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"S.PER.AN.ZE. – Un futuro a 5G", corto dedicato al Papa e ai Papaboys

Roma, 11 ott. (askanews) – Dopo i progetti “Karol – Và nel mondo con amore, fa sentire la tua voce”, dedicato a S. Giovanni Paolo II per la sua canonizzazione, “Francesco – Una rete per la fede”, per il Giubileo Straordinario della Misericordia e “Mi passi un po’ di pace?”, alla luce del conflitto tra Russia e Ucraina, Saint Production srl in collaborazione con MPM Management Productions srl hanno ideato, in occasione del Giubileo Ordinario del 2025 “Pellegrini di speranza”, un nuovo cortometraggio: “S. PER AN. ZE. – Un futuro a 5G”.

Prodotto da Maria Paola Migliassi, il corto è stato pensato come sprone specie per i giovani ad avere fiducia, speranza per gli scoraggiati, mano che si porge e rialza chi è caduto. I cortometraggi, maggiormente in questo periodo, servono per arrivare in tutti i mezzi di comunicazione, per seminare e annunciare il Signore nel cuore di tanti.

Il commento finale è tratto dal testo di Papa Francesco “Spes Non Confundit – Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025”. Il corto ha vinto 6 premi nell’ambito delle rassegne statunitensi Best Shorts Competition, IndieFest Film Awards, Global Shorts e nella rassegna italiana Bracciano Film & Arts Festival. E’ attualmente in concorso al David di Donatello 2026.

Le storie di quattro ragazzi, Stefano, Perla, Anna e Zeno, si incrociano nella città di Fiuggi, nel Lazio. I giovani espongono nel loro linguaggio codice le perplessità sul proprio futuro e quello della società dove vivono. I loro smartphone, che hanno generato i loro problemi, si trasformeranno in mezzi di riunione, riconciliazione e cammino verso una viva speranza delle loro vite. Un enigmatico titolo che parla di speranze, tecnologia e connessioni, non solo digitali, ma anche umane. Una ricerca profonda, un viaggio verso un futuro in cui il 5G non rappresenta solo innovazione tecnologica, ma un nuovo modo di vedere il mondo, di comunicare e di vivere. Il cortometraggio esplora temi contemporanei, lasciando spazio per riflessioni sulla speranza in un’era di cambiamenti rapidi e connessioni sempre più strette. Con il Patrocinio del Comune di Fiuggi questa produzione esclusiva è stata realizzata da Saint Production e MPM Management Productions, con il supporto dell’Ucsi – Unione Cattolica Stampa Italiana, Associazione Nazionale Papaboys, Unitre – Associazione Nazionale Università della Terza Età – Fiuggi, Pro Loco Fiuggi, DMO Alta Ciociaria ETS e la concessione della LEV – Libreria Editrice Vaticana – Dicastero per la Comunicazione. La regia è di Giancarlo Mici e il soggetto originale dello stesso Giancarlo e di Elena Tasso, I 4 giovani attori protagonisti: Stefano (Alessandro Marzia): promessa del calcio, fidanzato dolce e determinato. Perla (Noemi Petrangeli): attrice in erba con un sogno nel cuore. Anna (Valentina Giagnacovo): ballerina caparbia pronta a volare sul palco. Zeno (Federico Sardi de Letto): enigmatico e riflessivo, il filo conduttore di un mistero. Le voci degli SMS misteriosi sono interpretate da leggende come Paola Pitagora e Giuseppe Pambieri.

‘S. PER. AN. ZE. – Un futuro a 5G’ è dedicato a Papa Francesco e a Daniele Venturi, fondatore della rivista ‘Pensiero Settimanale’, ponte tra laici e non credenti, tra giovani e altre generazioni, punto di unione e accoglienza e anche fondatore e presidente dell’Associazione Nazionale Papaboys, prematuramente scomparso il 13 marzo 2025. È stato presentato al Nuovo Cinema Aquila – Roma, il 9 aprile 2025 mentre il 18 giugno scorso è stato presentato e consegnato al Santo Padre Papa Leone XIV. E’ stato inoltre presentato al Ecc.mo Pro-Prefetto S.E. Mons. Rino Fisichella, e successivamente al Vicario Generale per la Diocesi di Roma S.Em. Card. Baldassare Reina. Il 15 ottobre 2025 esce in streaming sul canale di Giancarlo Mici su YouTube. Il sito del cortometraggio: https://www.speranzeunfuturoa5g.it/

I palestinesi sfollati tornano a Gaza ma in molti non hanno più la casa, distrutta dai raid

Roma, 11 ott. (askanews) – Migliaia di palestinesi sfollati continuano a rientrare in una Gaza City devastata, nel secondo giorno di cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas: oggi ne sono arrivati 50mila, secondo la protezione civile. Molti sconvolti dalla distruzione, altri tirano invece un sospiro di sollievo nel trovare le proprie case ancora in piedi.

Approfittando del cessate il fuoco, Raja Salmi è tornata a piedi alla sua casa a Gaza City, dove settimane di bombardamenti israeliani e operazioni di terra hanno colpito aree ritenute rifugi di migliaia di combattenti di Hamas.

“Abbiamo camminato per ore, e ogni passo era pieno di paura e ansia per la mia casa”, ha raccontato Salmi alla France Presse. Quando è arrivata nel quartiere di Al-Rimal, ha trovato la sua casa distrutta. “Non esiste più. È solo un cumulo di macerie”, ha detto, “Sono rimasta lì davanti e ho pianto. Tutti quei ricordi ora sono solo polvere”. Il flusso di persone di ritorno continua, con il dato odierno diffuso dall’agenzia della protezione civile, un servizio di soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas.

“Questo porta il numero totale dei rientri a Gaza da ieri a circa 250mila finora”, ha affermato Mohammed Al-Mughayyir, un funzionario dell’agenzia.

Piantedosi: nei cortei Pro Pal ricomparsi vecchi nostalgici della lotta armata

Roma, 11 ott. (askanews) – “Tutto quello che sta dietro ad alcune scene e elementi” avvenute nelle manifestazioni pro Gaza degli ultimi giorni “sono al vaglio degli inquirenti, per capire se dietro ad alcune azioni apparentemente coordinate c’è una strategia unitaria o si è trattato di una costellazione di attivismo ed episodi non legati da un importante filo comune. Segnalo però che i nostri specialisti investigatori, da tempo, già dalle prime manifestazioni”, hanno appurato “la ricomparsa sullo scenario di alcuni vecchi nostalgici fautori della lotta armata, con nome e cognome, volti ben definiti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla festa del Foglio.

Per il titolare del Viminale “non significa che ora c’è il ritorno della lotta armata, ma testimonia che sul substrato delle grandi conflittualità, che storicamente si ripropongono, qualcuno vive la suggestione di impiantare la ricorrente passione per la lotta armata. E non ne fanno neanche mistero: ci sono stati documenti di alcuni gruppi”.

“Molto spesso non prendere subito nettamente le distanze, pur di non avere un comportamento concordato o di posizionamento analogo di quello di chi sta al governo, poi determina che di registrano gli effetti della sottovalutazione quando è troppo tardi. Facciamo in modo che non succeda come in quegli anni” e “non facciamo sottovalutazioni”, ha concluso il ministro.

Francia, Lecornu: nominerò un governo libero, senza figure prigioniere dei partiti

Roma, 11 ott. (askanews) – Sebastien Lecornu ha indicato di voler nominare “un governo libero”, composto da personalità “con sensibilità politiche, ma non prigioniere dei partiti”. Lo ha dichiarato lo stesso primo ministro francese, che ieri sera ha ottenuto il reincarico dal presidente Emmanuel Macron dopo le sue dimissioni.

Durante la sua visita al commissariato di L’Hay-les-Roses, comune francese situato nel dipartimento della Valle della Marna nella regione dell’Ile-de-France, Lecornu ha ribadito di non avere per se stesso “alcuna agenda” né “altra ambizione se non quella di uscire da questo momento”, che ha definito “abbastanza difficile per tutti”. “Farò il mio dovere e non sarò un problema”, ha ripetuto, ricordando di non essere “qui per fare la morale”, ma di non avere “l’impressione che ci siano molti candidati” disposti a prendere il posto a Matignon.

Affermando di “rispettare” la decisione del leader di Les Republicains, Bruno Retailleau, di non partecipare più al governo, ha promesso che “tutti i dibattiti sono possibili” riguardo alla riforma delle pensioni, di cui il Partito Socialista chiede la sospensione “completa e immediata”.

Giustizia, Amoroso: processo mediatico è una barbarie

Firenze, 11 ott. (askanews) – “Il processo mediatico è una barbarie e viola in concreto il principio di non colpevolezza”. Lo ha detto Giovanni Amoroso, presidente della Corte Costituzionale, intervistato alla festa del Foglio a Firenze. “E’ un appello” quello contro il processo mediatico che “possiamo fare oggi, a una festa dell’ottimismo (così si chiama la festa del Foglio, ndr), tutti insieme”, ha aggiunto Amoroso.

Parlando poi della riforma con la separazione delle carriere, il presidente della Consulta ha detto che “la distinzione tra l’attività del pm e quella del giudice si vede innanzitutto nel processo, soprattutto penale, il passaggio importante si è avuto nel nuovo processo e lì c’è stata una frizione tra Corte Costituzionale e Parlamento” che “si risolse con il nuovo articolo 111”.

Per Amoroso “c’è una separazione di carriere e non separazione di poteri, c’è la separazione del Csm che è destinato a raddoppiare”, “anche nella sua sezione disciplinare”.

“La democrazia si fonda sul principio della separazione dei poteri, quando l’equilibrio dei poteri comincia ad alterarsi allora c’è da preoccuparsi perché si può scivolare su forme che hanno tassi di democrazia inferiore. Attualmente non vedo questo spostamento dell’equilibrio dei poteri, che per essere allarmante dovrebbe essere verso l’Esecutivo. Non vedo questo scivolamento”, ha spiegato.

“Consideriamo anche che il nostro ordinamento, ed è un unicum nel mondo, prevede comunque la separazione dei poteri e un controllo giudiziario perché c’è la giustiziabilità dei conflitti tra poteri”, ha concluso.

Dazi, Fitto: non ci piacciono, ma definito miglior accordo possibile

Firenze, 11 ott. (askanews) – “La Commissione europea ha trattato sui dazi, rispetto ai quali bisogna avere un approccio molto concreto. Se la domanda se ci piacciono o meno i dazi, la risposta che non ci piacciono. In questa situazione la Commissione europea ha definito il miglior accordo possibile ed anche questo verificabile nel confronto con tutti gli altri accordi: va implementato ulteriormente e migliorato e mi sembra che su questa strada si stia facendo un buon lavoro”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, parlando con i giornalisti a margine della festa del Foglio in corso a Firenze.

Sulle dichiarazioni di Donald Trump relative ad eventuali prossimi dazi alla Cina, “mi consentirete di non esprimermi, diventa un po pi complesso farlo” ha concluso Fitto.

Tennis, clamoroso a Shanghai: Vacherot batte Djokovic ed è finale



Roma, 11 ott. (askanews) – Clamoroso a Shanghai, dove Valentin Vacherot, numero 204 del mondo e partito come alternate delle qualificazioni, vola in finale. E lo fa battendo il 24 volte campione Slam Novak Djokovic, quattro volte vincitore del Masters 1000 cinese e all’80^ semifinale in un Masters della carriera. 6-3, 6-4 i parziali per il 24enne monegasco, che ha sfruttato anche i tanti problemi fisici del serbo, non ultimo un guaio muscolare al gluteo. Vacherot, 204 del ranking, monegasco di passaporto, è il giocatore con la classifica più bassa a raggiungere la finale in un 1000. Domenica sfiderà uno tra Daniil Medvedev e… il cugino Arthur Rinderknech, 54 del mondo.

