenring. Lo spagnolo ha superato nell’ultimo giro Bezzecchi, sul podio anche Quartararo. 4° Di Giannantonio, 5° Miller. 8° Alex Marquez, 12° Bagnaia. Out Morbidelli, al centro medico dopo la caduta. Assenti Vinales, Bastianini e Chantra. Marc aumenta il gap in classifica sugli inseguitori: +78 da Alex e +138 su Bagnaia. Dichiarata “bagnata” a causa dell’asfalto umido, sebbene la pioggia fosse cessata, la pista
del Sachsenring ha visto una battaglia piena di colpi di scena. Fin dall’inizio, Marco Bezzecchi ha preso il comando. Marc Marquez ha avuto una buona partenza ma è andato largo alla Curva
1, rientrando in quinta posizione. Un primo duello ha visto Marquez lottare con Di Giannantonio, che inizialmente deteneva la quarta posizione. Bezzecchi ha dettato il ritmo, seguito da
Morbidelli e Quartararo, con Bagnaia in difficoltà al 12° posto. A 29 minuti dall’inizio della gara, è stata esposta la bandiera gialla a causa della caduta di Franco Morbidelli tra le Curve 8 e 9. Ha fatto un “grande ruzzolone” ed è stato trasportato al centro medico per accertamenti. Circa 22 minuti dopo, Marc Marquez ha davvero “acceso il turbo”, registrando un 1:28.826 e guadagnando 6 decimi su Bezzecchi e Quartararo in un solo giro. Ha superato rapidamente Di Giannantonio e poi ha corso un grosso rischio per sorpassare Quartararo, portandosi in seconda posizione. A quel punto doveva recuperare un gap di 1,6 secondi su Bezzecchi.
A 6 giri dalla fine, Bezzecchi ha cercato di resistere alla rimonta di Marc Marquez, che ora girava sugli stessi tempi del pilota Aprilia. Il distacco ha continuato a ridursi drasticamente. A 4 giri dal termine, Marquez ha messo in atto una prestazione “pazzesca”, mangiando altri 6 decimi a Bezzecchi e riducendo il divario a solo 1 secondo. Bezzecchi ha risposto con il suo miglior giro della gara, ma Marquez era costantemente sotto l’1:28, avvicinandosi a 7 decimi a soli 3 giri dalla fine.
A 2 giri dalla fine, Marc Marquez è incredibilmente vicino e raggiunge Bezzecchi che sorpassa all’ultimo giro.

Dazi Usa, Palazzo Chigi: scontro commerciale non ha senso. Il governo sostiene gli sforzi e negoziato Ue

Roma, 12 lug. (askanews) – “Il governo italiano continua a seguire con grande attenzione lo sviluppo dei negoziati in corso tra Unione Europea e Stati Uniti, sostenendo pienamente gli sforzi della Commissione Europea che verranno intensificati ulteriormente nei prossimi giorni”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre dazi del 30% sui prodotti dell’Ue a partire dal 1 agosto.

“Confidiamo nella buona volontà di tutti gli attori in campo per arrivare a un accordo equo, che possa rafforzare l’Occidente nel suo complesso, atteso che – particolarmente nello scenario attuale – non avrebbe alcun senso innescare uno scontro commerciale tra le due sponde dell’Atlantico”, sottolinea la nota.

“Ora è fondamentale rimanere focalizzati sui negoziati, evitando polarizzazioni che renderebbero più complesso il raggiungimento di un’intesa”, conclude.

Dazi, P.Chigi: scontro commerciale tra due sponde Atlantico non ha senso

Roma, 12 lug. (askanews) – “Il governo italiano continua a seguire con grande attenzione lo sviluppo dei negoziati in corso tra Unione Europea e Stati Uniti, sostenendo pienamente gli sforzi della Commissione Europea che verranno intensificati ulteriormente nei prossimi giorni”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre dazi del 30% sui prodotti dell’Ue a partire dal 1 agosto.

“Confidiamo nella buona volontà di tutti gli attori in campo per arrivare a un accordo equo, che possa rafforzare l’Occidente nel suo complesso, atteso che – particolarmente nello scenario attuale – non avrebbe alcun senso innescare uno scontro commerciale tra le due sponde dell’Atlantico”, sottolinea la nota.

“Ora è fondamentale rimanere focalizzati sui negoziati, evitando polarizzazioni che renderebbero più complesso il raggiungimento di un’intesa”, conclude.

Calcio, domani al via la stagione della Roma di Gasperini

Roma, 12 lug. (askanews) – La stagione della nuova Roma, targata Massara-Ranieri e guidata in panchina da Gian Piero Gasperini, sta per partire. Domani a Trigoria, infatti, la rosa giallorossa si riunirà per dare il via al ritiro precampionato iniziando così la preparazione in vista della stagione sportiva 2025/26.

I prossimi giorni, quindi, saranno dedicati a test atletici con il centro sportivo che ospiterà gli allenamenti della squadra al mattino presto, quando è prevista la prima seduta, per poi spostarsi in palestra e ripresentarsi in campo nel tardo pomeriggio, riducendo al minimo gli effetti del caldo romano. Per questa prima fase il tecnico ha deciso di convocare 29 giocatori con Abdulhamid che si aggregherà alla squadra dal 20 luglio. Portieri: Boer, De Marzi, Gollini, Svilar, Zelezny . Difensori: Abdulhamid, Angelino, Celik, Kumbulla, Hermoso, Mancini, Mannini, N’dicka, Reale, Rensch, Salah Eddine, Sangerè. Centrocampisti: Baldanzi, Cristante, Darboe, Koné, Pellegrini, Pisilli, Romano. Attaccanti: Cherubini, Dovbyk, Dybala, El Shaarawy, Soulè.

Sempre più fuori, a Roma Laurie Anderson in "Republic of Love"

Roma, 12 lug. (askanews) – Tra gli eventi imperdibili di “Sempre più fuori” a Roma, il festival diretto da Antonino Pirillo e Giorgio Andriani in programrma fino al 18 luglio, è in programma martedì 15 luglio alle 21 presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo l’incontro con Laurie Anderson, icona della scena d’avanguardia newyorkese, artista, musicista, performer e scrittrice statunitense, che presenta, in prima nazionale, “Republic of Love”, un discorso-performance sullo stato dell’arte e del mondo in tempi di crisi.

Prodotto da Cranpi e Carnezzeria, in co-realizzazione con Romaeuropa Festival, dopo il debutto a maggio 2025 a Vienna, l’evento anticipa il ritorno dell’artista sulla scena della quarantesima edizione del REF con la nuova versione del suo concerto X2 che la vedrà esibirsi con la band newyorkese Sexmob il 3 novembre presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica.

“Republic of Love” è un viaggio lucido e personale attraverso quelle che Anderson considera le ombre del nostro tempo: l’autoritarismo che riemerge, la tecnocrazia che governa, il clima che crolla, le strutture socio-economiche che ci stringono. Il suo approdo al festival Sempre più Fuori assume il valore di un evento raro e necessario. Uno sguardo in prima persona che attraversa queste realtà con una lente inattesa: quella dell’amore. Quali tratti hanno in comune l’amore e il potere? Dove si incontrano, dove si tradiscono? In un mondo in cui sempre più governi erigono confini e fortezze, e in cui le leggi limitano la libertà di azione ed espressione, come possiamo – come artisti, come cittadini – immaginare un futuro che non abbia paura dell’uguaglianza, che non rinunci alla speranza? E, in questo contesto, quale ruolo può avere la creatività? Citando Mark Fisher – “È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo” – Anderson intreccia racconti, visioni e riflessioni che mettono in dialogo le molte forme dell’amore e quelle dei governi. Un invito a sognare un futuro non fondato sulla velocità, sull’efficienza o sull’accumulo, ma su nuove modalità dell’essere e del convivere.

Sempre più fuori 2025 si svolge tra l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e il Goethe-Institut Rom, luoghi splendidi affiancati quest’anno da scenari urbani densi di significato, come ad esempio il Cimitero Monumentale del Verano e Policlinico Umberto I.

Fino a venerdì 18 (ore 18) prosegue inoltre con grande successo “Remote Roma”, passeggiata sonora del pluripremiato collettivo teatrale Rimini Protokoll, ideata e diretta da Stefan Kaegi e pensata appositamente per Roma. Co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom – la performance si snoda a piedi dal Cimitero Monumentale del Verano fino al Policlinico Umberto I.

Fino a martedì 15 (ore 19) all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, è poi visitabile “Baci Rubati”, mostra dedicata a Raymond Cauchetier, storico fotoreporter della Nouvelle Vague francese. L’allestimento, in collaborazione con Lutetia, Palatine e Nouvelle Vague sul Tevere, è un omaggio all’amicizia tra Roma e Parigi. Le iconiche immagini — tra cui Belmondo e Seberg sugli Champs-Élysées — provengono dagli archivi curati dalla vedova Kaoru.

Lunedì 14 alle 21, all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, la compagnia lacasadargilla porta in scena “L’amore del cuore”, testo potente e spiazzante della drammaturga inglese Caryl Churchill, per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli. Il tema dell’attesa è raccontato attraverso una vicenda familiare frammentata, disseminata di episodi e incidenti mai del tutto connessi, ma attraversati da un’inquietudine comune. A seguire, alle 22.30, in anteprima nazionale, per celebrare vent’anni di attività del collettivo fiorentino Sotterraneo, va in scena DJ show Twentysomething edition, in una versione speciale di questa performance tra DJ set e teatro, che trasforma il pubblico nel vero protagonista dello spettacolo, invitandolo a danzare su una playlist eclettica – tra generi, epoche e sonorità – intrecciata a testi brevi, azioni sceniche lampo e visioni di passaggio.

