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“Ripensiamo l’Europa”: il programma del convegno

I democratici cristiani possono andare fieri della loro storia e contribuire, in questa fase, a una nuova riflessione sull’Europa. Ha scritto infatti Etienne Borne, eminente filosofo francese e maïtre à penser del Mouvement Populaire Republicain (MRP), che “il sogno europeo è il contributo della politica democristiana a questo secolo” ventunesimo.

Con il suo esempio di ordinamento sovranazionale, unico ad essere sperimentato con successo nel secondo Novecento, l’Europa ha garantito 70 anni di pace in un continente afflitto da guerre fin dal medioevo. È nata una moneta unica che ha messo in evidenza come l’integrazione economica, civile e culturale non sia più un semplice auspicio, ma una condizione indispensabile per avanzare sulla strada della crescita comune legando partecipazione democratica, equità sociale ed innovazione.

Ora, è convinzione diffusa che nel quadro di risorgenti imperialismi l’Europa costituisca una riserva di civiltà. La democrazia è sotto attacco, sono a rischio le nostre libertà. Come salvare, allora, un patrimonio di valori che sostiene l’impalcatura dell’Unione? E soprattutto come rinnovarlo nel contesto di sfide così grandi e minacce così forti, con una guerra di occupazione ai danni dell’Ucraina, che scoperchia la tradizionale volontà della Russia di fare dell’Europa uno spazio di neutralità militare e di subalternità politica?

Certo, nell’immediato la risposta non può non riguardare la capacità di difesa, visto ciò che incombe all’orizzonte; ma alla lunga non può non esigere uno sforzo di attenzione al cammino necessario per una maggiore integrazione politica e istituzionale. Industria, servizi, welfare: serve “riarmare” un modello di sviluppo. Più Europa significa reinvenzione di una storia, per riscoprire il nucleo vitale della politica di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Da qui, senza integralismi e preclusioni, la propettiva di un’Unione europea che possa ancora avvantaggiarsi di una memoria straordinariamente ricca e della spinta evocativa che da essa si sviluppa sulla scia dell’umanesimo cristiano.

“Ripensiamo l’Europa”, dunque: questo è il titolo della lectio magistralis che terrà il prof. Jean-Dominique Durand al convegno promosso dall’Associazione Nazionale Democratici Cristiani (ANDC) e dal Centro Documentazione Europea (Lumsa). È un invito alla riflessione e all’impegno, in condizioni tutte nuove. Come ieri nel contesto di una grande forza unitaria, così oggi, in nome di una limpida appartenenza ideale, ciascuno è chiamato a dare il proprio apporto al rinvigorimento di quella che De Gasperi chiamava la “nostra Patria Europa”.

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Il governo israeliano fa sapere che non libererà Marwan Barghouti

Roma, 9 ott. (askanews) – Israele non intende rilasciare il leader politico palestinese Marwan Barghouti, definito “terrorista” da Tel Aviv, nell’ambito dell’accordo raggiunto con Hamas per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Lo ha dichiarato un portavoce del governo israeliano.

“Posso dirvi fin da ora che non sarà coinvolto in questo rilascio”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce Shosh Bedrosian, secondo quanto riporta il Times of Israel. Barghouti sta scontando cinque ergastoli per il suo ruolo nella pianificazione di attacchi terroristici che hanno ucciso cinque israeliani durante la Seconda Intifada.

Agrivoltaico, Bonavitacola: a Giugliano si riscrive la storia

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il parco agrivoltaico ‘Terra del Sole’ riscrive la storia di Giugliano, combinando in modo esemplare modernit, tecnologia e rispetto per l’ambiente. L’unione tra la produzione di energia da fonte rinnovabile e l’agricoltura lancia un messaggio potente per riportare il territorio a splendere. Dobbiamo ringraziare NextEnergy Group e Coldiretti per aver fortemente creduto in questa iniziativa, la Regione pienamente al loro fianco. Questo progetto rappresenta una speranza concreta per la rinascita della comunit giuglianese e per la valorizzazione del suo territorio, un chiaro segnale di fiducia nel futuro”.

Lo ha dichiarato Fulvio Bonavitacola, Vice Presidente e Assessore all’Ambiente, Regione Campania, in occasione della presentazione a Napoli di “Terra del Sole” l’ambizioso e rivoluzionario progetto che promette di segnare un nuovo corso per l’agricoltura e l’energia pulita in Italia. Un parco agrivoltaico frutto di intese, coprogettazione e figlio di un modello di sviluppo che vede imprenditori ed agricoltori alleati per favorire la transizione energetica sostenibile nel rispetto del bene pi prezioso: la terra. Sviluppato da NextEnergy Group e in fase di realizzazione a Giugliano in Campania.

Agrivoltaico, Pecoraro Scanio: Giugliano “Terra del Sole”

Roma, 9 ott. (askanews) – “In un paese dove si fanno tante chiacchiere, spesso a vanvera, fare cose concrete un fatto rivoluzionario. Per esempio il pi grande impianto agrivoltaico etico, cio realizzato insieme tra agricoltori e aziende produttrici di energie rinnovabili”. Lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, alla presentazione a Napoli di “Terra del Sole”, l’ambizioso e rivoluzionario progetto che promette di segnare un nuovo corso per l’agricoltura e l’energia pulita in Italia. Un parco agrivoltaico frutto di intese, coprogettazione e figlio di un modello di sviluppo che vede imprenditori ed agricoltori alleati per favorire la transizione energetica sostenibile nel rispetto del bene pi prezioso: la terra. Sviluppato da NextEnergy Group e in fase di realizzazione a Giugliano in Campania.

“La Campania, con la sua inestimabile specificit e la sua tradizione agricola di pregio, ha l’opportunit unica, con il parco agrivoltaico ‘Terra del Sole’, di porsi come laboratorio nazionale di questa svolta. Partendo dall’iniziativa di Giugliano in Campania, la nostra agricoltura ha il potenziale per essere la protagonista indiscussa delle transizioni energetica ed eco-digitale. Queste sfide, legate alla produzione rinnovabile e agroalimentare sostenibili, possono trasformarsi in un volano di sviluppo economico e tecnologico a beneficio della comunit e della sua autonomia produttiva. Modelli come il parco ‘Terra del Sole’, con moduli sopraelevati e ben distanziati tra di loro, dimostrano che possibile integrare la produzione energetica pulita con le attivit del primo settore. Il rispetto e la continuit dei suoli agricoli fertili stata una priorit che mi sono posto da Ministro dell’Agricoltura, prima, e poi da Ministro dell’Ambiente. La transizione sostenibile solo se le infrastrutture energetiche e il progresso digitale pi avanzati lavorano per il bene della terra e dei suoi frutti e questo parco agrivoltaico ne un esempio concreto”, ha aggiunto Pecoraro Scanio.

Festa Roma, in anteprima il docufilm "Pontifex" di Daniele Ciprì

Roma, 9 ott. (askanews) – Sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma “Pontifex”, il documentario diretto da Daniele Ciprì, nato dal soggetto di Massimo Maria de’ Cavalieri e sviluppato con la sceneggiatura del Prof. Arnaldo Colasanti. Prodotto da Mnemosyne e OvePossibile, “Pontifex” intreccia testimonianza, spiritualità e narrazione cinematografica per affrontare le grandi domande del nostro tempo. E dopo il passaggio alla Festa sarà distribuito in sala 24, 25 e 26 novembre da Film Club Distribuzione.

Al centro del documentario, che sarà presentato il 15 ottobre al Teatro Studio Gianni Borgna e il 16 al Giulio Cesare, l’intervista esclusiva a S.E.R. Mons. Rino Fisichella, una delle voci più autorevoli della Chiesa cattolica, che si confronta con temi centrali del dibattito contemporaneo, utilizzando un linguaggio accessibile, essenziale, ma capace di trasmettere la dirompente forza della Speranza.

“Pontifex” alterna linguaggi e registri: accanto alla parte documentaristica, trova spazio una sezione fiction che dà corpo a una narrazione simbolica e universale. In un dialogo immaginifico tra tre personaggi – una donna (la Speranza), un uomo (il Suicida) e una figura terza (il Mondo) – il documentario riflette sul rapporto tra l’essere umano e la fede, tra la crisi e la ricerca di senso. Ad accompagnare nel viaggio, gli attori Rossella Brescia, Cesare Bocci e Gianni Rosato.

Arricchiscono il film, una selezione di materiali d’archivio concessi da Vatican Media e dall’Istituto Luce, tra cui sequenze inedite delle celebri “Visite del Venerdì della Misericordia” compiute da Papa Francesco durante l’Anno Giubilare 2016: incontri con malati, anziani, disabili, bambini, realtà spesso invisibili raggiunte dal Pontefice con grande umanità.

“Pontifex” non è solo un documento di fede, come testimoniato dal Patrocinio del Dicastero Vaticano per l’Evangelizzazione, ma un viaggio umano e visivo attraverso i luoghi simbolo della città del Giubileo, i suoi quartieri più autentici, i luoghi di culto e il volto della città che accoglie pellegrini da tutto il mondo, nel loro cammino verso la Porta Santa.

Zucchero chiude con un grande successo le sue 12 date all’Arena

Milano, 9 ott. (askanews) – Grande successo per il ritorno live di Zucchero “Sugar” Fornaciari all’Arena di Verona. Con oltre 120.000 spettatori per i suoi 12 show che si sono tenuti tra il 16 settembre e ieri, mercoledì 8 ottobre, Zucchero si conferma l’artista dei record dell’anfiteatro veronese: si contano, infatti, oltre 720.000 spettatori da tutto il mondo nei 66 concerti tenuti ad oggi sul palco che più di ogni altro lo ha celebrato nella sua carriera! Inoltre, continua a detenere il primato di 22 show in un solo anno (da settembre 2016 a settembre 2017) e quello di 14 concerti consecutivi (tra aprile e maggio 2022). Il tour internazionale prosegue in Nord America. Tornano anche il prossimo anno le “sere d’estate” di forti emozioni e di grande musica dal vivo: dopo il successo degli ultimi due anni, Zucchero torna live negli stadi italiani e per la prima volta nell’ambito del prestigioso festival Umbria Jazz con il suo tour “Overdose d’amore”. La sua voce inconfondibile e unica, il repertorio ricco di brani che emozionano e scatenano da sempre fan da ogni angolo del mondo, la band straordinaria composta da grandissimi professionisti nazionali e internazionali e la sua carica esplosiva attraverseranno l’Italia regalando ancora una volta un’overdose di musica tutta suonata dal vivo e di pura energia.

Con lui sul palco, a suonare i suoi più grandi successi, la fedele super band composta da Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano and synth), Mario Schiliro’ (guitars), Adriano Molinari (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns), Carlos Minoso (horns) e Oma Jali (backing vocals).

Queste le date del tour “Overdose d’Amore” (prodotte da Friends & Partners):

4 luglio al Bluenergy Stadium – Stadio Friuli di UDINE 6 luglio allo Stadio Dall’Ara di Bologna 8 luglio allo Stadio Adriatico di Pescara 11 luglio all’Arena Santa Giuliana (Umbria Jazz) di Perugia 14 luglio allo Stadio Franco Scoglio di Messina I biglietti sono in prevendita su TicketOne e nei punti vendita abituali.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.friendsandpartners.it.

Lucio Corsi annuncia l’uscita del disco La Chitarra Nella Roccia

Milano, 9 ott. (askanews) – Lucio Corsi annuncia il disco live “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”, in uscita venerdì 14 novembre e da oggi disponibile in pre-order a questo link nei formati fisici Vinile Edizione speciale doppio LP trasparente 180 gr (include 12 pagine di booklet con foto, testi inediti, un fumetto originale e l’esclusiva locandina del film, anche in versione autografata), Vinile Nero doppio LP 180 gr, Cd con poster autografato e Cd con poster.

L’album si compone delle 21 tracce eseguite dal vivo durante il concerto tenutosi lo scorso luglio nella celebre abbazia cistercense di Chiusdino (Siena): una ricca tracklist che ripercorre i brani più amati del repertorio del cantautore, oltre alle canzoni tratte dall’ultimo disco “Volevo essere un duro” (disco d’oro), per l’occasione suonate da 16 musicisti.

L’omonimo film concerto – che racconta un live speciale in un luogo d’eccezione, affascinante e carico di storia – verrà presentato il 25 ottobre 2025 alla 20° edizione della Festa del Cinema di Roma, con la presenza dell’artista.

Con la regia di Tommaso Ottomano, fratello artistico, regista e co-autore di Lucio, e la produzione di Sugar, il film “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano” rafforza ancora di più il legame dell’artista con la sua terra. Le linee eleganti e imponenti dell’Abbazia – un gioiello incastonato nelle campagne toscane – fanno da cornice ad una serata irripetibile, in una dimensione più intima, che viene adesso finalmente svelata al pubblico.

Racconta il cantautore: «”La Chitarra Nella Roccia”, il film del concerto all’Abbazia di San Galgano catturato su pellicola 16mm, sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma a ottobre. Tra le rovine di questo luogo magico che si staglia in mezzo ai campi della Toscana, sono atterrati due amplificatori giganti, 16 musicisti e i loro strumenti. Il film è diretto da Tommaso Ottomano e interpretato da me insieme al resto della banda. Nonostante la mancanza di un tetto nell’Abbazia, cosa che consentirebbe alla musica una facile via di fuga nel cielo, anche le canzoni sono state intrappolate in un disco.»

Aggiunge Tommaso Ottomano sulla creazione del film: «Sono passati più di dieci anni da quando io e Lucio ci siamo detti che avremmo voluto fare un concerto dentro l’Abbazia di San Galgano. Me la ricordo dalle gite in macchina da bambino e Tarkovskij, un posto magico, sospeso tra memoria e leggenda. Alla fine ce l’abbiamo fatta, e suonarci dentro è stata un’esperienza unica che era obbligatorio immortalare con una cinepresa. Abbiamo deciso di farlo interamente su pellicola 16mm, alla vecchia maniera, per catturare l’autenticità delle immagini ed enfatizzare il potere viscerale del live.»