Toscana, sfida Giani-Tomasi tra incognita affluenza e echi nazionali

Firenze, 11 ott. (askanews) – Per il governatore uscente “non basta vincere, bisogna vincere bene”, per il sindaco outsider “il risultato non è già scritto e nessuna sfida è impossibile”. Con questi due viatici, pronunciati alla vigilia del voto rispettivamente dal presidente del Pd Stefano Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni all’indirizzo dei loro candidati, Eugenio Giani per il centrosinistra allargato al Movimento Cinquestelle e Alessandro Tomasi per il centrodestra si presentano agli oltre 3 milioni di elettori chiamati domani e lunedì a scegliere il nuovo presidente della Regione Toscana. In corsa c’è una terza candidata, Antonella Bundu, già consigliera comunale, per la lista di sinistra Toscana Rossa (che mette insieme Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile).

Il primo ostacolo che i candidati dovranno superare per compiere la loro missione – che sia vincere bene oppure vincere per la prima volta in una regione in cui la sinistra ha governato ininterrottamente dal 1970 – è l’astensione, la piaga della bassa affluenza al voto. Non a caso, l’ultimo appello sia a destra che a sinistra, è perché la gente vada a votare, non resti a casa.

“Io ho dato tutto, ho fatto il possibile, ora tocca a voi fare la rivoluzione” e non fidatevi “di sondaggi vecchi che fanno girare ora per scoraggiarvi”, avverte Tomasi dal palco di piazza San Lorenzo, dove Giorgia Meloni quasi lo rivendica come cosa sua (“lo conosco da tanti anni”). Dal teatro Cartiere Carrara, dove chiude la manifestazione con Elly Schlein, ma non ci sarà né una piazza né una foto unitaria con i leader del campo largo (tanto “la foto porta male”, osserva), Giani ne fa un fatto di orgoglio: “Bisogna portare la gente a votare domenica prossima. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere la Toscana, terra di libertà e di democrazia. Io voglio una Toscana che sta in vetta come partecipazione al voto”.

Le urne saranno aperte domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15: lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e proseguirà in serata. In “palio” ci sono, oltre alla poltrona di governatore, dai 23 ai 26 seggi per la maggioranza in Consiglio Regionale toscano e almeno 14 per l’opposizione. Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante), lo stesso numero del 2015 e 2020, quindici in meno rispetto al 2010 e ben venticinque in meno rispetto al 2005. Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

La sfida toscana ha, infine, il sapore agrodolce del terzo round, nella partita delle regionali d’autunno, che sulla carta dovrebbe confortare il campo largo dopo le due sconfitte consecutive nelle Marche e in Calabria. La proiezione di questa disputa elettorale sullo scacchiere nazionale è inevitabile: la Toscana è l’ennesima regione in cui il campo progressista si presenta unito – e in generale non è andata benissimo, al momento dieci a tre per il centrodestra che potrebbe diventare undici a sei a fine novembre -, ma con un rapporto complesso con i Cinquestelle, che hanno deciso di appoggiare Giani dopo una votazione della base degli iscritti, che, tuttavia, non ha sedato alcuni malumori e distinguo. Ma alla vigilia del voto – e nella popolare cornice della fiera di Scandicci – è trionfata l’armonia tra Giani e Giuseppe Conte che ha detto sicuro: “Vincere è d’obbligo”.

Qualche distinguo non è mancato nemmeno nel centrodestra per alcune frizioni tra Tomasi e il generale Vannacci della Lega. Matteo Salvini però ha minimizzato: nel centrodestra ci sono forze diverse, ma si sa stare insieme e governare insieme. Certo per la prima volta il centrodestra sembra crederci davvero nella possibilità di espugnare la Regione anche perché, come ha sottilmente osservato Meloni ieri, “il problema delle roccaforti è che poi non devi più dare risposte, gestisci il potere” e la gente “non è stupida”, “capisce molto di più di quello che la sinistra pensa”.

Tod’s, Della Valle: caporalato stupidaggine, fiducia in magistratura

Capri (Napoli), 11 ott. (askanews) – Grande fiducia nella magistratura, ma “dire che c’ del caporalato in mondi come i nostri una grossa stupidaggine”. Lo ha ribadito il patron di Tod’s, Diego Della Valle, intervenendo al 40esimo convegno dei Giovani di Confindustria a Capri, in relazione alla richiesta di amministrazione giudiziaria dell’azienda per sfruttamento colposo del caporalato avanzata dalla Procura di Milano.

“Quello che ribadisco – ha aggiunto – che non possiamo trattare con leggerezza temi che riguardano la dignit e la reputazione delle aziende, e non possiamo pensare che sia indolore qualsiasi cosa si dica, che si possa additare, nel mio caso a livello mondiale. Il mio invito ragionare e riflettere: abbiamo bisogno di una normativa che pur controllando qualsiasi cosa, capisca come questo mondo”.

“Venite a vedere le nostre aziende, organizziamo delle visite, guardate le aziende – ha proseguito Della Valle -. Le nostre aziende non sfruttano nessuno, il caporalato riguarda altri mondi non noi, offensivo. Io conosco tanti magistrati, gente in gamba, anche loro devono fare in modo che non scappino sulle fasce laterali dei ragazzi che si credono padroni del mondo. Io ho grande fiducia nella magistratura, e se qualcuno a volte esagera lo fa in buona fede”.

In Toscana sfida Giani-Tomasi tra l’incognita affluenza ed echi nazionali

Roma, 11 ott. (askanews) – Per il governatore uscente “non basta vincere, bisogna vincere bene”, per il sindaco outsider “il risultato non è già scritto e nessuna sfida è impossibile”. Con questi due viatici, pronunciati alla vigilia del voto rispettivamente dal presidente del Pd Stefano Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni all’indirizzo dei loro candidati, Eugenio Giani per il centrosinistra allargato al Movimento Cinquestelle e Alessandro Tomasi per il centrodestra si presentano agli oltre 3 milioni di elettori chiamati domani e lunedì a scegliere il nuovo presidente della Regione Toscana. In corsa c’è una terza candidata, Antonella Bundu, già consigliera comunale, per la lista di sinistra Toscana Rossa (che mette insieme Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile).

Il primo ostacolo che i candidati dovranno superare per compiere la loro missione – che sia vincere bene oppure vincere per la prima volta in una regione in cui la sinistra ha governato ininterrottamente dal 1970 – è l’astensione, la piaga della bassa affluenza al voto. Non a caso, l’ultimo appello sia a destra che a sinistra, è perché la gente vada a votare, non resti a casa. “Io ho dato tutto, ho fatto il possibile, ora tocca a voi fare la rivoluzione” e non fidatevi “di sondaggi vecchi che fanno girare ora per scoraggiarvi”, avverte Tomasi dal palco di piazza San Lorenzo, dove Giorgia Meloni quasi lo rivendica come cosa sua (“lo conosco da tanti anni”). Dal teatro Cartiere Carrara, dove chiude la manifestazione con Elly Schlein, ma non ci sarà né una piazza né una foto unitaria con i leader del campo largo (tanto “la foto porta male”, osserva), Giani ne fa un fatto di orgoglio: “Bisogna portare la gente a votare domenica prossima. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere la Toscana, terra di libertà e di democrazia. Io voglio una Toscana che sta in vetta come partecipazione al voto”.

Le urne saranno aperte domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15: lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e proseguirà in serata. In “palio” ci sono, oltre alla poltrona di governatore, dai 23 ai 26 seggi per la maggioranza in Consiglio Regionale toscano e almeno 14 per l’opposizione. Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante), lo stesso numero del 2015 e 2020, quindici in meno rispetto al 2010 e ben venticinque in meno rispetto al 2005. Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

La sfida toscana ha, infine, il sapore agrodolce del terzo round, nella partita delle regionali d’autunno, che sulla carta dovrebbe confortare il campo largo dopo le due sconfitte consecutive nelle Marche e in Calabria. La proiezione di questa disputa elettorale sullo scacchiere nazionale è inevitabile: la Toscana è l’ennesima regione in cui il campo progressista si presenta unito – e in generale non è andata benissimo, al momento dieci a tre per il centrodestra che potrebbe diventare undici a sei a fine novembre -, ma con un rapporto complesso con i Cinquestelle, che hanno deciso di appoggiare Giani dopo una votazione della base degli iscritti, che, tuttavia, non ha sedato alcuni malumori e distinguo. Ma alla vigilia del voto – e nella popolare cornice della fiera di Scandicci – è trionfata l’armonia tra Giani e Giuseppe Conte che ha detto sicuro: “Vincere è d’obbligo”.

Qualche distinguo non è mancato nemmeno nel centrodestra per alcune frizioni tra Tomasi e il generale Vannacci della Lega. Matteo Salvini però ha minimizzato: nel centrodestra ci sono forze diverse, ma si sa stare insieme e governare insieme. Certo per la prima volta il centrodestra sembra crederci davvero nella possibilità di espugnare la Regione anche perché, come ha sottilmente osservato Meloni ieri, “il problema delle roccaforti è che poi non devi più dare risposte, gestisci il potere” e la gente “non è stupida”, “capisce molto di più di quello che la sinistra pensa”.

Premio alla Divulgazione Musicale "Ezio Bosso", è boom d’iscritti

Roma, 11 ott. (askanews) – Entra nel vivo la prima edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso – 2025: ben 144 progetti da tutt’Italia con Associazioni, Scuole Statali, editori, Arci e Conservatori che hanno aderito da ben 63 province diverse. Una risposta di proporzioni inattese, giunta da tutto il territorio all’appello di Associazione Ezio Bosso, in collaborazione con Regione Puglia, per premiare ed incentivare la voglia di musica colta in Italia.

E l’Associazione ha rilanciato la sfida aggiungendo un quarto premio ai primi tre già finanziati da Regione Puglia.

Grandi e prestigiose associazioni concertistiche con decenni di esperienza alle spalle, piccole realtà giovani, città metropolitane, borghi, paesi, da Gorizia fino all’ultimo lembo di Sicilia: la prima edizione del Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso sta rivelando un’Italia inattesa e trasversale a qualsiasi classificazione, che considera la musica classica o “libera”, come imprescindibile strumento di conoscenza, benessere, crescita personale e sociale per bambini, anziani, malati, giovani, categorie fragili, famiglie, detenuti, extracomunitari in difficoltà; ma anche persone qualunque alla ricerca di dialogo, ascolto e sviluppo culturale attraverso l’unico mezzo che, come diceva Ezio, “connette cuore, cervello e pancia” in un batter d’ali.

Le regioni che hanno presentato più progetti sono: Lombardia, guidata da Milano; Lazio, trainato da Roma; Piemonte, Puglia e Emilia-Romagna, quindi Toscana e Veneto, ma stupisce soprattutto il gran numero di progetti provenienti dalle piccole province e dai borghi di campagna, a dimostrazione che l’Italia tutta e non solo i grandi centri, sente il bisogno di una capillare attività culturale musicale come alternativa ad un pericoloso e disgregante isolamento sociale, ancora più rischioso in epoca digitale.

E per premiare questa sorprendente voglia di musica intelligente, Associazione Ezio Bosso ha aggiunto un quarto premio di 2.000 euro ai tre già finanziati da Regione Puglia per un ammontare complessivo di 22.000 euro: il quarto riconoscimento, affidato al pubblico, verrà assegnato tramite voto diretto online sul sito dell’Associazione, dove si potrà scegliere tra i venti progetti finalisti stabiliti dal voto del Comitato Scientifico presieduto da Michele dall’Ongaro. Le votazioni verranno aperte il giorno 7 novembre e si chiuderanno il giorno 14 novembre. Tutte le fasi di voto, sia del comitato scientifico sia del pubblico, verranno certificate da notaio e i risultati saranno resi noti a dicembre 2025 contestualmente alla consegna dei premi in denaro.

Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso nasce per iniziativa dell’Associazione Ezio Bosso in collaborazione con Regione Puglia e Puglia Culture, dopo che il marchio Buxus degli eredi Bosso ha completato il percorso di pubblicazione dei suoi testi inediti, musicali e non. Il Premio è inteso dall’Associazione come strumento attivo per rendere sempre più vivo e socialmente incisivo il pensiero del grande musicista torinese quale lascito collettivo al suo paese.

Grande soddisfazione per l’iniziativa ha espresso Michele dall’Ongaro, Presidente del Comitato Scientifico del Premio: “Se c’è una cosa che Ezio Bosso ci ha insegnato è che la musica parla a tutti e tutti hanno diritto di godere della bellezza e della forza che ne scaturiscono. Il Premio ha lo scopo di dare una mano a chi lavora perché queste energie siano condivise e diffuse nel modo più capillare nel nostro Paese così come Bosso ha fatto con slancio incessante e passione contagiosa”.