Sempre più fuori è prodotto da Giant in collaborazione con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Goethe-Institut Rom e Cranpi; con il patrocinio del Municipio II – Roma Capitale; con il sostegno di Ministero Federale degli Affari Esteri (Germani), Fondazione Alta Mane Italia; con la collaborazione di Al.Di.Qua Artists, AMA Cimiteri Capitolini, ATCL – Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio, Ente Nazionale dei Sordi – sez. Roma (ENS), Letterature – Festival Internazionale di Roma, Lutetia/Nouvelle Vague sul Tevere, Policlinico Umberto I, R.A.C. Regist_ a confronto, Unione Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Territoriale Roma (UICI), Romaeuropa Festival, Villa Pia Italian Hospital Group – Korian Italia, Zerynthia; e con i partner Theatron 2.0, Radio Frammenti, La cantina di Dante.

Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

MotoGp, Vinales frattura alla spalla: salta Gp Germania

Roma, 12 lug. (askanews) – Forfait di Maverick Vinales dopo una caduta nelle qualifiche del GP di Germania di MotoGP. Il pilota Ktm Tech3 a inizio Q2, dopo aver passato il taglio in Q1, è stato protagonista di un brutto highside in curva 4 che gli ha procurato una lussazione alla spalla sinistra. Lo spagnolo si è recato prima al centro medico e poi successivamente in ospedale per sottoporsi a ulteriori controlli, che hanno confermato i sospetti iniziali: Vinales ha una piccola frattura, che non gli consentirà dunque di proseguire il suo weekend al Sachsenring. Un GP da dimenticare per Tech3, che deve già fare a meno di Enea Bastianini (fermato dall’appendicite). A questo punto bisognerà capire se Vinales riuscirà a essere in pista settimana prossima a Brno, per il GP della Repubblica Ceca in programma dal 18 al 20 luglio.

Usa, Trump annuncia dazi al 30% per i prodotti Ue

Roma, 12 lug. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha annunciato oggi che gli Stati Uniti imporranno dazi del 30% sui prodotti dell’Ue a partire dal 1 agosto. In una lettera alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, Trump ha citato “deficit commerciali insostenibili a lungo termine”.

“Abbiamo avuto anni per discutere delle nostre relazioni commerciali con l’Unione Europea e abbiamo concluso che dobbiamo abbandonare questi deficit commerciali a lungo termine, ampi e persistenti, generati dalle vostre politiche tariffarie e non tariffarie e dalle vostre barriere commerciali – ha scritto Trump nella lettera all’Ue – purtroppo, il nostro rapporto è stato tutt’altro che reciproco”. Nella missiva, Trump ha quindi ammonito che qualora l’Ue decidesse di “alzare i tassi e rispondere, allora, qualunque sia l’importo che sceglierete di aumentare, verrà aggiunto al 30% che applicheremo”. Secondo il presidente americano, i dazi “sono necessari” a fronte di “un deficit insostenibile” che rappresenta “una grave minaccia per la nostra economia e, di fatto, per la sicurezza nazionale”.

Axios: Putin ha chiesto all’Iran di accettare un accordo sul nucleare che escluda l’arricchimento dell’uranio"

Roma, 12 lug. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha detto sia all’omologo americano, Donald Trump, che ai funzionari iraniani di sostenere un accordo sul nucleare che escluda l’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran. E’ quanto riporta oggi il sito americano Axios citando fonti a conoscenza di queste discussioni.

Secondo quanto precisato da tre funzionari europei e un funzionario israeliano, Mosca ha chiesto agli iraniani di accettare “arricchimento zero”.

Due fonti hanno precisato che i russi hanno informato il governo israeliano della posizione di Putin. “Sappiamo che questo è quello che Putin ha detto agli iraniani”, ha detto la fonte israeliana. E Putin ha espresso questa stessa posizione nei colloqui avuti la scorsa settimana con Trump e con il presidente francese, Emmanuel Macron.

Putin e altri funzionari russi hanno espresso più volte agli iraniani il loro sostegno a un accordo di “arricchimento zero” nelle ultime settimane, secondo le fonti.

“Putin sosterrebbe l’arricchimento zero. Ha incoraggiato gli iraniani a impegnarsi in tal senso per rendere i negoziati con gli americani più favorevoli. Gli iraniani hanno affermato che non lo prenderanno in considerazione”, ha dichiarato un funzionario europeo ad Axios.

Secondo le fonti, Mosca sarebbe pronta a fornire all’Iran uranio al 3,67% per l’energia nucleare e piccole quantità di uranio arricchito al 20% per il reattore di ricerca di Teheran e la produzione di isotopi nucleari.

Schlein: lo scenario dell’economia italiana è drammatico, ma il governo fa lo scaricabarile

Roma, 12 lug. (askanews) – L’Italia è in uno “scenario drammatico, l’economia sostanzialmente ferma, c’è stato un calo della produzione industriale per 26 mesi consecutivi” ma da parte del governo “vediamo un immobilismo a cui non ci vogliamo abbandonare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla conferenza Le rotte del futuro, dedicata al tema delle politiche industriali. “Serve il ritorno alla politica industriale, quella del governo si distingue solo per inerzia”. La leader democratica ha ribadito l’importanza della manifattura, “chi si illude che l’Italia possa campare solo di turismo e servizi commette un errore madornale. L’automotive e la moda sono al centro della crisi, e sono due settori strategici”.

Eppure “il governo non riesce a trovare mezza sostenere questi settori anzi, c’è politica di scaricabarile, di ricerca nel nemico da parte di questo governo, che non aiuta. Quello che non va è sempre colpa di qualcun altro: l’Europa, il ‘Green deal’, i sindacatià Non del fatto che hanno tagliato i fondi per l’automotive messi a disposizione dal governo precedente”. Ha concluso la Schlein: per loro è “più importante piazzare una bandierina”.

“Non ci sono amicizie, pontieri, ponti. Potete anche urlare contro i migranti, il clima, la comunità Lgbtqia, ma questa vicenda dei dazi dimostra che alla fine dei conti i nazionalisti sono nemici tra loro. I dazi di Trump, amico di Meloni, fanno male all’Italia e all’interesse nazionale”, ha poi sottolineato la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla conferenza Le rotte per il futuro.

“Non è la prima volta – ha aggiunto – che le amicizie politiche della premier fanno male all’Italia: altrimenti non avrebbe accettato di aumentare al 5% la spesa militare… Non è accettabile piegare interesse nazionale a amicizie politiche”.

Schlein: scenario economia drammatico ma governo fa scaricabarile

Roma, 12 lug. (askanews) – L’Italia è in uno “scenario drammatico, l’economia sostanzialmente ferma, c’è stato un calo della produzione industriale per 26 mesi consecutivi” ma da parte del governo “vediamo un immobilismo a cui non ci vogliamo abbandonare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando alla conferenza ‘Le rotte del futuro’, dedicata al tema delle politiche industriali. “Serve il ritorno alla politica industriale, quella del governo si distingue solo per inerzia”. La leader democratica ha ribadito l’importanza della manifattura, “chi si illude che l’Italia possa campare solo di turismo e servizi commette un errore madornale. L’automotive e la moda sono al centro della crisi, e sono due settori strategici”.

Eppure “il governo non riesce a trovare mezza sostenere questi settori anzi, c’è politica di scaricabarile, di ricerca nel nemico da parte di questo governo, che non aiuta. Quello che non va è sempre colpa di qualcun altro: l’Europa, il ‘Green deal’, i sindacatià Non del fatto che hanno tagliato i fondi per l’automotive messi a disposizione dal governo precedente”. Ha concluso la Schlein: per loro è “più importante piazzare una bandierina”.

Kermesse "Effetto Venezia", grandi nomi spettacolo a Livorno

Roma, 12 lug. (askanews) – Dare voce alle donne, alla loro creatività, al loro coraggio. Questa la mission dell’edizione 2025 di “Effetto Venezia”, la kermesse internazionale giunta che si svolge nella città di Livorno da ben 40 anni. La storica manifestazione organizzata da Fondazione Lem (Livorno Euro Mediterranea), fortemente voluta dal Sindaco Luca Salvetti e sotto la direzione artistica di Grazia Di Michele, che torna a ricoprire l’incarico dopo il successo registrato lo scorso anno, si terrà dal 30 luglio al 3 agosto con una programmazione interamente dedicata al tema “Creativa – Quello che le donne ci dicono”.

Un tributo all’universo femminile in tutte le sue sfaccettature artistiche e professionali, con un calendario ricco di eventi gratuiti che spaziano dalla musica alla danza, dal teatro alle mostre negli scenari più suggestivi della rinomata località toscana. Un viaggio intenso, emozionante e colorato che prende vita attraverso la sensibilità e la forza delle donne, senza escludere il contributo maschile in omaggio a questo tema. “Il programma della rassegna propone personalità e progetti artistici che rivelano modi diversi di essere donna e di raccontare il mondo femminile – spiega la cantautrice Di Michele – Il cartellone prevede artisti che appartengono a differenti generazioni e mette insieme forme espressive diverse, con linguaggi originali per esprimere l’infinita gamma di emozioni che una donna ‘creativa’ sa comunicare”.

