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Papa a nuovi ambasciatori: "lieto di incontrarvi"

Roma, 6 dic. (askanews) – “Sono particolarmente lieto di incontrarvi all’inizio del mio pontificato e durante questo Anno Giubilare della Speranza, una celebrazione che invita tutti a «ritrovare la fiducia necessaria nella Chiesa e nella società, nelle relazioni interpersonali, nelle relazioni internazionali e nel nostro compito di promuovere la dignità di tutte le persone e il rispetto per il dono della creazione di Dio»”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso a tredici nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede che oggi presentano le Lettere credenziali. Si tratta degli ambasciatori di Uzbekistan, Moldavia, Bahrein, Sri Lanka, Pakistan, Liberia, Thailandia, Lesotho, Sudafrica, Figi, Micronesia, Lettonia e Finlandia.

“Fin dalle mie prime parole come Vescovo di Roma – ha detto Leone XIV – ho voluto richiamare il saluto del Signore Gesù risorto – «Pace a voi» (Gv 20,19) – e invitare tutti i popoli a perseguire quella che ho definito una «pace disarmata e disarmante» (cfr. Urbi et Orbi, 8 maggio 2025). La pace non è solo assenza di conflitto, ma «dono attivo ed esigente», che «si costruisce nel cuore e dal cuore»; essa chiama ciascuno di noi a rinunciare all’orgoglio e alla vendetta e a resistere alla tentazione di usare le parole come armi. Questa visione della pace è diventata ancora più urgente, poiché le tensioni geopolitiche e la frammentazione continuano ad aggravarsi, gravando sulle nazioni e mettendo a dura prova i legami della famiglia umana”.

“Inoltre – ha ribadito il Papa – non dobbiamo dimenticare che sono i poveri e gli emarginati a soffrire maggiormente di questi sconvolgimenti. Infatti, «la grandezza di una società si misura dal modo in cui tratta i più bisognosi». Nella mia Esortazione apostolica Dilexi Te ho ribadito la stessa convinzione: il nostro mondo non può permettersi di distogliere lo sguardo da coloro che sono facilmente resi invisibili dai rapidi cambiamenti economici e tecnologici”.

Kaja Kallas: gli Usa restano più grande alleato della Ue

Roma, 6 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti restano “il più grande alleato” dell’Unione europea. Lo ha dichiarato la responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, dopo la pubblicazione della nuova strategia di sicurezza americana, dichiaratamente nazionalista, che anticipa una “cancellazione della civiltà” dell’Europa. “Certo, ci sono molte critiche, ma penso che alcune di esse siano anche fondate”, ha affermato Kallas, interrogata su questo documento durante una conferenza a Doha, in Qatar. “Gli Stati Uniti restano il nostro più grande alleato (à) non siamo sempre stati d’accordo su vari temi, ma credo che il principio generale rimanga lo stesso. Siamo i più grandi alleati e dobbiamo restare uniti”, ha aggiunto.

Questa domenica a Roma si entra gratis nei musei e siti archeologici

Roma, 6 dic. (askanews) – Domani, come ogni prima domenica del mese, sarà possibile visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e diverse aree archeologiche della città. L’iniziativa offre l’opportunità di scoprire collezioni permanenti, mostre temporanee e luoghi simbolo della Capitale. Tra le proposte di dicembre, tornano anche le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio, sede del Comune di Roma sin dal 1143, durante le quali guide esperte accompagneranno i visitatori alla scoperta delle maestose sale del Palazzo, fornendo approfondimenti sulla sua storia millenaria. L’Itinerario, promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si snoderà lungo un percorso che partirà dall’ingresso di Sisto IV, in prossimità della colonna con la scultura della Lupa (via di S. Pietro in Carcere), storico ingresso di rappresentanza, per proseguire con la visione dei resti archeologici del Tempio di Veiove e, attraversando alcuni degli ambienti più rappresentativi dell’amministrazione Capitolina, terminerà con l’uscita verso le scale del Vignola. Saranno straordinariamente aperti a ingresso libero anche il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio.

Si potranno visitare anche i Musei Capitolini; i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; il Museo dell’Ara Pacis; la Centrale Montemartini; il Museo di Roma a Palazzo Braschi; il Museo di Roma in Trastevere; la Galleria d’Arte Moderna; i Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca e Casino dei Principi); il Museo Civico di Zoologia. A ingresso gratuito anche le esposizioni temporanee nelle sedi del Sistema Musei di Roma Capitale, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1), con la mostra Antiche civiltà del Turkmenistan, nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori che espone una ricca collezione di opere, alcune delle quali mai uscite dal Turkmenistan, provenienti dalla Margiana protostorica (III – II millennio a.C.) e dell’antica Partia, in particolare e dal sito della città di Nisa. Nelle sale di Palazzo Clementino si potrà invece visitare I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.

Ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini (via Ostiense 106) la mostra monografica Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione, dedicata alla studiosa che ebbe un ruolo fondamentale nella documentazione delle trasformazioni urbane e degli scavi archeologici della città, grazie a riproduzioni a colori particolarmente accurate e dettagliate.

I Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (Via IV Novembre 94) sarà possibile visitare 1350. Il Giubileo senza papa, mostra che celebra il Giubileo del 2025 intrecciando fede, storia e cultura in un unico racconto. In esposizione circa sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali e rare testimonianze di valore storico e documentario. La prima domenica di dicembre sarà anche l’occasione per visitare le diverse esposizioni di grande interesse artistico presenti presso i Musei di Villa Torlonia: al Casino dei Principi sarà visitabile la mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione, una antologica con circa 80 opere che ripercorre l’intera vicenda artistica del pittore, dagli esordi negli anni Quaranta con la vicinanza alla Scuola Romana fino all’espressionismo astratto degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Nelle sale della Dipendenza della Casina delle Civette sarà possibile visitare Pysanka. La bellezza fragile dell’Arte Ucraina, che illustra la tradizione ucraina dell’uovo decorato, simbolo di rinascita e fertilità.

Sempre alla Casina delle Civette prosegue Niki Berlinguer. La signora degli arazzi, una panoramica della produzione della celebre tessitrice italiana. Sarà visitabile anche il Museo della Scuola Romana, recentemente riallestito al secondo piano del Casino Nobile, che espone oltre 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e incisioni, che racconteranno la vita artistica romana nel periodo interbellico.

Al Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio 1/b) si potranno visitare le tre esposizioni: Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra con i reportage realizzati sull’intero territorio nazionale da fotografe e fotografi che sperimentano nuovi linguaggi attraverso il viaggio esplorando i paesaggi e incontrano luoghi e comunità nei giorni di festa. Nelle sale al primo piano Cine de Papel. Poster cubani di cinema italiano dalla collezione Bardellotto, 140 opere tra cui poster, bozzetti e locandine, attraverso i quali i creativi dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica hanno reinterpretato con originalità e ingegno i film in programmazione nei cinema cubani senza mai usare le immagini degli attori protagonisti della pellicola.

Infine, nelle Sale del Pianoforte, Piero Angelo Orecchioni Occhioni. Con gli occhi e con le orecchie, un’ampia selezione di lavori tra disegni, dipinti, installazioni, fotografie, oggetti, ricami e documenti personali, in un viaggio poetico nella dimensione più fragile ed essenziale dell’esistenza e una riflessione sull’identità e sul legame indissolubile tra memoria e tempo presente.

Nelle Salette al piano terra del Museo di Roma (Piazza San Pantaleo, 10 e Piazza Navona, 2), sarà visitabile Bienalsur, Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea del Sud, fondata nel 2017, è concepita come un punto di incontro tra diverse culture, capace di sviluppare una rete istituzionale internazionale che unisce diverse aree geografiche favorendo la diffusione dell’arte latinoamericana nel mondo. Infine, al Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) Still Life, una mostra collettiva di arte contemporanea che propone una riflessione critica sulle modalità di rappresentazione e sulla fragilità dell’esistente. Le opere affrontano temi urgenti quali ecologia, identità culturale ed etica della cura, configurandosi come un racconto collettivo capace di attraversare discipline, sensibilità e linguaggi diversi.

Domani saranno aperti regolarmente al pubblico anche i musei e siti abitualmente ad ingresso libero, ovvero: Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura, Villa di Massenzio. Anche i due musei dentro la splendida Villa Borghese proporranno interessanti esposizioni. Al Museo Carlo Bilotti Aranciera (via Fiorello La Guardia, 6 e Viale dell’Aranciera, 4) saranno visitabili Silvia Scaringella. Deus sive natura, che esplora le relazioni tra comportamenti umani e natura, il rapporto casa-albero, la morfologia dei fiori e lo scheletro umano, e Piero Mascetti. Echi barocchi e visioni urbane, un percorso tra olio, colore e materia che ripercorrerà la produzione dell’artista dagli esordi a oggi. Mentre, al Museo Pietro Canonica (viale Pietro Canonica) sarà possibile accedere a I Giganti gentili – Architettura e antropologia delle torri colombaie della provincia di Esfahan, un itinerario tra immagini e racconti che illustrerà l’architettura e il significato storico delle torri colombaie iraniane, un aspetto poco noto ma affascinante della cultura locale.

Chi non sceglie l’Europa, sceglie il declino

LEuropa impreparata al tempo nuovo

L’Europa non è affatto pronta ad affrontare gli scenari globali del nostro tempo.

Non lo è né sul piano tecnologico ed economico, né su quello della politica estera e di difesa.

Alla radice di questo spiazzamento di fronte al futuro — che è già da tempo un presente — vi è il colpevole ritardo nel percorso della sua piena integrazione politico-istituzionale.

Paghiamo il prezzo dell’antico germe nazionalista, che i Padri Fondatori avevano saputo contrastare e portare a fattor comune nella drammatica fase successiva alla seconda guerra mondiale.

Molti, in epoche successive, hanno invece cavalcato questo antico germe per finalità di bottega o per insipienza, indebolendo così anche il valore strategico di scelte importanti e coraggiose pur compiute, come la moneta unica. E favorendo, nel contempo, la disillusione e l’arretramento della pulsione europeista di larga parte del popolo.

Il mondo cambia, gli Stati Uniti pure

A ciò si aggiungono gli effetti della postura radicalmente nuova degli Stati Uniti di Trump, che stanno minando alla radice gli storici legami euro-atlantici, mentre si affacciano, sempre di più, nuovi e spesso inquietanti attori internazionali.

E mentre la concentrazione globale del potere tecnologico ed economico-finanziario sfugge inesorabilmente al presidio democratico e dell’ormai consunto diritto internazionale.

Pensare, in tale quadro, che i singoli Stati europei (da soli o quasi, con alleanze contingenti, prive di comune visione strategica e connotate dalla ricerca di feeling separati con i potenti di turno nel mondo) possano garantire sviluppo, sicurezza, pace e libertà alle future generazioni europee non è solo palesemente irragionevole: è anche un tradimento dei doveri che spettano alla Politica e alle Istituzioni Democratiche.

LItalia di De Gasperi e Spinelli non può tacere

Si pone per il nostro Paese — il Paese di Alcide De Gasperi e di Altiero Spinelli — un problema sotteso dai più, ma in realtà grande come una casa.

Come si può accettare che gli schieramenti politici oggi in campo (quello della Destra al Governo e quello del Campo Largo all’opposizione) pensino semplicemente di potersi blindare in vista delle prossime elezioni, dentro il perimetro sempre più minoritario di elettori votanti, avendo al proprio interno divisioni così radicali proprio sulla prospettiva europea e sulla “politica estera”?

Possono le coalizioni politiche eludere il problema di avere dentro di esse visioni opposte sui temi europei e internazionali?

È anche questione — questa sì — di vero “interesse nazionale”.

La domanda che nessuno vuole fare

Permanendo queste divisioni dentro gli attuali due schieramenti (qualunque dei due vincesse le prossime elezioni), che posizione assumerebbe l’Italia e che messaggio al popolo lancerebbe il Governo di turno nel caso in cui la situazione internazionale dovesse avere sviluppi ancora più drammatici, come purtroppo può accadere?

Possiamo evitare di porci questo problema, che ha molto a che vedere con la nostra sicurezza, la nostra futura prosperità, la tenuta della nostra libertà?

Tutto si può chiedere agli elettori, meno che votino “il meno peggio” a prescindere dalla chiarezza dei suoi intendimenti sull’Europa e sulla politica estera e di difesa.

Vista la situazione generale, questi due temi sono invece oggi fondativi di qualsiasi proposta politica.

Serve una scelta coraggiosa e trasparente

Le forze politiche alternative alla Destra — quelle esistenti e quelle, speriamo, in via di formazione — devono esserne consapevoli e produrre al più presto fatti politici nuovi, coraggiosi e significativi.

Incominciando con il condividere una chiara e radicale opzione europeista, intesa come preambolo irrinunciabile a tutto il resto.

Per la semplice ragione che tutto il resto, per quanto possa corrispondere alle singole e condivise esigenze attuali del popolo italiano, non si può ragionevolmente promettere e men che meno si potrà realizzare fuori da questa opzione e senza questa prospettiva pienamente europea.

Oltre i tatticismi: visione e responsabilità

Anziché congetturare su riforme elettorali “ad usum delphini” — come pare stia accadendo — sarebbe opportuno riaprire la discussione su questo essenziale punto e ridare così alla Politica il senso che essa deve avere, se vuole riconquistare la stima del popolo e riguadagnare la sua missione.

Questo mi pare il primo — radicale e pregiudiziale — punto di una possibile piattaforma nella quale possano riconoscersi tutti quelli che vogliono lavorare, con le diverse loro sensibilità culturali e politiche, per una credibile alternativa a questa Destra, ponendo così al servizio delle nuove generazioni italiane ed europee la loro auspicabile vittoria o la loro eventuale sconfitta alle prossime elezioni.