Ue, Mattarella: auguro veloce ingresso Macedonia Nord e Moldova

Venezia, 11 ott. (askanews) – “Mi auguro un veloce ingresso della Macedonia del Nord e della Moldova nell’Unione europea. L’Italia è pienamente di questo avviso e il nostro Governo è su questa linea”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 35esimo anniversario della Commissione di Venezia.

All’evento sono presenti anche la presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, e la presidente della Repubblica di Macedonia del Nord, Gordana Siljanovska-Davkova.

“Non faccio che ripetere che il tempo è pienamente maturo per questo ingresso” ha concluso Mattarella.

Decine di migliaia di palestinesi sulla strada costiera della Striscia di Gaza per tornare a acasa

Roma, 11 ott. (askanews) – L’annuncio dell’entrata in vigore del cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas ha spinto migliaia di palestinesi a riversarsi sulla strada costiera della Striscia di Gaza, a piedi, in bicicletta, in camion o in carretto, diretti a nord, mentre altri sono tornati alle rovine delle loro case a Khan Younis, nel sud dell’enclave palestinese. Secondo la protezione civile locale, citata dall’agenzia di stampa France Presse (Afp), venerdì “circa 200mila persone” sono tornate alle loro case nella Striscia di Gaza settentrionale.

“Torniamo a casa nonostante la distruzione, l’assedio e il dolore. Siamo felici anche se torniamo alle rovine”, ha raccontato Amir Abu Iyadeh, 32 anni, alla France Presse prima di tornare dall’enclave. Ma per molti di coloro che sono già tornati, la dura realtà della situazione è diventata subito evidente. “I danni sono immensi e indescrivibili; quasi tutto è in rovina e inabitabile”, ha detto all’agenzia di stampa Reuters Muhannad al Shawaf, un residente di Khan Younis, sottolineando che prima gli ci volevano tre minuti per raggiungere una strada vicina. Ora gli ci vuole più di un’ora per farsi strada tra le macerie. “Le risate sono scomparse e le lacrime si sono asciugate. La gente di Gaza è persa, come morti viventi in cerca di un futuro lontano”, ha detto Mustafa Ibrahim, un difensore dei diritti umani di Gaza City che ha trovato rifugio a Deir al Balah.

Quasi tutti i 2,2 milioni di abitanti di Gaza sono stati sfollati durante due anni di guerra che hanno ucciso decine di migliaia di persone e ridotto vaste aree in rovina. In tutta la Striscia di Gaza, i soccorritori hanno approfittato del cessate il fuoco di venerdì per cercare tra le macerie. “Soltanto a Gaza City, 63 corpi sono stati recuperati e trasportati in ospedale”, ha detto Mahmoud Bassal, portavoce della Protezione Civile.

Incendio nella notte in un appartamento nel Milanese: tre morti

Roma, 11 ott. (askanews) – Tre persone – padre, madre e figlio, rispettivamente 88, 85 e 45 anni – sono morte per un incendio divampato la scorsa notte in un appartamento a Cornaredo (Milano), in via Cairoli.

Sul posto i vigili del fuoco, che hanno evacuato dallo stabile 40 residenti.Otto persone risultano ferite non gravi e trasportate dal 118 in ospedale, come sono rimasti leggermente feriti anche tre vigili del fuoco. In corso gli accertamenti di carabinieri e Procura per determinare le cause del rogo.

Truppe Usa arrivano in Israele per supervisionare il cessate-il-fuoco a Gaza

Roma, 11 ott. (askanews) – Le truppe statunitensi hanno iniziato ad arrivare in Israele durante la notte, nell’ambito di una forza che contribuirà a supervisionare il cessate-il-fuoco a Gaza. Lo ha riportato ABC News.

L’emittente, che cita due funzionari, ha affermato che la squadra di 200 uomini arriverà nel fine settimana, in aereo dagli Stati Uniti e da altre basi in Medio Oriente.

L’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale (Centcom) delle forze armate statunitensi, è arrivato ieri in Israele. I funzionari hanno affermato che il personale statunitense avrebbe dovuto contribuire alla creazione di un centro di controllo congiunto e poi integrare tutte le altre forze di sicurezza che entreranno a Gaza, contribuendo a mantenere i contatti con le Idf (Forze di Difesa israeliane).

Alcuni funzionari militari egiziani, qatarioti, turchi e probabilmente emiratini saranno integrati nella squadra, che dovrebbe essere di stanza in Egitto. I funzionari hanno affermato che non è previsto l’ingresso di truppe statunitensi a Gaza.

Le ceramiche di Lucio Fontana, la manualit dell’avanguardia

Venezia, 11 ott. (askanews) – Un Lucio Fontana diverso, meno concettuale e pi legato alla materia, ma sempre capace di creare opere intense e affascinanti, che forse non sono state mai abbastanza considerate. La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica una mostra alle opere in ceramica dell’artista italo-argentino, significativamente intitolata “Mani-Fattura”.

“Noi conosciamo Fontana di solito per i suoi tagli, per quel gesto autoritario, maschile, molto sicuro di s – ha spiegato ad askanews Sharon Hecker, curatrice dell’esposizione -. Questa mostra vuole far vedere un altro Fontana, un Fontana pi intimo, pi in relazione con la creta, con il materiale, con le tecniche, pi in sintonia con gli artigiani di Albisola dove lavorava e grande sperimentatore”.

La sperimentazione, appunto, forse l’elemento che si coglie maggiormente nei lavori esposti, insieme a una vocazione sempre evidente per l’avanguardia. Un aspetto, questo, che alimenta il dialogo con la collezione del museo veneziano. “Questa mostra – ha aggiunto la direttrice della Peggy Guggenheim, Karole P.B. Vail – rientra nel programma che abbiamo ormai da un po’ di anni di organizzare mostre su artisti italiani del dopoguerra, come per esempio Tancredi, Edmondo Bacci, pi recentemente Marina Apollonio. Per bisogna anche ricordarsi che anni fa avevamo fatto una mostra di Lucio Fontana intorno alle sue opere di New York e Venezia e quindi ci sembrava anche doveroso approfondire un aspetto praticamente sconosciuto, appunto le ceramiche di Fontana”.

Esposte circa settanta opere, alcune delle quali mai viste prima, provenienti da collezioni pubbliche e private, che mettono in risalto la visione scultorea di Fontana attraverso un materiale come la creta. E la sua lezione resta di grande attualit. “Abbiamo tanti sperimentatori in ceramica nell’arte contemporanea – ha detto ancora Sharon Hecker – che ci permettono di tornare indietro e rivalutare il livello di sperimentazione che c’ in queste ceramiche, anche a livello di superficie, lo vedrete in mostra, ogni opera un’opera diversa”.

Tra un meraviglioso coccodrillo e dei concetti spaziali che sono dei piccoli capolavori, l’esposizione racconta una storia tremendamente affascinante, che ci riporta anche alla dimensione concreta dell’arte. “Un’altra cosa importante che bisogna ricordare che tanti artisti amano molto lavorare con le mani – ha concluso Karole Vail – e questa mostra proprio dedicata alla manualit, al fare, allo sporcarsi le mani”.

In mostra anche presentato un cortometraggio inedito, “Le ceramiche di Lucio Fontana a Milano,” appositamente commissionato e realizzato dal regista argentino Felipe Sanguinetti. Concepito come parte integrante del percorso espositivo, il film conduce il pubblico in un viaggio cinematografico attraverso diversi luoghi della citt lombarda.

Fabrizio Moro torna in tour nel 2026 con brani dalle origini a oggi

Milano, 1 ott. (askanews) – Fabrizio Moro torna in tour nel 2026 con Non ho paura di niente live 2026! Il tour prenderà il via con un’anteprima il 2 maggio 2026 al Palazzo dello Sport di Roma e proseguirà poi da ottobre 2026 nei principali club italiani.

In scaletta non mancheranno le canzoni che, dagli esordi fino ad oggi, hanno segnato il suo percorso artistico e, per la prima volta, i brani che saranno contenuti nel suo nuovo album di inediti “Non ho paura di niente” (BMG), in uscita il 14 novembre. Questo il calendario con le date del tour Non ho paura di niente live 2026, prodotto e organizzato da Friends&Partners: 2 maggio 2026 – Roma – Palazzo dello Sport 23 ottobre 2026 – Padova – Hall 24 ottobre 2026 – Senigallia (Ancona) – Mamamia 28 ottobre 2026 – Milano – Fabrique 31 ottobre 2026 – Venaria Reale (Torino) – Concordia 6 novembre 2026 – Firenze – Cartiere Carrara 7 novembre 2026 – Bologna – Estragon 12 novembre 2026 – Napoli – Casa della Musica 13 novembre 2026 – Molfetta (Bari) – Eremo Club 15 novembre 2026 – Catania – Land

I biglietti già disponibili su Ticketone e punti vendita abituali.

Anticipato da “In un mondo di stronzi” e dalla titletrack, “Non ho paura di niente” è il 10° album in studio della carriera di Fabrizio Moro, con 9 nuovi brani caratterizzati da testi introspettivi e attuali, in cui la dimensione intima si intreccia con una visione collettiva.

L’album sarà disponibile solo in formato fisico, in CD, in vinile, in vinile deluxe green purple edizione limitata e numerata e in musicassetta.

Sold-out il Bundle contenente la musicassetta del nuovo album, una shopper e un poster, in pre-order in esclusiva sullo store ufficiale BMG.

Chi ha acquistato il Bundle potrà partecipare al pre-ascolto esclusivo dell’album che si terrà il 25 ottobre a Roma.

La shopper e il poster verranno consegnate durante l’evento. La musicassetta, invece, verrà spedita a partire dal 14 novembre, data di uscita dell’album.

Tajani: Italia e Usa lavorano insieme per attuazione piano Trump

Roma, 11 ott. (askanews) – Italia e Stati Uniti lavorano “insieme per una rapida attuazione del piano di pace del presidente (Donald) Trump” in Medio Oriente. Lo ha sottolineato su X il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che nel suo post ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con l’omologo americano Marco Rubio.

“Ho avuto una lunga telefonata con il Segretario di Stato americano Rubio”, ha scritto il ministro degli Esteri italiano sul social network, “Un confronto sul cessate il fuoco a Gaza. Lavoriamo insieme per una rapida attuazione del Piano di Pace del presidente Trump, che prevede anche un pronto ritorno a casa degli ostaggi. Mi sono congratulato per l’efficacia dell’azione americana, un grande successo politico e diplomatico”.

“L’Italia”, ha assicurato il vice presidente del Consiglio, “continuerà nel suo impegno umanitario per assistere la popolazione palestinese e lavorerà per garantire la sicurezza di Israele. Il governo italiano sarà pienamente impegnato al fianco degli Stati Uniti e degli altri partner europei e regionali per contribuire a creare le giuste condizioni di stabilità. Siamo pronti a partecipare con i nostri militari ad una missione di pace e sicurezza, con le nostre imprese a ricostruire Gaza partendo da scuole e ospedali”.

Emma annuncia il suo ritorno live con due grandi concerti

Milano, 11 ott. (askanews) – Dopo l’uscita del nuovo singolo “Brutta Storia”, Emma annuncia il suo ritorno alla dimensione live con due grandi concerti previsti in estate 2026 nelle città di Roma e Milano, che segnano una nuova ed emozionante tappa della sua carriera.

Per la prima volta Emma si esibirà sul palco dell’Ippodromo: 2 luglio 2026 – Ippodromo delle Capannelle – Roma (Rock in Roma) 9 settembre 2026 – Ippodromo Snai San Siro – Milano (Milano Summer Festival)

I biglietti per entrambe le date saranno disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita abituali a partire dalle ore 18:00 di domani, venerdì 10 ottobre.

Due show esclusivi, due notti di musica, energia e connessione pura con il suo pubblico. Un’occasione irripetibile per vivere l’intensità di Emma in una veste inedita. Con questi appuntamenti speciali, Emma inaugura una nuova fase della sua attività live, portando sul palco tutta la sua grinta, il nuovo sound e la potenza del suo repertorio, per un’esperienza unica.