Ad aprire la rassegna, il 30 luglio alle 22.00 in piazza del Luogo Pio, sarà la danza con il coreografo Raffaele Paganini accompagnato da Simona De Nittis, Damiano Bisozzi e Alfonso Paganini, a cui seguirà, ore 22.30, il concerto dell’icona della canzone italiana Patty Pravo con il suo “Ho provato tutto tour”. Il 31 luglio, tra i vari appuntamenti, Alle 21.30 l’incontro con Gino Cecchettin – padre di Giulia, la ragazza uccisa dall’ex fidanzato nel 2023 – che dialogherà con Grazia Di Michele sul suo impegno nella lotta contro la violenza di genere. A seguire il concerto di Eugenio Finardi e il suo “Tutto ’75 – ’25 tour”, con un profondo omaggio al mondo femminile. Venerdì 1° agosto, alle 21.30, il talk con il divulgatore Marco Martinelli, che si alternerà con le ricercatrici dell’Università di Pisa del progetto Stardust e a seguire Amii Stewart proporrà il suo concerto “A new line on the horizon”, un viaggio inedito tra passato, presente e futuro che reinterpreterà i suoi grandi successi, mentre sabato 2 agosto i Dirotta su Cuba festeggeranno i 30 anni dall’uscita del loro album d’esordio con il “Let’s celebrate Tour II”. Domenica 3 agosto la serata inizierà alle 21.00 con un talk condotto da John Vignola, protagonisti Pierdavide Carone e Mariella Nava sul cantautorato italiano. Alle 22.30, Antonella Ruggiero si esibirà nel “Concerto Versatile”, toccando i suoi più grandi successi e interpretando in chiave nuova brani che hanno fatto la storia della musica leggera italiana.

Numerosi appuntamenti si svolgeranno contemporaneamente in tutte le location del Quartiere Venezia, tra cui: Fortezza Nuova, Fortezza Vecchia, Piazza del Luogo Pio, Piazza dei Domenicani, Scali delle Barchette, Piazzetta Pescatori, Piazzetta dei Legnami, Teatro Vertigo, Centro Donna, Angolo via Strozzi/via Carraia, Palazzo Huigens. Il cartellone prevede tutti i giorni mostre di pittura e fotografiche, attività di ogni genere dallo spettacolo alla cultura, presentazioni di libri, dimostrazioni i di autodifesa femminile. Ci sono anche iniziative speciali con performance di Body Art: in Piazza del Luogo Pio Francesca Chialà coinvolgerà il pubblico nella pittura delle dodici “Tele della Pace” dedicate alla lotta contro la violenza sulle donne e realizzate all’Arsenale di Venezia durante la scorsa Biennale.

Ogni sera, sui ponti del Quartiere Venezia andranno in scena spettacoli e proposte di intrattenimento. Grazie al Centro Donna è previsto un Tour dei Fossi in battello con partenza straordinaria gratuita dedicata alla conoscenza della città attraverso narrazioni di figure femminili. Sugli Scali Finocchietti sarà presente il Villaggio delle Associazioni, a cura della Consulta delle associazioni.

Infine, torna anche il Taxi Social, servizio di trasporto gratuito per persone con disabilità. Spin off d’eccezione per Effetto Venezia 2025 il concerto “Ultra acoustic” di MANU CHAO con apertura affidata a Bobo Rondelli, di lunedì 4 agosto in Piazza del Luogo Pio organizzato da XLR produzioni (a pagamento). Per info su tutti gli eventi: Programma e info sulla manifestazione, https://www.effettovenezia.it/.

In vendita online il video dell’autopsia di Chiara Poggi, il Garante privacy lo blocca

Milano, 12 lug. (askanews) – Il Garante privacy ha adottato, d’ufficio e in via d’urgenza, un provvedimento di blocco nei confronti di un soggetto che stava rendendo disponibile online, a pagamento, un video contenente le immagini dell’autopsia di Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. Lo ha riferito con una nota lo stesso Garante per la protezione dei dati personali. Il Garante invita dunque chiunque entri nella disponibilità di tali immagini, compresi i mezzi di informazione, ad astenersi dalla loro diffusione che – anche in considerazione della violenza esercitata nei confronti della vittima – lederebbe in modo gravissimo la sua dignità e quella dei suoi familiari. L’Autorità si riserva l’adozione di ulteriori provvedimenti anche di carattere sanzionatorio.

Con lo stesso provvedimento, l’Autorità avverte i media e i siti web che l’eventuale diffusione delle immagini risulterebbe illecita in quanto in contrasto con le Regole deontologiche dei giornalisti e la normativa privacy.

Roche e i 700 milioni di effetto moltiplicatore in Italia

Roma, 12 lug. (askanews) – In un Paese che punta su competitivit e innovazione per costruire il proprio futuro, il settore biotech si conferma un pilastro dell’economia italiana. E Roche Italia ha un ruolo leader in questo settore. All’ambasciata della Svizzera andato in scena l’evento “Effetto moltiplicatore: il biotech come motore di sviluppo per l’italia” che ha offerto l’occasione per un confronto sul contributo del biotech alla crescita del Paese. Andrea Fortuna, partner di PwC, ha descritto cos lo studio di impatto condotto insieme Roche. Abbiamo parlato con Andrea Fortuna, Partner PWC:

“Dal punto di vista economico c’ un effetto di moltiplicatori di 2.6 rispetto al valore aggiunto diretto di Roche in Italia. Sul mondo occupazionale 3.3 l’effetto moltiplicatore per ogni dipendente Roche che genera 3.3 occupati su tutta la filiera. E, non ultimo, sul sistema sanitario dove la ricerca fatta da Roche Italia genera 2.6 di moltiplicatore di costi evitati rispetto ad ogni euro di investimento che Roche ha fatto”.

712,5 milioni di euro, pari allo 0,03% del PIL nazionale. Questa la cifra generata da Roche in Italia, il cui valore aggiunto totale derivante dalle attivit dirette e indirette dell’azienda stato di 446,7 milioni di euro, con una quota diretta di 274,6 milioni. Per ogni euro di valore aggiunto diretto se ne generano 2,6 per l’economia italiana, coinvolgendo oltre 50 settori economici. Questo ci che emerge l’effetto moltiplicatore delle attivit di Roche in Italia: La sfida ora rendere sostenibile e duraturo negli anni questo flusso. poi intervenuto Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche Pharma:

“Ma uno degli ostacoli pi importanti che dobbiamo affrontare il meccanismo del payback. Il meccanismo del payback stato creato molti anni fa, probabilmente per far fronte a un’esigenza a breve termine. Ma oggi sta diventando un peso per il settore e sta creando davvero un ambiente sfavorevole in cui operare. Crediamo, infatti, e sosteniamo la posizione del Ministro della Salute, il Professor Orazio Schillaci, espressa nell’assemblea dell’Associazione Farmaceutica, che sia necessario affrontare e rivedere il meccanismo del payback. A mio avviso, necessario riprogettare l’intero processo al fine di creare un ambiente equo, che favorisca l’innovazione e porti benefici diretti alla societ, ai pazienti e all’economia”.

Per questo l’evento ha raccolto diversi esperti del settore in due tavole rotonde per parlare di lavoro ed economia: da Guido Beccagutti di Confindustria a Daria Perrotta della Ragioneria di Stato, passando per Andrea Montanino di Cassa, depositi e prestiti e per Enrica Giorgetti di Farmindustria.

“Serve pi innovazione e ricerca, questo settore del BioTech gi particolarmente presente la ricerca. Si pu fare di pi, si possono creare lavori a maggiore valore aggiunto, si possono in questo modo attrarre e trattenere talenti in Italia ed in Europa. E con le tecnologie sviluppate all’interno del settore poi si pu contribuire non soltanto nel mondo bio medicale ma poi queste possono avere ricadute in tanti altri campi. Pensiamo ai carburanti verdi, o tutto quello che pu servire per l’ambiente. Il BioTech un settore che va spinto sempre di pi in Europa”.

In conclusione l’Head of Pharma International di Roche, Padraic Ward, ha sottolineato come attraverso il Biotech si pu costruire un sistema Italia pi innovativo, sostenibile e competitivo.

Tennis, per Venus Williams wild card a Washington a 45 anni

Roma, 12 lug. (askanews) – Il nome di Venus Williams appartiene alla storia del tennis. Cinque titoli a Wimbledon, sette Slam complessivi, un oro olimpico in singolare e due in doppio, 11 settimane al numero 1 del mondo, 49 titoli WTA in carriera in singolare e 22 in doppio, appartiene a una rara élite di giocatrici che può vantare tanti e tali successi.

Ma, a 45 anni, il suo tempo non è ancora finito. A lungo era scomparsa dai campi dopo Indian Wells 2024, e in molti avevano pensato che stavolta la sua carriera si fosse definitivamente chiusa. Neanche per sogno: a Venus è stata accordata una wild card, che lei ha accettato, per il WTA 500 di Washington, che si gioca dal 21 al 27 luglio.