Talvolta, per vincere bisogna anche mettere nel conto di perdere un giro.

Sempre però con onore, visione di lungo periodo e schiena dritta.

Il Centro non è mai violento

Sinistra e destra, una storia di conti con la violenza

C’è un aspetto nella politica italiana che di norma non si dice mai perché è ritenuto un fatto scontato ma che, forse, merita di essere ricordato e richiamato nel bieco conformismo che caratterizza il quasi pensiero unico dell’informazione nel nostro Paese. E la riflessione, al riguardo, è alquanto semplice ed essenziale. E cioè, se nell’universo della sinistra italiana la violenza e lo scontro violento sono storicamente elementi costitutivi con cui i rispettivi partiti debbono fare i conti — l’ultimo, in ordine di tempo, è l’atto squadristico ai danni della Stampa di Torino guidato da settori dell’estrema sinistra di un “centro sociale” torinese — nel campo della destra, periodicamente, l’informazione di sinistra non perde l’occasione per evidenziare le radici violente, antidemocratiche e vagamente nostalgiche di alcuni settori della sua base militante.

Radici che non si possono negare

Certo, si tratta sempre di settori legati o all’estrema sinistra o all’estrema destra. Ma, comunque sia, quelle radici che generano una precisa deriva violenta sono ben presenti nei rispettivi campi. Radici culturali, lo ripeto, con cui gli stessi capi politici dei due fronti contrapposti devono periodicamente farci i conti. Da tempo e con maggior frequenza sul versante della sinistra perché, nel frattempo, sono cresciuti i gruppi, i movimenti e le sigle dell’estrema sinistra che rappresentano anche un segmento elettorale significativo dello schieramento guidato dalle sinistre unite. Basti pensare all’esperienza dei “centri sociali” che sono riconducibili quasi esclusivamente al partito del trio Fratoianni/Bonelli/Salis.

Lunica area estranea alla deriva estremista

Alla luce di questa concreta considerazione, credo sia utile fare una valutazione che, ripeto, non trova quasi mai spazio nelle riflessioni dei vari soloni e nei professionisti dell’informazione nostrana. Soprattutto in quella televisiva. E la riflessione è semplicemente questa. C’è un campo politico nel nostro Paese che è storicamente, politicamente, culturalmente, socialmente ed eticamente estraneo a qualsiasi deriva violenta, massimalista, radicale, estremista ed ideologica.

Questo campo politico si chiama il Centro. Cioè si tratta di un’area politica, culturale, valoriale e programmatica che è strutturalmente estranea, esterna ed alternativa a quei comportamenti e a quegli atteggiamenti.

Una verità semplice, ma che non si dice mai

Non si tratta di fare ulteriori riflessioni nel merito. Certo, e come ovvio e scontato, non tutta la destra e non tutta la sinistra sono riconducibili alla violenza politica. Ma un fatto è indubbio ed oggettivo. La violenza politica ha una precisa origine storica, culturale e politica dove trova spazio ed agibilità, seppur mutatis mutandis, in campi altrettanto precisi e definiti. Il Centro, dunque, ne è scientificamente e strutturalmente alternativo.

Ecco perché, e non solo per questo elemento come ovvio, il Centro, la politica di centro, il progetto di governo di un Centro riformista e democratico sono importanti nonché essenziali per la qualità della nostra democrazia, per la credibilità delle nostre istituzioni democratiche e, soprattutto, per l’efficacia e la stessa credibilità dell’azione di governo.

Perché, a volte, una semplice verità va pur detta. Anche quando non piace ai cultori del “politicamente corretto”.

Stazione Termini, il Cielo al piano meno uno

Tra un viaggio e un altro, il tempo di Avvento

La storia è cruda e semplice all’un tempo. Vale per i Cristiani e non per altri. Sarà perché siamo nel tempo di Avvento, alla vigilia del Santo Natale, e si è tutti in attesa di qualche buona notizia come se l’incontro con il Signore dovesse essere inghirlandato con qualche altro fatto per muovere davvero a suggestione. Si spera nella fine della guerra, in qualche soldo in tasca in più, in qualche acciacco in meno e altra roba del genere. Basterebbe non lasciarsi andare al capriccio di un vento che conduce dove vuole ma issare le vele dello spirito per orientarsi versa la sola tappa che conti, all’incontro con Cristo. Non è chiaro se ogni volta siamo all’inizio o al termine di una storia che si ripete.

Alla Stazione Termini, in quel di Roma, al piano meno uno, c’è la Cappella del Santissimo Crocefisso. A pochi metri ci sono le Terme di Diocleziano con tanto di “Botte di termini”, l’antica vasca di accumulo che conduceva l’acqua a servizio degli avventori del posto. Al Signore piace giocare di modestia e, tra un binario ed un bar, ha fatto in maniera che lo si andasse a trovare scendendo in basso, forse anche perché lì c’è meno luce e ci si concentra meglio o perché l’abbrivio della discesa, da principio, può agevolare l’incontro anche se si porta qualche affanno o peccato sulle spalle.

 

La Stazione e la cappella

Di sotto, al piano terra, c’è dunque un Cappellabuona per chi si voglia raccogliere per un momento di preghiera, per cogliere e portare intanto a se stesso ciò che troppo di frequenteogni giorno si è perso per strada a causa di superiori incombenze quotidiane. Una occasione per fare in modo che la tempestività e la frenesia del viaggio che si sta per intraprendere sia anchela smania per un attimo di sosta non proprio selvaggia. Serve anche ai barboni per riposarsi come possono, si sdraiano sulle panche e si scaldano come occorre. Stare lì è una preghiera al contrario, è il Signore che li implora di fargli compagnia e loro lo accontentano anche se qualcuno un po’ fuori di testa farnetica e qualcun altro semplicemente si addormenta. Sono tra i pochi a fargli l’elemosina della loro persona senza troppi fronzoli per la testa.

Pochi lo ricordano ma l’umanità della Stazione dovrebbe ringraziare Martino di Tours e non perché potrebbe essere un Santo che ben si intona a chi vada in giro per il mondo, seguendo chissà quale tour. Incontrando un mendicante infreddolito, tagliò una parte del suo mantello, la cappa che lo proteggeva, per dargli conforto. Il giorno seguente sognò che Gesù lo elogiò davanti ai suoi angeli per il bel gesto e così Martino si ritrovò miracolosamente intatta la sua cappa a rivestirlo.

La cappella è dunque qualcosa che accudisce ma questa volta le cose sono andate per via storta.

 

Tempo di oltraggi e di volontari

Si è scoperto che in quel luogo santo della Stazione qualche balordo vi abbia lasciato escrementi e urinato nella acquasantiera, il posto è diventato oggetto di atti di blasfemia. L’acquasantiera ha trovato nuova sorte, non più buona per essere intingolo di rinnovo battesimale e di benedizione e tanto meno per abluzioni termali. Il Rettore della piccola chiesa, Don Domenico Monteforte, non si è perso però di coraggio. Forte della sua fede, pare abbia trovato volontari che possano presidiare il luogo sacro per garantirne l’apertura. Ci è riuscito con un cartello di avviso in mostra sulla porta di ingresso chiedendo a chi di buon animo di dargli una mano per tenera aperta la struttura sacra ed ha avuto risposte sufficienti per riuscire nel proposito.

E’ stato un efficace modo per garantire a chi lo desideri di rifuggire dal mondo e riparare, almeno per un tempo, in un luogo di pace. Ogni tanto un fermo immagine non sarebbe così male. E’ sito ancor più ghiotto proprio per quanti corrono in partenza od in arrivo, potendo scoprire asorprendersi di fronte al valore ed al gusto dell’attesa, così che fermarsi è l’esperienza più appagante. Stare e non muoversi è l’impresa da fare. Per ogni informazione chiedere alla Madonna e la sua presenza sotto la croce.

 

La Stazione e i luoghi del bene

Il Signore prevede sempre un piano alternativo, un’altra possibilità per chi non è ancora giunto all’interno della Stazione ed ha voglia, sia pure in fretta e furia, di lucidarsi lo spirito. A pochi passi fuori da lì c’è la Basilica del Sacro Cuore di Gesù, eretta ad opera di Don Giovanni Bosco.Dalla mattina alla sera vi si celebrano Sante Messe ed è possibile confessarsi pressoché ad ogni ora e i pellegrini possono rinfrancarsi prima di intraprendere un viaggio in altre città e paesi. Al suo ingresso, a cingerla, un presidio di bisognosi, barboni sparsi ovunque che non vengono lasciati soli. Da “ultimi” della terra c’è il rischio che un giorno rideranno più di tutti.

La sera del venerdì il Parroco, Don Javier Ortiz, muove con una truppa di volontari per rifocillare i vagabondi della stazione, confortarli e provvedere anche alle esigenze materiali con cibo, indumenti e quant’altro serve, oltre ad offrire loro parola e riconoscendo una dignità di interlocuzione alla pari. Da quelle parti, gesti di oltraggio e di santità fanno a spallate per lasciare segno di presenza e di vittoria, l’umanità di ogni tipo si incrocia, si abbraccia o si rifiuta.

A volte, chiedetelo a San Martino e a Don Bosco, saper stazionare può tornare utile, provare per credere.

L’uomo del Centro che ha attraversato la Repubblica

Lultimo democristiano? Una storia che continua

Nel libro a lui dedicato, edito da il Mulino, si addensano i ricordi, nitidi e documentati, arricchiti da interventi parlamentari significativi della vita nelle istituzioni politiche italiane ed europee di Pierferdinando Casini, parlamentare dal 1983 (deputato, senatore, eurodeputato, Presidente della Camera dal 2001 al 2006, Presidente onorario dell’internazionale democratico-cristiana) docente di Geopolitica del Mediterraneo presso la Lumsa di Roma: a conti fatti il politico più longevo in carica nella storia della Repubblica. “L’ultimo democristiano” com’egli stesso si definisce in un suo libro del 2023 …“quando c’era una volta la politica”, che resta tale anche dopo la dissoluzione dei partiti della Prima Repubblica, a cominciare dalla ‘Balena bianca’, i cui esuli si sono sparpagliati in raggruppamenti parlamentari diversi, a destra, al centro e a sinistra, trovandosi oggi su posizioni ideologiche opposte. Lui stesso, dopo aver fondato il Ccd e a lungo guidato l’Udc ed esser stato parte del centrodestra si ritrova eletto in questa legislatura come senatore indipendente nelle file del Pd- Italia democratica e progressista.

Il centro dellAula e della politica

Essere al centro dell’Aula (parlamentare) ha peraltro un duplice significato: uno temporale che ripercorre l’ininterrotta carriera politica e lo consolida nell’esser stato fino ad oggi un riferimento indiscusso anche nei momenti cruciali e di svolta della storia istituzionale parlamentale, l’altro nell’essere riconosciuto – in qualsivoglia partito abbia militato – come uomo della centralità, della moderazione, del dialogo, di una scelta interlocutoria e di ricomposizione delle diaspore, mite ma risoluto, aperto al cambiamento ma erede della tradizione e della presenza dei cattolici impegnati in politica.

Autorevole quanto basta per meritarsi un riconoscimento trasversale e bipartisan che potrebbe rivelarsi foriero di ulteriorità di alto livello istituzionale per il futuro. In parte storicamente coevo con i cavalli di razza della Dc, da Moro a Fanfani, da Cossiga ad Andreotti, erede di Forlani ha di fatto impersonificato la storica distinzione di Martinazzoli tra ‘moderatismo’ (inteso in senso deteriore come pavidità e inerzia) che non ha mai condiviso e “moderazione” (concepita come virtù, posizionamento strategico, visione mite e interlocutoria della vita e della politica) di cui è stato ed è tuttora un indiscusso e apprezzato protagonista.

Un dialogo che scava nella storia repubblicana

A guidarlo e sostenerlo, interrogarlo e sollecitarlo, con perizia e competenza lungo le pagine del libro è il dialogo con Paolo Pombeni, autorevole politologo, professore emerito in quanto già docente universitario titolare dei corsi di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell’ordine internazionale presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, Direttore della Rivista il Mulino e del magazine online “Mente Politica”. Dal colloquio tra un politico di lungo corso e un cattedratico di politologia non poteva uscire che un affresco a tinte forti e contorni netti della vita politica italiana di cui Pierferdinando Casini è stato rappresentante e testimone. Le domande di Pombeni ripercorrono le vicende politiche italiane dall’ingresso di Casini alla Camera (1983) ad oggi: e se – come direbbe con benevolenza e ironia Oscar Wilde – “Le domande spesso sono indiscrete ma le risposte, talvolta lo sono ancor di più”….. si può senza indugio affermare che l’autorevolezza e la competenza accademica di Pombeni consentono – con serietà e rigore storico ed epistemologico – al presidente Casini una narrazione rievocativa ricca di passaggi significativi della storia repubblicana dal suo ingresso nell’Aula della Camera, con dettagli e tratteggi che descrivono con onestà intellettuale personaggi della politica a lui contemporanei, evoluzioni ed involuzioni dei partiti visti nell’ottica della loro maturazione ideologica, tra realtà, utopie e velleitarismi.