Il mese scorso Lucio Corsi ha concluso il suo lungo tour estivo che, da giugno a settembre, lo ha visto calcare i palchi dei principali festival italiani percorrendo l’intera penisola, per un totale di 28 appuntamenti che hanno riscontrato grande successo di pubblico e critica. Ritornerà alla magia della dimensione live nel 2026 con due appuntamenti, prodotti da Magellano Concerti, che segnano due nuove prime volte per lui: “Tour Europeo 2026” nei club delle principali città europee, in partenza il 24 gennaio 2026 (info e biglietti a questo link), e “Lucio Corsi – Palasport 2026” nei palazzetti italiani, con tappe a Firenze (27 novembre 2026), Roma (5 dicembre 2026) e Milano (11 dicembre 2026) (info e biglietti a questo link).

Questi nuovi importanti tasselli nel suo percorso arrivano dopo la recente vittoria di due Targhe Tenco nelle categorie “Miglior canzone” e “Migliore album in assoluto” con il singolo e il disco “Volevo essere un duro”. Pubblicato per Sugar Music il 21 marzo su tutte le piattaforme digitali e il 4 aprile nei formati fisici vinili e CD, l’album è attualmente certificato disco d’oro. Ha inoltre conquistato il sesto posto della Top Album Debut Global di Spotify del weekend 21-23 marzo, oltre al primo posto della classifica FIMI degli album e della classifica CD, vinili e musicassette più venduti nella settimana di pubblicazione.

Cantautore toscano, riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima. Ha debuttato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo “Volevo essere un duro”, classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”, entrando nel cuore del pubblico, per poi rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, ottenendo il quinto posto. Il singolo è stato primo tra i brani indipendenti più suonati dalle radio per 10 settimane (Earone) ed è oggi certificato disco di platino. Durante i Tim Music Awards 2025, Lucio è stato inoltre premiato con il Singolo Platino per il brano “Volevo essere un duro”, il Disco Oro per l’omonimo album e il Live Oro per aver totalizzato oltre 100mila presenze nel corso del suo tour nei club italiani della scorsa primavera – che ha registrato il tutto esaurito – ed estivo, appena terminato.

Hamas: Israele manipola date e liste dell’accordo di cessate fuoco a Gaza

Roma, 9 ott. (askanews) – Il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha accusato Israele di “manipolare le date, le liste e alcune delle procedure e delle fasi concordate nell’accordo di cessate il fuoco”, sostenendo che il governo guidato da Benjamin Netanyahu starebbe cercando di rinviare l’attuazione dell’intesa per motivi interni.

In un’intervista concessa ad al Jazeera, Qassem ha dichiarato che Netanyahu “sta cercando di mostrare alla popolazione di essere lui a controllare la situazione, a prendere le decisioni e a gestire tutto”, aggiungendo che Hamas “mantiene contatti con i mediatori per costringere l’occupazione a rispettare quanto concordato e per impedirle di guadagnare tempo”. “Si era parlato con i nostri amici di un cessate il fuoco a mezzogiorno di oggi, ma l’occupante, per motivi interni, sta rinviando l’annuncio ad altre date”, ha spiegato il portavoce. “Continuiamo a ribadire che l’occupante deve attenersi agli accordi e invitiamo i mediatori a intervenire per farla rispettare”.

L’ufficio del primo ministro israeliano Bejamin Netanyahu ha reso noto che l’accordo di cessate il fuoco entrerà in vigore solo dopo l’approvazione formale da parte del gabinetto di sicurezza, la cui riunione è prevista per le 18 ora locale (17 in Italia).

Le insidie del prossimo round negoziale sul piano Trump per Gaza

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il prossimo round di negoziati sarà molto complicato”, ha ammesso una fonte vicina ai negoziatori palestinesi dopo l’intesa raggiunta sulla prima fase del piano di pace del presidente americano Donald Trump, che prevede un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e lo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas. Gli altri punti del piano comprendono il disarmo di Hamas e degli altri gruppi armati palestinesi e la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza, da affidare in via temporanea a un comitato tecnico palestinese, monitorato da un “Consiglio di pace” internazionale, in attesa che subentri l’Autorità nazionale palestinese (AnP) una volta che avrà completato il processo di riforme richiesto dalla comunità internazionale.

Nella risposta inviata la scorsa settimana al piano di Trump, Hamas ha affermato di avere il mandato solo per stipulare un accordo su questioni direttamente legate alla guerra a Gaza, sottolineando che le altre questioni richiederanno il coinvolgimento di tutte le fazioni palestinesi. Parlando al sito americano Drop Site, una figura di spicco di Hamas, Mousa Abu Marzouk, e altre fonti che hanno preferito l’anonimato hanno ammesso di aver accettato perché “non c’è nessun altro accordo” possibile per mettere fine al conflitto a Gaza e che il gruppo ha deciso di correre il rischio che Israele torni a violare il cessate il fuoco “fidandosi del presidente Trump come garante degli impegni presi”.

Il calcolo interno tra i principali negoziatori, ha spiegato poi la fonte al corrente del negoziato, è stato che “l’analisi costi-benefici favoriva l’accettazione”, sottolineando al contempo che “i prossimi negoziati devono essere condotti in modo molto intelligente”.

Se verrà attuata la prima fase, il piano prevede il ritiro delle Forze di difesa israeliane (Idf) da Gaza, il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione di Gaza, il dispiegamento di una Forza internazionale di stabilizzazione, una nuova forma di governance, riconoscendo al contempo la necessità di “un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese”. Un principio che si scontra direttamente con il rifiuto israeliano di uno Stato palestinese.

DISARMO DI HAMAS E RITIRO DI ISRAELE DA GAZA Stando all’analisi realizzata dallo European Council of Foreign Relations (Ecfr), il piano di Trump modificato su richiesta di Israele prevede che “tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, inclusi tunnel e impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite”. Tale formulazione equivale a “una resa completa per Hamas”, e se anche la leadership del gruppo accettasse, “molti dei suoi combattenti probabilmente rifiuterebbero di consegnare le armi e potrebbero disertare verso gruppi più intransigenti, meno propensi ad arrendersi (come la Jihad Islamica, i Comitati di Resistenza Popolare o le Brigate Mujaheddin)”.

Secondo gli analisti dell’Ecfr, per convincere Hamas a disarmarsi servirà quindi l’impegno israeliano a ritirarsi completamente da Gaza e ad avviare negoziati di pace israelo-palestinesi, mentre l’attuale piano di Trump prevede che Israele mantenga una “zona cuscinetto di sicurezza” che comprende oltre il 17% del territorio dell’enclave fino a quando “non sarà adeguatamente protetto da qualsiasi minaccia terroristica risorgente”. Una formulazione che lascia ampio margine di manovra a Israele.

FORZA INTERNAZIONALE DI STABILIZZAZIONE Il dispiegamento di questa Forza “sarà fondamentale per la smilitarizzazione di Gaza e il completo ritiro di Israele”, ma dovrebbe avere un mandato “chiaramente definito e concordato”, eliminandone il ruolo “al monitoraggio e alla risoluzione del conflitto”. Questa forza internazionale dovrebbe avere anche il ruolo di addestrare un nuovo corpo di polizia palestinese che gestisca la sicurezza. Al momento, però, non è ancora chiara la composizione di questa nuova forza. L’Anp premerà probabilmente per riattivare e incorporare quello che resta delle proprie forze di sicurezza insieme ai 5.000 poliziotti addestrati in Egitto e Giordania, hanno sottolineato gli analisti. Da parte sua, Israele potrebbe anche spingere per includere membri di gruppi sostenuti in funzione anti-Hamas, come la milizia di Abu Shabab. E “a fronte della realtà sul campo e della necessità di ottenere il consenso di Hamas, probabilmente dovrà incorporare molti dei circa 15.000 membri delle attuali forze di polizia di Gaza”. Gli analisti ricordano che non sono membri di Hamas e che erano stati precedentemente autorizzati da Israele nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco del 2018. “La loro completa smobilitazione rischierebbe di far deragliare qualsiasi processo di stabilizzazione post-conflitto”, hanno ammonito.

LA GOVERNANCE DI GAZA Il piano di Trump prevede un primo livello, locale, formato da un comitato di transizione tecnico e apolitico, responsabile “della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle amministrazioni comunali per la popolazione di Gaza”, composto sia da palestinesi che da esperti stranieri. Sia Hamas che l’Anp chiedono che questo comitato abbia potere decisionale, anche nella definizione del modello di ricostruzione di Gaza. Il secondo livello è il Consiglio di Pace, guidato da Trump e dall’ex primo ministro britannico Tony Blair. Hamas ha già fatto sapere che Blair è “una figura sgradita nel contesto palestinese”, ma di fatto non è ancora chiaro quale sarà il mandato e la portata di questo Consiglio.

Secondo gli analisti, questo Consiglio “potrebbe agire come governo di fatto, con ampi poteri sulle questioni umanitarie, economiche, legislative, di sicurezza e di ricostruzione di Gaza” e questo potrebbe portarlo “a nominare giudici, licenziare i membri del comitato amministrativo, così come a controllare le risorse naturali di Gaza, tra cui il suo giacimento di gas offshore, e distribuire terreni senza alcuna reale responsabilità o supervisione”. Frizioni tra i due livelli di governance, insieme “alle richieste palestinesi di decidere autonomamente i propri affari, potrebbe innescare conflitti”, perché anche se Hamas ha da tempo espresso la propria disponibilità a non partecipare alla governance dell’enclave, punta comunque ad avere una voce. A sua volta l’Anp potrebbe temere ancora di più tale situazione, perchè “questo modello di governance potrebbe lasciarle poca o nessuna autorità a Gaza, consolidando la separazione tra la Cisgiordania e la Striscia”.

Proprio a questo riguardo, il piano di Trump non parla di come riconnettere Gaza alla Cisgiordania, né di come porre fine al blocco israeliano della Striscia, “senza il quale non è possibile una riqualificazione economica sostenibile”.

RIFORME ANP Il ritorno dell’Anp a Gaza e l’avvio di un nuovo percorso politico sono subordinati al completamento di un programma di riforme legato al “piano di pace del presidente Trump nel 2020”, così come alla proposta lanciata da Francia e Arabia Saudita. Quest’ultima prevede l’abrogazione del suo sistema di pagamento per “martiri e prigionieri”, la riforma dei libri di testo scolastici e l’impegno a indire elezioni entro un anno dal cessate il fuoco a Gaza. Ad oggi, “l’Anp ha ampiamente rispettato i primi due passaggi e il presidente Abbas ha promesso elezioni legislative e presidenziali entro un anno dal cessate il fuoco”, hanno sottolineato gli analisti.

Il piano di Trump del 2020 risulta invece più insidioso, perché chiedeva all’Anp di rinunciare al diritto di aderire a “qualsiasi organizzazione internazionale” senza il consenso di Israele e di astenersi dall’intraprendere qualsiasi azione presso organismi come la Corte penale Internazionale e la Corte internazionale di Giustizia.

Nelle loro conclusioni, gli analisti Ecfr hanno sottolineato che “un percorso di pace credibile deve iniziare con un cessate il fuoco a Gaza, ma non durerà senza un cambiamento radicale nell’atteggiamento pubblico e politico israeliano e senza un’inversione di tendenza nell’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania”. Inoltre, hanno sottolineato Hugh Lovatt e Muhammad Shebaba, è “necessario garantire risultati politici da Israele per sostenere il processo di smantellamento di Hamas” e “tutto questo richiede un incessante sforzo congiunto da parte degli stati europei e arabi per esercitare pressioni dirette su Israele”, così come sugli Stati Uniti perchè si adoperino per “garantire il rispetto degli impegni israeliani”. “Senza tutto questo, il piano di Trump potrebbe fallire prima ancora di decollare”, è la loro conclusione.

Cinema, dal 13 novembre nelle sale "Due famiglie, un funerale"

Roma, 9 ott. (askanews) – Arriverà dal 13 novembre nelle sale italiane la commedia “Due famiglie, un funerale”. Un film che mescola il caos della vita familiare con il dramma di una malattia, regalando risate inaspettate e riflessioni sull’amore, sui legami e sulle beffe del destino.

Peppino (Maurizio Mattioli), impresario funebre romano da sempre supportato dal maldestro Spartaco (Enzo Salvi), è un uomo che si destreggia tra funerali disastrosi, affari turbolenti e… due famiglie. Una con la moglie Lidia (Anita Kravos) e l’altra con l’amante spagnola Helena (Isabelle Adriani). Una vita già complicata, che diventa una vera e propria corsa contro il tempo quando Peppino scopre di avere solo poche settimane di vita. Il protagonista attua una mossa che sconvolgerà le vite di tutti. Definitivamente.

Una commedia che mescola con leggerezza il destino, l’amore e la morte, invitando a riflettere sulla famiglia e sui legami che ci uniscono. Un film che non si prende mai troppo sul serio, ma che mostra come, anche nel caos, la vita possa sorprenderci e portare a momenti di felicità inaspettati. “Due famiglie, un funerale” è diretto da Mark Melville, e prodotto da Marvaso Production Films, in collaborazione con Taffo Funeral Services.

Consorzi Cobat, Viva (Cobat RIPA): centralit filiera

Roma, 9 ott. (askanews) – Cobat RIPA ha raccolto 88.627 tonnellate di pile e accumulatori esausti, con una crescita del +35% rispetto al 2023. La raccolta ha riguardato in particolare 51.379 tonnellate di batterie per veicoli e 33.075 tonnellate di batterie industriali, cui si aggiungono 4.174 tonnellate di batterie portatili. Parallelamente, i soci del Consorzio hanno immesso sul mercato 236.853 tonnellate di pile e accumulatori, un dato leggermente inferiore rispetto al 2023, ma superiore al 2022.

Sono i numeri illustrati in occasione della presentazione del Bilancio di Sostenibilit dei Consorzi Cobat alla Stampa Estera a Roma.

“Questi risultati confermano la centralit della filiera RIPA per il recupero di materie critiche e per la sicurezza ambientale”, ha commentato David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA.

Bce, direttorio vuole mantenere capacità di risposta in caso di shock

Roma, 9 ott. (askanews) – La Bce mantiene lo status quo sui tassi di interesse anche per garantirsi margini di manovra e “agilità”, nel caso in cui fosse necessario intervenire di fronte a qualche shock su prezzi o crescita economiche. E sempre per questo riafferma l’orientamento a non vincolarsi ad alcuna decisione futura sul costo del danaro. E’ quanto emerge dai verbali del Consiglio direttivo, che si è svolto lo scorso 10 e 11 settembre, pubblicati oggi dall’istituzione monetaria.