Oncologia e futuro: si conclusa a Milano la Midsummer School

Milano, 12 lug. (askanews) – Giunge al termine la Midsummer School, organizzata da Motore Sanit in collaborazione con Regione Lombardia e l’Istituto Europeo di Oncologia. Una tre giorni intensa che a Milano ha visto incontrarsi i massimi esperti, stakeholder e istituzioni. Uniti dall’unico obiettivo di analizzare il presente dell’Oncologia italiana e delinearne il futuro imminente. Abbiamo parlato con Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanit:

“Il futuro dell’oncologia di fatto gi presente e si sta organizzando per cercare di dare le migliori terapie innovative, la miglior diagnostica per il futuro ed anche un’organizzazione completamente diversa. Nel senso che ogni volta che arriva innovazione nell’ambito di qualunque paese, di qualunque servizio sanitario nazionale bisogna far si che l’organizzazione di sistema sia in grado di accogliere questa innovazione”.

Tra i principali temi affrontati, L’innovazione tecnologica strettamente legata a quella diagnostico terapeutica e organizzativa in oncologia. Con ampio spazio dedicato, poi, alle nuove tecnologie e terapie mirate, con le conseguenti riflessioni su come accelerarne l’introduzione nella pratica clinica. poi intervenuto Alessio Butti, Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica:

“Sono convinto che nel corso del mio intervento incrocer lo sguardo di oncologi ed operatori che a loro volta incrociano ogni giorno lo sguardo di gente che soffre, che sta male e che ha una grande fiducia negli operatori e nei medici. Ma ha una grandissima speranza nei confronti della tecnologia. Io continuo a dire, girando ospedali o centri d’eccellenza per la riabilitazione, che la tecnologia un provider di speranza. Questi eventi servono proprio per fare in modo che le persone soffrano meno”.

Fiore all’occhiello della sanit italiana, l’Istituto Europeo Oncologico di Milano ha fatto da sfondo anche all’ultima giornata della Midsummer School. Qui medicina e innovazione diventano connubio perfetto per proiettarsi al futuro in campo medico. Infine intervenuto Roberto Orecchia, Direttore Scientifico di IEO:

“L’oncologia oggi pone una serie di problemi, di sfide, di prospettive che presentano alti livelli di complessit. assolutamente necessario avere un’idea complessiva di quelli che saranno i prossimi 5/10 anni. Andando a mettere insieme masse critiche sufficienti per introdurre dati di elevata qualit. Investendo in tools soprattutto in intelligenza artificiale che pu in qualche modo sollevare anche alcune operazioni ripetitive. Soprattutto diventa fondamentale per l’analisi della grande mole di dati, non solo clinici ma anche biologici e molecolari per realizzare i principi dell’oncologia di precisione”.

La Midsummer School ha rappresentato una preziosa occasione per condividere la visione strategica di esperti e contribuire, con proposte concrete, alla costruzione di un sistema oncologico sempre pi avanzato, sostenibile e centrato sul paziente.

Puglia protagonista della transizione verde con l’idrogeno

Bari, 12 lug. (askanews) – Dopo Udine e Milano, ha fatto tappa a Bari il Tour H2InComune, l’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Idrogeno – e RENAEL, per diffondere la cultura dell’idrogeno tra istituzioni, imprese e territori. Nella sede della Camera di Commercio del capoluogo pugliese, la terza tappa ha quindi visto una grande partecipazione di enti pubblici, realt produttive e mondo della ricerca, in un confronto sul ruolo strategico dell’idrogeno per la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile della regione. Abbiamo parlato con Cristina Maggi, Direttrice di H2IT:

“L’Associazione Italiana Idrogeno l’associazione nazionale che rappresenta le imprese e gli enti che si occupano di idrogeno in Italia. Quindi noi diciamo abbiamo come mission principale la promozione dell’idrogeno come vettore energetico per la decarbonizzazione e come anche opportunit economica per il comparto industriale. Ovviamente in questo contesto le progettuali dell’idrogeno oggi non si portano avanti senza stakeholder istituzionali, quindi fondamentale per noi averli a bordo nello sviluppo delle progettualit”.

Fondamentale preparare le pubbliche amministrazioni ad affrontare questa transizione verde offrendo strumenti validi e concreti. Abbiamo parlato con Piergabriele Andreoli, Presidente di RENAEL:

“Il primo passo fare comprendere che esistono diverse strade, una di queste appunto l’utilizzo dell’idrogeno. Non semplice perch l’idrogeno ha necessit di essere intanto prodotto, idrogeno verde, trasportato, utilizzato, quindi diciamo che ha una complessit. Per sar indispensabile nel mix delle fonti energetiche per raggiungere appunto la neutralit carbonica”.

Al centro dell’evento, i principali progetti in corso e le infrastrutture chiave per trasformare la Puglia in un polo d’avanguardia dell’innovazione energetica. La strategia H2Puglia2030 mira infatti a integrare energia, industria e trasporti in un ecosistema sostenibile, rafforzando il ruolo della regione come hub nazionale dell’idrogeno. Infine intervenuta Gianna Elisa Berlingerio, Direttora Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia:

“La strategia pugliese stata approvata alla fine del 2022. Abbiamo immaginato di avere varie linee direttrici dalla ricerca e sviluppo sull’idrogeno alla produzione, certamente il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo sia per scopi di mobilit sia all’interno dei processi produttivi. Un primato al quale noi vogliamo legare un ribaltamento sul territorio di vantaggi derivanti dalla filiera dell’energia green”.

Un modello che guarda all’Europa e punta a fare della Puglia un laboratorio della transizione ecologica.

Europei calcio, Nazionale femminile ai quarti. Soncin: un sogno

Roma, 12 lug. (askanews) – C’è grande commozione nelle parole del Ct Andrea Soncin che a malapena riesce a commentare un risultato importantissimo per la Nazionale italiana femminile, il raggiungimento dei quarti di finale agli Europei 12 anni dopo l’ultima volta. Nonostante la sconfitta, indolore, contro la Spagna (3-1) c’è grande orgoglio per questo traguardo: “E’ un’emozione indescrivibile. Non so cosa dire, è magico – spiega a RaiSport – Questa è la passione che ci mettiamo, volevamo scrivere la storia e lo stiamo facendo. Il sogno continua. Oggi era una partita difficile, tosta e intensa contro delle vere e proprie campionesse. Ci stiamo preparando per il futuro. Il merito è tutto delle ragazze, specie dopo il pareggio all’ultimo contro il Portogallo che ha fatto rivivere qualche spettro del passato. Ora riposiamo e ci godiamo il momento”.

Calcio, Pioli è il nuovo allenatore della Fiorentina

Roma, 12 lug. (askanews) – La notizia era nell’aria da tempo, si doveva attendere qualche giorno per l’ufficialità, che arriva oggi: Stefano Pioli torna alla Fiorentina, squadra già allenata dal 2017 al 2019, dopo essersi liberato dal contratto con l’Al-Nassr nelle scorse settimane. Lo annuncia la società viola con un comunicato: “ACF Fiorentina comunica che il nuovo allenatore della Prima Squadra viola è Stefano Pioli, Pioli che torna a Firenze dopo aver indossato la maglia viola da calciatore, tra il 1989 e il 1995, e guidato da allenatore i gigliati dal 2017 al 2019, ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2028”.

Massiccio attacco della Russia contro l’Ucraina, lanciati 26 missili e 597 droni. Ci sono morti e feriti

Roma, 12 lug. (askanews) – Almeno due persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite negli attacchi aerei messi a segno la scorsa notte dalle forze russe contro l’Ucraina con 26 missili e 597 droni. Lo ha riferito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sui propri account social, precisando che “più di 20 missili e la stragrande maggioranza dei droni sono stati distrutti”.

“Purtroppo, sono state colpite infrastrutture civili, compresi edifici residenziali. Al momento ci sono due morti a Cernovcy – ha scritto Zelensky – altre 20 persone ferite nell’attacco stanno ricevendo tutta l’assistenza necessaria”.

“Il ritmo degli attacchi aerei russi richiede decisioni rapide e può essere frenato con sanzioni subito. Sono necessarie dure sanzioni secondarie contro chiunque aiuti i russi a produrre droni e a trarre profitto dal petrolio”, ha sottolineato il presidente.

“Servono più sistemi di difesa aerea, insieme a investimenti in droni intercettori, che stanno già dando buoni risultati – ha aggiunto – questa guerra può essere fermata solo con la forza. Dai nostri partner ci aspettiamo non solo segnali, ma anche azioni che salvino vite umane”.

Al via in Italia il Campionato Mondiale di Magia "FismItaly 2025″

Roma, 12 lug. (askanews) – Al via in Italia il Campionato Mondiale della Magia – Fismitaly2025, il più importante evento magico del pianeta, che si svolge ogni tre anni dal 1948 e che da oggi al 19 luglio 2025 trasformerà il Piemonte nella capitale mondiale della magia.

Attesi a Torino oltre 5000 maghi, provenienti da 51 nazioni, tra cui vere e proprie leggende: Xavier Mortimer, fenomeno social con oltre 13 miliardi di visualizzazioni, e Miguel Munoz, il Campione del Mondo protagonista del film Disney “Dumbo” con Tim Burton. Ad accoglierli tutte le star italiane, tra le quali: Silvan, Arturo Brachetti, Mago Forrest, Raul Cremona, Marco Berry e Alexander. La città di Torino sarà invasa da prestigiatori e illusionisti per una full immersion nel mistero come nella saga di Harry Potter.