Dal Paese legale a quello reale. E lEuropa come bussola

Sempre con un occhio di riguardo al rapporto tra ‘paese legale’ e ‘paese reale’ – da un lato – e instancabilmente orientato ad una prospettiva storica europea che lo caratterizza oggi con ferrea coerenza e chiara visione come uno dei più fedeli assertori (forse il più tenace) di quell’Europa unita, forte e solidale che era nei sogni di Alcide De Gasperi. Vorrei evocarlo – rimandando caldamente alla lettura del libro – come l’unico uomo politico (da Presidente della Camera) capace di ‘portare’ un Pontefice in Parlamento, quando invitò Papa Wojtyła. Così come mi piace ricordarlo nell’intervista che mi concesse per il mio libro “Dove va la politica” per un suo auspicio che ritrovo attuale:

“Sono sempre stato ottimista e continuo ad esserlo anche in una fase di difficoltà così prolungata come quella che stiamo attraversando, perché ho grande fiducia nella capacità degli italiani di rimboccarsi le maniche e individuare la via d’uscita. Peraltro ho la sensazione che anche se tra mille ostacoli, una riscoperta del buonsenso tra i cittadini ed anche tra alcuni politici dei diversi schieramenti si stia facendo strada. Il Paese non può andare avanti puntando sulle divisioni, su una sorta di guerra ideologica permanente tra chi sta di qua e chi sta di là: e proprio il buonsenso dovrà essere la bussola a cui guardare. Così come penso anche che soprattutto i giovani debbano impegnarsi sempre più a fondo per superare la crisi di identità e morale che l’Europa e ancor più l’Italia attraversano, riscoprendo il gusto e la passione dell’impegno politico e civile in prima persona”.

Ucraina, von der Leyen: su asset russi tutti condividano rischio

Roma, 5 dic. (askanews) – “Ho incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever per uno scambio di opinioni sulla situazione in Ucraina e sui beni russi congelati. Abbiamo convenuto che il fattore tempo è essenziale, data l’attuale situazione geopolitica. Abbiamo sottolineato che il sostegno finanziario all’Ucraina è di fondamentale importanza per la sicurezza europea. Abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo su questo argomento. La situazione particolare del Belgio per quanto riguarda l’uso dei beni russi congelati è innegabile e deve essere affrontata in modo tale che tutti gli Stati europei si assumano lo stesso rischio”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“Abbiamo concordato – conclude – di proseguire le discussioni con l’obiettivo di raggiungere un consenso nella riunione del Consiglio europeo del 18 dicembre”.

PNRR: la prima indagine sull’occupazione dei ricercatori

Roma, 5 dic. (askanews) – Un anno di attivit, 7 programmi attivati, 105 imprese coinvolte e una survey che conferma l’efficacia del modello. stato presentato oggi nella Scuola della Carit di Padova il report del PNRR Placement Program, l’iniziativa – unica in Italia – ideata per favorire l’occupabilit di dottorandi, PhD, RTD-A, post-doc, borsisti e assegnisti di ricerca, coinvolti nei progetti del PNRR.

Ideato e sviluppato da Fondazione Emblema, il PNRR Placement Program la piattaforma di attivit nata per favorire la transizione verso il mondo del lavoro di dottori di ricerca e ricercatori impegnati nei progetti del PNRR, attraverso incontri di orientamento, ContaminationLab sull’autoimprenditoria ed eventi di matching con imprese interessate ad inserire personale altamente qualificato.

Il Programma ha coinvolto 7 progetti del PNRR su 30 e coinvolto oltre 1.200 dottorandi e oltre 100 imprese italiane, creando occasioni di incontro con l’obiettivo di favorire l’occupabilit dei dottori di ricerca e ricercatori.

Tra luglio 2024 e novembre 2025, Dottorandi, PhD, RTD-A, post-doc e assegnisti di ricerca hanno preso parte ad almeno una delle attivit previste dal programma, incontrando le imprese che hanno aderito ad almeno uno dei programmi attivati, contribuendo a costruire un ponte solido tra ricerca e mondo del lavoro, grazie anche ad oltre 800 colloqui realizzati durante i Career Day organizzati al termine di ciascun progetto.

“La survey di customer satisfaction – ha commentato Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema – stata compilata da circa l’80% delle imprese e da un terzo dei partecipanti e ci restituisce un quadro estremamente positivo. In questi mesi siamo stati in 24 citt italiane, organizzando 90 recruiting day, 58 giornate di coaching, 234 appuntamenti individuali, 32 sessioni di autoimprenditoria e oltre 800 colloqui. L’intento della Fondazione Emblema stato quello di approfittare delle potenzialit del PNRR per realizzare un modello di raccordo tra ricercatori e mondo del lavoro che potesse diventare una piattaforma efficace anche per gli anni a venire. La convinzione che il placement dei ricercatori sia uno strumento strategico per valorizzare il capitale umano della ricerca italiana e sostenere la competitivit delle nostre imprese”.

I risultati della survey

Dal lato dei ricercatori:

Solo il 18,7% aveva partecipato in passato a iniziative simili.

?L’ 82,9% ha svolto almeno un colloquio, con un tasso di feedback negativi limitato al 13,6%.

Oltre l’80% valuta l’esperienza come altamente positiva e ritiene le aziende coinvolte interessanti.

?Appena il 4,6% non consiglierebbe il Placement Program ad altri colleghi.

Dal lato delle imprese:

Solo il 15,2% aveva partecipato a iniziative analoghe in passato; nel 59,7% dei casi, la mancata partecipazione era dovuta all’assenza di progetti simili.

?Le motivazioni economiche sono state marginali (3,2%).

?L’80,2% ha giudicato i candidati migliori rispetto ad altre esperienze, riconoscendo il valore delle attivit di orientamento.

?Il 90% ha espresso un giudizio complessivo positivo sull’iniziativa.

?Solo il 6% non consiglierebbe il Placement Program ad altre aziende.

Gli effetti del Programma sono stati presentati da Tommaso Aiello, nell’ambito del Focus della Borsa del Placement, nel 2025 incentrato sul tema “Il placement dei ricercatori dopo il PNRR”.

L’evento, organizzato da Fondazione Emblema in collaborazione con il Centro Nazionale RNA&GeneTherapy, uno dei 5 centri di ricerca finanziati dal programma NextGeneration EU (PNRR Missione 4 – Istruzione e Ricerca), ha visto i saluti di Rosario Rizzuto, Presidente del Centro Nazionale RNA&Genetherapy, a cui seguita una tavola rotonda con Mariangela Amoroso, Country Medical Lead & Medical Head Specialty Care, Sanofi, Margherita Bruno, Consulenza R&S e Finanziamenti Europei, Intesa Sanpaolo, Bruno Catalanotti, Direttore della PharmaTech Academy, Fabio Graziosi, Presidente Fondazione Vitality e Rettore Universit dell’Aquila.

“Il Centro Nazionale RNA&GeneTherapy, in collaborazione con Fondazione Emblema, ha realizzato il programma RNA Placement, per favorire l’inserimento professionale dei ricercatori PNRR e investire sulla loro formazione, creando competenze spendibili nel mondo del lavoro”, ha spiegato il prof. Rosario Rizzuto, presidente del Centro Nazionale RNA&GeneTherapy”.

“Il programma ha offerto coaching in otto sedi italiane, laboratori di autoimprenditorialit e strumenti digitali dedicati, insieme a momenti di incontro con oltre 20 aziende, pi di 100 profili coinvolti e oltre 100 colloqui realizzati. Con Fondazione Emblema, abbiamo costruito un modello innovativo che rafforza il legame tra ricerca e impresa e che continuer a generare valore oltre il PNRR”.

Piatti Chiari, la guida gastronomica trasparente di iliad Italia

Milano, 5 dic. (askanews) – Gioved 4 dicembre, a Milano, iliad ha presentato Piatti Chiari, la sua prima guida gastronomica: un progetto editoriale inedito che unisce tecnologia, territorio e ristorazione. Alla serata erano presenti anche due grandi protagonisti della cucina italiana: Massimo Bottura, con il progetto inclusivo Il Tortellante, e Giuseppe Iannotti con il progetto Luminist, che hanno accompagnato il lancio con la loro visione autentica del gusto.

Benedetto Levi, AD di iliad Italia, ha dichiarato: “Abbiamo presentato la prima guida gastronomica realizzata da un operatore telefonico. All’interno del volume sono presenti mille recensioni su ristoranti, trattorie, bar e pasticcerie che si distinguono per qualit e, soprattutto, trasparenza. Si tratta di esercizi commerciali che hanno dimostrato affinit ai valori profusi da iliad in questi 7 anni di attivit in Italia”.

Il progetto nasce dall’esperienza quotidiana dei professionisti di iliad, i cosiddetti Palati Sinceri: tecnici, consulenti, figure commerciali che ogni giorno attraversano l’Italia e hanno segnalato oltre mille locali in cui si mangia bene. e il conto davvero chiaro.

“In questi anni abbiamo percorso tutta l’Italia ed oggi vantiamo 9.000 punti vendita, 20.000 antenne e 13 uffici. Tutti i colleghi che hanno costruito la rete iliad viaggiando per il paese, hanno scoperto tantissimi locali e li abbiamo inseriti all’interno della nostra guida curata da Passione Gourmet”.

Grazie alla curatela di Passione Gourmet, le segnalazioni sono diventate una guida che racconta un’Italia autentica: trattorie, pizzerie, wine bar, cucine inclusive come PizzAut, Il Tortellante e Roots. La trasparenza il filo conduttore della guida e anche del nuovo Premio Piatti Chiari, assegnato a oltre 130 locali che mostrano un approccio chiaro e trasparente tanto nella proposta gastronomica quanto nel conto.

Ue-Usa, Meloni: non vedo rapporti incrinati, su alcuni giudizi d’accordo

Roma, 5 dic. (askanews) – “E’ un processo inevitabile ma è un’occasione per noi, ha un costo economico chiaramente ma produce una libertà politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite in studio al Tg La7, commentando il documento sulle linee strategiche americane, “National Security Strategy”.

“Non parlerei di un incrinarsi dei rapporti Usa e Ue: quello che c’è scritto nel documento strategico al di là dei giudizi sulla politica europea dice con toni più assertivi qualcosa che nel dibattito tra Usa e Ue va avanti da tempo. È un processo storico inevitabile, l’Europa deve capire che se vuole essere grande, deve essere capace di difendersi da sola. Io lo dico da molto prima che me lo segnalassero gli Usa. Quando appalti la sicurezza a un altro devi sapere c’è un prezzo da pagare. Quindi avanti non perché lo dicono americani”, ha osservato.

Mps: cda all’unanimità rinnova piena fiducia a Lovaglio

Milano, 5 dic. (askanews) – Il cda di Mps, ad esito di approfondita istruttoria, ha rinnovato all’unanimità piena fiducia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, confermando i requisiti di correttezza, ai sensi delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 5 del DM 169/2020 e degli orientamenti Bce relativi agli esponenti bancari. E’ quanto si legge in una nota dell’istituto senese. Lovaglio è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata del Monte a Mediobanca.

In merito al processo di aggregazione con Mediobanca, il cda sottolinea che “l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore”.

Calcio, Infantino: "Il Mondiale più grande mai visto"

Roma, 5 dic. (askanews) – “Benvenuti in tutte le lingue del mondo e ovviamente in quella del calcio, che è la lingua della passione e dell’amore”. Così il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in occasione del sorteggio della Coppa del mondo in corso a Washington. “Chiedo un applauso per il presidente degli Stati Uniti d’America – continua – Donald Trump, ma anche la Presidente del Messico Claudia Sheinbaum e il Primo Ministro del Canada Mark Carney. Questa sarà la Coppa del Mondo più grande mai vista dall’umanità: abbiamo tre Paesi ospitanti, 16 città e 48 squadre che si sfideranno per diventare l’unico campione del mondo. Sarà un’estate bellissima e un evento unico, stellare con miliardi di spettatori da tutto il mondo. Sarà come 104 Super Bowl in un mese: questa è la scala che abbiamo organizzato”

Calcio, Infantino premia Trump con il Peace Price

Roma, 5 dic. (askanews) – Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in occasione del sorteggio della Coppa del Mondo, in corso a Washington, ha premia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il Fifa Peace Price, assegnato per la prima volta. Gli viene consegnata anche una medaglia e un certificato con le motivazioni. “Un grande onore – dice il Presidente Usa – Con Infantino abbiamo parlato di come salvare tanta gente dalle guerre, ricordo il Congo, India e Pakistan. Conosco Gianni da tanto tempo, ha stabilito record sulla vendita dei biglietti, un bell’omaggio al gioco del calcio, che noi chiamiamo soccer. Ringrazio Melania, mia moglie. Sarà un evento mai visto, c’è un entusiasmo fantastico. Saluto il Primo Ministro del Canada e la presidente del Messico con cui abbiamo lavorato a stretto contatto. Gli Usa oggi sono un Paese sicuro. Grazie e divertitevi”.

Welfare: nasce “OB Italia Salute”

Roma, 5 dic. – Nasce OB Italia, il nuovo fondo nazionale di assistenza socio-sanitaria integrativa promosso da AIFOS, Assoesercenti, Confimpreseitalia, ITALPMI, UCI, UNCI, Valitalia PMI, Federforma e Fesica Confsal, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per lavoratori, famiglie e cittadini.

Il modello bilaterale adottato dal Fondo vuole garantire un ventaglio di interventi dedicati alla salute, alla prevenzione e al benessere complessivo delle persone, con particolare attenzione ai bisogni emergenti della popolazione e al miglioramento della qualit della vita.

A guidare il Fondo sar Guido D’Amico, Presidente di Confimpreseitalia, che sottolinea come oggi sia fondamentale promuovere strumenti capaci di dare ai cittadini supporti concreti e accessibili. D’Amico sar affiancato da Sandro Vestita, Vice Presidente, ed Alfredo Mancini, Segretario Amministrativo.

Tra le prestazioni previste figurano sostegni economici in caso di ricoveri, percorsi di prevenzione mirati, check-up periodici, assistenza psicologica, servizi di supporto personalizzati e una rete di prestazioni che permette ai cittadini di accedere facilmente a cure, consulenze e programmi dedicati al benessere fisico e mentale compresa l’assistenza odontoiatrica. L’idea costruire un sistema che accompagni le persone nelle diverse fasi della vita, facilitando l’accesso ai servizi essenziali e favorendo una maggiore cultura della prevenzione.