Nell’area euro “l’inflazione è rimasta vicina (all’obiettivo) del 2% per diversi mesi” e secondo i componenti del Consiglio direttivo della Bce “le aspettative sul restano saldamente ancorate, con la maggior parte delle misure che continuano a pervederla attorno al 2%, elemento che supporta la stabilizzazione dell’inflazione attorno all’obiettivo”. In questa occasione la Bce ha deciso nuovamente di confermare i tassi di interesse di riferimento per l’area euro, con il tasso sui depositi al 2%.

Secondo il documento, i banchieri centrali hanno identificato rischi su entrambi i versanti per l’inflazione: potenzialmente rialzisti, ma anche al ribasso sul medio termine. Tra quelli che potrebbero contenere la dinamica dei prezzi viene citato il rafforzamento dell’euro, oltre al potenziale effetto frenante sull’economia. D’altra parte “alcuni componenti” del Consiglio hanno sostenuto che negli ultimi mesi sarebbero aumentati i rischi al rialzo sul medio termine.

In questo quadro, e con una valutazione di rischi sulla crescita economica che si sono fatti più equilibrati, “tutti i componenti hanno appoggiato la proposta del (capo economista Philip) Lane mantenere i tre tassi chiave della Bce invariati”, riportano ancora i verbali.

“Con le prospettive sull’inflazione che restano più incerte del consueto e con il rischio di shock su prezzi e crescita in ambo le direzioni, è importante che il Consiglio direttivo mantenga la sua piena opzionalità sulle future riunioni – si legge – e possa essere agile per reagire rapidamente ad ampi shock, se necessario. La comunicazione – aggiunge il documento – deve mantenere un tono prudente e neutrale e restare orientata non vincolarsi sulle future decisioni per i tassi di interesse”.

Consorzi Cobat, Massaro (Cobat TYRE): motore innovazione

Roma, 9 ott. (askanews) – “Abbiamo superato i target ministeriali e dimostrato che la filiera PFU pu diventare un motore di innovazione e sostenibilit, anche grazie a nuove applicazioni industriali della gomma riciclata”. Lo ha dichiarato Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE, in occasione della presentazione del bilancio di sostenibilit integrato dei Consorzi Cobat.

Cobat TYRE ha raccolto 38.377 tonnellate di pneumatici fuori uso, corrispondente al 111,36% rispetto al target. La Lombardia si conferma la regione con il maggior volume (4.266,40 tonnellate), ma ottime performance sono arrivate anche dal Sud, a dimostrazione di una rete logistica solida e capillare.

Nuoto, Benedetta Pilato e Chiara Tarantino sospese per 90 giorni

Roma, 9 ott. (askanews) – La Federnuoto ha disposto una sospensione di 90 giorni dalle attività sociali e federali per Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, con effetto immediato. La misura arriva a conclusione del procedimento avviato dalla Procura federale, che ha tenuto conto dei risultati dell’inchiesta sul furto all’aeroporto di Singapore e del comportamento collaborativo mostrato dalle due atlete, entrambe autrici di una piena ammissione di responsabilità.

Dopo aver ricevuto il nulla osta del Procuratore generale del Coni, la Federnuoto ha approvato la proposta sanzionatoria avanzata dalla Procura federale, relativa alle richieste di patteggiamento presentate singolarmente da Pilato e Tarantino. La decisione chiude così il capitolo disciplinare interno, aperto in seguito ai fatti dello scorso 14 agosto.

Le due nuotatrici azzurre erano state fermate all’aeroporto di Singapore con l’accusa di furto di prodotti cosmetici all’interno del duty free. L’episodio era avvenuto al termine di una vacanza successiva ai Mondiali di nuoto disputati nella città-Stato del sud-est asiatico.

Secondo la ricostruzione, le atlete erano state trattenute per alcuni giorni dalle autorità locali e poi autorizzate al rientro in Italia grazie all’intervento dell’ambasciata italiana e della Farnesina.

Nei giorni successivi al rientro, Benedetta Pilato aveva dichiarato di essere stata una “protagonista involontaria” della vicenda, sostenendo che fosse stata Tarantino a sottrarre gli oli essenziali e a riporli a sua insaputa nella borsa che lei portava con sé. Chiara Tarantino, invece, non aveva mai replicato pubblicamente a questa versione.

Con la sospensione odierna, la Federnuoto chiude formalmente il caso, pur lasciando aperta una ferita d’immagine che ha scosso due delle giovani promesse più luminose del nuoto italiano.

Italgrob, Stati Generali e previsioni per il mercato Horeca

Milano, 9 ott. (askanews) – Un settore strategico che da sempre dimostra grande capacit di crescita e di reazione. Partecipazione importante agli Stati Generali Mercato Food & Beverage, evento promosso da Italgrob (Federazione Italiana dei Distributori Horeca) presso il Museo Alfa Romeo. Nome programmatico, quello dell’incontro, “Raccontare il presente, immaginare il futuro”. E obbiettivo chiaro: cercare una visione comune tra tutte le parti in causa.

Antonio Portaccio, Presidente Italgrob, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo fotografare il mercato. Nel corso degli ultimi anni il potere d’acquisto fortemente depauperato, ma non bisogna fermarsi. necessario capire in che modo la filiera pu rilanciare i consumi”.

L’andamento su cui ragionare poi, un’estate 2025 che ha riallineato la situazione dopo i primi mesi difficili dell’anno: stabile il dato sui Distributori di Bevande, lieve incremento della Grande Distribuzione Organizzata, flessione del Cash&Carry. Il risultato un numero globale vicinissimo a quello del 2024.

Alessandro Fontana, Direttore Centro Studi Confindustria, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Siamo in un momento fortemente condizionato dai dazi americani, ma anche dalle guerre e da altre barriere commerciali. Questi elementi creano grande incertezza nelle famiglie e nelle imprese, ci vuol dire che le famiglie tendono a risparmiare, mentre le aziende preferiscono ritardare le scelte d’investimento”.

Collaborazione e visione comune fondamentali per il comparto Horeca. Per guardare con fiducia al 2026.

Assotir: recepire Regolamento Ue contro l’intermediazione parassitaria

Roma, 9 ott. (askanews) – Concentrare ogni sforzo per fare in modo che l’Italia recepisca il Regolamento Ue 1055/2020 che impone alle società di autotrasporto di avere un numero di addetti e di veicoli proporzionale al proprio fatturato. “Servono impegno e determinazione da parte di governo e Parlamento per vincere una battaglia che, oltre ai trasportatori veri, sarà decisiva per contrastare l’intermediazione parassitaria, effettiva zavorra del mercato”. È l’impegno che ha rinnovato la presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, intervenendo al convegno “Filiera Logistica: dare valore all’Autotrasporto” che si è tenuto a Roma, presso la Sala della Regina alla Camera dei Deputati.

I lavori si sono aperti con il saluto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, hanno quindi partecipato, tra gli altri, il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda; il vicepresidente Andrea Casu e l’on. Antonino Iaria. Intervenuti anche l’on. Alessandro Battilocchio, della Commissione politiche della Ue e il segretario generale della Uetr, Marco Digioia. Manigrasso ha sottolineato che “in Italia, ancora oggi, anche avendo un solo camion si possono fare contratti di trasporto milionari, salvo poi darli in subvezione”. Secondo la Presidente di Assotir, “il contrasto all’eccesso di intermediazione è fondamentale in questa fase storica in cui il mercato si sta concentrando nelle mani di colossi imprenditoriali, spesso multinazionali. Questa battaglia ha un valore strategico, perché rappresenta un solido antidoto contro l’azione sistematica di destrutturazione dell’imprenditoria di media e piccola dimensione”. Manigrasso ha quindi evidenziato che l’iter per recepire il Regolamento ha subito diverse battute d’arresto: gli ultimi due governi hanno fatto scadere le deleghe, mentre l’attuale esecutivo, grazie anche al confronto con le Associazioni di categoria, ha definito una bozza che però è ferma da due anni. E oltretutto, “i tempi per completare l’iter, 18 mesi, sono molto stretti” ha sottolineato ancora Manigrasso, ricordando che il testo deve essere approvato dal governo, e quindi sottoposto all’esame del Parlamento.

La presidente di Assotir ha quindi ricordato che anche le altre battaglie storiche dell’Associazione – i costi minimi e una disciplina efficace per riconoscere ai vettori il costo delle soste al carico e allo scarico – “convergono tutte verso lo stesso obiettivo: mettere a disposizione del vettore strumenti di tutela, perché il vettore è la parte largamente soccombente. Il legislatore deve tenere conto della disparità di forze in campo che spesso si traduce in condizioni di ricatto per il vettore”. Il professor Massimo Campailla, docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti presso l’Università degli studi di Trieste, nella sua relazione ha chiesto di reintrodurre la scheda di trasporto, per contrastare in maniera effettiva la subvenzione, e per “rendere più efficaci le norme in materia di responsabilità condivisa”. Questo principio, ha spiegato, è stato introdotto con il D.lgs 286/05 e prevede che il committente sia corresponsabile per le eventuali infrazioni commesse dal vettore. Di conseguenza, “il committente è libero di affidare i trasporti a qualunque prezzo, ma è tenuto a vigilare affinché il vettore da egli scelto esegua la prestazione nel rispetto della legalità. Si persegue così, allo stesso tempo, la sicurezza stradale e la prevenzione di atti di concorrenza sleale da parte di vettori irrispettosi della normativa”. Purtroppo però si è rivelato molto difficile dare applicazione al principio della responsabilità condivisa, soprattutto a causa dell’inefficacia dei controlli: “i dati disponibili ci rivelano una divaricazione importante fra il numero di sanzioni elevate ai vettori e quelle comminate agli altri soggetti della filiera. La documentazione che accompagna le merci trasportate è, infatti, spesso redatta in modo tale da rendere difficoltoso ‘fotografare’ correttamente l’intera filiera dei soggetti a monte del vettore che esegue concretamente il trasporto”. La scheda di trasporto avrebbe semplificato l’attività di controllo, tuttavia “è stata abrogata in un’ottica di semplificazione, in quanto veniva spesso lamentata un’eccessiva difficoltà del committente nella sua compilazione. Ad anni di distanza, in un mondo sempre più digitalizzato – ha sottolineato Campailla, – è verosimile ritenere che tali complessità sarebbero oggi in gran parte agevolmente superabili”. “Quello che chiediamo oggi – ha detto il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, rivolgendosi ai politici intervenuti – sono regole. Regole che diano disciplina al mercato del trasporto, in modo che la competizione tra le imprese avvenga all’interno del perimetro della legalità e della sicurezza, in un quadro di piena trasparenza. L’intermediazione oggi vale almeno 4-5 miliardi di euro, sui 60 miliardi complessivi che muove il settore dei trasporti. Per questo chiediamo che chi vuole esercitare questa professione debba disporre di un organico e di un parco mezzi proporzionato all’attività che svolge. E chiediamo di introdurre o reintrodurre un meccanismo di tracciabilità delle merci. Perché è assurdo che in un mondo in cui si traccia tutto – le ore di sosta, di guida, il carburante consumato, i pedaggi- l’unica cosa che non viene tracciata siano i passaggi tra i vari soggetti della filiera”, ha concluso Donati.

Caso Almasri, no all’autorizzazione a procedere per Nordio, Piantedosi e Mantovano

Roma, 9 ott. (askanews) – L’aula della Camera ha respinto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del sottosegretario Alfredo Mantovano, indagati a vario titolo nella vicenda Almasri.

Si sono tenute tre votazioni distinte a scrutinio segreto. I sì alla proposta di negare l’autorizzazione per Nordio sono stati 251, i no 112. Per quanto riguarda Piantedosi i sì sono stati 256, 106 i no. Su Mantovano 252 i sì, 112 i no. In aula c’era anche la premier Meloni che ha lasciato Montecitorio subito dopo la votazione.

Gaza, Salvini: grazie a Trump per pace, senza di lui solo sangue

Rimini, 9 ott. (askanews) – “Bisogna dire grazie a Trump” per l’accordo di cessate il fuoco a Gaza e “se tutto andasse come spero e prego, Trump per la pace se lo stra-meritato” il Nobel, mentre la Lega sta “preparando documenti da presentare in Parlamento”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al Ttg di Rimini per l’incontro “Un futuro per la balneazione italiana”.

“E’ una giornata bellissima, una giornata straordinaria, una giornata emozionante. Confesso che quando mi sono alzato questa mattina ero felice – ha esordito Salvini -. Dopo tante chiacchiere, dopo tante promesse, dopo troppi morti si vede la luce in fondo al tunnel e c’ un’ipotesi di pace concreta a portata di mano, il cessate il fuoco, la restituzione degli ostaggi vivi o morti ai parenti, la ricostruzione di Gaza, l’allontanamento dei terroristi di Hamas”.

Il ministro ha annunciato che “come Lega stiamo preparando in questi minuti dei documenti da presentare in Parlamento, in Italia e in Europa, perch se tutto andasse come spero e prego, Trump il Nobel per la pace se lo stra-meritato”. Salvini ha poi attaccato chi protestava in Italia: “La soluzione in Palestina e la liberazione di Gaza non l’ha portata qualche barricadero in Italia che bloccava i treni, le strade e gli aeroporti, ma l’ha portata quello che per loro era il diavolo, Trump, e per me se riesce a fare quello che sta facendo un grande”.

Almasri, no aula Camera a processo per Nordio-Piantedosi-Mantovano

Roma, 9 ott. (askanews) – L’aula della Camera ha respinto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del sottosegretario Alfredo Mantovano, indagati a vario titolo nella vicenda Almasri.

Si sono tenute tre votazioni distinte a scrutinio segreto. I sì alla proposta di negare l’autorizzazione per Nordio sono stati 251, i no 112. Per quanto riguarda Piantedosi i sì sono stati 256, 106 i no. Su Mantovano 252 i sì, 112 i no.

Pizzaballa su Gaza: ferite ancora sanguinanti, non farsi illusioni

Roma, 9 ott. (askanews) – “A Gaza, c’è tanto dolore ancora, le ferite sono aperte, sanguinanti. Anche se adesso ci sarà il cessate il fuoco la situazione resterà drammatica ancora per molto tempo. È tutto da ricostruire, ammesso che si arrivi ad una conclusione definitiva di questo conflitto, perché non dobbiamo farci troppe illusioni. La fine della guerra, ripete, non è la fine del conflitto”: lo ha dichiarato a Radio24 il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa.

Per Pizzaballa è importante però rallegrarsi di questo passaggio di cui c’era bisogno. Il patriarca spiega a Radio 24 quali sono le urgenze a Gaza in questo momento. “Innanzitutto, servono le tende perché sta arrivando l’inverno e c’è tanta gente che non ha nulla, serve cibo, medicinali”.