Una vera e propria Olimpiade della Magia, il cui vincitore entrerà nella storia e potrà assicurarsi un contratto milionario a Las Vegas, proprio come è successo a Shin Lim, ora guest star del Venetian, oppure Lance Burton, per anni icona del Bellagio. Ma la vera innovazione di questa edizione consiste nel fatto che anche i “Babbani” (i non maghi ndr) potranno, per la prima volta, assistere agli spettacoli solitamente riservati ai professionisti e accedere a luoghi misteriosi ed unici prenotando il proprio posto in prima fila semplicemente con un clic: www.vivaticket.com/it/tour/fism-italy-2025-masters-of-magic/4201.

Tra gli show imperdibili: il 15 luglio lo “Show dei Campioni del mondo di Magia”, condotto da Walter Rolfo con i 10 campioni assoluti degli ultimi 30 anni; a seguire, il 16 luglio, “I Dieci Maestri dell’Impossibile”, condotto da Alain Choquette e Tiziano Grigioni; e infine, il 18 luglio, “Crazy and Comedy Magic Show”, condotto da Raul Cremona. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.campionatodelmondodimagia.com.

La manifestazione, che ha il suo quartier generale al Lingotto Centro Congressi ed è organizzata da Masters of Magic e Atema ETS con il sostegno delle istituzioni locali, sarà affiancata da un ricchissimo calendario di spettacoli straordinariamente aperti al pubblico. Un vero e proprio festival, con più di 300 spettacoli per famiglie da vivere con gli occhi della meraviglia: dal Campionato mondiale di Street Magic (nelle città di Torino, Biella, Mondovì, Asti, Borgomanero e alla Reggia di Venaria), alla Magia negli Ospedali, nelle RSA, nei Centri Estivi, Cene Magiche e caffè letterari, dove scoprire i veri segreti della magia.

De Poli segretario, ma l’Udc resta senza un asse politico chiaro

Il Consiglio nazionale dell’Udc, riunito a Roma l’11 luglio presso il Crowne Plaza, ha eletto per acclamazione Antonio De Poli nuovo Segretario nazionale del partito. A proporre la sua nomina è stato lo stesso Lorenzo Cesa, segretario uscente, salutato da un lungo applauso per l’impegno profuso negli anni difficili del post-berlusconismo e dell’irrilevanza parlamentare. “Lorenzo è stato il custode della nostra storia e dei nostri valori”, ha dichiarato De Poli, promettendo di raccoglierne l’eredità “con rispetto, entusiasmo e determinazione”.

Leali ma non subalterni”

Nel suo intervento, De Poli ha voluto subito marcare una linea politica di apparente fermezza: “Siamo alleati leali, ma non subalterni. Non siamo la brutta copia di nessuno.” L’obiettivo dichiarato è quello di una “differenziazione costruttiva”, con tre possibili posizioni: sostegno quando si condividono le scelte del governo, proposta quando servono correttivi, smarcamento quando è necessario affermare la propria cultura politica. Il nuovo segretario ha parlato dell’Udc come della “coscienza del centrodestra”.

Un’espressione forte, che però resta sospesa nel vuoto se non si accompagna a una definizione precisa dell’identità culturale, programmatica e valoriale del partito. Che cosa distingue oggi l’Udc dai suoi alleati? Qual è il nucleo “centrista” – tanto più se ispirato, come pur labilmente si ricorda, alla tradizione democristiana – che ne giustifichi la pretesa di essere forza coerente e non subalterna?

Rilancio territoriale e obiettivo Regioni

Nel 2025 si voterà in cinque regioni strategiche, e De Poli ha annunciato che l’Udc intende esserci con “idee chiare e candidature autorevoli”. Forte del buon risultato ottenuto alle recenti amministrative in Puglia e Basilicata, il neosegretario ha promesso “determinazione” e “visione”, avviando un confronto con i referenti regionali, provinciali e comunali. Ma non basta esserci: occorre contare – nei programmi, nelle scelte, nelle persone.

Per rafforzare la presenza sul territorio, De Poli ha annunciato un grande tesseramento nazionale, il ritorno a settembre della Festa dell’Udc, la nomina di cinque vicesegretari territoriali e la creazione di un nuovo ufficio politico nazionale. “È finito il tempo della comfort zone”, ha detto. Ma senza un messaggio chiaro, nemmeno una macchina ben organizzata può invertire la tendenza all’irrilevanza.

Quale centro? Quale identità?

Il punto critico resta questo: l’Udc vuole essere una “gamba” del centrodestra, ma non indica il contenuto valoriale e politico di quella gamba. La cultura cattolico popolare risulta schiacciata sotto il peso del pragmatismo. Oggi il rischio è che l’Udc si limiti a una funzione di rappresentanza di sensibilità individuali, rispettabili ma incapaci di incidere davvero sulla rotta di una coalizione sbilanciata a destra.

Nel panorama politico attuale, parlare di centro richiede coraggio e contenuti. Altrimenti, la parola “coscienza” rischia di ridursi a retorica – e il centro a semplice punto d’appoggio per equilibri altrui.

Lettere al Papa: cento chili di parole al giorno.

In un tempo dominato da messaggi istantanei, emoji e scroll compulsivo, sorprende e quasi commuove il dato rilanciato l’altro ieri dall’Osservatore Romano: ogni giorno arrivano in Vaticano circa cento chili di corrispondenza destinati a Papa Leone XIV. Lo ha reso noto Poste Italiane, descrivendo l’intensa attività del centro di smistamento presso l’aeroporto di Roma-Fiumicino, dove si raccoglie il materiale proveniente dai cinque continenti.

Cento chili di lettere, ogni giorno. C’è in questo flusso silenzioso un segno tangibile di un bisogno che resiste: il bisogno di scrivere, di raccontarsi, di affidarsi a qualcuno che ascolta. In un’epoca in cui prevalgono comunicazioni fugaci e interlocutori distratti, migliaia di persone scelgono ancora carta e penna – o una tastiera – per rivolgersi al Papa. Non per ottenere una risposta immediata, ma perché lo percepiscono come un interlocutore autentico, capace di ascolto profondo.

Scrivere a Papa Leone XIV diventa così un atto di fiducia. Non si cerca un riflettore o una replica automatica, ma la certezza che quelle parole possano trovare accoglienza. Che non andranno perse, che non verranno liquidate con un clic. È un gesto che ha il sapore della cura e della dignità. Una comunicazione che non consuma, ma costruisce.

Il Pontefice, in questo senso, rappresenta qualcosa di raro: un punto di ascolto stabile in un mondo instabile, una presenza che non si sottrae, anche se fisicamente distante. E quelle lettere – spesso scritte da mani stanche, da cuori feriti o da anime in cerca – testimoniano che esiste ancora una forma di comunicazione che non si esaurisce nel tempo di una schermata. È la comunicazione della speranza, del bisogno di relazione, della ricerca di senso.

La posta indirizzata al Papa è una forma di resistenza culturale e spirituale. Non si scrive a un sistema o ad un algoritmo, ma a una persona che, pur con il peso di un compito immenso, si mostra vicino. E questo gesto – prendere tempo per scrivere – dice molto anche su chi siamo, e su ciò che ci manca.

Probabilmente non sappiamo più nemmeno come si spedisce una lettera, e il gesto stesso di impugnare una penna ci sfugge. Ma finché ci sarà qualcuno che scrive al Papa, potremo continuare a credere che l’umanità non ha smesso di cercare un dialogo vero.

E forse, nel fondo di ogni busta, si nasconde una richiesta silenziosa: essere visti, essere ascoltati, essere accolti. E in questo, la parola scritta si fa ancora preghiera.

Il Centro non abita sotto una tenda

Una pluralità mai dogmatica

L’area cattolica italiana, come ben sappiamo, è sempre stata molto articolata e variegata al suo interno. Non a caso, e storicamente, non è mai esistita la cosiddetta ‘unità politica’ dei cattolici italiani. Certo, per lunghi 50 anni la stragrande maggioranza dei cattolici si è riconosciuta – ed ha votato – nel progetto politico della Democrazia Cristiana. Ma per ragioni politiche, culturali e programmatiche e non per un dogma, per ragioni dottrinarie o per imposizioni dall’alto.

Dopodiché il pluralismo politico ed elettorale, già ben presente, è diventato un fatto strutturale e costitutivo nell’area cattolica del nostro Paese.

Il Centro come cultura di governo

Ora, è abbastanza evidente, nonché noto, che la presenza politica dei cattolici in Italia è anche sinonimo di cultura centrista, di “politica di centro”, di “centro dinamico” – come amava ripetere Guido Bodrato e con lui la migliore tradizione democratico cristiana – e anche, e soprattutto, di cultura di governo.

Ed è proprio alla luce di queste considerazioni, peraltro oggettive e storiche, che proprio questa cultura politica ha sempre giocato un ruolo altrettanto importante nella vita pubblica del nostro Paese e nelle sue concrete dinamiche politiche.

Detto con altre parole, non ha mai accettato di essere un mero accessorio, un gregario grigio ed insignificante o limitarsi a rivendicare un mero “diritto di tribuna” nei singoli partiti e nelle coalizioni di riferimento.

Del resto, è appena sufficiente ripensare al magistero e al ruolo declinati dai grandi leader e statisti cattolici democratici, popolari e sociali per rendersene conto.

Contro la tentazione dellaccampamento

Ecco perché, oggi, emerge la necessità non più rinviabile – per chi non è nato politicamente gregario e non ha l’ispirazione di diventarlo – di rispedire al mittente chi avanza la tesi della ‘tenda’ o del ‘rifugio’ o ‘dell’accampamento’ per tutti coloro che vogliono declinare una politica di centro e un progetto politico centrista, riformista e di governo nel nostro Paese.