È attualmente in radio il nuovo singolo “Brutta Storia”, prodotto da Juli. La canzone, dal sound pop contemporaneo con sfumature cantautorali, arriva in modo immediato e mette ancora una volta in risalto la nuova vocalità dell’artista, che ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la sua autenticità.

Il brano porta la firma di Emma, Federico Olivieri e Paolo Antonacci, con la produzione di Juli (Julien Boverod), che ne ha curato anche la composizione insieme a Federico Olivieri e Paolo Antonacci.

Disponibile anche il video del brano, diretto da Bogdan “Chilldays” Plakov e prodotto da Borotalco.tv.

La prima vittima a morire in guerra è la verità. Parola di Eschilo

UnEuropa disunita davanti alla guerra

Sono trascorsi oltre 1300 giorni dall’invasione armata dell’Ucraina da parte della Russia e – a parte le 19 sanzioni comminate dall’U.E. all’aggressore (peraltro mai illustrate nei dettagli e negli auspicati esiti) e il progressivo disimpegno di Trump dal massacro in atto con tutti gli impliciti e le evidenze del caso – le istituzioni politiche del mondo occidentale hanno reagito con sostegni militari non risolutivi del conflitto e ora i Paesi dell’U.E. stanno prendendo atto delle vere intenzioni di Putin che provoca e minaccia con presìdi dei territori e dei confini, con sorvoli aerei e incursioni di droni.

Le prese di posizione, nonostante una pletora di incontri mai drasticamente risolutivi (nemmeno nella considerazione dell’ipotesi di sospendere le acquisizioni dalla Russia di gas e petrolio, una scelta che avrebbe sferrato un duro colpo all’economia di Mosca), sono state una polifonia stonata per intensità differenti, indisponibilità ad azioni unitarie, dissonanti prese di posizione: in estrema sintesi un bailamme ben descritto da Mario Draghi come “evaporazione ed evanescenza” di una visione sostanzialmente acefala.

Indifferenza e disinformazione

Di converso è cresciuta nella pubblica opinione una sorta di indifferenza mista a insofferenza per il protrarsi del conflitto che – in misure diverse – ha sottratto risorse ed energie alle economie nazionali. Se la guerra in Ucraina durerà a lungo – perché la premessa dirimente è l’indisponibilità di Putin ad un accordo di pace – i soldati di un esercito europeo che un domani dovesse fronteggiare un’avanzata russa in Europa (che non è fantascienza) probabilmente non hanno ancora prestato il servizio militare nel proprio Paese.

Di converso cresce in modo allarmante l’infiltrazione filoputiniana in Europa e in Italia in particolare: ne scriveva un anno fa Alessandro Barbano sul Riformista citando la sistematica falsificazione della Storia nei libri di testo: Putin voleva liberare Kyiv dai nazisti, cacciare Zelensky e mettere al suo posto “gente per bene”, riprendersi i territori asseritamente russofoni e difendersi dalle provocazioni della NATO.

Ne scrive in questi giorni Angelo Allegri su Il Giornale, illustrando la sistematica mistificazione dei fatti e della loro storia nella sola narrativa ammessa dal Cremlino nell’unico libro di testo in uso nelle scuole russe: “Stalin grande leader, Ucraina nazista, Gorbaciov ingenuo, a Kyiv criminali di guerra e bande neonaziste che si sono impadronite del potere per dotare l’Ucraina di armi nucleari. Sarebbe stata la fine della civiltà e non era possibile permetterlo”, conclude il libro. “Da qui la necessità dell’operazione speciale avviata da Putin”.

Linedita convergenza tra opposti populismi

Non stupisce più di tanto il proselitismo di cui ha fatto incetta la dottrina rascista – con ogni mezzo di propaganda e campagna acquisti – nelle forze politiche di estrema destra e di estrema sinistra europee, fomentando e sovvenzionando la falsificazione della realtà. Sorprende invece questa strana convergenza tra opposti populismi che si riscontra nelle invettive politiche e nella mistificazione di certo giornalismo.

Ancor di più emergono sentimenti di dubbio, negazionismo, disimpegno etico e culturale in larga parte dell’immaginario collettivo che sta bilanciando colpe e responsabilità in parti quasi uguali tra aggressori ed aggrediti: una distinzione che non vale più, offuscata dalla nebbia del qualunquismo e vanificata dalla lunghezza irrisolta del conflitto di cui non si vedono esiti positivi.

Due guerre, due misure

Nessuno è sceso in piazza a manifestare – a parte qualche mesto sventolio di bandiere della comunità ucraina in Italia – non ci sono stati cortei, devastazioni, atti di teppismo, scontri con le forze dell’ordine, non sono state bruciate bandiere o foto di leader politici, imbrattati muri, distrutti manufatti, invase le stazioni ferroviarie, lanciate bombe carta, messe in atto aggressioni fisiche.

Nessuna Flottilla è partita via terra o via mare per testimoniare vicinanza alla popolazione ucraina massacrata ogni giorno dai bombardamenti, privata della luce elettrica e dell’acqua; nessuna comprensione è stata espressa verso i bambini uccisi o rapiti e portati in Siberia, nessuna pietà per le famiglie distrutte e rimaste senza casa, per gli ospedali messi a ferro e fuoco, i centri commerciali ridotti a carneficina, le centrali nucleari prese di mira con pericoli catastrofici, in un contesto che ricorda l’olocausto dell’Holodomor.

Se lo chiede Ezio Mauro in uno splendido articolo su Repubblica: “Perché il blocco di opinione che prende nettamente posizione su Gaza e condanna il governo di Netanyahu, non sente il dovere di compattarsi nella denuncia dell’aggressione russa all’Ucraina?” […] “Come può la coscienza pubblica risvegliarsi in Medio Oriente con una chiara attribuzione di responsabilità a Israele (che però deve accompagnarsi alla richiesta di liberazione degli ostaggi da parte di Hamas) e confondersi a Kyiv, arenandosi nel Donbass?”.

Verità negate e lezioni dimenticate

L’iniziativa umanitaria è comprensibile, ma anche ad essa va applicato il criterio della proporzionalità delle azioni, specie se alimenta rigurgiti antisemiti, odio per gli ebrei e non condanna il comportamento criminale di Hamas ma finisce per giustificarlo o ignorarlo.

Il timore è che la risposta nasconda verità inconfessabili, dettate da deliberate manipolazioni nei disegni politici e suscettibili di previsioni ancor più miserabili e catastrofiche che ci ricordano che la Storia del ’900 non l’abbiamo imparata abbastanza.

Una tregua che sa di pace o una pace che sa di tregua?

La vera domanda che oggi tutto il mondo si pone è una sola. E cioè, il 9 ottobre 2025 sarà ricordato come una data storica? Da ricordare nei libri di testo? Da incorniciare nella millenaria disputa del Medio Oriente? Oppure, e dopo l’ufficialità di un accordo di pace che resta, comunque sia, di straordinaria importanza — è sufficiente registrare l’euforia dei due popoli direttamente interessati e coinvolti per rendersene conto — si riduce ad essere poco più di una tregua?

 

Il ruolo decisivo degli Stati Uniti

Ad oggi possiamo solo ipotizzare alcuni elementi oggettivi che non possono e non debbono, però, essere sottaciuti. Per onestà intellettuale, innanzitutto.

In primo luogo, il ruolo decisivo, determinante e centrale dell’Amministrazione americana guidata dall’attuale Presidente Trump. E questo al di là e al di fuori del profilo, dello stile e della stessa estemporaneità od approssimazione del progetto politico dell’attuale leadership statunitense.

Il coinvolgimento del mondo arabo

In secondo luogo, il coinvolgimento dei principali paesi arabi nell’operazione di pace. Con l’eccezione dell’Iran che, non a caso, è un paese radicalmente dispotico, illiberale, dittatoriale e storicamente finanziatore del terrorismo internazionale — a cominciare dai terroristi di Hamas.

Inoltre, guardando al futuro politico di quello Stato, va segnalato il progressivo indebolimento della destra più reazionaria, antidemocratica, illiberale e integralista del governo israeliano.

Un accordo di pace che potrebbe mettere definitivamente in un angolo quei settori della destra israeliana che sono stati decisivi nel massacro compiuto in Palestina in questi ultimi mesi dopo l’atto terroristico di Hamas — disumano, disastroso e incommentabile — del 7 ottobre.

Il silenzio dellEuropa e la sfida della stabilità

Infine, e purtroppo non possiamo non sottolinearlo, l’assenza — almeno sino ad oggi — di un’iniziativa politica forte e incisiva dell’Europa.

Un’assenza che purtroppo ha pesato in questi ultimi tempi, ma che può d’ora in poi dare un contributo altrettanto decisivo per una stabilità politica nell’area mediterranea e per una pace duratura ed efficace nella regione medio-orientale.

Ecco perché l’accordo che si prospetta attorno ai venti punti stilati dall’Amministrazione americana e condivisi con il resto del mondo arabo, insieme ai paesi che partecipano a quella operazione democratica e di riassetto globale di un’intera area al centro di violenze disumane, scontri tra etnie, guerre di religione e atavici conflitti, va incoraggiato e assecondato.

E speriamo che anche nel nostro Paese, senza piegare il tutto ad una polemica politica violenta e del tutto strumentale, d’ora in poi prevalgano il buonsenso, la razionalità, la cultura di governo e una forte e seria maturità democratica da parte delle varie forze politiche.

Speriamo — anche se, purtroppo, le avvisaglie che arrivano non sono così promettenti. Ma questi, se non altro e per fortuna, appartengono solo alla meschinità della politica, e non alle grandi pagine storiche che auspichiamo si aprano, finalmente, anche nel Medio Oriente.

Il Concilio Vaticano II, un seme che continua a germogliare

L’11 ottobre 1962 san Giovanni XXIII apriva il Concilio Vaticano II. Non fu soltanto l’inizio di un’assemblea, ma l’irrompere di un tempo nuovo: la Chiesa si scopriva chiamata a ritornare alle sorgenti del Vangelo per rispondere con fedeltà e coraggio alle domande degli uomini e delle donne del suo tempo.

Da quell’assise scaturirono parole che ancora oggi guidano il cammino: la liturgia che torna ad essere respiro del Popolo di Dio (Sacrosanctum Concilium); la Chiesa che si riconosce mistero di comunione e Popolo di Dio (Lumen Gentium); la Scrittura restituita al cuore della vita cristiana (Dei Verbum); il dialogo aperto con il mondo contemporaneo, con le sue luci e le sue ferite (Gaudium et Spes). Sono costituzioni che non appartengono al passato, ma al presente: luci che continuano a orientare il cammino della comunità credente.

E tuttavia il Concilio non fu soltanto dottrina. Fu soprattutto un respiro dello Spirito che dilatava gli orizzonti: cercare l’unità con gli altri cristiani, aprirsi al dialogo con le religioni, incontrare ogni uomo e ogni donna nella dignità che li abita. Unitatis Redintegratio e Nostra Aetate segnarono la strada di una Chiesa che non teme di uscire da sé stessa, per camminare accanto a tutta l’umanità.

Il Concilio resta così seme che germoglia: ci ricorda che ogni battezzato è chiamato alla santità, che la comunità vive di corresponsabilità e di missione, che la Parola di Dio è lampada e luce per ogni tempo. Sono orizzonti ancora aperti, che attendono di essere percorsi con coraggio e fiducia.

Quest’anno l’anniversario si illumina di un segno speciale: papa Leone XIV invita a recitare ogni giorno di ottobre il Rosario per la pace, con un momento particolare proprio l’11 ottobre, in Piazza San Pietro. La memoria del Concilio si unisce così alla preghiera mariana, perché la Chiesa, che nel Concilio ha scelto di aprirsi al mondo, oggi impari da Maria a guardare il mondo con gli occhi di Cristo.

Il Rosario, grano dopo grano, diventa pellegrinaggio interiore: ci educa a contemplare i misteri della vita del Signore, a lasciarci guidare dalla fede umile di Maria, a invocare la pace in un tempo segnato da troppi conflitti. È una preghiera semplice e insieme profonda, che porta nei cuori lo stesso desiderio che animò i Padri conciliari: costruire unità, seminare speranza, aprire cammini di riconciliazione.