Equitazione, il Global presentato al Circo Massimo

Roma, 9 ott. (askanews) – Si tenuta al Circo Massimo la conferenza stampa di presentazione della decima edizione del Longines Global Champions Tour di Roma, prestigioso circuito internazionale di salto a ostacoli in programma dal 10 al 12 ottobre. Presenti alla conferenza Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Svetlana Celli, Presidente Assemblea Capitolina Roma Capitale, Paola Frassinetti, Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Alessandro Cochi, Presidente CONI Lazio, Remo Chiodi, Direttore Generale Direzione Ippica del Ministero dell’Agricoltura, Edy Palazzi, consigliera regionale del Lazio e vicepresidente Commissione Sport Spettacolo Cultura e Turismo, Marco Danese, Direttore Sportivo del circuito LGCT, Marco Di Paola, Presidente FISE-Federazione Italiana Sport Equestri e vicepresidente CONI, Marco Porro, CT Nazionale Italiana di salto ostacoli e l’azzurro Filippo Lupis.

Caparezza sorprende i fan e pubblica Io sono il viaggio

Milano, 9 ott. (askanews) – In occasione del suo compleanno e a quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro discografico, Caparezza sorprende i fan e pubblica oggi a sorpresa Io sono il viaggio, il primo singolo estratto dal disco-fumetto Orbit Orbit in uscita il 31 ottobre per BMG: una release che unisce ed esalta le sue due anime, quella di musicista e quella di grande appassionato e sceneggiatore di fumetti.

Brano che segna ufficialmente il ritorno in musica dell’artista, Io sono il viaggio esplora il potere rigenerante della vita e la capacità di rinascita dell’essere umano: non siamo solo l’inizio e la fine, ma anche il percorso, la ripartenza e la trasformazione, soprattutto quando sembra che sia tutto finito. Nel brano, Caparezza -che si identifica con il viaggio- riflette su come la vita trovi sempre un modo per ripartire, trasformando ogni fine in un nuovo inizio, ogni sconfitta in energia nuova.

Ho capito che per ogni capolinea c’è un nuovo biglietto che fa capolino/scriverò sul retro della cartolina/lo sono il viaggio, sono il bagaglio, sono il distacco, sono il traguardo.

A rendere ancora più vivo questo viaggio le sonorità elettroniche del brano, che amplificano la sensazione di movimento ed evoluzione, creando un’atmosfera sospesa tra introspezione e slancio verso il futuro.

Le novità non finiscono qui: tra ottobre e novembre il cantautore presenterà Orbit Orbit e incontrerà il pubblico in occasione di numerosi firmacopie in tutta Italia. Si parte dai tre giorni al Lucca Comics & Games: i firmacopie si terranno presso il Padiglione Sergio Bonelli da giovedì 30 a sabato 1 novembre (sarà possibile acquistare il FUMETTO presso il Padiglione Sergio Bonelli Editore in Piazza Antelminelli, mentre CD/LP e COFANETTO saranno disponibili presso ORBIT ORBIT POINT in Piazza San Martino e FELTRINELLI LIBRERIE in Via Beccheria 29).

Dal 2 novembre Caparezza percorrerà poi l’Italia da nord a sud, facendo tappa negli store Feltrinelli Librerie di Bologna, Torino, Milano, Verona, Firenze, Napoli, Taranto, Bari, Palermo, Catania, Cagliari, presso il Festival Fino a leggermi matto a Sassari, Discoteca Laziale di Roma e Clinic Music Store di Molfetta dove il giorno dell’evento sarà possibile acquistare il CD, l’LP, il COFANETTO o il FUMETTO e ritirare il pass per avere accesso prioritario all’evento (1 pass per ogni merceologia acquistata fino ad esaurimento disponibilità).

In occasione dell’uscita del nuovo album, Caparezza firma anche il suo debutto come autore di fumetti, in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. Contestualmente all’album, arriverà infatti in libreria e in fumetteria Orbit Orbit, il fumetto evento che accompagna e completa il nuovo disco: un viaggio onirico disegnato da grandi firme e nuovi talenti del fumetto italiano. Folle e scatenato, colorato, divertente e allo stesso tempo intimo e personale, Orbit Orbit è un’avventura senza limiti.

Emozioni e solidariet al Festival del Cinema per gli animali

Roma, 9 ott. (askanews) – Si chiude il sipario sull’ottava edizione del Pet Carpet Film Festival Giubileo Edition 2025, ispirata ai valori si San Francesco D’Assisi, con tante emozioni autentiche e una finale indescrivibile, tra code scodinzolanti, battiti accelerati, lacrime di commozione e sorrisi sinceri.

La kermesse cinematografica internazionale dedicata al mondo animale, pet e wild, ha avuto per la prima volta una madrina che naturalmente ha conquistato la platea: la cagnolina Rosita, una bellissima Chihuahua di 2 anni e mezzo che ha rubato la scena all’attrice e conduttrice Paola Barale, che non si separa mai da lei da quando l’ha adottata.

Una delle numerose testimonianze di amore incondizionato che ha caratterizzato questa rassegna, a quattrozampe con le ali e con la coda, che stata condotta dalla sua ideatrice e Direttrice Artistica, la giornalista Federica Rinaudo, con Don Cosimo Schena, psicologo e poeta, il sacerdote pi seguito d’Italia sui social per via dei suoi video motivazionali, anche contro l’abbandono, e per aver accolto nella sua chiesa animali bisognosi e maltrattati. Il festival, voluto anche dalla Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e con il patrocinio di Camera dei Deputati, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Croce Rossa Italiana, Anas (Gruppo Fs Italiane), Fnovi, ancora una volta ha messo in evidenza la forza della sua mission, quella cio di informare, educare, sensibilizzare, attraverso le storie del cuore proiettate sul maxi schermo. Cortometraggi, provenienti dall’Italia e dall’estero, colmi di messaggi: fratellanza, inclusione e rispetto per ogni creatura. A rendere tutto pi colorato ci hanno pensato gli animali in sala, pronti a dispensare coccole, ma anche alcuni ospiti speciali come: il giovanissimo mago di appena 10 anni “Super Ale”, con i suoi interventi magici e il numero delle ombre, naturalmente a tema green & pet, il ventriloquo Antonio Diana con il suo simpaticissimo asinello “Lello”, un po’ irriverente ma decisamente un vero artista con la coda, l’allegria coinvolgente dei Comici Camici che hanno infiammato il pubblico, le dimostrazioni di Polizia e Carabinieri. Una giuria di professionisti, divisa nelle due serate di semifinale e finale, ha valutato le opere in concorso decretando i vincitori.

Si aggiudicato una doppia vittoria “Enzo, colui che vede con il cuore” di Filippo Gigliotti che trionfa come Miglior Corto Assoluto e nella sua categoria Cine Pet. “Lorenzo e Leo” di Lorenzo Tanzi vince invece la categoria Mondo Pet, insieme a “Nico, il cervo ritrovato” di Rachele di Fabrizio che arrivato primo nella categoria Docu Pet. Premio anche per “Il Pianeta S – il pane di Rosa” dell’istituto IC SOLVAY – ALIGHIERI di Livorno per la categoria Scuole Pet, mentre il p Premio “Una vita a 4 zampe” stato assegnato al cantante Valerio Scanu, per la dedizione e l’impegno verso il mondo animale. Menzioni speciali a: “Accarezzando la felicit” d Natale Belviso, “Una famiglia allargata” di Ermes Uaz e Francesca Bastone, “Tuskers” di Human World for Animals South Africa, “La storia di Jessica e Tris” di Fabio Di Marcantonio. Miglio film: Mr. Beau, scritto e diretto da Claudia Tosi. Un Pet Carpet esplosivo per la regia di Petro Romano, organizzato dalla Associazione Pet Carpet e reso possibile grazie a realt leader come PetStore Conad e Vitakraft, insieme a Cucciolotta, che ha vantato una giuria di personaggi dal mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, capitanata nelle due serate dall’attore Andrea Roncato, per la semifinale, dal presidente onorario l’attore Enzo Salvi con la sua Peggy e dalla cantautrice Grazia Di Michele, presidente di giuria, per la finale. Tra i giurati: gli attori Jane Alexander, Eva Henger con la sua Chloe, Massimiliano Vado con il cane Renato, Brice Martinet, i produttori Riccardo Ferrero e Massimiliano Caroletti, i cantautori Stefano Borgia, Mirko Fabbreschi dei Raggi Fotonici con Kiko e Paolo Audino, i conduttori Sofia Bruscoli con la sua Kelly, Bernie Cherubini e Igor Righetti con Byron, il fisico del CNR Valerio Rossi Albertini, i cantanti e comici Gemelli di Guidonia, Pierluigi Ugolini, presidente Ordine Veterinari di Roma e consigliere Fnovi, Marco Ludovico, Direttore Comunicazione Anas, l’agente del cinema Emanuela Corsello, Nicole Moscariello dell’associazione Amate gli Animali, la fotografa Barbara Gallozzi, l’influencer Lorenzo Castelluccio, Fabio Spina tesoriere dell’Ordine dei Veterinari di Roma, il regista Vittorio Rombol e il musicista Gianni Mazza. Grande soddisfazione dal punto di vista solidale con le centinaia di alimenti per cani e gatti donati da tutti i presenti (unica richiesta per poter entrare e seguire il festival) che saranno poi consegnati ai volontari di alcuni rifugi. Questo gesto di carit e condivisione riflette lo spirito del Giubileo e l’insegnamento di San Francesco, che invitava a spogliarsi dei beni materiali per donare agli altri.

Il Papa: contro la povertà pochi sforzi mentre aumentano i super ricchi

Città del Vaticano, 9 ott. (askanews) – Il mondo odierno si presenta sempre più ingiusto strutturalmente, con sistemi economico-sociali che allargano le povertà creando vere e proprie elite di super ricchi che dominano l’orizzonte internazionale. A denunciarlo è Papa Leone nella sua esortazione apostolica “Dilexi te”, “sull’amore verso i poveri”, resa nota oggi.

Nella “Dilexi te”, il pontefice afferma che “si può dire che l’impegno a favore dei poveri e per rimuovere le cause sociali e strutturali della povertà, pur essendo diventato importante negli ultimi decenni, rimane sempre insufficiente; anche perché le società in cui viviamo spesso privilegiano criteri di orientamento dell’esistenza e della politica segnati da numerose disuguaglianze e, perciò, a vecchie povertà di cui abbiamo preso coscienza e che si tenta di contrastare, – ricorda – se ne aggiungono di nuove, talvolta più sottili e pericolose”.

In questo senso il pontefice spiega che è, quindi, “da salutare con favore il fatto che le Nazioni Unite abbiano posto la sconfitta della povertà come uno degli obiettivi del Millennio”. Ma, mette in guardia Papa Prevost, “all’impegno concreto per i poveri occorre anche associare una trasformazione di mentalità che possa incidere a livello culturale”. Infatti, argomenta nel documento, “l’illusione di una felicità che deriva da una vita agiata spinge molte persone verso una visione dell’esistenza imperniata sull’accumulo della ricchezza e sul successo sociale a tutti i costi, da conseguire anche a scapito degli altri e profittando di ideali sociali e sistemi politico-economici ingiusti, che favoriscono i più forti”.

“Così, in un mondo dove sempre più numerosi sono i poveri, paradossalmente – mette in rilievo il Papa – vediamo anche crescere alcune élite di ricchi, che vivono nella bolla di condizioni molto confortevoli e lussuose, quasi in un altro mondo rispetto alla gente comune. Ciò significa che ancora persiste – a volte ben mascherata – una cultura che scarta gli altri senza neanche accorgersene e tollera con indifferenza che milioni di persone muoiano di fame o sopravvivano in condizioni indegne dell’essere umano”.

Il pontefice nel suo documento ha voluto anche citare un caso di cronaca. “Qualche anno fa, la foto di un bambino riverso senza vita su una spiaggia del Mediterraneo – ha scritto infatti – provocò grande sconcerto; purtroppo, a parte una qualche momentanea emozione, fatti simili stanno diventando sempre più irrilevanti come notizie marginali”.

Israele: cessate il fuoco a Gaza ci sarà solo dopo il voto del governo

Roma, 9 ott. (askanews) – Il cessate il fuoco entrerà in vigore nella Striscia di Gaza dopo il voto del governo israeliano sull’accordo raggiunto in Egitto con Hamas sulla prima fase del piano di pace del presidente americano Donald Trump. Lo riportano i media israeliani, dopo che la Tv egiziana al-Qahera aveva annunciato l’entrata in vigore della tregua.

“Il cessate il fuoco non è ancora entrato in vigore: entrerà in vigore solo dopo il voto del governo. Se ci saranno tentativi di attaccare le nostre forze, colpiremo i terroristi”, è la posizione israeliana riferita dal Jerusalem Post.

Il governo israeliano si riunirà nel pomeriggio alle 18 locali (17 in Italia). Stando alla convocazione pubblicata dai media israeliani la riunione ha in agenda il “Piano per il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani”.

M.O., Meloni: pace si costruisce lavorando non sventolando bandiere

Roma, 9 ott. (askanews) – “Sono molto fiera del lavoro silenzioso ma costante dell’Italia, riconosciuto da tutti gli attori in campo, sempre per ricordare che la pace si costruisce lavorando e non limitandosi a sventolare bandiere”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in diretta al Gr1.

“Il piano di pace – ha aggiunto – è molto complesso, noi stiamo parlando della prima fase del piano che prevede da una parte il rilascio degli ostaggi e dall’altra un ritiro graduale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Il lavoro è molto lungo e dovrà coinvolgere anche noi e la comunità internazionale”.

Cosa prevede l’accordo sulla prima fase del piano di pace per Gaza

Roma, 9 ott. (askanews) – All’indomani dell’annuncio del presidente americano Donald Trump sull’intesa raggiunta in Egitto sulla prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza, Israele e Hamas firmeranno oggi l’accordo e inizieranno a dare attuazione al cessate il fuoco e al successivo scambio di prigionieri.

Di fatto, sarà l’approvazione da parte del governo israeliano, che si riunirà nel pomeriggio, ad avviare il conto alla rovescia di 72 ore per la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas. Dopo il voto del governo, le forze israeliane cominceranno a ritirarsi entro 24 ore lungo la linea concordata con Hamas, per consentire ai miliziani di trovare tutti gli ostaggi. Secondo Ynet, in questa prima fase Israele manterrà il controllo di circa il 53% del territorio di Gaza e come parte del ritiro, le Forze di difesa israeliane (Idf) lasceranno Gaza City.