Per i promotori, OB Italia rappresenta “un tassello importante nel panorama del welfare italiano”. Il Fondo destinato ai dipendenti delle aziende aderenti ed alle stesse ma sar accessibile anche ai cittadini che vorranno associarsi privatamente. Si stima che, gi da subito, circa un milione di persone saranno potenziali destinatari dei servizi e delle prestazioni offerte. Attivata la pagina ufficiale dedicata, che fornir aggiornamenti su servizi, requisiti e opportunit.

Schlein: famiglie e imprese soffrono e governo pensa a premierato

Roma, 5 dic. (askanews) – “Censis e Cnel ci restituiscono una fotografia del paese inequivocabile: gli italiani stanno peggio e ne siamo profondamente preoccupati. Ma c’è una cosa che ci preoccupa ancora di più: il negazionismo delle difficoltà sempre crescenti degli italiani da parte di Giorgia Meloni”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein.

Per la leader Pd “invece di mettere in campo misure concrete già in questa quarta legge di bilancio del suo governo, si crogiola nell’autocelebrazione e in riforme che interessano esclusivamente a lei, come quella della magistratura e il premierato”.

Continua la Schlein: “Le famiglie italiane soffrono un calo degli stipendi reali del 9% e aumenti del carrello della spesa del 25% negli ultimi 4 anni, e il governo cosa fa? La riforma della magistratura. Le imprese italiane soffrono le bollette più care d’Europa e un crollo della produzione industriale di quasi 32 mesi consecutivi, e il governo come risponde?. Con il premierato che indebolisce i poteri del Parlamento e del presidente della Repubblica”.

Per la segretaria democratica “i giovani italiani, che stanno emigrando in gran numero specialmente dal Sud, guardano sbigottiti ai continui condoni e ai regali agli evasori. È una destra che ha perso completamente il collegamento con la realtà. Con le altre opposizioni abbiamo presentato 16 emendamenti condivisi alla legge di bilancio su lavoro, sanità, scuola, welfare, fisco, politiche industriali e sicurezza. Proposte concrete, sostenibili e applicabili subito. La maggioranza ci dia ascolto, perché significa ascoltare le necessità e le urgenze del Paese reale, che sta fuori dai palazzi dove questa destra si è trincerata da più di 3 anni”.

Il trionfo dell’underdog rob a X Factor 2025: Sono partita in sordina

Napoli, 5 dic. (askanews) – Rappresentano la faccia pulita e di qualit della nuova musica italiana, nella finale di X Factor sono arrivati quattro ragazzi di talento, giovani e pieni di speranze. Ha trionfato a piazza del Plebiscito la giovanissima rob, 20 anni catanese, da tutti conosciuta come l’underdog di questa edizione. Partita in sordina si fatta valere e apprezzare.

“Quando Lauro mi ha definita come underdog ero davvero contenta perch era un modo per dire che ero migliorata e questa cosa stata fantastica per me. Io mi sento davvero di aver fatto un bel percorso insieme a Paola. Infatti sarei soddisfatta a prescindere dall’esito, perch come ho detto tantissime volte, per me gi essere in finale era un sogno ad occhi aperti. Quindi s, un po’ credo di sentirmi adesso un underdog. Anche se si parte un po’ in sordina poi il lavoro duro viene riconosciuto e io sono felicissima di questo”.

Settimana dopo settimana, seguendo i consigli della sua giudice Paola Iezzi, ha dominato il palco di X Factor 2025 con il suo pop-punk. Un genere che lei spera trovi nuovo spazio nella musica. “Io spero di arrivare al grande pubblico con il mio genere perch il genere che amo e mi piacerebbe se ci fosse comunque un revival, una nuova scena del pop punk, del rock in genere, come stato con i Maneskin che io adoro. Sarebbe fantastico far diventare il mio genere mainstream per comunque per me l’importante fare ci che amo, quindi continuer bella dritta su ci che voglio fare per un po’. Poi ho vent’anni, non si sa cosa succeder, per per adesso sono molto convinta”.

Ha superato in finale eroCaddeo, della squadra di Achille Lauro, secondo classificato; sul podio anche DELIA, della squadra di Jake La Furia. Quarto in classifica PierC, della squadra di Francesco Gabbani, che per molte puntate era stato dato per favorito e che si fatto apprezzare per le sue doti vocali.

“Chi entra Papa esce cardinale. Io sono gratissimo del percorso che ho fatto, sono felice di essere venuto per i miei compagni e per Rob, per tutti quanti. Ieri sera abbiamo vissuto il concerto, la finale, come un concerto fra colleghi, quindi non c’era nessun tipo di aspettativa, almeno da parte mia, riguardo alla posizione in cui sarei arrivato. C’era un sentimento e un clima condiviso, quindi sono contento del percorso fatto in maniera molto genuina”.

Un trionfo della musica di qualit anche se con stili molto diversi che ha illuminato la notte di Napoli. Sono aperti i casting per la prossima edizione.

Meta si accorda con i media, pagherà per addestrare l’Ia con news verificate

New York, 05 dic. (askanews) – La società di Mark Zuckerberg, Meta, ha annunciato venerdì di aver concluso nuovi accordi commerciali con diversi editori, tra cui USA Today, CNN, Fox News, The Daily Caller, Washington Examiner, People Inc. e Le Monde, per consentire al suo chatbot di intelligenza artificiale di accedere a contenuti verificati su attualità e informazione.

Gli accordi, di durata pluriennale e simili a quello già firmato con Reuters, prevedono compensi agli editori per l’utilizzo dei loro contenuti. La mossa segna un ritorno di Meta al pagamento per contenuti editoriali, dopo la chiusura del programma di remunerazione nel 2022.

Il chatbot IA di Meta è integrato nelle funzioni di ricerca e messaggistica di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger: quando gli utenti porranno domande su eventi in corso, riceveranno risposte con indicazione della fonte e link agli articoli originali.

Michael Bubl intona l’Ave Maria in conferenza stampa in Vaticano

Roma, 5 dic. (askanews) – La sala stampa della Santa Sede diventa per la prima volta un “palco” per due artisti d’eccezione: Michael Bubl e Serena Autieri. Il primo, canadese, all’attivo oltre 75 milioni di album venduti nel mondo, ha intonato l’Ave Maria, che domani canter al Concerto per i Poveri, in Aula Paolo VI, alla presenza del Papa.

Autieri ha invece intonato un pezzettino del brano “Quando nascette Ninno”, in napoletano.

La sesta edizione del Concerto con i Poveri, evento gratuito che unisce bellezza artistica e solidariet, nel segno dell’incontro e della condivisione, ha come protagonista Michael Bubl, che si esibir con parte della sua band insieme al Mons. Marco Frisina, alla Nova Opera Orchestra e al Coro della Diocesi di Roma. Serena Autieri conduce la serata.

La Cei: obiezione di coscienza e servizio civile per una difesa non militare

Roma, 5 dic. (askanews) – “In un tempo in cui governi, attori politici e perfino opinioni pubbliche considerano la guerra come strumento privilegiato di risoluzione dei conflitti, occorre il coraggio di vie alternative per dare sostanza al realismo lungimirante della cura della dignità umana e del creato. Vale allora la pena di far memoria di esperienze civili di grande spessore, cui i cattolici hanno contribuito. Una di queste è quella che ha portato a scoprire che la difesa della patria non si assicura solo con il ricorso alle armi, ma passa per la cura della civitas, attraverso l’obiezione di coscienza e il servizio civile”. Così la Conferenza Episcopale Italiana nella Nota Pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante”, approvata dall’81ma Assemblea Generale il 19 novembre 2025 ad Assisi e pubblicata oggi.

“Oggi, di fronte al mondo in guerra, dovremmo poter declinare il valore della ‘difesa della patria’ in un servizio civile obbligatorio per ogni giovane, come momento che accompagna la maturità politica della maggiore età con quella civile e morale. Un servizio civile obbligatorio sarebbe un investimento per dare alle prossime generazioni l’occasione di praticare la cura per la dignità della persona umana e per l’ambiente, per opporsi all’ineguaglianza che si fa sistema sociale, all’inimicizia come qualifica delle relazioni fra esseri umani e popoli, alla soggezione dell’altro alle proprie ambizioni”, conclude il documento.

Nato, gli Usa vogliono che l’Europa assuma gran parte della difesa entro il 2027

Roma, 5 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti vogliono che l’Europa assuma la maggior parte delle capacità di difesa convenzionali della Nato, dall’intelligence ai missili, entro il 2027. Lo scrive in esclusiva la Reuters citando quanto riferito a Washington da alcuni funzionari del Pentagono a diplomatici.

Il messaggio, riportato da cinque fonti a conoscenza della discussione, tra cui un funzionario statunitense, è stato trasmesso durante una riunione tenutasi questa settimana a Washington tra il personale del Pentagono che supervisiona la politica della Nato e diverse delegazioni europee. La scadenza, piuttosto ravvicinata, è stata ritenuta irrealistica da alcuni funzionari europei. Durante l’incontro, i funzionari del Pentagono hanno dichiarato che Washington non è ancora soddisfatta dei progressi compiuti dall’Europa per potenziare le proprie capacità di difesa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022.

I funzionari statunitensi hanno detto alle loro controparti che se l’Europa non rispetterà la scadenza del 2027, gli Stati Uniti potrebbero interrompere la partecipazione ad alcuni meccanismi di coordinamento della difesa della Nato, hanno riferito alla Reuters le fonti a condizione di anonimato.

E’ morto il cantante Sandro Giacobbe

Roma, 5 dic. (askanews) – Una delle voci simbolo della musica italiana anni ’70 e ’80, è morto oggi nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante ligure. Aveva 75 anni e da oltre dieci anni affrontava con coraggio la malattia. Autore di successi come “Signora mia” e “Gli occhi di tua madre”, Giacobbe ha segnato un’epoca con le sue melodie romantiche. Lascia la moglie e i figli Andrea e Alessandro Una carriera costruita sulle emozioni e sulle parole che hanno fatto innamorare generazioni. Sandro Giacobbe è morto oggi, a 75 anni, nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante genovese. La notizia è stata confermata da una fonte vicina alla famiglia. Da oltre dieci anni combatteva contro un tumore, affrontando la malattia con grande forza d’animo.

Dai successi alle hit parade internazionali Cantautore raffinato, Giacobbe ha firmato brani indimenticabili come “Signora mia” e “Gli occhi di tua madre”, che negli anni ’70 e ’80 hanno dominato le classifiche italiane e straniere. Le sue canzoni, intrise di romanticismo, hanno accompagnato la vita di milioni di ascoltatori, diventando colonne sonore di un’epoca.

“Arti della Terra” una mostra che cambia le carte in tavola

Bilbao, 5 dic. (askanews) – Forse non tutti lo coglieranno e forse non tutti saranno pronti o d’accordo. Ma la mostra “Arti della Terra” presentata nel Museo Guggenheim di Bilbao in qualche modo rappresenta un cambiamento che non rinviabile, una presa di posizione di fronte allo stato del pianeta che deve coinvolgere anche il discorso culturale e artistico. Nelle grandi sale progettate da Gerhy trovano spazio alberi, foglie, materiali e soprattutto terra, in un percorso che rimanda alla Land Art o all’attivismo, ma che anche qualcosa di pi radicale.

“Sono i processi ecosistemici che ci interessa portare qui dentro – ha detto ad askanews il curatore Manuel Cirauqui – prima di tutto per porre una sfida ai protocolli classici del museo, pensando che in un futuro prossimo questa sar la nostra realt. Dovevo essere molto pi vicini ai processi ecosistemici per poterli capire e per poter esistere insieme, perch non c’ un altro modo di esistere”.

Al centro della ricerca c’ il suolo, inteso come spazio materiale ed ecosistema condiviso, ma c’ anche una costante urgenza di cambiamento, perch le piante e l’erba, banalmente, crescono, e “crescita” un’altra parola chiave, perch rimanda pure al sistema economico che ha prodotto la crisi attuale. E uno dei possibili sensi profondi dell’esposizione si pu trovare proprio nella duplice lettura di questi termini, applicabili sia al progetto d’arte sia all’emergenza ambientale. E naturalmente si ragiona di trasformazione.

“Questa trasformazione del mondo, noi pensiamo con la mostra – ha aggiunto il curatore – che venuta accompagnata da una trasformazione nell’arte e suo rapporto con i materiali. In questo contesto dei materiali entrano i processi vivi”.

chiaro che si tratta comunque di una mostra in uno dei musei pi globalizzati, ed anche vero che sono esposti artisti storici come Joseph Beuys, Hans Haacke, Richard Long, Meg Webster o Giuseppe Penone, ma il contesto complessivo a essere in gran parte diverso, anche per la presenza di molti artisti pi giovani e legati al territorio.

“L’idea del contemporaneo stesso – ha concluso Manuel Cirauqui – una idea che vogliamo prendere non problematicamente, ma che vogliamo prendere criticamente il contemporaneo non il contemporaneo dei social o di due ore fa, il contemporaneo un spazio molto largo di pi di 60-70 anni, possiamo pensare a dei momenti che hanno aperto questa sensazione del contemporaneo della crisi climatica come un presente allargato”.