Così, l’11 ottobre — memoria di san Giovanni XXIII e anniversario dell’apertura del Concilio — non è soltanto un ricordo. È un invito a rinnovare il nostro “sì” allo Spirito che continua a guidare la Chiesa, a lasciarci sorprendere dalla forza del Vangelo, a camminare come popolo di Dio in un mondo che attende segni di fraternità e di pace.

Crisi delle democrazie e populismi europei: l’analisi di Camille Chenaux

L’ascesa dei populismi riflette un profondo cambiamento nel panorama politico, influenzato da fattori economici, sociali e culturali. Come sappiamo, i leader populisti riescono a capitalizzare la rabbia e il malcontento degli elettori, promettendo di difendere gli interessi nazionali contro le influenze esterne. La loro crescita impetuosa rappresenta una sfida significativa per le democrazie occidentali, richiedendo una riflessione critica sulle cause (remote e prossime) e sulle possibili risposte a questo fenomeno.


Il populismo come sintomo della crisi dello Stato-nazione

Un’occasione è offerta dal volume della giovane politologa Camille Chenaux (“Crisi dello Stato-nazione e populismi europei”, Carocci editore), che illustra come il populismo abbia ridisegnato, in pochi anni, la grammatica e la sintassi politica del continente europeo.

Il partito o movimento di stampo populista è presente nello scenario politico europeo almeno dalla metà del Novecento: basti pensare al Fronte dell’Uomo Qualunque in Italia (fondato da Guglielmo Giannini nel 1946) o alla Unione Democratica di Centro, tuttora attiva in Svizzera.

Il volume di Chenaux delinea l’ascesa dei populismi in Europa partendo da quattro fratture — politica, culturale, economica e sociale — sulle quali si reggono oggi i sistemi politici, dimostrando come alla base del populismo vi sia, anzitutto, una crisi dello Stato-nazione.

I casi emblematici di Italia e Germania

I movimenti e i partiti populisti, infatti, contraddicono i principi dello Stato-nazione: accusano le istituzioni democratiche di “usurpare” il potere, ignorano le garanzie costituzionali e i check and balances, ossia i meccanismi politico-istituzionali che limitano reciprocamente i poteri dello Stato.

In Italia, le elezioni politiche del 2018 hanno rappresentato un vero “laboratorio populista”, con la formazione del governo “giallo-verde” guidato da Giuseppe Conte, poi trasformatosi in “giallo-rosso”.

In Germania, invece, la lunga stagione di Angela Merkel (2005–2021) ha consolidato il modello economico nazionale ma anche acuito fratture tra Est e Ovest, alimentando il risentimento che ha favorito l’ascesa di Alternative für Deutschland (AfD), oggi primo partito nei sondaggi davanti a SPD e CDU-CSU del cancelliere Friedrich Merz.

Come uscire dalla morsa populista

Un possibile antidoto per ridurre l’influenza dei movimenti populisti è il rafforzamento delle istituzioni, la promozione della trasparenza e la partecipazione attiva dei cittadini al voto.

Considerando che circa il 50% degli aventi diritto non si reca più alle urne, chiunque venga eletto è ormai espressione di una minoranza.

Per saperne di più

Camille Chenaux, politologa italo-svizzera, ha conseguito il dottorato di ricerca in Relazioni internazionali all’Università di Roma Tre (2022) e insegna Contemporary Italian Politics e Italy and EU presso lo IES Abroad di Roma.

Sul profilo Instagram dell’autrice (@thesportymind) sono disponibili le video-interviste con Paolo Mieli dedicate ai temi del volume.

Trump contro la Cina: i dazi aumentano del 100 per cento da novembre

Roma, 10 ott. (askanews) – Si riaccende la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il presidente Usa Donald Trump, in un durissimo post su Truth, annuncia un aumento del 100 per cento dei dazi applicati finora nei confronti delle importazioni da Pechiono. “Si è appena appreso – scrive l’inquilino della Casa Bianca – che la Cina ha assunto una posizione straordinariamente aggressiva in materia di commercio, inviando una lettera estremamente ostile al mondo, in cui afferma che, a partire dal 1° novembre 2025, imporrà controlli sulle esportazioni su larga scala praticamente su tutti i prodotti che produce, e su alcuni nemmeno fabbricati da loro. Ciò riguarda TUTTI i Paesi, senza eccezioni, ed è stato ovviamente un piano da loro ideato anni fa. È assolutamente inaudito nel commercio internazionale e una vergogna morale nei rapporti con altre nazioni”.

“In base al fatto che la Cina ha assunto questa posizione senza precedenti, e parlando solo a nome degli Stati Uniti e non di altre nazioni che sono state minacciate in modo simile, a partire dal 1° novembre 2025 (o prima, a seconda di eventuali ulteriori azioni o cambiamenti intrapresi dalla Cina), gli Stati Uniti d’America – annuncia Trump – imporranno alla Cina una tariffa del 100%, in aggiunta a qualsiasi tariffa attualmente applicata. Sempre il 1° novembre, imporremo controlli sulle esportazioni su tutti i software critici”.

“Era impossibile credere che la Cina avrebbe preso una simile decisione, ma l’ha fatto, e il resto è storia. Grazie per l’attenzione!”, conclude il post del presidente statunitense sul suo social Truth.

Dazi, Trump: da novembre aumento del 100 per 100 tariffe alla Cina

Roma, 10 ott. (askanews) – Si riaccende la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il presidente Usa Donald Trump, in un durissimo post su Truth, annuncia un aumento del 100 per cento dei dazi applicati finora nei confronti delle importazioni da Pechiono. “Si è appena appreso – scrive l’inquilino della Casa Bianca – che la Cina ha assunto una posizione straordinariamente aggressiva in materia di commercio, inviando una lettera estremamente ostile al mondo, in cui afferma che, a partire dal 1° novembre 2025, imporrà controlli sulle esportazioni su larga scala praticamente su tutti i prodotti che produce, e su alcuni nemmeno fabbricati da loro. Ciò riguarda TUTTI i Paesi, senza eccezioni, ed è stato ovviamente un piano da loro ideato anni fa. È assolutamente inaudito nel commercio internazionale e una vergogna morale nei rapporti con altre nazioni”.

“In base al fatto che la Cina ha assunto questa posizione senza precedenti, e parlando solo a nome degli Stati Uniti e non di altre nazioni che sono state minacciate in modo simile, a partire dal 1° novembre 2025 (o prima, a seconda di eventuali ulteriori azioni o cambiamenti intrapresi dalla Cina), gli Stati Uniti d’America – annuncia Trump – imporranno alla Cina una tariffa del 100%, in aggiunta a qualsiasi tariffa attualmente applicata. Sempre il 1° novembre, imporremo controlli sulle esportazioni su tutti i software critici”.

“Era impossibile credere che la Cina avrebbe preso una simile decisione, ma l’ha fatto, e il resto è storia. Grazie per l’attenzione!”, conclude il post del presidente statunitense sul suo social Truth.

Italia incassa conferma del rating S&P a BBB+, con outlook stabile

Roma, 10 ott. (askanews) – L’agenzia S&P ha confermato sull’Italia il rating BBB+ e, come riporta un aggiornamento sul suo portale web delle valutazioni sulla Penisola, ha mantenuto anche l’outlook stabile, come aveva deciso lo scorso 11 aprile.

La decisione giunge dopo che lo scorso 19 settembre l’Italia era stata promossa da un’altra agenzia, Fitch anche in questo caso al rating BBB+.

Ora l’ultimo “ostacolo” per le valutazioni di affidabilità creditizia da parte delle maggiori agenzie internazionali sarà l’appuntamento con Moody’s, calendarizzato per il 21 novembre.

In questo caso il rating assegnato alla Penisola è più basso: Baa3, l’ultimo livello al di sotto del quale si finisce nella categoria dei titoli ritenuti “speculativi”, quelli meno affidabili (junk bond, in gergo). Tuttavia qui potrebbe verificarsi un nuovo progresso positivo per l’Italia, dato che Moody’s aveva messo l’outlook positivo sulla sua valutazione.

E dall’ultimo aggiornamento che aveva effettuato, il 23 maggio, il quadro delle finanze pubbliche tricolore appare migliorato, dato che ora il governo prevede il ritorno del deficit del bilancio alla soglia limite del 3% del Pil – quella prevista dal Patto di stabilità e di crescita dell’Unione europea – già da quest’anno. Questo consentirebbe al Belpaese di uscire con un anno di anticipo anche dalla procedura per deficit eccessivo della Commissione europea. (fonte immagine: MEF).

Italia incassa conferma rating S&P a BBB+ con outlook stabile

Roma, 10 ott. (askanews) – L’agenzia S&P ha confermato sull’Italia il rating BBB+ e, come riporta un aggiornamento sul suo portale web delle valutazioni sulla Penisola, ha mantenuto anche l’outlook stabile, come aveva deciso lo scorso 11 aprile.

La decisione giunge dopo che lo scorso 19 settembre l’Italia era stata promossa da un’altra agenzia, Fitch anche in questo caso al rating BBB+.

Ora l’ultimo “ostacolo” per le valutazioni di affidabilità creditizia da parte delle maggiori agenzie internazionali sarà l’appuntamento con Moody’s, calendarizzato per il 21 novembre.

In questo caso il rating assegnato alla Penisola è più basso: Baa3, l’ultimo livello al di sotto del quale si finisce nella categoria dei titoli ritenuti “speculativi”, quelli meno affidabili (junk bond, in gergo). Tuttavia qui potrebbe verificarsi un nuovo progresso positivo per l’Italia, dato che Moody’s aveva messo l’outlook positivo sulla sua valutazione.

E dall’ultimo aggiornamento che aveva effettuato, il 23 maggio, il quadro delle finanze pubbliche tricolore appare migliorato, dato che ora il governo prevede il ritorno del deficit del bilancio alla soglia limite del 3% del Pil – quella prevista dal Patto di stabilità e di crescita dell’Unione europea – già da quest’anno. Questo consentirebbe al Belpaese di uscire con un anno di anticipo anche dalla procedura per deficit eccessivo della Commissione europea. (fonte immagine: MEF).

Francia, Macron reincarica Lecornu primo ministro

Roma, 10 ott. (askanews) – Il primo ministro dimissionario Sébastien Lecornu è stato riconfermato primo ministro dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Lo ha annunciato l’Eliseo, secondpo quanto riferisce il sito del quotidiano d’Oltralpe Le Figaro.

Pochi secondi dopo l’annuncio della sua ricandidatura, Lecornu ha reagito in un post su X. “Accetto – per dovere – la missione affidatami dal presidente della Repubblica di fare tutto il possibile per fornire alla Francia un bilancio di fine anno e di affrontare i problemi quotidiani dei nostri compatrioti”, ha scritto. “Dobbiamo porre fine – ha aggiunto – a questa crisi politica che sta esasperando il popolo francese e a questa instabilità che nuoce all’immagine della Francia e ai suoi interessi”.

“Tutte le questioni sollevate durante le consultazioni condotte in questi giorni saranno oggetto di dibattito parlamentare”, ha garantito il primo ministro riconfermato, sottolineando che “il risanamento delle nostre finanze pubbliche rimane una priorità per il nostro futuro e la nostra sovranità” e che “chi entra a far parte del governo deve impegnarsi a disimpegnarsi dalle ambizioni presidenziali per il 2027”.

Francia, Macron reincarica Lecornu primo ministro

Roma, 10 ott. (askanews) – Il primo ministro dimissionario Sébastien Lecornu è stato riconfermato primo ministro dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Lo ha annunciato l’Eliseo, secondpo quanto riferisce il sito del quotidiano d’Oltralpe Le Figaro.

Pochi secondi dopo l’annuncio della sua ricandidatura, Lecornu ha reagito in un post su X. “Accetto – per dovere – la missione affidatami dal presidente della Repubblica di fare tutto il possibile per fornire alla Francia un bilancio di fine anno e di affrontare i problemi quotidiani dei nostri compatrioti”, ha scritto. “Dobbiamo porre fine – ha aggiunto – a questa crisi politica che sta esasperando il popolo francese e a questa instabilità che nuoce all’immagine della Francia e ai suoi interessi”.