La “tenda”, chiunque la proponga, è la scientifica certificazione che segna l’irrilevanza e l’inconsistenza politica, culturale e programmatica del Centro e di chi lo teorizza, lo disegna e lo coltiva nella politica italiana. A partire, anche e soprattutto, dall’area cattolico-popolare e cattolico-sociale.

Chi ha titoli, parli

Al riguardo, forse è anche arrivato il momento affinché i presunti e del tutto virtuali “federatori” dei cattolici in politica, dei leader che si sono autoproclamati tali senza alcuna – come ovvio e scontato – legittimazione democratica, battano un colpo.

Se, invece e al contrario, continua il silenzio compiacente o, addirittura, una sostanziale se non totale condivisione delle tesi del gramsciano non pentito Bettini e compagni sul destino e sulla prospettiva di un Centro di matrice cattolica – o laica, non fa differenza alcuna – non lamentiamoci poi della definitiva ed irreversibile perdita di credibilità, peso ed autorevolezza della cultura, del pensiero e della tradizione del cattolicesimo popolare e sociale nel nostro Paese.

Oltre lopportunismo

Certo, e per fortuna, il pensiero popolare e cattolico sociale non si ferma alla “tenda” di Bettini e a tutti coloro che con un’infinita dose di opportunismo abboccano a quell’amo.

Ma è indubbio che se si vuole invertire la rotta, e rilanciare al contempo un pensiero politico e culturale, quella strada non solo va combattuta ma va anche denunciata sotto il profilo politico. Pubblicamente, apertamente e senza equivoci o tentennamenti.

Svolta attesa: approvata la legge per i lavoratori affetti da malattie gravi

L’8 luglio 2025 il Senato ha approvato in via definitiva la legge che tutela i lavoratori, pubblici e privati, affetti da malattia oncologica, invalidante e cronica. Si attendeva da tempo un provvedimento in tal senso, dopo il travagliato periodo del Covid, durante il quale la normativa è cambiata a singhiozzo ed è stata spesso interpretata in modo restrittivo, limitandosi alla sola possibilità di svolgere lavoro agile. Ne sono derivati contenziosi e decisioni discrezionali da parte delle amministrazioni, nonostante i tentativi di parità di trattamento promossi dai Ministeri della Salute, del Lavoro, del MEF e della Funzione Pubblica, nonché dalle interpretazioni dell’INPS e dei datori di lavoro.

Liter parlamentare: ampia convergenza politica

La legge ha preso origine dal DDL 153 presentato il 25 marzo 2025 alla Camera dall’On. Debora Serracchiani, assegnato il 27 marzo alla 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) in sede redigente. Il testo è stato poi unificato con altri disegni di legge:

  • 202 (On. Silvana Andreina Comaroli, LEGA)
  • 844 (On. Giandiego Gatta, FI-PPE)
  • 1104 (On. Valentina Barzotti, M5S)
  • 1128 (On. Walter Rizzetto, FDI)
  • 1395 (On. Chiara Tenerini, FI-PPE)

L’iter si è completato con l’approvazione unanime del Senato. La relatrice nella Commissione di Palazzo Madama è stata la Sen. Elena Murelli (LSP-PSd’Az), incaricata formalmente il 2 aprile e poi nominata relatrice di maggioranza nella seduta n. 304 del 3 giugno. Il testo unificato, divenuto disegno di legge n. 1430, ha ricevuto i pareri favorevoli delle Commissioni 1ª (Affari costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Cultura, istruzione), nonché delle Questioni regionali.

Un punto di equilibrio tra diritti e sostenibilità

Si attende ora la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale per conoscerne il testo definitivo. La nuova normativa colma un vuoto normativo nella tutela dei cosiddetti “lavoratori fragili”. Il fatto che il testo sia stato votato all’unanimità – con significativa convergenza bipartisan – dimostra una sensibilità condivisa verso un tema delicato e urgente.

Un plauso particolare va all’impegno tenace dell’On. Debora Serracchiani e della Sen. Elena Murelli, che hanno accompagnato il provvedimento con determinazione e consapevolezza della sua portata sociale.

Chi, come me, ha mantenuto contatti diretti con i due rami del Parlamento, può testimoniare la volontà comune di arrivare in tempi rapidi a una legge attesa, forse perfettibile, ma certamente importante come caposaldo di civiltà giuridica e rispetto per chi vive condizioni di malattia invalidante.

Prime indicazioni sui contenuti

Dalla ratio del testo approvato, si evince che la legge dovrebbe prevedere:

  • un congedo fino a 24 mesi (continuativi o frazionati), senza retribuzione né contribuzione figurativa, con possibilità di riscatto volontario dei contributi e mantenimento del posto di lavoro;
  • fino a 10 ore annue di permessi retribuiti per visite, analisi e cure;
  • priorità nell’accesso al lavoro agile, ove realizzabile, anche al termine del congedo, entro i limiti previsti dal periodo di comporto contrattuale.

È auspicabile che l’individuazione delle patologie comprese nel testo rispetti l’elenco contenuto nel cosiddetto Decreto Speranza del 4 febbraio 2022, che indicava le malattie croniche e invalidanti rilevanti ai fini della tutela della fragilità. Una diversa impostazione costituirebbe un passo indietro.

Prime reazioni: un compromesso necessario

Nell’attesa di analizzare il testo in G.U., c’è chi giudica questa legge una forma di “minimo sindacale”, e chi invece la considera un passo decisivo verso il riconoscimento della fragilità come condizione giuridicamente protetta.

In entrambi i casi, si tratta di un provvedimento che – se attuato correttamente – rappresenta un’importante affermazione di diritti nel mondo del lavoro, ponendo le basi per una tutela più piena, più umana, più giusta.

Tennis, Sinner in finale a Wimbledon, Djokovic ko in 3 set

Roma, 11 lug. (askanews) – Jannik Sinner in finale a Wimbledon per la prima volta in carriera: con una prestazione al limite della perfezione, il n°1 del mondo ha superato in semifinale il 7 volte campione Novak Djokovic, battuto con i parziali di 6-3, 6-3, 6-4. Alla sua quinta finale Slam della carriera, Jannik affronterà domenica Carlos Alcaraz, nella riedizione di quanto visto un mese fa a Parigi. Sarà il 13° confronto, con lo spagnolo avanti 8-4. Sinner è il 2° italiano in finale a Wimbledon dopo Berrettini nel 2021.

Regionali, Fdi ‘avverte’ alleati: no bandierine o prendiamo tutto

Napoli, 11 lug. (askanews) – Che il riferimento sia al “pallottoliere”, al “Monopoli” o alla Bibbia delle spartizioni – il “Manuale Cencelli” – il ragionamento per Fratelli d’Italia non cambia: nella scelta dei candidati alle prossime regionali gli alleati evitino prove di forza perché, se il piano della discussione diventa quello dei numeri, i meloniani potrebbero tranquillamente rivendicare di fare l’asso pigliatutto. Lo dice, più esplicitamente di quanto già fatto in passato, il responsabile Organizzazione, Giovanni Donzelli. Complice anche la presenza a Napoli per la seconda giornata della kermesse organizzata da Ecr, e l’imminente voto che coinvolgerà la Campania, ci vuole poco perché il focus della discussione da migranti e Mediterraneo – temi dei panel – scivoli verso il grande nodo gordiano che aspetta il centrodestra al giro di boa della legislatura.

Il ragionamento di partenza è comune a tutte le Regioni chiamate al voto in autunno, con la sola eccezione delle Marche dove l’uscente Francesco Acquaroli, meloniano, è già in pista per la riconferma. “Ovunque sceglieremo il miglior candidato possibile non solo per vincere ma anche per governare bene, senza cercare di mettere le bandierine a tutti i costi”, spiega Donzelli. Ma il problema non sono certo la Puglia, la Toscana o la Campania, dove semmai le rogne sono in casa ‘campo largo’. Peraltro, in quest’ultima regione, conferma il responsabile Organizzazione, il nome forte in campo per Fratelli d’Italia è quello dell’attuale viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli.

Se ancora si traccheggia sulla convocazione di un tavolo per le candidature, se i leader che pure “si sentono in continuazione e parlano di tutto”, non hanno ancora sciolto la riserva è per una sola ragione: il Veneto. E’ noto che Salvini lo rivendica per sé, che Fratelli d’Italia vorrebbe andare all’incasso delle percentuali raggiunte alle Politiche e alle Europee per conquistare la ‘sua’ prima regione del Nord, e per non essere da meno anche Antonio Tajani ha rilanciato a nome di Forza Italia la candidatura di Flavio Tosi. Ed è in questa prospettiva che va letto quello che pare proprio un avviso ai naviganti di Donzelli: “Fi governa 5 regioni, la Lega 4 e noi 3, le proporzioni non sono queste” ma “non ci interessa il gioco del pallottoliere, anche perché se lo dovessimo fare Fratelli d’Italia dovrebbe prendere tutto”.

Non è detto che per la scelta delle prossime candidature si proceda con la ‘logica a pacchetto’, o almeno questa sembra essere al momento la tendenza nei meoniani, anche in virtù del fatto che le date in cui i cittadini saranno chiamati alle urne saranno verosimilmente sparse tra fine settembre e novembre. Nello stesso partito della premier c’è chi è convinto che la partita vada giocata insieme a quella della Lombardia, allungando le mire sul Nord al futuro nell’ottica del quieto vivere all’interno della coalizione. Non tutti sono convinti della bontà di questa strategia, visto che sulla carta lì si voterebbe nel 2028. La stessa Giorgia Meloni avrebbe dei dubbi.