Un presente che rischia di sfuggire via e che, come gli alberi del Mediterraneo che fanno parte di una grande installazione, ha bisogno di cura. E la qualit di questa cura, alla fine, diventa l’opera stessa. Questo s, potrebbe essere un cambiamento epocale per il sistema dell’arte. (Leonardo Merlini)

Claude Monet, a Milano una mostra immersiva a 100 anni dalla morte

Milano, 5 dic. (askanews) – 1926-2026: i cento anni dalla morte di Claude Monet si aprono con una mostra immersiva allo Spazio Ventura di Milano dal 5 dicembre, data della morte del maestro, al 4 aprile 2026 “Claude Monet: The Immersive Experience”, un’esposizione artistica in cui il mondo vibrante e onirico dell’artista francese prende vita.

Quasi 2mila metri quadrati di esposizione che, attraverso una tecnologia digitale 4K, restituisce oltre 300 importantissime opere. Questa nuova esperienza artistica a 360 gradi celebra le opere di Monet, tra le quali capolavori come le serie delle Ninfee; Impressione, levar del sole, abbinando poesia e sofisticata tecnologia.

L’esposizione presentata da Exhibition Hub, curatore, produttore e distributore internazionale di grandi mostre ed esperienze di intrattenimento per famiglie, in collaborazione con Fever.

Roberta Saldi, Corporate & co marketing manager di Exhibition Hub: “La mostra si sviluppa in varie sale, ci sono dei percorsi che riguardano chiaramente la vita di Monet, le tecniche pittoriche, c’ la riproduzione del suo studio di Giverny, che era questo suo tempio dove lui creava e riproduceva en plein air, tutte le sue opere, il ponte giapponese, poi c’ la sala immersiva dove si viene immersi a 360 gradi”.

Una esperienza per suoni e immagini di grandi dimensioni in grado di trasportare il visitatore in quella realt mediata dalle sensazioni, les “impressions” che hanno reso celebre il maestro dell’Impressionismo.

Dure critiche degli Usa all’Ue: rischia la cancellazione della sua civiltà

Roma, 5 dic. (askanews) – A meno di un anno dagli avvertimenti pronunciati dal vicepresidente JD Vance alla 61 Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, l’Amministrazione Trump torna a scuotere l’Europa, denunciando le ‘aspettative irrealistiche’ dei funzionari europei sulla guerra in Ucraina e parlando apertamente di una ‘progressiva erosione della civiltà europea’. La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicata oggi dalla Casa Bianca, delinea per il continente un futuro allarmante: l’Europa, si legge, rischia di diventare ‘irriconoscibile entro vent’anni o meno’ se le tendenze attuali non verranno invertite. Ma gli Usa puntano il dito anche contro il ruolo della Nato, che non deve essere più percipita ‘come alleanza in continua espansione’.

Nel mirino di Washington, in ogni caso, c’è soprattutto l’Unione europea, ritenuta incapace di fronteggiare i flussi migratori, il crollo demografico e la perdita delle identità nazionali e della fiducia collettiva. In una visione del mondo che rimette al centro lo Stato-nazione e ridimensiona il ruolo delle istituzioni sovranazionali, la Casa Bianca considera Bruxelles parte del problema più che della soluzione.

Per gli Stati Uniti, il rilancio europeo passa attraverso quattro direttrici: una ridefinizione del rapporto con la Russia; una reale assunzione di responsabilità da parte dei Paesi europei in materia di difesa; una maggiore apertura dei mercati dell’UE ai beni e servizi americani; e l’abbandono dell’idea di una NATO destinata a espandersi indefinitamente.

Nell’analisi della postura statunitense nello scenario globale, il documento individua nel Sud America e nell’Indo-Pacifico i principali teatri strategici per Washington, ridimensionando il focus sul Medio Oriente.

PACE ATTRAVERSO LA FORZA, LA POLITICA ESTERA DEL PRESIDENTE TRUMP ‘Negli ultimi nove mesi, abbiamo salvato la nostra nazione – e il mondo intero – dall’orlo della catastrofe. Dopo quattro anni di debolezza, estremismo e fallimenti letali, la mia amministrazione ha agito con urgenza e rapidità storica per ripristinare la forza degli Stati Uniti, sia internamente che all’estero, e per portare pace e stabilità nel mondo’, ha scritto il presidente Trump nel preludio del documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicato oggi dalla Casa Bianca. ‘Nessuna amministrazione nella storia ha realizzato un cambiamento così radicale in così breve tempo’, scrive Trump nella lettera che apre il documento.

‘L’America è di nuovo forte e rispettata, e grazie a questo stiamo portando pace in tutto il mondo’ e ‘in ogni nostra azione, mettiamo l’America al primo posto’, ha specificato Trump, presentando la nuova strategia di politica estera statunitense.

In merito al documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, Trump ha sottolineato che esso ‘rappresenta una roadmap per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità, e la casa della libertà sulla Terra’.

Nella definizione della propria strategia in ambito geopolitico, la Casa Bianca ha rappresentato che ‘la politica estera del presidente Trump è pragmatica senza essere ‘pragmatista’, realistica senza essere ‘realista’, fondata su principi senza essere ‘idealista’, decisa senza essere ‘bellicosa’ e misurata senza essere ‘pacifista’. Non si basa su ideologie politiche tradizionali, ma è motivata soprattutto da ciò che funziona per l’America-in due parole, ‘America First”.

‘Un mondo in fiamme, dove le guerre arrivano sulle nostre coste, è contrario agli interessi americani’, rileva la Strategia statunitense, specificando che ‘il presidente Trump utilizza una diplomazia non convenzionale, la potenza militare americana e leve economiche per estinguere chirurgicamente focolai di divisione tra nazioni dotate di armi nucleari e guerre violente causate da odi secolari’.

In questo nuovo scenario globale, l’Amministrazione Trump ha ridefinito le parole chiave della propria politica estera, che possono essere riassunte in una riperimetrazione del concetto di interesse nazionale; di una ristaurata prevalenza militare; una tendenza al non interventismo; un rapporto con i competitor e alleati internazionali basato su un realismo flessibile; la primauté degli Stati sugli organismi internazionali e un equilibrio di potere che non minacci l’egemonia statunitense.

‘COROLLARIO TRUMP’ ALLA STORICA DOTTRINA MONROE L’Amministrazione Trump ha delineato nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, gli interessi fondamentali di politica estera degli Stati Uniti, applicando un ‘Corollario Trump’ alla Dottrina Monroe.

‘I nostri obiettivi per l’Emisfero Occidentale possono essere riassunti in ‘Arruolare ed Espandere”, si legge nel documento.

‘Arruolare significa coinvolgere amici consolidati nell’emisfero per controllare la migrazione, fermare i flussi di droga e rafforzare la stabilità e la sicurezza, sia sulla terra che sul mare’, specifica il documento, mentre ‘Espandere significa coltivare e rafforzare nuovi partner, aumentando al contempo l’attrattiva degli Stati Uniti come partner economico e di sicurezza preferenziale’.

‘Gli Stati Uniti devono essere preminenti nell’Emisfero Occidentale, condizione essenziale per la nostra sicurezza e prosperità, che ci permetta di affermarci con sicurezza dove e quando necessario. I termini delle nostre alleanze e di qualsiasi forma di aiuto devono dipendere dalla riduzione dell’influenza ostile esterna – dal controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture critiche, all’acquisizione di asset strategici’, precisa l’Amministrazione Trump.

Secondo quanto si evince dal documento, gli obiettivi di Washington sono quelli di ‘garantire che l’Emisfero Occidentale rimanga sufficientemente stabile e ben governato da prevenire e scoraggiare migrazioni di massa verso gli Stati Uniti’; di avere ‘un emisfero i cui governi collaborino con noi contro narco-terroristi, cartelli e altre organizzazioni criminali transnazionali’; di avere ‘un emisfero libero da incursioni ostili o dal controllo straniero di asset strategici, e che sostenga le catene di approvvigionamento critiche’; e ‘garantire il nostro continuo accesso a località strategiche chiave’.

Inoltre, la Casa Bianca vuole ‘fermare e invertire i danni che attori stranieri infliggono all’economia americana, mantenendo al contempo l’Indo-Pacifico libero e aperto, preservando la libertà di navigazione in tutte le rotte marittime cruciali, e garantendo catene di approvvigionamento sicure e affidabili e accesso a materiali critici’; ‘sostenere i nostri alleati nel preservare la libertà e la sicurezza dell’Europa, mentre aiutiamo il continente a recuperare la fiducia civica e l’identità occidentale’; ‘impedire a una potenza ostile di dominare il Medio Oriente, le sue risorse di petrolio e gas e i punti di passaggio strategici, evitando al contempo le ‘guerre infinite’ che ci hanno intrappolato nella regione a costi enormi’; ‘garantire che la tecnologia e gli standard statunitensi, in particolare nell’IA, nella biotecnologia e nel calcolo quantistico, guidino il progresso mondiale’.

INDO-PACIFICO PRIMARIO CAMPO DI COMPETIZIONE CON CINA ‘L’Indo-Pacifico è e continuerà a essere uno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del secolo a venire’, si legge nel documento redatto dall’Amministrazione Trump sulla Strategia della Sicurezza Nazionale pubblicato oggi dalla Casa Bianca. Questo è il terreno di scontro e confronto con il principale competitor degli Stati Uniti, la Cina.

‘Il presidente Trump ha invertito da solo oltre tre decenni di supposizioni errate degli Stati Uniti riguardo la Cina: cioè, che aprendo i nostri mercati alla Cina, incoraggiando le imprese americane a investire in Cina e delocalizzando la nostra produzione industriale lì, avremmo facilitato l’ingresso della Cina nel cosiddetto ‘ordine internazionale basato sulle regole’. Ciò non è accaduto’, appura la Casa Bianca.

‘La Cina è diventata ricca e potente, e ha utilizzato la sua ricchezza e il suo potere a proprio vantaggio. Le élite americane – in quattro amministrazioni consecutive di entrambi i partiti – sono state o facilitatori consenzienti della strategia cinese, o in negazione della realtà’, osserva il documento. In questo contesto, secondo l’Amministrazione Trump, è importante che ci sia ‘un focus costante sulla deterrenza per prevenire la guerra nell’Indo-Pacifico’. Infatti, è ‘prioritario’ per la Casa Bianca ‘prevenire un conflitto su Taiwan, idealmente mantenendo un vantaggio militare’.

EUROPA: TRA ANTICA GRANDEZZA E ODIERNA DECADENZA ‘È un interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire un’escalation involontaria o l’espansione della guerra, ristabilire la stabilità strategica con la Russia e consentire la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come stato vitale’, si legge nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America.

Gli Stati Uniti, nell’analisi del conflitto in Ucraina, osservano una ‘progressiva erosione della civiltà europea’, dettata dalle ‘azioni dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità nazionale; politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando tensioni; censura della libertà di espressione e repressione dell’opposizione politica; calo demografico; perdita delle identità nazionali e della fiducia in sé stessa’.

Secondo l’Amministrazione Trump, ‘se le tendenze attuali continueranno, il continente sarà irriconoscibile entro vent’anni o meno’.

‘Non è quindi scontato che alcuni paesi europei possano mantenere economie e forze militari sufficientemente forti da restare alleati affidabili’, evidenzia il rapporto.

‘Molti di questi stati, al momento, stanno rafforzando il loro percorso attuale. Gli Stati Uniti desiderano che l’Europa rimanga europea, recuperi la propria fiducia civica e abbandoni il fallimentare approccio basato sul soffocamento regolamentare’, prosegue il documento.

‘Questa mancanza di fiducia in sé stessa è particolarmente evidente nel rapporto con la Russia’, sottolinea il documento di Sicurezza Nazionale, aggiungendo che ‘gli alleati europei godono di un significativo vantaggio militare rispetto alla Russia su quasi tutti i fronti, ad eccezione delle armi nucleari’.

‘A causa della guerra in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono profondamente compromesse, e molti europei considerano la Russia una minaccia esistenziale. Gestire queste relazioni richiederà un impegno diplomatico significativo da parte degli Stati Uniti, sia per ristabilire condizioni di stabilità strategica sull’intera Eurasia, sia per ridurre il rischio di conflitto tra Russia e stati europei’, evidenzia il documento.

Ciononostante, esiste un impegno di Washington per ripristinare ‘l’antica grandezza’ del Vecchio continente, figlio del fatto che ‘l’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti’.

Le priorità evidenziate dagli Stati Uniti per un rinnovamento europeo prevedono una ridefinizione dei rapporti con la Russia, una piena assunzione di responsabilità europea in merito alla propria difesa, un’apertura dei mercati europei ai beni e servizi statunitensi e la fine della percezione della NATO come alleanza in continua espansione.

Inoltre, l’Amministrazione Trump ritiene che ‘la crescente influenza dei partiti europei patriottici rappresenta un motivo di grande ottimismo’ per la futura rinascita europea.

‘Il nostro obiettivo deve essere aiutare l’Europa a correggere la propria traiettoria attuale. Avremo bisogno di un’Europa forte per competere con successo e per collaborare con noi nel prevenire che qualsiasi avversario domini il continente’, prosegue la nota, spiegando che ‘gli Stati Uniti sono, comprensibilmente, legati sentimentalmente al continente europeo – e, naturalmente, a Gran Bretagna e Irlanda’.

IL NUOVO MEDIO ORIENTE ‘La chiave per relazioni di successo con il Medio Oriente è accettare la regione, i suoi leader e i suoi stati così come sono, lavorando insieme su aree di interesse comune’, ha scritto la Casa Bianca nel documento di Strategia sulla Sicurezza Nazionale pubblicato oggi.

‘Per almeno mezzo secolo, la politica estera americana ha dato priorità al Medio Oriente rispetto a tutte le altre regioni. Le ragioni sono ovvie: il Medio Oriente è stato per decenni il principale fornitore mondiale di energia, un teatro privilegiato della competizione tra superpotenze e una regione costellata di conflitti che minacciavano di espandersi al resto del mondo e persino sulle nostre stesse coste’, si legge nel documento.