Con il ritiro delle forze israeliane, inizierà il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani ancora in mano ad Hamas, senza alcuna cerimonia pubblica, che dovrebbe avvenire tra domenica e lunedì. Il presidente Trump ha dichiarato in un’intervista a Fox News che il rilascio comprende tutti i 48 ostaggi, i 20 ritenuti ancora in vita e gli altri 28 deceduti. Tuttavia, secondo Ynet, il gruppo palestinese ha fatto sapere ai mediatori di non sapere dove si trovino nove salme.

Nel frattempo i negoziatori israeliani sono ancora impegnati a definire la lista dei 1950 detenuti palestinesi da rilasciare: 250 persone condannate all’ergastolo e altre 1.700 arrestate dall’inizio della guerra a Gaza. Secondo quanto detto a Ynet da un funzionario israeliano, nella lista non compariranno i membri della forza d’élite Nukhba di Hamas, coinvolti nell’attacco del 7 ottobre, né i leader palestinesi Marwan Barghouti, Ahmad Saadat, Abdullah Barghouti, Ibrahim Hamed e Abbas al-Sayyed, condannati all’ergastolo, di cui Hamas ha chiesto il rilascio. Hamas ha fatto sapere di essere ancora in attesa dell’approvazione definitiva dell’elenco dei prigionieri, aggiungendo: “Promettiamo ai prigionieri che rimangono in carcere e alle loro famiglie che rimarranno in cima alle nostre priorità e non ci fermeremo finché l’ultimo prigioniero non sarà liberato”.

La prima fase dell’accordo prevede anche, secondo quanto dichiarato da Hamas, l’ingresso nella Striscia di Gaza di almeno 400 camion di aiuti al giorno “nei primi cinque giorni dopo l’inizio del cessate il fuoco”. Numero che dovrebbe aumentare nei giorni successivi.

Hamas ha anche chiesto al presidente americano di garantire che “Israele rispetti tutti i suoi impegni”. Dopo aver annunciato l’intesa, ieri Trump ha detto al sito Axios che “probabilmente” sarà in Israele “nei prossimi giorni” per intervenire davanti alla Knesset, su invito del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo Ynet, Trump potrebbe arrivare in Israele domenica.

Una volta avviata la prima fase, partirà “immediatamente” la discussione sulla seconda fase del piano di Trump, secondo quanto fatto sapere da Hamas.

Massimiliano Gioni: dobbiamo interpretare le immagini in modi nuovi

Milano, 9 ott. (askanews) – “Per me fare mostre, questo sembra un po’ ambizioso e non voglio sembrare neanche trombone, un modo per misurarsi con le immagini. Viviamo in una cultura dell’immagine, viviamo in una cultura di immagini volatili, digitali, onnipresenti, viviamo in una cultura anche di inquinamento visivo”. Lo ha detto ad askanews Massimiliano Gioni, uno dei pi importanti curatori sulla scena internazionale, in occasione dell’inaugurazione dell’ultimo progetto della Fondazione Trussardi, la mostra ‘Fata Morgana’.

” sintomatico, anche se ne sono appassionato – ha aggiunto Gioni – che uno dei ultimi contributi del Made in Italy, si chiami Italian Brain Rot, ed generato da macchine e sono immagini tra lo disgustoso e l’affascinante. Tutto questo per dire che fare mostre, ma anche essere artisti o comunque avere un atteggiamento critico, non nel senso noioso, ma un senso di analisi e scoperta delle immagini, non pu che farci bene. E questa mostra spero inviti a ripensare alle immagini. Se pensiamo alle foto delle medium con gli ectoplasmi e cos via fatte nell’ottocento quando nasceva la fotografia, che come oggi l’intelligenza artificiale rendeva credibile dei fenomeni che non lo erano e quindi guardarle oggi spero che ci inviti sia a sorriderne sia a dubitare di immagini che vogliono dirci cose che spesso tragicamente aizzano l’odio e che invece dobbiamo saper

M.O., irrompe a Camera intesa pace. Dibattito, invece che su Almasri, su piano Trump

Roma, 9 ott. (askanews) – Irrompe nell’aula della Camera la prima intesa sul Piano di pace di Donald Trump. All’avvio di seduta che aveva all’ordine del giorno la discussione della Relazione della Giunta sulla domanda di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la notizia di quanto deciso in Egitto, ha portato l’assemblea a dibattere su questo.

Le opposizioni sono tornate a chiedere che la premier Giorgia Meloni venga a riferire in Aula.

Partnership Alleanza Assicurazioni e Banca Generali nell’insurbanking

Milano, 9 ott. (askanews) – Alleanza Assicurazioni e Banca Generali insieme nell’insurbanking, segmento in forte crescita. Grazie alla partnership, Generali amplia così l’offerta di servizi per i clienti, unendo la forza e la qualità distributiva di Alleanza e il know how di Banca Generali nel private banking e nella gestione degli investimenti.

La partnership consentirà alla rete di Alleanza – che conta circa 10.000 consulenti altamente qualificati, di cui 2.700 abilitati all’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari – di affiancare sempre più le famiglie nella protezione dei rischi, nella gestione consapevole dei risparmi e nella diversificazione degli investimenti, attraverso soluzioni personalizzate da oggi abbinate ai servizi bancari di Banca Generali per la gestione della liquidità e del conto titoli. Con una ricchezza finanziaria targetable delle famiglie che ha raggiunto l’anno scorso i 3.600 miliardi, di cui il 37% è ancora detenuta in liquidità a basso rendimento, Alleanza e Banca Generali mirano a cogliere questa opportunità strategica proponendo strumenti di qualità in grado sostituire parte del risparmio detenuto in depositi, o in titoli a basso rendimento, in soluzioni assicurative di medio-lungo termine che abbinano alla protezione dei capitali le opportunità derivanti dalla diversificazione dell’investimento in coerenza con i bisogni espressi dalla clientela.

Il progetto offre una nuova opportunità di sviluppo per Alleanza, mirata ad aumentare la quota di mercato e la diversificazione delle proprie fonti di ricavo. L’offerta della compagnia viene arricchita da strumenti per la gestione efficiente dei flussi finanziari e l’allocazione personalizzata degli investimenti delle famiglie. Allo stesso modo per Banca Generali si aprono nuovi orizzonti di crescita e redditività, potendo contare, da una parte, sull’unicità della rete distributiva di Alleanza e dei suoi 1,9 milioni di clienti per lo sviluppo nel segmento Affluent, e dall’altra sul rafforzamento delle opportunità come gestore dei fondi sottostanti alle nuove polizze multiramo.

Jeff Wall: la fotografia enigmatica perch ci somiglia troppo

Torino, 9 ott. (Askanews) – Una figura di spalle osserva una grande fotografia, un’opera di Jeff Wall. Ma chi la osserva lo stesso artista che l’ha realizzata e ora sembra cercare di nuovo di decifrarla. Forse in questo piccolo momento rubato prima di un’intervista possiamo provare a vedere un possibile approccio al racconto del lavoro di Jeff Wall, da sempre portatore di un concetto di realt fotografica tanto evidente quanto sfidante e problematica.

“Io credo che la fotocamera – ha detto Wall ad askanews – sia un dispositivo unico, che ci permette di catturare quello che i nostri occhi vedono normalmente, o per lo meno fissare qualcosa che assomiglia a ci che gli occhi umani vedono. Ma un dispositivo che in un certo senso ancora non capiamo, troppo ampio, ci assomiglia troppo, cos tanto vicina al modo nel quale facciamo effettivamente esperienza del mondo da risultarci enigmatica. La fotografia ha questa qualit e penso che non sia possibile sfuggirle”.

Il punto proprio questo: guardiamo una fotografia che assume cos tanti elementi della realt da essere quasi insostenibile. Nella massima chiarezza possibile ci accorgiamo di perdere i punti di riferimento. E la sensazione non vale per una sola immagine, ma ci accompagna lungo tutto il percorso della mostra che le Gallerie d’Italia di Torino hanno scelto di dedicare al grande fotografo canadese.

“Questo artista – ci ha detto Antonio Carloni, vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Torino – in fondo quello che ha preso la fotografia negli anni 70, l’ha trovata nei giornali, l’ha trovata alla documentaria, l’ha trovata dedicata al reportage classico e attraverso l’interpretazione della realt, attraverso il grande formato, attraverso l’unione di cinema e di pittura e allo stesso tempo di fotografia, l’ha spinta e l’ha appoggiata alle pareti dei grandi musei e delle grandi gallerie”.

Non sappiamo che cosa sia davvero la “realt”, chiaro, e le immagini di Jeff Wall contribuiscono ad aumentare questa incertezza. Ma di fronte a esse quello che si prova un indiscutibile sensazione di “verit” della creazione artistica, pur figlia, e anche questo altrettanto evidente, di una costruzione tanto minuziosa quanto inafferrabile. E forse proprio a questa perdurante inafferrabilit stava pensando il fotografo fermo davanti all’immagine.

Fata Morgana e il mistero dell’arte come forma di liberazione

Milano, 9 ott. (askanews) – Una mostra pensata per gli spazi di Palazzo Morando a Milano, in dialogo con la collezione dedicata al costume e alla moda, per dare spazio a un pensiero diverso intorno alla storia dell’arte. La Fondazione Nicola Trussardi presenta “Fata Morgana”, progetto che nasce con un’anima esoterica.

“Racconta le avventure di tanti personaggi diversi – ha spiegato ad askanews Massimiliano Gioni, co-curatore della mostra – in un certo senso non so neanche pi se una mostra d’arte o una sorta di catalogo di biografie, soprattutto per i personaggi di inizio 800-900: molti di loro non erano neanche riconosciuti come artisti. La mostra si apre con Georgiana Houghton che nel 1871 presenta 200 acquerelli realizzati sotto l’influenza di spiriti guida e va in bancarotta perch non ne vende neanche uno e la prendono in giro nei giornali dell’epoca. Per, retrospettivamente, faceva arte astratta 50 anni prima o 40 anni prima dei suoi colleghi pi noti poi come Kandinsky o Mondrian. Lo stesso con Hilma af Klint, oggi celebrata di cui abbiamo 16 straordinarie opere. la storia anche di un’emarginazione e di tutta una riscoperta che non solo nostra”.

La mostra trae anche il titolo da un poema di Andr Breton che evocava un altrove in cui visibile e invisibile si confondono, dove sogno e realt si intrecciano fino a dissolvere i loro confini. E anche le opere esposte a Palazzo Morando cercano in qualche modo di andare oltre le limitazioni. Grazie anche al dialogo tra le tante precorritrici e artisti di oggi come Chiara Camoni o Giulia Andreani.

“Mettono nelle loro opere – ha aggiunto Marta Papini, che ha curato l’esposizione insieme a Gioni e a Daniel Birnbaum – quelle interiorit che queste artiste mediane n qualche modo giustificavano attraverso l’essere possedute dagli spiriti. Ci hanno liberato in un certo senso e ci hanno consentito di aprire l’interiorit e pubblicarla senza bisogno di essere medium”.

Quello che si dipana nelle sale, quindi, pu anche essere visto come un percorso di liberazione o di emancipazione della posizione dell’artista. “La mostra – ha detto ancora Gioni – anche un incoraggiamento a ripensare l’arte come possibilit di reinvenzione del s, al di l di qualsiasi costrizione culturale o storica”.

Il progetto della Fondazione Trussardi, poi, dialoga con la citt e le sue istituzioni culturali, in questo caso Palazzo Morando. “Per noi – ha concluso Gianfranco Maraniello – direttore musei di arte moderna di Milano – anche un modo per conoscere e riconoscere uno spazio e il suo potenziale, sia quello ereditato storico, come la biblioteca esoterica della contessa che ha donato il palazzo alla citt, sia per scoprire nuovi potenziali e usi di questo museo”.

“Fata Morgana” aperta a pubblico, a ingresso gratuito dal 9 ottobre al 30 novembre.

Giovani. Nelle mani dei social?

Replico volentieri agli interrogativi avanzati da Nino Labate nel suo articolo Davvero siamo nelle mani della televisione e dei social? (leggi qui), su questa testata, cercando di spostare in avanti la questione di come leggere il comportamento dei giovani contemporanei.

Le nuove tecnologie e il cambio di paradigma

In proposito, occorre ammettere che le certezze scientifiche dei media studies non sono più quelle che l’autore legittimamente richiama alla mente. Non è possibile rispetto al passato arrivare a semplificazioni come quella di “una generazione completamente telecomandata”, perché la modernità e l’avvento di nuove tecnologie, come il digitale e l’IA, hanno radicalmente rivoluzionato lo stato della questione, e conseguentemente costretto gli studiosi a nuove interpretazioni.

Intanto lasciamo da parte la Tv, perché il nodo oggi è casomai il sovranismo digitale. Ma anche questa frase da sola non basta. Aiuta a capire le volumetrie più imponenti delle scelte comunicative, ma non spiega tutto: le scelte politico-elettorali dei giovani, soprattutto nelle politiche, non consentono di istituire un legame prepotente tra digitale e trasformazioni delle opinioni.

 

Dalla piazza alla coscienza civile

Prendiamo il caso del ritorno alle manifestazioni pubbliche di questi giorni. Che ci siano stati episodi inaccettabili è vero, ma non al punto di dimenticare che i giovani abbiano falsificato l’immagine di una generazione tra aperitivi e divano. I movimenti di cui stiamo parlando aggiungono al dibattito uno sdegno morale e una difesa del Diritto Internazionale che vanno seriamente messi al centro dell’attenzione. È compito di chi sa.

 

Il nodo della sfiducia e dellincertezza valoriale

A dirla tutta, il nodo principale che si intravvede da tante ricerche (ne cito una soltanto: l’indagine Giovani e politica dell’Istituto Toniolo, sintetizzata lunedì 18 giugno da Avvenire), è che ciò che si afferma soprattutto è un clima di sfiducia che si riversa anche sui partiti, una non meno evidente attenzione al clima ma, in generale, la percezione di una rilevante incertezza valoriale.

È difficile del resto meravigliarsi di questi risultati, se osserviamo le condizioni morali del Paese, l’aumento della maleducazione individuale e pubblica, spesso anche l’esempio che politica, istituzioni e adulti offrono ai giovani, in una suicidaria drammatizzazione continua nei toni e negli argomenti.