Ma per chiudere la partita del Veneto, e questo in Fratelli d’Italia è chiarissimo, dopo il tramonto del terzo mandato che lo avrebbe rimesso in pista, sarà necessario trovare un accordo che accontenti Luca Zaia. Il grande dilemma in queste ore è la possibilità che alle elezioni presenti una lista personale. Il diretto interessato, peraltro, mantiene tutti con il fiato sospeso. E altrettanto vale per una sua eventuale compensazione futura. “Io ho sempre amato il Veneto, però da qui a esprimermi su quello che farò non lo so dire. Io rappresento colui che ha lasciato il ministero per venire in Veneto e non c’è un caso analogo nella storia, rappresento colui che ha rinunciato alla candidatura un anno fa alle Europee, con seggio sicuro, ben remunerato, senza tanti problemi per restare in Veneto e mantenere la parola con i veneti”.

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, anche lui presente a Napoli, cerca di minimizzare. “L’importante – dice – è che Zaia, come farà certamente, appoggi il centrodestra chiunque sia il candidato governatore. E’ nell’interesse di tutti che alla fine le cose procedano in maniera armoniosa e unitaria. Non vedo in futuro nessuna spaccatura”.

Fidanza (Ecr): Meloni rilancia l’attenzione del governo sul sud

Milano, 11 lug. (askanews) – “Giorgia Meloni rilancia l’attenzione del governo e di Fratelli d’Italia sul sud, il mezzogiorno come locomotiva di sviluppo per l’intera Italia e i conservatori europei sono a Napoli per rilanciare la centralit dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo, una piattaforma geopolitica fondamentale in cui l’Italia di Giorgia Meloni sempre pi protagonista”. Lo ha detto Carlo Fidanza, vice presidente di Ecr, a margine dell’evento organizzato dai Conservatori e riformisti

europei a Napoli.

Tennis, Alcaraz batte Fritz e vola in finale a Wimbledon

Roma, 11 lug. (askanews) – Per il terzo anno consecutivo Carlos Alcaraz è in finale a Wimbledon. La 24esima vittoria consecutiva del murciano, tornato all’ultimo atto dei Championships grazie alla vittoria in quattro set sul n. 5 al mondo Taylor Fritz: 6-4, 5-7, 6-3, 7-6 il punteggio finale in 2 ore e 51 minuti. È stata una partita di qualità, grazie all’alto livello di gioco espresso da entrambi i giocatori. Ancora una volta, però, Alcaraz ha dimostrato di saper alzare l’attenzione e la qualità nei momenti che contano, reagendo anche ai passaggi a vuoto.

Alcaraz giocherà la sesta finale Slam in carriera, la 28esima nel circuito maggiore. Il murciano, inoltre, diventa il decimo giocatore nella storia a giocare almeno tre finali consecutive a Wimbledon. Una lista che comprende Novak Djokovic, Roger Federer, Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras, Stefan Edberg, Rafael Nadal e John Newcombe.

Schianto Air India, Wsj: indagine si concentra su azioni piloti, spenti interruttori flusso di carburante

Roma, 11 lug. (askanews) – L’inchiesta sull’incidente aereo avvenuto il mese scorso in India, costato la vita a 279 persone, si sta concentrando sulle azioni dei piloti e finora non ha evidenziato problemi con il Boeing 787 Dreamliner di Air India. E’ quanto riporta oggi il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza delle prime valutazioni dei funzionari statunitensi.

L’aereo partito da Ahmedabad alla volta di Londra precipitò poco dopo il decollo, finendo su un dormitorio scolastico. Secondo le fonti, i risultati preliminari dell’inchiesta indicano che gli interruttori che controllano il flusso di carburante ai due motori del velivolo sono stati spenti, causando un’apparente perdita di spinta poco dopo il decollo.

Cinema, torna il grande schermo in spiaggia con "Cinema Ammare"

Roma, 11 lug. (askanews) – Dopo il successo delle prime due edizioni, torna Cinema Ammare, l’evento estivo che trasforma lo stabilimento balneare del Nodo Ammare, a due passi dalla celebre Scala dei Turchi, in una suggestiva sala cinematografica sotto le stelle sulla costa di Realmonte, nell’agrigentino.

Le prime tre serate dell’edizione 2025 hanno registrato oltre 500 presenze ciascuna, confermando la forza di un format amato dal pubblico. Fino al primo settembre, per 12 lunedì sera (dal 9 giugno), lo spettacolo continua tra cinema, musica dal vivo, spettacoli di danza acrobatica, intrattenimento e street food in riva al mare. Nato come iniziativa locale grazie ad un’idea di Marco Gallo, regista agrigentino con esperienza internazionale e attuale direttore artistico del Sicilymovie – Festival del Cinema di Agrigento e del Teatro Costabianca di Realmonte e Fabio Speranza di Nodo Ammare, oggi Cinema Ammare è diventato un fenomeno virale che coinvolge migliaia di spettatori da tutta la Sicilia e non solo.

L’edizione 2024 ha registrato una media di oltre 400 presenze per serata, con punte di 600 spettatori e oltre 1.300 voti per la scelta dei film da proiettare. A rendere ancora più unica l’esperienza è il rinnovato spazio food con barbecue in spiaggia, degustazioni di prodotti locali, gadget, stand promozionali e una maxi-scritta “Cinema Ammare” per scatti fotografici indimenticabili. Una parte del ricavato del merchandising ufficiale verrà destinata in beneficenza a sostegno di associazioni territoriali che si occupano di bambini in difficoltà e organizzazioni impegnate nella cura dell’ambiente e della salvaguardia delle spiagge.

Anche quest’anno, il format si distingue per il coinvolgimento del pubblico, con un Pre-Show sempre più curato e dinamico che precede ogni proiezione: musica dal vivo con artisti emergenti, spettacoli di danza acrobatica e performance artistiche che arricchiscono l’atmosfera unica della serata.

“Il Cinema Ammare non è più una semplice proiezione in spiaggia ma è un’esperienza, un cinema 2.0 che porta lo spettatore a vivere una serata diversa dalle altre. Abbiamo dato vita al lunedì, che solitamente ha meno appeal, e abbiamo mostrato quanto il pubblico ami la semplicità” ha dichiarato Marco Gallo. Per Fabio Speranza, uno degli ideatori del progetto, Cinema Ammare rappresenta molto più di un evento estivo: “Per noi è anche un modo per far conoscere il nostro territorio ed esportarlo in giro per la Sicilia. Il nostro pubblico viene da tutta l’isola e da quest’anno abbiamo il piacere di ricambiare arrivando in diverse località siciliane con il nostro format, sempre più personalizzato e fidelizzato con il nostro pubblico”.

Nel 2025 il progetto si espande con nuove tappe: dopo il successo a Lampedusa, che ha visto una grande affluenza anche di turisti, sono state confermate due date anche a Selinunte, all’interno del Parco Archeologico.

La Commissione Ue: rammarico per le sanzioni Usa contro la relatrice Onu su Gaza Francesca Albanese

Bruxelles, 11 lug. (askanews) – “L’Unione europea sostiene pienamente il sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite, e ci rammarichiamo profondamente della decisione di imporre delle sanzioni a Francesca Albanese, rappresentante speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati”. E’ la posizione che ha espresso oggi a Bruxelles il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, rispondendo a una domanda sulle sanzioni decise dagli Stati Uniti contro Francesca Albanese.

“L’Unione europea – ha aggiunto il portavoce – continuerà a sostenere gli sforzi volti a condurre delle inchieste indipendenti sulle violazioni e sugli abusi dei diritti dell’uomo e sulle violazioni del diritto internazionale umanitario, comprese quelle che possono essere assimilate a dei crimini internazionali. E seguiremo le implicazioni di queste decisioni continuando a valutare le misure che potranno essere prese successivamente”, ha concluso El Anouni.

Capri, Boris Johnson scatenato: canta e balla in un locale notturno

Capri, 11 lug. (askanews) – Serata scatenata a Capri per l’ex premier britannico Boris Johnson.

In vacanza in Italia, con la moglie Carrie e la famiglia, ieri sera si prima fermato a bere un drink seduto in uno dei tavolini della Piazzetta, poi a notte fonda ha fatto la sua apparizione in uno dei locali notturni pi famosi, la taverna Anema e Core.

Qui sceso in pista e si lasciato trascinare dalle melodie della musica dal vivo, mettendosi a ballare e a sorpresa prendendo lui il microfono per cantare.

Dazi Usa, Ue deve decidere se prorogare sospensione contromisure

Bruxelles, 11 lug. (askanews) – L’Unione europea dovrà decidere entro lunedì, 14 luglio, se prorogare la sospensione di 90 giorni, che aveva deciso il 14 aprile scorso, delle contromisure di ritorsione contro l’aumento dei dazi Usa dal 10% al 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Ue, imposto dal presidente Donald Trump il 10 febbraio scorso.

La proroga della sospensione è piuttosto probabile, in vista del possibile annuncio da parte Usa, nelle prossime ore o nel weekend, dell’accettazione di un “Accordo di principio” con l’Ue sui dazi, che darebbe il via a successivi negoziati più in dettaglio per i diversi settori nel commercio transatlantico.