“Tutte le questioni sollevate durante le consultazioni condotte in questi giorni saranno oggetto di dibattito parlamentare”, ha garantito il primo ministro riconfermato, sottolineando che “il risanamento delle nostre finanze pubbliche rimane una priorità per il nostro futuro e la nostra sovranità” e che “chi entra a far parte del governo deve impegnarsi a disimpegnarsi dalle ambizioni presidenziali per il 2027”.

Wall Street chiude con peggior calo da aprile, DJ -1,9%, Nasdaq -3,56%

Roma, 10 ott. (askanews) – Chiusura in pesante ribasso a Wall Street, una caduta innescata dalla minaccia del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi “massicci” sulla Cina, in risposta alla stretta di Pechino sulle esportazioni di terre rare, cruciali per tutta una serie di prodotti tecnologici. A fine contrattazioni il Dow Jones segna un meno 1,90%, l’S&P 500 lascia sul terreno il 2,71% mentre il Nasdaq ha accusato un tonfo del 3,56%. In lieve calo il dollaro, con l’euro che risale a 1,1612 sul biglietto verde.

M.O., Meloni: da Landini problemi a lavoratori invece di difenderli

Roma, 10 ott. (askanews) – “Ora che ci siamo noi, nei mille giorni in cui noi abbiamo creato un milione di posti di lavoro, hanno già convocato quattro scioperi generali, credo il quinto adesso, che è particolarmente bizzarro, sulla manovra finanziaria: hanno già convocato lo sciopero generale, solo che non l’ho ancora scritta. Però siccome poi sono un po’ a corto di argomenti sul fronte economico e sociale, che sarebbe quello che dovrebbero fare i sindacati, allora ci convocano gli scioperi generali sulle materie di politica estera”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando a Firenze al comizio di chiusura della campagna elettorale di Alessandro Tomasi candidato del centrodestra alla Regione.

“Ora, secondo voi, quando Landini convoca lo sciopero generale della Cgil – ha ironizzato – che succede? Che Hamas dice ‘fermi tutti, Landini ha convocato al sciopero generale, ragazzi bisogna rilasciare gli ostaggi’. Allora, purtroppo succede che in Palestina non cambia niente, ma in Italia gli italiani hanno un sacco di problemi e particolarmente ce l’hanno i lavoratori che il sindacato dovrebbe difendere. Senza contare il corollario di devastazioni, città bloccate, striscioni, antisemiti, violenze contro gli uomini e le donne in divisa. Il punto è che anche qui gli italiani capiscono bene, sono dei pretesti”.

Meloni: Italia non fa ruota scorta a nessuno, a sinistra non va giù

Roma, 10 ott. (askanews) – “L’Italia con noi è tornata l’Italia, seria e credibile. Non abbiamo fatto dei miracoli, il merito è dei nostri cittadini, delle nostre imprese” e alla sinistra “non gli va giù che siamo rispettati e richiesti, non gli va giù che siamo rispettati perché difendiamo gli interessi della nazione”, perchè loro pensavano che “il massimo a cui l’Italia poteva ambire era fare il junior partner di Francia e Germania, la ruota di scorta. Noi governiamo una nazione di primo piano e una nazione di primo piano non fa la ruota di scorta. Non gli va giù che stiamo dimostrando che si poteva fare in un altro modo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando a Firenze al comizio di chiusura della campagna elettorale di Alessandro Tomasi candidato del centrodestra alla Regione.

Toscana, Meloni: gente non è stupida come pensa la sinistra



Firenze, 10 ott. (askanews) – “La gente non è stupida, non è stupida come la pensa la sinistra, valuta i risultati, c’è gente che capisce molto di più di quello che si crede, bisogna parlare con questa gente, continuare a lavorare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando a Firenze al comizio di chiusura della campagna elettorale di Alessandro Tomasi candidato del centrodestra alla Regione.

“Il problema delle roccaforti è che a un certo punto non hai più bisogno di dare risposte, devi solo amministrare il potere” ha aggiunto. “Tomasi è una candidato di bandiera, la bandiera del cambiamento”, ha concluso.

M.O., Salvini: pace merito di Trump e Netanyahu, non di Flotilla o Albanese

Milano, 10 ott. (askanews) – “Aver portato la pace in Medio Oriente non si deve ai viaggiatori del Mediterraneo, alle Flotille o all’Albanese ma alla forza di Trump, al coraggio di papa Leone, al governo italiano che non si è accodato ai pecoroni alla Macron a riconoscere lo Stato di Palestinese e fare un favore ad Hamas”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, nel comizio di chiusura della campagna elettorale del centrodestra per la Regione TOscana. E la tregua, ha proseguito Salvini, “si deve anche a chi ha guidato Israele in un sentiero difficile, ha sgominato i terroristi islamici di cui era circondato, e ora può portare i bambini israeliani e palestinesi a vivere insieme: si deve a Bibi Netanyahu”.

M.O., Tajani: guerra finita grazie a Trump, noi sempre in prima fila

Roma, 10 ott. (askanews) – A sinistra “non hanno neanche più la possibilità di dire, ah c’è la guerra, allora votate a sinistra”, una scelta che “non ha premiato nessuno, hanno perso anche con tutte le manifestazioni che hanno fatto. E poi, devono dire che la guerra è finita grazie agli Stati Uniti d’America che sembra il loro nemico, ma gli Stati Uniti d’America, grazie al presidente Trump, sono stati determinati per far finire la guerra a Gaza”. Lo ha detto il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, durante il comizio di chiusura a Firenze a sostegno del candidato del centrodestra per la Regione Toscana, Alessandro Tomasi.

“Così come – ha proseguito – sono stati determinanti la Turchia, l’Egitto, il Qatar, tutti i paesi amici con i quali noi abbiamo interlocuzioni e vogliamo essere protagonisti anche nella fase della ricostruzione, perché noi diciamo a tutti coloro che ci hanno criticato che siamo stati il paese al mondo che ha accolto fino ad oggi il maggior numero di rifugiati palestinesi insieme ai paesi arabi”.

“Abbiamo accolto bambini, mamme, famiglie, studenti universitari e continueremo ad accoglierli. Questa – ha aggiunto – è la solidarietà vera, non sono gli insulti al governo, non sono gli attacchi alla polizia, non sono gli attacchi al presidente del Consiglio, non sono gli attacchi ai ministri che hanno portato la pace in Palestina. La pace l’ha portato il lavoro concreto, il lavoro concreto della diplomazia e noi siamo sempre stati in prima, in primissima fila”.

Milano Premier Padel P1: Coello-Tapia irresistibili, è semifinale

Roma, 10 ott. (askanews) – Campioni in carica e con la voglia di restare sul trono. Arturo Coello e Agustin Tapia proseguono la loro marcia nelle semifinali dell’Oysho Milano Premier Padel P1: i numeri 1 del mondo e del tabellone maschile hanno battuto 6-3 6-2 Paquito Navarro e Jon Sanz in un’ora e 3′, confermandosi la coppia da battere. Contro Arturito e Agus non si può sbagliare, e soprattutto bisogna sfruttare ogni minima occasione che concedono: Paquito e Jon, teste di serie numero 5, non hanno invece sfruttato quattro palle break nel primo set, prima di subire il dominio nel secondo. “Abbiamo giocato una buona partita, siamo rimasti concentrati e abbiamo sentito molto bene il feeling con il campo”, così Coello dopo il match. Tapia conferma: “Stiamo migliorando, sono molto contento di com’è andata la partita, su un campo in cui l’atmosfera è sempre speciale”.

Di fronte, nella sfida in programma sabato avranno Juan Lebron, che a Milano ha già vinto due volte con Ale Galan, nel 2022 e nel 2023. Sotto di un break nel secondo set contro Momo Gonzalez e Fran Guerrero, ‘el Lobo’ e Franco Stupaczuk sono stati bravi a evitare un insidioso terzo set, chiudendo 6-3 7-5 in un’ora e 26′. “Sarà stimolante giocare contro Coello e Tapia perché sono incredibili – così Lebron – È sempre bello sfidare i numeri 1. E visto che sono un vincente penso sempre che batterli non è impossibile”.

Gaza, Parolin: accordo passo avanti, ora pace duratura

Roma, 10 ott. (askanews) – “C’ soddisfazione generale, un passo in avanti nella soluzione del conflitto. Ci auguriamo che questo sia il primo passo a un cammino verso la pace duratura e definitiva”. Lo ha detto il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin rispondendo ai giornalisti sull’accordo di pace tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco a Gaza.

“Ci sono tanti punti che chiedono di essere implementati – ha aggiunto – e sui quali non c’ perfetta coincidenza tra le due parti. Plaudiamo a questo fatto che ci sia stato questo accordo e speriamo che si possa proseguire in questo senso”.

Toscana, Salvini: se la gente sta a casa non si cambia

Firenze , 10 ott. (askanews) – “Sono contento della nostra compattezza e dei nostri valori. Certo che la Toscana una partita difficile. Per finch la gente sta a casa non si cambia”. Lo ha detto il leader Lega Matteo Salvini parlando con i giornalisti a Firenze, dopo un sopralluogo al parco delle Cascine e prima dell’inizio della manifestazione del centrodestra a sostegno di Alessandro Tomasi a governatore della Toscana.

“Vannacci? Il centrodestra fatto di diversi come partiti, come uomini e come donne, ma che hanno un obiettivo comune, pi complicato mettere insieme Renzi, Giani, Conte e Fratoianni. Guardate sulla pace e sulla guerra…”, ha aggiunto il leader della Lega.

Toscana, Tajani: contromanifestazione? Abbiamo diritto di parlare

Firenze, 10 ott. (askanews) – “In democrazia credo che tutti quanti abbiano il diritto di parlare. Impedire a forze che sono in maggioranza in Italia, che hanno stravinto le elezioni in Calabria che hanno stravinto le elezioni nelle Marche, mi sembra veramente una lesione alla democrazia, una ferita alla democrazia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Firenze prima del comizio di chiusura della campagna elettorale del centrodestra, a proposito della contromanifestazione dei centro sociali, antagonisti, sindacati di base e Rete Antifascista contro la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in città.

“Si possono fare manifestazioni legittime, tutti quanti hanno il diritto di manifestare, ma tutti quanti hanno il diritto di parlare – ha aggiunto Tajani – Non è che vale soltanto per uno la regola in democrazia, le regole sono valide per tutti. Non capisco perché si voglia impedire a noi di parlare e a dire la nostra, poi sono i cittadini che decidono, non chi occupa le piazze o fare manifestazioni”.

“Mi auguro che la sinistra che siede in Parlamento prenda le distanze da queste persone perché noi non abbiamo mai organizzato manifestazioni per non far parlare qualcuno – ha concluso Tajani – Quello che è successo a Livorno contro la nostra manifestazione, altre manifestazioni del centrodestra, ha dell’incredibile.Bombe carta, minacce a chi entrava nelle sale, insomma, è una cosa che che non si vede, non si deve vedere un paese democratico”.

Abete: “Giovane imprenditore chi non si adagia sul passato”

Capri (Na), 10 ott. (askanews) – “Il giovane imprenditore quello che mantiene la curiosit, quello che capace di assumersi le proprie responsabilit e soprattutto che non ha paura della parte ignota del futuro perch capisce che la pu costruire in senso positivo e quindi non si adagia sul passato”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Cultura Italia, Luigi Abete, a margine del 40esimo Convegno dei Giovani di Confindustria a Capri.

“Ritmo una bellissima parola – ha aggiunto in riferimento al titolo del Convegno – i giovani imprenditori hanno sempre lo stesso ritmo. E la cosa mi fa molto piacere perch, avendo iniziato con i giovani imprenditori 50 anni fa, sono rimasto ancora compatibilmente giovane imprenditore, perch giovani imprenditori si nell’animo e poi nel corpo”.