‘Oggi almeno due di queste dinamiche non sono più valide. Le forniture energetiche si sono notevolmente diversificate, con gli Stati Uniti che sono tornati a essere un esportatore netto di energia. La competizione tra superpotenze ha lasciato spazio al gioco tra grandi potenze, in cui gli Stati Uniti mantengono la posizione più invidiabile, rafforzata dalla rivitalizzazione delle nostre alleanze nel Golfo, con altri partner arabi e con Israele guidata dal presidente Trump’, specifica il documento.

‘I giorni in cui il Medio Oriente dominava la politica estera americana – sia nella pianificazione a lungo termine sia nell’esecuzione quotidiana – sono fortunatamente finiti, non perché il Medio Oriente non conti più, ma perché non rappresenta più una costante irritazione e la potenziale fonte di catastrofe imminente che era un tempo. La regione sta emergendo come un luogo di partenariato, amicizia e investimenti, una tendenza da accogliere e incoraggiare’, afferma l’Amministrazione Trump.

AFRICA, UN NUOVO APPROCCIO AMERICANO Infine, in merito al continente africano, gli Stati Uniti intendono riformare la loro politica in Africa, passando da un approccio basato sugli aiuti a uno centrato su investimenti e commercio. L’obiettivo è mitigare conflitti, favorire partenariati affidabili, sfruttare risorse naturali e sviluppare settori strategici come energia e minerali critici, senza impegnarsi in presenza militari a lungo termine.

Ex Ilva, operai in festa a Genova: stop a presidio e sciopero

Genova, 5 dic. (askanews) – I lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Genova hanno accolto con applausi, cori ed abbracci l’esito dell’incontro di oggi a Roma tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. Gli operai hanno quindi deciso di rimuovere il presidio di protesta permanente in piazza Savio che da cinque giorni sta causando gravi disagi al traffico in tutto il ponente cittadino e di sospendere lo sciopero.

“Buone notizie sì – ha commentato il coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento genovese di Acciaierie d’Italia, Armando Palombo – problemi finiti no. La latta continuerà con gli ordini che abbiamo già in cassetto e ci sarà un rallentamento sul cromato. Sullo zincato abbiamo 22 o 24 mila tonnellate per arrivare fino al 28 febbraio con tre settimane di fermata per manutenzione. Questi sono numeri che a noi vanno bene”.

“Lo zincato – ha sottolineato Palombo – è ripartito come chiedevamo noi ma qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza per questi 7 giorni che abbiamo passato qua a Genova. Riprendiamo l’attività da domani a pieno regime con 585 persone a lavorare, 280 in cassa e 70 ai corsi di formazione, ma con la zincatura in funzione. Qua sbaracchiamo tutto, ordiniamo e puliamo”.

Pompe di calore e data center: la rivoluzione secondo Bani

Roma, 5 dic. (askanews) – Al Forum dedicato all’energia e all’innovazione sostenibile, tra i protagonisti anche Riccardo Bani, Presidente di ARSE e imprenditore alla guida di Veos S.p.A., realt che investe in tecnologie energetiche avanzate. Con lui abbiamo affrontato uno dei temi pi urgenti per il futuro del Paese: la decarbonizzazione del riscaldamento domestico e il ruolo delle nuove soluzioni elettriche.

“Oggi, il 50% dei consumi dell’energia finale in Italia riscaldamento e industria, i due terzi sono riscaldamento, quindi la risposta assolutamente importante, anche perch nei consumi di energia elettrica abbiamo gi fatto molto, siamo arrivati ormai quasi al 50%. Sul riscaldamento battiamo un po’ la fiacca. L’elettrificazione dei consumi termici, in particolare attraverso tecnologia della pompa di calore, che ha raggiunto, grazie agli investimenti, ricerca e sviluppo la possibilit di coprire anche fabbisogni con edifici con radiatori, una strada maestra che dobbiamo perseguire. Porta molteplici benefici: il primo veniva ricordato in questo evento del Forum “QualEnergia”, la sicurezza energetica nel nostro Paese perch, per ogni caldaia spenta e sostituita da una pompa di calore, non solo azzeriamo il consumo di gas laddove ci stiamo scaldando, ma ne riduciamo anche il 60% nel livello Sistema-Paese. Riduciamo le bollette delle famiglie e delle imprese, perch anche le imprese si riscaldano nei loro edifici, e la riduciamo dal 35 al 70% risolvendo un problema rilevante per le famiglie e competitivit per le imprese italiane. Ultimo, ma non meno importante, l’aspetto ambientale perch, al di l dei temi macro cambiamenti climatici, l’aria inquinata nelle nostre citt, soprattutto da monossido di carbonio e polveri sottili, prevalentemente riconducibile al riscaldamento” ha dichiarato Bani.

Una visione che lega la transizione energetica alla capacit di innovare: pompe di calore, reti intelligenti, comunit energetiche e recupero del calore di scarto. Tecnologie gi disponibili, che possono rendere le citt italiane pi sostenibili, pi efficienti e pi indipendenti dal gas. Una sfida che parte dagli edifici, ma che chiama in causa il futuro dell’intero sistema energetico nazionale.

Roma, arriva "Harry Potter" in concerto con I doni della morte

Roma, 5 dic. (askanews) – L’ultimo e più atteso capitolo della saga letteraria più amata arriva per la prima volta in Italia come mai visto prima: “Harry Potter Film Concert Series presenta Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 in Concerto”, il settimo e penultimo film, sabato 6 (sold out) e domenica 7 dicembre (ore 15.00 e ore 20.30) all’Auditorium Conciliazione di Roma e a seguire al TAM Teatro Arcimboldi di Milano sabato 27 (ore 20.30) e domenica 28 dicembre (ore 15.00 e ore 19.30).

L’Orchestra Italiana del Cinema sale sul palco con una formazione di 80 musicisti – guidata nella Capitale dalla bacchetta del direttore Mathieu Romano e a Milano dal direttore Benjamin Pope – pronta a eseguire dal vivo l’indimenticabile colonna sonora di Alexandre Desplat in perfetto sincrono con la proiezione dell’intero film, in alta definizione su uno schermo di 12 metri e con i dialoghi in italiano.

Un evento in anteprima assoluta per l’Italia, in attesa del Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore e ai suoi protagonisti che vedrà la sua quinta edizione a Roma nel marzo 2026.

“Harry Potter Film Concert Series” è un progetto ideato da Warner Bros. Discovery Global Themed Entertainment e CineConcerts, ed è l’unica tournée ufficiale che celebra a livello globale i film della saga. Dal debutto mondiale di “Harry Potter e la Pietra Filosofale in Concerto” nel 2016, oltre 3 milioni di spettatori in più di 48 Paesi hanno vissuto la magia di questa straordinaria esperienza, con oltre 2.973 performance programmate entro il 2025.

“Con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 ci avviciniamo al culmine di un viaggio straordinario che ha segnato profondamente anche la storia della nostra orchestra” ha dichiarato Marco Patrignani. “Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto ufficiale, che ha incantato milioni di spettatori nel mondo, e che continua con entusiasmo il suo percorso verso la quinta edizione del Roma Film Music Festival, in programma a marzo 2026”.

In questo capitolo, che avvicina il pubblico alla fine, nuova luce colpisce dettagli, personaggi ed eventi che già si pensava di conoscere, rivelandone segreti e significati profondi. Harry, Ron ed Hermione partono per una missione: trovare e distruggere gli Horcrux, la chiave del potere di Voldemort. Da soli e in fuga, i tre amici devono contare l’uno sull’altro più che mai… ma le Forze Oscure minacciano di dividerli.

Vincitore dell’International Film Music Critics Award (IFMCA), del World Soundtrack Award e del Satellite Award per la Miglior Colonna Sonora Originale, il compositore premio Oscar Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, Il Discorso del Re, Philomena) ha creato una colonna sonora intensa e raffinata che trasporta il pubblico nel cuore delle avventure di Harry mentre ha inizio la tanto temuta guerra nel mondo magico.

Justin Freer, presidente di CineConcerts e produttore/direttore della Harry Potter Film Concert Series, ha commentato: “La saga cinematografica di Harry Potter è un fenomeno culturale irripetibile che continua a incantare milioni di fan in tutto il mondo. Siamo felici di offrire al pubblico, per la prima volta, l’opportunità di ascoltare dal vivo le musiche premiate della saga mentre il film viene proiettato sul grande schermo. Un evento davvero indimenticabile”.

Brady Beaubien, produttore di CineConcerts, ha aggiunto: “Harry Potter è sinonimo di emozione in tutto il mondo. Speriamo che, attraverso l’esecuzione dal vivo di questa musica straordinaria insieme al film completo, il pubblico continui a celebrare il mondo magico”.

Istituzioni in campo per bambini dei reparti oncologici

Roma, 5 dic. (askanews) – Trasformare materiale di scarto, destinato al riciclo, in kit scolastici per i piccoli pazienti oncologici ricoverati negli ospedali pediatrici italiani. la sfida presentata alla Camera dei Deputati di “Circular for kids” un progetto che, grazie a una donazione straordinaria di materiali di comunicazione in disuso annunciata dallo stesso Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mul, render possibile la realizzazione di kit scolastici, che saranno distribuiti nei reparti di oncologia pediatrica dei principali ospedali italiani. Materiali trasformati cos in astucci e kit scolastici grazie al recupero della Novo Nordisk, azienda farmaceutica da sempre impegnata nel coniugare salute e sostenibilit e al laboratorio sociale Coloriage di Roma. Un contributo preziosissimo quello della Camera dei Deputati ad un progetto, che coniuga sostenibilit ambientale e sociale. Abbiamo paralto con l’On. Giorgio Mul, Vicepresidente della Camera dei Deputati:

“C’ un problema di responsabilit sociale che aziende virtuose, non sono oramai i casi sporadici, hanno assunto su di loro. Ci sono, come dire, quote di bilancio che vengono dedicate alla sostenibilit. Bisogna intercettare progetti che partono, ad esempio, dalle richieste dell’associazione dei pazienti, che incontrano molto spesso e anzi vengono accompagnate dal Ministero della Salute, da istituzioni come la Camera, perch l’intento comune per creare condizioni migliori di vivibilit e di sostegno, soprattutto ai soggetti pi fragili”.

Gesti semplici, come la donazione di kit scolastici, possono fare la differenza nella vita quotidiana di questi bambini e delle loro famiglie. poi intervenuta l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice Intergruppo parlamentare “insieme per un impegno contro il cancro”:

“Un piccolo gesto che fa la differenza, sicuramente, fa sentire meno soli i bambini all’interno di un contesto ospedaliero che sempre difficile da affrontare da parte soprattutto loro, che vengono completamente sradicati dal contesto sociale, soprattutto della socialit, della socializzazione dell’ambiente scolastico nel quale solitamente sono inseriti, e quindi un piccolo gesto che ha un grande valore sociale, soprattutto per i piccoli bambini e le loro famiglie”.

Una vision innovativa quella di Novo Nordisk e di sostegno verso i pi fragili, che non pu prescindere dal supporto delle istituzioni. Infine abbiamo parlato con Alfredo Galletti, General Manager di Novo Nordisk Italia:

“Abbiamo cercato di abbracciare in ogni passaggio quanto pi disuguaglianza sociale o fragilit sociale potessimo, quindi di scegliere il laboratorio Coriage. Secondo me stata un’ottima idea quella non solo di riciclare il materiale, ma anche far s che le persone che lavorano per questo riciclo e riutilizzo e conversione di questo materiale siano persone altrettanto che hanno delle fragilit e quindi cerchiamo di catturare i pi possibili stakeholder e aumentare l’impatto positivo con lo spettro pi ampio possibile”.

Circular for Kids un esempio di come la collaborazione tra istituzioni, aziende e societ possa tradursi in azioni concrete di solidariet e inclusione nei confronti di bambini meno fortunati.

L’isola del tempo profondo: Hito Steyerl in Fondazione Prada

Milano, 5 dic. (askanews) – Un progetto di una delle artiste pi influenti della scena contemporanea che unisce scienza e fantascienza, narrazione visuale e ragionamento politico, siti di 7mila anni fa e ragionamenti sui confini della tecnologia. Hito Steyerl ha portato all’Osservatorio di Fondazione Prada a Milano la mostra “The Island”. ” una mostra sull’archeologia, sulla fisica quantistica e sul fascismo – ha detto l’artista -. Tutti e tre questi elementi si ritrovano nell’isola di Curzola, dall’altra parte del mare Adriatico”.

Hito Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo ricorrente dell’inondazione, evocando temi urgenti come le attuali derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunit scientifica.

“Trovo molto interessante – ci ha spiegato Chiara Costa, Head of Program di Fondazione Prada

– che Hito Steyerl si affidi alle dinamiche della fisica quantistica per raccontare delle temporalit che si contrastano, ma si incontrano anche. Nel suo nuovo film The Island si parte dalla scoperta di un’isola artificiale creata nel Neolitico, si passa per Flash Gordon fino ad arrivare quindi a usare un passato per raccontare un futuro di cui non siamo particolarmente certi”.

La mostra si compone del film, ma anche di installazioni video, di oggetti di interviste, che attraversano il tempo e gli immaginari, dalla bioluminescenza alle bombe che cadevano sulla Yugolsavia nel 1941. E con una componente importante di fantascienza. “In questa installazione – ha detto ancora Steyerl – cerco di focalizzarmi pi sulla parte scientifica della fantascienza e sul cercare di capire come possiamo pensare la scienza in un mondo che oggi pieno di fake news e di costruzioni dell’intelligenza artificiale. Quindi mi chiedo come possiamo salvare i fatti, magari anche quelli scientifici e come li possiamo comunicare?”.