 

Limpatto del monopolio digitale

A questo punto, le responsabilità del monopolio digitale sui giovani appaiono ridimensionate ma certo non secondarie. Se si pensa all’impatto emotivo che domina gli scenari comunicativi, alla velocità e frammentazione dei tagliandi “consumati” dai device e alla sostanziale assenza di politiche formative ispirate alla media education, è difficile non trarne la conclusione che una parte della coorte giovanile resti impigliata nella palude di una comunicazione troppo spesso a basso grado di innovazione, e dunque di impatto sulla formazione dei giovani.

 

Giovani più avanti degli adulti

Resta però la prova consistente che la cultura delle nuove generazioni, non da ieri, è più avanti rispetto a quella dei loro genitori e degli adulti. Lo dimostrano la varietà e, per molti versi, l’idealità ben più radicale rispetto al dibattito dei partiti, al punto che, come ho dimostrato nella Rubrica sulla Rivista Formiche nell’aprile 2024, il Parlamento disegnato dai giovani 18–25 anni non sarebbe rivoluzionato rispetto all’attuale, ma resta il fatto che i rapporti di forza sarebbero completamente diversi.

Certo, il richiamo ad alcune teorie del passato, come l’effetto confermativo dei media, non è saltato per aria, ma vale più per gli adulti “crocifissi” ai loro consumi prevalentemente tradizionali e mainstream piuttosto che per la nuova società giovanile.

La generazione del disincanto

Riflettiamo su quante crisi stratificate i giovani contemporanei hanno dovuto assorbire ed elaborare, prendendo atto definitivamente che la nostra non sembra una società strutturata al bene comune. È la prima generazione che ha dovuto pagare il conto di tante criticità di cui loro sono gli ultimi responsabili. Si spiega dunque perché, per i giovani, i toni e i teatrini della politica non appaiano solo come linguaggio, ma costruzioni sociali troppo orientate al passato.

Rispetto agli adulti, ad esempio, i media non funzionano da élite dirigente come succede in altre fasce di età.

Stabilità, normalità e bene comune

Se mi venisse richiesta una ricetta (e dunque una semplificazione), direi che c’è bisogno di stabilità e normalità. Serve anche una tregua non rinviabile che pacifichi almeno il piano della contesa sui progetti di uomo e di società. In questo contesto si capisce che i giovani non seguano lo spartito tradizionale del dibattito politichese, ma una nuova graduatoria e gerarchia di temi.

I movimenti come laboratorio

Vale la pena lasciarli da soli in questo sforzo? Non converrebbe ricordare che i movimenti collettivi – ce lo ha insegnato anche Francesco Alberoni, nel suo testo intitolato pertinentemente Statu nascenti – non danno riscontri immediati sull’alfabeto e sui contenitori della politica attuale, ma in genere lievitano in profondità, non emergendo chiaramente al primo appuntamento elettorale (è successo anche dopo il ’68), ma addirittura al secondo.

Se non teniamo conto di questa dinamica, scegliamo di incoraggiare l’astensionismo, dimenticando che la cultura civile è il fine della Scuola e dell’Università.

Disaffezione e sfiducia: la democrazia rischia di svuotarsi dall’interno.

La crescente disaffezione dei cittadini verso la politica rappresenta una delle manifestazioni più evidenti della crisi democratica contemporanea. Si riduce la partecipazione, cala l’interesse per il dibattito pubblico, si diffonde l’idea che l’impegno politico sia inefficace. Questo clima di sfiducia è confermato dal crescente astensionismo e dai dati recenti dell’ISTAT, che fotografano un paese in cui continua a diminuire anche la partecipazione invisibile, fatta di informazione e discussione, con picchi di disimpegno tra i più giovani e nei contesti sociali più fragili. Dati che misurano, in definitiva, la distanza tra il paese e la sua classe dirigente.

Una classe dirigente senza pensiero

A questa crisi della partecipazione si affianca, dunque, quella altrettanto preoccupante della qualità della classe dirigente. Troppo spesso, la politica appare priva di pensiero autentico, chiusa in retoriche ripetitive e dominata da logiche tattiche e personalistiche. Il linguaggio si svuota, il confronto si appiattisce, le decisioni sembrano rispondere più all’urgenza comunicativa che alla complessità dei problemi.

 

La lezione di De Mita: pensiero e responsabilità

Eppure, come ricordava Ciriaco De Mita: “In politica il potere non è solo forza e comando ma soprattutto pensiero, parola, capacità di persuasione e di decisione a favore del bene pubblico”.

Questa visione alta e impegnativa della politica sembra oggi lontana, ma resta una bussola preziosa per riorientare il discorso pubblico. Se la politica è – o dovrebbe essere – spazio di pensiero e responsabilità, allora la sua crisi è anche il sintomo di un impoverimento culturale e civile più ampio.

Risvegliare la coscienza democratica

In questo scenario, diventa urgente risvegliare una consapevolezza democratica: intesa come attitudine critica, desiderio di comprendere le ragioni profonde dei fenomeni sociali e politici. Coltivare questa consapevolezza significa offrire strumenti di lettura, aprire spazi di confronto, rendere di nuovo possibile una sana partecipazione e alimentare un senso di appartenenza alla collettività. Solo così si può evitare il rifugio nei luoghi comuni, nelle semplificazioni e nel disimpegno. Questo è, oggi, il compito più urgente dei Partiti.

Verso una nuova cultura della responsabilità

La quasi generalizzata refrattarietà verso un modo “liquido” di fare politica – fatto di ambiguità, slogan effimeri e assenza di visione – potrebbe essere letta non solo come sintomo di crisi, ma, al contrario, come possibile segnale che la vitalità e la ragione si trovano altrove: in quelle zone della società in cui cresce la domanda di senso, giustizia e responsabilità. Sta alla politica intercettarla, ascoltarla e farla diventare progetto.

Per questo, risvegliare passioni sopite è oggi un atto politico nel senso più profondo. Solo da lì potrà nascere una nuova cultura democratica, capace di generare nel tempo una classe dirigente più competente e più degna del ruolo che occupa.

Centro fuori campo: il puzzle della sinistra che esclude

Il voto nelle Marche e nella Calabria, i vari dibattiti parlamentari, l’organizzazione delle piazze, la presenza nei media e nei vari talk televisivi, i riferimenti politici più gettonati e in ultimo, ma non per ordine di importanza, il profilo e l’identità stessa della coalizione, ci portano ad un’unica conclusione. E cioè, il campo largo o, meglio ancora, l’attuale coalizione di sinistra e progressista, sono radicalmente estranei, esterni ed avulsi rispetto a tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al Centro e a ciò che storicamente lo caratterizza sotto il versante politico, culturale, sociale, valoriale e programmatico.

Non si tratta, cioè, di essere pregiudizialmente polemici o accecati dalla faziosità. La realtà è oggettiva e ormai lo confermano quasi tutti gli osservatori e i commentatori che su vari organi di informazione – tranne quelli che sono funzionali ad un progetto politico riconducibile ad una sinistra estremista, radicale e massimalista – individuano nell’assenza di un autorevole riferimento centrista l’anello debole dell’alleanza alternativa al centrodestra.

Lillusione della gamba di centro”

Il vero rimedio, però, non è quello di sommare alle attuali forze massimaliste, populiste, radicali ed estremiste anche una piccola “gamba di centro”. Che sarebbe quella ideata, progettata e pianificata a tavolino dal duo Bettini/Renzi. Perché quell’operazione, come tutti sanno del resto – ma proprio tutti – è solo un furbesco escamotage per ottenere una manciata di seggi parlamentari gentilmente concessi dai veri azionisti della coalizione.

Quello che conta, semmai e al contrario, come avveniva quando esisteva un centrosinistra riformista, plurale e di governo, è contribuire a dettare l’agenda politica e programmatica dell’intera coalizione. È sufficiente citare il Ppi di Franco Marini, Gerardo Bianco e Pier Luigi Castagnetti prima e la Margherita di Francesco Rutelli, lo stesso Marini e Arturo Parisi poi per rendersi conto che quel centrosinistra non era la banale e goffa riedizione – seppur mutatis mutandis – del “Fronte Popolare” di togliattiana memoria o della “gioiosa macchina da guerra” ideata da Achille Occhetto e compagni.

E questo perché l’attuale “campo largo” o larghissimo che sia, come viene concretamente percepito e soprattutto vissuto dalla pubblica opinione, è molto semplicemente l’unità delle sinistre.

Il riformismo non è più la premessa

Qualcuno potrebbe obiettare che i tempi cambiano e anche il profilo e la stessa identità delle coalizioni sono destinate a cambiare. E profondamente. Probabilmente è così, se è vero – com’è vero – che da una coalizione dove erano visibili e percepiti come tali un Centro riformista e di governo che si alleava con una sinistra altrettanto di governo e riformista, si è passati ad un cartello elettorale e politico dove l’aggregazione delle mille sfumature di rosso ha avuto il sopravvento rispetto a qualsiasi altro apporto e contributo politico e culturale.

Un Centro senza casa

Per queste ragioni, semplici ma essenziali, quel segmento della pubblica opinione che si riconosce in un progetto politico centrista, riformista e di governo oggi non può che guardare altrove oppure, e peggio ancora, astenersi dal voto. Come, del resto, puntualmente sta capitando.

Probabilmente, e in attesa che intervengano altri elementi innovativi che introducano una netta discontinuità rispetto agli attuali equilibri ed assetti politici, il prossimo confronto tra le rispettive coalizioni sarà ancora ispirato e coerente con i modelli conosciuti e ormai consolidati. E dovremmo prendere atto, piaccia o non piaccia, che il Centro sarà ancora scientificamente ed organicamente assente dalla coalizione di sinistra e progressista.

Quando il credito diventa civiltà: una bella riflessione di Fabio Panetta

C’è un filo rosso che lega la finanza cooperativa alla stabilità del mondo. Fabio Panetta, intervenendo alla Giornata delle Banche di Credito Cooperativo, ha voluto ricordare che la dimensione del credito non è mai neutra: nasce da un’idea di fiducia reciproca, e si traduce in un atto di solidarietà. Non è un messaggio retorico, ma il cuore di una riflessione che unisce microeconomia e geopolitica, territori e relazioni internazionali.

Innovare senza perdere lanima

Le banche cooperative, secondo Panetta, hanno anticipato di decenni la sensibilità ESG: inclusione, partecipazione democratica, radicamento locale. Prima ancora che l’acronimo fosse inventato, esse avevano già fatto del bene comune il proprio codice genetico. Oggi però il mondo cambia, e con esso cambiano i parametri del rischio e del valore. Le imprese si spostano sul terreno immateriale dei dati e dei brevetti, le economie locali faticano, la digitalizzazione impone investimenti che le strutture minori non possono sempre sostenere. Da qui l’esigenza di innovare senza snaturarsi: unire risorse, creare alleanze, ma

senza perdere l’anima cooperativa.

La solidarietà come bussola del futuro

Dietro questo ragionamento c’è una visione: il credito non può ridursi a tecnica, perché implica sempre un patto di fiducia. È la stessa logica che Panetta estende al piano globale, quando affronta il tema del debito dei Paesi poveri. Dopo decenni di progressi, la povertà estrema torna a crescere in molte aree dell’Africa; il peso del debito impedisce investimenti in istruzione, sanità, infrastrutture. Il governatore invita dunque a un cambio di prospettiva: non basta la carità episodica, serve un sistema di cooperazione finanziaria più giusto e lungimirante.

Serve – ha spiegato il governatore – prevenire le crisi di solvibilità, facilitare ristrutturazioni trasparenti e legare ogni intervento a riforme capaci di accrescere la crescita potenziale. La solidarietà, insomma, non è un lusso morale, ma una condizione di equilibrio. Non è un residuo del passato, ma una bussola per il futuro.

Panetta ha chiuso con un avvertimento: ignorare il principio di solidarietà significa preparare nuove fratture. Le economie avanzate non si salvano se il resto del mondo sprofonda. La finanza, se vuole tornare ad avere un volto umano, deve riconoscere che ogni credito — piccolo o grande, locale o globale — è in fondo un atto di fiducia nella civiltà.

Israele e Hamas siglano accordo, disco verde al piano Trump in Medio Oriente

Roma, 9 ott. (askanews) – Hamas e Israele hanno firmato la “prima fase” del piano di pace, che sarà ufficialmente siglata domani mattina in Egitto. A dare l’annuncio è stato sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, anche se ormai da qualche ora la firma era data per imminente. Da quando, nella mattinata americana, nel corso di un evento alla Casa Bianca, il tycoon aveva ricevuto un biglietto da parte del segretario di Stato Marco Rubio, che gli annunciava l’accordo “molto vicino” e gli chiedeva il via libera al testo del post da pubblicare sul social Truth.

Nel messaggio social, arrivato poco prima dell’una di notte in Italia, Trump si dice “molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace”. Ciò significa, precisa, “che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto” e “Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte, duratura e perenne”.

“Tutte le parti – assicura – saranno trattate equamente! Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Benedetti i costruttori di pace!”

“I mediatori – ha confermato su X il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari – annunciano che stasera è stato raggiunto un accordo su tutte le disposizioni e i meccanismi di attuazione della prima fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza, che porterà alla fine della guerra, al rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi e all’invio di aiuti. I dettagli saranno annunciati in seguito”. L’intesa, secondo i media locali, dovrebbe essere firmata ufficialmente domani alle 12 (le 11 in Italia).

Gli ostaggi, secondo alcune fonti citate da media israeliani, dovrebbero essere rilasciati sabato. “Con l’aiuto di Dio li riporteremo tutti a casa”, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Israele e Hamas siglano accordo, l’annuncio di Trump via social

Roma, 9 ott. (askanews) – Hamas e Israele hanno firmato la “prima fase” del piano di pace, che sarà ufficialmente siglata domani mattina in Egitto. A dare l’annuncio è stato sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, anche se ormai da qualche ora la firma era data per imminente. Da quando, nella mattinata americana, nel corso di un evento alla Casa Bianca, il tycoon aveva ricevuto un biglietto da parte del segretario di Stato Marco Rubio, che gli annunciava l’accordo “molto vicino” e gli chiedeva il via libera al testo del post da pubblicare sul social Truth.

Nel messaggio social, arrivato poco prima dell’una di notte in Italia, Trump si dice “molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano di Pace”. Ciò significa, precisa, “che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto” e “Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte, duratura e perenne”.