“Abbiamo ancora tre giorni fino alla scadenza, e molto può succedere nel frattempo. Ci siamo abituati a eventi che accadono molto rapidamente, o no, in questo campo”, quello dei negoziati commerciali con gli Usa. Insomma, vedremo dove saremo nei prossimi giorni”, ha osservato la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho, rispondendo ai giornalisti, oggi a Bruxelles, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario.

Se necessario, ha spiegato il portavoce per il Commercio della Commissione, Olof Gill, “adotteremo con procedura d’urgenza la decisione di sospendere le contromisure”. Intanto, ha riferito Gill, “restiamo pienamente impegnati a concludere un accordo con gli Stati Uniti. Vedremo che cosa succede quando i nostri amici americani si sveglieranno oggi”, vista la differenza nel fuso rispetto all’Europa.

“La sospensione delle contromisure – ha ribadito il portavoce -è previsto che scada lunedì: praticamente, se interviene una decisione politica di prorogare la sospensione, allora la prorogheremo. Non è complicato. Ma la decisione non è stata ancora presa. Se lo si decide, si può fare in un batter d’occhio. Non ci focalizziamo troppo su questo. La nostra priorità – ha insistito – è arrivare a un accordo di principio con gli Stati Uniti; e lo aspettiamo, aspettiamo gli americani per vedere se siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda”.

Intanto, Gill ha riferito che nessuna chiamata telefonica o incontro è stato previsto finora per le prossime ore o il weekend, tra il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, e i suoi omologhi americani. E lo stesso vale, ha aggiunto Paula Pinho, per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Alla domanda di un giornalista, che chiedeva se l’Ue sia comunque comunque pronta e abbia un “piano B”, in caso di mancato accordo, ad adottare le contromisure commerciali contro gli Usa, Gill ha risposto: “E’ una domanda ipotetica. Noi ci prepariamo per tutti gli scenari dall’inizio di quest’anno, e anche da prima. Siamo in stretto contatto con gli Stati membri e con la nostra industria per assicurare che il piano che adotteremo, A, B, o C , sia quello giusto per l’Ue”.

Loc

Sanit, il futuro degli acquisti con “value based procurement”

Roma, 11 lug. (askanews) – “Il procurement attuale – ricorda il professor Niccol Cusumano (SDA Bocconi School of Management) – ancora piuttosto standardizzato: si acquistano prodotti e il pagamento avviene per ciascuna unit consegnata. Mancano, al momento, modelli basati sul valore. In prospettiva, sar necessario avviare una riflessione su come integrare all’interno delle procedure di procurement anche i risultati delle analisi di costo-efficacia, specialmente nel caso dei vaccini”

Il Value Based Health Care un modello sanitario che misura il valore di un intervento non in base al costo, ma in base ai risultati concreti ottenuti per il paziente. Un sistema che punta a migliorare la salute delle persone, ottimizzando le risorse attraverso cure efficaci, appropriate e sostenibili.

Il nuovo codice degli appalti segna un cambio di rotta: nelle intenzioni, introduce il Value Based Health Care come criterio guida per gli acquisti pubblici. Tuttavia, nei fatti, il principio del “massimo ribasso” continua spesso a prevalere, rallentando l’attuazione concreta di questo nuovo paradigma.

Si discusso dell’applicazione di questo nuovo paradigma durante il convengo “Il ruolo strategico del Value Based Procurement in sanit: costruzione di un modello applicato alla vaccinazione antinfluenzale”, evento realizzato con il contributo scientifico di universit Bocconi, il patrocinio di Fare (Federazione della Associazioni Regionali degli Economi e dei provveditori della sanit) e il contributo non vincolante di Sanofi.

In Europa sono gi state fatte gare che vanno in tale direzione.

“La logica quella di una scommessa condivisa con il fornitore sul prezzo d’acquisto. In sostanza: tu, fornitore, mi garantisci un beneficio in termini clinici ed economici – ad esempio una riduzione degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri per patologie respiratorie legate all’influenza – e io sono disposto a riconoscerti un premium price per un vaccino ad alto dosaggio. Ma solamente a una condizione: che questi benefici vengano realmente confermati nella pratica clinica, cio nel real world. In caso contrario, prevista una restituzione parziale del prezzo corrisposto”, sottolinea la professoressa Giuditta Callea (SDA Bocconi School of Management).

Da questo punto di vista i vaccini sono una tecnologia ideale perch il beneficio di salute si manifesta in tempi molto rapidi. La Lombardia stata tra le prime Regioni a impostare una gara con la logica del valued based procurement.

“Noi concepiamo il ruolo del procurement come uno strumento di supporto per il raggiungimento degli obiettivi del sistema sanitario e per il miglioramento delle sue performance. In quest’ottica, abbiamo avviato un percorso di strutturazione delle gare orientato al valore: un approccio che consenta di valorizzare gli aspetti qualitativi all’interno delle procedure di gara, mantenendo al tempo stesso la capacit di accogliere e stimolare l’innovazione. L’obiettivo duplice: da un lato, recepire quanto di nuovo e utile il mercato in grado di offrire, dall’altro, tutelare il sistema sanitario da investimenti in soluzioni che si rivelino innovative solo sulla carta”, spiega Marco Pantera (Direttore Aria Lombardia).

Bankitalia: spread Btp-Bund (85 pb) calato ai minimi da 15 anni

Roma, 11 lug. (askanews) – Gli acquisti di titoli pubblici italiani da parte degli investitori esteri “si sono mantenuti cospicui” e nel corso del secondo trimestre il differenziale di rendimento rispetto ai titoli pubblici della Germania, il famigerato “spread” si è “contratto di 39 punti base, collocandosi a circa 85 punti base, sui valori più bassi degli ultimi 15 anni”. Lo rileva la Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico.

“In generale, la domanda di titoli di Stato dell’area dell’euro non ha risentito del quadro di grande incertezza internazionale. A differenza di quanto solitamente avveniva durante i periodi di turbolenza, i rendimenti sono scesi in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, a fronte di un progressivo consolidamento dei rispettivi conti pubblici in una fase in cui in Germania si prevede invece un aumento della spesa”, spiega l’istituzione di Via Nazionale.

“Il rendimento dei titoli pubblici italiani sulla scadenza decennale è diminuito fortemente di 41 punti base, al 3,44 per cento, anche in virtù di valutazioni più favorevoli da parte di alcune agenzie di rating; quello del corrispondente titolo tedesco è rimasto sostanzialmente invariato. Il differenziale di rendimento tra i due titoli si è pertanto contratto di 39 punti base – si legge – collocandosi a circa 85 punti base, sui valori più bassi degli ultimi 15 anni; anche i differenziali di rendimento dei titoli dei principali paesi dell’area si sono ridotti, seppure in misura inferiore”.

Bankitalia rileva inoltre come la volatilità implicita nei contratti derivati sul titolo decennale italiano sia diminuita, mantenendosi su livelli contenuti nel confronto storico, e le condizioni di liquidità sono rimaste stabili.

Il Cremlino attacca la Conferenza di Roma: l’Europa incoraggia Kiev ad una guerra "fino all’ultimo ucraino"

Roma, 11 lug. (askanews) – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato i lavori in corso alla Conferenza di Roma per la ricostruzione dell’Ucraina, sottolineando che gli europei stanno ragionando su come finanziare Kiev affinché combatta “fino all’ultimo ucraino”. “Gli europei stanno discutendo diverse opzioni per il sostegno finanziario dell’Ucraina, per incoraggiarla a continuare la guerra a tutti i costi. Noi la chiamiamo guerra fino all’ultimo ucraino. E in realtà si pongono il compito di stanziare regolarmente questi fondi, parliamo di decine di miliardi di euro. Si tratta dei soldi dei contribuenti dei paesi europei”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Un fervente sostenitore della “mobilitazione aggressiva dell’Europa” nei confronti della Russia, secondo Peskov, è il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Lo vediamo, lo comprendiamo, lo sappiamo e ne terremo conto nelle nostre azioni future”, ha concluso Peskov.

Bankitalia: la crescita frena, pesano consumi e investimenti

Roma, 11 lug. (askanews) – Secondo le valutazioni della Banca d’Italia, nel secondo trimestre la crescita economica ha mostrato un rallentamento nella Penisola. “Alla dinamica contenuta dei consumi delle famiglie e della spesa per investimenti, che risentono del basso clima di fiducia e dell’elevata incertezza, si è associato l’indebolimento della domanda estera”, all’opposto “l’attività è aumentata sia nell’industria sia nei servizi”. Lo si legge sull’ultimo Bollettino economico.

Il Pil italiano è cresciuto nel primo trimestre dello 0,3 per cento rispetto al periodo precedente, grazie all’aumento di consumi e investimenti e, in misura minore, prosegue Bankitalia, della domanda statunitense. Dopo la prolungata riduzione iniziata nel 2022, sono emersi segnali positivi per l’attività manifatturiera, che rimane tuttavia esposta all’instabilità del contesto internazionale.

L’istituzione di Via Nazionale ricorda che in base alle previsioni che aveva aggiornato il mese scorso il Pil dovrebbe cresce dello 0,6 per cento nel corso del 2025 e di circa lo 0,8 nella media del biennio successivo. “Il quadro previsivo è soggetto a una significativa incertezza riconducibile in particolare all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e commerciali”.