Melania Trump: aperto canale con Putin per ritorno dei bambini ucraini

Roma, 10 ott. (askanews) – “Molte cose sono successe da quando il Presidente Putin ha ricevuto la mia lettera lo scorso agosto. Mi ha risposto per iscritto, manifestando la sua disponibilità a interagire direttamente con me e illustrando i dettagli riguardanti i bambini ucraini residenti in Russia. Da allora, il Presidente Putin e io abbiamo mantenuto un canale di comunicazione aperto riguardo al benessere di questi bambini”. Lo ha annunciato la First Lady americana Melania Trump.

“Negli ultimi tre mesi, entrambe le parti hanno partecipato a diversi incontri e telefonate riservate, il tutto in buona fede – ha rivelato la Firs Lady – . Abbiamo concordato di collaborare reciprocamente per il bene di tutte le persone coinvolte in questa guerra. Il mio rappresentante ha lavorato direttamente con la squadra del Presidente Putin per garantire il ricongiungimento sicuro dei bambini con le loro famiglie tra Russia e Ucraina. Infatti, otto bambini sono stati ricongiunti alle loro famiglie nelle ultime 24 ore”. “Ognuno di questi otto bambini – ha spiegato Melania Trump – ha vissuto in condizioni di disagio a causa della guerra in Ucraina. Tre di loro sono stati separati dai genitori e sfollati nella Federazione Russa a causa dei combattimenti in prima linea. Gli altri cinque sono stati separati dai familiari oltre confine a causa del conflitto, tra cui una bambina che ora è stata ricongiunta dall’Ucraina alla Russia”.

“La Russia – ha continuato la First Lady – ha dimostrato la volontà di divulgare informazioni oggettive e dettagliate, che riflettono la situazione attuale. Ha fornito biografie e fotografie di ciascun bambino coinvolto nella ‘transazione’ di questa settimana, insieme a una panoramica dei servizi sociali, medici e psicologici offerti ai bambini ucraini. Inoltre, mi è stato fornito un rapporto dettagliato che ha verificato l’identità e le circostanze di questi otto individui. Il governo degli Stati Uniti ha confermato l’accuratezza dei fatti contenuti in questo documento. È importante notare che il rapporto di verifica originale è stato redatto congiuntamente dal Commissario del Parlamento ucraino per i diritti umani e dall’Ufficio del Commissario presidenziale russo per i diritti dell’infanzia”, ha sottolineato Melania Trump. “Ho espresso preoccupazione” al presidente Putin “per coloro che erano minorenni al momento dello sfollamento a causa della guerra e che nel frattempo hanno raggiunto l’età adulta e attualmente risiedono in Russia. La Russia ha accettato i ricongiungimenti a breve delle persone che hanno compiuto 18 anni” ha proseguito Melania Trump.

“Anche in questo caso”, ha annunciato la First Lady riferendosi al ritorno di bambini in Ucraina annunciato in precedenza, “si tratta di un impegno in corso. Sono già in corso piani per riunire altri bambini nell’immediato futuro. Spero che la pace arrivi presto”, ha concluso.

Trump accusa la Cina di ostilità commerciale, minaccia dazi e cancella l’incontro con Xi. I mercati vanno giù

Milano, 10 ott. (askanews) – “Avrei dovuto incontrare il presidente Xi tra due settimane, all’Apec, in Corea del Sud, ma ora sembra non esserci motivo per farlo”, così ha scritto il presidente americano Donald Trump in un lungo post su Truth Social, dove lamenta le ostilità commerciali della Cina soprattutto nel campo delle terre rare.

Giovedì, la Cina ha annunciato nuove restrizioni sui materiali a base di terre rare, specificando in particolare che le licenze relative a determinati tipi di chip saranno concesse caso per caso.”Non è possibile che alla Cina venga permesso di tenere il mondo ‘prigioniero’, ma questo sembra essere stato il loro piano per un bel po’ di tempo”, così il presidente Trump ha commentato in un lungo post su Truth social la decisione della Cina di imporre controlli sull’esportazione di prodotti che contengono terre rare. Trump ha accusato Pechino di aver “silenziosamente ammassato in una sorta di posizione di monopolio” sia i magneti, sia le terre rare, in “una mossa piuttosto sinistra e ostile”.

Il presidente Usa ha poi aggiunto che “gli Stati Uniti hanno posizioni di monopolio molto più forti e di più ampia portata di quelle della Cina”, ma che lui ha scelto di non usarle, aggiungendo un minaccioso “FINO AD ORA!”. E “una delle politiche che stiamo valutando in questo momento è un massiccio aumento dei dazi sui prodotti cinesi in arrivo negli Stati Uniti d’America”, ha scritto il presidente americano Donald Trump su Truth Social. Trump nel post ha spiegato che molti alleati Usa hanno ricevuto lettere da Pechino dove viene spiegata questa nuova politica e tutti sono “estremamente arrabbiati per questa grande ostilità commerciale, nata dal nulla”. Trump ha minacciato che “A seconda di ciò che la Cina dirà sull'”ordine” ostile che ha appena emanato, sarò costretto, come Presidente degli Stati Uniti d’America, a contrastare finanziariamente la loro mossa” e ha aggiunto: “Non avrei mai pensato che si sarebbe arrivati a questo, ma forse, come per tutte le cose, è giunto il momento”. Inoltre “le lettere cinesi erano particolarmente inappropriate in quanto questo era il Giorno in cui, dopo tremila anni di caos e combattimenti, è stata raggiunta la PACE IN MEDIO ORIENTE”, ha scritto il presidente Trump su Truth social. Il presidente Usa, particolarmente irritato per la tempistica, ha aggiunto: “Mi chiedo se questa coincidenza temporale non sia stata casuale?”.

Scintille che hanno subito affossato i mercati. Brusco calo nel finale per le Borse europee, a Piazza Affari il Ftse Mib perde l’1,7% in linea con gli altri principali listini del continente: Francoforte -1,53%, Londra -0,92%, Parigi -1,53%, Amsterdam -1,87%, Madrid -0,76%. Ad appesantire i mercati le minacce di Donald Trump contro la Cina, arrivate poco prima della chiusura dei mercati europei. I timori di una nuova ondata della guerra commerciale spaventano gli operatori anche a New York con il Dow Jones che lascia l’1% e il Nasdaq che scivola del 2,19% dopo il post del numero uno della Casa Bianca.

A Milano spiccano i titoli energetici, guidati da Italgas +1,36%. Bene anche Snam +0,86%, Enel +0,75% e Terna +0,71%. In difficoltà Stellantis che affonda -7,27%. Male anche Tenaris -5,22% e Leonardo -4,65%, seguita a ruota da Cucinelli -4,49%. Tra gli istituti di credito, Banco Bpm lascia sul parterre più del 2% dopo che si sono spenti nel corso della giornata i rumors circa un interesse di Piazza Meda su Banca d’Asti.

In Europa l’Euro Stoxx 50 risente dell’andamento generale del mercato e lascia l’1,75%. In deciso calo i chip di Asml Holding -4,22%, così come quelli di Infineon -3,32%. Male anche Prosus -4,2% e il lusso con Hermes -2,69% e Ferrari che perde il 2,77% dopo il tonfo di ieri. Avanti Ahold Delhaize +0,99% e Iberdrola +0,61%.

Club del Sole, la vacanza flessibile conquista gli italiani

Milano, 10 ott. (askanews) – Mentre il turismo fa i conti con inflazione e prudenza dei consumatori, c’ chi cresce puntando sulla libert. Club del Sole archivia il 2025 con un +12% di fatturato e 3,5 milioni di presenze, grazie a un’idea semplice e difficile allo stesso tempo: lasciare ai clienti la possibilit di scegliere, ogni giorno, la propria vacanza. Un risultato ottenuto, spiega il direttore generale Angelo E. Cartelli, grazie agli investimenti di prodotto e a una formula capace di adattarsi ai nuovi stili di vacanza. “Confermiamo che stata una stagione – spiega Cartelli – pi faticosa delle precedenti. Ci siamo riusciti grazie a tutti gli investimenti di prodotto che abbiamo fatto, che hanno portato anche a rendere i nostri prodotti specializzati per alcuni target di mercato. Ed notorio il fatto che quando un target specifico trova risposta a una domanda disposto anche a pagare un pochettino di pi o comunque a privilegiare quella struttura”. Per molti ospiti, il 2025 ha segnato la prima esperienza Open air: un segnale di ampliamento del pubblico e di crescente attrazione verso formule pi libere. “Il 40% dei clienti che sono entrati nel mondo Club del Sole -prosegue Cartelli – non aveva ancora conosciuto o fruito del mondo open air. Questo dimostra che il nostro format si sta conoscendo sempre di pi. C’ un passaparola estremamente positivo perch un cliente classico alberghiero che entra in contatto con la realt open air capisce che ci sono degli elementi di flessibilit che in altre strutture non sono possibili”.

Ora l’attenzione puntata sulla montagna e sull’appuntamento con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. “Siamo molto contenti – aggiunge Cartelli – dei due prodotti sui laghi di Levico e Caldonazzo e stiamo preparando il prodotto per le Olimpiadi in Val di Fiemme che tra l’altro ospiter numerosi eventi delle Olimpiadi. una prima esperienza per noi in montagna e pensiamo di fare molto bene”. Un modello in evoluzione continua, fondato su qualit, libert e relazione diretta con l’ambiente.

Israele ha pubblicato la lista dei 250 detenuti da rilasciare: non ci sono i nomi di Barghouti e Saadat

Roma, 10 ott. (askanews) – Le autorità israeliane hanno pubblicato la lista completa dei 250 prigionieri condannati all’ergastolo che saranno rilasciati nell’ambito dell’accodo raggiunto con Hamas per la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza. Tuttavia, l’ufficio dei prigionieri palestinesi ha smentito che sia stato ancora raggiunto un accordo sulla lista, affermando che in caso di accordo la lista sarà pubblicata sulla propria piattaforma.

I media israeliani hanno riferito di una correzione fatta all’ultimo minuto, in accordo con i mediatori, per sostituire 11 membri di Fatah con altrettanti di Hamas, precisando quindi che dei 250 prigionieri, 15 saranno liberati a Gerusalemme Est, 100 in Cisgiordania e 135 sono destinati ad essere espulsi. Nella lista non compaiono i nomi di Marwan Barghouti, leader di Fatah, di Ahmed Saadat, un leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, nè di Hassan Salama e Ibrahim Hamed, alti esponenti di Hamas.

Oltre ai 250 condannati all’ergastolo, Israele rimetterà in libertà altre 1.700 persone arrestate a Gaza nel corso del conflitto.

Libri, esce "A quattro anni su un bastimento" di Maria Paola Guarino

Roma, 10 ott. (askanews) – A tre anni dall’ultimo romanzo, l’epistolare carcerario “Il tempo è la sostanza di cui sono fatto”, l’autrice elbana Maria Paola Guarino pubblica “A quattro anni su un bastimento” e omaggia le proprie radici con una saga familiare, quella dei Palombo, famiglia di marinai, sullo sfondo di quasi un secolo di Storia italiana, dalla fine dell’800 alla fine del ‘900. Il volume è stato presentato a Portoferraio.

La scelta della località come primo approdo non è casuale, ma altamente simbolica, come spiega Guarino stessa, che all’attività di scrittrice unisce la missione educativa di insegnante delle scuole superiori: “Agli inizi del Novecento, a Portoferraio furono costruiti gli Altiforni, e questo indusse chiunque a pensare che l’isola avesse fatto un definitivo passo nel futuro, verso l’industrializzazione, dacché invece gli elbani traevano maggiore sostentamento dall’agricoltura e, soprattutto, dalla pesca. Ma la Seconda Guerra Mondiale, e in particolare il bombardamento delle alte torri in muratura per la fabbricazione della ghisa e la distruzione dell’intera flotta dell’Arcipelago, che traghettava dall’Elba a Piombino i pochi mezzi meccanici di cui si poteva disporre allora, interruppero bruscamente ogni slancio”.

I Palombo tuttavia, che pure in diversi momenti si sono visti costretti ad abbandonare l’Elba, non hanno mai reciso il loro intimo legame con la terra che li ha cullati e cresciuti, né hanno perso la benché minima speranza nel futuro. Con una prosa aggraziata, Maria Paola Guarino riporta a riva il loro messaggio di resilienza, scialuppa necessaria per i nostri tempi di burrasca.