“Tutte le parti – assicura – saranno trattate equamente! Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Benedetti i costruttori di pace!” “I mediatori – ha confermato su X il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari – annunciano che stasera è stato raggiunto un accordo su tutte le disposizioni e i meccanismi di attuazione della prima fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza, che porterà alla fine della guerra, al rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi e all’invio di aiuti. I dettagli saranno annunciati in seguito”. L’intesa, secondo i media locali, dovrebbe essere firmata ufficialmente domani alle 12 (le 11 in Italia).

Gli ostaggi, secondo alcune fonti citate da media israeliani, dovrebbero essere rilasciati sabato. “Con l’aiuto di Dio li riporteremo tutti a casa”, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che domani convocherà il governo “per approvare l’accordo e riportare a casa tutti i nostri cari ostaggi”.

“Annunciamo che è stato raggiunto un accordo che prevede la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’occupazione, l’invio di aiuti e uno scambio di prigionieri”, ha affermato Hamas ringraziando i mediatori e Trump.

Roma, nuovo corteo pro-Pal sfila davanti al Colosseo

Roma, 8 ott. (askanews) – A Roma sfila davanti al Colosseo il nuovo corteo pro-Palestina diretto verso Piramide.

Tante le bandiere palestinesi, la manifestazione, anche in segno di solidariet per le nuovi navi della Flotilla intercettate da Israele, stata promossa tra gli altri dal Movimento Studenti Palestinesi in Italia, dalla Comunit Palestinese in Italia, da UDAP, Associazione dei Palestinesi in Italia e Giovani Palestinesi in Italia.

Il corteo si snoda tra piazza di Porta Capena, viale Aventino, piazza Albania, viale della Piramide Cestia, piazza di Porta San Paolo e piazzale Ostiense.

Antimafia, Conte: destra vuole cacciare chi ha combattuto i clan

Roma, 8 ott. (askanews) – “Quel che sta accadendo è assurdo: fanno leggi per colpire singole persone che hanno dedicato la vita alla lotta alle mafie e ai clan”. Lo scrive il leader M5s Giuseppe Conte sui social network, intervenendo nella polemica sulla commissione Antimafia. “Con tutti i problemi e le emergenze del Paese la maggioranza porta in aula una proposta di legge per far fuori dalla commissione antimafia i nostri parlamentari Roberto Scarpinato, che ha combattuto per tutta la vita le mafie anche a fianco di Borsellino, e Federico Cafiero De Raho, che ha portato a processo il clan dei casalesi”.

Aggiunge Conte: “Vogliono cacciarli perché sono scomodi: i nostri parlamentari vogliono vederci chiaro sulle stragi del 1992-93 e approfondire i vari intrecci con la destra eversiva e i servizi deviati. Le forze al governo preferiscono cacciarli per riscrivere la storia con chi abbracciava Ciavardini, condannato per la strage di Bologna”.

Conclude il leader M5s: “Almeno dicano le cose come stanno e non si nascondano dietro la bufala dei conflitti di interessi: sui conflitti di interessi hanno costruito le loro fortune politiche per decenni”.

Dissalatore mobile marino, Amm. Leone: di interesse e valore

Roma, 8 ott. (askanews) – “La proposta del dissalatore mobile marino di assoluto interesse e valore. Come Guardia Costiera monitoreremo l’utilizzo di questa unit innovativa”.

Lo ha affermato l’Amm. Isp. (CP) Vincenzo Leone, Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, in occasione della visita ufficiale al dissalatore mobile marino di Marnavi al Porto di Napoli.

“Riteniamo il progetto sfidante e in linea con le pi innovative politiche di attenzione alla natura, come facciamo quotidianamente, affiancheremo gli armatori e le comunit costiere e insulari. noto che i dissalatori tradizionali, quelli fissi a terra, siano anche produttori di emissioni e impattanti sull’ambiente. Questa tecnologia, al contrario, offre una soluzione brillante: acquisisce acqua pulita in alto mare, la dissala e rilascia la salamoia in mare aperto, evitando cos riflessi negativi sulle aree costiere e salvaguardando gli ecosistemi marini, soprattutto quelli pi delicati delle nostre isole minori”, ha aggiunto.

Milano Premier Padel P1,avanti i big Coello-Tapia e Lebron-Stupaczuk

Roma, 8 ott. (askanews) – L’esordio più atteso è arrivato oggi, quando i numeri uno del padel mondiale sono scesi in campo per il debutto all’Oysho Milano Premier Padel P1. Il primo impegno dei campioni in carica e dominatori della stagione 2025 è durato solo 48 minuti: un problema fisico di Miguel Deus – avversario di oggi insieme al fratello Nuno – ha costretto i portoghesi al ritiro, con Coello e Tapia che accedono quindi agli ottavi di finale. Per i numeri 1 del mondo, campioni in carica e vincitori domenica scorsa del P1 di Rotterdam, domani ci sarà la sfida a Juanlu Esbri e a ‘Capitan America’ Alex Ruiz, che con un doppio 7-5 hanno sconfitto Marc Sintes e Dani Santigosa. Tra i risultati della mattina spicca anche il 7-6 6-1 di Javi Garrido e Lucas Campagnolo su Mario Del Castillo e Mario Huete.

Nel tabellone femminile, nulla da fare per Giorgia Marchetti e Lea Godallier: l’azzurra e la francese sono state battute da Ale Salazar e Martina Calvo con il punteggio di 6-1 6-3. Per il talento classe 2008 e la leggenda spagnola, negli ottavi, un’altra italiana, Carolina Orsi, e l’argentina Martina Fassio. Ad aprire il programma sul Centrale dell’Allianz Cloud erano state Marina Guinart e Veronica Virseda con il 6-3 6-1 a Ksenia Sharifova e Virginia Riera. Avanti anche le ‘Martas’, Barrera e Caparros, così come Martinez Gomez/Rodriguez e Canovas/Laia Rodriguez, queste ultime avversarie domani di Paula Josemaria e Ari Sanchez.

Nel pomeriggio dell’Allianz Cloud, buona la prima per un alto attesissimo protagonista del torneo, Juan Lebron, insieme all’argentino Franco Stupaczuk. Senza concedere palle break, le teste di serie numero 3 hanno eliminato 6-3 7-5 David Gala e Alex Chozas.

Ttg, Peraboni (Ieg): rappresentiamo forte cambiamento turismo

Rimini, 8 ott. (askanews) – Il Ttg rappresenta “i cambiamenti del turismo” con uno “strabismo tra quel gruppo di viaggiatori che raggiunge una meta solo per farsi un selfie e caricarlo sui social e quelli che invece scelgono destinazioni dove poter staccare e vivere un periodo pi reale”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Ieg, Corrado Peraboni, a margine del convegno inaugurale del Ttg Traver Experience a Rimini.

“Noi qua abbiamo la pi grande offerta del turismo italiano che vendiamo al mondo, ma abbiamo anche il mondo che si presenta ai tour operator, agenzie di viaggio, agli operatori in generale italiani”, ha spiegato Peraboni. “L’auspicio che dopo questi tre giorni gli operatori del settore siano in grado di offrire nuove esperienze, nuovi temi di viaggio agli operatori e soprattutto poi ai consumatori viaggiatori finali”.

Sul tema dell’edizione, l’ad di Ieg ha sottolineato come siano in corso “grandi cambiamenti; anche il titolo che abbiamo dato a questa edizione, ‘Awake’, cio consapevolezza, risveglio, dovuta al fatto che si innestato un forte cambiamento in questo settore. Basti pensare all’apparente strabismo tra quel gruppo di viaggiatori che raggiunge una meta solo per farsi un selfie e caricarlo sui social e quelli che invece scelgono destinazioni dove poter staccare e vivere un periodo pi reale e meno digitale”.

Ttg, Goren (Israele) incontra Santanch: turismo mezzo dialogo

Rimini, 8 ott. (askanews) – “E’ stato un piacere avere incontrato il ministro Daniela Santanch” che ringrazio “per il suo supporto” perch “il turismo un mezzo di dialogo, cultura tra i popoli” e nonostante “non siano momenti facili, non molliamo il mercato italiano”. Lo ha dichiarato Kalanit Goren Perry, delegata dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia, dopo l’incontro chiarificatore con il ministro al Ttg di Rimini a seguito dell’esclusione dello stand di Israele dalla fiera, decisione che la stessa ministra aveva definito “un grande errore”.

“Sono veramente orgogliosa. E’ stato un piacere avere incontrato il ministro Daniela Santanch. Vorrei ringraziarla per il suo supporto, il suo sostegno e le sue parole”, ha spiegato Goren Perry. “Il turismo un mezzo di dialogo, cultura tra i popoli. Quindi sono molto lieta e orgogliosa di questo importantissimo incontro”.

A margine dell’incontro la delegata dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo ha fatto il punto sull’andamento del mercato turistico: “Ovviamente questi non sono momenti facili. Noi non molliamo il mercato italiano che per Israele molto importante e Israele importante per gli italiani, per la Terra Santa e il Mar Morto e tutte le cose che questa terra offre per i turisti italiani. Adesso siamo nei giorni di grande speranza per il futuro, per la ripresa, per il giorno dopo e per tutto questo territorio. Vi aspettiamo e grazie a tutti per il sostegno”.

Qualcomm e Arduino uniscono le forze per l’AI del futuro

Torino, 8 ott. (askanews) – Torino ha ospitato oggi, negli spazi del Museo dell’Automobile, un evento che segna una svolta per il mondo della tecnologia: Qualcomm Technologies ha annunciato l’acquisizione di Arduino, azienda leader nell’hardware e nel software open source. L’obiettivo semplificare l’accesso degli sviluppatori alle tecnologie pi avanzate di Qualcomm, dall’intelligenza artificiale al calcolo ad alte prestazioni, unendo due eccellenze nel campo dell’innovazione. L’accordo unisce la potenza dei processori e dei semiconduttori Qualcomm con la filosofia aperta di Arduino, dando vita a un ecosistema unico capace di accelerare la creazione di dispositivi intelligenti e soluzioni connesse. La collaborazione punta a supportare milioni di sviluppatori, professionisti e studenti, offrendo loro strumenti integrati e scalabili per ideare e commercializzare rapidamente nuove tecnologie.

Protagonista dell’evento stato il debutto di Arduino UNO Q, la prima scheda a doppio processore basata sulla piattaforma Qualcomm Dragonwing. Capace di combinare potenza di calcolo e controllo in tempo reale, l’UNO Q apre nuove frontiere nel campo dell’intelligenza artificiale, con applicazioni che spaziano dalla casa connessa all’automazione industriale. A completare l’annuncio, il lancio di Arduino App Lab, un ambiente di sviluppo integrato che semplifica la creazione di progetti AI su Linux, Python e sistemi real-time.

Enrico Salvatori, Senior Vice President e President of Qualcomm Europe, ha dichiarato: “L’acquisizione si inserisce all’interno del nostro programma di espansione tecnologica. Qualcomm sempre stata impegnata nello sviluppo di dispositivi tecnologici come smartphone, pc e auto, mentre Arduino porta con s esperienza nel settore industriale”.

Massimo Banzi, Cofounder di Arduino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “I nostri prodotti sono sempre stati basati su processori semplici, mentre ora faremo un salto in avanti. Ora sar possibile far interagire applicazioni sofisticate che possono far funzionare alcuni modelli di intelligenza artificiale”.

Con questa operazione, Qualcomm consolida la propria leadership in Europa e ribadisce la volont di sostenere la creativit degli sviluppatori, mettendo a disposizione una piattaforma tecnologica completa, aperta e condivisa. Da Torino, una citt simbolo dell’innovazione italiana, arriva un messaggio chiaro: il futuro della tecnologia sar sempre pi aperto, integrato e accessibile a tutti.

Ttg, Sadegholvaad: Israele amico che sta sbagliando su Gaza

Rimini, 8 ott. (askanews) – “Israele un amico che noi riteniamo sta sbagliando e quando un amico sbaglia devi avere il coraggio di dirglielo”. Lo ha detto il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, sulla controversa esclusione dello stand israeliano dal Ttg, auspicando che “dalla prossima edizione lo stand Israele e quello della Palestina possano essere sotto lo stesso padiglione come fino a un anno fa”.

“La scelta di scrivere al presidente della fiera evidenziando quella che io insieme al presidente della Regione abbiamo ritenuto una presenza inopportuna, legata purtroppo alle drammatiche vicende che sono in corso ancora oggi, ancora in questo momento, principalmente nella striscia di Gaza”, ha spiegato Sadegholvaad. “Abbiamo detto che Israele un amico. Israele non un nemico. Non abbiamo bisogno di nemici. Ce ne sono gi troppi in giro per il mondo. Israele un amico che noi riteniamo sta sbagliando e quando un amico sbaglia devi avere il coraggio di dirglielo, prima di sussurrarlo, guardandolo negli occhi e poi se necessario anche urlandoglielo”. Il sindaco ha precisato che “non presente neppure lo stand della Palestina che storicamente faceva parte dell’offerta del Ttg”. E ha concluso: “Vogliamo dare un piccolo contributo, un piccolo segnale affinch possa finalmente prevalere la pace in quella terra martoriata”.

Andrea Bocelli conquista il Metropolitan di NY con repertorio Puccini

Roma, 8 ott. (askanews) – Ancora un trionfo per Andrea Bocelli al Metropolitan Opera di New York, dove il tenore toscano si è esibito domenica 5 ottobre in un concerto sold out, interamente dedicato a Giacomo Puccini, conquistando il pubblico americano con una performance intensa e ricevendo una standing ovation finale. Un appuntamento ormai annuale per il tenore che è sempre più amato dal pubblico americano.

Sul palco Steven Mercurio, a dirigere l’orchestra in una serata che ha visto alternarsi grandi voci della lirica internazionale: i soprani Juliana Grigoryan, Federica Lombardi e Jennifer Rowley, e il baritono Edward Parks, accanto al tenore italiano in un programma dedicato ai capolavori del compositore lucchese.

Nel corso della prima parte del concerto, Bocelli ha interpretato alcune tra le più celebri pagine pucciniane (da “Addio, fiorito asil” a “Un bel dì vedremo”, da “Recondita armonia” a “Quando me’n vò”) toccando i momenti più intensi di opere immortali come Madama Butterfly, Tosca, La Bohème, Manon Lescaut, Gianni Schicchi e La fanciulla del West.