L’esposizione in Osservatorio suggerisce la risposta che si possano comunicare attraverso l’arte, ma probabilmente una risposta banale, che non soddisfa in pieno le domande che il progetto vuole suscitare. A partire da quella sui rischi della tecnologia. “Certo dovremmo avere paura, ma anche no, cio, davvero dipende – ha concluso l’artista -. La tecnologia un fatto e limitarci ad avere paura non aiuta nessuno. Si tratta di interrogarla, di metterla in discussione di capire come funziona. Si tratta di liberarla da quella scatola nera in cui le Corporation la stanno rinchiudendo. Credo ci siano tante cose da fare intorno alla tecnologia piuttosto che averne solo paura”.

Un altro dei grandi temi toccati da “The Island” quello del tempo, anche qui con na giustapposizione significativa: il tempo-spazzatura della vita digitale e del capitalismo, opposto e in relazione con il tempo profondo, della natura, dell’archeologia e anche di tutto quello che non capiamo e non vogliamo guardare.

BBVA celebra il suo 4 anniversario in Italia

Milano, 5 dic. (askanews) – BBVA celebra in Italia il quarto anniversario della sua banca digitale e ne consolida la crescita. La piattaforma ha superato gli 800 mila clienti e punta a raggiungere quota un milione entro il 2026.

La crescita si riflette anche nei finanziamenti: in un anno il volume dei prestiti aumentato di otto volte. Segnale concreto di come il modello italiano, in perenne sviluppo, stia diventando un punto di riferimento anche nei mercati europei, con obiettivi chiari nel lungo e breve termine. Ne ha parlato cos Walter Rizzi, Head of Digital Banking di BBVA Italia: “L’obiettivo quello di diventare la banca principale, o quantomeno la banca pi amata dalla maggior parte degli italiani. Noi oggi abbiamo 800.000 clienti, puntiamo ad averne 1 milione nel 2026 e vogliamo diventare la banca che utilizzano tutti i giorni, in cui hanno la fiducia di mettere il proprio stipendio, di mettere i propri risparmi e hanno la convenienza di utilizzare i servizi di pagamento”.

Sul fronte dell’innovazione, BBVA sta lavorando a una app conversazionale integrata con ChatGPT, che consentir ai clienti di ottenere informazioni e gestire i prodotti in modo efficace e immediato. L’applicazione, presentata a Milano, destinata a essere una delle prime del settore nella futura OpenAI Store europea. “BBVA, in Italia, unisce due mondi. Unisce da una parte la forza di un gruppo che ha 168 anni di storia, che ha 80 milioni di clienti nel mondo, presente in 25 nazioni nel mondo e dall’altra parte il valore della fintec, della digitalizzazione della banca in cui tutti i servizi sono facilmente accessibili. Hanno dei costi che sono quelli delle banche digitali, quindi i nostri conti correnti non hanno costi, il saldo viene remunerato. L’unione di questi due punti, secondo noi, unica in Italia ed quella che ci ha consentito di fare 800.000 clienti fino a oggi e ci consentir di continuare a crescere ed accelerare nei prossimi anni” ha continuato Rizzo.

BBVA Italia, con una crescita superiore alle aspettative e app ai vertici delle classifiche di gradimento, si prepara ora alla fase successiva: diventare la banca principale per un numero sempre maggiore di clienti.

Investire nel Fondo Sanitario Nazionale per non spendere pi

Roma, 5 dic. (askanews) – Aumentare le risorse per il Fondo Sanitario Nazionale. Questo il messaggio al governo lanciato dal Convegno PREVENZIONE FUTURO: DALL’INVESTIMENTO PER LA SALUTE E PER LA SOSTENIBILIT, ALLA LEGGE’ organizzato da Motor Sanit.

Il 3 dicembre a Roma andato in scena una tavola rotonda sull’importanza delle campagne di prevenzione e dello screening coinvolgendo i principali esponenti della sanit pubblica italiana. La prevenzione vista come un investimento strategico capace di far risparmiare i soldi ai contribuenti, come sottolineato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato: “Per rendere sostenibile il nostro Sistema Sanitario Nazionale Pubblico bisogna investire in prevenzione. Immaginate che abbiamo ereditato una situazione per cui il 95% viene investito in cura, solo il 5% in prevenzione. Dobbiamo perequare, quindi ravvicinare questa distanza. Lo abbiamo fatto quest’anno in legge di bilancio postando 238 milioni di euro in pi proprio per la prevenzione. Prevenire cosa significa? Fare pi screening per esempio per il tumore al seno, per il sangue occulto delle feci che serve per rilevare il tumore al colon retto. Tutto ci che attiene la possibilit di diagnosticare prima una patologia per non farla conclamare e quindi prenderla in tempo e curarla. E’ quella la prospettiva che ci stiamo dando, la stiamo mettendo in campo con una straordinaria comunit scientifica, con i medici, gli operatori sanitari e con una dotazione economica, vi dicevo, molto congrua”.

Dare un impulso per modificare fortemente un sistema sanitario nazionale nato ormai 50 anni fa per una popolazione profondamente diversa. Ad oggi, il 95% della spesa sanitaria pubblicata dedicata a curare la malattia e non ad anticiparla. L’idea del governo proprio quella di invertire questa tendenza gi dalla prossima Legge di Bilancio, dove il Fondo Sanitario Nazionale crescer di 7.4 miliardi, una cifra toccata neanche durante la pandemia. Alberico Catapano, coordinatore scientifico del gruppo interparlamentare della prevenzione, ha parlato delle sfide del futuro sul tema: “Discuteremo sugli approcci alla prevenzione intesi in senso ampio. In particolare la prevenzione di malattie croniche. Questi sono, infatti, uno dei punti deboli nella struttura sanitaria, cio che richiedono costi ed interventi molto estesi. La questione come ridurre il numero di eventi ripetuti che avvengono. E qui si tratta quindi di partire in et precoce, si tratta di partire dalla popolazione giovane, con stili di vita adeguati, e individuare i soggetti che sono a rischio di sviluppo per le malattie cardiovascolari nei prossimi anni e, su quelli, concentrare l’attenzione”.

La prevenzione quindi diventa il primo intervento di cura per proteggere le persone dallo sviluppare malattie e disturbi. Ricalibrare il proprio stile di vita, dal punto di vista alimentare, lavorativo e sociale, il primo modo per prevenire malattie future.

Olimpiadi, Buonfiglio (Coni): lavoriamo per candidare Roma

Roma, 5 dic. (askanews) – Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, a margine della cerimonia di inizio del viaggio della Fiamma Olimpica al Quirinale, ha detto che auspica la candidatura di Roma per le Olimpiadi.

“Ogni giorno dobbiamo costruire qualcosa: le societ sportive devono essere pi assistite, dobbiamo far realizzare impianti per l’attivit sportiva in prossimit e ripristinare l’attivit sportiva a scuola in modo dignitoso, con palestre adeguate e magari nel pomeriggio, non tra l’ora di filosofia e matematica – ha detto – e se facciamo un buon lavoro di pianificazione nei prossimi 15 anni avremmo la possibilit magari di candidare Roma per le Olimpiadi”.

La Germania sulla strategia Trump: "Non ci servono consigli"

Roma, 5 dic. (askanews) – La pubblicazione da parte della Casa Bianca del documento intitolato “Strategia di difesa nazionale”, in cui l’amministrazione Trump evoca un rischio di “cancellazione civile” dell’Europa, non è passata inosservata. La Germania non ha bisogno di “consigli provenienti dall’esterno”, ha dichiarato Johann Wadephul, il ministro degli Affari esteri tedesco, durante una conferenza stampa a Berlino con la sua omologa islandese.

“Argomenti come la libertà di espressione o l’organizzazione delle nostre società libere” non possono essere discussi da Washington, ha aggiunto il capo della diplomazia tedesca. “Non pensiamo neppure che qualcuno debba impartirci consigli a questo riguardo, perché questo è regolato dal nostro ordine costituzionale”, ha aggiunto il ministro conservatore.

“Gli Stati Uniti sono e resteranno il nostro alleato più importante nell’Alleanza (Nato)”, ha aggiunto Wadephul, ma questa è “incentrata sulle questioni di difesa e sicurezza”. La Germania attribuisce inoltre “grande importanza”, secondo lui, alla presenza di media liberi sul suo territorio, altro tema di recente disputa con Washington.

A settembre, il capo della diplomazia tedesca aveva invocato una stampa “libera”, “anche” negli Stati Uniti, quando la Casa Bianca stava valutando di accorciare la durata dei visti per i giornalisti stranieri.

"Arti della Terra", una mostra che cambia le carte in tavola

Bilbao, 5 dic. (askanews) – Forse non tutti lo coglieranno e forse non tutti saranno pronti o d’accordo. Ma la mostra “Arti della Terra” presentata nel Museo Guggenheim di Bilbao in qualche modo rappresenta un cambiamento che non è rinviabile, una presa di posizione di fronte allo stato del pianeta che deve coinvolgere anche il discorso culturale e artistico. Nelle grandi sale progettate da Gerhy trovano spazio alberi, foglie, materiali e soprattutto terra, in un percorso che rimanda alla Land Art o all’attivismo, ma che è anche qualcosa di più radicale.

“Sono i processi ecosistemici che ci interessa portare qui dentro – ha detto ad askanews il curatore Manuel Cirauqui – prima di tutto per porre una sfida ai protocolli classici del museo, pensando che in un futuro prossimo questa sarà la nostra realtà. Dovevo essere molto più vicini ai processi ecosistemici per poterli capire e per poter esistere insieme, perché non c’è un altro modo di esistere”.

Al centro della ricerca c’è il suolo, inteso come spazio materiale ed ecosistema condiviso, ma c’è anche una costante urgenza di cambiamento, perché le piante e l’erba, banalmente, crescono, e “crescita” è un’altra parola chiave, perché rimanda pure al sistema economico che ha prodotto la crisi attuale. E uno dei possibili sensi profondi dell’esposizione si può trovare proprio nella duplice lettura di questi termini, applicabili sia al progetto d’arte sia all’emergenza ambientale. E naturalmente si ragiona di trasformazione.

“Questa trasformazione del mondo, noi pensiamo con la mostra – ha aggiunto il curatore – che è venuta accompagnata da una trasformazione nell’arte e suo rapporto con i materiali. In questo contesto dei materiali entrano i processi vivi”.

È chiaro che si tratta comunque di una mostra in uno dei musei più globalizzati, ed è anche vero che sono esposti artisti storici come Joseph Beuys, Hans Haacke, Richard Long, Meg Webster o Giuseppe Penone, ma è il contesto complessivo a essere in gran parte diverso, anche per la presenza di molti artisti più giovani e legati al territorio.

“L’idea del contemporaneo stesso – ha concluso Manuel Cirauqui – è una idea che vogliamo prendere non problematicamente, ma che vogliamo prendere criticamente il contemporaneo non è il contemporaneo dei social o di due ore fa, il contemporaneo è un spazio molto largo di più di 60-70 anni, possiamo pensare a dei momenti che hanno aperto questa sensazione del contemporaneo della crisi climatica come un presente allargato”.

Un presente che rischia di sfuggire via e che, come gli alberi del Mediterraneo che fanno parte di una grande installazione, ha bisogno di cura. E la qualità di questa cura, alla fine, diventa l’opera stessa. Questo sì, potrebbe essere un cambiamento epocale per il sistema dell’arte. (Leonardo Merlini)

Milano-Cortina, Mattarella accende il braciere con la fiamma olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – Nella piazza del Quirinale, a Roma, la cerimonia d’inaugurazione del viaggio della Fiamma olimpica dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

L’Inno nazionale ha dato il via alla celebrazione, presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella e alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, e delle massime autorit nazionali. Presenti fra gli altri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dello sport Andrea Abodi, il presidente del Senato, Ignazio La Russa e quello della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malag.

Il presidente della Repubblica ha acceso il braciere che custodisce il sacro fuoco. Il viaggio della fiamma olimpica attraverser 110 province, 20 regioni per un percorso di 12mila chilometri. Partir dallo stadio di Marmi, primo tedoforo Gregorio Paltrinieri.

Nella capitale viagger per 33 km, attraversando i luoghi pi iconici di Roma, da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro, Colosseo e Campidoglio accompagnato da circa 160 tedofori. Tra gli altri anche Matteo Berrettini, Max Biaggi, Achille Lauro e Andrea Bargnani. L’arrivo per la tappa di Roma in programma a piazza del Popolo, la sera di sabato, alle 19.30. L’accensione della fiamma stata salutata dal passaggio delle Frecce Tricolori.

Buonfiglio: iniziativa tregua olimpica firmata anche dalla Russia

Roma, 5 dic. (askanews) – “Un risultato incredibile” ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, parlando della richiesta della tregua olimpica durante i Giochi di Milano-Cortina, come ricordato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di accensione del braciere con la fiamma olimpica al Quirinale.

“Un’iniziativa che abbiamo portato avanti, l’abbiamo firmata ad Olimpia, andata all’Onu, credo sia stato un risultato incredibile, l’unanimit dei paesi c’ stata, l’ha firmata anche la Russia, siamo stati portatori di un’iniziativa di armonia che la volta scorsa non aveva riscosso questo entusiasmo; forse siamo una nazione che ha una certa passione, voglia di vivere, ed la cosa pi bella” ha detto.

Ex Ilva, Urso: governo valuta anche intervento di soggetto pubblico

Roma, 5 dic. (askanews) – Sulla ex Ilva non c’è alcun piano di chiusura ma anzi, all’opposto, un programma per ripristinare la capacità produttiva. E il governo sta “anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario”. Lo ha spiegato il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo quanto riporta un comunicato nel corso di un incontro oggi con il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e il sindaco di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sul futuro del gruppo e sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Genova-Cornigliano.