“Quando le persone più anziane della famiglia si allontanano, sentiamo il desiderio di recuperare le loro esperienze, i loro pensieri, i loro desideri e il tipo di vita che hanno affrontato – racconta Guarino -. Pensando che mia zia, Marianna Palombo, è una splendida novantenne, con grande intelligenza e memoria. Le ho chiesto di ricordare… L’idea di scrivere il libro è nata quando ho scoperto che Rocco Palombo (mio nonno) non era solo un capofamiglia eccellente, ma anche un eroe. E’ stato un eroe della Prima Guerra Mondiale, guidando i MAS e sparando siluri sulle navi austriache, e per questo ha ricevuto la Croce di Ferro. È stato un eroe anche nella vita civile, quando ha salvato, al comando della nave Leoni, durante una violentissima tempesta — dopo aver lasciato la sua cuccetta dove curava la febbre alta — l’equipaggio di un brigantino goletta, mentre la nave stava per schiantarsi sugli scogli. Per questo motivo, la Corona Sabauda lo ha nominato cavaliere. Ho scritto il libro perché desideravo che le sue importanti azioni fossero conosciute”.

“A quattro anni su un bastimento” scritto da Maria Paola Guarino è un volume di 149 pagine, non c’è prefazione ma il libro e dedicato a Ginetta (una delle protagoniste), un’artista ad ampio raggio: poteva dipingere, disegnare, cantare (aveva voce da soprano) suonava il pianoforte senza conoscere la musica, ma il mondo era disarmonico rispetto a lei. Il mondo non la capiva e lei non riusciva ad adattarsi al mondo.

Rai1, torna "Màkari": la quarta stagione con Gioè dal 19 ottobre

Roma, 10 ott. (askanews) – La cornice è sempre quella: mare di cristallo e colori accesi, almeno quanto le avventure, in bilico tra commedia e crime, dello scrittore di gialli Saverio Lamanna, il personaggio nato dalla penna di Gaetano Savatteri. La quarta stagione di “Màkari” – una produzione Palomar in collaborazione con Rai Fiction per la regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca – torna sul piccolo schermo, in quattro prime serate in onda su Rai 1 da domenica 19 ottobre. E riporta sul piccolo schermo i personaggi più amati, aggiungendone di nuovi.

Saverio, spalleggiato dall’immancabile Piccionello, continua a ficcare il naso nelle indagini della polizia. Ma, a metterlo alla prova, non sono solo i casi da risolvere: non appena Suleima si allontana da Màkari per dare una svolta alla carriera, Michela ricompare all’orizzonte, portando con sé le vibrazioni amorose della precedente stagione. E se i dubbi del cuore non fossero abbastanza, nella vita di Saverio piomba una sorpresa ancor più inaspettata: un’adolescente complicata di nome Arianna. A fare da contorno, il vicequestore Randone e gli amici di sempre come Marilù, Azrah, Giulio e il padre di Saverio. Una quarta stagione che promette di rimescolare le carte.

“Gli sceneggiatori si sono divertiti a mettere un po’ di pepe nella nostra vita – racconta in conferenza stampa Claudio Gioè – tanto che dovrò fare i conti non solo con una paternità inaspettata, ma anche con una adolescente”. “La nuova stagione punta molto di più sul piano relazionale – sottolinea la regista Monica Vullo -. Amo Makari, ma per me è stato un percorso di avvicinamento. Spero di poter fare ancora tante serie…”.

Paolini show al Wta 1000 di Wuhan:, batte Swiatek e va in semifinale

Roma, 10 ott. (askanews) – Jasmine Paolini è in semifinale al Wta 1000 di Wuhan. Per la prima volta in carriera la toscana batte la n. 2 al mondo Iga Swiatek, al termine di una partita dominata dall’inizio alla fine. Finisce 6-1, 6-2 dopo appena un’ora di gioco, con una delle migliori prestazioni in carriera di Paolini. Jasmine è stata straordinaria, ha imposto sin dal primo quindici il proprio ritmo e non ha mai consentito a Swiatek di proporre il suo gioco. Qualità altissima di Paolini che sabato in semifinale affronterà Coco Gauff.

“Ho giocato ad alto livello, finalmente ho vinto un match contro di lei – le parole di Jasmine Paolini – Iga è straordinaria, vincere un match con una giocatrice come lei è una soddisfazione fantastica. Gauff è tosta da affrontare, sarà un match duro. Adesso però sono super felice di essere in semifinale”

Mattarella: il piano per Gaza è importante. L’Ue non riesce ad essere incisiva, troppedivisioni e lentezze

Tallinn, 10 ott. (askanews) – “Gli aiuti a Gaza devono potere arrivare in maniera immediata e massiccia. Che il Piano preveda – espressamente – il pieno accesso umanitario – e il coinvolgimento delle Nazioni Unite – è di estrema importanza”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante i lavori della XX riunione del Gruppo Arraiolos a Tallinn dedicata alla situazione a Gaza.

“E’ indispensabile sostenere gli sforzi ulteriori dei Paesi mediatori, perché si raggiungano sollecitamente le tappe successive, verso una vera pace. L’alternativa sarebbe devastante” ha sottolineato Mattarella “Temo che dobbiamo ammettere che le nostre divisioni interne, unite alla lentezza dei processi decisionali, ci hanno impedito finora di svolgere un ruolo visibile e incisivo”. E’ la constatazione fatta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella davanti agli omologhi europei del Gruppo Arraiolos riuniti a Tallinn per discutere anche della situazione a Gaza.

“Eppure, il nostro continente, avrebbe molto da offrire: Paesi che si sono inflitti reciproche e terribili sofferenze, durante i due conflitti mondiali, hanno trovato la strada per vivere e prosperare, pacificamente, insieme”, ha aggiunto.

“L’Europa, può essere d’aiuto in questa dimensione; ma a condizione che a nostra volta troviamo la capacità di superare le nostre divisioni e iniziamo a operare con tempestività e con una voce sola”.

“La pace va acquisita nell’animo dei popoli, altrimenti non è pace. Da qui l’insistenza – frutto non di cieca ostinazione ma di lucida visione storica – per l’obiettivo dei due stati per due popoli. E ne deriva la assoluta necessità che venga pienamente annullata la spoliazione di territori assegnati alla Autorità Palestinese in Cisgiordania”. ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento. “Le sofferenze resteranno iscritte nel DNA delle nuove generazioni. Minando ogni possibilità di un futuro di pace senza una prospettiva politica davvero storica e quindi coinvolgente per i palestinesi”. Serve “una prospettiva che assorba e rimuova gli alti rischi di nuove esplosioni di violenza, frutto della mole di risentimenti e di rancore accumulatisi in questo tragico periodo”, ha detto Mattarella, concludendo: “La pace va acquisita nell’animo dei popoli, altrimenti non è pace”.

Ford lancia SupportBelt e sostiene Fondazione ANT

Bologna, 9 ott. (askanews) – Ford guarda all’innovazione e alla sicurezza lanciando SupportBelt, un dispositivo per la cintura di sicurezza progettato per offrire sollievo e protezione, in particolare a chi ha subito interventi di mastectomia. Il lancio in Italia avvenuto a Bologna in collaborazione con Fondazione ANT, l’ente del terzo settore fondato nel 1978 da Franco Pannuti, che fornisce assistenza medica gratuita presso le abitazioni dei pazienti oncologici e che dal 2004 ha visitato quasi 300.000 persone. Come spiegato dall’Amministratore Delegato di Ford Italia, Fabrizio Faltoni, SupporBelt l’unica soluzione nel suo genere validata da una casa automobilistica e disponibile per un pubblico ampio e diversificato.

Dalla produzione negli Stati Uniti dall’idea di una collaboratrice di Ford che ha affrontato un intervento di mastectomia, agli usi effettivi, da oggi, anche in Italia: “Con questo prodotto vogliamo stare vicini a persone che vivono momenti di sofferenza, ma non lasciano mai la speranza della guarigione. Anche chi ha avuto un intervento invasivo pu guidare l’automobile o esserne passeggero in totale confort, libert e sicurezza”.

Ford ha donato a Fondazione ANT le prime unit di SupportBelt, oltre ad aver messo a disposizione due veicoli elettrificati per le attivit dell’associazione bolognese. Un segnale ulteriore di un legame forte fra le parti, come spiega la Dottoressa Raffaella Pannuti, Presidente della Fondazione ANT: “Oggi parliamo di eubiosia, ovvero di dignit della vita. A partire da queste cinture, che le donne operate al seno potranno utilizzare per viaggiare in sicurezza. Ma non solo, anche i veicoli elettrici donati da Ford che utilizzeremo per l’assistenza domiciliare e per occuparci di prevenzione”.

La collaborazione tra Fondazione ANT e Ford coinvolger anche la comunit con una speciale giornata di test drive. Il 15 novembre, in Piazza Calderini a Bologna, con “Drive 4 Ur Community” Ford si impegna a donare 30 euro a Fondazione ANT per ogni test drive effettuato con i veicoli della gamma elettrica Ford.

Innovazione e benessere: Gruppo Eurovo guarda “Oltre il Guscio”

Milano, 10 ott. – In occasione della Giornata Mondiale dell’Uovo, Milano ha ospitato “Oltre il Guscio”, l’evento promosso dal Gruppo Eurovo, conosciuto dal grande pubblico per il brand Le Naturelle. Un appuntamento che ha unito divulgazione, innovazione e benessere per celebrare uno degli alimenti pi completi e sostenibili della nostra tavola.

Abbiamo parlato con Federico Lionello, Direzione Commerciale e Marketing di Gruppo Eurovo:

“Oggi un grande giorno per noi perch la Giornata Mondiale dell’Uovo, il giorno pi importante dell’anno per il nostro prodotto. L’uovo sta vivendo una seconda giovinezza in questo periodo, negli ultimi anni il mercato sempre stato molto florido, sempre stato in aumento il consumo delle uova, soprattutto quest’anno il mercato sta crescendo del 9% da inizio anno, quindi il consumatore, le persone stanno riscoprendo l’uovo in un consumo pi che quotidiano perch lo riscoprono dalla colazione fino alla cena”.

Protagonisti della giornata Federico e Silvia Lionello, che hanno raccontato la storia di un’azienda italiana capace di trasformare un prodotto semplice in un simbolo di qualit e ricerca continua. Innovazione che oggi si traduce in una novit assoluta: un dessert a base di albume d’uovo, ad alto contenuto proteico e povero di grassi, presto disponibile nei supermercati. Un prodotto che arricchisce la linea rosa Le Naturelle, dedicata al benessere e all’inclusione alimentare, insieme alla bevanda Bongiorno e ai pancake proteici. Tutti prodotti senza grassi e senza lattosio, pensati per chi cerca uno stile di vita sano, equilibrato e sostenibile.

“Oggi la tecnologia alimentare devo dire che ci corre in aiuto, soprattutto cerca di seguire l’esigenza del consumatore, quindi il cremoso ad esempio pu essere un alimento molto utile per ritrovare una fonte proteica con assolutamente zero zuccheri ma anche cercare di assecondare le esigenze del consumatore. Al supermercato per molti anni e anche decenni abbiamo trovato alimenti addizionati di zucchero, la vera difficolt era cercare di ritrovare qualcosa di proteico, questo tipo di prodotto cerca di seguire quello che pu essere la richiesta del consumatore agevolandolo in un utilizzo di proteine che oggi si fa sempre pi faticato di utilizzare in vari momenti della giornata”.

A dare maggiore profondit scientifica all’incontro stato Iader Fabbri, biologo nutrizionista e divulgatore, che ha spiegato perch l’uovo resta uno degli alimenti pi completi e versatili, ricco di proteine di alta qualit e nutrienti essenziali. Un alimento che si conferma alleato del benessere quotidiano e protagonista di un nuovo modo di intendere la nutrizione moderna. “Oltre il Guscio” non stato solo un evento celebrativo, ma anche un momento di riflessione sull’innovazione come motore del cambiamento. Il Gruppo Eurovo ribadisce cos la sua visione: portare sulle tavole italiane prodotti buoni, sani e sostenibili, capaci di coniugare tradizione, ricerca e attenzione alle nuove esigenze dei consumatori.

(servizio pubbliredazionale)