La seconda parte ha confermato la magia del repertorio pucciniano, con il tenore che ha emozionato la platea eseguendo “Donna non vidi mai”, “O mio babbino caro”, “Ch’ella mi creda” e altri brani che hanno scandito un viaggio musicale tra lirismo e passione.

Bocelli ha concesso come bis alcuni tra i suoi cavalli di battaglia più amati, tra cui “E lucevan le stelle” e l’immancabile “Nessun dorma”.

Manovra, Conte: terapia d’urto su tasse, famiglie, sanità, industria

Roma, 8 ott. (askanews) – “Dobbiamo lanciare un appello forte e invocare misure straordinarie: non possiamo affrontare questa legge di bilancio come una legge qualsiasi. Qui occorre una terapia d’urto”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di una diretta sui suoi canali social.

“E allora io lancio con il M5S quattro misure fondamentali – ha spiegato l’ex presidente del Consiglio – che sono straordinarie; Mi rivolgo dapprima alle forze di opposizione, ma noi invochiamo da subito un dialogo con le forze di maggioranza e con il Governo. Sono misure non di un colore politico ma servono al Paese per non andare sempre più in recessione. Fra un po’ i soldi del Pnrr finiscono e avremo, con spese e investimenti militari per gli impegni presi da Meloni che aumenteranno sempre più, e non possiamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti un Paese con squilibri, iniquità economiche e sociali, devastazioni, ma con i padroni delle armi che si arricchiscono sempre più”.

Queste le proposte citate da Conte: “Innanzitutto occorre un maxi taglio delle tasse. Dobbiamo assolutamente aumentare la no tax area. Secondo punto: aumentare l’assegno unico per le famiglie. Terzo punto: sanità, sempre contrastando sprechi e inefficienze ma dobbiamo investire sulla sanità pubblica con risorse vere. Quarto punto dobbiamo per le imprese, recuperare quelle agevolazioni, quegli incentivi che consentono a quelle filiere che sono in ginocchio di recuperare competitività: ripristiniamo Industria 4.0. Sono 4 pilastri che ci consentiranno di far fronte alle necessità di famiglie imprese e cittadini”.

(segue)

Marco Mengoni dà il via da Torino a Live in Europe 2025

Milano, 8 ott. (askanews) – Marco Mengoni dà il via questa sera a Live in Europe 2025 dall’Inalpi Arena di Torino, per la prima delle due date sold out. Il tour – con 33 concerti, di cui 21 in Italia e 12 in Europa – toccherà i palazzetti e le arene più importanti d’Italia e Europa, con il sold out registrato per entrambe le date di Torino, le quattro date Milano, le due date di Pesaro, le tre date di Firenze, la prima data di Eboli, le quattro date di Roma, Parigi e Londra. Live in Europe 2025 arriva dopo il successo del tour negli stadi con oltre mezzo milione di biglietti venduti e segna il grande ritorno di Marco Mengoni nelle grandi città europee che lo hanno accolto per la prima volta nel 2023. Con questo tour Marco Mengoni celebra 16 anni di carriera che hanno consacrato il cantautore come protagonista della scena musicale italiana e arriva dopo il tour trionfale del 2023, culminato con lo show-evento al Circo Massimo.

Dopo il concerto sold out di questa sera, il tour proseguirà in Italia con la seconda data di Torino di domani – 9 ottobre (sold out) -, le quattro date a Milano (12, 13, 15 e 17 ottobre SOLD OUT – Unipol Forum), Pesaro (21 e 22 ottobre SOLD OUT – Vitrifrigo Arena), la doppia data di Bologna (24 e 25 ottobre – Unipol Arena), le tre date di Firenze (28, 29 e 31 ottobre SOLD OUT – Mandela Forum), i tre concerti di Eboli (2 novembre SOLD OUT, 4 e 5 novembre – Palasele) e i quattro live Roma (8, 9, 12 e 13 novembre SOLD OUT – Palazzo dello Sport). Il cantautore continuerà a esibirsi nelle grandi città d’Europa di: Ginevra (19 novembre – Arena), Stoccarda (21 novembre – Hanns-Martin-Schleyer-Halle), Düsseldorf (22 novembre – Mitsubishi Electric Halle), Zurigo (24 novembre – Hallenstadion), Francoforte (26 novembre – Festhalle), Monaco di Baviera (27 novembre – Olympiahalle), Bruxelles (30 novembre – Forest National), Utrecht (1 dicembre – TivoliVredenburg), Parigi (3 dicembre SOLD OUT – Salle Pleyel), Esch-sur-Alzette – Lussemburgo (5 dicembre – Rockhal), Londra (7 dicembre SOLD OUT – O2 Forum Kentish Town) e Madrid (10 dicembre – Palacio Vistalegre).

Live in Europe 2025 – prodotto e organizzato da Live Nation – è un progetto ampio, che prosegue quanto fatto nel trionfale tour degli stadi di quest’estate: bagnare il pop nella grande tradizione teatrale, dove il pubblico stesso è protagonista perché sul palco ritrova la sua storia, quella dei suoi simili e del mondo intero.

«Questo tour sono io, la mia esperienza, la mia visione del mondo, ciò che ho imparato negli anni: la vita è un necessario processo di decostruzione per ricostruire, e lo stesso avviene alla società. La musica è il mio modo per raccontare tutto ciò e rendermi consapevole, trovando la bellezza anche nella fragilità» racconta Mengoni.

Il cantautore ha scelto di mettersi in gioco ancora più del solito, dando vita a uno spettacolo di cui ha curato in prima persona ogni minimo dettaglio. C’è il suo pensiero dietro ogni singola immagine, colore e suono, così come la sua visione della musica: che parla non solo attraverso voci e strumenti, ma anche grazie a un lavoro a 360° che non lascia indietro alcun dettaglio. Dalla ricerca minuziosa di un suono inedito che accompagna i suoi brani con nuovi arrangiamenti, all’immaginare un palco in cui raccontare la storia da mettere in scena. Dall’asta del microfono decorato dalle sue mani, ai disegni dei costumi, così come li ha immaginati lui. Marco porta in scena più di un anno di lavoro pensato e voluto per poter finalmente celebrare la ricostruzione insieme al suo pubblico. Sul palco veniva rappresentata una storia che affrontava i grandi temi dell’esistenza attraverso una riflessione sul dolore e sulla fragilità della vita umana, sul bene e sul male, fino alla catarsi finale.

Da qui l’idea di Marco Mengoni di portare sul palco un racconto visivo ed emotivo che riflette i cicli di crollo e rinascita che attraversano l’esistenza individuale e collettiva; dopo ogni caduta si cammina sulle rovine, si scava per eliminare il superfluo, si recupera l’essenziale, e si costruisce di nuovo. Lo show è suddiviso in sei capitoli: prologo, parodo, episodi, stasimi, esodo e catarsi.

Il Prologo è l’inizio dello spettacolo, sul palco viene svelata la presenza di rovine, il punto di partenza di tutta la narrazione: il nostro passato da cui iniziare a ricostruire. Sul palco arrivano 6 performer ad arricchire la narrazione dello show: figure misteriose, coperte, che rappresentano le grandi protagoniste di questo spettacolo, e di tutti i concerti di Marco Mengoni: le emozioni.

L’egoismo apre il Parodo: vedere nell’altro il nemico, far crescere la paura, abbandonare il sentire comune per ritrovarci isolati, impedendoci di alzare la voce, di farci sentire per le cose che contano. L’impotenza esplode in una riflessione sulla situazione mondiale attuale, sugli attacchi che non si fermano nemmeno davanti agli innocenti. E allora il focus diventa l’importanza della condivisione, negli Episodi e Stasimi, quando Mengoni dà un ruolo fondamentale alla musica: è il suo modo di combattere i demoni. L’intimità con il pubblico, la voglia di esporsi e condividere prosegue con brani e parole che dicono tanto dell’artista al centro del palco, delle sue fragilità, ma soprattutto della sua voglia di ricominciare. Questa presa di coscienza è al centro dell’Esodo: sopravvissuti al crollo, accettiamo di ripartire per ricominciare a vivere, facendo pace con quanto ci fa paura, le nostre fragilità, le imperfezioni che ci accomunano a tutti gli esseri umani. Per ritrovarci finalmente liberi, nella catarsi.

Dal punto di vista musicale, una sfida complessa quella di unire il suo repertorio moderno con una forma d’arte diversa e secolare, inserire i brani in una scaletta che diventa trama, dividerla in momenti per dare vita ad un flusso narrativo unico. Un lavoro che ha visto Mengoni condividere con Giovanni Pallotti e Francesco Fugazza la direzione musicale di questo ambizioso progetto. I brani in scaletta ripercorrono una carriera lunga 15 anni tra le grandi hit che hanno fatto la storia del cantautore, gemme mai dimenticate che rientrano in setlist a distanza di anni e cover che si legano naturalmente al racconto che Mengoni porta sul palco.

Ad accompagnare Mengoni sul palco una band di 13 elementi e 6 performer – coreografati da Daniele Sibilli – che dall’assolo su Un fiore contro il diluvio alle coreografie su Mi fiderò e La casa azul circondano Marco, arricchiscono la narrazione e ne amplificano il messaggio. Anche lo studio dei look di Marco nasce in primis dall’esigenza narrativa di raccontare il viaggio, fisico e spirituale, del protagonista dello show prima e dei suoi spettatori poi: abiti custom made per un guardaroba ampio che segue la narrazione dello show, con un impatto estetico diverso in ogni data. L’artista – affiancato dallo stylist Nick Cerioni – ha scelto di coinvolgere i brand storici con cui ha sempre amato lavorare e nuovi giovani designer scelti personalmente per poter dar loro visibilità.

I biglietti per sono disponibili su https://www.livenation.it/marco-mengoni-tickets-adp565055

MArteLive festeggia i suoi 25 anni con edizione speciale

Milano, 8 ott. (askanews) – Quest’anno il grande sistema artistico e culturale del MArteLive festeggia i suoi primi 25 anni, in attesa della Biennale MArteLive 2026, e lo fa con un’edizione speciale dal titolo MArteLive Connect, che il 14 e 15 ottobre si muove su 10 palchi tra il Lanificio (Via di Pietralata, 159A), cuore pulsante del Festival, l’Atelier Montez (Via di Pietralata, 147/A-B) e il MONK (Via Giuseppe Mirri, 35) di Roma.

Il festival dopo 25 anni continua ad essere un ponte tra passato e futuro, tra esperienze consolidate e sperimentazioni emergenti, facendo dialogare la scena nazionale e internazionale con i talenti di domani. Infatti, anche per questa nuova edizione, MArteLive conferma il suo carattere internazionale grazie alla presenza di artisti provenienti da tutta Europa, come Inghilterra, Australia e anche Iran.

Un aspetto che il festival ha acquistato dal 2022, fino a spingersi fisicamente oltre i confini italiani attraverso il progetto MArteLive Europe – co-finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma Europa Creativa: è proprio in virtù di questo aspetto che MArteLive si conferma come un festival diffuso, capace di generare nuovi ponti e un forte impatto culturale, artistico, economico e sociale significativo, offrendo così numerose opportunità di crescita per giovani talenti e aprendo nuovi network di collaborazioni nazionali e internazionali.a Tra le migliaia di artisti che si sono esibiti negli ultimi 25 anni, 1122 ci sono stati nella sola edizione 2024, con 66 presenze da Africa, Sud America, Austria, Nuova Zelanda, Belgio, India, Canada e molte altre nazioni.

Cuore pulsante del festival, lo storico Concorso MArteLive diretto da Nadia Di Mastropietro rappresenta da sempre il più grande motore di scoperta e valorizzazione di nuovi talenti in Italia. Nato per offrire una vetrina a giovani artisti emergenti, negli anni ha dato spazio a migliaia di creativi che hanno potuto esibirsi accanto a nomi affermati della scena nazionale e internazionale. La formula multidisciplinare – che abbraccia 16 diverse categorie artistiche tra musica, teatro, danza, circo, arti visive, cinema, moda, letteratura e molto altro – trasforma ogni edizione in un laboratorio di sperimentazione e contaminazione, offrendo ai vincitori l’opportunità di accedere a percorsi professionali, residenze e network di collaborazioni. Con oltre 25 di storia, il concorso si conferma come un punto di riferimento unico nel panorama culturale europeo, capace di coniugare ricerca, innovazione e crescita artistica.

Al centro di questa edizione, che testimonia come, da un quarto di secolo, MArteLive ha contribuito a trasformare Roma in una rete diffusa di luoghi, linguaggi e comunità creative, c’è l’idea di un’arte evolutiva – capace di irrompere, connettere e trasformare, attraversando spazi urbani e intimità personali.

Un’arte che non si limita a trasformare, ma che cresce e muta insieme ai suoi tempi. L’arte che MArteLive porta in scena invade e rigenera gli spazi urbani, scava nell’intimità delle persone, spezza convenzioni per ricomporle in visioni inedite. Un’arte che rinnova i linguaggi e reinventa la modernità.

«MArteLive Connect non celebra il passato: lo piega e lo trasforma, generando un presente che si apre al futuro…” – spiega lo storico ideatore e direttore artistico del MArteLive Giuseppe Casa – …perché mai più nella storia quegli artisti si incontreranno negli stessi spazi, sugli stessi palchi, creeranno le stesse alchimie, sotto le stesse luci: quello che accade a MArteLive Connect è qui ed ora, è irripetibile, uno scenario composto e vivo che trascina oltre le convenzioni culturali e sociali».

MArteLive Connect è un’esperienza totale: performance contemporanee, installazioni e linguaggi ibridi si intrecceranno in tempo reale, trasformando la città in un unico grande palcoscenico.

Non solo spettacolo, ma workshop ed energia condivisa: una comunità artistica che celebra 25 anni di scoperte, sperimentazioni e talenti lanciati da spazi non convenzionali, sempre protesa verso nuove avanguardie.

La possibilità di vivere un’esperienza evolutiva: camminare corridoi, respirare domande, scegliere stanze divergenti che aprono possibilità inattese.

Il programma, come sempre, è multidisciplinare: musica e DJ set, teatro e letteratura, danza, arti visive, fotografia, videoarte, grafica, pittura, cinema, moda e artigianato, fumetto, circo contemporaneo, street art e installazioni site specific. Un caleidoscopio di linguaggi che si intrecciano e si contaminano in tempo reale, offrendo al pubblico l’esperienza di una città che pulsa di creatività.