La struttura commissariale, spiega il Mimit, sta lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori, ovvero rimettere in funzione anche la linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata, con i numeri complessivi dei lavoratori impiegati che sono stati comunicati la scorsa settimana.

Urso, si legge, ha ribadito anche alle istituzioni liguri che non vi è alcun piano di chiusura e che il programma di manutenzione avviato a Taranto è orientato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate. La riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva.

Urso ha infine confermato che il governo è pienamente impegnato a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario, a sostegno del piano industriale. (fonte immagine: MIMIT).

Milano-Cortina, Mattarella: chiediamo la tregua olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – “Pi che mai sentiamo la necessit e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi pi remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di pi: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volont di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sar chiaro e visibile a ogni latitudine. la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

La Ue ha multato X di Elon Musk per 120 milioni

Roma, 5 dic. (askanews) – La commissione europea accusa X, il social network controllato da Elon Musk, di mancato rispetto delle normative sulla trasparenza del Digital Services Act (Dsa) europeo, in particolare per opacità sulla pubblicità, il disegno potenzialmente ingannevole della spunta (badge) blu sulle utenze “certificate” e la mancanza di accesso pubblico ai dati per i ricercatori.

In questo ambito l’esecutivo comunitario ha comminato al social una serie di multe per 120 milioni di euro complessivi: 45 milioni per la spunta blu, 35 per la mancata trasparenza sulla pubblicità e 40 milioni per il mancato accesso ai dati. Bruxelles rimarca come sia la prima volta che viene comminata una multa a una società in base al regolamento Dsa.

Parallelamente, con un procedimento separato, la Commissione ha riferito di aver ricevuto gli impegni da parte di TikTok su trasparenza della pubblicità dei suoi servizi, sempre in base alle normative del Dsa.

Droni su una base nucleare in Francia, la Marina ha sparato

Roma, 5 dic. (askanews) – La fanteria di marina francese ha sparato ieri sera contro dei droni che sorvolavano la base navale di Ile Longue, in Bretagna, che ospita i sottomarini nucleari francesi. Lo riporta l’Afp. Cinque droni, ha spiegato la gendarmeria, hanno sorvolato ieri sera intorno alle 19:30 la base sottomarina di Ile Longue (Finistere), che confina con il porto di Brest e che ospita i sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (Ssbn), uno dei capisaldi della deterrenza nucleare francese. È stata dunque avviata un’operazione di ricerca anti-drone e il battaglione di fanteria di marina, responsabile della protezione della base, ha sparato diversi colpi contro i velivoli. Contattate dall’Afp, la Prefettura Marittima Atlantica e la Procura della Repubblica non hanno rilasciato commenti.

Governo, Bonelli (Avs): Censis certifica fallimento Meloni

Roma, 5 dic. (askanews) -“I dati del Censis sono una fotografia cruda del Paese reale, ben lontana dalla propaganda di Meloni e Giorgetti che nascondono la crisi sociale ed economica. Dal 2007 ad oggi il valore reale delle retribuzioni è crollato dell’8,7%, il potere d’acquisto del 6,1%. Altro che ‘Italia che riparte’: è un’Italia più povera e più diseguale”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde

“Questo significa – aggiunge- che i lavoratori guadagnano meno, che gli stipendi sono stati erosi dall’inflazione, che chi già era fragile ora è precipitato. 3 milioni di italiani vivono in deprivazione materiale — circa 3 milioni di famiglie — e 5,8 milioni di persone sono in povertà assoluta non riescono a pagare le bollette, a mettere in tavola un pasto adeguato o a curarsi. Questa è l’Italia che la presidente Meloni nasconde”.

“Quando i dati ci dicono che una quota enorme di italiani rinuncia a visite specialistiche, esami diagnostici e farmaci per ragioni economiche, siamo di fronte a un’emergenza civile. Un Paese che permette che il diritto alla salute diventi un privilegio ha tradito la sua Costituzione.E mentre tutto questo accade, il governo regala soldi alle banche, riduce le tasse a chi è già privilegiato e decide di spendere 100 mld di € in armi e 14 mld a buttare miliardi per il Ponte sullo Stretto, invece di alzare i salari e sostenere chi non arriva a fine mese”, afferma ancora il leader Avs.

“Oggi – conclude Bonelli- il Censis certifica ciò che vediamo nelle piazze, negli ospedali, nei supermercati: un’Italia impoverita, stanca, che chiede risposte. Servono salari più alti, un salario minimo, investimenti sul welfare, sanità accessibile, edilizia popolare e transizione ecologica che generi lavoro vero. Se non si cambia rotta, questa frattura sociale diventerà irreversibile”.

Ue multa X per 120 mln: viola regole pubblicità e accesso ai dati

Roma, 5 dic. (askanews) – La commissione europea accusa X, il social network controllato da Elon Musk, di mancato rispetto delle normative sulla trasparenza del Digital Services Act (Dsa) europeo, in particolare per opacità sulla pubblicità, il disegno potenzialmente ingannevole della spunta (badge) blu sulle utenze “certificate” e la mancanza di accesso pubblico ai dati per i ricercatori.

In questo ambito l’esecutivo comunitario ha comminato al social una serie di multe per 120 milioni di euro complessivi: 45 milioni per la spunta blu, 35 per la mancata trasparenza sulla pubblicità e 40 milioni per il mancato accesso ai dati. Bruxelles rimarca come sia la prima volta che viene comminata una multa a una società in base al regolamento Dsa.

Parallelamente, con un procedimento separato, la Commissione ha riferito di aver ricevuto gli impegni da parte di TikTok su trasparenza della pubblicità dei suoi servizi, sempre in base alle normative del Dsa.

Milano-Cortina, Mattarella: chiediamo la tregua olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – “Più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace è iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi più remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come è ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di più: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sarà chiaro e visibile a ogni latitudine. È la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

Milano-Cortina, Mattarella:chiediamo tregua olimpica, pace è in dna Giochi

Roma, 5 dic. (askanews) – “Più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace è iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi più remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come è ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di più: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sarà chiaro e visibile a ogni latitudine. È la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

Separazione carriere,Bonelli:Csm in via della Scrofa, siamo oltre il limite

Roma, 5 dic. (askanews) – “Fratelli d’Italia utilizza gli organismi indipendenti e di garanzia dello Stato per i suoi fini politici: dopo l’Autorità per la privacy oggi è il turno del CSM. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato la notizia che una consigliera del CSM, Isabella Bertolini, ha partecipato a una riunione riservata e politica nella sede di Fratelli d’Italia, insieme ai vertici del partito e a esponenti del governo, per definire la strategia del “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere. Il CSM è l’organo che deve tutelare l’indipendenza della magistratura. La sua terzietà non può essere messa in discussione neppure per un istante. La presenza di una sua componente, eletta in quota Fratelli d’Italia, già deputata di Forza Italia e della Lega, a un vertice di partito volto a preparare la campagna per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere è un fatto estremamente grave”.Lo denuncia il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Questa storia fa il paio con il caso Ghiglia. Allora come oggi emerge un filo rosso evidente: l’utilizzo degli organismi indipendenti dello Stato come strumenti politici della maggioranza. Non è solo una questione di opportunità: è un tema di salute democratica. Se CSM e Autorità di garanzia mostrano prossimità politica con chi governa, la loro funzione di equilibrio viene meno. La democrazia italiana si fonda sull’autonomia dei poteri e sul rispetto rigoroso dei ruoli istituzionali.

Il vicepresidente del CSM dovrebbe richiamare la consigliera Bertolini e questa vicenda ci fa capire come la riforma della separazione delle carriere sia uno strumento per la destra di mettere sotto controllo politico la magistratura. Quando gli organi di garanzia si intrecciano con gli interessi di un partito politico, è il corretto funzionamento della nostra democrazia a essere messo in discussione.” Conclude

Milano-Cortina, Mattarella: bandire sopraffazione e pretese superiorità

Roma, 5 dic. (askanews) – L’accensione della fiamma olimpica “dà il via a un percorso coinvolgente attraverso le regioni d’Italia. Non indica soltanto un grande evento sportivo: riveste anche un alto valore simbolico e richiama principi ideali che nel corso della storia hanno mantenuto il loro carattere di universalità”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“Il fuoco olimpico – ha sottolineato il capo dello Stato – ricorda che le donne e gli uomini possono ambire a traguardi sempre più elevati, che sono liberi e capaci di progredire e che la consapevolezza del comune destino e del comune progresso richiede umana fraternità, sollecita solidarietà, esige che non ci sia sopraffazione, che venga bandita ogni pretesa di superiorità per origine etnica, per credo religioso, per condizione sociale”.

L’Istat: Pil in crescita +0,5% nel 2025 e +0,8% nel 2026

Roma, 5 dic. (askanews) – Il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, dopo essere aumentato dello 0,7% nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat che ha diffuso le Prospettive per l’economia italiana.

L’incremento del Pil, nel biennio di previsione, verrebbe sostenuto interamente dalla domanda interna al netto delle scorte (+1,1 punti percentuali il contributo alla crescita in entrambi gli anni), mentre la domanda estera netta fornirebbe un apporto negativo (-0,6 e -0,2 p.p.).

Lo scenario previsivo per la domanda estera – rileva l’Istat – sconta l’ipotesi di un’attenuazione del clima di incertezza relativo all’indirizzo della politica commerciale statunitense e di una stabilizzazione della domanda internazionale, accompagnata dal proseguimento di una moderazione delle quotazioni delle materie prime energetiche.

Il Censis: il ceto medio è in grave affanno, dal 2007 retribuzioni in calo dell’8,7%

Roma, 5 dic. (askanews) – Il ceto medio, in Italia, vive in uno stato febbrile: nella stagnazione, in una condizione di grave affanno o, peggio ancora, rischia di perdere lo status socio-economico faticosamente conquistato nel tempo. E’ l’allarme lanciato dal Censis nel rapporto annuale. “La regressione demografica, con il progressivo invecchiamento della popolazione e i tassi di natalità in caduta libera, provoca l’arresto dei processi di proliferazione delle piccole imprese”, avverte il Censis. In vent’anni (2004-2024) il numero dei titolari d’impresa si è assottigliato da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni: -17% (quasi 585.000 in meno). I giovani imprenditori con meno di 30 anni sono diminuiti nello stesso periodo del 46,2% (quasi 132.000 in meno). E se il reddito delle piccole imprese (fino a 5 addetti) corrispondeva al 17,8% del Pil nel 2004, e poi era sceso al 15,7% nel 2014, nel 2024 si è ridotto al 14,0%. Si indebolisce anche l’altro pilastro: il lavoro. Nel 2024 il valore reale delle retribuzioni risulta inferiore dell’8,7% rispetto al 2007. Nello stesso periodo il potere d’acquisto pro capite ha subito un taglio del 6,1%, nonostante il recente parziale recupero (+2,0% tra il 2022 e il 2024).

Trump ha detto che in 9 mesi ha salvato il mondo

Roma, 5 dic. (askanews) – “Negli ultimi nove mesi, abbiamo salvato la nostra nazione – e il mondo intero – dall’orlo della catastrofe. Dopo quattro anni di debolezza, estremismo e fallimenti letali, la mia amministrazione ha agito con urgenza e rapidità storica per ripristinare la forza degli Stati Uniti, sia internamente che all’estero, e per portare pace e stabilità nel mondo”, ha scritto il presidente Trump nel preludio del documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicato oggi dalla Casa Bianca.

“Nessuna amministrazione nella storia ha realizzato un cambiamento così radicale in così breve tempo”, scrive Trump nella lettera che apre il documento.

“Fin dal mio primo giorno in carica, abbiamo ripristinato i confini sovrani degli Stati Uniti e dispiegato le nostre forze militari per fermare l’invasione del paese”, ha osservato il presidente statunitense, aggiungendo che hanno “rimosso dalle Forze Armate l’ideologia di genere radicale e le follie ‘woke'”, e hanno “iniziato a rafforzare l’esercito con investimenti per 1 trilione di dollari”.

“Abbiamo ricostruito le nostre alleanze e ottenuto che i nostri alleati contribuissero maggiormente alla difesa comune, incluso un impegno storico dei paesi della NATO a portare la spesa per la difesa dal 2% al 5% del PIL”, prosegue Trump, aggiungendo che hanno “sbloccato la produzione energetica americana per riconquistare l’indipendenza, e imposto tariffe storiche per riportare le industrie strategiche negli Stati Uniti”.

“Nell’Operazione Midnight Hammer, abbiamo distrutto la capacità di arricchimento nucleare dell’Iran”, ha evidenziato il presidente, aggiungendo che ha dichiarato guerra ai “cartelli della droga e le bande straniere presenti nella nostra regione come Organizzazioni Terroristiche Straniere”.

“Nel giro di soli otto mesi, abbiamo risolto otto conflitti infuocati – tra cui Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, RDC e Rwanda, Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto e Etiopia, Armenia e Azerbaigian – e abbiamo concluso la guerra a Gaza, restituendo tutti gli ostaggi vivi alle loro famiglie”, ha ribadito il presidente Trump.

“L’America è di nuovo forte e rispettata, e grazie a questo stiamo portando pace in tutto il mondo” e “in ogni nostra azione, mettiamo l’America al primo posto”, ha specificato Trump.

In merito al documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, Trump ha sottolineato che esso “rappresenta una roadmap per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità, e la casa della libertà sulla Terra”.

“Negli anni a venire, continueremo a sviluppare ogni dimensione della nostra forza nazionale – e faremo in modo che l’America diventi più sicura, più ricca, più libera, più grande e più potente che mai”, ha concluso il presidente.